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54 commenti

A che punto è la Tesla Model 3, l’auto elettrica “economica”?

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle donazioni dei lettori. Se vi piace, potete farne una anche voi per incoraggiarmi a scrivere ancora. Ultimo aggiornamento: 2017/02/26 00:40.

Avvertenza: prima di fare domande nei commenti, leggete le risposte alle domande più frequenti che ho già scritto. Grazie.

Molti di voi mi hanno chiesto come sta andando la mia prenotazione della Tesla Model 3, l’auto elettrica che dovrebbe trasformare il mercato con la sua autonomia (circa 340 km), la sua ricarica veloce (circa 40 minuti per un “pieno”) e il suo prezzo non economico ma abbordabile (35.000 dollari nel modello base). Ieri sono stati annunciati alcuni dati ufficiali, per cui vale la pena di tornare sull’argomento e riepilogare quello che è successo dal 2 aprile scorso, quando ho fatto la prenotazione.

L’azienda Tesla Motors ora si chiama Tesla e basta; ha acquisito SolarCity, grande produttrice di pannelli solari, e la tedesca Grohmann, specializzata in automazione spinta della produzione; ieri ha pubblicato i risultati del quarto trimestre 2016 e dell’anno scorso, dichiarando ricavi nel 2016 per 7 miliardi di dollari (+73% rispetto al 2015) con perdite per circa 700 milioni. La strada per il pareggio, insomma, è ancora lunga, e la sfida per trasformarsi da una fabbrica di auto di lusso a tiratura limitata a un produttore di massa è ancora tutta da vincere. Ma i soldi per proseguire, dice Elon Musk, ci sono: ancora 3,1 miliardi di dollari in cassa.

Secondo quanto annunciato da Tesla, la fabbricazione dei prototipi della Model 3 è iniziata questo mese (qui la prima immagine “rubata”) e i primi crash test sono già stati effettuati. La produzione “limitata” iniziale di serie della Model 3 partirà a luglio di quest’anno e raggiungerà volumi elevati entro settembre, con l’obiettivo di arrivare a 5000 esemplari a settimana entro fine 2017 (secondo le dichiarazioni di Elon Musk raccolte da Teslarati, 1000/settimana a luglio, 4000/settimana ad agosto, 5000/settimana a settembre) e 10.000 a settimana entro il 2018. Il debutto sul mercato della Model 3 avverrà “nella seconda metà dell’anno”.

Queste stime pongono limiti massimi alle produzioni annuali per il 2017 e 2018: nel caso (del tutto ipotetico) di una produzione a pieno regime dall’inizio, verrebbero fabbricate al massimo 130.000 Model 3 nel 2017 e 520.000 nel 2018. A titolo di confronto, in tutto il 2016 Tesla ha prodotto 83.922 auto, specificamente Model S e X (+64% rispetto al 2015). Questi numeri danno un’idea della difficoltà di ottenere un’espansione così rapida. Fra l’altro, gli ordini di questi modelli di lusso vanno a gonfie vele, con il 49% in più nel quarto trimestre 2016 rispetto allo stesso periodo nel 2015.

Non si sa quante siano attualmente le prenotazioni per la Model 3: Elon Musk ha preferito non dichiarare cifre specifiche perché, dice, “la gente interpreta troppo questa cosa”, ma sono oltre 400.000. Oltre diecimila provengono da dipendenti Tesla o SpaceX, che avranno la priorità su tutti (e faranno da cavie) e potranno cominciare a configurare online il proprio esemplare poco prima di luglio 2017. La presentazione ufficiale dell’auto, nella sua forma definitiva, è ora prevista per luglio anziché marzo-aprile; dopo la presentazione, il configuratore online sarà disponibile al pubblico generico. Alla luce di questi dati, mi aspetto di poter configurare l’auto a luglio 2017 e di poterla forse ricevere a metà del 2018. Sapevo che l’attesa non sarebbe stata breve e non ho fretta.

Si stima che il pacco batterie della Model 3 abbia una capacità di circa 55 kWh nel modello base, ed è stato visto un prototipo con doppio motore e pacco batterie da 70 kWh, ma Musk ha dichiarato ieri che si aspetta che la Model 3 abbia in media un pacco da 60-70 kWh.

Nell’ambito della semplificazione rispetto alle costose Model S e X, la Model 3 non avrà le famose maniglie retrattili che escono automaticamente quando ci si avvicina all‘auto, ma userà una soluzione differente.

Intanto procede spedita la costruzione in Nevada della Gigafactory, ossia lo stabilimento gigante ad elevata automazione nel quale viene costruita la Model 3 (la “macchina che fabbrica la macchina”, come la chiamano in Tesla). Da gennaio, parte dello stabilimento è già in uso per la produzione in massa delle batterie di nuovo formato, le 2170, che vengono già installate negli accumulatori per uso domestico (Powerwall) e verranno usate per le Model 3 (la produzione delle Model 3 avverrà anche nello stabilimento “normale” a Fremont). Entro fine anno verranno annunciate le sedi di almeno altre due Gigafactory.

La rete di ricarica rapida Supercharger si sta espandendo e trasformando: per evitare abusi da parte di utenti che lasciano l’auto parcheggiata presso il punto di ricarica anche dopo che è finita la carica, Tesla ha introdotto una “tariffa di occupazione” di 35 eurocent al minuto (con una tolleranza di cinque minuti). Inoltre, come previsto, le Model 3 non avranno la ricarica gratuita a vita, ma la pagheranno se e quando la useranno: lo stesso vale anche per le Model S e X vendute dal 15 gennaio 2017 in poi. Per tutte le auto Tesla ci sono inoltre 400 kWh/anno, circa 1600 km, di carica gratuita).

Le prestazioni delle auto Tesla già in produzione hanno raggiunto ormai livelli quasi assurdi: gli esemplari di punta della Model S accelerano da 0 a 100 km/h in 2,27 secondi, stracciando anche le più costose supercar milionarie a benzina. Accelerazioni paurose di questo genere sono un ottimo veicolo pubblicitario per togliere dall’opinione pubblica l’idea che le auto elettriche debbano essere mortificanti da guidare, ma non hanno alcuna utilità pratica nell’uso quotidiano. Invece aumenta l’autonomia, con le versioni 100D che arrivano a 540 km (stima EPA).

