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60 commenti

Antibufala: buon cinquantesimo (non)compleanno, Star Trek!

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8 settembre 1966: una data impressa a fuoco nella memoria di ogni vero cultore di Star Trek. È la data di nascita ufficiale della celeberrima, citatissima saga di fantascienza, perché in quella data, alle 19:30 locali, Star Trek andò in onda per la prima volta, trasmessa dalla rete televisiva statunitense NBC. In tutto il mondo, oggi, si festeggia quindi il cinquantesimo anniversario. Ma non è corretto.

La vera data di debutto di Star Trek è il 6 settembre 1966, non l’8. La prima puntata (The Man Trap, in italiano Trappola umana) fu infatti trasmessa per la prima volta in assoluto due giorni prima della data ufficiale dalla rete televisiva nazionale canadese CTV. Lo documenta, per esempio, la Gazette di Montreal del 6 settembre 1966 a pagina 36 (in basso a destra):


Tuttavia, siccome il Canada per gli americani è irrilevante, la data ufficiale di nascita è l’8 settembre.

Chicca personale: The Man Trap fu la primissima puntata di Star Trek che vidi in televisione. Ero in Inghilterra, a York, a casa di mia nonna materna, ed ero bambino (sono nato nel 1963). Non so di preciso che anno fosse: la BBC trasmetteva continuamente le repliche di Star Trek, che era una serie popolarissima e (per l’epoca) assolutamente all’avanguardia. Tenete presente che all’epoca era già avanguardia il fatto che il telefilm fosse a colori. Avere la TV a colori in casa era roba da ricchi: cosa che i pargoletti di oggi, annoiati dal loro televisore HD e ansiosi di passare a un OLED 4K Surround, faranno fatica a credere. Ma sto divagando.

Non sapevo cosa fosse Star Trek: semplicemente lessi la guida ai programmi TV sul giornale e mi intrigò il titolo che prometteva viaggi spaziali (ero già malato di spazio all’epoca). Guardai la puntata, e all’inizio mi piacque, ma nel finale fui talmente spaventato dalla scena nella quale (allerta spoiler) il Vampiro del Sale, dopo aver ucciso alcuni membri dell’equipaggio assumendo sembianze umane, rivela la propria forma reale e avanza verso lo spettatore con le mani protese in avanti, che giurai che non avrei mai più guardato Star Trek (che pensavo fosse un film, non una serie TV).

Come avrete intuito se mi conoscete o seguite da un po’ i miei deliri digitali, non ho mantenuto fede al mio giuramento di bimbo terrorizzato. Star Trek è diventata una parte fondamentale della mia vita, sia culturalmente sia socialmente (grazie anche ai tanti amici dello Star Trek Italian Club “Alberto Lisiero, che frequento ormai da decenni). Ho conosciuto personalmente moltissimi degli autori, degli attori e delle attrici che hanno contribuito alle varie incarnazioni della saga, trovandomi spesso a tradurre per loro e portandoli in giro per l’Italia e la Svizzera.

Tra poco incontrerò William Shatner, il Capitano Kirk originale, per fargli da interprete quando sarà a Bologna, alla Fest’Unità, dal 16 al 18 settembre. Non è la prima volta che traduco per lui, ma è sempre un onore lavorare per un grande professionista e un’icona della fantascienza. Se mi avessero detto da bambino che mi sarei trovato a tu per tu, in carne e ossa, con il capitano dell’Enterprise, non ci avrei mai creduto. Se vi interessa, i dettagli sono su Startrek50.it.

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Commenti
Commenti (60)
Ho potuto constatare che la differenza tra un 4k e un hd è paragonabile a quella tra il TV color e quello in bianco e nero ;-)

Tornando al post.. Che cosa ci fa Kirk alla festa dell'unità? Ma soprattutto, si sa come mai la CTV trasmise l'episodio pilota prima?
Boh. :-)
A me la fantascienza piace moltissimo, ma Star Trek mi pare una roba abbastanza dozzinale...
(senza offesa per nessuno, eh).
Canada??? What's that? :-P
Rio,

A me la fantascienza piace moltissimo, ma Star Trek mi pare una roba abbastanza dozzinale...

Sarei tentato di chiederti quale fantascienza ti piace, allora, ma Star Trek è talmente "dozzinale" che mi ha insegnato ad accettare (non "tollerare", che implica condiscendenza e irritazione malcelata, ma accettare) infinite diversità in infinite combinazioni, comprese le opinioni diverse dalle mie e i gusti diversi dai miei e a limitarmi al ragionamento sui fatti, che a differenza delle opinioni sono uguali per tutti.

Per cui ti rispondo semplicemente che i fatti dicono che hai torto marcio, ma non è un problema :-)

Il Lupo,

Che cosa ci fa Kirk alla festa dell'unità?

Uhm...Riceve un congruo compenso per apparire in pubblico? :-)

Battute a parte: non lo so. Non faccio domande.


Ma soprattutto, si sa come mai la CTV trasmise l'episodio pilota prima?

Palinsesti leggermente differenti. La settimana in cui venivano presentate le "prime" delle serie TV, insomma l'inizio della stagione televisiva, cadeva in Canada una settimana prima che negli USA.
Non sono mai riuscito ad apprezzare pienamente Star Tre. Lo vedevo e mi piaceva ma non da stracciati le vesti. Ho sempre preferito Spazio 1999. E poi, per il mio personalissimo gusto, non sono mai riuscito a farmi piacere le serie di Star Trek del dopo Kirk.
@Rio,
se mi sai citare qualcosa dell'epoca che non sia abbastanza dozzinale....
Onestamente la maggior parte della fantascienza che vedo è un fantasy, spesso capita che già la realtà oggi sia differente. Per fortuna con i romanzi va un po' meglio.

@Lupo
senza dubbio il 4k è più definito di un HD, già la differenza si inizia a vedere tra HD e Full HD ma io ancora non vedo contenuti sufficienti in 4k e le partite di calcio non mi interessano.
Menomale che avevo precisato "senza offesa per nessuno"! Voi trekkers...! :-D
Personalmente, preferisco quelli tratti dai racconti di Philip K. Dick ("Paycheck", "Blade Runner", "Minority Report", "I Surrogati" e persino il primo "Total Recall") oppure altri, come "Vanilla Sky", "Strange Days", "The Abyss", "La Mosca", "Io sono Leggenda", "Brainstorm", il primo "The Matrix"...

