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15 commenti

Le parole di Internet: software

Credit: Pexels, licenza CC0.
Sappiamo tutti cosa vuol dire software: ma vi siete mai chiesti da dove viene questa parola inglese, così centrale nella tecnologia e nell’economia di oggi, e a quando risale?

Lo spiega il suo inventore, il pioniere informatico Paul Niquette, che afferma di averla coniata per scherzo a ottobre del 1953, quando in tutti gli Stati Uniti esistevano soltanto sedici elaboratori elettronici digitali e la parola computer indicava ancora una persona addetta ai calcoli, da effettuare a mano, al massimo con l’aiuto di un regolo calcolatore.

All’epoca l’idea di considerare le istruzioni di un programma come un’entità separata rispetto ai componenti fisici del calcolatore e addirittura di poterle trasferire da un calcolatore a un altro era ancora una novità coraggiosa: i programmi, infatti, venivano impostati cambiando fisicamente dei circuiti o dei componenti della macchina.

Negli anni Cinquanta non esisteva ancora una parola tecnica di uso comune per indicare questo concetto astratto (si parlava genericamente di programma), e così Paul Niquette, che a quei tempi era un giovane studente diciannovenne che scriveva programmi per computer alla University of California, Los Angeles (UCLA), coniò il termine software; ma lo fece in un momento d’irriverenza di cui oggi abbiamo perso la cognizione.

Il vocabolo inglese software nacque infatti come gioco di parole: Niquette pensò che siccome i componenti materiali di un calcolatore si chiamano hardware (cioè “ferramenta” o “macchinari”, più letteralmente “cose dure”), allora la parte immateriale di un computer, il suo programma, poteva chiamarsi “soft-ware”, che significa più o meno “cose molli”.

Il ragazzo era noto per la sua tendenza a coniare neologismi frivoli: non era l’unico, e anzi creare parole nuove era una moda abbastanza diffusa fra gli informatici di quei tempi. Per questo abbiamo termini come bit (letteralmente “pezzetto”) o byte (grafia alterata della parola bite, ossia “morso” o “boccone”).

Ma torniamo a software. Niquette ammette che quando gli venne in mente per la prima volta questa parola scosse la testa e si mise a ridere. Anche in seguito gli sembrò una frivolezza. Dice nelle sue memorie: “Le prime volte che dicevo ‘software’ ad alta voce, la gente intorno mi diceva ‘Eh?’[...] Sin dall’inizio pensavo che la parola fosse troppo informale da scrivere e spesso troppo imbarazzante da pronunciare. Ciononostante, con trepidazione e con un sorrisetto, ogni tanto includevo ‘software’ nei miei discorsi, nelle lezioni e nelle interviste.”

Oggi questo termine ci sembra assolutamente normale e le cose molli sono al centro di uno dei più grandi settori dell’industria mondiale, ma allora software era solo una “parola sciocca” sulle labbra di un diciannovenne molto sveglio. Viene da chiedersi quali parole che adesso consideriamo sciocche saranno altrettanto cruciali nel sapere umano fra cinquant’anni.


Fonti aggiuntive: History of Information.
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Commenti
Commenti (15)
@Paolo

"Viene da chiedersi quali parole che adesso consideriamo sciocche saranno altrettanto cruciali nel sapere umano fra cinquant’anni."

Forse, "petaloso"? :) lol
Un destino nel cognome aveva il signor Niquette;
ho sorriso pensando al termine "netiquette"…
Immaginavo un riferimento a "petaloso", ma per fortuna dopo poche settimane è finita nel dimenticatoio per sempre, un po' come pokemon go. Ogni tanto dio esiste dai!
Hardware: parte del computer che riceve i colpi quando si pianta il software. ;)
Oddio quanto sono vecchio, 'sta cosa di "software" la sapevo negli anni '80. La cosa straordinaria è che sia stata coniata nel 1953!
Cbe gli informatici siano mattacchioni si è sempre saputo, così si die piedi il.bome delle versioni di android o quello di debian, php python... E se dico python non posso che cotare SPAM! ... Avete qualche altro esempio di nomi divertenti?
Anche io la conoscevo la storia della parola software. Non sapevo fosse così datata. (inizio a sentirmi vecchia)
@franto hai dimenticato bug!
Beh, ci sarebbe WiFi, cioè Wireless Fidelity, al posto di High Fidelity, riproduzione del suono in alta fedeltà, termine mutuato dai musicofili degli anni '80.
buh, 2 che ho acquisito, uso e talvolta sento usare, dal 2003 se non ricordo male...
chiamare il computer portatile "husband"
spegnere i computer tenendo premuto il tasto d'avvio "Procedura democratica"/"spegnimento democratico" Quest'ultimo credo si origini con MS w98
Per essere precisi, bit è la contrazione di binary digit cioè cifra binaria (0 oppure 1). Nulla a che vedere con i pezzetti di qualcosa. Tanto che i qubit dei calcolatori quantistici indicano per estensione una quantità che può valere 0 oppure 1 oppure entrambi i valori allo stesso tempo, per una certa proprietà contro intuitiva della meccanica quantistica.
Christian,

sì, "bit" è la contrazione di "binary digit", ma quella specifica contrazione fu scelta perché esisteva la parola inglese "bit", che significa "pezzetto".
Nutro un sano scetticismo, caro Paolo e penso che la cosa meriti un po' di fact checking. Sorvoliamo sul fatto che software fosse una parola usata fin dall'ottocento per indicare o cose lanose o di facile deperibilità (http://bit.ly/2eVRgHy), è notevole che il suo uso nei libri stampati indicizzati da Google abbia avuto un erme incremento (di un ordine di grandezza) negli anni di costruzione dei primi computer (http://bit.ly/2fgZJIt). La letteratura specialistica assegna ad un'altra persona lo scettro di "coniatore", il matematico John W. Tukey (cf. Shapiro, F. R. (2000). Origin of the term software: Evidence from the JSTOR electronic journal archive; Fuller, M. (2008). Software studies: A lexicon. Mit Press.; Haigh, T. (2002). Software in the 1960s as concept, service, and product. IEEE Annals of the History of Computing, 24(1), 5-13.) ma non è chiaro se tali contributi siano stati a conoscenza (e quindi l'abbiano volutamente trascurato) del rapporto di Richard Carhart (1953) "A survey of the current status of the electronic reliability problem" (http://bit.ly/2eNqnYF).
Io direi che il termine software (per indicare il programma dell'hardware) probabilmente circolava fin da prima del 1953 nel circolo degli addetti ai lavori (pochissimi); poi l'abbia "sdoganato" Tukey dall'alto della sua posizione accademica, e che quindi due anni dopo l'OED l'abbia ufficialmente sancito come neologismo mutuato dal gergo tecnico. Niquette farebbe bene a provare le sue affermazioni e queste dovrebbero essere riprese con un pizzico di prudenza maggiore, per quel che conta (ma i memi si diffondono per molto meno).
offtopic: ma come fa un computer quantistico ad avere 0,1 o entrambi? Nel senso come funziona la logica? Per curiosità eh..
Federico,

se leggi gli scritti di Niquette, troverai che spiega bene il problema dell'attribuzione e della sua documentazione; mi sembra che anche lui citi Tukey. Noterai inoltre che ho scritto "afferma di averla creata", formula lievemente dubitativa.

C'è però un limite al tempo che posso dedicare al fact-checking di una questione come questa, purtroppo.