skip to main | skip to sidebar
5 commenti

Ricatto a Netflix: pagate o “libereremo" la nuova stagione di Orange is the New Black

Netflix sta affrontando in questi giorni una minaccia molto particolare: non quella delle reti televisive tradizionali, di cui sta intaccando il mercato insieme ad Amazon, ma quella dei criminali informatici. Questi criminali, che si fanno chiamare The Dark Overlord (mai uno che scelga un nome poco roboante, che so, Gli Informatici Flaccidi), hanno tentato una singolare forma di estorsione: sono riusciti a procurarsi le puntate inedite della quinta stagione della serie TV Orange is the New Black e hanno minacciato di disseminarle su Internet se Netflix non avesse pagato un riscatto.

L'azienda ha deciso di non pagare e così le puntate sono apparse in Rete sui circuiti che usano il protocollo Bittorrent (attenzione a non infettarsi cercandole). Lo stesso gruppo di criminali ora minaccia di rilasciare altre serie prodotte da altre aziende, come ABC, National Geographic e Fox, secondo quanto segnalato da Naked Security.

Come hanno fatto quelli di The Dark Overlord a procurarsi le puntate? Secondo Netflix, hanno violato la sicurezza di una delle società che si occupa della produzione: un metodo classico, che aveva già colpito per esempio la BBC con un'attesissima puntata della serie Sherlock. Spesso vengono presi di mira gli anelli più fragili della filiera di produzione, come per esempio gli studi di doppiaggio o i traduttori (che vengono così costretti a lavorare in condizioni disumane di paranoia, spesso senza poter neanche vedere quello che stanno traducendo o sottotitolando).

Normalmente, nota Naked Security, una violazione della sicurezza comporta un danno per l'azienda colpita, ma in questo caso sembra che la notizia delle puntate trafugate abbia giovato alla quotazione di borsa di Netflix, forse perché ha fatto parlare i media della vicenda e della serie TV, finendo per diventare una forma di pubblicità.
Invia un commento
I commenti non appaiono subito, devono essere tutti approvati da un moderatore. Lo so, è scomodo, ma è necessario per tenere lontani scocciatori, spammer, troll e stupidi: siate civili e verrete pubblicati qualunque sia la vostra opinione; gli incivili di qualsiasi orientamento non verranno pubblicati, se non per mostrare il loro squallore.
Inviando un commento date il vostro consenso alla sua pubblicazione, qui o altrove.
Maggiori informazioni riguardanti regole e utilizzo dei commenti sono reperibili nella sezione apposita.
NOTA BENE. L'area sottostante per l'invio dei commenti non è contenuta in questa pagina ma è un iframe, cioè una finestra su una pagina di Blogger esterna a questo blog. Ciò significa che dovete assicurarvi che non venga bloccata da estensioni del vostro browser (tipo quelle che eliminano le pubblicità) e/o da altri programmi di protezione antimalware (tipo Kaspersky). Inoltre è necessario che sia permesso accettare i cookie da terze parti (informativa sulla privacy a riguardo).
Commenti
Commenti (5)
Ti segnalo un refuso: sembra che la notizia delle puntate trafugate abbia gio_v_ato alla quotazione di borsa di Netflix.
mc57,

refuso sistemato, grazie!
Credo che chi ha scaricato la serie, se era abbonato continuerà a esserlo (per quel che costa), se non lo era continuerà a non esserlo.
Ma è più facile che i secondi, attratti da serie del genere, finiscano poi per attivare un abbonamento piuttosto che i primi disdicano l'abbonamento perché UNA stagione di UNA serie si trova online aggratis.
Sherlock è una serie favolosa!
Un paio d'anni fa, vennero trafugati e messi online i primi 4 episodi della nuova stagione di "Game of thrones" (ovvero una delle serie il cui concetto di "spoiler" e di "hype" ha raggiunto livelli estremi) pochi giorni prima della season premiere.
Eppure non mi sembra che la cosa abbia danneggiato la HBO o i canali che la trasmettono, quasi in contemporanea, nel resto del mondo.Quindi, non solo Netflix ha fatto bene a non pagare, ma ha anche evitato che questo tipo di ricatto possa diventare redditizio per chi lo mette in atto, col rischio di incentivare i pirati informatici ad utilizzarlo ancora.