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12 commenti

Se il testimone cruciale di un omicidio è la casa “smart”

Ultimo aggiornamento: 2017/01/03 14:50.

Negli Stati Uniti, specificamente nello stato dell’Arkansas, c’è un uomo, James Andrew Bates, che è accusato di aver strangolato l’amico, Victor Collins, trovato morto in una vasca da bagno della casa del sospettato a fine novembre 2015. Cosa c’entra questo con Internet e l’informatica? C’entra eccome, perché l’innocenza o colpevolezza del signor Bates dipende da un testimone decisamente particolare: la casa stessa, che è un’abitazione “smart”, i cui dispositivi digitali interconnessi possono aver registrato dei dati estremamente importanti intorno all’ora del delitto.

La casa di Bates è infatti dotata di un dispositivo Echo di Amazon, un apparecchio che risponde ai comandi vocali del proprietario e fa da assistente virtuale: una sorta di Siri o di OK Google, ma senza lo smartphone. I suoi sette microfoni sono molto sensibili e permettono di captare le voci anche a una notevole distanza dal dispositivo.

Gli inquirenti hanno ordinato ad Amazon di fornire eventuali dati o registrazioni sonore acquisiti dal dispositivo e riguardanti la sera del delitto, perché Echo è sempre in ascolto, in attesa che qualcuno pronunci una parola chiave (solitamente è Alexa) e quindi può aver captato, conservato e trasmesso ad Amazon degli spezzoni di conversazioni o dell’audio di casa che potrebbero chiarire la dinamica degli eventi. Va ricordato, infatti, che Amazon conserva sui propri computer tutti questi spezzoni audio.

In effetti la polizia ha dichiarato di aver estratto dei dati dal dispositivo, senza però precisare quali, e Amazon ha fornito agli inquirenti i dettagli dell'account dell’accusato e dei suoi acquisti, ma non ha rilasciato le informazioni che Echo ha registrato sui server dell’azienda.

La casa “smart” è al centro di queste indagini anche per un altro dispositivo: un contatore dell’acqua “intelligente”, che ha registrato l’uso di circa 530 litri d’acqua fra l’una e le tre del mattino del giorno del delitto. Secondo gli inquirenti, questa notevole quantità sarebbe stata usata per lavar via dal patio della casa le tracce di quello che era successo. E sulla scena del delitto ci sono anche altri dispositivi della cosiddetta Internet delle cose: un termostato Nest, un sistema d’allarme Honeywell, un dispositivo di monitoraggio senza fili delle condizioni meteo e degli apparati WeMo per il controllo dell’illuminazione. Ciascuno di questi apparecchi registra data, ora e condizioni di attivazione e spegnimento.

Tutti insieme, questi sorveglianti digitali potrebbero decidere la sorte dell’accusato: uno scenario che fino a pochi anni fa sarebbe sembrato fantascientifico, ma è ormai una realtà sempre più diffusa, anche se spesso non ce ne rendiamo conto. Da tempo i nostri smartphone tracciano la nostra posizione, i braccialetti di fitness registrano l’attività fisica e molte automobili hanno una “scatola nera” che consente di ricostruire fedelmente la dinamica degli incidenti invece di dover dipendere dai ricordi imprecisi dei testimoni. L’importante è sapere chi e cosa ci sorveglia e avere accesso a questi dati, in modo che il Grande Fratello sia, ogni tanto, un fratello maggiore che ci protegge.


Fonti: Cnet, Engadget, The Register, The Information.






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Commenti
Commenti (12)
Refuso: La casa “smart” è al centro di quetse indagini
E' la prima volta che correggo, sono emozionato :-p
Patrick,

refuso sistemato, grazie. Benvenuto nel club :-)
Hm in Italia sarebbe possibile usarla? Col discorso che le registrazioni devono essere dichiarate prima di poterle usare cosa succederebbe?
beh, in fondo finchè è il "testimone" va anche bene.
ricordo di aver visto una puntata di "almost human", show della fox poi cancellato, in cui la smart-casa era l'assassino...
😂:D
Ciao, segnalo refuso: "questa notevole quantità sarebbe stata usare per lavar via le tracce" -> "usata"
@Patrick

queste non "quetse"
@Crazy ho copiato e segnalato l'errore, come correggerlo, ci ha pensato Paolo! .-p
@Crazy e @Patrick
Avete appena fornito un perfetto esempio di "loop infinito"!
Hm in Italia sarebbe possibile usarla? Col discorso che le registrazioni devono essere dichiarate prima di poterle usare cosa succederebbe?

Il problema non è se è possibile usare questi dati. Il problema è essere monitorati a casa propria, anche quando parli nel sonno. Senza sapere cosa viene effettivamente raccolto e come questi dati possono essere utilizzati in futuro.
Tralasciando i fini nobili di una indagine per omicidio, i risvolti in altri ambiti sono inquietanti a mio parere. Dai tempi del processo telecom la gente non ha ancora imparato.
in cui la smart-casa era l'assassino

Già visto in 2001 Odissea nello Spazio :-)
Sebbene siano possibili abusi sui campioni raccolti credo che il motivo principale della raccolta di tali dati sia nel fatto che nella stragrande maggioranza di queste tecnologie di riconoscimento vocale, ma anche di immagini, vengano usate le cosiddette reti neurali. Più esempi si hanno e più queste reti funzionano meglio per cui con la raccolta massiccia di un enorme numero di esempi tali reti dovrebbero raggiungere prestazioni simil umane. E questi esempi li forniamo noi con le nostre foto e con i nostri campioni vocali.
La complessità computazionale, per giunta in continua evoluzione, richiede che tali calcoli vengano effettuati in remoto.
Gli abusi sono possibili ma non credo che la schedatura sia il motivo principale della elaborazione in remoto e non locale. Semplicemente in locale tali calcoli non sono possibili perché lo scopo è quello di ottenere un qualcosa che ricnosca la voce di tutti e non solo di poche persone come avviene per i sistemi di riconoscimento vocale autonomi.
Martinobri

Perché spoileri? Non sono ancora andato a vederlo, ora me l'hai rovinato ;)