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15 commenti

Ci vediamo a Torino oggi alle 14 per parlar di bufale e disinformazione?

Oggi dalle 14 alle 15 sarò a Torino, in Corso Luigi Settembrini 164, al Festival A Bit Of History per una conferenza sulle bufale e la disinformazione mediatica.

Nell'ora successiva sarò a disposizione per due chiacchiere e per chiunque voglia acquistare il mio libro sul complottismo spaziale "Luna? Sì, ci siamo andati!" o le ultime copie rimaste del libro “Vaccini, complotti e pseudoscienza” al quale ho contribuito con un capitolo dedicato alle origini giornalistiche del mito del legame vaccini-autismo.

Trovate maggiori dettagli presso http://abitofhistory.it/speakers/paolo-attivissimo/.
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Commenti
Commenti (15)
Accidenti Paolo, ma non puoi avvisare un po' prima ...
Zio Gianni,
Per saperlo prima guarda la sezione prossimi appuntamenti sulla destra.
Sul blog Paolo li mette in genere in giornata o il giorno prima.

Ciao

Carson
Mi sarebbe piaciuto esserci, ma non credo che i bimbi possano entrare alle conferenze :) alla prossima, magari quando la bimba cresce un po'
Mi sono letto un libro intitolato "Mai stati sulla Luna?" la cui tesi è, ovvio, che non ci siamo mai stati (almeno con le missioni Apollo).
E' un libro molto ben fatto.
Il fulcro della dimostrazione è basato.
a) sull'analisi delle fotografie, da cui emergono incongruenze inconciliabili.
(Ma l'autore ammette che questo non dimostra nulla; le foto possono essere state ritoccate per renderle migliori, o provenire da un set fotografico creato proprio per avere immagini gradevoli a scopo propagandistico.)
b) sull'argomentazione che la scienza missilistica ai tempi non era adeguata.
c) infine c'è l'obiezione fondata sulle fasce di van Allen.

Il libro sarebbe potuto andare bene anche così se nonché... colpo di scena! sulla Luna probabilmente ci siamo stati, ma non nel 1969 con Apollo 11, bensì tre anni prima, nel 1966, con una tecnologia alternativa che era stata ufficialmente abbandonata per le sue rischiose ricadute.
I filmati che vengono mostrati si riferiscono a quel precedente allunaggio (probabilmente l'unico) e i russi erano stati preventivamente informati (ma non c'era la corsa a chi arrivava prima sulla Luna? Che senso aveva andarci e tenere il tutto nascosto?)
La fonte principale di questa ricostruzione è un tizio non meglio identificato che risponde al nome di John... vediamo un po' se indovinate... non è difficile...
Sì, John Moonwalker.

Comunque, quello che vorrei sottolineare è che il modo di procedere di questo libro non è molto diverso dall'argomentazione standard che viene portata avanti, anche, anzi, specialmente sui mezzi di informazione mainstream.
Per esempio, il punto b): possibile che la scienza missilistica sia solo un bluff? Che gli scienziati che se ne occupino sia gente che pesta l'acqua nel mortaio ma tutto il loro lavoro non ha alcuna ricaduta pratica?

Ovviamente non è così.
Eppure questo modo di argomentare viene comunemente portato avanti.
Prendete ad esempio l'asserzione che la psicanalisi non sia una scienza, e che quindi di conseguenza i suoi risultati siano indistinguibili da quelli di qualunque pratica, fra cui rientra anche il non fare nulla.
Che cosa fanno dunque gli psicanalisti in anni e anni di lavoro? Cosa sono i Congressi, le pubblicazioni sulle Riviste, i seminari, le procedure di formazione degli analisti, ecc. ecc.
Una grande, gigantesca farsa che va avanti da più di 100 anni.

