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43 commenti

Apple Music ti cancella la musica dal computer: utente perde 122 giga di canzoni

Ha fatto subito il giro del mondo il racconto della disavventura capitata a James Pinkstone, di Atlanta, negli Stati Uniti: Apple Music, il servizio di streaming musicale a pagamento di Apple, ha cancellato ben 122 gigabyte di musica dal suo Mac. Compresi i brani che lui stesso aveva composto. E lo ha fatto, dice, senza dare alcun preavviso e senza chiedere il consenso. Non solo: quando ha contattato l’assistenza Apple gli è stato detto che Apple Music stava funzionando correttamente e che questa cancellazione era un comportamento previsto.

Se siete uno dei circa undici milioni di utenti paganti di Apple Music, la storia del signor Pinkstone è da brivido; in generale, è un monito per chiunque affidi i propri dati al cloud. Che, va ricordato, è un termine di marketing per non dire “il computer di qualcun altro”.

Apple Music, infatti, inizialmente legge tutti i brani audio presenti nel computer dell’abbonato, li confronta con quelli che Apple ha in archivio e poi cancella dal computer quelli che gli risultano presenti in archivio. Quando l’abbonato vuole ascoltare un brano su uno qualunque dei propri dispositivi, Apple glielo manda in streaming. Questo fa risparmiare spazio su disco e consente di avere la musica a disposizione ovunque.

Il problema, racconta il signor Pinkstone, è che il software di confronto e riconoscimento dei brani è impreciso e sbaglia a identificare i brani, per esempio confondendo una versione di una canzone con un’altra, e quindi capita che sostituisca un’edizione rara con quella generica più comune, una cover con un originale, una versione dal vivo con quella registrata in studio. L’edizione rara, magari trovata con fatica, viene cancellata dal computer dell’abbonato.

Peggio ancora, quando Apple Music incontra un brano che non riconosce, lo preleva dal computer dell’abbonato, lo copia sui propri server e poi lo cancella dal computer dell’utente. E lo fa anche con i brani composti dall’utente, come nel caso del signor Pinkstone. Questo significa che Apple controlla l’accesso dell’autore alla sua musica, e dato che Apple Music è un servizio a pagamento, l’utente deve pagare per avere accesso alle proprie composizioni o alla musica che aveva già pagato acquistandola per esempio su CD.

James Pinkstone è riuscito a recuperare tutta la propria musica attingendo a un backup, ma chi non ha una copia di scorta della propria collezione musicale rischia di trovarsi a dipendere da Apple e doverle pagare un abbonamento. Peggio ancora, chi elimina il proprio account Apple Music dopo i primi tre mesi di prova gratuiti rischia di aver perso tutto.

C'è chi fa notare che in realtà Apple Music avvisa prima di cancellare, ma lo fa in modo poco chiaro ed è facile sbagliarsi: forse è quello che è successo al signor Pinkstone e ad altri utenti in passato. Comunque sia, la vicenda evidenzia bene il rischio molto concreto dell’attuale tendenza ad affidarsi a servizi cloud senza conservare una propria copia locale dei dati: si diventa dipendenti dall’accesso a Internet e soprattutto dagli umori del fornitore del cloud per l’accesso ai propri dati e per la loro integrità. E se il cloud sbaglia o l’abbonamento scade, i dati sono persi o silenziosamente alterati per sempre.
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Commenti
Commenti (43)
Il punto è che l'utente anche solo minimamente consapevole, come questo Pinkstone, sa che Apple Music cancella gli originali, per cui fa un backup, mentre l'utente non consapevole affida generalmente tutto quello che ha, foto personali, musica o documenti, ad un singolo HD o peggio a chiavette e schedine di memoria flash, per cui non so cosa sia meglio, se affidarle al cloud o non affidarle al cloud. E' semplicemente destinato a perdere tutto, ma con il cloud gli durano ragionevolmente di più. Non è la cosa migliore per il progresso dell'umanità, ma per quell'utente medio un cloud a pagamento integrato con il sistema operativo a rinnovo automatico è probabilmente la soluzione migliore.
E si solleva un coro di coloro i quali che a suo tempo venivano definiti Cassandra: "Non dite che non vi avevamo avvisati."