La guida assistita (Autopilot) è stata inoltre scagionata per quanto riguarda il ben noto incidente mortale in Florida: le indagini hanno appurato che il conducente non stava guardando la strada e non è intervenuto sui freni anche quando l’ostacolo mortale (un camion di traverso a un’intersezione autostradale) era ben visibile. L’ente statunitense NHTSA ha anzi indicato che l’introduzione dello sterzo assistito (Autosteer) ha ridotto di quasi il 40% gli incidenti delle Tesla.

A proposito di sicurezza, Ars Technica nota che Tesla, senza grande clamore e anzi un po’ in sordina, sta introducendo un pacchetto assicurativo, creato insieme ad alcune compagnie assicurative, concepito specificamente per i neoproprietari Tesla, argomentando che se una Tesla è più sicura degli altri veicoli grazie alla guida assistita, le assicurazioni dovrebbero tenerne conto. Altre info sul tema sono qui.

La concorrenza, nel frattempo, non è rimasta a guardare: sto tenendo d’occhio la Chevrolet Bolt, o Opel Ampera-e, che è già in commercio (in tiratura limitata e solo in alcuni paesi) e ha un’autonomia realistica di quasi 500 km con un prezzo di circa 38.000 dollari. È decisamente interessante, anche se ha il limite di una ricarica relativamente lenta che penalizzerebbe parecchio i viaggi molto lunghi e non ha il software aggiornabile senza visite in officina. Trovate maggiori dettagli qui.


Fonti aggiuntive: Teslarati, CNBC, Electrek.
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Commenti
Commenti (54)
Ciao Paolo,

piccolissimo refuso.
Negli altri modelli che stai adocchiando hai scritto "Chevolet"

Buona giornata!
quanta invidia che mi fai XD
Il problema è che in Italia, di incentivi per queste auto, neanche l'ombra.
Anzi, continuano allegramente a vendere modelli di auto a gasolio con le emissioni truccate, o stufe a pellet altamente inquinanti (ma con tasse inferiori al gas o all'energia elettrica).
Poi sono costretti ai blocchi del traffico nelle città, 'sti ipocriti.
Devo essere onesto, le uniche due cose che non mi piacciono di quest'auto sono il "tablet"... e il fatto che ci vorrà ancora un pochino per vederla per strada.

Avessi i soldi la adotterei volentieri come auto principale. Però pretenderei tassativamente una seconda auto per il divertimento, perché sulla carta la Model 3 avrà prestazioni mica male ed ha pure la trazione dalla parte giusta... ma il suono di un rotativo o anche solo di un boxer per è musica :)
M,

refuso sistemato, grazie.
Onestamente non parlerei di auto elettrica "economica" visto che già esistono altre auto elettriche dell'ultima generazione meno costose (e in ogni caso, nessuno sa con certezza quanto costerà in Europa). Anche la capacità della batteria è un po' incerta. A breve esce la Opel Ampera-E (già avvistato un esemplare in circolazione in Italia) con 60 kWh a un prezzo abbordabile. Quando uscirà la Model 3, la batteria da 60 kWh non sarà di certo la prima su una vettura media. Altra cosa. La Ampera-E avrà la ricarica da 100-150 kW con il sistema europeo Combo2 (in prospettiva sino a 350 kW). In Europa si stanno facendo i corridoi con questa tecnologia (in Italia, boh!). La stessa Model 3 diventerà compatibile con il Combo in quanto Tesla non ce la fa più a sostenere da sola un sistema proprietario non a norma europea.
@Paolo
"Sapevo che l’attesa non sarebbe stata breve e non ho fretta."

Intanto "fai musina", come diciamo noi a Venezia! :)

http://www.dialetto-veneto.it/vocabolario/Voc-m3.htm
Osvaldo,

non a caso ho scritto "economica" tra virgolette.

già esistono altre auto elettriche dell'ultima generazione meno costose

Certo, ma non sostituiscono completamente un'auto a combustione interna: hanno autonomie e tempi di ricarica punitivi. Vanno benissimo per il piccolo pendolarismo, ma sono inutilizzabili per viaggi più lunghi.


La Ampera-E avrà la ricarica da 100-150 kW con il sistema europeo Combo2 (in prospettiva sino a 350 kW)

Hai una fonte precisa per questa notizia? Ribalterebbe drasticamente la situazione. Opel, nel suo sito, parla di "ricarica di 30 minuti presso un caricatore rapido a corrente continua da 50 kW". Non ho visto alcun riferimento a ricariche da 100-150 kW.

La stessa Model 3 diventerà compatibile con il Combo in quanto Tesla non ce la fa più a sostenere da sola un sistema proprietario non a norma europea.

Anche su queste due affermazioni ti chiedo per favore se hai una fonte precisa.
Continuo a pensare che spendere più di 35k per un'auto che mi obbliga a un'ora di fermata ogni 340 km non sia una idea geniale. Che poi non saranno 340, ma 300. O 280, perché le stazioni di ricarica non saranno proprio a distanza limite.
Oppure trovo vento, pioggia, o freddo e l'autonomia diventa di 250. E la colonnina sarà dopo 260. O dopo 320. E se per una chiusura o un problema devo fare una deviazione?

So cosa vuol dire, ho un'auto benzina-metano, e i metanari sono discretamente rari in molte zone. La pianificazione sarà impegnativa, soprattutto di un viaggio un po' lungo, e irta di incognite (sono 330km giusti, ce la farò?). Con il metano, pace, si passa a benzina, consumando il quadruplo, ma con la Tesla?
Riguardo la ricarica, ieri è capitata una cosa ad un mio amico e collega che ha una BMW i3: doveva andare ad un meeting la mattina, a 150 km circa di distanza, e la sera si è dimenticato di mettere in carica, dato che di solito lo fa solo 2 volte a settimana.

Risultato: visita annullata. Sono i piccoli inconvenienti dell'elettrico che imporranno una migliore pianificazione e qualche cambio di abitudine. Niente di insuperabile (e probabilmente un problema che un giorno sarà superato), ma fa riflettere.
[quote]gli esemplari di punta della Model S accelerano da 0 a 100 km/h in 2,27 secondi, stracciando anche le più costose supercar milionarie[/quote]

Poi devo fermarmi un ora per ricaricare le batterie ! ahahah
Camicius,

Continuo a pensare che spendere più di 35k per un'auto che mi obbliga a un'ora di fermata ogni 340 km non sia una idea geniale. Che poi non saranno 340, ma 300. O 280, perché le stazioni di ricarica non saranno proprio a distanza limite.
Oppure trovo vento, pioggia, o freddo e l'autonomia diventa di 250. E la colonnina sarà dopo 260. O dopo 320. E se per una chiusura o un problema devo fare una deviazione?


