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94 commenti

Frenesia da Pokémon Go: le cose da sapere

L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2016/07/16 12:00.

Con il debutto di Pokémon Go la realtà aumentata è arrivata di colpo in mano a milioni di utenti. È scoppiata una vera e propria febbre da gioco: 7,5 milioni di download nei primi cinque giorni, e attualmente oltre 10 milioni solo su Android; negli Stati Uniti ci sono già più installazioni su Android di Pokémon Go che di Tinder (circa 5% contro 2%) e gli utenti quotidianamente attivi di Pokémon Go su Android stanno per superare quelli di Twitter in USA e giocano in media 43 minuti al giorno, che è più del tempo speso su WhatsApp, Instagram, Snapchat e Messenger (dati SimilarWeb).

Questa febbre sta tirando fuori il peggio della stupidità umana, e ne stanno approfittando i bufalari e i criminali in Rete e nel mondo reale. In più è emerso che l’app ha problemi di privacy e sicurezza. Intanto Nintendo, che in realtà è coinvolta solo parzialmente (il gioco è della Niantic), vede aumentare il proprio valore di mercato di 7,5 miliardi di dollari in pochi giorni. Provo a fare il punto sulla base di quello che è emerso finora. Questo articolo verrà aggiornato estesamente man mano che emergono dati nuovi.

Le regole del gioco sono semplici: bisogna spostarsi nel mondo reale per trovare delle creaturine, chiamate appunto Pokémon, e catturarle lanciando delle palline virtuali, le Pokéball. L’obiettivo è completare la collezione, come con le figurine: alcune creature sono più difficili di altre da trovare perché compaiono solo in determinati luoghi o orari. Ci sono poi dei punti di rifornimento, i Pokéstop, e delle “palestre” dove far combattere le proprie creature contro quelle degli altri, e le creature possono “evolvere” acquisendo maggiori capacità di combattimento. In pratica il gioco si basa sulla schiavitù di animali tenuti in gabbia e fatti combattere per divertimento.


Occhio alle app piratate e alle imitazioni


Sono già in giro versioni alterate o imitazioni dell’app, create da criminali informatici per rubare soldi e dati e spiare gli utenti attraverso lo smartphone: non scaricatele, non installatele e non fatevele passare dagli amici (che magari non sanno nulla di sicurezza informatica e stanno diffondendo versioni infette). Gli esperti di sicurezza hanno già identificato più di 215 versioni non ufficiali dell’app in 21 siti; quella chiamata Pokemon GO Ultimate, in particolare, blocca il telefonino, costringendo al riavvio, e poi clicca di nascosto su pubblicità pornografiche (The Register).

Se non trovate nell’App Store o Play Store l’originale (che si chiama esattamente Pokémon Go by Niantic ed è qui nell’App Store e qui nel Play Store), non installate altre app con nomi simili. Il sito ufficiale è www.pokemongo.com: diffidate di altri siti.

Potete procurarvi l’originale anche se non siete nei paesi abilitati, che sono:
– dal 4 luglio, Australia e Nuova Zelanda;
– dal 6 luglio, Stati Uniti;
– dal 14 luglio, Regno Unito e Germania;
– dal 15 luglio, Italia, Spagna e Portogallo;
– dal 16 luglio, Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia, Cipro, Danimarca, Estonia, Finlandia, Grecia, Groenlandia, Irlanda, Islanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Svezia, Svizzera e Ungheria.

Per sapere quali nuovi paesi vengono abilitati potete seguire l’account Twitter ufficiale. Il gioco è usabile ovunque: ci sono Pokémon in tutto il mondo e non solo nei paesi abilitati. Per scaricare l’app se non siete utenti dei paesi già abilitati, seguite per esempio queste istruzioni o queste. Per Android è facile; per iOS è un po’ più complicato.

Se non riuscite, aspettare è ancora un’opzione dignitosa. Il gioco verrà rilasciato presto in tutto il mondo. Dimostrate di non essere bambini e di saper aspettare.


Privacy, sicurezza e bari


Nei primi giorni di disponibilità del gioco è stato pubblicato un avviso di Adam Reeve (ora a Red Owl Analytics, prima manager tecnico a Tumblr) secondo il quale l’app di Pokémon Go su iOS (quindi iPhone eccetera) chiedeva accesso pieno all’account Google (“full account access”) se ci si registrava al gioco tramite Google. La versione Android non aveva questo problema.

L’avviso ha scatenato inizialmente il panico all’idea che il gioco (quindi la Niantic che lo gestisce) possa leggere e scrivere posta, contatti, localizzazione, cronologia di navigazione, foto private in Google Drive e altro ancora. Questo non è stato confermato: Niantic ha smentito, dicendo che si trattava di una richiesta di accesso erronea, che Pokémon Go accedeva soltanto al nome utente e all’indirizzo di mail dell’account Google e che comunque stava già lavorando a una correzione che non avrebbe richiesto interventi degli utenti. Motherboard ha citato queste parole di un portavoce di Niantic: “Pokémon GO only accesses basic Google profile information (specifically, your User ID and email address) and no other Google account information is or has been accessed or collected... Once we became aware of this error, we began working on a client-side fix to request permission for only basic Google profile information, in line with the data that we actually access. Google has verified that no other information has been received or accessed by Pokémon GO or Niantic. Google will soon reduce Pokémon GO’s permission to only the basic profile data that Pokémon GO needs, and users do not need to take any actions themselves.”).

L’informativa di Google su cosa significa un “full account access” resta in ogni caso poco chiara. Naturalmente sono nate subito le tesi di complotto di sorveglianza governativa e sono comparse le istruzioni su come revocare l’accesso dell’app andando qui per poi creare un account usando il sito di Pokemon, senza dover più dare accesso all’account Google.

La questione è stata risolta con la versione 1.0.1 dell’app, uscita il 12 luglio. Per usarla, revocate l’accesso all’account Google andando qui, poi scaricate e installate la versione aggiornata dell’app. Maggiori dettagli sono su Motherboard; l’elenco dei permessi aggiornato è qui.

Secondo Ari Rubinstein, di Slack, sarebbe comunque possibile usare il token di sicurezza di Google per prendere il controllo di sessioni di Google (dettagli).

Sul versante della privacy, le condizioni che accetta chi usa il gioco sono brutalmente ficcanaso: per esempio, il gioco può comunicare la geolocalizzazione di un giocatore ad altri giocatori. Questo significa che sconosciuti possono sapere dove si trova vostro figlio (“when you take certain actions during gameplay, your (or your authorized child’s) user name and location may be shared through the App with other users who are playing the game.”).

Inoltre c'è già chi tenta di barare usando droni, trenini elettrici, ruote di biciclette, pale di ventilatori, emulatori per PC e spoofing del GPS per eludere le regole del gioco. Chi lo fa rischia di trovarsi squalificato. Il gioco, infine, avrebbe grossi difetti che permettono a un giocatore abile in informatica di prendere qualunque Pokemon voglia.


Siete nel mondo reale: guardatevi intorno e non fate gli stupidi


Stanno arrivando numerose segnalazioni di gente che gira per strada giocando senza guardare dove va, intralciando il traffico pedonale, ignorando i semafori (come racconta in Svizzera, specificamente a Lugano, Tio.ch) e rischiando di essere investita dalle auto. Addirittura ci sono persone che entrano nelle proprietà altrui (Reddit) per “catturare” un Pokémon o usare una delle risorse (gym e Pokéstop) che Niantic ha piazzato sconsideratamente nei posti più assurdi.

Ci sono anche automobilisti che vanno a passo d’uomo per prendere quelli che si trovano sulle strade (Stati Uniti), tanto da indurre il Dipartimento dei Trasporti dello stato di Washington a pubblicare un avviso. Sono state anche messe in circolazione, per attirare clic, bufale su grandi incidenti stradali causati dal gioco, ma negli Stati Uniti c’è già stato il primo incidente stradale realmente causato da un conducente che andava a caccia di Pokémon mentre guidava.

Inoltre c’è stato un caso in cui dei criminali intraprendenti si sono appostati in un luogo isolato, hanno attirato i giocatori creando un’esca nel gioco e li hanno derubati: è successo in Missouri (comunicato della polizia, dettagli su Gizmodo e su Motherboard). Vicino a Indianapolis, invece, un molestatore già condannato è stato colto a giocare a Pokémon Go con dei bambini ed è stato arrestato. E c'è anche chi trova un cadavere. Altri, invece, preferiscono postare foto erotiche con Pokémon. Certo, sono episodi occasionali in un gioco che ha milioni di utenti, ma sono una dimostrazione di quello che può succedere a chi gioca incautamente.

Ci sono anche casi positivi: per esempio, un rifugio per animali in Indiana sta reclutando i giocatori di Pokémon Go per portare a passeggio i cani. E c'è chi diventa creativo ed esplora l’Area 51 in cerca di Pokémon rari. Ma il rischio di farsi prendere dalla frenesia del gioco, spendendo tempo e denaro e correndo rischi fisici inutili, è decisamente più alto che nelle app tradizionali che non usano le strade come campo di gioco.

Quindi non fate i deficienti: siete nel mondo reale, non nella vostra cameretta.


Puntualmente sono arrivati i cretini


Il gioco sta facendo emergere l’idiozia suprema della gente.

