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2010/01/24

Repubblica, il giornalismo “professionale” saccheggia Internet e rimedia figuracce

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle donazioni dei lettori e grazie alla segnalazione di Claudio Mira*****. Se vi piace, potete incoraggiarmi a scrivere ancora (anche con un microabbonamento). Ultimo aggiornamento: 2016/08/23 23:40.

Repubblica ha pubblicato quelle che dice essere "sensazionali immagini di un'onda imponente che si ghiaccia ancora prima di infrangersi".

L'autrice della didascalia, Giuditta Mosca, scrive che "Questo fenomeno naturale è stato raramente documentato dall'uomo e avviene grazie alla bassa temperatura dell'acqua che a contatto con l'aria ancora più fredda resta bloccata per pochi secondi, il tempo sufficiente affinché la temperatura proibitiva la solidifichi in blocchi di ghiaccio".

Onde che si ghiacciano a mezz'aria? Si vede che qualcuno ha scambiato The Day After Tomorrow per un trattato di climatologia. E dormiva durante le lezioni di chimica e fisica del liceo.

Come se non bastasse, il fenomeno viene descritto come se fosse una prova dell'abbassamento delle temperature mondiali: le immagini, dice Repubblica, "vengono dal lago di Huron di Mackinaw City, nel Michigan, Stato USA ai confini con il Canada" e sono un "avvenimento naturale di grande fascino fino ad oggi comune solo alle zone polari".

In realtà le immagini non vengono dal Michigan, ma da Internet: Repubblica le ha saccheggiate senza il benché minimo controllo e naturalmente senza riconoscerne la paternità o il diritto d'autore. Infatti Snopes.com spiega che si tratta di una bufala risalente a marzo del 2008. Le immagini sono autentiche, ma si riferiscono a un fenomeno che avviene in Antartide, non nel Michigan, ed è prodotto dalla fusione del ghiaccio antartico profondo.

Questo ghiaccio, infatti, riaffiora a causa degli spostamenti della calotta antartica e viene sagomato dall'esposizione alle intemperie. La fusione produce le striature verticali che sembrano la cresta di un'onda, e la magnifica trasparenza del ghiaccio è dovuta alla sua formazione a grande profondità.

Le fotografie in questione provengono specificamente dalla base antartica di Dumont D'Urville e sono state scattate da Tony Travouillon nel 2002. Ne trovate altre qui.

Complimenti, come sempre, a Repubblica per aver dimostrato ancora una volta che i giornalisti veri, quelli stipendiati dalle redazioni, lavorano meglio di quei cialtroni di blogger.


2010/01/25


Ieri sera e stamattina sono stato contattato via mail dall'autrice della didascalia. La cortesia m'impone di non divulgare i dettagli dello scambio di vedute senza il suo permesso. Dico solo che per ora non c'è stato alcun chiarimento sulla fonte dalla quale è stata presa la notizia-bufala.

13:00. I lettori segnalano che la galleria fotografica e la didascalia non sono più presenti alle coordinate indicate a inizio articolo. Al momento il testo è ancora presente nella cache di Google.


2016/08/23


Riordinando i miei archivi di posta mi sono imbattuto nella discussione fra me e Giuditta Mosca. Il 24 gennaio aveva minacciato di rivolgersi a un giudice e aveva promesso che mi avrebbe fatto pervenire le prove che lei aveva ragione e le fonti autorevoli dalle quali aveva preso la notizia. Non sono mai arrivate.

Inoltre a gennaio 2016 Massimo Mantellini ha segnalato pubblicamente che molti indizi specifici fanno presumere che la giornalista abbia fatto uso della norma UE sul diritto all’oblio per far rimuovere dai risultati di Google almeno un articolo di Mantellini che riguardava questa vicenda.

209 commenti:

1 – 200 di 209   Nuovi›   Più recenti»
Lighthousely ha detto...

Prima!! E il tipo che sta li? Aspettava di essere ucciso inevitabilmente dall'onda qual'ora non si fosse ghiacciata!?!?! Ma dico? La gente crede veramente a questa massa di cretinate cosmiche? Questo tipo di giornalismo è una vergogna per chi come te ha un sito SERIO di informazione.

Giuliano47 ha detto...

Chissa', forse nelle redazioni risparmiano su correttori di bozze.
Sempre su Repubblica vidi tempo fa lo foto di uno squalo ma nella didascalia c'era scritto balena.
Avvenne qualche anno fa ma certi avvenimenti traumatici rimangono impressi, eh? :-)

Luigi Rosa ha detto...

Giusto stamattina sentivo in una rassegna stampa che De Benedetti (o era Scalfari? non ricordo...) lamentava il fatto che le telco si arricchirebbero "a spese" dei fornitori di contenuti come (ad esempio) Repubblica. La sua bottom line è, ovviamente, "vogliamo essere pagati".

L'economa domestica ha detto...

E come diceva Mario Brega "Ah Arfio... manco le bbasi".

Andrea ha detto...

io darei un bella freezata alla pagina, prima che facciano sparire tutto come ha fatto a suo tempo il Corriere ^__^

Giusto per ricordare ai posteri l'immensa cazPAPPA PARA PARA PAPPA PA :P

Lighthousely ha detto...

http://www.ghigliottina.it/profili/mosca.htm
Vorrei farvi notare che la signorina è ancora vergine... di giornalismo...

Anonimo ha detto...

"Forse non basta una vita per trovare la propria strada, forse la mia ricerca è appena finita, forse non finirà mai"

Infatti, mia cara, forse hai trovato un mestiere, ma devi ancora trovare un cervello e la dignità.

mastrocigliegia ha detto...

Giuditta... Bufala... Mi ricorda qualcosa.

Ma forse è solo un caso.

mc

Luigi Rosa ha detto...

Ma al di là di tutto, come si puo' pensare che una massa d'acqua di quelle dimensioni (a) solidfichi all'istante (e il calore dove va a finire?) e (b) si blocchi in un attimo (e la quantita' di moto chi se la piglia)?

Un tempo si diceva "Hai studiato imparato la fisica con i corsi della Scuola Radio Elettra via posta", adesso si dice "fai la giornalista per le versioni online dei quotidiani" probabilmente.

Stefano ha detto...

Repubblica???
Quella che i terroristi imparano da un video a pilotare un Boeing 747?
http://www.repubblica.it/2007/07/sezioni/cronaca/allarme-italia/perugia-terrorismo/perugia-terrorismo.html

lufo88 ha detto...

Infatti non capivo cosa intendessero, perché se si solidifica all'istante dovrebbe avere la forma di un'onda (e non la ha).
Inoltre dall'immagine era palese che non era una zona USA.

Per il resto la spiegazione mi aveva quasi convinto, segno che forse è il caso che ripassi fisica :-)

Anonimo ha detto...

A mio modesto parere Lighthousely ha centrato il problema, e forse ancor più di quanto pensasse. Le redazioni dei quotidiani, anche dei più grandi, pullulano di persone senza una mansione precisa: non sono giornalisti e probabilmente mai lo saranno, visto che quelli che sono iscritti all'albo non intendono far posto ai nuovi. Non solo le didascalie alle foto, ma, azzardo io, l'80% degli articoli dei quotidiani sono scritti da queste persone appena uscite dalla scuola media (non so se superiore o inferiore) e che cercano di sbarcare il lunario.

Gli inserzionisti pubblicitari se ne impipano dei contenuti del giornale, e ormai solo quelli hanno voce in capitolo. Le vendite, oramai...

Anonimo ha detto...

C'é un laghetto vicino casa mia e solo dopo un paio di giorni a temperature di meno 10 é possibile pattinarci sopra. Quale dovrebbe essere la temperatura per ghiacciare all'istante una massa di acqua SALATA di quelle proporzioni

Luigi Rosa ha detto...

Dervish: la domanda corretta è "quanti joule sono necessari...".

L'unita' di misura del raffreddamento e' spesso la frigoria o la BTU, che possono essere convertiti in joule.

Il tutto (joule, btu o frigoria che sia) deve essere rapportato all'unita' di tempo, nel senso che per avere un congelamento "istantaneo" devi impiegarlo in pochi secondi.

Va da se' che poi devi dissipare il calore che hai "sottratto" da qualche parte...

Nemmeno il Grande Mazinga sarebbe riuscito a fare una cosa del genere! :)

crespo ha detto...

Ma il motivo che spinge repubblica a sparare supercapsile come questa qual è?

Luigi Garlaschelli ha detto...

l'articolo di Repubblica è sparito.
Io credo che siccome si dice che in regioni freddissime uno sputo (e forse anche la pipi'...) congela prima di toccare terra, la giornalista ha creduto che fosse verosimile anche la storia dell'onda.

Sym05 ha detto...

Ore 17:30, io l' "articolo" lo vedo ancora in tutto il suo splendore.

Mattia Paoli ha detto...

"E il tipo che sta li? Aspettava di essere ucciso inevitabilmente dall'onda qual'ora non si fosse ghiacciata!?!?! Ma dico?"

Beh dai, se la foto fosse stata vera alla tua domanda si risponderebbe facilmente. Il tipo ha visto l'onda ghiacciata e ci si è semplicemente messo davanti...

Anonimo ha detto...

Per non parlare dell'altezza di un'onda lacustre (per quanto grande...)

Antonio ha detto...

Ri-pubblica.

Marco F ha detto...

Paolo, ti seguo sempre con passione (da quando facesti una conferenza su Internet in una città vicino a Milano cerca 25 anni fa), ma a volte pecchi di generalizzazioni. Io sono un giornalista da redazione, pagato per stare in redazione, ma non lavoro così male. E ci sono blogger famosi che cascano nelle bufale più clamorose (anche Grillo, certo, anche lui). Fra l'altro, non perdo occasione di denunciare le bufale orrende o meno cui vanno incontro i miei colleghi. Il problema è un altro, anzi, sono due. Primo, nelle redazioni non entrano i giornalisti giovani NON perché i vecchi non se ne vadano, ma perché gli editori cercano di non assumere nessuno e se lo fanno sono con contratti di stage o a tempo determinatissimo, insomma, tutto pur di non pagare. Secondo, la preparazione scientifica delle redazioni, a parte lodevoli eccezioni (Unità on line ha una miniredazione scientifica, per dire) è abysmal, come dicono gli inglesi. Anche perché la scienza, e le scienze naturali in particolare, sono considerate di serie B, C, D. E quindi tutti sono in grado di scrivere, basta prendere informazioni su Internet. Non tutto è così' facile, anche se dare la colpa ai giornalisti è come sparare sulla croce rossa. Perché non incolpate gli editori o i direttori?

Anonimo ha detto...

Ah ecco! Mi sembrava una minkiata colossale del Corriere
E questa è gente pagata mentre noi bloggers senza salario controlliamo e ricontrolliamo le notizie che postiamo.

Paolo Attivissimo ha detto...

Marco,

sono contento che tu lavori bene, ma questo non è certo il primo caso di svarione cosmico che documento nei media tradizionali.

La mia polemica è con i tuoi colleghi altezzosi che disprezzano Internet e si vantano di essere unici dispensatori autorizzati della Verità. Quando vengono colti a pescare a piene mani nella Rete, senza alcun controllo, in totale violazione della deontologia e del diritto d'autore, ci fanno la figura di un politico che predica la santità del matrimonio e poi viene pescato a spassarsela con i transessuali.

Gli editori cercano di non assumere nessuno? Ma questa non è una scusante. E' un'aggravante, semmai. E ti garantisco che incolpo anche gli editori e i direttori: sottolineo sempre che oltre al singolo che sbaglia c'è il suo superiore che ha omesso di effettuare il controllo per il quale è pagato da noi lettori.

bunglegrind ha detto...

e mi sembravano troppo alte come onde di un lago...
E vabbé che l'acqua ghiacciandosi si espande...

Marco F ha detto...

Avevo capito che non ti vanno giù i giornalisti "altezzosi", ma mi sembrava dicessi che i redattori sono TUTTI altezzosi. Ti assicuro che non è così (e poi lo sai anche tu, dai).
Non ho capito la storia dell'aggravante: se sei in una redazione, hai 22 anni, passi per corridoio e vieni chiamato dal caporedattore per scrivere una notizia di scienza che fai? Dici, no, grazie, non sono preparato? Insomma, quel che volevo dire è che le colpe, se vogliamo dividerle, sono ben maggiori per i responsabili che per i giornalisti "normali". Per il resto, del tutto d'accordo.

Orsovolante ha detto...

Invece "La stampa" di Torino si è messa ad ospitare regolarmente articoli fuffa all'interno dell'inserto "Tutto Scienze" in una rubrica intitolata, guarda caso, "Misteri".
L'inserto è molto diffuso nelle scuole anche perché scaricabile e stampabile liberamente.

L'ultima perla si occupa dell'esperimento "Philadelphia".

http://www.lastampa.it/_settimanali/tst/PDF/5.pdf

In precedenza ci è stato il turno delle nubi giganti (asperatus) con tanto di accenno alle scie chimiche, del rumore di Hoom e via dicendo.

Thhh ha detto...

se sei in una redazione, hai 22 anni, passi per corridoio e vieni chiamato dal caporedattore per scrivere una notizia di scienza che fai? Dici, no, grazie, non sono preparato?

già, è molto più serio e deontologicamente corretto scrivere corbellerie per riempire quattro righe, tanto buona parte della popolazione non se ne accorgerà -e crederà alle mie parole.

Thhh ha detto...

inciso, la risposta corretta può essere:
-non sono preparato e non la accetto.
-non sono preparato e mi informo da qualcuno di istruito sul tema prima di scrivere.

Anonimo ha detto...

"se sei in una redazione, hai 22 anni, passi per corridoio e vieni chiamato dal caporedattore per scrivere una notizia di scienza che fai? Dici, no, grazie, non sono preparato?"

Ok questa è il massimo dell'assurdità che sento.
Dovreste vergognarvi per questa cosa, sia chi la fa che chi la giustifica solo vagamente.
E' una cosa squallida e volgare.
Ma sì, mi pagano, che me ne frega che sono una capra, scriviamo.
Vergogna!
Il vostro parto fetido non lo legge solo gente preparata che si fa quattro risate, ma anche gente che non è esperta e si fida di cialtroni come voi. Con il risultato che ci sono persone convinte che se fa freddo una montagna d'acqua in modo da svariati MJ si può congelare all'istante. Mi fate schifo.

pKrime ha detto...

