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Il cinico business delle bufale, quarta parte: le proposte di Pitruzzella. Una buona, due pessime

Credit: ignoto al momento.
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Giovanni Pitruzzella, presidente dell’Antitrust italiano, ha rilasciato un’intervista al Financial Times nella quale ha delineato tre proposte di contrasto alla diffusione delle false notizie (o “bufale”). Il FT le riassume dicendo che Pitruzzella propone ai paesi dell’Unione Europea di “costituire enti indipendenti – coordinati da Bruxelles e ispirati al modello delle agenzie antitrust – che potrebbero” fare tre cose:

1. “etichettare rapidamente le notizie false”
2. “toglierle dalla circolazione”
3. “imporre sanzioni se necessario”

Un sunto italiano delle dichiarazioni di Pitruzzella è per esempio sul Sole 24 Ore e su Repubblica (che si concentra soprattutto sul commento polemico di Beppe Grillo). Se vi interessa la mia opinione di debunker di lungo corso, la trovate qui sotto [2017/01/02: quelle dei colleghi debunker David Puente e Maicolengel di Bufale un tanto al chilo sono rispettivamente in La lotta alle fake news è un attacco alla libertà di parola? Citano la censura per far rumore e Il minculpop e il giornalismo stronzo e approfondiscono la questione con esempi concreti tratti dalla realtà mediatica italiana].


1. “etichettare rapidamente le notizie false”: Sì, ma perché farlo solo per Internet? Le bufale mica stanno solo lì


Sono a favore di un sistema che consenta agli utenti di sapere al volo se una notizia che stanno leggendo è considerata attendibile o no. Non è semplice, perché non tutte le notizie si prestano a un debunking netto (“Il politico X ha detto Y” è facile da smentire o confermare, per esempio; “tornare alla lira salverebbe l’Italia” molto meno), ma per molte false notizie è tecnicamente fattibile. Gli strumenti tecnici di verifica esistono già, e ci sono già anche alcune soluzioni informatiche di “etichettatura”, come This Is Fake.

Ma questa etichettatura deve valere per tutta l’informazione digitale, compresa quella delle testate giornalistiche e dei siti web, non solo per quella dei social network, dei blog e dei singoli utenti come sembra proporre Pitruzzella. Perché anche i giornali e i siti web pubblicano false notizie, spesso sapendo di aver omesso il minimo controllo sulle fonti (questo mio blog ne ospita molti esempi) o addirittura sapendo di commettere un falso (il recentissimo caso del Guardian che taglia e rimonta le dichiarazioni di Julian Assange rilasciate a Stefania Maurizi per farlo sembrare un pazzo filo-Putin è emblematico).

Il modello da usare, secondo me, non è quello delle agenzie antitrust, lente e burocratiche, ma quello snello e veloce degli antivirus, che segnalano i siti che disseminano malware. Perché per i virus come per le notizie false, la velocità di reazione è tutto.

Sarei d’accordo, quindi, su una sorta di “bollino” di qualità sulle notizie online: ma che valga per tutti, non solo per alcuni. Altrimenti si difende la casta degli editori e dei malgiornalisti e si incriminano solo i cittadini utenti del Web e dei social network, e questo sarebbe inaccettabile. Le bufale sono un danno sociale, ma i social network non devono essere il capro espiatorio.


2. “toglierle dalla circolazione”: NO. Sarebbe censura


Qui sono completamente in disaccordo con Pitruzzella, per ragioni tecniche ed etiche. Sul piano tecnico, impedire la circolazione in Rete di una notizia (vera o falsa) è semplicemente impraticabile. Non è teoria: abbiamo sotto gli occhi il fallimento pluriennale dei tentativi dell’industria musicale e cinematografica di impedire la circolazione di musica e film. Sappiamo già come va a finire quando si tenta di togliere un’informazione da Internet.

Sul piano etico, qualunque tentativo di “togliere dalla circolazione” va chiamato col suo nome: censura. Dire, come fa Pitruzzella, che si potrebbe “continuare a usare un’Internet libera e aperta” intanto che qualcuno decide di “togliere dalla circolazione” dei contenuti è una contraddizione. Qualunque tentativo di censura richiederebbe forme di sorveglianza di massa assolutamente intollerabili in una società che vuole dichiararsi democratica. Per maggiori dettagli, citofonare Cina.

La censura, inoltre, finirebbe per presentare come martiri i siti che venissero colpiti da provvedimenti per “toglierli dalla circolazione”: essere censurati è il sogno proibito di ogni complottista. È, per lui, la conferma che sta dicendo qualcosa di vero e che fa male ai “poteri forti”.

Al posto della censura, semmai, sarebbe opportuno incoraggiare la pubblicazione di informazioni corrette e verificate. I sostenitori delle “scie chimiche”, per esempio, non si contrastano chiudendo i loro siti: è proprio quello che vogliono per sentirsi eroi dell’aria fritta. È molto meglio pubblicare un buon debunking: i Protocolli dei Savi di Sion e il loro antisemitismo strisciante, per fare un esempio più serio, non si combattono vietandone la circolazione, ma dimostrando che sono dei falsi dilettanteschi.


3. “imporre sanzioni se necessario”: NO. I bufalari di professione e i propagandisti se ne fregherebbero, esattamente come fanno oggi gli editori


A prima vista l’idea di multare i siti che diffondono notizie false sembra pratica: colpirli nel portafogli parrebbe un buon deterrente. Ma in realtà una sanzione favorirebbe soltanto i gruppi editoriali e spezzerebbe le gambe alle testate giornalistiche minori, ai giornalisti indipendenti e agli utenti comuni. Sarebbe uno strumento di repressione delle notizie scomode al pari delle “querele temerarie” che già sono una spada di Damocle per molti giornalisti.

Multare Facebook? Non fatemi ridere: Facebook ha ricavi per sette miliardi di dollari a trimestre. Persino una sanzione come quella proposta spettacolarmente in Germania (500.000 euro per post) sarebbero trascurabili per un colosso del genere: l’equivalente, se ho calcolato bene, di nove minuti dei suoi ricavi.

Le sanzioni sarebbero inefficaci anche contro i gruppi editoriali, che spesso addirittura le mettono in preventivo, sapendo che comunque guadagneranno di più di quello che pagheranno di sanzione. Un esempio per tutti: Chi e Novella 2000 (RCS e Mondadori) sono state condannate a marzo 2016 a risarcire 40.000 euro ciascuna per la pubblicazione di foto private di George Clooney ed Elisabetta Canalis. Quanto pensate che abbiano guadagnato con le copie vendute in più grazie alle foto illegali?

E cosa succederebbe agli organi di propaganda, come Russia Today, finanziati direttamente dai governi? Nulla. Chi mai volete che infligga multe a un governo come quello russo o americano?

Anche l’ipotesi di disporre delle sanzioni proporzionate ai ricavi, emersa nei commenti dopo la pubblicazione iniziale di questo articolo, mi sembra poco praticabile. Quale giudice, o quale commissione di esperti, si sentirebbe di infliggere prontamente multe da vari miliardi di euro che possano seriamente impensierire colossi come Facebook? Questa responsabilità rallenterebbe eccessivamente le attività di qualunque sistema antibufale e quindi lo renderebbe inefficace.

Personalmente applicherei, come dicevo, il modello snello e veloce delle società antimalware: segnalazione rapida, su basi concordate fra vari esperti, avviso su schermo per gli utenti (che possono decidere se usare o no l’app segnalabufale) e basta. Alle sanzioni e a tutto il resto potrà semmai pensare l’apparato giuridico convenzionale.
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Commenti (104)
"Quanto pensate che abbiano guadagnato con le copie vendute in più grazie alle foto illegali?"

Senza la multa, 40.000€ in più. Che possono diventare anche 400.000€ o quello che ti pare, magari in rapporto all'ultimo bilancio.
Ciao Paolo,

d'accordissimo con punti 1) e 2). Essere veloci è tutto per bloccare una diffusione indiscriminata, e rimuovere bufale è impossibile oltre che contro l'etica di Internet
Riguardo al punto 3) - le sanzioni economiche - penso possiamo concordare che il problema non è quanto la sanzione in se, quanto il rapporto rispetto alle entrate del gruppo editoriale, del giornale o della persona che cura il blog. Una multa da 40.000 euro a Oggi fa il solletico, la stessa cifra appioppata a un bloggaro per hobby lo farebbe sparire. Pensi che sarebbe invece attuabile avere delle sanzioni proporzionali agli introiti del gruppo editoriale, giornale o sito web? Una multa del 5% del fatturato sarebbe un colpo non da poco anche per Facebook, e non ucciderebbe l'hobbista (che magari, facendolo appunto per passione, non guadagna neanche queste grandi cifre).
Certo che rimarrebbe il problema: chi decide la sanzione, ed in base a che principio?

Saluti,
Alberto
Direi, in aggiunta, che la chiara riconoscibilità della proprietà del sito, quindi in modi più chiari degli attuali, potrebbe essere un passo avanti. Chi vuole fare informazione, semplice blogger o gruppo editoriale che sia, potrebbe e dovrebbe essere trasparente in una sorta di registro pubblico e nel caso di notizie dovrebbe avere il vincolo di citare fonti o riferimenti, e in mancanza applicare delle penalizzazioni in un ranking di affidabilità. Non è semplice ma qualcosa si potrebbe fare, soprattutto penalizzando i meccanismi che assicurano introiti pubblicitari ingenti.
"_Al posto della censura, semmai, sarebbe opportuno incoraggiare la pubblicazione di informazioni corrette e verificate_".

Uhm... in alcuni casi il problema è l'accessibilità, spesso le bufale sono molto più accessibili e più diffuse della loro smentita, con il risultato che molti leggono la bufala e non leggeranno mai la smentita. Per questo secondo me limitarsi a dimostrare il contrario non è sufficiente in alcuni casi; per quanto la si neghi o si dimostri il contrario, una bufala scritta resterà sempre lì e continuerà a gridare le sue falsità al pubblico e a mietere vittime, finchè esiste.

"_Multare Facebook? Non fatemi ridere: Facebook ha ricavi per sette miliardi di dollari a trimestre. Persino una sanzione come quella proposta spettacolarmente in Germania (500.000 euro per post) sarebbero trascurabili per un colosso del genere_"

Forse nel caso di una sanzione ogni tanto; ma prova ad immaginare se le sanzioni da 500.000 euro fossero 100 al giorno, numero in teoria non irragionevole se si considerando tutte le bufale diffuse in tutto il mondo ogni giorno su FB. Anche FB si preoccuperebbe un po' di più.
Basterebbe l'obbligo di inserire le fonti in calce ad ogni pubblicazione online o cartacea. Permetterebbe un metodo di esame più immediato preso a piene mani dalle pubblicazioni scientifiche
La mia tecnica per stanare le bufale: Vado su google e digito la bufala seguita da "attivissimo".

Poi copio e incollo l'url di Paolo e rispondo a chi mi ha inoltrato la news.

Buon anno!
Troppo complicato stabilire sanzioni proporzionali ai ricavi.
Sulla rimozione delle bufale... Bel problema, la cosa si presta troppo ad abusi e scorrettezze, d'altra parte l'obbligo a pubblica ammenda, come vale già per i giornali, non mi sembra particolarmente utile. Idem spostare la responsabilità sui gestori dei social. Bisogna piuttosto colpire il singolo bufalaro direttamente.
Le multe non funzionano, esattamente come per i gestori telefonici, i quali le mettono già nel budget, quando appioppano servizi non richiesti o accorciamenti del periodo di pagamento.
Funzionerebbe forse obbligare le testate giornalistiche e social a pubblicare le smentite, ESATTAMENTE nello spazio e nell'ordine delle bufale, ad esempio:
prima pagina, 20% di spazio per la bufala?
prima pagina, 20% di spazio per la correzione, e che sia leggibile ed evidente.
Ciao Paolo, sono un tuo grande fan (e ho pure due tue libri autografati, in occasione di un convegno del CICAP ad Abano Terme di 7 anni fa), mi permetto di dissentire sul punto 3:

Non bisogna confondere una condanna a un risarcimento dei danni arrecati ai danneggiati dal singolo episodio (che ha natura privata e commisurata al danno effettivamente subito) a una sanzione pecuniaria di natura penale/amministrativa (che ha natura pubblica e retributiva e commisurata alla gravità della condotta e ai vantaggi così guadagnati). Le due cose potrebbero addirittura cumularsi.
Se pubblicare bufale è un business redditizio, quale modo migliore per far desistere i disinformatori se non la minaccia di una sanzione economica, che di colpo renderebbe meno appetibile la pratica? E per usare un argomento "a contrario", te proporresti una pena detentiva? In Italia non esiste magistrato di sorveglianza (per fortuna!) che metterebbe in carcere qualcuno per aver scritto cose su Internet, con la situazione di sovraffollamento carcerario da cui siamo afflitti che lo rende necessario il ricorso a tale estrema misura solo per i crimini particolarmente violenti. E se metti un disinformatore in detenzione domiciliare, cosa gli impedirebbe di continuare a collegarsi a internet di nascosto o per mezzo di altri e di continuare a guadagnare?

