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91 commenti

Giornalismo 2.0: ci piace tanto come lavori, ma non vogliamo pagarti

Questo articolo vi arriva gratuitamente grazie alle donazioni dei lettori e perché avevo voglia di raccontarvi questa storia. Se vi piace, potete incoraggiarmi a scrivere ancora (anche con un microabbonamento). Ultimo aggiornamento: 2016/10/06 16:55.

Ricevo spesso mail di proposte di collaborazione o di “articoli sponsorizzati” da parte di testate giornalistiche e agenzie di PR aziendali. Alcune sono particolarmente gustose, come questa, arrivata oggi. La presento così come mi è arrivata, senza a capo e con punteggiatura pseudorandom.

Salve sono il CTO di T****z.it, stiamo cercando una figura come la sua di esperienza per arricchire il nostro Team molto variegato. Per caso mi sono imbattuto qualche tempo fa nel sito "*******.eu" e mi piacciono molto i suoi articoli. Nel nostro sito trattiamo news sul mondo mobile e collateralmente scriviamo anche di scienza e tecnologia e tutorial di informatica e mobile modding ci piacerebbe avere una figura come la sua nel nostro team per il grande Know-out che potrebbe apportare, magari creando una sua rubrica. Essendo un sito appena nato non potremo garantire un fisso al mese ma verrà pagato tramite suoi banner di Google Adsense predisposti negli articoli. Stiamo cercando di contattare sponsor per espandere il sito e cercare di dare un fisso al nostro staff. Ad ogni Editore verrà assegnata una mail personale con nostro dominio e riceverà gadget delle aziende da recensire, ed alcuni di essi rimarranno a lei se regalati dalle aziende.
In attesa di risposta,
Cordialmente Saluto.
[nome e cognome]

La mia risposta:


Buonasera Sig. *****,

grazie dell'apprezzamento, ma se T****z non è in grado di garantire di poter pagare il mio lavoro, io non sono in grado di garantire di voler lavorare per T****z.

E francamente un CTO che parla di "know-out" mi pare un po’ a corto di know-how.


Cordiali saluti

Paolo Attivissimo


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Commenti (91)
"know-out"...
Qualche anno fa il comune di Quartucciu (ca), in perenne mancanza di fondi propose a artisti e associazioni di organizzare a titolo gratuito spettacoli ed eventi. il bando era il seguente:
http://www.comune.quartucciu.ca.it/docs/avvisi/496/avviso_manifestazioni_2012.pdf
Esistono ambiti lavorativi visti dai più come non faticosi, anzi divertenti, quindi non meritori di compenso.
Penso che chiunque abbia a che fare con lavori "creativi" possa raccontare svariati aneddoti diproposte di lavoro ma non di stipendio.
È il post giusto per chiedere un idraulico gratis che mi sistemi il lavabo? In cambio posso fargli un sacco di pubblicità presso i miei amici e conoscenti!
Vorrei fare una riflessione. Paolo è una persona che ha già una carriera, quindi questi cialtroni li può trattare come meritano.

Purtroppo però un giovane che vuole iniziare il mestiere di giornalista non lo può fare, perché le proposte che si ricevono al giorno d'oggi quando si è agli inizi sono TUTTE di questo tipo.

Stage completamente gratis così "arricchisci il cv", articoli gratuiti perché "il Nostro Sito è un'ottima vetrina, la veda come un'opportunità per il futuro"... quando proprio va di lusso ti pagano 2-3€ a cartella (no, non ho dimenticato degli zeri).

È un po' anche per questo che abbiamo sempre più clickbait e articoli spazzatura copiaincollati. Fare un articolo SERIO richiede venti volte più tempo di un copiaincolla della prima cazzata trovata su Facebook, quindi se lavori seriamente guadagni venti volte di meno; già il guadagno è miserrimo, figurati fratto venti...

Di conseguenza, se hai vent'anni e con questo mestiere ci vuoi campare, o almeno pagarti gli studi senza fare il mantenuto, hai solo due opzioni: o butti dentro qualunque cosa ti capiti a tiro puntando sulla mera quantità, o ti annulli la vita facendo contemporaneamente altri due lavori (sempre ammesso di trovarli).

A me viene lo schifo.
Il sapere come (fare le cose) è proprio quello che si dovrebbe pagare di più, e nessuno si arricchisce con gli Adsense di Google, specie con un sito appena nato.
Invece per il "sapere fuori" basta guardare dalla finestra :)
Vabbé ma saran due ragazzini che hanno saputo che esiste Adsense e hanno deciso di che, insomma... anche loro vogliono diventare ricchi con l'Internet. Con un sito di notizie su mobile, caspita, un'idea così originale, un segmento di mercato del tutto inesplorato. Io non solo avrei partecipato ma avrei messo lì un pacco di soldi per comprare anche solo una fettina della società.

A proposito la partita IVA almeno ce l'hanno? :)
Mah...forse il tipo incosciamente si riferiva ad un "Knock-out"... :)
Il problema è che una gran parte degli articoli online, soprattutto a tema tecnologico e gadget, è scritto da chi è compensato con queste forme di "pagamento". E la qualità degli articoli è direttamente proporzionale alla qualità del compenso...
La nuova moneta del XXI secolo: il banner pubblicitario.

Andando un po' OT, potremmo anche ricordare i lavori proposti "perché così si fa un po' di pubblicità".

Non li si fa più per soldi, ma per la pubblicità.

Se uno potesse pagare le bollette o la spesa con la stessa moneta sarebbe fantastico.

Come disse la famosa campagna: "Coglione No" https://www.youtube.com/watch?v=sd5mHHg1ons

p.s. CTO di 'stamminchia.
Una volta a me e' capitata una start-up (quindi comunque con dei finanziatori dietro) che mi dissero che il lavoro era una "scommessa" e mi avrebbero pagato solo se le cose sarebbero andate bene. Ma il prodotto se lo sarebbero comunque tenuto loro. Gli risposi che la mia banca non accettava scommesse e che il mutuo lo voleva tutti i mesi...
@Tommy
non solo giornalisti. Anche programmatori e sistemisti. Sono tantissime le aziende che ti propongono di collaborare (o scommettere) e ti pagano solo se. Io per fortuna ho diversi anni di esperienza al mio attivo, ma per chi si deve fare le ossa e' comunque un'occasione di farsi esperienza e purtroppo si ritrovano a regalare il loro lavoro...
Forse intendeva dire che potresti apportare un grande Knock Out! Paolo Puggilissimo!
Dai Paolo, la prposta era allettante, ti davano pure la mail personale!
Per non parlare di "una figura come la sua di esperienza". Sei una figura di esperienza, qualsiasi cosa voglia dire :)
Forse il know-out è il know-how che che serve per dismettere qualcosa :D
Con la tua risposta l'hai messo knock-how
The Oatmeal obbligatorio:
http://theoatmeal.com/comics/exposure
Niente virgola dopo "Salve", virgola anzichè il punto prima di "Stiamo cercando", "Team" con l'iniziale maiuscola... basta il primo periodo per capire il tipo.
Senza contare che dice che ha trovato "per caso" un nome non certo sconosciuto nel campo.
E' che a lavorare gratis si svilisce la professione e si finisce in un mondo in cui chi ti assume si aspetta che tu lavorerai gratis, e si stupisce se chiedi un giusto compenso.

A non lavorare gratis, non si lavora, se sei agli inizi, quindi non si fa esperienza.

Come al solito, l'idea che la contrattazione per il salario possa essere fatta da azienda e lavoratore singolarmente non tiene conto di quanto è facile convincere le persone a farsi sfruttare volontariamente, perché bisogna mangiare e perché il tempo non ritorna.

Fatte le dovute proporzioni, la vicenda non è troppo diversa da quella dell'illustrazione per il libro sui cosmonauti perduti - per la quale si richiedeva un lavoro di grafica "quasi gratis".
Come allora, la mia opinione è che in un mercato libero è lecito, per quanto sgradevole ed inopportuno, fare una proposta di questo tipo; altrettanto lecito, e in linea di massima consigliabile, declinare l'offerta.
Ma una parte bellissima della proposta è questa: "riceverà gadget delle aziende da recensire, ed alcuni di essi rimarranno a lei se regalati dalle aziende".
Cioè: se riesci a fare delle recensioni sufficientemente accondiscendenti potrai beneficiare anche delle regalie dei recensiti.
Ti si sta chiedendo proprio una grande obbiettività nei giudizi!
Niente virgola dopo "Salve"

e magari nemmeno iniziare una lettera di genere e contenuto professionale con un "Salve" - manco fossero abituali compagni pendolari in treno per recarsi al lavoro - bensì con un ben più rispettoso ed educato "Buongiorno signor Attivissimo," come, giustamente, nella risposta.

