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41 commenti

Oggi Sam Cristoforetti riconsegna al WeFly! Team la bandiera spaziale a Caposile (VE)

Ultimo aggiornamento: 2016/06/05 18:10.

L’astronauta Samantha Cristoforetti sarà a Caposile (VE) oggi, 4 giugno 2016, alla manifestazione Flydonna, dedicata alle donne pilota, per un appuntamento molto speciale: la riconsegna della bandiera, portata da Sam sulla Stazione Spaziale Internazionale, al WeFly! Team, l’unica pattuglia aerea al mondo in cui due dei tre piloti sono disabili. La cerimonia ufficiale inizierà alle ore 16.



La bandiera della pattuglia era stata portata in orbita grazie all’iniziativa “WeFly! con Futura... osa volare”, organizzata con ESA, ASI e Aeronautica Militare, “per condividere con tutto il pianeta l’esempio di forza, tenacia e determinazione di persone così speciali e lanciare all’umanità un messaggio d’inclusione, contro discriminazioni e pregiudizi”, come segnala la nota stampa dell’evento di oggi.

I piloti del WeFly! Team sono Alessandro Paleri (leader), tetraplegico dal 1987, Marco Cherubini (gregario sinistro), paraplegico dal 1995, ed Erich Kustascher (gregario destro), istruttore di volo. La bandiera è stata ideata dal designer Mirco Pecorari, titolare dell’Aircraft Studio design.



CORREZIONE (aggiornata il 2016/06/05): Avevo scritto inizialmente che non ci potevo andare (oggi pomeriggio sarò a Piacenza per parlare di complotti lunari) e invitandovi ad andarci anche per me, ma mi hanno avvisato che la manifestazione è chiusa al pubblico e possono iscriversi solo donne pilota con gli eventuali accompagnatori.

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Commenti
Commenti (41)
Per me è troppo lontano, ma vorrei suggerire la colonna sonora dell' evento:
https://www.youtube.com/watch?v=GixXHySGFMg
Bell'esempio di sessismo, mi chiedo cosa sarebbe capitato se un raduno di piloti venisse interdetto l'accesso ai piloti donna. La domanda è ovviamente retorica. Purtroppo in questi casi di sessismo femminile tutti stanno zitti per questioni di "correttezza politica", dimenticando che il sessismo non è soltanto quando ad essere discriminate sono le donne, ma qualsiasi atteggiamento che ponga una differenza tra maschi e femmine. E per sconfiggere il sessismo va condannato ogni atteggiamento sessista, non solo una parte.

Tra l'altro questo tipo di segregazione sessuale (o auto-segregazione) non fa per niente bene alle donne stesse, all'immagine della donne nelle professioni tipicamente maschili (come appunto quella del pilota aeronautico) e al concetto che donne e uomini sono abili in ogni campo, senza differenze di sorta.

Un applauso alle organizzatrici.
Proprio negli anni delle missioni lunari Mohammed Ali vinceva
i piu grandi match di boxe. R.I.P.
> I piloti del WeFly! Team sono Alessandro Paleri (leader), tetraplegico dal 1987 ...

Tetraplegico? Può un tetraplegico (paralizzato a tutti quattro gli arti) pilotare un aereo?
"la manifestazione è chiusa al pubblico e possono iscriversi solo donne pilota".
Ah, beh, alla faccia del "messaggio d’inclusione, contro discriminazioni e pregiudizi"!
@Tharon, @Marco Cattaneo

Anche perché la nota stampa recita "... e lanciare all'umanità un messaggio d’inclusione, contro discriminazioni e pregiudizi"

;-)
Scusate ma l'iniziativa è organizzata e finanziata dall'"Associazione DONNE PILOTA".

Se l'Associazioni Idraulici Donna invitasse l'autorità mondiale del settore ci sarebbe da stupirsi? Sarebbe contrario al messaggio di inclusione? Non è che ogni volta che si fa una riunione di un'associazione privata bisogna aprire la porta a tutti altrimenti si discrimina, eh...

Non esiste un diritto a partecipare a qualsiasi iniziativa privata nella carta dei diritti umani...
@pgc
Quindi tu affermi che ogni associazione privata ha il diritto di permettere solo a persone di un sesso l'accesso alle proprie manifestazioni? Se esistesse l'associazione degli IDRAULICI UOMINI avrebbe il diritto di escludere le donne? Potrei anche essere d'accordo ad applicarla come regola generale (anzi, lo sono), ma... allora cosa ne pensi della marea di articoli su "Il più antico golf club resta tabù per le donne". Hai protestato contro il fatto che per questo motivo il golf club è stato tolto dal circuito degli open (con una perdita economica non indifferente)? E hai protestato tutte le volte che qualche manifestazione pubblica è stata accusato di maschilismo?
In realtà mi piacerebbe avere una tua precisazione: ritieni che solo le associazioni di DONNE hanno il diritto di escludere, o anche le associazioni di UOMINI, o non dovrebbero esserci associazioni legate al sesso? (attenzione, ogni possibile risposta potrebbe essere incriminante; per sicurezza io risponderei "dipende...")
Tharon,

Bell'esempio di sessismo

Ora sai come si sono sentite le donne per secoli.
Doduz,

Tetraplegico? Può un tetraplegico (paralizzato a tutti quattro gli arti) pilotare un aereo?