La sanzione dovrebbe comminarsi (per quanto riguarda l'Italia) con i criteri con i criteri dell'articolo 11 della Legge 689/1981, che cito:

Nella determinazione della sanzione amministrativa pecuniaria fissata dalla legge tra un limite minimo ed un limite massimo e nell'applicazione delle sanzioni accessorie facoltative si ha riguardo alla gravità della violazione, all'opera svolta dall'agente per la eliminazione o attenuazione delle conseguenze della violazione, nonché alla personalità dello stesso e alle sue condizioni economiche.

Si tratterebbe quindi solo di individuare un minimo e un massimo che possano essere adeguati. Spaziando, magari, da un ventaglio di possibilità amplissimo.

In Italia avremmo già un reato (depenalizzato in sanzione amministrativa) che ricoprirebbe la fattispecie: è il 661 del codice penale, relativo all'abuso di credibilità altrui.
Tale condotta, così come la pubblicazione di notizie false ex art 656 cp (che è un reato meno grave, in quanto relativo solo alla pubblicazione di notizie non a scopo di lucro), è tuttavia punibile solo nel caso in cui da dette condotte "derivi un turbamento dell'ordine pubblico". Cioè solo se derivassero sommosse o altri disastri.
Questo poteva avere senso in passato, ma ora con l'avvento del web ritengo quest'articolo datato: la mia proposta sarebbe quella di aggiungere un nuovo comma che preveda una sanzione pecuniaria ANCHE nel caso in cui il turbamento dell'ordine pubblico non avvenga. E sarebbe una disposizione generalissima, che non comprenderebbe solo il mondo del web.

Quando Andrea Orlando ha postato su facebook un post riguardante una bufala nei suoi confronti gli ho scritto questo proposta nei commenti. E mi ha risposto. Ha scritto:
"Gy".
(controlla pure se vuoi, post del 29/12 alle 10.29)
Che ci vuoi fare.

Eduardo Numa
Basterebbe far funzionare la giustizia: se non mi sbaglio, il giovane che stava dietro a molti siti di propaganda xenofoba è stato processato, penso che prima di rifarlo ci ripenserà altre volte. Certo che andrebbe fatto anche con altri gruppi d'odio, ma temo che si andrebbero, almeno in Italia, a coinvolgere persone intoccabili.
Caro Paolo,
Utilizzi l'affermazione "tornare alla lira salverebbe l’Italia" come esempio di affermazione difficile "da smentire o confermare".

È uno spiacevole esempio, perché al di là del discorso che stai giustamente facendo sulle bufale e sulle fake news (che per inciso è totalmente condivisibile), passa questo accostamento noeuro e bufale. Certo tu non lo scrivi esplicitamente, ma rimane nell'aria che chi voglia abbandonare l'euro pensi una scempiaggine del genere. E proprio non è bello.

Chi propone di uscire dall'euro (che già non è "tornare alla lira") lo fa perché valuta oggettivo, sulla base di solidi argomenti scientifici, che SENZA sovranità monetaria l'Italia non abbia gli strumenti di politica economica per tirarsi fuori da questa crisi infinita che sta deindustrializzando il paese, abbassando gli stipendi, aumentando la disoccupazione, spingendo i nostri giovani migliori ad emigrare. (Ecc.)

Quanto sopra non è una opinione. È un fatto acclarato. Poi ci sono opinioni diverse su come meglio gestire la cosa. Ad esempio è stato calcolato che la Germania per riequilibrare la zona euro dovrebbe trasferire circa il 10% del proprio PIL ai paesi della periferia dell'eurozona (una proposta politicamente accettabile, non credi?��) C'è pure chi si spinge temerariamente ad affermare che una uscita costerebbe all'Italia più di quanto ci costi rimanere nell'euro. Questa è una previsione, che per quanto farlocca non è possibile sbufalare in quanto non è un fatto oggettivo ma appunto previsione (un po' come l'arrivo delle cavallette se UK avesse votato per il leave...).

Spiace moltissimo che nessuno dei tuoi post abbia le etichette UE, euro, o economia. Ci sarebbero un mare di cose da sbugiardare (anche lasciando da parte questioni difficili e che sembrano opinabili come l'uscita dall'euro).


"Poichè egli camminava sulle acque ed è resuscitato dopo 5 giorni."
Quindi si vorrebbero censurare anche i siti del vaticano e delle religioni ?
Oppure torneremo alla radio balilla con il sintonizzatore (moden) piombato in modo da ricevere solo le emittenti di regime ?
"pazzo filo-Putin", o filo-trump? o entrambi? io ricordo che ha "riassunto" sue dichiarazioni in modo da far sembrare che assange fosse appunto un fan di trump.
A parte individuare un metodo "scientifico" (quindi "negabile" o che possa sopravvivere ad una lite in tribunale) per definire "notizia falsa" (paragonata a "poco attendibile", "non confermata/da confermare", "in fase di aggiornamento", eccetera), come ci si potrebbe comportare se/quando l'autore dicesse "esprimo un'opinione"?

L'espressione di opinione è stata la linea di difesa delle agenzie di rating, giusta o sbagliata che sia, è una linea di difesa. Si potrebbe argomentare che è immorale, ma la giustizia non deve giudicare la morale, altrimenti finisce male.

Mi domando: un sito di notizie false che si mette il cappello di "sito di opinioni" potrebbe bypassare tutto quanto? (me lo chiedo perché non ho una risposta, non perché voglio porre una domanda retorica)
Evidentemente per i politici

Educare i bambini ad uno sano scetticismo, a non infilare le mani in un meccanismo guasto se non sanno esattamente di cosa si tratta, a non perdere la testa, farsi piccinipicciò e smettere di ragionare quando qualcuno punta il dito e sbotta: "Egoista"

Proprio non è un'opzione da prendere in considerazione.
@Paolo:
se fossero 500.000 mila "a bufala" facebook fallirebbe in 1 mese. ;)
... per divulgare una bufala bastano pochi minuti o il tempo di un click , per controllare in modo serio e credibile una notizia serve molto più tempo, non so quale sia il tempo minimo del giornalismo di inchiesta... L'obbligo di smentita da parte dei giornali che pubblicano anche in cartaceo potrebbe essere secondo te un valido rimedio?
Grazie Paolo x questo articolo che mi piacerebbe fosse inoltrato al sig. Pitruzzella, assieme a molto dei commenti qui sopra, affinché abbia ulteriori elementi di riflessione su questa complessa questione
@Stefano Longagnani, commento #11
Sento spesso parlare di "sovranità monetaria" come cura per tutti i mali della nostra economia (di frequente, devo ammettere, da fonti quantomeno discutibili). Riusciresti a spiegarmi *come* ciò potrebbe avvenire? Grazie.

PS: Buon 2017 a Paolo e a tutti i frequentatori di questo blog!
D'accordo sul punto 1 e 2.
Sul 3 no. Il rischio di "censura preventiva" c'è, ma chi stabilisce che la notizia "tal dei tali" è una bufala? Non un privato, ma un ipotetico ente a controllo statale. Ciò non è sufficiente a cancellare il rischio, ma almeno è un po' più basso (almeno in paesi democratici come il nostro).
Va considerato che senza una sanzione chi campa sul fenomeno (perché sono loro da colpire) non avrebbe nessun motivo per smettere.
"il bollino di affidabilità è un simbolo dei poteri forti"
Per cui potrebbe essere interessante mettere una sanzione a post/articolo e con un aumento in base alla recidiva.
Sei un blogger che ha commesso un'ingenuità? Ti costerà poco o nulla
Sei un fetente che lo fa per la 200a volta? Ti faccio passare la voglia.

ciao
@Stefano Longagnani
"Chi propone di uscire dall'euro (che già non è "tornare alla lira") lo fa perché valuta oggettivo, sulla base di solidi argomenti scientifici, che SENZA sovranità monetaria l'Italia non abbia gli strumenti di politica economica per tirarsi fuori da questa crisi infinita che sta deindustrializzando il paese, abbassando gli stipendi, aumentando la disoccupazione, spingendo i nostri giovani migliori ad emigrare. (Ecc.)"

Il discorso che "senza sovranità monetaria non si esce dalla crisi" è usato, consciamente o inconsciamente, per spostare la responsabilità della situazione attuale italiana al di fuori della nazione, quasi che sia "colpa" delle regole imposte dall'Euro e non della permanente riluttanza della classe politica italiana a mettere mano alle riforme necessarie.
Il compianto Presidente Ciampi descrisse questa perdità di sovranità come "enorme vantaggio, quello di avere le mani legate": di non potere fare debito e generare inflazione senza controllo.
Chi ricorda la svalutazione pazzesca della lira nel 1992 quando venne sganciata dallo SME dovrebbe anche ricordare che i tassi di interesse dei mutui in quel periodo schizzarono verso l'alto. Mio padre, che all'epoca aveva un mutuo a tasso variabile, si trovò a pagare interessi del 17% (no, niente refuso: proprio diciassette per cento).
Grazie, ma no, grazie.
Aggiungo anche che diverse analisi (ne ricordo almeno una di Davide Giacalone, e un'altra di Sergio Rizzo), abbiamo dimostrato come altri paesi, nelle stesse condizioni di partenza del nostro, siano stati in grado di riprendersi dalla crisi mentre l' Italia ha vivacchiato.
Il problema non è solo italiano, ad essere onesti. L'Austria, che pure proietta ancora l'immagine di paese funzionante, sta aumentando il proprio debito pubblico a dismisura, che è passato dal 68% del PIL nel 2008 all'85% nel 2015. I 14 miliardi di euro risparmiati sugli interessi del debito pubblico dall'inizio della crisi sono stati usati per coprire dei buchi qui e là e non per finanziare la ripresa.

"un po' come l'arrivo delle cavallette se UK avesse votato per il leave"
Il Leave ha vinto, ma all'atto pratico non è cambiato nulla perchè il famoso articolo 50 non è stato ancora attivato. Fino a che questo non accade, l'UK è parte della EU esattamente come prima, con vantaggi e svantaggi. E' da notare che la Sterlina ha perso in maniera significativa nel cambio con l'Euro (da 1.31 a 1.16, quindi circa il 10%) da Giugno a oggi solo per la "percezione" dei problemi che una Brexit potrebbe comportare. Chi in UK ha un mutuo in Euro ora si trova a pagare il 10% in più sulle rate.
Di nuovo: grazie, ma no, grazie.

(full disclosure: vivo in Austria da 15 anni)
Paolo, scusa, potrei chiedere che fossero più evidenti le modifiche che fai ai tuoi articoli?
a volte vedo "ultimo aggiornamento alle" e poi non capisco cosa sia cambiato...
graz.

F
Caro Stefano,
vero che l'esempio di Paolo sulla svalutazione della Lira potrebbe essere opinabile, ma dire "Chi propone di uscire dall'euro (che già non è "tornare alla lira") lo fa perché valuta OGGETTIVO, sulla base di solidi ARGOMENTI SCIENTIFICI" e "Quanto sopra non è una opinione. È un fatto acclarato", ecco, questa è una bufala bella e buona.

E dico bufala, per non dire altro :)
Certo che andrebbe fatto anche con altri gruppi d'odio

Perchè solo con i gruppi d'odio? Stessa cosa con i gruppi che promuovono armonia e pace universale, se lo fanno diffondendo dati falsificati.

Chi ricorda la svalutazione pazzesca della lira nel 1992 quando venne sganciata dallo SME dovrebbe anche ricordare che i tassi di interesse dei mutui in quel periodo schizzarono verso l'alto.

