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Antibufala: inglese escluso dalle lingue dell’UE dopo il Brexit!

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle donazioni dei lettori. Se vi piace, potete incoraggiarmi a scrivere ancora (anche con un microabbonamento). Ultimo aggiornamento: 2016/06/28 20:10.

Sull’onda dello shock per il risultato del referendum britannico per uscire dall’Unione Europea stanno circolando notizie (Rsi.ch e Politico.eu, per esempio) che sembrano annunciare con certezza che presto l’inglese non sarà più una delle lingue ufficiali dell’UE e che questo cambiamento sarà automatico. La fonte di questa notizia è spesso una dichiarazione di Danuta Hübner, capo del Comitato Affari Costituzionali dell’UE.

Ma le parole di Hübner configurano un’ipotesi, mentre una dichiarazione della Rappresentanza della Commissione Europea in Irlanda (scritta in inglese e gaelico) ha chiarito come stanno realmente le cose: “Notiamo le segnalazioni nei media che affermano che in caso di ritiro del Regno Unito dall’UE l’inglese cesserebbe di essere una lingua ufficiale dell’UE. Questo è errato. Il Consiglio dei Ministri, agendo all’unanimità, decide le regole che governano l’uso delle lingue da parte delle istituzioni europee. In altre parole, qualunque cambiamento al regime delle lingue delle Istituzioni dell’UE è soggetto a un voto unanime del Consiglio, Irlanda compresa.”

La fonte indicata dalla Rappresentanza è l’Articolo 342 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea.

Per chi si stesse chiedendo come mai l’inglese non dovrebbe restare, visto che anche Malta e Irlanda lo usano come lingua nazionale ufficiale, la spiegazione è che questi due paesi, quando aderirono all’UE, scelsero come lingua ufficiale per le traduzioni UE rispettivamente il maltese e l’irlandese, visto che l’inglese c’era già. L’elenco delle 24 lingue ufficiali dell’UE è qui.
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Commenti (60)
Ciao Paolo,

da collega-novellino, entrato da pochissimo nel mondo della traduzione brevettuale, ti chiedo: come vedi la situazione per il settore post-Brexit? E soprattutto, come pensi che influenzerà il progetto del Brevetto unitario?
C'è però un altro aspetto: come saprai, da un po' di tempo "in atto la tendenza a considerare quali lingue di redazione degli atti formali solo tre principali lingue europee (l'inglese, il francese e il tedesco)" (fonte: Wikipedia).
Su questa decisione ci furono forti proteste italiane e spagnole.
Sinceramente, mi sembra che questa decisione potrebbe essere riveduta, e forse le dichiarazioni sono relative a questo aspetto.
I brevetti sono per il 99% il male, meglio non averli che averli come ci sono negli USA.
Mantenere l'inglese adesso sarebbe quantomai opportuno visto che sarebbe effettivamente "lingua di nessuno" visto che il Regno Unito ha deciso di andarsene.
Ha anche il vantaggio di essere la seconda lingua più diffusa.
Mi piace però la scelta dell'irlandese da parte dell'irlanda visto che sono pochi quelli che lo parlano, la maggior parte degli irlandesi parla solo inglese, il solito trionfo del nazionalismo sul senso pratico.
Joyce stesso in Gente di Dublino prendeva sottilmente in giro i patrioti irlandesi per la loro mania di punteggiare il discorso con frasi in una lingua che di fatto pochi irlandesi "veri" conoscevano già allora, mi chiedo quanti siano i parlamentati europei irlandesi in grado di parlarlo e capirlo fluentemente.
E' un vero peccato che non la tolgano dalle lingue europee, considerato anche il fatto che è una delle lingue più difficili da imparare, forse alla pari con arabo e giapponese.
@juventino87... andavi/vai così male a scuola da considerarlo difficile?
Orpola!
Prevengo qualsiasi tua obiezione: il giapponese lo so, anche se a livello basilare, quindi il confronto lo so fare molto bene.
@juventin87 un giorno ti invito qui in repubblica ceca!
Caro Paolo, cari tutti, come ha già detto Det. Bullock qui sopra, invece bisognerebbe avere l'inglese come lingua comune europea, adesso che gli inglesi escono. Una sola lingua sarebbe molto, molto pratica, ma ovviamente non poteva essere, nessuno dei grandi paesi avrebbe accettato la lingua di un altro. Ma adesso, non ci sono più scuse. Naturalmente non parlo dell'Inglese Inglese, né di quello americano, ma dell'"Inglese di Bruxelles", Brussels English o Brenglish; una lingua semplificata, parlata con pronunce varie, e che contiene tutte le parole in uso nell'EU come Framework, Programme, etc.

(Paolo, ho raccolto il mio pensiero in un post (in inglese) su Linkedin
https://www.linkedin.com/pulse/english-common-language-european-union-vincenzo-guardabasso
ma se ti sembra inappropriato toglilo dal commento)
Anzitutto si evince chiaramente proprio da quell'articolo che la bufala è proprio il fatto che vi rimanga. Ma, anche, mi piacerebbe capire come qualsiasi capo di governo del consiglio europeo potrebbe tornare in patria giustificando il fatto che ha votato perché la lingua del Paese membro che ha sbattuto la porta andandosene debba continuare ad essere lingua di riferimento europeo! E comunque la prima dichiarazione in proposito l'ho fatta io che da 40 anni mi occupo di diritti umani linguistici, alle Nazioni Unite e con i popoli indigeni, come nell'Unione europea.
http://www.eraonlus.org/it/1/80-3/11911/giorgio-pagano-radicali,-prntt-e-era-il-tana-libera-tutti-dei-britannici.html
I trattati dell'Unione europea sono scritti in varie lingue (attualmente 24) quindi l'inglese ed il gaelico sono lingue ufficiali fin dall'ingresso del Regno unito e dell'Irlanda. Inizialmente, il governo irlandese rinunciò all'uso del gaelico come lingua ufficiale ma tale rinuncia non valeva nel settore giuridico (visto che i trattati sono scritti anche in gaelico, chi parla tale lingua ha diritto ad usarla nei procedimenti giudiziari e ad ottenere la sentenza nella sua lingua).

Questa condizione del gaelico come lingua ufficiale ma non utilizzata al pari delle altre ebbe termine quando con l'ingresso di Malta il maltese divenne lingua ufficiale. Visto che maltese e gaelico sono comparabili come numero di parlanti, il governo irlandese decise che dovevano avere lo stesso status....

Attualmente, alcune lingue che all'interno di qualcuno dei 28 Stati membri godono dello status di lingua ufficiale (come il lussemburghese) non sono invece lingue ufficiali dell'Unione europea.

D'altra parte il fatto che esistano 24 lingue ufficiali non significa che ogni bozza di documento venga redatta in tutte le lingue e che in ogni riunione si utilizzi la traduzione simultanea da e verso le 24 lingue.