Poi, "Stalker" di Andrej Tarkovskij l'hai mai visto? E' quello che succede quando il grande cinema d'autore sovietico incontra la fantascienza. Sì, lungo, pesante (e va be', è cinema sovietico), ma imperdibile, a mio parare.

A livello di serie tv, "UFO - Base Luna" e la prima serie di "Spazio: 1999" di Gerry Anderson erano bellissime, secondo me.

Infine, un piccolo appunto sui cosiddetti "fatti": non ha granché senso giudicare la qualità di un format dalla durata nel tempo, Paolo. Altrimenti, i "cinepanettoni" sarebbero da Oscar. :-)
...firma autografi a pagamento... :-( Vedere il programma in http://www.startrek50.it/programma

I soldi raccolti vanno direttamente al PD, l'attore riceverà un onorario fisso http://bologna.repubblica.it/cronaca/2016/08/24/news/festa_unita_capitano_kirk-146535526/
@Il Lupo della Luna: la tua prima frase mi incuriosice.
E' opinione di diversi osservatori che la differenza tra HD e 4K non sia oggettivamente apprezzabile se non con schermi estremamente grandi (da 80" in su) o distanze di visione sproporzionate (tipo 1 metro per una TV da 50").
Ovviamente al netto di marketing e presentazioni da centro commerciale che facciano ampio uso di segnali compressi in maniera imbarazzante e downscaling sballati per dimostrarti quanto fa più schifo il vecchio rispetto al bellissimo nuovo.

Posso chiederti in che condizioni hai apprezzato il passaggio da HD a 4K?
Nooooooo

Spazio 1999

nnnoooooooooo
Il Canada per gli americani sarà anche irrilevante, eppure...

http://new4.fjcdn.com/pictures/We_be15bd_2901680.jpg

:-)
Blame Canada! (cit.) ;-)))))
Oh, si, l'episodio del dottor McCoy innamorato dell' ingannevole creatura, lo ricordo.
Mi pare di aver letto che William Shatner è anche un buon cantante, magari puoi convincerlo a intonare qualche strofa, al festival dell'UMIDITA' (così lo chiamano bolognesi e modenesi).
@Rio

Quelli che hai citato mi piacciono tutti tranne Vanilla Sky, The Abyss e Total Recall.

Poi vabeh Stalker é un must! :D

Ci aggiungerei anche Inception, Cloud Atlas, Punto di non ritorno e i primi due Terminator :P
Max,

la differenza tra HD e 4K non sia oggettivamente apprezzabile se non con schermi estremamente grandi (da 80" in su) o distanze di visione sproporzionate (tipo 1 metro per una TV da 50").

Concordo quasi in tutto, ma ti propongo in aggiunta la mia esperienza: ho un monitor 4K da 101 cm sul mio computer principale, sta a 70 cm da me. Quando ci metto su le scansioni delle pellicole NASA, o i video 4K nativi, la differenza rispetto all'HD è abissale. E per lavoro tengo aperte contemporaneamente moltissime finestre, una accanto all'altra, per cui sono riuscito ad avere un ufficio quasi completamente senza carta.

Secondo me il trucco è sapere qual è la risoluzione angolare del tuo occhio: qualunque densità angolare di pixel superiore al doppio della risoluzione oculare è inutile. Dico "il doppio" perché se sai dove guardare (per es. linee diagonali che fanno aliasing) ti accorgi dei pixel anche quando non dovresti poterlo fare.
Giangi,

...firma autografi a pagamento... :-(

Sarà che per lavoro conosco i meccanismi e l'economia del mondo dello spettacolo più di molta gente, ma questo disgusto per gli autografi a pagamento proprio non lo capisco.

In qualche modo questi ospiti bisogna pagarli. Mica si fanno venti ore d'aereo, fra andata e ritorno, per amore e simpatia. Qualcuno deve trovare il modo di pagare loro l'albergo, il volo e magari anche il cachet: per loro sono giornate di lavoro. Far pagare gli autografi significa, se sei onesto, ridurre il prezzo del biglietto d'ingresso. Chi vuole ingresso piu autografo, paga di più.

Anche perché l'alternativa svilisce il valore del gesto. Una volta sono stato a un incontro con un astronauta, uno che ha camminato sulla Luna. Ha fatto foto e firmato gratis autografi a tutti, per un'ora abbondante, nonostante l'età e la stanchezza. Lo so perché ero in fianco a lui a tradurre.

E sai che fine facevano molti di quegli autografi? Buttati per terra da chi li aveva chiesti solo per potersi fare un selfie con l'astronauta.

Per cui secondo me è ora di crescere e smettere di aspettarsi che tutto sia dovuto, subito e anche gratis. Il lavoro si paga.
Rio,

Menomale che avevo precisato "senza offesa per nessuno"! Voi trekkers...! :-D

Il fatto è che se anche dici "senza offesa" e poi insulti, non è che l'offesa non c'è.

Se ti dico "sei un cretino, ma senza offesa, eh", ti sta bene? No. Appunto :-)


non ha granché senso giudicare la qualità di un format dalla durata nel tempo, Paolo

Infatti non giudico di certo ST sulla base della sua longevità. Ma trovo di fatto sbagliato definire "dozzinale" una serie che è universalmente riconosciuta come fonte di ispirazione di carriere di scienziati, ingegneri, astronauti (Samantha Cristoforetti, ma con lei molti altri), informatici, che ha avuto autori come Harlan Ellison, e che tuttora viene indicata come una delle più significative della storia della fantascienza.

La prossima volta che vuoi dire a un Trekker che la sua serie preferita è "dozzinale", preparati a motivare la tua asserzione molto argutamente, con logica vulcanianamente impeccabile, così come io ti ho motivato le ragioni di fatto per la quale ST non merita quell'aggettivo. Altrimenti preparati alle conseguenze :-)
Dozzinale sì, se ti accontenti del nulla in 3d dei prequel di Guerre Stellari, tanti soldi, zero dialoghi e zero idee.
A me sentire il capitano che riprogramma il computer all'esame perché l'unica cosa logica era pensare che fosse stato programmato male per porgli quella domanda pare tutto l'opposto del dozzinale.
ST lo conosco pochissimo, non amo le serie tv, ma per quel poco che lo conosco mi piace assai.
e sì accompagnare il capitano sarà una bella soddisfazione, auguri! magari raccontaci qualcosa...
OT Paolo, se posso chiederti, dato che hai un ufficio paperless o quasi: ma come riesci a sopravvivere al mouse? Io vivo con un braccio a avambraccio intorpidito e non trovo soluzione.. se non smettere di usare il pc e non posso :-((((
Paolo, non puoi motivare coi fatti un'emozione. Qui non stiamo debunkando, stiamo dicendo cosa ci emoziona. Non siamo tenuti a dire perché ci emoziona :D
Palinsesti leggermente differenti. La settimana in cui venivano presentate le "prime" delle serie TV, insomma l'inizio della stagione televisiva, cadeva in Canada una settimana prima che negli USA.

