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Anonymous, alieni e NASA: la fiera delle cretinate acchiappaclic

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle donazioni dei lettori. Se vi piace, potete farne una anche voi per incoraggiarmi a scrivere ancora. Ringrazio mgaggio per la segnalazione. Pubblicazione iniziale: 2017/06/26 17:51. Ultimo aggiornamento: 2017/06/29 19:20.

No, la NASA non è in procinto di annunciare l’arrivo o la scoperta degli extraterrestri, anche se alcuni giornalisti allocchi (o pronti a prostituirsi per qualche clic) ne parlano come se fosse una certezza. I link seguenti portano a copie archiviate su Archive.is.

Repubblica (nella sezione Scienze, nientemeno, senza firma): Anonymous: "La Nasa sta per annunciare l'esistenza degli alieni"

Il Messaggero (a firma di Enzo Vitale; versione del 2017/06/27 alle 15:58 UTC, successivamente aggiornata estesamente): Anonymous: «Presto la Nasa rivelerà l'esistenza degli extraterrestri»

Corriere della Sera (a firma di Federico Cella, articolo successivamente aggiornato il 2017/06/27 15:59): «Gli alieni esistono», Anonymous anticipa la Nasa (ma stiamo calmi)

Huffington Post (senza firma, nella sezione Scienza): Anonymous hackera la Nasa: "È pronta a svelare l'esistenza degli alieni"

TGcom24 (senza firma): Anonymous, "Gli alieni esistono e la Nasa è vicina allʼannuncio"

La “notizia“ sarebbe che uno sconosciuto, che dice di far parte di Anonymous (cosa che può fare chiunque), ha pubblicato su Youtube un video in cui interpreta (rigorosamente a modo suo) una dichiarazione attribuita a Thomas Zurbuchen della NASA. Già questo basterebbe a liquidare la “notizia“ come una fesseria che non meriterebbe neanche un nanosecondo del vostro tempo e non dovrebbe occupare spazio in una testata giornalistica, se non per sbufalarla, ma pazienza.

Per fortuna ci sono anche giornalisti seri, che preferiscono ancora usare il mestiere invece di andare pigramente a caccia di clic. Questi giornalisti sono andati alla fonte originale, come bisognerebbe sempre fare. Lo hanno fatto quelli di The Independent, recuperando l’originale della dichiarazione di Zurbuchen, fatta il 26 aprile 2016 (quindi più di un anno fa, con buona pace di chi titola “è vicina all’annuncio”).

In questa dichiarazione, Zurbuchen elenca ai politici, di fronte ai quali sta facendo un resoconto dell’operato della NASA, le tante attività scientifiche in corso per la ricerca di vita extraterrestre e poi aggiunge che “con tutta questa attività legata alla ricerca della vita, in così tanti settori differenti, siamo vicini a una delle scoperte più profonde mai fatte” (“With all of this activity related to the search for life, in so many different areas, we are on the verge of one of the most profound discoveries, ever.”).

E se i giornalisti delle testate che cito sopra avessero cercato e letto tutta la dichiarazione originale, invece di fidarsi del pezzettino tagliato ad arte da un anonimo su Youtube, avrebbero notato che Zurbuchen mette assolutamente in chiaro che la NASA non ha affatto trovato segni di vita extraterrestre: dice infatti “anche se non abbiamo ancora trovato segni inconfutabili di vita altrove, la nostra ricerca sta facendo progressi notevoli...” (“while we haven’t found definitive signs of life elsewhere just yet, our search is making remarkable progress...”).

Inoltre sarebbe bastato un minimo di verifica per scoprire che lo sconosciuto non fa parte di Anonymous.

Tutto qui: un ciarlatano ha pubblicato su Youtube un video di cretinate sugli alieni. Ma alcuni giornali scelgono di parlarne lo stesso. In particolare, il titolo di Huffington Post (“Anonymous hackera la Nasa”) va descritto per quello che è, senza mezzi termini: una bugia. O se preferite la terminologia di oggi, una fake news. La NASA, infatti, non è stata hackerata da Anonymous in merito a questa vicenda.

Ancora una volta, troppe testate giornalistiche hanno sprecato un’occasione per dimostrare di offrire qualità e hanno preferito rincorrere e pompare una fandonia. Forse è questa la risposta al Paradosso di Fermi: gli alieni non ci vengono a visitare perché hanno letto i nostri giornali e hanno deciso che siamo troppo stupidi.

L’unica domanda da fare, a questo punto, è agli editori e ai giornalisti che hanno pubblicato questi articoli con questi titoli: non vi vergognate?


2017/06/26 18:40.
Poco fa è arrivata la precisazione diretta di Zurbuchen (grazie a @ufoofinterest per la segnalazione):




2017/06/27 20:00. Uno dei giornalisti che ho citato mi ha scritto via mail che riceverò comunicazioni dai suoi legali. Ho risposto che le leggerò con interesse.


2017/06/28 8:35. Ho aggiunto i link alle versioni aggiornate degli articoli delle testate citate.


2017/06/29 19:20. Per maggiore chiarezza, ho riformulato alcune frasi. Inoltre sottolineo che la mia critica si riferisce alle versioni dei titoli e degli articoli che erano online al momento della pubblicazione iniziale di questo mio articolo e non alle versioni successivamente modificate estesamente.
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Commenti (113)
Come non ricordare, sempre da repubblica:
http://web.archive.org/web/20140208013153/http://www.repubblica.it/scienze/2014/02/07/news/scoperta_rana_denti-77940446/
certo che gli alieni esistono e sono tra noi: sono travestiti da giornalisti italiani (scusa Paolo, non so la tua nazionalità, ma ti considero un giornalista inglese o svizzero e - come italiano - antibufalaro)
E questa è la risposta di repubblica al proprio stesso articolo... Sconcertante
http://www.repubblica.it/scienze/2017/06/26/news/_non_abbiamo_ancora_trovato_vita_aliena_la_nasa_smentisce_i_presunti_anonymous-169196478/?ref=RHPPRT-BS-I0-C4-P1-S1.4-T1
Sì. Però buona parte della responsabilità per la nascita e circolazione di questa bufala deve essere attribuita alla NASA in generale, e a Zurbuchen in particolare. Affermare, di fronte ai poltici che reggono i cordoni della borsa, "“while we haven’t found definitive signs of life elsewhere just yet, our search is making remarkable progress..." può essere comprensibile nell'ottica di difendere disperatamente i fondi di bilancio, ma in termini logici è un'idiozia. Cosa accidenti vorrebbe significare, "remarkable progress"? o ci sono delle indicazioni di vita extra-terrestre, o non ci sono (e non ci sono). t
buchen ev er
progressi nella ricerca e risultati sono due cose diverse, ebonsi. Tecnica e strumentazione disponibile migliorano oggi giorno. La sensibilità è aumentata drasticamente. Satelliti come Kepler, o strumenti come VLT sono in grado oggi di fare cose che 30 anni fa soltanto erano impensabili.

Queste ricerche stanno "stringendo il cerchio" intorno alla effettiva ricerca di vita extraterrestre. Quindi si, ci sono stati "grandi progressi nella ricerca" di forme di vita intelligente.
@Paolo

Citazione:
L’unica domanda da fare, a questo punto, è agli editori e ai giornalisti che hanno pubblicato questi articoli: non vi vergognate?

Mi faccio una domanda e mi do una risposta (a-la Marzullo): Perchè i giornalisti e gli editori non si vergognano? Perchè in un mondo (perfetto) in cui tutti i lettori ed i fruitori fossero onesti intellettualmente parlando e dotati di senso critico, nessun giornalista o editore farebbe un passo falso, pena il pubblico ludibrio. Ma nel mondo reale, dove nessuno si indigna più nemmeno per le cose più importanti, gli editori e i giornaliti si possono permettere di scherzare con tutto...in barba all'etica richiesta dalla professione!

Conclusione personale: è colpa dei giornalisti e degli editori, ma è colpa anche del pubblico...mi sembra un rapporto quasi simbiontico (tipo Jadzia Dax)!
Scusate se spammo, ma sono più di due giorni che ripeto le stesse cose nei miei articoli perciò posterei il link anche a sostegno di tale articolo!! Come potete vedere non bisogna essere necessariamente giornalisti per poter informarsi come si deve e diffondere la VERITA' https://www.keyforweb.it/alieni-nasa-smentisce-presunti-anonymous-perche-diffondere-notizie-in-odore-di-bufala/
Quando ho letto i titoli su google news il mio primo pensiero è stato " e uno di anonymous che conoscenze ha per dedurre ciò?"

In secondo luogo i vari giornalisti, di fatto, fanno sottointendere che sia "vita intelligente", con ufo e simili (che ovviamente attira più click di un batterio o simile).

Ma ovviamente "loro" sono giornalisti seri della carta stampanta, quindi esenti da ogni provvedimenti di qualsiasi genere.

Ma almeno qui una boldriniana bachettata no?
Scusate ma il fatto è che, fino a prova contraria, rimango dell'opinione che quanto fatto dalla pres. Boldrini sia stato solo per quanto riguarda la sfera (notizie) politiche.
Scusate l'ot.
Gentile paolo attivissimo, probabilmente non hai letto bene il mio servizio sul Messaggero in quanto dico chiaramente che trattasi di balla spaziale, cerca di informarti meglio ed essere più preciso sui giudizi, grazie
Enzo de Il Messaggero,

dico chiaramente che trattasi di balla spaziale

Non è quello che dice il titolo del tuo pezzo, che è la via d'ingresso fondamentale alla lettura del testo. Chi si ferma al titolo (Anonymous: «Presto la Nasa rivelerà l'esistenza degli extraterrestri») resterà con l'impressione che si tratti di una notizia seria. Perché usare (o lasciar usare) un titolo del genere, se l'intento è dire che "trattasi di balla spaziale"?

E a dire il vero non lo dici neanche nel testo. Dici invece: "Dunque bufala o la solita provocazione? O meglio una balla spaziale?". Con il punto interrogativo. Dici che potrebbe anche essere una provocazione. E prosegui dicendo "Non ci resta che attendere qualche settimana." Che è parecchio diverso dal dire categoricamente "trattasi di balla spaziale".

Cosa più importante, dici che la fonte è Anonymous, quando non è vero. Per cui perdonami ma confermo la mia valutazione.
Come avrai notato, ci diamo del tu perchè siamo colleghi, non ci siamo chiariti neppure via mail. Ma questo ai lettori non interessa. Il mio pezzo, come ti ribadisco, aveva solo un senso ironico e perculativo. Ciò si evince dal primo pezzo e via via in tutti gli altri aggiornamenti. Era chiaro che era una balla spaziale come del resto abbiamo titolato nero su biano anche sulla prima pagina dell'online. Nella mia esperienza untratrentennale ho sempre cercato di approfondire la minima notizia. Poi, con l'avvento della Rete, ho sempre combattutto tutti, compresi molti colleghi vicini alla disperata ricerca di un click. HO sempre fatto una scelta: qualità e professionalità. Ee quindi dovresti capire che la tua critica mi fa storcere un tantino il naso visto che mi accomuni ad altri che invece hanno riportato la notizia senza averla minimamente verificata e approfondita. Che dirti, ognuno ha la sua professionalità e il suo bagaglio di esperienze, saranno i lettori a giudicare. Da te, mi aspettavo almeno una semplice scusa perchè, è giusto che tu lo sappia, anche i cacciatori di bufale, a volte (non sempre eh!) sbagliano. Cordialità Enzo Vitale
"Il mio pezzo, come ti ribadisco, aveva solo un senso ironico e perculativo"



Lodevole intento.
Ora accetta un consiglio da chi di perculazione e ironia verso bufalari ha fatto un hobby: la prossima volta, comincia a perculare già dal titolo - ad esempio (tanto per - sono certo che tu possa fare anche di meglio)



Anonymous: «Presto la Nasa rivelerà l'esistenza degli extraterrestri, e avranno tutti l'aspetto di Elvis Presley, parola di Nobel»


" Il mio pezzo, come ti ribadisco, aveva solo un senso ironico e perculativo. " io da lettore giuro che NON l'avevo capito. Credo ci sia un problema.
Gentile signor Vitale a furia di pubblicare articoli "ironici e perculativi" con titoli fuorvianti avete perso ogni credibilità.
Cordiali saluti.
Andrea Verona
Enzo,

ti scrivo da astronomo professionista (con esperienza ultratrentennale...): non se ne può più di questo modo scandalistico ed approssimativo di informare sul nostro lavoro da parte di gran parte dei quotidiani italiani. Perché non essere più seri? Siccome mi occupo anche di public outreach, SO che c'è una domanda di informazione scientifica seria impressionante in Italia, anche da parte di gente da cui non te l'aspetteresti mai. Magari così si cattura un lettore occasionale, ma se ne perdono due potenzialmente affascinati realmente dalla bellezza della scienza e dall'astronomia.

