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30 commenti

Piccolo manuale di debunking: l’attentato di Berlino e l’importanza di chiedere “Se fosse vero...”

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Ripubblico qui una serie di miei tweet di rapido debunking: scusate concisione, punteggiatura e scurrilità.

1. Per chi trova "sospetta" la scoperta tardiva dei documenti dell'attentatore di Berlino. Supponiamo che qualcuno voglia piazzare i doc...

2. ...per creare una falsa pista. Perché far comparire i documenti 24 ore dopo? Se vuoi fare false piste, li fai comparire _subito_.

3. Chi pensa che la comparsa dei doc 24h dopo sia prova di complotto presume che i cospiratori siano, per dirla tutta, dei perfetti coglioni

4. Forse chi sostiene queste tesi di complotto sta misurando gli altri con il proprio metro.

5. Fare debunking non è difficile: basta chiedersi "Se fosse vera la tesi di complotto, che cosa implicherebbe?"

6. Se si arriva a una conclusione assurda, la tesi di complotto è una cretinata. Semplice.

/ fine

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Commenti
Commenti (30)
Appena successo l'attentato on;ine qualcuno scommetteva gia' cge si sarebbe casualmente rinvenuto un documento di identità dell'attentatore sul camion. Mica per niente è successa la stessa cosa in tutti gli ultimi gravi attentati in europa. Certo simili coincidenze portano a trarre conclusioni assurde secondo Attivissimo: mica il nostro sarà un pro pro nipote del Don Ferrante dei Promessi sposi secondo il quale la peste non poteva essere ne' sostanza ne' accidente ergo non bisognava preoccuparsi del contagio e coerentemente crepo' di prste...
Gianni Mello,

Per rimanere nel tema a te tanto caro, ciò che dice Attivissimo invece è proprio il contrario: di non mettersi a gridare bovinamente con il resto del gregge "dagli all'untore" bensì a verificare se sta storia degli untori sia reale o no.

Come voleva essere anche l'intento del Manzoni, dopotutto. Usare la propria intelligenza per capire la realtà. Non farsi trascinare dalla paura condivisa che obnubila il pensiero critico ed annulla il soggetto.
Come è, come non è, sta di fatto che a Parigi, Berlino e New York, sul manuale del perfetto terrorista, alla voce "cose da non scordare" ci deve essere anche "documento di identità in corso di validità", probabilmente è proprio tra "arma da fuoco" e "voglia di uccidere". Non so se sia peggio passare per complottisti o per coglioni, qualcuno mi aiuti perchè ora rischio di andare in Guru Meditation a causa di questo dilemma.
Una volta, in gioventù, i casi della vita mi portarono a rubare un'auto (poi ritrovata dai proprietari senza danni), ebbene, in quell'unica occasione, ricordo di aver preso precauzioni ben maggiori; dal che si deduce che non sono tagliato per il terrorismo internazionale.
Jonny,

dal che si deduce che non sono tagliato per il terrorismo internazionale.

No. Dal che si deduce che non ti è chiara la profonda differenza fra un furto d'auto e un attentato terroristico.

Quando rubi un'auto, probabilmente vuoi uscirne vivo e senza che si sappia chi sei.

Quando fai un attentato terroristico, non te ne frega niente se crepi. Se crepi, non te ne frega niente se scoprono chi sei. Anzi, meglio se lo scoprono, così il tuo nome finisce fra gli "eroi" della tua causa.

Insomma, gente, devo proprio spiegarvi le basi? Ma il Manuale di Criminologia di Nonna Papera l'ho studiato soltanto io? :-)
l'attentatore voleva essere identificato, io penso che per lui sia importante essere riconosciuto e che il 'gesto' (folle) venga in maniera inequivocabile a lui attribuito. Sono 'martiri' e ci tengono ad evitare errori di persona, non sia mai che diventi martire uno al posto suo...
Perchè lo trovate strano, considerate le dinamiche. Cari Mello e Jonny, voi i documenti dove li tenete? Immagino nel portafogli. Il portafogli dove lo tenete? Immagino nella tasca posteriore dei pantaloni.
"ma quando mi siedo non perdo il portafogli" Vero, ma se mentre guidate, un persona sana di emnte, a cui sta a cyuore la vita altrui cerca di fermarvi in tutti i modi possibili, se nell'abitacolo c'è una collutazione, siete propri sicuri che il vostro portafogli rimanga dove sia?
E scendendo da un camion in fretta, siete sicuri che la prima cosa che fate/pensate sia "ho preso il portafogli?"
E s efosse così difficile perder eil portafogli com'è che sono fra le prime posizioni degli oggetti smarriti? (non rubati e fatti trovare)
Ma ovvio è più facile (non) ragionare con la testa altrui che con la propria.
Concordo con Paolo e con Alberto Festi: questi sono attentatori kamikaze, convinti di andare in paradiso e ottenere le proverbiali 70 vergini; comunque ci tengono a ottenere notorietà. È la stampa che dovrebbe anonimizzarli: non pubblicare nome, cognome, residenza, tutto il curriculum vitae, dove ha vissuto e cos'ha fatto, ma dire semplicemente "l'attentatore". Trovati i suoi documenti? Chi se ne strabatte. Così si toglierebbe al terrorismo una delle sue armi, far parlare di sé. Ma quando mai i "giornalisti", con le virgolette d'obbligo, interiorizzeranno questa semplice nozione? Se continuano a raccontare vita, MORTE e miracoli di ogni terrorista che si fa ammazzare dopo un attentato quando addirittura non è lui stesso la bomba, fanno solo il gioco dei terroristi.
Anche su ilpost.it c'è un articolo sull'argomento documenti
Perché i terroristi si lasciano dietro i documenti?


