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Elon Musk: tecnologie fattibili e costi accettabili per colonizzare Marte

Questo articolo vi arriva gratuitamente grazie alle donazioni dei lettori. Se vi piace, potete farne una per incoraggiarmi a scrivere ancora (anche con un microabbonamento). Ultimo aggiornamento: 2016/09/29 12:40.

La prima cosa che si chiedono tutti non è come andare su Marte, ma perché mai vorremmo andarci, ammesso di poterlo fare. Già: chi mai vorrebbe andare a vivere in un mondo incontaminato, tutto da esplorare, insieme alle menti migliori dell’umanità, in una colonia autosufficiente, in un ambiente impegnativo e ricco di sfide, lontano e al riparo dalle diarree mentali dei politici, dei complottisti, degli sciachimisti, degli antivaccinisti, di Roberto Giacobbo e dal rischio di autodistruzione per epidemie, riscaldamento globale, guerra nucleare o semplice, inesorabile coglionaggine collettiva?

Elon Musk ha le idee molto chiare in proposito: a costo di essere scambiato per pazzo, dice spesso che l’unico modo per garantire la sopravvivenza a lungo termine della specie umana è colonizzare anche altri pianeti oltre alla Terra, in modo da non avere tutte le uova nello stesso paniere. Un concetto di pura, istintiva sopravvivenza, semplice e comprensibile da chiunque. Meno semplice è come realizzare questa colonizzazione.

Ieri Musk, nel corso di un’ora abbondante di conferenza pubblica all’International Astronautical Congress (IAC) a Guadalajara, in Messico, ha presentato la sua proposta: non si tratta solo di un video accattivante (che trovate qui sotto), ma di un piano tecnicamente dettagliato, al quale Musk e SpaceX hanno chiaramente dedicato molta attenzione e per il quale sono già stati costruiti i primi componenti sperimentali. Un piano che non solo è tecnicamente fattibile, dato che non richiede alcuna nuova scoperta scientifica, ma che è anche economicamente sostenibile. Musk, nella sua presentazione, ha dedicato molto tempo alla questione dei costi: un aspetto che mancava completamente nei piani di esplorazione marziana di Wernher Von Braun di cinquant’anni fa, spinti solo dalla politica. Qui, invece, lo sguardo è verso le stelle ma la mano è sul portafogli.

Il video presentato da Musk è puro space porn: il razzo più grande mai costruito, capace di portare cento astronauti per volta fino a Marte e di essere riutilizzato interamente più volte; un veicolo spaziale di rifornimento in volo; e un impianto di produzione di propellente su Marte che utilizza le risorse locali. Musk dice che il video è basato su progetti tecnici concreti (i modelli ingegneristici CAD creati da SpaceX) e non è una semplice rappresentazione artistica (anche se personalmente ho qualche riserva sulla plausibilità di quel colossale finestrone anteriore, della torre di lancio snellissima e del secondo veicolo parcheggiato accanto alla rampa).


Interstellar, mangia la mia polvere.

Musk presenta il suo progetto (PDF) senza slanci retorici, quasi sottotono, con la sua caratteristica cadenza esitante, come se stesse presentando un nuovo modello di telefonino che ha le icone disposte così invece che cosà invece che una flotta di astronavi per la colonizzazione di un pianeta. E man mano le obiezioni di pancia, che vengono spontanee di fronte all’idea di astronavi da cento passeggeri e di un milione di abitanti su Marte entro cent’anni, vengono smontate.

La diretta della presentazione di Elon Musk è archiviata qui su Youtube; una versione ripulita, senza i venti minuti di musichetta d’attesa iniziale e la sessione di domande e risposte, è qui sotto.



Costi, costi, costi


Esplorare lo spazio con i costi di missioni come quelle lunari degli anni Sessanta (circa 10 miliardi di dollari di oggi per persona portata sulla Luna) è insostenibile. Per far scendere i costi bisogna puntare sulla riusabilità completa dei veicoli, sul rifornimento in orbita, sulla produzione di propellente in loco, e sul tipo di propellente adatto.

La riusabilità è in via di sviluppo (il primo stadio dei Falcon 9 di SpaceX l’ha dimostrata); il rifornimento in orbita è in fase sperimentale su piccoli satelliti; la produzione in loco di propellente è fattibile se si sceglie una materia prima disponibile su Marte. E su Marte c’è la possibilità di produrre ossigeno e metano. Ovviamente serve un propulsore a metano: c’è, si chiama Raptor e ha completato con successo il primo test di accensione pochi giorni fa. A parità di dimensioni, ha il triplo della spinta dei motori attuali di SpaceX. E SpaceX ha già dimostrato di saper fabbricare un gran numero di motori per i suoi razzi Falcon 9, che ne usano nove per volta.


Profilo di missione


Nella visione di Elon Musk, il razzo gigante, alto 122 metri e largo 12, pesante 10.500 tonnellate al decollo, più grande dell’immenso Saturn V che portò i primi astronauti sulla Luna, decolla da Cape Canaveral, proprio dalla Rampa 39A dalla quale partirono le missioni lunari. Una rampa che SpaceX sta già adattando alle proprie esigenze di lancio.

Il primo stadio ha ben 42 motori (un numero che piacerà molto ai fan della Guida Galattica per Autostoppisti), di cui i sette centrali sono orientabili, e torna a Terra atterrando verticalmente, come fa oggi il primo stadio del Falcon 9, ma con precisione ancora maggiore: si posa direttamente sulla rampa dalla quale è partito.

Questo primo stadio è un mostro: è capace di portare in orbita terrestre circa 550 tonnellate in un solo volo (se si rinuncia al rientro controllato, altrimenti scendono a 330). Per intenderci, un Saturn V ne portava 135. Se volete un altro paragone, un solo razzo come quello proposto da SpaceX sarebbe in grado di mettere in orbita l’intera Stazione Spaziale Internazionale in un colpo solo.

L’astronave vera e propria costituisce il secondo stadio del razzo gigante e viene parcheggiata in orbita intorno alla Terra con i serbatoi quasi vuoti perché ha consumato quasi tutto il propellente per raggiungere l’orbita. Viene raggiunta da veicoli di rifornimento, sempre lanciati con l’aiuto del primo stadio e basati sullo stesso progetto dell’astronave, per contenere i costi di sviluppo.

Quando ha fatto il pieno, l’astronave (il cui primo esemplare Musk vorrebbe battezzare Cuore d'Oro o Heart of Gold, sempre citando la Guida Galattica) viene caricata di astronauti con un altro volo e poi parte verso Marte, dove arriva dopo circa tre mesi di viaggio (può viaggiare velocemente perché ha molto propellente che le consente di accelerare e poi frenare), sfruttando pannelli fotovoltaici a ventaglio per generare circa 200 kW di energia elettrica per i sistemi di bordo.

Arrivata a Marte, scende sulla superficie utilizzando inizialmente uno scudo termico per frenare sfruttando la tenue atmosfera del pianeta e poi i motori di discesa per rallentare e infine effettuare un atterraggio verticale: tecnica già dimostrata da SpaceX sulla Terra, dove la gravità maggiore di quella marziana è una sfida molto più impegnativa.

Su Marte, trasportato da una missione precedente, c’è un impianto di estrazione e produzione di metano e ossigeno che consente di rifornire l’astronave. Terminato il rifornimento, l’astronave riparte verso la Terra (per decollare da Marte non ha bisogno del primo stadio gigante che serve sulla Terra), dove rientra usando prima lo scudo termico multiuso per la frenata iniziale e poi i motori per rallentare ulteriormente e atterrare in verticale.

I viaggi partirebbero ogni due anni, quando Marte è alla distanza minima dalla Terra, a una sessantina di milioni di chilometri, e le astronavi formerebbero periodicamente una flotta, anche di mille unità, distribuite su varie fasi e in vari punti del sistema solare; la produzione in massa ridurrebbe i costi unitari.


Costi, costi, costi (ancora)


Se il primo stadio viene usato 1000 volte, il veicolo di rifornimento 100 volte e l’astronave una dozzina di volte, Musk stima che i costi di un viaggio possano scendere a circa 200.000 dollari a persona (o per tonnellata di carico). A queste cifre, e solo a queste cifre, diventa realistico parlare di colonizzazione di Marte e non di semplici missioni mordi e fuggi.