In pratica, inglese, francese e tedesco sono le lingue di lavoro. Detto questo, in ogni angolo d'Europa abbondano le discussioni più o meno oziose sul come ridurre o aumentare il numero di tali lingue di lavoro o su come utilizzare l'esperanto...
Giuseppe Carusio io non metterei sullo stesso piano "l'aumento del numero delle lingue di lavoro o su come utilizzare l'esperanto". L'esperanto rappresenta il federalismo linguistico, in quanto lingua di tutti e ciascuno, le "altre lingue di lavoro" sono altre lingue etniche che rappresentano interessi nazionalistici.
Intanto ho fatto il calcolo di quanto ci è costato in questi 20 anni la nazionalizzazione linguistica inglese dell'Europa:
In 20 anni la nazionalizzazione linguistica inglese è costata all'Europa non anglofona di 445.087.031 di abitanti
25 bilioni 237 miliardi 452 milioni 891 mila 651,10 euro
All'Italia di 60.820.765 di abitanti
3 bilioni 448 miliardi 674 milioni 191 mila 810,87 Euro.
Questo è quanto.
no sul serio credete veramente che esista una lingua facile e che l'inglese lo sia?
avete presente "i falsi amici" e i verbi? be in inglese sono facili...per un inglese! non per un italiano.
Almeno in giapponese i verbi sono di meno. Poi ovviamente c'è tutto il resto che è un casino, ideogrammi inclusi.
ma l'inglese che sia una lingua facile è una grandissima cavolata.
Se ogni volta per parlare mi devo ricordare se un'azione è in corso di svolgimento, era in corso di svolgimento nel mmomento in cui parlavo o è avvenuta dopo che un'altra azione..ecc ecc.
veramente vi pare facile tutta sta roba qui?
ah scusate un secondo...Paolo scusami, ma mi sono dimenticato un'altra cosa

la pronuncia inglese per noi italiani è un incubo. la pronuncia del "th", le vocali, e il suono vocalico non si limita ai 7 suoni italiani (a,e,è,i,o,ò,u) ma ce ne sono molti altri.
E ancora devo capire perché nei film americani che ho visto, sottotitolati in italiano, la parola "thanks" viene pronunciata in mille modi diversi (sia con "t come in italiano sia con "th" aspirato con decine di varianti).
e non parliamo del fatto che le parole si scrivono in un modo e si pronunciano in mille modi diversi.
tutto ciò la rende una lingua facile?
non credo proprio.

inoltre è impossibile farsi capire se non si parla un inglese perfetto.
Mi è capitato di parlare e farmi capire con uno spagnolo che ho conosciuto tempo fa in vacanza.
Non parlavo spagnolo e lui non parlava italiano e riuscivamo a capirci perfettamente.
con un inglese sarebbe stato impossibile. Anche conoscendo bene l'inglese a volte non basta. Devi sapere l'inglese in maniera perfetta, eccezionale altrimenti è impossibile farsi capire o fanno finta di non capirti.
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
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juventin87,

Il tuo intervento denota la classica posizione italocentrica, con i soliti luoghi comuni sulla pronuncia e sulle regole grammaticali viste come assurde.

Come tutte le lingue anche l'inglese ha le sue regole e le sue eccezioni. Basta studiare ed impararle. Dici che è difficile? Uhm... e l'italiano è così facile? In quanto a regole grammaticali e sintattiche è molto complessa, per certi versi molto più che l'inglese (vedasi coniugazione dei verbi in base ai pronomi e tempi).

Per quanto riguarda la pronuncia i gruppi "gl" e "gn" sono difficili per un inglese perché deve imparare a fare un suono che in inglese non c'è. A meno che non siano eccezioni come la parola "inglese" appunto, dove la fatica di imparare il suono "gl" di "egli" ad esempio, non serve in quanto si pronuncia come lo fa lui nativamente ovvero il "gl" di "inglese".

O "ca" e "co" che sono diversi da "ce" e "ci", che sono a loro volta diversi da "che" e "chi" e che non esistono "cha" e "cho".

Questo per dire che neanche l'italiano si legge come si scrive. Tranne che per gli italiani naturalmente.

Personalmente la trovo invece una lingua facile, molto più del tedesco ad esempio dove resistono ancora le declinazioni tipo quelle latine, parole composte che a confronto "supercallifragilistichespiralitoso" fa brutta figura ed una sintassi sulle negative che è l'incubo di ogni traduttore simultaneo di tedesco (la negazione va in fondo alla frase e finché il tizio non finisce la frase non sai se sarà affermativa o no).

Vuoi una lingua semplice? Indonesiano. Poche regole grammaticali, pochissime quelle sulla pronuncia, verbi sempre all'infinito, sintassi da toro seduto (io mangiare, io camminare, ecc.) Unico casino i numeri e le forme di cortesia tra caste...
Ho riscritto i due commenti precedenti (il primo preché mi vergognavo di uno strafalcione da gran premio), il secondo era una rettifica ma la vergogna ha avuto il sopravvento.
E' francamente SCONCERTANTE che degli italiani si accapigliano a favore dell'inglese là dove gli inglesi gli hanno sbattuto la porta in faccia.
Ma un minimo di amor proprio, di dignità, di consapevolezza della vostra identità ce l'avete?
Guardate che altrimenti siete vicini alla reazione di chi, lasciato dalla propria ragazza, piuttosto la uccide o si uccide. Riflettete: la vita deve continuare senza inglese, perché la ragazza inglese t'ha piantato. Fatevene una RAGIONE. E trovatevene un'altra (di lingua) che non vi lascerà mai: l'Esperanto.
Giorgio Kadmo Pagano

Uhm... in realtà si dice una cosa diversa.

Tu stesso fai un ragionamento contraddittorio: inglesi fuori dall'Europa/lingua inglese fuori dall'Europa/chi dice che va tenuto è come se volesse uccidere la propria ex.

Sbagliato. E' l'esatto opposto.

Sei tu che vuoi eliminare l'inglese e quindi uccidere la tua ex. Cancellare l'inglese dalle lingue europee equivale a questo.

Invece chi tiene in vita l'inglese, tiene in vita anche la sua ex.

Occhio quindi ai ragionamenti logici. Se per te è il contrario, beh, mi spiace per la tua ex.
@juventin87:

"Facile" è soggettivo, "semplice" no.
L'inglese è una lingua relativamente semplice, ma essendo molto diversa dall'italiano può non essere facile per un italiano.

Visto che parli di verbi, l'inglese ha una sola coniugazione, con (a parte il verbo be) 5 desinenze per ogni verbo (forma base, terza persona, passato, participio passato, gerundio). 2 di queste sono irregolari molto di rado, altre 2 un po' più spesso. Ovviamente visto che le desinenze sono così poche, si usa sempre il soggetto per evitare ambiguità.