Capisco la tua perplessità dettata dall'esperienza, ma chi ha già delle Tesla (uniche auto puramente elettriche a grande autonomia oggi in circolazione) mi dice che ci si abitua molto rapidamente a pianificare i viaggi lunghi (oltre 200 km). Parti da casa sempre col "pieno" (fatto durante la notte); la pausa di ricarica serve anche per pipì, pranzo e riposo (troppe ore di guida continuative sono un rischio per tutti). E non serve affatto un'ora per ricaricare. Tappe di mezz'ora sono sufficienti e coincidono con il tempo di una sgranchita, un caffé e un saltino in bagno.

In quanto al costo: certo, è cara, ma lo è quanto la mia attuale (una Mokka con cambio automatico e quasi tutti gli optional di assistenza alla guida, per impratichirmi: l'ho battezzata Petula perché i suoi cicalini sono utili ma un po' petulanti). E la mia attuale non ha la guida semiautonoma della Tesla. Sono fortunato che me la posso permettere, lo so. Proprio per questo compro un'auto elettrica: io, che posso permettermi un'auto non inquinante (zero gas di scarico), posso evitare di contribuire all'inquinamento e quindi ridurre un pochino l'inquinamento per tutti. Il mio contributo aiuta a far partire il volano dell'elettrificazione delle auto.

In altre parole, comprare un'auto elettrica guardando solo al proprio portafogli non ha senso. Le motivazioni devono essere altre.
mi dice che ci si abitua molto rapidamente a pianificare i viaggi lunghi (oltre 200 km)
Lo dicevo anche io. Dopo 5 anni di Grande Punto a metano e rifornimenti ogni 250-300 km, mi sono discretamente rotto gli zebedei, tanto che la prossima auto sarà probabilmente una ibrida (quando avrò i danari per il cambio).
Non solo, ma a me se salta la pianificazione (traffico, deviazioni, consumo anomalo) ho comunque 42 litri di benzina. Lì, sei a piedi.
"se una Tesla è più sicura degli altri veicoli grazie alla guida assistita, le assicurazioni dovrebbero tenerne conto"
Ovvero visto che delle 20 "auto" che provocano piu' incidenti 14 sono suv e 4 monovolume i suv dovrebbero essere fortemente penalizzati, no?
(la piu' incidentosa pare la volvo xc90)

Come si vede dalle vendite alla gente non interessa di sicurezza ed ecologia (basti vedere la quota dei gasoloni).

La tesla, e simili, si vendera' solo se sara' considerata cool.
Paolo, visto che dai tuoi commenti e in generale dai tuoi post mi sembra evidente che nel tuo acquisto di una Tesla valuti anche considerazioni etiche oltre che meramente economiche, sono sorpreso che tu non abbia dedicato almeno un breve post alla recente vicenda riportata (tra gli altri) dal Guardian:
Elon Musk in union spat after wrongly calling Tesla worker a paid agitator.

In breve, Jose Moran, un operaio della Tesla dello stabilimento di Fremont (California) ha denunciato sul suo blog condizioni di lavoro tutt'altro che ideali, tra cui incidenti sul lavoro, straordinari eccessivi (60-70 ore/settimana) obbligatori, paghe inferiori alla media nazionali, tutto accompagnato da una clausola decisamente vessatoria fatta firmare ai lavoratori "Moran’s blog charged that Tesla managers required workers to sign confidentiality agreements not to speak out about wages or working conditions".

La risposta di Elon Musk è stata degna di un padrone del vapore da prima rivoluzione industriale, accusando il lavoratore di essere "a paid agitator" per conto dei sindacati.

Qual è il tuo punto di vista sulla vicenda?
Se i fatti riportati dal Guardian sono veritieri, a me sembra che Elon Musk, dietro la patina luccicante di visionario del XXI secolo, nasconda una forma mentis imprenditoriale ottocentesca piuttosto spregevole.
Fatico ad immaginare una vicenda simile in uno stabilimento tedesco della BMW o Audi, per esempio.

La ricarica a 150 kW o a 350 kW è nella pipeline dei costruttori aderenti al consorzio www.charinev.org. Non so però quando sarà disponibile una Ampera-E in grado di supportare tali potenze, nè tanto meno una rete idonea soprattutto in Italia (in ogni caso, quella da 350 kW sarà solo per veicoli premium). Per esempio, Renault ha annunciato la ZOE con ricarica con il Combo sino a 100 kW per il 2018. Capisco, però, che con Tesla l'avresti subito sino a 120 kW, anche in Italia. Circa l'uso del Combo da parte di Tesla lo deduci dal fatto che Tesla ha aderito al Char IN ev. Che ci fa Tesla nel consorzio che sviluppa e promuove il Combo ? Un paio di anni fa, in una conferenza a Parigi, lo stesso Elon si era lasciato scappare una possibile "apertura" al connettore europeo per i suoi Supercharger. Ma sarà un processo lungo.
La mia domanda è un'altra, ma con tutti i soldi che prendi dal NWO e dagli Illuminati, perché il modello economico? :P
Per tutti quelli che sono preoccupati del "e se mi scordo di caricarla?"... gente, questo non è un difetto dell'elettrico, è semplice carenza di pianificazione. Il problema non sta sotto il cofano (... o sugli assali), ma tra sedile e volante :P

Vi racconto una cosa su di me. Come penso sia chiaro a tutti sono un motociclista; pur abitando in un posto freddo cerco di usarla tutto l'anno. Sappiamo tutti che batterie e freddo intenso vanno poco d'accordo, aggiungeteci il fatto che le batterie da moto sono molto piccine... insomma, è facile trovarsela a terra. O comunque penare un po' in fase di avviamento.

Per ovviare al problema ho messo nel sottosella un cavo che va diretto alla batteria. Ogni volta che torno a casa, tiro fuori lo spinotto, attacco il mantenitore di carica, bacino della buonanotte e chiudo il garage. L'indomani, tluc, mantenitore staccato, spinotto rimesso nel sottosella e si parte.