Forse nell'epoca in cui non c'era internet, non c'era il rischio di spoiler e non c'era la corsa a "vedere la puntata prima degli altri" una cosa del genere non era un problema come lo sarebbe oggi :)

E sai che fine facevano molti di quegli autografi? Buttati per terra da chi li aveva chiesti solo per potersi fare un selfie con l'astronauta.

Scusa se parto dal fondo, ma questo episodio -sicuramente disdicevole- mi sembra alquanto raro e non credo possa infangare completamente la categoria dei cacciatori di autografi :)

Sarà che per lavoro conosco i meccanismi e l'economia del mondo dello spettacolo più di molta gente, ma questo disgusto per gli autografi a pagamento proprio non lo capisco.

Parlo per me e per quella che è la mia esperienza: i cosiddetti "meet & greet", che molti gruppi fanno con i loro fans prima dei concerti, li considero alla pari della prostituzione. Nel senso che autografi e strette di mano, che solitamente sono un gesto di affetto/riconoscenza dell'artista verso un fan, qui vengono letteralmente comprati: l'artista ti dà la mano e ti fa la firma, non perchè riconosce in te una persona che lo apprezza e che lo sostiene economicamente, ma perchè è obbligato per contratto.
Non ci vedo grandi differenze rispetto a una donna che viene a cena con te e ride alle tue battute solo perchè è stata pagata per farlo

Anche perchè un autografo, come oggetto in sè, ha un valore materiale letteralmente nullo (nè il foglio nè l'inchiostro sono oggetti appartenuti all'artista), men che meno la stretta di mano: il loro valore sta tutto nel momento in cui l'artista ha deciso di lasciare al fan un ricordo del loro incontro. Non è una cosa che si può comprare IMHO.
Ovviamente dal punto di vista commerciale non fa una piega: finchè c'è gente disposta a pagare per queste cose, dal loro punto di vista è giusto continuare a farle.

Per cui secondo me è ora di crescere e smettere di aspettarsi che tutto sia dovuto, subito e anche gratis. Il lavoro si paga.

Questo è sacrosanto. Ma allora è giusto far pagare il lavoro in quanto tale: se l'autografo a pagamento serve a sgravare i prezzi dei biglietti, forse è meglio far pagare direttamente in più il biglietto, se questo non permette di rientrare dei costi. Oppure si fa come per i cantanti che fanno le ospitate nei centri commerciali e che firmano solo i loro cd: chi vuole l'autografo deve dimostrare di aver sostenuto economicamente l'artista comprando almeno un suo prodotto.

Purtroppo, far passare l'idea che uno scarabocchio su un foglietto sia un "lavoro" che deve essere pagato (anche se magari l'artista deve firmarne un centinaio) rischia di essere controproducente all'artista stesso, anche se è una star con una carriera pluridecennale alle spalle :) Insomma, che ricordo può avere un fan che, dopo aver pagato un biglietto d'ingresso, scopre che deve pure pagare lo scarabocchio?
Ricordati che Sheldon Cooper, per un motivo simile, ha messo Will Weathon tra i suoi nemici :)
Se interessa io ho un "episodio 0", mai trasmesso, su laser disk ... ma se vuoi vederlo mi sa che mi devi venire a trovare ...:-)
Sergio,

un episodio di Star Trek mai trasmesso ma sorprendentemente distribuito su Laserdisc sarebbe una chicca di valore enorme, per cui permettimi di essere un po' scettico. Forse c'è un equivoco.

Descrivimi cosa intendi per "episodio 0": dammi la trama e il titolo, per esempio. Se poi vuoi mandarmi qualche schermata (va bene anche una foto del monitor).
Garantisco che e' vero, ce l'ho, ma siccome sto traslocando devo ritrovarlo in mezzo ai cartoni. In ogni caso ne trovi tracce qui: https://it.wikipedia.org/wiki/Episodi_di_Star_Trek_(serie_televisiva)_(prima_stagione) , titolo originale "The Cage"
In effetti la mia definizione "mai trasmesso" non era del tutto corretta, e nemmeno la definizione "episodio 0", visto che si parla di "episodio pilota", ma la sostanza resta! :-)
ti ho mandato le foto via email
@Sergio
"The Cage" è effettivamente l'episodio pilota, ma è stato trasmesso eccome! ;)
In Italia si conosce come "Lo Zoo di Talos".
E' probabilmente uno dei migliori episodi in assoluto... anche se non c'è nessuno della "ciurma" che tutti conoscono, se non un giovane Spock (con delle sopracciglia sorprendenti)!
Si racconta che alla scrittura della sceneggiatura abbia partecipato addirittura Isaac Asimov!
Non so se questa è verità o leggenda, ma comunque l'episodio è notevole.
L'episodio viene addirittura ripreso durante la seconda stagione (se non erro) della serie classica, in cui si racconta la storia del capitano Pike, protagonista dell'episodio appunto.

Comunque, a chi dice che Star Trek non è granché, vorrei chiedere di vedersi tutte le puntate di tutte le prime due serie almeno. Soprattutto la seconda, TNG. Nonostante questa non sia la serie originale, da molto su cui riflettere, dal punto di vista dei temi morali e sociali affrontati. Sono certo che vi ricredereste.
Giusto per citare due delle cose che mi colpirono di questa fantastica serie:
- c'è stato il primo bacio tra un uomo bianco ed una donna di colore della storia del cinema e della televisione (1968)
- viene affrontato in modo geniale il tema dell'omosessualità e delle preferenze sessuali in generale (episodio "Il diritto di essere", inizio anni '90).

Queste sono solo due delle infinite sorprese che regala questa opera. Se noi che l'abbiamo vista e seguita con costanza ne siamo così legati, non è perché siamo fanatici nerd con gli occhi foderati di prosciutto, ma è perché abbiamo trovato qualcosa che non è presente altrove.

