skip to main | skip to sidebar
16 commenti

Truffatore incastrato dai dati del pacemaker

Ultimo aggiornamento: 2017/02/07 15:20.

A settembre scorso Ross Compton, un cinquantanovenne dell’Ohio, ha chiamato i servizi d’emergenza perché la sua casa era in fiamme: è riuscito a mettere in salvo alcuni effetti personali mettendoli dentro delle valigie, che ha scagliato fuori dalla finestra e poi ha trascinato fino alla propria automobile. Anche se l’incendio ha provocato circa 400.000 dollari di danni, non ha causato vittime. Una storia a lieto fine, insomma, ma che c’entra con l’informatica?

C’entra perché c’è un seguito molto particolare: gli inquirenti, infatti, hanno notato che c’erano delle anomalie nell’incendio e delle contraddizioni nelle dichiarazioni del signor Compton. Così hanno chiesto e ottenuto un mandato per accedere ai dati di un testimone molto inconsueto: il pacemaker dell'uomo. Il cinquantanovenne è infatti cardiopatico ed ha impiantato nel proprio corpo un dispositivo per la regolazione del ritmo cardiaco, che ha una memoria cronologica digitale il cui contenuto è scaricabile.

I dati richiesti dagli inquirenti, cioè il numero di pulsazioni, le attivazioni del pacemaker e i ritmi cardiaci prima, durante e dopo l’incendio, hanno così incastrato l’uomo, che è stato poi incriminato per incendio doloso e frode assicurativa usando questi dati come “elemento probatorio chiave”.

Sull’incriminazione hanno pesato non poco anche altri dettagli, come la presenza di benzina sulle scarpe e sugli indumenti dell’uomo e il fatto che l’incendio aveva avuto più di un punto d’innesco, ma sono stati i dati digitali ad avere un ruolo di spicco nelle indagini e nella successiva incriminazione.

Le pulsazioni cardiache, infatti, sono un chiaro indicatore dello stato emotivo in condizioni del genere: chi appicca un incendio volontariamente ha infatti emozioni ben diverse da chi si accorge a sorpresa di avere un rogo in casa. E il battito del cuore, rilevato anche da dispositivi esterni, come gli smartwatch e i braccialetti di fitness che vanno così di moda oggi, può essere molto rivelatore in tante altre situazioni, anche molto personali, come un incontro amoroso.

C’è anche il problema dello sfruttamento commerciale di questi dati, per esempio se una compagnia assicurativa decide di aumentare il premio di una polizza sulla salute perché ha rilevato scarsa attività fisica e irregolarità nei ritmi cardiaci. Conviene insomma imparare a disattivare le funzioni di raccolta di dati di questi oggetti informatici, in modo che facciano quello che vogliamo noi e non quello che vuole qualcun altro.

Di fronte a storie come questa viene da chiedersi quanti alibi, quanti reati e quante scappatelle verranno smascherati nei prossimi anni grazie ai dispositivi digitali che indossiamo e che raccolgono dati senza che ci pensiamo. Gli inquirenti hanno insomma a disposizione un nuovo strumento d’indagine, che renderà più difficile la vita dei malfattori: ma potrebbe complicarla anche a chi ha ragioni innocenti per tenere segreta una storia d’amore e non sa di essere tradito dal dispositivo che ha al polso.


Fonti: NetworkWorld, WLWT5, MyDaytonDailyNews, WCPO, Journal-News.com.
Invia un commento
I commenti non appaiono subito, devono essere tutti approvati da un moderatore. Lo so, è scomodo, ma è necessario per tenere lontani scocciatori, spammer, troll e stupidi: siate civili e verrete pubblicati qualunque sia la vostra opinione; gli incivili di qualsiasi orientamento non verranno pubblicati, se non per mostrare il loro squallore.
Inviando un commento date il vostro consenso alla sua pubblicazione, qui o altrove.
Maggiori informazioni riguardanti regole e utilizzo dei commenti sono reperibili nella sezione apposita.
NOTA BENE. L'area sottostante per l'invio dei commenti non è contenuta in questa pagina ma è un iframe, cioè una finestra su una pagina di Blogger esterna a questo blog. Ciò significa che dovete assicurarvi che non venga bloccata da estensioni del vostro browser (tipo quelle che eliminano le pubblicità) e/o da altri programmi di protezione antimalware (tipo Kaspersky). Inoltre è necessario che sia permesso accettare i cookie da terze parti (informativa sulla privacy a riguardo).
Commenti
Commenti (16)
Hihihih, ben gli sta!
inquietante ed affascinante allo stesso tempo
Ma gli investigatori saranno multati più del doppio per aver violato un dispositivo elettromedicale causando dei disturbi al paziente ahahah !

Chissà quanti reati e quante scappatelle emergeranno grazie ai dispositivi digitali che indossiamo, come gli smartwatch e i braccialetti di fitness e che raccolgono dati senza che ci pensiamo.