Bella domanda. Ho riportato testualmente il comunicato. Hai provato a guardare cosa dicono sul sito di WeFly?
Doduz,

Anche perché la nota stampa recita "... e lanciare all'umanità un messaggio d’inclusione, contro discriminazioni e pregiudizi"

Considerato che le foto della manifestazione (esempio) includono molti uomini, forse il formato del comunicato è equivoco.
Aldopaolo,

In realtà mi piacerebbe avere una tua precisazione: ritieni che solo le associazioni di DONNE hanno il diritto di escludere, o anche le associazioni di UOMINI, o non dovrebbero esserci associazioni legate al sesso?

So che la domanda non è rivolta a me, ma se dipendesse da me io farei in modo che le associazioni di donne avessero il diritto di esclusione per un periodo transitorio. Questo periodo transitorio durerebbe esattamente tanto quanto il periodo nel quale gli uomini hanno esercitato questo "diritto". Diciamo due-tremila anni. Poi, finalmente, saremo pari.

Forse non è evidente a tutti, ma un uomo che rivendica il "diritto" di partecipare a un'associazione di donne non fa che riproporre le prevaricazioni che hanno afflitto le donne, per colpa degli uomini, per millenni.

Gli uomini hanno avuto per sempre il "diritto" di escludere le donne. Adesso che le donne rivendicano lo stesso "diritto", la cosa brucia tanto ai maschietti, a quanto vedo, e fanno di nuovo i prepotenti.

Uomini: "Noi abbiamo il diritto di escludere le donne!"

Donne: "Vorremmo averlo anche noi, così siamo pari."

Uomini: "È una prevaricazione! Sessiste! Vergogna!"
Aldopaolo,

la mia opinione personale coincide più o meno con quella di Paolo Attivissimo. Il punto è che non si fanno i conti con la storia. Prendi per esempio le astronaute, le pilote, etc. Tutti lavori che sono stati riservati con varie motivazioni agli uomini, o dove le donne sono state ammesse all'inizio con grande cautela, e non viceversa.

Le discriminazioni stanno (per fortuna) scemando (le ultime classi di astronauti NASA hanno una percentuale del 50% di donne, anche se in termini di tempo di volo restano differenze importanti) ma lasciano un lungo residuo di pregiudizi nei confronti delle donne.

Nota che questo associazionismo ha proprio la funzione di battersi contro queste discriminazioni, incoraggiando più donne a puntare a lavori come questi. Quando la situazione si sarà appianata, non ci sarà più bisogno di associazioni "solo per donne" (o "solo per neri", "solo per gay", etc.). Per adesso non è così e ce ne è un grande bisogno.

Paolo, scusami ma a mio avviso stai dicendo una scempiaggine colossale e la cosa a dirla tutta mi meraviglia.

Parti dal un presupposto errato che gli uomini avessero un fantomatico diritto (!) di escludere le donne, e che ora per essere pari le donne abbiano il diritto di escludere gli uomini. E' una cosa totalmente assurda.
La discriminazione sessuale è stata una vergogna dell'umanità, ma rappresentava (assieme alle altre barbarie) una tappa del percorso che ha portato la razza umana dall'essere bestia a diventare un essere civilizzato.
Accettare oggi l'esistenza di tale discriminazione, anche se a campo inverso rispetto a quello storico, è dare un sonoro calcio nel sedere a tutti coloro, maschi e femmine, che hanno combattuto per rendere universali i diritti umani.


Donne : Ci state discriminando, vogliamo i nostri diritti.

Uomini : Ecco, ora avete tutti i diritti degli uomini.

Donne : Bene, e adesso che abbiamo i diritti vi discriminiamo noi.


Sarebbe come se gli afroamericani ora avessero il diritto di mettere in schiavitù gli statunitensi, o se gli ebrei avessero guadagnato il diritto di sterminare i tedeschi così "sanno come ci si sente".

Un diritto è tale se è valido per tutti, e il diritto all'eguaglianza è stato sancito oramai come universale. Dire che le donne possono fare qualcosa agli uomini perché "così sanno come ci si sente" è andare contro tale diritto. Oltretutto la ritengo una frase violenta e retrograda.

Io non ho mai escluso una donna per via del suo sesso, non vedo per quale motivo dovrei sentirmi colpevole di qualcosa che altri hanno fatto quando io non ero ancora nato. E per quale motivo una donna pilota dovrebbe sentirsi "ferita" in virtù di quello che capitava quando lei ancora non era nata ?

Tutto questo non ha nulla a che vedere con i diritti, con la società e con la condizione della donna. E' solo una sorta di vendetta trasversale compiuta con motivazioni puramente idealistiche. Non dissimili da quelle che hanno portato gli uomini a discriminare le donne, e due torti non hanno mai fatto una ragione.

