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102 commenti

Niente più auto a carburante fossile entro il 2030?

Questo articolo vi arriva gratuitamente grazie alle donazioni dei lettori. Se vi piace, potete farne una per incoraggiarmi a scrivere ancora (anche con un microabbonamento). Ultimo aggiornamento: 2016/10/09 18:40.

Ricordate i tempi in cui i complottisti disseminavano le “prove” di un complotto per insabbiare le automobili elettriche? Come sembrano lontani. Eppure sono passati solo sei anni. Mi piacerebbe vedere che scuse hanno, questi indomiti cercatori delle verità nascoste. Probabilmente si stanno affrettando a riciclarsi come complottisti che dimostreranno il piano di Big Electrica per ucciderci tutti con gli elettroni sintetici al posto di quelli naturali e far sparire le auto a benzina e diesel, così ecologiche.

Come sono cambiate in fretta le cose. Secondo Der Spiegel, il Bundesrat, la camera alta del parlamento tedesco preme per eliminare la vendita di auto a benzina o diesel entro il 2030, ossia fra quattordici anni. Si tratta di una proposta, non di una legge, ma dà l’idea di quanta strada è stata compiuta dalle propulsioni alternative. E i politici in Olanda e Norvegia stanno discutendo se anticipare il divieto di vendita delle auto a carburante fossile al 2025. Anche l’India sta valutando se convertire alla trazione elettrica tutto il proprio parco auto.

Il caso della Norvegia è particolarmente significativo. In questo paese un quarto delle nuove immatricolazioni è costituito da auto elettriche (la più grande quota di mercato del mondo), nonostante il clima rigido penalizzi la capacità delle batterie e nonostante la Norvegia sia uno dei più grandi esportatori di petrolio.

So che un aneddoto non fa statistica, ma durante uno dei convegni ai quali ho partecipato di recente come giornalista, uno di quelli affollati di persone che occupano posti di potere in governi e aziende, mi è capitato di notare nelle chiacchierate informali, quelle in cui gli uomini si misurano fra loro confrontando telefonini e automobili, un tema di fondo: chi ha una grossa auto diesel (tipicamente Mercedes e BMW) ha già capito che la sua prossima auto non potrà essere diesel, perché avrà un valore di rivendita prossimo allo zero: non la vorrà nessuno. Per chi vive di auto di lusso e di rappresentanza, il diesel è già morto. Il Dieselgate è una mazzata ulteriore, e il crollo delle vendite europee di auto diesel ad agosto è emblematico. E ovviamente molti di questi alti papaveri si stavano orientando specificamente su un’auto elettrica, citando in particolare Tesla (pronta da subito a soddisfare questa fetta di mercato) e i progetti di Porsche, BMW, Mercedes e altre marche.

Nel giro di sei anni, per l’opinione pubblica l’auto “alternativa” è passata dall’essere un miraggio mortificante, osteggiato da Big Oil, a un’opzione realistica, “cool”, lussuosa e ad altissime prestazioni (almeno per chi se la può permettere, l’accelerazione più veloce del mondo per un’auto di serie è un primato della Tesla Model S P100D, che fa da 0 a 100 in 2,5 secondi). E offre quell’aura di ecologia che oggi le aziende inseguono disperatamente per sembrare pulite almeno sulla facciata. E tutti i principali produttori si stanno affrettando a mettere in catalogo o ad annunciare almeno un esemplare elettrico.

Il 2020 – fra soli quattro anni – sembra essere la data prevista da tutti per la grande svolta, ma già adesso la rosa di offerte è ampia e non è più fantascienza. Qualche cifra:

Maserati tenterà di debuttare con un’auto elettrica entro il 2019-20.
Mercedes ha presentato l’iniziativa Generation EQ per una gamma di auto elettriche da commercializzare intorno al 2020.
Volkswagen ha annunciato la ID, auto elettrica a grande autonomia (fino a 600 km) al prezzo di una Golf e intende produrre fino a 3 milioni di auto interamente elettriche entro il 2025.
Audi vuole mettere in vendita un SUV elettrico entro il 2018.
Porsche vuole iniziare la produzione della sua Mission-E elettrica entro il 2020.
– la nuova Smart elettrica (160 km di autonomia, 22.000 euro) è prevista per il 2017.
General Motors ha già lanciato la Chevrolet Bolt negli Stati Uniti e si appresta a commercializzarla come Opel Ampera-E in Europa (500 km di autonomia, in vendita dal 2017.
Renault ha portato l’autonomia della Zoe a 400 chilometri (disponibile subito).
Nissan farà debuttare nei primi mesi del 2017 una Leaf con batteria migliorata.
BMW offre ora una i3 con 300 chilometri di autonomia.
Kia offre già ora una Soul elettrica: 160 km di autonomia. 
– Intanto Tesla sforna già adesso 2000 auto elettriche alla settimana, ossia circa 104.000 l’anno.

In pratica, l’industria dell’auto elettrica è nelle stesse condizioni nelle quali si trovava quella della telefonia mobile al suo esordio: prodotti costosi, con notevoli limitazioni d’uso, destinati a una fascia di utenti di lusso. Poi la tecnologia è migliorata, la produzione di massa ha fatto crollare i prezzi, e oggi abbiamo tutti un telefonino in tasca. L’auto elettrica potrebbe seguire lo stesso schema.

Non so voi, ma ho la sensazione piacevole di trovarmi ad assistere (e a partecipare) a una delle grandi trasformazioni del mondo. Una volta tanto, una trasformazione in meglio.
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Commenti
Commenti (102)
Paolo, non torna la matematica, volevi dire 2000 tesla a settimana?
Non so voi, ma ho la sensazione piacevole di trovarmi ad assistere (e a partecipare) a una delle grandi trasformazioni del mondo. Una volta tanto, una trasformazione in meglio.

La sensazione è palesemente quella, tanto che la mia scommessa del giorno d'oggi è riuscire a tenere il diesel odierno abbastanza a lungo da passare direttamente ad un elettrico comparabile fra una quantità di anni realistica per un'auto già non più giovanissima.

Tuttavia, a causa dello stato delle infrastrutture attuali, non credo che la rivoluzione elettrica di massa sia così vicina come persino la Germania si aspetta (anche se il 2030 è più sensato del 2025 proposto dall'infrastrutturalmente scarsa Danimarca) né che questo porterà necessariamente beneficio ambientale in termini di risorse e inquinamento.

La speranza, ovviamente, è quella.
Paolo, capisco la tua infatuazione per le auto elettriche, ma quanta energia ci vorra` per muoverle? Come verra` distribuita? Quanti in italia potranno permettersela? Con 3Kw non la ricarichi una macchina.
Per essere onesti ti parla uno che e` infatuato per un bel motore a benzina che canta a 7000 giri. :)
Marco,

errore mio, infatti. Ho corretto al volo, grazie.
Ho una Giulia 2000 del '73. La guido da quando avevo 19 anni e oggi ne ho 47. Qualcuno sa come si fabbrica la benzina in casa?
Una trasformazione che sposta solo il problema... l'energia elettrica utilizzabile non si trova in natura, va prodotta. E le fonti alternative sono troppo instabili (come produzione). Un backup di produzione da fossili o idro (bello grosso, visto che dovrà poter coprire in caso di emergenza tutta la produzione di energia elettrica necessaria... ergo tutta la produzione attuale).
Lanf,

questo è il prossimo scoglio da affrontare. Da quello che vedo, fra centrali tradizionali e fonti alternative dovrebbe essere possibile coprire il fabbisogno a patto che a) si ripensi la rete elettrica in modo da renderla efficiente per queste nuove esigenze e decentrata; b) ci sia una politica dei prezzi adeguata ai tempi. Chi installa impianti di generazione (eolico, fotovoltaico, ecc.) non deve essere punito quando vende la propria eccedenza alla rete nazionale. Il limite di 3 kW è tutto italiano ed è un’assurdità anacronistica dettata da motivazioni più politiche che infrastrutturali. Altrove non è un problema: i contratti domestici standard che ho avuto in Lussemburgo, Regno Unito e Svizzera partivano e partono da circa 17 kW.
A questo punto aspetto anche io, un paio di anni la mia Octavia dovrebbe reggerli. Anziché darla dentro per qualcosa di obsoleto, potrei provarla a tenere e buttarla poi dallo sfasciacarrozze. Qui in cechia si cominciano a vedere le stazioni di ricarica, ma solo nelle grandi città. Darò un suggerimento al sindaco per mettere una stazione anche qui al mio paese. Sono curioso della reazione.
quindi sostanzialmente saremo costretti a comprare auto elettriche con un'autonomia di 300 km e tempi di ricarica biblici (sulle 20 ore) con costi esorbitanti in bolletta (per chi ricarica in garage).
ma l'elettricità non viene prodotta in centrali elettriche e queste non inquinano?
mah
[quote]non deve essere punito quando vende la propria eccedenza alla rete nazionale[/quote]
Sante parole. Io (residenziale) ho un fotovoltaico da 18 kw/h. Attualmente mi conviene di più consumare il più possibile la corrente (di solito mining di crittomonete via GPU, tipo Ethereum) piuttosto che venderla.
Mauro,

Una trasformazione che sposta solo il problema

E dici poco? :-)

Preferisci una centrale sola che è monitorabile pubblicamente, o tante auto in mano a privati che non hanno nessuna voglia di spendere in manutenzione?

Le auto elettriche eliminano il tubo di scappamento ad altezza di passeggino. Scusa se è poco.
anche io son interessato tantissimo alle auto elettriche, peccato che ora sono ancora troppo costose per le mie tasche! magari tentare la strada dell'ibrido prima?
juventin87,

Già ora le autonomie sono ben oltre i 300 km effettivi e i tempi di ricarica non sono affatto biblici come dici. Idem i costi di ricarica. Non so da dove hai preso quelle cifre, ma non sono realistiche. Una Tesla Model S si ricarica in 60 minuti per 300-350 km presso il Supercharger; in 4-5 ore alle colonnine Enel. Lo so perché l'ho fatto già un anno fa, quando non c'erano tanti punti di ricarica come oggi.