Aumentavano anche gli stipendi, però. Invece il mio adesso è fermo da nove anni.
Il mutuo non è un argomento. Chi lo fa a tasso variabile paga di meno all'inizio proprio perchè si espone al rischio di aumenti successivi. Chi lo stipula lo sa, c'è scritto bello grosso TASSO VARIABILE, quindi che si lamenta a fare?
Non ce l'ho con tuo padre: ho detto di molto peggio ad amici fraterni che hanno fatto la stessa scelta.
Riguardo la foto di Hugh Laurie, Tineye dice che l'utilizzo più vecchio della foto completa, su questo blog il 08/02/2008 linkava a <a href="http://s190.photobucket.com/user/tiouf/media/emmymag52006.jpg.html>questa</a>.
Dubito che il proprietario del blog abbia niente a che fare con la foto, ma visto il titolo che ha su Photobucket e il numero di pagina in basso a destra, direi che la foto è della rivista Emmy.
Caro Paolo,
sono d'accordo che il punto 2 equivale a censura bella e buone e quindi inacettabile.
Il punto 3 è inutile e dispendioso di energie. Basterebbe sfruttare quello che gia offre il codice civile per i casi piu gravi.
Sul punto 1 come da te proposto ho dei forti dubbi: intanto alcune dubbi tecnici. Che cosa è una notizia? Come deve essere strutturata perchè sia intercettata e taggata dal sw antibufale? Un pezzo di codice HTML? un fotomontaggio? come distinguere una notizia da una opinione? Poi intravedo il rischio che il processo di attribuzione della veriditicità delle news venga automatizzato per essere piu veloci ed efficienti, e quindi tenderemo a perderne il controllo. Saranno dei sw di AI a decidere cosa è vero e cosa è falso.
A pensarci bene, cioè mi è venuto in mente ora mentre lo scrivo, questo problema esiste gia da decenni nell'ambiente finanziario. Una bufala piazzata bene nei mercati finanziari può fruttare molto ma molto di più dei 40.000 euro di multa a una rivisticciuola. Difatti esiste il reato di aggiottaggio. Loro come si difendono dalle bufale nella pratica?
ijk,

Che cosa è una notizia? Come deve essere strutturata perchè sia intercettata e taggata dal sw antibufale? Un pezzo di codice HTML? un fotomontaggio? come distinguere una notizia da una opinione?

Questi sono argomenti lunghi da spiegare qui, ma che svilupperò in un prossimo articolo. Alcuni criteri semplici di scrematura ci sono.
Tukler,

grazie della ricerca, ma non è detto che provenga dalla rivista Emmy. Il nome del file potrebbe riferirsi semplicemente al fatto che la foto è stata scattata in occasione dell’Emmy vinto da Hugh Laurie. E' comunque una foto tratta da una rivista, considerato che c'è un numero di pagina.
Al contrario di molti altri in questa discussione, io sono d’accordo con Paolo anche sul punto 3) – direi anzi sopratutto sul punto 3). Non è forse sufficientemente chiaro come la rovina economica, anche se magari solo minacciata, possa essere uno strumento altrettanto efficiente della censura e della galera, per mettere a tacere chi scrive cose che danno fastidio. Sarebbe anzi uno strumento di uso molto più spedito, sia perché si tratterebbe di una “semplice” sanzione amministrativa, e sia perchè l’opinione pubblica – come si è del resto visto qui – lo accetterebbe senza porsi troppe domande (“ma no, non è censura, è solo una multa…”)

Comunque, a questo punto la discussione sulle cosidette “fake news” è distribuita su quattro o cinque thread diversi. Non sarebbe forse il caso di unificare il tutto? Questo sia per non perdere il filo dei vari argomenti, e sia perchè se la mia percezione di cosa stia bollendo in pentola è anche solo parzialmente corretta, questa potrebbe essere di gran lunga la discussione più importante e gravida di possibili conseguenze mai tenuta sul questo blog – al di là anche del 9/11 e della Luna.

Ripeto ancora la mia posizione -non perchè conti qualcosa, ma per capirsi.

“Wikileaks” è, con tutta evidenza, uno degli obiettivi principali della campagna contro le “fake news” – anche se nessuno è mai riuscito a dimostrare che abbiano pubblicato del materiale non autentico. Ma senza Wikileaks, per esempio non sarebbe oggi possibile leggere dei documenti (dei DOCUMENTI ufficiali, non delle analisi o delle ricostruzioni)

http://www.truth-out.org/progressivepicks/item/33180-wikileaks-reveals-how-the-us-aggressively-pursued-regime-change-in-syria-igniting-a-bloodbath

che indicano in modo pressoché inoppugnabile come gli Stati Uniti già nel 2006 stessero studiano il modo di causare una guerra civile in Siria, in modo da portare al collasso del governo.

Pur nella diversità delle opinioni e degli apprezzamenti, è essenziale che si comprenda un punto chiave: la campagna contro le “fake news” non è in alcun modo indirizzata contro gli sciachimisti, gli antivaccinari, i terrapiattisti, e via “pazziando”. Si vogliono invece mettere a tacere tutte le fonti che presentino un’interpretazione dei fatti in contrasto con quelle formulate a Washington, e da lì riprese senza il minimo spirito critico da tutti i grandi media occidentali. Bisogna insomma che la gente apprenda dal NYT che Saddam Hussein sta acquistando tubi in alluminio per il suo programma nucleare, e dal WaPo che la Clinton ha perso le elezioni solo per le nefande macchinazioni del perfido Putin – senza che sia possibile trovare da nessuna parte l’espressione di un qualche dubbio.

L’aspetto più spiacevole di tutto questo è il rischio di dover arrivare ad una radicalizzazione delle posizioni. Si potrebbe cioè finire a dover vedere cose come “Wikileaks” o “The Intercept” come parte di un unico “pacco” che comprende anche, diciamo, “Il Fatto Quotidaino” o “Tanker Enemy” – pacco da accettare o respingere in blocco, senza poter fare distinzioni.

Perchè il fatto che noi magari si ritenga (a torto o a ragione) di essere perfettamente capaci di effettuare una distinzione del genere è irrilevante. Una volta concesso a qualunque forma di autorità il potere di spazzare via dalla rete (o dai media in generale) ciò che noi consideriamo immondizia, patatrac.

Luigi Rosa,

come ci si potrebbe comportare se/quando l'autore dicesse "esprimo un'opinione"?

Dipende su cosa dice di aver espresso un'opinione. "Secondo me Piero Angela ha detto che gli UFO sono pilotati da piccole creature pelose di Alfa Centauri" non è un'opinione: o Piero Angela l'ha detto, o non l'ha detto. "Secondo me 2 + 2 fa 4" non è un'opinione: è la descrizione di un fatto.

"Secondo me l'euro aumenterà il tasso di cambio rispetto al dollaro nei prossimi tre mesi" è un'opinione o previsione.
Daniela,

L'obbligo di smentita da parte dei giornali che pubblicano anche in cartaceo potrebbe essere secondo te un valido rimedio?

Potrebbe essere un ausiloio, ma mi pare che ci sia già qualcosa del genere nella legge italiana. Gli obblighi sono aria fritta se nessuno li fa rispettare o vengono fatti rispettare sei mesi dopo che la notizia falsa è stata messa in giro.
F,

potrei chiedere che fossero più evidenti le modifiche che fai ai tuoi articoli?

Piacerebbe anche a me che fossero più evidenti, ma non ho trovato un sistema che mi consenta di farlo in modo agevole in automatico e di certo non ho tempo di farlo a mano, se non per i casi più significativi.
ebonsi,

la discussione sulle cosidette “fake news” è distribuita su quattro o cinque thread diversi. Non sarebbe forse il caso di unificare il tutto?

Volentieri, ma non saprei come. Hai qualche idea?

Fra l'altro, sono profondamente d'accordo con il tuo commento. In particolare sulla gravità di quello che forse sta bollendo in pentola.
@ebonsi

Secondo me ci sta sfuggendo di mano l'entità del problema.
Un intervento legislativo (parlo solo in scala nazionale) non dovrebbe colpire le fake-news in sé.
Dovrebbe colpire la pratica di GUADAGNARE attraverso le fake-news.
Perché è un modo di fare soldi furbo e innocuo nell'immediato (non è una truffa, visto che non si mettono le mani in tasca alla gente), ma che nel lungo periodo può avere tutte le conseguenze che sappiamo bene.

In questo la differenza con Wiki-Leaks è abissale. Vedi mica banner pubblicitari sul suo sito relativi alla dieta di Belen, ai modi per allungare il pene, a metodi per guadagnare soldi senza sforzo? No. Loro hanno fatto una scelta di integrità con i controcoglioni e vanno avanti a donazioni, rimesse liberamente a chi è solidale nei loro confronti. Non vengono a sbatterti in faccia i loro segreti scrivendo "kondividi se sei indignatoh".

Il principio dovrebbe essere: vuoi scrivere boiate su Internet e guardare la gente che dà di matto perché sei un troll? E' una cosa deprecabile ma giuridicamente irrilevante, a meno che la singola notizia causi un turbamento dell'ordine pubblico. E attualmente, in Italia, è così (vedi il 656 e il 661 del codice penale).
Vuoi scrivere boiate per renderle VIRALI e quindi GUADAGNARE SOLDI AUTOMATICAMENTE grazie ai banner beceri di cui impesti la tua pagina? Restituisci tutto quello che hai guadagnato, con gli interessi.

In secondo luogo, mi dispiace che ci sia questa radicata concezione dell'autorità giudiziaria composta da una banda di imbecilli perché o troppo garantista o troppo inquisitoria, a seconda del tipo di decisione che non ci piace: alla luce di una qualsiasi sanzione, nel nostro ordinamento, c'è sempre un processo scrupoloso di accertamento e di motivazione a sostegno, cui è sempre possibile proporre impugnazioni: l'autorità, mediante fact-checking, non ha trovato conferme ufficiali alla panzana colossale che hai inventato e che hai pubblicato nel tuo sito pieno di banners? Benissimo, per le sanzioni amministrative ti applica la sanzione, ma ti lascia il diritto di impugnare la sanzione e di portare tutte le prove documentali che dimostrano che quello che racconti è avvenuto veramente, con il giudizio di appello che spetta a un organo diverso da quello che ti ha multato. Per questa come per tutte le condotte illecite, nel penale poi le garanzie sono ancora più ampie.
Non è inquisizione, è civiltà.
Se poi a voi va bene che questi peracottari guadagnino il decuplo di quanto guadagna un giovane giornalista serio che si fa il culo per emergere nel mondo dell'informazione che conta in nome di una "libertà di espressione" oltre i confini di questa locuzione, tollerando i suoi abusi, buon per voi.
Sarebbe possibile e giusto multare coloro che - essendo giornalisti iscritti ad un albo e quindi "professionisti", diffondono delle bufale? In ogni altra professione sia pubblica che private la mancanza o l'assenza di controllo sull'operato viene punita e sanzionata
Resto molto perplesso sulla questione. Più perplesso della maggioranza (e di Paolo) mi sembra.

Mi spiego: da un lato credo che un sistema punitivo sia di dubbia applicabilità, e anche contrario a certi principi. Dall'altra mi rendo conto che certe volte si fanno danni seri nel segnalare certe notizie completamente inventate.

Prendiamo un caso concreto: la questione vaccini MMR-autismo. Il primo autore della ben nota truffa, Andrew Wakefield è stato sanzionato con l'esclusione dall'ordine dei giornalisti. Quindi non è del tutto vero che qualcosa del genere non esista già adesso. Esistono infatti i reati di diffamazione e truffa, che in certi casi sono proprio quanto avviene nelle notizie costruite.

D'altra parte, queste sanzioni non sono servite a fermare il fenomeno. Anzi. Mettere un "bollino" alla questione non so quanto servirebbe, anche perché effettivamente la questione in generale, resta "controversa". Il metodo scientifico ha infatti un grande pregio rispetto agli altri metodi di investigazione della realtà: il fatto che si "autocorregge" nel tempo. Il problema è che questa "autocorrezione" avviene in un tempo imprevedibile. Non si può escludere a priori, insomma, che anche se lo studio di Wakefield è stato condannato, un ulteriore studio non possa portare a conclusioni analoghe. Quindi, mentre si può condannare Wakefield per avere pubblicato dati falsati, non si può condannare chi sostiene che ci *potrebbe* essere una relazione di causa effetto tra un vaccino e l'autismo (o un'altra sindrome).

Il problema è che la scienza, quella reale, opera in maniera molto più complessa di come il grande pubblico può percepire. Se ne fotte di Kuhn o di Popper, per intenderci.