Nell'accezione pubblicitaria attuale, il termine "cloud" indica semplicemente un computer che non ti appartiene e di cui non hai alcun controllo. E molti ficcano i loro dati importanti in questa categoria di computer.

Su, da bravi, 100 euro/franchi/dollari e vi portate a casa un disco esterno USB bello cicciotto. Copiate su quel disco i vostri dati e mettete quel disco il piu' lontano possibile dal vostro computer, meglio se in un posto come una cantina o un garage. Ripetere ogni [3,4,6] mesi.
Il cloud e' questo non hai il controllo sui tuoi dati. Saro' antiquato ma preferisco teere la roba veramente importante sul nas (con backup). Mi stupisce/spaventa quando molte aziende si affidano al cloud con una leggerezza impressionante, e' comodo sempre disponibile (a condizione di essere connesso) non ti devi preoccupare del bakcup... Poi non venire da me a piangere io te l'avevo detto.
per la serie -- che male vuoi che faccia --
Chi compra Apple mi fa tanta tenerezza.
> ha cancellato ben 122 gigabyte di musica dal suo Mac. Compresi i brani che lui stesso aveva composto.

Evidentemente a Apple non piacevano!
Se fosse un romanzo distopico si potrebbe scrivere :
Lo stato di polizia privatizzata entra dentro il tuo computer per violazione del contratto EULA
Lo stato di polizia privatizzata in ospedale assume vigilantes al posto di medici competenti.
Lo stato di polizia privatizzata assume guardie armate al supermarket perchè un grammo di pinoli costa più dell' oro.
Lo stato di polizia privatizzata incentiva gli spioni con le apps dello smartphone per segnalare persone sospette.
Privatizzeremo gli ospedali costruiti con i soldi pubblici, gli mp3 e i satelliti spaziali,
e con la scusa dell' ISIS faremo delle leggi obbligatorie per il tracciamento e la sorveglianza di tutti i civili.
Con il TTIP l'UE dovrà importare broccoli coltivati sull'uranio radioattivo per tagliare i costi sulle pensioni.
Aò sò peggio de Orwell...
Beh insomma in USA almeno hanno quel piccolo problemino del secondo emendamento che prima o poi qualcuno si incaxxa.
https://www.youtube.com/watch?v=jyTA33HQZLA

Io non capisco proprio... Sarà vero che il computer apple ha schede, processori, ram, hard disk migliori dei not-apple, ma i lettori mp3 apple che senso hanno?
costano un bornaus funzionano esattamente come i samsung da 30 euri... che non fanno 'sti scherzi.
@michele/energia
;)
Sono il primo a dire che procurarsi un sistema di archiviazione esterno (meglio se un NAS) è cosa buona e giusta, ma non bisogna demonizzare il Cloud (come aggiunta al backup locale, ovviamente). Spesso anche non avere il controllo diretto sui propri file è un bene: immaginatevi se ad esempio qualche malintenzionato vuol cancellare i vostri dati, si rompe l'hard disk oppure crolla la casa. In questo caso il cloud può salvarvi.
Vallo un po' a spiegare a questi...
https://www.salto.bz/article/25042016/una-scelta-scellerata
Non è Apple Music a cancellare il contenuto... Apple Music è solo l'abbonamento per l'ascolto di musica in streaming, qualsiasi musica, non solo la propria libreria... (tipo Spotify, per intenderci). Quello che cancella è l'opzione "libreria musicale in iCloud", oppure iTunes Match.
Tradotto: a parte l'ovvio consiglio di avere un backup (sopratutto se si è compositori), ci si può tranquillamente abbonare ad Apple Music senza portare la propria libreria in iCloud e senza rischiare alcuna cancellazione, anche perché se lo scopo fosse solo quello di ascoltare la propria libreria in streaming dal cloud, la cosa giusta è iTunes Match, non Apple Music.
L'idea del cloud non è sbagliata, lo sono le sue implementazioni. Avendo delle linee decenti come upload sarebbe possibile installare un servizio cloud a casa propria.

Poi, con un po' di cervello, è possibile anche avere un certo controllo su ciò che succede.