L'italiano ha 3 coniugazioni, ciascuna delle quale ha circa 48 desinenze diverse. Spesso si omette il soggetto, ma visto che alcune desinenze in alcuni casi le desinenze possono essere uguali, ci possono essere ambiguità (es. "sono qui", io o loro?). I verbi irregolari, che hanno più o meno la stessa frequenza dei verbi che in inglese hanno passato irregolare, possono avere irregolare qualsiasi desinenza.

È vero che in inglese le regole per l'utilizzo dei tempi, soprattutto passati, possono sembrare strane, ma sono semplicemente diverse.
Tu quante volte in vita tua hai usato un trapassato remoto?
Sapresti spiegare in poche parole quando si usa il condizionale passato? Secondo la Treccani "Si usa per esprimere l’anteriorità di un evento nelle proposizioni dipendenti rette da verbi come sperare, credere, supporre al presente o futuro indicativo" e "Si usa anche per esprimere un dubbio riferito al passato nelle proposizioni principali, specie in forma di domanda". Davvero così semplice?
È tanto logico il fatto che l'imperativo se affermativo ha le sue desinenze a parte, ma se negativo allora è non + infinito?
Se ti sembra strano usare la forma inglese "going to + verbo", per te invece dire "sto per + infinito" è normale? A proposito, ma perché il participio passato di essere è "stato"?

Un'ultima osservazione: parli di "falsi amici" come una difficoltà propria dell'inglese, ma logica vuole che se sono falsi amici per un italiano che parla inglese, lo sono anche per un inglese che parla italiano.
@juventino87, pe rl'italiano ti ha già rispsoto stupidocane, ma voglio farti riflettere su alcune cose che tu, come me e come tutti gli itlaiani, essendo appunto italaini non vediamo.
Mia moglie è giapponese e sta studiando l'italiano, quindi mi fa delel domande di grammatica e non solo tipo:
- perchè si dice vado AL mare, ma poi si dice vado IN montagna?
- Perchè mano, che finisce con la O è femminile?
- Perchè il labbro al plurale diventa femminile?
E via così.
Il giapponese ha meno verbi? ohibò curioso, ma se anche fosse sarebbe solo una quastione di lessico, non di grammatica.
Di contro il giapponese, tranne pochissime eccezioni, si pronuncia come si scrive (bhè più o meno, ma avendo loro un alfabeto sillabico, non è sbagliato). Da incubo sono i numeri perche il "3" è diverso se stai parlando di uomini, cani, piatti, cilindri, bicchieri, elefanti... eccetera. Anzi il giapponese non ha articoli, non ha maschile e femminile, non ha il plurale, non ha tempi verbali solo passato e non passato. Ciò che lo rende difficile non è nememno come si scrive, ma sono le infinite sfumature gramamticali.
Ma rimaniamo in europa e vediamo le altre lingue.
Tedesco. Gramamtica e pronuncia semplici?
Francese: vogliamo parlare della pronuncia e degli accenti? E la grammatica non tanto dissimile dalla nostra?
Per cui...

Per chi sta schiumando rabbia e altro per la brexit, ricordo che
l'UK è uscita da una unione sostanzialmente economica, non è come, dire, come se la Liguria si staccasse dall'Italia.
L'inglese viene usato perchè tutti, più o meno lo sanno, non perchè era la lingua dell'UK.

Esperanto... in quanti lo parlano? Nessuno si è mai cheisto perchè non ha mai avuto una grande diffusione.. ah già i poteri forti e i complotti vari.

Che piaccia o no, la UE è solo una qualcosa di economico, basti vedere che se c'è altro le riuniono sono fra il rappresentante della UE e i presidenti vari, ma come, se c'è la UE la Merkel e Hollande che voce hanno? A quale titolo partecipano s ec'è gia il rappresentante UE?


@Giorgio Kadmo Pagano:
Un attimo, l'inglese non è solo "la lingua degli inglesi".
È la lingua ufficiale di un'altra sessantina di nazioni, 3 delle quale fanno parte dell'UE.
È la lingua più usata per lo scambio di conoscenze scientifiche, ed è la lingua più usata su Internet.
È la lingua scelta nella maggior parte dei congressi in qualunque ambito che coinvolgano persone di lingue diverse.
È la lingua straniera più insegnata nelle scuole di tutto il mondo.

Semplicemente, al mondo serviva una lingua comune per l'interscambio di informazioni, e ha vinto l'inglese.
Poteva vincere l'italiano, così come poteva vincere il sanscrito. Pazienza, ha vinto l'inglese. Continuare a negarlo non è solo anacronistico, è infantile. È vedere il mondo come un tavolo di Risiko.
Scusate, forse non è una bufala, lo dicono anche gli svizzeri:
http://www.rsi.ch/news/mondo/Linglese-fuori-dallUE-7676345.html1
Ora, buttare fuori sdegnosamente l'inglese si può fare, imparare francese o tedesco si può fare pure, parlare tutti a scelta in italiano francese e tedesco portandosi sempre appresso l'interprete multilingue si può fare anche. Ma io forse vorrei uscire da una UE che avesse perso il senso della realtà...
Juventin87 ha riportato una lista che appare redatta da qualcuno che normalmente parla inglese-americano, in cui l'inglese deve esserci finito dentro per scherzo.

l'inglese è un'ottima lingua per coordinare sul lavoro persone che parlano lingue diverse e provengono da culture diverse;

l'arabo non va bene perchè è pieno di doppi sensi in cui entrambe le interpretazioni possono avere significato concreto in un ambiente di lavoro.

Il tedesco è un po' come il calendario lunare, non puoi fare a meno dell'inglese, quindi tanto vale usare solo l'inglese.

Il francese... Sacro Blu, non sarebbe neanche male come lingua d'interscambio, ma si è già capito che se pronunci una consonante muta, se gridi:

"venZuRwuSS" invece che "vensuhvuuuuuuu!"

Il francese medio si fa cascare un albero in testa, ci si mette sotto apposta, piuttosto che ammettere di aver capito cosa voleva dire il boscaiolo.

Il francese medio si fa cascare un albero in testa, ci si mette sotto apposta, piuttosto che ammettere di aver capito cosa voleva dire il boscaiolo.


Mannaggia che non ci sono le faccine con le lacrime agli occhi...

