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21 commenti

SpaceX azzecca l’atterraggio ancora una volta

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Poco fa SpaceX è riuscita di nuovo, per la quarta volta, a effettuare un atterraggio perfetto del primo stadio di un lanciatore Falcon 9 sulla nave Of Course I Still Love You nell’Oceano Atlantico. Il rientro controllato è avvenuto durante una missione commerciale destinata a collocare in orbita geostazionaria un satellite per telecomunicazioni della serie JCSAT. Il lancio è stato trasmesso in streaming in diretta, dedicando la trasmissione a Kenny Baker, l’attore di Star Wars scomparso ieri.

Questo lancio era particolarmente impegnativo dal punto di vista del recupero del primo stadio perché arrivare all’orbita geostazionaria, a 36.000 km dalla Terra, richiede una velocità e una spinta molto più elevate rispetto al piazzamento di un satellite in orbita bassa (per esempio per portare una capsula Dragon alla Stazione Spaziale Internazionale) e quindi resta pochissimo propellente residuo per l’accensione di frenata e quella di atterraggio.

Solo tre anni fa, quando SpaceX effettuava i primi test di decollo e atterraggio con il prototipo Grasshopper, i concorrenti nell’industria aerospaziale deridevano questi tentativi del nuovo arrivato dicendo che un rientro controllato non era possibile e comunque non era conveniente. Ora i concorrenti ridono un po’ meno.

La fattibilità di un lancio commerciale con rientro controllato del primo stadio è stata ripetutamente dimostrata: resta adesso da dimostrare che un razzo rientrato sia riutilizzabile e che lo sia a costi inferiori rispetto a un razzo usa e getta. Vari Falcon 9 che hanno già effettuato una missione sono già stati riaccesi ripetutamente tenendoli vincolati a terra e dimostrando che il motore e la struttura sono ancora in grado di reggere le sollecitazioni di un riutilizzo. La prossima tappa è un lancio di un vettore che ha già volato: il probabile committente disposto a impegnare un satellite in questa nuova fase di sperimentazione è SES.

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Commenti
Commenti (21)
E questa volta l'atterraggio è anche un centro perfetto, alle olimpiadi darebbe stata medaglia d'oro :-)
> Ora i concorrenti ridono un po’ meno

Idem per certi commentatori di questo blog. Si', sto parlando di voi ebonsi e F. e G..

;)
Non è la prima volta che al momento dell'atterraggio lo stream video si blocca. C'è una ragione tecnica o è solo sfiga?
Vedere i Falcon 9 vincolati a terra sotto spinta mi ricorda un cane tenuto al guinzaglio: "Fammi andare, lo posso rifare!".
Che dire di un lancio perfetto (consegna di un satellite delicato a 36000 KM, mica pizza e fichi) e di un rientro da brividi: si interrompe il video, un OOOH di disappunto, poi torna l'immagine: primo stadio che ha già centrato il bersaglio, dritto come la freccia di un arciere.
Se non avessi visto altri rientri, non ci crederei. "Of course i still love you, more and more".
> Non è la prima volta che al momento dell'atterraggio lo stream video si blocca.
> C'è una ragione tecnica o è solo sfiga?

Tecnica. Come spiegato nello stream, non c'e' wifi in mezzo all'oceano, quindi devono affidarsi ad un link satellitare. Al momento dell'atterraggio le vibrazioni interferiscono con il collegamento (immagina una parabola tv) e quindi c'e' spesso una pausa temporanea.
@Fabio Quell'Altro c'e' una ragione tecnica, e' stata spiegata nella diretta.

La zattera ha un uplink satellitare. La parabola dell'uplink usa dei servomotori per tenere sempre puntato il satellite e garantire il flusso di dati.

Quando il razzo si avvicina alla zattera, i suoi retrorazzi provocano delle fluttuazioni della zattera relativamente violente per i servomotori che tengono la parabola puntata.