Il disco USB ha il grave difetto di essere fragile. A me ne sono andati in crash già 3 per cui faccio copie multiple su più dischi proprio perché so che qualcuno può rompersi.
@ Scatola Grande

Il disco USB ha il grave difetto di essere fragile.

1) HD Docking Bay con USB 3.0 (io ne ho anche una SATA direttamente nel case, ed è una libidine (anche se non me la sento di fare l'hot swap)).

2) Dischi fisici interni lenti e resistenti (e possibilmente di dimensioni medie per il mercato) da inserire alla bisogna. Tanto non ti interessa che siano veloci, se li usi per il backup o per l'archiviazione.
Povero sig. Pinkstone. E' successo anche al sig. Beethoven con la sua decima sinfonia, ma è stato meno fortunato. Attenzione al cloud, sempre pensare a un backup in casa propria
Sinceramente trovo un po' qualunquisti i commenti del tipo "i tuoi dati non sono più tuoi, meglio mettere 10 HD sotto il materasso con un backup quotidiano a rotazione"

Le aziende che producono reddito hanno bisogno di soluzioni più che di consigli, e il cloud per molte di esse è una buona soluzione, migliore di quella che fino a quel momento sono stati in grado di attuare, in particolar modo per quelle aziende che non possono permettersi di avere un team di sistemisti VERI sempre presente. Certo, sarebbe meglio essere Google che non la Ferramenta Rossi come sarebbe meglio essere Brad Pitt piuttosto che il Sig. Rossi, ma la realtà la si prende per com'è. Il problema del "non sei proprietario dei tuoi dati" è, secondo me, solamente ideologico, anche quando prendo un treno non sono proprietario del treno mentre lo sarei della mia auto, ma il treno a volte è il mezzo più economico ed efficace per portarmi a destinazione quando tutto ciò che mi interessa è arrivare a destinazione. Il cloud inoltre è un volano per l'innovazione tanto quanto lo sono i telefilm in streaming grazie magari ai quali si arriverà alla telemedicina diffusa o alla riduzione del digital divide nel mondo. La consapevolezza è sempre necessaria, ma mi risulta molto più facile rendere consapevole un cliente sui pro e contro del cloud che non renderlo consapevole sulla salvaguardia dei suoi dati locali.
@Scatola Grande

Almeno facci sapere: Chun Li porta le mutandine bianche o nere,(Q.E.) sotto i collant?

Oppure hai litigato con Magneto?

Cioè, se dici che i supporti usb son fragili, mi immagino che vivi una vita mod. Indiana Jones e Batman messi insieme.
@mmorselli
ma per quell'utente medio un cloud a pagamento integrato con il sistema operativo a rinnovo automatico è probabilmente la soluzione migliore.

A patto che si segni le credenziali d'accesso e non cambi il numero di cellulare :-)
immaginatevi se ad esempio qualche malintenzionato vuol cancellare i vostri dati, si rompe l'hard disk oppure crolla la casa. In questo caso il cloud può salvarvi.

Nel primo caso il cloud non servirebbe, anzi, il malintenzionato agirebbe con comodo da casa.
Nel secondo caso basta avere almeno due copie dei dati.
Nel terzo caso la perdita dei dati sarebbe l'ultimo dei problemi, credo :-)
Conosco il servizio del cloud Apple dal lontano 2004 quando ancora si chiamava .mac ed era a livello di alpha visto quanto faceva acqua da tutte le parti. Da allora mi è rimasto un sacro terrore di tutti i servizi di cloud.

iTunes è diventato una ciofega mostruosa con un orientamento cloud-centrica addirittura perverso: dei film scaricati dallo store e trasferiti su NAS, il programma ha deciso di infischiarsene preferendo la loro versione cloudizzata e decidendo unilateralmente di non mostrarmi più i file residenti sul NAS (per fortuna esiste ancora Quicktime).

