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2010/06/19

Antibufala: auto elettriche boicottate da petrolieri e banchieri?

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di “edmondo.m*” e “daniele.g*” ed è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2012/01/19.

Sta circolando una presentazione Powerpoint in italiano, tradotta dallo spagnolo, che sostiene che sono già state realizzate auto elettriche e a idrogeno che risolverebbero il problema dell'inquinamento ma sono state sistematicamente distrutte in massa e boicottate dalle “lobbies delle grandi compagnie petrolifere”.

Ci sarebbero addirittura modelli di auto che funzionano “col vapore acqueo”, e viene tirato in ballo anche Nikola Tesla, un vero e proprio jolly onnipresente nelle teorie pseudoscientifiche, dicendo che “più di 100 anni fa... trovò il modo di far muovere un motore (o una turbina ecc.) con l’ “Energia libera” che non usa né acqua né idrogeno come fonte d’impulsi ma solamente dei magneti” e che “con uno di questi motori magnetici si potrebbe muovere un’auto dalla Patagonia fino all’Alaska, senza utilizzare una goccia di combustibile!”. Scusate se è poco.

Gli ingredienti per liquidare questa presentazione come l'ennesima accozzaglia di fantasie di complotto partorita dall'ignoranza dei principi basilari della fisica ci sono tutti: la cospirazione della “mafia bancaria e petroliera che controlla il pianeta”, le prestazioni straordinarie promesse da tecnologie tenute segrete, e (ciliegina sulla torta) la citazione di Tesla. Ma siccome la presentazione fa leva sui pregiudizi e sui luoghi comuni e presenta alcune affermazioni che sembrano dimostrarli, continua a circolare.

Come al solito, è più facile dare la colpa al grande complotto per fregarci, contro il quale non possiamo far niente, che impegnarsi a fare qualcosa di concreto, come per esempio usare meno l'auto, condividerla o comperarne una che beve di meno. Se il mondo è controllato dalla “mafia bancaria e petroliera”, diventa inutile cercare di cambiare il mondo: il cospirazionismo, insomma, è un'ottima scusa per non fare nulla e dare la colpa agli altri.

Provo a fare un po' di chiarezza sulle tante affermazioni – rigorosamente prive di alcuna fonte, come al solito – presentate nell'appello che circola, basandomi sull'ottimo lavoro di Markogts, che linka anche la presentazione su Slideshare. La versione inglese dell'appello è anch'essa su Slideshare. L'indagine è anche un'occasione per ripassare alcune nozioni sulle auto elettriche che forse una certa foga ecologista mal riposta tende a far dimenticare.

Una precisazione: so che ci sarà sicuramente qualche ottusangolo che interpreterà quest'articolo come una difesa dello status quo e delle lobby petrolifere, ma non è così: dico solo le cose come stanno, che piacciano o no, e documento quello che dico. Io ho ridotto il mio inquinamento automobilistico facendo già oltre vent'anni fa una scelta di carriera: lavorare da casa e spostarmi in auto il meno possibile. E comunque non ho bisogno dei soldi delle lobby del petrolio: sono già pagato dalla CIA, dal Nuovo Ordine Mondiale, dagli Illuminati e dai Rettiliani.


L'auto elettrica EV-1


Per il problema dell'inquinamento dell'aria, dice l'appello,

è già esistita una soluzione! Nel 1996, le prime auto elettriche prodotte in serie, le EV1 (Electric Vehicle 1), furono fabbricate negli USA dalla General Motors e circolarono per le strade della California. Erano auto veloci: passavano da 0 a 100 km/h in meno di 9 secondi! Ed erano molto silenziose!

La seminagione di punti esclamativi, come la citazione di Nikola Tesla, è un altro sintomo ricorrente di bufala, ma lasciamo stare.

L'appello presenta silenziosità e accelerazione come prove dell'efficacia di queste auto, ma dimentica tre dati molto più importanti.

  • La EV-1 era un'auto a due posti: totalmente inutile per una famiglia.
  • Aveva un prezzo altissimo: 34˙000 dollari dell'epoca (1996, Los Angeles Times), pari a 47˙000 dollari di oggi (38˙000 euro, 52˙000 franchi) per un'auto con la capienza di una Smart.
  • L'autonomia: non più di 209 chilometri per il modello migliore in condizioni ottimali (batterie NiMH e perfettamente caricate, senza usare l'aria condizionata o il riscaldamento, senza fare salite e a seconda della temperatura ambiente). Esaurita l'autonomia, l'auto ci metteva da 6 a 8 ore per “fare il pieno”.

Seriamente: spendereste 38˙000 euro per una due posti che dopo duecento chilometri deve stare ferma sei ore? Certo, potreste usarla per tratte relativamente brevi, per esempio per andare al lavoro: ma sarebbe inservibile per qualunque viaggio lungo. Dovreste quindi acquistarla come seconda auto, oppure noleggiarne una a benzina o diesel per i viaggi lunghi. Addio risparmi.

Sono questi i problemi pratici per i quali l'auto elettrica fatica a decollare tuttora: non per fantasiosi complotti di lobby mafiose. La EV-1 se la potevano permettere persone come l'attore Tom Hanks, per le quali usare un'auto elettrica aveva anche un ritorno d'immagine ecologista, ma restava al di fuori della portata economica e delle esigenze della famiglia media.

È per questi motivi che la EV-1 fu data in leasing e non venduta. Inoltre l'appello non dice che la EV-1 nacque come scappatoia per venire incontro alle leggi anti-inquinamento californiane, che nel 1990 prevedevano che le case automobilistiche, per poter vendere in California, avrebbero dovuto fabbricare il 2% della propria produzione in forma di auto a emissioni zero entro il 1998. L'obbligo fu poi annullato perché ritenuto tecnicamente insostenibile e la EV-1 fu tolta dal mercato. La Honda fece altrettanto con la EV Plus.

