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18 commenti

Amazon Echo accetta ordini di acquisto da chiunque. Anche da una voce alla TV

Echo è un piccolo dispositivo domestico di Amazon che si collega a Internet ed è dotato di microfoni sempre in ascolto, che consentono di usarlo come maggiordomo virtuale al quale dare ordini a voce. Echo, infatti, riconosce i comandi vocali e risponde con una voce sintetica chiamata Alexa. In una casa “smart”, per esempio, può essere usato per comandare luci, tapparelle, serrature, riscaldamento, apricancello, citofoni e altro ancora, facilitando enormemente l’attività di chiunque abbia problemi di mobilità.

Ma Echo, o meglio Alexa, come la chiamano i suoi utenti, di recente ne ha combinata una grossa, che ha rivelato i limiti di questa tecnologia e soprattutto del modo in cui Amazon l’ha impostata. Alexa, infatti, accetta ordini da chiunque, non solo dalla voce dei suoi proprietari. E così Brooke, una bimba di sei anni che vive in Texas, ha usato l’Alexa di casa per ordinare su Amazon una casa per bambole e due chili di biscotti a insaputa dei genitori e senza neanche rendersene conto: ha semplicemente detto ad Alexa “Puoi giocare alla casa delle bambole con me e prendermi una casa delle bambole?” (“Can you play dollhouse with me and get me a dollhouse?”).

Questo acquisto clandestino è stato possibile perché questi dispositivi vengono forniti da Amazon già preimpostati per gli acquisti automatici: è l’utente che deve decidere di disabilitarli o proteggerli con un codice segreto di autorizzazione. Una preimpostazione un po’ furbetta, molto vantaggiosa per Amazon, ovviamente, ma svantaggiosa per chi compra il dispositivo, secondo una tendenza sempre più diffusa fra i produttori di dispositivi e servizi informatici: la sicurezza del cliente è secondaria e quello che conta è raccogliere il più possibile dati personali da rivendere, come nel caso dei social network, oppure rendere più facile fare acquisti impulsivi, come nel caso di Amazon.

Ci sarebbe anche da riflettere sul concetto piuttosto inquietante di avere in casa dei microfoni che ascoltano tutto quello che viene detto e lo condividono con un’azienda, ma i pasticci di Alexa non sono ancora finiti: infatti la notizia della bimba texana è stata ripresa dai telegiornali statunitensi e in particolare il conduttore di un’emittente televisiva di San Diego, in California, l’ha commentata in diretta dicendo “Adoro la bimba che dice ‘Alexa, ordinami una casa per bambole’” (video, a 2:00).

Avete già indovinato cos’è successo a quel punto: numerosi dispositivi Amazon Echo dei telespettatori hanno interpretato la voce del conduttore come un comando dato da una persona in casa e hanno tentato in massa di ordinare case per bambole su Amazon. I telespettatori hanno chiamato l’emittente avvisandoli del problema e lamentandosi che il conduttore aveva fatto partire ordini indesiderati.

Amazon è corsa subito ai ripari dichiarando che gli ordini fatti per errore potranno essere restituiti gratuitamente e ha ricordato che gli acquisti automatici di Alexa possono essere disabilitati, ma il doppio equivoco ha messo in luce un problema di fondo delle tecnologie basate sul riconoscimento vocale: per ora non sono abbastanza selettive da distinguere una voce specifica da un’altra e quindi le possibilità di equivoco, dispetto o di sabotaggio sono troppo elevate.

Anche perché Amazon non può risolvere un problema di fondo: come spiegare a un bimbo o a una bimba che il bellissimo giocattolo che è appena arrivato dovrà essere rimandato indietro?


Fonti: CNN, Fortune, Graham Cluley.
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Commenti
Commenti (18)
"ha messo in luce un problema di fondo delle tecnologie basate sul riconoscimento vocale: per ora non sono abbastanza selettive da distinguere una voce specifica da un’altra"

Non vorrei dire una fesseria, quindi correggetemi se sbaglio ma google non lo fa già un controllo in grado di capire in modo abbastanza preciso se la voce che da il comando è del proprietario (su nexus 5x con android 6, mi è stato richiesto un campionamento della voce prima di attivare il funzionamento di "ok google") o meno?
non basterebbe dare la possibilità di impostarla con un nome diverso? tipo attivarla dicendo hey bartolomeo? almeno risolvi gli ordini di massa dalla TV
in un altro filmato un dispositivo simile (anzi, credo fosse proprio questo) non riusciva a capire cosa avesse detto il bimbo, ed elencò alcuni risultati della ricerca (che includevano parecchi giocattoli sessuali) prima che i genitori riuscissero ad interromperlo
Sono d'accordo con francesco (commento #2) e aggiungo: perché questi dispositivi sono sempre in ascolto? Bisogna fare attenzione a tutto ciò che si dice quando si è in casa!
Troppo complicato dare un ordine vocale dopo aver schiacciato un tasto che avvia la registrazione? E se anche si trattasse di persone con ridotta mobilità si può usare una parola d'ordine inconsueta.
Non discuto l'utilità di questi oggetti, anche se io non li acquisterei mai, però mi sembra che molte persone li vogliano solo per moda e non sappiano usarli con l'attenzione che servirebbe.
Non fa distinzioni tra persone, il campionamento serve come test del volume o se vuoi usare una frase diversa e per la pronuncia.
@daniel b: Non solo Google now riconosce il timbro di voce del "padrone" (probabilmente anche Siri di Apple), ma gli acquisti sono vincolati all'inserimento di password utente, di default.
La mia impressione è che in Amazon facciano i furbetti.
Se gioco a Monopli con gli amici cosa succede?!?!:):)

Ho due domande:
1)se cerchiamo "dollhouse" su Amazon escono fuori poco meno di 65mila risultati, con prezzi che vanno dai 5 ai 5mila dollari (yup); con quale criterio il sistema decide quale comprare?