TAMUPolice
7/11-Traffic accident: Illegally parked car struck from behind (*Airbags deployed in 2nd car). 1st driver had exited to catch a Pokémon.
13/07/16 03:24

NYCTSubway
Hey #PokemonGO players, we know you gotta catch 'em all, but stay behind that yellow line when in the subway. https://t.co/wjyfHBzalS
11/07/16 23:00

AuschwitzMuseum
@NianticLabs Do not allow playing 'Pokémon Go' on the site of our Memorial and similar places. It's disrespectful to the memory of victims!
12/07/16 17:26

Lo so, sono casi limite. Ma mi chiedo quanti episodi come questi non arrivino a fare notizia, come per esempio la “palestra” piazzata davanti all’ingresso della Polizia Penitenziaria di Torino (grazie a marcop* per la segnalazione). E mi chiedo se Niantic non abbia commesso un gesto di totale irresponsabilità permettendo a Pokémon Go di usare luoghi sensibili o pericolosi: un gioco come questo andrebbe circoscritto a parchi pubblici, piazze e altri posti dove si possa giocare in sicurezza. Il geofencing esiste proprio per questo, e Niantic ha già dimostrato di poter rimuovere una palestra. Ci deve scappare il morto prima che qualcuno metta un freno a questa mania?

Più in generale, la vicenda apre una questione legale molto interessante: esiste, o è il caso di introdurre, un diritto a non essere geotaggati? È giusto che una società commerciale possa far soldi assegnando a casa mia un punto di ritrovo per giocatori e io non possa farci niente?


Soldi, soldi, soldi


Nei primi giorni, quando era limitato a pochi paesi, il gioco ha già generato circa 1,6 milioni di dollari di ricavi al giorno (stime Adweek/SensorTower su iOS negli Stati Uniti); infatti l’app è gratuita, ma i giocatori possono comperare monete virtuali o PokéCoins che costano (in denaro reale) da 99 centesimi a 99,99 dollari e consentono per esempio di procedere più rapidamente nelle tappe del gioco. Per evitare salassi, conviene attivare le restrizioni sugli acquisti sugli smartphone, come descritto qui (per iOS) e qui (per Android).

È in arrivo, inoltre, un braccialetto Bluetooth da comperare, il Pokémon Go Plus, che allerta i giocatori quando c'è un Pokémon nelle vicinanze. Per usarlo serve comunque uno smartphone.

Infine già si pensa di far pagare fast food e altri locali e punti vendita per il privilegio di ospitare oggetti virtuali d’interesse per i giocatori, in modo da attirarli e indurli a consumare e fare acquisti. Resta da vedere se tutta questa gente con la faccia incollata al telefonino se ne staccherà per bere, mangiare o comperare qualcosa (New York Times; Financial Times).


Fonti aggiuntive: Lifehacker, Ars Technica, F-Secure, Motherboard.
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Commenti
Commenti (94)
Non c'è alcuna speranza per l'umanità.

I diversamente intelligenti sono troppi, ci sopraffanno non solo per numero ma anche per qualità del loro essere stupidi. Inoltre sono costantemente attratti da altre stupidaggini invece di esserlo da qualunque altra cosa che abbisogni di neuroni e sinapsi funzionanti...

Ieri ho letto questo paper: www-pub.iaea.org/MTCD/publications/PDF/Pub815_web.pdf (via allarovescia.blogspot.ch)
Oggi leggo di questa nuova "mania"

WTF!

Quanto manca al prossimo meteorite che faccia un reset della terra? Sempre sperando che la vita possa imparare da se stessa!
È triste vedere che regole di buon senso, riportate nell'articolo, debbano essere dirette ad adulti invece che a bambini di max 7-8 anni...
Non capisco questa fama che state dando al gioco. Pockemo go è solo una "ambientazione" del già presente Ingress. Cambia, ovviamente, qualcosa nella modalità di gioco ma ci sono anche tante similitudini. Anche per Ingress è raccomandato di prestare attenzione al mondo che ci circonda. All'avvio del gioco di Ingress appare un chiaro avviso di restare vigili ma anche un "banale" gioco off-line, se lo giochi mentre cammini, ti distrae. Il prestare attenzione perché viene raccomandato solo per Pokemon go?
pokemon go riuscirà la dove tutti i contapassi hanno fallito, far dimagrire i nerd ciccioni!!!!!!
Un paio di precisazioni, anche se per Paolo probabilmente può essere scontato, a quanto pare non lo è per molti e come formulato ora potrebbe rimanere l'ambiguità.
Pokémon Go non ha superato i download totali di Tinder, è solo al momento installato su più dispostivi Android. Sul Play Store, Pokémon Go ha 5-10 milioni di download totali, contro i 50-100 milioni di Tinder. È una novità nel suo momento di picco, è probabile che tra qualche settimana il numero di installazioni correnti sia già calato drasticamente.

Un discorso simile vale per il confronto degli utenti di Twitter, in quanto si parla di "daily active users", non di utenti totali. Anche qui il discorso novità conta molto, ed anche il fatto che Twitter è usufruibile anche da utenti non loggati (non so se poi per essere considerato active su Twitter basti essere loggato o se sia necessarie almeno n interazioni).

Infine, una segnalazione più da antibufala: molte delle notizie che circolano arrivano da siti chiaramente poco affidabili, tipo questo. Non so se siano notizie sponsorizzate, mi sembra più probabile che siano i siti attiraclick a sfruttare l'hype del momento.
Forse chi, come me, da piccolo ha giocato a qualche videogioco è mediamente più immune a questi giochi che, spesso non hanno nulla tranne l'effetto speciale della realtà aumentata.

Chi ha giocato a giochi del tipo di "The Dig" della Lucas Arts, giochi che creavano un'atmosfera tale da far passare in secondo piano anche la grafica, credo che pokemon go e la realtà aumentata non facciano né cald né freddo.
Ah, full access vuol dire che possono leggere e scrivere mail?! Credevo volesse "solo" dire rubare rubrica, nome, dati anagrafici e cronologia posizioni...

Ho provato il gioco, ed in effetti mi preoccupava un pò lo spawn di pokemon nei pressi delle carreggiate, che di fatto invogliano i giocatori a fermarsi dove sono (anche in mezzo alla strada) per poterli catturare.
E' auspicabile un aumento del raggio di cattura, così da non incentivare i giocatori a fermarsi in zone pericolose/proprietà private.
E dato che google e le gmaps sono parte attiva nello sviluppo del gioco, sarebbe simpatico evitare di far spawnare mostri dove passano auto (google sa benissimo dove sono le strade).

Peraltro il gioco, come Ingress (stessa compagnia), rileva la velocità di movimento, e se superiore ai c.a. 20 km/h non conteggia i passi/non fa spawnare mostri. Questo si traduce in persone che in moto/auto procedono a meno di 20km/h per avanzare nel gioco senza scarpinare...a questo punto meglio quelli che falsificano il segnale GPS dalla loro cameretta!
Sempre peggio...

in futuro si potrà comprare un bracciale bluetooth, chiamato Pokémon GO Plus, che consentirà di ricevere notifiche sui Pokémon nelle vicinanze e catturarli senza dover usare il telefono.
Se una volta bastava vedere la gente che camminava col naso sullo smartphone per capire quanti fossero i lobotomizzati in questo mondo, ora con l'avvento di questo gioco si è raggiunto un nuovo livello della stupidità.
In ogni caso, posso ancora capire un bambino, ma una persona con più di 25 anni che rischia di farsi male per inseguendo un Pokemon meriterebbe di essere iscritta in un registro speciale degli sfigati.
@guastulfo e altri: la novità grossa è che, se ho ben capito , devi RINCORRERE per strada i pokemon per catturarli. E' uno scenario nuovo e inquietante neel panorama del rncojonimento da smartphone.
@martinobri Dopo un po' di incidenti, stà sicuro che il Pokemon GO Plus o come si chiama venderà più del pane.
Errata Corrige per il titolo del punto 3.
... e non siate cretini

(Fiato sprecato, la mamma degli ... è sempre ...)
No, li vedi e li clicchi, come i portali di ingress
E si, la grossa fondamentale differenza tra questo è ingress è che ad ingress giocano 4 gatti
La tecnologia è fantastica, peccato che ancora non abbiamo imparato ad utilizzarla con intelligenza.
David
Di per se questo gioco ha portato alla creazione di comunità di persone che si ritrovano per passeggiare assieme, "costringendo" anche i ragazzini più hikikomori a uscir dalla cameretta. Quindi porta un "indotto" positivo, resta la problematica dell'attenzione a ciò che ci circonda. E qui non parlo solo di ragazzini, anzi, parlo di quei maggiorenni che hanno la patente, e si possono distrarre alla guida alla ricerca di pokemon quanto di portali Ingress.

Il gioco di per se è una trasposizione di Ingress (stessi developers, stesso database di punti d'interesse), ma l'ambientazione è ovviamente più vicina agli adolescenti, e per questo preoccupa di più.

@vinz
Per chiarire: i pokemon non devono essere rincorsi, bisogna piuttosto camminare fino a farli comparire. Una volta comparsi, si devono catturare inquadrandoli con la fotocamera per poi lanciare (swipe) una sfera poke. La feat. di realtà aumentata in fase di cattura si può disabilitare, salvando batteria e permettendoci di fare un po' più attenzione a ciò che ci circonda.
Giusto per fare chiarezza: non si "inseguono" i pokemon, quindi nessuna corsa con gli occhi puntati al cellulare. Il gioco ti avvisa se c'è un pokemon nel raggio, una volta notificato questo non si sposta, basta avvivinarsi al punto per catturarlo (un semplice click-trascina-rilascia la pokeball, 2 secondi ed è fatta.
Ci sto giocando e al massimo ho pestato una pozzanghera, niente di più e niente di meno di quando scrivo un sms.
Dannazione, Paolo. Manco sapevo di cosa si trattasse ed ora, dopo aver letto questo tuo pezzo, mi e' venuta voglia di provarlo, questo gioco!