Poi è ovvio che ognuno la vede come vuole, ma francamente nel mondo di discriminazione ce ne è ancora tanta, molta della quale coinvolge le stesse donne in aree e in culture in cui ancora non sono ancora sufficientemente o minimamente emancipate. Sconfiggere la discriminazione sotto ogni suo aspetto è una sfida iniziata molto tempo fa e che non è ancora terminata; ma la sconfitta delle discriminazione non è una fantomatica "parità" di discriminazione. Quella è solo una stupidaggine. Due discriminazioni vicendevoli non si elidono a vicenda, si raddoppiano e basta.


Oh, una postilla. Capisco che è questa è casa tua e come tale puoi comportarti come meglio credi, ma denigrare chi non la pensa come te dicendo che la cosa li "brucia" e che fanno i prepotenti è un atto di vera maleducazione, oltretutto ingiustificata. Come ho detto prima, non mi ritengo affatto colpevole solo perché sono nato maschio. E' il mio comportamento che mi qualifica, non quello dei miei antenati del mio medesimo sesso.
Buh, è più che giusto dare alle donne il diritto assoluto di creare associazioni prettamente femminili, ma non vedo perchè mettere in discussione il diritto dei maschietti di fare altrettanto. Per lo meno per quanto riguarda il tempo libero.

Oh, forse da un punto di vista cosmico o per lo meno più elevato del mio giustizia vuole che nel dare alle donne un diritto che è stato negato per secoli bisogna toglierlo agli uomini.

Nell'intervendo di @Tharon io non ci leggo una rimostranza all'esistenza di associazioni femminili, ma una rimostranza alle difficoltà nell'instaurare associazioni maschili.

Questa bizarria dovrebbe per lo meno fermarsi sulla soglia dell'[ostrica blu].

Mi pare ingiusto che i fin... anziariamente benedetti e le lesbiche (versione femminile del finanziariamente benedetto) non possano bersi un'africola in santa pace perchè i bar contrassegnati come "inadatti ai giocatori di baseball" son pieni di donne etero incazzate perchè nessun fin...anziariamente benedetto le invita a farsi un giro sul porsche, queste donne con la loro presenza attirano stupidi galletti che non han ben capito perchè le donne etero vanno al bar dei fin...anziariamente benedetti (Curiosamente si aspettano di non trovarci maschi etero allo stato brado)

Se fossi il re del mondo direi: in ogni città grande abbastanza da ospitare 5 parchi pubblici con chiosco provvisto di tavolini al coperto, che uno sia negato agli uomini, che uno sia negato alle donne, che uno sia negato a cani, che uno sia negato ai minori di anni 32 e che uno sia aperto a tutti.

Aggiungerei che permettere l'esistenza di associazioni riservate a persone not-caucasiche dovrebbe autorizzare all'esistenza di associazioni riservate a persone caucasiche.

Se diciamo che i sioux hanno il diritto a bersi un'afri-cola in un locale pubblico con la garanzia di non dover contemplare il brutto grugno barbuto & verdognolo di caucasici, immagine che ricorda loro un passato di stupri, massacri, saccheggi, epidemie propagate a bella posta,stiamo già tracciando una differenza ed ammettendo che non si si può superare quella fase. (Cosa che peraltro potrebbe essere vera, se parliamo del popolo bue. qualcuno ha prove del contrario?)

Quando ero in Sudafrica e il mio collega mi ha suggerito che sarebbe stato poco carino se mi fossi presentato in una birreria locale, non uno dei miei neuroni ha pensato: "ho di meglio da fare che ricevere la famosa "Christ's Crown" "

Quello che invece pensai, ho sempre pensato e penso tutt'ora è: "Arrivare in un simile consesso con un atteggiamento del tipo: me ne frego del vostro desiderio di non avermi fra i piedi, le vostre motivazioni sono risibili e non condivisibili" (Altra cosa che potrebbe essere vera) non sarebbe il modo migliore di dimostrare che nella realtà da cui provengo non tutti son stronSi.

Infine...

"Associazione donne pilota"..
Resto fermo sulla mia opinione sul diritto di ammissione, e fedelissimissimo al motto: "Sii come scoglio, nato a sfidar l'onda.", ma cavoli, non posso essere il solo maschietto a pensare: "WOW! suona bene. Mille volte meglio che 'mulino rosso' o 'cavallo pazzo'."
@pgc

Comprendo quanto dici e le tue motivazioni, pur non essendo d'accordo. A mio avviso questo modo di creare situazioni per sole donne fa più male che bene alle stesse donne. La discriminazione si combatte con l'integrazione e non con la segregazione.
Creare un recinto, ovvero una situazione "chiusa" di sole donne ha più ha che fare con l'idea di "sorellanza" (ovvero una visione lobbistica della questione femminile) piuttosto che invogliare altre donne a farsi strada in ambienti tipicamente maschili.
Il fuoco non si combatte con il fuoco, e chiudersi in un recinto di sole donne non potrà mai funzionare per sconfiggere la segregazione e la reclusione sociale in cui le donne sono state per lungo tempo rinchiuse.
Così si allargano solo i confini del recinto, ma non lo si apre.

