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31 commenti

Adblock Plus, il bloccapubblicità, venderà pubblicità

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2016/09/20 1:35.

Adblock Plus è un popolarissimo accessorio per browser che blocca il caricamento delle pubblicità, eliminandone il fastidio e accelerando il caricamento delle pagine. Di conseguenza è amatissimo dagli internauti, specialmente se connessi su linee lente o tramite telefonino con contratti a consumo.

Pochi giorni fa, però, Eeyo, l’azienda che possiede Adblock Plus, ha fatto un annuncio che rischia di compromettere l’affetto conquistato fin qui: venderà pubblicità che sarà immune al suo filtraggio e verrà mostrata al posto di quella predefinita e scelta dal sito che ospita gli spazi pubblicitari.

In pratica, Adblock Plus gestirà una “lista bianca” di inserzionisti; tutti gli altri pubblicitari saranno in una lista nera costantemente aggiornata. Per essere promossi alla lista bianca basterà usare formati pubblicitari non invadenti e pagare una commissione del 6% ad Adblock Plus.

C'è chi parla apertamente di “estorsione”, ma va detto che la sostituzione degli spot a favore di Adblock Plus è disattivabile dagli utenti, per cui chi vuole può continuare ad avere il blocco totale delle pubblicità. Ma c'è il rischio che molti utenti decidano di abbandonare Adblock Plus in favore di altri prodotti analoghi, come Ublock Origin (per Chrome, Firefox, Opera), che non si pongono come dazieri ai quali pagare un pedaggio e vivono grazie alle donazioni degli utenti.


Fonti: Naked Security, Gizmodo.

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Commenti
Commenti (31)
Ed io che ho donato €2 cosa devo fare?
Rettifica: Ho donato €2 a l'altro Adblock
Scusate la domanda, ma Ublock è efficace come adblock? Ha lo stesso impatto sul sistema? Grazie
Bravi AdBlock, dalle mie parti c'è una cosa simile, si chiama pizzo. O non vendi pubblicità o la vendi pagando la percentuale. Abbandono subito!
Paolo, come alternativa, hai indicato uBlock ma si tratta della vecchia e meno supportata branch, quella attiva è uBlock Origin.
https://github.com/gorhill/uBlock/


fonte:
https://en.wikipedia.org/wiki/UBlock_Origin
Ublock (link indicato) non è aggiornato dal 2015 e si trovano in giro commenti poco carini su chi lo mantiene cercando donazioni. Per Chromium e Firefox Non potrebbe essere preferibile Ublock-Origin (https://github.com/gorhill/uBlock)?
Personalmente le pubblicità poco invasive non mi danno fastidio oltre al fatto che so che ci sono certi siti che offrono gratuitamente un servizio e quindi hanno bisogno delle piccole entrate generate dagli ad.
Il problema sono quei siti che diventano inguardabili e scomodi da navigare, con pubblicità contenenti video che partono da soli consumando banda e avviando l'audio, quelli che ti mettono lo spot a tutta pagina con una x minuscola, i soliti portali di download con altri 20 tasti di download che puntano chissàdove..

Dal mio punto di vista non è un problema vedere qualche spot nonostante l'adblock attivo purché non si torni alla situazione incontrollabile di prima
Io usavo Ublock ma ora non mi blocca più niente e sono dovuto tornare a ABP :(
Io sono passato da un mese da ABP a UBlock Origin: questa applicazione, oltre ad avere proprie sottoscrizioni, è compatibile con le sottoscrizioni ABP (ti offre quelle più popolari fra le opzioni), quindi è anche più efficace, ma, cosa più importante di tutte UBO, occupa dalla metà ai due terzi in meno di RAM rispetto ad ABP.
Io invece non lo trovo sbagliato. Molti siti vivono sulla pubblicità, o comunque ne hanno bisogno per offrire i loro contenuti. Adblock così obbliga chi vuole fare o ospitare pubblicità a comportarsi correttamente.
Il nuovo problema che ho riscontrato è che cominciano ad esserci sempre più pagine che non permettono di essere visualizzate con attivo un filtro U o A block che sia
Io avevo sentito già da tempo che ad-block aveva una lista bianca di pubblicità che non bloccava per sostentarsi.
Forse stava scritto proprio sulla pagina di u-block, che si pone come alternativa proprio per quel motivo.