20 ore sono uno scenario credibile per chi si trovasse nella bizzarra situazione di avere i soldi per un'auto da 80.000 euro (prezzo base) ma non avere un garage e un contatore da 4,5 kW e facesse fuori tutta l'autonomia ogni giorno e non avesse nelle vicinanze un Supercharger o almeno una colonnina di ricarica Enel o di altri fornitori.

Ti consiglio di leggere le mie FAQ sulle auto elettriche.
Paolo spero non sia off-topic, lo vedo nel contesto 'sostenibilità in Italia'.
Recentemente ho valutato ipotesi di accumulo.
Tesla PowerWall, ho preventivi da 9000€ per una batteria da 6kWh (batteria+inverter).
Sonnen, ho preventivi da 21000€ per 20kWh.
Una batteria verrebbe usata quando il fotovoltaico smette di produrre, e ricaricata quando ricomincia a produrre.
Quindi, a parte rari casi di nuvolosità altalenante, si parla di caricarla di giorno e consumarla dopo il tramonto.
Nel caso di 1 Tesla, diciamo in media 6kWh al giorno di risparmio dopo il tramonto. Supponendo un costo di 0.3€/kWh, parliamo di
0.3€*6kWh*365*10(anni) = 6570€ di risparmio in 10 anni, a fronte di 9000€ di costo.
Tralascio il fatto che ho un impianto trifase e che quindi ne dovrei comprarne almeno una per fase.
Situazione ridicola.
La Toyota, nel frattempo, ha lanciato la Mirai, veicolo ibrido a idrogeno...
Il mio "spacciatore" informatico (ho comprato nel suo negozio già 2 laptop e un router) ha una Renault Twizy 80 dal 2012, come auto aziendale, mi ha detto che non la cambierebbe mai: sfreccia a 80 all' ora, fa interventi in tutti i paesi vicini, trova sempre parcheggio, e la potenza di 3 KW è sufficiente a ricaricarla durante la notte, ad un costo irrisorio.
In più è omologata come quadriciclo, le tasse sono minime, e ha applicato i finestrini laterali in plexiglass, con le finestrelle scorrevoli per far entrare l'aria, non ha problemi nemmeno in inverno.

Clodo,

non è affatto off-topic, anzi, l'argomento mi interessa tantissimo. Se ho capito bene la tua sintesi, usare un impianto fotovoltaico con batteria di accumulo per caricare una Tesla è economicamente insensato.

Un dubbio: 6kWh/giorno per la ricarica di una Tesla presuppongono una ricarica completa della batteria? Lo chiedo perché in base alla tua percorrenza in auto dovresti calcolare anche quanta benzina/gasolio non compri per viaggiare in auto.
rico,

la Twizy è un buon veicolo da città per chi viaggia da solo e leggero. Ma è un secondo veicolo, da aggiungere all'auto normale. Non credo sia fattibile un viaggio, che so, fino a Roma (a parte la scomodità e la lentezza, i tempi di ricarica sono lunghi, se non erro), né puoi usarlo per portare a casa la spesa di una famiglia.

Ottimo per colmare una nicchia specifica, ma difficile da estendere a un uso generalizzato; certo interessante per chi oggi si sposta in moto/scooter.
Le auto elettriche hanno senso se la produzione dell'energia elettrica è pulita, in Italia dobbiamo cambiare registro e non saremo pronti nemmeno tra 100 anni

http://www.wired.it/attualita/ambiente/2016/09/28/dati-inquinamento-oms-italia/
Anch'io seguo con interesse l'argomento ma avendo appena preso un'auto gpl usata sposto il dubbio sull'acquisto, se tutto va bene a 10 anni. Ho due domande però:
1) chi non ha un garage come me può lasciare l'auto in carica in strada tutta la notte? (ho un colonnina Enel a due passi) e con quali rischi tra furto e "incidenti di ricarica"?
2)d'accordo con gli indubbi vantaggi per l'inquinamento della città altezza passeggino, ma qualcuno ha informazioni circa il bilancio energetico da produzione a consumo di un'auto elettrica considerando magari la produzione in centrale da ciclo combinato?
Spiego più in dettaglio.

Le batterie PowerWall Tesla sono da 6kWh, costano circa 8000€ (a cui và aggiunto un inverter, altri 1000€).
Puoi montarne più di una, ad esempio 2 per arrivare a 12kWh di accumulo.

Le batterie Sonnen vanno da 4kWh a 16/20kWh (a pacchi da 2kWh).
Uno può prendere "l'armadio" (che comprende l'inverter) da 4kWh e col tempo comprare pacchi batterie da 2kWh da aggiungere. Fino a 16/20kWh.
Sostituiscono gratis "l'armadio" (che esistono di diverse dimensioni) per far spazio alle batterie addizionali man mano che uno le compra.
Prezzi variano a seconda di quanti blocchi da 2kWh pre-compri (sconti quantità).
[quote]usare un impianto fotovoltaico con batteria di accumulo per caricare una Tesla è economicamente insensato.[/quote]
Per quanto ne ho capito io, si, il costo della corrente in Italia è talmente alto che non è un investimento minimamente sostenibile, perdita proprio.
In USA la corrente è circa 12,12 cent per kWh. Quasi un terzo. Se fossi in USA le comprerei al volo, ne varrebbe la pena.
In Svizzera leggo che siete su circa 20 centesimi per kWh, difficile dire se ne val pena allo stato attuale.

[quote]6kWh/giorno per la ricarica di una Tesla presuppongono una ricarica completa della batteria?[/quote]
Non ho capito benissimo la domanda... se hai una singola batteria Tesla da 6kWh, se è scarica o parzialmente scarica, il prodotto del fotovoltaico al
posto di essere rimandato in rete per vendita viene usato dall'inverter per la ricarica della batteria.
Se produco in eccesso/vendita 2kWh per tre ore di fila, in teoria in tre ore la batteria viene ricaricata.

Ribadisco: tutto 'per sentito dire', mi è stato spiegato così, non le ho ancora comprate, non ho esperienza diretta.
Proprio ieri sera sono entrato in un negozio Tesla a San Diego, CA, in un centro commerciale. Davanti c'era lo stand di SolarCity. In California, come in altri paesi come l'Olanda, le Tesla e altri veicoli elettrici sono ovunque (anche perché il livello medio del parco macchine é notevole). Erano esposte una Model S 75 e una X, oltre ad un telaio che mostrava come sono disposte le batterie e i motori elettrici. Sembrava molto di più un Apple Store che un negozio di auto...

Credo che in Italia - come in molti altri Paesi - si abbia una sensazione distorta di quello che sta succedendo a causa di una notevole debolezza istituzionale e del fatto che il nostro è il paese "vecchio" per eccellenza. Ma in alcuni paesi la strada percorsa in questi ultimi anni mi sembra palpabile.

Personalmente non sono del tutto convinto che sarà Tesla a beneficiare della "rivoluzione" cui ha dato senz'altro una spinta notevole (nel senso: prima azienda ad accentrare l'attenzione sull'elettrico, un po' come Toyota ha fatto per l'ibrido), né che tutti i nodi cruciali siano stati risolti. Anzi, credo che la strada, al contrario di quella della telefonia, sarà molto lunga. Ma il punto è che le alternative sono ancora più impraticabili, a parte quella di una rinuncia diffusa al mezzo privato. Ma "in fondo" (non che sia facile, eh...) basterebbe un raddoppio dell'autonomia, o un dimezzamento dei tempi di ricarica, o un 30% in meno nei prezzi, per rendere le auto elettriche assolutamente indistinguibili dalle altre.

Ho il sospetto che il vero cardine della rivoluzione sarà la guida totalmente autonoma e la possibilità di condividere l'auto a costi molto competitivi. E' quella a mio parere l'ultima frontiera, il punto di non ritorno, tant'è vero che le due cose - elettrica e autoguida - sembrano andare avanti di pari passo, legate da un filo quasi invisibile (tant'è che Paolo non ha nemmeno citato la seconda in questo articolo).

p.s. accanto alla Tesla c'era una libreria... Amazon, che sembrerebbe una contraddizione in termini ma che è l'esempio perfetto di come la realtà sia difficile da prevedere.
Molto probabilmente mi sfugge qualcosa, perchè altrimenti a lume di naso dovrei dire che l'obiettivo citato (arrivare alla proibizione delle venduta di auto a benzina/gasolio entro il 2025-2030) è palesemente ridicolo.

Un obiettivo del genere comporterebbe infatti necessariamente l'aumento preventivo della produzione di energia elettrica complessiva, sino a coprire la totalità dei consumi di energia complessivi richiesti dal trasporto su strada (pubblico e privato). A sua volta, un aumento del genere richiederebbe necessariamente un enorme programma per la costruzione di nuove centrali (di qualsiasi tipo), programma che dovrebbe essere già in corso a pieno ritmo (stiamo parlando di 11-14 anni da oggi), e che invece non esiste nemmeno in termini di vaga pianificazione preliminare.

Non sto dicendo che la cosa sia impossibile, o che non sarebbe vantaggioso (cercare di) farla. Dico solo che i tempi mi sembrano clamorosamente sballati.
Io trovo che il fatto che sia la politica a dover prendere l'iniziativa, peraltro solo con possibili proposte, nulla di certo, sia la certificazione definitiva della mancanza di volontà dei grandi produttori di spostare la produzione verso l'elettrico. Lo faranno quando (e se) si riuscirà ad obbligarli.
A vent'anni di distanza dal primo modello consumer, è incredibile che si sia messo a produrle uno che, con l'automobile, c'entrava come i cavoli a merenda. Io non posso credere che colossi come mercedes, audi, fiat, renault, e chi più ne ha più ne metta, non siano in grado domani mattina di mandare in concessionaria un'auto elettrica dal listino massimo di quindicimila euro. Che la produzione di auto elettriche "per tutti" sia più o meno apertamente osteggiata da tutte le case, è evidente dalla mancanza di modelli, esclusi quelli destinati a un'elite di ben abbienti.
Inoltre, questo insistere ancora sulla tecnologia al litio (esistono modi migliori di accumulare energia), è più legato alla sua reale efficienza o piuttosto alla facilità di approvvigionamento? Il tutto sembra ricalcare il modello di sviluppo basato sul petrolio, modello che io riassumo così: finchè ce n'è, viva il re.
Comunque, se le cose dovessero andare come descritto nell'articolo, sarei il primo a rallegrarmene, ma ritengo che il buon Paolo, quando si tratta di elettrico, si lasci prendere troppo da facili entusiasmi, e faccia i conti senza l'oste. E, in questo bar, l'oste serve petrolio per aperitivo, pranzo e cena.
E pensare che potremmo passare ad auto solo ibride già entro l'anno prossimo senza aspettare evoluzioni tecnologiche. Sarebbe un buon modo per facilitare il passaggio al solo elettrico.
Probabilmente l'obiettivo del 2030 è troppo ambizioso ma il solo fatto che si inizi a pensarci è significativo.

