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42 commenti

Le Iene raccontano le fabbriche delle bufale

Ieri sera Le Iene ha trasmesso un servizio dedicato alle fabbriche di bufale a scopo di lucro, come Liberogiornale e la galassia di siti ingannevoli gestiti da Edinet di cui David Puente ed io abbiamo parlato in questo articolo a dicembre 2016.

Consiglio di guardare il servizio (link al video), perché il business della bufala è spiegato molto bene anche graficamente e in particolare la parte dedicata all’intervista a Matteo Ricci Mingani, gestore di Edinet, è decisamente rivelatrice. Buona visione.


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Commenti (42)
Riposto qui il commento che avevo inserito in coda all'altro thread:

Ti ho visto per caso "zappando" sul telecomando, ieri sera, era già iniziato. Certi servizi delle Iene mi irritano perchè puntano al sensazionalismo, distorcono e alla fine più che denuncia sono strumentalizzazioni vere e proprie. Quello sui fabbricanti di fake mi è sembrato equilibrato e informativo, speriamo che sia stato visto e che venga ripreso e rimbalzato. Certo che avere una redazione che ha mezzi (dal punto di vista grafico, ad esempio, la rappresentazione di "Il Giornale" e "Il Giomale" è stata chiarissima) e si può permettere di mandare un inviato ad intervistare gli interessati... A quando un tuo staff???
Un po' ironico che le iene facciano questi servizi, vista la loro tendenza ad essere spargitori di bufale (qualcuno ha detto stamina?)
Ho guardato un video delle Iene che si lamentano delle notizie false?

Il mondo è un posto molto complicato. Anche se questo servizio è molto ben fatto. (il montaggio selettivo però, anche quando fatto bene, mi risulta indigesto. Ok che tu e David non parlate proprio semplice, ma sembra uno di quei collage satirici con i personaggi famosi che dicono cose assurde...)

Curiosità: ma la psicologia del Mingani, che rifiuta il collegamento ai siti e poi ammette di essere dietro ai siti bufala? E' disturbato?

Piccola nota: la storia della Bulgaria... sì, è vero che i suoi guadagni veri sono in Bulgaria, ma tanto può farsi comprare cose dalla ditta (cioè chiede a sé stesso imprenditore di pagare le spese a sé stesso dipendente), può stipendiarsi (secondo legge italiana, magari a voucher) e per riottenere il possesso dei suoi averi gli basta prendere la residenza in Bulgaria (e che rifiutano la residenza a uno che gli paga le tasse?) e figurare residente là per sei mesi. Se poi i sei mesi ce li passa davvero, diventa tutto perfettamente legale.

Un programma che vive fabbricando bufale (vedesi Stamina o le cure di malattie con il veleno di scorpione) si permette di fare un programma sulle fabbriche di bufale? E tu uno dei più famosi debunker gli fai pure pubblicità?
Finirò per diventare complottista :-(
L'ho visto ieri, peraltro girando per sbaglio (ormai non guardo praticamente più Le Iene) quando ho visto in sovrimpressione il nome di David Puente...per fortuna il servizio era appena iniziato.

Sicuramente un gran bel servizio, molto interessante, però mi ha lasciato un po' di amaro in bocca quando, ad un certo punto, il servizio indugia un po' troppo sulla questione "questi siti funzionano perchè la gente non vuole la verità, vuole leggere solo ciò in cui crede" oppure "gli utenti condividono senza neppure aprire i link".
Per carità, è tutto vero...ma ad un certo punto queste frasi, peraltro pronunciate proprio dai titolari del sito (e ribadite da Matteo Viviani) sembrano quasi voler spostare la colpa verso gli utenti del web: "non siamo noi che diffondiamo falsità, sono loro che ci credono, non si degnano nemmeno di leggere il testo delle notizie, e poi le rendete virali".

Questa cosa è molto pericolosa se viene fatta sentire lo spettatore medio de Le Iene, perchè di fatto può essere recepita come: "Gli stupidi della situazione sono gli internauti; i titolari del sito sono i più furbi, perchè hanno saputo sfruttare la stupidità altrui, senza rubare soldi a nessuno".
Insomma, si rischia che, dopo questo servizio, gli analfabeti funzionali, gli utonti e i webete siano sempre più convinti che gli unici colpevoli della diffusione di tutte queste bufale siano solamente le persone "incapaci di informarsi su internet", che, come è ben noto, sono sempre e solo gli altri...
Certo che anche le Iene non si sono preoccupate troppo di diffondere bufale negli anni. Forse per questo il tono del servizio si fa quasi assolutorio nel finale
Penso che le Iene restino un programma "serio" anche se purtroppo anche loro fanno cazzate, alcune volte lo ammettono altre volte no. Per me hanno fatto bene in ogni caso Paolo e Davide a supportare questo servizio!
Per me non è tanto importante stare a guardare se c'è ipocrisia da parte delle Iene o altro, il contenuto è comunque molto utile e interessante.
Non esiste un reato di bufala e questi signori sono furbi perché scrivendo alla fine "tizio non ha detto in realtà questa frase, l'abbiamo inventata noi ma tanto tu non sei arrivato a leggere fino a qua" li para il didietro da denunce per diffamazione.
Insomma non sono "vere bufale" come quelle dove si cerca di spacciare davvero una notizia per vera ingannando il lettore mostrando prove false, come se ad esempio avessero spacciato un audio con la voce di Gentiloni fatta da un imitatore, è chiara la differenza e cosa voglio dire?

