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54 commenti

Internet delle Cose: undici ore per attivare un bollitore “smart”

Pochi giorni fa Mark Rittman, un dirigente della Oracle, è stato suo malgrado protagonista di una telenovela informatica in tempo reale: ha raccontato via Twitter la sua lotta epica contro un bollitore d’acqua per il té. Ci ha messo undici ore a farlo funzionare.

Il bollitore è uno di quegli apparecchi “smart” dell’Internet delle Cose che vanno di moda adesso e spesso vengono messi sul mercato senza provarli adeguatamente nelle varie situazioni possibili. Rittman si è trovato nei guai perché ha cercato di integrare il bollitore nel suo sistema di automazione domestica. Dapprima gli si è rivoltato contro l’access point Wi-Fi, che si è resettato, poi il bollitore non accettava correttamente i dati ricevuti via Wi-Fi e si ostinava a voler fare periodicamente una “ricalibrazione obbligatoria” che lo scollegava dalla rete domestica.

Rittman ha iniziato a raccontare i propri guai su Twitter, e la sua storia è stata ripresa da un numero di utenti così grande che il suo server domestico è schiattato sotto il carico dei visitatori, buttando offline il suo Amazon Echo.

Quando finalmente il bollitore ha iniziato a ricevere comandi vocali tramite l’Echo e a bollire l’acqua a comando, le lampadine “smart” della casa di Rittman hanno deciso che era il momento di fare un aggiornamento obbligatorio e così si sono spente, lasciando la casa al buio intanto che scaricavano e installavano l’aggiornamento.

Alla fine, dopo undici ore di strenua lotta all’ultimo byte, Mark Rittman è riuscito a farsi la sua meritatissima tazza di té. L’intera vicenda è raccontata in un flusso di tweet raccolto da Boing Boing e The Guardian. Ma molti si stanno chiedendo: ne valeva la pena?

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Commenti (54)
A volte capita la giornata informatica sfigata...soprattutto date tutte le variabili in gioco e che si moltiplicano esponenzialmente per ogni accrocchio che installiamo. L'importante è almeno che da adesso in poi gli funzioni tutto e sempre.

Se ne vale la pena lo decide ognuno di noi, per me la risposta è no ma io sono vecchia scuola e l'unica IoT che ho a casa è una lampadina Xiaomi che è programmata per fare da luce notte.
Mah. Secondo me con questa Internet delle cose stanno un po' esagerando. Lampadine che decidono di autoaggiornarsi e lasciarti al buio? Bollitori che ti richiedono 11 ore per farti un misero tè? Grazie, ma preferisco luci sceme e bollitori stupidi, e tutto il resto alla vecchia maniera - e, lo dico, sono un maniaco della tecnologia.
Io andrei oltre: ma davvero sono utili tutti questi orpelli tecnologici applicati a qualunque aspetto della vita quotidiana ?

Ma davvero mi serve avere la possibilità di attivare un bollitore da remoto ? Non posso semplicemente accenderlo 2 minuti prima che mi serva l'acqua (perchè quello è il tempo che ci mette a portarla in temperatura) sforzando la mia manina a premere l'interruttore di accensione ?

Davvero mi serve attivare apparecchiature potenzialmente pericolose (bollitori, forni, etc) da remoto senza averne controllo diretto in caso di problemi ?
come dicevo su twitter, se ti compri un bollitore wi-fi, undici ore di calvario è il MINIMO che ti meriti...
Sono per professione estremamente favorevole alle innovazioni, ma perchè qualcuno vuole a tutti i costi rendere complicate le cose semplici come un bollitore per il te ?
Certo che di inventori della "macchina per ammazzare i gatti" è pieno il mondo.
Perdonate lo sfogo, ma c'è una tendenza troppo generalizzata e superficiale a bollare come inutile/pericolosa/da-idioti l'IoT.
Cosa abbiamo qui? Uno che ha comprato una teiera di m. (ed evidentemente anche delle smartbulb di m.), probabilmente di marche incompetenti.
(obiettivamente: 'eating dinner in dark'? ammesso ma non concesso che sia normale lo spegnimento al reboot, quanto ci hanno messo a riavviarsi?)
Nessuno si scaglia contro i sistemi di controllo remoto come VNC, ma giustamente contro l'incompetenza di chi li usa o configura male.
Ci sono sicuramente più smartphone con falle di sicurezza aperte rispetto a dispositivi IoT, ma pare a legger in giro che l'IoT sia da evitare, gli smartphone ovviamente no.
Forse quel che è carente è la percezione dei pro vs contro nel caso della domotica/IoT.

Non per vantarmi, ma per citare esempi di domotica/IoT.
Nel mio 'maniero digitale' ho un sistema ibrido EIB/Konnex/instaBus/mod-bus/zig-bee/z-wave.
L'integrazione/wrapper/api tra i vari sistemi l'ho scritta io (uso dei Raspberry).
Da smartphone controllo luci, riscaldamento, caldaia e pompa di calore, macchine della piscina, vasistas, basculanti, fotovoltaico, consumi, sensori di temperatura, luminosità, motion-detection, anti-fumo etc.
Degli script regolano varie automazioni (ad esempio, uso della pompa di calore solo se la produzione elettrica è maggiore del consumo, accensione luci giardino al tramonto e spegnimento all'alba, allarmi/notifiche e tanti altri scenari).