"[...]se sei in una redazione, hai 22 anni, passi per corridoio e vieni chiamato dal caporedattore per scrivere una notizia di scienza che fai? Dici, no, grazie, non sono preparato?"

è un'argomentazione seria o una battuta? Non è questione di preparazione, è questione di totale mancanza di capacità d'indagine e giornalistica.

Hai 22 anni, giri per la redazione, ti chiedono l'articolo giornalistico e pensi di poter rifilare la foto dell'onda ghiacciata, ottimo! Ma...

per prima cosa vedi questa foto da dove viene. Persino nella fiction quando si parla di giornalisti si parla sempre di fonti. Non vuoi fare un articolo su una fotoshoppata, controllare su thineye da dove viene la foto prende pochi secondi, e soprattutto dovrebbe essere un impulso e non una seccatura... a meno che non ti infastidisca il dover agire come un giornalista, che significherebbe una pessima scelta di carriera.

Se controlli da dove viene la foto trovi subito la spiegazione vera ed è su quella che fai l'articolo.

markogts ha detto...

Sapete una cosa? Io son passato di fretta su quelle foto e non mi sono posto molte domande: ci sono cascato.

Però non è vero che il ghiaccio non può formarsi istantaneamente. Consiglio di cercare su youtube esempi di acqua superraffreddata.

Anonimo ha detto...

Io penso che questi hanno scambiato la "libertà di stampa" con la possibilità di pubblicare ca###te in liberà senza ritegno.
Ma poi dico, ma non è che ci vuole la laurea in fisica per capire che è una cretinata, ma un pò d'acume! Qua rasentiamo l'ignoranza completa!
E comunque sarebbero stati sufficienti pochi minuti di ricerca per evitare di offrire al pubblico l'ennesimo vomito incontrollato.
Scusate se alzo i toni, ma questa gente non merita un minimo di comprensione.

Fabio ha detto...

ammesso e non concesso che non tutte le redazioni possano permettersi un "comitato scientifico";
ammesso e non concesso che su richiesta di un caporedattore un giornalista si ritrovi a scrivere di un argomento che non padroneggia ai massimi livelli;
ammesso e non concesso che il giornalista non possa dire di no a tale richiesta.

fatte queste premesse, mi domando:
come mi comporto quando ho da svolgere un lavoro di cui non sono molto pratico?
personalmente mi informo, perdo un po' di tempo a capire cosa mi trovo davanti e come affrontarla, cosa che la giornalista in questione non pare aver fatto;

"i tempi di una redazione non lasciano molto spazio alla 'formazione'?"
stop...qui stiamo parlando non di fisica quantistica, ma di semplice buonsenso: un'onda di 5 metri in un lago?? una massa d'acqua del genere, in movimento, che gela all'istante? beh, direi che è quantomeno abbastanza per richiedere quantomeno una verifica.

e qui arriviamo alla seconda domanda:
qual è il lavoro del giornalista?
direi che è quello di informare, trovando notizie, verificandole e trasmettendole al pubblico.
troppo spesso vediamo la fase della verifica andare a farsi benedire, eppure non penso che paolo o chiunque di noi impiegherebbe più di 30 secondi per verificare una castroneria simile...

A M ha detto...

A Marco F. che bellamente scrive Non ho capito la storia dell'aggravante: se sei in una redazione, hai 22 anni, passi per corridoio e vieni chiamato dal caporedattore per scrivere una notizia di scienza che fai? Dici, no, grazie, non sono preparato?

Bravo, con questo commento hai fatto crollare la mia poca restante fiducia nella categoria.

Facciamo un esempio. Io insegno Matematica. Diciamo che il Preside mi incontra per il corridoio e mi dice che il docente di Fisica è ammalato. Gli dico che non sono preparato? Certo! Perché lo studente che paga la retta si aspetta di avere la lezione da una persona competente, e io non sono competente.

Similmente chi compra o comunque legge il giornale si aspetta di avere delle notizie che hanno un contenuto. Se invece per voi l'importante è che il primo che passa per il corridoio scriva una qualunque minchiata, allora stiamo freschi.

Giulio GMDB© ha detto...

E poi magari questi giornali vorrebbero pure mettere le notizie a pagamento su Internet... Ma magari! Così almeno non li legge più nessuno che tanto fanno solo disinformazione.

A M ha detto...

Voglio agganciare un ulteriore commento che mi risuona nella mente.

Io ho una basilare preparazione scientifica, e trovo con una certa frequenza evidenti svarioni negli articoli di taglio scientifico.

Io viceversa non ho una buona conoscenza di: storia (soprattutto recente), geografia, politica, filosofia, etc etc. Quando leggo di questi argomenti su un giornale, mi fido. Faccio bene a fidarmi? Visto il precedente paragrafo, forse no. Visto lo outing di Marco F, DECISAMENTE NO.

Nathan Never ha detto...

@Markogts: l'esempio nel video è capitato a casa mia, con una bottiglia presa dal freezer (ho una casa molto calda d'estate e col vecchio frigo usciva l'acqua adatta per il the), e quello che vedemmo fece sgranare gli occhi a me e mio padre. Chiesi ad un mio amico fresco di esame di fisica, che mi spiego grossomodo (sono passati diversi anni e non ricordo perfettamente) che può succedere che l'acqua finchè è immobile riesce a conservare lo stato liquido nonostante la temperatura sia sotto zero, ma non appena comincia a muoversi immediamente si ghiaccia, ma non tipo un ghiacciolo ma come cristalli separati, tipo una granita insomma. Magari qualcuno saprà dare un nome a questo effetto, non riesco a contattare il mio amico ;)

Rodri ha detto...

Strano che la bufala sia del 2008. Di solito i giornali italiani non aspettano così tanto per prendere granchi bestiali.

Tutti.

Antar ha detto...

Devo desumere che tutti quelli che sono inorriditi per 'affermazione "se sei in una redazione, hai 22 anni, passi per corridoio e vieni chiamato dal caporedattore per scrivere una notizia di scienza che fai? Dici, no, grazie, non sono preparato?" non abbiano mai lavorato da stagisti sottopagati con la minaccia di licenziamento senza preavviso sempre pendente sulla testa.
Non è "lo faccio tanto mi pagano e che me ne frega della deontologia", è "lo devo fare sennò mi mandano a casa e non ho di che pagare le bollette/affitto/cibo".

Rodri ha detto...

A dire il vero tra "non essere preparati" e "non venir colti dal dubbio di scrivere una castroneria monumentale", ne passa.

Difendere il posto di lavoro e la reputazione del datore di lavoro devono essere due cose strettamente legate tra loro. Nocciolo che sembra sfuggire a molti giornalisti.

Anonimo ha detto...

Buonasera a tutti,

no, al liceo non dormivo. Il fenomeno è spiegato abbondantemente sulla Rete, oltre che su diversi libri. Accetto ogni tipo di critica, ci mancherebbe. Darmi della deficiente, però, mi sembra una cosa al quanto sommaria. Al di là dell'origine delle immagini (che ho più volte verificato e che ancora verificherò), resta il fascino del fenomeno. Ogni qualvolta scrivo un articolo o una didascalia mi documento secondo le necessità ed è un'attività alla quale dedico ore. Per un mio errore non credo sia il caso di chiamare in causa tutta una Redazione.

Giuditta Mosca

Niulai ha detto...

markogts,
ciò che vedi nel video che hai linkato probabilmente non è acqua, ma un fluido composto principalmente di acetato di sodio che con il movimento della caduta cristallizza - non ghiaccia - a caldo. Prova ad esempio a vedere questo video http://www.youtube.com/watch?v=Szzz2M28SYM; piuttosto simile, non credi? Purtroppo non riesco a trovarle al momento, ma con poco sforzo riesci sicuramente a trovare le istruzioni per ripetere l'esperimento a casa.

Giuppi ha detto...

Al povero Marco F.:
conosciamo abbastanza bene la situazione dei "giovani precari" (in senso lato) nel mondo del lavoro italiano. Molti di noi hanno lasciato l' Italia proprio per questo. Non hai davvero bisogno di giustificarti.
Ma come giornalista devi consocere i limiti dettati dalla deontologia e dal buon senso. "Me lo ha chiesto il capo, quindi scrivo un articolo su un argomento di cui non so niente" non e' una scusa buona. E hai diverse alternative: puoi informarti, studiare, indagare; puoi scovare e itervistare esperti; e infine puoi rifiutarti.
Se non vuoi fare niente di tutto cio'... beh, il minimo e' che accetti le critiche dei lettori. La giornalista in questione avrebbe potuto fare la stessa ricerca che ha fatto Paolo in questo post. Non mi sembra poi chiedere tanto... ad un giornalista!

Giuppi ha detto...

Alla giornalista Giuditta: se al termine delle dovute verifiche arrivi a confermare la versione di Paolo e di Snopes, potresti aggiornare l'articolo originale con le rettifiche del caso? Penso sia un dovere nei confronti dei lettori di Repubblica.

lector in fabula ha detto...

Come si dice ... han pestato la classica cacca.
LOL!

Anonimo ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
Paolo Attivissimo ha detto...

Buonasera Giuditta,

Il fenomeno è spiegato abbondantemente sulla Rete, oltre che su diversi libri

Allora come mai hai pubblicato una notizia falsa?


Darmi della deficiente, però, mi sembra una cosa al quanto sommaria

Infatti non è questa la critica che ti viene mossa. E' la tua violazione della deontologia basilare del giornalismo, che ha ridicolizzato il giornale per il quale lavori.

Ci diresti da dove hai tratto la notizia?


Al di là dell'origine delle immagini (che ho più volte verificato e che ancora verificherò)

In che modo le hai verificate? La cosa m'intriga non poco, dal punto di vista metodologico.


Ogni qualvolta scrivo un articolo o una didascalia mi documento secondo le necessità ed è un'attività alla quale dedico ore.

Ne prendo atto, ma proprio per questo non mi spiego come mai una notizia palesemente falsa ha superato tutti i tuoi attenti controlli.

Quali verifiche hai fatto prima di pubblicare la notizia? L'hai trovata su qualche fonte affidabile?

Anonimo ha detto...

Che significa "Il fenomeno è spiegato abbondantemente sulla Rete, oltre che su diversi libri."
Se ti abbiamo appena spiegato che è una ca###ta?! cosa è documentato!? che un'onda può ghiacciare? e su quale libro starebbe scritto? su un giornaletto della Marvel?!

Alfred Borden ha detto...

Credo che il fenomeno documentato nel video indicato da markogts si chiami soprafusione. Ne sono interessati liquidi che non contengono impurità, e quando accade basta anche una piccola vibrazione perché il liquido solidifichi istantaneamente.

Per il resto, quoto Marco F e Antar.

yos ha detto...

Tanto per non andare troppo OT: sul Corriere c'è un articolo dei più grandi flop del mondo del cinema. Al terzo posto si piazza "Stay - nel labirinto del male".

Molto probabilmente è un refuso, ma il labirinto era nella mente...

theDRaKKaR ha detto...

Buonasera a tutti,

no, al liceo non dormivo. Il fenomeno è spiegato abbondantemente sulla Rete, oltre che su diversi libri. Accetto ogni tipo di critica, ci mancherebbe. Darmi della deficiente, però, mi sembra una cosa al quanto sommaria. Al di là dell'origine delle immagini (che ho più volte verificato e che ancora verificherò), resta il fascino del fenomeno. Ogni qualvolta scrivo un articolo o una didascalia mi documento secondo le necessità ed è un'attività alla quale dedico ore. Per un mio errore non credo sia il caso di chiamare in causa tutta una Redazione.

Giuditta Mosca


@tutti
non vedo le scuse... voi?

@Giuditta
Giuditta, hai presenta la famosa frase di Montanelli? "Chi di voi vorrà fare il giornalista, si ricordi di scegliere il proprio padrone: il lettore. "

Bene, nel caso tu abbia seguito il consiglio di Montanelli, segui anche il consiglio del tuo padrone: scrivi una bella letterina di scuse e pubblicala sul giornale presso cui lavori (volevo mettere le virgolette, ma mi sono trattenuto).

Perché di Montanelli c'è anche il consiglio col famoso specchio... così la si perde quella battaglia...

Lem ha detto...

A parte la castoneria cosmica dell'onda ghiacciata a mezzaria, nell'articolo si afferma che le foto vengono da un lago...... nessun dubbio che in un lago si formino onde di quell'altezza????

Rodri ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Rodri ha detto...

Spiacente, io non vado per mezze misure.

Ogni qualvolta scrivo un articolo o una didascalia mi documento secondo le necessità ed è un'attività alla quale dedico ore.

Ne dubito.

theDRaKKaR ha detto...

per dimenticarci della bufala delle strane forme di fusione del ghiaccio antartico spacciate come onde ghiacciate del Michigan, voglio segnalarvi quello che più si avvicina alle onde ghiacciate: nel Mar Nero, presso Costanza, Romania, piccoli cavalloni sollevano il mare coperto di ghiaccio

belle foto!

ah, rigorosamente senza commenti farlocchi :)

http://www.hemmy.net/2007/12/27/frozen-sea/

theDRaKKaR ha detto...

in realtà il commento è errato, più che farlocco, dice che sono in Russia, invece sono in Romania... ma niente a che vedere con certi romanzieri di nostra conoscenza :)

Marco F ha detto...

Non ho scritto Non ho capito la storia dell'aggravante: se sei in una redazione, hai 22 anni, passi per corridoio e vieni chiamato dal caporedattore per scrivere una notizia di scienza che fai? Dici, no, grazie, non sono preparato? "bellamente", ma solo per farvi capire che la situazione dei precari di redazione è veramente "Scrivi in 5 minuti la notizia o quella è la porta. Tanto ce ne sono altri mille che aspettano fuori". Tutti coloro che l'hanno criticata come se avessi detto "Ho ucciso il papa" hanno confuso una spiegazione con una giustificazione. Non giustifico quello che ha fatto Giuditta (che non conosco, e che sicuramente non ha fatto un buon lavoro), spiego quanto è, o può essere, successo. E, come dico in altri messaggi, questo è il giornalismo scientifico italiano (una parte almeno, quella di divulgazione più veloce), contro cui si stanno battendo da anni un manipolo di giornalisti scientifici seri. Se non credete a me, postate la vostra domanda sul blog di Sylvie Coyaud (Ocasapiens) su quello di Fabio Turone (Presente 2.0 ) o su quelli della redazione de Le Scienze.

theDRaKKaR ha detto...