Certo, voi mi obietterete che la scienza missilistica si fonda sulla fisica, cioè su una scienza dura, mentre la psicoanalisi no.
Ma l'esperienza ci insegna che quando noi parliamo delle nostra esperienza o di altri o di tutta una serie di fenomeni che difficilmente possono essere misurati abbiamo sviluppato un linguaggio comune attraverso il quale riusciamo a capire di che cosa stiamo parlando e a condividerlo.
Chi divide il mondo in ciò che è matematicamente dimostrabile da una parte e tutto il resto dall'altra (cioè quasi tutto ciò che è importante e ci riguarda da vicino) si condanna a capire ben poco di ciò che succede intorno a noi.
Armando,

Il libro sarebbe potuto andare bene anche così

No, perché ripropone tre cazzate monumentali che sono già state sbugiardate da anni.


Chi divide il mondo in ciò che è matematicamente dimostrabile da una parte e tutto il resto dall'altra (cioè quasi tutto ciò che è importante e ci riguarda da vicino) si condanna a capire ben poco di ciò che succede intorno a noi.

Perdonami ma il mito del "ci sono cose che la scienza non può capire niente di importante, quindi la scienza non capisce niente, diamoci al misticismo e alle parole fumose in libertà" è un po' stantio. Ne riparliamo la prossima volta che non ti funziona il telefonino o hai il mal di denti. Due cose importanti che la scienza sa gestire e che il fantomatico "linguaggio comune" non risolverà mai.
Armando,

perché queste cose non le vai a dire alle decine di migliaia di scienziati diversi che hanno scritto oltre centomila papers basate su reperti o informazioni raccolte durante le missioni lunari Apollo? Tutti coglioni o tutti pagati? Ti faccio notare che si tratta di ricercatori di varie nazionalità, credo religioso, opinioni politiche, etnie. Non vale la facile scappatoia del "sono tutti filoamericani della NASA".

Davvero pensi che tra le migliaia di persone competenti nella loro disciplina non ve ne siano almeno qualche centinaio in grado di dedurre che una massa di dati e reperti del genere è incompatibile con la descrizione della missione?

Minacciati di morte dagli Amerikani? o pagati dalla CIA?
pgc

E io che cosa ho detto?
Che quel libro presuppone che decine, centinaia di scienziati, siano degli impostori e hanno messo in piedi una scienza inesistente.
Tutti d'accordo e senza nessuno che, pur avendo le conoscenze (che io non ho e che l'autore del libro in oggetto men che meno), li sbugiardi.

Però ho anche detto che questa procedura viene applicata di routine quando una scienza non può avvalersi di un apparato matematico o dell'esperimento di tipo galileiano.
Un esempio, è la psicoanalisi.
In questo caso sì, molti sostengono che altro non è che un gigantesco circo Barnum di falsità che va avanti da un secolo.

Sull'economia il discorso è simile. Qualunque cosa uno possa avanzare sull'argomento, la risposta è: sai, non è una scienza, quindi vale tutto... (quando da una cosa non segue l'altra.)

Poi, chi ha detto che la scienza non capisce nulla?
Io dico solo che la maggior parte delle questioni non ha riscontri matematici.
"Come si elimina la fame nel mondo?"
Ecco un esempio di quesito che non si può risolvere con le equazioni.
@ Armando, invece la soluzione della fame nel mondo è semplice algebra:
+resa delle coltivazioni, -resa delle popolazioni (nascite).
Ma, a quanto pare, OGM da una parte e anticoncezionali dall'altra sono spesso osteggiati, e questo è gran parte del problema.
Il problema non è che i fondamentali dell'economia non siano Scienza, anche se sono affetti da effetti psicologici, comportamenti di massa, ed elementi "esterni" al sistema difficili da integrare nelle equazioni.

Il problema è - diciamo - confondere la fisica dell'atmosfera con la meteorologia e le previsioni del tempo.
riso

Esatto: sono quarant'anni che si ripete che il problema della fame dipende da un mix di più alte rese associate a meno crescita della popolazione.
E sono quarant'anni che il problema resta immutato. (Con la fame che permane anche dove le rese si sono impennate).
Quindi quale può essere, oggi, la soluzione?
OGM e anticoncezionali.