In pochi giorni sono entrato nell'automatismo, al punto che spesso mi viene da tirar fuori lo spinotto anche quando vado dalla morosa (no battute sceme please) che il mantenitore non ce l'ha.

Quindi: bando ai timori, basta un briciolo di impegno e l'"inconveniente" è presto risolto ;)
@Paolo
In altre parole, comprare un'auto elettrica guardando solo al proprio portafogli non ha senso. Le motivazioni devono essere altre.

Mi domando perché tale filosofia non venga applicata anche per gli impianti nucleari.

http://tinyurl.com/h6kqzam
Osvaldo,

La ricarica a 150 kW o a 350 kW è nella pipeline dei costruttori aderenti al consorzio www.charinev.org. Non so però quando sarà disponibile una Ampera-E in grado di supportare tali potenze

Che è cosa completamente diversa da "La Ampera-E avrà la ricarica da 100-150 kW". Mi pare che ci sia una contraddizione: o sai che l'avr`à, o non lo sai. Puoi chiarire?
Ottone,

Qual è il tuo punto di vista sulla vicenda?

La sto seguendo, ma finché tutti i fatti non sono stati chiariti evito di dare colpe a chiunque.

Anche a me le parole di Musk sembrano insolitamente ostili, ma Musk ha l'abitudine di parlare così quando ha prove piuttosto schiaccianti in mano (vedi accuse di accelerazione involontaria delle auto, eccetera). Aspettiamo e vediamo.


Fatico ad immaginare una vicenda simile in uno stabilimento tedesco della BMW o Audi, per esempio.

Dove invece magari sono i dirigenti ad avere problemini etici con il software delle loro vetture diesel? :-)
kobotoz,

Poi devo fermarmi un ora per ricaricare le batterie ! ahahah

Presumo fosse solo una battuta, ma prima che qualcuno la interpreti seriamente, no: sono stato a bordo di una X durante i test di accelerazione, e a parte il divertimento di sentirsi lanciati dalla catapulta di una portaerei, alla fine dei test c'era ancora un bel po' di carica e il "pieno" non è neanche stato necessario.

Anche una supercar, comunque, ad alta velocità e con accelerazioni esasperate fa fuori il serbatoio in poco tempo (però si rabbocca più in fretta, certo). Ma stiamo paragonando berline elettriche da 130.000 euro (versioni top) con supercar a benzina da mezzo milione e passa, in tiratura limitata.
Camicius,

Dopo 5 anni di Grande Punto a metano e rifornimenti ogni 250-300 km, mi sono discretamente rotto gli zebedei, tanto che la prossima auto sarà probabilmente una ibrida (quando avrò i danari per il cambio).

Beh, considera che con un'elettrica hai il "distributore di metano" direttamente in garage (se hai una presa di corrente), per cui non hai la menata di andare al distributore e aspettare di aver fatto il pieno di metano. Ogni giorno parti da casa col pieno strapieno.


Non solo, ma a me se salta la pianificazione (traffico, deviazioni, consumo anomalo) ho comunque 42 litri di benzina. Lì, sei a piedi.

Vero. Infatti sto prendendo l’abitudine di simulare i miei viaggi in auto come se avessi 300 km di autonomia. Finora nessun problema significativo: i viaggi che ho fatto con l'auto attuale avrebbero richiesto al massimo una tappa di ricarica (40 min), che avremmo comunque fatto per pranzare. La parte difficile, semmai, è trovare un albergo che offra un punto di ricarica. I Destination Charger di Tesla esistono proprio per questo e cominciano a diffondersi. In alternativa, un agriturismo con la 380 e un contatore vivace :-)
ma la rete di assistenza tesla come è messa a numero di centri e costi?
perchè immagino che un normale meccanico una tesla non l'abbia mai vista ed è improbabile che sappia dove mettere le mani, quindi una rete di assistenza diffusa (e magari economica) non sarebbe male.
inoltre, i normali tagliandi ogni quanto vanno fatti?
...........come previsto, le Model 3 non avranno la ricarica gratuita a vita, ma la pagheranno se e quando la useranno: lo stesso vale anche per le Model S e X vendute d’ora in poi.

Io avevo sentito che comunque ti danno 400 kWh gratis al SC ogni anno superati i 400 kWh si pagano 25 cent al kWh - che secondo me se confrontati ai 40 cent al kWh presso le colonnine normali sono convenienti per caricare
cosi velocemente.
George Plugin,

quello che dici è corretto: ho aggiunto le info all'articolo, grazie. In Svizzera sono 0,25 CHF/kWh, in Italia 0,25 EUR/kWh.
In questo periodo sono ad Hong Kong per motivi di studio e ho notato che le auto Tesla (Model S soprattutto) sono diffusissime in citta'. Le principali motivazioni sono che l'elettricita' costa veramente poco, mentre il costo della benzina e' di circa 1,2 euro / litro e in ragione dell'enorme esenzione sulla tassa di proprieta' per gli acquirenti di auto elettriche.
Purtroppo il governo cittadino ha fatto un enorme passo indietro togliendo l'esenzione a partire da mercoledi' prossimo (link: http://www.scmp.com/news/hong-kong/economy/article/2073085/electric-car-buyers-pay-more-tax-waivers-see-big-reduction).
Anch'io ho la macchina a metano (con un serbatoio benzina di 12lt) e posso confermare sia un supplizio programmare un viaggio eppure ho la fortuna di avere ben 4 distributori nel raggio di 20 km da casa mia ... il problema è quando esco da questo raggio.
Pianificare un viaggio è una cosa, ma ci si può scordare di tutto ciò che è estemporaneo e in caso di emergenza devi avere culo: a me è capitato di dover andare al pronto soccorso perché mio figlio ha avuto un tamponamento col motorino e chiedermi: "Ci arriverò?".
Non è un modo molto sereno di vivere così.

La macchina elettrica mi tenta molto, malgrado tutto, ma cercando sul sito dell'Enel informazioni per passare da un contatore a 3Kwh ad uno a (min) 5Kwh, mi sono perso nei meandri di un portale al limite dello schizofrenico ... tra l'altro volevo pagare la bolletta e hanno cambiato ancora le modalità, non so come fare, andrò in posta.

