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Antibufala: questionario scolastico britannico chiede "Italiani, napoletani o siciliani?”

Questo articolo vi arriva gratuitamente grazie alle donazioni dei lettori. Se vi piace, potete farne una per incoraggiarmi a scrivere ancora (anche con un microabbonamento). Pubblicazione iniziale: 2016/10/12 15:18. Ultimo aggiornamento: 2016/10/13 13:30.

Sta spopolando sui giornali italiani e nei social network l’indignazione per un questionario proposto in alcune scuole del Regno Unito e dedicato ai nuovi alunni. Fra le opzioni proposte nel questionario, la scelta fra “Italiano”, “Italiano (napoletano)”, “Italiano (siciliano)” e “Italiano (Altro)”.

C'è chi ha pensato che il questionario fosse un falso e chi l’ha interpretato come una schedatura di tipo etnico, con una discriminazione specifica nei confronti degli italiani. Addirittura è partita una nota dell’Ambasciata d’Italia a Londra ed è stato diffuso un commento pungente dell’ambasciatore italiano, Pasquale Terracciano, successivamente ammorbidito (ANSA) quando è diventato chiaro ( almeno per chi si è degnato di fare ricerca invece di fare titoloni acchiappaclic) che tutta la questione è una montatura basata su un errore elementare.

Infatti il questionario esiste veramente, ma riguarda la classificazione linguistica, non etnica. Non c’è nessun intento di discriminare fra italiani, siciliani e napoletani sulla base delle loro originiLe scuole britanniche, in altre parole, chiedono semplicemente ai genitori degli alunni di indicare a quali aree linguistiche si sentono di appartenere o in quali lingue hanno competenza. Tutto qui.

Basta infatti cercare in Google le parole “Italian (Napoletan)” (che spiccano perché la grafia corretta è neapolitan) per trovare documenti amministrativi britannici (come questo o questo) che permettono di scoprire che si tratta dei cosiddetti Language code per il censimento linguistico.

Sono, fra l’altro, codici di classificazione completamente distinti dagli Ethnicity code del censimento britannico, che in effetti potrebbero essere controversi (anche se non si basano sugli antenati o sul colore della pelle ma sul senso di appartenenza culturale e sociale) ma nei quali comunque esiste un’unica categoria per gli italiani, ossia Italian, punto e basta.

Qualunque giornalista che avesse avuto la dignità di lavorare, invece di fare copiaincolla scansafatiche e seguire l’onda dell’indignazione collettiva e della polemica facile, avrebbe trovato in trenta secondi (il tempo di una ricerca su Google) quello che ho trovato io. Lo ha fatto, per esempio, Il Foglio a firma di Stefano Basilico, notando inoltre che queste classificazioni linguistiche risalgono almeno al 2006 e quindi non sono una novità introdotta dal referendum sulla Brexit. Anche Alberto Nardelli su Buzzfeed ha riassunto bene la vicenda.

La schermata mostrata all’inizio di questo articolo e tratta da Repubblica è ingannevole, perché mostra senza contesto due menu separati facendoli sembrare parte di un’unica domanda: il menu superiore (WOTH - Any other White...) mostra un Ethnicity code, mentre il menu sottostante mostra un Language code. Ma i due menu riguardano due domande separate.

Quindi non è vero quello che scrive l’ANSA quando afferma che “Sui moduli d'iscrizione messi online da alcune circoscrizioni scolastiche britanniche di Inghilterra e Galles c'era la distinzione tra "Italiani", "Italiani-Siciliani" e "Italiani-Napoletani". La traduzione corretta sarebbe semmai “distinzione tra "lingua italiana", "lingua italiana-sicula" e "lingua italiana-napoletana"”. Ma tradurre correttamente significherebbe dire addio alla polemica. 

Per la stessa ragione non è vero quello che ha scritto il Giornale, a firma di Sergio Rame: “Il ministero dell'Istruzione inglese, ha infatti, inserito nel modulo di iscrizione alla scuola elementare l'obbligo di specificare se il bambino è di origine italiana, siciliana o napoletana.” No: non si tratta di origine ma di lingua.

Particolarmente infelice la scelta di parole di Fabio Cavalera, corrispondente a Londra del Corriere della Sera, che scrive“C’è poco da ridere e da scherzare. A essere buoni siamo di fronte a una manifestazione di stupidità e ignoranza. A essere cattivi, invece, c’è da pensare di molto peggio. Fatto sta che in alcune scuole del Regno Unito, all’atto dell’iscrizione, occorre passare dalle forche caudine della classificazione etnica”. Ma i fatti documentano che la “stupidità e ignoranza” stanno probabilmente altrove.

Non c’è nessun intento discriminatorio di tipo etnico, insomma: anzi, semmai i siculi, napoletani potrebbero essere contenti del fatto che l’italiano siculo e napoletano vengono considerate (non a torto) lingue a tutti gli effetti. Fra l’altro, mi sembra che nessuno abbia notato che esiste nell’elenco britannico un codice linguistico di classificazione specifico anche per il sardo (Sardinian, SRD).

Non chiedetemi perché non c’è un codice linguistico per il pavese, il bolognese, il palermitano o il casalpusterlenghese: non scelgo io le classificazioni linguistiche usate dal governo britannico e francamente la cosa è del tutto secondaria rispetto alla questione principale, ossia che non si tratta di discriminazione etnica o sociale ma solo di classificazione linguistica, giusta o sbagliata che sia (in proposito c’è un ottimo articolo di Licia Corbolante su Terminologiaetc.it). Se poi volete continuare lo stesso a indignarvi sul fatto che nel Regno Unito non c’è una classificazione per il vostro dialetto o lingua locale, fate pure: vuol dire che non avete problemi più importanti nella vita e quindi sono contento per voi. Ma i fatti sono questi.

Aggiungo che non c’è nessuna discriminazione specifica per l’Italia, come sostiene invece ANSA (“Una inopinata distinzione etnico-linguistica riservata ai bambini provenienti dalla Penisola”): anche altri paesi europei sono stati suddivisi in aree linguistiche. Per esempio, l’indignato docente italiano Michele La Motta, citato per esempio dal Mattino e da altri giornali perché “[v]uole sapere dai suoi amici spagnoli se anche loro sono stati divisi tra galleghi, baschi e catalani”, troverà appunto che nei Language code ci sono appunto Galician/Galego, Catalan e Basque/Euskara.

Bufale un tanto al chilo ha notato altri esempi di suddivisione linguistica: “I berberi hanno 4 scelte, gli arabi 7, chi viene dal Bengali 3, i cinesi 6 e così via. Si tratta di dialetti o variazioni della lingua base, dialetti che sono così diffusi da necessitare una casella a parte”.

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Molto rumore per nulla, insomma: ma l’importante, per gli editori, è che ci si indigni, che i giornalisti facciano articoli faticando poco, e che si acchiappino tanti clic, così gli inserzionisti sono contenti. E se credete che questa sia una mia malizia, permettetemi di citare testualmente quello che mi è stato scritto da uno dei membri di queste redazioni pochi giorni fa:

Purtroppo su queste cose si scivola per la pulsione a pubblicare pezzi "pop" che portino clic.

Poi mi dicono che sono troppo cattivo quando definisco certi giornalisti e certe redazioni puttane del clic. Ecco, adesso l’avete nero su bianco.

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2016/10/13 11:55: modifiche e scuse britanniche. ANSA ha annunciato che “Il ministero dell'Istruzione britannico ha modificato i codici che, in alcune scuole del Regno Unito, classificavano linguisticamente gli studenti italiani in "italo-napoletani o "italo-siciliani". Lo ha annunciato il governo di Londra in una nota diffusa dall'ambasciata britannica a Roma. "Da oggi - si precisa nella nota - tutti gli allievi di madrelingua italiana saranno classificati sotto un unico codice".” ANSA aggiunge che “il Foreign Office si era scusato per i moduli scolastici britannici che distinguevano l'origine etnico-linguistica di napoletani e siciliani da quella degli altri italiani.”

Inizialmente non trovavo riscontri, ma successivamente un lettore, Antonio L.N. (che ringrazio), mi ha segnalato questo post sulla pagina Facebook dell’Ambasciata Britannica a Roma:

Un portavoce del governo britannico ha dichiarato:
“Il governo britannico acquisisce informazioni linguistiche come parte del censimento scolastico per assicurarsi che gli studenti di madrelingua diversa dall’inglese possano ricevere la migliore istruzione possibile nel Regno Unito.
Ci è stata segnalata la presenza di uno storico errore amministrativo nei codici linguistici in uso fin dal 2006.
Anche se tale errore non ha avuto alcun impatto sull’istruzione ricevuta dagli alunni italiani nel regno Unito, il governo britannico esprime il proprio rammarico per l’accaduto e per le offese da questo eventualmente arrecate. Il ministero dell’Istruzione britannico ha modificato i codici in questione e da oggi tutti gli allievi di madrelingua italiana saranno classificati sotto un unico codice”.

A UK government spokesman said:
“The UK government collects language information as part of the school census to ensure children whose first language in not English still have the best possible education in Britain.
“We have been made aware of an historic administrative error in the language codes in use since 2006.
“While this error has had no material impact on the education received by any Italian pupil in the UK, the UK government is clear that this should never have happened and we regret if any offence was caused. The Department for Education has corrected these codes and from today all Italian speakers will be classified under one code.”


Questa comunicazione ribadisce il concetto che si trattava di codici linguistici e non etnici o di altro genere. Francamente non capisco perché ci si debba scusare per una questione puramente linguistica, ma queste parole del governo britannico non sono necessariamente un’ammissione di colpa: parlare di “rammarico” e di “offese... eventualmente arrecate” mi sembra più che altro un gesto di cortesia per chiudere la polemica. Se siete mai stati nel Regno Unito, sapete benissimo che un sorry non si nega mai, neanche quando si ha ragione.