“Non producevano nessun tipo di inquinamento (e neppure avevano il tubo di scappamento)”, dice la presentazione. La prima affermazione è imprecisa e ingannevole: l'energia elettrica necessaria per ricaricare un'auto elettrica deve provenire da qualche parte, e se la centrale elettrica che la produce è inquinante, caricare un'auto elettrica inquina comunque. In modo differente dall'auto a benzina o diesel, ma inquina, per cui non si può dire che le auto elettriche non producano nessun tipo di inquinamento.

La seconda affermazione è una scemenza pura e semplice: sottolineare che la EV-1 non aveva il tubo di scappamento è come sottolineare che una Volkswagen non ha l'attacco per le briglie dei cavalli.

“Erano facilmente ricaricabili con energia elettrica nel garage di casa”. Vero, a patto che “facilmente” significhi “aspettare da sei a otto ore per ricaricare”.

“Dieci anni dopo queste auto del futuro sparirono. Come può essere possibile? In primo luogo queste auto non potevano essere comprate, ma solo noleggiate. I contratti di noleggio non vennero semplicemente rinnovati. La General Motors recuperò tutte le EV1, nonostante l’opposizione dei suoi utenti, e dopo furono……DISTRUTTE…” Vero. Il programma EV-1 fu cancellato nel 2003 perché la General Motors lo ritenne economicamente insostenibile: per legge avrebbe dovuto gestire ricambi e riparazioni per anni, per un parco complessivo di meno di milleduecento esemplari. La GM preferì ritirare le auto e distruggerle o donarle ad alcuni musei, concentrando i propri investimenti sulle auto ibride.

A proposito: se davvero c'è un complotto contro le auto elettriche per favorire i consumi di petrolio, perché le case automobilistiche investono nelle auto ibride come la GM Volt, che consumano meno e non hanno le limitazioni di autonomia delle auto elettriche pure?


L'auto elettrica Nissan Hypermini



Nel 1997, la Nissan presentò il modello elettrico Hypermini nel salone di Tokyo. Il Municipio della città di Pasadena (California USA) adottò quest’auto come veicolo professionale per i suoi dipendenti. Erano molto apprezzate per la loro facilità di manovra e parcheggio ed anche per la loro efficienza di movimento dentro la città. Nell’agosto del 2006, andò a termine il contratto di noleggio delle auto tra il Municipio di Pasadena e la Nissan. Il municipio tentò di comprare le auto, ma la Nissan non lo permise. La Nissan ritirò tutte le auto per... DISTRUGGERLE !

Quello che l'appello non dice è che quest'auto, come la EV-1, era una vettura a due posti con un bagagliaio inesistente: l'equivalente di una Smart. L'autonomia era di circa 110 chilometri con una carica completa della batteria in condizioni ottimali e il prezzo era intorno ai 36˙000 dollari: ancora più alto di quello della EV-1. Ne furono prodotte in tutto 219: troppo poche per mantenere assistenza e ricambi. Come per la EV-1, fu questo il motivo che spinse la Nissan a ritirarla. In Giappone, tuttavia, ne circolano ancora alcuni esemplari: quindi non è vero che la Nissan le ritirò tutte.


L'auto elettrica RAV4-EV



Nel 2003, la Toyota decise di iniziare la produzione del RAV4-EV. (EV=Veicolo Elettrico) Questa 4x4 elettrica, un prodotto di alta raffinatezza tecnologica, era stata molto apprezzata dai suoi utenti fin dal 1997. Il costo di ricarica era di US$ 0,09 per kilowatt/ora, vale a dire, una ricarica completa del veicolo costava $ 2,70. Nel 2005 i contratti di noleggio andarono a scadenza. La Toyota inmediatamente si prodigò a recuperare tutte queste auto per... DISTRUGGERLE !

Lo scenario che ci vuole suggerire l'anonimo estensore dell'appello, con questa ripetizione dello stesso ciclo produzione-successo-distruzione, è che ci sia un piano mondiale preciso: immettere sul mercato delle auto elettriche e poi puntualmente ritirarle e distruggerle prima che qualcuno si accorga che funzionano. Ma allora non sarebbe più semplice fare in modo che non vengano fabbricate del tutto? Per non parlare del fatto che in Svizzera, per esempio, ci sono tuttora varie auto elettriche, compresa una Smart elettrica che ho avuto il piacere di provare: bella, ma è – come le auto elettriche precedenti – una costosissima due posti con un'autonomia molto limitata.

L'appello qui fa un errore grossolano: dice che la Toyota iniziò la produzione della RAV4-EV nel 2003 ma gli utenti la apprezzavano fin dal 1997. Come facevano ad apprezzarla sei anni prima che uscisse? In realtà l'auto fu immessa sperimentalmente sul mercato nel 1997 e offerta al pubblico per il leasing o l'acquisto nel 2003. Fu ritirata dal mercato lo stesso anno. Il motivo? Secondo Toyota, le vendite scarse: soltanto 300 in un anno, e il costo della sostituzione della batteria era superiore a quello dell'acquisto dell'auto. Le tecnologie della RAV4-EV furono riciclate per la Prius.

E perché non la comprava nessuno? Perché costava 42˙000 dollari: ancora più della EV-1 e della Hypermini, anche se gli incentivi governativi californiani ne riducevano il prezzo a 29˙000 dollari. In compenso portava cinque persone, aveva un'autonomia massima di 190 chilometri e richiedeva cinque ore per la ricarica: limitazioni analoghe alle auto precedenti, ma meno penalizzanti (soprattutto in termini di numero di passeggeri), tanto che il veicolo suscitò notevole entusiasmo fra gli appassionati, molto più di quanto previsto da Toyota, ma non abbastanza da vendere i numeri necessari per essere economicamente sostenibile per il fabbricante. E diversamente da quanto detto dall'appello, esistono ancora RAV4-EV in circolazione.