Quando le fluttuazioni si attenuano, i sistemi di ricerca del satellite riescono finalmente a centrare di nuovo il bersaglio e a ristabilire la connessione dati.
Viaggio di andata e ritorno da marte in avvicinamento. Magari automatizzato senza esseri umani ma con un qualche robittino che raccoglie e questa volta porta sulla terra...
@rico Vedere i Falcon 9 vincolati a terra sotto spinta mi ricorda un cane tenuto al guinzaglio: "Fammi andare, lo posso rifare!".

Il primo stadio di questo test è stato riacceso tre volte, imminente la quarta.
"La fattibilità di un lancio commerciale con rientro controllato del primo stadio è stata ripetutamente dimostrata". Se io intendo la "fattibilità" dal punto di vista strettamente economico (e quindi commerciale), ovvero facendo un rigoroso confronto tra un modello classico (quello più conveniente nelle stesse condizioni) e quello di Musk che riporta a casa qualcosa che non sa ancora se può riutilizzare con profitto nel medio-lungo termine, tale fattibilità non è stata dimostrata affatto.
Del resto lo dici anche tu, Attivissimo, che adesso bisogna mettere sulla rampa di lancio un sigaro ripulito, ma già bruciacchiato e bisogna che funzioni.
Ed allora, se vuoi essere corretto, NON usare il termine "commerciale" (che implica questioni assai ampie, ecc. ecc.), ma piuttosto l'aggettivo "tecnico", che comunque a noi fa sempre grande effetto e ci riempie di orgoglio.
Bacillus,

tale fattibilità non è stata dimostrata affatto.

Non ho scritto "La fattibilità commerciale di un lancio", ma "La fattibilità di un lancio commerciale".

Con "commerciale" intendo "che piazza in orbita un carico che paga il costo del vettore (a differenza dei saltini sperimentali di Grasshopper o di Blue Origin)". È il lancio che è commerciale, non la fattibilità.

Se vuoi correggere, prima controlla bene di aver compreso quello che vuoi correggere :-)
Ecco che emergono i limiti culturali di questo contesto. Davvero non si potrebbe, se si volesse essere seri, liquidare il discorso economico con un "piazza in orbita un carico che paga il costo del vettore". Semplicemente perché ancora non sappiamo (io non lo trovo, e su queste pagine non mi pare essere mai comparso) un conto economico di un lancio di SpaceX. Per essere espliciti, un conto del genere dovrebbe comprendere sia i costi diretti in termini di "attrezzature" impegnate (e consumate), personale, carburanti, ecc. ecc., sia i costi sostenuti nel corso del tempo in R&S ripartiti secondo qualche criterio per ogni singolo lancio. Di tutto questo, mi pare, non sappiamo nulla.
Ma a questo punto la domanda è: come fa Musk a fare prezzi sul mercato per cui la sua offerta diventa "commercialmente" appetibile? Possiamo davvero pensare che, in funzione del mercato, Musk, con la sua idea, abbia una prospettiva? Secondo te, Attivissimo, pare che la cosa sia scontata positivamente.
Secondo me no. Per varie ragioni:
- Musk è un lobbysta straordinario (e per questo ha tutta la mia ammirazione): dopo che lo Space Shuttle è stato messo in pensione e che il programma Constellation è stato brutalmente ridimensionato, il Nostro a trovato in Obama porte spalancate per accedere a fondi pubblici non da poco;
- in relazione a quanto sopra Musk porta avanti altre attività che ben conosciamo e che sappiamo essere ancora una volta pesantemente sovvenzionate da denaro pubblico (fondi federali, fondi statali);
- non sappiamo in che misura le molteplici attività di "mungitura" di Musk travasino i loro benefici tra una attività e l'altra. Può essere benissimo che SpaceX stia in piedi con i soldi ricavati in Tesla e viceversa.
- ah, per ultimo... non sappiamo se tutto questo sfavillio muskiano non sia in alla fine il frutto di una colossale cazzata in cui hanno creduto investitori di denaro buono pensando che esista ancora un qualcuno che moltiplica pani e pesci così, dove si raduna una piccola folla che reclama un mondo migliore.