2)Tutto ciò presuppone che i pagamenti vengano fatti completamente in automatico, perché (afaik) Amazon non spedisce niente se prima non paghi; solo io la trovo oltremodo stupida come cosa? Al di là della questione riconoscimento vocale, basterebbe un click distratto per bruciare chissà quanti soldi!
Il problema di fondo secondo me e' un altro e molto piu' difficile da risolvere: come convincere miliardi di persone senza problemi di mobilita' a non comprare per se' o per altri il bellissimo giocattolo. Amazon Echo, intendo ;-)
Ehr... ma solo io vedo delirante che faccia ordini sostanzialmente a caso?
Una frase generica come "Ordinami una casa di bambole" che diamine mi fa arrivare a casa?
Ne esistono di mille tipi e mille prezzi... se va a prendere una di quelle ultra fiche da collezionista mi partono una barca di soldi... Ma VERAMENTE c'è gente che userebbe una cosa del genere per comprare sostanzialmente alla cieca?
A proposito, vorrei sottoporvi questa perla di video che riguarda i comandi vocali della Xbox. E di come un burlone li sfrutta all'interno di un gioco. Spassosissimo
https://youtu.be/mWZLa4AnN5k
Posseggo Alexa da un paio di mesi ma non ho ancora smesso di chiedermi se valga la pena o meno avere un microfono in casa, soprattutto considerato che vivo in un monolocale e che quindi Alexa è lì sempre in ascolto. Che faccio, mi fido di Amazon che Alexa registra quello che dico soltanto dopo che pronuncio la parola chiave "Alexa" o devo sospettare che da qualche parte sono registrate le mie prestazioni sessuali (poche a dir la verità) ed i litigi con mia moglie (molti di più)? Adesso abbiamo preso l'abitudine di disattivare il microfono quando ci apprestiamo ad una conversazione scottante (tipo "butta la pasta che l'acqua bolle"), ma quel tasto di disattivazione funziona per davvero? Io sono tendenzialmente portato a fidarmi di Amazon perché semmai si dovesse venire a scoprire che Alexa registra più di quanto dovrebbe, credo partirebbe una class action da far impallidire Amazon, e magari ci rimedio anche qualcosina in risarcimento.

Per quanto riguarda gli acquisti automatici, effettivamente il rischio c'è. Però bisogna anche riconoscere ad Amazon che il suo customer care è uno dei migliori al mondo e credo non a caso sia anche questo uno dei successi di Amazon. Non so se gli acquisti sono possibili anche senza un account Prima ma io, avendolo, non mi preoccupo più di tanto perché sugli acquisti Prima c'è sempre la restituzione gratuita. Come quella volta che ho acquistato delle lampadine intelligenti perché venivano offerte con un cospicuo sconto, e poi mi sono reso conto di essere stato tanto intelligente io ad averle acquistate non avendo un luogo dove installarle. Le ho quindi restituite senza problemi.
@Francesco, è possibile impostare una diversa parola di attivazione tra 3 opzioni predefinite, tra cui quella di default è Alexa. Però bisogna sempre considerare che la stragrande maggioranza delle persone non cambieranno quella di default.
@Sara Cazzaniga: l'attivazione di questi dispositivi senza dover premere un pulstante è una delle loro peculiarità principali. Se elimini quella, hai tolto 50% (N.B. numero sparato a caso) del valore innovativo di tale tecnologia. Di che automazione stiamo parlando se devo premere un pulsante per attivarla?

Usare una parola inconsueta, dici? Che te ne pare di... "Alexa"? Infatti, i casi riportati da Paolo si sarebbero verificati comunque anche se la parola fosse stata "Awanasgheb"
Hmm altra cosa... ma avere un feedback vocale dopo appunto aver fatto l'ordine? e magari anche una richiesta di conferma? che sempre la solita storia degli errori di comprensione uno poi si ritrova chissà cosa a casa... Mi sembra talmente folle come cosa...
Fatico a credere che una banale frase come "Alexa get me a dollhouse" possa tradursi in un acquisto.
Come già detto da altri utenti, c'è bisogno di selezionare un articolo e di attivare un pagamento, cosa che non si fa semplicemente con una frase così generica.
Francamente, letta così, la notizia ha fatto scattare il mio campanello anti-bufale. Visto che è stata pubblicata su questo blog, immagino che ci siano altre informazioni che non conosco...
@Bahamuttone, infatti c'é bisogno d confermarlo l'ordine. Alexa e se vuoi procedere con l'acquisto, alla quale domanda bisogna rispondere si o no. Ma anche dopo aver confermato, ci si può leggere in Amazon e cancellare l'ordine.

@Los, Alexa ha bisogno di un account Amazon per funzionare, il quale spesso ha una forma di pagamento preimpostati dagli utenti.
Nuova parola d'attivazione per Alexa, "computer". Parola che potrà far piacere a Paolo per il riferimento, ma gli farà anche intorcinare gli intestini data, credo, l'aumentare dei potenziali fraintendimenti con essa, parola di troppo uso comune.
(source: https://www.cnet.com/news/amazon-echos-new-wake-word-is-a-gift-to-trekkies/)