Nel dettaglio, ogni pulsante nei frutti (oltre 100) e ogni luce (oltre 50) sono in rete (locale) e ognuno ha l'equivalente di un indirizzo IP univoco.
Ma MAI (nell'arco di 12 anni) ho dovuto aggiornare un firmware di un pulsante o di una luce. Perchè son concepiti 'con giudizio': ogni pulsante (cablato) manda ad un hub un segnale on/off; ogni luce riceve/digerisce un solo comando: on/off. Fine. Non c'è alcun margine di hacking/sicurezza/infettabilità.
Similmente una smartbulb z-wave o zigbee parla via radio al suo hub. Risponde a uno standard di comandi, non c'è alcun modo di fargli eseguire codice malevolo.

L'incompetenza nasce quando un produttore di smartbulb decide che debba essere 'autonoma', quindi aggiunge all'hardware un modulo WiFi e un webserver per configurarlo, quindi tira dentro processore/ram per un Linux per gestire il tutto, etc.
Dopodichè aggiunge la feature "puoi comandarla fuori casa!", e fa sì che il Linux della lampadina via upnp o nat-traversal apre una porta per essere comandabile dal cloud dell'azienda produttrice.
Realizza così un prodotto attaccabile ma 'hey, fichissimo!'.
Come ogni tecnologia al mondo, sta all'utente capire di cosa necessita e fare delle scelte ragionate,
ma è sbagliato bollare l'intera categoria di dispositivi solo basandosi su casi specifici a discapito di chi è competente.

Altro esempio: Uno può automatizzare da remoto la chiusura di un garage. E' insito il pericolo di schiacciare qualcuno, non avendo visibilità. Sta all'utente scegliere di automatizzare SOLO se ha una basculante che abbia un sistema di sicurezza che ferma la chiusura in caso di ostacolo o sforzo (tipo gli ascensori).

P.s. A quelli che mi dicono "E' futile poter spegnere una luce dal divano, basta che ti alzi, due passi e c'è il pulsante" rispondo "Allora è anche futile aver i pulsanti tradizionali, 4 passi e tiri giù l'interruttore nel quadro elettrico."
Prima di uscire o andare a letto, ho una panoramica interattiva su tutta la casa mentre sono davanti al pannello dell'antifurto.
E sono tantissime le azioni che la mia casa 'compie da sola'.
Ne vale assolutamente la pena l'IoT e la domotica in generale, imho.
Se hai l'uso degli arti per muoverti, no, non ne valeva la pena.
Si dice 'l'ora del thé' proprio per questo? Certo... undici sono un po' troppe...
[quote]la sua storia è stata ripresa da un numero di utenti così grande che il suo server domestico è schiattato sotto il carico dei visitatori[/quote]
Non trovo ulteriori informazioni, a parte il tweet originale.
Obiettivamente: ha deliberatamente scelto di hostare contenuti dal suo garage.
Non si usa più il detto "Chi è causa del suo mal pianga se stesso"? No, meglio twittare @internetofshit . Madò.
Cito l'articolo: "Rittman ha iniziato a raccontare i propri guai su Twitter, e la sua storia è stata ripresa da un numero di utenti così grande che il suo server domestico è schiattato sotto il carico dei visitatori, buttando offline il suo Amazon Echo."

Non mi spiego cosa abbia a che vedere il numero di utenti che hanno ripreso la sua storia con il crollo del suo server domestico.

Comunque ne approfitto per proporre un nuovo modo di definire gli oggetti come bollitori, lampadine e spazzolini da denti con collegamento Wi-Fi. Perché non "dumb"?
> Non posso semplicemente accenderlo 2 minuti prima che mi serva l'acqua (perchè quello è il tempo che ci mette a portarla in temperatura) sforzando la mia manina a premere l'interruttore di accensione ?

Guarda che il bollitore elettrico serve per farti il tè (soprattutto il caffè, utilissimo averlo appena sveglio senza dover fare nulla) appena sveglio o prima di tornare a casa, in modo da trovare subito il té, non per altro, visto che l'acqua la devi comunque inserire tu, prima di dormire o di scendere.
@Clodo: ma tutto questo tripudio di tecnologia come lo controlli? OpenHAT o cosa?

Più in generale, ti ritrovo in qualche altro forum/blog/sito?

Mi piacerebbe saperne di più su zig-bee e z-wave, ma senza intasare l'area commenti del Disinformatico...
Porco cane, quanti guai può combinare un bollitore... mio nonno non ci crederebbe!
@Clodo
Perdonate lo sfogo, ma c'è una tendenza troppo generalizzata e superficiale a bollare come inutile/pericolosa/da-idioti l'IoT.

Se non ho capito male, la tua è domotica e non IoT.

In più hai abbastanza competenza da prenderti il meglio e personalizzartelo pure e riesci a fare con la domotica quello per la quale è stata concepita: comodità e, soprattutto ottimizzazione energetica.

Questa, purtroppo, non è la situazione della maggioranza delle persone.

Io , per esempio, pensavo che un raspberry fosse un blackberry andato a male :-)
Premessa: lavoro con una piattaforma che su questo genere di cose è decisamente all'avanguardia, si chiama SAP.
Nonostante questo ho sempre avuto una visione un po' incerta su IoT perché non ne vedevo tutte le potenzialità.

