skip to main | skip to sidebar
31 commenti

Dodicenne riceve una fattura di 100.000 euro da Google: ha confuso AdWords e AdSense

Non è la prima volta che racconto di disavventure economiche causate da giovanissimi internauti. Di solito i danni ammontano a qualche migliaio di dollari, euro o franchi, ma stavolta la cifra è da record: centomila euro di bolletta. È quello che ha combinato un dodicenne spagnolo, José Javier di Torrevieja, che ha ricevuto da Google una fattura di questo importo, secondo quanto riferisce il quotidiano El País.

José aveva le idee chiare: voleva fare soldi su Internet pubblicando su Youtube dei video del suo gruppo musicale, usare il servizio AdSense di Google per associare questi video a delle pubblicità che gli avrebbero dato un guadagno e raccogliere abbastanza soldi da comprare gli strumenti musicali e diventare ricco facendo musica.

Purtroppo, però, ha confuso AdSense (il servizio di Google che paga gli utenti ogni volta che qualcuno guarda o clicca su una pubblicità associata ai loro contenuti) con AdWords, che invece fa pagare gli utenti inserzionisti ogni volta che qualcuno clicca sulle loro pubblicità.

José ha dato a Google il numero di un conto corrente della famiglia e ha scelto una parola chiave che avrebbe mostrato la sua pubblicità a chi cercava in Google quella parola. Nel giro di un paio di mesi, i clic sulla sua inserzione sono stati così tanti che Google gli ha mandato, appunto, la fattura da centomila euro.

Di fronte alle contestazioni della famiglia di José, Google ha poi annullato la fattura, essendo chiaro che si trattava di un errore da parte di un ragazzino, ma ha ricordato alla famiglia che esistono delle restrizioni d’età su servizi come AdWords (bisogna essere diciottenni) e che i genitori dovrebbero consultare le informazioni fornite dal suo Centro per la sicurezza online prima di lasciare che i figli usino Internet senza supervisione. La famiglia, per contro, ha obiettato che è stato troppo facile per José attivare un conto AdWords e che servirebbero maggiori salvaguardie.

E voi come siete messi? Siete sicuri di aver spiegato bene ai vostri figli che ogni cosa che riguardi soldi su Internet va discussa e approvata da voi?
Invia un commento
I commenti non appaiono subito, devono essere tutti approvati da un moderatore. Lo so, è scomodo, ma è necessario per tenere lontani scocciatori, spammer, troll e stupidi: siate civili e verrete pubblicati qualunque sia la vostra opinione; gli incivili di qualsiasi orientamento non verranno pubblicati, se non per mostrare il loro squallore.
Inviando un commento date il vostro consenso alla sua pubblicazione, qui o altrove.
Maggiori informazioni riguardanti regole e utilizzo dei commenti sono reperibili nella sezione apposita.
NOTA BENE. L'area sottostante per l'invio dei commenti non è contenuta in questa pagina ma è un iframe, cioè una finestra su una pagina di Blogger esterna a questo blog. Ciò significa che dovete assicurarvi che non venga bloccata da estensioni del vostro browser (tipo quelle che eliminano le pubblicità) e/o da altri programmi di protezione antimalware (tipo Kaspersky). Inoltre è necessario che sia permesso accettare i cookie da terze parti (informativa sulla privacy a riguardo).
Commenti
Commenti (31)
senza offesa ma.... visto come ha ribattuto la famiglia, google avrebbe dovuto confermare la fattura.
Scusa, ma avendo corretto bozze di articoli (miei e di altri) per trent'anni, mi è saltato subito agli occhi: "ha ricevuto da Google una fattura di questo importo da Google"...
Ciao Paolo, ti segnalo un refuso: "che ha ricevuto da Google una fattura di questo importo da Google".
In questo caso - a mio parere - ha ragione Google e la contestazione della famiglia solo un modo di non ammettere le proprie colpe.
Le mie figlie hanno a disposizione un iPad che rimane sempre e comunque in salotto. Non hanno la password del mio ID Apple e ogni volta che devono scaricare qualche gioco dallo store, devo farlo io. Non ci sono altri account di alcun tipo attivi (Google, ad esempio). Quindi dovrei essere più o meno tranquillo...o no?
"José ha dato a Google il numero di un conto corrente della famiglia"
Solo a me sembra raccapricciante che un ragazzino di 12 anni abbia accesso al numero di conto corrente dei genitori?
Come è stato possibile che la famiglia abbia dato le coordinate bancarie al figlio dodicenne?

Google si è comportata bene, ma c'è qualcosa che non mi torna nell'atteggiamento della famiglia Javier.
@Unknown
senza offesa ma.... visto come ha ribattuto la famiglia, google avrebbe dovuto confermare la fattura.