Secondo me finirà che qualcuno farà il pensierino di alterare apposta dei dati che si suppone siano raccolti inconsapevolmente.
@kobotz
Fosse successo in italia sicuramente.
Ma è una bufala?
Questo apre scenari interessanti... In Europa, dove la tutela dei dati personali e' piu' forte che negli USA, forse non sarebbe possibile accedere a quei dati perche' sono di proprieta' dell'imputato e questi non e' obbligato a fornire prove o testimonianze per non auto-incriminarsi?
Ottimo spunto di riflessione...anche se (a sentimento) credo che un buon avvocato, con queste "sole" prove possa riuscire comunque a ben difendere il Sig. Compton.
@Giacomo degli Esposti
In realtà anche negli USA si pongono lo stesso problema: secondo le fonti fornite da Paolo, il Quinto Emendamento della loro costituzione sancisce il diritto dell'accusato a non auto-incriminarsi, e il caso sarebbe border-line.
In realtà i dati del pacemaker sarebbero stati interpretati da un cardiologo, quindi secondo l'accusa non sarebbe stato l'imputato ad auto-accusarsi ma è la perizia di un esperto ad accusarlo. E la perizia è stata chiesta in seguito ad altri indizi (benzina sulle scarpe, la telefonata al 911 in cui si contraddiceva). Poi magari in appello riesce a farla franca, anche se le frodi assicurative negli USA mi pare siano trattate in maniera differente da qui e sono considerate abbastanza gravi.
Però lo spunto è interessante. Non so se si può fare un parallelo con i dati delle "scatole nere" dei camion in caso di incidente, o di quei sistemi di rilevamento che vengono proposti per le automobili da alcune compagnie assicurative in cambio di forti sconti.
"Sull’incriminazione hanno pesato non poco anche altri dettagli, come la presenza di benzina sulle scarpe e sugli indumenti dell’uomo e il fatto che l’incendio aveva avuto più di un punto d'innesco"

Lo hanno trovato con il cerino in mano, e gli servivano anche i dati del piecemaker?? Mah!
In Europa non sarebbe stato possibile accedere a quei dati. È uno scenario inquietante e discriminatorio per le persone. Pensate in che realtà vivremmo se qualsiasi cosa che facciamo venisse registrata, tracciata e accorpata con altri dati. Già succede (ed è per questo in Europa avremo una legislazione più protettiva per i cittadini), ma è veramente spaventoso pensare che algoritmi possano sapere tutto di noi semplicemente sulla base di un metadato di whatsapp combinato con il battito cardiaco preso dallo smartwatch
Tempo fa mi sono posto la domanda di quanto "valgo" per Google o Facebook. Ci sono delle stime online, anche se basate su criteri a mio parere discutibili.

Il valore dei "nostri" dati personali aggregati viene stimato in MEDIA tra i 20 e i 270 dollari all'anno. Un valore impressionante se moltiplicato per il numero di utenti di questi social media.
[by Faber vecchio]

Fra #11
In Europa non sarebbe stato possibile accedere a quei dati.

Quali leggi lo vietano?
In Italia si possono cercare le prove del reato sia nei dati del computer/cellulare sia con l'esplorazione rettale/vaginale e la rettoscopia sia con gli esami radiografici: tinyurl.com/zguucxd tinyurl.com/jheqvqz
Mi sembra strano che non si possa accedere ai dati del pacemaker.

È uno scenario inquietante e discriminatorio per le persone.

Perché discriminatorio?
Faber #13

Non sono un grande esperto, ma siccome lavoro nell'ambito ho chiesto a dei colleghi che ne sanno di più. Fondamentalmente è un discorso piuttosto complesso e poco esplorato. La raccolta di dati attraverso il battito cardiaco è un riscontro di tipo organico paragonabile all'utilizzo del c.d. siero della verità. Dato che scaturisce dal corpo stesso dell'imputato. Alcuni strumenti paragonabili per l'acquisizione e il processo di dati, come ad esempio il lie detector e il siero, sono banditi in Italia dal processo penale.
In più la prova è liberamente valutabile dal giudice, quindi non viene deterministicamente assunta come criterio decisorio.

Per quanto riguarda la discriminazione. è altamente discriminatorio dover scegliere tra la privacy e la salute, non trovi? Il pacemaker è un dispositivo che serve a salvare la vita delle persone, non c'è un'alternativa al suo utilizzo. Ancora più in generale, qualsiasi dispositivo impiantato in futuro potrà quindi raccogliere dati su di te, magari anche non necessari, che possono essere accessibili per motivi di indagine. Dover scegliere tra il mio diritto alla privacy e la qualità della mia vita (o la mia vita stessa) è decisamente discriminatorio.
il congiuntivo...

«e il fatto che l’incendio AVESSE avuto»
Unknown,

«e il fatto che l’incendio AVESSE avuto»

No, l'indicativo è corretto, dato che non vi è sfumatura di eventualità o limitazione o dubbio: l'incendio è avvenuto, è un fatto assodato, quindi non occorre il congiuntivo.

Zanichelli

Zanichelli

Treccani