Non vi dico di alcune orripilanti richieste di lavoro o assunzione che ricevo, oltraggio al rispetto dovuto agli altri e a se stessi.
Dài Paolo, "se regalati dalle aziende" ti puoi tenere anche "alcuni" gadget! Come rifiutare?
Hanno fatto notare qui sopra che la forma è quella usata dagli spammatori. Il mio filtro antispam su gmail è intasato di mail del genere; hai già dato a questo specifico spammatore troppa importanza degnandolo di una risposta - anche se è una percula, questi vivono del "purché se ne parli", e per me rimangono nelle cartelle del filtro antispam.
Se uno può dire di essere il CTO di un blog di tecnologia, allora io posso dire di essere il CEO della mia ditta individuale!
Una volta la giornalista scientifica Silvia Bencivelli (se non ricordo male era proprio lei) ha dichiarato su fb di ricevere ogni tanto proposte di collaborazione retribuite... 20€ lordi ad articolo.
E' possibile che l'errore di Know-out sia stato intenzionalmente inserito, come si fa nello spam, per poter selezionare la potenziale vittima? :P
Ormai la piaga di questo millennio sono i wannabe che pretendono di "pagarti in visibilità", nonostante nessuno abbia la più pallida idea di chi cavolo siano.

Possono essere fotografi (leggasi: persone che hanno comprato una reflex e che mettono il watermark pure sulle foto delle loro vacanze) in cerca di modelle da utilizzare come soggetto dei loro scatti.
Oppure modelle (leggasi: donne che si ritengono tali perchè si fanno gli autoscatti mezze nude) in cerca di fotografi professionisti che realizzino loro un photobook.
Oppure ancora sedicenti cantautori che hanno speso vagonate di soldi per comprare strumenti musicali, realizzare il proprio home studio, per registrare e far stampare il loro disco, ma che quando hanno bisogno di musicisti per andare in tour sostengono di non poterli pagare.

E così via, gli esempi possono essere molteplici.
E tutti questi come ti ripagherebbero? IN VISIBILITA'. Cioè, loro non ti pagherebbero, ma sono convinti che grazie a loro, sarai in futuro contattato da qualcuno che invece potrà e non vedrà l'ora di farlo.
In quei casi, l'unica cosa da chiedere a queste persone è: "Scusa, ma tu chi ca**o sei, visto che non ti ho mai sentito nominare?"

@Mistagogo:
Esatto, la solita massima del "ottieni (circa) ciò che paghi". Purtroppo però quel genere di siti si regge grazie alla pubblicità, la pubblicità è pay-per-view o pay-per-click, di conseguenza dieci articoli spazzatura portano molti più soldi di uno fatto bene. Considerato che a scrivere vaccate ci vuole anche molto meno tempo... cosa conviene fare?

@Guido:
Lo so, vale un po' per tutti, però visto che su questo sito si criticano spesso (giustissimamente, eh!) i giornalari e il giornalismo-spazzatura, ci tenevo a porre l'accento su di loro.

@Dei Moni:
Colloquio di lavoro di qualche tempo fa. Chiedo del compenso, mi viene risposto quasi testualmente: "soldi, soldi... voi giovani chiedete sempre soldi! Non è questo il modo di ragionare! Sa come funziona nei tornei sportivi? I giocatori pagano un fee per entrare, ma se si portano a casa il premio vincono mille volte tanto. Lei deve vedere questo periodo come un fee d'ingresso. Entri in azienda, si impegni e i soldi del primo premio arriveranno. Con la differenza che per il momento non dovrà pagare nulla! Pensi che opportunità che le stiamo dando!".

La mia risposta è stata sul genere "sa che ha veramente la faccia come il culo?", solo detto in modo più cortese.
Bladevet,

E' possibile che l'errore di Know-out sia stato intenzionalmente inserito, come si fa nello spam, per poter selezionare la potenziale vittima? :P

No. La proposta ha avuto un seguito, che tralascio per proteggere le anime innocenti e giovani, ma posso dirti che decisamente non era spam.
@Tommy the biker

Se un giovanotto vuol fare il chitarrista, il pugile o il calciatore...

Deve capire da solo che se dopo 10 anni che si esibisce 30 volte all'anno non gli è ancora capitato che un facoltoso manager passasse di lì per caso e colpito dal suo travolgente talento lo scritturasse con un contrattissimo da capogiro... Allora quel giovanotto non è particolarmente formidabile e verso i 30 anni dovrebbe rassegnarsi a svolgere i lavori di noialtri fessi e perdenti.

Ma uno che non capisce da sè una cosa così semplice... Ha abbastanza cervello per lavar piatti o mungere vacche o consegnare hamburgers?
Paolo: "La proposta ha avuto un seguito"

Nel quale immagino sia stato fatto presente che a rimetterci sia tu, aggiungendo quanto trovasse sconcertante il tono della tua piccata risposta, che know-out è solo un errore di battitura, che ti dai un sacco di arie e che alla fine ne trovano mille meglio di te gnè gnè gnè.

Il tutto condito da tanti di quegli errori grammaticali e di sintassi da far impallidire Salvini.

... ah sì, avranno anche detto che non si aspettavano tanta scorrettezza da parte tua da pubblicare la mail sul tuo blog, facendo velatamente presente quanto sono signori a non andare per avvocati.

p.s. Non sono il CTO, giuro.
@Paolo
che tralascio per proteggere le anime innocenti e giovani

Non c'è niente che non possa essere reso innocente e puro da qualche asterisco :) (o forse sì?)
@Tuckelr tu sei : CEO,CIO,CTO spero che minimo ti fai pagare 3 stipendi...
ma anche nel giornalismo 1.0 è così
però adesso simao curiosi sul sito T****z.it

per favore deasterisci gli asterischi :-)
Devo dire che il testo mi sa molto di copia&incolla... probabilmente lo hanno spedito a raffica ai titolari di una marea di blog...

Dei Moni,

no, non è andata come ipotizzi: nessuna aggressività, ma molta ingenuità. Non posso dirti di più.
Se si guardano i maggiori shop cinesi di cianfrusaglie (o meno) tecnologiche si trova sempre una sezione "guadagna con noi" dove offrono prodotti in test a fronte di articoli su blog o siti.
Conseguenza e che si trovano PE i più disparati prodotti filmati di unboxing e recensioni sempre uguali sempre superficiali e approssimative. E centinaia di siti uguali.
Io credo che questi siano una ennesima versione di questi siti che cercano di emergere non con la qualità delle recensioni ma con un nome di grido. Ha anche un suo senso se Paolo lo pagano, ma dubito possano permetterselo.
Puffolotti, ma per arrivare al punto:


dopo 10 anni che si esibisce 30 volte all'anno non gli è ancora capitato che un facoltoso manager passasse di lì per caso e colpito dal suo travolgente talento lo scritturasse con un contrattissimo da capogiro


Bisogna arrivare a esibirsi 30 volte l'anno (che come cifra è pure abbastanza poco in campo artistico, per dire), prima di poter anche solo pensare di fare questo pensiero (ammesso che sia valido).

Come si fa a esibirsi 30 volte l'anno? Si accettano ruschi e bruschi? Si fa selezione? Si lavora gratis? Che si fa?

Meno visibilità o meno dignità? E cosa significa "visibilità"? Un articolo pubblicato a tuo nome sul NY Times è visibilità, un articolo su "Leggo" è visibilità? Un concerto davanti a 1000 persone presenti per ascoltare musica è visibilità, un concerto davanti a 30 avventori di un pub che si bevono una birra la sera dopo il lavoro, è visibilità?

E d'altronde, proprio in funzione di come funziona il mondo della pecunia, non è -AFFATTO- detto che la qualità venga davvero premiata; l'idea sarebbe quella, ma la pratica...

Ah! Almeno la malafede presuppone che il corrispondente sappia che un pagamento sia dovuto ... ma l'ingenuità fa sospettare che questo sia ormai il nuovo modello di collaborazione richiesta e retribuita sic et simpliciter.

Cavolo, ma non ci ho preso neppure sugli errori grammaticali e di sintassi? Ma che smacco!
Tutti,

mi è appena arrivata un'altra irresistibile "proposta editoriale". Domani la pubblico insieme alla mia risposta. Così almeno ci divertiamo un po'.
Hanno detto bene: Know-out ovvero loro sono a corto di know-how e tu glielo dai gratuitamente...............
Secondo me, da quando hai confermato che lavorerai per "La verità" tutti si ritengono in diritto di provarci, con te ..... :) :) :)
@Andrea
Macché, il CFO dice che non è possibile... ma adesso facciamo una bella riunione del consiglio di amministrazione e la mettiamo ai voti!
Ah, come ti capisco!

Svolgo il lavoro del copywriter a tempo pieno. Non sono quindi un giornalista, ma anche io campo di scrittura e mi ritrovo tantissimo in questo articolo.

Purtroppo manca completamente il rispetto per le professioni legate alla scrittura. La gente, in genere, fatica a capire che scrivere per qualcuno può essere un lavoro. Tanto sono tutti capaci di scrivere...

Sul campo ne ho viste veramente di tutti i colori. Sono cose veramente avvilenti, che spegnerebbero l'entusiasmo anche al più entusiasta dei copywriter.

- Gente che rimane a bocca aperta se chiedi più di 20 euro per un articolo.

- Clienti che ti sostituiscono tranquillamente con l'ultimo stagista arrivato in azienda. Tanto, chiunque è capace di scrivere.