:-D
Su youtube, cercando 'sta cosa chiamata Pokemon go... Non ho visto molta realtà aumentata... Mi pare che semplicemente invece di un fondale raster, c'è l'imput alla videocamere, il programma si adopera per mantenere lo sprite attivo nel punto in cui si è generato, fin qua ci arriva, ma per me la realtà aumentata implica che se sposti l'inquadratura vedi l'oggetto da un'altra angolazione.
Gia' la gente e' distratta di suo, c'era proprio bisogno di fare un gioco che richiede che la gente vada aggiro non guardando dove va ma guardando il monitor?
@Michele/ENERGIA (commento #3): la differenza è il bacino di utenza. La fama al gioco non la sta dando Attivissimo, la fama del gioco deriva dai Pokemon. Nel suo momento di massimo splendore, Ingress pare abbia raggiunto un massimo di 350k giocatori: qui si parla di milioni.
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Quando vado su Reddit, mi dice link non trovato
Ho litigato ieri sera con mio figlio perché gli ho proibito tassativamente di usare la telecamera in casa quando sta giocando a 'sta cagata (a tutto c'è un limite).

Noi genitori ci troviamo sempre più disarmati davanti a questi aggeggi, è una lotta continua a cercare di farglieli usare responsabilmente ma sembra di fatto una guerra persa, perché il loro ragionamento (maledetti adolescenti cretini tutti) è che se evidenzi un problema è solo perché non vuoi capire che tutto il mondo si muove diversamente e "scemo tu a non capirlo e fare questioni su tutto".

Continuo a constatare un generale rincretinimento, l'unica "virtù globale" che internet sembra aver garantito è un rincoglionimento sempre più diffuso e radicalizzato.

La civiltà occidentale morirà di indigestione.
Turi,

sistemato, grazie!
Offtipic: su Chrome su Mac non appare il formato dei commenti in nessun articolo. Succede solo a me?
Ferdinando,

vero, il link a Reddit ora punta a una pagina rimossa. Ho aggiornato per tenerne conto, grazie.
Paolo, il link di reddit è solamente scritto sbagliato (doppio) ma il post è ancora vivo, dovrebbe essere questo: https://www.reddit.com/r/pokemongo/comments/4ro21n/if_i_literally_have_a_pokemon_gym_on_top_of_my/ giusto?
Daniel,

hai ragione. Ho sistemato, grazie!
"iù in generale, la vicenda apre una questione legale molto interessante: esiste, o è il caso di introdurre, un diritto a non essere geotaggati? È giusto che una società commerciale possa far soldi assegnando a casa mia un punto di ritrovo per giocatori e io non possa farci niente?"

Bhè se mi entrano nel giardino è pur sempre violazioen di domicilio, e penso anche se, nel casio io stia al piano terra, provino a puntare la fotocamera dentro casa mia.
O sbaglio? Se qualcuno è più ferrato di me in questioni legali....
@Lupo della luna In che senso?
i deve scappare il morto prima che qualcuno metta un freno a questa mania? è quello che ho pensato anch'io... circoscrivere il gioco a parchi e luoghi dove si possa giocare in sicurezza, visto che sicuramente il gioco può interessare ad un pubblico minorenne sarebbe doveroso... poi un gioco di questo genere creato in sicurezza non è male come idea... porterebbe i ragazzi fuori a muovresi e ... a non isolarsi...
Una volta erano i fumetti, poi la televisione, poi i videogiochi, ora i telefonini che comprendono tutti i precedenti...mi chiedo quando i genitori inizieranno ad assumersi le loro responsabilità se hanno dei figli imbecilli piuttosto che continuare a dare la colpa sempre ad altro..
Povera razza umana... Ci estingueremo per la cretinaggine prima o poi, e sarà l'estinzione più idiota della storia del nostro pianeta (che finalmente tornerà di nuovo a respirare, quindi c'è una nota positiva in tutto questo, grazie anche a te Pokemon Go! :)
Da certi commenti mi sembra che a qualcuno non vada mai bene niente.
I videogiochi sono "brutti e cattivi" perchè facevano stare le persone dentro casa... ne fanno uno che invoglia ragazzini ragazzi e anche adulti a uscire e farsi passeggiate e vi lamentate. L'ho provato e mi è sembrato di tornare bambino quando giocavo ai Pokemon con il Gameboy... divertente l'idea e la realizzazione. Come in ogni cosa ovviamente serve usare la testa.
Non credo che però abbiano messo al bando le auto perchè qualcuno correva troppo o guidava da irresponsabile.
Luca,

mi chiedo quando i genitori inizieranno ad assumersi le loro responsabilità se hanno dei figli imbecilli

Precisazione antibufala (sono genitore): non è vero che l'imbecillità dei figli è tutta colpa dei genitori. Lo credono tutti coloro che non hanno figli (lo credevo anch'io); poi diventano genitori e capiscono di essere stati fregati da questo mito molto diffuso. La realtà è che i figli, per loro natura, sono imbecilli. È il modello che è così, e i genitori possono fare solo una faticosa opera di contenimento e sperare che vada bene. Tecnicamente non si chiama "imbecillità" ma "adolescenza", però il risultato è lo stesso. Certo, puoi ridurre il rischio dando buoni esempi, evitando compagnie e passatempi rimbambenti, proponendo esperienze che educano alla vita sociale, ma alla fine la biologia vincerà. Ti puoi accontentare, se hai tanta fortuna, di un armistizio onorevole.

Prova a ripensare alla tua adolescenza/gioventù, alle cazzate monumentali che hai fatto e che hai rimosso dalla tua memoria per l'imbarazzo, ai rischi assurdi che hai corso, alle perdite di tempo immani, agli sbagli sociali e sentimentali che hai fatto. Ti accorgerai che, se sei una persona normale, quese cose le hai fatte e le hai subite. E magari ne paghi ancora le conseguenze. Niente di personale, s'intende; non ce l'ho con te. Il fatto è che siamo tutti così: alcuni sono più bravi di altri a farne sparire le tracce :-)
Per la serie Nintendo, spero che facciano uscire anche "SuperMario Go", nel quale orde di ragazzini mettono i baffi finti e si scatenano a fare i meccanici, e a riparare tutto quello che di rotto trovano in giro ;)
Adesso ho scoperto da che disturbo è affetto il gruppetto di tre ragazzini che fa avanti-indietro su tutte le linee urbane di Padova: pokemania. Anchi'io, ai miei tempi con il game boy...
Quello che i miei amici vietnamiti mi han detto e quello che ho colto in cinque anni di osservazione a riguardo si può riassumere in:

I bambini perdono fiducia negli adulti quando si rendono conto che per semplificarsi la vita gli adulti raccontano cazzate su fiducia, altruismo, solidarietà, civiltà e i famosi fioretti, (comunque vengano chiamati).

(Costruisco un esempio di episodio.)
"Perchè non vuoi prestare il rastrellino di plastica a Fiorginando?"
"Growl" (Perchè è ben risaputo che non ha rispetto per la roba degli altri e temo che non lo tratterà con la cura necessaria.)
"Dai, Cloribiberto, non fare il capitalista di merda, vedrai che Fiorginando farà il suo castello di sabbia e poi ti restituirà il rastrellino."
"Snarl" (Proviamo, ma ho già una mezza idea di come andrà a finire)
Il rastrellino si perde misteriosamente... Auguri 10-12 anni dopo a spiegare al bambino che stiam parlando per il suo bene e non per evitarci grane e dissapori con altri adulti, che magari han potere su di noi.

Il fanciullo neanche se lo ricorda l'episodio del rastrellino di plastica di 12 anni prima, e se lo vede catturato in una fotografia ci ride sopra, ma il suo cervello è stato programmato profondamente.

La stringa si può tradurre circa in: gli adulti ci impongono le cose per non aver troppo da fare, non vogliono discutere coi genitori di altri bambini, non difendono quello che ci han detto essere nostro da ladri e malfattori. Gli adulti non prendono la mia posizione ma la propria."

Quando magari l'intenzione dell'adulto era quella di instillare o di promuovere compassione e solidarietà.
Nobile. Sarebbe pure un buon affare... Se la psicologia diretta funzionasse su un cervello che sta imparando una cinquantina di parole e tipo centomila concetti al giorno.
Il genitore dovrebbe avere i timpani di granito ed insegnare al proprio figlio a non chiedere una cosa dopo che gli è stata rifiutata.

Se quelli che avevano 13-18 anni quando mi sono affiliato a questa comunità col preciso scopo di imparare queste cose, e adesso ne hanno 18-23 han fatto qualche cazzata... son stati molto bravi a nasconderla.
3 anni fa una ragazzina di 17 anni si è incrinata l'ulna sinistra esercitandosi nella break dance a onor del vero, ma niente che le abbia impedito di svolgere il suo lavoro nei giorni successivi.
@Paolo Attivissimo (Moderatore)
sei un altro paolo rispetto a paolo attivissimo? :D
e' verissimo quello che dici, che i figli in adolescenza cambiano molto, ma e' anche vero che molti genitori non fanno nemmeno lo sforzo di educarli da piccini. Ho due figli, e tu non hai idea di quanti genitori vedo lasciare i figli liberi di fare qualsiasi cosa senza che questi si degnino di dire loro qualcosa...
Caro e simpatico attivissimo
quello che dici è vero ma è vero fino a un certo punto.
Nella mia città una settimana all'anno arrivano personaggi da tutto il pianeta.

Nella pizzeria che di tanto in tanto frequento è facile osservare che gli italiani non sanno neppure sedere a tavola, tenere le posate e altre facezie.

Come risultato i figli corrono fra i tavoli, sbraitano, si picchiano, impattano sul cameriere e strisciano per terra.
I bambini che arrivano dalla Germania, Francia, Inghilterra, Spagna eccetera stanno seduti composti e non urlano.

Ovviamente questo non toglie che, magari, i figli educati sono gli stessi che uccideranno i genitori a sprangate, ma dimostra in maniera inequivocabile quanto l'ambiente sociale faccia.