Musk è consapevole del fatto che non ha un piano finanziario che gli consenta di trovare i dieci miliardi di dollari che servono per arrivare al primo veicolo (se tutto va bene) e non c’è una speranza di ritorno economico da una flotta di navi coloniali che, dice esplicitamente durante la conferenza, richiama quella di Battlestar Galactica. Non è l’unica citazione nerd della serata: oltre alla già menzionata Guida Galattica, Musk sdrammatizza la mancanza di un piano finanziario con un’immagine che dice letteralmente che le tappe sono “rubare mutande, lanciare satelliti, mandare cargo e astronauti alla ISS, Kickstater, guadagnare.” La questione del furto di biancheria intima deriva da una puntata di South Park, dove gli gnomi avevano un piano finanziario altrettanto irrealistico basato proprio sul furto di mutande.


Semplificazione ed efficienza


I costi del veicolo si riducono usando una struttura in fibra di carbonio invece di quella metallica attuale e semplificandone il funzionamento: invece di pressurizzare il propellente liquido usando serbatoi supplementari di elio (come avviene oggi sui Falcon 9, per esempio), si usa direttamente il propellente stesso, una cui frazione viene convertita in gas. Elegante.

L’astronave, fra l’altro, è in grado (secondo Musk, perlomeno) di raggiungere l’orbita terrestre da sola, anche senza primo stadio, se si riduce drasticamente il carico a bordo (lo dice a 54 minuti dall’inizio). Se è vero, sarebbe il coronamento del sogno astronautico di un veicolo SSTO (Single Stage To Orbit), già tentato in tante occasioni passate.


Tempi di marcia


Musk pensa di avere pronto il primo stadio entro quattro anni da oggi (per i primi voli di collaudo suborbitali) e l’intero sistema entro una decina. Una capsula Dragon verrà lanciata per atterrare su Marte fra due anni, nel 2018 usando il Falcon Heavy. Tutto questo, s’intende, se non ci sono intoppi e sorprese: ma nel settore aerospaziale ci sono sempre (il Falcon Heavy, tanto per fare un esempio, non ha ancora volato ed è in ritardo sulle date previste). Ma Musk ragiona su una scala di quaranta e più anni, per cui c’è margine per qualche slittamento. Comunque il primo pezzo del grande veicolo, un enorme serbatoio sperimentale per l’ossigeno liquido, è già stato costruito.




Non solo Marte


Una delle più grandi sorprese della presentazione di Elon Musk è che non propone un veicolo fatto su misura per Marte, ma un’astronave concepita per essere usabile anche in molti altri posti del Sistema Solare, perché non usa ali o paracadute che dipendono dalla presenza di un’atmosfera. Se ci sono punti di rifornimento intermedi, può viaggiare fino a Giove o Europa e anche oltre, fino ai pianeti esterni, incluso Plutone, atterrando sui loro satelliti e ripartendo senza bisogno di un primo stadio. Musk, tuttavia, umoristicamente la sconsiglia per i viaggi interstellari.

Per la protezione contro le radiazioni, specialmente in caso di attività solare intensa e viaggi lunghi, è previsto un campo magnetico deflettore, combinato con il puntamento dei motori verso il Sole in modo da usarli come schermatura per le radiazioni provenienti dal Sole e con una grande massa d’acqua a bordo. Non si sa quanto possa essere efficace tutto questo per campi elettromagnetici intensissimi come quelli che circondano Giove e i suoi satelliti.

Fra l'altro, l’astronave, da sola, sarebbe anche usabile come trasporto terrestre iperveloce: da un capo all’altro del mondo in 45 minuti. Da New York a Tokyo in 25 minuti. Un volo transatlantico in dieci. Il problema principale sarebbe il rumore, per cui sarebbero necessarie basi di atterraggio al largo della costa.



Ma è credibile tutto questo?


Musk non ha perso l’occasione per sottolineare che SpaceX, nel 2002, era solo “moquette e una banda di mariachi”. Oggi rifornisce la Stazione Spaziale Internazionale (dal 2012), mette in orbita satelliti per telecomunicazioni e fa atterrare verticalmente i primi stadi dei suoi vettori per riutilizzarli, cosa che nessuno ha mai fatto prima (il primo lancio di un vettore che ha già volato è previsto a breve). Se tanto ci dà tanto, se i fondi ci sono e se c’è l’interesse, non c’è motivo di pensare che questo piano colossale di colonizzazione marziana, per quanto ambizioso, non sia tecnicamente fattibile, a patto di accettare delle perdite umane (come ha sottolineato Musk).

Personalmente credo che l’ostacolo più grande sia la questione etica dell’interferenza con eventuali forme di vita marziane. Se ci andiamo in massa e decidiamo di trasformarne l’atmosfera per renderlo abitabile, bisognerà decidere che non c’è speranza di trovare vita su Marte e che il pianeta è sterile, per cui possiamo sfruttarlo. Questa questione non è stata toccata da Elon Musk durante la presentazione (ma, mi dicono nei commenti qui sotto, ne ha parlato nella conferenza stampa post-evento).

Musk ha invece detto molto chiaramente che ha più soldi di quanti ne possa mai spendere in una vita e che quindi l’unica motivazione che ha per lavorare e guadagnarne altri è l’esplorazione dello spazio. Si è messo a nudo, molto schiettamente, parlando di morti da mettere in preventivo e presentando oggi la mappa dettagliata della sua ambizione ultima, l’obiettivo finale al quale tende tutta la sua vita. E con motivazioni del genere, molto meno variabili dell’umore e delle convenienze elettorali di un governo, c’è poco da scherzare.

Con cauto entusiasmo staremo a vedere: di certo il boss di SpaceX e Tesla ci ha già regalato una visione e una speranza che non si vedevano dai tempi delle missioni Apollo, quando sembrava che l’Universo fosse a portata di mano di chiunque avesse determinazione, risorse, intelligenza e coraggio. Chissà se questa è la volta buona.


Fonti aggiuntive: Ars Technica.
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Commenti (103)
Mi pari un filino ottimista... :-) parafrasandoti: Chi mai vorrebbe vivere in un mondo inospitale, praticamente senza atmosfera, con nottate a -100°, sostanzialmente senza acqua, senza vegetazione, senza cibo?
Chi vorrebbe che la sua vita dipendesse totalmente da sistemi tecnologici mai testati prima, con limitatissime possibilità di ripararli o mantenerli?
Detto ciò, sarebbe una straordinaria esplorazione, affascinante e straordinaria.

«Già, chi mai vorrebbe andare a vivere in un mondo incontaminato [...] lontano e al riparo dalle diarree mentali dei politici [...] o semplice, inesorabile coglionaggine collettiva?»

Forse hai dimenticato di dire «senza polizia, leggi da rispettare e dove il furto ed altri crimini sono legali... » ... :-m :-\

O forse intendi ripetere l'evoluzione da capo sperando che prenda una piega diversa? :LOL
Due pensieri:
1) ha anche detto che attualmente SpaceX sta spendendo il 5% del proprio fatturato per questo progetto. Il ritorno in termini di visibilità è enorme; come ho già detto in passato Musk è il nuovo Jobs, con due punti a favore a) non fa gadget ma cose da grandi b) è meno arrogante. Poi il reality distorsion field è forte anche in lui, il che - come per Jobs - non significa che non ottiene risultati, ma che il suo prodotto prima di tutto è il sogno.
2) non vi fa incazzare da morire pensare che abbiamo dovuto aspettare 40 anni per rivedere certi paradigmi dell'esplorazione spaziale e se non fosse stato per UNA SOLA PERSONA avremmo dovuto aspettare chissà quanti 40 anni ancora? Per me è inconcepibile. Oltre al magone che mi viene pensando che abbiamo buttato nel wc 40 anni.

Avessero inventato il motore a curvatura potevi dire che non c'era la tecnologia. Ma no, 40 anni persi. Per noi fondamentali. Nella migliore delle ipotesi, vedremo la nascita delle prime colonie, e basta.
@axes "Chi vorrebbe che la sua vita dipendesse totalmente da sistemi tecnologici mai testati prima, con limitatissime possibilità di ripararli o mantenerli?"

Io ci andrei seduta stante....
Visionario è sicuramente visionario, e fa piacere sapere che qualcuno là fuori è ancora capace di sognare in grande.