L'altro settore nel quale la rivoluzione elettrica prima o poi arriverà, certamente molti anni dopo quello automobilistico, è l'aeronautica. Qui il motore a getto non ha ancora alternative plausibili ma gli studi vanno avanti (anche trainati dagli sviluppi dell'auto naturalmente) e alcuni progetti per piccoli aerei elettrici già esistono.
Diciamo che nell'aeronautica siamo oggi dove l'auto era 30 anni fa.
Io son venuto solo a leggere quanti sono ancora convinti che l'auto elettrica:
"sposta solo il problema"
"si ricarica in tempi biblici"
"le batterie inquinano"
"le batterie durano tre anni al massimo"
"la corrente è cara"


Vedo che stanno calando in percentuale, ma sono sempre divertenti.
una centrale termoelettrica di ultima generazione ha un'efficienza del 45% e già questo la dice quasi tutta, ci aggiungo anche che l'efficienza di un motore elettrico è del 90% ma se si usa l'auto di notte, in inverno e con la pioggia devo accendere luci, tergivetro, lunotto termico e anche il riscaldamento, a questo punto l'autonomia si dimezza, è come dire che il motore elettrico passa da un 90% ad un 45%. Tralascio le perdite necessarie per mettere energia in una batteria per poi riprenderla.

Bisogna anche dire che un cellulare emette onde elettromagnetiche dannose, nelle istruzioni degli elettrodomestici c'è scritto di evitare di stare in prossimità, soprattutto per bambini e donne in attesa. È per legge che non si può costruire in prossimità di elettrodotti. Le emissioni elettromagnetiche sono in funzione della corrente in circolo. Trasportereste il vostro bambino in un'auto elettrica con motori elettrici a pochi centimetri? Stiamo trasformando le strade cittadine in elettrodotti.

Non sono contro le auto elettriche ma mi meraviglio di tutta questa facilità e semplicità seguendo un'onda pseudoecologica. Cominciamo ad essere a favore di centrali nucleari poi chiediamo come schermare queste emissioni, magari chiedendo ai costruttori di cellulari come NON riescono con pochi milliampere in gioco.
markogts,
alcuni di quei problemi sono reali. Che esistano soluzioni non lo metto in dubbio, ma hai mescolato problemi fittizi a problemi che effettivamente vanno discussi. La realtà non è bianco/nero. Ci sono sempre pro e contro nelle cose.
Paolo, tutte giuste le tue osservazioni sulla Twizy, tranne la spesa: ha un terzo posto dietro, definito "di fortuna", ma normalmente è un bagagliaio con notevole capacità, quasi mille litri di volume.
Per chi fai la spesa, per il 7° cavalleria? ;)
Ho trovato interessante questo articolo su The Guardian: https://www.theguardian.com/us-news/2016/oct/09/tesla-michigan-ban-detroit-lawsuit

Per chi non conosce l'inglese dice che Tesla sta pensando di citare lo stato del Michigan per una legge che, di fatto, ha bandito la compagnia da quel Paese. Tale legge vieta di vendere auto senza passare per i concessionari. In 4 Stati è vietato a Tesla di vendere auto (anche in Utah, Texas e Connecticut) ma solo in Michigan è anche vietato farle assistenza, costringendo i proprietari ad uscire dal paese in caso di problemi.

La questione ha a che fare con la trazione elettrica anche se indirettamente. Infatti Tesla, allo scopo di ridurre le spese di vendita per penetrare il mercato delle auto tradizionali, ha eliminato ogni intermediario.
Paolo, il punto è i carburanti di origine fossile si stanno esaurendo sempre più velocemente. Se hai modo di recuperarlo ti consiglio un interessante documentario di Eugenio Benetazzo di qualche anno fa, "Bkekgek - La fine dell'era del petrolio".
@Rico

Per il ristorante cinese, e per effettuare 5 o 6 consegne da 50 euri in un viaggio solo.

Tutti i ristoranti che consegnano a domicilio sono molto interessati alle auto elettriche.
Ma per proporre una collaborazione (Del tipo: Se tengo la vostra pubblicità sulle portiere, mi fate uno sconto?) o chiedere sconti di scala, per qualche motivo che mi sfugge, e che per quanto ne so potrebbe essere pura simpatia, mi pare di capire che i biondissimi preferiscono le case automobilistiche "fwansciesi"

Ne stiamo parlando quasi quotidianamente, ma in realtà i conti sulla carta da formaggio lasciano il tempo che trovano, rispetto all'osservare se i pionieri decolleranno o se si schianteranno come Icaro.

Un po' come eroina, sigarette, gioco d'azzardo e matrimonio.
Tutto quello che anche i premi nobel hanno da dire pro o contro non è così istruttivo come vedere cosa succede a chi ne fa uso per primo.
Manca FCA :-(
Vincenzo,

se si usa l'auto di notte, in inverno e con la pioggia devo accendere luci, tergivetro, lunotto termico e anche il riscaldamento, a questo punto l'autonomia si dimezza

se un'auto elettrica usa metà della propria carica per far andare luci, tergivetro, lunotto e riscaldamento, ha una batteria ben misera oppure ha l'impianto più inefficiente della storia.

Su una Tesla, per esempio, non ci sono questi problemi. Ho provato.
Vincenzo,

Trasportereste il vostro bambino in un'auto elettrica con motori elettrici a pochi centimetri? Stiamo trasformando le strade cittadine in elettrodotti.

Nessuna auto elettrica decente mette il motore elettrico "a pochi centimetri" dai passeggeri. E se pensi di poter paragonare un motore elettrico a un elettrodotto, ti mancano le conoscenze di base di elettrotecnica. Stai soltanto proiettando paure.

Lo si vede dal tuo "chiedendo ai costruttori di cellulari come NON riescono con pochi milliampere in gioco": la risposta, piuttosto ovvia, è che se un cellulare fosse schermato non funzionerebbe, perché il suo segnale non potrebbe arrivare alle antenne riceventi: sarebbe bloccato dalla schermatura.
rico,

ha un terzo posto dietro, definito "di fortuna", ma normalmente è un bagagliaio con notevole capacità, quasi mille litri di volume.

Ho guardato il sito di Renault, ma io non vedo nessun terzo posto (è per 2 persone) e nessun bagagliaio da mille litri. La versione Cargo ha un "bagagliaio" da 180 litri, non 1000, e lo ottiene sacrificando il posto del passeggero. Non c'entra nulla con quello che descrivi. Dimmi se sbaglio: meglio ancora, portami le prove di quello che dici.
Sì Paolo, le mie sono paure, perché non ho mai visto mettere in discussione le emissioni elettromagnetiche che emettono motori elettrici di quelle potenze, che non saranno elettrodotti, ma sicuramente non sono schermati.

Conosco la Tesla, e so che la capacità della batteria da una sufficiente autonomia anche in una notte invernale, ed è proprio qui il nodo, dove prendiamo tutta questa energia da immettere nelle batterie? e comunque l'efficienza si riduce.

Qui in Italia bruciamo carbone, non siamo in Germania o Norvegia.

L'impossibile confronto con il cellulare l'ho fatto soprattutto per indicare che sono state fatte battaglie annuali per le emissioni, mentre niente per i motori elettrici che abbiamo in casa, ed ora anche in auto.

Sì Paolo, ho un forte timore, forse meglio chiamarla paura
sarebbe ancora meglio se si limitasse fortemente il numero di mezzi di trasporto individuale...
Vincenzo,

ho mai visto mettere in discussione le emissioni elettromagnetiche che emettono motori elettrici di quelle potenze, che non saranno elettrodotti, ma sicuramente non sono schermati.

"Sicuramente"? Hai delle prove di quello che dici?

Comunque non è vero che non c'è discussione. Si fa ricerca specificamente per levarsi il dubbio, soprattutto per le interferenze con altri apparecchi più che per la salute.

Basta farsi una domanda: c'è una maggiore incidenza di malattie fra chi usa i muletti elettrici?


Conosco la Tesla, e so che la capacità della batteria da una sufficiente autonomia anche in una notte invernale, ed è proprio qui il nodo, dove prendiamo tutta questa energia da immettere nelle batterie?

No, non è qui il nodo. Hai fatto un'affermazione, ti ho fatto notare che era infondata, e tu ora stai spostando il discorso. Prima di cambiare argomento, sarebbe corretto da parte tua riconoscere l'errore. Non c'è niente di male a sbagliare per mancanza d'informazioni e poi correggersi.

L'energia da immettere si può prendere dalla fonte che si vuole: convenzionale, fotovoltaico, idroelettrico, eolico. Considera che stiamo già usando ora una quantità d'energia ancora più grande per far andare le nostre auto.


e comunque l'efficienza si riduce

Sì. Ma nota che un paese non certo tropicale come la Norvegia è uno dei maggiori mercati per le auto elettriche. Questo indica che la riduzione è accettabile.


L'impossibile confronto con il cellulare l'ho fatto soprattutto per indicare che sono state fatte battaglie annuali per le emissioni, mentre niente per i motori elettrici che abbiamo in casa

Perdona la curiosità, ma quali grandi motori elettrici hai in casa?


Sì Paolo, ho un forte timore, forse meglio chiamarla paura

Secondo me è una paura ispirata dalla mancanza di informazioni. Prova a procurartele serenamente: potresti scoprire che non ci sono ragioni di avere paura.
Guido Pisano,

sarebbe ancora meglio se si limitasse fortemente il numero di mezzi di trasporto individuale...