In teoria potrei aggiungere di nuovo l'intera cineteca residente sul NAS in iTunes, l'ho già fatto ... almeno tre volte (sigh!). È proprio un programma che fa un po' quello che vuole, mai quello che gli si chiede.
Al momento, l'unico "cloud" che mi posso permettere è il NAS in casa (la fantastica ADSL da 2Mbps/480kbps quando non piove).
Dopo la brutta esperienza passata con Oosah, sparito dalla sera alla mattina (vabbè, avevo provato ed avevo tutti i backup), prima di affidare i miei files a qualcun altro, ci penso mille volte.
Ovvio che tutti i files importanti (registrazioni audio in primis), me li salvo, oltre sul NAS, anche su supporti ottici.
«There is no cloud. It's just someone else's computer.» Cit.?
Questa è l'ennesima dimostrazione che il mantra del SysAdmin non sbaglia mai: "Il backup e' Bello, Il Backup e' Buono, Il Backup mi fa dormire sereno alla notte..." cit. Davide Bianchi (http://www.soft-land.org/storie/06/story19)

Piccola aggiunta: ... ed ogni tanto provare anche un restore del backup :)
Ecco, in questi casi penso ironicamente che il digital divide qualche vantaggio ce l'ha: abituato all'impossibilità di velocità di download decenti e a momenti random di morte completa, sui cloud carico solo roba poco importante (i classici dati "non li cancello perché non si sa mai, ma tutto sommato sono solo uno spreco di spazio"). E ho sempre N copie OFF-line!
@Guastulfo
Nel primo caso il cloud non servirebbe, anzi, il malintenzionato agirebbe con comodo da casa.
Io ho sempre attiva la verifica in due passaggi, mi spiace, ma nessun malintenzionato potrebbe arrivare ai miei dati, a meno che non rubi il telefono.
Se proprio vogliamo metterla anche sull'utilità, il Cloud è anche comodo perché da quando ce l'ho evito di portare con me chiavette USB (che perdevo di continuo).
@Francesco Bosso
Io ho sempre attiva la verifica in due passaggi, mi spiace, ma nessun malintenzionato potrebbe arrivare ai miei dati, a meno che non rubi il telefono.
Se proprio vogliamo metterla anche sull'utilità, il Cloud è anche comodo perché da quando ce l'ho evito di portare con me chiavette USB (che perdevo di continuo).


Anche se, ammetto, che da quello che ho postato sembra che sia contro il cloud a prescindere cercherò d'essere più chiaro.

Come hanno già detto altri, il cloud non è altro che depositare propri dati su dei computer che sono: (1)di altri, (2)non si sa dove si trovino, (3)non si sa che uso ne fanno, (4)non è detto che non ti vengano bloccati (come è successo per gli utenti di megaupload) o cancellati o resi irraggiungibili.

Ora, un conto è usare il cloud per poggiare dei dati di lavoro che si vuole mantenere sincronizzati con un'efficienza maggiore rispetto al NAS con funzioni cloud (non fosse altro perché l'ADSL è piuttosto limitante), tutt'altra questione è usare solo il cloud e nessun backup locale

La ditta che ci fornisce l'assistenza informatica, da un po' di tempo cerca di convincerci a migrare a Office 365 e a un altro servizio mai sentito (Microsoft Azure, credo) che permetterebbe di avere tutto nel cloud, compresa la contabilità (parlavano di software distribuito collegato al discorso di Azure, un concetto molto fumoso per me ma, forse, è colpa mia).

Si tratta di tantissimi dati. Il mio capo, per ora, non ne vuole sapere perché ha dei dubbi sulla convenienza economica dell'operazione e non accetta il fatto che i dati non siano fisicamente raggiungibili.
Secondo me bisogna utilizzare entrambi i metodi.
Il Cloud non mi convince al 100% perchè lo trovo molto a rischio-hacking... Chiunque possa accedere con username e password (e da come vengono hackerate le caselle di posta, direi che non è molto difficile) potrebbe rubare o peggio ancora cancellare tutti i dati. E infatti se leggete le "policies" di tutti i servizi Cloud, TUTTI declinano ogni responsabilità su quello che avviene dei dati una volta messi sul Cloud, e ribadiscono che l'utente dovrebbe averne una copia in locale perchè loro non si considerano un servizio di backup.
Detto questo, è anche vero che un Hard Disk in casa tua subisce lo stesso destino delle cose conservate in casa...Ovvero può cadere e rompersi, può venire rubato da un ladro che entra e ti porta via quel che trova, può venire danneggiato da qualche evento che colpisce la casa (e purtroppo tra terremoti, frane, allagamenti, incendi, di gente che si trova con la casa devastata da un giorno all'altro ce n'è parecchia). Ecco, in questi casi magari la roba che era sul Cloud è l'unica che si salva!
Quindi secondo me la soluzone migliore è usare entrambi i metodi, perchè entrambi hanno dei ventaggi e degli svantaggi. In ogni caso leggere questo articolo mi ha fatto sentire felice di non usare i prodotti Apple
Sono laureato in ing. informatica e uso il computer tutto il giorno. Molto semplicemente so che non ho il tempo per guardare come funzionano tutti questi servizi integrati in maniera pervasiva, e non li uso.
Ho un account separato per tutto, backup e salvataggi manuali o comunque autonomi e affido a servizi che non conosco bene solo cose sacrificabili. Putroppo vedo che col passare del tempo il mercato mi rende la vita sempre più difficile.
@Guastulfo