Per il resto, più o meno ogni dettaglio è al di là pure della più ardita fantascienza.
Concordo con il sopracciglio alzato per finestrone/torre/serbatoio.
Ma anche per il singolo stadio per 100 tonnellate di carico utile, per la cabina che deve ospitare 100 persone più bagagli e attrezzature per la sopravvivenza per 3 mesi, il tutto in 12 metri di diametro e 25 metri di altezza.

Apollo è costato più o meno 100 miliardi (di oggi) e in 10 anni ha portato 12 uomini sulla luna.
La ISS è costata altrettanto.
Questo progetto probabilmente sta nell'ordine dei 300-400 miliardi: sono cifre da governi (e il plurale non è a caso).
SpaceX non avrà mai questo tipo di risorse camminando solo sulle sue gambe: se procede a piccoli passi e cercando di fare profitto potrebbe farcela forse in un secolo.

Per il resto, il programma è ambiziosissimo, ma lo sapevamo già che con soldi a pioggia si poteva andare su marte.
Si poteva già 30 anni fa, probabilmente.
Quel che manca è la volontà politica (e un motivo pressante per farlo come la competizione con l'URSS).


Vedo più probabile una nave modulare assemblata in orbita in stile ISS, con ascensione dei soli astronauti e discesa su Marte con modulo apposito.
Molto meno romantico ma quasi totalmente fattibile con la tecnologia odierna.

Il progetto di Musk parla di colonizzazione e viaggi interplanetari ma glissa totalmente sui passaggi intermedi per arrivarci: detto chiaro e tondo, sta cercando sponsor.
E' la sua strategia e la applica sistematicamente anche con Tesla.
E con buon successo, devo dire.

Ma ciò non ha niente di una vera conferenza scientifica: lo dimostra anche il fatto che il pubblico selezionato era una sorta di convention di nerd e fan di Elon in generale, vedasi sessione di domande e risposte, abbastanza imbarazzante.
ma per mangiare come fanno?
"Se ci andiamo in massa e decidiamo di trasformarne l’atmosfera per renderlo abitabile, bisognerà decidere che non c’è speranza di trovare vita su Marte e che il pianeta è sterile, per cui possiamo sfruttarlo. Questa questione non è stata toccata da Elon Musk"

Ne ha brevemente discusso nella conferenza stampa con i professionisti del settore (non prevista, ma visto il tono delle domande nel Q&A ufficiale, indispensabile): Musk: not too concerned about planetary protection; no sign of life on Martian surface. Planet we need to protect is Earth. (https://twitter.com/jeff_foust/status/780895170007076868)
Due cose mi interessano molto: 1) il potenziale di questa tecnologia per ridurre di moltissimo i costi non solo dei viaggi su marte ma anche di tutte le missioni interplanetarie (anche robotiche) e dei telescopi spaziali. 2) la possibilità grazie all'elevato diametro del payload (12-17 metri) di realizzare delle stazioni spaziali/astronavi con gravità artificiale (tramite rotazione).
e' giusto pensare al backup, ma secondo me sarebbe anche giusto pensare anche all'ambiente di produzione prima...
Come dice Axse, mi sembra che Musk si sia concentrato troppo sulle modalità del viaggio e per nulla sulla permanenza, prima di far arrivare 100 persone ogni viaggio bisogna preparare tutto per la loro sopravvivenza (energia, cibo, acqua, protezione dalle radiazioni, dalla temperatura e dagli effetti della bassa gravità), e sarà una sfida di almeno un ordine di grandezza superiore al solo viaggio. Secondo me avrebbe senso creare una stazione spaziale in orbita su Marte, che funga da base di arrivo per i viaggi, per sovraintendere alla costruzione di una base sulla superficie (costruita magari da robot) e fare da backup per qualunque problema si possa verificare.

@Rigel, con 12 metri di diametro il programma SpinCalc mi dice che per avere 1g sono necessarie 12 rotazioni al minuto (7 m/sec). Probabilmente sarebbe meglio approntare un anello abitativo più grande che non debba ruotare a quella velocità.
Typo: "intelligena"
una cosa che mi piace di Musk è la capacità di pensare al di là dei risultati trimestrali, cosa che sembra la costante dell'imprenditore moderno.
ha delle idee, e punta su quelle.
fa sorridere la naturalezza con cui dice che le prime missioni avrebbero un "quite high risk of death" e lo dice come se fosse una cosa ovvia e soprattutto ha chiaro che quando si tratta della ragione stessa di esistenza del genere umano un cadavere in più non può essere un motivo di rinuncia.

detto questo, mi fa un po' ridere però quando dice che sì, le radiazioni ci sono ma non sono un problema così grave, al massimo ci sarà un lieve aumento dei casi di cancro: caro Elon, se mi presenti un piano di backup per l'umanità e poi il dna fa a farsi friggere, direi che non è un gran piano.
c'è poi un altro aspetto che non è stato trattato e credo sia importante, ovvero quale dovrebbe essere l'economia di questi avamposti.
perchè un conto è se una nazione o anche tutto il mondo dice "ok, lo facciamo per la ricerca" e di conseguenza la cosa è giustificata dalla ricerca.
ma altrimenti?
voglio dire, a parte il backup, cosa dovrebbe essere questa colonia su marte? un resort di pensionamento per uber-ricchi alla elysium? un gulag di estrazione mineraria per desperados alla total recall?
perchè lui ne parla facendo raffronti al west americano, ma direi che la cosa regge pochino.
innanzitutto la gente andava verso la california spinta dal fatto di poter disporre del terreno che veniva assegnato a chi ci arrivava per primo (e bisognerebbe discutere della proprietà privata dei corpi celesti, cosa attualmente abbastanza indietro...)
e poi quando arrivava in un posto questo era già autosufficiente: piantavi il tuo grano, e facevi il tuo pane.
chi arriva su marte non può viverci "per se", ma sarebbe costretto a pagare, letteralmente, anche l'aria.
insomma c'è molto da discutere.
certo meglio discutere di questo che non i gatti e tette su snapchat.

e comunque per il rifornimento in orbita io sarei più per una stazione spaziale come Dio comanda, mica quella specie di buffer ikea che ci troviamo adesso: 2001 odissea nello spazio insegna.
@franto vai pure, leggerò con grandissimo interesse i tuoi resoconti :-)
Se fossimo "comandati" da politici seri, che invece di spendere miliardi per guerre, investissero nella ricerca e nell'esplorazione, saremmo già su Marte da mò... cavoli, siamo andati sulla luna nel '69 e poi più "nulla" oltre la ISS (anche se non è poco), ma farebbe proprio sognare superare questo avamposto e dirigersi OLTRE...
@Paolo:
circa 10 miliardi di dollari di oggi per persona

Credo che qui intendi 10 miliardi per ogni persona mandata sulla Luna (o in orbita alla Luna), non per ogni cittadino statunitense, esatto?
@Nand in linea teorica non vedo perchè una rotazione di 12 giri al minuto potrebbe creare problemi. Piuttosto il problema potrebbe essere la forza mareale alla quale sarebbe soggetto un corpo in piedi nella superficie laterale interna del cilindro: i piedi subirebbero un'accelerazione maggiore rispetto alla testa. Ma già con un raggio di 6 metri considerando un'altezza tipica di una persona di 1.7 metri l'effetto non dovrebbe più essere tanto fastidioso. Certo al giorno d'oggi con i moduli da 5 metri di diametro della ISS questo è impensabile, ma con un modulo da 12 metri di diametro secondo me inizia a diventare fattibile
Patrick, basterebbe la spesa per i cosmetici e la moda.
Ma solo a me sembra strano il fatto che vengano prima mandate le persone in orbita, e poi il razzo con il rifornimento? Non sarebbe più sensato mandare prima i rifornimenti, e poi le persone? Che in questo modo non dovrebbero stare li a girarsi i pollici nell'attesa dell'arrivo del carburante...
non ho ascoltato tutto il talk, e non so se Elon ha affrontato due problemi:

(1) radiazioni: sia durante il viaggio che all'arrivo. So che il problema è molto discusso ma non mi pare di avere visto una soluzione sicura

(2) la permanenza di lungo termine su Marte. Avendo passato un anno in Antartide (primo italiano bla bla bla... :) ), che non è paragonabile comunque (una "passeggiata" fuori è comunque fattibile, respirando "aria") temo che il problema psicologico di una vita del genere, senza prospettive di ritorno, sia estremamente serio.
Per ora non ho un'ora da ascoltare tutto, ma intanto ... perché non mandarci Giacobbo in una landa desolata radioattiva con solo sassi e sabbia e noi ce la godiamo ai Caraibi ? Un bel missile con complottisti, qualche politico, vip e famosi ...
Oppure finanziamo il tutto con una stagione del grande fratello nello spazio che dura tre anni !!
A parte gli scherzi, io credo che l'esplorazione dello spazio potrà avere una crescita quando vi sarà un reale interesse economico, tipo il reperimento di risorse minerarie o energetiche. Non credo basti che costi meno, ci si dovrebbe guadagnare.
@Il Lupo Della Luna

togliamo anche quelli senza problemi! ;-)
@Guido Pisano:
E chi ti dice che il nostro sia l'ambiente di produzione? Magari il nostro è lo staging;)
al riparo dalla (...) semplice, inesorabile coglionaggine collettiva?