Quindi è innegabile che molta parte della colpa vada agli utenti, ma allora bisogna chiedersi come mai molta gente ritenga verosimili certe notizie. Non è che magari lo sono perché certi personaggi si sono creati una reputazione tale da renderle verosimili? Fa davvero tanta differenza che non sia vero che il primo ministro abbia detto "gli italiani smettano di lamentarsi" se abbiamo avuto ministri che cazzate identiche come "bamboccioni perchè si fanno mantenere dai genitori fino a 40 anni", "choosy perché gli fa schifo lavorare gratis", "se vanno all'estero meglio, così ce li leviamo dai piedi" le hanno dette veramente?
Ma le fabbriche di bufale invece cosa dicono de Le Iene?
Visto e apprezzato, mi chiedo solo una cosa, o meglio, la chiedo a Paolo: ti pare abbiano tagliato qualcosa di quello che hai detto?
A me non sembra visto che le tue frasi sembravano tutte di senso compiuto, ma le iene sono stranote per i loro taglia e cuci e volevo esserne certo (sono certo che si sono messi a tagliare qualche decimo di secondo tra una frase e l'altra, cosa che non serve a niente a parte creare l'effetto dell'intervistato che "parla a scatti", effetto imho sgradevole a vederlo e sentirlo).
"Vanta laurea in farmacia ma promuove l'omeopatia"
alcune farmaciste so pure peggio de hello kitty.
Cioè, farsi fare la lezione sulle bufale dalle Iene, questo 2017 si dimostra ricco di sorprese
Viviani è lo stesso che aveva fatto il servizio sulle auto che si alimentano ad acqua:
http://www.iene.mediaset.it/puntate/2014/10/08/viviani-e-se-l%E2%80%99acqua-fosse-un-carburante-_8797.shtml
...
-_- tsk
Questi servizi dovrebbero essere fatti da persone con le giuste competenze e conoscenze, non da giornalisti a caccia di scoop e di ascolti.
Ho guardato un video delle Iene che si lamentano delle notizie false?


Embé? E che c'è di strano?

Evidentemente l'appello della Boldrini ha suscitato l'attenzione di molta gente e un servizio sulle bufale poteva creare audience, esattamente come quello sulle staminali, sul prete pedofilo o sul truffatore on line.
Ma le Iene quelle di Vannoni ecc.?
Mmm. Visto, interessante e approvabile fino alla fine, quando però il tono è sembrato assolutorio anche a me. E mi è venuto spontaneo un parallelismo: pensate a wanna marchi & c. E pensate ad una ipotetica difesa basata su "a ma se i gonzi ci credono mica è colpa nostra". Mi rendo conto che Paolo e colleghi si muovono quindi in un campo psicologicamente ben minato.
Le Iene le seguivo parecchio in passato anche più di 10 anni fa, poi mi sono "perso"... in ogni caso continuo a credere a quello che generalmente raccontano, il video che ha segnalato Mr Wolf mi ha lasciato un po' così... io sempre più spesso inizio a non capire più a chi credere e a chi no... io di certo non ho le competenze per capire il funzionamento di un motore combinato gasolio/idrogeno, ma d'altronde se nessuno ha chiamato questo signore pelato un motivo ci sarà... ma allora perchè il video è ancora lì?!...
Comunque ribadisco il mio pensiero sul servizio bufale, se Paolo e Davide hanno accettato la messa in onda, avranno valutato che i pro erano più dei contro e in ogni caso riuscire ad informare quanta più gente possibile (e le Iene penso che sia un programma che funzioni), è già un passo avanti.
Caleb,

ti pare abbiano tagliato qualcosa di quello che hai detto?

Certamente. Come è normale in qualunque intervista, la nostra conversazione è durata molto di più e ho detto anche molte cose che non sono state incluse nel servizio. Non è una critica, è solo una constatazione. I tempi televisivi sono strettissimi. Non mi sembra di aver detto cose vitali che non sono state incluse.
Il paradosso l'hanno già fatto notare altri... ma il tic collettivo alla testa che hanno un po' tutti? hanno fatto un po' di taglia e cuci?

Comunque volevo chiedere a Paolo se il video che viene riprodotto automaticamente dopo questo (quello sui biglietti) è tutto vero... non si sa mai. :D
Sono stupefatto dalla schiettezza dei due tipi di Edinet. Hanno un punto di vista molto interessante, ma non hanno valori, e sono questi che li mettono dalla parte sbagliata della storia.
Riapro una vexata quaestio, ma per me il Sig. Ricci Mingani, il cui operato è qui unanimemente giudicato in maniera negativa, non fa niente di male: intanto, e non è poco, non commette alcun reato; inoltre, per l'idea che ha avuto e per come la sta portando avanti, il suo fatturato (avrà anche delle spese, immagino) di cinquemila euro al mese (non sono mica cinque milioni, eh) se lo sta guadagnando, e, finchè dura, buon per lui. Ci pagherà anche delle tasse sopra, in Bulgaria, certo; De Benedetti, ad esempio, le paga in Svizzera, io in Italia, che c'è di tanto strano? E questo, il fatto che sia tutto legale, è anche, a mio parere, il motivo per cui il Ricci ammette candidamente il tutto, ragion per cui lo stesso Viviani ci rimane un po' male, dato che, evidentemente, sperava di estorcergli queste semplici verità come se fossero segreti incofessabili per poi menare scandalo, in pieno e legittimo stile infotainment della trasmissione (che, aperta e chiusa parentesi, di solito qua viene esecrata come il diavolo, ma, ora che c'è Paolo, d'un tratto diventa ben fatta, ma solo per questo servizio, sia chiaro), e invece se ne rimane con un pugno di mosche in mano (il Viviani).