Grazie a SAP (giuro, non voglio fare uno spottone!) che mette a disposizione una serie di MOOCs gratuiti sulle varie tecnologie, sto seguendo un corso (con relativa prototipizzazione di un'applicazione IoT) sull'argomento con interventi da parte di diversi attori esterni (IBM, Deloitte, XMPro...) che hanno illustrato diverse funzionalità veramente interessanti.
Dall'ambito medico all'agricolutra (sì, anche i campi possono essere IoT-centered).

Concordo quindi con Clodo quando dice che troppa gente battezza l'argomento come "giocattolino" e via.
E' superficiale.
Il magazzino totalmente automatizzato di Amazon non mi sembra un giocattolino. Ed è IoT.
I dispenser intelligenti di pillole per anziani, che vengono "programmati" da remoto dal medico e che segnalano al medico E al paziente (uno via mail, l'altro lampeggiando) quando un medicinale non viene preso può fare la differenza. Ed è IoT.
La serie di sensori che permettono di monitorare lo stato delle colture per efficentare l'irrigazione e la raccolta? IoT.

Quindi, sì attenzione a derubricare tutto a sciocchezza.
Ci sono rischi per la sicurezza?
Sì, ma guardate il telefono che avete in mano e avrete gli stessi rischi.
Il tutto sta nella progettazione fatta come Dio comanda.
@ Clodo:

premesso che uno coi suoi soldi ed il suo tempo libero fa quello che gli pare e che stiamo forse andando un po' OT, non trovo una sola riga sensata in tutto il tuo commento.

controllare da smartphone "luci, riscaldamento, caldaia e pompa di calore, macchine della piscina, vasistas, basculanti, fotovoltaico, consumi, sensori di temperatura, luminosità, motion-detection, anti-fumo etc."

sul serio??
ma soprattutto... perchè??
luci? e che cosa devono stare accese a fare se non sono lì?
riscaldamento? sì, bello arrivare a casa e trovarla calda/fredda a piacimento, ma... un porchissimo termostato programmabile da 20 euro non basta? io il mio lo tocco due volte l'anno, quando accendo o spengo il riscaldamento. a cosa mi serve modificare le cose via smartphone??
macchine della piscina?? ma, che te ne fai della piscina se non la usi e l'unica cosa che fai è accendergli le pompe mentre sei altrove? perchè se tu fossi in piscina le macchine le potresti accendere da lì. o usare un pulciosissimo timer tipo quello del roomba...
vasistas/basculanti...ecc... anche qui... se non sei in casa, che li apri a fare da smartphone?
e pure in questo caso, vuoi aprire due ore per dar luce alle piante? un timer non basta?

sensori di temperatura/luminosità... ma che te cambia?? per la temperatura hai un termostato, per la luminosità quella è: se ce n'è troppa abbassa 'na serranda, se è poca appiccia 'na luce, ma se non sei lì chette frega??

sensori antifumo? di grazia, quale sarebbe la logica di accendere/spegnere dei sensori antifumo? li installi e sempre accesi devono stare, sennò non li installare nemmeno...


seriamente, le due uniche situazioni in cui potrei pensare ad un effettiva utilità di un collegamento domotico sono:
A- sono andato in ferie, ho spento tutto e tornando indietro dico alla caldaia di riaccendersi tre ore prima che arrivi, così da trovare la casa calda. figo. ma, sul serio, di che "fastidio" stiamo parlando? me pare 'na cazzata.
e
B- sono andato in ferie, c'è una caduta di corrente ed il frigorifero mi manda un avviso sul telefono che tra tre ore i branzini nuotano sul pavimento. figo anche questo. ma anche in questo caso basta non lasciare troppa roba in frigo, e comunque saresti legato alla possibilità di avere qualcuno a due ore di distanza che ti entra in casa e cerca una soluzione, se c'è. in mancanza, o in presenza di un impianto fotovoltaico, il problema non si pone.

quindi??

ormai tutte le macchinette del caffè di questo mondo hanno la possibilità di mettere un timer per trovarsi il caffè fatto al mattino (per inciso, io sono appena tornato alla moka...).
che ce devi fa' con lo smartphone?
mesi di coding, di smanettamento con il raspberry... ma se ce l'hai vattene in piscina invece di mandarci i robottini con lo smartphone...


Scusate. a cosa server un bollitore collegato in internet?
A me sembra che si stia esagerando con IOT
Aspettate, le sue "lampadine smart" mentre si aggiornano non vanno? Sul serio un'azienda le ha progettate così?
@Clodo e Valerio Vota:
Come si vede dal tweet che linka Clodo, sta usando If This Then That (di cui ha parlato anche Paolo recentemente) per generare un log locale delle interazioni con il suo account Twitter.

Quando i suoi tweet hanno iniziato ad essere retweetati da @internetofshit (noto account Twitter con 146k followers che fa ironia sui dispositivi IoT), i suoi post sono divenuti talmente popolari, e ha ricevuto talmente tante interazioni, che gli si sono saturate le risorse del server locale dove aveva un sistema di analisi del log.
Clodo: Altro esempio: Uno può automatizzare da remoto la chiusura di un garage. E' insito il pericolo di schiacciare qualcuno, non avendo visibilità. Sta all'utente scegliere di automatizzare SOLO se ha una basculante che abbia un sistema di sicurezza che ferma la chiusura in caso di ostacolo o sforzo (tipo gli ascensori).

In realtà non stà all'utente la scelta, in quanto le NORME ti impongono di non farlo, con o senza la presenza dei dispositivi di sicurezza.
Gli stessi radiocomandi per l'attivazione hanno un campo di azione limitato rispetto ad una volta proprio per fare in modo di comandare l'automazione solo se si è in visibilità ottica.