Ciò che invece funziona è l'integrazione. Le donne si stanno facendo sempre più strada nei lavori professionali che sono stati sempre predominanza di uomini, e le realtà di maggiore successo rilevabili sono sempre quelle in cui le donne lavorano mischiate assieme agli uomini, senza differenza di mansioni legate al sesso. Niente visione "femminile" o "maschile" quindi, ma solo professionisti del settore.
Ed è proprio l'idea che le donne possono lavorare al pari ed assieme agli uomini (e non vedo perché non deve essere così) a spingere altre donne a intraprendere quelle strade, oltre che a sconfiggere la discriminazione che porta gli uomini a ritenere le donne inadatte per determinati lavori o le donne a reputarsi tali. L'accentramento di sole donne invece limita questa realtà, e non intacca se non marginalmente i pregiudizi che vedono certi lavori adatti ad uno o all'altro sesso.
Tharon,

A mio avviso questo modo di creare situazioni per sole donne fa più male che bene alle stesse donne.

Forse non ci hai pensato, ma sei un uomo che sta dicendo alle donne cosa fa male a loro e cosa no. Magari potresti lasciare alle donne la libertà di decidere da sole.


Ed è proprio l'idea che le donne possono lavorare al pari ed assieme agli uomini (e non vedo perché non deve essere così)

Tu magari no, ma hai provato a frequentare un posto di lavoro medio? Hai presente come ancora oggi vengono trattate le donne, non in Arabia Saudita, ma in paesi che si considerano civili ed evoluti?
Tharon,

Parti dal un presupposto errato che gli uomini avessero un fantomatico diritto (!)

Hai notato le virgolette cheho usato? Non l'avevano, ovviamente, ma se lo sono preso. Di fatto l'avevano e l'hanno avuto per secoli.



Sarebbe come se gli afroamericani ora avessero il diritto di mettere in schiavitù gli statunitensi, o se gli ebrei avessero guadagnato il diritto di sterminare i tedeschi così "sanno come ci si sente".

La maggior parte dei bianchi non ha idea di cosa significhi la discriminazione. Idem gli uomini. Trovarsi dall'altra parte potrebbe essere salutare per capire cosa significa ingiustizia.


E' solo una sorta di vendetta trasversale compiuta con motivazioni puramente idealistiche.

Ancora una volta, tu, uomo, ti stai arrogando il diritto di dire e sentenziare che cosa pensano le donne e perché si comportano in un certo modo. Prova a rifletterci.
Tharon,

denigrare chi non la pensa come te dicendo che la cosa li "brucia" e che fanno i prepotenti è un atto di vera maleducazione, oltretutto ingiustificata

Non sto denigrando te. Sto denigrando un modo di pensare e sto invitando a una riflessione. Se questo è maleducazione, me ne scuso.
@Puffolottiaccident

In verità no, io sono proprio contrario a qualsiasi associazione basata su un pregiudizio. Il che per me rappresenta un paradosso, poiché sono a favore di qualsiasi libera associazione, quindi di fatto anche quella basate su pregiudizi.

Il punto o per meglio dire la chiave di lettura dei miei interventi è che credo fortemente che la discriminazione si combatta eliminando le differenze pregiudiziali. Caste sociali, colore delle pelle, religioni, nazionalità, etc. Per me non vi è alcuna differenza tra una donna afroamericana musulmana e un uomo gay indonesiano buddista. Ciò che mi importa sono soltanto le loro peculiarità personali e non quelle accessorie come il sesso o di colore abbiano la pelle. Non mi sento diverso da un nero o da una donna e non li escluderei mai per ciò che sono; e se qualcuno mi dice che potrei venire potenzialmente escluso perché non sono nero o non sono donna lo reputo qualcosa di fuori dal tempo. E gli eventi storici che hanno portato a questo non mi riguardano, sono appunto storici e fuori dal tempo. Siamo nel 2016, e la storia ci serve come insegnamento e non per arroccarci su posizioni che, proprio la storia, ci ha mostrato essere fallimentari.
Vedere quindi che ancora tutt'ora si fanno discriminazioni, anche apparentemente innocenti, in base al sesso è per me un ostacolo che non fa che rallentare quel tragitto verso un futuro che è in realtà storicamente già tracciato.

E sì, sono contrario anche ai club per gentiluomini aperti ai soli maschi, a quelli per sole donne, alle associazioni per non caucasici e compagnia bella. Come ho scritto prima reputo queste cose complici (o sintomi) di un problema piuttosto che rappresentare parte di una soluzione.
@Paolo

No Paolo, io come uomo non mi sto arrogando alcun diritto di sentenziare cosa devono fare le donne. Prima perché io non mi identifico come "uomo" ma come persona, e secondo perché non credo affatto nel concetto di "donna" come entità distinta. E' questo il grande errore storico che ci portiamo dietro, e su cui anche io ti invito a riflettere.