Allora, alcuni cittadini USA decisero di organizzarsi: Venne creata l’associazione “Don’tCrush” per tentare di salvare le RAV4‑EV. Questa associazione esercitò pressioni sulla Toyota per 3 mesi. Finalmente VITTORIA! La Toyota autorizzò le persone, che avevano noleggiato queste auto, a comprarle. Tuttavia, la linea fu tolta dalla produzione e la batteria NiMH EV-95 non venne mai più prodotta. Perché? Nel 2005 la fusione commerciale Chevron - Texaco compró il brevetto della batteria per US$ 30 milioni e smantellò la fabbrica.

Non ho trovato tracce di questo presunto acquisto del brevetto e dell'altrettanto presunto smantellamento della fabbrica, ma mi risulta che ci furono realmente delle complicazioni legali grazie alle quali la Chevron esercita un notevole (e sospetto) controllo sulla produzione di grandi batterie per autotrazione. Per esempio, la Mercedes nel 2008 fece causa alla Cobasys, che è la divisione batterie della Chevron, perché non le aveva consegnato le batterie necessarie per il proprio SUV ibrido ML450. E nel 2005 effettivamente ci fu una multa da 30 milioni di dollari contro Panasonic e Toyota per violazione dei brevetti della Cobasys sulle batterie NiMH. Sottolineo multa, non acquisto del brevetto: ma se volete un complotto, è qui che lo trovate.


La condanna dell'incendiario di Hummer


Curiosamente, mentre i veicoli elettrici venivano distrutti in massa, quelli a combustione erano ben protetti. Nel giugno del 2001, Jeffrey Luers di 23 anni, attivista USA per la difesa delle foreste, ebbe una triste esperienza. Egli fu condannato a 22 anni e 8 mesi di prigione per aver bruciato 3 Hummer’s (auto americane, uguali a quelle dell’esercito che consumano molto combustibile). Lui volle esprimere con questo gesto la minaccia rappresentata per il nostro pianeta da questi mostri ultra inquinanti e consumatori.

Un piccolo particolare che l'appello ha curiosamente scelto di sorvolare: i “tre Hummer” incendiati non erano suoi. Luers diede fuoco a tre SUV di un concessionario a Eugene, nell'Oregon. Lo fece per protesta ecologica, certo, ma sta di fatto che decise di farlo distruggendo la proprietà altrui e causando danni per 28˙000 dollari. La pena inflitta fu effettivamente di 22 anni e 8 mesi, ma fu in seguito ridotta a dieci nel 2008. Condanna dura, indubbiamente, ma all'estensore dell'appello sfugge forse la differenza fra una General Motors o una Toyota che decidono di distruggere i propri veicoli e un Luers che decide di distruggere le auto altrui.


L'auto a idrogeno


Le “lobbies” delle grandi compagnie petrolifere non vogliono che i veicoli elettrici sopravvivano ...e così stanno facendo guerre nel Medio Oriente a causa del petrolio e ammazzano persone in tutto il mondo... Con l’inquinamento dei combustibili! Ma non esiste solamente la tecnologia dell’auto elettrica… La BMW ha un’automobile commerciale a base di idrogeno. Da circa 10 anni! Il Governatore della California, il famoso attore Arnold Schwarzenegger, guida una Hummer. Ad idrogeno!

L'auto alla quale si riferisce l'appello è presumibilmente la BMW Hydrogen 7. Il problema di fondo, però, è che l'idrogeno non è una fonte di energia; è un vettore di energia, e per di più inefficiente.

L'energia che si consuma per produrre e distribuire idrogeno è infatti molto superiore a quella che si estrae dall'idrogeno prodotto: tanto vale usare quest'energia per caricare delle batterie. La distribuzione dell'idrogeno è un incubo, a causa della sua bassissima densità (che ne esige la pressurizzazione o la liquefazione a temperature bassissime, con tutto quello che ne deriva) e della sua estrema infiammabilità. Le opinioni e gli esperimenti sull'effettiva pericolosità dell'idrogeno per auto rispetto alla benzina sembrano indicare una maggiore sicurezza dell'idrogeno, ma voi ve la sentireste di andare in giro con una bombola di idrogeno liquido e/o pressurizzato nella vostra auto e rischiare un tamponamento esplosivo? Appunto.

Inoltre attualmente l'idrogeno viene prodotto principalmente estraendolo dagli idrocarburi, per cui l'auto a idrogeno dipende dal petrolio esattamente come quelle a benzina o diesel (Washington Post). Dire, come fa l'appello più avanti, che “L’auto a idrogeno... utilizza l’aria come materia prima per il combustibile” è una fesseria colossale.

Certo l'idrogeno riduce o elimina l'inquinamento da gas di scarico, ma non fa nulla per la dipendenza dalle “lobbies delle grandi compagnie petrolifere”. Proporre l'idrogeno come soluzione ecologica che ci libera dalla schiavitù del petrolio è quindi un miope controsenso.


Genepax, l'auto ad acqua



L’anno prima fu presentata al pubblico la Genepax, la prima e unica auto che funziona col vapore acqueo. Sì, hai letto bene, questa auto funziona unicamente con l’acqua! E non è tutto, l’acqua che utilizza non deve neppure essere filtrata in alcuna misura, ed è capace di fare 80km/h con un litro d’acqua.