Forse illuminante è il seguente passo
Salah Abdeslam, l’unico sopravvissuto tra gli attentatori di Parigi, raccontò ai suoi amici che lo stavano aiutando a scappare di avere lasciato il documento d’identità del fratello Ibrahim, anche lui coinvolto negli attentati, in una delle macchine usate per l’attacco. Lo aveva fatto per imitare il gesto degli attentatori di Charlie Hebdo, cosicché suo fratello «sarebbe diventato noto in tutto il mondo»
Jonny: se non lasciano il documento rischiano uno scambio di persona allo sportello per la consegna delle settanta vergini. La burocrazia è tremenda anche da loro, non basta dire "sono stato io", quelli controllano!
Beh Jonny, se sei un terrorista magari sconosciuto alle forze dell'ordine perché mai non dovresti portarti appresso il documento? Senza documento, se ti fermano per un controllo qualunque finisce che ti trattengono per identificarti. Col documento, magari ti fanno andare via. Non è che nel documento alla voce "professione" c'è scritto "terrorista"
@Alberto Festi,

Concordo! Il terrorismo post-9/11 e' una bestia a parte. Gli obiettivi dell'attentato terroristico sono i seguenti:

1) Generare un senso di terrore, timore e sfiducia nei confronti del prossimo dovuta all'impossibilita' di poter controllare le azioni di chiunque.

1b) Corollario: Queste azioni terroristiche negano la visione Orwelliana della realta' propria di molti complottisti!

2) Ottenere il massimo della copertura mediatica per far sapere chi/cosa ha colpito.

2b) Quindi l'identificazione e la rivendicazione sono passaggi obbligati per ottenere l'effetto del punto 1 e 2.

Del resto non si genera terrore ad ampio raggio se nessuno sa cosa e' successo.
Complottista mode ON:

Ed ora vogliono farci credere che sia stato ucciso per caso dalla polizia italiana... è ovvio che l'hanno fatto fuori per impedirgli di parlare!!!1!!!
È appena uscita la notizia che è stato ucciso da un agente di polizia questa notte a Sesto San Giovanni. Preparate i pop corn!
Gli attentantori si portano dietro i documenti per 2 motivi
1) vogliono essere identificati per la causa etc etc
2) Se dovessero essere fermati prima, ad un controllo, e non avessero i documenti, verrebbero arrestati, ergo byebye attentato.
Però scusa Paolo, premesso che non ho una mia teoria pro o contro l' "abbandono voklontario delle carte di identità", perchè mai uno che lascia il suo documento di proposito per farsi identificare e divenare "martire", poi subito dopo scappa e cerca di far perdere le sue tracce (salvo poi venire ripescato in Italia, vedi notizia di poco fa ?)

Non sarebbe -seguendo la mera folle logica- più logico appunto dopo aver alsciato in bella vista il documento uscire dal camion e fare quante più vittime possibile, in atetsa di venire "martirizzato" ?

Ovviamente scusate la "logica delirante" del ragionamento, stavo solo cercando di ragionare secondo quella mentalità per descruivere uno scenario ipotetico
Quando fai un attentato terroristico, non te ne frega niente se crepi. Se crepi, non te ne frega niente se scoprono chi sei. Anzi, meglio se lo scoprono, così il tuo nome finisce fra gli "eroi" della tua causa.

Infatti il tipo di Berlino poi è scappato a gambe levate.
Sono convinto anch'io che tutte queste carte d'identità siano in realtà medaglie per attentatori, nella loro testa sono martiri e tutti devono conoscerli, magari al-baghdadi ha pure promesso qualche ricompensa alle loro famiglie.
La mia era una sorta di provocazione per riflettere su qualcosa che mi ha sempre urtato i nervi: come esiste il complottista, che appena succede qualsiasi cosa ci vede subito del marcio dietro, esiste anche l'anticomplottista (che è ben diverso dal debunker) che non vuole vedere il marcio, nonostante la puzza, fino a che qualcuno non gli fa una dimostrazione stile teorema di geometria. Queste categorie di pensiero producono sforzi in direzioni opposte ma sono uguali nella sostanza, entrambi hanno abdicato alla propria capacità critica per ragionare solo come gli dice il branco, qualsiasi esso sia, ed entrambi ritengono anche di essere quelli che hanno capito tutto mentre gli altri sono solo dei poveretti.
Dato che ormai le orecchie le abbiamo divise, proviamo ad usare il cervello anche per qualcos'altro.
A leggere i commenti su vari giornali (FQ in testa ma non è il solo) mi viene il sospetto che alcuni si sono "intossicato" il cervello con film tipo Xfiles, N.C.I.S. e altri.
Templaro Secolari
questi terroristi in fondo sono dei gran cagasotto, fanno tutti i bulletti quando sono in netto vantaggio, armati contro disarmati, ma quando si devono scontrare con gente addestrata e meglio armata le cose cambiano parecchio. Scappano tutti e sparano se messi alle strette.
[by Faber vecchio]