@Marco F

assomigliava ad una giustificazione, forse è questo che ha innescato la polemica

credo che in molti tra i commentatori sappiano che, anche nel giornalismo, i giovani sono sfruttati, precarizzati, sottopagati e svalutati

e credo che in molti tra i commentatori sappiano che, anche nel giornalismo, il livello medio della qualità del lavoro si è abbassato a livelli infimi

tuttavia, quello che noi stiamo stigmatizzando è l'assoluta impunità dei comportamenti deleteri, siano essi posti in atto dai giornalisti, siano essi posti in atto dagli editori

la signorina difficilmente avrà problemi per la sua bufala, come difficilmente l'hanno avuti in passati i suoi e tuoi colleghi che in passato hanno inventato fatti e parole di sana pianta

"tutto qui"

serpet ha detto...

"Al di là dell'origine delle immagini (che ho più volte verificato e che ancora verificherò), resta il fascino del fenomeno."
Ho la mente rutilante di risposte sarcastiche; credo che l'articolo sia stato scritto con molta ingenuità e poco pragmatismo. Non ho potuto leggere la pagina originale di Repubblica ma dalle foto qui mi sembrano i soliti trafiletti con foto acchiappalettori: donne con pochi veli, divi che litigano, notizie sensazionali sul mondo. I soliti reportage con contenuto informativo nullo, utili solo per la pubblicità.

"Ogni qualvolta scrivo un articolo o una didascalia mi documento secondo le necessità ed è un'attività alla quale dedico ore. "
Qui le mie risposte sarcastiche escon fuori: signorina, si vede non bastano, ci dedichi giorni.

COncordo su una cosa detta da altri: ma scuse a chi legge mai?

Marco F ha detto...

Ripeto, era una spiegazione, non una giustificazione. Se vogliamo esagerare, qui il problema non è la notizia bufala, ma è solo "l'assoluta impunità dei comportamenti deleteri, siano essi posti in atto dai giornalisti, siano essi posti in atto dagli editori". E qui mi rivolgo a voi, i lettori. Invece di inveire in un blog (ascoltatissimo, indubbiamente, ma che potrebbe sembrare un po' un parlarsi addosso) perché non fate notare (eufemismo) alla redazione tutte le bufale che escono? Proprio oggi ho scritto al corriere.it per un errore che per me è irritante, cioè la confusione tra scarabei e scarafaggi (che mi dicono risalga ai tempi dei Beatles) in una notizia. Magari a me non risponde, ma con decine e decine di lettere qualcuno potrebbe anche rendersi conto che qualcosa c'è.

theDRaKKaR ha detto...

@marci

un errore che per me è irritante

è irritante per chiunque... l'irritazione nasce dal fatto che la "crassa" ignoranza viene da chi ha, per compito, quello di informare le masse.. e guarda che informare, dare forma, è lo stesso di istruire, dare struttura, solo che oggi pare ce lo siamo un po' dimenticato...

di lettere io personalmente ne ho scritte a bizzeffe, e la cosa più bella è che spesso ho ricevuto risposte arroganti come quella della "didascalista" qui sopra.. allora mi son chiesto chi me lo fa fare..

theDRaKKaR ha detto...

ovviamente era @marco, chiedo scusa

Anonimo ha detto...

Per A M

Io viceversa non ho una buona conoscenza di: storia (soprattutto recente), geografia, politica, filosofia, etc etc. Quando leggo di questi argomenti su un giornale, mi fido. Faccio bene a fidarmi? Visto il precedente paragrafo, forse no.

Assolutamente no. In nessuna materia, A M, e non solo quelle che hai elencato. Il motivo l'ho scritto più sopra, e lo ha ribadito "dall'interno" Marco F: se le redazioni attuali pullulano di persone che devono sbarcare il lunario e sono disposte a tutto ma nulla san fare, né mai lo sapranno, viste le vili mansioni a cui vengono obbligate in tempi strettissimi sotto pena del licenziamento, che t'aspetti?
Garbage in, garbage out

Nel contempo non vorrei tessere le lodi del giornalismo di 30 o 40 anni fa, quando il precariato non era ancora una piaga: quanto a preparazione, almeno sulla scienza, non è cambiato mica tanto. Però, non esistendo il web, era più difficile documentarsi in tempo utile su notizie specifiche, quindi all'epoca c'erano attenuanti per alcune castronerie che ora non ci sono più.

stecap ha detto...

Nel tentativo di togliermi di dosso i brividi causati dal rumore dell'arrampicamento sugli specchi, non posso che domandarmi cosa ci sia di così difficile nello scrivere due benedette parole:

Ho sbagliato.

MR ha detto...

@Giuditta:

La tua risposta piccata è quanto di più sbagliato potevi scrivere. Avresti fatto più bella figura se avessi dato credito alla tesi del "mi hanno dato 5 minuti per l'articolo pena il licenziamento."

Se in ore e ore di ricerche il risultato che sei riuscita ad ottenere è quello, forse dovresti chiedere a Paolo un corso di CAJ (Computer Aided Journalism).

Polemiche a parte, sarebbe interessante, per mettere a tacere le malelingue che bazzicano impunemente da queste parti, se potessi elencare dettagliatamente quali fonti hai trovato e consultato nelle ore di ricerche, e qual è solitamente la tua metodologia di lavoro (magari riportando come esempi altre notizie che hai pubblicato).

mattia ha detto...

Se porti l'acqua a - 21 °C in una bottiglia, ghiaccia, tranquilli.
Posso testimoniare di quella volta che lasciai una bottiglia di birra analolica (praticamente acqua) nel freezer. Ghiacciò in una notte, distruggendo la bottiglia.
http://www.butta.org/?p=501

stefano ha detto...

Anteprima

Modifica Anonimo ha detto...
Credo di poter dire che la signora in questione abbia peccato di superficialità, che avrebbe potuto chiedere scusa ai lettori piuttosto che dare una risposta generica e incomprensibile, approfittando della discussione per chiedere un supporto metodologico al buon Paolo, una sorta di "vademecum" per non incorrere più in simili errori (anche di malafede, diciamolo).
Forse i giornali dovrebbero dotarsi di una "agente", che abbia il compito di leggere ogni articolo con l'atteggiamento dello scettico e che oltre a stanare i semplici errori tipografici, rilevasse le stupidaggini e le cose inverosimili o semplicemente troppo stupide per essere vere. Questo agente potrebbe essere un professionista esterno, un esperto in grado di svolgere la propria opera anche per più testate giornalistiche e gruppi editoriali. Ho inventato mica un nuovo lavoro?
Comunque, a ricordare della materia oscura: http://tinyurl.com/yfw496u pensando che è un prodotto del giornalismo di stato, mi sento di giudicare l'autrice dei commenti alle onde congelate, con molta più benevolenza.
Saluti.

Marco F ha detto...

@stefano mForse i giornali dovrebbero dotarsi di una "agente", che abbia il compito di leggere ogni articolo con l'atteggiamento dello scettico e che oltre a stanare i semplici errori tipografici, rilevasse le stupidaggini e le cose inverosimili o semplicemente troppo stupide per essere vere. Questo agente potrebbe essere un professionista esterno, un esperto in grado di svolgere la propria opera anche per più testate giornalistiche e gruppi editoriali. Ho inventato mica un nuovo lavoro?
Non l'hai inventato, esiste da sempre e si chiama fact checker. O meglio esisteva,perché tutti quelli che c'erano (NON nelle redazioni italiane, SOLO in quelle straniere) li hanno licenziati. Adesso il fact checking si fa nelle redazioni, facendo leggere il proprio prodotto a un collega, se ha voglia, se ha tempo e se capisce la materia. Io lo faccio per chi ha voglia di mandarmi i pezzi, e altri colleghi lo fanno per me. Ma è tutto su base volontaria, e se l'editore venisse a sapere che "perdiamo tempo" a controllare invece che produrre forse non sarebbe molto contento, diciamo così. Ma voglio esagerare. Se Giuditta o chi per essa mandasse i pezzi a un amico per un controllo e questo dicesse "E' una vaccata", sono praticamente certo che il caposervizio o caporedattore direbbe "Pubblica". Scommettiamo? Tanto per non dare la colpa solo alla redattrice, che almeno è stata coraggiosa e si è esposta al ludibrio qui.

P. S. Per tutti; non avete neanche la più pallida idea di quello che nelle redazioni NON si sa in fatto di scienza. Specie nelle scienze naturali.

Lighthousely ha detto...

"P. S. Per tutti; non avete neanche la più pallida idea di quello che nelle redazioni NON si sa in fatto di scienza. Specie nelle scienze naturali." Beh, scusa se mi permetto (non sono una giornalista, sono soltanto una blogger per passione), ma devo rispondere a questa tua ASSURDA affermazione. Se non sapete una mazza di un argomento NON parlatene. Lo faccio io che ho un blog perchè non lo fate voi che siete giornalisti e che avete il DOVERE MORALE di non raccontare frottole alla gente? Avete presente quella frase che dice "facevi più bella figura a stare zitto?" Diamine, possibile che nel 2010 chiunque può fare giornalismo??? Tanto chi se ne frega se non ne so di un argomento, chi se ne frega se non spendo 10 minuti per fare un controllo (perchè signorina Giuditta io non ci credo neanche se mi da le prove che lei ha fatto ore di controllo su quelle immagini, visto che non servono conoscenze di fisica quantistica per capire che NON è possibile che una massa d'acqua di quelle dimensioni per di più in movimento ghiacci all'istante). Scusate lo sfogo ma ho letto TUTTI i vostri commenti e sono stufa marcia (come Paolo penso) di sentire solo assurdità e mai un 'mi dispiace ho sbagliato' da parte di questa gente che solo perchè qualcuno gli ha fornito un posto pubblico dove pubblicare scritti, pensa di avere il potere di prendere in giro il paese. (Ovviamente non ho letto assurdità in tutti i commenti, spero di essermi spiegata, prima che qualcuno fraintenda e mi fustighi in pubblica piazza) :)

GuidoBH ha detto...

@Giuditta
a) hai ragione, TUTTA la redazione non si merita il biasimo, prendendo il singolo episodio. Ma qui sul blog di Paolo, la tua redazione non è stata citata una sola volta. Denota un generale modo di lavorare, forse. Dubitativo, io non ho certezze e non giudico in casa d'altri.
b) il buon senso, Giuditta. Nemmeno nello spazio cosmico, allo zero assoluto (tralasciando che non può esistere allo stato liquido...), riuscirebbe a ghiacciare... per una questione di buon senso... come puoi dissipare una tale quantità di calore nello spazio di un secondo...? Certo, in Alaska un bicchiere d'acqua lanciato in aria ghiaccia prima di arrivare a terra. E un secchio? Dove hai verificato le fonti? Di fronte alla dimensione del fenomeno che il buon senso ti dice essere impossibile, non dovresti verificare con un'attenzione particolare?
Questo non ti può essere scusato. Come ha commentato qualcuno, era migliore la giustificazione della mancanza di tempo, perchè i tempi in un giornale non sono un dettaglio... Verrebbe da fare una facile ironia: sempre che in certe redazioni non si trovi, documentato su internet, un modo per dilatare lo spazio-tempo.
Giuditta, buon senso, prima di tutto... la reazione umana e ovvia, conseguente a questi articoli, è una generale diffidenza verso tutto quello che pubblicate. Figuriamoci quando si parla di politica.... o di qualunque altro argomento dove noi lettori non possiamo verificare a nostra volta le fonti o dove non è palese l'errore.
GuidoBH

Massimo M. ha detto...

La cosa più triste è che la storia vera, su queste formazioni di ghiaccio, è probabilmente molto più interessante di quella inventata. Se ti chiedono di fare un'articolo scientifico perché non andare su un sito affidabile ad esempio la NASA e commentare una notizia da lì?

Rodri ha detto...

@Massimo M.

Forse per una questione linguistica. Supponiamo, per delirio d'ipotesi, che un "ics" giornalista non capisca nulla di inglese e che quindi le informazioni debba rastrellarle solo da siti italofoni o farlo a casaccio. I risultati ce l'abbiamo sotto gli occhi, compreso il caso di una giornalista che ora non sa nemmeno più dire da dove ha copiato una foto...
E vorresti fargli guardare il sito della NASA? :-D

Grezzo ha detto...

Mi spiace, ma questa ennesima vaccata è la goccia che fa traboccare il vaso.

P. S. Per tutti; non avete neanche la più pallida idea di quello che nelle redazioni NON si sa in fatto di scienza. Specie nelle scienze naturali.

Questa, spiace dirlo, è la cosa più triste di tutte, ma non serviva certo la tua affermazione per accorgercene. Nel modo di vedere di un lettore un giornalista dovrebbe essere, non dico onnisciente, ma avere almeno un bagaglio culturale normale. Ignorare cose come quelle esposte nell'articolo significa ignoranza bella e buona. E' come le barzellette della settimana enigmistica dove l'eschimese di turno va a far pipì e si ritrova con un arco ghiacciato che gli spunta dai pantaloni. Ecco il lavoro del giornalista cialtrone: prendere una barzelletta e far credere che sia la realtà.

SirEdward ha detto...

Quello che mi chiedo io è: perché lo fate?

Perché voi giornalisti scrivete? E perchéi giornali pubblicano?

E' il vostro lavoro.

Ok, ma: guadagnate uno stipendio -a causa- della qualità di quello che scrivete, oppure scrivete -allo scopo- di guadagnare uno stipendio? Quale delle due viene prima?

Sembra la stessa cosa, ma non lo è, perché nel primo caso le condizioni di lavoro inaccettabili dovrebbero portare a una riduzione del numero di persone che scrivono, nel secondo si dovrebbe assistere a una riduzione della qualità delle pubblicazioni.