Tra l'altro io u-block l'avevo provato, ma sono tornato a no-script* perché con u-block non c'era il blocco selettivo delle pubblicità, ma solo acceso/spento per tutta la pagina o sito, per cui quando capitano quei siti (bastardi) che se blocchi la pubblicità il sito non funziona** con ublock/adblock sei costretto ad abilitare tutto, mentre con no-script a volte riesci ad abilitare solo gli script principali del sito lasciando bloccati quelli che generano la pubblicità, almeno quella più invasiva.


* attenzione, non è per utenti inesperti perché non ha una blacklist auto-aggiornata (per cui di default blocca TUTTO).

** non faccio esempi in pubblico perché se no regalerei pubblicità. @Paolo: se sei curioso posso mandarti qualche link per e-mail.
Ormai è diventata una cyber-guerra, ABP già permette le pubblicità di Google (definite "non invasive" e disattivabili), sta solo cercando di allargare la platea.
Ublock è definito da Mozilla "Deprecated", in favore dello sviluppo di Ublock Origin.
Il migliore che sto testando è Adguard AdBlocker, anch'esso disponibile per Firefox e Chrome, anch'esso con le pubblicità consigliate disattivabili (ma con un gran selettore rosso->verde al primo avvio, difficile non vederlo).
I complottisti direbbero che :
io disabilito direttamente i javascript, che tralaltro
sono utilizzati pure per eseguire codice malware.
Non è esattamente per tutti, ma consiglio anche l'efficacissimo uMatrix:
https://github.com/gorhill/uMatrix

Bisogna prenderci un po' la mano, ma sostanzialmente permette di definire - in una matrice - cosa esattamente si vuole, e da dove, permettere di scaricare ad un browser.

Ciao,
Andrea Gelmini
@ andy: con Ublock Origin puoi bloccare quello che vuoi, basta cliccare sull'icona e poi sul "contagocce", che ti fa selezionare il contenuto da bloccare (piano col puntatore o blocchi mezzo sito). Anzi, se tagli lo script dopo un certo punto, blocchi TUTTI i contenuti che arrivano da una certa fonte.
Date un'occhiata anche all'estensione Disconnect: oltre a bloccare la pubblicità, blocca anche una serie di tracker e altre cose invasive per la privacy, incluse quelle dei social network sparsi per i vari siti. Tutto configurabile comunque. L'estensione è open source. Ghostery è simile e credo più conosciuta, ma è meno trasparente e ha alcune poliche che ne hanno fatto perdere un po' la fiducia https://en.wikipedia.org/wiki/Ghostery#Criticism
ublock origin e si evitano queste pattumiere.
Il problema della pubblicità, oltre ad essere invasiva, è che rende impossibile usufruire del sito e consuma banda (e non poco).
Siamo ad un livello ridicolo ormai. Uno va su un sito e si trova ad avere una pessima esperienza per la massa mostruosa di pubblicità!
Ho usato in tandem ABP e ublock fino a pochi giorni fa... Ho notato che Adblock, oltre a consumare molta ram e CPU, spesso non mi faceva vedere video che avevano spot pubblicitari prima di esso (come video separati). Avendoli entrambi, comunque ABP aveva la priorità... Disattivando ABP, ma non ublock, tutto funzionava, perciò ho deciso di disinstallare ABP... Nella survey post disinstallazione ho chiaramente indicato che non funzionavano delle pagine e che usavo un altro adblock.

Se voi mi dite che il vecchio ublock non è più aggiornato, userò l'origin.
Manca solo Paolo Attivissimo che pubblica "Bufale non invasive" con commissione del 6% da parte dei bufalari e poi possiamo chiudere internet.
Scusate, limite mio ma....