Vedrai che metteranno il Pokemon Go anche là.
al riparo (...) dal rischio di autodistruzione per epidemie

Anche a me pare che ci siano aspetti relativi alla permanenza trattati troppo velocemente. Oltre al problema psicologico citato da pgc, c'è anche quello biologico. Noi siamo immersi in un ecosistema autoregolante grande come il pianeta. E soprattutto lo sono anche i nostri patogeni. La grandezza dell'ecosistema garantisce che, salvo casi eccezionali (peste nera), un patogeno appena evoluto prima o poi trova qualcosa che lo limita. Ma non solo il patogeno, anche un insetto rodivegetazione.
In un ecosistema per forza di cosa semplificato il rischio di deriva genetica è molto più elevato.
https://it.wikipedia.org/wiki/Collo_di_bottiglia
https://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_del_fondatore

un nerd che lavora con me ha trovato un Pokemon molto raro da queste parti, sulle montagne... Non vi dico esattamente dove per ovvi motivi, ma la quota era ooltre 5000.
anche un insetto rodivegetazione.

Dimentichi gli insetti "alieni" (tanto per restare in tema, ma sarebbe a dire "alloctoni").

L'uomo sta distruggendo l'ecosistema in cui vive importando, seppure involontariamente, insetti da ecosistemi diversi in ecosistemi dove vanno in contro ad una riproduzione incontrollata.

Si veda per es. il "vespino cinese" o "cinipide del castagno", il punteruolo rosso delle palme e addirittura le cimici, verdi e ultimamente marmorate.
Lupo della Luna:

Il discorso di Patrick mi sembra parecchio populista: per fare la guerra ci vogliono almeno due parti, ma per cominciarla ne basta una. I politici c'entrano esattamente quanto la gente che li vota e che quasi sempre supporta l'odio e le guerre con grande entusiasmo.

Detto questo, la spesa per i cosmetici e la moda è PRIVATA. Quella per la guerra PUBBLICA. E' una differenza sostanziale. Non puoi impedire alla gente di spendere quello che si è guadagnato per quello che gli pare. Almeno in un'economia di mercato. In più la cura per l'aspetto esteriore è connaturata alla natura umana e non. Pensa alla coda del pavone. Noi abbiamo la BMW. Le donne il trucco e i vestiti.
Noi abbiamo la BMW.

Noi chi?



;-)
Penso che l'idea di colonizzare Marte continuerà a sembrare pura fantascienza finchè l'agenzia spaziale cinese non deciderà di farci un pensierino. Allora sì che si inizierà a correre...
Grande stima per le visioni e per i successi di Musk.

Ma mi chiedo, non siamo ancora riusciti a creare una colonia neppure semi permane te sulla luna, puntare subito a Marte non è un azzardo? Il primo step dovrebbe essere il nostro satellite. Quale posto migliore per trovare in piccolo tutto ciò prim di tentare il lungo passo verso Marte, con tutte le complicazioni aggiuntive dovute alla maggior distanza?
@pgc

...sicuramente populista... ma ti dirò, ci fosse un politico che mette nel suo programma ALMENO un accenno alla voglia di contribuire all'esplorazione spaziale, IO lo voterei... il problema è che finchè non ci sono TANTE persone interessate/affascinate da questa tematica, il politico non ci metterà mai la faccia... a proposito, Musk in politica?!?!
Riguardo al fattore psicologico, sicuramente ho visto troppi film, ma mi chiedo se sia importante anche prevedere un meccanismo di autoprotezione della colonia da eventuali ammutinamenti.
Ovvero essere sicuri che per eventuali individui in preda a derive distruttive non sia possibile arrecare grossi danni all'intera missione.

Non lo vedo molto banale come problema...
@Rigel, sì, non sono numeri improponibili, ma penso che un anello più grande sarebbe più stabile: il mio dubbio maggiore è sul numero di persone trasportate, è impensabile che se ne stiano per tre mesi sedute al loro posto, per cui per la stabilità di una capsula rotante si deve tener conto di 100 * 80 kg = 8 tonnellate di "carico vagante", un altro elemento che deve essere testato bene prima di applicarlo alla realtà (l'ennesimo, ahimè).
Burroughs iniziò il suo lungo sonno probabilmente ancora sognando John Carter e Deja Thorris.
Chi di noi aveva qualche anno nel 1969 si è svegliato con il grande passo per l'umanità che invece ha chiuso il cerchio.
Vivendo con una tecnologia che poco ha inventato ma solo perfezionato (e qualche volta benissimo) scoperte ed invenzioni di un secolo fa, rientra nei sogni immaginare colonie marziane su un pianeta probabilmente morto e sostanzialmente ostico a qualsiasi cellula del nostro corpo. Un po' come pensare di addormentarsi nel Sahara con il sole all'azimuth e svegliarsi nel cuore dell'inverno artico costantemente chiusi dentro un forno a microonde acceso.
Se poi si riuscisse ad effettivamente costruire un vettore adatto, rimane un mistero che fare una volta a destinazione. Libertà? non credo: sarebbe un "governo" piramidale più simile al nord-coreano che non ad una democrazia moderna dal momento che nessuna libertà può esistere quando la stessa aria che respiri ti viene offerta, per non parlare del cibo.
Colonie umane possibili senza decine di migliaia di anni necessari ad una nuova evoluzione umana per l'adattamento? Sicuramente, ma su esopianeti o su stazioni spaziali di dimensioni e prestazioni ben diverse da quelle attuali.
Marte? lasciamolo alle nostre fantasie o incubi di bambini e a studi su chi siamo e da dove veniamo. C'è la Luna per le mini-colonie elitarie: lo dice anche Aldrin ed è anche più vicina, ben più adatta ed economicamente conveniente per i nostri potenti motori a combustione fossile.


Ma della sostenibilità di un ecosistema completamente autonomo (e senza alcun backup) non se ne preoccupa nessuno? Vi ricordate com'è andata a finire con Biosphere 2? https://en.wikipedia.org/wiki/Biosphere_2
p.s. ovviamente con "gli uomini la BMW" e "le donne il trucco e i vestiti" intendo un andamento "medio". Poi ci sono donne con la BMW e uomini che si truccano. E anche uomini e donne che non spendono molto né per l'uno né per l'altro.
Premessa #1: Sul piano “filosofico”, sono d’accordo con Musk (e anzi c’ero arrivato di mio già all’epoca del Programma “Apollo”): o riusciamo a trovare il modo di andare “fuori”, oppure a lungo termine siamo fregati.

Premessa #2: Anche a parte questo, sono convinto che l’esplorazione spaziale sia comunque una specie di insopprimibile dovere morale/etico per l’umanità, e che valga i suoi costi sino all’ultimo centesimo.

Ma pur con queste premesse, pur accettando come scontate - per pura facilità di discussione – la fattibilità tecnologica e la sostenibilità finanziaria del progetto, e pur volendo passare sopra alla clamorosa falsificazione logica inserita nel profilo di missione (“su Marte c’è un impianto di estrazione e produzione di metano e ossigeno che consente di rifornire l’astronave”), tutta la faccenda mi sembra riconducibile alla fantascienza visionaria piuttosto che al mondo delle cose reali o quanto meno possibili. Manca infatti quello che IMHO è l’elememento chiave (peraltro già sottolineato da F e pgc), e cioè chi e perchè vorrebbe mai andare su Marte in queste condizioni, e per fare cosa.