Sino a che ci ostineremo a parlare di uomini e di donne e non semplicemente di esseri umani questa frattura non si risanerà mai, e ci sarà sempre un conflitto tra i due sessi. E come tutti i conflitti la componente più forte tenderà a dominare quella più debole.
Ieri erano gli uomini a dominare, magari domani le cose cambieranno e saranno le donne a tenere gli uomini al guinzaglio per 2000 anni e più, e forse dopo il potere tornerà ancora gli uomini e così via; e tutto questo non finirà sino a quando non si arriverà a capire che uomini e donne sono uguali. Non pari, ma uguali.

Quindi no, non sto parlando per dire alle donne cosa devono fare. Parlo ad altri esseri umani uguali a me per dire la mia legittima opinione su qualcosa che ritengo essere profondamente sbagliato.

Ecco probabilmente dove non riusciamo a capirci. Tu parli di discriminazione tra uomini e donne e donne e uomini. Io di discriminazioni tra gli esseri umani.
All' improvviso tutti i maschi si sentono dei "Top Gun" ingiustamente esclusi da un circolo di volo, che poi si chiama... "Flydonna" :)
Le chiacchere stanno a zero: qualche pilota nelle vicinanze dell' evento, con uno straccio di brevetto di volo, ha provato per caso ad entrare?
Sicuri che, in quanto maschi, detti piloti sarebbero stati respinti? Io non credo.
@Paolo Attivissimo

Sorge un problema.
Se non vogliamo recinti, allora i cafoni con la panza di due metri con guanciotte da bulldog che indossano camicie alla Magnum P.I. e i quasi-barboni che augurano giornate benedette alle belle ragazze che passeggiano dobbiamo metterli in galera, nei manicomi oppure nei forni.

Vediamo,
1) non guardare,
2) non toccare,
3) non inciampare nella tua lingua...

Poche semplici regole che mando a memoria in 10 secondi. Il mio cranio ha ancora spazio per 17 di queste regole, uno slot è occupato da: "Se una cintura blu ti chiede di parlare con una cintura verde affetta da sordità totale, passare il telefono è una perdita di tempo."

Se 'ste regole diventano 10Gb di blocchi condizionali con 1000 trigger l'uno... non potrei starci dietro se volessi.
Tuttavia ci tengo a precisare che questo vale per entrambi i sessi. Se un essere umano non è valido, non lo voglio intorno, non tanto perchè mi infastidisce stare attento a fare il gigolò laddove è normale sporcarsi di olio e trucioli, ma perchè non vorrei trapassarlo/a con un muletto perchè non so da dove può spuntare, avendo il cervello marcio e una caterva di difetti.
Sto con Tharon. Il concetto di fondo è corretto. Posto il paletto che non mi da fastidio il nascere di associazioni e luoghi interdetti al maschio*, di per sè la differenziazione e l'ostracismo di genere non li considero un bene. Credo anzi che si debba andare oltre a queste cose e costruire il mondo assieme. Se c'è qualcuna che ha del risentimento e vuole continuare ad eacludere i maschi da certe cose, per me è liberissima di farlo, i se più piace, ha tutto il diritto di tenere i maschi alla lontana. Ma questo dimostra che non è molto dissimile dal maschio e che cade nello stesso errore.

* Asterisco grande come una casa a 12 piani, parco e dependance: a meno che non sia per la sicurezza fisica delle donne. Già, perché per quanti bei discorsi il maschio possa fare, rimane comunque maschio e può sempre agire da maschio. In questi contesti di sicurezza della persona sono assolutamente d'accordo all'esclusione maschile senza riserve.

Saremo anche cambiati o evoluti, ma la cronaca ci dà la misura di quanto siamo cambiati davvero, ovvero gran poco sotto quel punto di vista.

Questo ha poco a che vedere con un'associazione di piloti donne, per la quale a mio avviso vale quanto esposto prima, ma è amche uno dei motivi per cui se un gruppo di donne vuole starsene senza uomini non mi da fastidio. Posso arrivare a capire perchè non ci vogliano sempre attorno.

Cosa che, purtroppo, non è sempre reciproca... :) (battutaccia sessista light per stemperare la seruosità del mio scritto).

Apro quindi le danze per puntare il dito sul fatto che ho concluso con la battutaccia.

O per puntare il dito sui miei errori ortografici.

... mannaggialapupazza...
Tharon,

No Paolo, io come uomo non mi sto arrogando alcun diritto di sentenziare cosa devono fare le donne

Perdonami ma le tue parole hanno dato proprio quell'impressione.


Prima perché io non mi identifico come "uomo" ma come persona, e secondo perché non credo affatto nel concetto di "donna" come entità distinta

Ri-perdonami, ma magari a una donna potrebbe non piacere granché che un uomo, ancora una volta, decida che una donna non possa avere il diritto di considerarsi un'entità distinta.