Clodo,
il tuo sistema non fa testo, l'hai progettato tu e tu ne sei l'unico amministratore.

Qui si parla di oggetti che invece comunicano con server esterni su cuio non hai alcun controllo, così come non hai controllo sul firmware interno.
Si tratta quindi di oggetti che non controlli completamente. Hai delegato altri al loro controllo effettivo e tu li utilizzi semplicemente.
Qui stiamo parlando del fatto che non sempre questa delega è ben riposta.

Io, personalmente, ho messo una croce sopra su questa delega dopo che dal televisore si disinstallavano da remoto le applicazioni.

Quindi si IoT ma me lo controllo io. Come fai tu.
@F

senza entrare nei dettagli dell'automazione di Clodo, sensori di irraggiamento, velocità del vento, temperatura umidità e altro servono eccome, soprattutto in case con involucri ben isolati. Ad esempio per ottimizzare gli apporti solari e riscaldare passivamente la casa, evitare che si surriscaldi in estate o che le protezioni solari si rompano in caso di vento forte. Tutto questo nell'ottica del risparmio energetico e del confort interno quando sei in casa ma, e soprattutt, quando non ci sei e non puoi regolarle manualmente. Certo, queste accortezze sono utili solo se integrate nel concetto dell'abitazione a partire dai materiali con cui costruisci la casa, dalla posizione, dall'esposizione e persino dalla forma. E posso anche dirti che in alcuni casi gli apporti passivi dati dall'irraggiamento solare in inverno possono fare il una buona percentuale sui consumi per il riscaldamento...
@Clodo
Credo che un po' tutti ci rendiamo conto delle potenzialità di avere taluni oggetti connessi alla rete. Credo che quello che voglia trasmettere Paolo sia piuttosto la critica al volere collegare TUTTO alla rete, perché diciamo che ultimamente fa tendenza. Perché dobbiamo pure riconoscere che di collegare alla rete un bollitore, o un tostapane, o uno spazzolino se ne poteva pure fare a meno...
scusa eh, ma come si dice: chi vuol acqua beva...
Non e' un utente qualsiasi e' un dirigente di Oracolo, dovrebbe sapere a cosa va incontro con tutta 'sta roba "smart". E se non lo sai e' l'ora di impararlo. La prossima volta compri lampadine normali e un bollitore scemo e vedrai che non ci son problemi...
@UniPaul
[quote]Clodo: ma tutto questo tripudio di tecnologia come lo controlli? OpenHAT o cosa?[/quote]
Ho provato tanti sistemi del genere (solo quelli open-source).
Ma, a differenza di un pc o smartphone, un sistema per la casa deve durare TANTI anni. Casa mia la upgrado col tempo da oltre 12 anni, e tante volte ho usato software che poi son stati abbandonati e ho dovuto sostituire/riadattare.
Per cui (essendo un programmatore/sistemista) ho optato per scrivermi tutto a mano (tendenzialmente C# che gira su Raspberry dedicati allo scopo).

[quote]Più in generale, ti ritrovo in qualche altro forum/blog/sito? Mi piacerebbe saperne di più su zig-bee e z-wave, ma senza intasare l'area commenti del Disinformatico...[/quote]
No, sorry. E' solo un hobby. Credo che parlare di IoT in generale qui non sia OT (a spanne, l'argomento Mark Rittman mi pare abbastanza esaurito). Ma non sta a me deciderlo.
Zig-bee non so quasi nulla, ho solo delle Philips HUE (che usa Zig-bee).
Z-wave c'è il mondo in giro che puoi studiare, dal razberry alla ottima Fibaro.
Nota bene: Fibaro è closed-source, ma i device usano un protocollo standard, e il webserver dell'hub Fibaro offre ottime API (io personalmente non uso la loro UI direttamente).

@Tukler
Grazie, non avevo sinceramente capito che era legato a IFTTT. Rimane il fatto che il problema l'ha causato una sua scelta.

@GioTrike
[quote]In realtà non stà all'utente la scelta, in quanto le NORME ti impongono di non farlo, con o senza la presenza dei dispositivi di sicurezza.[/quote]
Cioè in qualsiasi modello di basculante di garage, se provi a metterti sotto mentre si chiude, si ferma e si riapre appena ti tocca? Questo intendevo io.

@Guastulfo
[quote]Se non ho capito male, la tua è domotica e non IoT.[/quote]
Io che un po' ne capisco, mi sfugge la differenza. Diciamo che ho un ibrido :P. Vedo il termine IoT simile al termine "web 2.0".
[quote]Questa, purtroppo, non è la situazione della maggioranza delle persone.[/quote]
E' chiaro che ci sono persone come @F (vedi altro commento sotto) che non ne vedono l'utilità, generalmente perchè sono device che risolvono problemi che la maggioranza delle persone non ha.
Vorrei solo sensibilizzare sul non bollare come "roba inutile/idiota" a priori.
@F

[quote]luci? e che cosa devono stare accese a fare se non sono lì?[/quote]
In una casa molto grande non sempre si ha la visibilità di cosa è rimasto acceso.
Oltre al controllo luci per ambientazione, vedi Personal Wireless Lighting.
[quote]riscaldamento? sì, bello arrivare a casa e trovarla calda/fredda a piacimento, ma... un porchissimo termostato programmabile da 20 euro non basta? io il mio lo tocco due volte l'anno, quando accendo o spengo il riscaldamento. a cosa mi serve modificare le cose via smartphone??[/quote]
NON ho termostati. (e esco raramente di casa :P).
Il termostato da 20€ è uno scatolotto che misura la temperatura lì dov'è, e in base a quella decide se azionare un relè sulla caldaia per farla partire o meno.
Ha senso solo in case piccole, e/o in cui tutti i locali han le stesse esigenze.
Già il fatto che decide se scaldare un locale remoto in base alla temperatura di dov'è il termostato dà un'idea di come siano usabili solo su piccola scala.
Per dire, in sistemi come Fibaro il termostato è SOLO software.