Il tuo capo ha ragione.

Nel segreto confessionale, re e schiavo si scambiano di posto. Anche se chi prima era lo schiavo continua a dire "sissignore", "certosignore", "possoportarleunamelasignore?" per non farlo capire.
Mamma mia, io esito pure a usare il cloud per i salvataggi su Steam, non oso nemmeno concepire usarlo per roba attinente al lavoro.

Fortunatamente mio padre e mio fratello sono troppo abituati ai dischi rigidi usb per usarlo per i nostri dati di lavoro.
"Nel primo caso il cloud non servirebbe, anzi, il malintenzionato agirebbe con comodo da casa.
Nel secondo caso basta avere almeno due copie dei dati."

E se si rovinano entrambe? Meglio averne tre, di copie, in tre posti diversi. Ma attenzione, perché potrebbe succedere che si guastino tutte e tre, o che abbiate bisogno di una copia e non potete fisicamente recuperarla o....

Capite che non se ne esce più?

Il cloud è comodo, non ci piove, ma non è a disposizione sempre (basta che non possiate connettervi ad internet e siete fregati), ma il problema non è il cloud, il problema sono i programmi che prendono iniziative tipo la cancellazione dei miei dati dopo che li ho trasferiti sul cloud, che è una cosa totalmente assurda ed insensata. In quanto servizio che potrebbe essere discontinuo, un sistema di archiviazione su cloud DEVE lavorare SOLAMENTE con delle copie o dar modo all'utente di decidere se vuole mantenere l'archiviazione locale o no. Ad esempio il mio portatile ha un disco SSD da 30 gb, non posso salvargli una copia completa del mio Google Drive, quindi tengo alcuni file lì e il resto su cloud.
Il marketing sta demolendo la cultura del backup, e manca l'idea che il cloud sia effettivamente "il computer di un altro"; è ormai totalmente radicata l'idea che usare un computer in modo consapevole sia da "nerd", figuriamoci se l'utente medio ha tempo per queste fesserie.

Sono le controindicazioni inevitabili, temo, di chi storicamente ha voluto rispondere all'esigenza del "tutto facile", un altro passo verso il noto "non farmi più pensare" e fammi solo disperare quando ho perso tutto.

A parte tutto, trovo semplicemente fuori dal mondo che Apple cancelli dati non suoi quando sincronizzi iTunes, figuriamoci in questi termini.
E se si rovinano entrambe? Meglio averne tre, di copie, in tre posti diversi. Ma attenzione, perché potrebbe succedere che si guastino tutte e tre, o che abbiate bisogno di una copia e non potete fisicamente recuperarla o....

Capite che non se ne esce più?


No, non lo capisco: si chiama ragionevole sicurezza.

La sicurezza assoluta non esiste in nessun campo.

Per essere al sicuro non esco di casa, ho i muri imbottiti di soffici cuscini eppure i cuscini si possono rompere e io morire soffocato.

Potrei stare in aperta campagna ma un meteorite potrebbe cadermi sulla testa o potrebbe colpirmi un fulmine. Potrebbe anche cadermi addosso un aereo.