Se fosse stata una situazione del tutto limpida Google non avrebbe annullato la fattura.

Se un dodicenne riesce ad attivare un servizio a pagamento evidentemente qualcosa nelle procedure di Google non va e, secondo me, i responsabioli della multinazionale lo sanno ma lasciano le cose come stanno, perché complicare i passaggi per l'adesione può scoraggiare potenziali nuovi clienti.
Paolo: "Siete sicuri di aver spiegato bene ai vostri figli che ogni cosa che riguardi soldi su Internet va discussa e approvata da voi?"

Si, ho spiegato loro come acquistare 100.000 euro di pubblicità per l'attività che tanto quando arriva il conto basta dire a Google che è stato il bambino per vedersi annullare la fattura.
BigG è stata troppo tenera! continuando a giustificare gli errori si arriva ad una completa deresponsabilizzazione di se stessi e la colpa "è sempre degli altri".

Sarebbe stato più giusto far pagare almeno una parte dell'importo in modo che il ragazzino in parte capisca il proprio errore e la famiglia si responsabilizzi verso il corretto uso di internet e, soprattutto, verso una corretta educazione del ragazzo.
Tutti,

refuso corretto, grazie!
Io quando usavo AdWords avevo messo un limite di spesa (mi sembra 30 euro) mensile. Un paio di volte sono arrivato al limite e miei annunci non venivano più visualizzati fino al mese successivo.
Mah, mi sembra tutto molto strano.
Creare e impostare una campagna AdWords va molto al di là di scegliere una parola chiave. Viene richiesto il target, la pagina da linkare negli annunci, il testo degli annunci, il budget massimo giornaliero, tutte cose che in una campagna AdSense non hanno senso.
Oltre ovviamente a dover sapere intestatario del conto corrente, IBAN e BIC SWIFT e accettare il mandato di pagamento.

La loro difesa è che è troppo facile attivare un conto AdWords.
Ma se lasci a tuoi figlio 12enne accesso a un computer, con i tuoi account personali di genitore già loggati senza nessuna protezione, ed a tutti i dati del tuo conto corrente, può fare decisamente tanto danno, AdWords o no, specie se ha questa tendenza ad inserire informazioni a caso ovunque senza avere cognizione di quello che sta facendo.
Tanto più in casi come questo dove il bene acquistato non può essere restituito, e il rimborso non è quindi necessariamente un atto dovuto.

Tra l'altro, anche volendo usare AdSense sul proprio canale Youtube, l'attivazione non va fatta dal pannello principale di AdSense (che come domanda a risposta obbligatoria chiede il sito su cui attivarlo) ma dall'interfaccia di Youtube.
Considerando invece la complessità che ho trovato nell'utilizzo di AdWords non vedo come possa aver confuso le due cose.
Sono cose che non sono cose ... il dodicenne non avrebbe nemmeno dovuto sapere le coordinate bancarie di famiglia, non trovate?
Comunque è vero che certi servizi online dovrebbero accertarsi in maniera più approfondita dell'età dei propri clienti. Anche su Facebook bisogna essere maggiorenni per avere un profilo, solo che basta dichiarare di avere 18 anni o più e non c'è alcun problema a farlo.
Stessa cosa per Google. Dovrebbe esserci un sistema più sicuro per accertarsi dell'età di qualcuno e limitare certi servizi.
@Guastulfo (Giuseppe)

il bambino di 12 anni aveva le coordinate bancarie di un conto dei genitori? Direi che i genitori prima di lamentarsi si sarebbero dovuti fare qualche domanda....
@Dei Moni
Google si è comportata bene, ma c'è qualcosa che non mi torna nell'atteggiamento della famiglia Javier.

Forse il figlio ha chiesto loro permesso.
Avrà detto di voler attivare la pubblicità AdSense per incassare qualche soldino da investire nella band.

I genitori saranno stati d'accordo ma non hanno supervisionato cosa faceva il ragazzo.
Anche la richiesta dell'IBAN non li avrà insospettiti: sarebbe servito ad incassare.

Potrebbero anche essere stati loro a combinare il casino ma, mi ripeto, se le procedure di Google fossero state del tutto limpide non avrebbe annullato la fattura.

Google non si è nemmeno curata di avvertire che si stava raggiungendo una soglia piuttosto ragguardevole. Non trattandosi di un'azienda con partita IVA ma di una band di ragazzini, penso sarebbe stato semplice attivare un avviso automatico o una soglia massima non superabile senza un assenso esplicito e non ricusabile.
@Sauro:
Tu saresti contento se Facebook ti chiedesse obbligatoriamente fotocopia della carta d'identità e/o del certificato di nascita?
Ma Google fornisce servizi per 100.000€ senza prima verificare la solvibilità del debitore? In tutta questa vicenda l'unica cosa assurda mi pare questa, vorrei vedere quale azienda facendo una qualsiasi commessa da 100.000€ senza conoscermi evaderebbe la richiesta senza chiedermi qualche credenziale.
Ma dai Guastulfo, per Google sarebbe stata solo pubblicità negativa per un'inezia di 100mila euro per quella che è un'evidente leggerezza, anche perché credo sia stato piuttosto evidente che per la famiglia Javier non ci sia stato alcun tipo di ritorno, spese a parte.