Premessa: Casa mia è interamente elettrica. L'impianto a gas è ridotto a rasente 0, è presente solo come failover se le pompe di calore vanno in blocco per il troppo gelo (mai capitato) e per i fornelli (zero voglia di cambiarli :P).
Ad esempio, l'acqua calda domestica è gestita da un Rotex HybridCube thermal store e scaldata da una pompa di calore che consuma tra i 3kWh e i 7kWh.
Tendenzialmente la tengo sui 45°. Se la pompa è spenta, scende di 5° di notte a causa del freddo.
Quindi, esempio di domotica su riscaldamento: ho uno script che se il fotovoltaico produce, cerca di tenerla sui 50°, altrimenti sui 45°.
Questo mi evita che parta la pompa di notte (in cui pagherei la corrente).
Riscaldamento, ho degli occhietti Fibaro in ogni stanza, e in base alla temperatura agisco su collettori z-wave (questi) che aprono/chiudono il relativo collettore della stanza nell'impianto di riscaldamento a pannello.
Da smartphone posso fare gli override a mano a livello di singola zona/stanza.

[quote]macchine della piscina?? ma, che te ne fai della piscina se non la usi e l'unica cosa che fai è accendergli le pompe mentre sei altrove? perchè se tu fossi in piscina le macchine le potresti accendere da lì. o usare un pulciosissimo timer tipo quello del roomba...[/quote]
Il filtraggio della piscina ha orari di funzionamento a intervalli precisi a seconda della stagione.
Avevo un timer ad orari grezzissimo, ma dover continuare a cambiarli a mano ogni tot mi ha spinto ad usare un 'crontab' da un raspberry. Comodità.
Anche perchè un errore umano di questo tipo provoca problemi di pH. Tra l'altro è una piscina a sale, 0 cloro, per cui ha una macchina anche per il sale.
Il riscaldamento della piscina ha una pompa di calore dedicata. Per farvi capire, consuma 2kWh e in un'ora alza la temperatura di +/- un grado (dovendo scaldare 45k mq di acqua).
Stesso discorso sopra, l'acqua calda in piscina è carina se invito bimbi o mamme freddolose :P ma non fondamentale. Quindi scaldo se mi costa 0 in base al fotovoltaico.
Il robot che la pulisce (uso un Maytronics) non puoi mettere un timer, potrebbe essere aperto, o fuori acqua. Se dal balcone vedo che potrebbe andare, lo accendo senza dover vestirmi e scendere in giardino.
@F
[quote]vasistas/basculanti...ecc... anche qui... se non sei in casa, che li apri a fare da smartphone?[/quote]
Semplicemente: mi capita che dimentico il garage aperto. Evito di fare due piani di scale per andarlo a chiudere se l'antifurto mi dice che non può attivarsi perchè rileva quel contatto aperto.

[quote]sensori di temperatura/luminosità... ma che te cambia?? per la temperatura hai un termostato, per la luminosità quella è: se ce n'è troppa abbassa 'na serranda, se è poca appiccia 'na luce, ma se non sei lì chette frega??[/quote]
Vedi sopra.
Và che non è una questione di principio "devo automatizzare TUTTO!". Automatizzo quel che serve.
L'irrigazione per dire, non l'ho mai messa sotto domotica, ha un grezzo timer normalissimo. Anche se ci sono device z-wave che rilevano l'umidità del terreno per quantificare il tempo di irrigazione che ogni tanto lumo :P

[quote]sensori antifumo? di grazia, quale sarebbe la logica di accendere/spegnere dei sensori antifumo?[/quote]
E' questo. Effettivamente non lo guardo mai :P.
[by Faber vecchio]

Emanuele Iengo
il bollitore elettrico serve per farti il tè (soprattutto il caffè, utilissimo averlo appena sveglio senza dover fare nulla) appena sveglio o prima di tornare a casa, in modo da trovare subito il té

IMO, trovo preoccupante una società di bisogni indotti, dove non si tolleri la frustrazione di aspettare qualche minuto per un tè.
Persino nel Mondo nuovo sopportano di più: «Una volta dovetti attendere quasi quattro settimane prima che una ragazza ch'io desideravo mi si concedesse.» :-)
Mi ricordo una puntata dei Simpsons andata in onda nell'ormai lontano 1999.
Era il periodo in cui si parlava dell'imminente Millennium Bug, quando tutte le fonti di informazione ci tenevano a farci sapere (in maniera più o meno allarmista) che qualsiasi elettrodomestico che possiedevamo in casa avrebbe potuto avere un timer interno che lo avrebbe fatto impazzire. E la cosa faceva sorridere, perchè internet era ancora un sogno per buona parte della popolazione ed era assurdo pensare al fatto che un forno a microonde o il frigorifero potessero, in qualche modo, avere "coscienza" di questo passaggio di data così importante.