Te lo dico nella speranza che tu capisca, affezionato come sono al mio mestiere. Un titolo del genere e uno "svolgimento" del genere è profondamente ingiusto nei confronti della realtà dei fatti.
Gentile Pgc, astronomo professionista, sono perfettamente d'accordo con te e spesso, con gli amici dell'Inaf, parliamo di questo tipo di approccio alla scienza da parte dei media generalisti. Il problema è che le redazioni sono state svuotate e la figura del giornalista scientifico non esiste più. Non sa quante volte sono stato costretto a correggere corbellerie scritte su argomenti scientifici. Ma purtroppo la situazione è questa. Io non posso fare altro che prendermi la responsabilità di cose che scrivo. Certo, a volte per fretta, per la passione e per la voglia di dare la notizia, si commettono errori, ma grazie a Dio il web ci dà la possibilità di correggere e approfondire, ciò che con la carta stampata ci è precluso. Come ripeto sono perfettamente d'accordo con quello che dici. Saluti e cieli sereni
Enzo Vitale,

Ovviamente un lettore appassionato di scienza capisce subito che la notizia è farlocca, ma visto che anche lei aveva tale sentore perchè non ha approfondito (così come ha fatto nella revisione)? Perchè non ha scritto chiaramente quello pensava invece di porsi delle domande che lasciano in sospeso il lettore?
a volte per fretta, per la passione e per la voglia di dare la notizia, si commettono errori,

L' "errore" di cui stiamo parlando quale di queste tre cause avrebbe?
Questa mattina, poco prima delle 7, su Radio Montecarlo hanno intervistato sull'argomento un notissimo esperto di esobiologia: Marco Columbro! Glom!
.....Il mio pezzo, come ti ribadisco, aveva solo un senso ironico e perculativo.
Perculativo significa prendere per il cu.. ?
Scusate, ma pubblicare nel titolo gli obiettivi di una ricerca (così che chi si ferma al titolo li dà per asseriti) e svelare nel testo dell'articolo che ciò che si voleva dimostrare è risultato quanto meno dubbio E' LA BASE del giornalismo.
Ogni giorno, settimana, mese, decine e decine di articoli sui giornali nazionali ma anche locali portano avanti questa operazione.
Nel mercato editoriale le cose non vanno meglio.
C'è chi scrive libri sui fattori che promuovono la crescita economica (un tema su cui esiste una lettura sterminata) proponendo la sua formula; peccato che l'accademico in questione non sia un economista e non abbia quindi mai dovuto passare una peer review.
C'è chi scrive sui benefici per la società delle disuguaglianze e di mestiere fa il giornalista, prima della carta stampata e poi televisivo.
Come ho già sostenuto in passato, non ci sono le bufale da una parte e la buona informazione dall'altra.
Buona parte dell'informazione è inquinata e una persona se ne può rendere conto quando legge un articolo di un argomento che conosce bene.
Se però non conosce già l'argomento in questione è totalmente privo di difese.
E' un mio parere ovviamente, per ciò che vale e non è mia intenzione prendere le difese di Enzo Vitale, ma ho letto l'articolo su "Il Messaggero", beh insomma se questo articolo non è una sana e gioiosa perculata davvero non saprei...

Nell'articolo di Enzo Vitale ci sono fin da subito non semplici indizi ma il chiaro intento di deridere o almeno prendere in giro i protagonisti della notizia, a partire da Anonymous definiti "mattacchioni".

A me ha fatto sorridere e non ho mai pensato si trattasse di una pubblicazione scientifica.
Nell'articolo di Enzo Vitale ci sono fin da subito non semplici indizi ma il chiaro intento di deridere o almeno prendere in giro i protagonisti della notizia, a partire da Anonymous definiti "mattacchioni".

La questione è già stata messa in chiaro: il problema è la contraddizione tra il testo dell'articolo e il titolo; titolo al quale si ferma la maggior parte dei "lettori".
Un buon titolatore (buono anche nel senso di in buona fede) deve saper comporre un titolo sia sintetico che rispettoso della notizia..
Giuseppe,

a quale versione dell'articolo del Messaggero ti riferisci? La prima che ho linkato o la successiva?
Va riconosciuto al signor Vitale il merito di aver replicato in modo molto, molto più professionale rispetto alla grande maggioranza di sedicenti giornalisti che quasi sempre neanche si degnano di risposta. In fin dei conti questo sito gli sta dando la possibilità, seppure indirettamente, di mostrare il proprio valore.
Livio,

Va riconosciuto al signor Vitale il merito di aver replicato in modo molto, molto più professionale

Se tu leggessi quello che mi ha scritto in privato, forse avresti un’idea diversa.
È ben noto che nella carta stampata il titolo non lo crea l'articolista, il che spesso porta a situazioni scomode nelle quali un articolo serio e ben scritto viene sporcato da un titolo impreciso o fuorviante.

Domanda da inesperto: funziona così anche nelle redazioni online oppure qui è l'articolista stesso a scegliere il titolo?

Nel caso specifico, mi sembra comunque che la "colpa" di Enzo Vitale sia del tutto veniale in confronto a quella dei suoi colleghi delle altre testate; l'articolo è palesemente ironico e il titolo fuorviante ma non palesemente in mala fede (come quello dell'Huffington Post ad esempio).

Insomma penso che se la possa cavare con una ramanzina mentre gli altri li manderei un paio d'ore dietro la lavagna :-)
Carissimi, provo a spiegare il mio pensiero un'altra volta garbatamente visto che un mio precedente commento ancora non è apparso, chissà perchè....Non ho bisogno di essere difeso, ma ringrazio lo stesso chi lo ha fatto, il problema è che il signor Paolo Attivissimo, debunker, antibufalaro etc etc, avrebbe dovuto avere il tatto e la pacatezza di riconoscere la differenza tra bufalari e chi, invece, ha cercato di dare un'informazione corretta e professionale anche se ha usato ironia. Il primo servizio uscito era chiaramente ironico e solo dopo una o due mezzorette (questo dipende dalla piattaforma interna tecnica del giornale che, ahimè, ha i suoi tempi) è uscita la versione aggiornata e corretta, come del resto ha fatto anche il Corriere della Sera. Ergo mi domando per quale motivo mi dovrei vergognare. Conosco molti supereroi della tastiera pronti a sparare nel mucchio, non pensavo che il signor Attivissimo ne facesse parte, anzi, a dire il vero, prima di questo bailamme era persona che stimavo. Dalla sua pagina strilla che dovremmo vergognarci, e non si spiega perchè
"i citati giornalisti non hanno approfondito". Ragazzi, io l'ho fatto ma mi sono lo stesso ritrovato nel mucchio, oltretutto con apprezzamenti non proprio piacevoli. Forse mi sbaglio, ma su un altro tweet di Attivissimo ho letto anche la parola "puttane", riferito naturalmente ai giornalisti. Per quanto poi riguarda i contatti privati tra me e il signor Attivissimo non credo che questi ultimi possano interessare i nostri lettori. Trattasi di questioni private. Anche in questo, penso, lo stile del signor Attivissimo si commenta da solo. Grazie per l'attenzione e, garbatemente, mi chiamo fuori. Credo che ormai stiamo perlando del nulla.

PS Per correttezza preciso che se anche questo mio commento non verrà pubblicato, lo inserirò in altre piattaforme, siti, servizi giornalistici etc etc, in modo tale che chi legge possa farsi un'idea obiettiva di tutta la questione. Cari saluti a tutti e buon lavoro a tutti
Uh? il commento #7 a cosa si riferisce?

Non ho fatto i compitini perché non mi è passato per la testa che potesse succedere questo... Dunque, chi è il genio?

"Luigi Contu".

Mi piacerebbe chiedergli conto delle affermazioni che ha fatto, si sa che il tempo è tiranno e potrei aver capito male io... ma il servizio di messaggistica del suo situccio si appoggia a Facebook, quindi non ne ho voglia. Come dire... Il tempo è tiranno ed Evaristo ancor di più.
Ma se l'articolo andava bene così com'era, tanto da far intervenire il giornalista a difenderlo, perché è stato riscritto? Chi l'ha spinto? Ma perché, c'è qualcuno che l'ha spingiuto?

SPINGITORI DI GIORNALISTI! SU RIEDUCHESCIONAL CIANNEL!

Ssapevatelo.
Enzo Vitale,

visto che un mio precedente commento ancora non è apparso, chissà perchè..

Trovo perlomeno bizzarro che tu ti lamenti di come ti avrei trattato e offeso, ma intanto sei tu a fare insinuazioni pubbliche sulla mia professionalità e deontologia. Io ho pubblicato tutto quello che hai inviato alla coda dei commenti, come possono confermare i miei co-moderatori.


avrebbe dovuto avere il tatto e la pacatezza di riconoscere la differenza tra bufalari e chi, invece, ha cercato di dare un'informazione corretta e professionale anche se ha usato ironia.

Quale sarebbe questa differenza fra "Anonymous: «Presto la Nasa rivelerà l'esistenza degli extraterrestri»" e "Anonymous, "Gli alieni esistono e la Nasa è vicina allʼannuncio""? Il primo è il titolo del tuo articolo, il secondo è quello di TGcom24.


Il primo servizio uscito era chiaramente ironico

No, il titolo non era affatto ironico, come hanno notato anche alcuni commentatori qui.


Conosco molti supereroi della tastiera pronti a sparare nel mucchio, non pensavo che il signor Attivissimo ne facesse parte

Meno male che sono io quello che deve avere "tatto" e "pacatezza".


Dalla sua pagina strilla che dovremmo vergognarci

Falso. Ho chiesto se non vi vergognate.


non si spiega perchè "i citati giornalisti non hanno approfondito". Ragazzi, io l'ho fatto ma mi sono lo stesso ritrovato nel mucchio

Falso. Hai detto che la fonte era Anonymous. In realtà non lo era. Quindi non hai approfondito e non hai verificato le fonti. Non hai reperito la dichiarazione di Zurbuchen.


, oltretutto con apprezzamenti non proprio piacevoli. Forse mi sbaglio, ma su un altro tweet di Attivissimo ho letto anche la parola "puttane", riferito naturalmente ai giornalisti

Falso. Non "ai giornalisti" come categoria nel suo complesso, ma a quelli che cedono alla tentazione di scrivere articoli acchiappaclic.


Per quanto poi riguarda i contatti privati tra me e il signor Attivissimo non credo che questi ultimi possano interessare i nostri lettori. Trattasi di questioni private.

Avvisarmi che mi farai contattare dai tuoi legali non è "questione privata". I lettori hanno il diritto di sapere che mentre qui, in pubblico, ti sei atteggiato inizialmente con garbo, in privato suonavi tutt'altra musica.


PS Per correttezza preciso che se anche questo mio commento non verrà pubblicato, lo inserirò in altre piattaforme, siti, servizi giornalistici etc etc, in modo tale che chi legge possa farsi un'idea obiettiva di tutta la questione.