Francamente non capisco perché una donna (o una persona di etnia / ideologia / cultura differente) debba negare le proprie peculiarità per essere considerata pari. Mi piacerebbe sentire il parere di qualche commentatrice donna sull'argomento.


E' questo il grande errore storico che ci portiamo dietro, e su cui anche io ti invito a riflettere.

Ci ho riflettuto, e proprio perché abbiamo così vicino a noi questo errore storico che non possiamo ignorarlo. Se il lupo dice all'agnello "Noi lupi siamo cambiati, non mangiamo più gli agnelli", permetti che all'agnello non venga spontaneo dire "Ah, OK, tutto a posto, scordiamoci il passato" e si metta a giocare con i lupi senza un minimo di apprensione?


Ieri erano gli uomini a dominare, magari domani le cose cambieranno e saranno le donne a tenere gli uomini al guinzaglio per 2000 anni e più

Riesci davvero a scrivere questa cosa seriamente? :-)

Ecco probabilmente dove non riusciamo a capirci. Tu parli di discriminazione tra uomini e donne e donne e uomini. Io di discriminazioni tra gli esseri umani.

Ti capisco. E proprio per questo chiedo: una categoria che è stata per millenni discriminata e maltrattata, e lo è tuttora, ha o no il diritto di ritagliarsi degli spazi propri, lontani da chi l'ha discriminata e maltrattata?
Per tutti i maschietti indignati di sentirsi esclusi da Flydonna, vorrei far notare che le foto dell'evento mostrano la presenza di numerosi uomini e che c'è la seguente frase sul sito della manifestazione:

"L’evento è aperto esclusivamente alle donne pilote, alle donne che amano il volo e ai loro accompagnatori. E' obbligatoria l'iscrizione".

(fonte)

Ho aggiornato l'articolo per maggiore chiarezza.
Per chi chiedeva come fa un tetraplegico a pilotare, mi arriva questa risposta:

Alessandro ha una lesione spinale che gli preclude la possibilità di impugnare saldamente gli oggetti ma ha comunque una mobilità di braccia e polsi pressoché normale, per cui usa delle speciali impugnature per cloche e comando Gas/Pedaliera che gli avvolgono i polsi in modo da consentirgli il pilotaggio senza particolari problemi.

Considera che Ale è un ingegnere aerospaziale e i comandi speciali li ha disegnati e realizzati lui stesso.
> Alessandro ha una lesione spinale che gli preclude la possibilità di impugnare saldamente gli oggetti ma ha comunque una mobilità di braccia e polsi pressoché normale

Ero convinto che essere affetti da tetraplegia comportasse l'impossibilità assoluta ad utilizzare braccia e gambe, come anche trovato in rete: "Paralisi completa della muscolatura volontaria di tutti e quattro gli arti e di quella del tronco" oppure "Paralisi del torso e di tutti e quattro gli arti".
Evidentemente può essere un'incapacità totale o solo parziale.
Le mie due lire (sono nato quando c'era ancora il muro).

A me le differenze piacciono: tra i sessi, tra le etnie, tra le fasce di età, tra tutto quello che volete. E mi piace che ci siano circoli e associazioni che accettino solo chi ha determinate caratteristiche.
La trovo una cosa simpatica e un buon spunto per prendersi bonariamente in giro a vicenda.
Il male non è che esistano differenze (che non possiamo annullare artificialmente, perchè ciò che è artificiale viene prima o poi rifiutato e spinge verso l'estremo opposto), ma che le differenze per lo più vengano utilizzate per costruire una scala di valori. Un meglio e un peggio. Un più degno e un meno degno. Il razzismo non comincia quando qualcuno dice "esistono differenze tra le razze", ma quando qualcuno dice "la razza mia è meglio della razza tua".
Idem per i sessi.
Chiaro che chi vuole discriminare andrebbe appeso per ... stavo per scrivere per le palle, ma è sessista, quindi diciamo "andrebbe redarguito severamente".
Però per combattere queste cose, cioè una discriminazione basata sulle differenze, il modo di gran lunga peggiore (perchè controproducente) è negare che esistano differenze.
@Tharon

Allora avevo capito male, e come ho già detto, sono del parere opposto.

Se il capitano Peleg non vuole Ismael a bordo, non ho niente da ridire, come non avrei niente da ridire se non volesse a bordo Sanpei Nihira, anche se nel secondo caso penserei: " 'sto HRD qua dovrebbe passare più tempo a seguire le classifiche " è lì per dire chi si imbarca e chi no.

A livello di strategia penso che fare dell'ammissione una questione del tipo: "E io dico alla maestra/stato che non mi fate giocare così lei userà la sua autorità per costringervi, e dovrete pure sorridere o verrete puniti" non possa allentare le tensioni.

Per quanto riguarda la questione dell'emancipazione femminile, mi piace, mi gusta, non sarà mai troppo presto, tralascio per ora la questione se noi maschietti ci meriteremmo o meno che la situazione sia invertita per qualche millennio, e la tralascio perchè non saprei cosa dire a riguardo...
Ma se parliamo del discorso dell'emancipazione femminile alla scaletta manca un piolo estremamente importante.

la donna deve essere resa proprietaria del proprio utero e capace di prendersi e mantenere un impegno che differisca dalla situazione presunta, riguardo a come decide di usarlo.

Alla donna deve essere dato uno strumento per promettere al ganzo di turno che lei, as persona responsabile, autonoma, maggiorenne und vaccinata, si assume le responsabilità per eventuali conseguenze della seratissima.

Uno strumento del tipo: "il fatto che io abbia zwei zigghe (neologismo) appese alle costole e niente tamango non significa che io sia una demente incapace di prendermi cura delle mie faccende."

Se diciamo che la firma di una donna in certi casi non vale un citrullo perchè si sa che le donne in quei certi casi han la testa piena di farfalle come i gatti in calore e firmerebbero qualsiasi cosa per avere quello che fa loro prudere gli alluci in quel momento...
Se diciamo che l'uomo deve stare attento a cosa la donna promette perchè invece lui è nato figo in quanto maschio, e per dovere di nascita ha il dovere di proteggere le donne dalle loro sciocche ed irresistibili pulsioni e ragionare come uno squisito cavaliere delle favole anche durante i cali di pressione nel proprio cranio.

Bè, questa posizione è IMHO fra le più disgustose e misogine che si possano formulare, ed è più o meno il modo in cui è configurata la legge.
Preferirei essere preso a schiaffi che sapere di essere considerato in questo modo, ma forse parlo così perchè non sono una donna.
Mi sorge una domanda: Da quand'è che c'è questo problema? confucianamente parlando, mi son ricordato che quando avevo vent'anni non era affatto raro leggere sul cartello di alcune discoteche che gli uomini erano ammessi solo se già accompagnati da sfittinzie... (E che dietro l'angolo era pieno di sfittinzie che aspettavano che qualcuno offrisse loro di pagar loro l'ingresso.) e comunque i buttadentro erano liberissimi di decidere sulla base del proprio fiuto di non far entrare qualcuno.

All'epoca sentii parlare di ragazze che si facevano pagare l'ingresso da qualche pollo e poi si ricongiungevano al loro gruppo originale dentro la discoteca, il quale faceva sapere al pollo che una volta pagato l'ingresso alla loro gregaria, il motivo per cui serviva vivo era esaurito. (O forse i polli che me la han raccontata in prima persona ricordano male e la sfittinzia aveva spiegato chiaramente che lei era fuori dal mercato ma il pollo si comprava la possibilità di rimorchiarne altre dentro il locale. Non ho mai investigato a riguardo.)

Non mi son mai realmente piaciute le discoteche, ma credo che se + di quattro gatti irrilevanti avessero avuto qualcosa da ridire, lo avrei notato.

Quindi mi sveglio adesso e noto: "A certi maschietti brucia che un raduno sia riservato alle donne e ai loro accompagnatori? Qualcuno sa dirmi da quando in qua succede? Mi pare che siamo passati da una fase in cui nessuno ci faceva una malattia ad una in cui questo è percepito come un enorme sopruso, ma sappiamo come è che questa consuetudine è sorta e si è consolidata? Forse con gli strumenti che abbiamo oggi per l'elaborazione dati e l'analisi statistica, possiamo capirci di più di quanto potessero capirci Erodoto o Cicerone, se mettiamo la questione in mano a ricercatori e scienziati piuttosto che ad intellettuali e filosofi."

E mi scuso con chi ha appena pranzato per l'uso della parola "intellettuali."
@Tharon
Provando a riassumere il tuo pensiero in poche parole, dici che è poco utile avere delle donne con mentalità maschilista, ma sarebbe piuttosto meglio "femminilizzare" i maschi?
Secondo me in tutta la discussione sulla segregazione c'è un malinteso di fondo, al posto di associazione di donne o uomini dovremmo parlare di associazioni di minoranze o di maggioranze, nel mondo del volo (ci lavoro in questo settore e conosco bene i ragazzi di Caposile) parliamo di percentuali di donne pilota dell'ordine del 4-5%, quindi la FlyDonna non la vedo come un'associazione di donne ma un'associazione di una minoranza. Le stesse donne pilota sono presenti nelle associazioni di categoria ma, essendo una percentuale purtroppo risibile, da queste non sono sostenute e/o valorizzate.
Lo stesso concetto può essere applicato a tutte le situazioni, sono quindi da deplorare le associazioni che chiudono in se stesse e rafforzano maggioranze già dominanti a discapito di minoranze che non potrebbero quindi fare valere i propri diritti, sono invece utili le associazioni di minoranze che possono in questo modo fare gruppo e promuoversi anche al di fuori della stessa.
Nello specifico posso assicurare che il raduno non si svolge tra cori del tipo "al rogo tutti i maschi!".
Dai vari commenti vedo che devo precisare quegli aspetti del mio pensiero che avevo lasciato sottintesi. A mio parere:
1. Una associazione "è un ente caratterizzato dall’organizzazione di più persone al fine di perseguire uno scopo comune" (Treccani), e quindi ha tutto il diritto di discriminare (per esempio per età, per handicap e, perché no, per sesso).
2. Una manifestazione ha vari significati, ma quello qui applicabile mi sembra essere: "Spettacolo pubblico, destinato a largo concorso di popolo"; se vuoi limitare l'accesso non devi chiamarla così, ma piuttosto riunione o raduno.
Noto che i due termini sono stati usati di volta in volta in base a quale era più consono alla propria opinione.
È sacrosanto che una associazione sia riservata alle DONNE PILOTA. Non approvo che una manifestazione pubblica sia riservata a una tipologie di persone.
Aggiungo che anche nel club golfistico scozzese l'accesso è possibile per le donne accompagnate, solo che in quel caso è stata comunque considerata discriminazione (e lì si trattava di un club e dell'accesso a un'area privata).
In quanto all'affermazione che ci sarebbe un "diritto di esclusione" dovuto alle ingiustizie precedenti, vi pregherei di fare attenzione, è una frase che potrebbe portare ad applicazioni estremamente pericolose.
@Aldopaolo