Proprio per ironizzare su questa cosa, nell'episodio in questione, una volta scattato il 1 gennaio 2000, tutti gli elettrodomestici di Springfield (comprese le caffettiere e le sveglie) impazzivano e iniziavano a devastare tutto, portando il mondo all'apocalisse. Ovviamente il tutto era esagerato ed iperbolico, come è tipico in questo cartone animato, ma alla fine non si è allontanato molto da quello che sarebbe successo una quindicina d'anni dopo, quando gli elettrodomestici sarebbero effettivamente stati connessi alla rete, con tutti i problemi del caso.
demonizzare e minimizzare per principio l'internet delle cose nasconde un rischio valido per buona parte della tecnologia: quello di dire cose che ci faranno sembrare ridicoli tra 10/20 anni... Il problema è che si tratta di una tecnologia nuova, ai primi passi, distribuita tra tantissime compagnie a volte fatte di principianti. Aggiungere internet ad un paio di forbici (o a un bollitore) può essere una grande stupidaggine se prima non si è pensato ad almeno un buon motivo per farlo.

Al contrario, avere sensori di temperatura e valvole interagenti tra loro può contribuire invece, per esempio, ad un notevole risparmio energetico: se dimentichiamo una finestra aperta in una stanza il controller può capire che è inutile riscaldare quella stanza (o tutta la casa), e magari avvisarci. Se stiamo fuori un sistema di presenza può decidere di spegnere del tutto il riscaldamento. E magari dalla posizione GPS del nostro smartphone "capire" che stiamo rientrando a casa dal lavoro per riaccenderlo automaticamente 20 minuti prima del nostro rientro.

Le possibilità, quando c'è del software di mezzo, sono limitate solo dalla nostra fantasia.
@Clodo
Certo che è colpa sua, se ricevere dei retweet portasse a malfunzionamenti di dispositivi IoT allora ci sarebbe veramente da preoccuparsi:D
Ho scritto anche per precisare che @internetofshit è il nome di account Twitter che l'ha retwittato, non un'esclamazione che ha twittato lui per sfogo.

Sarei curioso di sapere se hai mai fatto un conteggio dei risparmi energetici che ti permette tutta la tua automatizzazione, ma temo che ci siano in gioco troppe variabili per poter fare una stima.
Se è un impianto in fase di realizzazione e ottimizzazione da 12 anni, avrai anche poca possibilità di confrontare un prima con un dopo.

Questo per capire se, per una persona che non è in grado di sviluppare una soluzione del genere da sé, può essere conveniente acquistare una soluzione già parzialmente o totalmente completa, o meglio in quanti anni possa rientrare dall'investimento.

Oltre che il risparmio sarebbe comunque difficile anche solo stimare il costo, dato che hai acquistato solo l'hardware e non sarebbe neanche giusto fare un conto delle ore di lavoro che hai impiegato per realizzarla, visto che per te si è sicuramente trattato più di un hobby che di un lavoro. E che magari ti sarà anche capitato di spendere più tempo del dovuto ad ottimizzare per pura passione qualcosa che aveva un ritorno minimo;)
Certo che ne valeva la pena: amico, sei fatto per funzionare con internet e DEVI funzionare con Internet. Ok? E vediamo chi vince! Poi magari il bollitore me lo accenderò sempre a manina, ma caspita, deve funzionare.

mai trovati in una situazione analoga?
@Tukler
[quote]Sarei curioso di sapere se hai mai fatto un conteggio dei risparmi energetici che ti permette tutta la tua automatizzazione, ma temo che ci siano in gioco troppe variabili per poter fare una stima.[/quote]
Già. L'abbandono del gas l'ho fatto solo la primavera scorsa, non ho ancora dati su un inverno.
Il fotovoltaico ovviamente ne val la pena, e un'idea del risparmio oramai accurata te la fà chiunque ti presenta un preventivo.
Sistemi di accumulo tipo Tesla PowerWall o Sonnex, sono ancora indeciso ma orientato al 'no', è troppo presto perchè siano davvero convenienti.
Tutto il resto delle mie automazioni sono per comodità, non risparmio energetico.
La maggior parte del ragionevole risparmio energetico esula dalla domotica: classe elettrodomestici, usare solo lampadine a LED, evitare neon etc. Cose da sistemare a priori comunque.
Tanti consumi li ho perchè ho corrente gratis, quel che produco e non consumo. Se lo rimetto in rete Enel me la paga una cifra irrisoria, il GSE paga due volte all'anno quanto dicono loro, è un'agonia.
Per dire, in garage ho nove GPU che macinano circa 3kWh per minare cryptomonete solo quando ho corrente in eccesso.
Per cui mi è impossibile confrontare dei prima-dopo.

[quote]può essere conveniente acquistare una soluzione già parzialmente o totalmente completa[/quote]
Guarda, da 12 anni fa ad oggi, per me non è cambiato realmente poi molto.
Per una domotica di medie/grandi dimensioni, il Konnex è ancora l'unica soluzione per non legarsi a vita a un singolo produttore hardware.
L'alternativa sono soluzioni "chiavi in mano" come MyHome BTicino, che però hanno due problemi insormontabili: se ti dicono che una cosa non si può fare te ne devi far una ragione; se dopo X anni vuoi espanderlo ma il tuo sistema è "un modello obsoleto" te ne devi far una ragione.
Per una domotica di piccole dimensioni e senza opere murarie, Z-Wave (Fibaro è il top imho). Anni fà si usava X10 su powerline, ma ormai è quasi defunto.