Mi rendo conto del fatto che, visti i dati di fatto e i racconti di prima mano fatti da chi nei quotidiani scrive davvero, si tratta di una domanda retorica, ma se è vero che campare bene e dire di no ai superiori è molto, molto dura, dire di sì per necessità non rende comunque esenti da colpe.

Le redazioni antepongono il profitto e gli introiti pubblicitari alla qualità degli articoli pubblicati? Facciamo una petizione perché almeno abbiano il pudore di rinunciare alle balle che dicono e ammettere sinceramente che non sono al servizio del lettore, ma al servizio dell'inserzionista.

Almeno il lettore potrebbe scegliere con cognizione di causa.

Gianfranco Goria ha detto...

Le foto si vedono qui, in effetti: http://www.astro.caltech.edu/~tonyt/Domec/index.html da questa pagina di Tony Travouillon: http://www.astro.caltech.edu/~tonyt/ da questo sito base: http://www.astro.caltech.edu .
Tant'è... Giornalisti lo siamo anche noi, anche Paolo, ovviamente. Perché giornalista è chi il giornalista fa. Che sia iscritto o meno all'ordine italiano dei giornalisti italiani. Che sia più "difficile" farlo in una redazione (con spada di Damocle sul capo) non mi stupisce affatto: è la normale condizione di tutti i precari, vivere sotto ricatto oltre che sotto pagati (e praticamente senza diritti). Io (tra il resto) mi occupo di fumetti, si sa (afnews.info), e vedo le fesserie che si dicono (in TV, dai telegiornali ai quiz) e scrivono (sui giornali) nel campo di mia competenza, ed è per questo che afNews offre da anni, gratis, consulenza ai (colleghi) giornalisti, proprio per evitare queste figuracce penose. Eppure, pochi ci scrivono (o ci telefonano) PRIMA di fare la figuraccia. Certo, se sono stressati dal capo e dalla mancanza di tempo... Ma se il tempo c'è, che altra scusa si può trovare? Che tanto ormai in Italia (non dico altrove) la va così, siamo tutti ignoranti e pazienza? Se vedo questo nel mio piccolo settore di nicchia (il fumetto e zone limitrofe), ovvio che in campo scientifico gli errori (e i relativi danni) si moltiplicano alla grande. Ma, sfottimenti a parte della "vittima giornalistica" di turno (che possono anche essere divertenti come dei blooper), ci si può fare concreatmente qualcosa, a parte le nostre residuali (per quanto doverose) denunce via Internet? Dovremmo organizzare un Convegno Nazionale sul tema e coinvolgere i Sindacati dei Giornalisti? Forse? (Non ho detto "coinvolgere l'Ordine dei Giornalisti", chissà perché?...)
E' che tutta questa storia, dall'uso della lingua italiana (in televisione, poi!) fino alle notizie farlocche, che ormai continua da anni, stimola pensieri negativi, di imbarbarimento, di annichilimento, di scivolamento verso una "cultura ignorante e distratta" e oltre... Sigh.

SirEdward ha detto...

In fondo, leggere cose ben scritte, vere, corrette e approfondite, può aiutare a far crescere la propria cultura, leggere cose false è solo una perdita di tempo, sia quello fisico della lettura della notizia, sia quello necessario per liberarsi della convinzione che la balla sia vera.

Far perdere tempo alla gente non è bello, far pagare qualcuno per fargli perdere tempo è ancora meno bello, far pagare un servizio facendo credere che sia quello che non è, è una truffa.

fabio ha detto...

simpatico vedere che hai fatto un post su una mia segnalazione :) (O pura coincidenza?)
Mi chiedo come facciano a pubblicare una cosa cosi considerando che con tre click su internet si ottiene una smentita ...

stecap ha detto...

@Rodri:

Se "ics" non conosce l'inglese e raccoglie informazioni a casaccio, forse quella del giornalismo non è proprio una scelta azzeccata...

O forse si, visto l'andazzo?

Marco F ha detto...

È sempre più difficile scrivere su questo blog senza essere "assaliti". L'affermazione
P. S. Per tutti; non avete neanche la più pallida idea di quello che nelle redazioni NON si sa in fatto di scienza. Specie nelle scienze naturali. NON significa che i giornalisti sono una massa di ignoranti che scrivono cose a caso, ma che spesso ci si accontenta di conoscenze superficiali e non approfondite pur di scrivere qualcosa che agli occhi del caposervizio o chi per esso sembra interessante. E questa, ancora, NON è una giustificazione, ma una rappresentazione del reale. Se dico "Pat Robertson, un predicatore americano,ha accusato gli haitiani di aver fatto un patto colo diavolo e quindi di aver causato il terremoto", non lo giustifico, ma spiego cosa è successo. Quanto al "non lo sai, non dirlo" - che si potrebbe riassumere con "andate a lavorare, cialtroni 8-) - è un approccio solo in apparenza corretto. Purtroppo le pressioni per lavorare e strappare qualcosa da una professione sempre più screditata (anche questo blog è un esempio di quanto poco siano considerati i giornalisti) sono veramente tante. Poi, ma qui la questione è filosofica e qualcuno ne ha accennato, c'è il problema delle fonti. Se io non so che le fonti esistono, quali sono le più accreditate e come usarle in fretta, non so neppure come andare a controllarle in tempo per soddisfare le esigenze del giornale. La proposta di un servizio di consulenza potrebbe essere interessante (è già stata proposta), ma si scontra spesso con questioni di tempo (ancora). I giornali si fanno a tamburo battente, e una consulenza, per essere vera, dovrebbe essere a disposizione 24/24. Gratis, volontaria, sempre. Capite il problema?
Infine la domanda di Sir Edward. Perché lo fate? Se rispondo per sopravvivere, è troppo scontato? Per passione, lacrimevole? Per interesse, cinico? Fate voi. Considerando infine che la maggior parte degli errori di molte professioni rimane nascosto, diciamo così, e che gli errori dei giornalisti (che per l'ultima volta, non giustifico) sono sotto gli occhi di tutti, sempre, specie ora che c'è Internet. Spero stavolta di essere stato chiaro.

fabio ha detto...

@ Marco
Capito tutto ma perche' la collaborazione deve essere gratuita? I giornali mica sono una onlus ...

Marco F ha detto...

@fabio
Capito tutto ma perche' la collaborazione deve essere gratuita? I giornali mica sono una onlus ...
Perché il fact checking, come ho detto qualche post sopra, non è in budget. E se, ancora come ho spiegato prima, nessuno si lamenta en masse delle stupidaggini scritte, nessuno nei giornali si sente in diritto di chiederlo.

P.S. Mi sembra di essere un defensor fidei (o mediarum) tra gli infedeli ed è tutto meno che una mia aspirazione. Preferisco fare la parte del blogger che conosce un po' come vanno le cose. 8-)

ǚşå÷₣ŗẻễ ha detto...

Uh uh, mi immagino quale possa essere stato lo "scambio di vedute"... :D

Replicante Cattivo ha detto...

Anche senza parlare necessariamente di argomenti scientifici, il furto di notizie è ormai una piaga radicata in certe redazioni.
Proprio come diceva Marco, magari il giornalista ha il compito di trovare una notizia tappabuchi in poco tempo (oppure non ha voglia di dedicarne troppo). Quindi che fa?
TAAAAAC...ruba la notizia a un quotidiano locale!

Magari una di quelle belle notizie pruriginose su spose che tradiscono il marito durante il pranzo di nozze, ragazzine ricoverate in ospedale dopo aver fatto una serie di "servizietti completi" ai loro amici, amanti focosi rimasti incastrati in un supermercato...
Oppure si utilizza la notizia commovente, che smuove gli animi, come quella dell'anziano costretto a rubare un pacco di pasta perchè non gli bastava la pensione, successivamente perdonato e aiutato dai suoi concittadini.

Peccato che tutte queste notizie siano dei FALSI che nascano proprio nelle redazioni dei giornali locali: anche in quel caso si parla di giornalisti zelanti che, pur di riempire la pagina, scrivono cazzate reperite in internet, raccontate da amici o spudoratamente inventate (come la storia dell'anziano, su ammissione del giornalista).
Quando certe balle vengono riprese dalle grandi testate, ecco che queste assumono "legittimità". E così, leggendo su Tgcom la notizia dei due amanti incastrati o dello sposo cornuto, tutti ci credono, dicendo "è vero, questa l'avevo letta sul giornale. Anzi, conosco pure quelle persone".

Max Senesi ha detto...

@Giuditta
Bastava cercare l'immagine con Tineye e in due secondi potevi trovare moltissimi siti, come ad esempio questo: http://www.funonthenet.in/articles/giant-frozen-wave.html che contiene la tua foto e moltissime altre stupende. Avresti fatto un articolo migliore parlando del fenomeno vero e corredandolo di queste foto, invece di sparare fesserie. Quindi: a) sei ignorante in materie scientifiche; b) ti mancano i rudimenti di base per la verifica delle fonti, che non è il massimo per un giornalista. Detto questo, se la gente continua a comprare Repubblica, e loro a vendere, perché cambiare?Sono anni che uso il giornale per pulire il parabrezza e i libri riconosciuti come validi per imparare. E, forse cosa più importante, ti manca l'umiltà di riconoscere quando sbagli.

fabio ha detto...

@ Marco
Figurati, credo che anche con uno scambio acceso di vedute, nessuno abbia voglia di demonizzare il tuo punto di vista, anzi parlare con chi sta dentro una redazione e' molto interessante.

Riguardo al fatto in questione pero' avendo letto la notiza (l'ho messa in un commento sul post di Kubrick) mi e' sembrato che qualcosa non fosse corretto e ho cercato un po. Quando dico con 3 click ho trovato una risposta intendo veramente con tre click, forse 4 o 5 ma il tutto e' durato meno di 5 minuti. Probabilmente non ho la stoffa per fare il giornalista scientifico (altrimenti gia' lavorerei in una redazione) ma possibile che si dia tutto cosi per scontato prima di dare una notizia?
Certo ora che ne hai spiegato le motivazioni la risposta e': si e' possibile! :D

Rodri ha detto...

@ Stecap

Se "ics" non conosce l'inglese e raccoglie informazioni a casaccio, forse quella del giornalismo non è proprio una scelta azzeccata...

O forse si, visto l'andazzo?


D'accordissimo. Era meglio infilarsi in un supermercato che non mettersi a fare il/la giornalista.
Che alla fin fine, oh, "giornalista"... Spesso son poi solo impiegati della una redazione di un giornale, il titolo, l'esperienza e l'attitudine di un vero giornalista in realtà è distante un anno luce da queste persone. Una cresta alta 2 metri, ignoranza delle lingue, incapacità di fare ricerche serie in internet, quando vengono pirlati si scazzano e scalano specchi (e da "giornalisti" si trasformano in "poveri precari").
Però per scrivere di politica, l'argomento più becero e vuoto che esista, generalmente van fortissimo e son capaci di scriverti in mezza giornata un inserto di 4 pagine.

È un disastro a 360°.

GuidoBH ha detto...

@Marco F
Molto comprensibili le tue ragioni, pur non condividendole in toto.
Soprattutto il punto in cui citi le altre professioni... Già, gli errori medici sono un po' più gravi, come conseguenze, che la semplice disinformazione o la distorsione dei fatti. Ricordo con orrore quando Repubblica, parlando di terrorismo e del ritrovamento di un palmare PSION appartenuto a non ricordo quale terrorista, ci deliziò con una serie di fesserie sui dati crittografati... ricordo che scrissi indignato, ovviamente attendo ancora la smentita o una risposta.
E' il generale degrado di tutte le professioni, che ha portato ad una specializzazione totale o ad una superficialità dilagante, per cui un medico di famiglia ti manda dallo specialista per qualsiasi cosa non sia l'influenza, oppure un cardiologo non si accorge che sei diabetico e non lo sai perchè sta guardando solo il cuore o un ingegnere civile strutturista si dichiara incompetente per l'antisismica...
Tutto molto triste.
I giornalisti non hanno tempo di fare gli articoli "con la diligenza del buon padre di famiglia" a causa dell'editore-redattore, ma l'editore il tempo di prendere i miei soldi per il quotidiano, lo trova...
Come diceva l'ex sindaco di New York, un vetro lasciato rotto è un'istigazione a romperne un altro. Un articolo palesemente disinformante che rimane silenziosamente al suo posto è un invito a lavorare male, tanto gli utonti beoti si bevono qualunque cosa... No, non tutti. Ancora per poco, temo...

fabio ha detto...

@ GuidoBH
La specializzazione non e' una risposta al degrado delle professioni ma all'ampliamento stesso delle discipline trattate.
Il dichiararsi incompetente in qualche cosa e' in realta' qualcosa che andrebbe rispettato e per la quale serve molta preparazione (paradossale vero?).
Preferisci qualcuno che dice sempre di saper tutto a proposito? Una persona che afferma cio' sta imbrogliando.
Preferisco una persona ben preparata che sa quando lasciare il passo a qualcuno competente in materia.

SirEdward ha detto...

Infine la domanda di Sir Edward. Perché lo fate? Se rispondo per sopravvivere, è troppo scontato?

No, assolutamente. Non esiste una risposta sbagliata alla mia domanda, ma ogni risposta implica qualcosa.


Considerando infine che la maggior parte degli errori di molte professioni rimane nascosto, diciamo così, e che gli errori dei giornalisti [...] sono sotto gli occhi di tutti, sempre, specie ora che c'è Internet. Spero stavolta di essere stato chiaro.


E' vero, gli errori dei giornalisti appaiono di più di quelli di altre professioni, ma il discorso che faccio io vale per ogni professione. Lo so che c'è gente che lavora fregandosene della qualità di quello che fa perché è interessata solo alla paga, ma questo non rende giusto questo comportamento.

Se poi la persona viene sottopagata, questo rende comprensibile il comportamento, ma certe responsabilità restano. La costrizione a condizioni di lavoro umilianti non è un dramma, è proprio una tragedia, perché in qualunque modo si reagisca si finisce per rimetterci (situazione lose-lose). Ma autoassolversi significa fingere.

Vincenzo ha detto...

Rido per non piangere

Sergio ha detto...

intanto la galleria sembra essere stata tolta...

GuidoBH ha detto...