Benissimo. Comincia tu. Fallo fare alla tua famiglia. Vai a fare la spesa per quattro persone in autobus. Vediamo quanto reggi :-)

Perdonami, ma la teoria del "muoviamoci tutti di meno" mi ha un po' stufato, perché finisce sempre per essere un "muovetevi tutti di meno".
https://www.ansa.it/scienza/notizie/rubriche/tecnologie/2016/10/06/auto-elettriche-lincognita-dei-campi-magnetici-_291e2a11-65c2-40b7-becb-00d1abedcbd0.html

per quanto riguarda gli errori, io ne faccio molti e li ammetto tutti ma in questo caso non sto spostando niente da nessuna parte. Se un'auto ha una grande autonomia nonostante utilizzi energia anche per riscaldamento, tergicristallo, lunotto termico e quant'altro, significa che ne ha accumulata a sufficienza e in Italia da dove si prende?

Non sono affatto contrario alle auto elettriche, ma immettiamole nel mercato con razionalità.
Beh, comunque io il sasso l'ho lanciato
Lavoro con le batterie al litio è sono MOLTO perplesso sulla situazione auto elettriche.
Non ho ancora capito come intendano risolvere i problemi del litio:
costi, durata, ricarica rapida e smaltimento.
Una litio (Li-ion o lifepo4) non dura più di 3 anni (80% capacità originale) e costa ancora tanto.
La ricarica rapida è una stupidaggine dato che diminuisce drasticamente la vita della batteria.
Per lo smaltimento non esiste ancora un protocollo. Ovviamente i tedeschi hanno capito l'affare e si stanno attrezzando.

Perdonami, ma la teoria del "muoviamoci tutti di meno" mi ha un po' stufato, perché finisce sempre per essere un "muovetevi tutti di meno".

E soprattutto significa: "i ricchi si muovano come pare a loro, i pezzenti si muovano di meno, rinunciando ai vantaggi tecnologici che erano riusciti ad acquisire".

Guido per lavoro un diesel del 2008 e per diletto alcuni benzina più vecchi di me (e non sono un ragazzino).
Non ho problemi a sostituire il primo con una elettrica - se e quando ci saranno prodotti validi a prezzi popolari - a condizione di poter continuare a usare i secondi nel tempo libero.
Solo una piccola obiezione: escluso il fatto che le centrali dovrebbero produrre più energia, a oggi, un'auto elettrica costa per l'ambiente più di una tradizionale. Il punto sono le batterie, per fare le quali si sbancano montagne e si inquinano laghi, basti pensare a Mongolia o Sudamerica. Soprattutto poi il problema sarà lo smaltimento.
Qui si parla di Olanda e Norvegia, ovvero paesi con 5/6 milioni di abitanti, non certo paesi "normali" tipo Italia o Francia o Germania o GB.

Inoltre, in Olanda stanno utilizzando le centrali a carbone per far fronte all'impennarsi del consumo di energia elettrica (vedi: https://www.washingtonpost.com/world/electric-cars-and-the-coal-that-runs-them/2015/11/23/74869240-734b-11e5-ba14-318f8e87a2fc_story.html ).

Infine, la Norvegia è un caso più unico che raro: è uno dei maggiori esportatori mondiali di petrolio (cosa che lo rende tra i paesi al mondo più ricchi, PIL pro-capite) e ricava praticamente tutta l'energia elettrica dall'idroelettrico.
@Alex B #46
Invece le piattaforme petrolifere, i pozzi, le deforestazioni fatte per costruire un pozzo, i fumi del petrolio bruciato nei pozzi petroliferi è tutta salute.

Personalmente ho anch'io le mie perplessità sulla capacità di far fronte a un notevole incremento di richiesta di elettricità e continuo a vedere un'unica soluzione -> energia nucleare, che piaccia o no.

Certo ha i rischi, e non pochi, ma in fondo anche le industrie chimiche sono pericolose e hanno fatti grandi danni (Seveso), però nessuno si sogna di mettere la bando le industrie chimiche, farmaceutiche, siderurgiche e simili.
Maurizio,


Una litio (Li-ion o lifepo4) non dura più di 3 anni (80% capacità originale) e costa ancora tanto.

Vedo tante affermazioni, ma non vedo nessuna documentazione che le provi. Hai una fonte per questa tua dichiarazione?

Come spieghi che le batterie sulle Tesla contraddicono quello che dici? Cito dal mio tinyurl.com/faqtesla:

"... primi dati, basati sugli anni di esperienza con la Model S, indicano che dopo 80.000 km le batterie hanno ancora il 94% della capacità di carica e successivamente la perdono al ritmo dell’1% per ogni 50.000 km aggiuntivi.

A settembre 2016 un utente di una Tesla S ha raggiunto i 321.000 km (200.000 miglia) di percorrenza in un anno (la usa come navetta fra le città californiane), cambiando solo gli pneumatici e la piccola batteria tampone a 12V. La batteria primaria ha perso in tutto il 6% di autonomia."

Le citazioni, se vai su tinyurl.com/faqtesla, includono link alle fonti.
Alex B,

un'auto elettrica costa per l'ambiente più di una tradizionale

Chi l'ha detto? Hai una fonte per quello che dici?
Chiedo scusa, dato che è un sito antibufala, non riesco a fornire la fonte che lessi in passato (probabilmente potrebbe essere quella che tu citi nel tuo post http://attivissimo.blogspot.it/2016/04/antibufala-le-auto-elettriche-inquinano.html).

Resta il fatto che le batterie a oggi sono fatte di Litio e altri metalli pesanti, molto poco presenti in natura. E in più per i motori si usano quelle che sono definite come terre rare, per produrre le quali si creano danni ambientali non da poco.

Terre rare: http://www.nationalgeographic.it/scienza/2011/06/23/news/terre_rare_gli_ingredienti_segreti_di_quasi_tutto-392653/?refresh_ce
Litio: http://www.enea.it/it/pubblicazioni/EAI/anno-2011/n.-6-2011-novembre-dicembre-2011/world-view/batterie-al-litio-il-sogno-boliviano

Resta poi comunque il problema dello smaltimento
Vincenzo: "Qui in Italia bruciamo carbone, non siamo in Germania o Norvegia"

certe affermazioni andrebbero dimostrate, i dati dicono ben altro

http://www.gse.it/it/salastampa/news/Pages/FUEL-MIX-DISCLOSURE--DETERMINAZIONE-DEL-MIX-ENERGETICO-PER-GLI-ANNI-2013-2014.aspx

http://www.repower.com/gruppo/energia/contesto-energetico/la-produzione-di-elettricita-in-europa/

Clodo: "Io (residenziale) ho un fotovoltaico da 18 kw/h"

a parte che il suo impianto sarà da 18 kWp e non da 18 kw/h, e non è solo una questione semantica...
comunque un'utenza residenziale che produce tra i 20.000 e i 28.000 kWh/anno (non so dove sia residente).......mah, errore nel dimensionamento ?

soprassiedo sugli altri errori elencati nei suoi post.

Salve Paolo,

non vorrei prendere un granchio, ma hai omesso la Peugeot iOn dalla tua nutrita lista, già disponibile per il mercato italiano.
Comincio dall'ultimo.

Durata delle batterie al litio. Ho un pacco di batterie, usato quasi quotidianamente in uno scooter, che ha ormai 8 anni. Ha più dell'80% della capacità iniziale, e un solo elemento che fa da limite, potessi sostituire quello sarei sopra il 90%.

Smaltimento: ovviamente serve mettere in piedi una rete di recupero. Ma visto il valore dei materiali in gioco, verrà fatto molto presto. Per quelle al piombo pure in Italia sono quasi interamente riciclate.

Inquinamento elettromagnetico. E' una bufala, fatevene una ragione, non esistono prove di effetti biologici dei campi magnetici a bassa frequenza, nonostante 40 anni di studi sull'argomento. In ogni caso il mio scooter non mostra campi apprezzabili, anche perché il grosso dei collegamenti unifilari sono in continua, e quelli in alternata sono con cavi molto vicini (campo totale quasi nullo).
Invece in un'auto DI QUALSIASI TIPO i pezzi di ferro in movimento generano campi magnetici a bassa frequenza confrontabili con quelli sotto un elettrodotto. In particolare le fasce metalliche dei pneumatici generano campi che nell'abitacolo arrivano tranquillamente a 1 microtesla (misurati personalmente). Ma nessuno se ne è mai preoccupato. Morale: i campi EM dentro un'auto a benzina o elettrica sono circa gli stessi e NON sono generati dall'elettronica. Le interferenze EM possono essere un problema, ma per dispositivi elettronici, non per noi umani. E vengono studiate ed eliminate.

Ricarica. L'intermittenza delle rinnovabili non è un grosso problema, se ricarichi l'auto di giorno. O se accetti di ricaricarla in tempi variabili a seconda della disponibilità. L'auto ha GIÀ un suo sistema di accumulo. Il costo in bolletta va confrontato con il costo della benzina, per far pari occorre pagare la corrente circa 0,6 €/kWh. Con le colonnine ENEL non ci siamo lontani :-( con il garage sì.

Accumulo del fotovoltaico (tipo Tesla Wall): in Italia è spaventosamente disincentivato da norme burocratiche assurde, sto tentando di installarne uno ma è un casino. In altri paesi è molto più semplice. Tecnicamente esistono già soluzioni valide.