Ho diversi amici che, su mio consiglio, han fatto automazioni con Fibaro (z-wave) con soddisfazione.
Ma son generalmente automazioni & scenari, comodità, il risparmio energetico è limitato al "tieni sotto controllo i consumi" (ottimo il Wall plug) e al max qualche accorgimento tipo gestione caloriferi/termostati.

Ma se uno conta di montare pompe di calore, fotovoltaico, pannelli solari termici e roba di questo livello, e spera di avere un'unico sistema integrato personalizzabile che parla con tutto, fidati, se non lo fai a mano tu non ne esci vivo.
Qualche esempio di vicissitudini mie.
Impostare via script parametri di una pompa di calore. Esempio, variare il funzionamento in base al fotovoltaico.
Chiunque contatti a cui chiedi una cosa del genere, se ti va bene ti dicono che usano Modbus, un vecchissimo protocollo seriale (perchè è quello che usa l'ingegnere col suo portatile in fase di calibrazione/collaudo).
Quindi per comandare da rete locale, ho montato di fianco alla caldaia un Raspberry collegato via GPIO alla seriale della caldaia, con un webserver che espone url tipo API/RPC, e passa i comandi alla seriale. Mi son ovviamente dovuto studiar le specifiche.
Ti posso garantire che se ti fai fare 5 preventivi (seri eh, gente tipo Daikin o Rotex) di una cosa del genere, 3 ti dicono 'io ti dò il modbus, di + non so nulla, poi t'arrangi' e 2 ti dicono che ti mandano un ingegnere con cui non ne esci vivo comunque.

Altro esempio, son stato in ballo un paio d'anni per poter avere da pc/raspberry due variabili 'float' dal fotovoltaico su tri-fase: prodotto & consumato.
Soluzioni valutate:
1- Robe tipo Elios4You. Che però ti danno "la loro app Android fichissima user-friendly" e basta, puoi vederle quelle variabili, ma non c'è verso di averle da fuori.
2- Energy Meter z-wave, tipo quelli di Aeotec. Io li ho scartati a priori perchè il locale caldaia è fuori dalla portata di un sistema radio come z-wave.
3- A manina, Pinze amperometriche digitali da leggere via arduino o raspberry o PLC.
Alla fine, ho preso Elios4You, e ho fatto reverse-enginering della loro app Android per bypassarla e interrogare diretto l'hardware come fà quella app.

Onestamente, le mie automazioni le ho fatte più per passione/hobby che per risparmio. Il tempo che ci ho buttato è inquantificabile.
Non consiglierei a nessuno di imbarcarsi in questi argomenti se solo leggendoli pensano "wow che sbattimenti".

p.s. Son costretto a scrivere commenti di fila perchè Blogger ha un limite di 4096 caratteri sul singolo commento.
@Replicante Cattivo
Beh io ho lavorato con diverse aziende che han investito parecchio per verificare/sistemare i bug Y2K.
Non è successo niente di grave perchè c'era attenzione all'argomento.
Dubito che l'equivalente Unix del 2038 sarà così indolore come l'Y2K, dato che verrà preso alla leggera visto il precedente.
@Clodo
Grazie mille della risposta, completa e molto interessante!
Per i post multipli non c'è problema, il limite dei 4096 caratteri è un incubo comune;)
@Clodo
Beh io ho lavorato con diverse aziende che han investito parecchio per verificare/sistemare i bug Y2K.
Non è successo niente di grave perchè c'era attenzione all'argomento.


Non ho dubbi sul fatto che, chi di dovere abbia lavorato per arginare il problema dov, effettivamente, era il caso di intervenire.

Di certo l'attenzione di cui parli non era quella sollevata, appunto, dai media che descrivevano un mondo in cui buona parte dei dispositivi elettronici che avevamo in casa avevano un timer o un microchip interno sincronizzato col calendario gregoriano....anche quelli che, al primo temporale o sbalzo di corrente, perdevano tutte le impostazioni :D
Solo a me teiera più domotica malvagia fa venire in mente Sirius Cybernetics Corporation?
Allora, propongo la prossima cena del Disinformatico di farla a casa di Clodo
:-D
E' improprio chiamarli bug, sono limiti di progetto, come puo' essere un motore che necessita del piombo o altro additivo.

Per il problema Y2038 (Unix) e' un decennio che e' stato risolto (64 bit), e ci sono altri vent'anni per sostituire hardware e software particolare (senza aggiornamenti).