Fonti (in senso negativo, archiviate su Archive.is per non regalare clic): Il Giornale, Il GazzettinoIl Messaggero, La Stampa, Corriere della SeraRepubblica.
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Commenti (156)
Sì ma c'è una cosa che non capisco e non hai spiegato bene: in Italia abbiamo decine di dialetti, perché vengono catalogate delle differenze linguistiche solo per Napoli e Sicilia e non tutte le altre regioni? Perché non c'è ad esempio anche la distinzione per Bolzano e Aosta e così via?
Ho una domanda.
Ho visto il sardo.
Il fula - pulaar potrebbe essere il friulano - istriano di Pola?
Sui giornali, sfondi una porta aperta. Ci sarà un motivo se vendono sempre meno.
(no, mi rispondo da solo dopo avere guglato: è un dialetto africano)
Se per questo in Cina si parlano 8 gruppi linguistici, e centinaia di dialetti. Avranno aggiunto solo quelli più importanti, o diffusi, o con personale qualificato.
Grazie per l'info, in questo paese esiste ancora chi sa fare il suo lavoro
gli studiosi distinguono nettamente: famiglie linguistiche, LINGUE e dialetti; semmai, mi chiedo solo perché non vi sia la ingua friulana, mentre quella ladina pè davvero marginalissima oltre che semi-morta.
@mar4ever:
perchè l'immigrazione italiana in quei luoghi è stata effettuata da persone appartenenti principalmente a quei gruppi linguistici...
I Monty Python vedevano gli italiani e le loro divisioni così:
https://www.youtube.com/watch?v=rbMNlDmSCoY

@Mars4ever: può essere che la maggior parte degli immigrati lì siano di origine napoletana e siciliana. Per il resto c'è "altro". In quanto ad Aosta o il tedesco di Bolzano, sono minoranze linguistiche non italiane. Per farti un'idea più precisa, guarda qua per iniziare:
https://it.wikipedia.org/wiki/Lingue_parlate_in_Italia
@mars4ever
Probabilmente sono i ceppi linguistici più diffusi e quelli che più utilizzano il dialetto all'interno della famiglia. Se c'è qualcuno che emigra è più facile che sia uno del sud che cerca lavoro a Londra, più che un bolzanino o un aostano che invece abitano in zone ricche.
@Mars4ever
Segur us fevelin talian e merican tanben.
(Perché parliamo anche italiano e inglese.)
Mi permetto di autosegnalarmi:
http://www.ilfoglio.it/articoli/2016/10/12/londra-discriminazione-napoletani-siciliani-infondata-indignazione___1-v-149080-rubriche_c382.htm
Linguisticamente parlando, il napoletano e' una lingua completa, al pari dell'italiano e non va confuso con l'accento napoletano.

"Often thought to be an Italian dialect, Neapolitan is actually a full language all of its own. In Italy, there is the Neapolitan language and Neapolitan Italian, which is a dialect or “accent” of Italian. Many Italians speak with a Neapolitan accent, and it is easy for non-Neapolitans to understand. However, the Neapolitan language is a a full blown language and is nearly incomprehensible to even speakers of Standard Italian.Neapolitan is said to be easier than Standard Italian. Unlike Italian, Neapolitan conjugation and the vocative are both quite simple and any irregularities that exist seem to follow definite patters."

https://robertlindsay.wordpress.com/2009/12/01/more-on-the-hardest-languages-to-learn/
Paolo: per completare l'informazione, la questione è estramente semplice: è dal 1998 che il napoletano e il siciliano sono elencate come lingue nell'ISO 639, la più autorevole lista di lingue, gruppi linguistici e così via:

https://en.wikipedia.org/wiki/List_of_ISO_639-2_codes

(Se non ci credete, guardate nelle impostazioni della lingua del vostro iPhone...)

Gli altri dialetti italiani semplicemente non hanno fatto abbastanza lobby presso l'ISO.

(Curioso il fatto che prima si facciano pressioni per riconoscere dialetti come lingue, e poi quando vengono elencate in qualche documento gridiamo alla iscriminazione. Sarà l'autunno.
Paolo concordo con te sul pressappochismo dei (soliti) giornalisti, ma non concordo con le tue dissertazioni.
I 7 "gusti" dell' Arabic, ad esempio, sono a tutti gli effetti 7 diverse varianti (6 più l'Arabic "standard" ammesso che si possa identificarne uno come tale) di una lingua base, con differenze più o meno marcate, ma comunque parlate da gruppi etnici anche geograficamente distinti.

Nel caso dell'Italiano, non esiste l'taliano-napoletano o l'italiano-siciliano: esistono le cadenze regionali, i modi di dire regionali, costruzioni semantiche tipiche regionali, ma la lingua italiana è parlata da un gruppo etnico omogeneo e geograficamente coeso (svizzera italiana a parte, direi). Discorso diverso è il Sardinian, che infatti non è definibile come "dialetto" ma assurge a dignità di "lingua" vera e propria (anche se non riesco ad immaginare che nel 2016 esistano connazionali Sardi che non parlino l'Italiano oltre che il Sardo)
ma che c'è di strano pure noi ci chiediamo se un britannico è scozzese ,gallese o inglese , cioè l'accento è ben diverso e magari se uno è scozzese neppure lo capisci , quindi siamo razzisti pure noi ??? ma che cavolata
Comunque,una cosa che dovete sapere (per chi non sia al corrente)é che nella España ne abbiamo una lingua ufficiale (castellano) e tre co-ufficiali (Galego, Vasco, Catalán). Queste 3 sono lingue riconosciuti a livello legale e ne abbiamo la possibilitá di compilare i documenti con loro (nelle regioni corrispondenti, come alternativa al castellano). Non ne abbiamo cosídette dialetti.
Io conservo un antico libricino "dizionario italiano siciliano" quindi era considerata una variante linguistica ufficiale
@Mars4Ever l'UNESCO in Italia riconosce più di 30 lingue. Suppongo che le scuole inglesi e gallesi non abbiano, chessò, Italian (Lombard) o Italian (Arpitan) perché trovare a Londra un monolingue lombardo o arpitano è, per motivi deducibili, più difficile che trovare un madrelingua napoletano (termine spesso usato per una lingua parlata in quasi tutto il Sud Italia) o siciliano.
@Mars4ever non lo so, azzardo un'ipotesi senza alcuna base scientifica. Forse hanno rilevato a livello statistico che chi arriva dalla Campania e dalla Sicilia ha più la tendenza a conoscere solo il dialetto regionale di quelli che arrivano dalle altre regioni. Forse. Faccio comunque fatica a capire cosa se ne fanno di questa informazione.
https://en.wikipedia.org/wiki/List_of_ISO_639-2_codes

Perchè ci sono solo queste due elencate qua^^
Stavo giusto per indignarmi per l'assenza del sardo, e invece non mi posso indignare neanche per questo:D
Tra l'altro mi chiedo come mai usino dei language code standardizzati da loro, quando esiste l'ISO 639 (dove il sardo ha 4 varianti, l'italiano nessuna!:P).
Perchè siciliano e napoletano sono le uniche due che deviano talmente tanto dall'italiano da poter essere considerate lingue. Il napoletano ha addirittura devianze grammaticali, ad esempio nella formazione del plurale. È un caso unico.
Ad onor del vero andrebbe probabilmente inserito anche il sardo.
Ma di certo gli altri dialetti italiani non arrivano a costituire lingua, sono appunto dialetti dell'italiano.
Se così è allora perchè non i calabresi? O i pugliesi? O i sardi (ti ricordo che il sardo è riconosciuto come lingua a tutti gli effetti)? In italia ovunque tu vada trovi un italiano "addomesticato" al dialetto locale, sempre che non si parli direttamente dialetto. Se poi fosse stato come descritto non ci sarebbe stato bisogno di scuse ma avrebbero dato spiegazioni e lasciato com'era.
Mars, provo a indovinare: perché ci sono nel documento i codici relativi alle aree linguistiche corrispondenti. Cioè tedesco e francese. Dato che sono solo codici linguistici, non si riferiscono ai territori ma, appunto, solo alla lingua. Nel documento, per esempio, manca (almeno così mi pare) anche un codice per gli statunitensi. Ovvio, perché parlano inglese.
Il sardo è classificato a parte?
A questo punto non capisco perché si siano scusati? Ammesso che sia vero...
Non comprendo però come inquadrare la notizia seguente (in questo caso ANSA ma presente su molte altre edizioni) se il modulo, la codifica è una prassi più che normale e senza intenti discriminatori:

«Il ministero dell'Istruzione britannico ha modificato i codici che, in alcune scuole del Regno Unito, classificavano linguisticamente gli studenti italiani in "italo-napoletani o "italo-siciliani". Lo ha annunciato il governo di Londra in una nota diffusa dall'ambasciata britannica a Roma. "Da oggi - si precisa nella nota - tutti gli allievi di madrelingua italiana saranno classificati sotto un unico codice".
In precedenza il Foreign Office si era scusato per i moduli scolastici britannici che distinguevano l'origine etnico-linguistica di napoletani e siciliani da quella degli altri italiani.
»

Bufala anch’essa?
Pavidità UK davanti alle proteste (pur ingiustificate)?
Sono stati modificati i codici anche per tutte le altre categorie etno-linguistiche non latine?
Ok, è una classificazione linguistica e non etnica, ma nei fatti cosa cambia? Siciliani e napoletani parlano un italiano diverso? Quindi meritano una diversa attenzione dal sistema scolastico inglese? È quantomeno offensivo.
Toglimi un dubbio, ma hanno scritto cavolate scrivendo anche che la nostra ambasciata si è indignata e il loro ufficio esteri si è scusato dicendo che sarebbe stata fatta chiarezza? O anche in questo caso è stato omesso qualcosa?
Non è proprio così: perché in generale la classificazione etnica c'è eccome..

https://delendanet.blogspot.it/2016/10/italian-napoletansicsicilian.html
Riporto quello che ha detto la parlamentare europea Jane Collins (UKIP):

UKIP MEP Jane Collins described the complaints as "pathetic" saying these are "the sorts of people who would find fault in a greetings card." She said: ”Italy is a country with different communities and defined characteristics. “Having worked with Italians in the European Parliament they see eye to eye on many issues as often as northern and southern Britons.
“If we can have forms saying 'white Irish' or 'white British' or a whole host of other options why deny the Italians the same?” Ms Collins added: "This type of divisive questioning is nothing more than political correctness gone mad."