Live long and prosper!
Paolo,

ancora sui 4K: non dubito della qualità del 4K in ambito informatico. D'altronde, fatte le debite proporzioni, non è molto diverso da un volgarissimo SXGA 1280x1024 su un monitor 17", e non vedere la differenza con i 1024x768 significa avere seri problemi di vista.

Quello che dubito è che sia una risoluzione utile in ambito TV: in fin dei conti sono più di 20 MB a quadro, e ne servono 50 al secondo: 1 GB/s non è proprio un flusso di dati agevole da maneggiare, e la compressione può arrivare fino ad un certo punto prima di dare artefatti visibili... tutte le presentazioni di "guardate com'è figo il 4K rispetto al vostro pulcioso FullHD" che ho visto erano basate sulla proiezione di demo (in genere acquari, panorami, scene tranquille in cui la compressione può veramente fare miracoli: in fin dei conti la maggior parte della scena è ferma), confrontate con la stessa scena in fullHD proiettata sullo stesso pannello (e grazie che fa schifo, immagino con quanta cura sia fatto il resampling finalizzato a dimostrare che il vecchio era peggio).

Devo ancora vedere un confronto tra una scena d'azione a risoluzione nativa FullHD su un televisore FullHD vs. una scena d'azione a risoluzione nativa 4K su un televisore 4K... tralasciando il dettaglio che un film in 4K realisticamente si muove solo su hard disk molto veloci, non certo su dischi ottici e men che mai su una connessione internet casalinga, in questi casi ci sono ottime probabilità che la compressione aggressiva si mangi tutti i presunti vantaggi della maggior risoluzione (e magari anche qualcosa di più)
Replicante Cattivo:

"l'artista ti dà la mano e ti fa la firma, non perchè riconosce in te una persona che lo apprezza e che lo sostiene economicamente, ma perchè è obbligato per contratto."

L'imbianchino ti ritinteggia la cucina non perchè riconosce in te una persona che lo apprezza, ma perchè lo paghi per farlo.

" Insomma, che ricordo può avere un fan che, dopo aver pagato un biglietto d'ingresso, scopre che deve pure pagare lo scarabocchio? "

Insomma, che ricordo puo' avere uno spettatore che, dopo aver pagato l'ingresso al cinema, scopre che se vuole avere anche coca-cola e pop-corn li deve pagare?

"Ricordati che Sheldon Cooper, per un motivo simile, ha messo Will Weathon tra i suoi nemici :)"

No.
Sheldon mise Wil Wheaton nella lista dei suoi mortali nemici perchè NON si presentò alla convention dopo che era stata annunciata la sua partecipazione.
Paolo, premesso che sul tema specifico la penso come te e non come Rio, devo dire che la tua risposta sta poco in piedi. Dire "sei un cretino" è diretto alla persona, dire "quella serie è dozzinale" è diretta appunto alla serie, non alla persona. Altrimenti ogni volta che uno dice che un film è brutto offendi chi invece l'ha apprezzato. Quando hai stroncato lo Star Trek di J.J. Abrahams hai offeso quelli cui invece è piaciuto? Di nuovo per chiarezza: io aborro i film di J.J., ma non ho nessun problema con chi non la pensa come me. Per altro, se dicendo che Star Trek è dozzinale insulti chi invece lo considera un capolavoro, allo stesso modo dicendo che è un capolavoro insulti chi lo considera dozzinale... Anche dire che ha ispirato astronauti, scienziati, ecc. è una fallacia logica, perché non c'entra, è un non sequitur, una serie può essere dozzinale ed ispirare i giovani: io, prima ancora di Star Trek, mi sono lasciato ispirare dalle storie spaziali di Topolino (oh, ma la mitica "Zio Paperone e il tuffo nel Black Hole", Topolino nn.1327-8 dove la mettiamo?), i miei amici che Topolino non l'hanno mai letto e lo considerano un fumetto di serie C mi insultano?
@Carlo Recagno

L'imbianchino ti ritinteggia la cucina non perchè riconosce in te una persona che lo apprezza, ma perchè lo paghi per farlo.

Esempio sbagliato.
Il lavoro dell'imbianchino è quello di tinteggiarmi la cucina, quindi -giustamente- lo pago per quello (così come il lavoro della escort è quello di tenere compagnia al suo cliente ed assecondarlo, nei limiti, il più possibile)
Il lavoro dell'artista è quello di recitare/cantare/scrivere ecc....ed è quello per cui viene effettivamente pagato dal fan che compra i suoi lavori.

L'autografo non riesco a considerarlo parte del lavoro, sorry. Anche perchè, storicamente, gli artisti li hanno sempre concessi gratuitamente, così come le strette di mano o le foto (tranne quelli che si rifiutavano di farlo, ma non per motivi monetari)

Insomma, che ricordo puo' avere uno spettatore che, dopo aver pagato l'ingresso al cinema, scopre che se vuole avere anche coca-cola e pop-corn li deve pagare?

Altro esempio sbagliato.
Nessuna persona sana di mente considererebbe il cibo come un omaggio gratuito compreso nel biglietto del cinema, trattandosi di due merci completamente diverse ed indipendenti. Semmai è come se, dopo aver pagato l'ingresso al cinema, ti venisse chiesto un sovrapprezzo per poter guardare i titoli di coda (anche quelli dopo la scena nascosta) con la motivazione che, siccome la maggior parte del pubblico a quel punto se ne è già andata, se tu vuoi obbligare il proiezionista a far scorrere il film fino alla fine, devi pagarne il lavoro (che in realtà hai già pagato col tuo biglietto).

Inoltre io stavo facendo un discorso che non centra nulla con la questione domanda-offerta, ma relativa alla popolarità degli artisti. Un artista che chiede un obolo per un gesto semplice (anche se sfiancante, dopo un po'...) come un autografo, rischia di fare una brutta figura e di essere visto dal fan come uno che "fa di tutto per raggranellare due soldi". Se invece lo stesso obolo viene inserito nel biglietto d'ingresso, il fan non lo percepirà più come tale, a prescindere dal fatto che poi voglia o meno l'autografo.


Sheldon mise Wil Wheaton nella lista dei suoi mortali nemici perchè NON si presentò alla convention dopo che era stata annunciata la sua partecipazione

Lo so benissimo.Infatti ho scritto "un motivo simile" (e speravo in un minimo di elasticità mentale in più): Wil Weathon ha avuto un comportamento che da Sheldon è stato percepito come irrispettoso e scorretto, anche se poi si è scoperto che era pienamente giustificato (la morte della nonna). Quindi, anche se un artista ha una motivazione valida per far pagare autografo e stretta di mano, se i fan lo percepiscono come un "tentativo di raggranellare qualche soldo in più", sarà difficile convincerli del contrario.