@Replicante Cattivo: tu ritieni addirittura pericoloso il recepire che qualcuno ha "saputo sfruttare la stupidità altrui, senza rubare soldi a nessuno". Da quando la verità è pericolosa?

@stell: il confronto con Wanna Marchi non regge: lei era una truffatrice, dato che vendeva (e pure a peso d'oro, ma non farebbe nessuna differenza) oggetti che non avevano le proprietà vantate. Non è questo il caso, nelle bufale manca il dolo.

Ribadisco ciò che ho già scritto in passato, lo scrivere balle è vecchio almeno quanto la stampa a caratteri mobili, come mai tutti si scandalizzano solo adesso? E Cronaca Vera (et similia)? Non hanno forse campato per decenni sullo stesso meccanismo? Qualcuno ne ha mai chiesto (o anche solo pensato) la chiusura? E una qualunque pubblicità? Non è una mezza verità già in partenza, quando non una balla fatta e finita? Mi viene in mente un confronto che ho visto da qualche parte fra i panini dei vari fast-food raffigurati in foto e la loro controparte reale, che a malapena gli somiglia, addirittura il big mac delle foto è più grosso della sua stessa scatola, e allora che facciamo, li assaltiamo a picconate come i no-global, o facciamo gli intellettuali con la puzza sotto al naso che denunciano il malcostume? Esiste una terza via, ha a che fare con il saper stare al mondo.

E la Boldrini? E' Presidente della Camera dei Deputati, non credo abbia difficoltà ad avanzare una proposta di legge, se ha qualcosa da proporre. Così facendo, non si capisce cosa vada cercando, forse l'avallo di qualcuno per proporre una qualche forma di censura? L'ha detto qualche commentatore qua dentro, non ricordo chi fosse, ma sposo la sua tesi: questa gente non vuole la verità, vuole mantenere il monopolio delle bugie. E, se tutti ne raccontano, finisce che nessuno crede più a niente, e l'arma si spunta.

Un ultimo spunto di riflessione: non è che ogni clic o visita o like su una bufala significhi automaticamente che il suo autore ci creda ciecamente, anzi, personali esperienze tra i miei conoscenti mi portano più a ritenere che sia lo scetticismo a dominare, perfino tra i famosi creduloni che portano guadagno a gente come il Ricci Mingani, guadagno ottenuto con mezzi moralmente discutibili, ma perfettamente leciti, come nella maggior parte dei modi di fare profitto, del resto.
@Replicante Cattivo

"sembrano quasi voler spostare la colpa verso gli utenti del web: "non siamo noi che diffondiamo falsità, sono loro che ci credono, non si degnano nemmeno di leggere il testo delle notizie, e poi le rendete virali"."

IMHO per quanto possa dare fastidio, la frase non é sbagliata. Essendo la responsabilitá delle proprie azioni sempre personale, se io condivido una notizia falsa la colpa é solo mia, non di chi ha scritto quella notizia (per quanto questa persona possa aver cercato di rendere la notizia falsa attraente ed appetitosa).

"Noi" possiamo iniziare leggendo con attenzione ció che vogliamo condividere e cercare qualche conferma (ricordando sempre che "affermazioni straordinarie richiedono prove straordinarie"). Se anche "gli altri" faranno lo stesso, allora staremo "tutti" meglio.
Ma le fabbriche di bufale non sono i caseifici?
(scusate, non ho resistito!)
@ jhonny dio
Mah... Se vengo pagato per un prodotto falso, che sia un amuleto, una crema, o una notizia, non vedo che differenza faccia: non sono comunque un truffatore? Se la legislatura non la pensa così è ovviamente un altro paio di maniche.

Certo, le notizie non perfettamente veritiere, gonfiate, ampliate, sono vecchie come il mondo... Ma da qui a creare la fabbrica delle notizie false per lucrarci ne passa.
@ Johnny Dio

Non sono d'accordo sul fatto che non commetta niente di male. Sta peggiorando la qualità di vita di tutti riempiendola di letame senza alcun ritorno per nessuno che non sia la sua azienda. Prende il tempo delle persone e regala fatica e confusione, ottenendo in cambio denaro, ma nel suo prodotto c'è scritto "informazone".

Se quello che lui fa non è una truffa, allora il fatto che abbia omesso la "i" di "informazione" non è un errore.

Quanto al fatto che sia legale... legale e buono sono due concetti distinti, non dovremmo reiterare l'errore per cui ciò che è legale è anche buono, perché è solo l'anticamera per lavare la coscienza nel fiume marcio delle giustificazioni di comodo.