Fonte: http://www.express.co.uk/news/uk/720337/Schools-forced-change-registration-forms-Italians-offensive-British-foreign-office
Perché a Bolzano parlano tedesco, che NON è una variante dell'italiano. In Val d'Aosta parlano (anche) francese, che NON è una variante dell'italiano. In tutte le regioni meridionali si parlano varianti del napoletano (alta puglia, molise, basilicata, alta calabria) o del siciliano (calabrese, salentino). Gli altri dialetti sono numericamente poco rilevanti.
@Mars4ever perché napoletano, siciliano e sardo sono riconosciute come lingue dallo standard internazionale ISO 639-2. Gli altri sono dialetti.
Quello che dico anche io. Perché non il bergamasco o il piemontese (che tra l'altro è riconosciuto come lingua e non come dialetto)?
Francamente stavolta non mi convincete per niente.
Anche io non capisco una cosa: quali sarebbero i servizi scolastici calibrati specificamente per chi parla l'italo-siciliano rispetto a chi ha, per dire, una cadenza ciociara?
Sì ma se uno vuole fare polemica la fa comunque.
Perché il Napolitan (sic) sarebbe un'identità lingustica e il Lombard no?
Immagino che abbiano preso i due più diffusi (con napoletano intendendo i dialetti centromeridionali, campani lucani, abruzzesi e con siciliano quelli della trinacria della calabria e parte della puglia) in base a questa mappa di wikipedia https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/6/65/Linguistic_map_of_Italy_-_Legend.svg
ma pur sempre una minoranza dei locutori di lingue italiche.
Se posso dirlo questa operazione dei tuoi (ex?) connazionali mi sembra una cosa scientificamente discutibile e di dubbia utilità.
@Mars4ever:
le distinzioni non vengono fatte per regioni ma per varianti linguistiche: un alunno di famiglia siciliana appartiene probabilmente al ceppo siciliano anche se è vissuto metà della propria vita a Torino (prima di andare in Inghilterra). A Torino non tutti (anzi, penso pochi) appartengono al ceppo linguistico piemontese, così si deve fare una selezione dei dialetti "più rilevanti". D'altronde sono scuole, non istituiti di linguistica, dove userebbero i codici https://it.wikipedia.org/wiki/ISO_639
@Mars4ever:
Perché il siciliano e il napoletano non sono dialetti, ma lingue.

La "lingua valdostana" invece non esiste, al massimo c'è la lingua francoprovenzale... che però non fa assolutamente testo perché in Val d'Aosta non la parla nessuno, si usa il dialetto patois (pron. patuà).

Anzi, addirittura neanche il patois è univoco: in Val d'Aosta ogni singola vallata ha la sua variante, che può differire anche radicalmente rispetto a quello delle altre vallate. Vedi ad esempio questa (neanche lontanamente esaustiva, te l'assicuro) tabella di comparazione su Wikipedia:
https://it.wikipedia.org/wiki/Dialetto_valdostano#Tabella_di_comparazione_2

Per quanto invece esistano i dialetti di Siracusa piuttosto che di Palermo, fanno tutti capo a certe regole sintattiche e grammaticali ascrivibili ad una lingua unica, cioé appunto il siciliano.

Fonti: metà siciliano, metà valdostano :P
Si vede che chi ha redatto l'articolo non ha mai dovuto assegnare un layout di tastiera.

Gli smanettoni sapranno il motivo :)
PS: ovviamente intendevo l'articolo originale, non certo quello di Paolo!
(anzi, lui abitando in Svizzera dovrebbe per primo cogliere il riferimento)
Ottimo articolo grazie
Il bello è che nell'articolo del Corriere c'è un immagine del questionario che, se ingrandita, mostra che molte altre nazioni sono divise per aree linguistiche.
Questo fa di Cavalera un finto indignato.
@Mars4ever: per Bolzano ci sarà sicuramente la lingua tedesca, per Aosta ci sarà il francese, per gli altri dialetti ti sei risposto da solo: si tratta di dialetti. In linguistica il napoletano, il siciliano e il sardo sono definiti "lingue", gli altri dialetti (per varie motivazioni storiche e sociologiche). Dal punto di vista scientifico, il questionario britannico è ineccepibile
@Mars4ever
L'assenza di valdostani ed altoatesini è facilmente spiegabile: un madrelingua francese o tedesco di queste regioni indicherà come lingua appunto il francese o il tedesco invece dell'italiano.

Piuttosto, mi pare che chi ha preparato il questionario abbia in mente una situazione italiana di qualche decennio fa, quando effettivamente moltissimi italiani, soprattutto al sud, parlavano quasi esclusivamente la loro lingua locale (termine molto più corretto rispetto a dialetto) ed avevano una limitata conoscenza dell'italiano. Ma anche allora, limitarsi a "siciliano" e "napoletano" sarebbe stato quantomeno superficiale (quanti parlano quotidianamente in italiano in Veneto o in Friuli?).
Oggi questa distinzione è del tutto superflua, considerando che ormai sostanzialmente tutti siamo in grado di parlare italiano (ahimé piuttosto male, al nord come al sud - ma questo è un altro discorso).

È anche curioso notare come nell'elenco esistano invece caselle singole per tedesco, inglese e francese - lingue che presentano invece enormi differenze locali anche a livello di lingua ufficiale, molto più dell'italiano.

Insomma la polemica è sicuramente fuori bersaglio ma chi ha preparato il questionario dovrebbe informarsi meglio sulla realtà linguistica italiana :-)
Mars4ever
in Italia abbiamo decine di dialetti

Come minimo, centinaia di dialetti.
La frazione dov'è nata mia moglie (600 abitanti) e il paese capoluogo a 500 metri di distanza (1.000 abitanti) si capiscono benissimo, ma parlano due dialetti diversi :-)

Oltre ai dialetti, abbiamo una trentina di lingue a rischio di estinzione: francoprovenzale, töitschu, piemontese, lombardo, ligure, mocheno, ladino, cimbro, resiano, friulano, veneto, emiliano, romagnolo, croato molisano, gallurese, sassarese, catalano algherese, logudorese, campidanese, faetano, arbëreshe, italiano meridionale, guardiolo, griko, siciliano e gallo-italico siciliano.
L'UNESCO non considera a rischio il napoletano oppure non lo ritiene una lingua oppure lo ingloba nell'italiano meridionale.

perché vengono catalogate delle differenze linguistiche solo per Napoli e Sicilia[?]

Immagino in funzione della numerosità dei relativi immigrati nel regno Unito e/o della loro abitudine di parlare esclusivamente/prevalentemente dialetto in famiglia, anziché l'italiano.
Diversi anni fa, un italiano cresciuto e vissuto negli USA mi ha detto che di solito gli italo-americani parlano italiano con accento di broccolino anche se originari di altre regioni, per esempio il Trentino.
Cambiate le mutande, succede anche in Italia: per esempio, al policlinico di Bologna la cartellonistica è in italiano, inglese e arabo, ma non sloveno, swahili o cinese.
Lo stesso con gli opuscoli di tante ASL in albanese e romeno, ma non serbo e croato.
La stessa cosa che mi sono chiesta io. Tra l'altro nessun telegiornale ha spiegato che anche gli altri paesi erano suddivisi per lingue.Se non ti dicono questo come capisci qual'era l'intenzione.E comunque quelle spagnole sono vere lingue,mentre il napoletano e il siciliano per me non lo sono, perchè cambiano in ogni zona. Non saprei dire per gli altri paesi, non ne conosco la lingua.
mah, mi pare che stavolta tu stia esagerando... Addirittura paragonare una presunta area linguistica "napoletana" (zero in dialettistica italiana! il pugliese,che da solo si suddivide in almeno quattro dialetti diversissimi tra loro, dove lo piazzi?) l BASCO....insomma, veramente infelice, come parallelo.
per Bolzano c'è già il tedesco, per Aosta il francese e il franco-provenzale
è partito un commento pungente dell’ambasciatore italiano Pasquale Terracciano, successivamente ammorbidito

Questo mi sembra più grave della sparata dei pennivendoli assortiti: un ambasciatore dovrebbe documentarsi sulle fonti, prima di aprire bocca.
Ma non posso neanche pretenderlo, viste le mie esperienze di una vita con l'amministrazione centrale civile dello Stato.
Capisco anche che Pascquale Terraccciano possa essere un caliente uomo d'azione :-)
Mi spiace, ma non sono d'accordo. O meglio, è vero che in molti hanno fatto confusione tra classificazione etnica e classificazione linguistica, ma ciò non rende la faccenda più accettabile. In primo luogo perché non si comprende su quali basi siano state individuate soltanto quelle specifiche linguistiche e non altre, tipo il Veneto o il Piemontese. Ma, soprattutto, se l'intento dichiarato è quello di poter offrire supporto all'apprendimento dell'inglese, allora però vi dovrebbe essere alla base uno studio statistico dal quale si ricavi che esiste un significativo numero di bambini siciliani e napoletani, inteso questo in senso ampio,che parlano quelle varietà come prima lingua e che ciò comporti inoltre delle specifiche difficoltà nell'apprendimento. Non mi risulta esistere nulla del genere. E poiché Bradford non è il Pallonetto Santa Lucia o un qualsiasi paese della provincia napoletana, dubito che possa anche soltanto svolgersi una rilevazione del genere. Per queste ragioni una classificazione come quella, al di là delle intenzioni di partenza, diventa discriminatoria di fatto o se vogliamo metterla in altro modo pone una sorta di stigma aprioristico su ragazzini. Questo francamente non è accettabile. E peraltro con il clima che già si vuve qui nel Regno Unito se ne fa volentieri a meno.
Ma nooo cavoli, non c'è il Friulano... Ma come...
... infatti non esiste l'"italiano napoletano" o l'"italiano siculo"... esiste l'italiano, e basta.
Poi ci sono dialetti, che sono ovviamente molti di più, e la cui assimilazione al catalano o il basco non è del tutto corretta in quanto queste ultime sono culturalmente più percepite come vere e proprie lingue.
Il fatto che vengano citati solo il siculo e il napoletano ha comunque di per sé un carattere discriminatorio, in quanto sembra implicitamente dire che napoletani e siciliani non parlano italiano!
Perchè sardo e siciliano sono lingue, le altre sono dialetti dell'italiano
È una questione di diffusione e probabilità. Quanti parlano valdostano e di questi quanti saranno nella scuola inglese?
Inoltre anche in sardo si dovrebbero fare distinzioni.
Se è così, non si capisce perché non hanno distinto i dialetti settentrionali e quelli centrali (romanesco, umbro e marchigiano)
ma soprattutto, mi chiedo, senza nulla togliere a siciliano e napoletano... ma il sardo? tanto per dirne uno...
Vorrei segnalare che anche su OS X c'è questa opzione

http://images.wired.it/wp-content/uploads/2014/09/1409578277_OS-X-Yosemite-600x335.jpg