@fabio
no, no, non pretendo la tuttologia, per carità. Ma come tu stesso scrivi, serve una grande competenza per dichiararsi incompetente a ragion veduta. Quello di cui mi lamento è l'eccessivo e ingiustificato abuso della specializzazione. Possibile che un medico (cito casi noti... con conoscenza diretta), non si renda conto di una malattia che è la causa della patologia in cui tu sei specializzato e ti preoccupi solo di curarla...?

Alfred Borden ha detto...

Considerando infine che la maggior parte degli errori di molte professioni rimane nascosto, diciamo così, e che gli errori dei giornalisti (che per l'ultima volta, non giustifico) sono sotto gli occhi di tutti, sempre, specie ora che c'è Internet. Spero stavolta di essere stato chiaro.

Qualche anno fa, su Nature è stato pubblicato uno studio che farebbe la gioia di tutti i Corrado Penna di questo mondo. Detta in due parole, si scoprì che tra tutti gli scienziati americani intervistati, una percentuale non proprio piccola aveva ammesso di barare nelle proprie ricerche. Si andava dalla falsificazione dei dati raccolti al riutilizzo non dichiarato di informazioni altrui, passando per quelli che confessavano di aver cambiato i risultati di uno studio per cedere alle pressioni dei finanziatori.

Appena ho un po' di tempo recupero l'articolo e posto il link.

Lorenzo Breda ha detto...

@Chiunque insista nel dire che le bottiglie d'acqua ghiaccino, anche all'istante:

Le bottiglie d'acqua ghiacciano, o cristallizzano, e le onde no. Questo è dovuto al fatto che un'onda, un po' perché è grande e un po' perché è veloce, contiene molta più energia. E dato che raffreddare significa togliere energia, ghiacciarla non è facile. E non è neanche possibile che l'onda "a contatto con l'aria fredda si ferma per un istante", perché non sa fermarsi in così breve tempo neanche la vostra automobile.

Queste però sono considerazioni che si possono fare una volta seguito con profitto il liceo.

Mettiamo per un attimo la foto davanti a uno che il liceo non sa neanche dove sia.

Quantomeno, sorgerebbe la domanda: "OK, ammettiamo che fa abbastanza freddo da gelare l'onda. Il tizio davanti all'onda che ha, un antigelo al posto del sangue?"

Gero ha detto...

Comunque il link ora dà "non trovato, not found!"

Rodri ha detto...

Error 404 giornalismo not found.

genesis61 ha detto...

Lasciare l'articolo e piuttosto rimuovere la "giornalaia" didascalista ...

Brazov ha detto...

Non trovate che almeno dal punto di vista informatico le bestialità pubblicate su giornali e TV siano in calo?

Sono passati i tempi in cui qualunque misfatto delle amministrazioni pubbliche veniva giustificato con i termini "E' stato un errore del computer".

Nel 1980 presi la patente. Dall'esame al rilascio passarono sei mesi. La motivazione? "Dev'essere memorizzata nel computer della motorizzazione civile".

Replicante Cattivo ha detto...

Hanno rimosso le tracce?
Che buffoni...

Niebla ha detto...

Come dicono alcuni, l'articolo sarebbe stato meglio non farlo uscire proprio.
In alternativa far uscire un articolo che descriva il reale fenomeno sarebbe stato interessante.
Togliere così l'articolo una volta pubblicato è un po' come lanciare il sasso e poi nascondere la mano.
Io avrei preferito leggere una smentita seguita da un approfondimento sul fenomeno reale.

Ma va beh poi ognuno fa come meglio crede.

mattia ha detto...

"""@Chiunque insista nel dire che le bottiglie d'acqua ghiaccino, anche all'istante:"""

Non so se ti riferisci a me. Io commentavo il tizio che riportava il filmato di youtube dove una bottiglia d'acqua era portata a -21°C ed era liquida. Nel mio - involontario - esperimento, ho sottolineato che la bottiglia si è rotta durante la notte, quindi ci ha messo qualche ORA.

P.S.: La cosa che mi fa più arrabbiare di tutta questa faccenda è che dànno la colpa a internet. Dicono che con internet devono dare le notizie gratis e non hanno soldi per pagare giornalisti/controllori di bozze...

Come se i ricavati dell'edicola fossero quelli che tengono in piedi un giornale.

Sia ben chiaro, non è che ai tempi pre-internet il giornalismo fosse di qualità mentre ora - senza soldi - pubblicano vaccate. Le vaccate le pubblicavano anche prima, solo che non avevamo gli strumenti (internet) per accorgercene e segnalarlo (ok, tu che eri esperto te ne accorgevi, ma al massimo lo dicevi al bar; ora puoi dirlo al mondo con un blog).

Anzi, i giornali dovrebbero santificare internet perché la verifica delle fonti diventa molto più facile e veloce (quindi meno costosa!).

Chissà perché allora dànno sempre la colpa a internet e alle notizie gratis.

Rodri ha detto...

@ Niebla

In effetti è sempre meglio che togliere tutto e far finta di niente, ma una correzione avrebbe implicato un'effettiva ricerca fatta in maniera seria, per un effettivo approfondimento che fosse d'interesse. Come dire, una cosa per la quale documentarsi secondo le necessità ed un'attività alla quale dedicare ore...

Casella di partenza :-)

archivit ha detto...

Stringi, stringi, lungi dal chiedere scusa ai lettori, il sedicente giornalismo colto in flagrante violazione deontologica (leggi sparare cazzate) si giustifica pateticamente con un "tengo famiglia". Il registro dei mali italiani. No so cosa vogliano fare da grande questi temerari all'interno delle "autorevoli testate", ma se penso ai tanti veri giornalisti che per onorare il loro mestiere rischiano addirittura la pelle, le giustificazioni lette precedentemente stanno proprio a zero.

Doduz ha detto...

Invece di una risposta piuttosto seccata nei modi e sconcertante nei contenuti (da parte della giornalista Mosca) avremmo sicuramente gradito qualcosa tipo:
“Ok, è del tutto evidente che ho preso un granchio! Può succedere (ma non dovrebbe) anche ai grandi giornalisti e, a maggior ragione, ad una 'matricola precaria' ad inizio carriera come la sottoscritta. Avevo fatto delle ricerche in proposito ma evidentemente non sono state sufficientemente approfondite. Scusate e grazie a tutti per la segnalazione.”
Probabilmente sarebbe stata 'perdonata' per la svista e sicuramente sarebbe risultata molto più simpatica.
Comunque, come più volte segnalato anche in questo blog, non è la prima volta che ci si trova davanti ad articoli con gravi inesattezze o sviste (parlando eufemisticamente) nel sito de 'la Repubblica' o del Corriere, giornali appartenenti a colossi editoriali (rispettivamente 'Gruppo Editoriale L'Espresso' e 'Rcs MediaGroup') dai quali ci si aspetterebbe un maggior rigore nel controllo delle notizie pubblicate.
Un altro esempio di poca attenzione nella composizione di un articolo/didascalia (sempre della Mosca) che è saltato immediatamente all'occhio del sottoscritto (che non dormiva al liceo perché ha frequentato ragioneria) è il seguente: www.repubblica.it/2008/12/gallerie/scienze/cielo-dalla-terra/1.html. A parte altre considerazioni, si legge 'Un ciel pour eune planète' al posto di 'Un ciel pour une planète' e, soprattutto, è stato tradotto 'European Southern Observatory' in 'Osservatorio Europeo Astrale' ('astrale' anziché 'australe'!).
Tutto ciò denota una certa mancanza di diligenza (professionalità?) nel compiere il proprio lavoro.
Donato.

matteo ha detto...

Non ho capito una cosa: gli editori minacciano di licenziare i "giornalisti" se non scrivono di tutto in poco tempo a basso costo e poi non li licenziano se arrivano a pubblicare delle "cagate pazzesche" che fanno fare loro delle figure di m. (restando in tema).

Nys ha detto...

Gli interesserà solo quando inizieranno a perdere pubblicità, perché gli inserzionisti si saranno stufati di essere associati ad un editore poco serio.
Fino ad allora la parola è NMNPFDM

Rado il Figo ha detto...
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Rado il Figo ha detto...

In effetti avevo pensato anch'io: ma la descrizione che fa Marco comporta che articoli ciofeca sono il frutto di un "ricatto occupazionale" ("o sforni un pezzo o ti licenzio") ma al tempo stesso proponendo una lamentela in massa dei lettori come soluzione per (ri)ottenere una revisione prima della pubblicazione, si arriva a concludere che l'autore dell'articolo ciofeca non rischia nulla per tale motivo. Altrimenti dovrei pensare che... se ne chieda il licenziamento "a furor di popolo" dopo averne descritto il "ricatto" a cui è sottoposto.

Quanto alla risposta della Mosca, devo dire che è in linea colla maggioranza delle risposte che ottengo quando segnalavo i numerosi svarioni di cui mi accorgevo. Tolte lodevoli eccezioni, per il resto erano solo piccate repliche o arrampicate sugli specchi.
Del tipo: "vi segnalo che nel paragrafo b) avete scritto questa inesattezza"
"non capiamo la sua segnalazione. Nel paragrafo a) abbiamo scritto cosa diversa da quella da lei segnalata"
"infatti vi sto dicendo che l'errore è nel paragrafo b), del quale avevo fatto pure copia e incolla, non in quello a)"
- silenzio -

Il massimo è stato quando dapprima mi risposero che... mi ero inventato il loro errore e poi, dopo avergli mandato il file della pagina ove era contenuto, replicarono che si trattava della prima edizione del giornale e che avevano provveduto a correggere (scambio di mail durato qualche minuto, non giorni).

Ghizza ha detto...

Che figure.

Anonimo ha detto...

Per matteo

Non ho capito una cosa: gli editori minacciano di licenziare i "giornalisti" se non scrivono di tutto in poco tempo a basso costo e poi non li licenziano se arrivano a pubblicare delle "cagate pazzesche" che fanno fare loro delle figure di m. (restando in tema).
È esattamente così. E non da oggi. Poi sai, è una figura di m. molto relativa: ne sono venuti a conoscenza solo i pochi che conoscono questo sito, più quelli arrivati qui attraverso citazione, e, se ne parlerà "Striscia la notizia" ― possibile, ma poco probabile ― anche quei telespettatori, meno numerosi di un tempo. Una quantità troppo esigua per impensierire i grandi editori, ti assicuro.

Per Nys
Gli interesserà solo quando inizieranno a perdere pubblicità, perché gli inserzionisti si saranno stufati di essere associati ad un editore poco serio.
Non perderanno un cent di pubblicità purtroppo: all'inserzionista dei contenuti da asilo mariuccia dei quotidiani non interessa un fico secco oggi, e non vedo perché gli dovrà interessare domani. Loro guardano i dati di diffusione del giornale (oggigiorno anche del sito), la fascia d'età degli acquirenti, la loro professione, le simpatie politiche. Tutto il resto è noia, come direbbe Califano.

Per tutti
Qui mi pare che si voglia scindere il giornalismo come fonte di formazione, informazione e istruzione degli italiani, dalle società per azioni che li possiedono: ma è impossibile! Se la tendenza è di abbassare i costi mantenendo costante il numero di lettori, tutti gli editori risparmieranno su nuove assunzioni e lesineranno sulle grandi firme del giornalismo, ammesso ancora ce ne siano, per puntare alla sensazione (leggi: superficialità) e, perché no, al furto con destrezza di "notizie" dal web. E quando dico tutti, dico tutti: anche la Rai, che per legge ha ben altri fini che il pareggio di bilancio, nella gestione dei tg è come Repubblica e il Corriere della sera.

Anonimo ha detto...

Errata corrige: il giornalismo → i giornali

Stupidocane ha detto...

Ho scritto alla giornalista complimentandomi per la vaccata ed esortandola, in futuro, ad essere perlomeno più coscienziosa. La risposta è stata molto cortese e tra le cose che mi ha scritto mi ha anche linkato il libro (la fonte) che ha usato per spiegarsi il fenomeno, esortandomi vivamente a leggerlo.

Ora sono in attesa di una sua risposta positiva per la pubblicazione di questa notizia personale. Appena mi darà l'ok posto la fonte.

In caso la risposta sia negativa dovrò rispettare la privacy.

@ tutti

I giornali non vivono né dal prezzo che ognuno paga per il giornale, tantomeno dalle inserzioni pubblicitarie. I giornali italiani stanno in i piedi grazie ai finanziamenti pubblici, alias "sussidi". In pratica i giornali vengono pagati più volte: con le tasse e con il prezzo d'acquisto. Le inserzioni pubblicitarie sono un surplus.

Rado il Figo ha detto...

Ma è la stessa giornalista che ha risposta piccata qui sopra?

Alberto ha detto...

Hanno cancellato l'articolo xDDDDD

Anonimo ha detto...

Per Stupidocane

I giornali non vivono né dal prezzo che ognuno paga per il giornale, tantomeno dalle inserzioni pubblicitarie. I giornali italiani stanno in i piedi grazie ai finanziamenti pubblici, alias "sussidi".

Esaggggggerato! È vero che in Italia, a differenza che in molti altri paesi, la pubblicità sulla carta stampata è stritolata dalla pubblicità sulle tv, locali e nazionali. Ma qualcosina le inserzioni rendono ancora, andiamo!
La legge sui sussidi di cui parli è stata più volte riformata, in quanto si è scoperto che era facile ricevere soldi per giornali esistenti solo nello scantinato della tipografia. Ora non ricordo più cosa stabilisce, ma mi pare che siano in proporzione alle copie stampate (tiratura) e realmente diffuse.
Se qualcuno ha notizie più aggiornate sull'ammontare effettivo dei sussidi, le scriva.

Poi facci sapere della risposta della giornalista. Ma che intendi per "link al libro"? Forse ti ha indicato dove acquistarlo?

Stupidocane ha detto...

@F74ecc.

Si. Mi ha linkato dove comprarlo, un sito che presenta anche un piccolo riassunto del contenuto.

Il libro, per stessa ammissione della giornalista, è stato usato come fonte per verificare se il fenomeno fosse possibile o meno.

Stupidocane ha detto...

Sempre @ F74ecc ed altri.

Dal Blog del Corriere della Sera, nel blog curato da Stella-Rizzo La deriva:

http://laderiva.corriere.it/2010/01/un_gesto_necessario.html

Buona lettura ed inorridimento...