Comunque ROFL!
allora mettiamolata così e ovviamente parlo a titolo personale: per noi italiani parlare inglese è un'ardua impresa. Bisogna districarsi da combinazioni di lettere che hanno suoni diversi, parole che si pronunciano ognuna in maniera diversa senza delle regole apparenti di pronuncia.
un sistema verbale diverso dal nostro che non è per niente facile da imparare per chi parla una lingua neolatina.
Parole che si scrivono in un modo e si pronunciano in un altro.
Facciamo un esempio: love e clove. "ove" si pronuncia in maniera diversa nelle due parole. Logica vorrebbe che si pronunciasse in maniera uguale. "au" in francese si pronuncia o in qualsiasi parola.
eu in tedesco si pronuncia oi. Sempre.
in Inglese no. prendiamo la parola "night" si pronuncia, più o meno "nait" e allora mi domanda che senso ha inserire due lettere che non si pronunciano. la g e la h.
non si tratta di essere italocentrico io dico solo che per noi italiani non è facile per niente parlare inglese. NOn è una lingua facile. Anzi credo non esista proprio una lingua facile semmai accessibile ma l'inglese non lo è.
Il francese, anche se da un punto di vista lessicale e di grafia è un incubo, è più facile da parlare e anche da comprendere per noi italiani. Ancor più il francese scritto. Poi ovvio che ogni lingua ha le sue regole e delle evidenti difficoltà. nella nostra l'uso delle preposizioni non è certo semplice però per un francese o uno spagnolo risulta più facile imparare a parlare in italiano piuttosto che in inglese. e viceversa.
Inoltre io posso vedermi un documentario spagnolo o francese - pur conoscendo pochissimo lo spagnolo e discretamente il francese - e capire quasi tutto.
Se vedo un documentario inglese non capisco quasi niente. Sembra un indisinguibile misto di vocali e di suoni strani.
Mi sembrava così 5 anni fa quando ho iniziato a studiarlo e mi pare così pure adesso. qualcosa capisco un po' meglio ma certo se mi guardo un film tv come the wire non capisco nulla. Parlano tutti in slang.
e quando non parlano in slang parlano troppo rapidamente.
La soluzione è... un dialetto. Lingua del popolo, concreta, essenziale.
Il brianzolo è l'ideale: voce del cuore pulsante d'Italia, grande tradizione letteraria, pronuncia alla francese (così anche oltralpe sono contenti), lessico in comune con gran parte dei lombardi (che sono tanti).
Il non plus ultra u_u
Juventin87,

Sei passato dall'italocentrismo al latinocentrismo.

Francese, italiano, spagnolo, rumeno... sempre da li derivano. E comunque continui a girare intorno al fatto che "l'inglese per un italiano è difficilissimo!" ma rimane il punto di vista di un italiano. Per un inglese l'inglese è facilissimo invece.

"Ha, bella forza" dirai tu e aggiungerai "Ma che esempi del cacchio mi fai?". Tutte le lingue straniere sono "difficili". L'inglese non è certamente la più difficile di tutte, anzi, è molto immediato e veloce da imparare per potersi arrangiare. Chiaro che se si vuole scrivere un trattato sui bruchi avvinazzati che si spalmano a terra perché credono di essere già farfalle, il minimo sindacale non basta.

Per te l'italiano è semplicissimo. "Ha bella forza" dico io ed aggiungo "Ma che esempi del cacchio mi fai?".

Ogni lingua deve essere prima capita, a livello di struttura, poi imparata. A sé, possibilmente senza il riferimento nella propria perché in certi casi grammaticali, sintattico o fonetica, riferimenti non ce ne sono. Non ti viene il "th?". Approssimativamente in "d" oppure applicati ed impara ad usare la lingua in una posizione nuova finché non ti viene. Isi es it sim.
stu,
però che esistano lingue più difficili e più facili (anche se magari relativamente al solo parlato o al solo scritto) è un fatto.
pgc,

Verissimo. Per uno straniero l'italiano è una di queste.
Mi mancavano i tuoi colpi di genio, juventin87 ;)
Pgc

Concordo, e mi sembra che stpidocane non lo neghi in nessun modo.
Madgyar tun Korean sjen ostic caus kje nu tenn alc mied nostre.

E poi ci sono anche le lingue... imbarazzanti oppure prestigiose.

Ismael va al colloquio per imbarcarsi sul pequod.
Il capitano Peleg gli chiede: "ah, giovanotto, do të ju pëlqen një filxhan kafe?"
Ismael risponde: "Kjo do të goditur vendin"
Il capitano Peleg si alza di scatto, batte una mano sul tavolo, indica Ismael con l'altra e ringhia: "Beccato!!"
Queequeg si intromette e dice: "O loo ia te au" ed è tutto sistemato.
@juventino87
Quidni il tuo ragionamento è: non impariamo e non studiamo l'inglese perchè è difficile.
Considerando che l'italiano viene classificato come lingua molto più difficle dell'inglese, allora non studiamo nemmeno l'italiano.
Ma ti imamgini le difficoltà di un finlandese o di un portoghese nello studiare l'italaino... molto meglio, rispettivamente il finlandese e il portoghese.
L'esempio dei documentari che fai è il peggiore che potevi fare: ovvio che se guardi un documentario in una lingua che non conosci non lo capisci.
Poi è ovvio che capisci lo spagno anche senza saperlo, è talmente simile all'italiano, così come norvegese e svedese sono simili fra loro.
Ma capiresti un documentario in portoghese? In greco? In croato? In tedesco? in danese? No, se non le sai.
Per quanto riguarda la pronuncia verissimo l'inglese ha delle regole oscure come per la doppia o: door, blood, soon.
Ma anche noi nons cherziamo, e pure il francese: perche se scrivi R non pronunci R? Perchè la E la pronunci solo se è accentata? e cosìè quella schifezza sotto la "c" che ogni tanto hanno loro?
E lo spagnolo? Co'è quel punto esclamativo, o interrogativo, rovesciato? Cosa vuol dire?
Nessuna lingua si scrive esattamente come si scrive, nemmeno l'italiano, anche se non ce ne accorgiamo.

Mi spiace che tu abbia avuto difficoltà nello studiare l'inglese, ma ti assicuro che è, se ti fa piacere messa così, la lingua non neo latina più facile e, che piaccia o meno, la più diffusa al mondo.
Anche a me non piace la matematica e non la capisco, ma non credo sia un valido motivo per abolirla, no?
@juventin87:

Mi pare ovvio che tu possa guardare un documentario francese o spagnolo e capirlo, o che tu possa parlare in italiano a un francese o ad uno spagnolo e lui in linea di massima ti capisca. Ma questo non significa mica che tu abbia imparato a parlare il francese o lo spagnolo. Significa che francese/spagnolo e italiano hanno mutua intelligibilità maggiore che inglese e italiano.

Imparare una lingua veramente significa riuscire a costruire il discorso direttamente in quella lingua, con le regole e le potenzialità di quella lingua, astraendo dalla tua. Non significa "per parlare spagnolo basta aggiungere una s a tutto", né pensare nella tua lingua e cercare di tradurre nell'altra.