@Dumdumderum @DvD

Non cominciamo a tirare sul prezzo: le vergini sono 72 e l'erezione è eterna (attenti al priapismo).
Al contrario, le donne avranno un solo uomo (Boldrini! batti un colpo!) e 72 centimetri di sfilatino.
la cosa interessante è che questi pazzi cerchino conferme terrene come l'essere riconosciuti in quanto autori dell'attentato e che questa cosa non abbia nulla di spirituale mentre è l'esatto suo opposto. Vivono a parer mio una profonda contraddizione e dimostrano di non essere 'spirituali' come sostengono. Il loro è un paradiso che si vede 'di qua' che vuole conferme 'di qua'... non ci credono nemmeno loro in parole povere.
Ma qualcuno mi spiega perché mai ogni comunicato dell'isis viene sempre puntualmente annunciato dai nostri telegiornali? È solo per acchiappare gente con le solite notizie scioccanti? O anche questo è da considerare informazione?
Io sono del parere che dare credito ai terroristi sia soltanto fare il loro gioco, e che i nostri giornali (e soprattutto telegiornali) dovrebbero limitarsi a dire cosa succede da noi, senza poi dire "l'isis ha confermato tutto", "l'isis ha detto questo, l'isis ha fatto quest'altro"... Lo trovo odioso e stupido, oltre che pericoloso.
Ovviamente il fatto che in TUTTI gli attentati che si sono verificati in Europa di matrice islamica gli attentatori abbiano distrattamente lasciato i documenti nei camion\automobili, che questo abbia permesso loro di essere identificati e poi UCCISI in un conflitto a fuoco - e i morti non parlano... -non turba per niente la mente analitica di Attivissimo... Da degno erede del don Ferrante di Manzoni visto che il tutto non pro' essere riconducibile ne' a sostanza ne' ad accidente si predispone traquillamente a morire di peste.
Io invece sono un seguace di Andreotti che del mondo conosceva parecchio e sosteneva che a pensare male si fa peccato ma spesso si indovina...
L'espediente dei documenti ritrovati è una storiella rifilata ai giornalisti da sempre per evitare di danneggiare il lavoro di intelligence dei servizi segreti e dei loro informatori.
Non è escluso, ma se uno vuole coprire degli informatori, non racconta una cosa che chi ha compiuto un crimine sa benissimo non essere vera. Piuttosto racconta - è solo un esempio - che l'attentatore è stato riconosciuto attraverso delle camere a circuito chiuso e identikit della criminal pol.
@Gianni Mello

TUTTI uccisi? Il nome di Salah Abdeslam non ti dice nulla? Basta questo per screditare come ridicola la tua tesi.
Quoto Unknown.
L'uomo accreditato dell'attentato aveva talmente tanta voglia di morire che, si dice, avesse diversi documenti falsi, e sia scappato per diverse nazioni prima di morire in Italia.
Fortuna che il documento che ha perso sul camion riportava il suo nome vero :)

@Attivissimo
Personalmente ho trovato fastidioso che agenzie stampa e testate giornalistiche italiane abbiano riportato la notizia delle impronte digitali dell'attentatore trovate sul camion, citando fonti di polizia tedesche. Che però non mi pare abbiano mai rilasciato una notizia simile. Scava scava, molti citano Berliner Zeitung e Sueddeutsche Zeitung, che però parlano di impronte usando il condizionale e non parlano mai di fonti di polizia (fin quando ho controllato io, quantomeno).
Insomma, chi mi ha detto che son state trovate le impronte di Amri su quel camion?
Gianni Mello,

Ma solo Don Ferrante conosci? Non sarai uno di quelli che scrivono sempre lo stesso commento per darsi importanza, vero? Qui non ci sono i like per i commenti.

Se hai intenzione di interagire con qualcuno bene, ma se hai intenzione di fare di questa pagina un tuo pulpito personale, sei cortesemente invitato a migrare in altri siti.
Un cospirazionista seguace di un mafioso...
A Mello, leggiti questo, va'

http://www.ilpost.it/2016/12/22/perche-i-terroristi-si-lasciano-dietro-i-documenti/

O anche Sofri è colluso col Grande Gombloddo Plutogiudaicorettiliano?

Eddai, fatti un favore e usa la testa per una volta. Lo dico per te. A me non mi cambia nulla ma tu camperesti meglio e non faresti la figura della macchietta