Al di là delle mie disgrazie personali, in Italia abbiamo contatori da 3Kwh e non so i colleghi commentatori, ma a casa mia se va la lavatrice, non fai andare la lavastoviglie ... e anche col phon ci stai attento. Mi immagino ad avere l'automobile attaccato al charger, la lavastoviglie che va e per accendere la luce in camera preghi fortissimo che non salti tutto.
La situazione è questa.

... eppure il nostro piccolo comune ha messo a disposizione una colonnina per la ricarica, 5 minuti a piedi da casa mia.

Viviamo di contraddizioni in questo paese.

Per concludere, la mia prossima automobile sarà un benzina puro, altrimenti non mi muovo.
Prima della macchina a metano andavo ovunque in qualsiasi momento, adesso anche per uscire il sabato sera devo pianificare quel tanto che mi permetta di essere abbastanza autonomo anche la domenica (+ eventuali emergenze), perché se vivi nei paesini macini un sacco di chilometri anche solo per fare la spesa. E comunque mi è capitato di dimenticare di pianificare correttamente e dover rimanere la domenica piantato in casa.

p.s. il primo che mi dice di usare la bicicletta, si becca un Vaffa mastodontico.
Finora nessun problema significativo: i viaggi che ho fatto con l'auto attuale avrebbero richiesto al massimo una tappa di ricarica (40 min), che avremmo comunque fatto per pranzare.
La pianificazione, ok, ma l'esecuzione?
È capitato, ad esempio in un Brescia-Roma che chiudessero per incidente il valico della A1. Abbiamo dovuto tornare indietro e fare la Cisa (la statale era impraticabile per il traffico). Risultato? 250 km di più, una tappa in più da un metanaro locale (fortunatamente ancora aperto) e 3 ore di ritardo nell'arrivo a Roma. Se avessi avuto una Tesla avrei dovuto ripianificare il tutto, avrei dovuto cercare il supercharger per il pieno in 40 minuti, oppure fermarmi 2-3 ore per i 250 km di autonomia che devo aggiungere. Oppure fermarmi per la notte, se trovavo solo un agriturismo con il 380.


La parte difficile, semmai, è trovare un albergo che offra un punto di ricarica.
Non so in Svizzera, in Italia è difficile trovare un bar che ti faccia ricaricare il telefono, figuriamoci attaccare un'auto che "ciuccia" qualche decina di kW.

un solo dubbio in un precedente articolo hai detto che in svizzera è la normalità avere un contatore da 10 kW ecco in italia il contatore normale è il 3 kW ( quando non 1,5) già il 4,5 kw è considerato roba da ricchi e tassato molto di più.
inoltre il 380 non lo portano alle utenze domestiche in quanto è riservato a utenze commerciali sopra i 15 kw quindi bisogna purtroppo vedere il tuo distributore casalingo quanto riesce a caricare in una notte perché con 3 kw dubito che ti trovi la macchina carica in una notte.
grossi problemi di capacità non ne vedo perché in Italia la capacità di produzione al momento è più che sufficiente probabilmente anche per sostituire il parco auto in maniera completa ( abbiamo un parco installato di 70 GW di picco circa e centrali chiuse per altri 20 GW almeno) però a 3 kw la tesla mi sa che la carichi ben poco.
quanto alla programmazione delle soste in viaggio è un discorso che si può fare ora...quando le macchine elettriche saranno tante come si farà ? Pensando anche di creare un numero enorme di punti ricarica il giorno in cui nella tua sosta programmata ci saranno anche solo 10 macchine prima della tua quanto ci si metterà? Trovare 10 auto davanti alla pompa di benzina si risolve in 15 minuti in caso dell'elettrico di ore
>"posso permettermi un'auto non inquinante (zero gas di scarico)"

Questo è errato, e ti invito a fare due conti su quanto costi (in denaro e in inquinamento) produrre e distribuire l'energia elettrica necessaria a far muovere la tua futura auto.
landre,

sottolinei un problema esistente. Anche perché c'è il problema che le macchine elettriche spostano l'investimento complessivo dalle spese operative all'investimento iniziale. Il che potrebbe portare, secondo me, a un AUMENTO consistente del traffico privato, e quindi della congestione sulle strade, del crollo nell'uso dei treni e dei mezzi pubblici (soprattutto con l'autopilota) etc. Infatti, una volta acquistata un'auto elettrica, potrebbe convenire usarla il più possibile per ammortizzarne i costi, visto tra l'altro che si "consumano" più lentamente delle auto a combustione interna.

D'altra parte ci si adatta.... Potrebbe succedere per esempio che una volta a regime, l'auto non diventi più privata ma condivisa. Nel qual caso è possibile immaginare una specie di ritorno alle "stazioni di posta" di una volta, quando si cambiavano i cavalli stanchi con quelli "freschi".

Altra soluzione, il cambio del pacco batterie al posto della ricarica. Tesla ha dimostrato che un cambio di batterie può essere completato in un tempo inferiore a quello necessario a fare un pieno. Per adesso il sistema è fallito, a mio avviso, a causa di alcuni errori gestionali nelle poche postazioni di prova. Ma se in futuro l'elettrico diventasse molto diffuso si potrebbe immaginare stazioni di cambio batterie là dove oggi ci sono le pompe di benzina, con 3-4 standard a seconda dei modelli, così come oggi ci sono 3-4 tipi di carburante diverso.

Tutte ipotesi, naturalmente, ma il punto è che nei casi di "innovazione distruttiva" cambiano rapidamente anche i riferimenti.
@pgc Per la questione del cambio batterie, si potrebbe anche ipotizzare (se in futuro l'elettrico diventasse ragionevolmente diffuso) l'adozione di uno o due standard imposti da qualche organismo internazionale o molto più probabilmente da un accordo tra i produttori, in modo che i "distributori" debbano immagazzinare un solo tipo di batterie.
Poi ci sarebbe la gestione delle batterie in carica, che non credo sia banalissima ma nemmeno insormontabile (tipo: il magazzino del distributore si troverà contemporaneamente batterie a fine vita e capacità ridotta, da mandare al riciclo, e batterie nuove). Inoltre uno o pochi standard condivisi favorirebbero il riciclo delle batterie.