Il paragone più calzante e diretto è ovviamente quello con l’esplorazione e colonizzazione del mondo da parte dell’ Europa, essenzialmente per via marittima, a partire dal XV secolo.

Anche allora, dopo una prima fase esplorativa condotta esclusivamente dai governi, arrivarono ben presto anche i privati, capacissimi di investire i loro capitali in imprese ancora più ambiziose e azzardare di quelle viste come accettabili dalle corti (si pensi al viaggio di Magellano). Da questo punto di vista, il posto per uno come Musk c’è tutto.

Ma l’espansione europea era essenzialmente in vista di due fattori:

- L’apertura di linee commerciali verso le fonti di prodotti o materie prime di altissimo pregio, e più tardi il controllo/possesso diretto di queste fonti. Ora, in linea teorica è anche possibile che su Marte si trovi qualcosa che abbia lo stesso rapporto tra peso/volume e prezzo sul mercato delle spezie o dei diamanti, che ne giustificherebbe il trasporto sulla Terra – ma mi sembra un po’ prematuro darlo per scontato;

- La colonizzazione, cioè il trasporto e insediamento di gente, desiderosa di (o costretta a, si pensi all’ Australia) lasciare i propri paesi di origine per cercare altrove una vita migliore.

Ora, io non ho il minimo dubbio che sarebbe possibile trovare gente disposta ad acquistare un biglietto di sola andata per Marte (basti pensare alle ondate migratorie che stanno investendo l’ Europa), e anzi sono certo che la domanda supererebbe di gran lunga i posti disponibili. Questo, però, ad una “piccola” condizione: che Marte sia già “terraformato”, o comunque che il processo sia già ben avviato e dipenda ormai solo dal lavoro dei nuovi “Marziani”. Questo dettaglio “secondario” è del tutto ignorato nella presentazione di Musk, cosa ben comprensibile visto che AFAIK anche le stime più ottimistiche parlano di un processo di “terraformazione” che dovrebbe durare almeno 100.000 anni.
Non vedo invece chi potrebbe mai voler andare su Marte, per essere poi costretto a vivere in una gabbia restando strettamente dipendente dal regolare arrivo di rifornimenti dalla Terra. Tanto varrebbe accoppare qualcuno e farsi dare l’ergastolo: costa molto di meno, e le condizioni di vita sono senz’altro migliori.

Dimentichi gli insetti "alieni" (tanto per restare in tema, ma sarebbe a dire "alloctoni").
(...)
Si veda per es. il "vespino cinese" o "cinipide del castagno", il punteruolo rosso delle palme e addirittura le cimici, verdi e ultimamente marmorate.


Ma infatti è quello che dico :-)
Di specie tirate fuori dal loro habitat, inserite in un altro, e quindi dannose per espansione incontrollata è piena la storia dell'ecologia. Dal punto di vista della specie, è proprio entrare in un ecosistema semplificato: senza i loro predatori o i loro patogeni, o entrambi.
Infatti la cipinide del castagno è in via di sconfitta perchè in seguito abbiamo importato anche il Torymus sinensis, suo parassita, ripristinando così almeno un pezzetto della complessità dell'ecosistema iniziale.

La cimice marmorata cos'è?
Errata: cipinide.
Corrige: cinipide.

Comunque c'è da dire che questo passo, anche se per ora ipotetico, non sarebbe stato possibile senza il talento e l'energia visionaria degli autori e dei realizzatori di Interstellar. Sono Opere come queste, nelle quali l'Arte si sublima nella sua forma più pura e visionaria, che possono far alzare all'uomo la testa dalle sue meschinità e indicare all'Umanità tutta un Futuro più Luminoso.
Grazie Nolan, grazie Thorne.




E con questo vi saluto: credo che la mia partecipazione al blog sia costretta a terminare qui... :-D
il problema non è tanto chi VORREBBE andare su Marte. Ma chi è in grado veramente di sopportare lo stress relativo di stare, tanto per fare un elenco:

senza vedere il cielo blu, la luce del Sole (l'irraggiamento è molto ridotto su marte), gli alberi, il mare, un lago, i propri cari, la tomba della mamma, la pizzeria preferita. Aprire la finestra, il rumore e l'umidità della pioggia (a me questa è una delle cose che mancavano di più durante l'inverno), il silenzio, una gita in montagna, giocare all'aperto, una partita a pallone, il calore del Sole, la lasagna della nonna.... devo continuare? E' facile sottovalutare l'impatto psicologico su un piccolo gruppo di persone di tutto questo.

Secondo me c'é una grossa sottovalutazione del problema. E' successo in Australia (leggere "the fatal shore"), nelle prime comunità nordamericane, e in ogni luogo colonizzato. Ci si è passati, ma con grandi sofferenze e a volte a costo dell'estinzione stessa della comunità. A volte la cosa è sopravvissuta, ma per quanto difficile la vita su un pianeta alieno come Marte non è assolutamente paragonabile a quella anche sul più remoto e difficile luogo terrestre.

Oltre a questo, una cosa è la sopravvivenza della SPECIE, una cosa quella dei singoli. L'espansione su altri pianeti significa aumentare la probabilità di sopravvivenza della prima, ma non dei singoli individui, anzi. Se la popolazione aumenta, più gente è a rischio.

Non per essere negativo, ma a mio modesto parere questo aspetto viene al momento sottovalutato da tutti i voglio-andare-su-Marte...
La deriva genetica umana potrebbe essere evitata con uno stratagemma letto in un vecchio libro di fantascienza. In quel racconto si parlava di ovuli fecondati e congelati. In ogni famiglia, obbligatoriamente, la compagna doveva farsi impiantare, uno di questi ovuli.

Ovviamente il libro tralasciava tutte le conseguenze etiche a partire dalla creazione di embrioni opportunamente selezionati al solo scopo di nascere su un altro pianeta in poi :-)

Per quanto riguarda gli effetti psicologici, credo che pgc, avendolo vissuto sulla propria pelle, sia quello che, qui, conosce meglio il problema.

Magari, nei primi tempi, ci sarebbe l'entusiasmo della nuova avventura (che bello sto su Marte, terreeestriii... prrrr!!!, faccio quel che voglio, che bella l'avventura ecc...), ma poi, dopo sei mesi alle prese con lavori sicuramente non leggeri e di routine?
in un ambiente del genere tra l'altro tutto tranne "faccio quello che voglio". Basta un errore o un banale sabotaggio (magari a causa della prima, inevitabile, crisi depressiva) e puoi mettere la parola fine all'esperimento. Per tutti.
Unknown,

grazie per la correzione. Refuso sistemato.


Tukler,

sì, era il costo per persona mandata sulla Luna. Ho riformulato per maggiore chiarezza, grazie.

pgc,

chi è in grado veramente di sopportare lo stress relativo di stare, tanto per fare un elenco: senza vedere il cielo blu, la luce del Sole (l'irraggiamento è molto ridotto su marte), gli alberi, il mare, un lago

Stai descrivendo la vita del traduttore medio :-)


Battute a parte: sei su Marte. In un luogo, per citare Andy Weir, dove ogni passo che fai è il primo passo mai fatto, dove ogni valle non è mai stata vista da essere umano e sei il primo a vederla. Dove ogni sasso è lì, da milioni di anni, che attende di essere sollevato per raccontarti la sua storia. Dove ogni tramonto ti ricorda che sei su un mondo alieno e hai compiuto un viaggio incredibile. Dove puoi sollevare pesi grandissimi, correre a velocità folle e fare salti fantastici grazie alla bassa gravità. Dove puoi addormentarti con il tuo partner fra le braccia e non trovarti col braccio intorpidito dal suo peso. Dici poco.

Sei in un luogo dove non ci sono fulmini, pioggia, uragani, torrenti o laghi nei quali annegare, serpenti velenosi, predatori... la Terra non è poi così ospitale, se ci pensi. I tre quarti della superficie sono coperti da una sostanza che causa il soffocamento quasi immediato :-)

Confesso: sono un marziano. La Terra mi sta stretta. Soprattutto per via dei ragni.
Sì, ma vuoi mettere stare sdraiato mollemente al sole grattandosi le palle?
3 mesi e come la raggiungono quella velocità ?
Uhm... leggendo i commenti mi sembra che ci sia una preponderante
deriva hollywoodiana catastrofista riguardo la scelta di un eventuale equipaggio da mandare su Marte.