Io faccio parte di quella parte della popolazione italiana educata in una certa maniera e mai avrei urlato tavola perché altrimenti sapevo che le minacce dei miei genitori avrebbero avuto corso.
Lo stesso faceva la mia nonna: quando facevo qualcosa di non consono a quello che era, nella sua testa, la civiltà succedeva una caosa terribile:
Appariva Sul suo viso un cosplayer di un'antica divinità giapponese e se era proprio grave se ne usciva con "sem minga a napoli" (il suo equivalente dell'attacco solare per il daitarn?).
Non penso che abbia mai visto Napoli ne che conoscesse davvero un solo napoletano, ai suoi tempi estremamente raro in zona, Ma vi assicuro che la minaccia appariva molto seria.
Era talmente seria che non ha mai dovuto alzare le mani.
La nonna dava sempre seguito alle azioni e nessuno avrebbe mai dubitato il contrario.

So anche che oggi, da quello che mi dicono nemici che hanno avuto figli, esiste un problema molto diffuso che si chiama scuola nella quale affluiscono molte tipologie sia di insegnanti che di alunni che nella maggior parte dei casi sono completamente ignoranti di qualsiasi tipo di bon ton o rispetto degli altri. Ovviamente questa situazione le giovani menti si adattano anche per evitare di fare, come è successo a me, la figura del diverso.
Mi raccontavano addirittura che era sostanzialmente impossibile negare un cellulare moderno personale perché altrimenti andava incontro alla derisione. E a quell'età, sinceramente, una periferica connessa stabilmente a Internet senza nessun filtro umano è assolutamente fuori luogo.

La realtà è che i figli, per loro natura, sono imbecilli.

Però c'è una differenza non da poco.

Prima i pericoli si conoscevano. I nostri genitori ci dicevano cos'era pericoloso e noi, da adolescenti imbecilli e con un'incontenibile voglia di metterci in mostra, li correvamo lo stesso ben sapendo di rischiare.

Oggi esistono dei pericoli non percepiti come tali dagli stessi genitori (anche se, per fortuna non da tutti).

Quindi, se i genitori stessi non vedono un pericolo è più difficile che se ne avvedano i figli.

Ad esempio, si sente parlare di cyberbullismo. Mia sorella, insegnante, mi ha detto che molti genitori minimizzano affermando che un messaggino non è un pugno e se un ragazzo/a si sente colpito/a da un messaggino allora è lui/lei ad avere problemi.

Sempre a dire di mia sorella, molti genitori non sorvegliano i loro figli quando usano il cellulare (il pc sembra sia quasi in disuso): non sanno cosa leggono, cosa scrivono, cosa scaricano.

Genitori del genere sono molto irresponsabili e in questo caso, Luca Paleari, quando afferma "mi chiedo quando i genitori inizieranno ad assumersi le loro responsabilità se hanno dei figli imbecilli " ha pienamente ragione.
“Precisazione antibufala (sono genitore): non è vero che l'imbecillità dei figli è tutta colpa dei genitori. Lo credono tutti coloro che non hanno figli (lo credevo anch'io); poi diventano genitori e capiscono di essere stati fregati da questo mito molto diffuso.”

Oh bravo.

Purtroppo una delle constatazioni più tristi che fa un genitore di un figlio adolescente (ma anche prima neh!) è che non è tutto sotto la propria responsabilità, anzi magari un padre potesse sempre far qualcosa, ma l’adolescenza è cretina per definizione.
Oltre a dover fare i conti con l’imbecillità tipica degli adolescenti, bisogna anche fare i conti col fatto che non si può nella maniera più assoluta vivere al posto dei propri figli costringendoli a fare le “cose giuste”, per molte cose della loro vita devi lasciarli trovare le loro soluzioni al netto di eccessi, estremismi e colossali minchiate, a cui poi il genitore deve mettere una pezza ogni tanto, ma anche lì non si può intervenire sempre e bisogna che i cocci siano loro.
Da genitori si vive in un perenne equilibrio instabile, spesso si cade e tocca fare sforzi immani per ritornare in piedi e farceli ritornare (‘sti idioti).

Va poi detto che gli adolescenti (cretini tutti) sono delle spugne: ascoltano poco, ma assorbono tutti i tuoi errori, gli atteggiamenti più stupidi e deleteri etc etc. e parlare di dare il buon esempio è un conto, ma essere nella realtà integerrimi in ogni situazione, come buon esempio ai propri figli, è un altro.

Così poco a poco mi avvicino al topic.

Ad esempio io personalmente soffro tantissimo, del paesino dove vivo, i meccanismi, le meschinità, la visione ridotta, il farsi i fatti altrui e altro ancora in ordine sparso. Di mio poi sono una persona piuttosto cinica, disillusa e bla bla bla. Insomma se posso non frequento nessuno del mio stesso paesino e non mi curo di dimostrare tutto il mio disprezzo alla maggior parte di essi.

Indovina un po’? uno dei miei figli è tutto il suo papà (che gioia).

Epperò ieri sera mi è tornato a casa tardi (e ho dovuto cenare tardissimo) perché si è messo a giocare con ‘sta cagata del “pokemon go” con altri ragazzi del paese, e malgrado sia sicuro che abbiano attraversato la strada senza guardare e siano stati molesti con i paesani, si sono divertiti un mondo insieme. Devo essere infelice per questa cosa? Direi di no, solo perennemente in ansia.
È proprio un altro modo di intendere la socializzazione, gli estremi e gli eccessi sono tanti, ma tutto sommato i ragazzi sono fatti così: adesso li vedi tutti insieme andare per negozi negli ipermercati o sostare sulle scale attaccati a quegli aggeggi del piffero, ai nostri tempi si stava a bighellonare al parco col walkman alle orecchie. Cambiano i tempi, non gli adolescenti (cretini tutti).


p.s. purtroppo sulle questioni di privacy proprio non ci sentono.
Guido,

sei un altro paolo rispetto a paolo attivissimo? :D

No, sono sempre io, ma accedo da un altro account per semplificarmi il lavoro.

Concordo: ci sono molti genitori che non fanno nemmeno il minimo sindacale. Ma è meglio tenere presente che anche quelli che s'ammazzano di fatica spesso ottengono comunque risultati deprimenti :-)
ecco... http://www.ilgiornale.it/news/cronache/isis-contro-squirtle-soldato-americano-gioca-pok-mon-go-sul-1282842.html?mobile_detect=false
Segnalo un'interessante estensione per Chrome per bloccare qualsiasi citazione ai Pokemon :D https://chrome.google.com/webstore/detail/pokemon-no-pokemon-blocke/fcfkedekimblhldjbiphhfobkafkeaeb
Accidenti, non so neppure di che cosa state parlando!
Io ero rimasto al Tetris sui PC-DOS!
Non so se leggere questa cosa in maniera divertita o preoccupata.
Si sa che gli adolescenti "adolescono" e questo può comportare immani ca***te da parte loro, nonostante i bravi genitori abbiano fatto sforzi inani (Eolo, Mammolo, Pisolo, Brontolo...) cercando di educarli al meglio non solo con le parole, ma anche con tanti esempi (e anche con qualche imposizione, quando necessario). Tutto ciò evidentemente non ha ancora comportato l'estinzione della specie, quindi per fortuna le immani ca***ate che si fanno in certi periodi non sono un grosso fattore limitante. E sono portata a vedere in maniera positiva il fatto che un branco di ragazzini si ritrovi a giocare insieme e a divertirsi, anche se io non sono mai stata una fan dei Pokemon perché sono un po' troppo datata (io e Noè, ai nostri tempi, giocavamo in altro modo ;-D ).
Non vedo in maniera troppo preoccupata neppure gli adulti che in questo momento in tutto il mondo si stanno arrabattando per cercare i Pokemon virtuali: ho abbracciato l'idea che la specie umana sia una specie neotenica, quindi non diventeremo mai del tutto "adulti" ed è inultile negare che il gioco sia divertente e positivo a ogni età, sebbene ci siano dei sedicenti censori che cerchino di convincerci del contrario.
Una cosa, però, sono quelli che si divertono a giocare e quelli che, invece, non si rendono conto che anche un gioco ha dei limiti. Che non gli sia stato spiegato da piccoli e fossero stati liberi di fare qualsiasi cosa, anche lanciarsi dal balcone con l'ombrello per imitare Mary Poppins? Che siano stati di quei bambini che, non avendo avuto modo di sviluppare la propria coordinazione motoria quanto la propria vivacità, finivano sempre per farsi male da soli quando giocavano con gli altri?
Più che altro mi preoccupa l'atteggiamento di Niantic, che mi pare totalmente irriesponsabile e irrispettoso della privacy, quasi come se pensasse che nessuno potrebbe denunciarli se succede qualche incidente o se si trova gente che prova ad entrargli in casa alla ricerca di un Pokemon virtuale. Mi pare un atteggiamento di completa tracotanza da parte di qualcuno che ritiene di avere incassi sufficienti per coprire spese legali ed eventuali danni e che, anzi, ogni denuncia possa essere monetizzata sotto forma di pubblicità gratuita (l'importante è che se ne parli!).
In ogni caso giova attribuire la responsabilità.