Non credo che Apple sia razzista.
E poi,a dirla tutta, da napoletano, a me non fa altro che ridere..non c'è nulla di così scandaloso in ciò.
E poi, vuoi togliere la soddisfazione che la nostra lingua è riconosciuta nel mondo ?! 😃
@Mars4ever , forse perché gli emigranti erano tutti del sud?! ;)
Fare distinzione tra "lingua italiana", "lingua italiana-sicula" e "lingua italiana-napoletana" implica la convinzione che in alcune parti dell'Italia non si parla l'Italiano. E' un'immagine antiquata dell'Italia. Un po' di indignazione di sta.
bravo Paolo....ti cita pure Oscar Giannino su faccialibro....:-)
La notizia é apparsa anche sul fatto quotidiano http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/10/12/uk-scuole-distinguono-tra-italiani-napoletani-e-siciliani-lambasciatore-siamo-uniti-dal-1861/3091710/ qui si dice anche che Tracciano ha ricevuto le scuse dal ministero degli Esteri britannico.......
vernacolo
ver·nà·co·lo/
aggettivo e sostantivo maschile
1.
aggettivo
Di linguaggio o espressione che abbia forte colorito particolaristico, sia in senso locale che sociale: un'espressione v.; le pingui matrone a cui la voce Di vernacolo accento anco risponde (Parini).
rar.
Domestico, nativo.
"con v. spontaneità"
2.
sostantivo maschile
La lingua parlata di un luogo o di una regione che, in molti casi, si identifica col dialetto ; in realtà il termine implica il confronto con la lingua scritta, con la conseguente contrapposizione di questa all'uso colloquiale ( v. fiorentino ). I dialetti sono normali risultati dello svolgimento linguistico, che nelle rispettive regioni hanno o non hanno ancora raggiunto stabilità di uso letterario. Perciò la Divina Commedia è scritta in dialetto fiorentino, mentre le commedie di Stenterello sono in v. fiorentino.
Origine
Dal lat. vernacŭlus ‘domestico’, der. di verna ‘schiavo nato in casa’ •inizio sec. XVI.

Vedi significato 2

Tra l'altro le lingue ufficialmente catalogate con abbreviazione ISO comprendono anche il Friulano, oltre al Napoletano, al Siciliano e al Sardo, se non mi sbaglio.
Febo,

Non è proprio così: perché in generale la classificazione etnica c'è eccome..

Che è quello che ho scritto. E negli Ethnicity Code gli italiani sono classificati tutti con un unico codice. Anche questo l'ho scritto. Forse hai letto un po' distrattamente?
Qui ci sono altri dettagli: https://en.wikipedia.org/wiki/Languages_of_Italy
Granmarfone,

nota diffusa dall'ambasciata britannica a Roma. "Da oggi - si precisa nella nota - tutti gli allievi di madrelingua italiana saranno classificati sotto un unico codice".

Non ho ancora trovato traccia di questa nota. Sul sito dell'Ambasciata non c'è. Niente sul suo account Twitter. Ora ovviamente sono chiusi, per cui non posso telefonare. Qualcuno ha visto questa nota?
mi sembra che nessuno abbia notato che esiste nell’elenco britannico un codice linguistico di classificazione specifico anche per il sardo (Sardinian, SRD)

1. infatti i sardi sono ufficialmente riconosciuti come minoranza linguistica, insieme ad albanesi, catalani, croati, francesi, francoprovenzali, friulani, germanici, greci, ladini, occitani, sardi e sloveni.

2. notare che nell'elenco XLS c'è anche Paolo :-)
- ITA Italian italiano (use for all varieties of Italian including all regional dialects but excluding Sardinian, Friulian and Valdostan)
- ITA ITAA Italian (Any Other) use for all varieties of Italian excluding Sicilian and Napoletan
- ITA ITAN Italian (Napoletan) napulitano, napoletano, neapolitan
- ITA ITAS Italian (Sicilian) siciliano
- ITA ITAA swiss italian > Italian >> Italian (Any Other)
- ITA ITAN napoletan > Italian >> Italian (Napoletan)
- ITA ITAN neapolitan italian > Italian >> Italian (Napoletan)
- ITA ITAS sicilian > Italian >> Italian (Sicilian)
- SRD Sardinian sardu, sardo
- SRD italian (sardinian) > Sardinian
- OTL Other Language use for any language not covered by a specific code
- OTL friulian > Other Language

Il valdostano, sopra citato, non c'è.
Comunicazione di servizio.

Adesso a commentare siamo due Faber: vecchio (io) e giovane.
Per distinguerci bisogna guardare il profilo (sono stato il primo a sbirciare il profilo del giovane :-) ).
@Paolo Attivissimo @Myollnir @enzo fabio @Verzasoft @Il Lupo della Luna

Il friulano c'è.
V. commento sopra, di cui non so ancora il numero, mentre scrivo questo.
Sul "perché non c'è il friulano" o "perché ci sono solo napoletano e siciliano (e sardo a parte)" credo che la risposta sia semplicemente la frequenza migratoria di certe zone.

Se è per questo non c'è Swiss German, che (non tutti lo sanno) è una roba COMPLETAMENTE diversa dal tedesco e non è neanche una variante dialettale, è proprio una lingua a sé, usata quotidianamente ovunque da chiunque (a differenza, ahimé, del sardo che ormai è quasi del tutto in disuso nella zona di Cagliari, per dire - ma sto divagando).

Gli svizzeri tedeschi non hanno una grande storia migratoria, specie verso l'UK, e di conseguenza non è stato necessario per loro dover includere la loro lingua nella lista. Immagino che quei pochi svizzeri in UK siano a posto nell'esprimersi semplicemente in tedesco standard. Lo stesso quindi può dirsi del friulano, immagino, mentre di italiani del sud, in Inghilterra, ne trovi un po' di più.
Facciamo un po' di chiarezza:
non è vero che soltanto napoletano e siciliano sono "lingue" mentre piemontese e lombardo sono dialetti.
Un dialetto è la varietà locale di una lingua che rimane comunque intelligibile - per questo le varietà linguistiche del centro Italia sono generalmente considerati dialetti dell'italiano, mentre spostandoci al nord o al sud abbiamo sistemi linguistici a se stanti, a loro volta eventualmente divisi in dialetti.
Infatti lo standard ISO 639-3 che estende il 639-2 include appunto i codici per piemontese, lombardo, veneto ecc. ma non ad esempio per abruzzese o marchigiano.
Poi naturalmente ogni classificazione è in qualche modo arbitraria: il calabrese assente dalla ISO è considerato "dialetto del napoletano" (calabrese del nord) o "dialetto del siciliano" (quello del sud), e magari un calabrese potrebbe non essere d'accordo.

Per quanto riguarda la vicenda delle scuole inglesi,è chiaro che hanno usato lo standard ISO 639-2 che riconosce siciliano e napoletano e non altre lingue locali; quindi non hanno nulla da farsi rimproverare, anche le mie critiche del commento precedente sono sbagliate.
mi accodo a chi chiede come mai
a) solo napoletano e siciliano
b) cosa cambia se uno parla dialetto calabrese rispetto ad uno che parla bergamasco (se entrambi parlano anche italiano beninteso)?
Se la nota è vera sarà stata diramata per evitare di trascinare la polemica per settimane, conoscendo gli italiani. Laggente e di conseguenza i media hanno deciso che gli inglesi sono "ignoranti perché in Italia abbiamo tanti dialetti" dimostrando di non sapere niente di linguistica. E dire che basta Wikipedia (ma in inglese, quindi troppo difficile).
Un dialetto è solo parlato, una lingua ha una grammatica e quindi è anche scritta.
@contekofflo E' abbastanza discutibile che un dialetto sia una "varietà locale di una lingua che rimane comunque intelligibile". La questione lingua/dialetto è molto complessa e questa complessità è riassumibile da quanto detto da Max Weinrich: "una lingua è un dialetto con un esercito ed una marina". Questa definizione è la prima cosa spiegata in quasi tutti i corsi di sociolinguistica. Lo status di lingua viene acquisito per motivazioni storiche e sociali. In particolare conta molto la valutazione soggettiva dei madrelingua, che in alcune varianti ritengono la loro stessa parlata come inferiore alla lingua nazionale (vedasi il veneto, in particolare fino a qualche anno fa), in taluni casi la ritengono di valore paritario (friulano). Ovvio che si tratta di valutazioni che cambiano anche nel tempo.
Appurato quanto ha scritto Paolo, tralasciando il perché sia stata fatta questa domanda, potrebbe anche solo avere uno scopo statistico, io mi chiedo, un ragazzo napoletano di buona cultura, che da una parte ha vissuto nella sua città, dall'altra ha visto tv e studiato l'italiano classico con buoni risultati, e quindi parla un italiano perfetto senza inflessioni evidenti, come cavolo fa rispondere ? Deve automisurare il grado di napolitanità linguistica ? Io ho avuto conoscenti di origine francoprovenzale, e me ne sono accorto solo quando sono andato a casa dei loro genitori e li ho sentiti parlare quella lingua.
Per cui, nel disapprovare le notizie così come sono state diffuse, il questionario mi lascia lo stesso perplesso.
Non sono proprio d'accordo con te sulla classificazione linguistica e sul fatto che sia stata fatta una montatura. Non siamo così scemi come pensi che leggiamo solo Ansa, Stampa e Corriere. Sicuramente l'intento non era quello di offendere ma sono comunque passati per ignoranti e su alcune cose che hai detto anche tu. Inoltre trovo giusto che chiedano scusa (poi però basta così)soprattutto per quell'"italiano altro" che mi ha mandato al manicomio.Non ci hanno fatto bella figura. Poi, prima di cliccare mi informo e tu non ti senti un pò acchiappaclic?
Grazie per le spiegazioni. Effettivamente il mio paragone con Bolzano e Aosta era sbagliato, MA la questione di fondo resta, e concordo con quanto scritto da contekofflo:

"Piuttosto, mi pare che chi ha preparato il questionario abbia in mente una situazione italiana di qualche decennio fa, quando effettivamente moltissimi italiani, soprattutto al sud, parlavano quasi esclusivamente la loro lingua locale (termine molto più corretto rispetto a dialetto) ed avevano una limitata conoscenza dell'italiano. Ma anche allora, limitarsi a "siciliano" e "napoletano" sarebbe stato quantomeno superficiale (quanti parlano quotidianamente in italiano in Veneto o in Friuli?)."