Quando questa ricetta fallirà (come tutte le precedenti) che cosa si proporrà?
Semplice: alte rese e anticoncezionali.
E così via per l'eternità.
@rico

Gli OGM son osteggiati da "bianchi". gli anticoncezionali sono osteggiati perché nei luoghi in cui produrre ortaggi e TENERSELI è un problema, tirar su 4-8 bambini è l'unica speranza di sopravvivere dopo i 40 che non sia del tutto folle e romantica.

Se usassero correttamente gli anticoncezionali, invece di crepare di AIDS dopo svariati anni, e comunque dopo il tempo in cui un qualche diavolo a cavallo li ammazzerebbe a calci nella schiena tanto per ridere, creperebbero entro i 30 anni perchè non potrebbero gestire la posizione che... garantisce la sopravvivenza.

Potresti star pensando: "Ma cosa mangiano per i 38 anni che un pargolo ci mette ad uscire dallo status di fantolino imbelle e bisognoso di protezione?"
Ma il bambino africano non comincia a 38 anni a lavorare e solo se gli va.
In generale comincia fra i 6 e gli 8 anni, a 10 anni si guadagna onestamente la propria scodella di fufu, che restituisce grossomodo 8-900 calorie.

Well, "garantire" è una parola grossa, ma non ho tempo di cercarne una più adatta adesso.
Ringrazio paolo e la sua agenda di appuntamenti per avermi fatto scoprire l'esistenza di questo festival, il bello e' che io abito a torino e non ne ho sentito parlare da nessuna parte, peccato poteva essere pubblicizzato un po meglio. Ho passato un bel pomeriggio tra pezzi della storia informatica (tra i tanti bello rivedere un m24, mio primo pc, bei ricordi), appassionati e smanettoni in genere. Ho seguito la conferenza di paolo, molto interessante ed anche divertente per come e' stata condotta (ancora rido a pensare al sito di reBubblica), basta dire che anche mia moglie e amici che avevo invitato erano inizialmente scettici e alla fine invece ne erano entusiasti. Che dire... complimenti a paolo, al suo lavoro e al festival A bit of history, speriamo continui negli anni a venire.
@ puffolottiaccident
E io ci metto un altra somma algebrica.
+CULTURA OGM, perchè le nostre beneamate e sacre mucche ci si nutrono eccome, checchè ne dica SlowFood.
-CULTURA religiosa che impedisce l'uso del preservativo e condiziona intere comunità.
Credi proprio che tutti i poveracci vogliano così tanti figli, se appena uno di loro "ce la fa"?
@Rico

Intanto chiedo scusa per aver scritto "Riso"

Parli di Africa & sud est Asia o dell'Irlanda?

Bah, non cambia molto, la domanda per risolvere qualsiasi problema è: Vuoi fare come ti consiglia [Paperoga] o vuoi fare come ti consiglia [il cognato di Sanpei]?

Questa è la decisione.
E salvo piogge di meteore o invasioni di coccodrilli, è l'unica differenza fra il fallimento ed il successo.

Talvolta il problema è distinguere chi è [Paperoga] e chi è [il cognato di Sanpei], problema che nasce dal fatto che [Paperoga] tenta di farsi passare per [il cognato di Sanpei]

lì entra in gioco l'arte della demistificazione.

Vuoi un esempio pratico? Non ti piace il cognato di Sanpei? D'accordo, andata. Facciamo "chirurghi vs santoni che opererebbero a mani nude".
Correggo la correzione, non ero io che ho detto Riso al posto di Rico, scusate, ci ho da modellare, e pulire ± 45'000 scarabocchi e credo 14 o 16'000 paragrafucci, nei prossimi mesi.