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Muore Martin Landau, quattro giornali pubblicano lo stesso errore madornale

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle donazioni di lettori come Domenico DelB* e Angelo Rot*. Se vi piace, potete farne una anche voi per incoraggiarmi a scrivere ancora. Ultimo aggiornamento: 2017/07/20 9:40.

Avete presente gli errori intenzionali inseriti nelle mappe per beccare chi copia, le trap street di cui scrivevo ad aprile scorso? La morte dell’attore Martin Landau ha messo in luce qualcosa di analogo nei giornali di lingua italiana: specificamente, nel Corriere della Sera, in Repubblica, ne L’Unione Sarda e nel Corriere del Ticino.

Tutti e quattro, infatti, nell’annunciare la scomparsa di Landau hanno pubblicato la stessa castroneria, dicendo che Spazio 1999, serie di fantascienza nella quale Landau interpretava il Comandante Koenig, era stata creata da Gene Roddenberry.

Ma come ben sa qualunque appassionato di fantascienza, Spazio 1999 era opera dei britannici Gerry e Sylvia Anderson, mentre lo statunitense Roddenberry era padre di tutt’altra serie: Star Trek. Confondere le due cose è come essere tifosi di calcio e confondere la Roma con la Lazio.

Questo è il Corriere della Sera, che scrive “L’attore Martin Landau, che tanti ricordano per l’interpretazione del comandante Koenig in Spazio 1999, serie fantascientifica cult creata da Gene Roddenberry, lo stesso produttore di Star Trek e Ufo”, raddoppiando la dose di panzane (anche UFO era di Gerry e Sylvia Anderson) e poi insiste scrivendo “Poi l’incontro con Gene Rodddenberry, «papà» di Star Trek, di Ufo e di altre fortunatissime serie tv, che lo recluta, ancora assieme alla moglie, per Spazio 1999”, aggiungendo un Roddenberry con 3 D (copia su Archive.is):




Questa è L’Unione Sarda (grazie a Federico Pisanu), che scrive “Spazio 1999, serie fantascientifica cult creata da Gene Roddenberry, lo stesso produttore di Star Trek e Ufo”:



Questa è Repubblica, che nel tweet scrive “Roddenberr”, perdendo per strada la Y finale:



Questo è il Corriere del Ticino, che scrive “'Spazio 1999', serie fantascientifica cult creata da Gene Roddenberr”. Anche qui la Y finale s’è persa nell’iperspazio (copia su Archive.is):



Certo, è un errore che non fa crollare il mondo, ma è un errore rivelatore. La sua ripetizione su quattro testate differenti indica che i giornali si copiano fra loro o copiano tutti dalla stessa fonte (presumibilmente un’agenzia). O meglio, indica che copiaincollano senza neanche pensare, e pure male (notate i vari “Roddenberr.”).

E naturalmente non c’è nessun controllo di qualità. Tant’è che al momento in cui scrivo queste righe (le 15:40 del 2017/07/17) nessuna delle testate ha corretto o pubblicato una rettifica, men che meno due righe di scuse.

Dopo la pubblicazione iniziale di questo mio articolo mi è arrivata la segnalazione dello stesso svarione sull’Huffington Post italiano: “Poi l'incontro con Gene Roddenberry, padre di Star Trek, che lo recluta, ancora assieme alla moglie, per Spazio 1999” (copia su Archive.is).

Stessa storia, mi segnala @teleblin, anche su TGCom24, che scrive: “Sempre con la moglie viene reclutato da Gene Rodddenberry regista, tra le tante serie tv di fantascienza, anche di "Star Trek" e di "Ufo", che gli chiede di lavorare in "Spazio 1999"” (copia su Archive.is). Anche qui, Rodddenberry scritto con 3 D e oltretutto promosso regista (in realtà era produttore e non ha mai diretto puntate di Star Trek o Spazio 1999 o UFO).

Per chi conosce la materia trattata da questi articoli, l’impressione amara che ne risulta è semplice: i giornali se ne strafregano della correttezza e della qualità, e quindi se ne strafregano del lettore, facendo finta di offrirgli notizie create da loro che invece provengono con il copiaincolla da qualche agenzia di improvvisati.

Se avessero almeno il pudore di scrivere che la fonte della notizia è un’agenzia che viene semplicemente ripubblicata in automatico, almeno sapremmo a chi dare la colpa. Cosa più importante, se le testate non segnalano che si tratta di copiaincolla da un’agenzia, il lettore pensa che la notizia sia confermata da quattro fonti indipendenti. È dura spiegargli che quattro giornali hanno torto e tu hai ragione.

E poi gli editori dei giornali dicono che il crollo delle vendite è colpa di Internet. Ditemi voi che motivo dovrei avere di pagare per leggere notizie sbagliate. Se questo è quello che succede nei campi in cui sono competente e mi accorgo degli errori, cosa succede in quelli in cui non lo sono?


2017/07/20 9:40. Dopo la pubblicazione iniziale di questo mio articolo, Repubblica ha rifatto il proprio articolo copiandolo pari pari da Wikipedia.



Alcuni commentatori hanno obiettato che questi errori sono nella versione online gratuita e non in quella cartacea. A parte il fatto che comunque la versione online porta il marchio della testata e quindi un errore nella versione online è una macchia sulla testata nel suo complesso, e che il messaggio “se non paghi ti rifilo m*rda” non mi sembra particolarmente costruttivo o rispettoso del lettore, @teleblin mi ha inviato la scansione della versione cartacea del Corriere della Sera. Non contiene la panzana di Roddenberry creatore di Spazio 1999, ma in compenso offre ai lettori paganti questa doppia perla: “dal 1974 al 1977... in anticipo sui tempi di Star Trek” (falso: Star Trek era già in televisione dal 1966) e “[ricevendo] pure la partner, Barbara Bain, in moglie (falso: erano sposati dal 1957). Online o su carta cambia poco, insomma: proprio non ce la fanno.
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Commenti
Commenti (35)
"Se questo è quello che succede nei campi in cui sono competente e mi accorgo degli errori, cosa succede in quelli in cui non lo sono?"

esattamente
...abbiamo pure chi riesce ad attribuirgli il grado di "capitano":
http://www.quotidiano.net/magazine/martin-landau-1.3275492

RIP Martin...
Giusta e triste considerazione: se nei campi che conosciamo un po' spesso ci accorgiamo di errori pacchiani, il dubbio atroce e' esattamente quello che descrivi: chissa' quanti errori potenzialmente contiene un qualsiasi articolo che tratta di altri argomenti.
Poi probabilmente riguarda un po' tutte le fonti, per carita' non solo i giornali, ma e' triste che una news non sia verificata almeno nelle cose macroscopiche prima di pubblicarla :-(

Poi a volte magari il testo e' OK ma poi chi scrive non resiste e aggiunge un dettaglio... pero' sbagliato :-( Anni fa una delle Lamborghini Gallardo donate alla Polizia di stato fu vittima di un incidente stradale. Era una notizia succulenta perche' un po' particolare vista l'automobile coinvolta, l'autore dell'articolo che lessi non resistette alla tentazione di indicare i dati tecnici dell'auto in questione, come numero di cavalli e robe simili. Peccato che fossero tutti sbagliati, perche' il tizio probabilmente aveva preso i dati dell'auto "normale" su internet ma non essendo appassionato aveva sbagliato modello, nella foto si vedevano dei particolari che la rendevano "facilmente" identificabile dagli appassionati come un modello differente da quello "base".

Ora... la notizia e' gia' carina, perche' cavolo non scrivi "La potente auto italiana", per dire, invece di aggiungere dati tecnici precisissimi e copiati ad capocchiam da internet? In quel modo chi non conosce i modelli dei dati tecnici non se ne fa nulla, chi li conosce capisce che l'autore non sa cosa sta scrivendo, un epic fail quasi certo, sigh :-( :-(
Roberto.

Me ne aspetto altrettanti su George Romero e sulla confusione che faranno tra La notte dei Morti Viventi e L'alba dei Morti Viventi (il primo numero del fumetto Dylan Dog).
>Se questo è quello che succede nei campi in cui sono competente e mi accorgo degli errori, cosa succede in quelli in cui non lo sono?

Tranquillo abbiamo l'amnesia di Gell-Mann a proteggerci
http://www.patheos.com/blogs/geneveith/2011/08/the-murray-gell-mann-amnesia-effect/
"É dura spiegare a un lettore che quattro giornali hanno torto e tu hai ragione" ho subito pensato a un gomplotto XD
Ovviamente anche Ticinonline ha sbagliato, ma loro avrebbero sbagliato anche se l'agenzia avesse scritto correttamente. Qui lo screenshot dell'errore che hanno prontamente corretto pochi istanti dopo che l'ho segnalato sul blog http://ohmiotio.blogspot.ch/2017/07/roddenberry-con-la-y-finale-ha-creato.html
Paolo c'è di peggio.

Ora sul sito appare un articolo più lungo, che è IDENTICO a quello che è pubblicato su Wikipedia.
Parola per parola.

Repubblica https://archive.fo/bXnhL
Wikipedia https://archive.fo/kiFnj
"RIpubblica" ;) ha corretto, senza scuse, zitta zitta. Ti segnalo anche il Roddenberr di "il Tempo": http://www.iltempo.it/cultura-spettacoli/2017/07/17/news/e-scomparso-martin-landau-da-spazio-1999-all-oscar-per-ed-wood-1031656/
C'è tristezza per la perdita di un personaggio che a fatto parte della nostra gioventù "fantascientifica televisiva" ma ancora di più per la mancanza di cultura e curiosità nei giornalisti che scrivono ogni sorta di articolo. :-(((
Parliamo di lui, adesso.
Io lo ricordo nella sua interpretazione più commovente.
https://www.youtube.com/watch?v=7N0qy49JsGA
Amo il modo in cui Attivissimo affronta queste situazioni. Bravo!
Fermo restando che fai bene, trovo scorretta questa tua affermazione.

>E poi gli editori dei giornali dicono che il crollo delle vendite è colpa di Internet. >Ditemi voi che motivo dovrei avere di pagare per leggere notizie sbagliate

Tu non hai *pagato* per leggere questa castroneria su ben quattro testate.
L'hai letta, gratis, sui siti web di quattro testate.
Non e' la stessa cosa.
Diverso sarebbe (e magari succede) se i taglia e incolla finissero sulle quotidiane edizioni cartacee/pdf


Ma come Paolo, osi criticare il lavoro di ben 4 prestigiose testate giornalistiche?

Luca Sironi,

Paolo non avrà pagato per leggere queste castronerie, ma gli inserzionisti sì. E non è colpa loro se un giornale scrive cazzate, ma del disinteresse che gravita attorno alle notizie messe giù ad mentula canis, perché tanto basta attirare click, non fare informazione corretta.

Ergo, se tu giornalista ti inalberi quando ti viene puntato il dito perché hai scritto una cosa non vera, trincerandoti dietro al fatto che "ci può stare un errore dato che il tempo per scrivere un buon articolo è sempre meno", beh caro il mio giornalista, meglio che cambi lavoro.

Se il mondo dell'informazione si è prostituito al click per gli inserzionisti, non stai facendo il tuo lavoro di informatore ma di sparaballe un tanto al chilo per avere introiti un tanto al chilo.

Questo è il degrado dell'informazione. Non il fatto che la posso leggere gratis, ma il fatto che essa è azzerata dal fare cassa.
@Sironi
La fiera dei pasti gratis... che non esistono! Quelle pagine le pago io e tutti gli altri utenti, sotto forma di pubblicità che va a rincarare i prodotti che acquistiamo. Sarà anche poca ma non è zero. Al mondo nessuno fa niente per niente.
Se fosse possibile introdurre un ranking sul fact checking delle notizie pubblicate e creare un database pubblico, l'inserzionista potrebbe scegliere se sponsorizzare il dato giornale o meno. Credo che chiunque abbia un prodotto da vendere, debba sì tenere in debito conto il volume della diffusione pubblicitaria tramite inserzioni a pagamento, ma credo anche che tenga alla buona reputazione del prodotto stesso.

Ed il bello è che tutto questo dovrebbe essere inutile, anzi, ci sarebbe gente pronta a levare gli scudi per difendere la libertà di espressione e di opinione. Ed i primi a mettersi contro provvedimenti come questo che ho scritto, sarebbero proprio i giornalisti attraverso il proprio organo di controllo che è l'ordine dei giornalisti. Che invece fa spallucce e tace quando uno dei propri affiliati scrive cazzate.

Non è un organo a favore dell'informazione. È una lobby che guarda solo ai propri interessi. O almeno così si dimostra in pubblico.
In campo medico/biolologico/biotecnologico è una cosa drammatica. Impossibile districarsi tra superficialità, bufale ed errori.
Per fortuna che esiste l'internet perché, a fianco di siti bufalari compagnia bella, c'è un mondo fatto di blog e web magazine che forniscono un'informazione di qualità.

Bisogna andarsela a prendere, però.
> Se questo è quello che succede nei campi in cui sono competente e mi accorgo degli errori, cosa succede in quelli in cui non lo sono?

Personalmente, quando leggo di cose che conosco molto bene (per professione, hobby o altro) trovo molto spesso degli strafalcioni terribili.
Prendiamo questo altro piccolo esempio di articoli scritti alla pene-di-segugio: http://www.corriere.it/sport/cards/wimbledon-roger-federer-re-l-ottava-volta-tutti-suoi-successi-sull-erba-londra/2017-piegato-marin-cilic_principale.shtml

Errore # 1: Federer deve ancora compiere 36 anni, quindi non ne ha quasi 37 neanche ad essere larghi di vedute. A questo punto potremmo anche dire che ne ha poco più di 35.

Errore # 2: Federer è nato Basilea, che non è proprio "a pochi km dall'Italia". Anzi è probabilmente la città Svizzera più lontana dal confine con l'Italia.
Luca,

Diverso sarebbe (e magari succede) se i taglia e incolla finissero sulle quotidiane edizioni cartacee/pdf

Infatti ci finiscono. Ne ho un discreto repertorio in archivio.
La foto dell'articolo riguarda l'episodio di Spazio 1999 in cui la luna entra in un buco nero, vero?
Manca solo che si presenti qui l'autore primo per cercare di far passare tutto per buono... e magari anche i "copiaincollisti".
L'informazione di massa si sta trasformando in un affare molto triste.
@Stupidocane
Allora gli inserzionisti si lamenteranno dei soldi che buttano.
Io posso astenermi dal guardare siti inutili e pieni di clickbait.

@Ivano60
Allora se e' per quello pago anche Naviglio2+3 tutte le volte che faccio zapping e ci capito sopra, non per quello lo uso per informarmi.

Ho puntualizzato una cosa ovvia e cioe' che
i siti dei giornali italiani, fanno una informazione peggiore della loro controparte cartacea.





Luca,

Ho puntualizzato una cosa ovvia e cioe' che
i siti dei giornali italiani, fanno una informazione peggiore della loro controparte cartacea.


Non è così, anche se è un mito molto diffuso. Per esempio, questa stessa serie di castronerie è stata pubblicata anche sull'edizione cartacea. Foto in arrivo.
Sulla carta mi ricordo la copertina di 7, settimanale del CdS, che diceva, cito a memoria: 50 anni fa gli americani hanno abbandonato Hanoi.

Fate un po' voi...
Sul Post del 16 luglio, in un articolo sull'origine dei cocktail "I cocktail sono una cosa da donne", avevano scritto che un tipo era stato inventato da un certo Waugh, fratello della scrittrice Evelyn Waugh! Peccato che Evelyn fosse un uomo! Ho commentato correggendo con in allegato l'articolo di Wikipedia (non è che Evelyn Waugh sia proprio un carneade qualsiasi). Oggi ho visto che hanno corretto e hanno cancellato il mio post. Evidentemente qualcuno i post li legge, ma non possiamo essere noi lettori i loro correttori di bozze!
@Ruben Danieletto: sei forse l'ex insegnante di laboratorio di elettronica del Galileo Ferraris di Padova che ho avuto nel 1992? Ti ricordi di me?
@Guastulfo: sì, è quella del buco nero. Si intitola Sole Nero.
Se cerchi il video su Youtube, la scena è circa al minuto 36:21.
@Stupidocane "Se fosse possibile introdurre un ranking sul fact checking delle notizie pubblicate e creare un database pubblico, l'inserzionista potrebbe scegliere se sponsorizzare il dato giornale o meno. Credo che chiunque abbia un prodotto da vendere, debba sì tenere in debito conto il volume della diffusione pubblicitaria tramite inserzioni a pagamento, ma credo anche che tenga alla buona reputazione del prodotto stesso."
I pubblicitari guardano due cose: diffusione e target.
A meno che non si tratti di pubblicare pubblicità sul sito dei Nazisti dell'Illinois o sulla pagina web dell'Associazione Antropofagi e Uccisori di Gattini, la reputazione è l'ultimo problema.
Il target è un affare spinoso. Ci sono stati casi di trasmissioni RAI che hanno chiuso o sono state ridimensionate o sono rimaste esperimenti (Per un pugno di libri, il teatro in prima serata) nonostante ottimi risultati di pubblico in quella fascia oraria. Il problema sarebbe che i pubblicitari preferiscono puntare su trasmissioni con pubblico simile o un po' minore (non sui fiaschi totali), ma con un "target" meno critico e più manipolabile del pubblico che guarda una trasmissione culturale.
Perché Voyager ha più incassi pubblicitari di Super Quark (vado a memoria, ma mi pare che gli spazi pubblicitari in Voyager venissero venduti a prezzi più alti. OK, dovrei controllare se è vero o se ricordo male)?
E perché a parte rarissime* eccezioni le TV private (che campano SOLO di pubblicità) non producono trasmissioni divulgative di spessore paragonabile a Quark, Radio3 Scienza, Passaggio a Nord Ovest, Geo, mentre fanno concorrenza a Voyager?

*Una delle rare eccezioni è TV2000 con la trasmissione "C'è spazio", ma perché vive dei finanziamenti della CEI.
@ Luca Sironi

Tu non hai *pagato* per leggere questa castroneria su ben quattro testate.
L'hai letta, gratis, sui siti web di quattro testate.
Non e' la stessa cosa.


Ma... perché mai le testate giornalistiche non si fanno pagare per fare le cose per bene, piuttosto che cercare di svendere letame?

Se è un tentativo per far ingolosire il pubblico, è un pezzo che l'obiettivo è andato perduto, perché se pensi che qualcuno si ingolosisca leggendo questa robaccia...

La realtà è che stanno -distogliendo- il pubblico da quello che dovrebbe essere il loro piatto forte. Lo stanno distogliendo per... vendere lo stuzzichino, come se lo stuzzichino fosse l'unica cosa importante.




Ma avete visto che su Focus (canale 56 del digitale terrestre) ci hanno fatto una serie TV sulle fake news?!... E anche oggi, che non mi ricordo quale sito/ufficio diceva che Napoli era tra le prime 50 città più pericolose al mondo e i "nostri politici" l'hanno etichettata fake news....

Se continuiamo così si perderà un po' il significato di questo problema oltre che del termine.
A questo punto sarei curioso di sapere chi ha commesso il peccato originale da cui hanno tutti copiato...
Per dire, sul sito dell'ANSA nessun strafalcione:
http://www.ansa.it/sito/notizie/cultura/2017/07/17/cinema-morto-a-89-anni-lattore-americano-martin-landau_59bc7075-3600-40e6-9fe4-5105c5de24d7.html

ne sul sito di AdKronos
http://www.adnkronos.com/intrattenimento/spettacolo/2017/07/17/addio-martin-landau-comandante-koenig-spazio_1oRr74yr5aOj2wM5G1aihN.html
@SirEdward
La realtà è che stanno -distogliendo- il pubblico da quello che dovrebbe essere il loro piatto forte. Lo stanno distogliendo per... vendere lo stuzzichino, come se lo stuzzichino fosse l'unica cosa importante.

Ho l'impressione che, oggi, si "massifichi" tutto.

Si preferisce, cioè, vendere qualcosa che vale poco, su cui si guadagna pochissimo, di qualità pessima (anche in rapporto al basso valore), ma vendibile a una moltitudine di persone.

In questo modo, forse, si ottiene una rendita costante: ho un milione di lettori e, per ogni contatto che perdo, ne arriva uno nuovo e il conto resta più o meno costante.

E' come per le campagne sottocosto. Ti vendono la ciofeca a un prezzo irrisorio, poi chi si è bruciato non lo rifà per quello stesso prodotto (lo rifarà per un altro: conosco molta gente che ha comprato la lavatrice, il comnputer, il cellulare sempre con prezzi "affare". tutti questi prodotti sono durati compatibilmente al loro prezzo d'acquisto: i due anni di garanzia più un giorno :-) )

Il mercato della qualità offre anche maggiori guadagni ma anche rischi più grandi perché ha un bacino d'utenza più piccolo e più difficile da ritagliarsi.

Credo che molti giornali seguano la stessa logica degli ipermercati
"Credo che molti giornali seguano la stessa logica degli ipermercati"
o dei meglio dei fast food. Ti ingolosiscono con foto di mega panini succulenti, enormi e strafarciti e poi ti servono una cosa informe.
Da far venir voglia di reagire come M. Douglas in "un giorno di ordinaria follia"