- Una schiera di ragazzini, pensionati e casalinghe che si improvvisa copywriter svendendosi per cifre ridicole (talmente ridicole che se ve le dico vi mettete a ridere per davvero). Esistono addirittura dei portali specializzati dove queste persone si iscrivono e ricevono un pagamento in base alla lunghezza dell'articolo.

E potrei andare avanti ancora per diverse cartelle... ma il risultato è sempre quello: la lenta trasformazione di Internet in una fogna a cielo aperto piena di articoli di pessima qualità.

Nel mio blog ho parlato nel dettaglio di questo problema. Se il padrone di casa è interessato, giro il link.
Be', volendo c'è pure di peggio; non solo chi chiede la tua collaborazione non ti paga ma... vuole che sia tu a pagarlo.

Solitamente ciò avviene per gli EAP, ma so che avviene anche per giornali/siti d'informazione.

@puffolotti: sono d'accordo con te, ma il modus operandi è quasi lo stesso pure se cerchi un normalissimo lavoro da dipendente. Vedi l'esempio personale che ho fatto, appunto un colloquio per un posto da dipendente.

E qua scatta la domanda, chi non ha abbastanza esperienza e stabilità lavorativa da poter mandare affa questi schiavisti 2.0, come accidenti fa? O si assoggetta, o si fa dare la paghetta da mamma anche a trent'anni, o si butta sotto un treno...
@SirEdward
Come si fa a esibirsi 30 volte l'anno? Si accettano ruschi e bruschi? Si fa selezione? Si lavora gratis? Che si fa?

Meno visibilità o meno dignità? E cosa significa "visibilità"? Un articolo pubblicato a tuo nome sul NY Times è visibilità, un articolo su "Leggo" è visibilità? Un concerto davanti a 1000 persone presenti per ascoltare musica è visibilità, un concerto davanti a 30 avventori di un pub che si bevono una birra la sera dopo il lavoro, è visibilità?


Il tutto si riassume in una sola parola: "dipende"
Un discorso del genere comprende decine di variabili, che non è possibile considerare preventivamente. All'inizio bisogna saper accettare i giusti compromessi e investimenti, per poi iniziare a "tirare la corda" al momento giusto, quando ci si rende conto che il proprio prodotto sta iniziando a diventare vendibile: sta alla persona riuscire a capire quando provare a passare da una fase all'altra.
Questo ovviamente non è garanzia di successo, ma è comunque il primo passo -indispensabile- per poter almeno sperare di riuscire a combinare qualcosa.

Se tu pretendi fin da subito di far pagare un tuo concerto/articolo/servizio fotografico allo stesso prezzo di chi lo fa da più anni di te, è chiaro che non dai dando alcun valido motivo per preferire te a quell'altro. Pertanto devi abbassare le tue pretese, almeno all'inizio.
Ma se tu passi i tuoi primi 2-3 anni (ma anche meno) a concedere gratuitamente la tua arte, perchè mai chi arriva dopo dovrebbe pensare di dover pagare un tuo lavoro? In questo modo ti sei appena sputtanato...un po' come quei siti che dopo essere stati gratuiti per anni, decidono di richiedere un abbonamento se ciò che offrono non è davvero di qualità superiore ad altri siti analoghi, perchè mai uno dovrebbe pagare per avere ciò che può continuare ad ottenere gratuitamente altrove?

Purtroppo molti sono convinti che basti dire "il lavoro si paga", facendo l'esempio dell'idraulico o del muratore, ai quali nessuno chiederebbe mai di lavorare gratis. Ma il valore di un lavoro non è quello che TU (che lo fai) pensi di dargli, ma quanto la gente è disposta a pagare per ottenerlo. La gente è disposta a pagare profumatamente il lavoro di idraulici e muratori, così come quello di un panettiere o di un meccanico: tant'è che non sono loro ad andare a cercare i clienti, ma sono i clienti che si rivolgono a loro.
Perchè invece scrittori/musicisti/fotografi spesso devono fare le cose gratuitamente? Perchè fino a quando saranno loro a dover cercare di proporre i loro lavori, anzichè aspettare che ci sia qualcuno che glieli commissioni, vuol dire che non c'è ancora nessuno interessato a pagare per ciò che fanno.
Purtroppo, sappiamo bene che la gente è sempre meno disposta a pagare per qualcosa che si trova gratuitamente, ma è anche dovuto al fatto che c'è troppa offerta (peraltro di qualità mediamente più bassa) che non è compensata dall'adeguata domanda. E questo sta facendo collassare tutto il sistema.
Mike,

Nel mio blog ho parlato nel dettaglio di questo problema. Se il padrone di casa è interessato, giro il link.

Gira, gira!
@SirEdward

Oppure si fa spallucce e si continua ad imballare candele per motociclette per 14,70 €/h e si rallegra i 30 avventori di un bar per il loro bene.

Non è mica qualcosa di cui uno si debba vergognare, credo.
un seguito, che tralascio per proteggere le anime innocenti e giovani,

Mai tenere i giovani nella bambagia. Devono abituarsi subito alle durezze della vita.
Pubblica, pubblica.
@Tommy the biker

Francamente non lo so.

Ho lavorato fra le altre cose come mungitore, mulettista (gooooldraaaakeeeee!!!!), allevatore di pesci rossi, gelatiere, rompiballe ed ora sto in un ristorante cinese perché un bel giorno mi annoiavo, ho scritto la lista delle risposte che ho dato da piccolo quando mi chiedevano "Cosa vuoi fare da grande?" fatto i colloqui, preso al primo colpo.
Ho fatto anche il venditore di aspirapolveri solo per lo sfizio di vedere come erano organizzati e cosa [vendevano] ai candidati.

Tutto questo ed mi ha convinto che ci sono questioni di attitudine a monte della "fortuna"

Se cerco una spiegazione a perché vedo il mondo del lavoro in questo modo, confrontando differenti esperienze, osservando i vietnamiti con cui lavoro, ricordando gli israeliani (ho vissuto un anno in Israele, 6 mesi come programmatore) prendendo nota di quello che dicevano i miei coetanei a 10, 15, 20 anni e confrontandolo con le situazioni correnti, osservando e prendendo nota degli atteggiamenti dei genitori di bambini validi, come se volessi imparare a pescare la carpa. Chi prende tante carpe ha qualcosa di buono da insegnarmi, chi prende poche carpe ha da insegnarmi gli errori da non fare.

se c'è un segreto fondamentale prima ancora di mettersi a studiare i manuali specifici per far bella figura ad un colloquio in particolare...

La mia età stava ancora sull'orologio quando nel week end e d'estate andavo a rompere i coglioni a muratori, baristi & falegnami, ed alle 19 e 29 mi davano un pacchetto di "Big Babol", scritto come si legge.

Se dovessi formulare un consiglio quanto più sintetico possibile per i genitori di bambini che oggi hanno 10-15 anni, il consiglio suonerebbe circa "Fate loro sudare la paghetta, fate loro ragionare su cosa succede a chi piglia la laurea e non trova il posto di lavoro cogente ad essa, e dopo i 20 anni pagate loro gli studi in misura tale che debbano provvedersi 6-700 euri al mese personalmente, ma in generale... Senza farvi notare, fate loro venir voglia di levarsi dalle palle."
Puffolotti


Oppure si fa spallucce e si continua ad imballare candele per motociclette per 14,70 €/h e si rallegra i 30 avventori di un bar per il loro bene.


Magari qualcuno mi pagasse 14,70 €/h...

Ma tornando al nocciolo: il problema non è che la gente -prova- a fare qualcosa di diverso che aspettarsi di trovare lavoro (che non c'è) come imballatore di candele per motociclette, perché se non avesse sogni di miglioramento sarebbe molto peggio. Anzi, come diceva quello? "Stay hungry, stay foolish", che è pur sempre meglio che deprimersi perché la situazione è difficile. Il problema è che c'è gente che se ne approfitta per pagare il lavoro cifre che vanno anche sotto i 5 €/h (lordi), o che non paga affatto.

Ma soprattutto, e ancor prima di questo, il problema è che quando ci si lamenta di questo si viene derisi e additati come sfaticati, sognatori, illusi, bamboccioni; e molte delle persone a cui ho visto lanciare questi giudizi avevano bisogno di tenere questa posizione per giustificare prima di tutto sé stessi e il -loro- accontentarsi.

Non c'è niente di male a imballare candele, e non c'è niente di male ad allietare 30 persone in un pub; l'importante è averci provato e poter dire: "eh, no... meglio di così non sono in grado. Ho provato e non è cosa".

E cribbio se è difficile non accontentarsi della piccola sicurezza della fabbrica di candele per motociclette, quando le proprie capacità altre sono sfruttate, malpagate, derise e ignorate.

Non è mica qualcosa di cui uno si debba vergognare, credo.
Qualcuno qui si attapira, ma io mi scombiscio dalle risate come Totò Punto Esclamativo ed a caporetto

Paolo 6 too much forte ... (gira, gira ^_^)
Se non ci saresti ti dovessimo inventariare.
Con referenza, gli porgo la mie più distintissimi saluto.