Se una persona chiama sè stessa un buon genitore... Quando è chiamata a rispondere di danni economici causati dal figlio non ci si aspetta di doverle tener fermo il braccio mentre questa si taglia via il mignolo.
Da videogiocatore appassionato non posso che trovarmi basito, è davvero deprimente vedere come i discorsi massimi sull'educazione dei figli saltino fuori solo quando si parla di videogiochi, il mio parere su questo Pokemon GO è tutt'altro che positivo (hanno tagliato via tutto il "bello" dai precedenti titoli per console portatili), tuttavia mi infastidisce questa nuova e ulteriore demonizzazione dei videogiochi sparata a caso. Dai 12 ai 19 anni sono (purtroppo) dovuto stare in una comunità "educativa", vivendo in un'ambiente in cui chiunque non avesse come massima aspirazione per il suo tempo libero solamente l'andare a giocare a calcio in giardino era considerato "asociale e sedentario".
Nella mia adolescenza le ho viste tutte queste demonizzazioni: "Basta TV! Ti fa diventare la testa quadrata!"(nonna), "Leggere non è normale alla tua età!"(servizi sociali e educatori laureati), "I videogiochi ti isolano!" (sempre educatori laureati riferendosi a me che gioco con 500 persone REALI da mezza europa e portandomi come esempio i miei coetanei seduti ai giardini a sfumacchiare canne e chattare sul telefono con le stesse 2 persone di sempre). Ora è divertente vedere gli stessi genitori che da "i videogiochi ti fanno stare chiuso in casa" diventano "è pericoloso uscire di casa", alle elementari ne ho viste di tutti i colori, la moda dei primi gameboy, quella dei beyblade (le trottoline da combattimento chi se le ricorda?), il giocare e scambiare carte e figurine varie in ogni momento e condizione, ma anche il semplice correre verso il parco con un pallone sotto braccio, nessuna di queste attività è meno pericolosa in termini di distrazione del dover prestare attenzione alla vibrazione del telefono (Già, il telefono vibra quando c'è un Pokemon nelle vicinanze, non bisogna scandagliare il mondo con il telefono in faccia). Fa abbastanza ridere vedere una generazione di TV-dipendenti (la maggior parte delle persone tiene la TV in casa sempre accesa e molti hanno "appuntamenti" fissi e immancabili con qualche serie o programma) lamentarsi di aver figli che son fissati col telefono. Mettersi contro a priori a queste nuove tecnologie farà solo in modo di ampliare la distanza fra quello che i figli fanno e quello che i genitori sono conviti che i figli stiano facendo. E gli esempi di ciò che dico sono già molti qui nei commenti, come ad esempio "faccio spegnere il gioco in casa perchè non voglio la telecamera del telefono accesa" come se caricare gb e gb di video da milioni di giocatori contemporaneamente fosse una cosa facile e da dare per scontata (senza nemmeno tirare in ballo il consumo enorme che avrebbe una tale raccolta nei confronti delle connessioni a soglia a cui sono normalmente soggetti i telefoni).
Stefano, fai anche pebibyte e pebibyte di video, rimane il fatto che ci sono dei limiti, primo fra tutti quello delle normali regole del vivere comune, tra cui il rispetto per la privacy altrui. Lasciare un ragazzino libero di usare senza discrimine un gioco che può diventare molesto per gli altri (oltre che pericoloso per sé stessi), senza porre dei paletti, sarebbe venire meno ai propri doveri di genitori e se permetti a casa mia non sono permesse riprese video di alcun genere, per rispetto della nostra privacy (anche di quei testoni dei miei figli).

Queste difese ad oltranza, facendo un minestrone di tutto, non aiuterà la tua causa.

I genitori non sono sempre degli imbecilli fuori dal tempo, hanno semplicemente accumulato sulle spalle anni di esperienze (anche facendo colossali minchiate nella propria adolescenza) e proprio in virtù del troppo tempo perso dietro a bojate, cercano di mettere un freno ai propri figli, perché noi genitori sappiamo bene quanto sia spesso sterile questo tempo perso in giochini (o whatsappate o sarcazzer)
Vedere poi un ragazzino che se ne sta ore rinchiuso in camera a giocare dimenticando spesso i propri doveri (ebbene sì, anche gli adolescenti hanno dei doveri, ma guarda un po') non è un "tu papà non capisci i nostri tempi" ma è piuttosto un "No, tu figliolo stai cazzeggiando quando dovresti fare altro", tipo studiare, dare una mano in casa, uscire coi tuoi amici, mettere a posto il tuo motorino, mettere a posto la camera, lavarti etc. etc.

Capisci il concetto di "misura", "moderazione", "disciplina" e soprattutto "c'è tempo per ogni cosa"?

p.s. comunque sì, ogni paio d'anni c'è una nuova mania tra i ragazzi, la disperazione dei noi genitori e del nostro conto corrente.
@Stefano Della Bella

Siamo passati da un discorso particolare su un videogioco che può piacerci oppure no ad un discrorso generale.
Credo nessuno volesse dire o implicare che il videogioco è in sè per sè deleterio, molte delle persone che scrivono qui dentro ne sono dei ghiotti estimatori.
Se passo in rassegna le cazzate che si facevano dai 15 ai 20 anni, nella realtà in cui sono cresciuto pochissime sono causate dai videogiochi.
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Dei Moni, fra tenere accesa una fotocamera e girare un video c'è una bella differenza, queste precauzioni assurde sono solo allarmismi inutili, lo stesso tipo di allarmismi che normalmente questo blog cerca di combattere...
Il discorso che invece fai sulla dipendenza lo condivido appieno, ma solo fino a quando è universale, conosco genitori che dicono "mezz'ora al giorno di boiate elettroniche" poi fanno fare ai figli 10 sport, 4 corsi di nuoto 2 di soppravvivenza e lo studio deve sempre scendere a patti, ho visto ragazzi (erano in classe con me) saltare la scuola per 70-80 giorni l'anno giustificati dalla squadra di calcio alla quale dedicavano tutto il tempo libero e buona parte di quello che servirebbe per altre cose, e ragazzi "ragazzi uscire di casa con gli amici" solo per trovare un angolo dove tirar fuori il telefono senza avere l'impiccio del genitore che rompe le palle. Che gli adolescenti cerchino di passare tutto il tempo per il piacere e poco per il dovere è una questione universale e non riguarda solo i videogiochi.
Dite quello che volete, ma io non ho MAI visto cose del genere accadere, e sono un videogiocatore accanito.
https://youtu.be/p-XnTDcQZjY

Questo gioco obbliga a uscir di casa, a camminare, ed il modo più efficace di giocarlo è in squadra. Se qualcuno trova un pokemon, questo è disponibile per tutti, quindi non c'è competizione negativa del tipo devo arrivare prima io altrimenti me lo rubano. Anzi, chi trova qualcosa di raro avvisa tutti gli altri, che lo potranno a loro volta catturare.

Ci si raduna anche per attivare bonus che sono validi per tutti i presenti. Lo attiva uno, ne beneficiano in decine, se non centinaia. Ci sono ospedali che chiedono di attivare questi bonus così che anche i giovani ospiti possano catturare pokemon pur restando nel loro letto.
Insomma, parlatene male quanto volete, ma io non ho mai visto socializzare e cooperare come accade con questo semplice giochino (e non hanno ancora attivato gli scambi...)

Ovviamente, come in tutte le cose, bisogna usare un minimo, ma veramente un minimo la testa.
Pokémongo è un gioco strategicamente risibile che attira giovani entusiasti e adulti nostalgici con una minima cultura digitale.
Demonizzarlo in modo approssimativo è però un esercizio di povertà intellettuale disarmante.

Infine un appunto al seguente periodo davvero confusionario: "Più in generale, la vicenda apre una questione legale molto interessante: esiste, o è il caso di introdurre, un diritto a non essere geotaggati? È giusto che una società commerciale possa far soldi assegnando a casa mia un punto di ritrovo per giocatori e io non possa farci niente?"

Il diritto a non essere geotaggati esiste nel momento in cui decidi di non esserlo.
Pokémongo non è un obbligo ma una scelta.
Anche la timeline di maps non è un obbligo. E per adesso questo vale per quasi qualunque applicazione.

E, per non scadere nel desiderio di attivissimo di essere approssimativo pur di suonare drammatico, non è casa tua o mia o di altri ad essere punto di ritrovo per giocatori ma un elemento di interesse collegato ad essa (nel peggiore dei casi).
La differenza è decisamente di sostanza.

Ma avanti così lungo il binario delle parole casuali...
[quote]Resta da vedere se tutta questa gente con la faccia incollata al telefonino se ne staccherà per bere, mangiare o comperare qualcosa[/quote]
Dato che il cibo dei fast-food non è proprio salutare e anche lo shopping è una piaga del consumismo tutto sommato io sarei per una "sana" totale cattura dell'attenzione da parte del telefonino! ;-)
Una delle mission non dichiarate di questo gioco è quella di far aumentare le visite sul blog di Attivissimo, che forse ringrazia, ed il dibattito sull'argomento.

L'ho scoperto io.
Ho vinto qualcosa?
@jumptheshark
I punti di interesse (pokestop/palestre) in alcuni casi sono le abitazioni di persone normali. Basta che l'edificio sia in qualche modo storico, particolare o comunque di interesse.
Oltre a questo ci sono quei luoghi come chiese, cimiteri, musei, edifici delle forze dell'ordine, che sarebbe meglio lasciar in pace.
Paolo a questo si riferiva parlando di diritto a non esser geotaggati. Su Reddit c'è più di un esempio di come possa dar fastidio vedere un andirivieni di persone fuori da casa tua perchè una società ha deciso che in "realtà" è una palestra.
Esiste un link per chiedere la rimozione del punto d'interesse https://support.pokemongo.nianticlabs.com/hc/en-us/requests/new?ticket_form_id=319928
Unna delle motivazioni selezionabili è "Report a Pokéstop on my personal property"
Vale, sono piuttosto sicuro di essermi qualificato più volte come padre, quindi il fatto che tu mi dia della "sig.ra" la dice lunga sulla tua capacità di attenzione. Aspetto che tu sia madre per sentire di nuovo dirti le stesse identiche frasi. Spero di non morire di vecchiaia nel frattempo.

Stefano, sì l'equilibrio ci vuole anche da parte dei genitori, è capitato anche a me di vedere ragazzi fare mille attività, di cui nessuna piacesse loro o pretendere moderazione senza garantire la dovuta sorveglianza, va anche detto che da questa parte del campo si lavora come minimo otto ore al giorno e quindi ad un figlio non mancano occasioni per farti fesso. È una guerra.