Non credo che questa frase abbia bisogno di commenti.
"Il primo servizio uscito era chiaramente ironico e solo dopo una o due mezzorette (questo dipende dalla piattaforma interna tecnica del giornale che, ahimè, ha i suoi tempi) è uscita la versione aggiornata e corretta"

Mi scusi, ma da quello che ha scritto capisco: prima ho scritto e pubblicato qualcosa, poi ho controllato, rettificato e aggiornato.
Chiedo scusa se sbaglio, quello che non capisco è appunto perché pubblicare qualcosa per poi correggerlo o integrarlo dopo poco tempo.
Poi magari è stato il suo direttore, con frusta e pungolo elettrico in mano, a obbligarla a scrivere immediatamente qualcosa in tempo zero.
Oppure ha cliccato su invia invece che su edita...
Ripeto quello che comprendo dalla sua frase è "ho scritto e pubblicato, dieci minuti dopo ho cambiato idea" perché, come lei stesso dice la mezz'ora o l'ora di distanza fra le due versioni è puro tempo tecnico di aggiornamento del sito.
Sinceramente da questa sua frase deduco che lei non ha alcuna considerazione per i suoi lettori... o forse ha mandato una mail a tutti quelli che hanno letto la prima versione avvertendoli che ne aveva fatta una seconda?


"ho letto anche la parola "puttane", riferito naturalmente ai giornalisti"
Estrapolare una singola parola dal contesto non è mai corretto.

@Livio Fabris

La possibilità di mostrare il suo valore era diretta.

Tant'è vero che lo ha dimostrato.
Non ha "spingiuto" nessuno carissimo, è stato solo approfondito. Il web non è la carta e cerchiamo sempre di migliorare quello che viene scritto in una prima stesura. Io cmq mi occuperei più dei servizi a cavolo che sono rimasti tali e quali sul web.......Va bene comunque penso non ci sia altro da dire, spero si sia compreso il vero succo della questione, se non son riuscito nell'intento mi spiace. Ancora saluti
Paolo:
"a quale versione dell'articolo del Messaggero ti riferisci? La prima che ho linkato o la successiva?"

Mi riferivo alla prima versione, questa: http://archive.is/JEVOn


martinobri:
"La questione è già stata messa in chiaro: il problema è la contraddizione tra il testo dell'articolo e il titolo; titolo al quale si ferma la maggior parte dei "lettori"."

E in parte sono d'accordo, si potrebbe affermare che Vitale abbia usato quel titolo unicamente per attirare l'attenzione, mi chiedo solo quanto sia "grave" visto che a seguire l'articolo è ironico, almeno io tale l'ho trovato.

Carissimi, rispetto ad altri, che sono rimasti silenti, ho solo cercato di esprimervi la mia opinione, ma vedo che la questione continua ad essere per così dire "priva di interesse" e si sta rivelando una specie di scontro in diretta tra me e il signor Paolo Attivissimo, e non so quanto ciò possa interessare ai lettori di questo sito. In ogni caso io, qui, la chiudo così. Ci ho messo la faccia, nome e cognome. E poi sugli interventi di altri supereroi qui mascherati con Nick mi astengo dal giudizio, anche loro hanno avuto modo, in anonimo, di dimostrare il proprio valore. Cordialmente vi saluto tutti
Signor Vitale, mi permetta, ma non sarebbe stato meglio pubblicare l'articolo "già approfondito"? O anche lei è stato preso dalla smania di pubblicare per primo? Giusto per capire.
Enzo Vitale,

"Il web non è la carta e cerchiamo sempre di migliorare quello che viene scritto in una prima stesura."

Bontà vostra. Pensavo si dovesse migliorare e/o integrare dopo la prima stesura e prima di pubblicare. Per fortuna esistono servizi che permettono di salvare le pagine prima che vengano migliorate. Il che, pour parler, nel caso specifico lascia un po' di amaro in bocca.

Sarebbe bastato molto meno di una difesa a spada tratta di un articolo che poi è stato migliorato grazie anche all'intervento del web. Una sciocchezza risolvibile con un "Grazie per la segnalazione" e magari, benché non necessario, un "Scusate se non si capiva molto che scherzavo".

Ci avrebbe sicuramente guadagnato in stima.

Buona serata.

@Enzo Vitale
Sì, il succo lo abbiamo capito (lo dico senza ironia) ma è un succo un po' amaro, come dice Stupidocane. Si è persa un'altra buona occasione e la difesa/spiegazione lascia perplessi. Per non parlare delle insinuazione verso il padrone di casa, che avrà difetti come tutti ma non quello di sbagliare i fatti, magari le opinioni, ma non i fatti, soprattutto quando sono scritti.
Ho una normale capacità di comprensione e l'ironia dell'articolo originale non era così chiara e definita, troppe formule dubitative e domandine retoriche. Il titolo, invece, è il classico acchiappaclick e quello era inconfutabilmente un falso, tipico di quel giornalismo che lei dichiara di combattere.
Un'altra occasione sprecata: di tacere, di rettificare, di chiedere scusa, di essere professionisti. Peccato.
Uuuuh, mi pare tanto che non abbiano ben capito che quando l'ispettore Callaghan sta puntando la 357 in faccia ad un ladruncolo che è inciampato e gli ringhia "Su, coraggio, mettiti a correre!"

...Mettersi a correre non è una strategia orientata alla longevità.
@stupidocane Guardi che non ho mai avuto problemi a ringraziare per una segnalazione su qualcosa di errato, o affermare pubblicamente "mi son sbagliato" o "grazie della segnalazione". Però noto con piacere tanti maestri di giornalismo che ci spiegano come si deve scrivere, come si deve fare un titolo, quello che si deve scrivere etc. etc. Ben vengano i consigli, per carità. In ogni caso io ci ho messo la faccia, il nome e cognome e ho cercato di spiegare come sono andate le cose. Pacatamente e onestamente. E poi mi piacerebbe conoscere il mestiere di tanti lor signori, così tanto per curiosità.
Mi chiedo: ma perchè non indirizzate i vostri cortesi riscontri verso i servizi che sono rimasti tali e quali? Oppure in direzione dei numerosissimi colleghi e testate che neppure si sono degnati di accettare un confronto?
In ogni caso credo, chissà forse sbaglio, che la discussione sia diventata sterile (e ora mi raccomando sottolineate ogni frase e poi commentatela con la risposta eh!). Oltre al sottoscritto, che ha dimostrato il suo valore in diretta (come da commento di qualche supereroe in maschera), il medesimo valore hanno avuto modo di dimostrarlo anche i tanti che si celano dietro un nick: chapeau! Si, certo, ha ragione Stupidocane: penso anche che il post poteva finire prima e, visto che si sta rivelando più che altro uno scontro tra me e il signor Attivissimo, penso non interessi più nessuno.
Mi ritiro dunque nelle mie stanze scusandomi se non interverrò più. Ho dato abbastanza e, a detta di qualcuno, come ripeto, ho fatto la mia bella figura in diretta no? :-) Saluti e buon lavoro a tutti
@Enzo Vitale

" Mi chiedo: ma perchè non indirizzate i vostri cortesi riscontri verso i servizi che sono rimasti tali e quali? Oppure in direzione dei numerosissimi colleghi e testate che neppure si sono degnati di accettare un confronto? "

Ed hai formulato qualche ipotesi che puoi permetterti di condividere?
Passi la bufala semi-seria o parculistica, non era credibile nemmeno il riferimento ad Anonymous.
Chiunque conosca un po' questo collettivo sa che non si occupa di alieni o astronomia, ma di bloccare siti aziendali o governativi che hanno leso la libertà dei cittadini.
"Avvisarmi che mi farai contattare dai tuoi legali"



Come i migliori bufalari, sempre pronti a minacciare azioni legali per proteggere il loro buon nome da chi si permetta di far notare che acchiappavano citrulli





"Ci ho messo la faccia, nome e cognome"



Sempre come sopra: "Su, mettete faccia, nome e cognome anche voi, che ne ho così di lettere leguleio-minatorie da inviare"...

:D :D :D
@Cimpy

La somiglianza fra questi personaggi, i loro algoritmi, è sorprendente.

Soprattutto il fatto che non si rendono conto che non sono i primi e neanche i cinquantesimi.

Come accade nelle zuffe da bar, ci sarà chi si farà impressionare, ci sarà chi ne riderà e ci sarà chi si renderà conto che questo dialogo è andato avanti esattamente come quello dei sempre più frequenti piazzisti di contratti telefonici o aspirapolveri.

I quali fanno un corso per imparare a parlare così, ma non si rendono conto che quando uno si zittisce...

Bè, se è un fontamarese di quelli da esposizione magari si impressiona, ma appena uno ha due neuroni ha pena di quello che appare come un tiracampanelli morto di freddo.
È classico dire "ma io ci metto la faccia e voi dei nick" quando la propria posizione inizia a scricchiolare e ci si prepara a lanciare l'argomentum ad hominem (scritto giusto?) ovvero ad attaccare chi la porta invece della "tesi". Sono certo che il signor Enzo sia un valido professionista, ma dietro a questi nick :p c'è gente che bazzica internet da quando non c'erano ancora i giornali online queste discussioni le ha viste migliaia di volte. Tutte con gli stessi meccanismi. Non sto dicendo che sia un fuffaro, solo che stia facendo mirror clmbing per giustificarsi.

"(e ora mi raccomando sottolineate ogni frase e poi commentatela con la risposta eh!). "

Non serve per ogni frase. Basta quotare questa per avere un esempio di quella sensazione che viene comunemente chiamata "frustrazione".

La discussione è tutt'altro che sterile, non foss'altro per una ragione tecnico-morale: il giornalista dovrebbe informare anche e soprattutto chi giornalista non è e quando colto in fallo non dovrebbe dire ai non giornalisti di tacere in quanto non in grado di capire la sottile arte del giornalismo.

Se l'informazione è errata o, come in questo caso, tutt'altro che chiara, è sacrosanto che chiunque sia in grado di fare un ragionamento logico sui fatti lo faccia notare.

La reazione stizzita e le insinuazioni in punta di fioretto sono da manuale. A dimostrazione a loro volta che spesso non basta metterci la faccia. Bisogna anche che la faccia sia sorridente e disponibile al dialogo, altrimenti si finisce con sbattimento di porte, accuse infondate di sterilità del dibattito, minacce di rappresaglie legali. Naturalmente da manuale anch'esse.

È più che mai fondamentale che il webgiornalismo sia in contatto diretto con il pubblico, molto più che sulla carta stampata. Abbiamo questo mezzo tecnico meravigliosamente potente e bidirezionale per lo scambio di informazioni: usiamolo come tale.

Stanno passando i tempi degli editti bulgari di questa o quella testata. Chiunque ormai ha accesso ai fatti e può essere sia giornalista che revisore. Prendersela perché si suppone che ciò non sia possibile perché solo il giornalista può fare informazione... beh, quella è un'azione sterile.