Mi aprite un mondo che non conoscevo.

Non mi è mai capitato di vedere, soprattutto
ai concerti, artisti che si facevano pagare per fare una firma.

Anche in altri campi, non solo in quello musicale:
ultimamente siamo andati a sentire Zerocalcare, che dopo averci affascinato e fatto anche ridere
con un argomento per niente facile (Kobane e i curdi),
si è praticamente slogato il polso a forza di disegnare autografi con l'armadillo (tra cui uno alla mia compagna).
ovviamente non ha voluto un centesimo.

Stessa cosa con autori di teatro, tipo Paolini o Baricco.

Davvero, mai successo di aver visto pagare per un autografo dell'autore.

@recagno
Il tuo esempio del popcorn non è calzante:
i soldi del popcorn e della pizza non vanno all'artista del film che stai guardando,
tanto per restare in ambito cinematografico, ma vanno agli esercenti del cine.

Invece i soldi del glifo che eventualmente ti fai pagare, spesso su un libro/fumetto/DVD che il tizio che ti sta davanti ha già regolarmente pagato,
non vanno al locale che ti ospita, ma finiscono nelle tasche tue.
sempre @recagno:
"finiscono nelle tasche tue", da intendersi in senso GENERICVS, cioè nella fondina dell'eventuale artista/performer che si fa pagare la firma, ovviamente
:-)
Hanno appena messo la serie originale su netflix con qualità ottima
Replicante cattivo,

"Il lavoro dell'imbianchino è quello di tinteggiarmi la cucina, quindi -giustamente- lo pago per quello (così come il lavoro della escort è quello di tenere compagnia al suo cliente ed assecondarlo, nei limiti, il più possibile)
Il lavoro dell'artista è quello di recitare/cantare/scrivere ecc....ed è quello per cui viene effettivamente pagato dal fan che compra i suoi lavori."

Quindi firmare autografi non fa parte del lavoro dell'artista. Sei convinto allora che farsi non so quante ore di volo transoceanico e passare altre ore a fare firme su firme l'artista lo debba fare "a gratis"?

"Altro esempio sbagliato.
Nessuna persona sana di mente considererebbe il cibo come un omaggio gratuito compreso nel biglietto del cinema, trattandosi di due merci completamente diverse ed indipendenti."

Mentre, se ho compreso bene, per te una persona sana di mente considera firmare autografi come "incluso nel pacchetto" dei compiti/doveri di un attore. Temo che non abbiamo lo stesso concetto di sanità mentale, allora.

"ho scritto "un motivo simile" (e speravo in un minimo di elasticità mentale in più): Wil Weathon ha avuto un comportamento che da Sheldon è stato percepito come irrispettoso e scorretto, anche se poi si è scoperto che era pienamente giustificato (la morte della nonna). "

Quindi, in questo caso, non sei tu ad aver fatto un esempio sbagliato, ma io ad aver avuto scarsa elasticità mentale. Volevo essere sicuro di aver capito bene.
In ogni caso, Wheaton non era giustificato, visto che la nonna era viva e vegeta.


Shorty,

"i soldi del popcorn e della pizza non vanno all'artista del film che stai guardando,
tanto per restare in ambito cinematografico, ma vanno agli esercenti del cine."

Come i soldi del biglietto, se non vado errato.

"Invece i soldi del glifo che eventualmente ti fai pagare, spesso su un libro/fumetto/DVD che il tizio che ti sta davanti ha già regolarmente pagato, non vanno al locale che ti ospita, ma finiscono nelle tasche tue. Da intendersi in senso GENERICVS, cioè nella fondina dell'eventuale artista/performer che si fa pagare la firma, ovviamente"

Come è giusto che sia, poichè si tratta di una prestazione professionale che è giusto che venga retribuita.
@Shorty
ultimamente siamo andati a sentire Zerocalcare, che dopo averci affascinato e fatto anche ridere
con un argomento per niente facile (Kobane e i curdi), si è praticamente slogato il polso a forza di disegnare autografi con l'armadillo (tra cui uno alla mia compagna).
ovviamente non ha voluto un centesimo.


Tieni però conto che Zerocalcare ora è al boom della sua popolarità, che solo recentemente è diventata "mainstream" (probabilmente anche grazie all'intervista fatta da Fazio un anno fa, circa). In questo momento non gli conviene fare incontri con biglietto d'ingresso o con un numero ristretto di spettatori, perchè quelli sono eventi dedicati ai "fans duri e puri", mentre lui deve cercare -giustamente- di sfruttare il momento per cercare di attirare più gente possibile e ampliare il suo pubblico.

Questo vuol dire che, almeno da quel che mi è stato raccontato, ai suoi incontri i locali traboccano di persone, che probabilmente lo conoscono solo perchè hanno visto qualche sua vignetta su FB (come me, del resto), ma non hanno indea di cos'altro abbia fatto. E lui dovrà firmare gli autografi anche a queste persone: ma quello che sta facendo è un "investimento" su se stesso, in quanto può darsi che qualcuno di loro, spinto dalla curiosità, possa diventare un suo fan che comprerà i suoi lavori.
Se poi un giorno dovesse diventare un nuovo Stefano Disegni o un nuovo Giorgio Forattini -e glielo auguro- allora potrà, ad esempio, firmare autografi solo a chi si presenterà davanti a lui con un suo libro/albo, facendo sì che il suo autografo diventi il giusto riconoscimento per il fan che ha sostenuto il lavoro dell'artista.

Sergio,

ti hanno già risposto egregiamente i commentatori. Nessun problema.
Daniele,

Dire "sei un cretino" è diretto alla persona, dire "quella serie è dozzinale" è diretta appunto alla serie, non alla persona

Vero. Ma il principio di fondo, ossia l'offesa a qualcuno/qualcosa seguito da un "senza offendere", è lo stesso.


Quando hai stroncato lo Star Trek di J.J. Abrahams hai offeso quelli cui invece è piaciuto?

No. Perché io ho espresso le ragioni per le quali l'ho stroncato. Non ho semplicemente detto "è un film dozzinale".