Comunque io non demonizzo tanto i videogiochi in sé, però mi scoccia una software house che gioca sulla voracità degli adolescenti e mi scoccia che non si capisca che un software che pretende di avere tante libertà rischia di essere un'immensa porta aperta sui fatti propri. Ho giocato per la bellezza di due ore a questo gioco proprio oggi, poi l'ho disinstallato perché fa onestamente pietà, erano più divertenti le versioni per il DS. Avendolo giocato posso dire che non mi piace che usi la telecamera, il GPS e la mia mail, è un gioco che ti traccia e può tranquillamente sapere in poco tempo tutto delle tue abitudini ... non voglio fare il complottista, ma visto che è la stessa software house di "Ingress" che qualche polemica sul groppone sulle questioni di privacy ce l'ha avuto, permettimi un sano scetticismo su "Pokemon Go". Le telecamere di un telefonino collegato ad internet le si puntano fuori da casa mia, uso la stessa prudenza che userei con un fucile anche se scarico.

Su questo blog non mancano esempi che confortino la mia tesi.
Oddio anche vero che "Vale" potrebbe stare per "Valentino" o "Valerio" ... sostituisci "Madre" con "Genitore".
Jumptheshark,

E, per non scadere nel desiderio di attivissimo di essere approssimativo pur di suonare drammatico, non è casa tua o mia o di altri ad essere punto di ritrovo per giocatori ma un elemento di interesse collegato ad essa (nel peggiore dei casi).
La differenza è decisamente di sostanza.


No, la sostanza non cambia, nel senso che un’orda di gente che fa palestra di Pokemon davanti all’ingresso di un posto di polizia (Torino) o all'ingresso di casa mia e non si sposta quando deve passare la gente che lì lavora o abita, magari anche la sera tardi per prendere i pokemon notturni, è comunque una rottura di scatole non da poco; mettere la palestra al memoriale per Auschwitz come lo chiami? Un gesto di cordiale rispetto? No, Niantic non ha il diritto di rifilare a me la scocciatura e intascarsi lei i guadagni.
@dan
@attivissimo


Proviamo a metterla con un esempio in un modo che sia comprensibile anche a voi:
ci sono migliaia di tour nel mondo che offrono viaggi lungo le residenze storiche.
Migliaia.
Questo si traduce in decine o centinaia di migliaia di persone che si fermano davanti alla case dove c'è ancora gente che ci abita.
Aziende ci monetizzano.
Non i turisti, non gli inquilini, non i padroni di casa.
Le aziende.

Bene, salvo casi particolari, nessuno si lamenta. Anzi, sapete che ci sono casi di inquilini che in forma più o meno diretta possono giovarne.
Adesso invece il problema è immenso.

Ma cerchiamo di distinguere: il concetto resta IDENTICO.
Volete sindacare sui giovani che giocano a pokemongo?
Mi va bene.
Basta che non cerchiate motivazioni ridicole che sono già state affrontate in passato e risolte.

Volete dire che (alcuni) non prestano attenzione alle cose?
Fatelo. Tutto sommato lo penso anche.
Ma non tirate fuori aspetti che su scala ridotta non sono mai stati visti come un ostacolo di concetto.

Molti comuni potrebbero vedere i pokemong go come una buona occasione se solo Niantic decidesse di proporre anomaly come ha già fatto per Ingress. E, francamente, non mi sentirei di escluderlo.
Ulteriore monetizzazione per tutti.
TUTTI.


Ultima cosa: so bene cosa sono i pokestop.
Ho fatto un portale ingress sotto casa mia anni addietro e adesso è un pokestop.
Ma qua dobbiamo distinguere tra "bad habits" o "errori" e diritto di fare quello che si vuole quando non si da fastidio a nessuno.
Il link postato, esattamente come succedeva per ingress, permette una rimozione.
Non dimostra l'inopportunità di una scelta più ampia ma al contrario la raffina evitando problemi che non la inficiano concettualmente ma "solo" nella pratica.
@De moni Appunto, le stesse precauzioni che si prendono con un fucile scarico, nessuna (anche se qui mi vengono più in mente le persone che hanno paura a maneggare i cavi elettrici scollegati e isolati). Per quanto riguarda il gioco in se son d'accordo, fa pietà, hanno tolto tutte le meccaniche avanzate di allenamento e breeding (Pokemon ha sempre avuto una certa profondità tattica da quel punto di vista) che permettevano al gioco di essere godibile sia per i bambini che per i più grandi. Il punto però è che è il primo titolo di massa di questo tipo, appena inizierà ad arrivare un po' di sana concorrenza inizieremo a vedere titoli più interessanti e complessi, come già è Ingress, anche se poco giocato.

@Paolo Dubito che persino google avrebbe difficoltà a stilare una lista di zone e/o punti di interesse sicuri e adatti al 100%, la mole di dati presente su maps non è trascurabile ne analizzabile manualmente. Penso che abbiano usato l'unico sistema possibile, ovvero un form al quale puoi chiedere la rimozione del punto di interesse.
Niantic non ha il diritto di rifilare a me la scocciatura e intascarsi lei i guadagni.

Sono perfettamente d'accordo. Niantic non ha nessun diritto di decidere di far incontrare persone in un determinato posto per un intrattenimento privato. Quando si fa un evento, su suolo privato o pubblico, si chiede il permesso prima.

Tutto questo "videogioco", io penso, mostra il totale disinteresse per le persone, e il totale interesse al profitto. Incoraggiare comportamenti deliranti e avulsi dalla realtà... quando ci si trova in un contesto pubblico, comunitario, reale e per di più urbano, è un danno alle persone, non un servizio.

Le cacce al tesoro sono sempre state organizzate, ma avevano un inizio, una fine, delle regole esterne, e soprattutto ti mandavano in cerca di oggetti -reali-, cosa che aumnetava, non diminuiva la percezione dei giocatori rispetto all'ambiente circostante. Qui è un delirio di gente che fugge nel proprio mondo di gioco, per cui cancelli, muretti, strade, alberi, diventano ostacoli inopportuni in una mappa vuota.

br...
@jumptheshark
Stai completamente sbagliando bersaglio.
Non sto demonizzando niente e nessuno (allenatore lvl 19 XD), sto rilevando un problema oggettivo, riconosciuto dalla Niantic stessa.

Oltretutto, chi organizza tour verso la casa del Manzoni lo fa
a) verso un edificio di "vero" interesse storico/culturale
b) in UN posto conosciuto a priori come luogo d'interesse.
c) un posto che si visita una, due volte nella vita.
d) in un edificio che ha il consenso dei proprietari (se privato), altrimenti è statale.
e) se migliaia sono gli edifici storici, migliaia sono le agenzie che organizzano tour.

Qui abbiamo UNA società che ha organizzato tour verso MILIONI di abitazioni/oggetti che NON sono di interesse storico/culturale, e lo ha fatto su scala mondiale. Tour ripetibili ogni 5 minuti. Tu quante volte hai usato il portale sotto casa tua? Dammi una stima, per cortesia.

Per chi vuole trarre beneficio da palestre, pokestop e spawn rari presso la propria abitazione/attività c'è l'apposito form da compilare, dove dietro pagamento si può chiedere la collaborazione con Niantic.

Ma poi perdonami, stai paragonando il catturare un pokemon virtuale col visitare gli Uffizi?
[quote-"SirEdward"]Le cacce al tesoro sono sempre state organizzate, ma avevano un inizio, una fine, delle regole esterne, e soprattutto ti mandavano in cerca di oggetti -reali-, cosa che aumnetava, non diminuiva la percezione dei giocatori rispetto all'ambiente circostante.[/quote]
Hai centrato in pieno il nocciolo della questione! Potrei raccontare epiche vicende riguardo a storiche cacce al tesoro in cui, per un intero week-end, un intero paese, ovvero circa 2 o 3 mila persone, in gran parte "adulti" (le virgolette sono d'obbligo!), sembrava perdere le proprie capacità di raziocinio e dedicarsi alla ricerca di cose come l'unica immagine esistente di Gosto il Grullo o trascorrere notti in bianco scervellandosi su enigmi (apparentemente) insolubili e crittografie impossibili che neanche il codice Enigma. Cose che ancor oggi si rivangano e si raccontano, soprattutto alle giovani generazioni, che nulla sanno di codesta età dell'oro.
Premetto che in quel tempo internet non esisteva e, se si dovevano scattare delle foto a qualche oggetto/elemento da trovare, si usava la Polaroid, perché le fotocamere digitali e i cellulari non c'erano e, se si usava una qualunque macchina fotografica, questa necessitava di un rullino che poi andava sviluppato (ed erano necessari alcuni giorni per avere il risultato).
Nessuno si è mai fatto male o ha causato disastri, per fortuna, non so se per un innato senso del limite, se per le regole esterne imposte dagli organizzatori oppure se quasi esclusivamente per intercessione di un qualche santo (che sospetto fosse pure nerboruto e molto abile a far miracoli).
Faccio un esempio pratico.
Durante una edizione della caccia al tesoro fu consegnata ad ogni squadra una chiave che recava una targhetta con un nome, una lettera puntata (un'iniziale? Forse quella del cognome?) e sei cifre, forse di un numero di telefono (all'epoca per le telefonate urbane non era necessario fare anche il prefisso). La soluzione stava nel fare il 1412 della SIP (ma forse c'era già la Telecom), servizio automatico che, se digitavi un numero di telefono, ti diceva il nominativo a cui era intestato. I cognomi degli intestatari erano tutti quelli di personaggi famosi (Saba, Rossini, Verdi...) che davano il nome a molte vie del paese. Se ci si recava sul posto, infatti, sul cartello in cui si leggeva il nome della via era fissato un lucchetto, che si poteva aprire con la chiave che la squadra aveva avuto in dotazione (il gioco poi proseguiva: sul lucchetto c'erano le indicazioni per intepretare un messaggio in codice che ti conduceva nelle campagne immediatamente fuori del paese dove i lucchetti andavano fissati a catenelle disposte intorno a una quercia. Era una gara a tempo: i primi arrivati utilizzavano la prima catenella, aggiudicandosi il punteggio più alto, e così via. Per la cronaca penso che gli organizzatori dovrebbero esigere un copyright da Federico Moccia, che forse all'epoca non era ancora nato).
Il problema fu che, invece, alcune telefonate disturbarono la tranquillità delle famiglie Montale, Saba, Verdi ecc ecc perché molti diversamente furbi ebbero l'intuizione che quello allegato alla chiave fosse sì un numero di telefono, ma che bisognasse comporlo per parlare con coloro cui era intestato.
Per fortuna non ci furono denunce, però probabilmente molti fastidi sì (anche se poi ognuna di queste famiglie fu disturbata dai membri della sola squadra cui il numero era assegnato e non da tutte e, credo, in ore diurne).