Non porta beneficio né allo stesore della notizia, né a chi la legge, né a chi la confuta e soprattutto è deleteria per l'Informazione stessa.
che poi, la firma su un progetto, la qualifica dovrebbe servire per dire: "...Se poi il ponte che ho io progettiedi va giù potrete frustarmi a piacimento"

Dire per verificare le notizie ci vuole un giornalista è come dire che se la sfittinzia che stai napalmscarpettando non è una meretrice di professione, allora il napalm non vien fuori.
parlo da utente ingenuo, se voglio leggere una notizia in chiave ironica per riderci su vado su Lercio.it .....
Da una serie di testate nazionali mi aspetto qualcosa di meglio.
Enzo Vitale

Volevo comporre um messaggio concettualmente identico a quello di Stupidocane #70, ma mi ha preceduto, ed in uno stile decisamente più bello e chiaro.
Dalle mie parti un atteggiamento come il tuo viene descritto con un detto: "peso il tacon del buso", sostanzialmente non hai fatto una figura migliore con i tuoi interventi rispetto a quella fatta con le tue azioni giornalistiche. Inutile intervenire garbatamente per giustificarsi senza aver capito la critica.
Aggiungerei una cosa: da giornalista professionista dovresti anche rivedere l'uso del modo congiuntivo, quanto mai claudicante, almeno nei tuoi messaggi.
Ma la chiave ironica va anche bene. Che non si capisce è l'ultimo dei problemi di quell'articolo e di vari consimili.
Io da questa discussione mi son fatto l'idea che‎ non si sia compreso il messaggio del giornalista. Non lo conosco, ma seguo da tempo il suo blog e i suoi servizi. A mio parere per modo di scrivere, ironia e modo di presentare gli argomenti, e uno dei giornalisti più preparati che conosco. Oltretutto su Facebook, all'interno del gruppo che anch'egli frequenta, la prima stesura del pezzo riportava come presentazione la seguente dicitura: "balle spaziali, a volte bisogna mettere i puntini sulle i". Nel leggerlo si comprendeva perfettamente quale era l'approccio alla notizia. Qui invece leggo di persone che lanciano parole in libertà e termini come fuffaro, bufalaro e altro.
Sono rimasto un po' deluso dall'atteggiamento di Attivissimo, blogger che seguo e stimo, nei confronti di un serio professionista qual è il dottor Vitale. In questa occasione Paolo mi è parso una maestrina che vuol bacchettare i suoi alunni.
Enzo Vitale, rispetto agli altri giornalisti che sono rimasti nell'ombra, si è aperto al confronto, alla discussione e ha spiegato perfettamente i tempi della pubblicazione e i vari perché. Poi il titolo poteva anche essere diverso, questo sì. Ma conosco i tempi con i quali lavorano i giornalisti in questi ultimi tempi, quindi...
E poi, scusate, anche l'atteggiamento del padrone di casa che mette nella pubblica piazza elementi di conversazioni di carattere privato.... a me pare discutibile e assai grave.
Io non voglio difendere ne accusare nessuno, mi attengo ai fatti...

Leggo anche di altri amici che qui scrivono che non esistono più editti bulgari e che tutti possono essere giornalisti e revisori. Beh, io non la penso così: giusto il confronto, sacrosanto il contatto con il pubblico (scusate Vitale lo sta facendo...), ma ad ognuno il suo mestiere, Enzo Vitale vi sta rispondendo, si sta confrontando con tutti voi, a mio parere ne esce a testa alta. Un vero professionista.
Ho visto che ha abbandonato la discussione con savoir faire, ma in qualche modo cercherò di fargli avere questo mio intervento e se ancora mi legge gli dico che ha tutta la mia stima e quella di tanti altri suoi lettori. Dopodiché penso che probabilmente avete scelto il bersaglio sbagliato, state bombardano un vostro alleato

PS Ho ascoltato e visto sul sito del Disinformatico l'audizione di Paolo Attivissimo alla Camera con la Boldrini e mi sono fatto questa idea: Vitale e Attivissimo sono alleati, ma non lo sanno.
Io da questa discussione mi son fatto l'idea che‎ non si sia compreso il messaggio del giornalista. Io non lo conosco personalmente, ma seguo da tempo il suo blog e i suoi servizi. A mio parere per modo di scrivere, ironia e modo di presentare gli argomenti, e uno dei giornalisti più preparati che conosco. Oltretutto su Facebook, all'interno del gruppo che anch'egli frequenta, la prima stesura del pezzo riportava come presentazione la seguente dicitura: "balle spaziali, a volte bisogna mettere i puntini sulle i". Nel leggerlo si comprendeva perfettamente quale era l'approccio alla notizia. Qui invece leggo di persone che lanciano parole in libertà e termini come fuffaro, bufalaro e altro.
Sono rimasto un po' deluso dall'atteggiamento di Attivissimo, blogger che seguo e stimo, nei confronti di un serio professionista qual è il dottor Vitale. In questa occasione Paolo mi è parso una maestrina che vuol bacchettare i suoi alunni.
Enzo Vitale, rispetto agli altri giornalisti che sono rimasti nell'ombra, si è aperto al confronto, alla discussione e ha spiegato perfettamente i tempi della pubblicazione e i vari perché. Poi il titolo poteva anche essere diverso, questo sì. Ma conosco i tempi con i quali lavorano i giornalisti in questi ultimi tempi, quindi...
E poi, scusate, anche l'atteggiamento del padrone di casa che mette nella pubblica piazza elementi di conversazioni di carattere privato.... a me pare discutibile e assai grave.
Io non voglio difendere ne accusare nessuno, mi attengo ai fatti...

Leggo anche di altri amici che qui scrivono che non esistono più editti bulgari e che tutti possono essere giornalisti e revisori. Beh, io non la penso così: giusto il confronto, sacrosanto il contatto con il pubblico (scusate Vitale lo sta facendo...), ma ad ognuno il suo mestiere, Enzo Vitale vi sta rispondendo, si sta confrontando con tutti voi, a mio parere ne esce a testa alta. Un vero professionista.
Ho visto che ha abbandonato la discussione con savoir faire, ma in qualche modo cercherò di fargli avere questo mio intervento e se ancora mi legge gli dico che ha tutta la mia stima e quella di tanti altri suoi lettori. Dopodiché penso che probabilmente avete scelto il bersaglio sbagliato, state bombardano un vostro alleato

PS Ho ascoltato e visto sul sito del Disinformatico l'audizione di Paolo Attivissimo alla Camera con la Boldrini e mi sono fatto questa idea: Vitale e Attivissimo sono alleati, ma non lo sanno.
Paolo Alberton,

Troppo buono. Nel vero senso delle parole: vai sulla fiducia che al commento #70 scriverò qualcosa di tuo gradimento?

;D

Oh, che si sappia: il commento #70 dovrà essere mio. Dovrò pur meritarmi i complimenti...

:DDD
Mi ero riproposto di non intervenire più e, quindi, chiedo venia di questa ulteriore invasione non prevista. Ringrazio la persona che si definisce Giovanni I, mi pare abbia colto il senso dei miei interventi.
Alla fine su ciò che riguarda fake news, bufale, notizie false, io la penso esattamente come tanti di voi e come lo stesso Attivissimo.
Vi garantisco che per ciò che è possibile in redazione cerchiamo di verificare tutto, a volte si sbaglia, a volte verificare diventa difficile, ma state tranquilli che i nostri sforzi sono volti alla corretta informazione.
Comunque l'importante è che su tali temi (bufale, false notizie sul web, fake news etc etc) si crei attenzione, discussione, confronto e, soprattutto, vigilanza. Se poi qualcuno mi critica per il congiuntivo ......vabbè ragazzi speriamo allora che non scriverò mai "HO ANDATO".
Davvero saluti a tutti e buona discussione ev
giovanni I,

"E poi, scusate, anche l'atteggiamento del padrone di casa che mette nella pubblica piazza elementi di conversazioni di carattere privato.... a me pare discutibile e assai grave."

A te pare discutibile e grave questo fatto, cosa comunque da dimostrare in quanto Paolo non ha detto nulla che non fosse di suo interesse divulgare. Già, perché quando uno minaccia azioni legali, il minacciato non ha l'obbligo della non divulgazione di essere stato minacciato. Non dipende più da Vitale, ma da Paolo decidere se renderlo noto o meno. A prescindere da ciò, a me è parso invece discutibile che in pubblico si comporti con "savoir faire" e da gran signore, mentre in privato minacci rappresaglie legali.

"Io non voglio difendere ne accusare nessuno, mi attengo ai fatti..."

Che non si esauriscono alla tua visione, come puoi vedere, ma vanno integrati con altri fatti indipendenti dalla volontà del Vitale. Conseguenti alle sue azioni, certo, ma da un certo punto in poi di pertinenza di Attivissimo.

"Leggo anche di altri amici che qui scrivono che non esistono più editti bulgari"

No. Ho scritto che stanno finendo i tempi degli editti bulgari. Ormai le redazioni sono sempre più in affanno e devono seguire il flow pure loro. Altrimenti muoiono. E, considerazione mia personale, finché i risultati sono questi, muoia Sansone e tutti i Filistei. Perché il flow che stanno seguendo non è quello della corretta informazione ma quella del "piede in due scarpe" che non si sa mai che qualche click da qualche tonto che crede ai rettiliani magari lo becco pure. Ci sono, esistono. Anche grazie alla pochezza di alcuni giornali o alla poca chiarezza di alcuni giornalisti che li "sfamano" con parole messe ad arte in cambio di soldi in inserzioni.


"e che tutti possono essere giornalisti e revisori."

Apri un blog e diventi parte del mondo dell'informazione. Non è il titolo di studio a fare di te un blogger professionista, ma la qualità dei tuoi scritti ed il seguito che grazie ad essi riesci a farti. Non sarai un giornalista con un foglio che lo attesti, ma potresti diventare più autorevole di uno di essi. Se il tuo campo di studio è di interesse comune e supportato da fatti coerenti e verificabili, nessuno può accusarti di fare informazione ingannevole. Nemmeno un direttore di giornale. Figurati un suo sottoposto.

"Beh, io non la penso così: giusto il confronto, sacrosanto il contatto con il pubblico (scusate Vitale lo sta facendo...)"

Non mi è sembrato un confronto ma una arrampicata sugli specchi, tanto da fargli riscrivere l'articolo in oggetto. Riguardo il contatto con il pubblico, ora che sai che ha due pesi e due misure, non sembra anche a te un po' piacione coi lettori che lo leggono/capiscono ed indisponente con chi gli fa le pulci? Normale dirai, visto che è stato attaccato... già, ma si è trattato di un attacco mirato al contenuto del suo articolo in primis. Minacciare querele partendo dalla semplice azione di aver messo in piazza l'errore marchiano commesso sulla verifica delle fonti, a me suona come voler uccidere una zanzara con un cannone da 105 mm. Più una reazione di lesa maestà che una moderata querelle sui metodi di verifica delle fonti.

"ma ad ognuno il suo mestiere, Enzo Vitale vi sta rispondendo, si sta confrontando con tutti voi, a mio parere ne esce a testa alta. Un vero professionista."

No. Non ne esce per niente a testa alta. Non ha fatto nulla per uscirne a testa alta. Ha difeso a spada tratta un articolo ambiguo che poi ha comunque modificato. Naturalmente senza avvertire i lettori di averlo "migliorato" solo dopo la segnalazione di Paolo. Ed arrabbiandosi invece di chiedere scusa. Cosa che per me, se avesse chiesto scusa, l'avrebbe messo di diritto nell'olimpo dei giusti, proprio a fianco di quelli che mettono le frecce in percorrenza ed in uscita dalle rotonde...
Giovanni l,

Oltretutto su Facebook, all'interno del gruppo che anch'egli frequenta, la prima stesura del pezzo riportava come presentazione la seguente dicitura: "balle spaziali, a volte bisogna mettere i puntini sulle i". Nel leggerlo si comprendeva perfettamente quale era l'approccio alla notizia

Ah, ho capito. Stupido io che quando leggo una notizia sul Messaggero non vado a leggermi anche le diciture pubblicate su Facebook.


l'atteggiamento del padrone di casa che mette nella pubblica piazza elementi di conversazioni di carattere privato.... a me pare discutibile e assai grave.

Primo, non ho pubblicato "elementi di conversazioni di carattere privato". Leggi bene quello che ho scritto.

Secondo, se una persona fa smancerie in pubblico ma minaccia in privato, a mio avviso può prevalere il diritto di cronaca. Il lettore ha il diritto di sapere che quelle smancerie sono una facciata.

Tu stesso dici "Ho visto che ha abbandonato la discussione con savoir faire". Se tu leggessi cosa mi ha scritto in privato, scopriresti che quel "savoir faire" ti ha ingannato.
STUPIDOCANE SCRIVE:
"No. Non ne esce per niente a testa alta. Non ha fatto nulla per uscirne a testa alta. Ha difeso a spada tratta un articolo ambiguo che poi ha comunque modificato. Naturalmente senza avvertire i lettori di averlo "migliorato" solo dopo la segnalazione di Paolo".