Questo solo per farti rendere conto dell'assurdità del tuo pensiero
il problema sono i programmi che prendono iniziative tipo la cancellazione dei miei dati dopo che li ho trasferiti sul cloud, che è una cosa totalmente assurda ed insensata

Ce l'ha il senso, eccome se ce l'ha!
Ha sia senso che logica. La scelta di Apple è deliberata e in malafede: vuoi la tua musica? allora paga; non paghi più? Allora niente più musica.
Quella musica l'avevi già comprata o composta? Facci causa per riaverla indietro, internazionale magari, perché noi siamo all'estero come i tuoi dati.

"Chissà" perché gli accordi commerciali internazionali non prevedono mai la possibilità che un cittadino possa difendersi contro colossi del genere a meno che non sia famoso, influente o ricco.
No Guastulfo, dici cose sbagliatissime.

Che iTunes lavori male (molto male) è un conto, ma che Apple rubi è un altro: ogni file sul cloud è scaricabile sul proprio computer in qls momento, anche i file non presenti sul cloud ma già acquistati sono scaricabili in qls momento dallo store. Non vuoi più pagare l'abbonamento a Apple, ti ri-scarichi tutto e via felici entrambi.

Il problema è iTunes che cancella brani originali composti dall'utente per rimpiazzarli nel cloud con brani che non c'entrano nulla, il danno in quel caso è quello di non poter ridare indietro i brani cancellati per sbaglio, perché nulla hanno a che fare coi brani sostituiti.

Non ho alcuna stima per la politica del cloud Apple e mi da molto fastidio il genere di libertà che si prende iTunes, ma per il resto Apple è abbastanza onesta.

Va poi detto che AppleMusic (una ciofega a mio parere) è un servizio più rivolto allo streaming e al momento cozza paurosamente con le librerie musicali in iTunes: AppleMusic è una gruviera piena di disservizi e in conflitto costante con lo store di iTunes, Apple avrebbe fatto meglio a stare lontano dallo streaming musicale piuttosto che fare una cosa così malca4ata.

Altro discorso sarebbe da fare su MatchMusic, in eterno conflitto con la libreria di brani importati direttamente dai CD originali con iTunes che si incasina (e ti incasina l'iPhone dannazione). Altro servizio da cui stare lontanissimi a mio parere.

Certo che per essere un sito anti-bufala, ne dite di cose senza saperne nulla.
@Dei moni
Certo che per essere un sito anti-bufala, ne dite di cose senza saperne nulla.

Io non parlavo di furto ma solo di scopi commerciali.

Molto banalmente, se si cancella qualcosa di mio senza permesso (o, meglio il permesso lo chiede ma si trova tra le righe delle condizioni d'uso del software) e lo si sostituisce con qualcosa nel cloud, lo scopo di Apple a me sembra chiaro: aumentare la dipendenza della clientela.

ogni file sul cloud è scaricabile sul proprio computer in qls momento, anche i file non presenti sul cloud ma già acquistati sono scaricabili in qls momento dallo store. Non vuoi più pagare l'abbonamento a Apple, ti ri-scarichi tutto e via felici entrambi.

Non mi pare sia ciò che fa Apple Music. Il fatto che lo facciano gli altri servizi cloud di Apple non cambia le cose.
Guastulfo, sugli scopi commerciali di Apple riguardo al cloud non credo siano molti ad avere dubbi, soprattutto chi c'è cresciuto con Apple. Anzi aggiungo come questa spinta ad usare il cloud arrivi al punto da far proporre portatili con memorie di massa ridicoli (o con costi assurdi per averle più grandi) per spingere ulteriormente il maledetto cloud (o l'acquisto di un HD esterno attraverso l'altrettanto maledetto protocollo thunderbolt, con quei connettori che stanno attaccati alla propria porta con lo sputo e due chili di nastro adesivo). Quindi sì, Apple spinge tantissimo sul cloud.

Quello di cui molti non si rendono conto invece, e con questo rispondo anche alla tua seconda dichiarazione costruita sui "mi pare", è che Apple ha usato lo stesso contenitore, iTunes, per proporre nuovi servizi che spesso vanno in contrasto con gli scopi originali di iTunes ((uno snello repository di file musicali + lettore) x acquisti su uno store proprietario).

