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Facebook, Google e Twitter si coalizzano per debellare le false notizie. Buona fortuna

Su Internet non mancano certo le bufale, le notizie false, i titoli attiraclic che non c’entrano nulla con l’articolo, i falsi annunci di morte di celebrità. Facebook e Twitter, insieme a Google, hanno annunciato un piano ambizioso per contrastarle. Si chiama First Draft Coalition e fornirà ai membri di questa coalizione (fra i tanti, YouTube, New York Times, Washington Post, BuzzFeed News, CNN, Agence France-Presse, Channel 4 News, The Telegraph, France Info, Breaking News, International Business Times UK, Aljazeera Media Network, Euronews, Amnesty International) strumenti e servizi che permetteranno a giornalisti e lettori di verificare più facilmente le notizie a partire da fine ottobre.

Questi strumenti si appoggeranno a una comunità di specialisti dell’informazione: non solo giornalisti ma anche accademici e difensori dei diritti umani, mettendo a disposizione una “piattaforma di verifica collaborativa” e un codice di comportamento su base volontaria. Chi vuole può iscriversi alla First Draft Coalition usando questo modulo e partecipare anche a corsi di formazione. Non è materiale solo per addetti ai lavori, anche perché oggi tutti scriviamo e pubblichiamo in Rete, per cui in realtà siamo tutti parte del processo di produzione delle notizie.

Come esempio di queste risorse antibufala segnalo questo minicorso video che spiega come verificare l’autenticità dei video: strumenti semplici e veloci ma soprattutto accessibili a chiunque.



Riuscirà quest’iniziativa a eliminare marketing virale, bufale e disinformazione dalla Rete? Ne dubito fortemente. Ma le testate giornalistiche che oggi pubblicano disinvoltamente qualsiasi fandonia pur di attirare clic e poi fingono di non essersi accorte della falsità di una foto o di un video avranno presto una scusa in meno per lavorare male.


Fonti: Engadget, First Draft News.
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Commenti
Commenti (4)
Piccolo refuso "diritti umani. mettendo" penso volessi mettere la virgola ;)
Ci scommetto: questo sistema verrà visto come uno strumento del NWO per "limitare la libertà di espressione" e per impedire la pubblicazione di "verità scomode"...
No, non ci riuscirà. E sicuramente non ci riuscirà in Italia dove un articolista viene pagato 3 euro per un pezzo. Per 3 euro l'unica articolo che esce fuori è google-traduttore---->copia-incolla.
Tante volte basta un po' di buon senso.
Se su Facebook un tuo amico pubblica una foto di Deborah Caprioglio con scritto che è la cugina di Renzi e guadagna un sacco di soldi gestendo centri di accolienza per immigrati e tu ci credi ... beh sarà fesso l'amico ma se la condividi sulla tua bacheca un po' fesso lo sei anche tu!