Io personalmente trovo più facile farlo con una lingua molto diversa con la mia ma con una grammatica e una costruzione della frase semplice, piuttosto che con una lingua con lessico simile alla mia ma con grammatica e costruzione della frase complesse e spesso diverse comunque da quelle della mia lingua.
La maggior difficoltà dell'inglese è la non corrispondenza tra quanto scritto e quanto pronunciato tanto che ci sono le gare di spelling che da noi non esistono, nonostante che in italiano qualche parola non si legga com'é scritta.
La non corrispondenza da luogo a cambiamenti nel tempo, va a finire che cambia la pronuncia. Nelle lingue come l'ebraico o l'arabo, dove non si scrivono le vocali, va anche peggio. Anche gli americani, dopo alcuni secoli, stanno differenziando la loro lingua tanto che i correttori grammaticali ne tengono conto.

Riguardo alle eccezioni ricordo che la grammatica è nata dopo la lingua per cui mi sa che tutte le lingue hanno eccezioni.

@ST
"Nessuna lingua si scrive esattamente come si scrive, nemmeno l'italiano, anche se non ce ne accorgiamo."
Immagino volessi dire "si legge", ma ti sbagli: il montenegrino ha una lettera per ogni fonema.
L'italiano ha pochissime regole per la lettura. L'unica cosa che può confondere è l'accento, ma questo vale anche per l'inglese.
Viceversa l'inglese è un incubo: tanto è vero che, come già accennato da qualcuno, esistono le gare di spelling, cosa che in tante altre lingue sarebbe impensabile.
Aggiungo un altro dettaglio: esistono parole che si pronunciano in maniera differente a seconda del significato. Il primo esempio che mi viene in mente è "read".
Semplicemente in inglese non esistono regole di pronuncia: bisogna solo imparare tutti i casi possibili a memoria.
Con questo non voglio dire che juventin87 abbia ragione: l'inglese è effettivamente semplice e di solito riesco a capire l'80% di una conversazione in inglese (se sottotitolato sfioro il 100%), ma le regole di pronuncia sono davvero complicate.
@CPaolo1979

Forse è proprio questo il punto di forza dell'inglese, che ogni cervello umano memorizza le parole nello stesso modo.
juventin87, l'inglese è più facile di altre lingue, non c'è niente da fare. E poi è anche molto più utilizzato, quindi è più facile da imparare, perché ce lo hai sempre a portata di mano.

E si può fare senza studiare particolarmente la grammatica. Io ho fatto così: fino all'università non ho studiato una riga di grammatica. Scuola 0, videogiochi tanti (ah, il mondo del pc anni '90, con pagine e pagine di testo in inglese. O ti adattavi, o smettevi di giocarci. Io mi sono adattato). Usalo, e vedrai che lo imparerai. Usalo con i madrelingua, e vedrai che imparerai a capirlo.

Per la pronuncia... Mind you, "read" is pronounced as in "lead", whereas "read" as in "lead". :-D

Che l'inglese non sia semplice va bene, ma nessuna lingua lo è.
Forse essendo una lingua analitica come l'italiano ma con meno declinazioni il primo approccio può sembrare semplice a molti ma è una lingua che diventa molto complessa non appena si esce fuori dal territorio della dichiarativa semplice, l'ordine delle parole è importante ma non sempre intuitivo e la fonetica inglese differisce parecchio da quella italiana ma bene o male si riesce ad essere comprensibili con un minimo di pratica e non è che i materiali di riferimento manchino. Inoltre l'inglese è una lingua molto studiata alle medie e superiori mentre altre lingue come il tedesco o il francese sono più a macchia di leopardo, cosa che mi ha dato problemi a non finire visto che mentre il mio inglese è abbastanza decente dover imparare da zero il tedesco da adulto mi sta creando non pochi problemi, non fosse per quello probabilmente mi sarei laureato anni fa.
@SirEdward
l'inglese è più facile di altre lingue, non c'è niente da fare

uhm io la penso proprio come juventin87 ... l'inglese sembra facile, ma in realtà al di là delle basi padroneggiarlo è molto difficile.

Phrasal verbs: qual è la differenza tra catch on e catch up? call on e call off? e break out, break in e break up? i nativi sono innamorati dei phrasal verbs!

la cosa positiva è che essendo parlata molto come seconda lingua, è molto facile comunicare con stranieri che di phrasal verbs non ne capiscono una cippa e quindi che parlano in maniera elementare (es. a Londra è molto facile comunicare visto che di veri londinesi ce ne sono pochi)

la pronuncia uk poi è piuttosto difficile da capire e da imitare, non solo per gli italiani: anche a malta o a singapore dove l'inglese è lingua ufficiale ci sono grosse semplificazioni e qualche consonante in meno.

@Tukler
È la lingua più usata per lo scambio di conoscenze scientifiche

può darsi, ma quanti famosi scienziati cinesi conosci? io nessuno, ma non è che non esistono, è che i cinesi non parlano inglese. chissà quanto scambio di conoscenze scientifiche ci sono in cinese, solo che noi non le comprendiamo e non ne sappiamo l'esistenza.

@juventin87
Se vedo un documentario inglese non capisco quasi niente. Sembra un indisinguibile misto di vocali e di suoni strani.

qualche volta nei telefilm ci sono dei dialoghi tra due persone: la prima riesco a capire quasi tutto, la seconda non capisco quasi nulla. mia moglie è più brava di me ma ha comunque delle difficoltà (eppure è madrelingua inglese, anche se non usa/uk)
Buh, (puffolotti style)

Io non capisco come si possa dire che una lingua è impossible da imparare...

Se non la si capisce (come struttura) o la si studia, anche un dialetto è impossibile.

Se ti tanti dire che "lo spagnolo è facile!". Studiatelo e poi ditemi se lo è davvero. L'inglese in confronto è una passeggiata. Almeno per la pronuncia posso dare atto che essendo lingua latina possa essere meno ostica da parlare, ma per l'andare sintattica e grammaticale... ha voglia...

Pharasal verbs: sono da imparare a memoria al pari degli irregolari. Punto. Non c'è altro metodo. Non piace? Ostico? Impossibile? Quelli sono e quello è il metodo per poterli usare con cognizione e senso compiuto.

Io ne sbaglio a carriole, ma piano piano li imparo.
Pronuncia? L'unico metodo è... beh... imbarazzante scriverlo ma è parlare il piu possibile nella lingua che si vuole imparare... banale ma quello è il metodo giusto. Provare e riprovare finché non riesce.
@Stupidocane

Se vuoi praticare seriamente il puffolottese classico, questo è il dizionario completo con le regole grammaticali.

ahgu: Desideri?/vuoi?/prego
Anh: Lui/lei/esso
antani: affari tuoi/te ne occupi tu?
buh: non ho cavalli in questa corsa
giun: dieci
Gnur: immediatamente
guh: desidero/voglio/grazie
hai: bene/certamente/qualsiasi numero da 1 a 9
ore-no: me ne occupo io.
mwha: "attenzione"/Pioggia/sta per cadere qualcosa/buongiorno (nell'ultimo caso indicare verso l'alto col dito)
Uh:Capisco.
uhja: Avevo tralasciato/mi son scordato.
zou: "Non mi son fatto male"/arrivederci
zan: "Si è fatto male"

Non c'è grammatica.
@Federico:
Phrasal verbs: qual è la differenza tra catch on e catch up? call on e call off? e break out, break in e break up?