Sono d'accordo con chi dice che serve comunque ridurre le auto. Io ho cominciato con la mia, uso car sharing per le poche volte in cui serve un'auto, e scooter elettrico (30 Wh/km) o bici/piedi per il resto.
sono entusiasta delle possibilità delle auto elettriche, che senz'altro valuterò come acquisto non appena arriveranno ad avere caratteristiche combinate di autonomia/tempo di ricarica di almeno >=100km/<=5minuti.
sono anche un fan di tesla, che produce auto che da un punto di vista strettamente automobilistico non mi piacciono (troppo "americane" nell'approccio...) ma a cui riconosco meriti enormi, tra cui i principali sono quelli di aver investito da zero in una tecnologia fino ad allora poco considerata e di aver cercato di risolverne i problemi con idee pragmaticamente molto americane (questa volta in senso positivo...).
checchè se ne dica e qualsiasi futuro le sia riservato, tesla sarà probabilmente quella ricordata per aver buttato dalla montagna il sassolino che si spera genererà una valanga (e per ora le premesse ci sono).

detto ciò comincio a vedere alcuni trend:
- da una parte ci sono speranze di salvazione a livello messianico, come se andare tutti in auto elettrica possa finalmente risolvere ogni malanno di un mondo marcio.
sono il primo a dire che la mobilità elettrica sarà enormemente e indiscutibilmente migliore di quella attuale, ma lo sarà probabilmente anche perchè costringerà molti a ripensare un modello di mobilità personale in cui si esce in due, da soli su due auto diverse, allo stesso orario, per andare in un posto di lavoro a meno di 5 km di distanza. e questa schizofrenia raggiunge livelli ridicoli in italia, ma è anche vero che soprattutto in italia le alternative sono praticamente nulle, visto che in tutto il paese abbiamo meno linee di metropolitana di quelle della sola madrid e hanno intelligentissimamente asfaltato e tirato su palazzi in ogni angolo disponibile tra le alpi e le piramidi, così che un km di alta velocità ci costa solo 5 volte più che in francia, per dire...
inoltre ricordo anche che la maggior parte dell'inquinamento nelle nostre città deriva da fonti domestiche (ragione per cui i blocchi del traffico non servono ad una mazza...) e sulla quota del traffico conta in stragrande maggioranza il particolato da sollevamento, dovuto al passaggio ed alla macerazione degli pneumatici (e su questo elettrico o meno non cambia nulla).

- dall'altra ci sono già i prodromi delle future complottologie: l'elettrico inquina di più, ce lo fanno comprare per venderci le centrali nucleari, le scorie delle batterie alimentano le guerre, le auto saranno da cambiare ogni 5 anni perchè poi le batterie sono da buttare, i campi elettromagnetici!...
insomma come sempre l'ignoranza galoppa.
riguardo questo punto sarebbe forse il caso che chi si occupa di giornalismo divulgativo cominciasse a proporre una serie di articoli "educativi": di come funziona un'auto tradizionale, bene o male, ne hanno tutti una vaga idea, ma quando si arriva all'elettrico molti non vanno più in là della dinamo della bici. anche solo capire le differenze tra le batterie, i modi di ricarica, i tipi di motori ("elettrico" vuol dir tutto e niente: sincrono? asincrono? monofase? trifase? continua? alternata?...) sarebbe già un passo avanti...
@Paolo
al momento non e' fattibile per un semplice fatto: il trasporto pubblico non viene valorizzato abbastanza. Me ne rendo conto che al momento attuale sia pura utopia (come lo sarebbe una mobilita' tutta rinnovabile). Perche' non possiamo pensare ad una mobilita' collettiva pulita?
Andare a lavorare in treno ci vado e sarebbe comodissimo se le cose funzionassero come dovrebbero (es. meno ritardi, piu' corse) e se trenitalia non facesse di tutto per complicarmi la vita (es. biglietto regionale acquistabile solo per una certa data). Questo contesto. Non l'auto elettrica in se'.
Perdonami, ma la teoria del "muoviamoci tutti di meno" mi ha un po' stufato, perché finisce sempre per essere un "muovetevi tutti di meno".
Non era quello il senso del mio discorso. Ribadisco, e' giusto incentivare ed investire su un mezzo pulito come l'auto elettrica, ma sarebbe giusto potenziare anche il trasporto collettivo, che ha il vantaggio di essere piu' pulito gia' da subito.
@Paolo
mi ero scordato una cosa: le auto elettriche non ti risolvono i problemi di traffico e di parcheggio.
@Sir
E soprattutto significa: "i ricchi si muovano come pare a loro, i pezzenti si muovano di meno, rinunciando ai vantaggi tecnologici che erano riusciti ad acquisire".
Dubito che i non ricchi possano permettersi 56'000 € di una tesla. O rinunci all'autonomia o sei costretto a prenderti una macchina a carburante fossile.
Con quella cifra ci compri 112 anni di abbonamento del treno (considerato un annuale da 500€). Comunque come ho detto a Paolo la mia critica e' sul fatto che il trasporto collettivo puo' e' disponibile gia' da subito e che almeno in Italia si fa poco per incentivare la gente ad usarlo. Ovvio che non sia LA soluzione, ma sicuramente ti alleggerisce il problema. Senza contare che il trasporto collettivo non genera traffico. Poi per carita' ci sono situazioni in cui l'auto e' troppo piu' comoda, ma se intanto riesci ad evitare al 70% dei pendolari di prendere la macchina hai gia' ottenuto un risultato. E l'hai ottenuto adesso senza aspettare che le macchine elettriche costino meno, senza aspettare che abbiano un'autonomia decente, senza aspettare che ci siano piu' punti di ricarica...
my 2 cents
>>Una litio (Li-ion o lifepo4) non dura più di 3 anni (80% capacità originale) e costa ancora tanto.
>Vedo tante affermazioni, ma non vedo nessuna documentazione che le provi. Hai una fonte per questa tua dichiarazione?

E' difficile capire quali celle utilizzi Tesla.
Di sicuro ha utilizzato Panasonic ed ora sembra utilizzi anche Samsung
(per il link cercare in google "tesla-sourcing-battery-cells-samsung")
Ora può essere che le case abbiano prodotto modelli di celle in esclusiva,
ma mi sembra francamente difficile che tali tecnologie non siano poi trasferite
alla produzione "standard".
Noi utilizziamo celle tra le migliori di Samsung SDI INR18650-29E,
quindi parlo per esperienza.
In rete si trovano facilmente le specifiche di tali celle (sul documento viene classificato come "confidential proprietary")
In questo documento viene riportata una capacità del 70% dopo 500 cicli (carica-scarica) e, a conferma del problema freddo,
una capacità del 60% a -10°C.
Per esperienza poi dico che le batterie litio (comunque migliori di Ni-Mh o altro) soffrono la ricarica,
specie se a correnti elevate, a caldo subito dopo l'utilizzo.
Sicuramente Tesla ha sviluppato una elettronica di controllo (BMS) molto sofisticata, ma temo che i limiti restino.
Qualcuno linka un libro di Eugenio Benetazzo come "fonte" per dimostrare che i combustibili fossili stanno finendo. Ho googlato e beh, si tratta di fuffa.

I combustibili fossili FACILI DA ESTRARRE si stanno esaurendo. Ma ce ne sono tanti altri ancora in abbondanza, solo che è antieconomico ad oggi estrarli.
Paolo, mi permetto di aggiungere una nota in quanto mi sono accorto che ho cannato il titolo del documentario/conferenza, che è in realtà "Blekegk - Aspettando un nuovo 1929 di Eugenio Benetazzo", per chi fosse interessato ad approfondire il discorso dell'esaurimento del petrolio.
@Paolo

A settembre 2016 un utente di una Tesla S ha raggiunto i 321.000 km (200.000 miglia) di percorrenza in un anno (la usa come navetta fra le città californiane), cambiando solo gli pneumatici e la piccola batteria tampone a 12V. La batteria primaria ha perso in tutto il 6% di autonomia."

Da come l'ho capita io il proprietario ha cambiato la batteria tampone a sue spese e la Tesla ha rimpiazzato la batteria principale in garanzia per scongiurare il problema di degrado di prestazioni della stessa: .

There will be a firmware update in three months that will take care of the discrepancy, but Tesla just replaced the battery to solve the problem. “We got our 6% range back with the new battery,” Sonnad said with a laugh. “But had the firmware been updated, we’d be fine and plugging along.”

Tales from a Tesla Model S at 200k miles

Ma l'articolo non è molto chiaro su questo punto restando molto sul vago e, per ora, non ho trovato niente che confermi o neghi la mia interpretazione.

In ogni caso già arrivare a 200.000 miglia è un risultato notevole, anche se ottenuti in condizioni particolari e non equiparabili a un utilizzo normale.
@GioTrike

http://www.lifegate.it/persone/stile-di-vita/centrali-a-carbone-italia

abbiamo decine di centrali termiche ferme perché compriamo energia dall'estero più conveniente.
In caso di aumento di richiesta di elettricità, in Italia, faremo altre dighe o accenderemo centrali a carbone? Tralascio i costosi parchi eolici o solari.
A settembre 2016 un utente di una Tesla S ha raggiunto i 321.000 km (200.000 miglia) di percorrenza in un anno (la usa come navetta fra le città californiane), cambiando solo gli pneumatici e la piccola batteria tampone a 12V. La batteria primaria ha perso in tutto il 6% di autonomia."

Ma... ha solo guidato!

321.000 km sono almeno 1.000km al giorno (se ha voluto riposare un po' nei wekkend).

E' un po' strano ma di gente strana ce n'è tanta al mondo :-)
@il-sedicente-lupo-della-luna tu hai 'googlato', io mi sono guardato la conferenza della durata di due ore, citando la fonte relativa, e l'autore/relatore che sa il fatto suo quando si tratta di trend dell'economia e li ha sostenuti con tanto di grafici dettagliati, se vuoi cita le tue, di fonti, e ne ridiscutiamo, perché oggi come oggi 'googlare' non è garanzia di attendibilità, ed equivale al vecchio e generico "lo ha detto la televisione", in un certo senso :)
@il-sedicente-bdb (non capisco cosa ci sia che ti dà noia nel mio nick visto che ne usi uno anche tu), ma Benetazzo è un ben noto fuffaro. Ora io non ci capisco niente di economia, però mi viene il dubbio che nemmeno lui...

Sulle fonti energetiche invece
http://www.treccani.it/enciclopedia/i-combustibili-fossili-e-il-loro-ruolo-nel-futuro-energetico_(XXI-Secolo)/
(Molto ma molto OT, e quindi forse da cancellare - decida Paolo]

"Perdonami, ma la teoria del "muoviamoci tutti di meno" mi ha un po' stufato, perché finisce sempre per essere un "muovetevi tutti di meno".

