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Europarlamentare denuncia Eurocensure: Europarlamento gli ordina di censurare il video

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle donazioni dei lettori. Se vi piace, potete incoraggiarmi a scrivere ancora (anche con un microabbonamento). Ultimo aggiornamento: 2016/05/06 10:25.

Il trattato TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership) è un controverso accordo commerciale fra Europa e Stati Uniti (se ne parla qui su TvSvizzera.it). Piccolo problema: il suo testo è segreto (ci sono solo dei vaghi sunti pubblici) e può essere letto dagli europarlamentari soltanto in una stanza nella quale è vietato portare qualunque dispositivo elettronico. Sono ammessi soltanto carta e matita e si viene sorvegliati a vista durante la lettura.

L’europarlamentare Luke Flanagan ha documentato in video come funziona quello che qualcuno in Europarlamento considera un processo di scelta democratico, aperto e trasparente. Risultato: il personale dell’Europarlamento gli ha intimato di rimuovere il video. Lui ha rifiutato.

Ecco il video: sono cinque minuti totalmente kafkiani che sembrano presi di peso dagli archivi polverosi di un regime fantoccio di stampo sovietico e invece sono stati ripresi pochi giorni fa a Bruxelles.

Perché ne parlo in un blog dedicato all’informatica e alla tecnologia? Perché senza l’informatica e la tecnologia non avremmo accesso a questo video e la censura di Bruxelles funzionerebbe. Questo è il potere della tecnologia e di Internet, ed è per questo che i politici di tutti gli schieramenti lo temono e lo vogliono imbrigliare con leggi arcaiche.


Traduco in sintesi quello che dice e fa Flanagan: si dirige alla TTIP Reading Room, la stanza nella quale è concesso leggere il trattato nella forma dei suoi consolidated texts, o testi unici, già approvati dagli Stati Uniti e dall’Unione Europea. Gli viene data una biro, gli viene fornita della carta. Con quelli deve prendere appunti: niente fotocopie, niente fotocamere, niente dittafono.

Flanagan incontra il suo assistente, che gli spiega che deve lasciare il suo telefonino in un armadietto che verrà chiuso a chiave, e che l’assistente resterà con lui per tutta la durata della consultazione del trattato. Poi all’europarlamentare viene chiesto di firmare una serie di fogli contenenti il “briefing di sicurezza”. Flanagan racconta all’assistente che gli è stato detto da altri europarlamentari che se non firma questi fogli nessun europarlamentare vedrà mai più il trattato e nota che gli sembrano comportamenti da mafiosi o da gangster: “firma qui o non rivedrai mai più i tuoi figli”.

Flanagan prosegue, rivolgendosi alla telecamera: “Sto ora firmando che non racconterò alle persone che mi hanno eletto i dettagli di quello che c’è in questa stanza”.

Arrivati davanti alla porta della stanza che custodisce il trattato TTIP, l’assistente dice a Flanagan di entrare rapidamente, altrimenti scatta l’allarme. Flanagan le chiede cosa succede se suona l’allarme: “arriva la sicurezza”. E quando arriva la sicurezza? “Vorranno sapere perché è suonato l’allarme”, risponde diplomaticamente l’assistente. Flanagan e l’assistente entrano.

Meno di quindici minuti dopo sono già fuori: Flanagan si è infatti trovato davanti un ulteriore documento da firmare. Stando a come lo descrive l’europarlamentare, il documento gli dice che se trascrive testualmente brani del trattato e poi rende noti testualmente questi brani, c’è il rischio che nessun altro membro del Parlamento Europeo potrà mai leggere il trattato.

Flanagan ha chiesto chiarimenti, perché aveva capito che nonostante il divieto di fotocopie o registrazioni avrebbe potuto prendere appunti trascrivendo i brani salienti del trattato, ma adesso gli è stato spiegato che non può “trascrivere fedelmente”. “Come europarlamentare, mi viene chiesto di trascrivere maldestramente... mi è stato detto che posso anche raccontarlo con parole mie, ma se scelgo che le mie parole siano identiche a queste [del trattato], ho violato un’imprecisata legge. Benvenuti nell’Unione Europea, benvenuti nel cuore d’Europa”.

Flanagan viene messo in contatto con l’europarlamentare Bernd Lange, che gli risponde via mail come segue: “Il fatto che questi documenti riservati possano essere consultati presso la sede del Parlamento Europeo è stato un grande risultato per quest’istituzione e ha consentito a noi membri del Parlamento Europeo di esercitare meglio il nostro ruolo di monitoraggio parlamentare di questi negoziati.”

Conclude Flanagan: “Il fatto che la persona principale che si occupa di TTIP dall’Europarlamento considera questa cortina fumogena di democrazia un ‘grande risultato’ la dice lunga. In che modo ‘consentire’ agli europarlamentari eletti di vedere dei documenti su questioni già decise costituisce un ‘monitoraggio’ dei negoziati?”

Ho già fatto una copia del video di Flanagan per ogni eventualità. E non posso fare a meno di chiedermi: ma che cosa c’è, in quel trattato, di così pericoloso da doverlo tenere sotto chiave in modo così paranoico?

E se vi siete mai chiesti qual è il ruolo di organizzazioni come Wikileaks in una democrazia, ora avete la risposta.
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Commenti (112)
Ma se il trattato è segreto, come si fa a sapere che lo si sta violando? Lo decide "qualcuno" che lo conosce? E se mente? Come facciamo a sapere che sta dicendo la verità?

Si può essere incolpati di una violazione, e pagarne le conseguenze penali e pecuniarie, di un trattato segreto?

Mi sembra una cosa vagamente incostituzionale...

Qualche giudice potrebbe emanare qualche ingiunzione di desecretazione per stabilire se un dato soggetto X stia violando il trattato, magari con X pari a qualche amichetto loro...
Sinceramente... voglio sperare che sia o paranoia di Flanagan o finzione pura... di trattati nascosti ai cittadini ce ne sono stati (anche se è antidemocratico), ma che esistano certe limitazioni per chi poi detti trattati li deve approvare... è (a essere generosi) kafkiano.
Pare che qui ci sia parte del testo segretissimo. Sembrerebbe confermato. Nel caso, un plauso in più alla libertà della Rete, perché altrimenti non sarebbe mai stato pubblicato.

https://ttip-leaks.org/
Non credo ci fosse bisogno di fare lo stronzo con l'assistente, però almeno ha divulgato questa bizzarra & preoccupante procedura.
Beh, ma la ragione è evidente: l'Europa non vuole che ne prendano visione gli svizzeri...
Vorrei che fosse uno scherzo. E' uno scherzo, vero?

Qual è l'autorità che può vietare a un europarlamentare di accedere liberamente ai dettagli di un accordo commerciale?

Sono i ministri dei singoli stati europei? Già questa sarebbe una "buona" notizia in confronto alla possibilità che esista una sorta di authority non eletta che possa dettare legge a un parlamentare.
se votare servisse a qualcosa non ce lo farebbero fare (attribuita a Mark Twain)
Senza voler entrare nel merito della questione (se la segretezza ed il modo in cui è implementata siano giusti o sbagliati), è meglio precisare che il TTIP al momento è in fase di negoziazione, quindi non è ancora stato approvato - è ovvio che al momento in cui dovrà essere votato il contenuto sarà per forza di cose reso pubblico quantomeno ai parlamentari che dovranno approvarlo.
Sulle motivazioni di cotanta segretezza posso ipotizzare che tra le altre cose si vogliano evitare speculazioni: conoscendo in anticipo i dettagli su quali mercati saranno liberalizzati, si potrebbe trarne vantaggio in modo "truffaldino".
Il bello è che non c'è niente di segretissimo, a quanto si sa della tipologia di accordo sono solo trattati commerciali, ma privi di valenza di legge.

Certo non si capiscono tutte 'ste regole, ma ho il sospetto che si tratti del parto di un paio di funzionari paranoici.
...oddio,allora anche il Ministero dell'Amore ESISTE!! ;)
Scusate l'ignoranza, ma se il trattato è così segreto, perché ogni 3x2 leggo blog o articli di gente anti-TTIP? Che cosa contestano se il testo è segreto? E se non lo è, perché tutta questa procedura kafkiana?
@Lupo Della Luna "sono solo trattati commerciali, ma privi di valenza di legge."
COL C****! Una delle novità previste è l'istituzione di corti sovranazionali in cui le corporation potranno far causa agli stati per costringerli a rimuovere leggi "dannose per i loro profitti". Se questo non ti preoccupa beh... non so che dire.
Qualche dettaglio:

- Le limitazioni e procedure di segretezza a proposito delle trattative in corso per il TTIP non si applicano "solo" ai membri del Parlamento Europeo, ma anche a quelli di TUTTI i Parlamenti degli stati membri della EU. Le trattative sono affidate a "organi tecnici" non meglio definiti, e la cui composizione e mandato sono mantenuti rigorosamente segreti. Non è necessario essere complottisti "doc" per comprendere che si tratta di una politica deliberata, volta ad impedire che i parlamenti (e di seguito l'opinione pubblica) si rendano bene conto di cosa si stia preparando, prima di essere posti alla scelta del "sì" o "no".

- Circa il previsto contenuto del TTIP, consiglio di analizzare attentamente il link a Greenpeace che è stato fornito. Il punto chiave del trattato, direi anzi la sua ragion d'essere dal punto di vista americano, è il cosidetto "Investor-State Dispute Settlement": le multinazionali americane avrebbero/avranno cioè il diritto di citare in giudizio, di fronte a tribunali americani, gli stati "sovrani" europei, per aver preso decisioni lesive dei loro interessi commerciali, e di ottenere da questi tribunali delle sentenze che condannino i paesi "colpevoli" a cancellare le decisioni e a pagare i danni. Si tratterà quindi di una gravissima rinuncia alla sovranità nazionale da parte dei paesi EU, che con la firma del TTIP si sottometteranno volontariamente agli interessi della finanza americana.

- Per dare un'idea di cosa questo significherà in pratica: in base a trattati già in vigore di contenuto simile al TTIP, la Philip Morris ha fatto causa all' Australia per aver proibito la pubblicità al tabacco e all' Uruguay per aver introdotto degli avvisi di pericolosità sui pacchetti di sigarette, la Veolia (un gigante nel settore del riciclaggio rifiuti) ha fatto causa all' Egitto per aver approvato un salario minimo, e l' Argentina è sotto giudizio per aver osato bloccare i prezzi dell'energia elettrica ai consumatori privati dopo il collasso finanziario del paese.

Direi quindi che la politica di segretezza è ben comprensibile. Se la gente capisse cosa si stia preparando, potrebbero esserci delle difficoltà.
Anche io ho letto che la procedura non è poi così anormale tanto che fra gli europarlamentari chi ne ha parlato è Flanagan che è stato eletto nel 2014. Può essere che per gli altri sia la norma.
Probabilmente è vero che la conoscenza anticipata possa favorire qualche azienda che potrebbe programmare anticipatamente investimenti e obiettivi futuri.
Però ci sono certi aspetti che invece dovrebbero essere noti ai cittadini in anticipo come la storia delle corti sovranazionali.
Mi chiedo però se tali punti siano in contrasto con la nostra costituzione. Ma abbiamo a che fare con furbacchioni che da anni progettano come smantellare lo stato sociale che avevamo raggiunto. Io ho l'impressione che una parte dei ricconi del mondo vogliano tornare ad un nuovo medioevo. Ma i complottisti dove sono? Ancora dietro alle scie comiche?

Quanto a trattati segreti pare ne esistano alcuni tra l'Italia e gli USA ratificati nel dopoguerra. Ma sono segreti, magari non esistono proprio.
ma chi lo ha scritto?
Una delle novità previste è l'istituzione di corti sovranazionali in cui le corporation potranno far causa agli stati per costringerli a rimuovere leggi "dannose per i loro profitti".

Non è una grande novità perché c'è già; L'Organo di conciliazione, il tribunale del WTO dove vengono trattate le controversie tra le aziende e gli Stati firmatari in ambito commerciale.

Il problema con le fughe di notizie è che troppo spesso vengono strumentalizzate creando solo confusione e alimentano paure ingiustificate. Con questo non voglio dire che il TTIP sia un buon accordo ma solo che oggi è ancora troppo presto per esprimere un giudizio lapidario.

Aggiungo una piccola nota: i "consolidated texts" non sono articoli di legge segreti ma sono semplicemente i punti che ogni parte contraente ritiene non negoziabili per stipulare un accordo vantaggioso.

In teoria non sono negoziabili ma in pratica qualcuno su qualche punto cederà mentre in altri no così, se non verranno trovati punti d'intesa comuni, questi punti non verranno inseriti nell'accordo finale.
Non per niente si chiamano negoziati.
@Stefano Lavori:
Come in tutte le cose, dipende dall'uso che se ne farà.
Immaginiamo che lo stato di Kazavia emani una legge che penalizza fortemente le attività della "Stefano Lavori SpA" a tutto vantaggio della locale "Steve Jobs Ltd" - il fatto che tu possa ricorrere ad una corte per tutelare i tuoi diritti è sicuramente positivo.
Poi certamente è ipotizzabile che qualcuno possa abusarne ma si tratta appunto di corti composte da giudici esperti della materia, quindi (almeno, lo spero) devoti alla giustizia e non alle multinazionali.
La motivazione reale della segretezza è probabilmente dovuta al fatto che sono -trattative- per la definizione di un accordo commerciale, come dice Contekofflo.

Tuttavia, questo tipo di contratti non è affatto solo un contratto commerciale senza valenza legale. Anzi...

Si ricordi il caso di Philip Morris, che ha citato in giudizio sia l'Australia che l'Uruguay per via della loro scelta di anonimizzare i pacchetti di sigarette e ricoprirli con immagini forti sugli effetti del fumo. (e prima di pensare alla piccola azienda contro il grande stato, si ricordi anche che Philip Morris ha un fatturato superiore al PIL dell'Uruguay...)

In entrambi i casi, la causa è stata possibile in forza di questi tipi di contratti per favorire il commercio internazionale. Con la Svizzera (se non ricordo male) nel caso dell'Uruguay, con Singapore (sempre se non ricordo male) nel caso dell'Australia.
@ebonsi:
- ovviamente vale anche il viceversa, ossia l'azienda europea potrà fare causa allo stato americano
- il fatto che Philip Morris abbia fatto causa ad Australia ed Uruguay non significa che la corte gli darà ragione
Non voglio difendere a priori il TTIP, ma non ha nemmeno senso farlo passare per un trattato ad uso e consumo delle sole aziende USA.
"Immaginiamo che lo stato di Kazavia emani una legge che penalizza fortemente le attività della "Stefano Lavori SpA" a tutto vantaggio della locale "Steve Jobs Ltd""

Io posso anche capire la devozione al liberismo economico, ma non esageriamo... E perché mai lo stato di Kazaria non dovrebbe avere il diritto e l'autorità, se lo ritiene opportuno, di favorire una ditta nazionale a scapito di quelle straniere? Si può discutere se si tratti di una politica economica intelligente (in genere non lo è), ma siamo proprio sicuri di volere che un tribunale, qualunque sia la sua composizione, debba avere il potere di proibire ai rappresentanti legali del popolo di Kazaria di agire secondo la loro percezione degli interessi del paese?
per quel poco che ne capisco, con i dati a mia disposizione, il tizio sta sostanzialmente dicendo che la sua propria posizione è superflua.

Quel poco che ne capisco è che in teoria lui dovrebbe essere una sorta di cuscinetto fra P.J. e noialtri peones di Sherwood, ma se P.J. ha il pieno potere di dirgli "Tu fai quello che dico io e, cosa più importante, non fare quello che ti dico di non fare", allora si può tranquillamente rimuovere.
@ebonsi
La questione non è se è "giusto" o "sbagliato" ma se è conveniente o meno per le economie e quindi - di conseguenza - per i cittadini.
Oggi possiamo viaggiare/vivere/lavorare in tutta Europa e comprare senza limitazioni prodotti provenienti da tutta l'Europa proprio in virtù di trattati analoghi fra le nazioni europee, che fra le altre cose vietano ad una nazione di legiferare a vantaggio di una azienda locale a scapito di quelle estere. È stato un bene, o staremmo tutti meglio in un'economia localistica e protezionistica? Questa è la domanda corretta da porsi. La risposta la lascio ai posteri ;-)
@ Contekofflo

il fatto che Philip Morris abbia fatto causa ad Australia ed Uruguay non significa che la corte gli darà ragione

Con l'Australia ha perso. Con L'Uruguay penso al causa sia ancora in atto. Ma l'idea stessa che tu possa fare causa a uno stato perché ritieni abbia limitato con una sua legge il tuo profitto è pericolosissima; non la tua dignità umana o la tua libertà, ma il tuo profitto corporate. Se poi ci aggiungi che la legge che Philip Morris impugnava è una legge intesa a proteggere la salute pubblica (o l'ambiente, come nel caso di altre cause intentate contro Stati (vedi USA e Canada)), la cosa diventa abominevole.