Per quanto il problema grosso per la gestione delle batterie al litio non è il mercato dell'autotrazione o dell'accumulo industriale (dove è possibile e conveniente riciclare), ma quello enorme delle cavolate a batteria (cellulari, giocattoli, gadget da pochi Euro con pile a bottone), con mliardi di pile che non si sa che fine facciano a fine vita.
nel frattempo, la Honda comincia a vendere in California la clarity ibrida idrogeno elettrico. 580 km di autonomia, 3 minuti di ricarica. anticipo 3500 USd, 380 euro mese per tre anni, e 15.000 euro inclusi di idrogeno in tre anni. in california, danimarca, londra, monaco di baviera stanno crescendo i punti di ricarica.

https://automobiles.honda.com/clarity
@ciskje
è indubbio che non sia a zero gas dis carico ma comunque ne ha una percentuale molto inferiore quella prodotta da una macchina a benzina/gasolio/metano/gpl
@ Andrea

è indubbio che non sia a zero gas dis carico ma comunque ne ha una percentuale molto inferiore quella prodotta da una macchina a benzina/gasolio/metano/gpl

Purtroppo no. Un'auto elettrica costa più energia, risorse e inquinamento sia nella produzione che nello smaltimento (grazie, batterie!). Può stravincere nel carburante e nella manutenzione, ma dipende da come viene prodotta l'energia che usa.

Un'auto a emissioni zero non esiste. Forse non emetterà in città, ma emette comodamente dove viene prodotta l'energia che la muove.

In generale, un'auto elettrica è tanto meno inquinante di un'auto a combustione interna quanto meno inquinante è la fonte da cui ricava l'energia. Ma può tranquillamente arrivare a inquinare di più, se l'energia che la muove viene prodotta in maniera molto sporca (l'esempio più classico è la Cina).

Se le auto elettriche sono oggi un vantaggio in termini di inquinamento, non è perché sono intrinsecamente migliori, ma perché sono inserite in un contesto che le rende migliori.

Anche le produzione e lo smaltimento inquina molto, sull'ordine di grandezza di quello che l'auto inquina con i km che fa in tutta la sua vita. E su un'auto elettrica ancora di più. Per renderla meno inquinante, deve essere inserita in un contesto di riciclo.

L'auto elettrica è uno strumento, non una panacea.
Penso si facciano troppi errori in proiezione...
Faccio alcuni esempi:
- Tempo di ricarica - Già sono in fase avanzata dei sistemi di ricarica ancora più veloci del supercharge (mi pare si chiamino Ultracharge) che consento la piena ricarica in 20 minuti.
- Il sistema di ricariche si modificherà velocemente e i punti di ricarica aumenteranno velocemente e facilmente. Una cosa e creare un distributore di benzina o di metano, un altro è installare delle colonnine, perciò è sbagliato contare i punti di distribuzione della benzina e pensare che quello è il massimo fattibile, bisogna invece immaginare che quando vai a parcheggiare in un autogrill ciascun posteggio avrà la sua colonnina e pensare di conseguenza, cioé colonnine in tutti i posteggi a pagamento e così via.
- Il problema dei 3 kW in Italia verrà immagino superato con una nuova normativa che rivedrà l'intero sistema e relativi prezzi.

In ultimo, invece di criticare e storcere il naso sulla scelta di Paolo, fate il tifo per lui, perché sta facendo da apripista accollandosi in questo momento dei problemi di cui è ben conscio, però più persone faranno come Paolo più il sistema verrà implementato e i problemi superati.

Un problema però è alle porta... è notizia di oggi che uno dei materiali più utilizzati per le batterie elettriche, il cobalto, risulta essere sempre più raro...
@jotar il problema è che adesso il pieno lo fai in due minuti....venti minuti sono un eternità . Pensa ai classici esodi estivi...100 mila auto, di queste anche solo 10 mila elettriche, che si muovono verso sud . Tutti avranno programmato la sosta in quei 2/3 autogrill che l'autonomia consente.

altro problema sono i costi..un conto è un benzinaio con 10 pompe un altro centinaia di centraline..

non so non vedo il futuro dell'auto 100%elettrica di massa così vicino.
@ Jotar


Una cosa e creare un distributore di benzina o di metano, un altro è installare delle colonnine


Devi anche costruire una rete (stendere cavi) capace di sopportare il carico di numerose auto in ricarica contemporaneamente. E' più costoso e meno facile di quello che sembra.


cioé colonnine in tutti i posteggi a pagamento e così via.


Quanti milioni di km di cablaggi di grande portata servono, per fare una cosa simile?

- Il problema dei 3 kW in Italia verrà immagino superato con una nuova normativa che rivedrà l'intero sistema e relativi prezzi.

Ma la rete resta quella.


più persone faranno come Paolo più il sistema verrà implementato e i problemi superati.


Avere un sistema di trasporto privato meno dispendioso, più ecologico e con emissioni minori in città per me è una speranza. Speriamo che si realizzi. Perché si realizzi, però, bisogna restare coi piedi per terra: i voli pindarici e le proiezioni troppo rosee mi fanno spegnere le speranze, invece di aumentarle; sono fatto così di carattere. Spero che la Tesla3 di Paolo sia una grande automobile.


Un problema però è alle porta... è notizia di oggi che uno dei materiali più utilizzati per le batterie elettriche, il cobalto, risulta essere sempre più raro...


Le auto elettriche non potranno essere massificate con le tecnologie attuali. O cambia la tecnologia, o non sarà di massa, o non sarà elettrica.

Spero la prima.
Per chi chiedeva delle accuse di infortuni e abusi nelle fabbriche Tesla, la risposta di Musk. In sintesi: secondo i suoi dati, accuse false.
Bene la risposta di Musk. Spero che le cose stiano come affermato nella sua email ai dipendenti, ma senza un riscontro indipendente potremmo essere nel classico caso dell'oste che sostiene la bontà del suo vino.

Non vedo però riferimenti ai "confidentiality agreements", quindi quelli non sono stati smentiti. Se davvero esistono, mi domando perché un lavoratore sia legalmente inibito dal parlare delle sue condizioni di lavoro.
I problemi elencati da SirEdwards sono tutti reali. Questo non vuol dire essere "contro" l'auto elettrica, ma invitare ad una riflessione, sperando che il Paese si renda conto che il passaggio all'elettrico richiede importanti investimenti e scelte decise. Qui non si tratta di essere pro o contro questo o quello. Si tratta di capire che stiamo attraversando un periodo di grande transizione, di "innovazione perturbatrice" ("disruptive innovation", allocuzione coniata da Clayton Christensen non molti anni fa).