E soprattutto significa: "i ricchi si muovano come pare a loro, i pezzenti si muovano di meno, rinunciando ai vantaggi tecnologici che erano riusciti ad acquisire"."

Quoto e riquoto, me mi sentirei di fare un'aggiunta: [modalità complottista ON, e anche qui decida Paolo]

Non si tratta solo di costringere/convincere i pezzenti a rinunciare ai "vantaggi tecnologici", ma anche e sopratutto alla straordinaria libertà permessa dalla mobilità individuale. La lezione fornita dal collasso della DDR, che con tutta probabilità non sarebbe stato concepibile senza le Trabant (non per nulla in Piazza S. Venceslao a Praga c'é stato per anni, accanto al Memoriale di Jan Palach, una Trabbi eretta a monumento), è stata ben memorizzata: una cosa del genere, cioè la gente che si mette per strada e arriva alle frontiere per conto suo, non dovrà più essere permessa.

Un piccolo episodio collegato: diversi anni fa, ci fu su una stazione radio tedesca un'intervista con una delle allora due rappresentanti di spicco dei "Verdi", che sosteneva l'imperativa necessità (ovviamente per "salvare il Pianeta") di tassare in modo pesantissimo il traffico aereo, in modo da arrivare ad una sua progressiva riduzione ai minimi termini. La tizia venne sempre più messa in difficoltà dall'intervistatore, che le obiettava come il trasporto aereo fosse in realtà quello con il minor impatto ambientale. Alla fine, la tizia perse il controllo dei nervi e sbottò: "Il punto non è questo! Il fatto è che questa gente parte, come e quando vuole... chi li ha autorizzati?!? Dove vanno, e perchè??! Non c'e nessun controllo...!"

E' questa la vera motivazione principale di quanti sostengono con i più vari pretesti la necessità di limitare la mobilità individuale: l'ossessione del controllo. Chi vuole recarsi da A a B dovrebbe invece presentare regolare richiesta al capo-cellula o capo-fabbricato, che se lo riterrà opportuno e giustificato trasmetterà la richiesta alle superiori autorità. Queste ultime, dopo ponderata analisi delle motivazioni addotte e dei trascorsi del richiedente, decideranno se concedere o meno l'autorizzazione ad acquistare un biglietto ferroviario, aereo o di autobus.

Altro che stipare la famiglia e le poche carabattole nell'auto, e filare verso il confine.
Alex B
le batterie a oggi sono fatte di Litio e altri metalli pesanti

Un puntino sulle ics :-) (copyright martinobri): il litio è un metallo leggero (anche se nel linguaggio comune per metalli leggeri si intendono il magnesio, l'alluminio e il titanio).
http://www.elettrosmog.rm.it/manuale.html

Per favore ditemi che un'auto elettrica, con le correnti in gioco, non ha emissioni e che i materiali compositi e plastiche (per necessità di leggerezza) sono schermanti
Guastulfo,
la Tesla da 200.000 miglia in un anno è di proprietà di un'azienda che fa porta gruppi di persone da Los Angeles a Las Vegas, non di un singolo utente.

Motogio,
io ho capito che il problema era semplicemente una difficoltà - comprensibile, visto che mancano dati per alte percorrenze ancora - del software nel calcolare il range restante quando le percorrenze sono alte ed autostradali. Inoltre, al contrario di quello che dice l'aritcolo di Paolo, hanno dovuto cambiare uno dei motori anteriori ("Tesla had the company bring the car in, and it replaced the front motor.") che, a quanto pare, non funzionava più, sebbene le prestazioni della macchina non fossero degradate ("At about 30,000 miles, the car was relaying messages to Tesla HQ that the motor was operating at low power. “Tesla called us up and told us that,” Sonnad said. “We didn’t notice any problems. It was super fast.”")

Altro vantaggio di queste auto è che (1) apparentemente con un motore di meno continuano a viaggiare senza problemi e (2) l'assistenza se ne accorge lo stesso.

Ricordiamoci che l'evoluzione dei veicoli elettrici è ancora rapida e che nessuno può prevedere quali saranno le prestazioni e le possibilità tra 3 o 10 anni quando si sarà raggiunto probabilmente il plateau.
@lupo-della-luna (sedicente o meno), BDB non è un nick ma le iniziali del mio nome e cognome, in ogni caso Benetazzo ha spiegato molto chiaramente la suddivisione delle risorse all'interno dei pozzi di petrolio e come il terzo finale, quello più profondo, richieda per l'estrazione più risorse energetiche di quanto possa poi produrne l'estrazione stessa, rendendolo pertanto inutilizzabile. Se Hubbard aveva ragione o meno lo dirà solo il tempo, ovviamente, perché anche quelle esposte nella fonte che hai citato sono, dopotutto, delle 'stime previsionali'. Di sicuro le fonti petrolifere non dureranno per sempre, e altrettanto di sicuro chi le gestisce non ce lo verrà certo a dire fino a che non si sarà raggiunto il punto di non ritorno e nel frattempo le industrie (comprese quelle automobilistiche) non si saranno parate il di dietro come fanno da sempre. Il mio consiglio di non fermarsi alle fonti 'ufficiali' e di prendersi il disturbo di sentire anche la 'presunta' fuffa di Benetazzo rimane. Sono abituato da sempre a sentire più di una campana, quando si tratta di cose importanti. E con questo ti saluto e smetto di spammare nel post del buon Paolo Attivissimo.
Un puntino sulle ics :-) (copyright martinobri)

"è ora di mettere i puntini sulle א" viene tradizionalmente attribuita a Menachem Begin.
Vincenzo,

Per favore ditemi che un'auto elettrica, con le correnti in gioco, non ha emissioni e che i materiali compositi e plastiche (per necessità di leggerezza) sono schermanti

Ti ha già risposto perfettamente Gianni Comoretto. Leggi, per favore, invece di seminare paure.

Perdona la schiettezza, ma ho poco tempo e devo andare subito al sodo.
pgc,

Inoltre, al contrario di quello che dice l'aritcolo di Paolo, hanno dovuto cambiare uno dei motori anteriori

Grazie della precisazione. Quindi un po' di manutenzione l'han dovuta fare. Notevole il fatto che per 170.000 miglia il motore abbia comunque continuato a funzionare.
Donato,

Qui si parla di Olanda e Norvegia, ovvero paesi con 5/6 milioni di abitanti, non certo paesi "normali" tipo Italia o Francia o Germania o GB.

E quindi? Ce l'hai con i piccoli? :-)

Guarda che abito in Svizzera (8 M abitanti), i nativi non saranno contenti di essere chiamati "anormali" :-)

Seriamente: c'è qualche motivo che induca a pensare che la scelta di un paese con 5/6 M abitanti non sia scalabile a un paese da 50/60?


Inoltre, in Olanda stanno utilizzando le centrali a carbone per far fronte all'impennarsi del consumo di energia elettrica

C’è qualche motivo per dover fare per forza questa scelta anche in altri paesi?
Alex B,

per i motori si usano quelle che sono definite come terre rare, per produrre le quali si creano danni ambientali non da poco.

In alcune auto elettriche sì. Tesla dichiara che i motori e le batterie delle sue auto non contengono terre rare.

Fonti trovate con trenta secondi di Google (sicuramente migliorabili):

uno

due

tre
A migliorare la situazione per l'impiego delle auto elettriche ci sono i nuovi studi sulle batterie a carica rapida https://m.youtube.com/watch?v=9DhJZAhjbcI&feature=youtu.be. Oppure ancora meglio eliminare alla radice il problema batteria http://www.nanoflowcell.com.
Sempre che il tutto sia vero....
Il problema è che Benetazzo, non avendo capito una mazza di economia http://complottismo.blogspot.it/2010/04/il-manifesto-di-eugenio-benetazzo.html non so quanto possa averci capito di fonti energetiche.
La tecnologia delle fuel cell è ben consolidata ma se ben ricordo utilizza idrogeno, che si ricava dal metano e non, come molti pensano, dall'acqua.. quindi siamo da capo.
Un incentivo aggiuntivo per passare all'elettrico, chiamiamolo "bonus", è il fatto di passare dal "regno della benzina" a quello di altro, dove per altro si intende ANCHE il carbone, per quanto inquinante sia, e il nucleare. Dopo un viaggio di lavoro in Arabia Saudita mi sono convinto che bisogna fare il possibile per chiudere i rubinetti a questi Paesi. Leggevo che in Arabia un terzo del petrolio prodotto viene "sprecato" per il consumo interno, inclusa la produzione di energia elettrica. Gli sprechi sono talmente tanti e in aumento che si stima che in 25 anni, se non intervengono, arriveranno a consumare il 100% di quello che producono... in un paese che è circa un terzo di un paese europeo. Surreale. Anche questo andrebbe inserito nel budget...

Detto questo, sono appena (ri)uscito dal negozio Tesla vicino "casa". Chiacchierato a lungo con un incompetente venditore che, ho scoperto con una certa sorpresa, oltre a dirti welcome appena entri con l'aria "friendly" non sapeva quasi nulla di quello che vendeva. La cosa mi ha stupito alquanto. Oltre ad un model S e un model X avevano esposto uno chassis comprensivo di pacco batterie e motorizzazione (drive train) che ho esaminato con cura. Mi ha colpito però una certa pochezza nelle saldature e in certi dettagli. Fatto un sacco di foto dentro e fuori i veicoli. Si, prima o poi, se le cose vanno come spero, una Model S me la compro... (wishful thinking).
Sì Paolo, avevo già letto anche il post di Gianni Comoretto e l'ho trovato molto dettagliato (dati alla mano; 22'000 morti in Europa ogni anno per produrre energia elettrica dal carbone, e dall'altro lato il Ministro della Salute che mette in guardia dalle emissioni elettromagnetiche) .
Se io dovessi scegliere tra le porcherie emesse da un tubo di scappamento e emissioni elettromagnetiche, allo stato dell'arte, sceglierei senza ombra di dubbio le seconde.
Anche come dice pgc, parlando dell'Arabia Saudita sul fermare l'utilizzo del petrolio è una ragione che da sola vale tutto.
Come fa notare anche Pierluigi Picchio lo sviluppo delle batterie sta facendo passi da gigante ed è proprio questo che darà un forte incremento alle auto elettriche.