In fondo, si tratta di decidere sia chi comanda e come, e soprattutto quali sono le linee fondamentali da seguire per decidere cosa c'è scritto nelle leggi, se valga più il diritto delle persone alla salute e all'ambiente o il diritto delle imprese a fare profitti.

E' questo il tema, e il grosso nodo, che rende pericolosi e odiati questi trattati.

In questo senso sono completamente d'accordo con Ebonsi, quando scrive:


[Ebonsi] Io posso anche capire la devozione al liberismo economico, ma non esageriamo... E perché mai lo stato di Kazaria non dovrebbe avere il diritto e l'autorità, se lo ritiene opportuno, di favorire una ditta nazionale a scapito di quelle straniere? Si può discutere se si tratti di una politica economica intelligente (in genere non lo è), ma siamo proprio sicuri di volere che un tribunale, qualunque sia la sua composizione, debba avere il potere di proibire ai rappresentanti legali del popolo di Kazaria di agire secondo la loro percezione degli interessi del paese?

Mondieu seigneur...
L'unica cosa chiara è che tutti quelli che parlano del TTIP lo fanno senza saperne nulla, direi sia questa la notizia.
Ah e visto come girano le notizie in Rete, forse mantenere il negoziato "riservato", dato che è tuttora in discussione, non è esattamente una cosa sbagliata. Basta vedere cosa è venuto fuori solo ora.
contekofflo... il tuo tentativo di far apparire la questione come candida ed innocente non ha funzionato, sappiamo benissimo tutti come sarà usata.
@stefano lavori
Già oggi nell'unione europea sono vietati gli aiuti di stato e un'azienda o un altro stato possono ricorrere ad opportune corti per fermare provvedimenti che favoriscano un concorrente rispetto ad un altro. Giusto o sbagliato che sia, non mi sembra che abbia portato alla fine della nostra civiltà.
Non ho nessun interesse a far passare il TTIP come cosa candida ed innocente, ma mi chiedo perché i nostri parlamentari dovrebbero approvare un trattato che porti benefici soltanto agli USA ed alle loro aziende... a meno di pensare che tutti nell'UE (tranne il paladino della giustizia Flanagan) siano corrotti o stupidi.
Poi si può tranquillamente e con buone ragioni essere contrari, ma senza cadere nel complottismo dei "cattivi finanzieri ammericani che vogliono schiavizzare gli europei".
Errata:
comprare senza limitazioni prodotti provenienti da tutta l'Europa

Corrige:
far chiudere le aziende dove il lavoro ha un costo maggiore
@SirEdward ma non solo

Ma l'idea stessa che tu possa fare causa a uno stato perché ritieni abbia limitato con una sua legge il tuo profitto è pericolosissima; non la tua dignità umana o la tua libertà, ma il tuo profitto corporate.

Perché è ignobile difendere i propri interessi se a farlo è una multinazionale?

Oppure perché si prende a esempio sempre e solo il caso Philip Morris vs Australia e ci si dimentica di casi
più vicini a noi come il Parmigiano Reggiano Vs Inghilterra?

Se la Gran Bretagna ritiene che il famoso formaggio italiano mette a rischio la salute dei suoi concittadini che diritto ha l'Italia di contestare la decisione inglese?

In fondo anche lei lo fa solo per profitto eppure non ho visto molti articoli apocalittici come nel caso citato sopra.

Il libero mercato comporta vantaggi e svantaggi e uno degli svantaggi è quello di una limitazione della sovranità nazionale. Sarebbe bello sfruttarne solo i vantaggi ma non purtroppo non è così che funziona.
Posso dire una cosa? A me questa Europa piace sempre meno... E confido molto nel referendum in Gran Bretagna, che creino un bel precedente...
Signori,

È dai tempi di Andy Luotto all'Altra Domenica che ho adottato una semplice classificazione. "Bbuono", "Nobbuono".

Per me il TTIP ( avendo visto il video, letto i commenti, ragionato, almanaccato) è "Nobbuono".
Colpito dalla cosa, che ho seguito anche altrove, mi limito a osservare come faccia specie che, per una volta, i complottardi berciatori non avessero poi tutti i torti. Ma del resto, come si suol dire, anche un orologio rotto segna l'ora esatta due volte al giorno.
Di getto mi viene da dire "che schifo di mondo". Poi pensandoci su un attimo mi sovviene che è in corso una trattativa tra Stati. Il che è la stessa cosa che si fa tra due persone o aziende, ovvero prima di rendere pubblico l'accordo ed i suoi termini c'è la trattativa a porte chiuse.

Il metodo è necessariamente più complesso in quanto uno Stato non è un'azienda né una persona. La segretezza credo sia il minimo in fase di contrattazione. Lo è anche tra persone ed aziende, soprattutto se queste ultime sono quotate in borsa onde evitare speculazioni.

Entrando nel merito delle richieste americane, come da prassi di qualsiasi contratto tra due entità, credo sia normale che agli inizi queste partano dal massimo vantaggio per sé stesse, ovvero lontanissime dal trovare un accordo. Con le trattative si arriva alla mediazione dove, si spera, entrambe abbiano soddisfazione reciproca e nessuna prevalga sull'altra. Nella migliore delle ipotesi, naturalmente.

Mettendo in piazza la bozza di un accordo tra Stati, come evidentemente succede anche qui, si mette in pericolo la trattativa stessa, dando la possibilità ad uno dei due attori di usare l'opinione pubblica a proprio favore, sbilanciando o annullando il trattato in corso.

Io non sono molto fiducioso della capacità di discernimento della massa. Sono ancora legato alla descrizione romantica della "folla manzoniana". Su questioni di interesse transnazionale l'opinione pubblica non ha gli strumenti per capire gli effetti al lungo termine di un trattato del genere e potrebbe essere portata a boicottare il tutto.

Infatti la trattativa è in corso e confido che l'Europa ed i governanti che abbiamo "scelto" non siano dei completi coglioni che firmano bovinamente dove l'America mette le crocette.

Questo naturalmente non farà altro che inasprire il sentimento anti americano di molti ed in certi casi qualcuno arriverà a dar loro ragione.

Ma se la trattativa è in corso, non è detto che ciò che verrà ratificato alla fine del processo sia ciò che si tiene segreto oggi.

Stiamo parlando di una piega della politica socioeconomica a livelli da statisti, non un accordo muratore/cliente.

Ad ogni modo mi piace che il web sia usato ANCHE come mezzo d'informazione per rendere più avveduto il cittadino di ciò che succede ai piani alti, meno che l'informazione venga poi STRUMENTALIZZATA con esiti imprevedibili ed incerti.

Magari sarò limitato io, ma credo che l'economia mondiale abbia sempre più bisogno di trattati del genere, non nel senso che l'America debba diventare quella che detta legge ovunque ma di trattati economici di collaborazione e libero scambio.

Funziona meglio quello delle sovranità frammentate. Almeno, credo, c'è maggior circolazione della ricchezza invece che nazioni enormemente ricche ed altre estremamente povere.

Sto forse sostenendo la bontà del testo discusso o della liceità delle richieste dell'America? No.
Dico solo che è presto per poter esprimere un parere pro o contro queste richieste. Non sono nemmeno arrivate a livello di discussione parlamentare. Non sappiamo quante e quali di queste arriveranno sul tavolo degli emicicli europei ed americani. Diamo fiducia ai nostri governanti e lasciamoli lavorare. Ora che sanno che noi sappiamo, benché ancora poco, non credo faranno tanto gli idioti.
Tutta la storia è impresentabile per come è stata condotta, anche se il punto fondamentale è se l'accordo verrà firmato senza alcuna possibilità che governi e parlamenti possano metterci becco oppure la bozza finale verrà presentata al pubblico PRIMA della firma.

Detto questo, è chiaro che sta diventando pane per varie speculazioni.

Siamo alle porte del Brexit (per il quale anche i cittadini irlandesi che vivono in UK possono votare...). Poi ci sono le associazioni ambientaliste come Greenpeace che focalizzano l'attenzione soprattuttos sui GMO come fossero il grande nemico.
ho trovato questa lettere di un lettore ad Italians interessante. Trae alcune conclusioni opinabili, ma esprime abbastanza l'idea che mi sto facendo e che è un po' cambiata da quando seppi la prima volta del TTIP: http://italians.corriere.it/2016/05/07/ttip-stop-alle-interpretazioni-fantasiose/
So che magari è un po' OT ma parlando delle speculazioni e delle decisioni "di pancia" del sentimento popolare, il disastro di Fukushima a ridosso del dibattito sul riportare il nucleare in Italia, ha prodotto come risultato la non autosufficienza energetica del Belpaese.

Con conseguenti disastrose ricadute sul medio-lungo termine sulla bilancia dei pagamenti e del debito pubblico.

Cioè, ritengo giusto che la popolazione abbia la facoltà di decidere e se non quello, almeno dire la propria. Ma se il Paese ha un tasso di analfabetismo ignobile ed una ignoranza generalizzata a livelli vergognosi, quanto di quello che può dire il popolo diventa un boomerang per il popolo stesso?

"Non voglio centrali atomiche a casa mia!"
"Ok. Allora aspettatevi un costo dell'energia sempre maggiore in futuro."
"Col piffero! Io voglio pagare sempre uguaGLio! Trovateli voi i soldi che siete tutti corrotti!"
"Ehm, non funziona così..."
"Me ne batto la ciolla! Sciopero generale!"
@Stupidocane

La situazione non è così rosea come vuoi far pensare...

è più del tipo:
"Ok. Allora aspettatevi un costo dell'energia sempre maggiore in futuro."
"Siamo spiacenti e imbarazzati dalla nostra crassa ricchezza in confronto ai paesi del terzo mondo; pagheremo col sorriso sulle labbra."
"Ottimo, allora promuoveremo insieme i paesi in via di sviluppo."
"Hey, mi spiegate come mai gli ugandesi in Uganda han tutti lavoro e io, italiano in Italia, no?"
@Stupidocane
So che magari è un po' OT ma parlando delle speculazioni e delle decisioni "di pancia" del sentimento popolare, il disastro di Fukushima a ridosso del dibattito sul riportare il nucleare in Italia, ha prodotto come risultato la non autosufficienza energetica del Belpaese.

Il disastro di Fukushima dimostra che un singolo evento come quello, con probabilità, per esempio, di 1/1000 in un anno, con mille centrali significherebbe che avremmo un evento catastrofico ogni anno.

Per quanto riguarda costi non sono in grado di dire se il nucleare convenga o meno, neppure se si escludessero questo tipo di incidenti e i costi di smantellamento a fine vita di una centrale.
Non credo sia un compito facile perché questi dipendono anche da situazioni sociali e politiche che col funzionamento della centrale stessa hanno nulla a che fare: le centrali sono un fantastico obiettivo militare e se ne bombardo una, o ci mando un kamikaze, provoco dei danni enormi con poco sforzo.

Sicuramente il petrolio finirà e le centrali nucleari, a oggi, sono, penso, i candidati migliori (se non gli unici) in grado di sostituirlo nella produzione di energia.

Se adesso i costi per KWh prodotto dal nucleare sono più alti rispetto all'uso dei combustibili fossili (ripeto, non lo so se è davvero così, è solo un'ipotesi), nel futuro prossimo accadrà di sicuro il contrario e credo che già da ora bisognerebbe porsi il problema.
@ motogio

Perché è ignobile difendere i propri interessi se a farlo è una multinazionale?

Non è ignobile in senso stretto, è ignobile quando gli interessi della multinazionale sono danni per gli altri. Come nel caso delle sigarette, appunto.


Oppure perché si prende a esempio sempre e solo il caso Philip Morris vs Australia e ci si dimentica di casi
più vicini a noi come il Parmigiano Reggiano Vs Inghilterra?

Se la Gran Bretagna ritiene che il famoso formaggio italiano mette a rischio la salute dei suoi concittadini che diritto ha l'Italia di contestare la decisione inglese?


Perché sono due situazioni molto diverse. La questione rispetto al Parmigiano Reggiano riguardava una norma che bollava il prodotto come meno salutare rispetto ad altri tenendo conto solo di alcuni elementi e non tenendo conto delle dosi giornaliere.

Si tratta di una legge che era stata costruita male, e favoriva alcuni prodotti rispetto ad altri, tenendo conto in maniera arbitraria di dati e realtà, tanto che persino l'UE consigliava un sistema diverso.

Così Philip Morris dovrebbe avere il diritto di appellarsi se qualcuno volesse far credere, falsamente, che le sue sigarette sono più dannose delle sigarette "X" o far credere che siano più dannose di quel che sono realmente, magari rispetto ad altri prodotti del mercato del fumo.

Ma non deve avere il diritto di appellarsti in un caso come quello per cui si è appellata realmente, visto che tutti gli altri produttori sono soggetti alle stesse regole, e tutti i prodotti riguardanti il fumo alla stessa maniera.

Io, per dire, partirei con l'affermare che non ci si può appellare per "mancato profitto", ma per "favoritismo" o "norma ingiusta". Così Parmigiano Reggiano avrebbe potuto lo stesso appellarsi, Philip Morris no. Mi piace che siano i fatti, a contare, non le previsioni ipotetiche.


Il libero mercato comporta vantaggi e svantaggi e uno degli svantaggi è quello di una limitazione della sovranità nazionale. Sarebbe bello sfruttarne solo i vantaggi ma non purtroppo non è così che funziona.


La limitazione della sovranità nazionale è un pericolo enorme. Lo vediamo da come i governi nazionali abbiano perso importanza rispetto agli attori nei mercati, divenendone, in molti casi, succubi o servi.

Ma se sul governo nazionale potresti persino avere un'influenza, su una corporation multimiliardaria, non l'avrai mai, a meno di non avere tanti, tanti, tanti soldi.

E questo è un problema, anche se porta tanti soldi, perché la ricchezza va solo dove c'è potere (anche in forma di altra ricchezza). Se tu vendi il tuo (piccolo) potere per avere ricchezza, anche se all'inizio ti viene superpagata, alla fine non avrai più né l'uno né l'altro, perché la ricchezza finirà quando non avrai più potere.
Davide,

A parte il calcolo probabilistico sballato (se la probabilità è una ogni mille anni, non è che con 1000 centrali ne salta una all'anno. Ognuna di queste centrali ha una probabilità di saltare ogni mille anni mi sembra più corretto), il discorso riguardo al disastro ambientale ed umano in caso una centrale esploda non ha ragione d'essere.

L'energia nucleare che importiamo è appena di là di nostri confini nazionali. Paghiamo l'energia importata e, in caso di un disastro, pure i danni. Ovvero paghiamo di più per essere comunque in pericolo.

Ove non possibile, compriamo petrolio, gas e carbone da bruciare nelle nostre centrali termoelettriche. Oltre a non beneficiare di una politica nucleare energetica nostra, siamo costretti ad inquinare e sborsare miliardi di euro per poter vivere e lavorare.

Come dicevano i Trettrè: "A me, me pare na strunzat'".

Vero che stanno prendendo piede le energie rinnovabili, ma nel frattempo saremmo a metà strada dall'ndipendenza energetica che, nel bilancio di uno Stato con un debito che definire imbarazzante è poco, non mi pare che sia una cosa da sottovalutare.

Riguardo gli attacchi Ale centrali nucleari... ma che niente niente i terroristi sono tutti scemi oppure colpire una centrale nucleare non è così facile come sembra?
@Sir Edward

Il punto in questo video per me è un altro.

Se un villano paga un gorilla per difenderlo da un prepotente (o se un prepotente paga un sicario per intimidire i villani)

Chi paga dovrebbe esigere di vedere dei risultati. Teste mozzate su piatti d'argento.

Come dire, se mi si fulmina la lampadina dell'automobile, il meccanico lo pago SE al momento della consegna giro l'interruttore e la lampadina si accende.