La Genepax è una società giapponese che dice di avere un'auto il cui propulsore estrae l'idrogeno dall'acqua (“persino dal tè”, secondo quanto riferisce Reuters). Ma il suo sito è fermo da febbraio del 2009 perché “i costi di sviluppo sono diventati molto alti... e quindi stiamo chiudendo il nostro sito”.

Prima che sospettiate l'intervento dei Men in Black o delle solite lobby petrolifere per zittire il successo della Genepax, segnalo che la società giapponese non ha rivelato i dettagli della scatola misteriosa che usa come fonte di energia, se non per dire che “estrae idrogeno dall'acqua versata nel serbatoio dell'auto”. Nessuno ha mai visto l'auto funzionare per più di brevi periodi. Inoltre, se la Genepax ha trovato un metodo efficiente per estrarre l'idrogeno dall'acqua ma è a corto di soldi, non si capisce perché parta subito con il progetto dell'auto ad acqua, invece di fare una cosa più semplice: costruire un generatore fisso accanto a un corso d'acqua, senza le limitazioni di peso e di dimensioni che ha un'auto. La puzza di truffa è molto forte.

Gli esperti hanno liquidato la Genepax come delirio contrario alle leggi della termodinamica (Popular Mechanics; Cleantech). Ma naturalmente basterebbe che i signori della Genepax dessero una dimostrazione del loro apparecchio miracoloso in condizioni controllate (niente idruri metallici usa e getta, per esempio) e gli esperti verrebbero sbugiardati. Questo non avviene, né per la Genepax né per tutte le altre miracolose “auto ad acqua” che ogni tanto gli inventori da sottoscala sbandierano per poi scomparire nel nulla (quando va bene) o nel ridicolo (quando va male). Chiedetevi perché.


Tesla e l'“energia libera”



Altro ancora: sai che più di 100 anni fa un geniale scienziato Nikola Tesla trovò il modo di far muovere un motore (o una turbina ecc.) con l’ “Energia libera” che non usa né acqua né idrogeno come fonte d’impulsi ma solamente dei magneti? Oggi la tecnologia dell’ “Energia Libera” si trova sufficientemente sviluppata dagli scienziati indipendenti, al punto che con uno di questi motori magnetici si potrebbe muovere un’auto dalla Patagonia fino all’Alaska, senza utilizzare una goccia di combustibile! Nella rete web si trovano disponibili i piani necessari per sviluppare questa prodigiosa tecnologia che, se fosse applicata, abbasserebbe il costo della vita di un 80%! … L’abbondanza per tutti!...E perché non si applica? Per colpa della medesima mafia bancaria e petroliera che controlla il pianeta!

Questo è il delirio finale dell'appello: le parti successive parlano semplicemente di biocarburanti e invitano a diffondere l'appello perché tutti insieme sconfiggeremo le lobby potentissime, eccetera, eccetera. Come già detto, citare le misteriose scoperte segrete di Tesla è una garanzia di scemenza di chi le cita, ma in questo caso l'appello arriva addirittura al corto circuito logico. Dice che “la tecnologia dell’ “Energia Libera” si trova sufficientemente sviluppata dagli scienziati indipendenti”. Bene, allora cosa aspettano a farcela vedere in azione? Che ci mostrino “uno di questi motori magnetici” che permetterebbero di “muovere un’auto dalla Patagonia fino all’Alaska, senza utilizzare una goccia di combustibile!”. Ce lo facciano vedere, s'intende, in condizioni controllate. Mica vogliamo farci fregare.

Suvvia, non dovrebbe essere difficile realizzarlo. I piani non sono mica segreti: “Nella rete web si trovano disponibili i piani necessari per sviluppare questa prodigiosa tecnologia”. Dove, di preciso, non si sa. Ma ci sono. Chissà perché, tutta questa brava gente pronta a indicare le soluzioni ai mali del mondo se la svigna come un maiale in una sinagoga non appena le si chiede di passare dalle parole ai fatti.

In conclusione, l'appello è un ottimo esempio di come Internet diffonda la saggezza del cretino: una costellazione di luoghi comuni, dal complotto che impedisce al mondo di essere un paradiso, alla visione magica della scienza “alternativa” come negletta fonte di salvezza contro la scienza “cattiva” e oscurantista, alla convinzione che per i grandi problemi ci siano soluzioni semplici. Luoghi comuni tenuti insieme dal collante vischioso dell'ignoranza e dell'ingenuità boriosa di chi crede di saperne di più della gente che invece ha speso anni di studio per capire come funzionano realmente la chimica, la fisica e le altre scienze.

Non diffondere quest'appello, insomma, sarebbe un bel gesto ecologico. Eviterebbe di inquinare la mente della gente.

393 commenti:

«Meno recenti   ‹Vecchi   201 – 393 di 393
SirEdward ha detto...

@marcogts


Alcune considerazioni:
-Il codice della strada è difficile da rispettare alla lettera per le bici.


verissimo. Il codice non è pensato per le bici e questo è un peccato. Penso soprattutto a rotonde, attraversamenti e strade a più corsie.


Non sto giustificando, sia chiaro, ma un semaforo o uno stop sono molto più impegnativi per un ciclista che per un pedone o un automobilista.


Ecco, su questo non sono d'accordo. Io in bici ci sono andato e ci vado. Un semaforo o uno stop sono quel che sono: ti fermi e riparti. E' più facile continuare a pedalare e non dover ripartire da fermi, ma anche le auto inquinerebbero meno se non si fermassero a ogni stop (eppure le regole che impongono alle auto di fermarsi si moltiplicano). Solo che i problemi che sorgerebbero in quel caso sarebbero evidenti.


Idem per i sensi unici (in Olanda fanno così).