(segue)
(continua)

Anche io nel mio piccolo mi sono trovata a organizzare cacce al tesoro per bambini o ragazzi e sapevo bene che c'erano dei limiti e non era bene nascondere i biglietti da recuperare nel cimitero (anche perché, chi mi aveva preceduto mi aveva avvisato che, in passato, qualche aspirante Amleto aveva aperto l'ossario e se ne voleva tornare indietro con un teschio, non sappiamo se esattamente quello di Yorick o quello di qualcun altro) oppure dentro la chiesa. Se anche la chiesa, il cimitero o altro erano punti di interesse e di riferimento bastava comunque utilizzare il piazzale antistante, il muro di cinta ecc e, al massimo, avvisare giocatori e responsabili di ogni squadra di quali fossero i limiti della ricerca.
Poi, appunto, il diversamente furbo in questi casi riesce a dare prova di sè nel modo più imprevedibile possibile, ma mi sembra che Niantic non abbia preso nessuna delle precauzioni minime indispensabili né seguito quel minimo di buon senso che dovrebbe garantire la sopravvivenza della specie umana.
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
La Niantic secondo i lettori di questo blog: http://i.onionstatic.com/avclub/4321/59/16x9/1200.jpg
Come al solito quando non sei d'accordo te lo ripetono uguale ed immagino l'idea sia quella di sfinirti.
Comunque grazie Vale per aver almeno rispettato il genere.

Per amor di dibattito vorrei capire: mi si sta forse dicendo che i responsabili sono i genitori che i figli imitano? per me è chi imita il responsabile delle proprie azioni a quel punto.
O gli adolescenti sono veramente quello che loro dicono, quindi persone già in grado di discernere il giusto dall'errore e perciò imitando i loro genitori sanno di sbagliare (e allora perché lo fate?) oppure è più vero che non sappiate sempre quello che fate e nella vostra arroganza finite per non rendervi conto di imitare i vostri genitori, persone che molto spesso vi fanno una testa così perché non rifacciate i loro stessi identici errori, ma voi fate orecchie da mercante perché pensate di saperla lunga e vi scoccia dover ammettere di essere più simili alle persone che vi hanno cresciute che all'idea vi siate fatti di voi ... così andate in corto circuito e a noi toccano i musi lunghi, nonché una bella caccia al tesoro cercando tra i mille indizi che lasciate come briciole tra frecciatine, sguardi in alto, spallucce, giro di pupille, rintanarsi a whatsappare in real time quanto papà non vi capisca etc. etc.

Se non c'è qualcosa di allegramente perverso in tutto ciò ...
Piccola riflessione sugli adolescenti tutti imbecilli.

Possiamo esser fieri delle cazzate che abbiam fatto da giovani, possiamo vergognarcene, possiamo temere che tornino a morderci il boffice nel momento più inopportuno, possiamo non considerarle cazzate ma prese di posizione... ma diciamo pure che tutti gli adolescenti fan cazzate, o cose che altri definiscono cazzate anche se l'adolescente che le ha fatte non si pente di averle fatte per tutta la vita...

Ok, detto questo... sarebbe bello se più persone smettessero di commetterne... Tipo fra i 25 ed i 40 anni, è un po' tardi per smettere di far cazzate da ragazzini, ma meglio tardi che mai.
Sulla questione "adolescenti & stupidaggini", due concetti volutamente inestricabili, io penso che il problema risieda nella giustificazione sociale di tali stupidaggini. Tutti gli adolescenti fanno scemate, ma la società intera (o direttamente la vita) ricorda loro che si tratta di scemate. Se invece ci sono intere società commerciali dal potere di convincimento molto forte a spingere (per denaro!) questi adolescenti a credere che non solo quello che fanno è lecito, ma normale o addirittura incentivato, questi qua non impareranno mai la lezione, e si ritroveranno a 30-40 anni a fare esattamente le stesse scemate.

Se poi la ditta in questione gioca con la psicologia di questa gente per rendere loro attraente il fare determinate scemate, i danni si moltiplicano.

Grazie al ciuffolo che poi quelli della ditta gridano ai lauti guadagni... hanno scaricato i costi (più alti dei guadagni) sull'intera società!


@ Maria Rosa

ma mi sembra che Niantic non abbia preso nessuna delle precauzioni minime indispensabili né seguito quel minimo di buon senso che dovrebbe garantire la sopravvivenza della specie umana.

Esatto. A Niantic sembra interessare solo il profitto. Delle persone, chissenefrega.

@SirEdward Comincio a prendere sul serio il vecchio luogo comune secondo il quale anime, manga e videogiochi dal sud est asiatico sono parte di un piano per tirar scemi i bambini not-asiatici e crear spazio fuori dalla cina per i bambini cinesi
non c'è fine alla stupidità umana.
Personalmente l'ho provata qualche minuto con lo spoofing gps in emulazione sull'sdk. Diciamo che, per strada, uso altri mezzi di socializzazione.
segnalo: http://www.repubblica.it/esteri/2016/07/18/news/florida_uomo_spara_a_due_cacciatori_di_pokemon_go-144360053/?ref=HREC1-32
Ma è meglio tenere presente che anche (i genitori) che s'ammazzano di fatica spesso ottengono comunque risultati deprimenti

Maremma maiala, che palle! Sembrate i genitori dei miei alunni. :-)
I quali genitori si sono già scordati tutto quello che dicevano i loro genitori 30 anni fa.

Non voglio minimizzare, perchè basta un caso solo di autorovina giovanile per rendere il tutto tremendamente serio; però qualche puntino sulle i, ragionando su grandi numeri, va messo.

Primo puntino. Se il diavolo fosse così brutto come lo si dipinge, l'umanità si sarebbe estinta da tempo. Uno dei primi documenti della civiltà è un papiro egizio in cui l'autore si lamenta dei giovani del suo tempo, che sono villani, sfaticati, non rispettano gli dei e gli anziani, e via andando. E del resto, come già detto, i nostri genitori dicevano di noi cose non molto diverse.
Sta di fatto invece che se il numero di comportamenti scemi è molto elevato, non lo è altrettanto quello dei danni reali. Questi sono una ristretta percentuale di quelli. Anche se, e qui lascio il campo agli esperti del ramo, nel mondo virtuale probabilmente la percentuale si innalza.

Secondo puntino. Attenzione che i giovani non sono gli stessi quando sono con i genitori rispetto a quando sono con il gruppo dei pari, o anche con un adulto che non vedono come rompipalle. Quando sono con i genitori si comportano in modo più infantile, quindi (in una certa fascia di età) più idiota, perchè in quel momento sono nel ruolo da figli. Lo vedo bene quando mi capita di incontrare alunni accompagnati da mamma o papà: la differenza rispetto a quando sono a scuola (in atteggiamenti, parole, addirittura il tono di voce, è evidente). E quando si organizza qualcosa coi ragazzi, con loro sentitamente partecipi, succede sempre che molti genitori sgranino tanto d’occhi di fronte all’operato del figliolo, che in casa invece è così pirla.
C'è alla base di ‘sta roba una interessante dinamica psicologica, cioè studiata da un ramo della psicologia, che mi spiegarono al corso abilitante, e che adesso non ricordo in maniera sufficientemente precisa per poterla citare.


Terzo puntino. Avete figli idioti? Date tempo al tempo, diciamo una trentina d’anni, e poi riparliamone.
C’era anni fa una bellissima pubblicità, che dannazione non riesco a ritrovare. Era di una marca di jeans, ma non c’entra. Girata in bianco e nero, si vedeva un cantante malvestito che sparava cazzate sul palco (parlando), poi a un certo punto si faceva improvvisamente serio e cominciava a parlare dei genitori, mentre scorrevano immagini in tema. Finiva con qualcosa tipo “andate a trovare i vostri genitori, perché voi non lo sapete, ma siete come loro, SIETE loro molto più di quanto pensate.”
Vero. I ragazzi sbuffano tutti quando i genitori li riprendono. Anch’io, ai tempi. Anche voi. Poi però fanno anche quello che i ragazzi di tutte le epoche sanno fare benissimo: guardano. Guardano gli adulti. E se l’adulto li lascia in pace, i comportamenti che vedono e che percepiscono giusti (lo sanno benissimo cosa è giusto e cosa no) entrano e riemergeranno a suo tempo.

Va da sé che il risultato non è garantito: l’essere umano è libero di scegliere, scegliere anche il male, per cui i genitori migliori dell’orbe terracqueo possono senz’altro ritrovarsi con figli che scelgono di essere tutt’altro. Pace, non ci si può fare niente.
Ben detto martinobri, concordo con quello che hai evidenziato al #78.

Il mio pensiero, che butto giù sul momento sollecitato da te, su ciò che tu definisci come "nel ruolo da figli", nel puntino 2.
Io non direi proprio "ruolo".