Allora, ci son dei ricconi o banditi o mafiosi o freedom fighters o suore scappate dal bordello talmente impuniti che quando il commissario o il maresciallo va da loro con tutti i mandati del mondo gli dicono: fottiti, la tua autorità non è sufficiente a farci capitolare.

Due sono le tattiche che si possono prendere in considerazione.

A) Scusate il disturbo, addio.

B) 52

Se il barbuto opta per il piano a allora non è più un gorilla o un sicario.

Il piano B-52 mi piace, ma il barbuto, nella sua posizione ha il dovere di spiegare ai peones che tale piano significa rinunciare al tenore di vita, significa guerra, e significa che il nemico non passerà più a tosare le pecorelle, e le pecorelle dovranno brucare l'erbetta e star lontane da more e lamponi.

Questo è il vero problema che Luke Flanagan deve affrontare e se non vuole farlo, può anche starsene a casa, così coi soldi che risparmiamo non pagandogli lo stipendio, possiamo stivare in cantina più legna, riso, lenticchie, formaggio e krauti per far fronte alle nequizie di 'sto TTIP. Non sappiamo cosa farà, ma sia che ci renda più rotondi dei lottatori di sumo, sia ci butti nella tormenta, stivare pappa e combustibile in cantina non è mai una cattiva idea.

Whops, avevo dimenticato l'acqua minerale... chi è più capace di vivere senza, se il TTIP va guasto sul serio?!?!?!
LOL!!!

Sai cosa dico ai vietnamiti sulla situazione italiana? "Poveretti, fra un po' saran costretti a bere l'acqua dal rubinetto."
@Stupidocane

I terroristi non devono alzare punteggi da flipper, altrimenti il nemico diventa solidale.

Giocando sui piccoli numeri possono contare sul fatto che il nemico non si compagini contro di loro.

Se un terrorista provocasse un disastro nucleare, i sensabrettelle del paese colpito offrirebbero appoggio all'esercito, sia in casa, sia fuori casa, e nessuno guarderebbe troppo per il sottile a come si va a stanarli, nessuno sarebbe irritato dalle misure del governo.
i terroristi sono tutti scemi oppure colpire una centrale nucleare non è così facile come sembra?

Per quel che ricordo dalle mie poche letture nel campo, una centrale nucleare non ha le pareti di panforte come la prima scuola dove insegnai. Se hai abbastanza volume di fuoco per perforare metri di cemento e arrivare alle parti sensibili della centrale, fai prima a far saltare in aria la sede del parlamento.
@SirEdward

Ma se sul governo nazionale potresti persino avere un'influenza, su una corporation multimiliardaria, non l'avrai mai, a meno di non avere tanti, tanti, tanti soldi.

Io come singolo ma cinquecento milioni di consumatori un po' di paura fanno; sono aziende se non vendono muoiono.

Io poi nemmeno ci sono tra i cinquecento milioni di potenziali consumatori ma faccio parte di una minoranza di poco più di otto milioni che non ha nessuna voce in capitolo. La nostra unica scelta è una resa senza condizioni alle regole stabilite da altri; tanto per restare in tema di perdita di sovranità.

Questo significa che anch'io in futuro sarò obbligato a mangiare carne agli ormoni, mais transgenico e fumare sigarette della Philip Morris?
Non credo proprio perché come consumatore ho il diritto di scegliere a chi dare i miei soldi in barba a tutti coloro e commerciali di questo mondo.

A meno che non torni l'illustre Commodoro Perry a convincermi, ma quella è un altra storia.

Perché sono due situazioni molto diverse. La questione rispetto al Parmigiano Reggiano riguardava una norma che bollava il prodotto come meno salutare rispetto ad altri tenendo conto solo di alcuni elementi e non tenendo conto delle dosi giornaliere.

La norma era stata varata per combattere l'obesità e il formaggio in questione è un classico alimento ipocalorico, l'etichetta rendeva semplicemente attento del fatto il potenziale consumatore.
Il resto è aria fritta.

Io, per dire, partirei con l'affermare che non ci si può appellare per "mancato profitto", ma per "favoritismo" o "norma ingiusta". Così Parmigiano Reggiano avrebbe potuto lo stesso appellarsi, Philip Morris no. Mi piace che siano i fatti, a contare, non le previsioni ipotetiche.

Una multinazionale è una persona giuridica agli occhi della legge con dei diritti e dei doveri e tra i suoi diritti è compreso quello di difendersi da una norma che ritiene ingiusta nei suoi confronti.
La vendita di tabacchi non è vietata in Australia quindi legalmente aveva tutti i diritti di far valere le sue opinioni davanti a un tribunale.
Eticamente discutibile ma eticamente è molto più discutibile concedere diritti in base alla simpatia.
... al mio commento precedente vorrei aggiungere: "oltre a ciò che dice puffolotti"...
... e martinobri...
"E se vi siete mai chiesti qual è il ruolo di organizzazioni come Wikileaks in una democrazia, ora avete la risposta."

Ecco.

Cercherò di essere il più chiaro possibile a vantaggio di chi segue questo blog.

La politica è un *fenomeno umano*. Cioè in fin dei conti un *comportamento di una società umana*. E quindi un *comportamento di un gruppo di animali*.

Se vogliamo analizzare scientificamente come e perché si producono i comportamenti politici dobbiamo NECESSARIAMENTE raccogliere tutte le informazioni possibili sui singoli e sulle loro interazioni in modo da RICOSTRUIRE LE INTERAZIONI PER TROVARE LEGGI FONDAMENTALI.

Sì, sto parlando di Scienza. Ed è qui che entra in campo Wikileaks o qualsiasi giornalista o quant'altro che riesca a ottenere e divulgare tali informazioni.

Infatti noi non possiamo formulare leggi fondamentali se non abbiamo chiare in misura consistente le interazioni che hanno portato a un fatto politico.

Quando "al bar" si parla del perché esiste l'ISIS o del perché ci fu la Strage di Bologna si produce un sacco di speculazione e questo non succede solo e semplicemente per motivi di "preferenze teoriche", ma soprattutto perché non abbiamo abbastanza informazioni per ricostruire gli scenari antecedenti e provare a prevedere scenari successivi (e vedere se riusciamo a azzeccare la previsione retrospettivamente).

Più semplice di così non riesco a metterla, ma spero si sia capito che il giornalismo scientifico è alla base della Scienza del futuro e non se ne può fare a meno.
@Stupidocane
A parte il calcolo probabilistico sballato (se la probabilità è una ogni mille anni, non è che con 1000 centrali ne salta una all'anno. Ognuna di queste centrali ha una probabilità di saltare ogni mille anni mi sembra più corretto)

Eh no, Davide ha quasi ragione, il ragionamento sballato è il tuo.

Se hai 1000 centrali con probabilità 1/1000 che ci sia un incidente catastrofico in un anno, allora la probabilità che almeno una centrale (delle 1000) abbia un incidente è pari a 1-1/1000=999/1000. Cioè ci sono 999 probabilità su 1000 di un incidente catastrofico in un anno.
Quindi, se vuoi un discorso di media, in 1000 anni avremmo 999 incidenti catastrofici che vuol dire quasi uno all'anno.

Se il ragionamento non ti sconfiffera pensa al lancio di due monete (o a lanciare una moneta due volte: per la probabilità è la stessa cosa), qual è la probabilità di avere almeno una testa?
La probabilità è data da 1 (che rappresenta la certezza dell'evento) meno le probabilità che escano 2 croci (che è 1/4). Quindi la probabilità che esca almeno una testa (perché anche l'uscita di due teste va bene ovviamente) è 3/4, cioè, ogni 4 lanci, in media, in 3 di essi uscirà almeno una testa.

Anch'io temo questo: più sono le centrali maggiore è il rischio di un Fukushima e, visto che, secondo me, la strada del nucleare è obbligata se non vogliamo tornare alle candele, preferirei che le centrali fossero costruite da società no profit col solo scopo di curare la qualità complessiva dell'impianto e non da società a scopo di lucro per le quali un soldo risparmiato è un soldo guadagnato con buona pace se avviene un disastro tanto i padroni vivono lontano da lì.
@Stupidocane
Il mio parlare in terza persona non mira a offendere ma vuole essere solo un modo scherzoso di risponderti.

Non mando mai post e mi sono reso conto solo dopo aver premuto il tasto pubblia che scrivere così può essere indisponente e se è così me ne scuso
@ Motogio

Io come singolo ma cinquecento milioni di consumatori un po' di paura fanno [...]

Io penso che tu abbia un'idea troppo rosea delle cose. 500 milioni di consumatori fanno paura solo se sono uniti. Ma il modo per essere uniti sarebbe un governo eletto da loro.

Se queste aziende riescono a dominare i governi eletti e comandare... allora non ne hanno paura, e i 500 milioni di consumatori (parola orrenda: sono "persone", non "consumatori") non hanno più potere.


Io poi nemmeno ci sono tra i cinquecento milioni di potenziali consumatori.[...]


Al di là del fatto che voce in capitolo quegli 8 milioni ne hanno, almeno su loro stessi, quello che dici è vero. 8 sono meno forti di 500. Pensa un po' cosa succede a cederne ancora, e ancora, e ancora, perché, secondo quel che dici, quegli altri hanno pure diritto a difendersi da cose che ritengono ingiuste e a propugnare ciò che loro ritengono giusto.

E' la stessa cosa. Ed è un problema.


Questo significa che anch'io in futuro sarò obbligato a mangiare carne agli ormoni, mais transgenico e fumare sigarette della Philip Morris?


Se fosse per chi vende queste cose, sì. E' la sua opinione, no? Se tu non compri da loro, potrebbero decidere di farti causa per la tua ostinazione a non cedere i tuoi soldi in cambio di prodotti fantastici (parola di pubblicità).


Non credo proprio perché come consumatore ho il diritto di scegliere a chi dare i miei soldi in barba a tutti coloro e commerciali di questo mondo.


Certo. E come mai hai questo diritto? Te lo sei mai chiesto? Di sicuro non perché Philip Morris desiderasse così. Darti il diritto di non comprare non ha limitato forse il profitto di Philip Morris? No? Perché no? Come stabilisci –cosa- è un diritto e cosa no?

A meno che non torni l'illustre Commodoro Perry a convincermi, ma quella è un altra storia.


Appunto. Tu non hai diritto a limitare il commercio solo perché hai deciso così, no? Stai limitando il profitto di chi vuole commerciare. Dunque arriverà il Commodoro Perry, o il suo analogo moderno, a importi il suo modo di commerciare usando la forza.

E se di forza ne ha più lui, tu ti lascerai convincere. Altrimenti sarà lui ad andarsene via e a trovare altre strade.

Chi stabilisce –cosa- è un diritto? Come? Perché?


La norma era stata varata per combattere l'obesità e il formaggio in questione è un classico alimento ipocalorico


-iper-calorico. Avendoti letto da anni, immagino un refuso.


, l'etichetta rendeva semplicemente attento del fatto il potenziale consumatore.


Decisamente no. Il Parmigiano, nelle dosi giuste (e non è detto che siano basse) non è affatto dannoso per la salute. Semplificare in quella maniera, sul cibo, è idiota. Sarebbe come dire che la Coca Cola è meglio del Parmigiano perché ha meno grassi per 100g di prodotto...

Il cibo non è un argomento semplice.


Una multinazionale è una persona giuridica agli occhi della legge.


Una multinazionale, a norma di quello che è (impresa), riterrà ingiusta qualsiasi norma che limiti il proprio profitto.

Le persone fisiche, invece, sono vere, vive e reali. E noi siamo persone fisiche, non solo giuridiche. Dovremmo tutelare più loro che le multinazionali, io penso.


[...]legalmente aveva tutti i diritti di far valere le sue opinioni davanti a un tribunale.
Eticamente discutibile ma eticamente


Eticamente il comportamento di Philip Morris non è solo discutibile, è rivoltante. Perché fare soldi sulla pelle degli altri è rivoltante. Lamentarsi quando questi cercano di limitare i danni è ancora più rivoltante. Lo capisco che Philip Morris possa voler difendere il proprio interesse, ma resta ugualmente rivoltante, e se il sistema che abbiamo ideato permette questo, allora il sistema va modificato ed emendato, perché ha un bug. L'individualismo spinto è controproducente, e a lungo andare totalmente idiota.

Ma questa è la mia visione delle cose.
Davide,

Ci sono più di 400 centrali nucleari attive nel mondo. Tra qualche anno arriveremo alla soglia della metà del numero critico che hai stabilito. In questo numero al momento non mi risulta che sia esplosa quasi mezza centrale all'anno.

Ciò che voglio dire è che la media statistica non ha senso nei termini semplicistici in cui la stai mettendo giù. Può andar bene in propaganda elettorale, non nella vita reale.

Perché il problema di fondo rimane. Comprando energia prodotta con il nucleare appena al di là delle Alpi, non siamo affatto al sicuro e dipendiamo quasi totalmente da terzi per l'approvvigionamento energetico.

Siamo l'unico Paese avanzato che non ha una politica energetica nucleare in corso. Se salta una centrale in Svizzera o in Slovenia, siamo fottuti tanto quanto averla in casa.
@SirEdward

Da leggendario consumatore individuale di africola posso dire che in generale sono i piccini che si lamentano se compri i prodotti dei grossi.

Comunque mi pare che hai una visione un po' irriguardosa della persona fisica.

Personalmente vedo la legge e l'amministrazione come qualcosa che, oltre a coordinare smaltimento dei rifiuti e gestione delle infrastrutture, deve stabilire o sorteggiare delle precedenze... ad esempio chi deve farsi da parte se una stradina in pendenza non è abbastanza larga per due veicoli contemporaneamente. Ci sono motivi per cui la precedenza andrebbe data a chi sta salendo, ci sono motivi per cui la precedenza andrebbe data a chi sta scendendo, il governo dice: "da questo momento fino a quando non salteranno fuori argomenti migliori incluso lo scoprire che questo stesso decreto è una stronzata, chi era in discesa si fa da parte."

Ora, tutta questa fighetteria, che mi sembra come quando la maestrina strilla ai bambini di terza elementare: "Fate giocare Catanselmo con voi anche se guarda i pokemon invece che Naruto." oppure "datevi la mano e fate la pace."... La trovo estremamente degradante nei confronti di quello che dovrebbe essere l'essere umano. Se applicata a quelli che si suppongono adulti indipendenti, autonomi e responsabili, voglio naturalmente dire.

Avvisi puerili.

"Attenzione: il fumo uccide, i cocci di vetro tagliano, l'alcool appanna i riflessi, la maionese ingrassa, il caffè appena uscito dalla macchina scotta, il vetro è trasparente, lo zucchero non disseta, la scarpa per il piede sinistro e quella per il piede destro sono differenti."

Come si deve valutare un popolo in base a tutti questi "cartelli"?

La tua descrizione del "peone" in base a come deve essere tutelato è la descrizione di qualcosa che andrebbe bruciato col napalm per porre fine alla sua miseria ed ai suoi problemi col prezzo della benzina.
Posso dire che questa storia che la contaminazione in caso di incidente nucleare da centrali nucleari straniere è un po' debole?

Una centrale nucleare sul territorio italiano farebbe danni ben più gravi di una localizzata all'estero. Soprattutto se vicina nei pressi di grandi insediamenti urbani, cosa abbastanza probabile visto come è fatta l'Italia. Le centrali francesi distano diverse centinaia di km dal confine. Quelle Svizzere sono a Nord (e la circolazione dei venti non favorisce un fallout a Sud). Insomma, se invece di 1000 morti e 1.000.000 di persone evacquate se ne hanno rispettivamente 100 e 0 la differenza c'è. O no? E chi ha veramente guardato quali sono i numeri reali delle simulazioni effettuate in caso di incidenti (piccoli e grandi)? Nel caso di Cernobyl la zona più contaminata ha un raggio di circa 100 km. E si tratta dell'incidente più grave mai avvenuto.

Questo non toglie la veridicità di altri (forti) argomenti a favore del nucleare. Però come in tutte le cose ci sono pro e contro e un atteggiamento razionale sarebbe quello di considerarli tutti insieme, non di fare la battaglia selezionando quelli a favore del proprio giudizio preliminare.

Una considerazione che, tra le tanti, trovo spesso poco sottolineato è che l'incidente più grave causato a un impianto di generazione elettrica in Italia è dovuto ad una fonte rinnovabile. Sapete tutti a cosa mi riferisco, no?