Guardi che l'aggiornamento c'è stato dopo una un'oretta e il tutto è avvenuto il giorno lunedì 26. La critica di Attivissimo me l'hanno segnalata il giorno dopo i miei colleghi. Casomai è stato Attivissimo, il giorno dopo, ovvero martedì 27, a mettere l'aggiornamento dopo che ci siamo confrontati su questo blog. E aggiungo: ha fatto bene, come del resto ha fatto bene a inserire anche l'aggiornamento del Corriere della Sera. Quindi chi legge saprà giudicare come sono andate le cose.

STUPIDOCANE SCRIVE:
"Apri un blog e diventi parte del mondo dell'informazione. Non è il titolo di studio a fare di te un blogger professionista, ma la qualità dei tuoi scritti"......

Come dire....Apri una clinica privata e diventi parte della Comunità dei cardiochirurghi, non è il titolo di studio a fare di te un medico, ma la qualità dei tuoi interventi a cuore aperto..... Esagero, certo, in effetti nel giornalismo le cose sono un po' diverse e in parte sono d'accoprdo con lei. Come recita l'articolo 21 della Costituzione, infatti, "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto etc etc," e visto che dispensa consigli su tale materie mi pare di capire che ella si cimenti già nell'informazione. Ci faccia allora conoscere un suo blog, un suo scritto, mi farà piacere leggerla. Non penso che si tenga i suoi scritti in un cassetto no? E allora ci dia dei riferimenti veri però, in modo tale da saper apprezzare le sue opere.

Per il resto cosa dirle, mi pare che il suo intervento sia un po' confusionario riguardo, ad esempio, la privacy. La vorrei rassicurare anche sul fatto che non sono indisponente con chi mi fa le pulci e non voglio fare il piacione, ho ben di meglio da fare.
Per concludere, poi, non capisco proprio, mi perdoni eh, come lei faccia a sapere che il sottoscritto "in pubblico si comporta con "savoir faire" e da gran signore, mentre in privato minaccia rappresaglie legali" (rappresaglie legali? Cosa sono? Io conosco solo le vie legali, nel caso ce ne fosse bisogno quando si lede, ad esempio, il diritto alla privacy). Se poi lei ha doti di veggente, buon per lei. Saluti cordiali
"anche l'atteggiamento del padrone di casa che mette nella pubblica piazza elementi di conversazioni di carattere privato.... a me pare discutibile e assai grave"

Come dire che se uno ti dice in privato che cercherà di fartela pagare, è meglio che tu non lo vada a dire in giro sennò sarà pure peggio.


Beh, complimenti.
A riscossione di pizzi come stai messo?
Giovanni I,
Enzo Vitale, a mio giudizio, non ha minimamente risposto alle domande, ha solo riportato dei fatti che aggiungono domande. Perchè ha sentito il bisogno di riscrivere l'articolo? Perchè nella prima stesura non ha approfondito? Perchè non ha detto chiaramente che la storia era pura fantasia? Perchè ha scritto tale articolo? Io risposte non le vedo (se non una fumosa sulla natura ironica dell'articolo). Correggetemi se sbaglio.
Il comportamento del nostro ospite, è stato impeccabile: non una parola della conversazione privata è stata scritta, se non fatti di cronaca (atteggiamento e querele) che possono aiutare gli utenti nel comprendere determinate risposte.
Infine, perdonami, ma una mia pignoleria: non si può leggere nello stesso paragrafo un titolo di studio rivolto ad una persona e il nome proprio quando ci si rivolge all'altra. Denota mancanza di rispetto.

CimPy (che poi ancora non si sa chi è) scrive:
"Come dire che se uno ti dice in privato che cercherà di fartela pagare, è meglio che tu non lo vada a dire in giro sennò sarà pure peggio".

Scusi CimPy, chi avrebbe detto in privato "che cercherà di farla pagare, e se poi lo va a dire in giro è pure peggio?", non capisco. Lei sa qualcosa di più preciso? E' una sua libera interpretazione? Ha elementi a supporto di ciò che scrive? Perchè detta così, come lo dice lei, sembra che ci sia stata una minaccia reale che qui nessuno ha paventato. E se minaccia c'è stata è giusto portarla a conoscenza delle autorità. Che ne pensa?
Enzo Vitale,

"Guardi che l'aggiornamento c'è -CUT- Quindi chi legge saprà giudicare come sono andate le cose."

Già. Anche chi legge le date di pubblicazione dell'articolo di Attivissimo e relativi link freezati potrà capire come sono andate le cose.

"Come dire....Apri una clinica - CUT- e in parte sono d'accoprdo con lei."

Ma devo proprio spiegarle il concetto? Suvvia, sia ragionevole. Sa benissimo che disquisire su questa cosa non porterebbe a nulla di concreto. Anzi, credo troveremmo molti punti sui quali essere d'accordo.

"Come recita l'articolo -CUT- si cimenti già nell'informazione."

Capisce male, mi spiace. Sono poco più di un ospite su questo blog. Naturalmente il resto del suo intervento non trova riscontri se non su questo stesso blog in varie migliaia di miei interventi. Se vuole capire lo Stupidocane-pensiero, la casella di ricerca qui sopra le verrà in aiuto. Per quanto le potrebbe interessare, posso già dirle che corre il rischio di rimanere deluso. Sono uno normale come tanti altri.


"Per il resto cosa -CUT- ho ben di meglio da fare."

La prendo per buona. Sia la ramanzina sulla privacy che il fare il piacione.
Non conoscendola posso solo basarmi su quanto letto finora. Compresa la frase, mi perdoni ma è lapalissiano, da manuale: "ho di meglio da fare".
Le spiego: qui si sono avvicendati migliaia di utenti negli anni, con argomentazioni più o meno condivisibili e/o meritevoli sia di attenzione ed approfondimento che scherno e dileggio. Ma a prescindere dal motivo del contendere/discutere, quando si sconfinava nello scontro, le reazioni umane diventavano molto... democratiche, diciamo. Si manifestano quasi invariabilmente nella stessa maniera a prescindere dal livello intellettuale.
Questa pappardella per chiarire che non c'è acrimonia nei miei "da manuale". Tutto qua. Se vuole sapere anche un possibile perché di questa balzana puntualizzazione, le posso dire che molti frequentatori abituali sono molto spesso più attratti dagli aspetti sociopsicologici di una discussione che dalla discussione stessa.

"Per concludere, -CUT- Saluti cordiali"

Termine infelice, ne convengo. Purtroppo alle spalle non ho studi classici approfonditi di italiano e mi capita di scrivere strafalcioni. Ciò non toglie che il discorso vertesse su un suo presunto comportamento messo in luce da giovanni I, cosa che personalmente non ho ravvisato. Non voglio che lei pensi che le stia dando del cafone tra le righe. Non è mia intenzione e neanche mi permetterei, ma l'impressione che ho avuto del suo comportamento non è quella che ha avuto giovanni I. Aritutto qua.

P.S. In caso ci fosse bisogno di chiarimento, i -CUT- sono solo un mezzo necessario per rimanere nei 4096 caratteri del post, non azione di cherry picking del suo scritto. I suoi interventi valgono nellanloro interezza.
@Stupidocane
Nel ribadire che la temporalità degli eventi rispetto alla pubblicazione del servizio e dell'inizio dei commenti di questo blog, è quella che ho spiegato nell'altro post (basta verificare le date e gli orari anche dei miei pezzi), per il resto, sembrerà strano, ma sono d'accordo con lei ricordandole che, anche io, sono una persona normale. Che dire, forse parlarsi a quattr'occhi sarebbe stato diverso e, probabilmente, chissà, anche lei avrebbe avuto la stessa sensazione del signor giovanni. Ma questi sono i limiti del web, facciamocene una ragione
Stupidocane

Oddio :D Chiaramente hai ragione, non so da dove mi sia uscito quel numero. Il commento a cui mi riferivo è il numero 47 :)
Poi il titolo poteva anche essere diverso, questo sì. Ma conosco i tempi con i quali lavorano i giornalisti in questi ultimi tempi, quindi...

Poi la sutura poteva anche essere diversa e non causare un'emorragia interna, questo sì. Ma conosco i tempi con i quali lavorano i chirurghi in questi ultimi tempi, quindi...
Enzo Vitale.
Mi permetto 1 appunto, non sul articolo oggetto di questa discussione, ma su alcuni suoi ragionamenti.
Lei scrive:

"Apri una clinica privata e diventi parte della Comunità dei cardiochirurghi, non è il titolo di studio a fare di te un medico, ma la qualità dei tuoi interventi a cuore aperto..... Esagero, certo, in effetti nel giornalismo le cose sono un po' diverse e in parte sono d'accordo con lei. Come recita l'articolo 21 della Costituzione, infatti, "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto etc etc," e visto che dispensa consigli su tale materie mi pare di capire che ella si cimenti già nell'informazione. Ci faccia allora conoscere un suo blog, un suo scritto, mi farà piacere leggerla. Non penso che si tenga i suoi scritti in un cassetto no? E allora ci dia dei riferimenti veri però, in modo tale da saper apprezzare le sue opere. "

Questa, ahimè sembra molto la reazione da chi vuol difendere, scusi il termine, la propria casta. Come gli scrittori e i registi che si rivolgono ai critici chiedendo loro quanti libri/film hanno prodotto.

Mi spiace per lei, ma l'esempio che ha prodotto (quello del cardiochirurgo) è fra i più sbagliati che poteva fare, certo ho letto bene che lo ha messo come esagerazione, come estremo. Ma si renderà anche conto che le due cose sono diverse sia come preparazione sia come conseguenze.
Parliamoci chiaro cosa differisce un giornalista da un "non-giornalista"? Lei in quanto tale dovrebbe saperlo bene, e riuscire quindi a dimostrare che solo un giornalista può criticare un altro giornalista.

Un giornalista non è un tuttologo, quindi non è di certo la preparazione di base. Penso (da "non-giornalista") che la differenza sia nel come preparare l'articolo (ricerca e verifica delle fonti) e teoricamente nel come scriverlo (teoricamente perché converrà che diversi suoi colleghi in questo punto pecchino non poco).

Scrive ad ognuno il suo mestiere. Bene. Oggetto dell'articolo, di fatto: informazione scientifica relativa a vita nello spazio. Lei è astronomo? Lei è biologo? No? Però ne ha scritto, quindi, di fatto non è diverso dal non-giornalista che critica il giornalista

Sicuramente a questo punto mi rimarcherà le ultime righe della sua citazione:
"visto che dispensa consigli su tale materie mi pare di capire che ella si cimenti già nell'informazione. Ci faccia allora conoscere un suo blog, un suo scritto, mi farà piacere leggerla. Non penso che si tenga i suoi scritti in un cassetto no? E allora ci dia dei riferimenti veri però, in modo tale da saper apprezzare le sue opere"

Magari scritte con un mezzo sorrisetto sulle labbra.
Bhè sì ho scritto qualche articolo pubblicato su riviste internazionali quali Pharmacogenomics, Pharmacological reports, Clinical and experimental hypertension, Pediatric transplantation, Pediatric Nephrology.
Sono sicuro che lei in quanto Giornalista non ha alcun problema a comprendere, e magari anche correggere, gli articoli presenti su quelle riviste. D'altronde Lei è Giornalista, io no.
@ ST

caro St,
abbandono (l'insana o sana?) idea di lasciare la sezione COMMENTI perchè gli argomenti e il modo di discuterne si stanno facendo interessanti e costruttivi (almeno per me). Se mi conoscesse saprebbe (@Paolo Alberto mi controlli condizionale e congiuntivo per evitarmi eventali figuracce, non sono un segiun come si dice dalle vostre parti e poi st scrivendo dal telefonino la cui tastiera scrive come gli pare) che sono il primo a criticare la situazione in cui si trova la nostra categoria. Spesso dico che bisogna abbandonare la realtà delle quattro mura della redazione per vedere cosa realmente succede fuori.
Detto questo le confermo che l'esempio del chirurgo era palesemnete esagerato, infatti l'ho pure sottolineato. Diciamo che anche il giornalista, in quanto "artigiano", ha le sue peculiarità. Non per nulla esistono un Ordine, Scuole di Formazione, Università etc etc. Quindi, con il rispetto dovuto ai chirurghi, insisto: ad ognuno la sua professione.
Stia tranquillo non intendo difendere una casta (che di problemi ne ha tanti, vedi ad esempio il caso Fazio e la situazione dell'Editoria in generale), cerco solo di distinguere una professione da un hobby.
Veda, anche nella nostra categoria esistono delle branche: c'è chi per preparazione scolastica e professionale si interessa di giudiziaria, Scienze, Sanità, cronaca, politica etc etc. Ad esempio chi segue la giudiziaria non è un magistrato e chi segue la politica non è un amministratore locale o un senatore.
L'ultima parte del suo intervento, e glielo dico senza fare sorrisetti, è molto interessante, quindi anche lei ha avuto esperienza in questo campo. Buon per lei, davvero. Però ho visto che è molto specifico, forse lei è proprio un medico e forse anche un pubblicista?