È un condizionamento relazionale in evoluzione che può manifestarsi ovunque ed in qualsiasi tipo di rapporto: di parentela, di amicizia, di lavoro e fra un umano ed un animale.
Può anche invertirsi temporaneamente tra i due individui od i due gruppi, a seconda delle circostanza o dell'evento, in cui uno può sentirsi più forte, esperto o libero rispetto all'altro per un breve momento, per più tempo, o anche per sempre e lo manifesta più o meno apertamente con messaggi verbali, non verbali, azioni, comportamenti, etc.
Il condizionamento relazionale (definizione che ho inventato io qui sul momento, ma che mi sembra possa essere corretta) può continuare a sussistere e manifestarsi inconsciamente nel tempo ed anche a distanza, soprattutto se si è sviluppato in una fase evolutiva importante che ha generato un imprinting (non solo da adolescenti) e rimanere presente per un certo tempo anche quando il legame non c'è più o si è molto attenuato.
@Martinobri

Ho sviluppato anche un'altra ipotesi: che forse si perde un pochettino la fiducia dei pargoli se ci si presenta come duri e infallibili dalla culla al giorno corrente e poi i bambini scoprono per vie traverse che si è rimosso qualcosuccia.

Comunque nell'educazione e istruzione, si cerca di insegnare l'analisi dei rischi in generale, cercando di togliere le parti che mettono in discussione l'ammontare e l'inizio della pensione degli adulti.

" Se non spiego al bambino l'analisi dei rischi in generale, "they" potrebbe rimanere incinto o indebitato prima dei ventanni, ma se glie la spiego e il disgraziato pure si permette l'incredibile egoismo e menefreghismo di impararla ed applicarla... Non resta incinto nè indebitato mai più. "

Non mi ricordo quali sono i 9 capoluoghi di provincia del piemonte, ma ricordo bene che chi fa notare che l'imperatore è nudo fa paura.
@Martinobri

Oh, intendiamoci, forse quello è il modo in cui va fatto, forse se non si facesse così avverrebbero catastrofi che non mi so immaginare.

Però mi pare ingiusto aspettarsi che i giovani si districhino da soli in un mare di ipocrisia e di controindicazioni tenute nascoste...
Dopo tutto ogni manuale che si rispetti ha una sezione dedicata a controindicazioni ed effetti collaterali.
@martinobri
Vero. I ragazzi sbuffano tutti quando i genitori li riprendono. Anch’io, ai tempi. Anche voi. Poi però fanno anche quello che i ragazzi di tutte le epoche sanno fare benissimo: guardano. Guardano gli adulti.

E' questo il problema di oggi, su certi argomenti almeno.

Come ho già detto, e come ha spiegato meglio di me SirEdward, se i genitori per primi non capiscono il pericoli che si annidano nel mondo "virtuale", anzi, li spingono verso questo mondo fatto di app e social, nella convinzione che meglio sanno usare questi strumenti (e qui è l'altro punto dolente: usare non significa padroneggiare) più sbocchi professionali avranno, come possono capirlo i ragazzi?

Loro guardano i genitori, d'accordo, ma ciò che vedono non è per nulla edificante.
Repubblica riporta la notizia di un ragazzo che è andato a sbattere con la macchina contro una volante della polizia: cercava pokemon mentre era alla guida.

C'è da dire che la gente va a sbattere anche quando chatta o telefona. E', ancora una volta, un problema di non conoscenza o sottovalutazione dei pericoli.

Chissà se potrebbe servire fare una sorta di corso nelle scuole in cui si obbliga i ragazzi a fdare un percorso, anche a piedi, mentre sono obbligati a leggere un brano sullo smartphone (o sostenere una conversazione su whatsapp o giocare) su cui dovranno, poi, essere in grado di rispondere.

Nel percorso si potrebbero inserire degli ostacoli improvvisi, evitabili se non si fosse intenti a usare il telefonino.

A volte è meglio provare in prima persona quello che può accadere che sentirselo raccontare.

Secondo voi è fattibile?
Repubblica in home quest'oggi aveva CINQUE articoli sui pokémon. Cinque. http://goo.gl/aMBXSP
Perchè la notizia non è "Demente investe auto della polizia poichè guarda il cellulare mentre guida" (chi se la filerebbe?), no, è "Follia Pokemon Go al volante".

Se non ci vedete niente di male, quando andrete all'ospedare a far delle analisi che non daranno l'esito che speravate (roba di raffreddori), vi prego, non picchiate i medici!
Il mio erudito parere da pizzaboy professionista con circa 8 anni pressochè ininterrotti di esperienza + 1 anno con l'UPS è:

Spero che quello che ho visto nell'ultima settimana sia solo un effetto dell'entusiasmo iniziale.
Mi vien voglia di installare una dash cam e mostrare le stronzate che ho visto fare. (Per lo più ai semafori rossi si fermano in mezzo a due corsie in caso l'app mostri loro che una delle due opzioni andare dritti/girare a destra è più remunerativa, è per questo motivo che ho potuto sbirciare 4 cellulari, in mano al passeggero, alcuni uscendo dall'autostrada han rallentato di colpo e cambiato la corsia più volte, non son riuscito a vedere cosa avevano sul cellulare, ma un simile zig zag lo ho visto fare 4 volte da venerdì scorso, ed altre 2 volte da quando ho la patente.) Sto parlando esclusivamente di automobilisti, problemi con pedoni in caccia di pokemon non ne ho ancora avuti.
Andate a prendere della patata....invece di cercare i bambolotti virtuali....! Giochi per segaioli....
Micael,

Andate a prendere della patata....invece di cercare i bambolotti virtuali....! Giochi per segaioli....


Mentre commentare insultando è invece attività nobile e matura! Bravo!

Complimenti per la figuraccia sessista: pensi che i giocatori siano solo maschi, vero? E pensi che una donna non solo non possa giocare, ma si riduca a "una patata*, vero?

Ti ho pubblicato solo per mostrare il tuo squallore, come nelle avvertenze. Ma se continui così, stai tranquillo che i tuoi commenti andranno dritti nello sciacquone, per cui non perdere tempo a scriverli e non far perdere tempo a me. Buona giornata.
Paolo, ma che hai capito?
E' un vegetariano,no? Parla della patata! Ha solo sbagliato thread.
Micael Giovanelli

La patata è come l'acqua: quando qualcuno ne parla esprimendo brama, entusiasmo, dipendenza, rantolando e ansimando e mi rimprovera perchè lo guardo come se stesse attraversando una crisi di astinenza da eroina invece di mettermi ad ansimare, grugnire e rantolare a mia volta... Non può che darmi l'idea di non accedervi tanto agevolmente quanto me.

Personalmente sono abituato a darla per scontata.
Ho sete, metto un bicchiere sotto il rubinetto, apro una valvola, la richiudo quando il rubinetto è pieno, bevo il bicchiere d'acqua. Mi pare facile.

Se uno ne parla come di una grande impresa, mi vien da pensare che sia un qualche beduino che deve farsi 5 km a piedi per arrivare al fiume, scavalcando coccodrilli dormienti, schivando banditi che vorrebbero estorcergli il dazio, e quello che può riportare a casa in un viaggio è tutto quello che la sua famiglia può impiegare in 24 ore.
Urca... un altro vincitore, come facciamo? Non possono coesistere due vincitori. Forse l'altro merita di più visto il linguaggio. Ma questo ha messo in campo un po' di sessismo gratis. Sono combattuto.
Il famoso Sasaki Kojiro era diventato famoso perchè beveva frappuccini in bicchieri "hello kitty" e quando un nobushi aveva qualcosa da ridire, Sasaki Kojiro lo tagliava in 4 senza mollare il frappuccino.
La sua carriera finì tragicamente quando incontrò un altro nobushi, Musashi Miyamoto, che alla domanda di un giornalista: "Cosa ne pensa della passione del suo prossimo avversario per i frappuccini?" Rispose: "Perchè? c'è qualche motivo in questo mondo per cui uno che ha voglia di frappuccino non dovrebbe ordinare un frappuccino all'osteria?"

Conclusione: Son 2 pomposi kollioni di livello assoluto. Non può esserci un vincitore perchè entrambi han raggiunto il livello massimo.
Come due giocatori di freccette che potessero centrare il 60 a piacimento senza mai sbagliare un tiro.

Per questo motivo viene il dubbio che siano la stessa persona con due nick differenti, ed è per questo motivo che non c'è la certezza che siano la stessa persona fisica.
Il commento grafico del Maestro
http://images.wired.it/wp-content/uploads/2016/08/1470821594_zerocalcare-pokemon-go.jpg
Vedo tanta gente dire "Ah, questa generazione. Che schifo Pokémon GO rovina la vita a tutti perchè è pericoloso11!". Secondo me non c'è cosa più stupida da dire. Pokémon GO è un semplice gioco dove bisogna mettere attenzione. Ma questo bisogna farlo con tutti i giochi esistenti. E' inutile incolpare solo Pokémon GO. E poi, se a te (persona chiunque) non piace Pokémon GO, non deve piacere neppure a me? Sbaglio o ognuno è libero di fare ciò che vuole? Io gioco a Pokémon GO e, come fanno tutti (come dovrebbero..), sto attento a ciò che faccio.
Fabrizio,

Sbaglio o ognuno è libero di fare ciò che vuole?

No. Ognuno è libero di fare ciô che vuole purché non danneggi gli altri.

Sei libero di giocare a Pokémon Go, certo. Non sei libero di camminare in mezzo alla strada nel traffico per prendere un Pokémon e far prendere uno spavento agli automobilisti o causare incidenti. Non sei libero di andare sotto casa di qualcuno alle tre del mattino a radunarti con altri giocatori e fare schiamazzi.


come fanno tutti (come dovrebbero..)

Ti sei appena contraddetto da solo :-)