POS Scriptum

e, da questo punto fino alla fine senza scherzare:
non so come si dice dalle tue parti, ma dalle mie, il plurale di mona è mone, non moni.
@Sir Edward

Alla ditta di trasporti in cui ho lavorato per quasi un anno, le cinture gialle pigliano 4.8#€ all'ora.

Quando diedi le dimissioni, il mio capo non ne era lieto, e mi disse: "Guarda che io prendo solo 300€ all'ora più di te"

Annuii, dissi: "Lo immaginavo. Infatti non vado via perché non son contento di quello che prendo, vado via perchè non son contento di quello che prendi tu. Patente D+, 10 anni di esperienza"

Mi chiese: "Aspettaspettaspetta: Quando cavolo hai imparato a parlare il tedesco?"

Risposi: "Il fine settimana faccio il barista:)"

Storia banale, niente di chè... Ma mi sento come se stessi raccontando ad una sfittinzia, al venerdì sera, che se mi incazzo divento verde, alto 5 metri e pieno di muscoli fin nel buco dell'ozono XD
@Sir
io da una parte sono d'accordo della volonta' di migliorare, ma ci vuole anche l'umilta' di ammettere di dover imparare. Se non hai esperienza non puoi pretendere di essere pagato 30€/h, ci vuole l'umilta' di prendere quello che si trova e poi man mano che uno si fa esperienza migliora la sua posizione. Sono troppi quelli che pretendono tutto e subito. Poi dall'altra parte sono anche troppi quelli che
a) vogliono inesperti per non pagarli
oppure
b) vogliono l'esperienza E non vogliono pagarla (cercasi apprendisti con esperienza)...
d) vogliono eta' da apprendistato e 10 anni di esperienza
e) non c'e' un punto c
@Guido Pisano

io da una parte sono d'accordo della volontà di migliorare, ma ci vuole anche l'umiltà di ammettere di dover imparare.

Ecco, questa è una delle cose che sento spesso; sarebbe anche giusta, se non fosse che è quasi sempre la risposta di persone che devono giustificare sé stesse, si sentono in dovere di spiegarti come funziona il mondo perché loro l'hanno preso nel deretano così e quindi se ti lamenti vuol dire sicuramente e solamente che tu ancora sei ingenuo e non l'hai capito, ma soprattutto parlano spesso di realtà che non conoscono, o non conoscono più.

Perché quello che vale è soprattutto quello che hai scritto nei punti sotto, e che abbiamo visto anche nella mail ricevuta da Paolo:

a) vogliono inesperti per non pagarli
oppure
b) vogliono l'esperienza E non vogliono pagarla
d) vogliono età da apprendistato e 10 anni di esperienza


Il nocciolo è qui. Il discorso della "gavetta" non esiste, se la proposta è trovare persone e pagarle il meno possibile a discapito delle loro capacità. Non esiste, se lo scopo è ottenere lavoro gratis. Non esiste, se esperienza, preparazione, capacità non vengono premiate ma richieste e non pagate per quello che valgono. Perché se non vengono riconosciute ora, le cose non cambieranno magicamente più avanti nel tempo, e le promesse in tal senso sono solo aria fritta per convincere la "risorsa" (per Odino che brutto termine...) a regalare il proprio valore per un tozzo di pane.

La grossa verità è che un mondo imprenditoriale in crisi di idee e di capacità esso stesso, che vuole fare il signore con le pezze al c**o, cerca di ridurre i costi in ogni modo facendo pagare al lavoratore tutta e ogni preparazione. TU, paghi per la tua scuola, TU paghi per l'università, TU paghi (lavorando) per lo stage, TU paghi per fare la gavetta, TU paghi per avere visibilità, TU paghi per avere il privilegio di lavorare.

E quello che dai all'impresa, con la tua esperienza e le tue capacità? Quello sparisce, e non viene remunerato mai abbastanza. SOPRATTUTTO quando il lavoro si fa un po' più difficile e tecnico. Si dirà: se non viene pagato, è perché non c'è domanda, e l'offerta è troppo alta. Rispondo: ah, sì? E allora come mai le imprese continuano addirittura a -chiederti- se vuoi lavorare per loro (gratis)? Se non c'è domanda, cos'è tutta questa pubblicità proprio sulle figure per le quali sembra non esserci domanda? Perché un'intera classe dirigente chiede "collaborazioni gratuite", "progetti", "stage", "possibilità", "iniziamo a conoscerci"?

Forse il problema è che questo lavoro costa troppo per quello che vale? Allora perché richiederlo? Perché in fondo fa guadagnare, dunque qualcosa vale, o no?

In tutto questo, come vedi, il discorso della "gavetta" suona completamente arcaico, un cadavere riesumato da un'altra epoca per servire uno scopo che non può assolvere. Per placare gli animi di chi non può ammettere a sé stesso di essere stato fortunato, ad avere la "gavetta" di una volta, quella dove le prospettive di crescita erano reali e magari anche sicure.

Oppure, se quello che ho detto prima non va bene, lo si fa per placare gli animi di chi vuole sentirsi "arrivato" e "migliore" di quelli che si lamentano per le ingiustizie quotidiane, come se lamentarsi delle ingiustizie significasse pretendere la luna rispetto a chi, in un mondo diverso, lo ha preso nel deretano. Sta zitto, che tutti dobbiamo prenderlo nel deretano; anzi, difendo chi mi ce lo ha messo, perché se no mi sento uno stupido, a non essermi lamentato prima. E’ lo schiavo che punisce lo schiavo ribelle.

A questi che ragionano nella seconda maniera, ripropongo le parole del grande guru che anche loro ammirano: "stay hungry, stay foolish". Sicuramente non significa "lavora e non ti lamentare”.
[quote-"contekofflo"]Fatte le dovute proporzioni, la vicenda non è troppo diversa da quella dell'illustrazione per il libro sui cosmonauti perduti - per la quale si richiedeva un lavoro di grafica "quasi gratis".
Come allora, la mia opinione è che in un mercato libero è lecito, per quanto sgradevole ed inopportuno, fare una proposta di questo tipo; altrettanto lecito, e in linea di massima consigliabile, declinare l'offerta.[/quote]
Be' qualche differenza ci sarebbe.
Quello sui "Cosmonauti perduti" era un Quaderno del Cicap, che è un'organizzazione senza finalità di lucro, ma che si propone finalità educative. Questo significa che, spesso, i soldi a disposizione non sono molti, ma è anche vero che esistono numerosi soci, membri o semplici simpatizzanti ed estimatori che si sentono di offrire tempo e capacità anche gratuitamente solo perché ne condividono le finalità e ritengono giusto dare una mano come possono.
Ci sono anche associazioni culturali, pro-loco e varie altre forme di associazionismo e di volontariato che agiscono in maniera analoga. Anche i partiti politici, quando organizzano i loro festival estivi, si avvalgono di volontari che offrono il loro impegno, lavoro e partecipazione (o si avvalevano, oggi ho paura che l'associazionismo e il volontariato in questo settore non siano più quelli di una volta, ma non mi dilungo, anche perché non conosco bene la questione).
Ben diverso è il caso di chi vuole fondare una testata online che si propone di fare dei guadagni in base a ciò che pubblica, magari richiamando qualche personaggio giù noto al pubblico che attiri click.
Sottoscrivo in pieno tutto ciò che ha scritto e descritto, ed anche così bene, SirEdward, #58, fino all'ultima riga.
Mi chiedo quanti ce ne siano come lui attualmente sulla Terra (oltre Elon Musk, solo per citarne uno, che è un guru un pochino troppo balbettante, ma certamente un grande, e se quel guru si reincarnerà per inventare un'altro OS migliore.
@SirEdward

Ho commesso un errore "di sbaglio" al commento #56

Il mio superiore non disse "Guarda che io prendo solo 300€ all'ora più di te"

Ma disse: "Guarda che io prendo solo 300€ al mese più di te"

___

Andando avanti... La gavetta, a 20 anni, uno dovrebbe averla già fatta. A 25 uno dovrebbe saper riconoscere l'ufficio di un tiracampanelli del tipo "Apparso e scomparso in un giorno" con una singola annusata.

Se qualcuno cerca di vendermi un portatile Fujitsu del 2002 che se si potesse accendere avrebbe Windows XP (or worse)... Quando gli chiedo come mai la tastiera profuma di caffè... In realtà non mi interessa realmente se ce lo ha rovesciato lui o se Sandokan gli è entrato nell'ufficio dalla finestra chiusa con una tazza di caffè e glie la ha rovesciata sulla tastiera... Quel computer non mi serve neanche per rigiocarci a "Monkey Island"...

Se, per sfizio tiro i fili di questo problema per capire dove si origina, il punto in cui riesco ad arrivare è: "Nascono troppi bambini da coppie che non sanno educarli, e la società vende una nozione chiaramente falsa, che suona: "Se puoi generare un bambino allora è implicito che sai come educarlo." "

Il chè si riassume brillantemente in una singola parola dal sapore favolosamente greco: "Idiocrazia" .
@SirEdward:
E quello che dai all'impresa, con la tua esperienza e le tue capacità? Quello sparisce, e non viene remunerato mai abbastanza. SOPRATTUTTO quando il lavoro si fa un po' più difficile e tecnico.

