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Quanto vale la geolocalizzazione? Abbastanza da rischiare un milione di dollari di multa

Molti utenti di Internet sottovalutano il valore dei dati che regalano ai fornitori di servizi, come per esempio la geolocalizzazione. A chi mai potrà interessare sapere dove mi trovo, visto che non sono una persona importante o speciale? Lo pensano in tanti. Eppure questi dati hanno un valore così alto che esistono società che rischiano multe milionarie pur di sfruttarli.

È quello che ha fatto la società di pubblicità per dispositivi mobili inMobi, che è stata multata dalla Federal Trade Commission statunitense per 4 milioni di dollari (poi ridotti, si fa per dire, a 950.000) perché è stata colta a pedinare segretamente circa cento milioni di utenti.

InMobi dichiarava che il suo software, incluso in moltissime app per Android e iOS per visualizzare pubblicità agli utenti, raccoglieva informazioni di geolocalizzazione soltanto se l’utente dava il permesso. In realtà il software utilizzava i segnali Wi-Fi per dedurre la localizzazione anche quando l’utente negava all’app il permesso di tracciarlo. In pratica, tramite il ricevitore Wi-Fi InMobi si faceva mandare i nomi delle reti Wi-Fi ricevibili dall’utente, li immetteva in un database di localizzazioni di queste reti e ne otteneva la localizzazione dell’utente. E lo faceva ogni trenta secondi circa quando l’app era in uso.

Questa geolocalizzazione aveva effetto anche sugli utenti minorenni, ai quali erano dedicate molte delle app che usavano il software pubblicitario di InMobi, violando quindi il Children's Online Privacy Protection Act statunitense.

Un motivo in più per spegnere il Wi-Fi dei dispositivi mobili quando non è indispensabile, insomma.


Fonti: QZ, Ars Technica.
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Commenti
Commenti (7)
Spegnere una connessione (specie se già pagata come il WiFI) è un peccato.
Le mie difese contro questi "stalker" sono due:
-Per le app che non hanno bisogno di connessione (strumenti vari) uso un firewall, ce ne sono anche senza root.
-Per le app che necessitano di connessione (messaggistica, browser), termino l'applicazione apperna finito di usarla, anche se Android mi dice che potrebbe funzionare in modo anomalo (mai successo).
Ciao Paolo, scusami l'offtopic. Hai letto queste dichiarazioni di Elon Musk?

Elon Musk says we’re probably living in a computer simulation

Sarebbe interessante un tuo articolo in merito alle sue dichiarazioni :-)


Giovanni.
Premesso che è chiaro che l'hanno vinta loro e non c'è nessuna protezione totale per la privacy, tocca convinvere con questo e fare di tutto per limitare i danni.

Ieri leggevo per esempio che qui in UK ci sono 22 miliardi, per il solo 2015, di record di targhe di auto lette automaticamente. Praticamente se hai un'auto (io non ce l'ho) esiste un ente in grado di dire dov'eri e a che ora in quasi ogni momento della giornata. Incrociando questi dati con quelli di tutti i dispositivi connessi che ci portiamo addosso, praticamente non ci sono speranze.

Personalmente ormai uso freedome tutto il tempo quando il network lo consente. E noto che le pubblicità mirate non funzionano se freedome è on, il che vuol dire che qualcosa fa... ma il mio android non è protetto e quindi so bene che non ci sono soluzioni definitive al problema.

Almeno lo so.
ho scritto una fesseria comunque: ovviamente l'uso di un'app come freedome non incide necessariamente sul ricevere o meno ad personalizzati. Quello dipende da altri setup del browser e del laptop.
1 milione di dollari è una cifra più grande di quella che guadagnano con le pratiche che questa multa dovrebbe scoraggiare?

Se l'anno che sono andato al lavoro in autobus fossi andato ogni giorno da RGB ad Obertraubling in autobus senza pagare il biglietto per un anno avrei speso in tutto 80 euri.
Io spengo sempre il WiFi quando non serve semplicemente per consumare meno.
Inoltre, come rico, ogni tanto controllo quali app sono attive e quelle inutili o che in quel momento non dovrebbero essere attive le arresto. Ne guadagna il dispositivo come consumi e come reattività.

Per Android esistono poi app che permettono di rimuovere singoli permessi alle app in tutte le versioni di Android, anche quelle vecchie. Però lo fanno modificando l'apk (si può fare anche a mano) per cui alla prossima reinstallazione o aggiornamento il procedimento va ripetuto.

Buonasera a tutti..mi presento mi chiamo Leo ed è un po' che seguo il bellissimo blog di Paolo.
Mi ha toccato questo discorso della geolocalizzazione perché qualche sera fa, dopo una riunione serale di lavoro con alcuni colleghi siamo andati in un pub per una birra e un panino.
Il giorno dopo mi arriva una richiesta da Google che mi dice:tu ieri sera ci risulta fossi nel tot locale..puoi rispondere a tre domande su quel locale? Si può prenotare un tavolo etc..Sono rimasto basito sia perché non ero connesso alla rete del locale,sia perché non avevo attivo il servizio GPS dello smartphone.
In più non sono nemmeno iscritto a Facebook che quando un utente posta foto posta quasi sempre anche la localizzazione.
Non avevo nulla da nascondere e quasi divertito ho risposto al mimi sodaggio di Big G ma comunque mi ha fatto riflettere parecchio su quanto siamo pesantemente tracciati.