Insomma, se Musk ottiene delle commesse, è semplicemente perché formula offerte vantaggiose, competitive rispetto ad altre proposte, ma che nulla hanno a che vedere con una sostenibilità economica reale, concreta, consolidata.

Ebbene, questi sono solo degli spunti di riflessione. Sarebbe bello trovare delle conferme serie nel momento in cui si tira in ballo il mercato, commercio, denaro.
Bacillus,

perdonami se ho dei limiti culturali, ma non ho visto alcuna documentazione a supporto delle tue affermazioni. Il fatto che io non abbia pubblicato un conto economico di SpaceX non significa che non ci sia. Potresti per esempio usare Google per trovare informazioni come questa e così evitare di mostrare i tuoi "limiti culturali".


Dici che "sappiamo essere ancora una volta pesantemente sovvenzionate da denaro pubblico (fondi federali, fondi statali)". Per favore, porteresti dei dati che documentano la sovvenzione (non il pagamento per servizi resi, ma il finanziamento a fondo perduto)?

Sarebbe bello trovare delle conferme serie nel momento in cui si tira in ballo il mercato, commercio, denaro.

Sarebbe bello se la gente, invece di criticare, alzasse il deretano e facesse un po' di ricerca propria prima di fare affermazioni.
Evidentemente anche Musk fa parte del BAU Capitalistico ed a molti sta sulle balle sta cosa. Talmente tanto da impedire loro di fare una ricerchina di 5 secondi 5 su Google.

Che tu sia maledetto BAU, malvagio inibitore del pensiero! Provocatore di paralisi selettiva alle dita! Mordace azzannatore di tenere chiappe da divano!
Cherry picking in agguato. Non mi starai mica dicendo che un articolo googlato in rete fa verità, vero, Disinformatico?
Bacillus,

spendi meno tempo in polemica su presunti "cherry picking" e presenta le tue prove, per favore.

Io ti ho presentato un articolo; ne puoi trovare altri su Bloomberg e altri siti. Tu finora zero.

Già che ci sei, per completezza, cerca anche info sulla sostenibilità finanziaria di Arianespace, ULA e le altre aziende concorrenti di SpaceX.

In quanto a Tesla e sussidi governativi, ti propongo un piccolo esercizio: elencami quante case automobilistiche al mondo non sono mai fallite per poi rinascere grazie a ingenti sussidi nazionali. Ti regalo uno spunto: sono solo due, stando alle mie fonti. Buon lavoro.
Ma scusa bacillus, perché le tue "fonti" delle cose che dici sono copie conformi agli originali su supporto cartaceo? Non stai tu stesso usando Internet come mezzo di comunicazione e ricerca? Oppure usi un complicatissimo sistema a piccioni che mandano fax ad un server che converte i tuoi commenti in bits?

Per essere più chiaro possibile: è reale solo ciò che pensi e trovi tu, oppure se ne può parlare?
Prendo spunto dall'intervento di Stupidocane ponendo grazie a lui dei punti di riferimento. Non sono io che devo dimostrare la sostenibilità economica del progetto di Musk. Io ho semplicemente posto delle questioni in termini sostanziali in quel specifico campo, ho fatto notare dei dettagli non insignificanti (le commesse pubbliche negli USA, come nel resto del mondo, sono manna dal cielo, non sono mercato), e tutti gli intrecci che ne conseguono.
Nel momento in cui cui Attivissimo tira in ballo la questione "commerciale" del progetto di Musk, ebbene sia lui a dimostrarne la sostenibilità, prima di me che ci metto molte più righe di lui (ovvero argomenti) a mettere in dubbio quello che lui afferma.
Del resto, lui attivista CICAP, non penso abbia problemi a tenere fede al principio, no?
...scusate... ma per voi, butti dentro un qualcosa in Google ed hai la risposta ai problemi del mondo? Davvero?
Bacillus,

Non ho "buttato dentro un qualcosa in Google". Ti ho citato Motley Fool e Bloomberg, ossia autorità nel settore.

