skip to main | skip to sidebar
4 commenti

Twitter attiva nuovi filtri: se siete ancora un “uovo”, è ora di cambiare icona

Twitter ha annunciato delle novità che consentono di difendersi meglio contro i guastafeste e i provocatori.

L’azienda ha attivato un filtro che identifica automaticamente gli account che commettono abusi anche se non sono stati segnalati: il filtro si basa sui comportamenti ritenuti inaccettabili. Per esempio, se Mario scrive ripetutamente tweet a Piera ma Piera non segue Mario su Twitter, Mario verrà messo in castigo e i suoi tweet diretti a non-follower verranno bloccati per un certo tempo, così Piera non sarà costretta a sorbirseli. Lo scopo è ridurre le molestie ricevute.

È possibile filtrare i tweet ricevuti in base a parole chiave, chiamate Parole silenziate (o Parole filtrate nella versione iOS), e farlo per un periodo di tempo selezionabile: per sempre, per 24 ore, per sette giorni o per 30 giorni. Questo è utile non solo contro le molestie ma anche contro gli spoiler delle serie TV: basta impostare come parole silenziate gli hashtag usati per parlare della specifica serie.

È inoltre in arrivo una nuova serie di filtri avanzati: li trovate (o li troverete, a seconda di dove siete nel mondo) in Notifiche - Impostazioni (icona dell’ingranaggio) subito dopo la voce Parole silenziate. Questi filtri avanzati consentono di silenziare gli utenti che hanno ancora l’uovo come immagine predefinita, che non hanno confermato un indirizzo di mail e/o un numero di telefonino da associare al proprio account: tutti segni quasi certi che si tratta di account automatizzati di spammer e scocciatori.

Segnalo, infine, l’opzione di silenziare un account, spesso trascurata in favore del blocco dell’account: silenziare ha l’enorme vantaggio, rispetto al blocco, che un account silenziato non sa che gli avete messo la sordina e quindi continuerà a perdere tempo a rantolare senza rendersi conto che non lo state sentendo. Il blocco, invece, avvisa l’utente che è stato bloccato.
Invia un commento
I commenti non appaiono subito, devono essere tutti approvati manualmente da un moderatore a sua discrezione: è scomodo, ma è necessario per mantenere la qualità dei commenti e tenere a bada scocciatori, spammer, troll e stupidi.
Inviando un commento date il vostro consenso alla sua pubblicazione, qui e/o altrove.
Maggiori informazioni riguardanti regole e utilizzo dei commenti sono reperibili nella sezione apposita.
NOTA BENE. L'area sottostante per l'invio dei commenti non è contenuta in questa pagina ma è un iframe, cioè una finestra su una pagina di Blogger esterna a questo blog. Ciò significa che dovete assicurarvi che non venga bloccata da estensioni del vostro browser (tipo quelle che eliminano le pubblicità) e/o da altri programmi di protezione antimalware (tipo Kaspersky). Inoltre è necessario che sia permesso accettare i cookie da terze parti (informativa sulla privacy a riguardo).
Commenti
Commenti (4)
Tutto molto utile ma rimane quell'ipocrisia di fondo su Twitter che ha paura di fare quel salto di qualità che lo contraddistingua realmente dalla fogna a cielo aperto che è Facebook. Gli ovetti non dovrebbero esistere , non ci raccontino storie. Perché non certificare gli account con la firma digitale? Dando poi a loro maggiori funzionalità come ad esempio messaggi diretti a chiunque , edit dei tweet ecc. Non sto parlando di account verificati che potrebbero rimanere a prova dell'interesse maggiore , sto parlando di account certificati che garantirebbero quindi la certezza della persona fisica o giuridica che ci sta dietro. La firma digitale pur non diffusa è strumento legale e reale.
Silenziare un account mi ricorda la tecnica che uso con gli scocciatori da telefono (call centers, venditori di fuffa ecc.):
Appoggio delicatamente il telefono e li lascio parlare a vuoto, mentre faccio altro. Dopo qualche minuto, chiudo.
Non richiamano più :)
@Gilberto:

hai presente la turchia?
o la russia?
e non voglio dire la corea del nord ma anche solo la cina, l'arabia saudia, l'iran?
ecco.
essere anonimi in rete a volte è un vezzo, a volte una necessità.
l'obbligo all'identificazione è una boiata.

peraltro, anche senza andare in corea del nord, io per esempio uso solo twitter.
ed ho due account: uno a nome pincopallo, con cui chiacchero con amici, seguo persone interessanti, rido e scherzo a rutto libero; ed un altro con il mio vero nome e cognome, col quale condivido articoli professionali, parlo di cose di lavoro e seguo esclusivamente colleghi ed enti che abbiano pertinenza con la mia attività, e ho una bella foto in giacca e cravatta.
perchè dovrei privarmi della possibilità del rutto libero?

non scoccio nessuno, non stalkero nessuno.
e non è vero che è un'ipocrisia. non è che se uno la sera si fa una birra mentre guarda il wrestling allora è un cerebroleso alcolizzato e non può essere un buon ingegnere, o un buon medico.
non è che una cosa esclude l'altra. siamo tutti figure complesse, con approcci adeguati al contesto.
anche il professorone rispettato ogni tanto avrà voglia di grattarsi 'na chiappa in santa pace, no?

io credo che si debbano perseguire i comportamenti deviati (ma, per dire, penso anche che non sia responsabilità di twitter farlo. qui però si apre un'altra discussione...) mica scassare a tutto il mondo che se ne sta in pace coi piedi sul tavolino a guardarsi la partita...
un account silenziato non sa che gli avete messo la sordina e quindi continuerà a perdere tempo a rantolare senza rendersi conto che non lo state sentendo.

Uhhh... sei sicuro che "rantolare" sia il termine corretto? Sembra più che ti è venuto in mente il termine "rant" e l'hai inconsapevolmente italianizzato.