Non significa nemmeno criticare le scelte di Paolo. Le Tesla sono le uniche auto che oggi mi riescono ad appassionare veramente (eccetto ovviamente le supercar, ma per motivi estetici e per la mia passione per la tecnologia estrema...), ma il problema, ripeto, esiste. Negarlo non sarebbe nella tradizione di "scetticismo scientifico" di blog come questo.
Da appassionato di motori devo dire che le Tesla sono per adesso le uniche auto in produzione di serie (per quanto limitata) ad entusiasmarmi. La S, che comincia ad essere piuttosto diffusa anche qui in regional Australia (vivo a circa 3.5 ore di distanza dalla prima città, non certo l'environment ideale per un'auto elettrica...) è decisamente una gran bella macchina che non sfigura in confronto a paragonabili vetture tedesche.

Certo, gli interni sono ancora dozzinali ed economici, ma gli investimenti necessari sono davvero enormi e penso sia giusto per un'azianda come Tesla concentrarsi prima di tutto su tecnologia ed estetica (esterna, intendo). Gli interni miglioreranno, ne sono sicuro.

Il fatto è che stiamo giudicando una vettura elettrica con il metro utilizzato per quelle a combustione interna, e questo distorce in qualche modo la prospettiva. Sorrido quando si parla di poche stazioni di ricarica e delle difficoltà di stendere i cavi, come se creare una rete universale per la distribuzione di un liquido altamente infiamamabile ed esplosivo sia stato facile ed immediato... :) Agli albori dell'automobilismo moderno, passarono due anni fra la costruzione del primo e del secondo distributore di benzina negli USA, in confronto l'esplosione delle stazioni di ricarica per auto elettriche sembra avvenire a ritmi frenetici!

Ed anche se sembra idiota proporre teorie cospirazioniste su un sito come questo :) va fatto notare come le auto elettriche siano technologically disruptive non solo per quello che riguarda il carburante, ma per tutta una filiera esterna di produzione di componenti, olii e filtri, manutenzione e così via. Se un'auto come la Tesla S potesse essere prodotta da una casa automobilistica tradizionale con similari linee produttive e quantità, i costi sarebbero decisamente inferiori così come notevolmente inferiore il numero dei componenti. Questa semplificazione e riduzione dei costi e dei fornitori ha implicazioni economiche importanti, anche se trascurate nelle discussioni generali sulle auto elettriche.

Quanto all'inquinamento causato dalle auto elettriche, con una diecina di piccoli impianti nucleari di terza generazione una nazione come l'Australia potrebbe produrre energia elettrica a sufficienza per avere abbondanza di auto elettriche a zero emissioni, con il plus dell'eliminazione delle attuali 3.000 morti all'anno (su una popolazione di circa 24 milioni) causati dall'inquinamento dellaria dovuto in larga parte alle centrali a carbone.
@ Sisifo

Sorrido quando si parla di poche stazioni di ricarica e delle difficoltà di stendere i cavi, come se creare una rete universale per la distribuzione di un liquido altamente infiamamabile ed esplosivo sia stato facile ed immediato...

Non li devi solo costruire (con gli elevati costi relativi), devi anche mantenerli.


Se un'auto come la Tesla S potesse essere prodotta da una casa automobilistica tradizionale con similari linee produttive e quantità, i costi sarebbero decisamente inferiori


Rispetto a ora? Sicuramente sì. Difatti ora le auto elettriche sono raramente competitive con quelle a combustione interna per quel che riguarda il prezzo.


così come notevolmente inferiore il numero dei componenti.


Fino a un certo punto. Sicuramente il motore è più semplice e ha meno componenti, ma tutto il resto della vettura è uguale.


Quanto all'inquinamento causato dalle auto elettriche, con una diecina di piccoli impianti nucleari di terza generazione una nazione come l'Australia potrebbe produrre energia elettrica a sufficienza per avere abbondanza di auto elettriche a zero emissioni, con il plus dell'eliminazione delle attuali 3.000 morti all'anno (su una popolazione di circa 24 milioni) causati dall'inquinamento dellaria dovuto in larga parte alle centrali a carbone.


Se cambi le centrali a carbone con le centrali nucleari, i 3000 morti in meno non dipendono dall'auto elettrica, dipendono dalle centrali che hai costruito. Detta altrimenti, se usi auto elettriche, ma le alimenti bruciando carbone in centrale, stai inquinando di più che a usare un'auto a benzina. L'ecologicità di un'auto elettrica rispetto a una a combustione interna dipende dalla fonte di energia utilizzata per produrla e muoverla.

Tra l'altro ripeto per l'ennesima volta che un'auto elettrica non è affatto a zero emissioni: il processo produttivo inquina, il trasporto e la commercializzazione inquina, la manutenzione inquina, freni, gomme e consumabili inquinano, lo smaltimento del veicolo e delle batterie inquina, la produzione dell'energia elettrica necessaria per muoverla, a oggi, inquina. "emissioni zero" è una bufala di marketing.
Sisifo: "Sorrido quando si parla di poche stazioni di ricarica e delle difficoltà di stendere i cavi, come se creare una rete universale per la distribuzione di un liquido altamente infiamamabile ed esplosivo sia stato facile ed immediato..."

che i problemi siano - probabilmente - risolvibili sono d'accordo. Che la cosa faccia sorridere no.

Qui si tratta di un problema enorme di riconversione di un sistema a regime di immense dimensioni, con effetti enormi sul consumo, sul mercato, sulla produzione, distribuzione e immagazinamento dell'energia. Un problema che richiede interventi statali e legislativi giganteschi.

Costruire tante centrali nucleari è certamente fattibile, anche dimenticando l'indubbia impopolarità della soluzione, ma la questione non può essere liquidata con un "famolo e basta", visto che la proliferazione delle centrali nucleari "qualche" problemuccio lo presenta, soprattutto in alcune zone del pianeta in via di sviluppo, dove i regolamenti sono scarsi e spesso poco applicati.

Francamente non capisco come non lo si possa vedere. Ripeto: è una direzione da prendere. Sono d'accordo. Almeno fincheé non emergono alternative più semplici (come l'uso di fuel cell o batterie 10 volte più efficienti o sistemi ad induzione con poche perdite ohmiche). Avere carichi in determinati punti della rete di queste dimensioni pone sfide molto grandi. Inutile negarlo.