Anche dire che ha ispirato astronauti, scienziati, ecc. è una fallacia logica, perché non c'entra, è un non sequitur, una serie può essere dozzinale ed ispirare i giovani: io, prima ancora di Star Trek, mi sono lasciato ispirare dalle storie spaziali di Topolino (oh, ma la mitica "Zio Paperone e il tuffo nel Black Hole", Topolino nn.1327-8 dove la mettiamo?), i miei amici che Topolino non l'hanno mai letto e lo considerano un fumetto di serie C mi insultano?

Il tuo ragionamento implica che Topolino sia dozzinale. Non lo è. Da premessa sbagliata arrivi a una conclusione sbagliata. La logica vulcaniana è inesorabile :-)
Max,

Devo ancora vedere un confronto tra una scena d'azione a risoluzione nativa FullHD su un televisore FullHD vs. una scena d'azione a risoluzione nativa 4K su un televisore 4K...

Puoi scaricare Timescapes o il materiale 4K della NASA, per esempio. Le scene a bordo della ISS sono strepitose in 4K, sembrano in 3D anche se non lo sono. Anche il settore a luci rosse ha un'offerta, uhm, qualitativamente notevole, dimostrandosi all'avanguardia con le tecnologie, come al solito. Facendo indagini e perizie si scoprono cose inattese.
@Carlo Recagno

Quindi firmare autografi non fa parte del lavoro dell'artista. Sei convinto allora che farsi non so quante ore di volo transoceanico e passare altre ore a fare firme su firme l'artista lo debba fare "a gratis"?

No. Ma il cachet dell'artista non deriva certo dagli autografi: arriva dagli sponsor, arriva dalla manifestazione che lo ospita (e che di fatto ci guadagna, grazie all'ospite) oppure arriva dal biglietto d'ingresso. Di certo non e lo paga solo con gli autografi. Anche perchè, appunto, quelli che invece li hanno sempre fatti gratis, non vuol dire che abbiano fatto ospitate totalmente gratuite.

Mentre, se ho compreso bene, per te una persona sana di mente considera firmare autografi come "incluso nel pacchetto" dei compiti/doveri di un attore.

Certo: il rispetto e la riconoscenza verso i fan fa parte dei doveri dell'artista (ovviamente con tutti i limiti del caso), a meno che non voglia passare come uno str***o che non degna di attenzione i fans che spendono soldi e tempo per andare a vederlo.
Molti artisti, effettivamente, se ne fregano di questo loro "dovere". Buon per loro se i fans continuano a pagare per vedere i suoi film o comprare i suoi dischi. Ma di certo, non ci sarà la fila per andare a vedere i suoi incontri.
E poi l'artista deve sempre ricordarsi che prima o poi la ruota gira, quindi è un suo interesse tenersi buoni i fans. Perchè è un attimo che oggi sei negli stadi a cantare e domani ti ritrovi in piazza alla sagra del bollito...e nel secondo caso, se tutti ti conoscono come un maleducato indisponente, non avranno pietà nei tuoi confronti.

Quindi, in questo caso, non sei tu ad aver fatto un esempio sbagliato, ma io ad aver avuto scarsa elasticità mentale. Volevo essere sicuro di aver capito bene.
In ogni caso, Wheaton non era giustificato, visto che la nonna era viva e vegeta


In effetti ero indeciso: non ricordavo se la nonna era morta o se era solo malata. Ma ero sicuro che tu avresti focalizzato il discorso solo su quel particolare, tralasciando il senso più ampio dell'esempio, ribadendo che un po' di elasticità mentale non guasterebbe.
Replicante,

se l'autografo a pagamento serve a sgravare i prezzi dei biglietti, forse è meglio far pagare direttamente in più il biglietto

E così il prezzo del biglietto sale di una decina-ventina di euro e tutti dicono che il prezzo del biglietto è troppo alto e non viene nessuno. Mi spiace: già provato, non funziona.


Oppure si fa come per i cantanti che fanno le ospitate nei centri commerciali

Perdonami ma portare un astronauta lunare o un attore di Star Trek o Doctor Who in un centro commerciale mi pare un po' una piazzata. Non è una foca ammaestrata. E comunque dovresti trovare il direttore di centro commerciale che crede all'operazione e pensa di averne un ritorno economico in termini di afflusso di acquirenti. O uno sponsor. Buona fortuna :-)

Ripeto: per lavoro ho a che fare con questo tipo di eventi. Come proponi tu non funziona. La discrezione professionale limita quello che posso dire, ma mi sembra che qui tu stia ragionando senza avere esperienza organizzativa di eventi per cui arrivi a conclusioni irrealistiche. Correggimi se sbaglio.
@Paolo
E così il prezzo del biglietto sale di una decina-ventina di euro e tutti dicono che il prezzo del biglietto è troppo alto e non viene nessuno. Mi spiace: già provato, non funziona.

Diciamo che, per il mio discorso, avrei bisogno di sapere quanto costa il biblietto, quanto costa il bonus "autografo" e quanto costerebbe il primo se il secondo fosse già compreso nel presso. Se l'autografo ha un prezzo simbolico, ci può stare...se già inizia a costare 5-10 euro per me è una cosa inconcepibile (anche se ci sono artisti che ai meet & greet fanno pagare prezzi a 3 cifre...allucinante).
Poi io sono uno che pagherebbe anche 50-60 euro per un concerto, ma non tirerebbe fuori neppure 50 centesimi per un autografo, ma questo non vuol dire che per me deve essere tutto gratis e tutto dovuto, ci mancherebbe.

"Oppure si fa come per i cantanti che fanno le ospitate nei centri commerciali"
Perdonami ma portare un astronauta lunare o un attore di Star Trek o Doctor Who in un centro commerciale mi pare un po' una piazzata. Non è una foca ammaestrata. E comunque dovresti trovare il direttore di centro commerciale che crede all'operazione e pensa di averne un ritorno economico in termini di afflusso di acquirenti. O uno sponsor. Buona fortuna :-)


Ehm...se però quoti solo una parte della frase, non vale :)
Io citavo l'esempio dei "cantanti che, ecc..." facendo notare come, in quei casi, l'autografo viene garantito solo a chi ha comprato il loro ultimo cd, così come quegli scrittori che ti autografano il loro ultimo libro e non lo fanno invece se gli metti davanti un foglietto di carta. In quel caso, ogni autografo corrisponde a un pezzo venduto.
Ora non so come potrebbe essere una situazione analoga con un astronauta o un attore...ma spero che il mio esempio ora sia più chiaro :)

Ripeto: per lavoro ho a che fare con questo tipo di eventi. Come proponi tu non funziona. La discrezione professionale limita quello che posso dire, ma mi sembra che qui tu stia ragionando senza avere esperienza organizzativa di eventi per cui arrivi a conclusioni irrealistiche. Correggimi se sbaglio.