Il punto è proprio qui. Se il dipendente da un valore aggiunto all'impresa, non è proprio accettabile che questo non sia remunerato.
Io di stagisti sotto la mia responsabilità ne ho avuti diversi. Può essere vero che uno stagista senza alcuna esperienza (in particolare se non ha neanche titolo di studio) inizialmente sia più un peso che un valore aggiunto, ma questa può essere una scusante per pochi mesi, 3, al massimo 6, non può andare avanti oltre.
Conclusi questi diventa evidente se è un valore aggiunto o meno. Se lo è lo si retribuisce, altrimenti lo si licenzia, continuare a usarne il lavoro senza retribuirlo non è giustificabile.

Certo, non è detto che sia facile quantificare qual è il valore aggiunto e quindi la retribuzione corretta per il suo lavoro, soprattutto se il mercato è già viziato verso il basso. Ma non è neanche del tutto impossibile, osservando quanto l'azienda guadagna dal lavoro del collaboratore, o facendo la proporzione con quanto viene retribuito chi fa lavori simili in maniera più stabile.
Poi ci può stare anche, e spesso è vero, che davvero l'azienda non abbia guadagni sufficienti a garantire una paga ai collaboratori. Ma a quel punto è un'azienda zombie, ed è l'imprenditore a dover prendersene la responsabilità.
Se un imprenditore riesce a tenere in piedi la propria azienda solo con il lavoro gratuito o a retribuzione infima altrui, allora non sta "facendo una scommessa insieme", sta sfruttando il prossimo per i propri fini.

Il problema grosso è che troppo spesso per chi cerca lavoro, specie in alcuni campi, non c'è davvero alternativa che piegarsi a logiche del genere.
@Claudio Costerni:
Certo che anche quel guru in quanto a lavoro sottopagato non scherzava. Ovviamente né più e né meno di tutti gli altri (della Foxconn e aziende equivalenti ci si servono tutti in quel campo), ma attenzione a idolatrare le persone, quando magari predicheranno pure bene o benissimo, ma a volte razzolano male.
Tra i peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio, cioè i più gravi, il vecchio catechismo di pio X mette anche "Frode nella mercede agli operai".
@ Tukler, #63, si, si, non ti preoccupare, non idolatrisco ... idolatrasco ... nessuno, però per me è sempre meglio uno di questi che i delinquenti, ladri di Stato, od i nulla facenti, parassiti.

E poi non si può ottenere nulla di grande senza compromessi, in equilibrio tra ciò che si amerebbe realizzare idealmente e ciò che le situazioni contingenti ti obbligano a fare se vuoi continuare ad esserci.
Non sono al corrente e non sapevo dei sottopagamenti del ex leader di Apple, me lo dici tu ora.
La nostra civiltà terrestre purtroppo non è perfetta, ma temo che altrove, ad esempio in Cina, ci possa essere anche di peggio all'interno delle stesse aziende cinesi che producono meraviglie tecnologiche che noi usiamo semi inconsapevolmente tutti i giorni.

Samsung potrebbe essere una fra le tante.
@Claudio Costerni:
Non mi riferivo a dipendenti direttamente sottopagati da lui, c'era anche chi si lamentava di quello, ma lì bisognerebbe conoscere i singoli casi e sapere se il valore reale era quello percepito dai dipendenti in questione o da lui.
Mi riferivo al fatto che, come per tutte le altre aziende del settore, il loro hardware è prodotto da altre aziende, come le tristemente famose Foxconn e Pegatron, dove le condizioni di lavoro sono abbastanza pessime.
Si può dire che anche noi che compriamo i loro prodotti siamo nel circuito, e sicuramente è vero che se il mercato è quello non potevano non adeguarsi, però è anche vero che è curioso ripetere "Stay hungry, stay foolish" ai tuoi giovani compatrioti (bellissimo discorso, per carità) mentre la tua azienda lucra sul lavoro di altrettanti giovani sfruttati e sottopagati oltreoceano.
Per il resto non capisco cosa c'entri Samsung, o meglio cosa abbia a che fare con la Cina Samsung più di Apple.
@Claudio Costerni

Lavoro con i vietnamiti da 5 anni. Anche quando andavo in fabbrica a Kelheim, se avevo il turno mattutino o notturno, la sera lavoravo al ristorante.

Ti pagano a seconda di quanto rendi, se sei l'ultimo e uno nuovo ti eclissa sei fuori (In generale il consolato ti inserisce in un posto di lavoro di rango inferiore, come succede ai pre-pensionati).

Poche balle, standard rinforzanti, nessuna discussione: i lecchini, i coglioni, i debosciati e i macilenti che vadano a turar carie, suonare la chitarra su MTV o riparar tubi.

Se ti serve qualcosa; qualcuno che dia ripetizioni ai bambini, qualcuno che ti lavi i pavimenti di casa, installare una lavatrice, riparare l'impianto elettrico, il consolato ti dà una mano.

Questa è la maniera di lavorar bene.

E la cosa buffa è che si piglia più soldi che con gli italiani e si viene assicurati.
magari creando una sua rubrica...

Leggendo questa cosa della rubrica mi è venuto in mente un aneddoto...
Chi si ricorda del "Papero" Attivissimo a cui Qui Quo e Qua volevano dedicarne una sul loro giornalino della scuola?

Credo di aver realizzato solo ora chi forse fosse quel papero (all'epoca probabilmente non sapevo neanche cosa fosse internet), mi piacerebbe sapere se mi sbaglio, ma purtroppo non credo di avere più quella storia.

Non mi ricordo né quale fosse il topolino/rivista (né con certezza quale fosse la storia), ho cercato sul blog e mi sembra che Paolo non ne parli, ma sono sicuro che se quel "papero" era lui, quel topolino lo conserva ancora gelosamente.
è curioso ripetere "Stay hungry, stay foolish" ai tuoi giovani compatrioti (bellissimo discorso, per carità) mentre la tua azienda lucra sul lavoro di altrettanti giovani sfruttati e sottopagati oltreoceano.

Per non parlare delle tasse...

L'ipocrisia del guru è ustionante.

Si può dire che anche noi che compriamo i loro prodotti siamo nel circuito

Sì, anche quando non vorremmo e ci siamo finiti senza accorgercene o quando facciamo finta di essere controcorrente comprando i prodotti più desiderati da tutti e lanciando frasi a effetto.

La scatola della vecchia Motherboard FoxConn mi guarda dall'armadio, e io non riesco davvero a non pensare a ciò che significa e all'ignoranza spensierata con cui la acquistai anni fa (quando era nuova).

E in seconda battuta: è possibile acquistare elettronica responsabile?


, e sicuramente è vero che se il mercato è quello non potevano non adeguarsi


Scuse. Siamo responsabili anche se non lo sapevamo; dovremmo bruciare di rabbia contro chi ci ha ingannati e venduto certi prodotti nascondendoci come erano stati fatti, pur sapendo che non sarebbe stato accettato.
@SirEdward:
Per non parlare delle tasse... L'ipocrisia del guru è ustionante.

Beh anche sulle tasse gli altri non sono da meno.
Quello che stona è appunto l'ipocrisia di autocandidarsi a ispirazione per le nuove generazioni (compatriote).
Che possa essere un'ispirazione per alcuni versi non c'è dubbio, che fosse un genio neanche, ma di geni a cui ispirarsi ce ne sono tanti altri, che hanno creato un po' meno culto intorno alla propria personalità.

E in seconda battuta: è possibile acquistare elettronica responsabile?

Purtroppo direi che non c'è nessuna alternativa responsabile, a un livello o all'altro tutti si avvalgono di quel processo produttivo.
È vero che chi ricarica il 200% vendendo i propri prodotti si sta arricchendo più di altri, ma d'altra parte anche chi ricarica solo il 30% sta pur sempre aggredendo un mercato dentro al quale altrimenti non sarebbe entrato, sempre sulle spalle delle stesse persone sfruttate.

Forse proprio chi ricarica il 200% potrebbe stare nel mercato anche usando un processo produttivo diverso, e se lo facessero comprare i loro prodotti potrebbe essere davvero una scelta responsabile, ma solo loro sanno se questo sarebbe veramente possibile.

Al momento direi che l'unica scelta responsabile, o meglio che limiti i danni quanto possibile, può essere quella di comprare meno elettronica possibile, ovvero ad esempio di evitare di cascare nel tranello di cambiare telefonino ogni 6 mesi.
Non servirebbe a salvare il mondo, né a trasmettere nessun messaggio, ma almeno a non incalzare la corsa alla produzione di massa.
Chi si ricorda del "Papero" Attivissimo a cui Qui Quo e Qua volevano dedicarne una sul loro giornalino della scuola?

Bisogna chiedere a Van Fanel; è lui l'esperto del blog per quanto riguarda le storie di Topolino e Paperino.
Egli però da un po' latita. Sei in ascolto?
@ Tukler


Beh anche sulle tasse gli altri non sono da meno.