E poi non sono d'accordo con la questione delle balle scritte da sempre, per due motivi:

Il primo è che non è vero che si protesta solo ora; il fatto che tu stesso ammetta di aver già scritto in passato questo significa proprio che già in passato è emersa questa problematica. E infatti le riviste utili neanche per il cesso piene di gossip e foto rubate sono letame oggi ed erano letame un tempo, e lo sono da almeno 60 anni. Vale lo stesso per la pubblicità. La pubblicità va regolamentata per evitare che diventi una marea montante di inutilità ingozzata a forza nelle gole delle persone, cosa che la trasformerebbe esattamente in quello che fa Mingani: forzi letame nelle teste delle persone, lasciando fatica, confusione, illusioni e prendendo in cambio soldi. Una specie di saccheggio moderno.

Tra l'altro il problema della pubblicità al di là dell'enorme questione della quantità, ed esattamente come nel caso della bufala, è che non si tratta di un messaggio onesto lanciato da qualcuno che crede nel suo prodotto per renderlo conosciuto e attirare clienti (pubblic-ità), ma si tratta di persone che si mettono a tavolino a studiare la psicologia delle persone per sfruttarla e convincerle a comprare il prodotto che devono vendere.

La pubblicità oggi è sfruttamento e manipolazione consapevole delle menti delle persone. Questo la rende letame, non l'idea di proporre un prodotto.
Le bufale di Minganti sono esattamente la stessa cosa, sono pubblicità alla pubblicità. Per questos sono letame anch'esse.

E poiché è così e da quando sono ragazzino mi fa schifo questo meccanismo, lo denuncio. Ed è perché lo denuncio che posso dire di saper stare al mondo; infatti so cos'è, so come funziona, ne ho un'opinione, la sostengo e denuncio l'uso sconsiderato della psicologia per vendere. Perché distrugge più risorse e ricchezza di quelle che crea.

Altrimenti significa che ti sta bene, e allora non capisco se è pigrizia o se non vedi i danni che questi meccanismi generano nella società, e che poi toccheranno anche te (magari facendoti pagare le tasse per sostenere cure alternative inefficaci, per dire...)
@Unknown
Sono stupefatto dalla schiettezza dei due tipi di Edinet. Hanno un punto di vista molto interessante, ma non hanno valori, e sono questi che li mettono dalla parte sbagliata della storia.

Il fatto che "non hanno valori" è una cosa che pensi tu, che penso io e che, probabilmente, pensano gli altri lettori del Disinformatico. Ma per l'italiano medio, (ovvero quello convinto che Fabrizio Corona sia stato incarcerato "per due foto" e che "se ti fai ricattare vuol dire che hai qualcosa da nascondere") questi tizi possono tranquillamente essere considerati come due persone che, in tempi di crisi, sono riusciti a farsi soldi senza mettere le mani in tasca a nessuno, prendendo all'amo i razzisti, xenofobi, populisti, complottisti e boccaloni vari. Anzi, ora che si è scoperto che uno di loro è un ragazzo disoccupato di 22 anni, qualcuno sicuramente tirerà in ballo la mancanza di posti di lavoro e la necessità di sapersi arrangiare.

In effetti, per uno che non conosce quali sono i danni derivanti dalle bufale (i famosi "nel dubbio condivido, che male può fare?"), non c'è nulla di male in questo sistema: io clicco, tu guadagni. E' lo stesso presupposto per cui i seguaci di un certo partito non si fanno problemi ad abboccare al clickbait dei loro organi di informazione, anzi sono ben felici di farli guadagnare, considerando che possono riuscirci senza dover aprire il portafogli, ma solo muovendo il loro ditino.

Purtroppo il servizio sorvola totalmente la questione dei danni che possono causare le bufale, citandola brevemente, ma senza soffermarsi sui dettagli. E questo rende vano tutto il discorso, perchè in questo modo un cliccatore seriale non vedrà alcun motivo valido per smettere di condividere certe notizie. Anzi, se tu gli fai intendere che questi link possono tuttalpiù risultare diffamatori per le persone citate nelle notizie, questo sarà ancora più incentivato a cliccare su qualsiasi post che riguardi immigrati, zingari, musulmani o politici degli schieramenti opposti.
Sarebbe stato meglio ricordare che per colpa delle bufale, ci sono persone che perdono il lavoro, la reputazione o la vita...senza contare che chi le condivide fa, regolarmente, la figura del fesso. A voler essere maligni, si potrebbe pensare che Le Iene hanno evitato di parlarne perchè, per prime, hanno la coscienza sporca, visto cos'hanno combinato tutti i loro servizi che hanno alimentato la pseudoscienza.

Fatto sta che questo servizio, assolutamente nobile nelle sue intenzioni (così come è lodevole il grande lavoro di David e Paolo per sgamare questi due furbacchioni), alla fine rischia di non far passare i due tizi per quello che realmente sono: due truffatori che hanno causato dei danni enormi all'Italia.


