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9 commenti

Stati o Storie in WhatsApp, Instagram, SnapChat, Facebook: la moda del momento

Credit: Salvatore Aranzulla
Ultimo aggiornamento: 2017/02/28 16:45.

Nei social network è scoppiata la mania delle “Storie”: sequenze di immagini, video, emoji e testi che si compongono man mano nel corso della giornata e poi si cancellano automaticamente 24 ore dopo la loro creazione iniziale. SnapChat, Instagram e Facebook le offrono già da tempo: ufficialmente da oggi 24 febbraio, ma in realtà da qualche giorno, le introduce anche WhatsApp, chiamandole però Stati (Status nella versione inglese).

WhatsApp in apparenza è l’ultimo arrivato in questo campo, ma in realtà lo Stato esiste in WhatsApp sin dal 2009 e anzi era la sua unica funzione, dato che l’app a quei tempi era concepita per far sapere a tutti come si stava. Era solo testo, senza immagini, ma c’era. Oggi lo Stato compare in una veste decisamente più moderna, visiva e adatta ai tempi. È un modo comodo e non invadente per tenere aggiornati gli amici su come sta andando la nostra giornata.

Per procurarsi questa novità occorre avere la versione più recente dell’app di WhatsApp, disponibile per Android, iOS e Windows Phone: la nuova voce Stato si trova in basso a sinistra, accanto a Chiamate, Fotocamera, Chat e Impostazioni.

Creare uno Stato in WhatsApp è semplicissimo: si tocca l'icona Stato e si scatta una foto o si registra un video (oppure li si prende già fatti dalla propria galleria). Per aggiungere una foto o un video a uno Stato già iniziato, si tocca Stato e si poi tocca l’icona di aggiornamento in alto a destra. Esaminando il proprio Stato si può vedere un contatore di quanti lo hanno già visto: toccando l'occhio accanto al contatore si può sapere esattamente chi ha visto lo Stato e si può anche cancellarlo.

Per vedere invece lo Stato di qualcun altro (se lo ha reso visibile a voi) vi basta toccare la voce Stato e poi scegliere il suo nome dall’elenco.

Anche gli Stati di WhatsApp, come tutte le comunicazioni effettuate con questa app, sono protetti dalla cosiddetta “crittografia end-to-end”, per cui in sostanza sono difficili da intercettare; è inoltre possibile scegliere a chi renderli visibili (per esempio a tutti i contatti della rubrica, a tutti tranne alcuni, oppure ancora soltanto a contatti selezionati). Mi raccomando, scegliete bene a chi decidete di rendere visibili i vostri Stati: per esempio, siete sicuri di volerli condividere tutti con i vostri colleghi di lavoro?

Quest’improvvisa passione di tutti i social network per gli Stati o le Storie non è casuale: le Storie sono infatti un punto di forza di SnapChat, concorrente di Instagram e di WhatsApp, per cui sembra proprio che Facebook (che possiede sia Instagram, sia WhatsApp) abbia deciso di stroncare Snapchat copiando la funzione prediletta di questo social network e offrendola ai propri utenti, che sono quasi 2 miliardi e si combinano con quelli di WhatsApp (1,2 miliardi mensili) e con quelli di Instagram, dove 150 milioni di persone pubblicano una Storia ogni giorno.

Riusciranno a reggere a quest’assalto massiccio i 156 milioni di utenti giornalieri di SnapChat? È proprio il caso di dire che è una... Storia tutta da scoprire.


Fonti: Ars Technica, Vincos.it, TechCrunch, Mashable, Salvatore Aranzulla
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Commenti
Commenti (9)
"Come perdere quel po' di serietà che Whatsapp aveva". Io odio con tutto il cuore questa maledetta tendenza a farsi i fatti degli altri, e odio questa stupidissima funzionalità che non fa altro che rendere ancora più narcisisti quei miei quattro contatti il cui scopo più grande nella vita sembra essere quello di far sapere al mondo intero cosa fanno ogni dannato momento della loro giornata (come se il mondo non aspettasse altro...).

La pioggia di commenti negativi piovuta sugli store per fortuna mi dà ragione, come anche il fatto che (per fortuna) il 99% dei miei contatti sembra avere ignorato questa funzionalità.

Ma ora mi chiedo: è mai possibile che per mandare un messaggio a un'altra persona io debba affidarli per forza a un privato? È mai possibile che ci vada per forza un'applicazione installata da uno store e che non si debba poter fare la stessa cosa così com'era per gli SMS?
Personalmente ho impostato la privacy del mio stato a nessuno, semplicemente selezionando "solo a contatti selezionati" e poi dando OK, senza selezionare nessun contatto.

Probabilmente non userò mai le storie ma per evitare di pubblicare qualcosa di stupido al mondo ho preferito impostarlo in questo modo.
Comunque questo proliferare delle 'storie' ha un enorme risvolto positivo: si cancellano dopo 24 ore e non dobbiamo sorbirci tutte le vaccate che pubblicano alcuni nostri contatti in perpetuum (foto di piatti sul tavolo, tramonti, bocche a cuoricino, coi bicchieri in mano, nel cesso, etc...)
In effetti il gioco di parole "What's up?", Che succede?, implica una storia anche personale.
Non perdonerò mai gli sviluppatori di averla venduta a FB, ora sembrano un disco rotto, ad ogni domanda rispondono: "I messaggi sono criptati, i messaggi sono criptati".
Ho capito, ma 1) la crittografia end-to-end non l'avete inventata voi, e
2) i log non sono criptati, potete comunque vedere e far vedere quando, con cosa e con chi mi sono connesso.
Preferivo pagare un euro all'anno e non dovermi continuamente difendere dagli impiccioni.
A me Storie e conseguente restyle di whatsapp sono comparsi prima che l'app si aggiornasse dal play store. Non mi è sembrata una cosa normale, perché ho sempre pensato che le modifiche (così sostanziali tra l'altro) fossero possibili solo passando per lo store.
La cosa più banale che mi è venuta in mente è che la versione precedente contenesse già il codice relativo alle nuove features e che si siano "attivate" in quella data. Qualcuno ne sa di più?
yoda609, è proprio così che deve essere andata. Un'applicazione non banale come whatsapp ha parti di codice java e parti scritte in c. Le prime sicuramente offuscate per evitare che qualche guardone ficchi il naso nel loro codice (un boccone appetibile direi).
Talvolta alcune applicazioni si comportano diversamente in base ad alcuni parametri di configurazione scaricati dalla rete; ma modifiche strutturali del genere erano sicuramente già cablate nel codice, di chissà quale dei tanti aggiornamenti fa.
quelli di snapchat, da quanto ho capito, so' dei poveri disgraziati in confronto al colosso facebook!
Lo stato testuale era comodissimo. "Sono occupato", "sto mangiando", "sto dormendo". Ora per dire "sono in viaggio" devo scattare una foto o prenderla dalla galleria? Ma chissenefrega. Gli stati non li sto usando e nemmeno vedo quelli degli altri. Trovo questo aggiornamento di una inutilità spaventosa.
Ho fb solo su iPad, esiste un modo per visualizzare le storie anche lì ?