Ha indovinato esattamente il concetto che volevo esprimere, anche se mi ero spiegato male. Le persone ignoranti che sanno solo il proprio dialetto e malissimo l'italiano ci sono dappertutto, e da padovano posso confermarlo in pieno, quindi rimane sempre l'obiezione che o si indicano tutte le regioni o nessuna, e non c'è un motivo tangibile per cui si dovrebbero conteggiare a parte solo napoletani e siciliani, se non appunto il pregiudizio che siano solo loro a non conoscere l'italiano regolare.

SECONDO: nessuno ha sottolineato un altro particolare: che differenza c'è tra il codice ITA (italian) e ITAA (italian any other)? Io quale delle due voci dovrei selezionare? Non si capisce una mazza di che logica abbiano usato!
Insomma questa lista non sarà razzista o discriminatoria ma è un dato innegabile che sia insensata e fatta coi piedi.
Dal profilo FB dell'ambasciata britannica a Roma
https://www.facebook.com/ukinitaly/photos/a.532930643444501.1073741830.104011189669784/1201494576588101/?type=3
Piccolo refuso:
Quindi non è vero quello *che* scrive
Gabriella,

Non siamo così scemi come pensi che leggiamo solo Ansa, Stampa e Corriere

Scusami, vedi qualche punto nel quale ho dato dello scemo ai lettori? Ho criticato alcuni giornalisti, ma non ho dato dello scemo neanche a loro. Sei una giornalista?


Sicuramente l'intento non era quello di offendere ma sono comunque passati per ignoranti e su alcune cose che hai detto anche tu. Inoltre trovo giusto che chiedano scusa (poi però basta così)soprattutto per quell'"italiano altro" che mi ha mandato al manicomio

La tua frase è incomprensibile: cosa piuttosto ironica, visto che ti stai inalberando a proposito di una questione linguistica.


Poi, prima di cliccare mi informo e tu non ti senti un pò acchiappaclic?

Non ti sei informata sul fatto che si scrive “po’" e non "pò", purtroppo.

Prima di vantarti che tu t'informi e prima di metterti sul pulpito a tuonare contro di me, ti potrebbe far bene un ripassino d'italiano: piccole cose come l'ortografia, la sintassi, la grammatica. Diventeresti più credibile.

No, non mi sento acchiappaclic. Io non scrivo cazzate per attirare lettori. Non faccio polemiche sul nulla.
Più che altro hanno fatto una figura i british da grandi ignoranti.

"The number of individual languages listed for Italy is 34. All are living languages. Of these, 28 are indigenous and 6 are non-indigenous. Furthermore, 5 are institutional, 10 are developing, 4 are vigorous, 10 are in trouble, and 5 are dying."

Qui la lista completa: https://www.ethnologue.com/country/IT/languages

Di sicuro non ci sono solo il napoletano e il siculo. Per quanto anche questa lista sia opinabile.
@Paolo Attivissimo
Attento che Antenore spamma le sue idiozie anche su altri thread; questa è sfuggita al radar:

http://attivissimo.blogspot.it/2016/10/il-delirio-del-giorno-elon-musk-servo.html#c8846782754274357492
@Gabriella
Ma poi acchiappaclic per cosa...? ho ublock disattivato su questa pagina, eppure non vedo pubblicità a pagamento, solo link ai propri libri dove la prima opzione è sempre quella del PDF gratuito...
PS: ho ricopiato "acchiappaclic" anche io per coerenza con Paolo, però preferisco "acchiappa click" eventualmente con il trattino.
@Faber (vecchio):
catalano algherese

Presente!;)

P.S: com'era la storia del carretto?
@bozzolo
La questione è sicuramente complessa e non esistono definizioni univoche ma ad esempio su wikipedia il primo significato nella definizione di dialetto è quello che ho usato io e le diverse pagine di Wikipedia che descrivono lingue e dialetti italiani si conformano ad esso.
Non voglio dire che Wikipedia faccia testo in assoluto ma almeno per quanto riguarda questi aspetti è in generale ben fatta.
Scusate una cosa, ma quella lista comprende 320 varianti linguistiche, e l'italiano non è esattamente la più importante di queste.

Davvero è così intollerabile che tra queste 320 non abbiano inserito 20 (o 200, o 2000) varianti dell'italiano invece di 2?

Davvero è così intollerabile che questa lista standardizzata sia un po' semplificata, e magari basata su statistiche di immigrazione e informazioni culturali un po' datate, come però può valere anche per ciascuna delle altre 316 varianti riguardo le quali noi dalla nostra penisola non abbiamo nessuna idea?

Nessuno che si indigna perché il bengalese come varianti ha solo il chittagong/noakhali e il sylheti?
O perché il punjabi ha solo il gurmukhi, il mirpuri e il pothwari?

Ah già, è sicuramente molto più importante l'italiano di queste lingue che non sono parlate da nessuno!
Gabriella, li lasci parlare… Qui non capiscono dove stanno i buoni e dove i cattivi, e che qualsiasi pretesto è buono per dipingere i britannici - quei fetentoni che hanno osato dire bye bye all'Europa - come un popolo incivile e razzista.
Aggiungo anche che la definizione che ho usato permette di eliminare il pregiudizio che vede il dialetto come inferiore ad una lingua o peggio ancora come forma degradata.
Sempre in Wikipedia la voce sul romanesco parla appunto di dialetto romanesco - eppure questo ha una tradizione letteraria scritta di altissimo livello, ben superiore ad altri idiomi considerati invece come lingue, semplicemente in quanto sufficientemente diversi dalle parlate vicine.
Qualcuno spieghi al sig. Attivissimo che operare una classificazione linguistica equivale ad operare una classificazione etnica (soprattutto quando, come in questo caso, non si vede l'utilità della classificazione linguistica)
Non chiedetemi perché non c’è un codice linguistico per il pavese, il bolognese, il palermitano o il casalpusterlenghese:

Posso sparare la mia con il rischio di spararla proprio?

Non potrebbe essere che gli interessa distinguere quei dialetti che sentono più l'influsso delle lingue arabe che di quelle latine (romanze) e quindi si differenziano proprio nell'uso della grammatica? Mi riferisco p.es. a mettere l'aggettivo dopo il soggetto, tipo "la mamma mia" invece che "la mia mamma", cosa che normalmente nel resto d'Italia non si fa.

(quindi dato che l'inglese non è una lingua latina, forse potrebbe essere importante nell'insegnamento dell'inglese sapere se la grammatica di provenienza è più o meno latina; o solo in Italia si insegna l'inglese dicendo che il soggetto e l'aggettivo vanno invertiti?)

Tra l'altro alcuni salentini dicono che il loro dialetto si classifica facente parte di quelli "siciliani", mentre il barese si classifica con quelli "abruzzesi", quindi si potrebbe pensare che con lingue siciliane intendano anche aree della Puglia. O sbaglio?
Allora additate di razzismo/"linguismo" anche Windows, anch'esso ha come lingua impostabile per la tastiera il napoletano e il siciliano, ma non gli altri dialetti.
Informaticamente parlando è stata semplicemente copia-incollata la lista ISO 639 delle lingue all'interno del database, tutto qui.
apprezzo i tuoi articoli, mettono luce sul torbido che i media danno per verità assoluta ! :-)
Grazie davvero !
Odio questa società dell'indignazione facile... poi ora che ho la febbre la odio ancora di più, perché già uno sta male, e inoltre in tv gli devono pure rompere i gingilli con 'ste minchiate...
Che poi lo sappiamo benissimo che i siciliani usano una versione personalizzata dell'italiano: le parole utilizzate, gli accenti gravi e acuti sulle vocali, l'uso "improprio" di alcune parole... io sto al nord da 6 anni e ancora dico "scendere la spazzatura", c'è bisogno di indignarsi se l'italiano di alcune regioni viene considerato giustamente diverso?
Visto che siamo sull'Antibufala per eccellenza mi permetto di fare un po' di debunking su certe affermazioni linguistiche che ho letto nei commenti: Nulla è realmente farina del mio sacco, mi baso sugli articoli e sul comitato scientifico del Comitato per la Salvaguardia dei Patrimoni Linguistici.

Per prima cosa, in Italia ci sono all'incirca 30 lingue, tutte riconosciute da ISO e UNESCO, con il loro bel codice. L'esempio più palese sono le Wikipedie, alle quali serve questo codice. Infatti esistono Wikipedie in lombardo, friulano, napoletano, sardo e così via. Addirittura esiste un vecchio studio, purtroppo non ricordo la data e adesso non posso cercarla perché son sul cellulare, che parla di lingue non riconosciute in Italia citando "il sardo, il padano e il ladino". Quindi, anche qui, nessun favoritismo, i linguisti vogliono bene a tutti. In Italia gli unici dialetti dell'italiano "nativi" sono il toscano, il romanesco e l'italiano centrale.

Questione dialetti in senso varianti: È normale che ci sia variazione dialettale, e che sia anche molto grande. Il catalano ad esempio varia veramente tanto al suo interno, ha vari gruppi dialettali e la stessa frase si può dire in modi diversi a distanza di una decina di chilometri, con verbi coniugati differentemente. Esistono anche lingue come il basco, così dialettizzata da far sembrare il lombardo, notoriamente frammentato, un monolite. Ma ciò non impedisce di parlare di lingua catalana, lingua galiziana e lingua basca.

Terzo, questione scrittura: Dire che una lingua è una lingua solo se scritta poteva andar bene qualche anno fa, ma oggi sarebbe abbastanza sbagliato, perché:
1) La stragrande maggioranza delle lingue parlate in Oceania, Africa e Asia non son mai state scritte
2) Molti "dialetti" hanno letterature ben superiori a queste lingue.
È un criterio abbastanza sballato.