Non so se riesco a spiegarmi. Temo di no... Ma vorrei invitare alla cautela e a mantenere la mente aperta piuttosto che mettersi subito dalla parte di Pitruzzella o contro.

A me la questione appare come molto, MOLTO complessa. Difficile dire se i punti (1), (2) e (3) sono procedure corrette e sbagliate in certi casi intermedi. Il problema è che questi, nei fatti, sono la stragrande maggioranza. In teoria per esempio Tizio può avere detto questo o non averlo detto, ma la realtà è che per dimostrarlo spesso ci vuole un processo (per diffamazione, btw, che dimostra che il problema esiste), perché ci possono essere diverse interpretazioni di quello che ha detto tizio, e anche diverse versioni di quello che Tizio ha detto.

Prendo un altro esempio, di oggi: L'ANSA ha titolato "Isis vuole attacchi Gb con armi chimiche", basandosi su un intervista al MInistro della Sicurezza Britannico. BBC invece ha titolato "IS 'would use chemical weapons' in UK". Notare il virgolettato.

Mi ha scritto allora qualche amico preoccupato dalla notizia BBC. Ma la notizia reale è irrilevante. Chi metterebbe in dubbio infatti che l'ISIS non si farebbe problemi a usare un'arma chimica, o anche atomica, sulla popolazione inglese? Ovvio. E chi metterebbe in dubbio che lo farebbe se potesse? Si tratta di bufala o no? Tuttavia, in moltissimi hanno percepito questa "non-notizia" come un aumento del rischio.
Ovviamente Andrew Wakefield è stato sanzionato con l'esclusione dall'ordine dei MEDICI, non da quello dei giornalisti...

Scusate l'errore.
[by Faber vecchio]

Stefano Longagnani #11
Utilizzi l'affermazione "tornare alla lira salverebbe l’Italia" come esempio di affermazione difficile "da smentire o confermare".

Traduco l'evidente Paolo-pensiero: "stabilire se detta affermazione sia vera o falsa richiede competenze e argomentazioni complesse".

È uno spiacevole esempio, perché [cut] passa questo accostamento noeuro e bufale.

Io l'ho letto come "andiamoci piano, prima di dire che l'affermazione 'tornare alla lira salverebbe l’Italia' sia una bufala" -:)
E' proprio vero che quante le teste, altrettanti i giudizi.

Certo tu non lo scrivi esplicitamente [cut]

Infatti ha scritto il contrario :-)

[cut] che SENZA sovranità monetaria l'Italia non abbia gli strumenti di politica economica per tirarsi fuori da questa crisi infinita [cut]

Ti faccio due domande che non ho posto a un supermaximega economista, che trincia giudizi, lascia noi plebei nell'ignoranza e non risponde alle domande scomode:
- che strumenti ha usato e usa la Germania, per evitare una crisi come la nostra?
- perché non li usiamo anche noi?
Sperando che la risposta non sia che non si tratta di strumenti, ma di una situazione analoga all'esperienza 4 di questa pagina.
Le regole ci sono già per gli altri media. "Come faccio a sapere che è una bufala" è una domanda a cui si sa già rispondere ed esistono dei criteri. I criteri che un giornalista usa per stabilire se cosa gli dice una fonte è "credibile", per esempio.
[by Faber vecchio]

kobotoz maboto #12
"Poichè egli camminava sulle acque ed è resuscitato dopo 5 giorni."

Che sia resuscitato dopo 5 giorni è una bufala :-)
Sperando che la risposta non sia che non si tratta di strumenti, ma di una situazione analoga all'esperienza 4 di questa pagina.


(rumore di grattata di testa)
A furia di discutere con Puffolotti sei diventato ermetico anche te.
alla luce di una qualsiasi sanzione, nel nostro ordinamento, c'è sempre un processo scrupoloso di accertamento e di motivazione a sostegno

"Preso allora dalla disperazione, tornò di corsa in città e andò difilato in tribunale, per denunziare al giudice i due malandrini, che lo avevano derubato.
Il giudice era uno scimmione della razza dei Gorilla: un vecchio scimmione rispettabile per la sua grave età, per la sua barba bianca e specialmente per i suoi occhiali d’oro, senza vetri, che era costretto a portare continuamente, a motivo d’una flussione d’occhi, che lo tormentava da parecchi anni.
Pinocchio, alla presenza del giudice, raccontò per filo e per segno l’iniqua frode, di cui era stato vittima; dètte il nome, il cognome e i connotati dei malandrini, e finí chiedendo giustizia.
Il giudice lo ascoltò con molta benignità; prese vivissima parte al racconto: s’intenerí, si commosse: e quando il burattino non ebbe piú nulla da dire, allungò la mano e sonò il campanello.
A quella scampanellata comparvero subito due can mastini vestiti da giandarmi.

Allora il giudice, accennando Pinocchio ai giandarmi, disse loro:
— Quel povero diavolo è stato derubato di quattro monete d’oro: pigliatelo dunque, e mettetelo subito in prigione. —
Il burattino, sentendosi dare questa sentenza fra capo e collo, rimase di princisbecco e voleva protestare: ma i giandarmi, a scanso di perditempi inutili, gli tapparono la bocca e lo condussero in gattabuia."

Non è un'opera di fantasia, purtroppo.
[by Faber vecchio]

ebonsi #29
[cut] io sono d’accordo con Paolo anche sul punto 3) – direi anzi sopratutto sul punto 3).

Assolutamente sì.

Sarebbe anzi uno strumento di uso molto più spedito, sia perché si tratterebbe di una “semplice” sanzione amministrativa, e sia perchè l’opinione pubblica – come si è del resto visto qui – lo accetterebbe senza porsi troppe domande [cut]

Abbiamo già la prova sperimentale di entrambi i punti: basta guardare le tante "discutibili" ordinanze emesse in virtù dello strapotere accordato ai sindaci e al garante della privacy, che non rispondono di tasca loro di eventuali idiozie: abbassa la testa oppure paga oppure spendi nel ricorso al TAR più di quanto ti sarebbe costato pagare oppure paga sia la sanzione sia il ricorso.
Anzi, altro che porsi troppe domande: finora l'opinione pubblica non se n'è posta affatto.
[by Faber vecchio]

martinobri #41
A furia di discutere con Puffolotti sei diventato ermetico anche te.

Accademia mode ON. Aaaggghhh!!!! Accademia mode OFF.

Traduco il puffolofaber-pensiero: quando una bolla grande (la Germania) e una bolla piccola (l'Italia) comunicano liberamente attraverso una cannuccia (l'euro), la bolla grande si pappa tutto e la bolla piccola sparisce.
@BVZM commento#19
"Cura di tutti i mali"?! Chi lo dice è un cretino. Il punto è che senza strumenti di politica economica o ci tira fuori dalla crisi la Germania (e non vuole, perché non è politicamente fattibile pagare per noi) o non ne usciamo.

Su due cose economisti pro e noeuro sono concordi:
1) non abbiamo gli strumenti di politica economica in mano nostra: li abbiamo ceduti (moneta) e/o abbiamo accettato vincoli (di bilancio, di spesa, di utilizzo della spesa, ecc.) tramite i trattati UE;
2) senza un cambiamento che passa attraverso un qualche tipo di unione di trasferimento (cioè la Germania che dà soldi alla periferia dell'eurozona dalla quale sta succhiando soldi col suo enorme surplus), l'euro non può durare.
Ci si divide su cosa costi di più: uscire o rimanere. A rimanere paghiamo noi poracci, a uscire pagherebbero i grossi (previsione direi condivisa, vista la pervicacia con cui Confindustria è pro euro). P.s. diversi studi concordano che l'Italia sarebbe il paese che trarrebbe i maggiori benefici dall'uscita dall'euro; qui, al minuto 29 per esempio uno dei più recenti: https://youtu.be/6GNCqI_Cl60

@Mattia Poletti
E dove starebbe la bufala? A mio parere hai letto in fretta (cosa che non ha fatto Paolo Attivissimo evidentemente, che è sempre una spanna sopra :-)

P.s. l'ennesimo esempio di dati economici utilizzati in modo "allegro" da chi detiene il potere (consiglio di leggere pure i link): http://goofynomics.blogspot.it/2017/01/le-post-verita-del-corsera.html
@Faber

La Germania utilizza una combinazione di diversi strumenti (di cui io vorrei poter fare a meno); te ne puoi fare una sommaria idea con questi pochi link:


- http://www.rai.it/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-1d38c610-ca19-47df-a185-9491cd8b8b17.html

- http://vocidallestero.it/2016/12/29/dw-il-governo-tedesco-ha-cancellato-alcune-parti-del-rapporto-sulla-poverta/

- http://vocidallestero.it/2016/12/27/germania-salari-alla-soglia-della-poverta-sempre-piu-tedeschi-indebitati/

- http://vocidallagermania.blogspot.it/2016/12/un-lavoratore-su-cinque-in-germania.html

- http://vocidallagermania.blogspot.it/2016/12/lavoro-in-afftto-schiavitu-moderna.html

- http://vocidallagermania.blogspot.it/2016/11/poverta-per-legge-hartz-iv.html

Infine il fondamentale reportage del 2013 di Die Zeit:

- http://vocidallagermania.blogspot.it/2013/12/mi-cuggino-allabbiemmevvu-prima-parte.html

- http://vocidallagermania.blogspot.it/2013/12/mi-cuggino-allabbiemmevvu-parte-seconda.html
P.s. Paolo Attivissimo è intellettualmente onesto. Questa è la sua vera forza. E in secondo luogo è indipendente (anche economicamente) nel dare i suoi giudizi. Per questi due fondamentali motivi auspicherei un suo maggior impegno a sbufalare anche aspetti dell'informazione che toccano corde sensibili anche sul versante economico. Come riporta bufale smascherate da Snopes.com o altri, potrebbe riportare fact checking di ambito economico con maggior frequenza di ora. In fondo siamo dentro una enorme crisi economica che ha bisogno di verità. E lui ce ne potrebbe dare un pochetto di più della poca in circolazione.
Zannaman

" per spostare la responsabilità della situazione attuale italiana al di fuori della nazione, quasi che sia "colpa" delle regole imposte dall'Euro e non della permanente riluttanza della classe politica italiana a mettere mano alle riforme necessarie."

Uhm... un malevolo potrebbe interpretare il risultato dell'ultimo referendum come "gli italiani hanno spostato le proprie responsabilità sulla politica fallimentare del governo che.... stava cercando di mettere in atto parte di quelle riforme strutturali che servivano... ma nessuno ci ha fatto caso e nella foga di far cadere il suddetto governo per cambiare finalmente le cose... alla luce del risultato si è accorto che non ha voluto cambiare nulla?"

L'Italia funziona/non funziona perché siamo noi italiani i primi a tagliarli le palle da soli. I politici si limitano a frullare ciò che resta e basta. Perché, dopotutto, sono italiani pure loro, pore stelle. Vogliamo negar loro la possibilità di far qualche disastro politico tipo fare delle riforme impopolari e perdere così il potere?

Ah no... spetta. Ci pensiamo già da soli a fare in modo che tutto rimanga uguale, che tutti si lavori come dipendenti statali non licenziabili, la figlia fotomodella ed il figlio bomber in serie A.

I ragazzi che scappano, quelli che rientrano a pieno titolo nella locuzione "fuga di cervelli", principalmente lo fanno per lo schifo che provano per questo Paese. Poi vengono le possibilità di carriera.