A parte questo: ma tu sul serio ti faresti tirare dentro da tuo figlio 12enne per un affare del genere? Personalmente ho insegnato ai miei figli che non esiste un modo per fare soldi facili, bisogna proprio lavorare, e di sicuro non metto a disposizione le coordinate bancarie del mio conto corrente (che è poi quello familiare) per un'operazione del genere.

Se avessi dovuto stare dietro a tutte le idee bislacche dei miei ragazzi, sarei col culo per terra da mo', ma d'altronde si suppone che gli adulti facciano il loro lavoro di sorveglianza e controllo e con questo limitino alcune bizzarrie dei propri pargoli.

Siamo all'ABC della genitorialità, a mio modo di vedere.
@Tuckler
Guarda che Facebook lo fa già da qualche anno.
A me hanno chiesto copia di un documento e io non ho voluto fornirla, da allora non ho più accesso al mio account.
Secondo me questo episodio tradisce una superficialita' ed ignoranza informatica dei gentori del ragazzino che e' peoccupante. Al giorno d'oggi, un bravo genitore deve conoscere ed insegnare il comportamento corretto sia off-line che on-line. Peccato che i gentitori spesso non si siano preoccupati di imparare, anzi spesso si aspettano che siano i figli ad insegnare loro...
A questo figlio sara' meglio non dare le chiavi della macchina...
@Cartafilo
Lo fa a campione, in particolare per i nomi che non sembrano reali, ne parlava anche Paolo di recente.

Il fatto stesso che tu ti sia rifiutato di fornire il documento, come sicuramente farebbero tantissime altre persone, significa che non è un meccanismo possibile per verificare la maggiore età di tutti gli utenti, scopo che proponeva di raggiungere Sauro.

L'unico altro mezzo possibile che mi viene in mente per verificare la maggiore età è (come ho sentito dire fanno taluni altri siti interessati a questa verifica:D) chiedere a tutti gli utenti di dimostrare di avere accesso a un conto corrente. Ma mi sembra ancora meno proponibile.
@Dei Moni
A parte questo: ma tu sul serio ti faresti tirare dentro da tuo figlio 12enne per un affare del genere? Personalmente ho insegnato ai miei figli che non esiste un modo per fare soldi facili, bisogna proprio lavorare, e di sicuro non metto a disposizione le coordinate bancarie del mio conto corrente (che è poi quello familiare) per un'operazione del genere.

Ho visto cose che voi internauti potete solo immaginare: lavatrici di marca supertecnologiche comprate in rete a 100 Euro e mai arrivate e con gli acquirenti che non riuscivano a capire perché non arrivavano.

Quello che ho indicato è un fatto vero :-)
[by Faber vecchio]

Cartafilo
A me hanno chiesto copia di un documento

Perché non ti chiami Sgomberonte :-)
Mhhh..puzza molto di bufala. AdWords non è propriamente equivocabile,inoltre non credo che Google conceda un fido di 100k senza una verifica preventiva.
Oramai mio figlio è adulto, ma quando era ragazzino non ha mai avuto in mano numeri di conti correnti. da bambino di danni non ne ha mai fatti perchè non lo si lasciava navigare da solo ma dopo i 14 anni gli unici danni che ha fatto con il pc di casa sono stati qualche spyware e paio di volte dei dialer che per fortuna aveva solo scaricato...
Se vi interessa qui c'è la sentenza depositata[ https://drive.google.com/file/d/0BzZGWM7ekfR7OHBkQ3FoU1pmUEE/view ] grazie a Francesco Paternosto per averla caricata [ https://plus.google.com/u/0/+FedericoGranata/posts/AcDJVnabLgr?cfem=1 ]
Tanto è ovvio che Google quei 100.000 euro non li avrebbe mai visti: insistere, sarebbe solo servito a far indebitare una famiglia per dei soldi che, oltretutto, non corrispondevano ad una vera e propria perdita materiale (insomma, si sta parlando di valori tradotti in click, non di beni fisici).
A quel punto, Google ha fatto sicuramente una figura migliore annullando il tutto e mostrandosi comprensiva e ci ha "guadagnato" di più.
@Replicante
senza contare che non si tratta di un danno materiale vero e proprio...
Ovviamente scusate per il commento 28 che non ha nulla a che fare con questa faccenda! ;-)