Se alcuni si costruiscono in maniera diversa dall'italiano può essere difficile per te ricordarli, ma questo non significa necessariamente che l'inglese sia una lingua complessa.

Non è che in italiano non ce ne siano, i primi che mi vengono in mente possono essere "mettere su" (allestire), "mettere giù" (posare, ma anche mettere giù due righe = scrivere), "mettersi sotto" (impegnarsi) e "mettere via" (riporre), "fare fuori" (uccidere) e "fare da" (agire come), "mandare avanti" (far progredire) e "mandare giù" (inghiottire), ai quali tra l'altro si potrebbero sommare un'infinità di modi di dire introdotti dagli stessi verbi più un sostantivo ("mandare a monte", "mandare a picco", "mandare a mente", "mandare in onda" tanto per usare l'ultimo verbo dell'elenco).

Magari l'inglese ha più phrasal verbs dell'italiano, ma questo è anche perché i verbi di uso comune sono meno. Dover imparare il significato di un verbo in più non è necessariamente più complesso che dover imparare il significato di un phrasal verb in più, è solo diverso.

Vogliamo parlare dei verbi frasali italiani introdotti da "ci" e "ce"? Espressioni come "non c'entra niente", "ce la farò", "ci metto 10 minuti", "ce l'ho con te", "ci tengo molto", "ci sto!" per te hanno un senso scontato, ma non è mica tanto ovvia la relazione col verbo originale.
A proposito, "ci" e "ce" cosa sono? Significano la stessa cosa? Sono avverbi o pronomi? Quando l'uno e quando l'altro? Sapresti spiegarlo?

può darsi, ma quanti famosi scienziati cinesi conosci? io nessuno

Non me ne viene in mente nessuno, così come al momento non me ne viene in mente nessuno australiano o irlandese o canadese. Ma ho parlato di scambio di conoscenze, non di grandi scienziati.

ma non è che non esistono, è che i cinesi non parlano inglese

Se hanno interesse a comunicare solo con i loro connazionali, scrivono in cinese. Se hanno interesse a comunicare con il resto del mondo, scrivono in inglese. È così che funziona.

chissà quanto scambio di conoscenze scientifiche ci sono in cinese, solo che noi non le comprendiamo e non ne sappiamo l'esistenza.

Qualcosa a livello nazionale ci sarà, ma i contributi scientifici ad opera di cinesi di interesse internazionale vengono scritti in inglese.
Prova a vedere su qualunque database di pubblicazioni (o di standard) di qualunque disciplina, quanti contenuti scritti da cinesi (o qualunque altra nazionalità, si intende) trovi scritti nella propria lingua e quanti in inglese.
Puffolotti,

Guh. Aggiungo all'immane tomo autoalimentante che sto scrivendo: italiano-puffolotti, puffolotti-italiano.

Zou (sensa diti)
Sono avverbi o pronomi? Quando l'uno e quando l'altro?

Barzelletta.
A scuola, la professoressa di Italiano: "Pierino! Dimmi subito due pronomi!"
Pierino: " Chi? Io?"
@Tuckler
Se alcuni si costruiscono in maniera diversa dall'italiano può essere difficile per te ricordarli, ma questo non significa necessariamente che l'inglese sia una lingua complessa.

Certo esistono anche in italiano (anche se più rari) e bisogna impararli, abituarsi all'uso, e fare molta pratica. Il problema è che suonano quasi uguali l'uno con l'altro, ma questo è un problema comune in inglese dove tutto suona quasi uguale.

ST si domandava:
perchè si dice vado AL mare, ma poi si dice vado IN montagna?

ecco anche l'italiano è strano, ma molto ridondante.
Andiamo AL montagna? un italiano capirebbe comunque, un inglese potrebbe anche rispondere "no, non mi piace il formaggio verde sulle patate" o chissà che cosa, basta una lettera a stravolgere tutto.

Certo ogni lingua ha aspetti facili e aspetti difficili, solo che sento un sacco di gente che dice che l'inglese è facile, vedo un sacco di Ottimo, C2 etc. nei CV ma poi in pratica il livello generale è molto basso.

Se hanno interesse a comunicare solo con i loro connazionali, scrivono in cinese. Se hanno interesse a comunicare con il resto del mondo, scrivono in inglese. È così che funziona.

è così che funziona per noi. per loro non so, i loro connazionali sono davvero tanti. già stanno finendo i tempi in cui i prodotti cinesi sono copie scarse dei prodotti occidentali, ora un sacco di ricerca e sviluppo la fanno anche loro, speriamo di non dover essere costretti un giorno a scrivere in cinese per farci capire dal mondo scientifico.
@ Federico

uhm io la penso proprio come juventin87 ... l'inglese sembra facile, ma in realtà al di là delle basi padroneggiarlo è molto difficile.


Come tutte le lingue.

Ho visto italiani laureati non padroneggiare le basi l'italiano.

"pultroppo se io dovrei avere un euro ogni volta che sento uno sbaglio piuttosto che un imperfezione, oggi sarei miliardario".

Hai presente...?


Phrasal verbs: qual è la differenza tra catch on e catch up? call on e call off? e break out, break in e break up? i nativi sono innamorati dei phrasal verbs!


Secondo me non hai la prospettiva giusta. Sono verbi composti, ma sempre verbi sono! Prendi tutto il pezzo, considerali come una sola parola. Tukler è stato molto esaustivo, più di quanto potrei mai essere io.

Le parole non sono stringhe di caratteri, sono concetti. Se un concetto è espresso con cinque stringhe, sono una parola sola. Pensa a "chi se ne frega", spesso compresso in "chissenefrega". Un solo concetto, una sola parola, tecnicamente quattro stinghe di caratteri.

Al di là delle evoluzioni (non so se parallele o reciproche) tra le lingue: qui da me esiste il verbo "dargliela su", che significa né più né meno "to give up".


la cosa positiva è che essendo parlata molto come seconda lingua, è molto facile comunicare con stranieri


Esatto. Il valore dell'inglese è che è diffusa come lingua franca.


la pronuncia uk poi è piuttosto difficile da capire e da imitare


Di quale parte del Regno Unito, esattamente? Gli accenti del solo Regno Unito sono talmente vasti che generalizzare così è impossibile. E in giro per il mondo è uguale: gli accenti americani, per dire, sono incredibili, a volte.