Visto che l'argomento mi appassiona non poco, son disponibile ad altri chiarimenti!
Paolo, questo si inquadra in una polemica attualmente in corso qui in UK sul censimento scolastico, e la domanda sulle lingue non mi sembra, personalmente, così innocente. Ovviamente gli inglesi non stanno cercando di capire chi sono i "terroni" (spero): ma è vero che il questionario chiede di specificare la lingua madre e l'identità etnica dei bambini. Ora è possibilissimo che vogliano davvero offrire ulteriore sostegno ai bambini non di madrelingua inglese: ma dato l'attuale clima politico qui in UK, avessi un bambino a scuola mi rifiuterei categoricamente di fornire tali dati, primo perché è meglio evitare di venire schedati da questo governo come stranieri, e secondo perché questo mi puzza di raccolta dati che servirà in futuro per sostenere che gli immigrati sono un peso per le scuole inglesi e le forzano a investire ulteriori fondi, in vista magari di dare la colpa agli immigrati per tagli ai servizi (adesso che la scusa dell'austerità comincia a non funzionare più p).
Quindi l'indignazione e la conclusione che i britannici sono diventati razzisti ci stanno tutte, eccome.
@Tommy The Biker: si vede che chi ha redatto l'articolo non ha mai installato un sistema operativo: il layout di tastiera è la PRIMA cosa da fare, se l'installazione va a buon fine. Altrimenti non imbrocchi una password, ti escono caratteri che nemmeno sapevi esistessero ;)
Una volta, installando Linux su EEEPC di Asus, ne ho provate una ventina, poi il giusto layout era l' "Apple JIS", cioè la tastiera Apple, ma giapponese. Non ho mai capito perchè.
Forse i giaponesi si sono chiesti perchè il loro layout dovesse essere "Apple ITA" ;)
Ho letto l'articolo e non mi convince:
1) Perche' le scuse del Foreign Office?
2) Perche' in Italia non usiamo questo bel modello di differenziazione linguistica, magari gia' dalle elementari? Intanto non e' discriminatorio...
@Guga

Commento #10

In generale quando il friulano emigra si preoccupa di imparare la lingua del luogo in cui va a vivere.
Questo è il motivo per cui ce ne sono pochi nella gastronomia italiota.

@Verzasoft

[Codroipo]! Parcje lu vaì: "mancje il [Codroipo] furlan", [Codroipo]?
[Codroipo]O soj propi ca dinant de lu. [Codroipo]

(Perchè ti lamenti che manca il friulano? Son proprio qui davanti a te.)

Metto la traduzione anche perché a mio avviso non ha senso difendere il friulano moderno.
La disquisizione sollecitata dallo spunto di Paolo è interessante: almeno abbiamo fatto tutti un giro su Wikipedia per imparare una cosa nuova. Il punto di partenza, però, penso che sia un altro: il modulo britannico chiede di specificare la "prima lingua" parlata dal bambino che dovrà frequentare la scuola nel Regno Unito. A me risulta che nella scuola italiana venga insegnato un solo ITALIANO, non le sue varianti; i telegiornali regionali della Campania e della Sicilia sono in ITALIANO (In VdA e Alto Adige, invece, ci sono edizioni in francese e tedesco); i documenti pubblici redatti in quelle regioni sono in ITALIANO; i giornali locali sono stampati in ITALIANO; i film americani proiettati nei cinema di Napoli e Palermo sono doppiati in ITALIANO. A Barcellona, per fare un esempio, le cose non stanno così: il catalano è prima lingua ovunque, dalla cartellonistica stradale alle insegne dei negozi. Le scuse di Londra ci stanno eccome, perché la tabella ISO 639-2 è stata brutalmente copiata e incollata senza alcuna verifica - qui sì - di come stiano veramente le cose, dimostrando come i dotti "Britons" ignorino che sardo, ladino o friulano (tutti elencati nella tabella) siano parlati in alcune regioni italiane.
Grazie mille davvero! Oltre all'articolo, per aver citato gli Ethniciy Codes, che non trovavo da nessuna parte
Secondo me, gli inglesi si sono detti "I meridionali sono sempre emigrati verso Nord, contribuendo non poco alla ricchezza e sviluppo sociale di quella zona. Se riusciamo a identificarli, ci potrebbe essere utile per migliorare l'economia e lo sviluppo sociale del nostro Paese. Oltretutto, una volta erano contadini ed operai semianalfabeti, oggi sono laureati o, comunque, con una scolarizzazione degna di attenzione".
Io davvero non capisco la polemica. E nemmeno chi si chiede perché il siciliano e non il lombardo. Evidentemente hanno (molti) immigrati provenienti da campania e sicilia, e non da valle d'aosta e trentino.
Di conseguenza non "capisco" nemmeno le scuse inglesi.
Ha ragione pgc (commento #78). Gli inglesi hanno dimostrato una certa ignoranza. Gli sarebbe bastato leggere la pagina inglese di wikipedia dove è scritto "In practice, ISO 639-2 has largely been superseded by ISO 639-3 (2007)", che chiarisce come i riferimenti fatti da alcuni allo standard ISO 639-2 sono obsoleti.
Nello standard attualmente in uso si hanno i seguenti codici (tra i 34 presenti in Italia, che è il paese europeo con il maggior numero di lingue):
- egl emiliano
- fur friulano
- ita italiano
- lld ladino
- lij ligure
- lmo lombardo
- nap napoletano-calabrese
- pms piemontese
- rgn romagnolo
- srd sardo (con le tre varianti sdn gallurese, src logudorese, sdc sassarese)
- scn siciliano
- vcn veneto

Aggiungo che l'italiano appartiene alla classificazione italo-dalmata insieme al napoletano-calabrese e al siciliano, mentre per esempio il piemontese, il lombardo e l'emiliano appartengono alla classificazione gallo-romanza, più vicini al francese.
Se volevano essere corretti dal punto di vista scientifico senza moltiplicare le classificazioni avrebbero semmai dovuto dividere in italiano (nord) e italiano (sud), visto che la più importante linea di divisione delle lingue neolatine è la linea La spezia-Rimini (o, meglio, Massa-Senigallia).
Coincidenze interessanti.
L'ambasciata britannica conferma che i codici erano in vigore dal 2006:
https://www.facebook.com/ukinitaly/posts/1201479709922921?hc_location=ufi
La tabella ISO 639-2 riporta solo italiano, siciliano, napoletano, e sardo, oltre a un generico "lingue italiche":guardacaso esattamente le stesse opzioni del censimento britannico.
Mentre lo standard ISO 639-3 (che comprende anche il friulano e altre lingue) è stato pubblicato solo nel 2007.
Evidentemente il censimento utilizzava lo standard in vigore nel 2006 (ISO 639-2).

Adesso sarebbe interessante vedere se dopo tutto questo marasma mediatico il ministero dell'istruzione britannico (o chi per lui):
A) lascerà tutto come è adesso;
B) farà un censimento con tabelle basate sullo standard ISO 639-3 (così si lamenteranno anche i friulani);
C) farà una pecionata per far contenti gli italiani indignati e metterà una sola scelta, lasciando perdere la standardizzazione ISO.

Io scommetterei sulla B), contando sul fatto che all'avvio del prossimo anno scolastico i giornalisti avranno dimenticato completamente questa polemica.
Questa, se bufala, è grossa! Meglio direi, troppo grossa, editori di giornali devono fare chiarezza per primi. Si tratta di giocarsi la credibilità. A meno che loro per primi pensino che domani l'uxoricidio si porti via l'intera Inghilterra. Figurati allora il lettore...una povera spugna cui ogni giorno si sciacqua e si strizza il cervello con i titoli di chi strilla meglio. Mi fermo
[by Faber vecchio]

Sergio
Non mi risulta esistere nulla del genere.

"Non mi risulta esistere" non significa "non esiste".
Hai fatto ricerche approfondite?
[by Faber vecchio]

Protesto ufficialmente con Wikipedia, che favorisce la discriminazione, anziché l'unità del c@@@@: Lengua napulitana, Lengoa ligure, Lenga piemontèisa, Lengua lumbarda, Lenghe furlane, Limba sarda, Lingua siciliana, Łéngua vèneta.
[by Faber vecchio]

contekofflo
anche le mie critiche del commento precedente sono sbagliate.

Chapeau! :-)
hfswuiweeyeyshjeqshdnvmqqer,

Qualcuno spieghi al sig. Attivissimo che operare una classificazione linguistica equivale ad operare una classificazione etnica (soprattutto quando, come in questo caso, non si vede l'utilità della classificazione linguistica)

Davvero? Allora io, che parlo inglese (madrelingua) e italiano (madrelingua), come sarei classificato etnicamente secondo te? Meticcio? Ibrido? Minotauro? :-)

Magari, se vuoi essere preso sul serio, prova a usare toni meno saccenti e altezzosi.
[by Faber vecchio]

hfswuiweeyeyshjeqshdnvmqqer
(soprattutto quando, come in questo caso, non si vede l'utilità della classificazione linguistica)

"Non vedo il sole", disse il cieco, "perciò il sole non esiste".
Anna,

dato l'attuale clima politico qui in UK, avessi un bambino a scuola mi rifiuterei categoricamente di fornire tali dati

Concordo sul pessimo clima politico britannico attuale, ma tieni presente che i Language Codes esistono almeno dal 2006, quindi sembra improbabile che abbiano qualcosa a che fare con il momento presente.

E comunque la tua "etnicità" salta subito all'orecchio guardando il tuo cognome, quindi sei "schedata" con o senza Language Codes.
cuz',

1) Perche' le scuse del Foreign Office?

È scritto nell'articolo. Per citare Scarfolk, "per maggiori informazioni, rileggere queste informazioni".

2) Perche' in Italia non usiamo questo bel modello di differenziazione linguistica, magari gia' dalle elementari? Intanto non e' discriminatorio...

Hai provato a fare un giretto all'ISTAT per vedere se ci sono dati linguistici sulla popolazione? Potresti trovarlo interessante. Magari si usa anche in Italia e nemmeno lo sapevi.
Unknown,

Grazie della segnalazione di Antenore. Ora il suo commento è tutt'uno con il rumore di fondo del Big Bang.
MOZ,

refuso sistemato, grazie.
, in vista magari di dare la colpa agli immigrati per tagli ai servizi (adesso che la scusa dell'austerità comincia a non funzionare più p).
Quindi l'indignazione e la conclusione che i britannici sono diventati razzisti


Il razzismo è la discriminazione su base etnica.
La "discriminazione" sulla base della cittadinanza non può essere definita razzismo.
Ho usato le virgolette perchè è tutto da dimostrare che fornire da parte di uno Stato ai suoi cittadini gli stessi servizi che ai non cittadini sia sbagliato.
Ops, ho scritto il contrario di quello che volevo dire.
E' tutto da dimostrare che sia sbagliato offrire servizi diversi ai propri cittadini rispetto ai non cittadini.
A proposito di "british", ecco un dizionario di tutti i neologismi, anche tecnologici:
http://www.achyra.org/forestierismi/list.php
Alla luce dell'ultimo aggiornamento, direi che le scuse sono state fatte non per una discriminazione che non c'è, ma per aver usato una catalogazione obsoleta e insensata, come sostenevamo in molti in questa discussione. Caso chiuso.