@Jonny
Quello che scrivi è solo in parte corretto, secondo ma, ma sbagli nel dire che le bufale non fanno male. Vero, ad oggi, non sono reato, ma neppure lo schiavismo fino a non molto tempo fa lo era.
Cronaca Vera, come la Notte vivevano sulle bufale e titolo roboanti, oggi ci campano facebook e altri mille mila siti, a loro non itneressa che tu ci creda o meno, a loro interessa che tu compri il giornale, che tu veda l'annuncio che ti appare sulla pagina, a loro interessa vedere che hanno tot visualizzaioni. Se pubblico qualcosa su youtube può avere 1000000 di dislike, ma ho al contempo un egual numero di visualizzazioni... remunerate.

Ti faccio un esempio rapido. Campagna elettorale, confeziono una serie di bufale per screditare Tizio e aiutare Caio. Ho commesso reato? Ho fatto del male a qualcuno? Ma è corretto quello che ho fatto?
Se una bufala può condizionare il comportamento altrui, o il pensiero collettivo, forse qualche pensiero andrebbe fatto.

Che ci sia qualcuno che ora cavalca l'onda (dopo, in parte anche averla creata)per i propri interessi è ovvio e ahimè naturale (vedi proposta Gambaro in cui i giornali sarebbero liberi di pubblicare ciò che vogliono senza essere puniti, al contrario di tutti gli altri).

Ho poi una convinzione, che spero di essere smentito, che la Boldrini abbia intrapreso questa via perchè oggetto diretto di bufale, da cui deriva una domanda: se ad esserne stato oggetto fosse stato Salvini (che è l'esatto opposto della Boldrini, sopratutto politicamente e ideologicamente), la Presidnte(ssa) della camera avrebbe fatto ciò che ha fatto?
Onestamente il mio scetticismo deriva tutto da qui.

E poi, smettiamo di chiamrle "bufale" chiamiamole per quello che sono: BALLE!
@Zannaman

"sembrano quasi voler spostare la colpa verso gli utenti del web: "non siamo noi che diffondiamo falsità, sono loro che ci credono, non si degnano nemmeno di leggere il testo delle notizie, e poi le rendete virali"."

IMHO per quanto possa dare fastidio, la frase non é sbagliata. Essendo la responsabilitá delle proprie azioni sempre personale, se io condivido una notizia falsa la colpa é solo mia, non di chi ha scritto quella notizia (per quanto questa persona possa aver cercato di rendere la notizia falsa attraente ed appetitosa).


E' un concorso di colpa, ma bisogna attribuire la giusta responsabilità ad entrambe le parti: più la notizia viene data in modo da risultare credibile, minore è la responsabilità dell'utente che ci casca. E se tu metti al fondo della notizia la frase "questa notizia è falsa, ma tanto nessuno di voi la leggerà per intero", apparentemente fai un atto di goliardia che ti assolve da qualsiasi colpa; in realtà hai palesato il fatto che tu stai approfittando di qualcosa di cui sei ben consapevole: non hai alcun interesse a far sì che il tuo "lettore" possa riconoscere la falsità della notizia (altrimenti lo scriveresti in cima all'articolo)

Resta comunque il fatto che, dal punto di vista penale, pubblicare una notizia falsa è un reato, mentre il solo crederci no. Eventualmente si potrà valutare se chi ci ha creduto ha poi contribuito ad alimentarla (es. perchè l'ha diffusa massicciamente) o ha contribuito a causare conseguenze negative nei confronti nelle persone citate nelle notizie (es. nel caso di un falso appello per stupro). Ma i due tizi del video non potranno mai mettersi a dire che chi ha abboccato alle loro notizie è colpevole quanto loro, anche se è quello che -complice Matteo Viviani- alla fine sono riusciti a far credere.

@Jonny Dio
ma per me il Sig. Ricci Mingani, il cui operato è qui unanimemente giudicato in maniera negativa, non fa niente di male: intanto, e non è poco, non commette alcun reato; inoltre, per l'idea che ha avuto e per come la sta portando avanti, il suo fatturato (avrà anche delle spese, immagino) di cinquemila euro al mese (non sono mica cinque milioni, eh) se lo sta guadagnando, e, finchè dura, buon per lui.

Ecco confermata la mia ipotesi: "Non fa niente di male". La prima vittima del servizio l'abbiamo trovata.

@ Replicante Cattivo: tu ritieni addirittura pericoloso il recepire che qualcuno ha "saputo sfruttare la stupidità altrui, senza rubare soldi a nessuno". Da quando la verità è pericolosa?

Perchè nel momento in cui tu pensi che questo sistema "non rubi soldi a nessuno", commetti un errore madornale. Certo, a differenza delle Marchi, non vanno a prendere i soldi direttamente nelle tasche degli "stupidi" che abboccano ai loro tranelli.
Ma resta il fatto che i loro guadagni provengono da un traffico internet generato da notizie che hanno danneggiato tantissime persone, che hanno reso i social una cloaca di disinformazione e che hanno contribuito a diffondere l'idea che tutti siano in grado di "informarsi su internet" (anche riguardo temi come medicina o economia). I soldi che hanno guadagnato quindi sono stati ottenuti a spese di tutte le persone che sono diventate protagoniste di notizie false e, di conseguenza, campagne d'odio e diffamazione.