Beninteso che la profonda ed innegabile tendenza umana all'autodistruzione sia una cosa palese e facilmente riscontrabile nel burrone verso il quale ci stiamo allegramente dirigendo come specie... credo/spero/auspico/immagino che ci siano a questo mondo anche persone diverse. Sia persone che possano sopportare lo stress psicologico di una missione quasi suicida, che persone in grado di saper scegliere chi tra i candidati, possa essere il più consono ad andarci.

Anche prendendo per verità assoluta la frase "l'unica cosa infinita è la stupidità umana" e ammettendo che il sogno venduto da Musk possa un giorno realizzarsi, non sembra anche a voi che si stia esagerando con il bias mutuato da molti/troppi film fantahorror?

Ma un brindisi ad un bel progetto non volete farlo? Lasciamo per un attimo da parte il come ed i possibili sviluppi e proviamo a pensare che, almeno in linea teorica, possa diventare realtà...

Non vi fa sentire meglio?
martinobri,

" Sì, ma vuoi mettere stare sdraiato mollemente al sole grattandosi le palle?"

Cosa che su un intero pianeta desertico e disabitato dopo un po' viene di un naturale...
@Stupidocane:
Mi sento chiamato in causa riguardo la deriva hollywoodiana, ma avevo già messo le mani avanti;)

Sicuramente sarebbero persone selezionatissime, ma come puoi essere certo che una persona possa sopportare degli stress psicologici di un tipo che nessun umano ha mai provato prima?

Mettiamo che dei primi 100 coloni uno solo impazzisca e decida di distruggere tutto. Bisogna trovare il modo di essere sicuri che da solo non sia in grado di causare danni irreversibili alla colonia.
E con numeri così ristretti di persone e tecnologie così sofisticate non la vedo facile.

Per il resto certo che è un progetto affascinante, io mi stavo emozionando solo dal fatto di leggere per la prima volta "astronave" in un contesto non (o non troppo) fantascientifico...
Gianmaria,

Secondo il mio punto di vista, che è quello dell'uomo della strada in materia scientifica, credo sia più "facile" colonizzare Marte che la Luna. Distanze a parte, su Marte c'è comunque una somiglianza con la Terra molto più evidente e fisica che non su quel grosso sasso senza atmosfera e cielo nero qual'è la Luna.

Spero che pgc intervenga se dico una baggianata da gran premio...
martinobri,

Rileggendo il tuo intervento e la mia risposta (non chiedermi il perché) mi è balenata davanti agli occhi l'immagine di un gibbone durante la siesta pomeridiana...

Ripeto, non chiedermi il perché. È solo un pensiero che volevo condividere...

:D
@Pgc

E che ci vuole, sbatti i candidati per 3 anni in una cella in antartico a temperatura costante fra i 15 e i 20 gradi, senza dire loro se è giorno o notte o quanto tempo sta realmente passando, con una selezione di manualozzi all you can read, carta e penna a go-go, dà loro un pin a 4 cifre per interrompere l'esperimento quando vogliono, e così vedi di che pasta son fatti.
su Marte c'è comunque una somiglianza con la Terra molto più evidente e fisica che non su quel grosso sasso senza atmosfera e cielo nero qual'è la Luna.

Mah, si tratterebbe comunque di vivere sotto una cupola. Che fuori ci sia il vuoto oppure anidride carbonica al 95% a 0,01 atm non fa molta differenza. Non farebbe differenza neanche se ci fosse 80% azoto 20% ossigeno a 0,3 atm.
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
puffo,
l'hanno fatto diverse volte. Sono venuti fuori parecchi interessanti problemi. Se ti interessa ti consiglio il libro "Extreme: Why some people thrive at the limits Paperback", Emma Barrett, 2016.
Però in effetti una differenza pro-luna ci sarebbe.
Sul pianeta rosso dovresti stare gomito a gomito con questo bisteccone.
Sulla Luna invece...
E anche questa non scherzava un cazzo.
Eh va beh, ormai ho cominciato...
Altre bellezze seleniche.
Paolo Attivissimo,

L'errore che fai (molto comune) è quello di pensare che il proprio caso sia (1) prevedibile perché è un desiderio molto forte (ci mancherebbe, anche per me...) e (2) si applichi a TUTTI quelli che VOGLIONO andare su Marte.

Io non discuto che per alcuni funzionerebbe. Il problema è PER CHI e PER QUANTI funzionerebbe.

Ti assicuro che anche un anno di isolamento (con un ritorno certo) fanno crollare un sacco di persone. Non lo dico io ma gli studi fatti.

Personalmente, sono ai margini dell'adattabilità alle condizioni estreme di solitudine. Non lo dico io ma i test psicologici che ho fatto a fine missione rispetto alla media. Questo per dire che se fossi più giovane mi sentirei un candidato passabile. Ho passato 330 giorni su circa 350 in quasi totale solitudine, non smettendo di lavorare un giorno che è uno, in un osservatorio quasi totalmente isolato. Ogni tanto qualcuno passava ma per a volte non vedevo nessuno per giorni e giorni. Per una settimana in un caso non ho mai visto nessuno perché vivevo a orari alternati, seguendo l'ora siderale. Quando vidi le prime luci dell'alba mi sono messo a piangere come un bambino, perché per me era come se si fosse rotto un incantesimo, NON perché mi dispiacesse...

Ma proprio per questo so benissimo che nessuno oggi possa prevedere l'effetto su se stesso del non poter aprire una finestra per tutta la vita che gli resta - tanto per fare un esempio. E dire che li potevo uscire facilmente, a volte in maglietta (nonostante il gelo fino a -78C, 110 considerato il windchill).

Conta che le persone che hanno soggiornato nello spazio per oltre 6 mesi sono probabilmente (molto) meno di 100. Comunque con un limite certo alla durata della missione. NESSUNO può prevedere che cosa accadrebbe in una comunità isolata e destinata a rinunciare per tutta la vita a certe cose cui siamo adattati da milioni di anni.

E conta che 1 persona 1 che cade in grave depressione su centinaia può creare un problema gravissimo in uno spazio confinato. Certamente centinaia di persone non sono le 50 di una stazione o le 6 dell'ISS, ma resta il fatto che le condizioni di vita in quella situazione, passato l'entusiasmo iniziale, sarebbero veramente difficili. La vita in quell'ambiente non sarebbe sempre una "prima" volta, ma al contrario di una monotonia mortale...

Leggi il libro che ho consigliato nel mio commento precedente.

Complimenti comunque per l'articolo, senz'altro il più originale che ho letto sul talk di EM all'IAC.
Come al solito arrivo tardi... Da quel che so il problema non è solo tecnologico, ma anche biologico, perché gli osteoblasti smettono di funzionare in microgravità, mentre gli osteoclasti continuano a distruggere le ossa. Dopo anni di viaggio lo scheletro degli astronauti sarebbe fragilissimo.
Io non vorrei dare l'impressione di essere in cerca di argomenti CONTRO i sogni, la nostra umana ambizione di esplorare. Ci mancherebbe.

Vorrei però che qualcuno mi dicesse quanto si sia riflettuto su questo aspetto che, proprio perché so di cosa si parla meglio di altri, mi sembra enormemente sottovalutato e minimizzato da molti. "Terraformare" Marte richiederebbe migliaia di anni, forse milioni. Sempre ammesso che sia possibile date le caratteristiche fisico-chimiche del pianeta.

In tutto questo periodo l'essere umano dovrebbe adattarsi a vivere in condizioni molto particolari. Senza poter uscire, in condizioni di gravità ridotta, seguendo routine molto precise a causa dei costi e dei rischi connessi all'esplorazione del pianeta. Una situazione che non esiste sulla Terra. Anzi esiste. E infatti c'è un continente sul quale di fatto non si è mai sviluppata una vera colonia umana, nonostante di certo non sia neanche lontanamente così estremo come Marte e nonostante vi siano indubbie risorse.

Magari dopo 10 o 20 generazioni ce la si farebbe dato che ci si adatterebbe. Ma quello che mi preoccupa sono le prime 2 o 3. Quante persone ci ripenserebbero? Quante si pentirebbero della scelta? Quante scoppierebbero? Che tipo di comunità si creerebbe? Che tipo di democrazia ci può essere in uno spazio confinato in cui se apri la valvola sbagliata o fai un buco nella parete puoi rischiare di ammazzare tutti? Cosa accadrebbe nel caso di conflitti tra persone?