E nel mondo? Pure, sebbene pochissimi sappiano qualcosa del mezzo milione di morti che ha causato. E sfido gli altri (la minoranza) a dire il nome della località senza sbirciare su internet. Nel 2009, quindi non nel Cenozoico, ce ne fu un altro: 75 morti, paragonabile a quelli di Fukujima nel più pessimistico degli studi. Sfido chiunque a dire in quale paese avvenne senza guardare su internet. Un altro incidente gravissimo potrebbe avvenire presto in un paese mediorientale.

Questo dimostra come sia difficile avere una percezione corretta dei rischi causati da incidenti relativamente rari.
@SirEdward

"perché la ricchezza va solo dove c'è potere"

Regalare soldi ad un morto di freddo... anche dandogli da sbrogliare tubi di gomma che qualcuno ha imbrogliato la sera prima, dietro ordine di proprietario e direttore, apposta per salvare la sua dignità umana, non porterà ad un passaggio di classe.

I soldi sono un mezzo, non sono legati al "potere" e l'idea che il potere derivi dai soldi piuttosto che viceversa è una delle menzogne per tenere i peones al loro posto. La ricchezza del potente è nel suo cranio.

Visto che condividere i soldi non serve, allora condividerò la lezione che ho ricevuto io su soldi e potere.

Una sera d'estate mio padre prese la scatola del gioco "monopoli" e mi propose: "tanto per ravvivare la serata propongo una variazione, uno comincia con tutti i soldi -5 giri da lasciare in banca (Se non sono sufficienti facciamo altre banconote) ed un contratto, l'altro comincia con 1000 lire e tutti gli altri contratti già in mano."

Fino a quel momento la mia percezione di soldi e potere era la stessa che descrivi, e optai per i soldi, ci misi 5 minuti a capire la vera natura del potere.
Forse meno. Non per vantarmi, ma forse ricordo male e non era passato così tanto tempo, quando proposi: "Ti compro viale dei giardini per un milione" Ben conscio che questo non apriva a strategie potenzialmente vincenti, ma meramente portava da zerokelvin ad epsilon la mia probabilità di "sopravvivere" fino alle 20:45
La risposta fu un'alzata di spalle ed un: "E perchè dovrei? Quel milione sarà comunque nelle mie tasche quasi altrettanto in fretta, poi non avrai altro che il contratto che tieni in mano, e dovrai usarlo per pagare qualcosa, e comunque adesso i soldi per far fronte agli imprevisti li ho."

Vedi? puoi simularlo, se stenti a credere
I soldi sono astratti, quel che conta son i carboidrati e gli idrocarburi.

Vogliamo dare 30 euri all'ora agli operai? Non sono contrario, anzi, io dico: ma diamogliene anche 10E83 al minuto, grossi motivi per non farlo non ce ne sono.

Premesso questo, parliamo dell'elevazione sociale, del tenore e delle barche a vela.

Il tentativo di elevarsi di classe sociale attraverso il guadagno oppure il risparmio, possiamo visualizzarlo come scavalcare un gradino alto 9 piedi. (uso le misure anglosassoni per indicare un'altezza che un corpo umano può raggiungere saltando, ma solo con le dita)

Il modo in cui parli descrive la situazione come se, quando qualcuno decide di provare a LAVORARE per ascendere, ci fossero quelli al suo livello che gli fanno scaletta e quelli sopra che gli calpestano le dita e lo prendono a pestotti in testa.

Non è vero, non rappresenta la situazione reale. Henry Ford, il più zifido d'AmerDica e pertanto del sistema solare è stato la [PERSONA FISICA] che ha detto circa: "Se vogliamo continuare a mangiare, dobbiamo fare in modo che gli operai siano "clienti di sè stessi"

La situazione reale per chi desidera ascendere nel "mondo di Cesare" è che ci sono mani dall'alto che tentano di sollevarlo, e quelli al suo livello che ci si appendono... più per trattenerlo che per la speranza di essere tirati su insieme a lui.

Questo è il problema da affrontare, se uno vuole aiutare i meno fortunati ad essere fortunati.

Un caso pratico? un giovanotto volenteroso che ha studiato tutto sui ristoranti e decide di aprirne uno di una certa qual classe... arrivano i suoi spiacevoli amici e si mettono a vomitare su muri e soffitti.

Donald e Ivana, Barbie e Ken, Howard e Marion, e i coniugi Jefferson che stavano per ordinare il lupicante del new england da 1000 euri (e li vale tutti) Si alzano e se ne vanno disgustati.

Che vuoi farci... mandiamo 8 poliziotti armati di balestra che ringhiano ai ricconi: "state seduti, ordinate, mangiate, pagate, e dovete pure sembrare contenti" ??

Perchè dai tuoi discorsi sulla distribuzione di potere e ricchezza e sul dovere dei governi di dirigerla, il tuo modo di parlare delle tasse di lusso, (che ricordo, son l'unico modo per avere i conti pagati, e solo fino ad un certo punto, a livello di comune o nazione) è descritto da questa situazione, con un paio di passaggi in meno, uno dei quali è il fatto che nel mio esempio almeno i poveri ricchi si gustano il lupicante del new england, bene o male.
@pgc

fra accettazione del grasso, studi di genere, il dams di Bologna e di Trieste, i politici che strillano che bisogna dar lavoro anche a Barabba, l'articolo 18, l'euroschule, il conteggio degli incidenti stradali che eclissa il conflitto iraqeno, manca solo la scritta: "aprire dall'altro lato" sul fondo delle lattine... ...di coca cola.

Dal punto di vista tecnico... Sarei pronto a morire e persino uccidere per un programma nucleare italiano, ma se tengo conto di quanto ho detto nel paragrafo precedente... Sarebbe una spada di Damocle.
@SirEdward


-iper-calorico. Avendoti letto da anni, immagino un refuso.

Immagini male, non è un refuso ma è il mio cervello che ogni tanto perde colpi.

Comunque, ritornando al concetto di libertà di sovranità nazionale, è chiaro che ci sono dei problemi ma i problemi sono a monte, anzi il problema è intrinseco al concetto stesso di libertà.
Ogni volta che aggiungi un po' di libertà automaticamente rinunci a una parte di libertà; è sempre stato così è sempre lo sarà, in tutti i campi.

Nel caso dei negoziati commerciali se firmi un accordo avrai il vantaggio di poter vendere con più facilità (libertà) i tuoi prodotti ma perderai una parte della tua libertà di stabilire le regole che vuoi tu.

Se il santo vale la candela* (svizzerismo) sta alle parti contraenti stabilirlo ma se l'alternativa è chiudersi in sé stessi, autarchismo, il prezzo della candela è più che conveniente.

In tutta questa storia i cinquecento milioni di consumatori / cittadini / persone che vivono in Europa (UE + AELS) non sono semplici marionette ma sono una forza attiva e con il loro comportamento possono affossare le storture create dagli accordi (libera vendita di carne agli ormoni, prodotti OGM (anche se questi non mi turbano) ingerenza delle grandi multinazionali ecc) ma chiaramente questo ha un prezzo, in termini monetari.

Solo come esempio: io, per miei motivi, acquisto solo carne proveniente dalla mia regione o dalla mia nazione e con un occhio di riguardo a come sono stati trattati gli animali da vivi. Nel mio negozio di fiducia ho la possibilità di comprare petti di pollo di varie provenienze (Ungheria - Svizzera - Svizzera e allevati all'aperto) il rapporto di prezzo tra i tre prodotti è di 1 / 3 / 6. Al costo di un singolo petto di pollo come voglio io potrei comprarmi sei petti di pollo ma di cui non so nulla.

Detta così sembra una cosa banale e scontata ma fino a pochi anni fa non avevo possibilità di scelta, tranne quando mia nonna tirava a il collo a qualche gallina.

Fine prima parte.
@Stupidocane
Ciò che voglio dire è che la media statistica non ha senso nei termini semplicistici in cui la stai mettendo giù. Può andar bene in propaganda elettorale, non nella vita reale.

Ma che cavolata gigantesca hai detto!
Stai mostrando dei bias manco fossi un cattolico credente. Mi freghi la piazza! :-D

La statistica è una scienza. La statistica si utilizza anche nei progetti di strutture e tu la classifichi come propaganda elettorale solo perché in quel momento ti porta argomentazioni contrarie che ti danno fastidio?

Davide è stato chiaro. Ha ipotizzato dei numeri e lui stesso ha detto che erano inventati. Non ha mica detto che una centrale ha una probabilità su mille di provocare un disastro.

Magari le probabilità sono una su 100.000 ma è scientifico che 10.000 centrali con probabilità 1/100.000 di provocare un disastro significa un disastro ogni poco meno di 10 anni.

Dal punto di vista probabilistico significa che ci possono essere 10 disastri in un anno e nesssun disastro per un secolo ma non quello che dici tu.

Si dice che si ha una probabilità su 1000 di morire di incidente d'auto. Non è che chi fa un incidente, e restarci secco, abbia voglia di farlo, però accade lo stesso.
Lo stesso discorso si applica ad una centrale nucleare: non è che chi ci lavora voglia provocare un incidente però può capitare ed è capitato.

Ciò non toglie che, se il petrolio finisce, per ora abbiamo solo il nucleare come alternativa con un po' di senso.

Speriamo che ne frattempo si trovi il modo di rendere il nucleare quanto più sicuro possibile.

A proposito: avrebbe senso "sparare" le scorie nello spazio o sarebbe troppo pericoloso e costoso rispetto al loro stoccaggio per millemila anni?
@Siredward

Parte 2

Sono ben conscio che la mia è una situazione privilegiata e che non tutti si possono permettere molte delle mie scelte per ovvi motivi ma comunque non sottovalutare la forza potenziale di mezzo miliardo di singoli individui.

Una multinazionale, a norma di quello che è (impresa), riterrà ingiusta qualsiasi norma che limiti il proprio profitto.

Le persone fisiche, invece, sono vere, vive e reali. E noi siamo persone fisiche, non solo giuridiche. Dovremmo tutelare più loro che le multinazionali, io penso.


Le multinazionali non sono entità astratte create da un essere superiore con lo scopo di soggiogare gli umani.
È giusto dare la precedenza alle persone fisiche ma anche dietro a una persona giuridica troviamo uomini e donne in carne e ossa.

Eticamente il comportamento di Philip Morris non è solo discutibile, è rivoltante. Perché fare soldi sulla pelle degli altri è rivoltante.

Ognuno ha la sua etica, e su questo non discuto, ma viviamo in paesi che si sono dotati di strumenti giuridici per garantire a chiunque l'equità di trattamento di fronte alla legge indipendentemente da quello che fanno,che sono e lo scopo che ambiscono.
Chiaro che in una scala di danni alla salute da uno a dieci il prodotto principale della Philip Morris si trova ai vertici, battuta solo da Boeing con i suoi tomahawk, mentre il consorzio del Parmigiano si ferma ai gradini più bassi della scala ma non è questo il punto.

Il punto è che tutti hanno il diritto di esporre le proprie opinioni davanti a un tribunale se si sentono danneggiati ingiustamente e questo vale sia per la Philip Morris che ha paura di perdere soldi che per Breivik che si ritiene un perseguitato perché in carcere gli servono caffè freddo.

Nel caso Philip Morris vs Australia comunque la multinazionale ha perso quindi di cosa ci stiamo lamentando?
Il sistema ha dimostrato di funzionare anche di fronte a una potente multinazionale.

Guastulfo,

A proposito: avrebbe senso "sparare" le scorie nello spazio o sarebbe troppo pericoloso e costoso rispetto al loro stoccaggio per millemila anni?

No. Ammesso di superare le paranoie di quelli che dicono che faremmo diventare radioattivo il sole, ci sono troppi problemi logistici. Devi portare le scorie dal luogo di produzione ai luoghi di lancio, che sono pochi al mondo e non ne puoi creare altri dove ti pare perché devi stare lontano dalle zone abitate e avere tutto sgombro verso est (zona di ricaduta dei lanciatori in caso di problemi).

Poi devi costruire un involucro sufficientemente robusto da proteggere le scorie anche in caso di rientro ablativo in atmosfera ad alta velocità e successivo impatto al suolo ad altissima velocità; fattibile (e già fatto per gli RTG delle sonde spaziali), ma molto costoso.
Sfido chiunque a dire in quale paese avvenne senza guardare su internet.

Adesso però dacci le soluzioni perchè sono curioso :-)
E poi perchè se il primo è il Vajont, come penso, ci sarebbe un distinguo da fare.
Guastulfo

Ma che cavolata gigantesca hai detto!

Probabilmente si. Statisticamente no.

Non ho detto che la statistica non è Scienza, bensì che non è semplice come si vuol far credere e se un dato statistico ci dà una probabilità più o meno alta che accada un evento, l'eventualita che esso accada ricalcando le statistiche calcolate arbitrariamente è statisticamente improbabile...
@ Puffolottiaccident

Apprezzo sempre i tuoi messaggi, però ritengo che questa volta tu abbia delle mie opinioni una visione decisamente troppo riduttiva.

Non dico che il tuo modo di vedere le cose sia sbagliato, intendiamoci, è che se ti convinci che poiché così è e così dovrà sempre essere, allora non farai mai niente per migliorare il tutto e sistemare almeno una parte delle tragiche storture dalle quali è afflitto.

La ricchezza, prima di tutto, è ricombinazione, riordinazione, riorganizzazione, al fine del miglioramento dell'efficienza.

Io credo fermamente che il mondo in cui viviamo sia tremendamente inefficiente, e la lotta serrata ad uscire dalla melma, e tutte le lotte tra (quelli che in fondo non sono altro che diversi livelli di) peones che hai descritto in questi ultimmi messaggi, siano l'espressione della massima efficienza possibile da parte di un sistema profondamente inefficiente. Non essendo abbastanza organizzati e collaborativi da costruire case, si uccidono per l'unica baracca col tetto di lamiera.

Fa ridere per la sua tragicità.

E' come dire: "siamo in 5 e c'è cibo solo per 4, uno deve morire". Non è che si può ribattere che non sia vero, o che io dica di no e poi mi inventi metodi insensati per evitare l'inevitabile, è che io dico "guardate che se avete cibo solo per 4 è perché anche quelli tra voi che sono più forti e più fighi e si sentono così vincenti, in realtà sono profondamente inetti, e avreste potuto evitare questa spiacevole situazione se solo non foste caduti nella trappola del vostro egoismo idiota".

Non si può cambiare? Può essere. Ma sempre idiota rimane. La m***a non diventa cioccolato solo perché non sei riuscito a trovare un sistema per avere il cioccolato invece della m***a. Quello è solo accontentarsi. E accontentandosi e basta, come tu stesso insegni, non cambierai molto.
@ Motogio


Ogni volta che aggiungi un po' di libertà automaticamente rinunci a una parte di libertà


Già. E' che devi capire cosa ti è più vantaggioso, senza specchiettini per le allodole.

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Se il santo vale la candela* (svizzerismo) sta alle parti contraenti stabilirlo ma se l'alternativa è chiudersi in sé stessi, autarchismo, il prezzo della candela è più che conveniente.


Dipende cosa devi dare per avere la candela...


In tutta questa storia i cinquecento milioni di consumatori / cittadini / persone che vivono in Europa (UE + AELS) non sono semplici marionette ma sono una forza attiva e con il loro comportamento possono affossare le storture create dagli accordi


Prima devono rendersi conto di non essere pulviscolo individualista e disperatamente diviso. Prima devono condividere valori che vanno al di là del mero vantaggio di convivenza. Altrimenti saranno divisi, perché non saranno in grado di rinunciare a un vantaggio piccolo in favore di uno più grande.


Le multinazionali non sono entità astratte create da un essere superiore con lo scopo di soggiogare gli umani.
È giusto dare la precedenza alle persone fisiche ma anche dietro a una persona giuridica troviamo uomini e donne in carne e ossa.


Sì. E' per questo che quando vedo che per il proprio profitto a volte non esitano a mettere nei guai me, mi stanno cordialmente sui calli.


Ognuno ha la sua etica, e su questo non discuto, ma viviamo in paesi che si sono dotati di strumenti giuridici per garantire a chiunque l'equità di trattamento di fronte alla legge indipendentemente da quello che fanno,che sono e lo scopo che ambiscono.


A me l'equità di tutti di fronte alla legge va bene. E' l'equità della legge di fronte a tutti i comportamenti che non posso accettare.