I più difficili da capire, però, per me sono sempre stati gli stranieri che cercano di parlare inglese: ci fu un tempo in cui capivo uno scozzese sconosciuto in doposbornia che mi chiedeva un asciugacapelli alle 8 di mattina, ma non capivo un mio carissimo amico che stava imparando l'inglese...

Semplicemente il mio cervello non registrava le sue parole come "inglese".


, non solo per gli italiani: anche a malta o a singapore dove l'inglese è lingua ufficiale ci sono grosse semplificazioni e qualche consonante in meno.


Questo rende più difficile, non più facile, parlare con gli stranieri.


qualche volta nei telefilm ci sono dei dialoghi tra due persone: la prima riesco a capire quasi tutto, la seconda non capisco quasi nulla. mia moglie è più brava di me ma ha comunque delle difficoltà (eppure è madrelingua inglese, anche se non usa/uk)


Se un attore non si fa capire nemmeno da un madrelingua, probabilmente non è perché la lingua è difficile, ma perché lui è un cane.
@SirEdward
Secondo me non hai la prospettiva giusta. Sono verbi composti, ma sempre verbi sono! Prendi tutto il pezzo, considerali come una sola parola. Tukler è stato molto esaustivo, più di quanto potrei mai essere io.

certo sulla carta sono di una banalità estrema, non c'è nessun concetto complicato da capire, solo che sono quasi identici tra e controintuitivi. Il fatto che pochi stranieri ne facciano uso qualche cosa sta a significare.

Di quale parte del Regno Unito, esattamente? Gli accenti del solo Regno Unito sono talmente vasti che generalizzare così è impossibile. E in giro per il mondo è uguale: gli accenti americani, per dire, sono incredibili, a volte.

certo. ho un amico scozzese che si fa capire benissimo (è abituato ad interagire con stranieri), sembra quasi un tedesco alle prime armi con l'inglese. Poi però quando parla con la moglie non si capisce nulla. oppure un amico di londra che è comprensibilissimo (mi ha detto, con poca modestia, che ha studiato nelle migliori scuole d'inghilterra...ecco perché).

Questo rende più difficile, non più facile, parlare con gli stranieri.

per me è più facile, forse perché sono tutti suoni che capisco o che riconosco.

Se un attore non si fa capire nemmeno da un madrelingua, probabilmente non è perché la lingua è difficile, ma perché lui è un cane.

la situazione che descrivo è molto comune, certo non vale solo per l'inglese. anche in germania i film austriaci a volte sono sottotitolati, come negli usa i film scozzesi sono sottotitolati. vale anche per l'italiano.

ma ripeto, tutti a dire che l'inglese è facile, e pochi italiani che lo conoscono in maniera discreta.
@SirEdward:

Grazie per la citazione per una volta corretta del mio nick!:D
@Federico
certo sulla carta sono di una banalità estrema, non c'è nessun concetto complicato da capire, solo che sono quasi identici tra e controintuitivi. Il fatto che pochi stranieri ne facciano uso qualche cosa sta a significare.


Che cercano un verbo con significato analogo che assomigli alla forma propria della loro lingua. Principalmente.

Poi non è che certo lessico sia facile, in inglese, ma rispetto ai deliri di concordanze dell'italiano, del tedesco, del francese, e persino dello spagnolo, la complessità dei verbi inglesi è molto più abbordabile. Anche perché spesso esiste un verbo "latinizzato" che funziona ugualmente.

D'altronde, molti verbi "strani" li usiamo tutti:

set up
turn on
turn off
come on
go on
sit down
get up
pick up
check in
check out
take off

Tutti di uso comune, persino in italiano. Perché a volte sono più facili e a volte sono onnipresenti, quindi si imparano.


certo. ho un amico scozzese che si fa capire benissimo (è abituato ad interagire con stranieri)


Un tizio in doposbronza alle 8:00 del mattino non fa questo. Né lo fa quella che ti chiama al telefono dall'Australia o dal Sud Africa. Ho avuto per anni a che fare con persone di madrelingua inglese, per lavoro. Certo non parlavano come con la loro famiglia, ma ho sempre fatto molta più fatica a capire l'inglese stentato di certi stranieri, anche italiani.

Sto parlando di una quantità ampia di persone, non di aneddotica.

E sì, ci sono comunque tanti madrelingua con cui ho difficoltà, quando hanno accenti o cadenze molto forti.

Per dire che se hai più problemi con i madrelingua che con gli stranieri, probabilmente è perché avresti bisogno di parlare di più con i madrelingua e migliorare la tua comprensione del suono della lingua.


per me è più facile, forse perché sono tutti suoni che capisco o che riconosco.


Ed è per questo che fai meno fatica che con i madrelingua. Perché non hai imparato certi suoni.


la situazione che descrivo è molto comune, certo non vale solo per l'inglese. anche in germania i film austriaci a volte sono sottotitolati, come negli usa i film scozzesi sono sottotitolati. vale anche per l'italiano.


Se è perché l'accento è volutamente estremizzato, oppure naturale (documentario), va bene. Se invece al personaggio non è richiesto parlare con un accento stretto, e non si fa capire lo stesso, è perché l'attore è un cane.


ma ripeto, tutti a dire che l'inglese è facile, e pochi italiani che lo conoscono in maniera discreta.


Sono d'accordo. Adoro quando, durante i colloqui, c'è il tizio che ti parla inglese davvero. Così si vede la realtà, non le scemenze roboanti da CV.
@SirEdward
i verbi "strani" che indichi sono molto comuni e chiunque dovrebbe conoscerli. Se un inglese mi dice I'll show up posso intuire che cosa mi sta dicendo. Se mi dice I'll catch up... o lo so o non lo so. Se non lo so non è un dramma, guardo il vocabolario (ammesso che abbia capito giusto...) e la prossima volta mi ricordo :) però ce ne sono parecchi da imparare, non è complicato ma è un processo lungo.

Vero che ci si può girare intorno con altri verbi latinizzati ma se c'è bisogno di girarci intorno significa che il proprio livello di inglese non è poi così avanzato :)
(naturalmente, in un contesto lavorativo, è più importante farsi capire che non dimostrare di avere un livello avanzato).