Sono domande serie, che andrebbero affrontate. Pensare di sparare una piccola comunità a 100 milioni di km con un biglietto di sola andata, e vedere l'effetto che fa, francamente mi sembra un po' ingenuo... Anche dal punto di vista legale: cosa succede il giorno che qualcuno chiede di tornare? Gli si fa vedere la firma sul contratto e finita li?
bisognerà decidere che non c’è speranza di trovare vita su Marte e che il pianeta è sterile, per cui possiamo sfruttarlo.

Che problema ci sarebbe a sterminare quattro batteri o anche quattro protozoi alieni?
L'universo è sopravvissuto all'estinzione dei dinosauri e della tigre dai denti a sciabola...
@pgc

Grazie del consiglio, lo compro al volo.

Se non ricordo male mi avevi detto tipo 155 anni fa che gli astronauti sono per definizione persone competitive,

Dall'altro lato conosco un paio di hikikomori, ma so per certo che non saprebbero gestire una stazione di qualunque tipo, anche una vetrina dei gelati sarebbe problematica, e più che altro perchè si rifiutano di incamerare istruzioni.

Penso che persone capaci di tollerare una simile reclusione esistono, così come esistono persone che possono gestire stazioni estremamente complesse svolgendo lavoro che normalmente si affida a parecchie persone.

Penso che il problema stia nel trovare persone che presentino entrambi i tratti contemporaneamente.

Personalmente se mi si proponesse l'esperimento come lo ho indicato il motivo dei miei dubbi a riguardo sarebbero: "SE stessi recluso in quel modo per tre anni, riuscirei poi a trovare un lavoro regolare per la ventina d'anni che mi manca per andare in pensione in un luogo a mia scelta?"
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Anche Marte è solo una tappa.
Mi dispiace non poter vedere il seguito (NSFW), salvo improbabili progressi tecnologici.
@Stupidocane

Sfruttare la luna come base di partenza per viaggi interplanetari è un piano già preso in considerazione piu volte. La luna avrebbe l indubbio vantaggio della vicinanza.

Non c'è più molto hype a parlare di luna. Marte è molto più attrattivo psicologicamente parlando. Ma cosa succederà quando questo interesse svanirà? Come è successo per la luna?
@pgc "Ho passato 330 giorni su circa 350 in quasi totale solitudine..."
eri uno di questi? http://www.ilpost.it/2016/08/29/un-anno-di-vita-su-marte-alle-hawaii/
@Tukler
E chi ti dice che il nostro sia l'ambiente di produzione? Magari il nostro è lo staging;)
Quando ne hai solo uno le due cose coincidono (sei costretto per forza di cose a fare le prove in ambiente "live", ma per forza di cose non devi esagerare perche' se lo sputtani...) :)
@martinobri
Sì, ma vuoi mettere stare sdraiato mollemente al sole grattandosi le palle?
Come non concordare... :)
@Faber

Il tuo primo link porta a
Hrm.
Wayback Machine doesn't have that page archived.
Che problema ci sarebbe a sterminare quattro batteri o anche quattro protozoi alieni?

Il rispetto dovuto (sempre, tranne legittima difesa) a qualcosa che non abbiamo fatto noi.
Altrimenti sarebbe lecito fracassare l'esoscheletro ai poveri invertebrati del fondo girando per i torrenti col SUV.

(ogni riferimento a Stupidocane è intenzionale) :-DD
Legittima difesa o bilancio costi/benefici avveduto.
Non avrebbe senso, per esempio, non costruire un ospedale indispensabile perchè sull'unico posto dove puoi costruirlo c'è l'unico stagno della zona.
Però deve essere veramente l'unica soluzione possibile.
Martinobri: "Mah, si tratterebbe comunque di vivere sotto una cupola. Che fuori ci sia il vuoto oppure anidride carbonica al 95% a 0,01 atm non fa molta differenza.

Per questo forse sì, ma dimentichi il "piccolo dettaglio" che su Marte il giorno dura poco meno di 25 ore mentre sulla Luna 29,5 giorni! (ne approfitto anche per sottolineare che NON SONO VENTOTTO come sbagliano tutti)
Inoltre ha meno differenza di gravità con la Terra, e la sua atmosfera, seppur tenue, protegge dalle micrometeoriti mentre sulla Luna anche un granello di 2 grammi ti ucciderebbe come un proiettile.
Quale dei due corpi è più appetibile per adattarsi a lunghe permanenze? ;)
Comunque vada a finire, un grazie a Elon Musk per averci dato di nuovo un sogno, una visione, l'idea che si possa pensare al futuro guardando più in là della prossima elezione o delle prossime vacanze estive.
@Grazie pgc per aver approfondito le tematiche sull'isolamento e le condizioni di vita che avevo in testa, prima ancora che riuscissi a focalizzarle.

@pgc quel libro esiste anche in italiano oppure è solo in inglese? grazie
@ Martinobri
La cimice marmorata, alias halyomorpha halys è una cimice di origine cinese giutn ain Italia 2-3 anni fa. Individuata inizialment ein Emilia Romagna si è rapidamente diffusa nel nord italia. Viene indicata come "flagello" dalla UE per i danni che può portare all'agricoltura. negli USA ha distrutto compeltamente la coltivazione di frutta e granturco di interi stati.
Gli insetti alieni in italia sono più di quanto si pensi (anche le coccinelle che vedete al 80% sono di origine cinese e fanno più danni che altro, per ironia venenro importate pe rla lotta biologica)
Dal putno di vista di "insetti" e "portoghesi" di simili dimensioni non penso ci siano problemi pe ri controlli, almeno iniziali, che verrebebro fatti su ciò che sic arica, inoltre poco potrebbero fare all'ambiente marziano, semmai potrebbero distruggero quello creato per far sopravviere i coloni. Discosro diverso per virus e batteri, che sarebbe da soppesare molto, ma molto bene... e in entrambi i sensi (terra-> marte, Marte -> terra)
Marco,

il link al PDF della presentazione funziona. Quelli ai video funzionano. Cosa non ti risulta non più disponibile, esattamente?
non credo il libro segnalato esista in italiano.

@Patrick: no, ho passato un inverno (e varie estati) nella stazione Amundsen-Scott a South Pole, come unico support astronomer di un telescopio che richiedeva moltissima assistenza continua.
@pgc
wow, grazie per la risposta e complimenti per il coraggio.
@ ST

Grazie.
Vi pongo un quesito del quale ho difficoltà a trovare risposta:
perché s'investe tanto per colonizzare Marte rispetto alla nostra vicina di casa Luna? ...seguendo derive Hollywoodiane,con base stile Spazio 1999, eventuali criticità del nostro pianeta sarebbero gestibili in viaggi di certo più semplici ed economici, rispetto ad andare su Marte,così come il ritorno sulla terra...
Grazie Patrick, ma ti assicuro di essere solo un "incosciente privilegiato" :)
@VDBG (commento #5): "Ma ciò non ha niente di una vera conferenza scientifica: lo dimostra anche il fatto che il pubblico selezionato era una sorta di convention di nerd e fan di Elon in generale".