Ho visto all'opera il metodo olandese in Danimarca, Svezia, Belgio... non mi piace: se c'è il senso unico in genere è perché la strada è stretta: permettere anche solo alle bici di andare contromano vanifica parte del significato del senso unico, oltre a creare enormi problemi a chi cerca di immettersi in auto su una strada stretta (magari con auto parcheggiate su entrambi i lati) dovendo guardare sia da una parte (per le auto a cui deve cedere il passaggio) sia dall'altra (per le silenziosissime biciclette contromano).

In certi casi questa soluzione è criminale. A Bologna, in una via del centro, in zona universitaria, c'è una situazione di questo genere: le auto che si immettono dalla laterale sulla strada principale devono prima dare la precedenza ai pedoni sotto il portico, poi alle biciclette provenienti da sinistra appena fuori dal portico, poi alle auto procedenti da destra sulla strada. Se non che per vedere qualcosa di chi arriva sulla pista ciclabile bisogna attraversare con tutto il muso dell'auto l'intera pista ciclabile, altrimenti le colonne del portico bloccano la vista. Le cose peggiorano se si pensa che quella è una pista ciclabile, cioè un luogo che dà sicurezza (e velocità) ai ciclisti, e la presenza dell'incrocio non è segnalata.


-Servono stalli per la sosta: le bici legate ai pali, oltre che in contrasto con le leggi, sono instabili, ingombranti e antiestetiche.


Verissimo. Copen-H-agen (scusa Accademia, ma è una scelta ponderata...) docet. Per non parlare delle bici abbandonate o semismontate.


-È fondamentale separare i flussi: auto di qua, mezzi pubblici di là, pedoni da una parte e ciclisti dall'altra. Quando questo non è possibile, sorgono i problemi.


Concordo.


Personalmente, trovo che vietare l'accesso delle bici alle aree pedonali in questi casi sarebbe una misura draconiana, ma è chiaro che si devono imporre velocità minime e comportamenti virtuosi. Forse potrebbe anche essere percorribile l'idea di concedere l'uso delle corsie riservate ai mezzi pubblici anche alle biciclette, almeno nei casi dove non è fisicamente possibile costruire una ciclabile.


Sì, anch'io sono d'accordo alle biciclette sulle corsie dei mezzi pubblici. Ma qui da me è già una prassi consolidata (non so se sia anche previsto dalla legge).

SirEdward ha detto...

P.S:

Sfrooooooooosh!

Alessandro ha detto...

@ Gino il Camionista e markogts

Usate la marcia giusta: viaggiare ai 60 all'ora in prima può farvi consumare tanto quanto viaggiare ai 40 all'ora in quinta

Intendevo proprio dire 40 all'ora.

Al di là del fatto che ovviamente queste sono cifre sparate quasi a caso perché dipendono molto dallo specifico motore, dallo specifico veicolo e dalle specifiche condizioni di guida, viaggiare a bassissimi regimi (come quando si va pianissimo con marce altissime) riduce di molto l'efficienza del motore e, di conseguenza, aumentano i consumi.

Come mostrato in questo grafico far "lavorare" il motore troppo in basso produce un aumento sensibile dei consumi, tanto quanto farlo lavorare troppo in alto.

I motori moderni, grazie ai vari controlli elettronici, permettono di viaggiare in modo confortevole anche a bassissimi giri, a differenza del passato, ma ciò non toglie che i consumi aumentino lo stesso, anche nei motori moderni.

Quindi il senso del mio suggerimento è corretto, anche se sulle velocità indicate si può discutere caso per caso.

T. Fulvio ha detto...

@Markots

In realtà l'efficienza di una turbina è più elevata di quella di un motore a pistoni. Perlomeno se si parla di motori di una certa dimensione. Ho delle perplessità per le mini turbine.
Tieni presente che le turbine hanno soppiantato i motori a pistoni in aeronautica proprio grazie alla maggior efficienza.

Il problema delle turbine è il funzionamento a regimi diversi dall'ottimale, cosa che sarebbe ovviata dall'ibrido.


Resta di fondo il fatto che dovrebbe essere l'uso dell'auto, ancor prima dell'auto stessa, a dover essere ripensato.

markogts ha detto...

Alessandro:

Come mostrato in questo grafico far "lavorare" il motore troppo in basso produce un aumento sensibile dei consumi, tanto quanto farlo lavorare troppo in alto.

Il grafico da te postato si riferisce al funzionamento a pieno carico. Ma se il carico è parzializzato (come succede praticamente sempre), le cose cambiano. La variabile non è solo il regime, ma due, giri e posizione dell'acceleratore. Ecco perché ho postato il grafico col diagramma collinare dei consumi specifici, che è "3D" (i consumi specifici sono le isoipse). Prima di aumentare i giri bisogna ridurre la parzializzazione, cioé spalancare la farfalla.

Sul mio grafico, fissa una potenza (richiesta dalle condizioni della strada) e muoviti sull'iperbole corrispondente fino a trovare il punto di minimo consumo specifico: a quel punto sull'asse x puoi trovare il regime ottimale *per quella richiesta di potenza*.

Smiley1081 ha detto...

"Nikola Tesla, un vero e proprio jolly onnipresente nelle teorie pseudoscientifiche, dicendo che "più di 100 anni fa... trovò il modo di far muovere un motore (o una turbina ecc.) con l’ “Energia libera” che non usa né acqua né idrogeno come fonte d’impulsi ma solamente dei magneti" e che "con uno di questi motori magnetici si potrebbe muovere un’auto dalla Patagonia fino all’Alaska, senza utilizzare una goccia di combustibile!". Scusate se è poco."

Questo ha letto Atlas Shrugged di Ayn Rand e l'ha preso per un testo di storia...