Cerco di spiegare, invece, la questione aperta con Attivissimo con un esempio, spero sia semplificativo: Facciamo conto che lei è un medico e nella sua carriera ha sempre combattuto gli assenteisti. Poi un giorno per strada le si rompe la macchina e arriva tardi in ospedale. Qualcuno osservando il suo ritardo lo appella, davanti alla platea di tutto il nosocomio e dice: ecco il solito assenteista!

E' un po' la situazione in cui mi son trovato io. Non so se mi son spiegato

Dalla discussione in atto, comunque, mi rendo ancor più conto di quanto sia lontana la realtà che spesso scrivono i giornali, dalla vita reale. Ma questa è un'altra storia
Cordiali saluti ev
@Enzo Vitali

L'unica cosa che mi preme di dirti è questa:

Non "sei dalla mia parte", se hai il diritto di provare a dirlo in nostra presenza, (e sinceramente non saprei come impedirti di dirlo lontano dal mio cospetto) io ho il dovere di dire che non è così.

Se speri di persuadere altri lettori a prendere le tue difese... non mi interessa quante firme riesci a raccogliere. Se anche tutta la razza umana scendesse in piazza con cartelli: "Puffolotti è un cattivaccio perchè non si fida di uno che invece a me mi ha convinto", se anche tu mi portassi 7'000'000'000 di firme, io direi: "Perchè mi porti così tante firme, quando ne basterebbe una, senza la quale tutte le altre non valgono niente" ?

Quindi, se cambi idea e vuoi un dialogo costruttivo o un corso di travestimento che fotta un target più ampio, se vuoi sapere cos'è che ti ha dato via...

Guarda che stai sbagliando mira di brutto: non è Giovanni I la persona che devi convincere. Egli mi pare persuaso e ben disposto.
Poi, dico... i messaggi di Lancillotto che mette le corna ad Arturo meritano un po' di discrezione, e se la polizia deve intromettersi nelle faccende di letto si cominci coll'arrestare il cornuto, ma...

Perché contattare Paolo Attivissimo in privato, in questo caso?
Sarà che non son giornalista ma non riesco ad immaginarmi un motivo...

Enzo o qualche collega potrebbe gentilmente spiegarmi?
Paolo Alberton,

"non so da dove mi sia uscito quel numero"

Ma io si. E la risposta è... 42.

Hai interagito con Enzo Vitale menzionando me, quindi i soggetti coinvolti nel tuo intervento erano 3.

Se dividi 42 per 3 ottieni 14, il quale moltiplicato per la differenza numerica del mio commento (47) con la risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l'universo e tutto quanto (5) ottieni 70. Cioè proprio questo commento.

42:3= 14 e 47-42=5, quindi 14x5=70.

Tel chì la spiegasiù!

:D
@puffolottiaccident
Caro puffolottoaccident, guardi che io non voglio convincere nessuno, Lei ha tutto il diritto di pensarla come vuole e io quello di far valere le mie ragioni. E' molto semplice. E poi so difendermi da solo, tranquillo. Per quanto poi riguarda la domanda che mi fa credo di averla spiegata alla fine del commento 67. Non voglio aver ragione, come Le ripeto, rispetto ad altri che son rimasti silenti, io son qui a discutere con voi. Oltretutto, a mio modo di vedere, ultimamente noto commenti che destano la mia curiosità che mi piace approfondire, tutto qui. Lei che è esperto di fiabe (lo capisco da suo nickname) non mi confonda con il Lupo di Cappuccetto rosso:-) Si scherza naturalmente, Saluti
Enzo Vitale,

Cerco di spiegare, invece, la questione aperta con Attivissimo con un esempio, spero sia semplificativo: Facciamo conto che lei è un medico e nella sua carriera ha sempre combattuto gli assenteisti. Poi un giorno per strada le si rompe la macchina e arriva tardi in ospedale. Qualcuno osservando il suo ritardo lo appella, davanti alla platea di tutto il nosocomio e dice: ecco il solito assenteista!

Analogia imprecisa: la "macchina" non si è rotta da sola. Qualcuno l'ha rotta ( = l'articolo non si è titolato da solo; qualcuno l'ha titolato, e qualcuno l'ha scritto).

Non solo: di fronte al rimprovero di assenteismo, il "medico", invece di rispondere "scusate, mi si è rotta la macchina", minaccia azione legale a chi si è permesso di far notare che è arrivato in ritardo.
@Paolo attivissimo

Naturalmente dissento su tutto, ha portato l'esempio avvicinandolo alle sue posizioni originali. Suvvia le debbo spiegare tutto.....E noto che non ha minimamente fatto lo sforzo di tradurlo nel senso che intendevo io. Non fa niente. Peccato perchè tanti commenti cominciavano ad essere interessanti e queste continue puntualizzazioni ci riportano indietro. Però le dò atto che ha aggiunto diverse precisazioni rispetto alla prima stesura del suo testo critico (ha visto le cose come si evolvono? Anche lei poi si è autoaggiornato...) che mi sembravano doverose. Quindi, e su ciò nulla da dire.

Invece vorrei porre una domanda a proposito del suo intervento alla Camera. I nostri "litigi" su questo spazio non mi impediscono di dirLe che ne ho apprezzato la gran parte, ma la chiosa proprio non l'ho capita.
Mi potrebbe spiegare meglio per cortesia il suo parere su questa frase perchè in molti, tra colleghi, sindacalisti e addetti ai lavori, non l'abbiamo davvero capita.

Quasi alla fine del suo intervento dice: ".......Giusto per fare un confronto, notizia di ieri notte; la Cnn ha licenziato tre giornalisti, tra cui un premio Pulitzer perchè hanno pubblicato una fake news, o meglio non hanno fatto i controlli adeguati ai loro standard. Questa, secondo me, è una magnifica lezione di come si può fare giornalismo oggi e come ci si può riconquistare una credibilità".
Grazie e saluti
Stupidocane

Caricata la pagina e letto 73 commenti, con un l'euforia di un bimbo di fronte al regalo agognato, clicco e scorro trepidante :D fantastico! Ma ancora ignoro che la spiegazione è ancora più incredibile del fatto che hai azzeccato il #70. È tutto bellissimo ;)

P.S. Trovo la spiegazione davvero fantastica -waves-
Enzo Vitale,

non ha minimamente fatto lo sforzo di tradurlo nel senso che intendevo io.

Non la sfiora il dubbio che magari non fosse traducibile o che il senso che lei intendeva fosse incomprensibile?


Anche lei poi si è autoaggiornato

Certo. Ma per chiarire concetti già espressi e per aggiungere informazioni, non per cambiare il senso dell'articolo.


Mi potrebbe spiegare meglio per cortesia il suo parere su questa frase perchè in molti, tra colleghi, sindacalisti e addetti ai lavori, non l'abbiamo davvero capita.

Volentieri: alla CNN, se lavori male, anche se sei un Pulitzer, ti mandano a casa. Nei giornali italiani, invece, chi scrive articoli errati o falsi resta al suo posto (posso fare nomi e cognomi e casi specifici). Nel vero giornalismo gli errori madornali e la malafede si pagano in prima persona, con le dimissioni.

Il fatto che non l'abbiate capito è purtroppo molto eloquente.
Mah, a me la chiosa finale dell'Attivissimo sembra chiara. Se avessimo cominciato così anche in Italia, i giornalisti adesso lavorerebbero con accuratezza senza dover abbassarsi a pubblicare vaccate e donne nude per inseguire il mercato, e quindi anche quelli che ci tengono a fare un buon lavoro ne sarebbero avvantaggiati.
Nei giornali italiani, questo è il mio pensiero, ci sono ottimi professionisti, ma la situazione, in generale, non la reputo delle migliori. Non ha detto nulla di nuovo: chi è in malafede se ne deve andare, ma questo vale per tutte le professioni, compresa la sua. La domanda era stata posta in quanto sembrava che per conquistare credibilità bisogna mandar via chi sbaglia. Io son convinto che si conquista soprattutto con preparazione, professionalità, qualità e onestà intellettuale. E la sua chiosa finale mi pare perfettamente inutile.
Infine ritengo anche che nel suo autoaggiornamento ha fatto la medesima cosa che ho fatto io con il pezzo "incriminato", e cioè aggiungere nuove informazioni, renderlo più preciso, aggiungere altri aspetti (ad esempio la smentita della Nasa) etc etc, . Ma su questo non serve insistere, non mi pare siamo d'accordo. Inutile quindi continuare.
Paolo Alberton,

#ehcciòippoteri

Felice di averti divertito. :D
Enzo Vitale,

Io son convinto che si conquista soprattutto con preparazione, professionalità, qualità e onestà intellettuale.

E' difficile conciliare onestà intellettuale con "scrivi una cazzata perché hai omesso il minimo sindacale di verifica, ma resti al tuo posto".

È difficile conquistare credibilità se un Flavio Vanetti viene lasciato libero di dire panzane ufologiche o se una Alessandra Farkas propina fantarcheologia o foto false.


E la sua chiosa finale mi pare perfettamente inutile.

A me no. Anzi, il fatto che lei la ritenga inutile a mio avviso è ancora più eloquente.
Enzo Vitale,

ritengo anche che nel suo autoaggiornamento ha fatto la medesima cosa che ho fatto io con il pezzo "incriminato", e cioè aggiungere nuove informazioni, renderlo più preciso, aggiungere altri aspetti

No. Io sono partito subito dicendo, anche nel titolo, che la "notizia" era una fesseria. Ho poi aggiunto ulteriori dati. Ma ho detto che era una fesseria ancora prima del tweet di Zurbuchen.

Lei, invece, ha spostato il senso del suo articolo e ha cambiato drasticamente il titolo. La differenza è evidente:

-- prima versione: Anonymous: «Presto la Nasa rivelerà l'esistenza degli extraterrestri»

-- seconda versione: «Gli alieni esistono»: Anonymous anticipa l'annuncio della Nasa. Che però smentisce

Se per lei questo è "renderlo più preciso", abbiamo un lessico differente. Io lo chiamo "cambiare il senso".

E nel titolo continua a esserci il dato falso di Anonymous come fonte. Non mi sembra che insistere a dire che la fonte è Anonymous quando non lo è sia un "renderlo più preciso". A me sembra un "continuare a scrivere una notizia falsa".
Sul primo punto siamo d'accordo (ma guarda un po'), ma questo è l'abc del giornalismo e infatti i due nomi che fa si commentano da se'. Io ne potrei fare altri cento, ma religiosamente mi astengo.

Sulla seconda, siamo sempre agli antipodi. Il senso della prima versione era chiaramente ironica etc etc. Quindi mi pare inutile continuare. Peccato però, perchè la discussione si stava portando su argomenti interessanti, lei l'ha sta trascinando di nuovo indietro. Contento lei, contenti tutti. E' questo mi pare ancora più eloquente
Enzo Vitale,

Un solo appunto prendendo spunto (#ehssòppurepoeta) da un suo intervento precedente: diceva che certe cose sarebbe meglio discuterle a quattr'occhi. Credo facesse riferimento al tono della voce, alla mimica ed all'interpretazione di entrambi, moto semplice e naturale vis à vis. Nello scritto tutto ciò diventa molto difficile da ottenere se non addirittura quasi impossibile.

Ecco, credo che nella stesura originale del suo articolo fosse quasi impossibile capire il senso ironico e perculativo del testo. Se l'avesse raccontato in un video, magari sarebbe stato più efficace. Anzi, mi spingo a dire che forse qualcuno, magari proprio giovanni I, avrebbe scovato quel video e l'avrebbe postato qui a supporto della tesi di Attivissimo.

Naturalmente con i "se" e con i "ma" non si fa la storia (aggiunta veneta) ma una "sema" (scema).

@Enzo Vitale

No, non ti ho confuso col lupo di cappuccetto rosso. Puoi dormire fra 128 guanciali, quanto a questo.
Enzo Vitale,

a me sovviene un dubbio.

Faccio una premessa.
Tempo fa mandai, in questo blog, un commento indirizzato a Stupidocan. Nelle mie intenzioni voleva essere scherzoso ma a Stupidocane venne il dubbio che non lo fosse e me lo chiese.
Se io non fossi mai intervenuto qui e, di conseguenza, Stupidocane non avesse avuto un "metro" con cui "misurare" le mie parole, per lui non ci sarebbe stato alcun dubbio ma, anzi, la certezza che la mio fosse una critica nei suoi confronti.

Io non la conosco.
Ho letto il suo articolo nella "versione A" e nella "versione B". L'ironia non l'ho vista proprio.

Potrebbe essere che chi la conosce bene perché ha letto i suoi lavori abbia colto il vero tono del suo articolo (anzi, dei suoi articoli)?
E in effetti un riscontro c'è. Giovanni I, ad esempio, mi pare dica proprio questo.

Se le cose stanno davvero così, se il vero tono dell'articolo fosse passato solo tra i suoi lettori abituali non sarebbe meglio accettare la critica di Attivissimo e di altri su questo blog e usarla per migliorarsi ulteriormente e allargare la platea dei suoi lettori?

PS: io uso un nick, come quasi tutti. Non sono un personaggio pubblico, non sono nessuno. Un nick non mette al sicuro da denunce: se si commette un reato si è raggiungibili.
Semplicemente cerco di essere una persona prudente (o, forse, sono paranoico) e, come tale, ritiengo che avrei solo da perdere nel mettere il proprio vero nome, visto che, a differenza sua e di Paolo Attivissimo, il mio nome non è fonte di reddito.
Il senso della prima versione era chiaramente ironica

Chiaramente.
Ogni tanto la butto lì... non ho mai una posizione NETTA nelle cose, ma in questo caso ho apprezzato il discorso di Guastulfo (Giuseppe) :-)
A proposito di come si lavora al Messaggero, specificamente nella sezione Scienze, segnalo questo articolo di ieri, di cui riporto testualmente il titolo:

«La Terra riischia di essere distrutta da unsteroide», la rivelazione choc

Vorrei far notare che l'articolo è stato anche aggiornato dopo la prima stesura:

Venerdì 30 Giugno 2017 - Ultimo aggiornamento: 01-07-2017 08:09
Stupidocane,

(Commento # 62)
Sono poco più di un ospite su questo blog. Naturalmente il resto del suo intervento non trova riscontri se non su questo stesso blog in varie migliaia di miei interventi. Se vuole capire lo Stupidocane-pensiero, la casella di ricerca qui sopra le verrà in aiuto. Per quanto le potrebbe interessare, posso già dirle che corre il rischio di rimanere deluso. Sono uno normale come tanti altri.

Dissento dalla conclusione ("Sono uno normale come tanti altri"), pur ammirando la professione di modestia. Lo affermo da esperto, avendo letto (fonte: la mia memoria) circa l'80% di quella sporca dozzina di migliaia di commenti, sulla cui normalità c'è da discutere. Lo volesse il cielo che l'acutezza dei ragionamenti, la pacatezza dei toni e la ricchezza delle argomentazioni possano essere ricondotte alla categoria della normalità.

Per la verità ho notato che col tempo sono migliorati. O - per dirla meglio - è migliorata la mia capacità di comprenderli ed apprezzarli. Sarà che allenano il cervello di chi li legge?


(Commento # 62)
Le spiego: qui si sono avvicendati migliaia di utenti negli anni, con argomentazioni più o meno condivisibili e/o meritevoli sia di attenzione ed approfondimento che scherno e dileggio. Ma a prescindere dal motivo del contendere/discutere, quando si sconfinava nello scontro, le reazioni umane diventavano molto... democratiche, diciamo. Si manifestano quasi invariabilmente nella stessa maniera a prescindere dal livello intellettuale.

Osservazione illuminante che sintetizza in modo efficace un'idea che condivido pienamente. Meriterebbe un'analisi approfondita di tipo socio-psicologico, individuando una diffusa reazione comune tra persone che peraltro appaiono possedere differenti capacità di argomentare il loro pensiero.

(Commento # 62)
Se vuole sapere anche un possibile perché di questa balzana puntualizzazione, le posso dire che molti frequentatori abituali sono molto spesso più attratti dagli aspetti sociopsicologici di una discussione che dalla discussione stessa.

Ineccepibile. Anche se - nel caso specifico - il tema qui in discussione è di straordinario interesse, come peraltro lo sviluppo dialettico che lo caratterizza.
@Guastulfo (Giuseppe)

Caro Guastulfo, credo, anzi ritengo sia necessario accettare le critiche. Specialmente per chi fa un lavoro come il nostro. Sono perfettamente d'accordo. Ma qui siamo di fronte ad un'altra situazione. Torno a ripeterlo per l'ennesima volta. Fin dalla presentazione, in prima pagina sulla versione web, il mio servizio era titolato: "Balle spaziali" e poi sotto il secondo titolo recitava tra virgolette (in modo da far capire che questa frase era stata detta da questo fantomatico appartenente ad Anonymous): "Presto la Nasa rivelerà l'esistenza degli extraterrestri". Più o meno così:

BALLE SPAZIALI
Anonymous: «Presto la Nasa rivelerà l'esistenza degli extraterrestri»

(Poi chiederò uno screeshot alla redazione centrale)

Più chiaro di così. Ragazzi, non so più come dirvelo. La versione postata da Attivissimo non riporta il titolo di testa in quanto, per una questione tecnico-grafica che non so spiegare, quando si apre il link appare solo il secondo titolo con il testo.

In effetti nel pezzo mancava il fatto che quel personaggio di Anonymous proprio non è. Ma chi ce lo dice? In ogni caso chiedo venia.

Ne è nata questa lunga discussione su questo Blog e il "litigio", se così si può definire, con Attivissimo, etc etc. Debbo anche ammettere che ci sono stati interventi interessanti che sollevano questioni aperte anche all'interno dei giornali e dell'editoria in genere. Un settore che in questo periodo non se la passa bene. Redazioni svuotate, mancanza di figure specifiche e competenti, crisi della pubblicità etc etc. Insomma un mondo completamente da rivedere e, soprattutto, da reinventare.
E visto che tra mille difficoltà, nel mio piccolo, cerco in tutti i modi di far un buon lavoro, mi son sentito un po' piccato di esser stato accumunato a chi, invece, non ha questa meticolosità nello scrivere le notizie. Tutto qui

PS Anche se sono fuori vi leggo con attenzione Saluti
Enzo Vitale,

in prima pagina sulla versione web, il mio servizio era titolato: "Balle spaziali"

Mi scusi, ma lei crede veramente che la gente legga un sito Internet partendo sempre dalla sua prima pagina? E che chi condivide sui social network un articolo linki la prima pagina (che l'indomani non funzionerà), invece di linkare direttamente l'articolo in questione?

Ha provato a condividere quell'articolo usando gli appositi pulsanti social, come fa la maggior parte degli utenti? Ci provi. Non solo non compare il titoletto "Balle spaziali": compare ancora adesso il titolo originale. Anche dopo che è stato aggiornato.
Enzo Vitale,

non so se ha notato, ma c'è anche lo screesnshot, sbagliato anche quello? Ma ammesso e non concesso che il suo titolista abbia titolato correttamente, perchè il testo dell'articolo invece pone dei dubbi anzichè la netta certezza di una bufala? Il testo non pare ironico, è per questo che poi ha cambiato (o chi per lei) sia il titolo (che se andava bene non vedo perchè farlo) che il testo (togliendo ogni presunta ironia)? Perchè ha approfondito solo dopo avere inviato l'articolo?
@PaoloAttivissimo

Esatto, è proprio così. E' una questione tecnica che neppure io capisco, chiederò ai tecnici. E questi problemi, indipendenti dalla volontà di chi scrive, ci hanno fatto discutere fino ad ad ora del nulla.

Punto 2
Sì certo che uno va a vedere la prima pagina, altrimenti come fa a trovare il servizio? Sì, sì certo mette le parole chiavi e lo trova, ma in genere una persona lo scopre perchè lo vede quando "apre" il giornale.

Per quanto riguarda l'ultimo punto, vero anche questo. Non so spiegarmelo, faccio il giornalista non ho competenze informatiche, la, piattaforma che abbiamo è questa, non so che dirLe. So solo che questo tipo di apparato tecnico (si chiamerà così? Boh) ci ha dato problemi spesso e non so se i tecnici sono riusciti a svelare l'arcano.
ev
Va bene ragazzi, ci rinuncio: ho fatto il possibile per spiegarvi, più di questo....Big Ben ha detto stop, almeno per me, poi voi continuate pure .....che debbo dirvi.

Mi spiace solo del fatto che si erano introdotte tematiche interessantio che potevano essere approfondite...vabbè sarà per un'altra volta. Buone ferie a tutti
Enzo Vitale,

Sì certo che uno va a vedere la prima pagina, altrimenti come fa a trovare il servizio? Sì, sì certo mette le parole chiavi e lo trova, ma in genere una persona lo scopre perchè lo vede quando "apre" il giornale.

Ci sta prendendo in giro?

Davvero il concetto di "un amico legge un articolo e me lo condivide via Facebook" le sfugge completamente?

Ha presente, almeno, che il suo stesso giornale ha i pulsanti di condivisione accanto a ciascun articolo? Ha mai provato a condividere su Facebook un articolo? Spero che possa trovare un amico competente che glielo faccia vedere.

@ PaoloAttivissimo
Ma certo che avviene anche così, Le stavo solo cercando di far capire che ci sono meccanismi tecnici (che non conosco in quanto non ho competenze informatiche) che ci hanno dato problemi su ciò che dicevamo nei precedenti post.
Comunque ora seguo il suo consiglio e cerco un amico che me lo spieghi bene, così siamo contenti sia io che Lei, dopodichè proviamo a pensare ad altro e ci godiamo questa domenica di luglio, che dice? Si diverta, saluti
Io da anni uso aggregatori di notizie e, se trovo qualcosa di interessante, di solito leggo le versioni di diverse testate.
Per cui non passo quasi mai dalla prima pagina.

Per quanto riguarda la qualità non ritengo che la responsabilità ricada sui soli giornalisti, gran parte ricade su chi il giornale lo dirige e sui proprietari. Insomma su chi, nel giornale, comanda.
Maucar,

"Dissento dalla conclusione ("Sono uno normale come tanti altri"), pur ammirando la professione di modestia. Lo affermo da esperto, avendo letto (fonte: la mia memoria) circa l'80% di quella sporca dozzina di migliaia di commenti, sulla cui normalità c'è da discutere. Lo volesse il cielo che l'acutezza dei ragionamenti, la pacatezza dei toni e la ricchezza delle argomentazioni possano essere ricondotte alla categoria della normalità."

Grazie. Davvero. Uno dei piu bei complimenti che abbia ricevuto in vita mia. Mentre leggevo la mia autostima ha avuto un'erezione. :D
Scherzi a parte, ancora grazie.


"Per la verità ho notato che col tempo sono migliorati. O - per dirla meglio - è migliorata la mia capacità di comprenderli ed apprezzarli. Sarà che allenano il cervello di chi li legge?"

Eh... bella domanda. Non tanto per i meriti che mi attribuisci, in quanto non penso di avere nemmeno l'ombra di un potere tanto grande, quanto sul meccanismo interattivo che la tua domanda sottintende.

Non sono un esperto di calcio e non conosco molti aneddoti su questo sport ma uno che ricordo a grandi linee riguarda Gennaro Gattuso, giocatore noto più per il cuore e la grinta che per il buon piede. Per carità, pur sempre uno che ha giocato per anni ai massimi livelli professionistici e che ha vinto un mondiale, mica uno scarso. Ma tecnicamente qualche gradino sotto a molti altri giocatori ma che durante la sua carriera è migliorato molto, proprio tecnicamente. Una volta, nella sua semplicità disse una cosa molto vera: se per anni giochi e ti alleni sempre con i migliori, devi essere proprii un ******* per non imparare nulla. As simple as that, non è molto diverso da quanto succede qui in questo blog. Se cominci a frequentare e ad interagire con persone che hanno una mente molto acuta, supportata da una grande cultura e dotati di un'ottima capacità espositiva del proprio pensiero, beh, impari a relazionarti di conseguenza. E non per affettata emulazione, ma proprio evolvendo e modificando il modo sia di pensare che di esporre il pensato. Ci si tira l'uno con l'altro, secondo me. Dici che i miei interventi sono migliorati. Beh, sì. Grazie anche a chi mi ha dato modo di migliorare. A chi mi ha insegnato, direttamente o indirettamente, a migliorare. E come me molti altri sono migliorati. Magari da un certo punto in poi, "aiutati" indirettamente anche da me.

[continua]

Poi c'è l'altra faccia della medaglia: il capire meglio gli interventi altrui mano a mano che passa il tempo. Se da una parte può essere vero che ci sia stato un miglioramento, dall'altra c'è stato anche il tempo di conoscersi un po' meglio. Quando ci si conosce meglio, occorrono sempre meno parole per spiegarsi o capirsi. Ed il bello è, secondo me, che questo effetto dell'interazione umana, viene potenziato dai social. Molti sociologi bacchettoni condannano la vita "fasulla" che i social permettono di creare per sé stessi. Un mondo fatto di byte dove la persona dietro la tastiera si nasconde ed inventa un'identità di comodo che poi usa al posto della propria vera identità. Ma secondo me sbagliano. Se è vero che ciò succede sempre più spesso, la colpa non è certo dei social. Essi sono solo un mezzo. Non possono fare nulla da soli che non sia raccogliere i dati che gli utenti stessi vi immettono. Sono quindi una parte degli utenti stessi che manifesta un disagio interiore magari anche profondo, nascondendosi dietro a spacconate, trollate, foto ritoccate e chi più ne ha più ne metta. Ma sono loro. Nella loro forma preferita o che sentono più comoda. Magari più un sogno ad occhi aperti che una identità aderente alla realtà. Ma vera per loro.

Ecco, questo vale anche in casi come il nostro: col passare del tempo impariamo a conoscerci e ad apprezzarci a vicenda per come scriviamo. Diventiamo quasi "amici di penna" come si diceva una volta. In alcuni casi si diventa amici per davvero. Paolo, martinobri, Sir Edward lo sono diventati per me. E questo nonostante ci si celi dietro a dei nicknames più o meno fighi e fantasiosi. Anzi, direi che proprio grazie all'impersonalità garantita dall'anonimato, certe persone diventino più sincere ed in qualche strano modo, più aderenti al proprio vero essere che non in un contesto sociale convenzionale. Perché questo? Forse perché in determinate condizioni, anche grazie ai social network, la personalità riesce a filtrare più pura, non toccata dai meccanismi di preconcetto e giudizio tipici delle interazioni sociali convenzionali? Non lo so per certo, ma mi piacerebbe che qualche sociologo dicesse la sua in merito.
Posso solo dire questa cosa: benché la frequentazione tra noi utenti si risolva più in qualche ora passata davanti ad un pc che non a bere una birretta al bar e chiacchierare, in realtà il meccanismo di amicizia rimane valido benché virtuale. Con tutte le conseguenze di una amicizia fatta di persona, ovvero entrando in sintonia, capirsi l'un l'altro, crescere insieme. Magari più a livello intellettuale che fisico, ma crescere si cresce. O miglioramento o evoluzione. Possiamo chiamarla come ci pare sta cosa.

[continua]

"Osservazione -CUT- argomentare il loro pensiero."

Sicuramente ci sarà qualche testo che spiega benebene come funzionano queste cose, o magari ci sono varie teorie in merito, ma servirebbe appunto un esperto che ci guidasse alla scoperta di come funzionano le interazioni sociali. Non è che per caso tra i tanti lettori che commentano poco c'è qualcuno che abbia almeno un'idea se ciò si cui stiamo parlando abbia un senso compiuto o meno? Ci dite la vostra?

"Anche se - nel caso specifico - il tema qui in discussione è di straordinario interesse, come peraltro lo sviluppo dialettico che lo caratterizza."

Esatto! Sviluppo! Termine perfetto che sintetizza buona parte del malloppone che ho scritto qui sopra. Perché non è solo uno sviluppo dialettico ma anche mentale. Grazie alla nostra curiosità in questo soggetto, stiamo sviluppando un interesse. Che nel caso mio e tuo, (e magari di altri che stanno leggendo) è sia personale che condiviso. Stiamo provando a delimitare un terreno comune sul quale costruire un confronto. Vediamo che ne esce... :)
Si può ipotizzare che per un attimo di notorietà alcuni pseudogiornalisti scrivano volutamente delle corbellerie, atteso lo stato di assoluto degrado in cui versa la stampa ai giorni nostri?
"alcuni (...) scrivano volutamente delle corbellerie"

Non e tanto il fatto di inciampare (anche volutamente, li per lì) in una corbelleria che irrita davvero, , quanto il fatto di insistere poi a sostenere che la medesima non lo fosse, nonostante successive correzioni, e la pretesa di apparire Cavalieri Bianchi mentre, sottobanco, si minaccia di far intervenire gli avvocati...

@Stupidocane

Caro Stupidocane,
Spero non me ne vorrà: ma più la leggo e più mi sta simpatico. E non trattasi di spicciola ruffianeria, ma di vero apprezzamento. Non so se potrò seguirvi in questi giorni, a causa dei miei spostamenti, ma come ripeto la discussione (per i temi di cui dicevo in altri post) era diventata interessante. Mi associo: vediamo cosa ne esce fuori
saluti
Unknown,

"Si può ipotizzare che per un attimo di notorietà alcuni pseudogiornalisti scrivano volutamente delle corbellerie, atteso lo stato di assoluto degrado in cui versa la stampa ai giorni nostri?"

Certo che si può ipotizzare. Anche che certi articoli siano stati scritti con un gatto addormentato sulla tastiera. O che qualche collega abbia "fatto un scherso" scambiando i tasti o il layout della tastiera al giornalista. Di ipotesi ne possiamo fare a migliaia.

La tua però si scontra frontalmente con un fatto: se veramente qualcuno è in grado di scrivere appositamente qualcosa che sembri una accozzaglia di typo casuali dovuti ad incuria, credo sia un genio. Perché la "perfezione" della totale "mancanza di perfezione" del pezzo in questione è qualcosa di molto difficile da simulare volendola raggiungere. Salverebbe aubito allocchio ch è e fata appostya...

Ad ogni modo, anche se ammettessimo che fosse vero ciò che ipotizzi, l'editoria non ne uscirebbe tanto meglio. Se tollera (e continua a pagare [poco, spero]) collaboratori che si permettono azioni come queste, è naturale che coli a picco e si meriti tutto il biasimo di questo mondo.

Si parlava di chirurgia poco sopra. Qui avremmo l'equivalente di un chirurgo che dopo un intervento mi lasciasse una cicatrice a forma di pene e che se la ridesse sotto i baffi. Magari non ancora per molto dato che sono abbonato a "Postal Market dei Randelli" ma intanto io sarei rovinato. E presto lo sarà pure lui.

L'editoria invece non randella. Minimizza. Elude. Tace. Fa finta di nulla. E si lamenta che non si guadagna più come prima. Che è tutto più difficile. Si solleva come un sol uomo solo quando qualcuno ventola l'abolizione degli aiuti economici ai giornali.

Ecco allora trovato un buon modo per metter un po' d'ordine: il primo che alza la testa, PATAPIM & PATAPÈM. Altri che vogliono dire qualcosa? None? Al lavoro!
Ci casca anche un sito una volta interessante e curato.
Notare anche qui la rozzezza del titolo.

https://www.galileonet.it/2017/06/nasa-alieni-anonymous/
Uno dei giornalisti che ho citato mi ha scritto via mail che riceverò comunicazioni dai suoi legali.

"Gioranlista" è una parola grossa per uno che copia-incolla castronerie sesquipedali senza verificarle.
Diciamolo, una volta per tutte: chiunque tu sia non sei un giornalista ma un povero cialtrone che prende soldi, per quanti pochi siano, a sbafo.
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
Dormito male?
No, dormito benissimo. Dico solo pane al pane e vino al vino
E cialtrone sparacazzate ai cialtroni sparacazzate, tutto qui.
@Axlman

Per amor di equità ti faccio notare che hai anagrammato un paio di parole, così nessuno frigna che si fa finta di non vedere.
E qua la barzelletta sta nel fatto che detto da me è come se Stalin strillasse "Assassina" a Venus Williams.

Intanto non credo che i politici possano tagliare i finanziamenti ai giornali a cuor leggero.
Potrebbero essere costretti ad inventarsi delle scuse per non farlo, del tipo: "è imperativo che ci sia un organo di informazione". Dimenticandosi che se un'automobile non è in condizioni di marcia, può essere parcheggiata o data da rottamare tranquillamente, senza conseguenze negative.

Il politico che dicesse: "un' organo/apparato di informazione che non informa non serve a niente, e può essere eliminato", invece della solita frottola "bisogna mantenere viva l'informazione perché... perché... perché... Sennò... Sarebbe populismo, ecco. Il populismo è male!" farebbe bella figura, in particolar modo se steccasse qualche agenzia che si è distinta per averlo leccato meglio di un imbianchino di navi da guerra.

(E queste cose, noi peones le notiamo anche se non le strilliamo in internet.)

Possiamo solo tirare ad indovinare per quale motivo le cose stiano così, ma penso che Enzo Vitale continuerà a percepire e godersi il suo lauto stipendio e la successiva pensione.
Il vero responsabile è il Direttore Responsabile, non il giornalista il quale ha un po' di autonomia ma non può pubblicare ciò che gli pare nella forma che gli pare.
@Scatola Grande

Ma se il giornalista scrive un articolo correttamente, dalla prima all'ultima parola, l'editore può avere dei motivi per dirgli: "C'è poca arte, poco karate, mettici qualche strafalcione così siamo più simpatici."
whops, ho dimenticato il punto di domanda nel mio intervento precedente.
Intanto non credo che i politici possano tagliare i finanziamenti ai giornali a cuor leggero.

Non possono e non devono, nel modo più assoluto.

Ma che ci sarebbe di male nel multare i sedicenti "giornalisti" che scrivono cose false e non verificate? Oppure opinioni spacciate per fatti? E già che ci siamo anche i direttori responsabili e gli editori che gliele pubblicano, senza chiederne loro conto?

Altrimenti è troppo facile: quando c'è da prendere soldi dallo Stato tutti in coda, poi però nessuno che si prende la responsabilità di usare quel denaro in modo corretto.

Tutti diritti e nessun dovere. Tutto onore e nessun onere.

A forza di tutte carote e nessun bastone, neanche un somaro, che di suo almeno è un animale serio, impara come comportarsi.
Figuriamoci come può farlo una pletora di cialtroni e ciarlatani, intellettualmente inetti e moralmente disonesti, mangiasoldi a sbafo, convinti che la libertà di pensiero e di parola conferiscano loro la facoltà di poter scrivere la qualsiasi senza conseguenze...