Per dire che se hai più problemi con i madrelingua che con gli stranieri, probabilmente è perché avresti bisogno di parlare di più con i madrelingua e migliorare la tua comprensione del suono della lingua.

uhm mia moglie è madrelingua, ma per fortuna è una di quelle che non usa decine di consonanti strane e ci capiamo benissimo (per quanto sia possibile capire una donna).

ho capito che cosa intendi, forse non mi sono spiegato bene io.
certo tra un agricoltore di liverpool ed un indiano principiante in inglese preferisco l'agricoltore! ma tra un petroliere di aberdeen ed un venditore abusivo di alcolici del bangladesh che vive a londra, trovo più semplice interagire con il venditore :)
@Federico:

Se mi dice I'll catch up... o lo so o non lo so

E se invece di immaginarlo come un phrasal verb lo immaginassi come un nuovo verbo, formato da un verbo, "catch", che da solo ha un significato leggermente diverso (ma mica tanto) più un suffisso? Tra l'altro "catchup" si può anche dire attaccato, anche se a seconda di chi lo pronuncia può sembrare una salsa.
Pensa alle possibili traduzioni in italiano: "riprendere" o "raggiungere" (ma anche "rimettersi al passo") derivano entrambe da verbi con un significato diverso che, preceduti da un prefisso, formano un nuovo verbo che assume quel significato.
Davvero c'è questa differenza trascendentale? O la differenza è solo che in inglese c'è un suffisso staccato e in italiano un prefisso attaccato?

Vero che ci si può girare intorno con altri verbi latinizzati ma se c'è bisogno di girarci intorno significa che il proprio livello di inglese non è poi così avanzato :)

Non è neanche detto, spesso e volentieri in inglese le parole di origine latino sono percepite come poetiche o comunque colte.
Può anche capitare che un italiano parlando inglese usi un verbo per lui banale perché traduzione quasi letterale, e invece l'inglese rimanga a bocca aperta pensando a come diavolo fa quello straniero a conoscere una parola che lui avrà sentito 2 volte nella sua vita;)
Tra l'altro, proprio l'esempio che facevo di "rimettersi al passo" è curioso, perché l'originale "mettere" ha un significato abbastanza diverso, "rimettere" ha un altro significato proprio (al massimo legato a quello che può aver fatto lo scozzese amico di SirEdward prima di parlarci), e "rimettersi" da solo è usato comunemente con un altro significato ancora (che è lo stesso di "riprendersi", ma che cavolo, "prendere" non era il contrario di "mettere"???).
Solo aggiungendoci un ulteriore complemento arrivi al significato proprio "rimettersi al passo", che è simile a "rimettersi in pari", vicino a "rimettersi in sesto" (a proposito, che diavolo vuol dire "sesto" al di fuori di questa frase fatta?) ma diverso da "rimettersi in moto".

Tornando al "ci" (qui in funzione di avverbio) di cui sopra, che succede se ce lo attacchiamo?
Beh dipende, "rimetterci soldi" ha l'ennesimo significato totalmente diverso dall'originale (com'è che da "mettere" siamo arrivati al significato di "perdere"?), così come "rimetterci la faccia", mentre con "rimetterci la mano" può essere che la stiamo perdendo oppure che veramente ce la stiamo mettendo una seconda volta, a libera interpretazione.

E secondo te davvero è più facile per uno straniero imparare tutte queste sfumature che per un italiano imparare "catch up"?
[qui da me esiste il verbo "dargliela su", che significa né più né meno "to give up"]
Questa l'ho sentita solo negli ultimi anni ed esclusivamente nelle telecronache di motociclismo, ma mi sembra un evidente calco dell'inglese (probabilmente una traduzione letterale).
@Tukler
Può anche capitare che un italiano parlando inglese usi un verbo per lui banale perché traduzione quasi letterale, e invece l'inglese rimanga a bocca aperta pensando a come diavolo fa quello straniero a conoscere una parola che lui avrà sentito 2 volte nella sua vita;)

d'accordissimo, a volte più che sfoggiare un inglese perfetto è più importante sapersi arrangiare con quello che si sa. sapere comunicare bene è però diverso da padroneggiare la lingua.

E secondo te davvero è più facile per uno straniero imparare tutte queste sfumature che per un italiano imparare "catch up"?

ma vedi, non è che in inglese le sfumature non mancano, ce ne sono eccome, forse sono pochi gli stranieri che le sanno cogliere. Uno straniero può benissimo parlarci in italiano senza tutte queste sfumature e farsi capire alla perfezione, così come un italiano può parlare in inglese senza sfumature e farsi capire comunque. Va benissimo dal punto di vista sociale, ma in quanto padronanza della lingua significa che manca ancora qualcosa.

Ma per curiosità, se voi guardate un telefilm USA/UK davvero riuscite a capire tutto e a cogliere tutte le sfumature? Sicuri sicuri?
Parlando di "inglese escluso" ecco un rompicapo:

Can you solve it? The EU interpreter puzzle
@ Federico


i verbi "strani" che indichi sono molto comuni e chiunque dovrebbe conoscerli.


Certo che sono comuni, è per questo che li conosci. Una volta che li conosci, sono facilissimi da ricordare. Se non li conosci, il senso non può essere recuperato dai significati generali dei termini (gira su? Prendi via da? controlla fuori?)

Non c'è differenza tra questi e quelli che reputi difficili, se non che quelli che reputi difficili non li conosci ancora. Quella è la differenza.


Se un inglese mi dice I'll show up posso intuire che cosa mi sta dicendo.


Perché lo sai. "Io mostrerò alto (o "l'alto")" non significa niente. Soprattutto non significa "comparirò, mi presenterò, arriverò, sarò presente".

Ti sembra facile perché lo conosci già.


però ce ne sono parecchi da imparare, non è complicato ma è un processo lungo.


E' quel che dico io: non è complicato più di quanto non sia lungo.

Pensa invece ad accordare aggettivi e articoli nelle parole italiane. O in francese. Quello è complicato.


Vero che ci si può girare intorno con altri verbi latinizzati ma se c'è bisogno di girarci intorno significa che il proprio livello di inglese non è poi così avanzato


Esattamente quello che dicevo: chi non è molto avanzato in questo caso è facilitato dalla grande ricchezza lessicale.


uhm mia moglie è madrelingua, ma per fortuna è una di quelle che non usa decine di consonanti strane e ci capiamo benissimo (per quanto sia possibile capire una donna).


:-D

Ad ogni modo, il discorso resta: se con gli altri madrelingua fai fatica, dovresti parlare di più con altra gente. Probabilmente sei un po' troppo limitato alla pronuncia di tua moglie. A me ha fatto un gran bene -sempre- trovarmi in ambienti (e anche guardare film e più ancora serie tv) in cui c'era gente con ogni tipo di accento.


certo tra un agricoltore di liverpool ed un indiano principiante in inglese preferisco l'agricoltore! ma tra un petroliere di aberdeen ed un venditore abusivo di alcolici del bangladesh che vive a londra, trovo più semplice interagire con il venditore :)


Capisco il tuo punto di vista. Io personalmente non saprei...
@Giuseppe Caruso:

Come osi rientrare in topic:D

Bel rompicapo comunque, l'ho risolto ma non è stato facile;) Diciamo che Ron potrebbe essere amico di juventin87!:D