I guadagni sono come l'energia o la materia: non nascono dal nulla, nascono dal lavoro: tu fai qualcosa che è utile per qualcuno e quel qualcuno ti paga per ottenerla. Se tu pensi che un guadagno derivante da "Tizio che si inventa una notizia" e "Caio che ci clicca sopra" sia legittimo, è perchè non tieni conto di tutti i passaggi intermedi, da cui si viene a capire che questi soldi sono comunque stati ottenuti sulla pelle di qualcun altro.

Certo, immagino che a te non freghi nulla se la notizia falsa riguarda Renzi, Alfano, Luciana Littizzetto, Carlo Conti o una qualsiasi minoranza a caso. Però giorno in cui tuo figlio si troverà ad avere a che fare con il figlio di un antivaccinista, oppure il giorno in cui tu (o qualcuno a te vicino) diventerà oggetto di una campagna d'odio -o di terrore- amplificata da questo genere di siti, vieni ancora a dire che questi tizi sono legittimati a guadagnarci sopra.

Il resto del tuo commento, condito di benaltrismo e allorismo non merita ulteriori riflessioni, perchè sono sicuro che ci penseranno gli altri utenti a smontartelo pezzo per pezzo.
Ah. In pratica, le Iene che fanno un servizio sulla concorrenza...
@SirEdward

E infatti le riviste utili neanche per il cesso piene di gossip e foto rubate sono letame oggi ed erano letame un tempo, e lo sono da almeno 60 anni.

@ST
Cronaca Vera, come la Notte vivevano sulle bufale e titolo roboanti

Il fatto è che Cronaca Vera non è mai stato (e credo che mai lo sarà) una fonte d'informazione considerata valida o influente. Non ha mai preteso di esserlo, non ha mai TENTATO di esserlo e le persone che la leggono dal parrucchiere per scacciare la noia non le hanno mai considerate alla pari di un quotidiano.
Tirare in ballo quei giornali durante un discorso su bufale e disinformazione è come voler citare "Uomini e donne" mentre si sta parlando dei falsi scoop trasmessi da programmi come Report, Striscia La Notizia, Quinta Colonna, ecc...: è vero che "Uomini e Donne" presenta situazioni irreali e chiarmente recitate da attori, ma non ha mai sostenuto, nè voluto far credere, che le storie raccontate potessero essere reali e che rappresentassero una fonte d'informazione. E' una trashata, realizzata per divertire spettatori di poche pretese.

Il vero problema è il cross-over, ovvero quando una cosa tenta volutamente di sfociare nell'altra.
Se quelli che condividono i link provenienti dai siti di clickbait lo facessero solamente per dire "Ciao, sono uno sporco razzista, uno xenofobo, un omofobo e uno che manifesta il proprio odio contro le istituzioni attraverso un click" il problema sarebbe praticamente risolto. Ma, ahimè, invece questi condividono certii link perchè pretendono davvero di aprirci gli occhi sul mondo....

@SirEdward
@Replicante cattivo

Nella mia modesta opinione, il diritto ad essere informati è simile al diritto ad essere muscolosi: Nessuno lo vieta, ma occorrono nozioni ed attitudine.

Quanto a questo Mingani..
...nell'educare i bambini alla prudenza e ad esercitare costruttivamente il buon senso...
...Il Giaguaro ha la parte del leone.

Quindi il problema non è se Mingani è buono o cattivo.

Il problema è che sta lì e non lo si può tirar via. E se non ci sta Mingani ci sta qualcun'altro. è una nicchia ecologica, non una persona fisica.

Ogni strategia deve partire dal riconoscere questo punto.

Che poi nella mia comunità il problema è già risolto. Veramente molto semplice. Anche i Ghanesi han deciso di imitarci.

Se invece gli italiani pensano che anche infilare il citrullo in un vespaio sia un diritto inalienabile ed irrinunciabile...
Potrebbero dover divisare una strategia un pizzico più complessa che richiede & presuppone diverse coppie di interventi antagonisti.
@Replicante Cattivo
"ad un certo punto queste frasi, peraltro pronunciate proprio dai titolari del sito (e ribadite da Matteo Viviani) sembrano quasi voler spostare la colpa verso gli utenti del web"

Ed infatti fanno benissimo.
La bufala sulla Litizzetto, nel cui articolo chiosano con una sorta di "con questa notizia è del tutto inventata, ma tanto ci cascherai lo stesso perchè non leggi quel che condividi", è di un esplicito che più esplicito non si può.
Basta caproni che si indignano per qualcosa che non hanno neanche letto. E via, a condividere, perché l'importante è dire qualcosa, mica aver qualcosa da dire.
Buongiorno Paolo.
Sono un utilizzatore di screen reader e non riesco a mandare in play il video delle iene, a causa dell'inaccessibilità del sito mediaset. E' possibile vedere il video su altre piattaforme?