E' come le opinioni. Non sono tutte uguali. Così è per le ambizioni: alcune sono deleterie e pericolose per la società stessa e gli altri e fanno più danni di quello che costruiscono.


Nel caso Philip Morris vs Australia comunque la multinazionale ha perso quindi di cosa ci stiamo lamentando? Il sistema ha dimostrato di funzionare anche di fronte a una potente multinazionale.


Dare spazio serio a chi cerca di usare la tua apertura e correttezza per fregarti e danneggiarti è pericoloso. E' lo stesso pericolo che corre la Norvegia con Breivik.

Perché è così che succede: quello senza scrupoli userà la tua tolleranzza per toglierti di mezzo ed eliminare la tolleranza che hai creato. Devi premiare chi favorisce la tolleranza, e limitare l'intollerante senza essere ingiusto. Ma lo devi limitare dalla possibilità di infrangere la tolleranza.
@Stupidocane
Non ho detto che la statistica non è Scienza, bensì che non è semplice come si vuol far credere e se un dato statistico ci dà una probabilità più o meno alta che accada un evento, l'eventualita che esso accada ricalcando le statistiche calcolate arbitrariamente è statisticamente improbabile...

Stai ancora dicendo cavolate lo sai? :-)

Se un evento ha una probabilità X allora quell'evento avviene con media 1/X.

Se eseguo n prove, tutte con probabilità X, allora la probabilità che se ne avveri almeno una è data da: 1 - (probabilità che tutte le n prove abbiano esito sfavorevole).

Più n è grande, più "(probabilità che tutte le n prove abbiano esito sfavorevole)" è piccolo e, di conseguenza, la differenza 1 - (probabilità che tutte le n prove abbiano esito sfavorevole) si avvicina a 1 cioè alla certezza.

Se passo alla media, il risultato precedente implica che l'attesa per avere un esito favorevole diminuisce all'aumentare di n.

Per esempio se lancio una moneta, in media, devo aspettare due lanci per avere testa.

Se lancio un dado, allora devo aspettare, in media, 6 lanci prima di avere un 2.
se lancio due dadi contemporaneamente allora la probabilità di avere almeno un 2 è 1 -(probabilità di non avere nemmeno un 2)= 1 - (5^2)/(6^2) = 0,31 circa. Con quattro dadi la probabilità è circa 0,51 (cioè siamo già a 1 su due). Se i dadi aumentano la probabilità di avere almeno un 2 si avvicina a 1 (=certezza dell'evento).

Se passo alla media allora dovrò attendere (in media) due soli lanci di quattro dadi prima di avere almeno un 2.

Se considero le centrali questo calcolo non cambia. Se la probabilità di una catastrofe non è talmente bassa da essere considerata nulla, allora la catastrofe avverrà. Se le centrali sono 1000 allora la probabilità che almeno una salti è molto maggiore e, passando alla media, si dovrà attendere un tempo molte volte inferiore perché ciò avvenga.

Se, invece volevi dire che è difficile sapere la probabilità di un incidente grave forse hai ragione ma è fondamentale conoscerlo viste le sue implicazioni.
@SirEdward

A me l'equità di tutti di fronte alla legge va bene. E' l'equità della legge di fronte a tutti i comportamenti che non posso accettare.

Non è facile da accettare ma è l'unico antidoto contro i fantasmi del totalitarismo.

Se cominciamo a fare eccezioni poi queste diventeranno la regola è assieme agli empi inevitabilmente anche qualche innocente ne pagherà il prezzo è gli scempi come Guantanamo diventeranno la normalità.


Devi premiare chi favorisce la tolleranza, e limitare l'intollerante senza essere ingiusto. Ma lo devi limitare dalla possibilità di infrangere la tolleranza.

E chi stabilisce se uno infrange la tolleranza o no?

Io sono estremamente tollerante e non nutro pregiudizi su basi razziali/ religiosi/politiche ma sono estremamente tollerante anche verso i fabbricanti d'armi, di sigarette, di alcolici e di motociclette; anzi sono anche un loro affezionato cliente.

Per contro odio i fascisti, i nazisti e gli estremisti di qualsiasi colore (politico) o religione.

Stabilire chi è nel giusto e chi no su basi etiche, chiamalo semplice.

Dipende cosa devi dare per avere la candela...

Mi sembra di scorgere un leggero sottinteso ma non voglio approfondire. Comunque è ovvio che dovrai cedere un pezzo della tua libertà ma se l'accordo è equo anche la tua controparte rinuncerà a una parte della sua libertà.
Mi rendo conto che parlare di equità in un accordo dove a sostenere le ragioni di una delle controparti abbiamo il caro vecchio zio Sam sa un po' di eufemismo ma ora è un po' presto per giudicare.
@SirEdward

O forse stiam cominciando a capirci...

il tuo paragone...

" E' come dire: "siamo in 5 e c'è cibo solo per 4, uno deve morire". Non è che si può ribattere che non sia vero, o che io dica di no e poi mi inventi metodi insensati per evitare l'inevitabile, è che io dico "guardate che se avete cibo solo per 4 è perché anche quelli tra voi che sono più forti e più fighi e si sentono così vincenti, in realtà sono profondamente inetti, e avreste potuto evitare questa spiacevole situazione se solo non foste caduti nella trappola di [...]". "

Fin qua sono d'accordo, ma in questo caso l'egoismo inteso come consapevolezza collettiva che l'ambiente circostante non perdona è la soluzione e non il problema.

"Egoismo" viene troppo spesso usato dai venditori di aspirapolveri per far regredire il potenziale cliente.

Mandare a puttane colloqui di lavoro fissati dall'ufficio di collocamento apposta per intascare i soldi del sussidio, questo è un esempio di quello che chiamerei "egoismo idiota".

Invece alzarsi al mattino chiedendosi: "Cosa devo fare, tollerare, produrre, restituire, chiedere, esigere, in modo di non trovarmi a dover valutare l'opportunità di chiedere il sussidio?" Somiglia all'egoismo, ma ha bisogno di un'altra parola.

Se non hai di meglio, ci metto "individualismo"

L'individualismo è la via più collaudata per ottenere un lavoro di squadra produttivo, se non efficiente.

L'individualismo tiene conto del fatto che gli altri han degli scopi, dei desideri, dei bisogni e che sono perfettamente autorizzati a non preoccuparsi dei propri.

Mio figlio che ha bisogno di essere portato all'ospedale non è più importante del fatto che venerdì vuoi "finire pacman"*, prima di chiederti di rinunciare al pomeriggio col pacman devo provarle tutte, chiedere ad un collega di non "finire pacman" è disonore.
piuttosto chiamo un sostituto da un altro ristorante dopo che mi ha detto che gli piacerebbe avere un turno in più.
Ok, non ho figli miei, ma il punto è che la mia filosofia a riguardo si può riassumere: "Il tuo problema è altrettanto importante e grave quanto il mio, quindi non ho bisogno di confrontarli e di romperti le palle cercando di provocare sciocchi sensi di colpa"

Questo mi dà anche spazio di manovra per aiutare chi non è capace di sormontare i suoi problemi, problemi che nel mio ambiente sono considerati evitabili...

Videopoker, anyone? ok, ti do una lavastoviglie da accudire, ma se non ti riprendi... orso bianco for you.

"Vietnam", hai mai sentito la parola?

Io penso che, per imprimere alla società questa direzione, la legislazione sul lavoro dovrebbe essere scritta immaginando che il datore di lavoro sia una figona e il candidato un bel giovanotto.

Nessuno va a dire ad una donna:
"Signorina لبؤة تلتهم الأطفال !,in base alla legge 1234 comma 56 del 2004 lei non ha nessun diritto di rifiutare le avances di qualcuno solo perchè questi ha una bandiera serba che avvolge l'ancora di Don Juan piantata nel cadavere di un turco tatuata fra gli occhi".

Ragionando in questo modo, ti garantisco che il lavoratore acquisisce un buon potere contrattuale ed una buona fetta del lato "nascosto ai peones" del potere.

Cos'è il lato nascosto ai peones del potere?

è tragicamente semplice, il "potere" ha due componenti, una è quella crassa e semplice da capire... la facoltà di dire agli altri cosa devono fare, e ottenere che la facciano.

l'altra componente del potere è meno ovvia, ma è più raffinata, ed è anche detta: "la facoltà di fottere i cavalli", anche se l'arte di fottere i cavalli è un'espressione semanticamente più ampia.

Ed è la facoltà di dire: "non mi va di farlo" o "non ho bisogno di farlo" quando qualcuno chiede di fare qualcosa di sgradevole.

Conoscere queste due componenti è alla base dei due segreti di quello che chiamo "sciopero cinese."

I 2 segreti dello sciopero cinese sono:

1) Lascia pure che i crumiri raggiungano le postazioni di lavoro, non picchettarli, nei giorni in cui scioperi, la direzione e il padrone si renderanno conto che essi sono una manica di farabutti e lecchini che si imboscano alla tua ombra.

2) Però assicurati di non essere uno di quelli senza il quale tutto è uguale, prima. Se il farabutto della situazione sei tu, non puoi usare il primo segreto perchè rischi che qualcuno si accorga che quando non ci sei tu il lavoro va mille volte meglio.

Però non sono mai riuscito a collaudarlo, perchè nelle mie vacanze in fabbrica (Per me andare a lavorare in fabbrica è un modo per ritemprarmi, mi pare rilassante.) son sempre passato dalla cintura gialla a quella blu in pochi mesi.
Sinceramente non saprei dire quale è il modo per farlo, so solo che vedo chiaramente l'errore di quelli che son lì da anni e restano fermi all'arancione.

Danno ascolto al politico di turno che promette loro la cintura nera in uno schiocco di dita... Anzi, sembra promettere loro che costringerà illoro bieco padrone a dargliela... no matter what, nessuno deve avere da ridire se ti imboschi ecc. ecc.

Dico: "Sembra promettere" perchè esaminando la scelta delle parole, in realtà non promette un tubo, si impegna a prendere il problema nella dovuta considerazione.

E quello che prende nella dovuta considerazione è... sfidare un avversario che possiede terawatts di "la parte nascosta ai peones del potere".

Il peone si commuove perchè non sa della parte nascosta ai peones del potere, ma la verità è che la mano che (se usata con la dovuta perizia) lo tirerà fuori dalla merda... è quella attaccata al suo polso.

E se ho un dovere a questo riguardo, se c'è un punto dove devo non avvalermi di tale potere è che devo spiegare ai peones a meno di una yarda dal mio teatro operativo il significato di espressioni come: "le faremo sapere"

Prima che lo scoprano da soli... il chè in effetti non è un termine particolarmente urgente, ma vabbè.
@Motogio

quello che cerco di formulare è un atteggiamento del tipo: "Prima di parlare di altruismo ed egoismo, aspettati di dover pagare. Insisti per pagare, spiega come intendi pagare, in modo concreto e non aleatorio, prima di fare la tua richiesta."

Se serve puoi anche provare a farti delle banconote senza infrangere la legge. Funziona un po' come le conchiglie in altri paesi ed altri tempi. Uno guarda la conchiglia e sa che è stata sabbiata, pulita, quindi sa che del tempo/hombre è stato impresso in quella conchiglia, il tempo è denaro ed il denaro è tempo.

Per farsi una banconota da soli, devi prendere un pezzo di carta di dimensioni acconce, e disegnarci sopra, consiglio almeno 3 o 4 colori. Deve essere ben chiaro che non stai tentando di imitare una banconota a corso legale. Quando feci l'esperimento realizzai un A.Einstein as zio di Pippo, della banca del calisota, per un valore di 9,22 euri.

Cioè, un po' bisogna saper disegnare, non è che se scrivi 1000€ e "questa banconota è valida perchè lo dico io" a biro in due secondi ti danno il resto di 992,20€ , devi partire dal foglio bianco e lasciarla sempre dove possano vedere che la stai preparando sul posto.

Altrettanto buona che lavare piatti per un'oretta. (Per qualcuno.)

Il punto è questo: è terribilmente più impegnativo, e sicuramente richiede molta più istruzione. Che sia passata al primo tentativo può essere stata una questione di pura fortuna, ma sono sicuro che se la prepari altrove e la presenti dicendo quanto tempo ci hai messo a prepararla, la probabilità è 0.

Il barista sapeva benissimo che non avevo problemi economici di sorta.

Ma il twist è questo: Lavare i piatti è in un certo senso la stessa cosa: non è che se scrivi su un pezzo di carta 1000€ e "questa banconota è valida perchè lo dico io" a biro in due secondi, questa diventa valida.

Il modo in cui il problema dei posti di lavoro viene affrontato dai politici è al di là del wishful thinking, è magical thinking, e viene recepito dal peone come: "nessuno si aspetta da te che tu produca valore." Sembra che, in cambio del fatidico voto, promettano all'italiota che potrà imboscarsi a piacimento, ricevere lo stipendio, e il datore di lavoro avrà le mani legate.
Guastu,

L'ultima che hai scritto. :)
@Puffolotti

Il modo in cui il problema dei posti di lavoro viene affrontato dai politici è al di là del wishful thinking, è magical thinking, e viene recepito dal peone come: "nessuno si aspetta da te che tu produca valore."

Io sono un peóne, o meglio ero lo erano i mie avi nel senso originario spagnolo, è da buon peóne so che una mucca va munta ogni giorno, il fieno va falciato tre volte all'anno e le capre amano trascorrere l'estate da sole nei pascoli di montagna.
Cose ovvie ma so anche che le mucche non si mungono da sole, il fieno non entra da solo nella stalla e se vuoi mangiare un buon violino di capra non basta chiederlo gentilmente alla capra.

Ma se questo è ovvio nel magico e bucolico mondo dei contadini di montagna perché nel cinico e spietato mondo dominato dalle multinazionali i peoni di città, mediamente più istruiti,non si rendono conto che non esistono pasti gratis?

Colpa dei politici, sicuramente ma se nel XXI secolo qualcuno è ancora convinto che se non ci sono soldi basta stamparli non so più cosa dire.
@Motogio

Forse perchè non sono "istruiti" ma "colti"

io lo so cosa dire: "E che altro risultato si aspettavano?"

however le vacche van munte 2 volte al giorno, preferibilmente ad un intervallo di 12 ore, altrimenti ci viene la mastite.
altrimenti ci viene la mastite.

Alle quali non vanno fatte le punSte. È bene ricordarlo.
@motogio
ora mi ricordo la norma, si trattava di una sorta di segnalazione estremamente sintetica del contenuto in grassi. Il parmigiano, essendo un formaggio stagionato con perdita d'acqua, è decisamente più grasso di una mozzarella che contiene molta acqua anche se, di solito, si pensa il contrario.
Ma non fu solo il consorzio del Parmigiano ad agire, se non ricordo male.

@Guastulfo(Giuseppe)
si, sparare le scorie nello spazio sarebbe troppo pericoloso, gli incidenti nei lanci anche umani accadono. Attualmente le regole per trovare il deposito di scorie prescrivono il fatto che il trasporto non debba avvenire per nave.

@Paolo
ma il Sole è già radioattivo, di che si lamentano?

Per chi non lo avesse capito pgc si riferisce ad incidenti alle dighe idroelettriche.Non ho avuto bisogno affatto di cercare su Internet, affermazione da prendere sulla fiducia. Però un po' ne contento i numeri perché si tratta di tecnologie sviluppate ben prima del nucleare. E l'incidente che paventi, penso sia la diga di Mosul, non è dovuto a cattiva costruzione.
Inoltre c'è una differenza non di poco. Tu sui luoghi del disastro ci puoi andare subito dopo che l'acqua è andata via, prova piuttosto ad andare a Chernobyl (o come diavolo si scrive) a 30 anni dal disastro. Forse qualche incidente di tipo chimico potrebbe essere paragonabile. Forse.