Non mi aspetto che gli altri siano molto diversi, in quanto a questo comportamento.


Purtroppo direi che non c'è nessuna alternativa responsabile, a un livello o all'altro tutti si avvalgono di quel processo produttivo.


Temo che non ci sia molto da fare. L'unica vera alternativa sarebbe accettare che certe cose non possono costare troppo poco. E vale in tanti ambiti.


Al momento direi che l'unica scelta responsabile, o meglio che limiti i danni quanto possibile, può essere quella di comprare meno elettronica possibile, ovvero ad esempio di evitare di cascare nel tranello di cambiare telefonino ogni 6 mesi.


Check. Il telefono si cambia quando non funziona più, e il resto degli oggetti, più o meno, pure. Il consumismo è stupido e autolesivo.

@ Tukler, #66, da come avevi scritto precedentemente avevo capito proprio che ti riferivi ai suoi dipendenti.
In ogni caso, la situazione dello sfruttamento della manovalanza, talvolta anche minorile, costretti a lavorare quasi come schiavi in ambienti malsani, per dieci, quindici ore al giorno temo sia tuttora molto diffuso, probabilmente una piaga di cui non conosciamo la sua reale estensione.
Da qui il mio riferimento alla Cina, per dire Cina, Korea, Tailandia (?) e chissà quanti altri.
Costo di produzione di un pezzo = 1, per arrivare sul mercato del consumo a 10, 100 o 1000, grazie al lavoro di disperati con poca o nulla alternativa e qualcuno meno disperato che arriva sul posto di lavoro da situazioni estremamente difficili e che forse lo vede quasi come una salvezza ed un passo avanti nella propria vita.
In Samsung ci sono state, o ci sono ancora, non sono aggiornato, situazioni inaccettabili in cui i lavoratori si ammalavano maneggiando con poche precauzioni e respirando sostanze velenose ... però in ambienti spaziosi e ben illuminati.
@Claudio Costerni:
da come avevi scritto precedentemente avevo capito proprio che ti riferivi ai suoi dipendenti.

Beh insomma, Foxconn l'avevo scritto dall'inizio;)

In Samsung ci sono state, o ci sono ancora, non sono aggiornato, situazioni inaccettabili in cui i lavoratori si ammalavano maneggiando con poche precauzioni e respirando sostanze velenose ...

Molto probabile che ci siano ancora condizioni del genere, come ce ne sono in tutte le aziende del settore purtroppo.
Ma non mi pare che il CEO di Samsung sia ritenuto un guru a cui ispirarsi, anzi non avrei neanche idea di chi sia.
A me però piacerebbe capire perché in Italia (molto più che altrove, almeno tra paesi sviluppati). Cosa rende il nostro Paese "speciale" anche in questo? Perché si dà per scontato che il diritto ad essere pagati sia aggirabile in varie maniere? Non eravamo "il Paese con la Costituzione più bella del mondo"?

Ho letto molte spiegazioni pseudopsicologiche o pseudosociologiche, ma abbasta "ad hoc" da sembrarmi parole a vuoto.
@Pgc

Questo è facile.
https://www.youtube.com/watch?v=wTP2RUD_cL0

Quando si insegna ai bambini che gli operai son degli sfigati, che l'invidia è un sentimento nobile, che la formica è una stronza e la cicala rappresenta la giustizia, che le competenze che occorrono per crescere bambini sono innate, che il datore di lavoro ti paga per stare delle ore lì piuttosto che altrove, e il lavoro devi farlo solo se ti va.

La vera domanda è: "Perché; che altro risultato ci si aspetta?"

Poi arriva il momento di scegliere l'università, per diventar tutti dottori, e lì l'inghippo scoppia.

200 bambini vanno a studiare giapponese, ci mettono 5-7 anni, ma alla fine, fra baci & abbracci arriva il signor Nintendo in persona in elicottero, indica 2 persone che han preso fra 90 e 100 e dice: "Tu e tu, potete cominciare lunedì, 5000€/mese a fronte di 40 ore settimanali perchè non è bene che i giovani si montino la testa."

Quelli che han preso 110+++ si incazzano e sbottano: "Hey, signor Nintendo! Questa è un ingiustizia! Noi siamo molto più qualificati"

E il signor Nintendo risponde loro: "Se all' università non hai imparato che a me serve che i dipendenti bianchi parlino tedesco al telefono, forse tuo giapponese grosso skifo desu, o forse no. Problema altrui."

Ed eccoci qua, problema altrui, cioè [Puffolotti]の問題.
198 laureati che non son riusciti a trovar lavoro inerente perché non ce ne è, e che non essendo dei bambocci... son prontissimi a pelar carote... O così dicono quando piangono che loro accettano il loro destino di pelacarote.

Il problema nasce qui: non sanno pelar carote. Non sanno mettere la pappa in frigo, non sanno che l'acqua sotto i 4° comincia ad espandersi, non sanno che i coltelli non si buttano in lavastoviglie, il chè non risalta molto perchè non sanno usare una lavastoviglie, han paura che i succhi delle cipolle siano letali.

E continuano a ripetere come un mantra: "Dopo 5 anni passati a studiare Giapponese, mi aspetto che il mondo mi presenti un posto di lavoro inerente"

I tedeschi in generale, quando vanno all'università, fanno una dozzina di ore alla settimana di lavoro tanto per distendere i nervi dopo le ore passate sulla sedia di Alfieri, così se il reverendissimo signor Nintendo non li sceglie, possono comunque alzare 3 o 4 k.

i 17/23 che son passati da me... 15 han lasciato la città, 2 sono andati uno dagli iraqeni, l'altro da turchi, che pagano vitaoperativanaturaldurante la metà di quanto piglia qui una cintura gialla.

Degli altri 6, 5 si aspettavano di entrare in qualche grossa azienda as ingegneri e ci sono entrati.
ed uno era un signore di 63 anni che voleva versare ancora un paio di mesi di contributi per incicciare la pensione.
In ogni caso, l'energia spesa per

1) Dimostrare che un Landini Serie 5D T4I ed una lamborghini diablo son la stessa cosa. (Situazione della domanda di lavoro)
2) Dimostrare che una Citroen C1 ed una Peugeot 107 son 2 cose diversissime. (Situazione dell'offerta di lavoro)
3) Imporre tali nozioni agli imprenditori a forza di legge.

è completamente sprecata.
A parte che si perde di vista il fatto che il datore di lavoro è cliente e il fornitore d'opera è per l'appunto il fornitore, il grado di controllo necessario per verificare il rispetto di leggi tanto evanescenti getterebbe qualunque sistema in miseria.
@pgc:
Io penso a una peculiarità italiana che viene spesso proposta come vanto nazionale: la furbizia.
Poi non ho la necessaria esperienza lavorativa internazionale per capire se veramente è una dote così mitizzata solo delle nostre parti.

@puffolotti:
non sanno che l'acqua sotto i 4° comincia ad espandersi

Mi hai fatto venire in mente la volta che ho dovuto spiegare a uno studente del terzo anno di fisica perché era meglio poggiare il coperchio sulla pentola per far bollire l'acqua più velocemente.
@Tukler

In realtà quando sospiro e domando: "Ma da quale codroipo di cassonetto è sgusciato fuori, sto elemento?"

Ho messo nel mio esempio il fantomatico signor Nintendo, forse avrei dovuto metterlo fra parentesi quadre,

Anche se la spazzatura di pgc in particolare, galleggiando allegramente sul placido fiume Idlo$, non è passata davanti a me... un po' di 'sti inutili rottami portati a valle dalla corrente... vengono dalla spazzatura di pgc. Sono andati all'università col grande sogno di scoprire nuove stelle e pianeti, 2 son stati assunti, 198 son stati gettati nel ruggente (a monte di dove sto io a ingrassar cigni & paperi è ruggente) fiume idlo$... Purtroppo son spazzatura anche per me.

Ne ricordo un altro, che il giorno di prova lavava mestamente i piatti, plaaaaacido come una vacca che mastica, controllandoli 3 volte, il chè sarebbe anche stato un plus, se avesse avuto il perlomeno vago sentore che i piatti han 2 lati...
Il direttore, per dargli una possibilità (magari il candidato era depresso per l'incertezza del futuro) disse una battuta spiritosa: "Guarda che se non ne rompi almeno un paio non ti pago."
Prima che riuscisse a spiegare che la battuta significava che si richiedeva un po' di "visposaggine" il soggetto prese uno dei piatti da lavare e lo lasciò cadere per terra.

La domanda salta in mente automaticamente: "Ma da che cassonetto è sgusciato fuori, 'sto elemento?",

Se prima di presentarsi a RGB ha fatto la stessa cosa con uno specchio di un telescopio... l'osservatorio avrebbe dovuto fucilato col sale e dopo 6 ore impiccarlo... Questo ne avrebbe preservato la dignità umana.
«Chi si ricorda del "Papero" Attivissimo a cui Qui Quo e Qua volevano dedicarne una sul loro giornalino della scuola?»