Chi e' John Galt?

Unknown ha detto...

intervengo sulla bicicletta come mezzo di uso quotidiano, anche in intermodalità, alternativo alla macchina. Direi che non è per tutti; io, ad esempio, dopo una semplice passeggiata di una decina di km sono da strizzare e puzzo che appesto. Non proprio le condizioni ideali per presentarsi al lavoro...

Unknown ha detto...

credo che la pena elevata per l'incendio di autovetture possa essere spiegata - anche questa - senza che sia necessario far ricorso a complotti vari.
Dare fuoco a tre auto in una rimessa non è esattamente la stessa cosa che sfasciarle a colpi di mazzuolo: l'incendio doloso - anche in Italia - è un reato "di pericolo", ed è punito severamente non solo per via del danno che provoca (nella specie tre auto rotte) ma anche del pericolo che produce: se le auto erano in un salone c'era probabilmente, del carburante; poteva scapparci la strage, insomma, per non parlare della catastrofe ambientale.
Rilevo, inoltre, un certo "ambientalismo alternato" da parte dell'autore dell'incendio, che per lottare contro i disastri ambientali provoca un incendio (e rischia di crearne uno veramente serio).

PS: è sempre un piacere leggere il tuo blog

theDRaKKaR the bloody homeopath ha detto...

permettetemi una battuta... per appiccare l'incendio ha sicuramente usato un combustibile fossile.. doveva usare il solare dannato pseudoambientalista =D

PB ha detto...

Io ho scorso un po' i commenti, ma confesso di non averli letti tutti con attenzione. Mi pare, pero', che non si sia tenuto in considerazione il rendimento del motore. Paolo Attivissimo suggerisce di calcolare i MJ in un pieno di benzina per rendersi conto di quanto sara' sempre lungo e costoso (in termini di materie prime richieste per le batterie) "fare un pieno" ad un'auto elettrica. Ora, nonostante le tante cose giustissime che ho letto, questa mi sembra fuorviante. Infatti, non c'e' nessun motivo per voler mettere in una batteria elettrica gli stessi MJ che vanno in un serbatoio di benzina. Infatti, la grande follia dell'auto attuale, e' il motore a scoppio. Il rendimento di un motore a benzina (per motivi termodinamici, il ciclo Otto e' quello, no?) ha un rendimento limitato e in esercizio mediamente non raggiunge nemmeno il 20%. Non so se esistano studi al riguardo, ma non mi stupirei se il rendimento effettivo di un motore a benzina usato normalmente fosse sotto il 10%. Questo e' l'aspetto davvero ridicolo, al giorno d'oggi. I motori elettrici hanno rendimenti attorno al 90%, se non sbaglio. Quindi, per avere la stessa autonomia di un pieno di benzina, non devi caricare gli stessi MJ, ma circa un nono.
L'accoppiata motore elettrico (alta efficienza) + idrogeno (vettore trasportabile e distribuibile piu' facilmente di una batteria) secondo me e' molto promettente.
Un secondo spunto che vorrei dare e' il seguente. E' vero che l'energia estratta da un qualunque vettore, comunque deve esservi immagazzinata da qualche parte. Ed e' vero che la fabbrica che "mette energia" nel vettore (i.e. estrae l'idrogeno dal metano) inquinera'. Anche in questo caso, pero', il rendimento e la possibilita' di contenimento dei sottoprodotti che si possono raggiungere in un grande stabilimento industriale non e' minimamente paragonabile a quella che si puo' avere in un'auto. E' uno dei motivi per cui non facciamo il pieno di greggio. Quindi, anche a parita' di idrocarburi richiesti e di inquinamento prodotto, farlo in una centrale che mettiamo dove ci pare e nella quale possiamo fare tutto senza vincoli di spazio, peso etc sarebbe un vantaggio enorme.
Ok, mi fermo, ho scritto troppo... volevo solo dire che sono molto ottimista sul progresso della scienza e della tecnica (quelle vere) in questi settori.
Paolo

Unknown ha detto...

Per quanto riguarda le biciclette contromano credo sia dovuto al fatto che così viaggiando, possono controllare quello che combinano gli automobilisti (credo che per i pedoni in certe situazioni sia obbligatorio camminare contromano)

Per quanto riguarda quanto deve essere grande una centrale fotovoltaica, su Focus di qualche tempo fa, dicevano che basterebbe una zona del deserto del Sahara grande come la Svizzera (ogni riferimento è puramente casuale) per dare energia a tutta l'Europa, anche se probabilmente bisognerebbe risolvere il problema della distribuzione

Ciao
VB

theDRaKKaR the bloody homeopath ha detto...

Per quanto riguarda le biciclette contromano credo sia dovuto al fatto che così viaggiando, possono controllare quello che combinano gli automobilisti (credo che per i pedoni in certe situazioni sia obbligatorio camminare contromano)

sì, per i pedoni quando non c'è marciapiede se non errore

per i ciclisti mai e comunque quando vado in bici e non c'è la ciclabile non mi sento in pericolo dalle macchine che mi sono dietro più che quando vado in moto...

markogts ha detto...

@ PB:

Paolo Attivissimo suggerisce di calcolare i MJ in un pieno di benzina

e i suoi pedissequi debunker gli obbediscono :-) È conteggiato anche il rendimento del motore.

Questo e' l'aspetto davvero ridicolo, al giorno d'oggi.

Non è ridicolo se pensi a quanto leggero e compatto sia un motore a c.i. Attualmente, non esiste sistema per convertire calore in energia meccanica che sia contemporaneamente più semplice, efficiente, economico e leggero. Esistono sistemi più efficienti, ma più ingombranti o più complessi o più costosi. Non lo dico io, ma il mercato. Non esistono auto a vapore né a turbina, nonostante svariati tentativi.