Sulle centrali nucleari io il calcolo lo faccio sulle scorie. Dopo oltre 50 anni di tecnologia sembra che ancora nessuno abbia trovato la soluzione. In Italia non abbiamo depositi di scorie, quello di cui si parla è un deposito per scorie a radioattività più bassa, e mi sa che la geologia non consente di trovare un posto idoneo.
Se ci fosse un deposito a livello europeo se ne potrebbe parlare. Ma qui si tratta di progettare un qualcosa che dovrebbe resistere migliaia di anni senza danneggiarsi con la possibilità non remota che la manutenzione o banalmente i soldi vengano a mancare. In altre parole se io oggi produco con il nucleare significa che lascio una ipoteca a chi verrà dopo di me per parecchie generazioni. E le future generazioni potrebbero non essere contente dell'eredità che lasciamo.
Inoltre i costi sono molto fluidi. La centrale finlandese di Olkiluoto, unica in costruzione fra i paesi occidentali. 3 partita nel 2005 per 3.2 miliardi di euro nel 2016 non è ancora finita. Per finirla si parla del 2018 e come costi siamo sugli 8.5 miliardi. Un affare. Senza ancora tenere conto dei costi di stoccaggio delle scorie e di smantellamento della centrale.
La Francia e la Svizzera ci vendono l'energia perché altrimenti sarebbe sprecata. Non penso che in fase di progetto parecchi decenni fa pensassero di venderla a noi.
@Stupidocane
Non mi risulta esistano temperSini così grandi.
Attenzione però io difendo il principio che DURANTE la trattativa non si debba mettere in piazza il 100% di quello che si dice.
DOPO ogni giro negoziale la Commissione pubblica tutti i documenti sul web. Più trasparente di così non so cosa si voglia.
"La stanza nella quale è concesso leggere il trattato nella forma dei suoi consolidated texts, o testi unici, già approvati dagli Stati Uniti e dall'unione Europea."
Eh? L'UE NON ha approvato ancora un cavolo di niente...
@Puffolotti

however le vacche van munte 2 volte al giorno, preferibilmente ad un intervallo di 12 ore, altrimenti ci viene la mastite.

Io ho parlato di mucche, le brune alpine, le vere regine delle Alpi; suvvia messere un po' di rispetto per quelle sacre bestie.

@Motogio

ho trovato questa immagine che spiega bene la situazione.

http://tinyurl.com/h476wl6

l'industria può spingere la vite, la politica può spingere l'ingranaggio, in un verso o nell'altro.

Luke Flanagan, in pratica, ci dice una cosa che già so da 30 anni. Tutto quello che fanno è far finta di spingere quando il complesso si muove.

Ma il problema è questo: non ha niente per far "paura" al nemico, non sta parlando con lo scemo di Fontamara, non ci sono parti del complesso che il nemico non può vedere, e tra l'altro lui neanche capisce come funziona. Non può neanche bluffare con sparate da sciamano del tipo: "ma mi spieghi come mai avete uno stabilimento che produce Viscosa a Nagasaki e butta il sale di glauber nel fiume e ne avete un altro ad Hiroshima che compra il sale di glauber dai continentali per fare cemento? non fate prima a buttar soldi nel fiume e portare il sottoprodotto di Nagasaki ad Hiroshima coi treni? Come faccio a sapere che avete due binari in più fra quelle due città? hehe, questo è il mio asso di bastoni, ora vogliamo prenderci un caffè e parlarne?"

i salamelecchi son come l'hadouken, basta che uno non ci creda e non funzionano più.

Vado a bermi un'afri-cola, mi sa.
@Scatola Grande

Ma non fu solo il consorzio del Parmigiano ad agire, se non ricordo male.

No, non fu solo il consorzio a reagire, anche diversi produttori agroalimentari francesi fecero pressioni sul loro governo per far togliere l'etichetta inglese.

L'idea in sé non era malvagia, era di semplice interpretazione ma ai produttori continentali non è piaciuta .

Etichetta semaforo
Altra cosa per risolvere il problema: mai tralasciare i fattori delle variabili. aggiornarli nel momento in cui si scopre il fattore reale.


"Bene, il tuo lavoro consiste nello scaricare quei sacchi di riso."
"Ma sono pesanti"

Ok, appreso nuovo fattore: "i verdognoli di Marte son macilenti." 37/100

"Come ti permetti?! questo è razzismo & discriminazione, io ti denuncio al tribunale di Paperopoli."
"Spiacente, amico mio, ti ho fatto la cortesia di farmi vedere da te mentre prendo le note che condividerò con tutta la cooperativa, che a sua volta venderà questa informazione per comprarne altre. ti ho fatto vedere questo per darti la possibilità di ritrattare e tornare nei ranghi, il tribunale di paperopoli non vedrà mai questo libro. Al massimo vedrà una bomba Z preparata apposta."
"Ah si, e che succede se gli rivelo che gli date le bombe z invece che il vero manuale?"
"Credo niente, ne sono ben consapevoli, c'è una piccola probabilità che siano loro a decidere di bastonarti per non farti divulgare l'informazione, se lo faranno non sarà perchè glie lo ho chiesto, son loro e non io ad avere interesse a nascondere questi fatti in particolare."
"Eppure il rappresentante ha detto..."
"Il rappresentante non è neanche un contrattempo, lo informiamo in anticipo sugli ampliamenti e le frammentazioni dei turni così può tirarsela che li ha ottenuti tirandoci la cravatta in una rissa al coltello sul ponte di corda in fiamme sopra un fiume infestato da coccodrilli, ma sono decisioni che abbiamo preso unilateralmente, e che a chi è rappresentato dal rappresentante non son neanche venute in mente. Quello che non ci piace, non avviene. Quello che non fa il business non ci piace, vedi di trarne una rapida e serena conclusione."


Lasciamo Paperopoli e torniamo al mondo reale, quando facevo il rompiballe, un bel giorno è apparso in stazione il cartello che vietava di giocare con telefonini e consoles, quando passò di lì un direttore gli chiesi candidamente: "Quante dita ha perso quello che ha fatto pensare ad appendere questo cartello?"
Il direttore mi rispose: "Mah, si è scottato un piede con l'acido solforico, ma a quanto ho sentito sarà di nuovo in piedi in un paio di giorni."
Alzai le spalle e dissi: "Strano, pensavo che i vostri medici avessero il timbro di patata" >PEMM!< "2 settimane"
Il direttore mi rispose: "è così, ma meglio che uno abbia una convalescenza comoda, piuttosto che torni sul lavoro senza aver recuperato"
Un collega alzò il Sudoku che stava risolvendo e chiese: "Come mai i giochi su consoles portatili son vietati e quelli su carta no?"
Il direttore rispose: "guarda, se uno è buono di impostare le macchine al 100% della produzione stando sotto al carico nominale appena arriva ai suoi computers, non me ne frega niente di cosa fa nelle restanti ore."
Un altro collega disse: "se l'infortunio fosse avvenuto mentre risolveva un cruciverba, l'H.R. avrebbe vietato quelli."
Io dissi: "Ma chi risolve cruciverba non si scotta i piedi con l'acido solforico."
@ Puffolottiaccident

Non è che non hai ragione nel tuo racconto di come funziona il mondo. E' che io ritengo che proprio questo meccanismo di funzionamento sia inefficiente. Perché i "peones", con ciò intendendo chi ragiona come loro, non esistono solo tra i lavoratori, perché non esistono solo opportunisti stupidi, ma anche opportunisti svegli, e perché le due categorie si sostengono a vicenda, pur nel quadro di una lotta senza quartiere e di un enorme disprezzo reciproco, per continuare a giustificare il proprio singolo opportunismo.

@ Motogio

"A me l'equità di tutti di fronte alla legge va bene. E' l'equità della legge di fronte a tutti i comportamenti che non posso accettare."

Non è facile da accettare ma è l'unico antidoto contro i fantasmi del totalitarismo.


Purtroppo non è così. L'unico antidoto contro i fantasmi dittatoriali di qualunque genere è insegnare alle persone, a tutte e fin da piccole, a riconoscere il valore della libertà.

Anche un sistema che fosse libero e giusto deve prevedere che qualcuno possa lanciare l'idea di distruggere il sistema stesso, ma deve cercare di limitarlo in tutti i modi che non sono contrari al proprio spirito di libertà e giustizia.

Se un sistema, qualunque sistema, favorisce chi non condivide i valori su cui tale sistema è fondato, quel sistema verrà distrutto.

Se vuoi un sistema che sia giusto con le persone, devi rendere poco favoreboli i comportamenti che ottengono vantaggio dall'ingiustizia verso le persone.


Se cominciamo a fare eccezioni poi queste diventeranno la regola è assieme agli empi inevitabilmente anche qualche innocente ne pagherà il prezzo è gli scempi come Guantanamo diventeranno la normalità.


Guantanamo è proprio l'effetto che ti dicevo. Se favorisci chi ha valori diversi dai tuoi (chiusura, violenza, tortura) e permetti loro di arrivare ai vertici, quelli poi si comporteranno istituendo Guantanamo.


E chi stabilisce se uno infrange la tolleranza o no?


E allora facciano tutti un po' come cavolo pare a loro, no? Rischi di cadere nell'assolutizzazione del relativismo. E' lì a due passi, quando ti sarai dimenticato -perché- libertà e tolleranza sono meglio di schiavitù e intolleranza.

Le opinioni non sono tutte uguali, e il loro valore dipende al valore dei paletti comuni e condivisi che hai messo alla base del tuo sistema.

Sono i paletti la cosa importante davvero, e -devono- esere condivisi.


Io sono estremamente tollerante e non nutro pregiudizi su basi razziali/ religiosi/politiche ma sono estremamente tollerante anche verso i fabbricanti d'armi, di sigarette, di alcolici e di motociclette; anzi sono anche un loro affezionato cliente.


Essere tolleranti non significa non rendersi conto che certe cose sono stupide. Non potrò mai essere contrario a chi vende alcolici, per esempio, ma di sicuro non gli permetterò di venderli come se fossero acqua fresca, perché non lo sono, e il mio punto centrale non è "la libertù di fare quello che vuoi", ma "la libertù di fare quello che vuoi finché non danneggia gli altri".


Per contro odio i fascisti, i nazisti e gli estremisti di qualsiasi colore (politico) o religione.


E perché mai? Nel senso: io lo so perché ritengo che questa gente sia pericolosa per il sistema che vorrei. Tu sai perché odi loro e perché non detesti altre realtà problematiche? Tradotto: Tu sai -perché- credi in quello in cui credi?


Mi rendo conto che parlare di equità in un accordo dove a sostenere le ragioni di una delle controparti abbiamo il caro vecchio zio Sam sa un po' di eufemismo ma ora è un po' presto per giudicare.


Non conosco i termini. Quello che so è che voglio che il potere resti con la società di cui faccio parte, non con una società per azioni. E' il mondo degli affari che deve essere al mio (inteso come persona generica) servizio, non io al suo.
"libertù".

Bel neologismo... :-D

Vedi a volte a scambiare per errore una "à" con una "ù"...
@SirEdward

Come ha fatto notare Motogio, il termine peone non è necessariamente dispregiativo, anzi, in un certo senso è il sistema a volerlo a tutti i costi vedere così... cioè, quando i bambini in prima elementare si presentano alla classe, qualcuno dei bambini esprime disprezzo o dispetto nei confronti del mestiere del papà di un altro bambino, e la maestra strilla che ogni mestiere ha dignità.
Questa è l'ultima volta che questo concetto entra nella pubblica istruzione, ribadirlo è una scelta individuale di certi insegnanti.

Se ci credessero davvero, quando uno studente è al di là del sostegno ragionevole, gli direbbero: "guarda che non c'è niente di cui vergognarsi a riparare motociclette, come il padre di Egligino. Porca paletta, ogni sera suono la chitarra seduta contro un tiglio fino a scorticarmi le dita (e la chitarra) pensando a quanto è figo con quei suoi baffetti e quelle cicatrici sugli avambracci."

C'è un orso in giro? vogliamo andare a cercarlo e scuoiarlo? mi pare una lotta disperata, ma divertente, forse per questo esatto motivo.

Solo non raccontiamo ai peones che lunedì prossimo senz'altro appenderemo la pelle dell'orso in piazza del municipio e banchetteremo con la sua carne.

Spieghiamo loro l'esatta situazione, spieghiamo loro che se i bear-busters verranno dilaniati sarà un ottimo risultato perchè almeno significa che l'orso li ha riconosciuti per lo meno come pulci, che è meglio di niente. Spieghiamo loro che finchè la pelle del phantom non sarà saldamente appesa in piazza del municipio dovranno stare un po' in gamba.

Diamo loro anche una rapida descrizione dell'orso.
@Siredward

Tu sai perché odi loro e perché non detesti altre realtà problematiche?

Quali? Io odio chiunque imponga con la forza la sua ideologia o nega il confronto democratico delegittimando, demonizzando o schernendo i suoi avversari.

E allora facciano tutti un po' come cavolo pare a loro, no? Rischi di cadere nell'assolutizzazione del relativismo. E' lì a due passi, quando ti sarai dimenticato -perché- libertà e tolleranza sono meglio di schiavitù e intolleranza.

Ripeto la domanda: chi stabilisce se uno infrange la tolleranza o no?

Un religioso?
Un anarchico?
Un vengano?
Un comunista?
Un liberale?
Io?

Perché è facile parlare di paletti ma qualcuno i paletti li deve pur piantare ma in politica tutte le opinioni sono lecite se non entrano in contrasto con i principi democratici, di uguaglianza e di libertà di parola (odio i nazisti).

Ma prendiamo un paletto a caso così come esempio: Breivik

Tu vuoi impedire a Breivik di difendere i suoi diritti perché lo ritieni, secondo la tua visione, un individuo pericoloso per la società norvegese in quanto si prende gioco dei principi democratici che stabiliscono che chiunque ha diritto al rispetto della dignità umana.

Okay, ma ti rendi conto che così facendo fai il suo gioco?

Breivik si sente una persona speciale, un martire cristiano nella sua mente bacata, ma la Norvegia ha dimostrato con i fatti che lui è "solo" un criminale comune e come tale ha diritto a tutti i benefici di legge previsti per criminali come lui. Non uno di più non uno di meno.

Questi sono lussi che solo una società democratica sana e fedele ai suoi principi può permettersi e io lì metto il mio paletto perché non concedo a Breivik il potere di farmi tradire i miei principi per paura.

Guantanamo, per contro, è la conseguenza di chi pensava che non tutti gli uomini meritano gli stessi diritti e questo in nome dell'eccezionalismo americano, della loro retorica (Dio, Patria, Libertà) di cui sono intrisi gli statunitensi e che che li porta a considerarsi esseri speciali; altro che relativismo.

Ma visto che su questo punto non saremmo mai d'accordo perché non parliamo d'altro?

Comincio io: ieri ho guardato Interstellar, non male, pensavo peggio ma che angoscia. Era da un po' che un film non mi turbava così tanto.
L'unica scena che ho trovato divertente è quella dove hanno mostrato la base di Matt Damon; solo un americano poteva tappezzare di bandiere statunitensi l'avamposto della salvezza dell'umanità.
"Non conosco i termini. Quello che so è che voglio che il potere resti con la società di cui faccio parte, non con una società per azioni. E' il mondo degli affari che deve essere al mio (inteso come persona generica) servizio, non io al suo."

Il mondo degli affari è al tuo servizio. Ti fornisce i mezzi per preferire le mutande di Kelvin Clown così puoi dimostrare alle sfittinzie che sei ragionevolmente umile e sottomesso (muerto de hambre, says i.) ma capace di far muovere il divano alla bisogna.

Il re di questo mondo si alza ogni mattina con un pensiero in testa: farti avere le mutande di Kelvin Clown.

Ma se vuoi indossare mutande Shunnyang, (che sono quelle della LeCruost prima che una macchina ci imprima il disegno di una foca idrofoba, disegno che dimostra che sei un big spender, manipolabile e che ti fai fottere facilmente appena una mostra un po' la caviglia) niente sfittinzie, Kelvin Clown sconsiglia loro di mollartela, e quale che sia la tua relazione con loro, Kelvin Clown te le sta affittando, è il loro maresciallo.

Se non sei dentro sei fuori, e quando hai deciso di starne fuori, non puoi più dire: "vojo ankio".

Il potere prodotto da una società sta in quella società, se non vuoi far parte di quella società, quel potere non ti riguarda, non hai diritto a chiamarlo al tuo servizio. non ne hai più diritto di quanto tu abbia diritto a rompere il finestrino di un'automobile, spaccare lo scrocco, attivarla a monte dello scrocco e andartene guidandola.
@Siredward

Finita la brevi parentesi cinematografica ritorno al tema principale.

Non conosco i termini. Quello che so è che voglio che il potere resti con la società di cui faccio parte, non con una società per azioni. E' il mondo degli affari che deve essere al mio (inteso come persona generica) servizio, non io al suo.

E chi, sano di mente, non lo vorrebbe?