" va detto che la sostituzione degli spot a favore di Adblock Plus è disattivabile dagli utenti, per cui chi vuole può continuare ad avere il blocco totale delle pubblicità. "

...allora di che stiamo parlando?
Visto che, a quanto pare, sono tutti a conoscenza di uBlock Origin (mi raccomando, niente imitazioni!), mi limiterò a proporre un'alternativa più smanettona:
https://pi-hole.net/
Se vi avanza un Raspberry Pi nel cassetto, funziona molto bene.
Il bloccaggio funziona a livello di DNS, ovvero di dominio: aspettatevi quindi di vedere ancora qualche pubblicità ospitata direttamente sui siti, ma sono pochissime.
Il vantaggio è che funziona per tutta la rete, tablet e smartphone inclusi, senza bisogno di installare alcunché nei browser.
L'impatto sui tempi di risposta del DNS è addirittura negativo, vista la cache locale...
Se usate il vostro Pi per qualcos'altro va ancora bene, ma potreste dover risovere qualche conflitto (p.e. il web server).
Letto qualche giorno fa e subito passato ad Ublock Origin (mi sembra una cosa assurda quello che si apprestano a fare), funziona bene e leggendo in giro pare molto più leggero come ram occupata. Consiglio l'abbinamento con l'estensione Ghostery.
ADBlockPlus è un software "open source". Significa che nessuno "possiede" effettivamente il programma perché in ogni momento è possibile prelevare i sorgenti e creare un "fork", cioè un programma uguale, con le stesse identiche funzioni o con meno o più funzioni dell'originale, con le sole due avvertenze di cambiare il nome e ridistribuire i sorgenti.

La faccenda delle "acceptable ads" è abbastanza vecchia, furono introdotte diversi anni fa. Quando si installa ABP carica automaticamente delle liste di "regole" che istruiscono il programma su come gestire gli oggetti contenuti nelle pagine Web. Queste "regole" possono "bloccare" o "sbloccare". Quando a suo tempo si pose il problema della lista delle "acceptable ads", che poi sono "inserzionisti", c'erano queste opzioni sul tavolo:
1. rendere la lista NON opzionale, cioè obbligata.
2. rendere la lista opzionale ma abilitata all'origine (modalità "opt-out"), che è la situazione attuale.
3. rendere la lista opzionale ma disabilitata (modalità "opt-in"), che era la modalità che tutti avrebbero preferito tranne ovviamente chi prende i soldi dagli "inserzionisti".

Bisogna tenere presente che sul momento furono immediatamente creati due fork di ABP, che rimuovevano la "lista" incriminata. Il fatto che la lista fosse opzionale, cioè che si potesse disabilitare e la necessità di mantenere i fork in parallelo con gli sviluppi di ABP, fecero morire i fork dopo poco.

Il problema fondamentale di ABP e di UBlock e tutti i programmi analoghi.
ABP per Firefox, che era la versione originaria, contiene una interfaccia abbastanza complessa per creare le "regole" di un proprio filtro, che può essere usato in aggiunta alle liste precaricate oppure da solo. Se tutti gli utenti scrivessero le proprie regole e ABP si limitasse a fornire lo strumento, da una parte non si potrebbe accusare ABP di bloccare una cosa o l'altra, di danneggiare alcuno, perché sarebbe delegato all'utente decidere cosa bloccare, dall'altra parte l'utente, in cambio di un certo lavoro per definire le proprie regole, non dovrebbe preoccuparsi che altri decidano al posto suo cosa sia "accettabile" (magari a pagamento) e cosa no.

UBlock carica le stesse liste di ABP (che sono realizzate da terzi) e non ha una interfaccia per scriverle. In compenso ha una interfaccia "a matrice" per un altro tipo di regole, dal funzionamento abbastanza differente, più simile se vogliamo a quello di un firewall. In questo caso il problema è maggiore che con ABP perché in sostanza non esiste la possibilità di sostituire le regole predefinite con regole proprie.

Quindi, non si tratta del fatto che ABP "venda la pubblicità", quanto del fatto che l'utente non può o non vuole definire le proprie regole e invece vuole la famosa "pappa pronta", ovvero un software che installi e te lo dimentichi, completamente automatico. Nell'automatismo si annida l'ovvio problema che è sempre qualcun altro che decide cosa bloccare e cosa no. Ipoteticamente la persona che decide al posto dell'utente potrebbe fare sparire questo sito o un altro sito che non gli piace, da Internet e nessuno potrebbe farci niente, se non fosse per la possibilità di disabilitare i "filtri" e per il fatto che si possono (in qualche modo) personalizzare.