Anonimo ha detto...

Sono curioso di capire cos'è questo libro e dove si inquadra, perchè dubito che sia un trattato di termodinamica.
Del resto qualunque risma di carta straccia rilegata e venduta da qualche parte è definibile libro.

Stupidocane ha detto...

La giornalista latita... aspetterò domani...

Stupidocane ha detto...

Cliccando qua e là sul sito di la Repubblica.it ho cominciato a cercare gli altri articoli di G.Mosca.

Il suo operato risulta essere "stranezze dal web", ossia l'odierna versione internettiana de "I fatti del giorno" di Famiglia Cristiana.

Ad un esame più attento, i più scafati potranno benissimo riconoscere alcune tra le più comuni e-mail che girano "tra amici" con tanto di presentazioni pauerpoint che mostrano le ultime "figate" che circolano per la rete.

Ad esempio a questo indirizzo http://tinyurl.com/y9mtry8 troviamo una foto di un "Distributore di scarpe per londinesi distratti". Se gli altri dell'articolo sono veri, questo non lo è di sicuro, in quanto è una pubblicità per le Onitsuka Tiger...

Mmh... qui gatto chekov e sua moglie gatta chekova...

Stupidocane ha detto...

Ed invece mi smentisco da solo!

Ecco la vending machine "incriminata":

http://www.youtube.com/watch?v=yy_4s6822wI

Ma pensa te...

ValterVB ha detto...

Il documento utilizzato, a me segnalato dalla sig.ra Mosca, è di pubblico accesso presso la Biblioteca on line dell'università del Michigan.
Non sono un genio della fisica e anche con l'inglese non sono proprio una cima, ma quel documento parla di contaminanti non miscibili in acqua (NAPL), l'unico accenno che ho trovato di qualcosa che si solidifica velocemente è riferito alla creazione di sfere di naftalene in acqua, non escludo che possa aver capito male o che il link sia sbagliato.

Ciao
VB

leparc ha detto...

.
Tra l'altro credo che i mari ghiaccino solo in superficie per via della salinità...o no ?
Quindi basterebbe ciò per escludere una "cascata" di acqua di mare ghiacciata
.
Paolo
.
.

Anonimo ha detto...

Ma ancora ragioniamo sulla questione in se?
Ma sì...del resto sbufalare una vaccata senza limite è difficile proprio per questo.

Altra questioncina logica: se esistessero condizioni tali da riuscire a congelare un onda in moto ma non avrebbe congelato il lago? o devo pensare che il lago era liquido, s'è messo in moto, l'onda ha viaggiato è arrivata in porssimità della riva, si è innalzata e TAC: AURORA EXECUTION!!!!

Doduz ha detto...

Mmmm...
Forse dovremmo rivolgersi ad un VERO esperto: http://gfx.filmweb.pl/ph/33/59/433359/128757.1.jpg
Donato.

lorentso ha detto...

Mi ricorda molto una risposta che ricevetti da un autore del Messaggero, che dopo aver avvisato di aver pubblicato il testo di una catena di s.antonio spacciandola per vera mi rispose che lui l'aveva sentita così e che se cercavo il suo nome su internet potevo vedere che era un affermato autore da oltre 20 anni. Che razza di comportamento è?

OperationOne ha detto...

@lorentso: in giro c'è anche di peggio in quanto a leinonsachisonoio-ismo, a me è successo con un fotografo: prima offende e prevarica i colleghi, poi pubblica e vende foto senza avere le liberatorie necessarie, ed alle legittime rimostranze dei soggetti ritratti (ed anche di buona parte dei colleghi presenti) si difende dicendo che lui è famoso e quindi fa come vuole, e che dovremmo pensarci bene prima di criticarlo perchè suo padre era uno famoso ...come atleta. mah :D

Turz ha detto...

@F7428476:
Ora non ricordo più cosa stabilisce, ma mi pare che siano in proporzione alle copie stampate (tiratura) e realmente diffuse.

Infatti molti giornali sono stati "pizzicati" a regalare le copie pur di prendere i sussidi.

Rado il Figo ha detto...

Lorentso: be', a pensarci bene, se non è proprio il Messaggero a pubblicare le catene di Sant'Antonio, quale altro giornale sarebbe più adatto?

:-)

Rado il Figo ha detto...

Replicante cattivo:
di esempi di notizie rubate ce n'è a iosa. E non solo nelle edizioni on line delle testate maggiori.
Un esempio che posso citare è Libero (d'altronde dove c'è Feltri si va sul sicuro) che pubblicò la notizia della morte di Marge Simpson. Peccato che il solerte autore non avesse citato la (unica) fonte. Forse perché ci si sarebbe accorti che il suo pezzo era praticamente copiato quasi parola per parola e proveniva dalla rubrica "Serpente di Mare" di Giornalettismo (in pratica, rubrichetta in cui si commentavano notizie palesemente e dichiaratamente inventate di sana pianta).E senza dimenticare che i tutti gli altri nomi contenuti erano dei giochi di parole in inglese.

Ma accanto a questo, come non dimenticare altri due fenomeni di copiatura: quella da Uicchipedia (ricordo proprio articolo firmato su Repubblica preso tale e quale dalla voce della si fa per dire "enciclopedia libera") e quella dai siti "istituzionali" (anche qui, ricordo servizio di presentazione del mondiale di calcetto che altro non era che quello presente nel sito della FIFA).

markogts ha detto...

Ragazzi, il fenomeno del superraffreddamento è noto e documentato. Serve acqua purissima che si raffreddi molto lentamente. In queste condizioni, può capitare che vada abbondantemente sotto zero senza congelare, salvo poi congelare nel giro di pochi secondi alla prima perturbazione. Ovvio che è impossibile avere acqua così pura in un lago e raffreddata così lentamente e senza perturbazioni in un'onda di lago.

@ Niulai, conosco il fenomeno dell'acetato di sodio, e non posso escludere che, contrariamente a quanto ivi dichiarato, il video da me linkato sia fatto con acetato. Ti mostro allora quest'altro video, meno "istantaneo" ma indubitabilmente fatto con sola acqua superraffreddata.

Paolo l'altro ha detto...

Ciao,
secondo me la notizia è assolutamente vera.
Solo la definirei incompleta: la simpatica giornalista avrebbe infatti dovuto evidenziare che pochi secondi prima era passato da quelle parti Siberius, il supereroe amico de "gli Incredibili" che è in grado di ghiacciare all'istante tutto ciò che incontra.
E perchè lo avrebbe fatto? Chiaro, per salvare l'ignara persona che era fotografata, e che sarebbe certamente stata sommersa dall'onda. Notoriamente, onde di quell'altezza nei laghi sono molto comuni e causano migliaia di vittime ogni anno. Grazie quindi a Siberius per il rapido intervento.
Ciao, Paolo l'altro.

Stupidocane ha detto...

Vabbè. ValterVB ha già spiattelato (quasi) tutto... Peccato, poteva diventare un bel giochino del tipo: PER SCOPRIRE IL LIBRO POTETE FARMI SOLO DOMANDE ALLE QUALI POSSA RISPONDERE SOLO SI O NO, RICCHI PREMI E COTILLONS!!!

Magari epicizzando un altro thread...

Anonimo ha detto...

Per Turz
Infatti molti giornali sono stati "pizzicati" a regalare le copie pur di prendere i sussidi.

Ricordo al proposito un vecchio servizio di "Report" con un livido e livoroso Vittorio Feltri beccato con le mani ancora sporche di marmellata, che diceva che a rubarla era stato il gatto. Come da copione. Forse quel servizio si trova ancora nel loro sito come podcast, non ho tempo di controllare.

Per Stupidocane

Dal Blog del Corriere della Sera, nel blog curato da Stella-Rizzo La deriva:

http://laderiva.corriere.it/2010/01/un_gesto_necessario.html

Buona lettura ed inorridimento...


L'articolo affronta solo marginalmente la questione dei sussidi che lo Stato, sotto molteplici forme, elargisce ai giornali. Mi par di capire che attualmente la stampa cosiddetta di partito ancora ha incentivi da capogiro, mentre quella comune no: se un quotidiano non legato a partiti è in difficoltà economica reale, non saranno certo i sussidi a salvarlo: viceversa, se un giornale è in attivo, i fondi ricevuti costituiscono una percentuale trascurabile del bilancio complessivo.
Detto questo, il contribuente italiano ha tutte le ragioni di indignarsi che i suoi soldi vengano dati ad aziende che passano il tempo a fare il copiaincolla da internet e a partorire falsità a tre dimensioni, considerando che le testate giornalistiche sono, secondo la pagina di uicchipedia, 183: non proprio poche.

yari.davoglio ha detto...

F7428476
la puntata di Report dovrebbe essere questa.

Anonimo ha detto...

Ma insomma nel libro citato non c'è traccia di questa cosa?

Certo che affermare: "Il fenomeno è spiegato abbondantemente sulla Rete, oltre che su diversi libri" per poi scorpire che in realtà la fonte è solo un libro che non ne parla nemmeno è l'ennesima prova di serietà

Replicante Cattivo ha detto...

@ Rado Il Figo

Non l'avrei mai detto che avresti citato Wikipedia :)
Però quello ormai è l'esempio più classico, non ci si fa nemmeno più caso. Forse ha ragione Mazzucco a definirla "il cancro della società": ormai sono innumerevoli i giornalisti (o deejay) che recuperano su Wiki le informazioni base per i loro articoli...castronerie comprese.

Ho già citato più volte il caso di Condoleeza Rice: quando diversi tg dissero che il suo nome derivò da una trascrizione sbagliata dall'impiegato dell'anagrafe. Ovviamente la fonte era wikipedia italiana; bastava andare su quella inglese per trovare la notizia esatta, con tanto di fonte.

Riguardo al furto da internet, vorrei citare la querelle nata ieri attorno al programma di Luca Barbareschi (sì, Barbareschi sta conducendo un programma tv, lo sapevate? Io no): praticamente tutte le battute che ha recitato durante la conduzione sono state rubate dal sito www.spinoza.it

Alle lamentele, Barbareschi ha risposto che
internet non può avere alcuna pretesa sul diritto d'autore.
La cosa ridicola è che anche la risposta di Barbareschi è stata presa dal forum di Spinoza

Questo discorso, inoltre
non sembra essere propriamente disinteressato.

Antonio ha detto...

Per la cronaca, praticamente tutti i quotidiani hanno goduto di incentivi nel 2008. Inserisco il link ai contributi versati dallo stato nel 2008 (in riferimento all'attività svolta durante il 2007).
http://tinyurl.com/y9uqb8c

yari.davoglio ha detto...

Replicante Cattivo,

sembra anche che il bravo Daniele Luttazzi attinga quasi tutte le sue battute da comici statunitensi e non. E lo farebbe da anni e anni, sia sul web che negli spettacoli...

Turz ha detto...

@yari.davoglio:
sembra anche che il bravo Daniele Luttazzi attinga quasi tutte le sue battute da comici statunitensi e non. E lo farebbe da anni e anni, sia sul web che negli spettacoli...

Lui di Spinoza ha copiato l'intero sistema.

Turz ha detto...

@Replicante Cattivo:
Comunque da Spinoza gli hanno subito risposto per le rime: "Probabilmente sta cercando un pretesto per farsi intitolare una strada."

Rado il Figo ha detto...

Replicante Cattivo:
che ormai Uicchipedia sia saccheggiata come unica fonte attendibile è effettivamente noto. Però nel caso citato l'articolo era proprio paro paro, parola per parola, pure spazio per spazio, la voce dedicata della cosiddetta "enciclopedia libera". E articolo con tanto di firma (al che mi era venuto il dubbio che fosse stato il giornalista di Repubblica ad aver scritto la voce). In questo caso era veramente cosa da plagio autentico.

Barbareschi mi fa venire in mente una cosa che mi sono sempre chiesto, specialmente guardando i film diretti da Neri Parenti e con Villaggio come protagonista. Ovvero: ma esiste un "plagio" quando si copiano (solo) le gag da un altro film? Tanto per andare a memoria: la gag delle "polpettine" mangiate di nascosto è presa da "Charlot vagabondo"; quello del denudamento per allontanare la bomba a mano caduta in una manica da "il Grande Dittatore"; il fallito tentativo di omicidio nei bagni maschili grazie al rotolo di carta igienica che cade, da "la pantera rosa sfida l'ispettore Clouseau" (film dal quale Steno copiò quella gag per "dottor Jeckyll e gentile signora"); il distributore di lattine da "l'ultima follia di mel brooks" (in realtà non l'ho mai visto, ma così mi ha detto mio fratello). E tralasciando la salita in bici "alla bersagliera" che non ho ben capito se sia stata copiata da Benny Hill o viceversa.

Con Barbareschi il caso è molto simile: esiste un diritto d'autore non sull'intera opera ma solo su una singola battuta o gag?

Rado il Figo ha detto...

Refuso: Steno copiò la gag delle parallele.

Rado il Figo ha detto...

yari davoglio:
parere personale: non solo Luttazzi non fa ridere ma piangere per il vuoto pneumatico che esprime, ma pure le sue battute sono copiate? Allora le deve proprio scegliere bene per trovare le peggiori.

Replicante Cattivo ha detto...

@ Yari
Lungi da me dal dire che Barbareschi sia l'unico a comportarsi in questo modo.
Tra parentesi, a me Luttazzi non ha mai strappato neanche un sorriso: mi piace (piaciucchia) quando fa satira, ma in quanto a comico l'ho sempre trovato ignobile. IMHO.

Diciamo che il caso di Barbareschi potrebbe essere interessante per la finalità nascosta: lui ruba ai ladri -il "popolo di internet"- per dimostrarne l'ipocrisia.
Beh, allora anche noi possiamo sentirci in diritto di evadere le tasse...e tralaltro proprio questo era stato il consiglio che diede tanti anni fa Barbareschi ad una signora del pubblico ("non paghi le tasse") che gli costò una denuncia e l'allontamanento dalla tv.

Replicante Cattivo ha detto...

@ Rado
Allora le deve proprio scegliere bene per trovare le peggiori.