La classe politica è manifestazione popolare. Abbiamo i politici che ci meritiamo perché siamo sempre pronti ad abboccare a chi ci fa credere che finalmente "questo cambierà tutto". Chi arriva a questi livelli ha solo capito come sfruttare questa fame di cambiamento del popolo italiano (fatto da altri naturalmente, mai da noi stessi perché "i problemi sono ben altri") ed ad arrivare in cima al sistema Italia. E dominarlo. Per proprio tornaconto. Come farebbe qualsiasi italiano medio con le conoscenze giuste per arrivarci e far diventare la figlia fotomodella ed il figlio bomber in serie A. O Trota.
Faber

Pensa un po' che invece la maggior parte degli economisti crede che quella cannuccia riequilibri le pressioni differenti tra le bolle... che scemi... glielo dici tu che la storia dei vasi comunicanti (o delle bolle interconnesse) non funziona?
e pensare che una volta la rete era in grado di autoregolamentarsi...
punto 1 : sono scettico sul fatto che si possa in modo inequivocabile definire una notizia come "fake news", c'è quasi sempre spazio per un giudizio soggettivo. Mi basterebbe poter arrivare a marcare le notizie "controverse" affichè l'utente sia sollecitato a verificarle ed a farsene un'idea propria. Mi rendo cnto che questo può voler dire aprire la notizia e dare soldi al sito bufalaro, ma quello che mi preme è che la gente ragioni....
punto 2 : d'accordissimo con Paolo, no alle censure sempre e comunque.
punto 3 : non credo ad una sanzione imposta da chissà quale ente esterno. Io ritengo che le uniche che possano colpire alla fonte e che andrebbero responsabilizzate sono le piattaforme di advertising che di fronte a "fake news" certificate come tali semplicemente trattengano gli incassi (bisognerebbe discutere dei modelli implementativi per evitare abusi, sarebbe un po' più complicato di così...). Attualmente tali piattaforme sono complici lucrando al pari dei bufalari ed in taluni casi collaborando a vere e proprie truffe.
E fare il contrario, ovvero studiare un metodo per dare un punteggio di affidabilità alle diverse fonti?
Un fatto come quello di repubblica denunciato da Paolo dovrebbero abbassare un indice che poi si riflette sul chi questo lo faer vivere.
Ovviamente inventare un sistema indipendente e affidabile è difficile, difficilissimo, ma potrebbe spingere almeno le testate giornalistiche a distinguere fatti e opinioni (Paolo ha spigato magnificamente cosa vuol dire) e ad attuare un minimo di controllo.

Insomma, le sanzioni economiche, oltretutto già previste con l'Istituto della diffamazione, potrebbero valer meno di un ranking.
Non posso che far notare il punto fondamentale della questione, che è già stato sollevato da A nel Commento #10 • 1/1/17 01:33 (http://attivissimo.blogspot.it/2016/12/proposte-antibufale-di-pitruzzella-una.html#c8644033578342963241): e' necessario avere un servizio di giustizia che funzioni.

Per citare una famosa pubblicità, "La potenza è nulla senza il controllo", il che significa che possiamo anche definire il miglior sistema di regole possibile, ma questo sistema è assolutamente inutile se non esiste un servizio di giustizia che punisca celermente le violazioni.

E, sinceramente, un servizio di giustizia che incarcera un Corona ma lascia libero uno Schiettino non fa ben sperare...


@Paolo

È stata dura, ma confermo Emmy Magazine :D
@Diglielo con Numa ed @ebonsi.
Pensiero il libertà.
E una tassa simile a quella SIAE sui supporti?
Ovvero: si paga un tanto alla SIAE ogni CD vergine con la presunzione (discutibile) che potrebbe riprodurre materiale coperto da copyright.
Stesso opinabile principio: si paga un tanto di "bufalatax" per ogni banner/ad con la presunzione (discutibile) che potrebbe finire ad alimentare un sito di fuffa/fake/haters.

Detta percentuale di "bufalatax" viene determinata ogni anno dall'Agenzia Bufalabuster Europea che, con tutti gli elefantici metodi burocratici classici, fa una classifica in cui misura il grado di affidabilità nel web nel suo insieme.

Ecco che, di botto, diventa conveniente sverminare il web tutto: le agenzie pubblicitarie hanno interesse a offirire "click di qualità" e non più sparare ads a caso, per abbassare quella tassa.

Ok, la mia boiata l'ho detta.
siamo sicuri che siano pessime?

Sono d'accordo con Ebonsi e con Paolo stesso, ma non sappiamo per certo quale sia l'obbiettivo reale di questo Pitruzzella e di chi parla di lotta alle false news.
Perfettamente d'accordo sul punto 1 e 2. Anch'io penso che per districarsi tra notizie vere/verosimili/fasulle servano strumenti per taggarle e dargli un rating di affidabilità. Però, più che con gli antivirus, l'analogia mi pare sia più pertinente con gli antispam, soprattutto perché la valutazione di una notizia non è sempre certa e ci possono essere dei pareri discordanti. Uno strumento globale come FB dovrebbe affidarsi a questi sistemi per categorizzare la veridicità delle notizie, magari istituendo un Junk gestibile dall'utente.

Sulle sanzioni sono contrario a sanzioni economiche generalizzate e predefinite per pubblicazione di notizie false ma, credendo che non si possa fare dei social la terra di nessuno, il danno stabilito in seguito a sentenza vada risarcito, a prescindere dalla sua efficacia nel contrastare la pubblicazione di nuove notizie false.

Grazie

Davide
Una bufala online viene smascherata dopo pochi minuti e ci permette di capire di chi potremo fidarci e di chi no. Il problema sono i giornali "veri" che possono titolare senza problemi "PRIMI SEGNALI DI RIPRESA DISOCCUPAZIONE IN CALO" anche quando attorno a noi vediamo solo negozi che chiudono e precarietà in aumento (l'Istat considera "occupato" chi ha lavorato UNA SOLA ORA nell'ultima settimana!!!).
"siamo sicuri che siano pessime?"

Io per niente, né in un senso né nell'altro. Penso che siano controverse ma pessime mi sembra un aggettivo eccessivo vista la complessità della questione, l'imprevedibilità degli effetti, etc. Ho provato a spiegare perché ai commenti #36 e #37.
@pgc

Quello che è certo è che su una questione tanto complessa e delicata saranno necessarie eccezioni e scappatoie che i malintenzionati scoveranno in tempo 0.

Per quanto riguarda il mondo del lavoro o cose tipo le agenzie immobiliari, le statistiche e i contrattempi coi piantagrane vengono da molto tempo comunicati partendo dal presupposto che l'[arbeitsgerichtsamt] non deve venire a sapere per certo che esistono tali statistiche.

(Cioè, lo sanno anche i sassi che esistono, ed è impensabile il contrario, ma siccome esporre un furbacchione al pubblico ludibrio è un grosso rischio, allora si lavora dalle catacombe.)

Questa ideona non cambia niente a tali precauzioni.
[by Faber vecchio]

Diglielo con Numa #34
Dovrebbe colpire la pratica di GUADAGNARE attraverso le fake-news.

... perché le bufale causano danni solo quando c'è di mezzo lo sterco del diavolo.

Perché è un modo di fare soldi furbo e innocuo nell'immediato (non è una truffa, visto che non si mettono le mani in tasca alla gente), ma che nel lungo periodo può avere tutte le conseguenze che sappiamo bene.

... le medesime conseguenze delle bufale spacciate per hobby.
Direi di arrestare chi ammazza qualcuno per rapina, ma di lasciarlo andare, se ammazza per sfizio.

[cut] alla luce di una qualsiasi sanzione, nel nostro ordinamento, c'è sempre un processo scrupoloso di accertamento e di motivazione a sostegno, [cut] ti applica la sanzione, ma ti lascia il diritto di impugnare la sanzione e di portare tutte le prove documentali che dimostrano che quello che racconti è avvenuto veramente [cut]

Sì, spenderai migliaia o decine di migliaia di euro per dimostrare che sei innocente, euro che lo stato non ti rimborserà; figurati i patemi d'animo.
Poi, quando scopri dove devi mettere una parte delle prove...
Mi fa piacere che tu sia ottimista.
Auguri di non incontrare mai coloro di cui tanto ti fidi.
Per quanto mi riguarda, piuttosto che finire nelle mani chi non risponde dei suoi errori al pari degli altri professionisti, salto direttamente nel recinto delle tigri affamate: è più veloce e meno doloroso.

Non è inquisizione, è civiltà.

Certo che non è inquisizione, perché l'inquisizione era un'istituzione civile, per i suoi tempi.
Civiltà... E' l'inciviltà di un sistema dove puoi subire 50 processi, perché sei il migliore, essere assolto 49 volte, prescritto una volta con una sentenza che grida vendetta al cospetto di Dio e buttare nel cesso due milioni di euro.
Dirò il resto quando non ci saranno più i delitti d'opinione del codice penale fasciodemocristiancomunista.

Ho avuto la fortuna di conoscere il miglior chirurgo d'Europa, probabilmente del mondo: chiedi a lui quanto è civile il nostro sistema.
Buona lettura: Hermanin, intervista, procedure, Rummo 1, Rummo 2, Corcione, Cosentino, curriculum, sentenza.

Non metto i link agli amici rimbambiti di un pluriomicida definitivo e al partito cazzista dei mestatori, perché fanno vomitare.
[by Faber vecchio]

Stupidocane #49
Pensa un po' che invece la maggior parte degli economisti crede che quella cannuccia riequilibri le pressioni differenti tra le bolle... che scemi... glielo dici tu che la storia dei vasi comunicanti (o delle bolle interconnesse) non funziona?

No, non glielo dico, perché ho scritto una cosa diversa.

La riscrivo copiando pedestramente la parte che non aveva bisogno di essere tradotta: Ti faccio due domande [cut] [s]perando che la risposta non sia che non si tratta di strumenti, ma di una situazione analoga al fenomeno per cui, quando una bolla grande (la Germania) e una bolla piccola (l'Italia) comunicano liberamente attraverso una cannuccia (l'euro), la bolla grande si pappa tutto e la bolla piccola sparisce.

Così è chiaro?
Faber,

In pratica fai una domanda e chiedi anche la risposta che vorresti sentire? ;)

Di fatto l'euro è un riequilibratore di Economie. Che queste Economie poi siano in grado o meno di sottostare ai parametri richiesti dall'avere una moneta unica, è un altro paio di maniche. La Germania non si pappa solo i soldi degli altri. Sono anche gli altri che si pappano i soldi della Germania. Mi azzardo anche a dire che senza la Germania non ci sarebbe l'Europa come la conosciamo oggi. Anzi, se la Germania uscisse dall'Europa, mi sa che a noi italiani converrebbe istituire una sorta di Federazione Economica Mediterranea con tutti gli Stati che si affacciano sul Mare Nostrum, piuttosto che rimanere con i nostri cugini del nord.
Io credo che raccontare bufale o avere idee anche radicalmente differenti in economia sia una roba diversa. I dati sulla ripresa economica sono opinabili, e quindi soggetti a interpretazioni diverse, posso prendere dati da diverse fonti, aggregarli con criteri differenti, etc...
Tutto molto interessante e, se civile, il dibattito è proficuo, ma la bufala è la notizia totalmente inventata, come l'intervista al falso passante, la foto costruita etc...
Anzi, oggi che l'argomento è salito alla generale attenzione, forse graduare i diversi livelli di falsità è più che opportuno.
Certo, nel campo scientifico è più facile in quanto esistono regole più chiare.
DiegoPig #53

un servizio di giustizia che incarcera un Corona ma lascia libero uno Schiettino non fa ben sperare...

Corona è stato riconosciuto colpevole, Schettino no (e nemmeno a rischio).
[by Faber vecchio]

Stupidocane #63
In pratica fai una domanda e chiedi anche la risposta che vorresti sentire? ;)

No, mai.
Chiedo sempre la risposta vera.
A volte spero che la risposta vera sia quella che mi piacerebbe sentire.

Se fra Gesù Cristo e la verità ho scelto la verità (è stato molto spiacevole), figurati quanto può cambiarmi la vita una risposta piuttosto che un'altra in materia di stregoneria.
Stregoneria, perché tutti hanno la ricetta economica in mano, finché non governano; una volta al governo, puff!... addio ricetta.
Invece, dove si applica la scienza, problemi complessi uguali ricevono soluzioni quasi uguali, capitalista o comunista che sia l'esperto.

Stefano Longagnani ha scritto Chi propone di uscire dall'euro (che già non è "tornare alla lira") lo fa perché valuta oggettivo, sulla base di solidi argomenti scientifici, che SENZA sovranità monetaria l'Italia non abbia gli strumenti di politica economica per tirarsi fuori da questa crisi infinita [cut].

La Germania non ha la sovranità monetaria, come noi, ma non ha la nostra crisi.
Non ha la nostra crisi, perché usa strumenti che non richiedono la sovranità monetaria?
In caso affermativo, possiamo usarli anche noi?
Non chiedo di rispondere di sì a entrambe le domande.
Spero che la risposta non sia Senza sovranità monetaria, non ci sono strumenti: la Germania non ha la nostra crisi, perché la moneta unica, per i motivi X e Y e Z, ha come conseguenza inevitabile che le economie più forti pappino le più deboli, analogamente alle bolle di sapone grandi, che diventano più grandi a spese di quelle piccole.