Purtroppo siamo in Italia, un paese dove non si può fare niente, ne parchi eolici, ne solari, tantomeno costruire nuove dighe, non parliamo di centrali nucleari, non siamo in Svizzera che realizzano un tunnel di 53Km con 2 anni di anticipo. In Italia (tra i paesi più inquinati d'Europa) ci troveremo ad alimentare le auto a carbone.
Cambiamo mentalità, poi pensiamo alle auto elettriche, per ora purtroppo vedo solo il solito entusiasta evviva evviva alle auto elettriche..... un po' troppo Tesla.

Paolo, non scusarti, sono io che ti ringrazio per la tua schiettezza
@Lupo
er dimostrare che i combustibili fossili stanno finendo. Ho googlato e beh, si tratta di fuffa.
'sto tizio non lo conosco, pero' ti posso cercare le fonti per cui la curva di estrazione del petrolio e' in fase discendente (se ne estrae sempre meno ed e' sempre meno conveniente estrarne), poi se trovassero il modo di sfruttare le sabbie bitumose avresti "risolto" il problema del petrolio (anche se non mi pare una grande soluzione visti gli effetti collaterali)
Beh, per le percorrenze notevoli non serve l'elettrico: La mia prima auto, una utilitaria, ha fatto 300000 km senza fare una piega, ho solo cambiato la frizione.
Meccanicamente un motore elettrico è più semplice di uno a combustione e quindi dovrebbe essere meno soggetto a guasti, il dubbio sono appunto le batterie il cui costo è gran parte di quello del veicolo. Credo che con il tempo miglioreranno anche quelle...
@pgc

io ho capito che il problema era semplicemente una difficoltà - comprensibile, visto che mancano dati per alte percorrenze ancora - del software nel calcolare il range restante quando le percorrenze sono alte ed autostradali.

Sì e per risolvere il problema hanno cambiato il pacco batterie perché non hanno ancora rilasciato il nuovo firmware per correggere gli errori del software di controllo del pacco batterie.

Il 6% di degrado dopo 200.000 miglia è stato rilevato con la nuova batteria.

Ho trovato un articolo un po' più chiaro su questo punto: Tesla replaced the battery to solve the problem, even though a firmware update due in three months would have taken care of this problem. Sonnad told TechCrunch that they got their 6% range back with the new battery.

Tesla Model S: How It Performs After 200k Miles?

Comunque, parlando di degrado del pacco batterie, secondo Musk è del 5% su 50.000 miglia e del 8% su 100.000 miglia analizzando la media del parco veicoli circolante.

https://electrek.co/2016/06/06/tesla-model-s-battery-pack-data-degradation/

Mica male.

Inoltre, al contrario di quello che dice l'aricolo di Paolo, hanno dovuto cambiare uno dei motori anteriori.

Il problema della fragilità dei motori della Tesla è noto ma ora il problema sembra quasi risolto (vedi grafico guasti presente nell'articolo postato precedentemente) comunque la casa garantisce il gruppo propulsore per 8 anni a km illimitati.
@lupodellasteppa abbiamo capito da che parte stai, non c'è bisogno che aggiungi altro :)
Beh, per le percorrenze notevoli non serve l'elettrico: La mia prima auto, una utilitaria, ha fatto 300000 km senza fare una piega, ho solo cambiato la frizione.

La mia UNO D è arrivata a 500.000Km ma, come per la Tesla, è un chilometraggio che fa poco testo perché fatto per la quasi totalità su percorsi extraurbani (quindi sempre in quinta e velocità pressocché costante).

Sarei curioso di vedere come si comporta una vettura elettrica (non per forza la Tesla che, penso, sia superiore alla media anche per via del costo d'acquisto che permette l'utilizzo di soluzioni più raffinate) nell'uso quotidiano.

Durante l'uso quotidiano può anche accadere, per esempio, che non si utilizzi l'auto per un certo periodo.

In questo caso, cioé, se una vettura elettrica è lasciata in sosta, diciamo una o due settimane che accade alla carica delle batterie? Esiste un sistema che eviti che vadano troppo giù?

Per esempio, è possibile tenerla attaccata alla presa elettrica per quindici giorni di fila in modo da avere sempre la carica massima delle batterie?
Scusatemi se riporto il discorso sul tema "muoviamoci di meno".
Io direi "muoviamoci meglio".
Premesso che anche il sottoscritto spera, entro fine anno, di riuscire a prenotarsi la Tesla 3 (e per questo devo ringraziare proprio il buon Paolo), devo far notare che andare a fare la spesa in bicicletta per l'intera famiglia (allo stato attuale, nel mio caso, tre umani e tre felini) è perfettamente fabbile:

https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net/v/t1.0-9/14358915_1044345789015781_6257150696036889113_n.jpg?oh=48502039b11a7ca9b193f41c2883df38&oe=585F62CE

Costo della bicicletta: 500 €.
Costo delle borse portapacchi: 30 €.
Costo del carrellino: 200 €.

Ribadisco, spero anche io di avere una Tesla. Ma nel frattempo, ci sono già altre soluzioni percorribili.
Vincenzo
http://www.elettrosmog.rm.it/manuale.html

Ti ringrazio, ma anch'io applico il principio di precauzione (a salvaguardia del mio tempo).
Mi è bastato confrontare l'autoreferenziale "bibliografia" non scientifica del "manuale" e le presentazioni del *** LMT con questa pagina dell'AIRC.
si, i motori elettrici sono molto più durevoli di quelli tradizionali, perché lavorano a temperature molto più basse, senza contatti striscianti a tenuta (fasce elastiche, valvole, etc.), e senza produrre prodotti di combustione.

Lo dimostra il fatto che tipicamente un tram (già, i tram vengono impiegati da sempre) hanno una vita media superiore ai 50 anni.
puffolottiaccident
"è ora di mettere i puntini sulle א" viene tradizionalmente attribuita a Menachem Begin.

Grazie, ma א è alef, non x.
Immagino che Begin si riferisse ai niqqùd (NSFpgc :-) ), specificatamente ai niqqùd con א.
Vincenzo
22'000 morti in Europa ogni anno per produrre energia elettrica dal carbone,

Link?

e dall'altro lato il Ministro della Salute che mette in guardia dalle emissioni elettromagnetiche

Link? Qui il ministero dice una cosa diversa.
Faber,

esiste che io sappia un solo tentativo di valutare le morti per TWh prodotte dalle varie fonti di energia. Vedi per esempio qui:

http://www.forbes.com/sites/jamesconca/2012/06/10/energys-deathprint-a-price-always-paid/#3fc69c5949d2

Questi risultati sono comunque molto discussi. Notare che non includono le morti per TWh di potenza per l'autotrazione (sicuramente MOLTO rilevanti).

Ma anche con un margine di errore di un ordine di grandezza sono abbastanza sorprendenti.
Unknown,

andare a fare la spesa in bicicletta per l'intera famiglia (allo stato attuale, nel mio caso, tre umani e tre felini) è perfettamente fabbile:

Notevole. Come fate quando piove?
Guastulfo,

In questo caso, cioé, se una vettura elettrica è lasciata in sosta, diciamo una o due settimane che accade alla carica delle batterie? Esiste un sistema che eviti che vadano troppo giù?

Sì, ma è problematico. Ricordo di aver letto di una Tesla lasciata in aeroporto per due settimane circa e trovata completamente scarica al ritorno perché comunque la macchina rimane "accesa" in alcune sue parti, che possono prosciugare una batteria non pienamente carica. Esiste una procedura per spegnere completamente l'auto, comunque.


Per esempio, è possibile tenerla attaccata alla presa elettrica per quindici giorni di fila in modo da avere sempre la carica massima delle batterie?

Non ho esperienza o dati specifici in questo senso, ma non credo ci siano problemi, perlomeno se lo fai a casa tua; l'auto preleva la corrente che le serve e poi smette di assorbirla. Quando la batteria si scarica, riprende a prelevare corrente. Se la lasci per 15 giorni attaccata a un punto di ricarica pubblico, aspettati di trovartela carica, ma rigata :-)
@Faber

Il link al documento che hai dato riguardo alle emissioni elettromagnetiche dice che non sono così pericolose anche se sono stati accertati casi di leucemia infantile

http://www.minambiente.it/pagina/inquinamento-elettromagnetico

Il Ministro della Salute consiglia comportamenti precauzionali, è vero che ad oggi non ci sono prove scientifiche certe della pericolosità, ma parla in particolare della enorme diffusione dei cellulari dicendo anche che 15 anni sono ancora pochi per avere statistiche certe

http://www.salute.gov.it/portale/news/p3_2_3_1_1.jsp?menu=dossier&p=dadossier&id=7

La ricerca è partita da Greenpeace, non credo che sia mai stata smentita

http://www.greenpeace.org/italy/it/News1/news/In-Europa-il-carbone-fa-due-morti-allora/

Se sei curioso ti giro anche questo

http://www.wired.it/attualita/ambiente/2016/09/28/dati-inquinamento-oms-italia/
Paolo et al.,

vi racconto la mia esperienza.

Sia io che mia moglie, quando siamo a casa (di rado) facciamo la spesa a piedi o in bicicletta, non avendo un auto da 3 anni. Per me questo ha contribuito insieme alla corsa, che pratico con grande impegno, a perdere circa 20 kg (rispetto a quando venni a Milano :) ), ringiovanire di anni, stare molto meglio in salute, risparmiare un sacco di soldi, etc.

Non mi nascondo di essere un po' fortunato, un po' furbo... e un po' privilegiato. Non ho figli piccoli, sto bene in salute, non ho impegni dovuti a parenti malati, vivo in un luogo dotato di buoni - sebbene costosissimi - trasporti pubblici, ho un lavoro che mi permette grande flessibilità e che non richiede un mezzo privato> Vado e torno in bici: 13.5Km x 2, anche quando piove (sempre...). Qualche volta di corsa - il datore di lavoro mette a disposizione delle docce per chi lo desidera).