Una correzione: l'intervento di Musk non era a una "convention di nerd" ma è stato invitato a parlare (più probabilmente si è proposto lui) allo IAC, International Astronautical Congress. Trattasi di un congresso scientifico a tutti gli effetti, gli atti sono indicizzati su Scopus, e i partecipanti sono ingegneri, scienziati, ricercatori e studenti (generalmente dottorandi e qualche laureando) nel settore aerospaziale; in maggioranza sono ingegneri, con qualche fisico e tracce di altri settori. Come in tutti questi eventi, gli organizzatori invitano uno o più "keynote speakers" per presentare progetti o discutere di tematiche importanti del settore.
Poi che nel pubblico si siano affollati i più entusiasti e più nerd tra chi fa un lavoro da nerd di successo è un altro discorso, e sintomo di quanto chi lavora nel settore, soprattutto nella frontiera della ricerca, voglia finalmente vedere qualcosa di grande.
Ma non era nè un evento organizzato da SpaceX per pubblico selezionato, nè i TED nè tantomeno il Comicon.
Poi mantengo anche io un certo scetticismo sulle tempistiche, ma spero riesca a raccogliere consensi sia tra i finanziatori (non credo che SpaceX da sola riesca a farcela) sia tra l'opinione pubblica: se va male qualche test e ci scappa il morto, serve avere un minimo di consenso. Ma in fondo anche i campionati automobilistici e motociclistici continuano nonostante le vittime siano pressoché inevitabili, e giovani aspiranti piloti ci sono sempre.
@pgc

Quando si parla di permanenze in Antartico, col termine "Inverno" intendi il periodo che va da ottobre a marzo o quello da aprile a settembre?
mar-set. It applies to all Southern hemisphere!!! :)

comunque di solito per "inverno" si intende da febbraio a ottobre in Antartide, il periodo in cui south pole è completamente isolata (medevac a parte...)
@martinobri
l'istruzione anti-foto pornografiche inserisce https://derefer.it/ nei link del blog contenenti http://www.keinpfusch.net
https://web.archive.org/web/20111129124609/https://derefer.it/http://www.keinpfusch.net/2011/07/invasioni-alienegiocando-coi-numeri.html

L'URL giusto è https://web.archive.org/web/20111129124609/http://www.keinpfusch.net/2011/07/invasioni-alienegiocando-coi-numeri.html (NSFW).

Ho segnalato la cosa ad axlman nei commenti.
l'interesse per la luna è crollato quando era evidente l'assenza totale di carbonio e acqua. Non è un caso che da quando hanno trovato ghiaccio in zone perennemente in ombra nei crateri polari, l'interesse per la Luna è tornato e già si parla di villaggi lunari (ESA).
Marte ha tutto, in prospettiva è molto piu' ospitale della Luna. Il problema di contaminare la vita presente su marte (se c'è, ma a detta di molti astrofisici *è probabile che ci sia* in forma ovviamente microbica) puo' essere gestito, ci sono zone dove puo' esserci, e zone dove sicuramente non c'è, si tratta di scegliere bene i luoghi.
sulla fattibilità della missione, vedo che in molti tecnici, anche nasa, dopo un iniziale scetticismo sono passati a "maybe". Ne prendo atto, a livello emotivo io ho iniziato a credere alla cosa non dopo il trailer presentato anche qui nell'articolo, ma in parte dopo aver visto i raptor in azione e sopratutto dopo aver visto quel folle serbatoio in fibra di carbonio. Mi ha shoccato
Io avevo capito che inizialmente sull'astronave ci sarebbe stato l'equipaggio e le merci ma serbatoi completamente vuoti; una seconda astronave portata nuovamente dal primo stadio avrebbe riempito successivamente in orbita i serbatoi dell'astronave con l'equipaggio.
Tutto davvero imbarazzante. Un minestrone impressionante di semplificazioni che appaiono davvero stupefacenti in un consesso di persone adulte. Già l'incipit del post fa cascare le braccia. E poi giù con quel misto di sicurezze fallaci ("la riusabilità è già stata dimostrata", "il razzo più grande mai costruito"), alternate a meravigliosi "se" ("se il primo stadio viene usato 1000 volte") e follie psico-tecnologiche (" la produzione in loco di propellente è fattibile se si sceglie una materia prima disponibile su Marte").
Insomma un episodio di giornalismo che lascia a bocca aperta. E poi ci lamentiamo dei Giacobbo, dei senatori Pepe e di tutto il povero popolino che crede alle bufale...

Questo pietoso teatrino mi fa venire in mente la vicenda di un altro "povero" miliardario americano. Mentre Musk avrebbe "detto molto chiaramente che ha più soldi di quanti ne possa mai spendere in una vita e che quindi l’unica motivazione che ha per lavorare e guadagnarne altri è l’esplorazione dello spazio", un certo Bill Gates, vituperato per aver inflitto all'umanità un sistema operativo di merda, ha recentemente affermato anche lui di avere più soldi di quanti ne possa mai spendere. Solo che il vecchio Bill ha pensato di creare una fondazione che si dedica con risorse ingentissime a programmi di sviluppo per combattere le malattie e la fame nei paesi più poveri.
Beh, di fronte a tutto questo, Musk passa per il "visionario" che si dedica alla realizzazione di un futuro meraviglioso per l'umanità, mentre a Gates torte in faccia.
Fate voi...
bacillus,

perdindirindina, se proprio ti fa così schifo quello che scrivo, ti ricordo che non hai l'obbligo di frequenza di questo blog. I tuoi commenti sono ogni volta un torrente di disprezzo. Ce l'hai con me? Ti devo dei soldi? A scuola ti rubavo la merenda?

Se già l'incipit del post ti fa cascare le braccia, perché ti mortifichi a leggere il resto? Non sarà mica che così puoi fare il criticone, spero.

Fra l'altro, invece non ho visto in giro qualche tuo sapientissimo e ponderatissimo scritto sulla filantropia di Bill Gates. Mi sono perso qualcosa? Illuminami. Fammi assaporare la tua prosa possente e la tua insuperabile competenza aerospaziale. Portami a volare leggero nel radioso cielo del tuo sapere. Permettimi di abbeverarmi alla fonte di cotanto disdegno per le mie infime verbosità.

Se vuoi criticare, prima prova a fare. :-)
"la riusabilità è già stata dimostrata" etc.

tra l'altro citare virgolettati che non esistono non è molto corretto...
bacillus ha commentato:
"la riusabilità è già stata dimostrata"

Recte, "La riusabilità è in via di sviluppo (il primo stadio dei Falcon 9 di SpaceX l’ha dimostrata)".
Musk ha annunciato un AMA su reddit (/spacex) la settimana che viene o quella dopo.
Se vi viene in mente qualche domanda intelligente, potremmo farla.
Cos'è un AMA?
@Faber:
Ask Me Anything, una sessione su reddit dove gli utenti possono chiedere qualunque cosa e una persona (famosa o semplicemente con una particolarità) risponde. Ovviamente non può rispondere a tutto, ma a domande selezionate, da lui o da un impiegato di reddit che lo assiste.
Ne ha fatto uno praticamente chiunque, diciamo che se non hai fatto un AMA non sei nessuno;)
> diciamo che se non hai fatto un AMA non sei nessuno

OK, scrivetemi pure qua.
@martinobri:
Ti faccio la stessa domanda che hanno fatto ad una che si dichiara 16enne tedesca ninfomane...

... cosa ne pensi dei rifugiati siriani?

Reddit è uno dei posti più divertenti in assoluto:P
...

Che è una categoria troppo disomogenea per poter dare una risposta onnicomprensiva?
Va bene così?
:-)
spero di poter partecipare... io una domanda (se stupida o intelligente non lo so...) ce l'avrei...
@pgc

Ad una lettura veloce mi pare di aver capito una cosa:

In un certo senso le scuole elementari e medie sono (o erano) una situazione estrema.

Per un bambino è tutto quello che deve fare nella vita per ripagare la società del cibo che mangia, gli viene prospettato che dal rendimento scolastico e solo da quello deriverà la sua dignità da adulto, e nella socializzazione, tutto quello che gli succede intorno è una questione di sopravvivenza o sconfitta totale.
Aggiungo una nota al commento precedente: ho visto solo ieri sera la session di domande dopo l'intervento di Musk allo IAC, c'erano personaggi veramente imbarazzanti tra il pubblico. Evidentemente si erano accreditati solo per seguire la keynote di Musk (che è parso un tantino imbarazzato anche lui, evidentemente non si aspettava alcuni soggetti). Come dicevo, lo IAC normalmente è un covo di nerditudine, ma alcuni di quelli che hanno alzato la mano erano oltre.
In ogni caso, se anche solo di tutto il progetto funzionassero i Vulture ci sarebbe già da vederne delle belle nel panorama spaziale del prossimo futuro.
@Paolo: "Elon Musk ha le idee molto chiare in proposito: a costo di essere scambiato per pazzo, dice spesso che l’unico modo per garantire la sopravvivenza a lungo termine della specie umana è colonizzare anche altri pianeti oltre alla Terra, in modo da non avere tutte le uova nello stesso paniere."

Mi ricorda qualcosa...

Ah, gia'!

"The Earth is just too small and fragile a basket for the human race to keep all its eggs in. --Robert A. Heinlein."