PS: Paolo ho un suggerimento su come potresti definirti: visto che non si può avere due mamme, tra italiano e inglese avrai una lingua madre e una padre! :D
[by Faber vecchio]

Mars4ever
non si può avere due mamme

Perché no?
non si può avere due mamme

Perché no?


Perchè la legge può dare un nome diverso alla realtà, ma non può modificare la realtà.
[by Faber vecchio]

Tukler
com'era la storia del carretto?

Cos'è la storia del carretto? (maledetto Alzheimer...)
[by Faber vecchio]

la legge può dare un nome diverso alla realtà, ma non può modificare la realtà.

:-)
@Faber (vecchio):
Niente niente, volevo scrivere dell'asino, l'Alzheimer è tutto mio.
@Faber
se per mamma intendi l'essere che ti partorisce ne puoi avere una sola.
Se si intende l'essere che ti alleva e ti ama e ti coccola beh allora possono essere anche di piu' :P
"Davvero? Allora io, che parlo inglese (madrelingua) e italiano (madrelingua), come sarei classificato etnicamente secondo te? Meticcio? Ibrido? Minotauro? :-)"

Italo-britannico.
Se mi dice anche quale dialetto parla, la posso classificare più precisamente.
"Non vedo il sole", disse il cieco, "perciò il sole non esiste".

Se sono cieco, mi illumini lei. Qual è l'utilità pratica di distinguere fra il napoletano, il siciliano e l'altro?
@Paolo Attivissimo
Beh Paolo, nella stragrande maggioranza dei casi se parli siciliano sei di origini siciliane :)
In questo caso la discriminante non è sulla lingua, ma sui dialetti, che per loro natura sono molto legati al territorio.

Qualora la discriminante fosse stata la lingua, sarebbe valso lo stesso discorso (sempre nella stragrande maggioranza dei casi). Qui quanti madrelingua inglesi ci sono che non siano (di origini) inglesi? Quanti i madrelingua italiani che non siano (di origini) italiane?

Inoltre, perché dici che le due domande presenti in screenshot (Repubblica) non sono legate tra loro?
La prima domanda è proprio sull'etnia, e dato che la risposta è WOTH (white persons who are neither British nor Irish) le successive chiariscono anche che tipo di bianco sei. Non potendo chiedere l'albero genealogico, chiedere la lingua (o il dialetto) è la cosa più facile da fare per determinare da chi sei fatto. La leggi diversamente?
Paolo, c'è una cosa che mi sfugge in questa storia, forse perché non conosco il sistema scolastico inglese. Che utilità può avere conoscere quelle che sono, tutto sommato, delle sfumature linguistiche (non me ne vogliano i napoletani ed i siciliani). Dal punto di vista sintattico non mi sembra che ci siano poi tante differenze tra i dialetti/lingue in oggetto e l'italiano 'standard', quello che tutti, cioè, impariamo a scuola. Non credo che in UK vengano fatti corsi di sostegno specifici per insegnare l'inglese, lingua totalmente diversa strutturalmente, a chi, come prima lingua conosce esclusivamente un dialetto (difficile, ma non si sa mai). Anche perché trovare insegnanti qualificati non credo sia poi così semplice. Riporto la mia esperienza personale. Per motivi professionali ho dovuto seguire diversi corsi di inglese, tenuti, a seconda dei casi, da insegnanti madrelingua inglesi o statunitensi. Inutile dire che gli accenti dei docenti e la scelta dei termini erano alquanto diversi, ma la LINGUA rimaneva sempre la stessa, assieme alle sue strutture fondamentali. Quindi non posso fare a meno di chiedermi: cos'è che mi sfugge??? :)
"Non potendo chiedere l'albero genealogico, chiedere la lingua (o il dialetto) è la cosa più facile da fare per determinare da chi sei fatto."

Adesso ho capito. La richiesta di specificare la lingua madre è uno stratagemma per portare allo scoperto i terroni che sono nati - chessò - a Milano o a Torino da genitori che hanno lasciato il paesello, e che non sarebbero traditi dai meri dati anagrafici.
Quello che a questo punto non capisco è il trattamento di favore per calabresi e pugliesi.
Molti anni fa, la proprietaria di casa (medico) di una mia amica, ci raccontò che a medicina le insegnarono come distinguere le aeree geografiche di provenienza dei pazienti dal cognome. Questo per recuperare velocemente informazioni su quali malattie poteva essere stato esposto il paziente o i suoi genitori.
Ovviamente nel corso degli anni la cosa ha perso di validità, ma se oggi un professore alla facoltà di medicina affrontasse (ignoro se continui ad essere fatto in realtà) lo stesso argomento con modi errati verrebbe su un casino apocalittico.
Io credo che in Uk per fare questa distinzione abbiano avuto i loro motivi, dubito fortemente che fossero razzisti o altro. Sinceramente mi sembra di stare a spaccare il capello in 4.
[by Faber vecchio]

@Guido Pisano
Se alle mamme aggiungiamo quella che ci ha messo l'ovocita e quella che ci ha messo i mitocondri, facciamo una squadra di pallavolo :-)
Che cos'è una lingua? che cos'è un dialetto? quali e quanti sono i dialetti di una particolare area linguistica? Questi termini dal punto di vista scientifico sono assai problematici, e sono da prendere con estrema cautela.
Né si può dire che sia una classificazione su base "linguistica e non etnica", poiché tutti sanno che fra gli elementi caratterizzanti un'etnia uno dei più iportanti è proprio la lingua: i catalani sono spagnoli che parlano catalano (e qualche volta avviene anche il contrario: serbi e croati parlano la stessa lingua, ma andate a dire ad un croato che parla serbo, o viceversa).
Quale può essere la finalità di una classificazione che comprende "Italiani others", siciliani e napoletani? Comunque la si rigiri, è una classificazione idiota, per finalità incomprensibili.
@ Maurizio Pistone: ehm, molte inesattezze in poche righe. La lingua, la nazionalità e l'etnia sono concetti da tenere separati. Coloro che parlano catalano ad Andorra o ad Alghero come li chiami? Spagnoli? Faresti una bella gaffe! I curdi chi sarebbero secondo il tuo ragionamento? Solo quelli di nazionalità turca o chi altro?
Il serbocroato è una lingua inventata a tavolino per unire le lingue di più nazioni. In realtà sono lingue abbastanza diverse (non meno diverse tra loro che con bosniaco e sloveno). OVVIO che un serbo (di lingua, non certo di nazionalità) non potrà MAI dire di parlare croato.
@Bozzolo
Coloro che parlano catalano ad Andorra o ad Alghero come li chiami? Spagnoli? Faresti una bella gaffe!

Spagnoli no, ma qui ad Alghero c'è parecchia gente che va fierissima delle proprie (vere o presunte) origini catalane, non solo linguisticamente ma anche etnicamente. E ovviamente i vari servizi fasulli di araldica ci vanno a nozze;)
@Tukler
Proprio per questo un algherese fiero delle proprie origini catalane penso si arrabbierebbe non poco se venisse definito come lo ha definito Maurizio Pistone: "uno spagnolo che parla catalano"! ;-)
Immagino poi che ci sia qualche algherese parlante catalano fiero di essere italiano (magari pochi, vista l'Italia di oggi! :-D ). Immagino quindi esistano dei parlanti catalani, di nazionalità italiana, che si sentono di etnia sarda (o italiana, o catalana).
Insomma, il concetto è: la lingua (o dialetto che sia) è una cosa, tutto il resto è un'altra.
@Bozzolo
Hai usato tu il termine corretto, che è quello di "sentirsi".
C'è chi si sente catalano, chi si sente sardo, chi si sente italiano, e chi non si sente niente di particolare.

L'unica etnia è quella che uno si sente, parlare di etnia nel senso di origine genetica ha ben poco senso. Anche gli algheresi che hanno nome e cognome catalano (veri o scelti per gusto personale come fanno alcuni) e si sentono tali, di "sangue" catalano alla fine dei conti ne avranno ben poco.
Ammesso che abbia un senso parlare di "sangue" catalano, o spagnolo o italiano che sia, concetto che probabilmente ha ben poco significato genetico.

Non per niente la classificazione "etnica" più specifica che fa quel questionario è quella di bianco inglese/irlandese/altro, distinzioni che come scrive giustamente Paolo "non si basano sugli antenati o sul colore della pelle ma sul senso di appartenenza culturale e sociale".

Sostenere che permettere di scegliere tra le varianti più parlate di una lingua (classificate in modo simile allo standard internazionale più comunemente usato) equivalga a una classificazione etnica mi sembra molto pretestuoso.

Se anche, per assurdo, fosse quello lo scopo, basta ricordare che l'appartenenza etnica è un concetto personale e non genetico.
Uno è liberissimo di scegliere "Italian (Sicilian)" se pensa che gli si sta chiedendo se si sente etnicamente siciliano e si sente tale, altrimenti può mettere "Italian" e basta senza che nessuno possa avere niente da ridire. Non è mica obbligatorio scegliere una di quelle opzioni.
L'unica etnia è quella che uno si sente
(...)
non si basano sugli antenati o sul colore della pelle ma sul senso di appartenenza culturale e sociale"


Due cose in contrasto, direi. Con la prima tra l'altro sono in dissenso totale perchè mi pare che si inquadri nel pessimo trend di questi ultimi anni: la realtà è quella che io sento che sia.
L'appartenenza culturale e sociale non c'entra una cippa con i cromosomi (una volta si diceva il sangue), il che sarebbe la base di tutti i razzismi, ma c'entra con una cosa altrettanto concreta, forse di più: la storia personale.
Posso così sentirmi di appartenere alla cultura e alla società del Giappone (lo cito come esempio perchè lo stimo), ma la mia storia fa irrimediabilmente di me un brianzolo.
@martinobri
Sono d'accordo che la definizione di Paolo sia più corretta, ma anche nella sua l'etnia fa parte delle sensazioni personali, non è un concetto tangibile.
Dire che una definizione di etnia supporti il trend che "la realtà e quella che io sento che sia" significherebbe che l'etnia è invece qualcosa di tangibile ed esternamente misurabile.
Non mi è chiaro cosa intendi esattamente per "storia personale", ovvero come potrei analizzare la mia storia personale per capire quale dovrebbe essere la mia etnia secondo questa.
@Martinobri