Tu finora hai portato zero prove a sostegno di quello che affermi.


Io ho semplicemente posto delle questioni in termini sostanziali in quel specifico campo

E ti ho risposto dandoti delle fonti. Leggile, perché da come scrivi si vede molto che le stai ignorando.

Non ho altro tempo da dedicare a questa tua polemica sterile. Tieniti pure le tue idee e incartale nella pessima figura che hai appena finito di fare. Buona giornata.
bacillus,

"...scusate... ma per voi, butti dentro un qualcosa in Google ed hai la risposta ai problemi del mondo? Davvero?"

Nope. Per il resto del mondo significa almeno informarsi prima di aprire bocca. Qui non stai chiedendo una dimostrazione di un fatto, bensì di farti trovare nel piatto la pappa pronta e ben calda perché non hai voglia di uscire a fare la spesa e di cucinare.

Basta veramente poco per capirlo. Ma proprio una cosa tanto banale quanto basilare tipo accendere il cervello prima di digitare altro sulla tastiera, ad esempio.

Stai lanciando accuse infondate (finché non porti prove almeno) e condite con una dose di arroganza al gusto d'ignoranza in materia commerciale ed economica che ha dell'imbarazzante. E tutto per chiedere una confutazione di un'idea fumosa e probabilmente sbagliata che hai in mente tu?

Attivissimo sarà anche uno del CICAP, ma proprio per questo NON puoi chiedergli di fare miracoli o di leggerti nella mente per chiarirti la confusione che palesi in materia.
-F (senza G... è una storia lunga...)-

@nova77:
mai riso della cosa.
anzi, sono sempre stato un grande fan e faccio costantemente il tifo per SpaceX.
però l'idea è stata sviluppata in maniera un po' differente dalle premesse di cui discutevamo nei commenti che citi e da quello che si poteva immaginare guardando il grasshopper.

innanzitutto, SpaceX recupera solo PARTE del razzo. non è una differenza da poco perchè significa dover frenare un aggeggio da 6000 km/h invece che da 29000.
hai detto cazzi.
riguardo poi i miei dubbi sul "portarsi dietro il carburante", nonostante appunto si tratti di recuperare solo il primo stadio che deve essere frenato da una velocità relativamente bassa, questo tipo di profilo comporta una riduzione del carico utile di circa il 35%.
hai ridetto cazzi.
infine, confermando la mia opinione che, in fondo, usare l'atmosfera per fare il lavoro sporco non era un'idea così stramba, vorrei evidenziare come le manovre del primo stadio sono per la maggior parte, appunto, aerodinamiche, usando le grid fin che lo guidano e rallentano.
quindi di "propulsivo" c'è in effetti molto poco: un iniziale rallentamento (come abbiamo detto da velocità comunque relativamente basse...) per evitare danni agli ugelli, e le due-tre accensioni di atterraggio. alla fine non più di 20 secondi di "fuoco".

ricapitolando, noi ragionavamo sulle premesse ed esprimevo i miei dubbi riguardo la possibilità di far rientrare in modo completamente propulsivo un mezzo orbitale (vedi shuttle...), dell'opportunità di tirarsi dietro il carburante per farlo, e dell'opportunità di usare l'atmosfera come aiuto (anche se io ne parlavo soprattutto riguardo la fase di ascesa...).
l'implementazione di SpaceX permette il recupero del solo primo stadio da velocità circa un quinto di quella orbitale, usando guida aerodinamica per la quasi totalità della discesa, e nonostante questo riducendo di più di un terzo il carico utile a causa del carburante necessario per farlo.

come si dice dalle mie parti, "piuttosto che niente è meglio piuttosto" e se Musk si è dato tutta questa pena per farlo vuol dire che si è fatto i conti e gli conviene comunque, ma non mi sembra che le mie obiezioni fossero così campate per aria.

poi ripeto: chiunque farà mai attività di ricerca e sviluppo in ambito scientifico, aeronautico ed astronautico avrà sempre il mio totale appoggio e simpatia...