Delle due, l'una: o io proprio non so scrivere o tu rispondi prima di avere letto e capito.
Agli altri lettori l'ardua sentenza :-)
@pgc

Piuttosto non capisco per quale motivo non sei critico sul punto 2.

se cancelli le nozioni fasulle, come fai a spiegare l'evoluzione della conoscenza?
Per fare un esempio molto astratto, se dovessi spiegare come Francesco Redi confutò la teoria della generazione spontanea, avrei bisogno di spiegare la teoria della generazione spontanea.

Per fare un esempio molto generalistico, se da una statistica booleana togliamo tutti i risultati 0 ovvero tutti i risultati -1 non potremo più confrontare cose come l'esperienza di due pugili o l'affidabilità di 2 giornalisti.

Cioè, se in un dato lasso di tempo un giornalista ha fornito 4 notizie vere e 0 false, mentre un altro ha fornito 5 notizie vere e 21 notizie false, il secondo giornalista apparirà più affidabile del primo.
[by Faber vecchio]

Ragazzi, lui ha trovato la soluzione: la giuria popolare anti-balle!
@Faber, Commento #65 • 3/1/17 21:02 (http://attivissimo.blogspot.it/2016/12/proposte-antibufale-di-pitruzzella-una.html#c9219264589988197891)

"Corona è stato riconosciuto colpevole, Schettino no (e nemmeno a rischio)."

A me risulta che Schiettino sia stato condannato anche in appello a 16 anni di reclusione.
Poi si può sostenere che manchi ancora la cassazione e che le 32 vittime del naufragio si siano, in realtà, suicidate.

Quello che non cambia è appunto il malfunzionamento del sistema giustizia: il naufragio della concordia, con i 32 suicidi di cui sopra, è avvenuto nel 2012.
Siamo nel 2017 e il bicondannato è ancora libero.

Direi che non si può certo parlare di "servizio di giustizia funzionante" se 5 anni non sono sufficienti a incarcerare chi induce al suicidio 32 persone.

Faber,

"Delle due, l'una: o io proprio non so scrivere o tu rispondi prima di avere letto e capito.
Agli altri lettori l'ardua sentenza :-)"

Te ne do una terza: lascia che la discussione vada avanti da sola, senza aspettative vere o finte che siano e vedrai che ci saranno meno incomprensioni.

Spero che la replica NON sia "fatti i fatti tuoi". :)
@Stu
In pratica fai una domanda e chiedi anche la risposta che vorresti sentire?

Ti devi allenare un po' coi testi "simil legalese"

Ti assegno un esercizio facile facile

Tradurre in italiano quanto segue:

"posizione della targa posteriore nel senso della larghezza, con esclusione delle targhe d'immatricolazione dei rimorchi, dei rimorchi agricoli e delle macchine operatrici trainate: la linea verticale mediana della targa non può trovarsi più a destra del piano di simmetria longitudinale del veicolo e in ogni caso, nei veicoli trainati, deve essere assicurata una congrua distanza tra targa d'immatricolazione e targa ripetitrice. Il bordo laterale sinistro della targa non può trovarsi più a sinistra del piano verticale parallelo al piano longitudinale di simmetria del veicolo e tangente al luogo in cui la sezione trasversale del veicolo, larghezza fuori tutto, raggiunge la sua dimensione massima;


Se fa per ride eh? :-)

Il bello è che, nella burocrazia italiana ci sono cose anche peggiori. Pur non essendo avvocato ho letto cose riguardanti le gare d'appalto (alcune, devo dire, rivelatesi fuori legge) che voi umani non potete nemmeno immaginare :-)
Faber
"DiegoPig #53
"un servizio di giustizia che incarcera un Corona ma lascia libero uno Schiettino non fa ben sperare..."

Corona è stato riconosciuto colpevole, Schettino no (e nemmeno a rischio).


Ahahhaah questo è un classico. Era da tempo che non la sentivo.
All'epoca, poi, era ancora più comica, perchè la ggggggente non era in grado di distinguere tra una persona condannata e una in attesa giudizio (quindi ancora innocente), così come non sapevano distinguere tra una persona incarcerata preventivamente (per rischio di fuga e/o reiterazione del reato) e una lasciata a piede libero.

Poi capisco che i giustizialisti della rete vorrebbero sbattere in cella a vita anche un ladro di biciclette, ma il fatto che uno come Schettino non sia stato incarcerato neppure dopo la pesantissima condanna è qualcosa che ha dei fondamenti logici.
Non ha senso mettere in carcere una persona che, di fatto, non può più nuocere a nessuno e che non ha necessità di essere ri-educata. Anche perchè le celle di un carcere richiedono spazio e risorse da parte dello Stato. Se Schettino fosse in galera, dovremmo sorbirci frasi del tipo "è mantenuto a spese nostre" per 16 anni? No, grazie.

Ora manca solo "Corona è statoincarcerato per due foto" e il viaggio nel passato è completo.
DiegoPig #69
A me risulta che Schiettino sia stato condannato anche in appello a 16 anni di reclusione.

... e quindi Schettino non è ancora considerato colpevole, a norma dell'unico argomento valido in uno Stato di diritto: la legge.

Poi si può sostenere che manchi ancora la cassazione

... che è sempre in tempo a riservare amare sorprese :-(

e che le 32 vittime del naufragio si siano, in realtà, suicidate.

Ci sarà chi è disposto a sostenerlo, il mondo è pieno di pazzi e di analfabeti :-)

Direi che non si può certo parlare di "servizio di giustizia funzionante" se 5 anni non sono sufficienti a incarcerare chi induce al suicidio 32 persone.

E' probabile.
Dico probabile, perché non ho partecipato al processo né ho letto le 56.000 pagine.
Non so quale sia il tempo "giusto", sotto il quale si scade nel linciaggio e sopra il quale si scade nell'inefficienza.
IMO, la "giustizia" è il problema numero uno dell'Italia, nelle componenti (IMO) minoritaria parlamento (scrittura delle leggi) e (IMO) maggioritaria magistratura (applicazione delle leggi).
@Faber

Si, la Germania ha degli strumenti che prevengono l'impatto della crisi. L'insieme di questi strumenti è comunemente detto "Katze Thuy"
Termine che proviene da un antico proverbio vietnamita che suona circa: "Solo quando abbiamo una camicia, la possiamo indossare."

No, l'Italia non può usarli.
La ragione di ciò non è tecnica o o legale, ma psicologica, per non dire direttamente "esoterica".
@Faber Vecchio #61

"... le medesime conseguenze delle bufale spacciate per hobby.
Direi di arrestare chi ammazza qualcuno per rapina, ma di lasciarlo andare, se ammazza per sfizio."

Il discorso è che un bufalaro professionista, attirato dal guadagno, si presume che scriva e diffonda le sue porcherie con frequenza assai superiore di uno che lo faccia a tempo perso.
Il paragone che fai con l'omicidio a seguito di rapina riguarda due beni giuridici (l'integrità della persona e del suo patrimonio) totalmente differenti riguardo a quello in cui si tratta e non merita nemmeno di essere approfondito.

"Mi fa piacere che tu sia ottimista.
Auguri di non incontrare mai coloro di cui tanto ti fidi".

Tranquillo. In un Tribunale ci lavoro. E oltre ai terribili magistrati, lavorando a contatto con un carcere di massima sicurezza come quello di Padova, incontro anche certi ergastolani sulle cui vite si basano film e serie tv; gente che certi pavidi qui presenti nei commenti non avrebbero mai avuto il coraggio anche solo di pensare di perseguire. E non a caso condannarli è costato parecchio anche in termini di vite umane.

Quanto alla vicenda del chirurgo devi sapere che i Tribunali funzionano di conseguenza con quello che prevedono le leggi vigenti. Proprio per storie come quella di cui parli la disciplina sulla responsabilità medica è cambiata sensibilmente negli ultimi anni, con effetto retroattivo in melius.
Buona lettura a te:
http://www.diritto24.ilsole24ore.com/guidaAlDiritto/civile/civile/primiPiani/2013/09/responsabilita-medica-cosa-e-cambiato-col-dl-balduzzi.php
[by Faber vecchio]

Replicante Cattivo #72
Non ha senso mettere in carcere una persona che, di fatto, non può più nuocere a nessuno e che non ha necessità di essere ri-educata.

Nì.
Lo Stato dovrebbe mantenere ciò che promette, per non perdere l'effetto deterrente della pena minacciata.
I sassi dai cavalcavia sono cessati subito dopo le prime condanne a 20 anni di galera.
Lo stillicidio di morti e invalidi sulle strade continua, perché solo pochi sfigati sono finiti dentro: sbattere dentro sei mesi tutti i guidatori omicidi ubriachi/speedy-gonzales/contromano/sorpassosi sarebbe infinitamente più efficace che minacciare sei anni di galera, di cui non si farà un giorno.
Per Schettino potremmo aspettarci sorprese o comunque discutere sulla responsabilità dei 32 morti.
Ma c'è la questione dell'abbandono nave. Dal codice della navigazione.

Art. 1097 - Abbandono di nave o di aeromobile in pericolo da parte del comandante

Il comandante, che, in caso di abbandono della nave, del galleggiante o dell’aeromobile in pericolo, non scende per ultimo da bordo, è punito con la reclusione fino a due anni.

Se dal fatto deriva l’incendio, il naufragio o la sommersione della nave o del galleggiante, ovvero l’incendio, la caduta o la perdita dell’aeromobile, la pena è da due ad otto anni. Se la nave o l’aeromobile è adibito a trasporto di persone, la pena è da tre a dodici anni.

E qui la vedo dura da discutere, come minimo siamo già a 3 anni.
@Faber, Commento #73 • 4/1/17 13:31

".. e quindi Schettino non è ancora considerato colpevole, a norma dell'unico argomento valido in uno Stato di diritto: la legge."

Temo che il punto del mio argomento sia sfuggito.
Indipendentemente dalla mia (o sua) opinione sulla colpevolezza di Schiettino, resta l'innegabile fatto che dopo cinque anni il servizio giustizia non è stato in grado di giudicare in modo definitivo un evento così singolare e dalle conseguenze così drammatiche.

Ora, occorre chiedersi se un tale servizio giustizia sia in grado di giudicare in modo celere ed efficiente eventi molto più frequenti (quali la pubblicazione di notizie false e perniciose).




"Non so quale sia il tempo "giusto", sotto il quale si scade nel linciaggio e sopra il quale si scade nell'inefficienza."

Io suppongo che non lo sappia perchè non se lo è chiesto.
E suppongo che non se lo sia chiesto perchè non si è fatto la domanda corretta: non è questione di "tempo giusto", è questione di "tempo adatto" ad una particolare applicazione del servizio giustizia.


Io sono dell'opinione che il servizio giustizia attuale non sia in grado di essere applicato alla questione corrente (la lotta alle fake news) e quindi, allo stato attuale, ogni intervento legislativo sarebbe inutile perchè non applicabile.


Occorre quindi chiedersi se è possibile e desiderabile modificare il servizio giustizia in modo da renderne possibile l'applicazione alla questione corrente.

(va notato che già ora è previsto un percorso celere per le violazioni non gravi, vedasi https://it.wikipedia.org/wiki/Procedimento_per_decreto)



@Faber

"Replicante Cattivo #72
Non ha senso mettere in carcere una persona che, di fatto, non può più nuocere a nessuno e che non ha necessità di essere ri-educata."

Nì.
Lo Stato dovrebbe mantenere ciò che promette, per non perdere l'effetto deterrente della pena minacciata.
I sassi dai cavalcavia sono cessati subito dopo le prime condanne a 20 anni di galera.


Bisogna innanzitutto vedere se i sassi dal cavalcavia sono davvero cessati o se, semplicemente, sono semplicemente diminuiti (magari perchè i media hanno smesso di parlarne ogni giorno e, di conseguenza, è diminuita la ricerca di emulazione).

Resta comunque il fatto che si tratta di un reato per cui esiste il fortissimo rischio della reiterazione. E poichè nella maggior parte dei casi si tratta di persone che non si rendono bene conto dei danni che possono causare (non a caso, sono quasi sempre ragazzini), la custodia cautelare, in caso di condanna, si rende necessaria, non solo per evitare che durante quel periodo possano fare altri danni, ma anche nella speranza che, usciti dal carcere, siano stati rieducati.
Che poi la cosa funzioni o meno, è un'altra questione.