Chiudo dicendo che ABP come tutte le estensioni rappresenta un problema tecnico riguardo le performance del browser. Se consideriamo Firefox, siamo nel mezzo di due cambiamenti catastrofici, la separazione del browser in (almeno) due processi e l'abbandono progressivo delle estensioni "classiche" a beneficio di estensioni fondate sulle "API" chiamate "webextension" che dovrebbero essere (parzialmente) compatibili con quelle di Chrome.
Grazie Paolo per l'update, però mi permetto di dissentire dalla tua interpretazione.
(Ricordo, per chi non lo sapesse o non lo ricordasse, lavoro nel settore advertising come tecnico, e il tema adblocker è ovviamente studiato e analizzato da mesi)

Non è che Adblock ora "vende pubblicità". No. Non è cambiato nulla nella modello di business di adblock, solo che per spiegare quello che è successo devo - sorry - andare sul tecnico.

[Purtroppo ABP dopo aver lanciato la piattaforma aveva aperto una pagina di FAQ (https://acceptableads.com/platform/faq) che però hanno tirato giù.]

Premessa: come avviene la compravendita di pubblicità online? Ci sono due modalità, una "vecchia" e una "nuova". La vecchia viene chiamata generalmente "diretta" e funziona così: io azienda che fa caffè devo trovare donne che fanno la spesa, chiamo un sito che ha traffico femminile e dell'età che mi serve e compro da loro x milioni di impression. Si firma un contrattino e si parte. La modalità nuova invece viene chiamata Real Time Bidding o più propriamente Programmatic e funziona così: tutti i vari siti che hanno traffico mettono a disposizione in asta le proprie impression. Nell'istante in cui c'è una richiesta di un'impression, ci saranno X diversi clienti che si aggiudicheranno, in asta, quella singola impression che verrà pagata singolarmente. Questo avviene in pochi millesimi di secondo per ogni singola impression.

Le tecnologie coinvolte in questa complicata transazione sono fondamentalmente due: le SSP (Supply Side Platform) che sono i sistemi che usano gli editori per vendere il proprio "parco impression" (che in gergo si chiama Inventory) e le DSP (Demand Side Platform) che sono invece il lato acquirente, usato dai clienti, per comprare le impression. Ogni DSP è collegata a una o più SSP. Come SSP più DSP hai collegate più hai ovviamente opportunità di vendere. Tenete a mente questa cosa qui, servirà dopo.

Il whitelisting di ABP è sempre esistito: un editore o una tech platform (tra gli altri: Google, Criteo, Taboola ecc. ecc.) decide di "rispettare le regole" degli AcceptableAds (AA d'ora in poi), _PAGA_ ABP e i suoi ad passano. Sottolineo PAGA, non è un inserimento gratuito. E non un misero 6% ma il 30% (http://uk.businessinsider.com/how-adblock-plus-makes-money-2015-12).

Ora però ABP lamenta che gestire tutti le richieste di AA richiede tempo, e oltretutto sempre più traffico ora passa da piattaforme programmatic (in italia siamo ad un 20% in programmatic, ma in america è già stato superato il 50%). Quindi cosa hanno detto? Invece che whitelistare ogni singola richiesta, gli editori che vogliono partecipare metteranno la loro Inventory ("parco" pubblicitario) sulla di una SSP, in modo che le DSP possano comprare Ad *già* rispettanti i criteri. Per gli editori, in teoria, non è una cattiva idea perché se prima avevo, ad esempio, un 25% di traffico bloccato, lo posso mettere in vendita sulla SSP di ABP ed in questo modo è più probabile troverò un compratore. ABP si prende il 30% delle revenue (nota bene, tecnologie simili a questa, SSP, si prendono dall'8% al 12%).