Apple Music è musica in streaming che usa iTunes come appoggio, perché evidentemente alla Apple hanno pensato che proporre una nuova applicazione per questo servizio sarebbe stato strategicamente debole. Peccato che così facendo hanno incasinato ancora di più il client e creato un enorme confusione, complice anche una programmazione affrettata e raffazzonata.

Come si comporta Apple Music dopo che ci si è abbonati? Te lo dico io che ho voluto verificare sfruttando il periodo di prova gratuito: nei fatti tale servizio, copiato da spotify nelle intenzioni, sostituisce de facto le vecchie funzionalità di iTunes per trasferire tutto sullo streaming, compresa la propria libreria musicale. È proprio la seconda parte di questo servizio l'oggetto delle lamentele dei più, perché contrasta con le abitudini (sane) degli affezionati utenti: prima pagavamo il singolo brano perché fosse trasferito nei propri computer e lettori (ipod prima e iphone poi), adesso dovremmo pagare un abbonamento per ascoltare qualsiasi brano dal WEB, ma senza avere il file sul proprio computer. C'è anche una profonda ingiustizia nel voler trasformare i brani musicali acquistati in file cloudizzati, non dopo 13 anni così.

Queste due filosofie cozzano così tanto l'una con l'altra che Apple, nel suo bisogno di sintesi, ha pensato bene di fare un perverso minestrone, con tanto di risultati paradossali: per esempio la cancellazione di brani originali dell'utente stesso, come oggetto di questo articolo. Un'assurdità nata più dalla cattiva programmazione, che da piani e politiche commerciali note.

È cattiva programmazione e lo dico in virtù di un'esperienza ormai decennale con iTunes, programma che dall'introduzione dei podcast sbaglia spesso le indicazioni delle categorie dei file: a titolo di esempio, alcuni film sono considerati come musica e solo l'eliminazione fisica del file permette non venga sincronizzato con l'iPhone (perché anche la deselezione di un file funziona a singhiozzo ... e no, alcuni file non possono essere cambiati di categoria, non c'è proprio verso).

A furia di aggiungere servizi e tipi di file che iTunes dovrebbe gestire, il programma fa ormai acqua da tutte le parti ed ecco che le palesi intenzioni di Apple di portare l'utenza sul cloud, si mischia ad una pessima programmazione che ha corrotto l'intero sistema di database di iTunes.

iTunes è diventato una porcheria ingestibile i cui servizi si accavallano tra di loro e spesso vanno in conflitto.

p.s. rimane il fatto che i brani acquistati precedentemente all'abbonamento a Music sono sempre scaricabili dal cloud, quindi la tua affermazione per cui Apple si riapproprierebbe dei file venduti è un'immensa sciocchezza. Vera di contro l'affermazione che Apple ci metta molta malafede, vedi funzionalità poco appariscenti e poco pubblicizzate ma di un certo peso sulla fruibilità dei vari servizi.

p.p.s. è vero, ci vuole molto di più a sbrogliare una matassa che ad ingarbugliarla. Mai più.
Se leggete bene la storia c'è un altro passaggio inquietante: è vero che volendo può riscaricarsi tutto ma lui aveva 1xx GB di files WAV (massima qualità) che gli apple gli hanno convertito d'ufficio in mp3. Qualunque cosa riscarichi sarà di una qualità inferiore a ciò che aveva prima.
@Wgad
che se per un utente normale puo' essere accettabile per un musicista non lo e' affatto...
Wgad, non capisco cosa cambia il fatto che trasformi la musica originale da .wav a .m4a (o .m4p), tanto quella musica Apple non è comunque in grado di ridarla indietro dal cloud, perché si tratta di brani originali che non esistono nella libreria di Apple.