Ma il mondo dei nostri sogni non sempre si concilia con il mondo reale.

Io ricordo quando Arese sfornava delle auto che facevano impallidire con il loro design, prestazioni e fascino le loro tristi rivali bavaresi ma poi, a causa delle lotte sindacali, a un certo punto quelle fantastiche auto diventarono invendibili e restavano a marcire sui piazzali.
Non fu tutta colpa delle giuste recriminazioni degli operai, i clienti capivano le loro motivazioni, ma di come affrontarono la protesta: per mettere in cattiva luce la dirigenza cominciarono a lasciare dadi e bulloni nelle portiere, poi cominciarono a lasciare lattine semi vuote e schifezze varie in ogni angolo dell'auto e completarono l'opera con veri e propri atti di sabotaggio.

Oggi lo stabilimento di Arese, vanto della Lombardia, è un guscio vuoto e le auto dei loro tristi rivali hanno invaso le vie di Milano.

Stesso discorso per le fabbriche di motociclette inglesi; l'Union Jack sventola orgogliosa sui serbatoi delle maggior parte delle motociclette nel mondo. Oggi diamo colpa ai giapponesi se non è più così ma nessuno si ricorda delle feroci e insensate lotte sindacali, oltre a una classe dirigente fossilizzata su idee antiquate, inopportune in quel momento storico.

Eppure anche i rivali a due ruote bavaresi, a quei tempi però la fabbrica era a Berlino, erano nella stessa situazione dei loro colleghi inglesi eppure non solo sono sopravvissuti ma oggi dominano.

Solo i tedeschi sono geni?
O forse i tedeschi sanno quando è il momento di protestare e quando è il momento di ingoiare il rospo e mettersi a lavorare?

Perché va bene i principi ma i principi da soli non ti riempiono il piatto.


@Motogio

Ripeto la domanda: chi stabilisce se uno infrange la tolleranza o no?


I fatti non mentono.

L'assolutizzazione del relativismo comincia quando non vedi più le differenze fattuali tra le diverse opinioni.

Quello che infrange la tolleranza è quello che infrange la tolleranza.


Perché è facile parlare di paletti ma qualcuno i paletti li deve pur piantare


Esatto. E il dramma di un sistema che non vuole mettere paletti è che sarà costretto a farlo o a perdersi in qualcos'altro.


ma in politica tutte le opinioni sono lecite se non entrano in contrasto con i principi democratici, di uguaglianza e di libertà di parola (odio i nazisti).


Esatto ancora una volta.

Chi ingrange la tolleranza infrange la tolleranza.


Ma prendiamo un paletto a caso così come esempio: Breivik

Tu vuoi impedire a Breivik di difendere i suoi diritti


Oh, no. Io ho detto: "Dare spazio serio a chi cerca di usare la tua apertura e correttezza per fregarti e danneggiarti è pericoloso. E' lo stesso pericolo che corre la Norvegia con Breivik."

La Norvegia sta giocando un gioco molto pericoloso. Io non so chi vincerà, né so se la Norvegia fa bene a fare quello che fa.

So che tra garantirgli quello che la legge ti dice che devi garantire a tutti gli esseri umani prima e a tutti quelli nella sua condizione poi e permettergli di prenderti per il sedere c'è un abisso, anche se si trattasse di un solo cuscino; e so che tra punire in maniera esagerata un pazzo stragista e punirlo tanto poco da fare schifo c'è un capello, anche se la scelta fosse tra la pena di morte e pochi anni di galera.


Guantanamo, per contro, è la conseguenza di chi pensava che non tutti gli uomini meritano gli stessi diritti


Guantanamo è la conseguenza di chi dice di credere nella giustizia, nell'uguaglianza e nella libertà, ma in realtà credeva solo nella propria preeminanza. Guantanamo è il frutto dell'ipocrisia.


Comincio io: ieri ho guardato Interstellar, non male, pensavo peggio ma che angoscia. Era da un po' che un film non mi turbava così tanto.


Bel film. E nonostante il finale fosse solo -fanta- e non più -scienza-, mi è piaciuto. Anche il finale.
@ puffolottiaccident

Il mondo degli affari è al tuo servizio. Ti fornisce i mezzi per preferire le mutande di Kelvin Clown

Questo è esattamente il contrario di "essere al mio servizio".


Il re di questo mondo si alza ogni mattina con un pensiero in testa: farti avere le mutande di Kelvin Clown.


Più "convincerti a comprare qualunque cosa stia in quel momento producendo". E va anche fatta bene quando produce qualcosa che ti serve davvero.


Il potere prodotto da una società sta in quella società, se non vuoi far parte di quella società


Anche chi indossa le mutande Shunnyang ha a che fare con gli stessi problemi. Chi pensi che le produca, le mutande Shunnyang? Invece di fornirti i mezzi per le mutande Kelvin Clown, ti ha fornito i mezzi per preferire le mutande Shunnyang.

Per me non è una questione di preferenze d'acquisto, è una questione di orientamento della produzione e obiettivi da raggiungere.
@SirEdward

Le mutande Shunnyang son prodotte da Kelvin Clown.

Me lo chiedi perchè non lo sai o per vedere se stavo attento?
@Motogio

"Non conosco i termini. Quello che so è che voglio che il potere resti con la società di cui faccio parte, non con una società per azioni."

E chi, sano di mente, non lo vorrebbe?


E allora perché si dà comodamente sempre più potere alle imprese di ogni genere, soprattutto sulle questioni importanti, rimanendo arroccati come avvoltoi solo sui privilegi e su chi ha la forza politica di farli valere?


Ma il mondo dei nostri sogni non sempre si concilia con il mondo reale.


Magari no, ma se non ci si prova neanche, stai piegando la schiena davanti a gente che ti dice: "eh, ti devi mettere a 90° perché il mondo va così"..."ah, ok, se il mondo va così, allora va bene..."

Eh, no, eh!


Io ricordo quando Arese [...]

Stesso discorso per le fabbriche di motociclette inglesi


Stai commettendo lo stesso errore che imputo a puffolotti. Guardi le cose in modo troppo schematico. Il fatto che ci siano stati comportamenti idioti (inquadrabili nel contesto: l'Italia degli anni '70-'80 era l'Italia di Fantozzi, e certe cose si capiscono meglio conoscendo i cortocircuiti mentali che rendono comico questo film), e che tali comportamenti abbiano portato dove hanno portato (e questi sono fatti), non significa che eliminati i sindacati hai eliminato inefficienze, soprusi e prevaricazioni. Hai solo eliminato quelli sindacali. Non significa che dando potere al capitale (parola vetusta ma quantomai attuale) otterrai giustizia, non significa che dando libertà all'egoismo individualista otterrai efficienza.

Anzi: io, che vivo nel mondo fluido in cui i sindacati sono solo resti di un passato remoto, rivolti a guardare da un'altra parte, sono molto conscio dei soprusi, delle inefficienze e delle prevaricazioni che sono stato e sono costretto a subire; e che solo in parte minoritaria provengono dai miei pari.

Quando sei costretto a fare nero o a non mangiare, quando sei costretto a mentire o a non mangiare, quando sei costretto a fare i conti con le discriminazioni di genere, di età, di educazione, di curriculum, senza che le tue capacità entrino in gioco, quando ti confronti con gente che ha abbastanza forza contrattuale da potersi permettere di offrirti -a norma di legge- una paga inferiore alla soglia di povertà, e pur non avendo rifiutato vieni tacciato dalle persone attorno di essere tu quello schizzinoso, quando non contano le tue capacità o la tua voglia di fare, ma solo la tua aderenza all'immagine mentale che il tizio che ti dovrebbe assumere si è fatto di come dovresti essere... Di chi è la colpa? Dei sindacati?

Anzi, quel poco che ho, o che ho avuto, lo devo al lascito di quando i sindacati funzionavano davvero.


Perché va bene i principi ma i principi da soli non ti riempiono il piatto.


Che è come dire: metti la testa sotto al mare di m***a e sta zitto.

Eh, no. Mi spiace. L'unico motivo per mettere la testa sotto è per poterla tirare fuori più tardi e spingere sotto a forza chi, potendo scegliere, ti ha costretto a subire. E la differenza tra chi ti offre quello che può e chi ti sfrutta è palese.

Ed è comunque un sistema profondamente, disperatamente, insensatamente inefficiente.

L'idea di libertà che il capitale desidera nel mondo attuale è solo a suo esclusivo vantaggio, degli altri chiessenefrega, e fino a che avremo un po' di potere su di esso, concedergliene ancora è l'ultima cosa che dovremmo fare.

Ma la faremo, perché è opinione diffusa che accettare la realtà significhi conformarvisi e non ribellarvisi mai, e che questo sia sintomo di maturità, saggezza e senno. E siccome fa sentire intelligenti, moltissime persone lo faranno.

Invece io ritengo che questo sia sintomo di servitù. Accettare la realtà significa farci i conti lucidamente, non farsela piacere.
Sono stato parecchio indeciso sul merito della questione. Non sapendo nulla di cosa ci sia scritto realmente nel TTIP è difficile prendere una posizione.

Oggi però ho letto questa intervista al segretario di stato francese, che a quanto pare conosce bene i contenuti, e mi sono convinto che al di là dei problemi di trasparenza (forse sarebbe meglio dire: grazie ai problemi di trasparenza) stanno tentando di rifilarci realmente una sòla...

http://www.repubblica.it/esteri/2016/05/11/news/il_ministro_fekl_ecco_perche_all_italia_come_alla_francia_conviene_dire_no_al_ttip_-139552380/?ref=HREC1-1
@Siredward

Che è come dire: metti la testa sotto al mare di m***a e sta zitto.

Eh, no. Mi spiace. L'unico motivo per mettere la testa sotto è per poterla tirare fuori più tardi e spingere sotto a forza chi, potendo scegliere, ti ha costretto a subire. E la differenza tra chi ti offre quello che può e chi ti sfrutta è palese.


Ho preso un paio di esempi per dimostrare come a volte, a fidarsi troppo della ideologia, ci si perda in piccole cose quando ben altre sono le nuvole che si stanno addensando tra noi e il nostro destino.

Come disse Qoelet (Ecclesiaste) Per ogni cosa c'è il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo. .

Anche i tedeschi hanno i sindacati e non mi sembra che gli operai, in Germania, se la passino tutti male; ci sono ampi margini di miglioramento, non lo metto in dubbio, ma questa è un altra storia.


@SirEdward

Ci sono padroni bastardi, vero. Non sono neanche pochi, in realtà, ma come capita a conigli e cavalli, prosperano perchè c'è domanda.

La domanda c'è perchè la gente comincia a lavorare, anche part time dopo i 25-30 anni, non si è fatta le ossa, non può avere contatti migliori, e se anche li avesse non lo vorrebbero perchè vale un quinto di uno che si guadagnava la paghetta stando attento al flusso di clienti durante la siesta, dopo o durante l'aver fatto i compitini di scuola, ed arriva a vent'anni o anche dopo aver finito l'università che ha già alzato 4 cinture. Questi non hanno colpa per il fatto di non essere pesantemente invalidi... rispetto all'immagine che il datore di lavoro ha su quello che dovrebbe essere una miserabile cintura gialla.

Immagine, che quando si parla di italiani, io mi faccio confrontandoli coi ragazzini vietnamiti a 15 anni.

Se uno viene a chiedere di pelar carote, le capacità che interessano sono la pelamentazione di carote, as quello che ha tentato di dargli l'opportunità di fuggire dall'orso bianco, non me ne frega niente se sa riconoscere 100'000 diversi tipi di piante da un rametto privo di foglie lungo 5 cm e spesso 1.

Questi ambienti sono il riflesso delle persone che li alimentano. Lottare contro questo stato di cose deve partire dall'ammettere che nei loro racconti hanno un po' esagerato la propria temperanza e minimizzato le prove che han dato della propria inefficienza.
Propongo uno spunto piccino picciò, quasi uno spuntino:

https://www.youtube.com/watch?v=rBJVk4q7RUE

Chi l'astutissimo che ha detto che questo simpatico giovanotto deve prendere almeno 8,50 €/h ?

E chi è il fesso che intende darglieli per 10+anni?

Questa è la realtà.

L'obbiezione dei compassionevoli è: "si, ma tu guadagni già abbastanza soldi."

la mia risposta è una domanda: ma perchè non lo assumi o non lo fai assumere tu da qualche parte?

Perchè non fate voi un ristorante, pigliate una manica di X-men, e frammentate il lavoro in modo che anche un deficiente possa farlo a livelli minimi?

Ah, no, aspettate, ci son le mense degli ospedali per questo.
@ puffolottiaccident

Ci sono padroni bastardi, vero. Non sono neanche pochi, in realtà, ma come capita a conigli e cavalli, prosperano perchè c'è domanda.

La domanda c'è perchè la gente comincia a lavorare, anche part time dopo i 25-30 anni, non si è fatta le ossa, non può avere contatti migliori


mmmh... no.

O almeno, forse è quello che vedi tu vivendo dove vivi e facendo il lavoro che fai. Perché conosco molto bene un certo mondo di piccole imprese dove spesso le persone alle prime armi sono tremende, ma è lo stesso mondo che ripaga lo sforzo, le capacità, il lavoro, e dove chi è bravo viene pagato bene.

Esiste anche un mondo dove non vieni pagato bene, al di là di quello che fai, e l'incompetente pigro viene pagato come e più di quello che sa fare il suo lavoro. Perché l'incompetente magari è amico di amici, o tanto bravo a lusingare le persone che contano, mentre quell'altro viene sottopagato per fare un lavoro che saprebbe anche fare bene. Ne ho visti, sentiti e vissuti.

Oppure dove quello che sa fare il suo lavoro non viene nemmeno sentito per un colloquio. Magari perché non è femmina o perché non ha più 22 anni.

Insomma. Io penso che tu viva un po' troppo nel mondo in cui lavori, che però non è minimamente l'unico che esiste. Ce n'è di molto peggio.


Propongo uno spunto piccino picciò, quasi uno spuntino:

https://www.youtube.com/watch?v=rBJVk4q7RUE

Chi l'astutissimo che ha detto che questo simpatico giovanotto deve prendere almeno 8,50 €/h ?


puffolotti, ma che esempio è prendere un caso sociale come esempio?

Se questo è il mondo che intendi, non è lo stesso che intendo io. E il motivo per cui esistono persone sfruttate e sottopagate non è perché esse siano tutti come quell'idiota.

Anzi, in genere l'idiota di questo genere è quello che, come nel caso di questo tizio, qualcosa trova sempre, perché racconta frescacce con la convinzione del pazzo e non ha vergogna a fare qualunque porcheria, e necessita di venire cacciato prima di ammettere di aver fatto scemenze.

E quando cerca un altro lavoro racconta talmente tante balle che viene assunto perché fa una migliore impressione al selezionatore.

Stiamo parlando di mondi diversi.

Tu ti chiedi chi mai vorrebbe dargli 8,5 euro l'ora. Io mi chiedo come mai quel tizio sia ancora lì alla sua età, perché evidentemente qualcuno quegli 8,5 euro l'ora glieli ha dati. Evidentemente non è un sistema funzionale, e remunera le cose un po' a caso.

E la cosa buffa è che pur cadendo molteplici volte in queste trappole, le persone che hanno assunto e ancora assumono quell'idiota, preferendolo ad altre magari più competenti ma con la faccia meno come il sedere, siano pagate e complimentate ancora più lautamente.

Ma Se non sono in grado di vedere le persone quando le selezionano, come mai fanno i soldi come selezionatori?

E via andando, perché quello che sceglie il selezionatore ha i suoi problemi anche lui, a scegliere proprio quel selezionatore, eppure guadagna ancora di più, etc. etc. etc.

Gli errori si ripercuotono lungo tutta la catena, eppure, oltre un certo limite, nessuno li paga più. Quello che paga per tutti magari è il grafico, che "fai le cose gratis, così ti faccio pubblicità, perché il budget è basso", o il traduttore, che "così tanto? ma sono solo 8 pagine! (A4 con margini ridotti e interlinea minima in times new roman 7...).
@ puffolottiaccident

Potrei cambiare anche ambito e raccontarti qualcosa dell'elefantiaco spreco di enormi aziende, che buttano letteralmente soldi per stare dietro alla propria burocrazia interna invece che adeguarsi alle necessità della produzione, e ti fanno rifare uno stampo per mettere il logo da una parte invece che dall'altra a produzione già iniziata, solo perché così piace di più al responsabile che intanto ha sostituito quell'altro, per dire.