Quindi ABP non si è messa a "vendere" pubblicità: non viene venduta da Eyeo ma dagli editori, "tramite" una tecnologia di Eyeo.
(2a parte)

Fin qui tutto bene. Peccato che. Peccato che Eyeo fino a ieri stava nel modo "client": tu ti installavi ABP e il mondo dell'advertising tecnicamente poteva farci poco o nulla. Ora però è entrata direttamente nel mondo tecnologico e...non è che Eyeo è vista proprio bene nel nostro mondo (giusto o sbagliato che sia, potete benissimo immaginare perchè). Eyeo non ha costruito da sola la propria SSP, ma ha stretto una partership con una piccolissima SSP che si chiama ComboTag. Questa ComboTag aveva *DUE* DSP collegate, due "bocchettoni" con cui vendere. Questi due bocchettoni sono Google DBM e AppNexus, che sono i due che detengono non so quanto ma probabilmente vicino al 90% del mercato delle DSP. Vuol dire che il 90% degli acquirenti sono lì. Ecco, poche ore dopo che Eyeo ha fatto questo annuncio, sia Google che AppNexus hanno "staccato la spina" della loro DSP da ComboTag. Ergo: chiunque avesse della pubblicità da vendere su questa SSP non avrebbe NESSUNO disposto a comprarla - perché non sarebbe tecnicamente possibile.

In a nutshell: Eyeo ha fatto una mossa molto molto azzardata, credo che faranno dei passi indietro. Oltre al cercare di entrare in un mondo tecnologico che li ha sbattuti fuori il giorno stesso, stanno anche creando un sacco di utenti arrabbiati perché giustamente la percezione è che ABP ora "venda" pubblicità ( https://adblockplus.org/blog/clearing-up-some-things-from-this-week) anche se NON E' CAMBIATO NULLA: ABP continua a prendere il 30% delle revenue degli ad bloccati, sia che lo faccia come prima o tramite questa tecnologia.
Non perché mi dia fastidio qualche banner, ma bloccare la pubblicità altrui per mettere la propria è un comportamento un po' mafioso.
anch'io uso (avo?) adblock mi sa che faccio prima ad installarmi un proxy e filtrarle di li' :D
Tutti,

grazie per la correzione su Ublock Origin; ho aggiornato l'articolo per tenerne conto.
@ andy: con Ublock Origin puoi bloccare quello che vuoi, basta cliccare sull'icona e poi sul "contagocce", che ti fa selezionare il contenuto da bloccare (piano col puntatore o blocchi mezzo sito). Anzi, se tagli lo script dopo un certo punto, blocchi TUTTI i contenuti che arrivano da una certa fonte.

Grazie Rico. Se mi capiterà di riprovarlo ne terrò conto.

Per quanto riguarda il bloccare mezzo sito, fidati se ti dico che con no-script ci sono abituato.

Anzi, come dicevo prima il problema non è bloccare, ma sbloccare, perché troppi siti tendono a non funzionare proprio se non ti arrendi a visualizzare la loro pubblicità, non so se perché sono fatti male o se perché lo script principale è volutamente innestato in quello della pubblicità. (e non parlo di quelli che, come ha fatto notare qualcun'altro, ti chiedono testualmente di disattivare l'ad-block.)

Ci sono anche alcuni siti che "embeddano"/incorporano le funzioni principali, magari perché gestite in gestione da altri siti, per cui in quanto contenuti esterni vengono riconosciute come pubblicità e bloccati.
Ripeto, il meccanismo è fatto da tre parti.
1. l'estensione
2. le liste delle "regole"
3. l'input dell'utente tramite le opzioni che presenta l'estensione

L'estensione di per se stessa si deve preoccupare di filtrare i contenuti nelle pagine e di non ammazzare il browser mentre lo fa.

La scrittura delle regole viene demandata a terzi, ovvero ci sono queste entità che non sono ne gli sviluppatori della estensione ne l'utente, a cui si affida il compito di decidere cosa filtrare e come.

L'interfaccia può presentare più o meno opzioni all'utente. L'utente può essere più o meno motivato ad assumere il controllo del funzionamento della estensione. Se l'utente rinuncia ad esercitare questo controllo, mi sembra che poi non si possa lamentare se qualcun altro decide al posto suo. L'unica alternativa è non usare nessun filtro dei contenuti.

Segnalo un piccolo particolare: si può applicare un filtro "a grana grossa", cioè sui domini, tramite il file "host" che istruisce il sistema operativo su come gestire appunto gli indirizzi di dominio. Se fate una ricerchina su Internet trovate le spiegazioni.