Caschi male. Se sceglievi Uganda o Dakota potevi ottenere che 100 su 100 dicessero: è un po' bruttino, ma è un vero sen/sioux
Per i giapponesi, se non sei palesemente asiatico, non otterrai mai che un giapponese dica: "è un po' bruttino, ma è un vero giapponese!" Neanche se lo frusti per 1000 anni con le tue coppe di campione galattico di sumo, karate, ikebana, cerimonia del the, spelling e abaco mentale.
@martinobri
Dicendo che l'etnia è relativa ai propri sentimenti, sia io sia (penso!) Tukler non intendevamo dire che ognuno si sveglia la mattina è dice "io sono giapponese", "ma io oggi mi sento maori", pur essendo magari veneto, come il sottoscritto. Intedevamo dire che nei casi di società multietnica (ormai qualsiasi angolo del mondo), ognuno si sentirà di un gruppo o di un altro, ma ovviamente solo ed unicamente tra i gruppi linguistici e/o culturali presenti nel proprio territorio (storicamente o da poco presenti).
La "storia personale" da te presa in causa è un fattore valido per avvicinarsi al concetto di etnia, ma di sicuro non sempre corretto. Dovessimo guardare la storia personale, vista come un fatto "tangibile e misurabile", mi dovresti spiegare come sono nate le innumerevoli guerre nei paesi dell'ex Yugoslavia, visto che tutti erano "misurabilmente" e fattualmente yugoslavi. O nei paesi baltici in periodo di occupazione sovietica? A guardare la tua "storia personale", fatta di misurazioni concrete, saresti fattualmente di etnia russa (scuola e uffici solo in lingua russa, cultura e "propaganda" solo in chiave sovietica). Quindi la "storia" NON è un elemento chiave dell'etnia.
@ Tuckler:
credo che, come spesso capita, stiamo dicendo cose simili. Mi ero solo espresso troppo velocemente.

@entrambi: la storia personale è... la storia personale. Dove se nato, quale educazione hai ricevuto, qual è il modus vivendi che ti è passato col latte materno e gli sguardi paterni. E se vivi nello stesso posto dei tuoi antenati, lo stesso indietro nel tempo.
La storia personale è quella del tuo insieme di simili, non di unità artificiosamente istituite dall'alto (Jugoslavia, non a a caso subito dissolta non appena il dittatore-collante è morto) o dagli occupanti (ex Patto di Varsavia). D'accordo che in queste cose non esistono determinazioni meccanicistiche. Non essendo stato progettato da un ingegnere, per fortuna, il mondo non funziona a macchinetta.
(Sì, lo so che il Patto di Varsavia era un ente militare e non politico).
@martinobri
Esatto, sono d'accordo. Torniamo quindi a dire che si tratta di fattori personali legati anche (non solo) al proprio sentimento.
Tu dici che la storia personale è quella "del tuo insieme di simili". Ma chi dice qual è il mio insieme di simili? E' quantificabile? E' verificabile? O è una sensazione puramente personale?
Il discorso linguistico invece è verificabile e studiabile scientificamente. A conferma appunto che l'appartenenza linguistica non è appartenenza etnica.

Comunque grazie al Disinformatico che ci fa "sfogare" con i nostri pensieri, anche se ormai siamo OT ;)
@martinobri
La tua brevità è qualcosa che invidio spesso;)

Vorrei condividere una cosa, a proposito di etnia.

Un mio carissimo amico è nato in Giordania, dove ha vissuto fino ai 19 anni. I genitori sono musulmani e molto religiosi, ma si è sempre appassionato alla cultura statunitense. Dalle medie in poi ha frequentato scuole in inglese, tra amici parlava inglese. In famiglia parlava arabo, ma il suo arabo è sempre stato abbastanza scarso.

A 19 anni si è trasferito a Roma, dove è rimasto fino ai 26 anni. In quegli anni è "diventato un adulto", ha imparato l'italiano, si è appassionato alla cultura italiana e l'ha fatta sua. L'ho conosciuto lì, e tramite lui ho conosciuto diversi altri giordani, le quali personalità e mentalità erano nettamente diverse dalla sua, poco giordana e molto italiana (nel bene e nel male!).

A 26 anni si è trasferito negli Stati Uniti, e ora ne ha 33. Lì ha perfezionato il suo inglese, lì si è battezzato con rito cattolico (io sono il padrino) e sposato, e lì è entrato nel mondo del lavoro. Ma gli è anche decisamente passato il mito degli USA, e rimpiange l'Italia. Ho conosciuto i suoi amici lì, e ho conosciuto anche altri giordani a loro volta emigrati lì, e mi sembra che sia rimasto molto italiano.

Lui si presenta come "italiano di lontane origini mediorientali", e nessuno ne dubita, neanche gli italoamericani (ammesso che loro abbiano un'idea della cultura italiana).

Ora, credo che sia difficile trovare una definizione oggettiva di etnia per lui.
La lingua che parla meglio è sicuramente l'inglese americano. Geneticamente è giordano (anche se ci sarebbero dubbi anche lì, la madre ha gli occhi azzurri). Chiedendo a lui, risponde di essere italiano.
La sua storia personale può giustificare una qualsiasi di queste tre risposte.

Qual è la risposta corretta, ammesso che ci sia?
Per me, la risposta è quella che da lui.
Barzelletta star-trek-themed sui pregiudizi razziali.

Arriva il capitano J.T.Kirk in plancia, si siede al posto di comando, e distribuisce gli ordini:

"Sulu! A quanto pare abbiamo affari su Aldebaran, Lascio a lei i dettagli."
"Spock! Fra le varie cose, su Aldebaran incontreremo una principessa terrestre, cerchi su internet un presente, la principessa ha 13 anni."
"Chelkov! nella nebulosa alcolica alla nitroglicerina potremmo incontrare dei Klingon ostili, prepari armamenti adeguati. Si regoli a suo giudizio"
"Scotty? Su aldebaran sostituiremo le bobine di schpunsennsberg, Sprema per bene le bobine correnti."
"Uhura!, compri le bobinem ordini la sostituzione da qualche garagista e mandi la nota spese al commodoro."
"Gordon Ramsay? Faremo tre turni in plancia, ci faccia portare dei toasts e una cassa di acqua e bevande gassate. Ah, nei toasts... ZAMPA ANTERIORE! Mi ha capito bene? Niente boiate francesi o le faccio fare un giro di chiglia senza tuta spaziale!"
[by Faber vecchio]

martinobri
pessimo trend di questi ultimi anni: la realtà è quella che io sento che sia.

Pessimissimo.
C'erano una volta i giudizi di valore formulati dalla ragione.
Poi siamo scesi a valutare la realtà con i fervorini dei sentimenti.
Poi siamo decaduti alle reazioni vasomotorie delle emozioni.
Infine siamo precipitati nel cumulo di confusione avvolto dalla nebbia delle sensazioni.

Conosco una pazza, sedicente astrofisima, che sente che la Luna è un ologramma, generato da un satellite artificiale messo in orbita 12.000 anni fa da una civiltà aliena(ta).
@Tukler

Chiedigli se gli piacciono i gatti.

Se la sua reazione è neutra o positiva, allora non ha seguito molto bene l'ora di religione all'asilo ed alle elementari.
"pessimo trend di questi ultimi anni: la realtà è quella che io sento che sia."

Martino, ma questo lo "senti" tu o è un dato di fatto? :) Sarà, ma io non me ne sono accorto.
[by Faber vecchio]

puffolottiaccident
Chiedigli se gli piacciono i gatti.
Se la sua reazione è neutra o positiva, allora non ha seguito molto bene l'ora di religione


I cani, non i gatti.
@Faber One

No, il buffo glitch dei cristiani e musulmani educati alla dottrina integralista fin dall'infanzia da tutte le direzioni si attiva menzionando i gatti.
Non è una semplice insofferenza o antipatia: sembra di guardare un cartone animato di Popeye o di Asterix e Obelix.
@puffolotti
Non ho mai notato glitch particolari o derive distruttive parlando di gatti:P
Ma credo che, qualunque educazione abbia ricevuto nell'infanzia, abbia deciso di opporcisi totalmente.
Mi ero accorto che quando l'ho conosciuto considerava i cani animali sporchi, ora li adora (anche eccessivamente). Sui gatti è abbastanza neutrale, ne ha avuti ma preferisce i cani.
ora li adora

No!!! ha rinunciato ad avere gli angeli in casa...
Infelice!!!

BTW, quando crederò davvero a questa ***, portatemi in Olanda con un biglietto di sola andata.
@pgc

A me sembra che da un 5-10 anni si sta diffondendo un glitch collettivo nella società tedesca.
Non so se Martinobri parla di questo, ma ho notato gente che finisce in situazioni imbarazzanti perchè in qualche modo che non riesco a capire elabora un rifiuto come fosse un assenso.

Ho osservato storie talmente assurde che penso qualsiasi esempio basato su fatti reali individui una sola persona al mondo.
@Faber (vecchio o nuovo? sono confuso!)
Quando crederai ai cani che cacciano gli angeli da casa o quando crederai alla mia storia?:P
[by Faber vecchio]

Tukler
@Faber (vecchio o nuovo? sono confuso!)

Vecchio: Alzheimer ha colpito ancora e ho dimenticato di scriverlo :-)

Quando crederai ai cani che cacciano gli angeli da casa o quando crederai alla mia storia?:P

La prima.
Infatti ho usato gli asterischi, perché putt***a avrebbe potuto dare problemi con la moderazione (ieri sera non conoscevo ancora la parola putteria).
Per essere precisi, i cani non cacciano gli angeli: sono schizzinosi gli angeli, che non entrano nelle case dove ci sono cani.
Se non sapessi altro dell'islam, questo mi basterebbe.
Vero è che anche l'unicorno petomane rosa non entra nelle case dove ci sono cani.

Rettifico la raccomandazione dell'Olanda: quando crederò in una di queste due religioni (ma anche molte altre), Focus cancellerà "90% del " e io farò i soldi ai congressi medici (altro che l'impiegato francese, dilettante!).
@Puffolotti

Chiedigli se gli piacciono i gatti.

É nato in Giordania e la sua, bellissima, regina è una nota amante degli animali.

Il mondo va avanti.
@Motogio

Il mondo va avanti skifando chi skifa i gatti. XD