@ Sisifo

<>

Non è solo il costo delle vetture. Uno dei maggiori problemi per Tesla è il costo di realizzazione di mantenimento della rete di Supercharger. Si tratta di una rete di ricarica veloce molte efficiente e diffusa sul territorio. Per di più, offerta gratis ai clienti Tesla. Già da anni Elon aveva cercato partner che condividessero la rete di Supercharger per suddividere i costi. Invano. Del resto Tesla ha sviluppato un sistema proprietario, non standard, non compatibile con nessun altra vettura.
3 mesi da prototipo a produzione non esiste. Non c'è tempo per effettuare test di durata su strada e nelle camere con condizioni ambientali estreme, non c'è tempo di correggere in caso di magagne scoperte durante i test. Le cose sono due: o è una panzana e la produzione della 3 inizierà ben più tardi, o state lontanissimo dalle promemoria 3 perché saranno fatte con pezzi prototipali e i test di durata li faranno gli acquirenti.
3 mesi tra creazione dei prototipi e inizio della produzione? Due sono le cose: o la produzione partira ben più tardi di luglio, o non fanno test di durata prima del lancio della produzione... Auguri...
Finora nessun problema significativo: i viaggi che ho fatto con l'auto attuale avrebbero richiesto al massimo una tappa di ricarica (40 min), che avremmo comunque fatto per pranzare.

Ma organizzi le tappe presso i supercharger Tesla? Perché il problema è che la scarsa diffusione dei metanari (rispetto ai benzinai normali) è che magari sul tuo percorso ne trovi 3-4 in 50 km, e poi nulla per 300 o 400.

Faccio l'esempio di un viaggio che ho fatto: Brescia-Europa Park (Rust, Germania) 518 km totali.

Parti da Brescia con il pieno, il primo supercharger che trovi è a Rivera, vicino Locarno, 180 km. Il secondo è a Beckenried, sul lago di Lucerna, 312 km. Che fai? Ti fermi a Locarno, dopo un'ora e mezza e fai il primo rabbocco, oppure "rischi" e arrivi a Lucerna? E se "rischi" e poi ti si ferma?
Ok, decidiamo per la sicurezza, ci fermiamo a Locarno. Mancano 342 km, non si riesce con una tratta unica, bisogna fermarsi a Basilea, dopo 240 km.
Un viaggio di 518 km, teoricamente fattibile con una singola sosta, è da farsi con 2 soste, per la sfortunata disposizione dei SuperCharger.

Questo è l'esempio pratico. E ti giuro che non l'ho cercato apposta, è un viaggio che ho fatto davvero a Metano e in cui ho apprezzato la possibilità di estendere l'autonomia dell'auto a Metano con la benzina (il primo pieno di metano è finito esattamente a metà del traforo del Gottardo).
state lontanissimo dalle promemoria 3 perché saranno fatte con pezzi prototipali e i test di durata li faranno gli acquirenti
Perché, pensi che per le altre auto il discorso sia tanto diverso?

Mai dato un'occhiata alla lista dei richiami totali (non solo i più gravi per i quali mandano la lettera a casa) delle principali auto? Giusto con giapponesi e coreane puoi stare più tranquillo, per le altre c'è da mettersi le mani nei capelli (ovviamente chi più chi meno eh).

Anche perché più un "muletto" circola su strada pubblica (che è l'unico modo per avere un test valido), più aumentano le possibilità che venga paparazzata, da giornalisti ma anche da gente comune. E da una semplice foto un ingegnere rivale può capire tantissimo, creando un danno enorme per la Casa.

Motivo per cui i "muletti" hanno sempre delle complicatissime livree trompe-l'oeil:
http://images.automoto.it/images/3337323/550x/honda-cr-v-004.jpg
http://immagini.alvolante.it/sites/default/files/styles/anteprima_lunghezza_640/public/news_anteprima/audi-r8-2015-spy.jpg
http://www.motorionline.com/wp-content/uploads/2016/12/Mercedes-CLS-2017-video-spia.jpg
Ma organizzi le tappe presso i supercharger Tesla? Perché il problema è che la scarsa diffusione dei metanari (rispetto ai benzinai normali) è che magari sul tuo percorso ne trovi 3-4 in 50 km, e poi nulla per 300 o 400.

So di essere un rompicoglioni, ma questo è fondamentale.
Anche su twitter abbiamo simulato dei percorsi ma le tappe effettive stanno intorno ai 200 km, perché i supercharger sono abbastanza rari, e una tappa di 300 km precisi aumenta la rigidità della pianificazione in caso di imprevisti (incidenti-deviazioni-consumi anomali).
Le tappe che fai sono dopo 300 km o in prossimità dei supercharger?
Camicius,

Ma organizzi le tappe presso i supercharger Tesla?

Sì. Di solito sono presso ristoranti o luoghi comunque mangerecci. E oltre ai Supercharger ci sono i Destination Charger, molto più numerosi: carica più lenta ma comunque accettabile. Se vai sul sito di Tesla troverai la mappa aggiornata con SC e DT.

Poi ci sono tutte le colonnine di ricarica degli altri operatori. Per esempio, qui da me, a 5 minuti di strada, c'è IKEA con 8 punti di ricarica gratuiti da 22 kW, che ricaricano una Model S al ritmo di circa 100 km di autonomia per ogni ora. Ho il "benzinaio" sotto casa :-)
Camicius,

Un viaggio di 518 km, teoricamente fattibile con una singola sosta, è da farsi con 2 soste, per la sfortunata disposizione dei SuperCharger.

Esatto. E sarà così ancora per un bel po' di tempo. Chi decide di usare un'auto elettrica per i viaggi lunghi deve mettersi bene in testa che non avrà la flessibilità di un'auto a combustione interna e avrà tempi di percorrenza superiori a causa delle soste. Bisogna cambiare stile di vita: pianificare e concedersi più tempo per gli spostamenti lunghi (per quelli brevi non cambia nulla, anzi c'è un lieve vantaggio perché parti sempre da casa col "pieno"). Deve piacerti l'idea di non inquinare localmente, di viaggiare nel silenzio, di avere un assistente di guida molto evoluto e di avere una ripresa entusiasmante. Va a gusti e dipende dalle circostanze individuali: io, per il mio uso dell'auto, ci sto. Almeno credo: e sono disposto a rischiare.