«Bisogna chiedere a Van Fanel; è lui l'esperto del blog per quanto riguarda le storie di Topolino e Paperino.
Egli però da un po' latita. Sei in ascolto?»


Comunque vedo che fin'ora neanche Paolo ha confermato né smentito la mia ipotesi. Mi fa pensare che se fosse vero anche lui s'è perso l'eventuale chicca. Sono sempre più curioso di riscoprire quella storia... maledetta memoria che non mi ricordo altro (una volta io e i topolini eravamo una cosa unica, una volta però...).
Perché la "furbizia" (come la definisci esattamente?) dovrebbe essere una spiegazione? Sono furbi i datori di lavori e sono furbi i candidati...
@Sir
la gavetta dipende, nel senso prendere un giovane che non sa un c...o e investirci sopra per formarlo costa dei soldi, e' un investimento. Ne vale la pena se poi quella persona te la tieni. Oggi viviamo in un mondo dove non si investe piu' si vogliono le cose gia' pronte, si delocalizza. Quasi nessuna azienda ha un settore di sviluppo interno, si da' tutto in gestione. Di conseguenza nessuno vuole qualcuno da formare. Si vuole gente che abbia esperienza ma che costi come un "pollo novello".
Due gli atteggiamenti sbagliati secondo me:
- pretendere che la gente lavori senza essere pagata
- pretendere di avere uno stipendio da senior quando sei al primo anno di esperienza.
@Sir (bis)
E quello che dai all'impresa, con la tua esperienza e le tue capacità? Quello sparisce, e non viene remunerato mai abbastanza. SOPRATTUTTO quando il lavoro si fa un po' più difficile e tecnico
Per quello che e' la mia esperienza se acquisici delle competenze in piu' e vuoi essere pagato per quelle competenze ti devi cercare un altro lavoro. La tua azienda non ti paghera' mai di piu' per quelle competenze, dal momento che puo' pagarti di meno... E' una cazzata immane, perche' si perde il know-how se te te ne vai... Ma oh contenti loro...
Sir (ter)
, lo si fa per placare gli animi di chi vuole sentirsi "arrivato" e "migliore" di quelli che si lamentano per le ingiustizie quotidiane
e' giusto lottare per un mondo (anche lavorativo) migliore, ma mi sembra altresi' giusto remunerare l'esperienza. Mi spiego, uno che lavora da 10 anni in una certa mansione per me e' giusto che sia pagato di piu' di uno appena arrivato. Poi che attualmente entrambi siano sottopagati e' un altro par di maniche...
@ Guido Pisano


Oggi viviamo in un mondo dove non si investe piu' si vogliono le cose gia' pronte[...]Si vuole gente che abbia esperienza ma che costi come un "pollo novello".


Si risparmiano i costi di formazione e di stipendio. Bello, eh? Se non che gli effetti di questi risparmi, nelle tasche di chi vanno a finire?

Perché quei costi non vengono eliminati, solo spostati dall'azienda al lavoratore, che deve pagarsi la formazione e ricevere -anche- uno stipendio più basso.

In questo modo l'impresa risparmia... portando via al lavoratore.

Brutta storia.


Due gli atteggiamenti sbagliati secondo me:
- pretendere che la gente lavori senza essere pagata
- pretendere di avere uno stipendio da senior quando sei al primo anno di esperienza.


Verissimo. Ma il problema che sollevo è che qui abbiamo gente che non riceve una paga dignitosa nemmeno avendo una buona formazione ed essendo preparata. Se con la paga del tuo lavoro non ci puoi vivere, non è dignitosa.

Qua ti chiedono di lavorare gratis...


e' giusto lottare per un mondo (anche lavorativo) migliore, ma mi sembra altresi' giusto remunerare l'esperienza. Mi spiego, uno che lavora da 10 anni in una certa mansione per me e' giusto che sia pagato di piu' di uno appena arrivato. Poi che attualmente entrambi siano sottopagati e' un altro par di maniche...


Appunto. Ma è la lotta tra poveri che è stupida. Se sei entrato sottopagato e adesso sei sottopagato con esperienza, è stupido che mi rintuzzi, quando milamento delle ingiustizie, solamente perché le hai subite anche tu e non vuoi perdere la tua posizione dominante di sottopagato con esperienza. E' una guerra, idiota, tra poveri, dove i servi si fanno carnefici di altri servi. E quello che sta davvero in alto e decide davvero la condizione di entrambi pasteggia al billionaire a champagne da 1500 euro la bottiglia, mentre si chiede come fare a risparmiare ancora in "risorse umane" per comprare un'altra bottiglia (perché le prospettive cambiano).
@Sir
Perché quei costi non vengono eliminati, solo spostati dall'azienda al lavoratore, che deve pagarsi la formazione e ricevere -anche- uno stipendio più basso. In questo modo l'impresa risparmia... portando via al lavoratore.
Il problema e' uno solo, c'e' molta piu' gente che ha bisogno di lavorare rispetto ai posti di lavoro disponibili, quindi qualcuno che accetta lo trovi sempre. Io mi ritengo fortunato perche' conosco un linguaggio di programmazione (Java) che e' molto diffuso ma poco studiato e quindi ho la possibilita' di scegliere (o almeno l'ho avuta fino ad adesso) le aziende che mi sembravano piu' serie, ma di proposte "a bischero" ne ho avute tante. Bisogna saper scremare.
Il problema e' che molti non hanno questa possibilita'. Hanno bisogno di lavorare e non hanno esperienza. Per uno che rifiuta di lavorare "a gratis" ce ne sono altri 3 pronti ad accettare. E' come le truffe alla nigeriana...
Verissimo. Ma il problema che sollevo è che qui abbiamo gente che non riceve una paga dignitosa nemmeno avendo una buona formazione ed essendo preparata. Se con la paga del tuo lavoro non ci puoi vivere, non è dignitosa.
...e secondo te perche' sono tantissimi i giovani che vivono a casa con i genitori? Tutti mammoni? Senza contare il precariato. Il cococo dal punto di vista del lavoratore e' stata una rovina. Perche' doveva essere usato solo in certi casi e come al solito in Italia se ne e' abusato.
Appunto. Ma è la lotta tra poveri che è stupida. Se sei entrato sottopagato e adesso sei sottopagato con esperienza, è stupido che mi rintuzzi, quando milamento delle ingiustizie, solamente perché le hai subite anche tu e non vuoi perdere la tua posizione dominante di sottopagato con esperienza
Non so se con "mi rintuzzi" intendi me, ma secondo me e' giusto vedere entrambi i lati della faccenda. E' vero che il lavoratore spesso e' sfruttato e sottopagato, ma c'e' anche chi pretenderebbe di avere 10000€ al mese, la rolls come auto aziendale e 3 segretarie non avendo un giorno di esperienza.
Secondo me e' giusto "guadagnarseli" certi privilegi anche se e' vero che molto spesso uno si fa il culo per dimostrare quanto vale e tutto quello che ottiene e' un "grazie" e una pacca sulla spalla quando li ottieni, altrimenti ti dicono che "hai fatto il tuo"...
@Guido Pisano


Il problema e' uno solo, c'e' molta piu' gente che ha bisogno di lavorare rispetto ai posti di lavoro disponibili, quindi qualcuno che accetta lo trovi sempre.


Esatto. Il "mercato" del lavoro dovrebbe essere, quello sì, sottoposto a legislazione che impedisca lo sfruttamento. Perché non è un mercato. Non c'è limite a ciò che una persona sarà disposta a fare, nelle giuste condizioni, pur di mangiare, dunque non ci può essere un vero scambio di mercato su queste cose. E il lavoratore è spessissimo la parte debole.


Il problema e' che molti non hanno questa possibilita'. Hanno bisogno di lavorare e non hanno esperienza.


E lavorare anche gratis non sempre ti forma l'esperienza, perché... è un lavoro gratuito, fuori dagli schemi dei lavori che vengono presi in considerazione quando si guardano i curriculum. Oppure perché è un lavoro che ti fa lavorare gratis ma non ti insegna nulla.


Non so se con "mi rintuzzi" intendi me, ma secondo me e' giusto vedere entrambi i lati della faccenda. E' vero che il lavoratore spesso e' sfruttato e sottopagato, ma c'e' anche chi pretenderebbe di avere 10000€ al mese, la rolls come auto aziendale e 3 segretarie non avendo un giorno di esperienza.


No, non sto facendo personalismi, tranquillo. :-) E sì, esistono anche gli imbecilli, che sono gli stessi di cui parla Puffolotti. Ma a me, per dire, è capitato di essere redarguito da persone... "più arrivate", diciamo, perché non sono andato a lavorare come traduttore full-time a 1000€ lordi al mese in ritenuta d'acconto. Perché... "intanto è un lavoro, di questi tempi, e rifiutarlo è da persone che credono di essere chissà chi". Già il discorso in sé è idiota, e l'ho sentito ripetuto più volte da persone diverse, ma la cosa fantastica è che attribuivano a me il non aver accettato, anche se la cosa non si era concretizzata perché era il datore di lavoro che ha smesso di farsi sentire quando gli ho fatto una (e sottolineo -una-) controproposta". Per qualche motivo, i pregiudizi di queste persone avevano avuto la meglio sulla realtà.