Non ho esperienze organizzative e non metto in dubbio che ci sia un esigenza tecnica dietro certe scelte impopolari.
Però mi sembrava un po' troppo semplicistico dire che se uno non vuole pagare un autografo (perchè altrove li ha sempre avuti gratis) va messo sullo stesso piano di chi scarica la musica o le serie tv e poi si lamenta se invece qualcuno pretende di farle pagare :)
@ Carlo Recagno
ok, allora se vogliamo essere pignoli, i soldi della pizza che paghi al cine vanno:

- la maggior parte al titolare di "speedypizza", o quel che è, e ai suoi camerieri/assistenti all'interno del multisala.
- una parte al fornaio, che ha preparato la materia prima
- una parte al titolare del multisala, che noleggia il negozio speedypizza al responsabile del franchising

Così come, nell eventuale libro dell'autore, una parte di proventi va all'autore, una parte alla casa editrice, una parte alla tipografia che ha stampato il libro, una parte al fornitore di carta ecc.

INVECE i proventi della tristissima (per me) raccolta euri per l'autografo, vanno SOLO all'autore che spesso, come ti facevamo notare io e Bad Replicante, ha davanti a se un FAN con il SUO libro, già regolarmente pagato.

Tutto chiaro ora?

Poi se l'autore, oltre al cachet che prende per l'evento, oltre ai libri/DVD/fumetti/ecc, venduti all'evento (perchè oltretutto parliamo sempre di pubblicità positiva per l'artista/autore in questione), vuol monetizzare tutto, facendosi pagare anche la "prestazione professionale" di una mezz'oretta di colpi di polso su opere (sue) GIA' pagate, liberissimo lui di farlo.

Libero io di fregarmene alla grande.

Shorty,

Libero io di fregarmene alla grande.

È proprio questo il concetto: grazie alla formula degli autografi a pagamento, tu che non vuoi l'autografo paghi meno il biglietto. Se vuoi l'autografo, lo paghi; se non lo vuoi, non sei obbligato a pagarlo comunque incluso nel prezzo del biglietto.

In pratica, chi paga l'autografo regala a te uno sconto. Tu sei libero di fregartene, appunto. Mi sembra una formula dove tutti beneficiano, te compreso.


i proventi della tristissima (per me) raccolta euri per l'autografo, vanno SOLO all'autore

No. Vanno anche al suo agente, all'organizzatore dell'evento e a tutti quelli che l'hanno reso possibile.

Perdonami, ma la tua inesperienza ti sta facendo dire cose non vere.
Vabbè è un puro trucco commerciale. Il rimborso all'artista, che peraltro non fa spettacolo ma qualcosa di molto poco qualificato e impegnativo, lo pagano i fan, inoltre io ci guadagno su tutti quelli che non sono fan e vengono, pagando l'ingresso, alla festa o quel che è. Quindi ci guadagno due volte: non pago più l'artista perché venga alla festa, i cui costi sono coperti dai fan, e se davvero i costi li paga qualcun altro, posso mettere i biglietti più bassi, tanto i costi li ho già rimborsati, e quindi guadagnare sulla quantità. Tipo òe banche che ti vendono i loro prodotti, non sempre di gran qualità, anziché investire i tuoi soldi.
Replicante,

Diciamo che, per il mio discorso, avrei bisogno di sapere quanto costa il biblietto, quanto costa il bonus "autografo" e quanto costerebbe il primo se il secondo fosse già compreso nel presso

OK. Faccio un esempio con cifre ipotetiche ma realistiche. Portare un ospite dagli USA richiede -- se ti va molto bene -- biglietto aereo (2000 euro), albergo e pasti al ristorante per qualche giorno (2000 euro), sala convegni (1500-3000 euro), cachet dell'ospite (10.000 euro minimo, di cui una congrua parte va all'agente). Aggiungici due o tre cosine di contorno (taxi, rinfresco, gestione e stampa volanti, biglietti, staff, cartella stampa, comunicazione ai giornali, un interprete competente se l'ospite non parla italiano) e arrivi a 20.000 come se niente fosse.

Questo è il caso migliore: tieni presente che non sei l'unico sulla piazza, certi ospiti sono richiestissimi e altri paesi possono permettersi di pagarli dieci volte più di te. Per cui non ti stupire se una celebrità ti chiede 30, 50, o 100.000 per un weekend. Sarebbe stupido a chiederti di meno, anche perché a sua volta lui o lei deve pagare l'agente, le tasse, la rata del mutuo, la scuola per i figli... e molti attori non lavorano tutto l'anno. Se poi magari è anziano o acciaccato, viene solo se gli paghi un volo in business. Per lui e il partner. E allora cominci a piangere. Ah, poi c'è magari anche la SIAE che ci mette lo zampino. Tieni presente che in tutto questo simpatico conticino non sto calcolando il costo delle giornate di lavoro che spendi a organizzare il tutto.

Ci sei fin qui? Bene. Allora a questo punto devi recuperare i 20.000 euro (se ti va bene), ma poi dovrai pagarci le tasse e magari campare, per cui diciamo pure 40.000. Quante persone prevedi di avere? Mille? Sei ottimista, perché di sale convegni da mille posti in Italia, vicine ad aeroporti (mica puoi far fare tre ore di macchina all'ospite) ce ne sono poche e care. Diciamo cinquecento. Senza autografo sono ottanta euro a biglietto.

Risultato: non ci viene nessuno, tu butti via 20.000 euro e fai la figura del fesso. Nessuno accetterà mai più un invito da te. Sei finito.

Piano B: biglietti a 50 euro, autografi a 20 euro. Cinquecento persone disposte a pagare 50 euro per uno ospite che stimano, riveriscono o adorano di solito le trovi. Il resto lo fai con gli autografi, che ti permettono di avere anche altra gente che viene solo per l'autografo e un selfie e se ne va. Risultato: l'evento si fa, chi viene a sentire la conferenza spende meno e prende l'autografo solo se lo vuole veramente.

L'autografo a pagamento farà schifo ad alcuni, ma per molti (compresi quelli che non vogliono l'autografo) fa la differenza fra incontrare l'ospite che sognano d'incontrare da una vita e non incontrarlo del tutto.

