2016/06/17

Controlli parentali, consigli per genitori: prima parte

Ricevo spessissimo domande su come proteggere i minori durante la navigazione in Rete e l’uso dei dispositivi digitali, per cui inizio oggi una serie di articoli sull’argomento.

Prima di tutto, non esiste un gadget magico che risolve il problema. Gran parte della protezione arriva da una serie di comportamenti dei genitori. Un articolo pubblicato su The Atlantic divide i genitori in tre categorie: i permissivi, che mettono poche restrizioni sull’uso delle tecnologie digitali; i restrittivi, che cercano concretamente di limitare questo uso; e i mentori, che partecipano attivamente all’uso.

Stando ai risultati ottenuti, conviene essere mentori: i genitori restrittivi hanno il triplo del rischio di trovarsi di fronte a un minore che usa l’identità di un compagno di scuola o di un adulto per eludere le restrizioni.

La società di sicurezza informatica F-Secure ha pubblicato un vademecum molto interessante che è una buona base da ripassare prima di prendere in considerazione misure di tipo tecnologico.

Per esempio, consiglia di insegnare ai bambini l’uso responsabile delle tecnologie, mostrando come scegliere password robuste e usare un gestore di password, come impostare gli account nei social network in modo che non mostrino informazioni private agli sconosciuti. In particolare è importante chiarire che i tutorial che trovano online e che sono sempre più spesso la principale fonte d’istruzione sono solitamente superficiali e concepiti per far entrare rapidamente nel social network ma non per farlo in modo sicuro.

Un altro consiglio è dare il buon esempio: se usate password pessime, passate tanto tempo a fissare lo schermo del vostro smartphone o non fate mai attività all’aperto, lontano dai dispositivi digitali, è difficile pretendere che i vostri figli faranno diversamente. Non basta dire quali sono le regole: occorre dimostrare che le regole funzionano, facendo lo sforzo di seguirle personalmente.

Non va dimenticato, poi, che i dispositivi digitali non sono delle babysitter, non vanno usati come strumenti per tenerli tranquilli e non sostituiscono le altre cose di cui ha bisogno una persona che cresce.

Le regole della vita offline valgono anche online: il mondo sarà anche cambiato, ma la maggior parte delle buone raccomandazioni che un genitore di oggi ha ricevuto dai suoi genitori restano valide oggi e anche in Rete: per esempio, non parlare agli sconosciuti, non visitare posti pericolosi senza essere accompagnati, non litigare e non insultare facendo i bulli sono consigli che funzionano sempre.

Infine un mito da smontare: il “mondo virtuale” non esiste. Quello che si fa in Rete è reale, ha effetti concreti e tocca persone tutt’altro che virtuali.

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