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La bufala dell’iniziativa antibufala di Facebook: non è poi tanto nuova

Mark Zuckerberg, boss di Facebook, ha annunciato il debutto di alcuni aggiornamenti che nelle sue intenzioni dovrebbero ridurre la proliferazione della disinformazione. Una volta tanto, Zuckerberg ammette che Facebook “è più di un semplice distributore di notizie” e che ha “un nuovo tipo di responsabilità” ma vuole evitare di diventare “arbitro della verità”.

Per questo motivo Facebook rende più facile segnalare le bufale: “se molte persone segnalano una storia, allora la manderemo a organizzazioni esterne di verifica”, scrive Zuck. Se questi controllori concordano che la storia è una bufala, alla storia verrà aggiunto un avviso che dice che è controversa e questo la renderà meno visibile nel News Feed. Inoltre non sarà possibile trasformare una storia controversa in una pubblicità o promuoverla. Facebook si impegna anche a “un giro di vite contro gli spammer che fingono di essere famose agenzie di notizie”.

Chiaramente tutto dipende dalla qualità e integrità di queste organizzazioni esterne di verifica; il rischio di abusi è inevitabile, ma nessun articolo verrà censurato: “sarete ancora in grado di leggere e condividere la storia” anche se è controversa, scrive Zuckerberg, linkando poi un comunicato stampa di Facebook.

Il comunicato fornisce dettagli su queste organizzazioni di verifica e sulle modalità di segnalazione delle notizie ritenute false (si clicca su Segnala - Ritengo che non dovrebbe essere su Facebook - Si tratta di una notizia falsa), ma attenzione: l’opzione di segnalare le notizie false era già stata annunciata da Facebook più di un anno fa, a gennaio 2015, in questo comunicato stampa che usava praticamente le stesse parole e modalità annunciate adesso da Zuckerberg come novità. Non sembra aver avuto grande successo.

Quest'immagine proviene da un annuncio del 2015

La versione attuale della segnalazione in italiano, mandatami da @lalalelisa, è questa ed è molto simile a quella di un anno fa:



Facebook dice che si baserà sulle regole elaborate dall’International Fact-Checking Network (IFCN) un’associazione di verificatori ospitata presso Poynter.org, che però sembra un po’ spiazzata dall’iniziativa del social network blu, tanto da aver dichiarato alla BBC che sta “ripensando” i propri criteri di adesione alla luce della decisione di Facebook. Trovate qui una FAQ dell'IFCN.


Fonti aggiuntive: Engadget, AGI, BBC.
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Commenti (10)
Insomma Mark vuole vivere di rendita, la stessa paginetta di segnalazione fatta dagli stessi utenti, riferendosi stavolta a regole minime, di debunker che però non ha mai assunto nè contattato.
Se smette di fare il CEO di FakeBook, ha un futuro come politico italiano.
Mah, FB vive e prospera grazie alle notizie incontrollate, alle bufale e alle catene di Sant'Antonio. Io la penso così: http://pensieri-eretici.blogspot.de/2016/12/la-lotta-contro-le-bufale-di-fb.html
e le bufale diffuse dai media tradizionali (dicesi propaganda) che ci assilla da decenni...? no, di quella nessuno si preoccupa (perchè fanno molto comodo agli stessi a cui danno fastidio i nuovi media)
@federico colonna, a me, ad esempio, non danno fastidio i nuovi media, anzi li uso spesso e volentieri. Mentre le str***ate pubblicate sui nuovi media, quelle si che mi danno fastidio. Quindi ben venga una cesura alla loro diffusione. E basta col benaltrismo da quattro soldi! I media tradizionali diffondono bufale "e nessuno dice niente"? Ok, ma non è un buon motivo per accettarne la presenza anche sui nuovi media.
Federico,

e le bufale diffuse dai media tradizionali (dicesi propaganda) che ci assilla da decenni...? no, di quella nessuno si preoccupa (perchè fanno molto comodo agli stessi a cui danno fastidio i nuovi media)

Forse non hai visto tutti i i miei articoli, presenti in questo blog, nei quali segnalo proprio le bugie e le bufale diffuse dai media tradizionali. E non ci sono solo io a farlo. Prova a leggerli.
In realtà il funzionamento è diverso: prima la segnalazione della notizia fasulla appariva solo come secondo step, dopo aver cliccato "ritengo che non dovrebbe essere su Facebook"; ora apparirà subito al primo step, sotto "è spam". Secondo me è una differenza comunque non trascurabile.
sarà... io ne sento ogni giorno (vedi Siria e Medio Oriente in generale). Avevi segnalato la bufala delle armi di distruzione di massa? non credo proprio ...
anzi, dirò di più... perchè non facciamo il contrario e segnaliamo quelle notizie ritenute bufale e complottistiche che poi a distanza di anni si rivelano vere? No anche quelle immagino è meglio lasciarle andare nel dimenticatoio, dato che fanno comodo ad alcuni...
Il 90%, per non dire il 99%, delle notizie significative per i cittadini non può rientrare, per definizione, nel concetto di bufala.
Esempio, la propaganda politica nel caso della Brexit.
Entrambi gli schieramenti hanno fatto affermazioni false pienamente coscienti dalle loro falsità (molte di queste, riprese dalla stampa italiana senza alcuna verifica, pensando probabilmente che fossero affermazioni, se non vere, con un elevato grado di probabilità).
La battaglia antibufale che si conduce su questo sito mi sembra quindi una battaglia di retroguardia.
Dà la caccia a un animale non così diffuso e lascia indisturbate ben altre bestie molto più pericolose e affamate.
Un solo esempio: lo sapete che il tasso di disoccupazione che viene riportato un giorno sì e l'altro pure dalla stampa non riflette l'effettivo tasso di disoccupazione?
Tecnicamente non è una bufala: si è convenuto di chiamare quella misura in quel modo e il numero viene ottenuto seguendo rigorose procedure.
Però, e questo il cittadino non esperto non lo sa, non rispecchia la reale disoccupazione.
E' un esempio che può essere applicato a molti campi; in questi casi, il cittadino, che ha una percezione diversa del problema, o se ne disinteressa, perché ritiene di non essere adeguato a capire il fenomeno, o comincia a diffidare dell'informazione dei canali ufficiali, che negli ultimi tempi ha dimostrato ormai di essere fuori controllo (il caso italiano del crollo dei mercati a seguito di una possibile vittoria del no ne è un esempio lampante.)
Federico,

perchè non facciamo il contrario e segnaliamo quelle notizie ritenute bufale e complottistiche che poi a distanza di anni si rivelano vere?

Ottima idea: ho preparato un elenco completo di quelle che si sono avverate. E' qui sotto: