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Kazako cavalca struzzo per evitare il traffico? No, è una bufala

Questo articolo vi arriva gratuitamente grazie alle donazioni dei lettori. Se vi piace, potete farne una per incoraggiarmi a scrivere ancora (anche con un microabbonamento). Ultimo aggiornamento: 2016/09/05 21:25,

Ci sono cascati in tanti, ma il popolare video di un kazako che evita il traffico cavalcando per strada uno struzzo non è reale: è una campagna di marketing virale realizzata con effetti digitali da una banca del Kazakistan per farsi promozione.

Come al solito, molti hanno copiato dal Daily Mail (archive.is), che racconta che il video sarebbe stato girato ad Almaty. Il video è stato ripubblicato da Russia Today (archive.is) e da TicinoNews (archive.is), che racconta che si tratta di “immagini riprese dalla dashcam di un cittadino incolonnato ad Almaty” che “mostrano un uomo a cavallo di uno struzzo sfrecciare a tutta velocità tra le auto in fila”, aggiungendo che “[l]a polizia kazaka pare sia tuttavia al lavoro per determinare se si tratti di un falso o se sia veramente accaduto”.



In realtà c’è poco da determinare: l¨Huffington Post statunitense ha già trovato la banca responsabile e anche i video della realizzazione dello spot pubblicitario.
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Commenti
Commenti (14)
Quello che mi fa ridere è che il video diventa virale ma si perde ogni riferimento alla sua origine. Come fa a funzionare come strumento promozionale?
Non mi è chiaro il nesso tra una banca e uno struzzo.

O è una pubblicità del genere "basta che se ne parli"?
Se mai avessero a portata di mano uno struzzo, i Kazaki se lo mangerebbero sulla brace, altro che cavalcarlo. Anche perchè hanno già cavalli magnifici, e abilità nel domarli che fanno impallidire i cowboy texani.
io vivo a genova, e il comportamento medio degli scooteristi genovesi è ben peggiore di questo. e sono reali, non digitali. oltre che numerosissimi, purtroppo…
@bastian contrario
anche a firenze non scherzano...
Quasi quasi vendo lo scooter e mi prendo uno struzzo
@barbagianni (°v°), e faresti bene. Pensa che gli scooter a due tempi sono illegali negli USA (troppo inquinanti), e le vespe italiane si vedono solo nei film.
Non dico di passare allo struzzo, ma almeno ad un motore 4 tempi, che non sparge olio bruciato da respirare nei gas di scarico.
Oppure a una bici elettrica, ecco un idea geniale: non si cambia la bici, solo la ruota anteriore:
https://www.geoo.com/
@Rico: gli scooter ci sono anche a quattro tempi.

Sopratutto, quella dei due tempi megainquinanti è una gran bufala, o meglio: inquinano "di più" di un quattro tempi di pari cilindrata, ma bisogna anche vedere l'assoluto, non solo il relativo.

La faccio semplice: diciamo un motorino 50cc 2t circolando per un'ora inquina "10" e un motorino 50 4t inquina "3"? Sicuramente il motorino a due tempi inquina di più, ma se un turbodiesel euro 6 quando sfappa tira giù una colonna di fumo nero che vale "15000" e circolando un'ora inquina "200"... cosa ha più senso bandire? Sopratutto considerando quanti mezzi ci sono di un tipo e quanti di un altro.

Purtroppo per una PA è molto più conveniente scontentare la piccola nicchia dei duetempisti (di cui molti sono minorenni, ergo non votanti) che non una grossa ed elettoralmente pesante fetta di automobilisti dieselari...
Concordo con "il lupo della luna". Che pubblicità sarebbe dove nessuno capisce che è una pubblicità e che cosa si stia promuovendo? Sì, è vero, ne stiamo parlando e questa è comunque pubblicità. Ma è un sistema così contorto che funziona solo se leggi ildisinformatico
Michele, Il Lupo,

Che pubblicità sarebbe dove nessuno capisce che è una pubblicità e che cosa si stia promuovendo?

Ogni campagna di marketing virale si articola in due fasi: 1. la disseminazione dello spot da parte degli utenti, con creazione dell'interesse generale e della curiosità su chi sia il creatore del video 2. Il disvelamento del creatore.

Certo, non tutti quelli che hanno visto il video vengono a sapere chi ne è il creatore (un esempio classico è lo spot del "santone social", dove un finto sensitivo rivela poi di aver scoperto i segreti dei suoi clienti usando i social network; non era marketing virale vero e proprio perché il committente era indicato a fine spot, ma tanti lo ricordano e pochi sanno quale banca lo commissionò).

Ma a differenza della pubblicità convenzionale, che ha un costo per ogni singolo contatto, Il marketing virale ha un costo di distribuzione (e quindi un costo per contatto) sostanzialmente nullo. Quindi se lo spot viene visto anche da chi non è un contatto interessante (non acquisterebbe il prodotto/servizio reclamizzato), non ha importanza; se viene visto da gente che non viene a sapere chi è il committente, pazienza. Magari lo inoltrerà a qualcuno che lo inoltrerà a qualcuno che poi lo verrà a sapere e dirà "ah, pensa, la mia ditta deve proprio fare transazioni in Kazakistan, buono a sapersi che esiste una banca che ha senso dell'umorismo moderno". È il classico "inoltra a tutti, magari a qualcuno serve" che sta alla base delle catene di sant'Antonio.

Aggiungo che io di solito cerco di non fare fino in fondo il gioco delle campagne di marketing virale e quindi non cito esplicitamente il nome del committente nei miei articoli, ma altri colleghi scelgono diversamente.
Costi di distribuzione irrisori, messaggio inviato a una caterva di persone senza distinzioni, tattica alla "se anche spari a caso nel mucchio, se il mucchio è bello grosso è comunque un successo"...

Trovo interessante come le stesse identiche caratteristiche siano alla base anche dello spam e delle truffe online.
@Tommy
Trovo interessante come le stesse identiche caratteristiche siano alla base anche dello spam e delle truffe online.
c'e' una piccola ma sottile differenza, il marketing virale non ha finalita' truffaldine, l'inganno c'e' ma viene svelato, e soprattutto non vogliono "rubarti" soldi, vogliono solo avere visibilita', e fanno leva sugli utenti. Quindi sara' il passaparola a farlo girare, di solito gli spammer non fanno cosi'. I truffatori magari si.
@GP: sì beh, quello era sottinteso, però fa specie (e anche sorridere) che si usino tattiche molto molto simili a truffatori e rompiballe assortiti. In un certo senso è come se le avvallassi (le tattiche, non gli intenti truffaldini).