E' uno dei motivi per cui non facciamo il pieno di greggio.

Ti sei chiesto quanto costerebbe una centrale termoelettrica se andasse avanti a benzina? Il fatto che si usi il greggio nelle centrali non è perché si può, ma perché si deve. E questo chiaramente ha dei costi ambientali che rendono il confronto motore piccolo-motore grande molto più equilibrato di quanto possa sembrare in un primo momento.

farlo in una centrale che mettiamo dove ci pare

Dipende dal "ci". Di solito la decisione viene calata dall'alto e chi non è d'accordo si attacca. Va bene se la facciamo davanti casa tua? Non per far polemica, ma centralizzare, mettere sotto casa altrui e poi accusare la gente di nimbysmo non è un bel modo di procedere. Non è forse più logico passare a energie rinnovabili distribuite, dove ognuno paga in toto da sè per quello che sporca?

L'accoppiata motore elettrico (alta efficienza) + idrogeno (vettore trasportabile e distribuibile piu' facilmente di una batteria) secondo me e' molto promettente.

Lo pensavo anch'io, ma pare che le cose non stiano così. Cercati gli interventi di Gianni Comoretto in questo stesso post. Sembra che gli accumulatori al litio siano più efficienti della catena dell'idrogeno. Inoltre, creare una rete distributiva dell'idrogeno è, IMHO, più difficile che crearne una di stazioni di ricarica di batterie.

Unknown ha detto...

Secondo me, se la tecnologia non trova qualche forma di accumulatore molto più efficiente, l'unica alternativa è il cambio di batteria. Vado dall'equivalente del benzinaio e sostituisco il pacco batterie che poi il gestore ricarica a suo comodo magari proprio con energia fotovoltaica.
Penso che il problema sia sopratutto organizzativo, nel senso che le batterie non devono essere di proprietà dell'automobilista ma del gestore, che le fornisce in noleggio o qualche concetto simile.

Una domanda: qualche tempo fa avevo letto che il bilancio elettrico di una cella fotovoltaica non era positivo, nel senso che l'energia per produrla, smaltirla, trasportarla etc. era superiore a quella che poteva produrre nel periodo di funzionamento della cella stessa. A qualcuno risulta?

Ciao
VB

Tubaz ha detto...

@Alessandro Commento 81
Concordo sia sul fatto di non star dietro alla moda cambia l’auto euro3 x la euro4 visto che poi vediamo cosa succede (alzano i limiti, ecopass etc) e te lo pigli dietro. A livello di consumi di carburante poi… Giusto, se uno vuole, potersi tenere l’auto anche a vita. Se uno ci fa 200.000km in 2 anni o in 30 cosa cambia?

@Gareth Commento 86
INTERESSANTISSIMO, grazie

@markogts Commento 87 (ricarica ambulanze et simili)
Credo che oggi la miglior soluzione possibile sia quella di Shai Agassi ripresa da Renault, ricarica rapida tramite sostituzione della batteria con altra prevaricata.

@Ruggio81 Commento 90 (CO2 consumata dai pc usati per leggere queste catene…spero sia ironica)
Dissento, i pc sono comunque accesi, non li accendiamo per leggere le bufale.
Ciò non di meno, il fastidio che danno è poco rispetto al problema che causano, cioè la cattiva informazione

@motogio Commento 96 e 144(controllo gioco valvole)
Nelle mie auto si parla solo di distribuzione, 100.000 con una delle mie auto e 150.000 con l’altra.
Le nuove tecnologie non devono costare molto di più e non devono portare regressione. Fari allo xeno come esempio, mai provato a cambiare una lampadina? Se mi costa 240 euro, che diavolo di soluzione è???

@Accademia dei pedanti Commento 100
Riguardo all’affollamento dei distributori, prima arriviamoci a centinaia di veicoli elettrici, poi ci pensiamo. E’ come per il telepass…prima o poi non basteranno le corsie che ci sono oggi, o almeno così si diceva un po’ di anni fa…

Finisco con alcune cose mie.
Domanda: ma tutte queste auto a gpl, non è che prima o poi ci saranno dei botti che diremo “cacchio, meglio avere della benzina sotto il sedere”?
Metano: occhio, se si diffondesse lo lascerebbero a questo prezzo? Ricordi di superbolli, fap, ecopass, etc
Biciclette: qui a Milano le rubano tutti i giorni, anche quelle sfattissime!
Ah dimenticavo, sulle elettriche mettiamo un generatore di rumore, altrimenti non le senti e vedi quanti pedoni spiaccicati.

In sintesi (si fa x dire) io penso che purtroppo qualsiasi cosa si possa fare cercheranno sempre di mettercelo in quel posto. Finchè la speranza e gli ideali che le nuove generazioni possono e devono avere, non troveranno riscontro in una classe politica della stessa provenienza, avremo sempre una generazione come la nostra (46 anni) che sarà costretta a disilludersi e a venire a patti con una realtà che purtroppo non è facilmente modificabile.
Soprattutto vediamo di non demonizzarci a vicenda con cose come “tu hai il suv ti basta una Panda”, “io sto camminando a piedi in montagna, con la tua mtb mi dai fastidio”, “tu hai l’iphone perché è di moda” e migliaia di stronzate simili ma piuttosto ricordiamoci e cerchiamo di ribellarci per le vere cose da denunciare ben più grosse e ben più dannose. Io non voglio sentir dire che i generatori eolici sono brutti! Ca..o! (quella dell’ottone del Titanic è carinissima #173) Non voglio che mi si voglia far vergognare di essere andato ad un concerto dei Police perché è il tour più inquinante della storia. Ma sono stronzate! Vediamo le cose grosse, non le pagliuzze. Questi, ci sguazzano quando vedono che perdiamo le nostre energie su simili problemini e ci distraiamo dai loro disegni aberranti. Sono poche centinaia, credo, le persone che determinano come siamo messi….e fan di tutto per lasciarci distrarre….
Grazie e scusate la prolissità.
Roberto

Van Fanel ha detto...