Tutti i supermercati distano comunque almeno 3 Km e non ci sono "alimentari" come quelli italiani in UK.

Penso che tutto questo si possa applicare ad una certa percentuale di persone. Non so se si tratti del 10, del 50 o dell'80%. Credo comunque che molta gente potrebbe accettare questo modello di vita senza grossi sacrifici. Anzi, quando cammino o pedalo penso spesso a quanto stress in meno vivo di chi usa la macchina (traffico, posteggio, costi, guasti, etc.). Ovviamente bisogna accettare di ridisegnare la propria vita (cambiare casa, o scuola dei figli, etc.).

A Manchester piove spessissimo: vado a fare la spesa quando NON piove, oppure con una giacca a vento. A volte me la faccio portare a casa dal supermercato, ma questo pone problemi (bisogna aspettare diverse ore in casa e pianificare per bene).

In conclusione penso che molta più gente di quel che si crede potrebbe permettersi di vivere senza auto. Guadagnandoci piuttosto che perdendoci, sebbene NON TUTTI.

Sono certo che molti di voi potrebbero riuscirci senza grossi problemi. Pensateci.
Oggi son andato a trovare quegli altri (Adesso si chiamano Domino's credo siano stati comprati in blocco dagli americani.)
Mi han detto che si stan procurando scooter elettrici

https://www.youtube.com/watch?v=NwbxqPuzmBE

Che dire... lo voglio anche io, ma con la voce di Ronald Lee Ermey o meglio ancora Ado Mizumori.
bdb, non è colpa mia se hai citato un ben noto fuffaro ma dimmi, visto che l'hai capito, da che parte sto?
Ps ma ti pakano per promuovere il libro?!!1!!1 😛
forse non c'entra tantissimo, ma dice Paolo:

"Perdonami, ma la teoria del "muoviamoci tutti di meno" mi ha un po' stufato, perché finisce sempre per essere un "muovetevi tutti di meno"."


ecco, sì.
però io non vorrei che si facesse confusione tra il "diritto alla mobilità", che è sacrosanto, ed il "diritto a guidare un'automobile" che non mi pare sia riportato in nessuna costituzione del mondo.

allora, io ho le patenti europee dalla A alla D, patente nautica e brevetto di volo commerciale.
se escludiamo i sottomarini posso guidare praticamente qualsiasi cosa (ah, no, non posso guidare nulla che abbia a rimorchio un sottomarino, ma vabbè, non mi ha mai causato molti problemi... :D :D :D )
tra l'altro seguo, da un punto di vista sanitario, parte delle procedure relative al rilascio ed al rinnovo delle patenti di guida ed ho pubblicato un libro e vari corsi di sicurezza stradale.

diciamo le cose chiaramente: per un buon 40-50% delle persone che sono in strada io ho forti dubbi che le loro condizioni sanitarie (psichiatriche, internistiche, cardiologiche, visive, uditive...) siano compatibili con una conduzione sicura di un mezzo.
per una percentuale simile (in parte coincidente, ma solo in parte) ho forti timori degli effetti della frequente assunzione di sostanze (a volte per ragioni mediche, ma molto più spesso intossicazioni da alcool, droga, fumo...) che si ripercuotono in maniera acuta e cronica sulla capacità di conduzione.

per percentuali del 90-95% io ho la quasi certezza dell'incapacità di calcolare, istantaneamente e ad occhio, la corretta distanza di sicurezza in relazione alla velocità del momento. (ed ancora non capisco perchè, con tutte queste auto piene di radar, sensori, rilevatori... ancora non ce ne sia nessuna che arrivata al di sotto della distanza di sicurezza da chi precede freni automaticamente. che te ne fai della frenata d'emergenza automatica se poi la macchina ti permette di arrivare a 2 metri da chi hai davanti mentre sei a 150 in autostrada??)
per percentuali simili, o semmai più elevate, io l'altrettanto quasi certezza dell'incapacità da parte dei conducenti di gestire basiche manovre di emergenza (frenata d'emergenza in curva, per dirne una...)

quindi capiamoci: le procedure per il rilascio (ed il rinnovo) delle patenti di guida sono totalmente ed assurdamente inadeguate, sono state socialmente accettate, pur inadeguate, solo in virtù di un distorto sentimento di bisogno di mobilità, e sono la principale causa di almeno 3/4 dei morti sulle strade.
dico sempre che è assurdo il confronto tra le necessità regolamentari per ottenere un brevetto di volo e una patente di guida soprattutto facendo il rapporto con le rispettive realtà in termini di ambiente operativo, controllo dei mezzi, manutenzione dei mezzi, assistenza.
gli esami a cui devo sottopormi per volare dovrebbero essere la metà di quelli per usare un'auto, non il contrario.

la guida autonoma potrà essere finalmente una pezza, ed è però cosa distinta dalla mobilità elettrica.
quindi calma con il "muovetevi meno", perchè messa così, se ci fosse da tirar via dalla strada almeno il 50% delle patenti, io firmerei anche subito.

Paolo, mi chiedi come facci(am)o quando piove.

La risposta che ho in mente sarebbe lunga. Davvero lunga. Toccherebbe argomenti come forza di volontà, ecologia, economia, rispetto, scelte di vita. Non ho intenzione di iniziare in un commento un discorso che meriterebbe un intero articolo dedicato. Se sei d'accordo, e solo se lo sei, sarei ben lieto (anzi, lo vorrei) di scriverti privatamente per approfondire l'argomento e magari trarre insieme delle conclusioni.
Detto questo, fondamentalmente, "volere è potere".
Col giusto equipaggiamento si fa sempre, o quasi. Non è un concetto troppo dissimile da quello he proponi tu a chi è scettico riguardo le auto elettriche: basta organizzarsi e pianificare come si deve, ho scelto dove vivere anche in base alle mie scelte di mobilità e con un po' di fortuna riesco a non usare l'automobile per diversi giorni consecutivi, a volte anche più di una settimana. Quando proprio non riesco a organizzarmi, allora l'automobile (rigorosamente a metano, nell'attesa di una elettrica) è in garage ad aspettarmi.



Ultimo dettaglio, dopo essermi registrato ieri devo aver sbagliato qualcosa, ora in questo commento dovrebbe apparire il mio vero nome e non un "Unknown".
Mi aggancio al comemnto di F sul tema
"Perdonami, ma la teoria del "muoviamoci tutti di meno" mi ha un po' stufato, perché finisce sempre per essere un "muovetevi tutti di meno"."

Capisco il tuo commento Paolo dal tuo putno di vista che hai già descritto più volte e riassumibile col fatto che ti è impossibile usare altro mezzo per andare a lavorare.

Però ci sono casi, e credo che siano quelli a cui più o meno, tutti si riferiscano per il quale l'uso dell'auto è superfluo. Sono quei casi in cui pur abitando a 200 metri dalla scuola si accompagna il pargolo 15enne in auto, pur avendo ampia disponibilità di mezzi si usa l'auto per andare al lavoro (e poi impazzire a cercare il parcheggio).
Personalmente uso l'auto per fare la spesa settimanale e per andare a fare qualche gita.
Per andare al lavoro ho una comoda soluzione bus+metropolitana+gambe pe run totale di 1 ora di viaggio. Però so di "colleghi" che abitando più vicino usano l'auto pur potendo usare i mezzi. Sono queste le persone a cui, almeno io, mi riferisco quando indico di usare meno l'auto. Non in modo indiscriminato ma con un po' di cervello.
Permettere passaggio alle auto elettriche servirà costruire nuove centrali elettriche, magari centrali nucleari?
Ma lo sappiamo che dal Sole ci arriva, gratis, ben 1,3 kW/m² di energia (si chiama "costante solare": https://it.wikipedia.org/wiki/Costante_solare )?
Sì, è vero che solo poca di questa energia è utilizzabile dagli attuali pannelli fotovoltaici (si parla di meno del 10% https://it.wikipedia.org/wiki/Modulo_fotovoltaico#Prestazioni_e_rendimenti), ma è anche vero che si tratta pur sempre di una quantità *enorme* di energia, e che parte di questa radiazione si trasforma, naturalmente, in vento e onde, che possiamo continuare a sfruttare anche per altre vie, e con efficienze maggiori (https://it.wikipedia.org/wiki/Energia_eolica#Efficienza).

Non per nulla Musk ha (co)fondato Tesla e SolarCity: avranno sicuramente fatto gli studi del caso!

In merito alle centrali nucleari: pochi sanno che uno degli inconvenienti che hanno è che ti permettono di modulare molto poco, e molto lentamente, la quantità di energia prodotta in relazione alla richiesta. In pratica, se costruisci una centrale nucleare per soddisfare il fabbisogno diurno, quando fabbriche ed uffici sono attivi, di notte e di fine settimana, quando il fabbisogno di energia è molto inferiore, ti ritrovi con un sovrappiù di energia da smaltire.
Come lo smaltisci? Per esempio accendendo molte luci stradali di notte, come fanno in Belgio, dove circa il 50% dell'energia è nucleare: http://www.blue-marble.de/nightlights/2012
Più concretamente quello che si fa è affiancare le centrali nucleari ad altre centrali elettriche (turbogas, cogenerazione, ecc), per le quali si possa regolare rapidamente e ampiamente la quantità di energia prodotta.

Ora, una delle cose belle degli impianti fotovoltaici ed eolici, è che sono piccoli, sono tanti, e sono distribuiti. Se per qualche ragione stai producendo più energia di quella che ti serve, puoi spegnerne alcuni. Se ne stai producendo di meno, puoi accenderne altri. E se sono davvero tanti, e sono collegati in rete, puoi modificare la quantità di energia prodotta molto rapidamente.

Probabilmente sarebbe una buona idea produrre (e consumare) energia in questo modo: poche centrali elettriche "tradizionali" (nucleari, turbogas, carbone, fate voi) che producono un minimo di energia, e molti, moltissimi impianti eolici, fotovoltaici, ... in rete da accendere e spegnere secondo necessità. E un parco macchine elettrico che, ricaricando di notte, consuma quell'energia in più prodotta dalle centrali "tradizionali".
Molto meglio che buttare letteralmente energia in inquinamento luminoso!