Come fanno questi qui ad alzare gli stipendi che alzano? Eppure lo fanno. Fino a quando tutto non cade. Perché i simpaticoni, come l'idiota del video, quando le cose vanno male, danno la colpa agli altri. Sempre. E sono quelli che sono coscienziosi a farsi mille dubbi e a starci male e a prendere le botte e a finire per credere di essere davvero inetti.

Non è buffo? il pazzo urlante non si sentirà mai in colpa; quella la prova la persona che si fa il sedere quadro per tenere a galla l'intera baracca.

E quello sopra ancora, che dovrebbe decidere chi dei due ha ragione, spesso è della stessa pasta dell'idiota, è dove è perché è stato selezionato così, sa parlare più di quello che sa fare e ha bisogno di risposte semplici. Quindi agisce nella maniera meno faticosa possibile: per egoismo, non per efficienza.

E per tornare a noi, così fanno anche le aziende: a loro non frega nulla del contesto, a loro frega di loro stesse. Se qualcosa fa comodo a loro, allora va bene. E' normale, non è strano. La cosa strana è che tante persone siano convinte che il bene dell'azienda sia necessariamente anche il loro proprio bene, e che se le cose vanno così sia giusto che vadano così.

Questo è strano.

E così ti ritrovi l'azienda molto grossa che vuole decidere lei le leggi, perché sai quanto più efficiente e remunerativo sarebbe per lei, se lo potesse fare? E grazie ar...

Poi mi rendo conto che la prima cosa che si può dire contro questo mio discorso è "ma non tutti sono così, ma ci sono anche realtà sane, ma, ma, ma... Sì, lo so anche io. Però finché dovranno lottare prima di tutto per farsi riconoscere sopra quelle inefficienti, l'intero sistema sarà terribilmente inefficiente, e dovrebbe essere emendato, migliorato, cambiato.

Il mondo è difficile ed è come è ora? Sì. Ma chi crede che così vada bene e che non possa cambiare è come quelli che si chiedono come mai i soldi per la ricerca non vengono usati per "cose più importanti". Ciechi e biechi.

@puffolottiaccident
La domanda c'è perchè la gente comincia a lavorare, anche part time dopo i 25-30 anni, non si è fatta le ossa, non può avere contatti migliori, e se anche li avesse non lo vorrebbero perchè vale un quinto di uno che si guadagnava la paghetta stando attento al flusso di clienti durante la siesta, dopo o durante l'aver fatto i compitini di scuola, ed arriva a vent'anni o anche dopo aver finito l'università che ha già alzato 4 cinture.

Questo è un vecchio luogo comune che nulla ha a che fare colla realtà.

L'essere piu o meno svegli dipende innanzitutto da come si è vissuto in famiglia e non dall'aver studiato fino alla laurea senza mai "sporcarsi le mani". Lo studio forma quanto un altro lavoro (perché lo studio serio è un lavoro).

Chi è stato coccolato, trattato e considerato un bambinello anche a vent'anni è rovinato per sempre: non avrà la forza di fare nulla nella vita.

Ho visto gente con l'autostima pompata alle stelle da genitori che non si rendono conto del male che fanno ai loro figli.
Vanno male a scuola? Sono i professori.
Hanno un compito in classe difficile? Si entra alla seconda ora.

Ti assumono e non ti fanno fare il capocantiere? Il loro figlio è un genio e non esiste che inizi da operaio. Lui deve avere le mansioni da ingegnere anche se ingegnere non è, è un geometra ma è lo stesso. Sono cose sentite colle mie orecchie.

Solo che nell'ultimo caso il capo ha licenziato il "bambolotto" alla velocità della luce, nonostante lo avesse assunto lui stesso per amicizia con i genitori (immagino troncata anche quella).
Solo una parola su Fukishima e incidenti alle centrali.
Forse ci si dimentica "cosa" han provocato quell'incidente: un terremoto di una potenza tale che se fosse stato in Italia avrebbe raso letteralmente al suolo metà paese.
Sarebbe come dire che le dighe sono pericolose perchè c'è stato il Vajont.

Per quanto rigaurda il TTIP... come si può commentare qualcosa che non si conosce esattamente? Anzi, non si conosce proprio, se non per alcune cose.
Una multinazionale può citare in giudizio un paese... bhè come è stato detto, non è detto che vinca la causa, quis emmai saranno da temere la "parzialità" dei giudici.



Tornando al TTIP, non è tanto quello che c'è scritot, secondo me, da temere, ma da come verrà applciato e dalla "mentalità" di chi lo farà applicare
@SirEdward

Prima di lavorare coi vietnamiti avevo la poltrona in prima fila.
Non è giusto dire che stavo in campo perchè avevo "sia il verde sia l'arancione", ma so di cosa parli.

Allora, chi è tosto dovrebbe licenziarsi e cercare il posto che fa per lui.
Se non puoi mollare la schrauben.inc nonostante ti voli merda addosso tutto il giorno da mentecatti che non dovrebbero neanche essere nati, quando la società ha per vicino la fabbrica di automobili di Robin Hood in persona, perchè ti han convinto che solo la tormenta ti aspetta fuori dalla schrauben.inc, allora la schrauben.inc è il tuo posto.

Se sei un figo, il miglior modo di punire qualcuno, il miglior modo di colpirlo dritto al cuore del portafogli, è abbandonarlo.

Se il tuo abbandono non fa paura, il tuo furore ne fa ancora meno.
" Il mondo è difficile ed è come è ora? Sì. Ma chi crede che così vada bene e che non possa cambiare "

Non puoi educare, correggere, istruire, disciplinare, curare, indirizzare, dirigere, neanche un robot di Asimov, se quando tira una testata contro uno spigolo ti metti a consolarlo ed ad aggredire verbalmente e fisicamente lo spigolo, come se la colpa fosse dello spigolo.

Io dico: "Gesù giudicherà i miei peccati, l'orso bianco giudicherà i miei errori."

Fare in modo che le dimissioni di un dipendente, il licenziamento da un posto di lavoro, una separazione, l'allontanamento di un cliente, l'estinzione di un mestiere specialistico(sviluppatore di rullini fotografici, il più recente che mi viene in mente.) non siano un disastro, è una responsabilità individuale.

è sufficientemente noto che il giorno in cui si può dire: "nessuno poteva prevederlo, nessuno è stato avvisato" non è ancora arrivato.

E questo proprio perchè l'orso bianco è ancora dietro l'angolo, e nessuno può garantirti che non te lo troverai davanti la prossima volta che giri l'angolo.

"Caro peone, se la Fabbrica Italiota Automobili Turlucche ti fa uno scherzo, possiamo andare a tirar cravatte, ma non possiamo garantirti che torni a pigliarti i tuoi tre milioni all'ora. E a questo punto, chi va a chiedere di lavorare in posti simili e si aspetta certezze, meriterebbe di essere grattato via dal pool genetico."
@ST
Forse ci si dimentica "cosa" han provocato quell'incidente: un terremoto di una potenza tale che se fosse stato in Italia avrebbe raso letteralmente al suolo metà paese.
Sarebbe come dire che le dighe sono pericolose perchè c'è stato il Vajont.


Non importa. Quando si costruisce qualcosa si considerano anche gli eventi naturali. Questo si fa perché il risultato (crollo della diga o contaminazione radioattiva) non cambia a seconda della causa del disastro.

Considerata l'entità dei danni che può provocare una centrale nucleare in caso di catastrofe, che si protraggono ben oltre quelli di una diga, bisogna fare molta più attenzione. Si può dire che siano danni definitivi, specie se rapportati alla vita umana.

La probabilità dice che più è alto il numero di centrali, più elevato è il rischio che qualcuna faccia un danno "definitivo".

Ciò non toglie che i combustibili fossili finiranno e un'alternativa affidabile, che non dipenda dal vento o dalle nuvole che coprono il sole, va cercata. Per adesso, credo, che, per adesso, il nucleare sia il candidato migliore.
Uhm uhm uhm... leggendo qualcosa su questo TTIP l'idea sottostante non mi sembra affatto male. Libera circolazione delle merci tra EU ed USA non la vedo una cosa tanto cattiva di per sé. Sicuramente non alle condizioni fortemente sbilanciate a favore degli americani come sembrano essere adesso, con poca attenzione da parte loro sui prodotti con IGT e simili, mentre dall'altra parte si punta molto sul mercato degli OGM. Ma non è l'unico nodo.

Credo che il dibattito sarà lungo ed irto di insidie e malumori ma non lo vedo come una mossa negativa. Non nelle intenzioni almeno.

Riguardo la paura di e sere invasi da prodotti americani a scapito dei nostri prodotti tipici, beh... basta non comprarli. Non c'è scritto da nessuna parte che si debbano per forza avere a casa. Il successo dei prodotti è un'alchimia tra marketing, qualità e prezzo. Se il prezzo di un prodotto americano è inferiore e la qualità superiore alla media europea, non c'è legge protezionistica che regga e naturalmente viceversa.

La globalizzazione è in atto e questo credo sia un sistema per le vecchie economie di rimanere al passo con i nuovi potenti emergenti: creare una coalizione più vantaggiosa per tutti i membri, cosa che nella mia monumentale ignoranza, mi fa pensare ad una sorta di SuperEuropa...

Ovvero, tante guerre per dividere e decidere cosa è mio e cosa è tuo per poi accorgersi che forse sotto sotto se invece se tutto è a disposizione di tutti alla fine si sta meglio...

Mah... divago...
@Stupidocane

Buh, alla fine se non ricordo male la questione delle quote latte, con le vignette che c'eran le vacche tristi con lucchetti e suri sulle zibbe (neologismo) era una questione del tipo che gli italiani non potevano bersi il latte italiano.

In ogni caso ho la sensazione che la gente non ha la voglia e se ce la avesse non avrebbe soldi da spendere, per pagare 100 volte tanto un prodotto che è solo 3 volte migliore. gelato in polvere, pizza in teglia, pasta automatica, il mondo si è un po' rotto le palle dell'italiano che fa le scarpe a tutti.
@guastulfo,
io non sarei così sicuro che solo l'ambiente formni il carattere. E' una questione molto dibattuta e ancora irrisolta.

@ST
il terremoto che ha causato l'incidente di Fukishima non era anomalo per l'area, lo sarebbe in Italia per le conoscenze che abbiamo.
Inoltre pare che il Giappone era stato avvertito anni prima dall'AIEA che la stima dei possibili terremoti e soprattutto altezza dei maremoti era troppo bassa.
Piuttosto voglio proprio vedere dove metteranno le scorie. Attualmente la politica è: se la sbroglino i pronipoti. Saranno loro che pagheranno il conto.

@Stupidocane
alcuni prodotti sono già fra noi e tu magari non lo sai. Ad esempio pare che la soia che viene importata per dare da mangiare ai nostri animali di allevamento non possa essere tutta senza OGM per il semplice fatto che la produzione non OGM rimasta non è poi tanta. Importiamo anche altri cereali che vanno a finire, ad esempio, nella pasta miscelati a cereali coltivati in Italia o altri paesi europei.
Inoltre io mi fido poco degli USA che sono già stati beccati 2 volte (Echelon e il caso Snowden) a spiare le nostre comunicazioni anche commerciali con il sospetto di aver avvantaggiato le loro aziende.
@Scatola Grande
io non sarei così sicuro che solo l'ambiente formni il carattere. E' una questione molto dibattuta e ancora irrisolta.

Beh, se non lo forma, penso che almeno lo rinforzi perché si è costretti ad affrontare i propri limiti e le proprie paure.

Se c'è sempre qualcuno che si frappone tra te e il mondo e ti risolve i problemi come fai a imparare?
@Scatola Grande

io non sarei così sicuro che solo l'ambiente formni il carattere. E' una questione molto dibattuta e ancora irrisolta.

Nessuno sano di mente dice che è l'ambiente da solo a formare il carattere.

Nessuno sano di mente dice che un buon corpo (funzionalità del cervello inclusa) può scavalcare le problematiche dell'ambiente... se così fosse avremmo avuto invenzioni come automobili a vapore molto prima di J.C.

Però l'ambiente contribuisce a formare, se non il carattere, la filosofia di vita della persona.

Come capita con l'aspirina o con la macchina fotografica polaroid... è una cosa che sappiamo che funziona anche se non sappiamo di preciso come.

La correttezza politica vuole costringerci a cercare scuse...

"Eh, ma Sanpei ci ha il nonno che gli fa le canne da pesca (e lo ha introdotto alle conoscenze della sua cerchia di clienti)"
"Eh, ma Sanpei ci ha il cognato* che è pieno di soldi e gli regala tecnologie di tutto il mondo."
"Eh, ma Sanpei non ha la fidanzata che gli rompe i coleotteri."

Sarà vero, ma a quanto pare funziona anche nel mondo reale. I bambini han bisogno di stimoli.

"Bambini, cosa avete fatto Domenica?"

"Mio papà e mia mamma mi han portato a visitare le miniere di Salisburgo"
"Mio papà e mia mamma mi han portato a visitare il parco naturale"
"Mio papà e mia mamma mi han portato in 3 musei di Norinberga."

"Mia mamma si è ubriacata come una pifferaia con le sue amiche al bar sul Danubio lasciandomi a giocare in strada."

Che dire della pubblica istruzione...

Butta un bicchiere di vino in un barile di salsa di soja e avrai salsa di soja, butta un bicchiere di salsa di soja in un barile di vino e avrai salsa di soja.

Me lo chiedo da solo: Sto per caso dicendo che chi proviene da famiglie povere o indigenti o apertamente delinquenti non ha diritto a raggiungere le vette della pubblica istruzione?

No, non sto dicendo che un ragazzo deve essere giudicato in base a quello che fanno i suoi genitori, dico che va giudicato in base a quello che fa lui.

*la gente mormora...
Forse ho trovato qualcosa che può essere preceduto da "tanto per cominciare"
Proviam...

Tanto per cominciare, quando si accetta, si propone o si impone un compromesso, è doveroso aspettarsi che il proprio lato del compromesso venga richiesto.

Quando nella valutazione di un intervento vengono prospettate delle conseguenze dovute al compromesso, non solo bisogna accettare tali conseguenze, ma bisogna accettare che queste conseguenze siano causate dall'intervento.

Per lo meno per far fronte ai problemi che deriveranno dal compromesso.

I problemi non possono essere risolti dicendo: "Il tecnico mi aveva detto che se avessi buttato pril nella lavastoviglie mi sarei ritrovato in un mare di schiuma, ho buttato il pril nella lavastoviglie e tutta la cucina è invasa da schiuma, ma mi rifiuto di credere che questa schiuma si sia formata perchè ho buttato il pril nella lavastoviglie. Il pensiero che il pril faccia schiuma (O che i negri di los angeles debbano affrontare bullismo da parte di altri negri che vedono l'integrazione come una sconfitta intollerabile) mi è insopportabile, e devo affrontare il problema presumendo che sia falso"

Ma la nozione è davvero falsa? il pril fa schiuma o no? Non voglio essere io il cattivaccio sorpreso a dire che il pril potrebbe, in certe circostanze, fare schiuma, ma ogni tanto, come Fecero Francesco Redi o Galileo Galilei o altra bella gente tipo N.Copernico o Isaac Newton, bisogna prendere un dogma, fermarsi un attimo, guardarlo in faccia, e chiedersi: "In base a cosa abbiamo assunto questo dogma come una dichiarazione certamente vera?"
Sinceramente non ho capito bene tutto questo "scandalo" visto che Luke Flanagan è andato a visionare documenti che poteva trovare comodamente anche qui: http://ec.europa.eu/trade/policy/in-focus/ttip/documents-and-events/index_en.htm#transparency

Questi documenti mi sembrano tutto tranne che vaghi, tenuto conto che il testo è oggetto di trattative e che la versione definitiva sarà pubblicata solo dopo la loro conclusione.

Inoltre spetterà ai governi e ai membri del Parlamento europeo decidere l'approvazione finale.
Da una fonte del Parlamento europeo, ho saputo che sono circa 3000 le persone del Parlamento che possono vedere i documenti. Mantenerne il contenuto segreto è molto difficile. Quindi, probabilmente la modalità di accesso è un po' bizzarra ma non garantisce la segretezza se è quello l'intento. Vero è che i documenti sono corposi e complessi e quindi non sono in tanti quelli in grado di leggerli e interpretarli.