Ti faccio un esempio concreto: sono andato a sentire l'astronauta lunare Ed Mitchell. Ho pagato il biglietto d'ingresso e ho pagato anche il suo autografo. Ci siamo parlati, ho avuto l'occasione di ringraziarlo per tutto quello che ha fatto (non solo come astronauta), e ora ho un manuale NASA originale con la sua firma. Ed Mitchell è morto poco tempo fa. Avrò sempre il ricordo di quel momento. Non mi ha fatto schifo pagare l'autografo per contribuire all'associazione che si è impegnata economicamente per farlo venire. Per cui vedo la cosa anche dal punto di vista dell'utente.

Non voglio convincere nessuno con questi calcoli: voglio solo informare, perché mi sembra che ci sia poca chiarezza sull'argomento. Se vi chiedete come mai nessuno porta in Italia certi personaggi per una conferenza o un incontro, magari adesso sarà più chiaro.
Mi scuso per gli errori di ortografia del lungo commento precedente, scritto un po' di corsa.
"Mi scuso per gli errori di ortografia del lungo commento precedente, scritto un po' di corsa."

Figurati, in poche righe hai messo a disposizione di noi tutti, gratuitamente, la tua esperienza in materia: grazie!

Ma la vera domanda é: sei diventato abbastanza famoso da chiedere un compenso per gli autografi e i selfie con te? :D
"i proventi della tristissima (per me) raccolta euri per l'autografo, vanno SOLO all'autore"

No. Vanno anche al suo agente, all'organizzatore dell'evento e a tutti quelli che l'hanno reso possibile.


Io questo lo sapevo :)
Infatti molti cantanti che fanno sessioni di foto e autografi a pagamento prima/dopo i concerti, non sempre sono d'accordo con questa formula, ma sono costretti ad accettarla per imposizione della casa discografica, che ci lucra alla grande.
Oltretutto la formula del meet & greet li obbliga a far sì che, quando incontrano i fans che li aspettano fuori dal palazzetto, non possono fare foto/autografi con loro (visto che non hanno pagao) e, per non dover rifiutare le loro richieste, sono costretti a tirar dritto senza fermarsi da loro.

OK. Faccio un esempio con cifre ipotetiche ma realistiche. [mega-cut]

Ok, diciamo che, cifre alla mano, mi hai convinto :)
Almeno, finchè si tratta di personaggi per i quali difficilmente si avranno altre occasioni di poterle incontrare, ci sta che il fan possa decidere di fare l'investimento per poter avere un ricordo di tale incontro.

Resta il fatto che io 20 euro non li pagherei neppure per avere l'autografo di Scarlett Johansonn che firma il foglio guardandomi negli occhi e leccandosi le labbra. :)
Interessante questa discussione scaturita dai commenti. La spiegazione di Paolo getta una nuova luce su come funzionino questo genere di cose, che finora mi avevano lasciato sempre piuttosto perplesso. Salutaci anche T.J. Hooker, già che lo vedi.
Replicante,

Resta il fatto che io 20 euro non li pagherei neppure per avere l'autografo di Scarlett Johansonn che firma il foglio guardandomi negli occhi e leccandosi le labbra. :)

Padre genovese e madre scozzese, o viceversa? :-)


Rilancio con un Modulo di Comando Apollo firmato davanti ai miei occhi da Jim Lovell. Ce l'ho qui davanti a me.
Approfitto di questo post per chiedere ai più esperti una curiosità: nell'Almanacco Topolino 237 vedere foto uscito nel settembre 1976, ho trovato questo concorso a premi che permetteva di vincere un modellino della U.S.S. Enterprise. Resto perplesso dalla descrizione del premio: "le sue spaziali strutture sono già comparse in un film e in una serie di telefilm francesi che forse, molto presto, arriveranno anche in Italia". A parte il "telefilm francese" (forse una svista), mi risulta che il primo film sia quello del 1979, tre anni dopo questo annuncio...
abc,

il modellino è quello della Dinky Toys ed è riferito alla Serie Classica (i telefilm originali): lo si riconosce dalla forma dei bracci e delle gondole dei motori.

La descrizione fatta da Topolino è di pura fantasia: confermo che nel 1976 non c'era nessun film di Star Trek (a parte il mitico Star Trek turco del 1973, ma dubito che Topolino si riferisse a quello) e per quel che ne so il "telefilm francese" è una castroneria.
"a parte il mitico Star Trek turco del 1973"

Star Trek turco del '73? Mai sentito, lo cerco subito! :D
Eccolo!

https://www.youtube.com/watch?v=rc3CfHfNmXg

Quando a 6.45 ho visto il "teletrasporto" mi sono cappottato :D
Replicante cattivo:

"il rispetto e la riconoscenza verso i fan fa parte dei doveri dell'artista (ovviamente con tutti i limiti del caso), a meno che non voglia passare come uno str***o che non degna di attenzione i fans che spendono soldi e tempo per andare a vederlo. "

Certamente, il rispetto e la riconoscenza verso i fan fanno parte dei doveri dell'artista. Ma non si stava parlando di autografi (e/o strette di mano) estemporanei, bensì di "sessioni" organizzate di autografi. Cioè di far venire apposta un artista facendogli fare ore e ore di aereo per poi metterlo a massacrarsi il polso destro (sinistro, se è mancino) a fare firme su firme. Quella è una prestazione professionale che è giusto venga retribuita, e non ha nulla a che vedere con il rispetto e la riconoscenza verso i fan.

"E poi l'artista deve sempre ricordarsi che prima o poi la ruota gira, quindi è un suo interesse tenersi buoni i fans. Perchè è un attimo che oggi sei negli stadi a cantare e domani ti ritrovi in piazza alla sagra del bollito...e nel secondo caso, se tutti ti conoscono come un maleducato indisponente, non avranno pietà nei tuoi confronti."

Azzardo un'ipotesi: probabilmente è per questo che gli artisti si fanno pagare gli autografi: perchè sanno perfettamente che la loro stella non brillerà per sempre, ed è meglio approfittarne finchè sono (ancora) in auge.

"ero sicuro che tu avresti focalizzato il discorso solo su quel particolare, tralasciando il senso più ampio dell'esempio, ribadendo che un po' di elasticità mentale non guasterebbe."

Ho focalizzato il discorso solo su quel particolare? Quindi il resto del mio commento non l'hai letto? E ne eri addirittura sicuro.
Non posso che essere d'accordo con te: un po' di elasticità mentale non guasterebbe.