Con Schettino la faccenda è diversa perchè, per quanto sia stato negligente e stupido, è stato condannato per omicidio colposo (è evidente che non c'era volontarietà in questo). Non c'è -evidentemente- il rischio che possa ripetere tale azione, non si tratta di un soggetto pericoloso (non è uno che si mette ad aggredire la gente per strada) ed il giudice ha stabilito che non esiste il rischio di fuga. Per "sparire", infatti, è necessario avere le giuste conoscenze, avere dei mezzi non tracciabili per comunicare con loro, ecc....questa è una cosa che potrebbe fare un Corona, ma non certo uno che, fino al giorno prima, non aveva bisogno di queste cose. Se Schettino provasse a scappare, lo beccherebbero subito...e lui, di fatti, non ci prova nemmeno.

Lo stillicidio di morti e invalidi sulle strade continua, perché solo pochi sfigati sono finiti dentro: sbattere dentro sei mesi tutti i guidatori omicidi ubriachi/speedy-gonzales/contromano/sorpassosi sarebbe infinitamente più efficace che minacciare sei anni di galera, di cui non si farà un giorno.

Peccato che fino a quando non esisterà il reato di omicidio stradale, chi causa la morte altrui per guida pericolosa verrà condannato al limite per omicidio colposo, con tutte le limitazioi del caso. I giudici, nella stragrande maggioranza dei casi, hanno le mani legate.
Sicuramente la giustizia italiana è lenta ed appesantita, ma non vuol dire che funziona male perchè i giudici ci vanno troppo leggeri: loro fanno ciò che la legge permette loro di fare. E se esistono dei vuoti legislativi, purtroppo qualcuno continua a sfruttarli.
Il resto sono i classici populismi da tastiera, alimentati dai giornali, perchè è chiaro che se scrivi titoli del tipo "Sono liberi i condannati del cavalcavia" (magari perchè la pena è stata regolarmente scontata) e poi vai ad intervistare il famigliare della vittima, questa dirà che la giustizia non funziona.
[by Faber vecchio]

Diglielo con Numa #75
Il discorso è che un bufalaro professionista, attirato dal guadagno, si presume che scriva e diffonda le sue porcherie con frequenza assai superiore di uno che lo faccia a tempo perso.

"Ho rubato, signor giudice, ma una volta sola, mica dieci volte".

Non vorrei avere dato l'impressione di avercela con la magistratura.
Tutt'altro.
I magistrati italiani sono eccellenti, i migliori al mondo.
Se Dio spellasse vivo un magistrato italiano al giorno, accusandolo di cialtroneria, Dio avrebbe torto.
[by Faber vecchio]

Scatola Grande #77
E qui la vedo dura da discutere, come minimo siamo già a 3 anni.

No, non 3 anni.
Come minimo, 15 giorni: pagine 19-21 del commento Rossi, art. 23 CP.
Nel caso specifico, 15 giorni < 4 mesi < 2 anni: pagine 459-460 della sentenza di primo grado (41 MB) (non ho trovato la sentenza d'appello).
Ora che ci penso... Se io dico che non ho mai visto l'operato di Pitruzella più di quanto abbia visto la materia oscura o un neutrino o San Michele arcangelo...

Nessuno al mondo può dimostrare il contrario.
E nella posizione in cui mi trovo il mio giudizio a riguardo è assoluto.
Se dico che i prezzi dei prodotti PDP o la pubblicità dei prodotti Rockerduck non mi dà fastidio, Pitruzzella non ha alcun diritto di dire: Se non ci fossi io Puffolotti sarebbe infastidito dalla concorrenza.

Qualunque cosa lui possa dire potrei dire: "non ne sento bisogno" o "affronterei il caso se si presentasse" e quello che direi sarebbe assoluto.
[by Faber vecchio]

Replicante Cattivo #79
Peccato che fino a quando non esisterà il reato di omicidio stradale, chi causa la morte altrui per guida pericolosa verrà condannato al limite per omicidio colposo, con tutte le limitazioi del caso.

In che senso, fino a quando non esisterà il reato di omicidio stradale?
Comunque, anche prima del 25 marzo 2016, il codice penale prevedeva:
- la reclusione da due a sette anni in caso di omicidio colposo commesso con violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale: per esempio, eccesso di velocità, sorpasso in curva, guida contromano, mancato stop.
- la reclusione da tre a dieci anni se il fatto è commesso con violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale da soggetto in stato di ebbrezza alcolica o sotto l'effetto di sostanze stupefacenti o psicotrope.
Con tutte le attenuanti possibili e immaginabili, compresi le quasi immancabili attenuanti generiche, almeno da sei mesi a un anno ci stavano sempre.
L'unica possibile limitazione era la condizionale: non è certo obbligatoria, la condizionale, ma cosa pretendete, forcaioli? che roviniamo per due birre, una canna, un sorpasso in curva, cento all'ora in città, eccetera, un povero cristo che non rapina e non stupra? che diamine, ha solo ammazzato una o più persone comportandosi da testa di cazzo! noi giudici ci mettiamo una mano sul cuore, possibile che non riusciate a capirlo?

I giudici, nella stragrande maggioranza dei casi, hanno le mani legate.

Per favore, no.
L'unico caso che lega le mani ai giudici è la prescrizione, che in Italia è scandalosamente corta, ma non riguarda la stragrande maggioranza dei casi di omicidio colposo.
Men che meno, oggi, i casi di omicidio stradale (materia in cui il parlamento è riuscito ugualmente a fare dei pasticci, nonstante enne passaggi da una camera all'altra).

Sicuramente la giustizia italiana è lenta ed appesantita, ma non vuol dire che funziona male perchè i giudici ci vanno troppo leggeri: loro fanno ciò che la legge permette loro di fare.

Vero, ma è una loro scelta all'interno di un potere discrezionale amplissimo, un potere spesso usato in un modo, come dire?, non immediatamente comprensibile dalla casalinga di Voghera.
Infatti, quando i giudici hanno i coglioni di acciaio e non si lasciano intimidire, le sentenze abbastanza accettabili arrivano (fra cinque anni sarà fuori, ma questo è un altro discorso).
Ma, in genere, è già tanto se uno o due finiscono in galera.

E se esistono dei vuoti legislativi, purtroppo qualcuno continua a sfruttarli.

Io ho parlato di una materia dove il "vuoto" era applicativo, non legislativo.

Il resto sono i classici populismi da tastiera, alimentati dai giornali, perchè è chiaro che se scrivi titoli del tipo "Sono liberi i condannati del cavalcavia" (magari perchè la pena è stata regolarmente scontata) e poi vai ad intervistare il famigliare della vittima, questa dirà che la giustizia non funziona.

Anche peggio.
Ricordo l'ignobile can can messo in piedi dopo la morte di Erich Priebke: quella volta appartenenti a una razza pregiata, che amo e di cui ho appeso in ufficio bandiera, motto e canzone, si comportarono male; fui tentato di raccontargli le peggiori barzellette aventi come protagonista il sapone, argomento su cui loro sono molto suscettibili :-)
Io avrei un'altra opzione, da aggiungere alla tua,ma, per così dire, positiva: bollinare come affidabili i siti istituzionali o meno, che diffondono notizie a prova di fact checking e/o di rigore scientifico. Questo sui social ma anche su internet.E chiedere ai gestori dei social e di google di modificare gli algoritmi e far spuntare prima e con maggiore presenza siti e pagine con questo bollino. Per cui se fai una ricerca sui vaccini, non ti spunteranno per primi siti all'armistizio e bufalari, ma, p.es., quello dell'IIS. Se poi uno si vuole andare a leggere cavolate su pagine farlocche, faccia pure.
Direi anche che si potrebbe combinare i sistemi positivi e negativi di bolli natura in mospdo da spingere i gestori delle pagine/siti, ad una costante attenzione ed ad aspirare a migliorare il proprio rank. E si dovrebbe premiare o punire non le singole notizie, ma proprio il complesso del sito/pagina. Ci sono moltissimi esempi di siti - molti sono afferenti ad un noto personaggio - che usualmente mescolano notizie false ad altre vere, ed in molti casi usano piccole parti di verità per veicolare bufale colossali. È il metodo della verosimiglianza, che tanto fa danno. Solo se si dà un bollino con un rank progressivo di affidabilità, a tutto il sito/pagina, si può sperare che, una volta che ci si vede messi in 10° pagina nelle ricerche di google, o che non spuntino le tue notizie neanche a quelli che le leggono saltuariamente (FB) , o che la sponsorizzazione di una notizia o del sito/pagina costi molto di più, i gestori ,,in genere attentissimo a questo genere di cose per ovvi motivi, potrebbero decidere di smettere con la produzione/ diffusione di bufale.
ISS, ovviamente, e non IIS. Sta per ISTITUTO SUPERIORE DI SANITÀ!
Sorry
@Puffolottiaccident
Questo premio rappresenta la punizione di un innocente, cioè significa punire qualcun'altro per l'aver sempre rigato dritto.

Quindi la rete ha il diritto di andare anche oltre la non menzione di un reato prevista dalla legge italiana?
Pensavo che solo noi cattolici facessimo bruciare i peccatori all'inferno per l'eternità :-)

Quindi, per te è meglio uno che ha commesso una sola leggerezza, ne ha pagato le conseguenze e, in seguito, ha tirato diritto (non di coca) ed eccelle nel suo lavoro, o uno meno bravo, che non ha mai commesso leggerezze? La premialità non dovrebbe riguardare solo la bravura?

In quest'ultimo caso, chi ti garantisce che quest'ultimo non ne commetta MAI o ne abbia commesse ma non è stato mai beccato?
@Stu
Lascia perdere, era un piccolo scherzo che ti avevo inviato in un altro post scritto in "burocratese estremo".
Se decifri questo allora riesci a comprendere tutto o quasi :-)

Te lo ripropongo

"posizione della targa posteriore nel senso della larghezza, con esclusione delle targhe d'immatricolazione dei rimorchi, dei rimorchi agricoli e delle macchine operatrici trainate: la linea verticale mediana della targa non può trovarsi più a destra del piano di simmetria longitudinale del veicolo e in ogni caso, nei veicoli trainati, deve essere assicurata una congrua distanza tra targa d'immatricolazione e targa ripetitrice. Il bordo laterale sinistro della targa non può trovarsi più a sinistra del piano verticale parallelo al piano longitudinale di simmetria del veicolo e tangente al luogo in cui la sezione trasversale del veicolo, larghezza fuori tutto, raggiunge la sua dimensione massima;

E' un testo preciso ma sono sicuro che esista un modo più semplice e comprensibile per dire la stessa cosa.

Ma all'estero scrivono le leggi in questo stesso modo assurdo?
@Guastulfo

Adesso mi vai sulla presunzione di colpevolezza.

Intanto sincronizziamoci su un punto:
Se mi si chiede di formare una squadra di persone, io, solo io, nessun altro che io decide chi viene impiegato nella squadra e chi no.
Non devo rispondere a nessuno, uomo, bestia o nume che sia dei criteri che adotterò.
Potrei decidere di includere un pluristupratore e di escludere il campione mondiale nella materia in questione solo perchè tale è il mio sfizio in quel momento.

Chi è meglio fra A e B?
Dipende da fattori quali, come mi son svegliato quella mattina, se ho bevuto alcunchè la sera prima, cosa ha combinato il mio wrestler preferito... e se mi piace o meno l'accento del candidato.
Il mio più puerile e caotico capriccio, nel mio dominio, è la definizione univoca di giustizia ed è esattamente quello che succederà.

I soldi non son tutto nella vita. Chi è che fa guadagnare più soldi al mio duca o a me è del tutto secondario, per non dire irrilevante, e se così non fosse, il suddetto duca non mi affiderebbe il compito di selezionare suddetta squadra.

Fin qui è semplice, no?

Il mondo è pieno di gente che dice: Perchè non hai assunto/scopato [appartenente ad una categoria/minoranza]? hai dei pregiudizi?

Talmente pieno che la mia domanda è: Ma con così tanti che cercano di tirarmi la cravatta se non assumo [appartenente ad una categoria/minoranza], con tanti che sostengono che tali persone son altrettanto efficienti e produttive delle categorie che stimo, che problema c'è se io non assumo a priori gli appartenenti a tali categorie? Come mai ci sono così tanti che li difendono ma nessuno che dà ad essi il lavoro?