Grazie, un saluto

Fabrizio.
Ma non potete dare la colpa a chi condivide. È ipocrita e anche poco intelligente, è ovvio che il bufalaro cerca di passare per quello che non fa niente di male.
Non sono d'accordo con tutto questo accanimento nei confronti delle Iene. Ha preso un paio di granchi nel corso dei suoi 20 anni di storia, ma non è un programma fondato sulla diffusione di bufale e leggende metropolitane. Che poi lo faccia con sensazionalismo è normale, è un programma Mediaset che va in onda in prima serata ed ha un seguito importante, ma è proprio a questo che serve il senso critico di ognuno di noi, e l'abitudine a guardare con diffidenza qualsiasi cosa venga mostrata in tv. I mezzi per informarci e per approfondire li abbiamo, e abbiamo anche le capacità di usarli. Varie volte mi trovo a guardare una puntata del programma e dire "che servizio del cazzo, se lo potevano risparmiare", ma la trovo una cosa normale, è nella natura della televisione, a parte SuperQuark non ho mai guardato un programma prendendo per buono tutto quello che diceva. Se le Iene fossero un venditore di eBay avrebbero il 98% di feedback positivi, e io mi fiderei a comprare da loro.
Non sono d'accordo con tutto questo accanimento nei confronti delle Iene. Ha preso un paio di granchi nel corso dei suoi 20 anni di storia, ma non è un programma fondato sulla diffusione di bufale e leggende metropolitane. Che poi lo faccia con sensazionalismo è normale, è un programma Mediaset che va in onda in prima serata ed ha un seguito importante, ma è proprio a questo che serve il senso critico di ognuno di noi, e l'abitudine a guardare con diffidenza qualsiasi cosa venga mostrata in tv. I mezzi per informarci e per approfondire li abbiamo, e abbiamo anche le capacità di usarli. Varie volte mi trovo a guardare una puntata del programma e dire "che servizio del cazzo, se lo potevano risparmiare", ma la trovo una cosa normale, è nella natura della televisione, a parte SuperQuark non ho mai guardato un programma prendendo per buono tutto quello che diceva. Se le Iene fossero un venditore di eBay avrebbero il 98% di feedback positivi, e io mi fiderei a comprare da loro.
@ Crasti
Non sono d'accordo con tutto questo accanimento nei confronti delle Iene. Ha preso un paio di granchi nel corso dei suoi 20 anni di storia, ma non è un programma fondato sulla diffusione di bufale e leggende metropolitane.

A parte il fatto che dire "un paio" è estremamente riduttivo, basta pensare al caso Stamina, a quanti danni ha causato e a come abbia contribuito ad alimentare la diffidenza verso la medicina e la fiducia verso le pseudoscienze. Personalmente, non riesco a togliermi dalla testa l'idea che quella vicenda sia stato una sorta di apripista verso la diffusione dell'antivaccinismo.

E non si trattava di un unico servizio, ma di una serie di servizi, che peraltro hanno continuato ad appoggiare Vannoni anche quando la polemica era già in corso. E alla fine hanno pure avuto il coraggio di fare un servizio in cui ribadivano di essere imparziali, quando invece il montaggio faceva chiaramente capire che stavano promuovendo quella cura, tentando di far passare gli altri medici come degli incompetenti.
Basterebbe solo questo per dequalificare completamente il progamma, perchè un conto è l'errore o il singolo servizio, un conto è la reiterazione.

I mezzi per informarci e per approfondire li abbiamo, e abbiamo anche le capacità di usarli.

Peccato che di questa cosa ne siano convinti tutti, compresi quelli che guardano Voyager o che si informano sui siti di cui sopra.
Gli incapaci a informarsi sono sempre e solo gli altri.

Se le Iene fossero un venditore di eBay avrebbero il 98% di feedback positivi, e io mi fiderei a comprare da loro.

Già, ma se quel 2% riguardasse un utente che si è trovato nella scatola un mattone al posto di un lettore dvd, oppuee un apparecchio elettronico che è esploso alla prima accensione, sono sicuro che non compreresti più da loro.

@Il Lupo della Luna ha commentato
Ma non potete dare la colpa a chi condivide. È ipocrita e anche poco intelligente, è ovvio che il bufalaro cerca di passare per quello che non fa niente di male.

Sebbene la responsabilità legale tra chi inventa una notizia e chi la diffonde sia molto diversa, la responsabilità di questa invasione di bufale è da dividersi tra entrambe le parti.
Se nessuno creasse notizie e siti di bufale, i "condivisori compulsivi" non avrebbero materiale da diffondere.
Ma se non ci fossero i boccaloni che condividono queste notizie, le bufale rimarrebbero ferme nei loro siti e non si diffonderebbero.

Ovviamente ognuna delle due tenta di dare la colpa all'altra, ma questo è normale. E' meno normale che Le Iene arrivino quasi a legittimare lo scaricabarile di Ricci Mingani.
@Il Lupo della Luna

Fiume cattivo o canottieri maldestri?

Buh, siccome disperiamo di poter cambiare il fiume, insegnare ai canottieri ad essere meno maldestri non è la cosa più intelligente da fare fra una vastissima rosa di opzioni meno intelligenti.

Educare i canottieri è l'unica soluzione realistica, e chi dopo questo vuole ancora annegare, che anneghi pure.

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Gli italiani sono gentilissimi a fare buffi esperimenti mod. Federico II coi loro bambini, nella risibile speranza di installare nozioni ideologiche quanto più a fondo possibile nel cervello... cosa che è altrettanto intelligente che guidare un'automobile col freno a mano tirato.
Esperimenti di cui chiunque può osservare lo svolgimento e giudicarne gli esiti.