E' piuttosto improbabile che apparati critici rimangano al loro posto indisturbati per trentanni.
Non ci saranno disastri, come per l'Y2000.
@gius
E' piuttosto improbabile che apparati critici rimangano al loro posto indisturbati per trentanni.
Di hardware puoi avere ragione, di software c'e' ancora roba in cobol/fortran aggiro...
Comunque non sono contrario all'automazione in quanto tale, ma all'automazione sempre e comunque. E deve essere chiaro che piu' un oggetto e' complesso e piu' sono i punti di fallimento e piu' sono le dipendenze (ovvero una catena di cose che devono tutte funzionare correttamente affinche' l'oggetto funzioni) e dove il failover non e' implementato. Per amazon automatizzare il magazzino ha un senso, per un utente normale, automatizzare il percorso delle posate dalla lavastoviglie al cassetto no (anche se effettivamente non sarebbe male).
Non solo, ci sono basi dell'USAF che custodiscono i Minutenan 3 che sono gestite da computer degli anni 70. Costerebbe troppo cambiarli e pare che diano meno problemi di sicurezza. Ora su questa seconda affermazione ho dei dubbi dato che comunque anche le nuove macchine non sarebbero collegate a internet.
@gius db

Il problema dell'anno 2038 non è necessariamente risolto dalla disponibilità di hardware a 64 bit (tra l'altro moltisistemi embedded non lo sono), e non coinvolge solo i software scritti per sistemi Unix-like, ma tutti i software in cui le variabili che rappresentano il tempo sono compilate (a causa del default del sistema o del linguaggio) con interi a 32 bit (non unsigned).

Per dirne una, l'anno scorso mi stavo imbarcando dall'aeroporto di Philadelphia, nel corridoio di imbarco fuori dall'aereo (il finger) ho visto un tavolino con un computer, mi sono girato a guardarlo (senza fermarmi troppo;)), e stava usando un software Dos (immagino scritto in Cobol o giù di lì) per la diagnostica dell'aereo.
Di applicazioni che girano ancora in Dos (soprattutto di contabilità) ne vedo continuamente presso piccoli studi, ma quello mi ha colpito particolarmente.

Certo, non vuol dire che se ad oggi si utilizzano software vecchi di 25 anni questo significhi che tra 21 anni e rotti si useranno ancora.
Però, considerando che ancora oggi è possibile scrivere software (o database, ancora più spesso) suscettibili al problema, non è detto che nel giro di 21 anni questi saranno già abbandonati per vecchiaia.

Sicuramente la stragrande maggioranza dei software utilizzati tra 21 anni oggi non sono ancora nati, ma credo che comunque una bella revisione del parco software e hardware nel 2037 andrà fatta.

Molto più preoccupante sarà il decamillenium bug... ma tanto nessuno di noi sarà qui a subirne le conseguenze:P
@Lupo
se usi un s/o esistente ti presti a tutti i bug dell'universo (se e' windows)
se lo fai scrivere ad hoc costa, poi c'e' tutta la parte requisiti, analisi sviluppo test, e poi produzione e tutti gli eventuali bug che vengono fuori dopo + patch. Non e' esattamente un processo indolore. Al momento c'e' un sistema che funziona da 30 anni e che funziona. Cambiare costa e si fa se c'e' un motivo valido...
sono più sicuri perché più semplici (semplicità = meno casi diversi da controllare) e perché ogni componente nuovo passa sempre attraverso un periodo in cui è esposto a più rischi a causa degli inevitabili errori di progettazione e s/w che si rivelano solo in casi via via sempre più rari.
@martinobri
[quote]Allora, propongo la prossima cena del Disinformatico di farla a casa di Clodo :-D[/quote]
Ahah :P
Ho scritto a Paolo che lo invito a provare lo stato dell'arte del VR (ho il DK2, Oculus CV1, HTC Vive e PSVR).
Ma se porto in casa dozzine di sconosciuti supero il limite di tolleranza di mia moglie :D
Però magari alla prox cena del Disinformatico, se è in zona mia (provincia di Milano) vengo!
Però magari alla prox cena del Disinformatico, se è in zona mia (provincia di Milano) vengo!

Lo è sempre stata :-D
Ti aspettiamo.
Prima legge del proprietario: ciò che non c'è non può venire rubato.
Prima legge dell'escursionista: ciò che non c'è non pesa nello zaino.
Prima legge della massaia: ciò che non c'è non deve essere pulito.
Prima legge del manutentore: ciò che non c'è non può rompersi.
Prima legge della domotica: ciò che non c'è non può farti esplodere la casa.
Prima legge dell'utilizzatore: ciò che non c'è non può smettere di funzionare.

W il downgrade.
"Prima legge della domotica: ciò che non c'è non può farti esplodere la casa."

Vero. Prova con uno smoke detector. :)
@pgc
se non hai il gas puoi stare tranquillo :P
Clodo

Definire stato dell'arte... gli articoli da te menzionati vanno dal giocattolo consumer al giocattolo per nerds, stato dell'arte è cosa diversa ;)
Vero. Prova con uno smoke detector.

Eheheh, giusta osservazione. La mia serie di battute non voleva farci tornare al cavallo e alla candela; certo che molte cose sono utili e alcune ormai indispensabili; volevo solo rimarcare quanto già sottolineato da altri sulla non necessità di molti di questi orpelli.
A meno di avere un sistema perfettamente integrato come quello di Clodo... A proposito, Clodo, vero che hai preso qualche precauzione per evitare che aggiungendo ancora qualche aggeggio la tua casa diventi autocosciente?
@Paolo Alberton
Giocattoli ok, è entertainment.
Però, a differenza di altri tipi di device, questi sono solo player di contenuti. In base ai contenuti (roomscale o no, ad esempio) uno sceglie il caschetto VR.
Ci saranno ovviamente caschetti migliori come hardware in ambito specialistico (es.militare), ma i contenuti tipo giochi rating AAA esistono solo per questi VR consumer.
Con "stato dell'arte" intendevo una panoramica di quel che offre il mercato VR consumer allo stato attuale, sull'onda del fatto che Paolo ha scritto un paio di review sull'argomento (su DK2 e GearVR).