Immaginiamo una minoranza di 100'000 persone, che per motivi religiosi si tatuano un segnale di stop sul naso.
Uno di essi viene a cercar lavoro da me, ed io gli rispondo picche.
"Poco male", dico io. Ci sono 50'000'000 di persone che dicono che le persone di questa minoranza son efficienti e produttive, pertanto non lo sto buttando nella tempesta di neve, altri 3 colloqui e sicuramente incoccerà in una di queste 50'000'000 persone, giusto?
Se va da chi lo ammira e lo stima starà anche meglio, più sereno, giusto?

A quanto pare no. Queste 50'000'000 di persone non mettono insieme fra tutte quante uno straccio di furgone, uno schifo di lavastoviglie, 7 miserabili gradini di marmo da fargli lavare.

Come mai?
"Ma all'estero scrivono le leggi in questo stesso modo assurdo?"

Risposta breve: No.

Risposta lunga: mi pare ci sia un effetto latitudine piuttosto marcato. Ma quello che sorprende dell'Italia è la capacità di scrivere anche un semplice avviso condominiale in linguaggio incomprensibile e inutilmente prolisso.

Ho dovuto lavorare a lungo per perdere l'abitudine a usare forme convolute nelle comunicazioni di lavoro. Ancora oggi scrivo una cosa e poi comincio a togliere tutto ciò che non è strettamente indispensabile: da 3 righe di solito mi riduco a mezza, max una.
[by Faber vecchio]

pgc #90
linguaggio incomprensibile e inutilmente prolisso.

"x" ---> "Con la presente si porta a conoscenza dei destinatari che x".

"Cordiali saluti" ---> "Si coglie la gradita occasione di porgere cordiali saluti".

"Ed è subito sera" ---> "E repentinamente si addiviene al manifestarsi della sera".
@Pgc

è il motivo per cui il governo italiano sarà sempre a 1000 parsec dal controllo.

chi ha il controllo può tranquillamente risparmiarsi la seccatura di consultare la gazzetta ufficiale; eventualmente può chiedere ad uno dei suoi avvocati domestici di leggerla e di avvisarlo se c'è qualcosa che per sbaglio non si contraddice.
@puffolottiaccident
Se mi si chiede di formare una squadra di persone, io, solo io, nessun altro che io decide chi viene impiegato nella squadra e chi no.
Non devo rispondere a nessuno, uomo, bestia o nume che sia dei criteri che adotterò.


Tutto giusto, solo che stai parlando d'altro.
E' ovvio che hai il diritto di scegliere chi ti pare.

Se tu, dieci anni fa, hai preso la multa perché guidavi senza indossare il casco perché il tuo datore di lavoro deve essere in grado di saperlo anche oggi (e anche tra dieci anni) mentre dal punto di vista della giustizia non c'è più traccia di quella multa?

Il potenziale datore di lavoro può non sceglierti perché sei il tipo ideale secondo i gusti di sua moglie (che potrebbe benissimo non essere la tua donna ideale :-) ) e sta bene, ma davvero ha il diritto di sapere di quella multa?
@pgc
Risposta lunga: mi pare ci sia un effetto latitudine piuttosto marcato.

Forse al cambiare la latitudine cambia anche il "metodo" (non mi viene una parola più adatta).

Mi spiego: negli USA e, mi pare, anche nel Regno Unito, ciò che non è proibito per legge è consentito.

In Italia è normato sia ciò che è permesso che ciò che è vietato.

Da qui le brutture come quelle che regolamentano la posizione della targa di un veicolo. Magari negli USA si limitano a specificare dove una targa non può essere posta.
A scuola per diversi anni ero il migliore in Italiano. Sapete perché? Perché sono prolisso. I miei temi erano spesso di 10-15 pagine. Questa cosa piaceva un sacco ai miei docenti di italiano e io ho imparato rapidamente a marciarci.

A mio figlio, 40 anni dopo, altro paese, hanno invece insegnato a scuole il valore dell'essere concisi. I temi (che poi non sono temi ma dissertazioni su un argomento preciso) dovevano essere di NON PIU' di N parole. Altrimenti si perdono punti. Il valore è scrivere MENO, non scrivere PIU' del necessario. In un certo senso ho imparato da lui ad essere conciso (o almeno a provarci... :) ).

A volte quando vengo in Italia ascolto RAI 3. Bellissima radio, ineguagliata a mio parere all'estero. Ma gli intervistati, se sono docenti universitari, dicono cose apparentemente profondissime, in un linguaggio, alla faccia di Italo Calvino, incredibilmente complesso e accattivante, iforbito e "immaginifico". Ma spesso se ti fermi un attimo e lo analizzi scopri che si tratta di affermazioni abbastanza ovvie e/o prive di evidenze.

Ascolti i politici italiani in Parlamento. Tra preamboli e conclusioni, storielle, aneddoti, nugoli di subordinate, giocano tutti a fare Martin L. King anche quando parlano di fesserie. Come se essere concisi fosse roba da poveracci. Se lo facessero ad un meeting di professionisti gli toglierebbero la parola invitandoli a non fare perdere tempo agli altri.

Tempo fa ero ad un workshop in cui si parlava di roba molto tecnica. E' intervenuta una studentessa italiana. MOLTO in gamba e intelligente. Un vero genio, ci avevo parlato prima e mi aveva veramente stupito. Sono sicuro che ne sentiremo parlare nell'ambiente. Dava dei punti a tutti come idee. E stavo a Fisica a Princeton, non in pizzeria.

Peccato che nel suo un intervento è partita dai codici di Hamurrabi o quasi, parlando per svariati minuti di cose irrilevanti. La gente nel pubblico che si guardava tipo "ma chi è?", fino a quando qualcuno l'ha interrotta, tra l'imbarazzo generale. Potrei sbagliarmi, ma se avesse fatto la scuola di mio figlio forse sarebbe colta e intelligente uguale, ma la gente ai coffee break non l'avrebbe schizzata come se avesse la rogna. Peccato.
@Guastulfo

Come ho detto, il discorso è separato ma ho ritenuto opportuno chiarire il punto.
Siccome il mio araldo oggi ha la serata libera, ti punto il dito ed esclamo "それは罰の時間です!!!" personalmente.

Il discorso "ha il diritto di saperlo?" invece ha una risposta semplice ma articolata.

Dipende da te.
Se tu pubblichi qualcosa su internet e dai il permesso di pubblicarla, poi non potrai più tirarla indietro.

Dunque, il tuo datore di lavoro, tua moglie o il tuo fidanzato, ha il diritto di sapere che 155 anni fa hai pisciato un'ortensia rossa ed è diventata blu?

SE tu hai dato a facebook o chichessia il permesso di dirlo, se il tuo datore di lavoro, tua moglie o il tuo fidanzato ha acquisito il diritto di consultare l'emeroteca in cui l'informazione è contenuta, allora SI.

Questo viene insegnato ai bambini in Germania.

Poi c'è una motivazione pedagogica, dietro alla mia riflessione.

Un atteggiamento garantista è in generale diseducativo: l'uomo si è evoluto intorno al giaguaro, senza il giaguaro non funziona bene.
@Puffolottiaccident
SE tu hai dato a facebook o chichessia il permesso di dirlo, se il tuo datore di lavoro, tua moglie o il tuo fidanzato ha acquisito il diritto di consultare l'emeroteca in cui l'informazione è contenuta, allora SI.

Anche questo può essere condivisibile: se sei tu il primo a spiattellare ai 4 venti le ..zzate che fai poi non puoi lamentarti se lo viene a sapere anche chi sarebbe meglio che non lo sapesse.

Io, però, considero il caso in cui si diffonde una notizia sul proprio conto che non parte dal diretto interessato.

Se hai preso la multa perché guidavi senza casco e la notizia viene diffusa da un giornale o da un blogger o sui social network, è giusto che dopo 10 o più anni si sappia ancora di quella multa e, per quell'errore, ti ritrovi danneggiato (del tipo il capo non ti assume o ti licenzia) nonostante non ci sia nemmeno più la copia archiviata di quella multa presso i vigili?
@Guastulfo

Non è giusto.
Tuttavia è opportuno.

Potrebbe far venire ai giovani la voglia di indossare correttamente il casco.

Davanti al crimine, la domanda che una società civile deve porsi è: "Come ridurre la diffusione di questo delitto in futuro?"

In quest' ottica: "Quante frustate assegnerebbe una giuria composta da Gesù, Erwin Rommel e Salomone?" è del tutto turlucca.
Ma gli intervistati, se sono docenti universitari, dicono cose apparentemente profondissime, in un linguaggio, alla faccia di Italo Calvino, incredibilmente complesso e accattivante, forbito e "immaginifico". Ma spesso se ti fermi un attimo e lo analizzi scopri che si tratta di affermazioni abbastanza ovvie.

Hai letto questo anche te, eh?
@Guastulfo

Dimenticavo: comunque è il pezzo sbagliato.
Non è lì il guasto da riparare.

Se una svista in gioventù può costarti l'inizio di carriera allora tanto piccola non era.

Cioè, fra adulti è pacifico che prima dei 20 anni 50%+1 (madiciamoanche2esiamoancorabuoni) qualche cazzata incompatibile con la posizione corrente l'hanno fatta.

Non so come dirlo, ma ad un certo punto il bambino dovrebbe smetterla di pisciarsi le mutande mentre gioca, in un altro punto dovrebbe imparare a riempirsi il bicchiere da solo, poi dovrebbe imparare a leggere, e non sono del tutto sicuro dell'ordine in cui si deve imparare queste cose, poi ce ne sono altre.

Dovrebbe venire un momento, non so, fra i 20 e i 90 anni in cui uno è capace di comprare una scatola di goldoni e solo quella nel negozio più vicino a casa, solo per vedere se è capace di farlo senza risatine o senza che gli o le vadano a fuoco le orecchie.

Personalmente, sul lavoro sono abituato a conversazioni del tipo:

Autista del fornitore: "Oggi abbiamo una trota salmonata "non ancora morta". dopo il lavoro passate a cena da noi?"
Collega: "Mi spiace, 'sta sera vado al bordello. Rosso*, vieni con me?"
Io: "Nyah, non vado ai bordelli."
Direttrice: "Perchè non ci vai? mi pare che ti pago a sufficienza"
Io:"Stessa roba che farmi la barba, prima di mollar soldi al barbiere vedo cosa riesco a fare da solo."
...

Non capisco il problema, chi non ha superato la fase in cui confonde un pene con una tigre affamata non può neanche essere definito un adulto.

*Diminutivo affettuoso, là il mio soprannome è red phantom.
@Puffolottiaccident
Se una svista in gioventù può costarti l'inizio di carriera allora tanto piccola non era.


Non è questo il punto. Il punto è: è giusto che una svista resti nota in rete anche dopo che non c'è più traccia nemmeno nei casellari giudiziari?
La risposta è:

Non è giusto, ma è ancora meno giusto imporre distruggere la notizia dell'epoca. (tralasciando il fatto che è impossibile.)

Dunque è relativamente giusto.
@Guastulfo

è giusto proibire a chi è stato vittima di una truffa di parlare della sua storia?
è giusto nascondere il fatto che oltre 100 storie finite in un divorzio debilitante hanno in comune la nazionalità di uno dei due coniugi e l'intera sequenza dei fatti?
è giusto proibire di avvisare le ragazzine del fatto che ragionano intorno a determinati ruoli e non è difficile per un adulto che conosce un pizzico di ingegneria sociale approfittare delle falle?

In ogni caso se sottoposto viene a raccontarmi che un collega a 15 anni si è ubriacato durante la pausa pranzo ed ha vomitato nell'atrio della scuola... Divento molto creativo.
Poi rimane il problema... cos'è una piccolezza?

Una donna ha il diritto di sapere se il suo fidanzato in passato ha pagato una prostituta?
Un uomo ha il diritto di sapere se la sua fidanzata in passato è stata una prostituta?

La mia risposta è: dovrebbero averlo.

Ma non auspico una legge che lo imponga.

Penso che queste cose rientrino nelle cose che non andrebbero nascoste ad una nuova conoscenza.
Anche se le probabilità che lo scopra fossero 0, comunque il disagio avvelenerà il rapporto.


(A proposito: informatevi su cosa significhino i tatuaggi carini, prima di farvene uno. Se uno gira con un cartello: "Riparo caldaie per 10 euri" poi non ha senso indignarsi se qualcuno viene vicino e chiede: Scusi, signorina, la caldaia di casa mia è rotta, potrebbe venire a ripararla la settimana prossima?)