Un po' come i muscoli: il ragionier Fanzozzi deve far qualcosa di più che dirmi che Schwarzenegger è un fasullo, che morirà prima dei 50 anni(Questa la ho sentita in terza elementare, tra l'altro.) che non è realmente felice, che il successo di schwarzenegger è dovuto a fortuna su un metodo errato mentre il proprio insuccesso è dovuto a sfortuna su un metodo corretto, per persuadermi che il suo metodo è migliore di quello di schwarzenegger per farsi venire i muscoli.

Se poi moltiplichiamo Schwarzenegger e Fantozzi per decine di milioni... Bè, ti sarà molto difficile convincermi che i bodybuilder non sanno un tubo su come si fanno i muscoli mentre i macilenti san tutto.

Alla fine i bufalari son come il fantozzi del mio esempio. Sanno come si pesca, sanno come si lavora, sanno come ci si fa il fisicone, sanno come si impara a suonare la chitarra, ma non ne hanno voglia.
La bufala è un modo per acquistare prestigio senza sudare su libri o pesi o chitarre.

"Guardate che il lato funzionale della società ha tutti gli strumenti che servono per sgamarvi e tenervi vicini ai proverbiali pomodori e lontano dai $oldi scritti con la "$" di "$tone" ("$asso", per chi non masticasse l'inglese)" può essere un buon incentivo.

Mingani è una conseguenza e non una causa.
Anzi, al [Mingani] bisogna metterlo fra parentesi quadre, perchè non c'è solo lui.
@AmiC
"ad un certo punto queste frasi, peraltro pronunciate proprio dai titolari del sito (e ribadite da Matteo Viviani) sembrano quasi voler spostare la colpa verso gli utenti del web"

Ed infatti fanno benissimo.


Ah, fanno benissimo a non ammettere le proprie responsabilità perchè "sono gli altri che sono stupidi"?
Quindi sei disposto a dire la stessa cosa anche sulle Marchi, sui maghi truffatori, sui tizi che si fingono poliziotti ed entrano nelle case di quegli "sprovveduti" che si fidano di loro?

La bufala sulla Litizzetto, nel cui articolo chiosano con una sorta di "con questa notizia è del tutto inventata, ma tanto ci cascherai lo stesso perchè non leggi quel che condividi", è di un esplicito che più esplicito non si può.
Basta caproni che si indignano per qualcosa che non hanno neanche letto. E via, a condividere, perché l'importante è dire qualcosa, mica aver qualcosa da dire.


1) Quello è stato un singolo caso, preso come esempio. La stragrande maggioranza degli articoli bufala non contiene alcuna ammissione di quel tipo. Quindi, sebbene sia comprensibile che il titolare del sito abbia voluto porrè l'accento su episodi del genere, è stato sbagliato, da parte delle Iene, far credere anche solo lontanamente che gli articoli di quel sito (e gli articoli bufala in generale) siano soliti esplicitare la loro natura

2) resta il fatto che se tu metti, volutamente, i tuoi disclaimer in posti dove sai che i tuoi "lettori" non li vedranno mai, vuol dire che non hai alcun interesse a farglieli leggere, anzi lo fai apposta a nasconderli alla loro vista (un po' come quelle televendite che fanno passare delle microscritte alla velocità della luce). E quindi non si scappa: se fai così, sei anche tu responsabile della diffusione di certe notizie, perchè stai facendo di tutto per nascondere ai tuoi lettori che sono notizie false.

3) non dimentichiamo mai che tutto questo viene sempre fatto alle spalle di qualcuno, che viene puntualmente diffamato da certi articoli: politici, personaggi televisivi, una minoranza, un'etnia....insomma chiunque possa essere un facile bersaglio dell'odio degli internauti. In quel caso il bersaglio era Luciana Littizzetto, che con quel titolo veniva automaticamente descritta come un'ipocrita (poichè, pur avendo effettivamente vinto il NO al referendum, lei non ha abbandonato la tv).
Per non parlare di notizie basate sulla pseudoscienza o allarmismi vari, che in questi ultimi anni hanno causato danni non indifferenti (basta vedere la disinformazione riguardo la sperimentazione animale, oltre i già citati vaccini).

Vuoi dimostrare che gli internauti sono dei fessi e non leggono le notizie? Bene: crea un link che promette loro di vincere uno smartphone o di modificare l'interfaccia di Facebook e che invece rimanda ad una schermata che dice "Chi condivide questo link è un imbecille". Oppure fai loro un bel Rickrolling. O un bel "goatse" come si faceva 15 anni fa. (NSFW: se non sapete cos'è, googlate a vostro rischio e pericolo). Insomma, fai qualcosa in cui le uniche vittime della loro superficialità siano gli utenti stessi e non personaggi o categorie che vengono ogni volta diffamate e usate come esca per l'odio.
@Replicante Cattivo

Mettiamola così: si son messi in una posizione per la quale sarebbe molto difficile scrivere una legge che permetta di perseguirli senza intaccare i diritti più elementari del cittadino.
Fabrizio,

Sono un utilizzatore di screen reader e non riesco a mandare in play il video delle iene, a causa dell'inaccessibilità del sito mediaset. E' possibile vedere il video su altre piattaforme?

Non lo so, io sono al corrente soltanto di questo link.