Beh, non è detto: per recitare le battute di Jay Leno o di David Letterman, DEVI essere Jay Leno o David Letterman.
Quando Luttazzi ha realizzato "Barracuda" lo studio era chiaramente ispirato a quello del Letterman Show (ma la cosa era stata ammessa dallo stesso conduttore), però non basta una scrivania, una poltrona, una finta finestra e una band in studio per ricreare la stessa atmosfera.

yari.davoglio ha detto...

Io ho definito "bravo" Luttazzi forse perché lo conosco poco ;)

Radi il Figo,

"esiste un diritto d'autore non sull'intera opera ma solo su una singola battuta o gag?", no, non esiste.

yari.davoglio ha detto...

*Rado, non "Radi" (scusa)

Paperino ha detto...

@ Alfred Borden:

cercando "soprafusione" ne è scaturito che è "sopraffusione", ed è un fenomeno in cui l'acqua in stato di quiete e pura, può non ghiacciarsi sotto lo 0 termico, e se portata in moto improvviso invece si ghiaccia istantaneamente(visto che sta già sotto lo 0...)

il piccolo problema è che in natura a parte le l'acqua meteorica, non c'è h2o distilata in giro, ergo: mi speighi come fà un lago SALATO a provocare quel fenomeno??

quel che non si capisce è perchè i direttori dei giornali dopo aver tirato fuori una panzana non si scusino mai con i lettori, questa mercificazione della notizia ha distrutto famiglie e imperi finanziari magari per una causa in tribunale vinta poi anni dopo es:

Titolone: tizio X indagato per collusione con la mafia!....poi si scopre che è un errore di valutazione delle indagini....anni e anni dopo, intanto il tipo X và in malora, non trova piu lavoro...e i giornali - trafiletto microbico: non era vero....è pulito

è successo spesso e potete sostituire mafia con pedofilo o quello che volte, purchè faccia scandalo

Rado il Figo ha detto...

yari:
figurati: sai le volte che sbaglio io i nomi ;-)

su Luttazzi:
ah, meno male! temevo che vi facesse ridere uno con queste battute "vi è mai capitato di notte di alzarvi, aprire il frigo e trovarvi dentro Francesco Alberoni?"

Replicante Cattivo ha detto...

esiste un diritto d'autore non sull'intera opera ma solo su una singola battuta o gag?

Non ne ho idea: probabilmente, come per qualsiasi opera, esiste un diritto di citazione, limitato ad una certa percentuale dell'opera da cui si attinge.
E'logico che una singola battuta, anche solo estrapolata da uno sketch cabarettistico di 3 minuti, diventa legittimamente "rubabile".

Ma anche in questo caso esiste una deontologia professionale che, se non viene rispettata, fa sì che sia il comico a farsi una figuraccia terribile, davanti a spettatori e colleghi (a meno che non sappia dove andare a rubare...)

esiste un "plagio" quando si copiano (solo) le gag da un altro film?

Beh, credo dipenda da quanto la citazione sia evidente o meno.
Se io cito la scena delle polpettine o l'assassinio di Psycho, sono scene talmente note che è impossibile farle passare per proprie: anzi, magari le inserisco proprio perchè voglio che lo spettatore le riconduca agli originali (come è il caso di tutte le citazioni presenti nei Simpsons).

Per il resto, credo che sia molto difficile affermare la paternità di una gag e che tutto sia affidato al buon senso.
Come si può dimostrare che Villaggio abbia deciso di copiare la gag della bici senza sellino da Benny Hill (o viceversa)?
In fondo può anche darsi che sia una coincidenza, poichè il tema del "corpo estraneo nel c**o" è una gag ricorrente nell'ambito di una comicità grezza e di poche pretese...che però funziona sempre :)

Anche in questo caso penso stia al buon senso del comico non andare a rubare una gag costruita da un altro...o quantomeno di farlo con furbizia.
Ad esempio, quando Paolo Villaggio in molti film inserisce una scena in cui picchia una suora/vecchietta molto insistente, non pensate che sia una soluzione un po' svilente?

L'economa domestica ha detto...

Sul plagio, è esemplare quello di Sergio Leone verso Kurosawa nel caso di "Per un pugno di dollari" (clone di Yojimbo). Evitò guai legali peggiori (ma Kurosawa si dice abbia guadagnato più soldi con la parte dei diritti del film di Leone che gli fu accordata che in tutto il resto della carriera) inventando che entrambe le storie erano riconducibili ad "Arlecchino servitore di due padroni" di Goldoni.
In modo simile si può dire che alcune gag, alcune situazioni, alcuni clichés sono arrivati fino a noi dalla Commedia dell'Arte, dallo slapstick, dall'avanspettacolo, insomma dalla comicità di grana più o meno fine che divertiva i nostri nonni ed i nostri padri.

Replicante Cattivo ha detto...

@ Rado Il Figo
ah, meno male! temevo che vi facesse ridere uno con queste battute "vi è mai capitato di notte di alzarvi, aprire il frigo e trovarvi dentro Francesco Alberoni?"

Questo è un sistema utilizzato da molti comici scadenti: pensano che basti terminare una frase inserendo qualcosa che esprima "italianità" e pensano di far ridere.
L'esempio più classico è quella utilizzata da un Cristian De Sica qualsiasi che, davanti a una frase espressa in italiano corretto e forbito, risponde marcatamente in dialetto, possibilmente con parolacce o gestacci.
Oppure battute del tipo "in Inghilterra c'erano i Deep Purple, i Pink Floyd, i Led Zeepelin...da noi Antonello Venditti"
La poca gente che ride, principalmente lo fa per il contrasto tra i primi altisonanti nomi e quello più "nostrano" di Venditti (perchè al di là dei gusti è ridicolo paragonare un cantautore con dei gruppi rock, davanti ai quali anche Bocelli verrebbe sminuito)

E appunto spesso si pensa che inserire il nome di un politico possa far ridere anche quando non centri assolutamente nulla con la frase. Credi sia un retaggio di una comicità vecchia e logora, che probabilmente pensa che dire il nome di un politico in uno sketch abbia ancora un valore "sovversivo", come poteva averlo 30-40 anni fa. Credo che sia lo stesso motivo per cui ancora oggi molti comici fanno sketch con temi come seni, natiche, rapporti sessuali...ricordandosi di quanto ai loro tempi certi discorsi suonavano trasgressivi, come il bambino che dice "cacca" davanti agli amici dei genitori.

Replicante Cattivo ha detto...

@L'Economa
Hai centrato il punto.
La comicità, specialmente quella "fisica", ha radici molto antiche, quindi qualsiasi scena che noi vediamo adesso, quasi sicuramente ha un suo antenato.
Poi è chiaro che se Paolo Villaggio ha reso famosa la scena della bici senza sellino, ci si può scannare per capire chi se l'abbia inventata davvero lui. Resta il fatto che da quel momento, chiunque voglia riprendere questa gag, se non esplicita la citazione (es. ripetendo la frase "alla bersagliera"), passerà come un copione.

La bravura di un comico sta anche nel riprendere un clichè e farlo suo: la scena della lettera a Savonarola era una citazione di Totò e Peppino, ma Beningi e Troisi gli hanno dato una nuova linfa, e ora quella è la "loro" scena.

Sioropa ha detto...

Ma contro questo tipo di giornalismo, l'utente "avveduto" (in cui metto i frequentatori di questo blog) cosa può fare?
Scrivere una mail di protesta può servire?
Stigmatizzare l'accaduto su siti come questo può servire?
Far partire una "catena di sant'Antonio" per portare gli amici a conoscenza del fatto può servire?
Non so, io penso che queste cose siano in una certa misura inevitabili, ma non saprei indicare dei comportamenti per "arginare" il fenomeno che penso sarà sempre più diffuso.

Gwilbor ha detto...

Cioè vi piace spinoza ma non Luttazzi? Ma se hanno lo stesso stile!

L'economa domestica ha detto...

@ Replicante Cattivo

Alberto Sordi sosteneva che dopo essere sopravvissuto all'Ambra Jovinelli poteva affrontate qualsiasi cosa. Purtroppo molte "fonti" di comicità (legate a spettacoli "popolari" come l'avanspettacolo e la rivista) sono perdute per sempre. Anche perché è tradizione italica improvvisare anche a teatro (Totò in questo era assolutamente inarrivabile) e non sappiamo quante di queste gag siano passate alle successive versioni su pellicola. Il Sarchiapone Americano di Chiari poteva durare dai 5 ai 40 minuti in teatro, e con la stessa sceneggiatura di base, cambiava ogni sera. Vattelappesca se qualcuno ha "rubato" una battuta in quelle irripetibili repliche (ossimoro voluto)?

SirEdward ha detto...

Sul Plagio

E' veramente difficile inventare qualcosa di nuovo. In genere, c'è sempre qualcun altro che ci ha già pensato prima. Molto spesso, quel qualcun altro che lo ha già inventato prima non è davvero il primo, ma solo il primo di cui noi abbiamo conoscenza.

Nel comico, ad esempio, sono sicuro che certe cose facevano ridere 2000 anni fa come adesso e sono altrettanto sicuro che non esiste una singola gag che non sia stata già proposta da qualcun altro. D'altra parte il comico fa ridere perché usa dei meccaismi studiabili, delle architetture standard rielaborabili, plasmabili e in fondo sempre uguali. Tanto è vero che si possono insegnare.

Artisticamente, poi, quasi tutti, in tutte le discipline, non "inventano", ma "rielaborano" cose già viste in modi nuovi (gli artisti più creativi, i "maestri" sono quasi sempre dei grandissimi conoscitori della propria materia). E' normale. Il plagio inizia quando non c'è nulla di nuovo ma tutto di vecchio, e soprattutto quando si copia brutalmente e volontariamente da qualcun altro senza alcun apporto personale.

In questo senso, ad esempio, Luttazzi non copia, ma produce qualcosa di suo partendo da basi precise, basi di cui, tra l'altro, non fa certo mistero. (tra l'altro, a me in genere Luttazzi faceva ridere, soprattutto quando lavorava a Mai Dire Gol).

D'altra parte, anche nella scienza, non è mica che ogni nuova scoperta è fatta partendo da zero tutte le volte. Ognuno attinge a mani basse alle esperienze e all'esempio di altre persone (chi non ha mai sacramentato quando giunge il momento di scrivere la bibliografia?). L'importante è che il nuovo arrivato aggiunga qualcosa di suo, allora potrà dire di essere lo "scopritore" di qualcosa che è in realtà una catena di cui lui è solo l'ultimo anello.

SirEdward ha detto...

irripetibili repliche

Merveilleux. Tout simplement.

C'è un intero universo dietro queste due parole accostate.

Turz ha detto...

@Replicante Cattivo:
E appunto spesso si pensa che inserire il nome di un politico possa far ridere anche quando non centri assolutamente nulla con la frase. Credi sia un retaggio di una comicità vecchia e logora, che probabilmente pensa che dire il nome di un politico in uno sketch abbia ancora un valore "sovversivo", come poteva averlo 30-40 anni fa.

30-40 anni fa? Allora è tutta colpa di Berlusconi :-)

@Gwilbor:
Cioè vi piace spinoza ma non Luttazzi? Ma se hanno lo stesso stile!

Parlano degli sketch, non del sito. Lo stile del sito è copiato da Spinoza.

Gwilbor ha detto...

Il sito di Luttazzi non me lo ricordo, anch'io parlavo delle battute.

Rado il Figo ha detto...

Mi pare che si sia un po' usciti da quello che volevo domandare io: è chiaro che oggi come oggi i canoni ed i meccanismi comici sono ormai "codificati": le situazioni che portano ad una risata sono ormai assodate ed assimilate. Di certo non penso ad un plagio per uno che si prende una porta in faccia.
Nei casi citati con Villaggio, però la gag è praticamente la stessa: tanto per dire, come dottor Jekyll si avvicina all'attrezzo ginnico esordendo tale e quale a Clouseau: "da giovane mi chiamavano il mago delle parallele". E chi ha visto il film di Steno si sarà reso conto di come la gag è fin troppo forzata nel contesto del personaggio.
In casi come questi, si può parlare di plagio? Se la risposta è negativa, credo che allora anche le singole battute riprese da altra fonte non dovrebbero essere oggetto di contesa.

economa domestica: delle vicissitudine giudiziaria di "per un pugno di dollari" so che il risultato finale fu che Kurosawa si prese parte dei diritti per il resto del Mondo e quelli interi per Giappone, Corea e Cina. Lo stesso Leone cambiò più volte versione, prima sostenendo che il plagio fu voluto pensando che il film non avrebbe avuto il successo planetario poi ottenuto (in pratica una furbata di produttori maneggioni alla ricerca di facili incassi solo nel mercato nostrano) poi che fu lui stesso a invitare i produttori a pagare i diritti ma questi non lo fecero (forse per i motivi di cui sopra). Quanto all'"Arlecchino servo di due padroni" non ho mai ben capito se fosse stato utilizzato in sede processuale o se era solo una sparata di Leone per "difendersi" fuori dalle aule giudiziarie (fra l'altro a volte tirava fuori pure i poemi omerici come ispirazione).
Avendo visto i due film, credo che ci fossero pochi dubbi sul plagio e le difese mi parevano molto deboli (tipo Big Red e Gabibbo con Ricci che per difendersi sosteneva essere il primo plagiato da Barbapapà).

gwilbor: non so nemmeno chi o cosa sia spinoza.

Rado il Figo ha detto...

Ehm scusate: intendevo dire: che Big Red fosse un plagio di Barbapapà. In pratica copiare una copiatura per Ricci non sarebbe stato plagio (oltre ad una bizantina differenza fra personaggio e pupazzo ed altre amenità del genere).

Thhh ha detto...

Rado,
googla spinoza, subito!
dovrebbe aver vinot qualche premio agli ultimi macchianera blog awards...

e usa l'indice per tornare verso gli ultimi giorni prima dell'elezione di Obama, ci son delle chicche mostruose :D

Anonimo ha detto...

ignoranza giornalistica a parte, foto strepitose

Anonimo ha detto...

Per Antonio

Per la cronaca, praticamente tutti i quotidiani hanno goduto di incentivi nel 2008. Inserisco il link ai contributi versati dallo stato nel 2008....

Grazie mille.
Risulta che i quotidiani che hanno avuto più contributi dallo Stato sono L'avvenire e L'unità. Meglio non fare commenti...
Si tratta peraltro di cifre scandalose per un contribuente comune, ma di peso trascurabile in rapporto al giro d'affari di quotidiani a diffusione nazionale come questi due.