Fare una legge per i neri ed un'altra per i bianchi mi pare come spegnere un incendio con la benzina, quindi il nocciolo imprescrittibile della questione è fare una sola legge che si applichi ad entrambe le categorie.

è un paradosso piuttosto buffo, ma qualsiasi altro strumento per combattere l'apartheid con con leggi del tipo: i guelfi possono i ghibellini no... è in effetti apartheid.

Dire che la storia si scrive nel DNA o dire che il DNA scrive la storia son due dichiarazioni sinonime.
@Aldo Fe
No, niente di tutto questo. Se ho dato l'impressione di pensarla in uno dei due modi da te evidenziati temo di essermi espresso malissimo nei miei post precedenti.

Io sono per il superamento dei concetti che riporti. Maschio e Femmina dovrebbero avere unicamente un senso biologico e non rappresentare un valore (o un disvalore) o un motivo di pregiudizio. Sono unicamente le abilità e la cultura personale a dovere contare, non una banale identificazione in un gruppo prestabilito di individui a cui si appartiene casualmente solo per il fatto di essere venuti al mondo.

"Femminilizzare i maschi" per me non ha senso esattamente quanto non ce l'ha "Maschilizzare le femmine". Oltretutto questa divisione tra maschi e femmine è oggigiorno sempre meno netta, e sono sempre di più le donne che possono seguire alcune loro inclinazioni personali a lungo tempo ritenute "mascoline" così come gli uomini quelle considerate tipicamente "femminili".
Inclinazioni quindi, non mentalità. La mentalità è per larga parte dovuta all'ambiente e alla cultura dominante in cui ci si forma. Le inclinazioni invece fanno parte del bagaglio personale di ogni individuo, ed è proprio per evitare di castrarle che occorre una società aperta e con meno barriere culturali e sociali possibili.

Ciò che dico realmente è che chiunque dovrebbe seguire le proprie inclinazioni, senza stare a pensare di fare le cose come le farebbe un uomo o come le farebbe una donna. Farle semplicemente "a modo suo", senza etichette e senza recinti basati su stereotipi di genere (o religione, o colore della pelle o quant'altro).

Mi auguro stavolta di avere descritto in maniera più chiara come la penso :)
Nooo.. Eri a Piacenza... A casa mia.. :(
Me lo sono perso...
Per la serie "Forse a nessuno gliene frega che..." confermo che la tetraplegia NON corrisponde per forza alla paralisi dei 4 arti ma può comportare "solo" importanti disfunzioni a livello del sistema nervoso che possono interessare l'area motoria e/o l'area sensoriale.
Manco farlo apposta il turno scorso in ambulanza abbiamo soccorso un tetraplegico che, appunto, si reggeva in piedi e muoveva abbastanza bene le braccia (molto meno le mani) ed aveva però deficit sensoriali molto gravi; il motivo del soccorso è stato abbastanza "buffo" (passatemi il termine) ma se qualcuno è curioso, gliene parlerò a voce alla cena :-)
Buffo o perlomeno inconsueto è anche il nome della specialistica che si occupa dell'assistenza fisiatrica (spero che sia il termine giusto) ai tetraplegici ma non mi ricordo mai quale sia; è il lavoro di una mia amica di squadra in ambulanza: me lo faccio dire e lo scrivo qua nella seconda parte del "Forse a nessuno gliene frega che..." :-)
Ciao Paolo,

volevo segnalarti questo video che ho girato e realizzato a Berlino un paio di anni fa proprio sul Team WeFly!
http://youmedia.fanpage.it/video/aa/U4pZPuSwN8hLFV84
I ragazzi sono davvero dei grandi!

PS: Complimenti per il tuo sito, ti seguo da molti anni ma questa è la prima volta che ti scrivo!