Detto questo, finalmente Apple ammette che esiste il bug:
«Stiamo prendendo seriamente le segnalazioni in quanto sappiamo quanto sia importante la musica per i nostri clienti ed i nostri team si stanno dando da fare per identificare la causa» dichiara il portavoce della società di Cupertino «Non siamo stati in grado di individuare il problema, però, stiamo per rilasciare un aggiornamento di iTunes che dovrebbe includere qualche garanzia in più. Se un utente dovesse verificare di nuovo questo problema, deve contattare AppleCare». (fonte macitynet.it: http://www.macitynet.it/bug-apple-music-arrivo-un-aggiornamento-non-risolve-problema/ )
Alla fine pare sia la micidiale combinata Match e Music a partorire quel paradosso, il che per certi versi ha più senso, dato che il primo si dovrebbe preoccupare (tra le altre cose) di far trovare sul cloud gli stessi brani masterizzati dai CD originali: alla Apple pensano che dei 32giga dell'iPhone, 512Kb li dovremmo usare per il file xml della libreria musicale e il restante selfie. Oh, paghiamo la tassa sul diritto di copia privata neh!

Spero vivamente che Apple capisca con le prossime major release di iTunes che una cosa è lo store, un'altra il cloud, un'altra ancora quella roba incomprensibile di Match e in definitiva che Music non c'entra nulla con iTunes. Ce la faranno a fare chiarezza? Ne dubito, per cui l'unica sarà controllare sempre attentamente di non avere abbonamenti di prova in funzione a tradimento.

p.s. mi offro alla Apple come beta-tester, dietro ad un adeguato compenso e un rifornimento a vita di ansiolitici: iTunes porta ai matti.
@dei moni
Significa banalmente che a prescindere dai brani originali e non recuperabili, anche quelli standard non sarebbero più 'uguali' a quelli sottratti ma di una qualità minore.
Apple con Match non converte i brani .wav importati da un CD in .m4a (o .m4p), si limita a mettere a disposizione file omologhi nel cloud, da cui puoi ascoltare in streaming i file.
Se decidi di cancellarti i .wav perché ti basta il file nel cloud per liberare spazio sul tuo HD (tanto c'hai i CD), allora accetti di ascoltare i file in AAC dal cloud (e ti sfido comunque a capire la differenza).

... se quella ciofega di Music non decidesse subdolamente di piallare la libreria nell'HD pensando (e sbagliando) che tutto sia cloudizzabile senza fare alcuna distinzione perché iTunes ormai non ci capisce più nulla, tu avresti nell'HD la tua libreria di file .wav ascoltabili direttamente dal computer e in più la possibilità di sentire gli stessi brani in streaming con altri dispositivi sfruttando il tuo account Apple, ma in un formato AAC proprietario più agile per lo streaming (il .wav è pesantissimo).

So che possono sembrare questioni di lana caprina, ma la precisazione è sostanziale invece. Se fosse Apple a voler fare chiarezza ...

Visto che Music (o per meglio dire Music per mezzo di iTunes) non è comunque in grado di distinguere
quali siano i brani composti dall'utente;
quali quelli importati da un CD;
e quali i brani la cui licenza di ascolto è stata comprata nello store;
la questione .wav e AAC è piuttosto ininfluente secondo me:
- i brani dal CD li puoi sempre copiare di nuovo sull'HD nel formato che vuoi, come fossero un backup;
- i brani comprati sullo store li puoi sempre riscaricare dal cloud, come un backup;
- ma per i brani originali non c'è più nulla da fare, .wav o .m4a che sia, a meno che non si sia fatto un backup.

E per i brani .wav piratati? ca77i vostri, siete fuorilegge ci manca solo che vi lamentiate di un disservizio che vi ha danneggiato: PIRATI !!

p.s. in verità Music fa presente cosa vuole fare con la vostra/nostra libreria, ma lo fa così male, ma così male, ma così male che si può dire tranquillamente che lo fa di suo e senza intervento umano. Qui si ravvisa la malafede di Apple, non in riappropriazioni o conversioni che non ci sono.
@Wgad

Se leggete bene la storia c'è un altro passaggio inquietante: è vero che volendo può riscaricarsi tutto ma lui aveva 1xx GB di files WAV (massima qualità) che gli apple gli hanno convertito d'ufficio in mp3. Qualunque cosa riscarichi sarà di una qualità inferiore a ciò che aveva prima.

Ecco, questo è proprio uno schifo.

Tra l'altro, non so se il servizio sia migliorato, ma anni fa provai iTunes per acquistare dei brani e l'ho lasciato perdere perché la qualità alla quale scaricava era troppo bassa per giustificare il pur basso prezzo.