L'economa domestica ha detto...

@ Replicante cattivo

Gli avvenimenti che portarono alla nascita di "Per un pugno di dollari" sono tra la leggenda, il mito e la realtà, in tutti i sensi.

pgc ha detto...

Ho lavorato per diversi anni insieme a Tony Travouillon quando era uno studente a University of New South Wales, Sydney e quando andavamo a Dome C, e posso testimoniare che quelle fotografie sono sue, prese probabilmente nel 2003. E' altamente probabile (ma non ne ho la certezza) che siano state prese nei pressi della Stazione di Dumont D'Urville, da cui si raggiunge la base italo-francese di Dome C proveniendo da Christchurch New Zealand.

pgc

pgc ha detto...

posso anche dire che la ragazza ripresa nella foto e' Susanne Kenyon, anche lei studentessa a UNSW in quel periodo.
pgc

pgc ha detto...

Per coincidenza gestisco un gruppo su facebook che si limita, al contrario di questo sito che ha ben piu' ampi obiettivi, a segnalare tutti le notizie scientifiche distorte che si trovano sui giornali italiani. Il gruppo si chiama "la Scienza Inventata" e siete benvenuti. La mia intenzione era di denunciare questa mancanza di professionalita' diffusa, che ha veramente stancato.

Tra l'altro in uno dei pochi Paesi al mondo in cui esiste un ordine dei giornalisti. Mi chiedo a che pro a questo punto...

saluti e grazie al bravissimo Altissimo.
paolo

pgc ha detto...

dimenticavo: ovviamente concordo che si tratta di un iceberg blue. Spiegazioni (serie) del loro colore si trovano ovunque su internet e in letteratura, mentre il colore di quelli verdi, piuttosto raro, e' stato spiegato solo di recente. Vedi qui: http://www.nytimes.com/1993/05/04/science/mystery-of-rare-emerald-icebergs-is-solved.html. Notare che anche il NYT in quel caso fece un errore che provvide a correggere (vedi nota in fondo all'articolo citato).

Alfred Borden ha detto...

Paperino ha commentato:
@ Alfred Borden:

cercando "soprafusione" ne è scaturito che è "sopraffusione", ed è un fenomeno in cui l'acqua in stato di quiete e pura, può non ghiacciarsi sotto lo 0 termico, e se portata in moto improvviso invece si ghiaccia istantaneamente(visto che sta già sotto lo 0...)

il piccolo problema è che in natura a parte le l'acqua meteorica, non c'è h2o distilata in giro, ergo: mi speighi come fà un lago SALATO a provocare quel fenomeno??


Non chiederlo a me. Come ho scritto, ho citato il fenomeno della soprafusione (o sopraffusione) commentando il video postato da markgots, non per spiegare quello che voleva intendere la giornalista.

@Replicante

Ho letto per la prima volta dell'origine del nome Condoleezza in una sua intervista poco dopo la nomina nel 2001. Non è vero che nelle intenzioni dei genitori doveva essere "con dolcezza"?

Yari Davoglio ha detto...

Alfred Borden,

"Non è vero che nelle intenzioni dei genitori doveva essere "con dolcezza"?", sì, ma non per un errore dell'anagrafe, bensì per una imprecisione grammaticale della madre Angelena, appassionata di musica. A quanto pare :)

Replicante Cattivo ha detto...

@ Alfred e Yari
http://complottismo.blogspot.com/2008/09/wikipedia-con-dolcezza.html

La castroneria di wikipedia (ripresa dai giornalisti) riguardava il fatto che il nome della Rice fosse frutto dell'errore di un impiegato dell'anagrafe.
Invece il nome che le è stato assegnato è proprio quello che i genitori volevano, senza alcun errore.
Per noi sono sottigliezze (oltretutto su un argomento quantomeno inutile), ma per un giornalista sono comunque errori procedurali molto gravi.

L'economa domestica ha detto...

@ Replicante cattivo

Sull'articolo citato dalla Wiki inglese, riguardo al nome risulta che la madre si sia ispirata al termine "Con dolcezza", modificandolo a suo piacimento. Però la storia dell'errore dell'anagrafe in Italia è ancora al più diffusa.

Turz ha detto...

Sull'articolo citato dalla Wiki inglese, riguardo al nome risulta che la madre si sia ispirata al termine "Con dolcezza", modificandolo a suo piacimento. Però la storia dell'errore dell'anagrafe in Italia è ancora al più diffusa.

Impiegato: "Nome?".
Cliente: "Pie-pie-pie-pietro".
"Ah, è balbuziente, mi spiace!".
"No io no, parlo bene, mio padre è balbuziente e l'ufficiale di anagrafe era un gran figlio di *******!"

lucky141 ha detto...

Scusate, ma questa è parente?

Da Adnkronos: "In Cina l'incredibile onda ghiacciata (FOTO)"
http://www.adnkronos.com/IGN/News/Esteri/?id=3.0.4243278473

Andrea ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Andrea ha detto...

Mi chiedo se l'autrice del primo commento ha capito nel frattempo perché ha scritto una castroneria. Se la giornalista della Repubblica fa una pessima figura, che dire di chi la critica con tanta veemenza e allo stesso tempo spara una baggianata simile?

Anonimo ha detto...

Per Andrea

Non capisco a chi ti riferisci esattamente come autore del primo commento: mi risulta sia Lighthousely. E quale sarebbe la baggianata?

Baggianata per baggianata, chi commenta qui lo fa gratis. Una sottile, impercettibile differenza con chi scrive, pagata, per una testata in vendita nelle edicole ancora c'è. :-)

Andrea ha detto...

Per F7428476

La baggianata è nel ragionamento fatto da Lighthousely per dimostrare l'impossibilità del fenomeno:

--------8<--------------------
(...) E il tipo che sta li? Aspettava di essere ucciso inevitabilmente dall'onda qual'ora non si fosse ghiacciata!?!?! Ma dico? La gente crede veramente a questa massa di cretinate cosmiche? (...)
--------------------8<--------

Qualunque sia il modo in cui quella figura di ghiaccio si sia formata, questa persona molto semplicemente ci si è messa davanti **dopo**, e si è fatta fotografare.

Se proprio vogliamo dare praticamente del cretino a qualcuno, anche gratis :-), bisogna almeno essere sicuri di non dire una cretinata a nostra volta...

Già trovo veramente sgradevole tutta questa aggressività, che trovo così spesso nei blog (soprattuto nei commenti), nei confronti di un'altra persona, per quanto criticabile per il modo in cui ha svolto il proprio lavoro... quando poi non è almeno sorretta da un ragionamento intelligente, mi sembra giusto farlo notare: magari qualcuno potrà imparare a criticare l'altrui errore con quel pizzico di moderazione in più che la coscienza dei nostri propri limiti dovrebbe imporci.

Ciao

Turz ha detto...

@Andrea:
Qualunque sia il modo in cui quella figura di ghiaccio si sia formata, questa persona molto semplicemente ci si è messa davanti **dopo**, e si è fatta fotografare.

Effettivamente anche se fosse stata un'onda (il che resta una cazzata) non c'entra niente con il fatto che la persona ci si sia messa davanti dopo.

Lighthousely, la giuria ti toglie la medaglia per aver scritto il primo commento e la dà a Giuliano47.

Giuliano47 ha detto...

@Luigi Garlaschelli

"si dice che in regioni freddissime uno sputo (e forse anche la pipi'...) congela prima di toccare terra"

Ho interpellato un mio collega che e' andato alcune volte alla base scientifica del Polo Sud.
Mi ha riferito che, facendola all'aperto, non si e' mai congelata prima di toccare terra.

pgc ha detto...

Non so se il tuo amico era li d'estate, ma veramente a me e' capitato. Faceva -73, ero in pieno inverno a South Pole e c'era anche un po' di vento.

A causa dello sbalzo termico la pipi' in realta' "vaporizza", come se esplodesse, prima di toccare terra e congela istantaneamente in minuscole particelle che volano via. Niente scenetta da film comico con la stalagmite di urina, comunque...

markogts ha detto...

http://www.youtube.com/watch?v=K-GSrrk_ATM

Replicante Cattivo ha detto...

Faceva -73, ero in pieno inverno a South Pole e c'era anche un po' di vento.

Con tutto il rispetto...a quella temperatura io non oserei tirare fuori l'"attrezzatura", anche perchè si dice che il freddo abbia uno spiacevole effetto collaterale XD
Non potevi fartela addosso? XD

Niente scenetta da film comico con la stalagmite di urina, comunque...

-Ehi, li vedi quei cubetti di ghiaccio?
-Sì
-Tirali sulla stufa!

Prr! prrr! prrr!

Lighthousely ha detto...

:D Mi fa piacere notare che non avete afferrato la mia ironia!!! O l'avete afferrata e ci siamo soltanto prendendo in giro amorevolmente a vicenda? ^_^ Ma secondo voi?

Lighthousely ha detto...

Ovviamente 'stiamo' e non 'siamo', mi son persa una T per strada... chiedo umilmente perdono.

Giuliano47 ha detto...

@pgc

"Non so se il tuo amico era li d'estate"
Si, estate polare. Era il periodo di fine anno.

pgc ha detto...

@ GIuliano:

chi era il tuo amico? Lo conosco quasi certamente se era veramente a South Pole (e non in una qualche altra base come Dome C o Terra Nova per esempio...)

Giuliano47 ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Giuliano47 ha detto...

@pgc

E' un tecnico meccanico dell'Universita' di Milano.
L'ultima volta che si e' recato al fresco del Sud sara' stato un dieci-quindici di anni fa. Ci andava col gruppo del prof. Sironi.
Le sue iniziali: F.C.

Ricordo che prima si recavano in una base ai confini della zona polare e poi raggiungevano il polo con un aereo speciale.
Non era un volo Alitalia :-)

markogts ha detto...

Non era un volo Alitalia :-)

Te credo, arrivare al polo e scoprire che le valigie sono a Timbuctù...

Anonimo ha detto...

Repubblica ci ricasca:

http://tv.repubblica.it/copertina/ne-maschio-ne-femmina-ecco-il-primo-neutro/44046?video

«Né maschio, né femmina: ecco il primo "neutro".

In Australia il primo essere umano senza genere: è Norrie May-Welby, uno scozzese che da anni vive a Sydney.

È diventato la prima persona al mondo ad essere riconosciuta da un governo "di sesso non specificato". Norrie, 48 anni, è nato maschio ma nel 1990 ha cambiato sesso. Una volta emigrato in Australia gli era stato rilasciato un attestato che lo dichiarava di sesso femminile, ma a quel punto May-Welby "non si sentiva più a suo agio con una identità unicamente femminile".

"L'identità di uomo o quella di donna non mi si addicono. La soluzione migliore per me è non avere un'identità sessuale", ha detto. Le autorità australiane hanno dunque acconsentito a cambiare il certificato di nascita classificando May-Welby come "neutro"».

Più che neutro: è neutro Robert's.
Mah...

Anonimo ha detto...

E figuriamoci se il Corriere della sera poteva essere da meno:

http://video.corriere.it/?vxSiteId=404a0ad6-6216-4e10-abfe-f4f6959487fd&vxChannel=Dal%20Mondo&vxClipId=2524_7622cfb4-312b-11df-bc31-00144f02aabe&vxBitrate=300

A parte l'evidente odore di bufala, viene davvero da chiedersi, anche se fosse vera, dove sta la notizia per un lettore medio italiano.

Turz ha detto...

@Accademia dei pedanti:
Anche su Xinhua e Telegraph è data la notizia. Non sembra una bufala, questa volta, ma solo una bizzarria concessa dalla burocrazia australiana, notoriamente più aperta di quella italiana. Oppure ci sono cascati in tanti, ma davvero in tanti, in giro per il mondo.

Anche se il nome May-Welby sembra costruito a tavolino. Però chissà, magari se l'è fatto cambiare.

Dovremmo consigliare anche al personaggio innominato del Thread Epico di presentare domanda per essere considerato "genderless" :-)

Anonimo ha detto...

Per Turz

Anche su Xinhua e Telegraph è data la notizia. Non sembra una bufala, questa volta, ma solo una bizzarria concessa dalla burocrazia australiana...

Io ho controllato sui siti di quotidiani australiani, a cominciare da The Australian, e la notizia non compare, guarda caso...
È un metodo di sbufalamento un po' superficiale, lo ammetto; attendo un'indagine vera per ricredermi. Di Xinhua e Telegraph non mi fido assolutamente. Purtroppo non ho focaccia da offrire a Paolo Attivissimo. :-(

Turz ha detto...

@Accademia dei pedanti:
Ma come, non hai un po' della tipica focaccia danese? :-D

Riguardo alla notizia, May-Welby "may well be" a real person. È apparso/a in TV sette anni fa:
http://www.abc.net.au/tv/enoughrope/transcripts/s927538.htm

Anonimo ha detto...

E figuriamoci se non c'era l'epilogo! Ora secondo Repubblica al suddetto May-Welby hanno revocato lo status di genere indistinto. Repubblica, eh?! Mica The australian e nemmeno The Sidney morning Herald, quotidiano della zona in cui vive: per questi May-Welby nemmeno esiste.
Che quotidiani distratti, avranno pensato alla redazione di Repubblica, hanno una caso di cui parla tutto il mondo, e non se ne sono nemmeno accorti.

davide ha detto...

Purtroppo anch'io ho notato spesso svarioni inaccettabili da parte di chi, invece, dovrebbe informarci.
FAccio riferimento a quello che conosco meglio: il diritto.
Due esempi scemi ma che danno l'idea:
1) Reato penale; dicitura scorretta: non esiste un reato civile o amministrativo, esiste un illecito civile, penale o amministrativo, un reato è un illecito penale, quindi aggiungere penale alla parola reato è scorretto e fuorviante;
2) dire assoluzione in caso di prescrizione del reato (il reato prescritto esiste, semplicemente lo stato rinuncia alla sanzione); o dire che un ricorso è stato accolto invece che ammesso (come nel recente caso del ricorso del governo italiano contro la sentenza della CEDU sui crocifissi).
Ma gli esempi possono essere infiniti...

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