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Come barare e fare soldi a PokémonGo

Se vi imbattete in giocatori di Pokémon Go che hanno punteggi stratosferici o hanno raccolto risorse incredibili, non sentitevi frustrati: non è detto che abbiano raggiunto questi traguardi onestamente. Insieme al gioco è infatti nata un’industria improvvisata di siti, app e servizi di contorno.

Per esempio, ci sono mappe generate collettivamente dai giocatori che rivelano l’ubicazione dei Pokémon e programmi “bot” come PokeBuddy, che simulano un giocatore e falsificano la geolocalizzazione per far credere al gioco che ci si sta realmente spostando: un trucco che permette di raggiungere livelli altissimi in poche ore.

Molti di questi servizi violano le condizioni d’uso del gioco e quindi finiscono per essere sospesi per ragioni legali o vengono bloccati dalle contromisure tecniche adottate da Niantic, creatrice del gioco, come è successo a Necrobot.

Onesti o meno, i giocatori che raggiungono livelli molto elevati hanno scoperto che dal livello 25 in su il gioco diventa molto più difficile, obbligandoli a consumare moltissime risorse (le Pokéball) per proseguire: il risultato è che per andare avanti nel gioco bisogna acquistare queste risorse (con soldi reali) oppure trascorrere moltissimo tempo giocando per generarle gratuitamente. Il grafico dell’aumento di difficoltà è eloquente.

In questo giro di denaro c’è un’azienda che magari molti non si aspettano di trovare legata a Pokémon Go. Non è Nintendo o Niantic, che pure guadagnano bene: è Apple, che si stima sia destinata a incassare circa 3 miliardi di dollari nei prossimi anni grazie a questo gioco.
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