Ora, se ti trovi davanti gente che, con un'insipienza letale, ti spinge a farti sfruttare, ti dice che è normale essere sfruttati, ti dice che dovresti essere felice di essere sfruttato (almeno hai trovato un posto) e si convince, falsamente, che se la cosa non ha funzionato è perché sei troppo pretenzioso, capisci che quelli hanno una considerazione di te rasoterra, che si credono superiori dall'alto della loro minuscola posizione e che sono disposti a modificare la realtà pur di farla aderire al loro sogno abortito.

Capisci perché mi sono stancato di avere comprensione per gli schiavi arrivati che vogliono "dimenticare d'esser stati presi per il sedere" (cit. De André)? Soprattutto considerando che erano tutti persone con contratti di lavoro indeterminati vecchio stile e stipendi da contratto nazionale con scatti di anzianità. Chissenefrega del loro posticino e della loro posizione; se diventano degli idioti inconsapevolmente sadici che sputano condiscendenza e favolette, fanno schifo e basta, come quello che cerca di sfruttarti con proposte di lavoro indecenti.


Secondo me e' giusto "guadagnarseli" certi privilegi


Il problema del sistema in cui viviamo è proprio la giustificazione della ricchezza. Ci sono molte persone che possiedono ricchezze in maniera ingiustificata anche secondo gli standard e i meccanismi di questo sistema, e ci sono persone che non riescono a vivere dignitosamente nonostante sforzi sovraumani.

Ma un sistema che millanti di essere fondato sulla giustizia delle ricompense che elargisca ricompense in maniera ingiustificata è un sistema insostenibile. E difatti...
Esatto. Il "mercato" del lavoro dovrebbe essere, quello sì, sottoposto a legislazione che impedisca lo sfruttamento
In uno Stato ideale si dovrebbe impedire che il ricco diventi troppo ricco e il povero troppo povero, ma poi i primi piangono che sono troppo tassati che non ce la fanno ad andare avanti, che e' ingiusto controllare...
Se poi guardi quello che si fa in Italia, lo Stato se la prende con i piu' deboli (piccole imprese e lavoratori) e quasi mai va a toccare i grandi...
Ma a me, per dire, è capitato di essere redarguito da persone... "più arrivate", diciamo, perché non sono andato a lavorare come traduttore full-time a 1000€ lordi al mese in ritenuta d'acconto.
Beh anche li' dipende da quello che vuoi ottenere, e' sempre ingiusto venire sottopagati, ma alcune esperienze si fanno non tanto per guadagnare quanto per "fare cv". Come ti dicevo sopra loro ci provano, alla peggio hanno buttato via 1h di colloquio (e tu 3) - se non sei te qualcuno lo trovano. Per fortuna non sono tutti cosi', bisogna perderci tempo e scremare, e anche quando trovi la ditta seria e l'offerta buona molto spesso ti senti rispondere che gli piaci perche' hai esperienza, gli piaci come persona e attitudine, gli piace per tutto quello che sai ma preferiscono uno < 30 cosi' lo prendono come apprendista... E anche sui contratti d'apprendistato si assiste a volte a veri e propri abusi (gente assunta piu' volte come apprendista anche a costo di cambiargli mansione finche' non compie i 30 anni)
Chissenefrega del loro posticino e della loro posizione; se diventano degli idioti inconsapevolmente sadici che sputano condiscendenza e favolette, fanno schifo e basta, come quello che cerca di sfruttarti con proposte di lavoro indecenti.
Il problema e' duplice, da una parte c'e' una fetta di gente (aristocrazia) che ha il posto sicuro e al calduccio che magari e' pure arrivata in alto, e non si rende conto dei cambiamenti che ci sono stati, dall'altra persone di una certa eta' che vengono licenziate (perche' magari lo stabilimento si trasferisce all'est) e rischiano di non trovare piu' lavoro (e che magari andrebbero tutelate. La sicurezza del posto da una parte e' una tutela, dall'altra rischia l'immobilismo, ma anche l'eccessiva insicurezza e' male (come fai a metter su famiglia se non puoi comprare casa?) non sai se il mese prossimo lavorerai...
Sono due esigenze contrastanti e purtroppo giuste entrambe...
he possiedono ricchezze in maniera ingiustificata anche secondo gli standard e i meccanismi di questo sistema
Uno Stato sociale dovrebbe cercare di "chiudere la forbice" piu' possibile, purtroppo come ho detto sopra, attualmente si spremono le fasce deboli e non si toccano (o si toccano poco) quelle piu' forti.
Ma un sistema che millanti di essere fondato sulla giustizia delle ricompense che elargisca ricompense in maniera ingiustificata è un sistema insostenibile. E difatti...
Tutti auspichiamo un sistema meritocratico, che per ora non c'e'...
@ Guido Pisano


In uno Stato ideale si dovrebbe impedire che il ricco diventi troppo ricco e il povero troppo povero, ma poi i primi piangono che sono troppo tassati che non ce la fanno ad andare avanti, che e' ingiusto controllare...


E quindi si esce da uno stato ideale...


Se poi guardi quello che si fa in Italia, lo Stato se la prende con i piu' deboli (piccole imprese e lavoratori) e quasi mai va a toccare i grandi...


E infatti siamo in grossa crisi.


Beh anche li' dipende da quello che vuoi ottenere, e' sempre ingiusto venire sottopagati, ma alcune esperienze si fanno non tanto per guadagnare quanto per "fare cv".


Ho fatto anche quelle. Quella che ti ho raccontato non lo era. C'era poco da imparare, era più quello che io avrei dato a loro che quello che loro avrebbero dato a me (dal punto di vista dell'apprendimento) e non faceva neanche troppo curriculum.

In più, il tipo si è trovato preso in contropiede quando gli ho detto quanto costava a lui un contratto regolare, e che quello che offriva a me non era nemmeno la metà. (è incredibile quanto ci si aspetti che il lavoratore medio non conosca il concetto, banale per il'imprenditore, che un dipendente può costare comodamente 30000 euro l'anno all'azienda, e quanto si cerchi di sfruttare questa ignoranza per sottopagarlo...)


Uno Stato sociale dovrebbe cercare di "chiudere la forbice" piu' possibile


Sì... fino a un certo punto. Il punto è che è sano un sistema che premi chi lavora meglio; non è sano un sistema che sfrutti qualunque tipo di persona e che premi troppo chi arriva a certi livelli.

Non uguaglianza, ma disparità giustificata. Il resto è inefficiente, e crea possibilità sprecate, povertà e malcontento.

Ma gli esseri umani spesso sono stupidi ed egoisti.


Tutti auspichiamo un sistema meritocratico, che per ora non c'e'...


Appunto.
@Sir
sara' che ho avuto diversi tipi di esperienza, c'e' chi ti vuole sfruttare e chi vuole pagare per avere un lavoro fatto bene.
Sta a te scegliere quanto vuoi essere sfruttato, sempre che tu abbia le carte per poterlo fare, altrimenti ti devi accontentare del "meno peggio".
Tutti vorremmo un mondo ideale, ma non puoi non fare i conti con la realta'. E' giusto lottare per cambiare le cose, ma nel frattempo devi portare a casa la pagnotta...
@ Guido Pisano


Sta a te scegliere quanto vuoi essere sfruttato, sempre che tu abbia le carte per poterlo fare, altrimenti ti devi accontentare del "meno peggio".
Tutti vorremmo un mondo ideale, ma non puoi non fare i conti con la realta'. E' giusto lottare per cambiare le cose, ma nel frattempo devi portare a casa la pagnotta...


Ecco, questo va esattamente nella direzione che dicevo all'inizio.
Domandando in maniera molto tranquilla, proprio per far emergere una situazione di fatto, una conseguenza penso non evidente, ma esattamente qual è il motivo di una risposta come questa?

Intendo dire: quello che hai detto è: "sì, il mondo è così ma bisogna essere pragmatici", che è una risposta peculiare se pensi che non ho mai detto il contrario. Tuttavia, è arrivata questa esigenza di farlo notare. Perché (domanda reale)? La curiosità esiste, perché il messaggio che passa è: "sì, ti dirò che è giusto lottare perché in effetti è giusto difendere i propri diritti, ma in fondo la cosa giusta da fare è non dire niente, fare buon viso a cattivo gioco e sperare in qualcosa di meglio".

E qui tornerebbe, se non fosse che abbiamo già parlato tanto e non voglio fare questo paragone, quello che ti dissi sulle persone "arrivate che si sentono in diritto di dirti di stare zitto".

Lo chiedo perché è esattamente questo. Non è che io vado in giro a insultare la gente o fare scenate, anche quando vengo trattato in maniera vergognosa (anzi, dovrei essere un po' più diretto), ma discutendone così, tra noi, davvero la risposta è il pragmatismo banale? Che implicazioni ha una risposta simile?

Curiosità scientifica, ragionamento lucido e aperto sul significato di certi comportamenti. :-)