Ciao Paolo!

Oggi la tecnologia dell’ “Energia Libera” si trova sufficientemente sviluppata dagli scienziati indipendenti (...) Nella rete web si trovano disponibili i piani necessari per sviluppare questa prodigiosa tecnologia

ENERGIA LIBERA? questo mi ricorda qualcosa.... Ma certo! Mi ricorda la primissima mail che ti spedii, dopo aver scoperto la tua fenomenale newsletter IxT (RIP)! Quanti anni sono passati!

Ti segnalai il sito disinformazione.it (che probabilmente conoscevi già... anche se a dire il vero all'epoca ti occupavi più di catene di S.Antonio che dei complottisti), dicendoti che, casomai un giorno fossi stato a corto di bufale, lì ne avresti trovate a bizzeffe! E se non sbaglio te ne indicai alcune delle mie preferite, tra cui il Dispositivo Free Energy, che forse era questo: http://www.disinformazione.it/MEG.htm (mi rifiuto di metterlo come link!) La pagina non nomina Tesla, ma altre in quel sito purtroppo sì.
La cosa triste dei siti complottisti come quello è che magari c'è un 1% di verità (per esempio la questione del Ritalin non è da sottovalutare) ma si perde annacquata in un vero e proprio oceano di scemenze (i soliti NWO, Illuminati eccetera, più altri deliri che non avevo ancora visto come l'Elisir Productor).

Van Fanel ha detto...


Qui l'errore è doppio, visto che Tesla è morto nel 1943...!


Chi ha detto che sia morto? Considerato che gli vengono attribuite invenzioni incredibili (avete presente il film The Prestige?) potrebbe anche aver inventato la macchina dell'immortalità!

angelo ha detto...

La cosa più simile al motore ad acqua è questa:

http://tinyurl.com/264kfne

Motore a iniezione di acqua (in pratica, si inietta un po' d'acqua nella camera di combustione, e questo migliora le prestazioni). Peccato che non è l'acqua a fare da combustibile, il motore usa comunque benzina o gasolio. L'acqua ha lo stesso ruolo che avrebbe in un motore a vapore, nulla di più.

Giovanni Getto ha detto...

per quel che riguarda la storia della ev1 consiglio questo video http://www.youtube.com/watch?v=wofjkTmVgt4 e i seguenti, per le altre storie (idrogeno, vapore, tesla) non so e dubito... così come dubito degli ibridi. rapidamente
il tempo di carica poteva essere enormemente abbattuto con distributori ad alta corrente. chiaramente a casa le sei/otto ore servono, ma è pensata per la... ricarica notturna.
200km per una city car sono più che sufficienti.
il costo è eccessivo per me e per te, ma ci sono persone che possono permetterselo o che vogliono dare una mano all'ambiente. le novità tecnologiche così partono: ricordi i primi telefonini? orrendi enormi e costosissimi! i primi a comprarlo sono stati anche i primi a finanziare la ricerca e la produzione di massa. ora ce l'hanno tutti. inoltre la scelta del leasing serviva a distribuire il costo lungo della vita della macchina, andando ad assimilarsi all'abitudine che abbiamo a spendere benzina (ammortando la mia macchina in 10 anni, io ho 1/3 d'acquisto, 1/3 di benzina, 1/3 di altre spese), la spesa della carica è tutto sommato quasi trascurabile. e invece... non lo è quella delle batterie: è importante sapere quanto costavano le batterie e quanto duravano. e soprattutto... se una tecnologia del genere era disponibile nel '96, mi sarei aspettato un avanzamento più importante 15 anni dopo, acciderboli!
togliere l'obbligo della percentuale di macchine non inquinanti può essere stata una scelta obbligata o obbligante, vattelapesca, ma non venire a dirmi che la ev1, per come la conosciamo (cioè da video, numeri e cubi pressati) non fosse una totale figata!

Anonimo ha detto...

Per markogts

"bici da cross"

Quelle robe che pesavano come uno scooter, con ammortizzatori davanti e dietro, col cambio a leva sulla stanga a tre marce e i freni a tamburo? Mi ricordo che me la prestò un amico per un giro: non so se i bambini possono avere un infarto, ma ci andai vicino.

E siamo sopravvissuti...


Nessuno tocchi la Saltafoss!!!

E giù le mani dal chopper!

Anonimo ha detto...

Per SirEdward

...nelle zone pedonali le biciclette schizzano da tutte le parti (ad esempio lo STRØGET, a Copenhagen,

Copenaghen.

Mi permetto di insistere su Copenhagen. Il nome corretto, come chiaramente sai, è "København". A questo punto una traslitterazione vale l'altra: preferisco mantenere almeno la "h" nel posto giusto, quindi rimango sulla mia scelta, tra l'altro parecchio diffusa a fianco dell'altra.


La questione della grafia di Copenaghen l'avevo già affrontata in una vecchia discussione, ma la ripeto. La città è capitale della Danimarca almeno dal Quattrocento. È quindi comprensibile che ogni lingua abbia adattato questo nome ostico al suo sistema: gli svedesi la chiamano Köpenhamn, gli Islandesi (che ne erano politicamente dipendenti fino al 1944), Kaupmannahöfn, i tedeschi Kopenhagen e i francesi Copenhague. Quella che usi tu è la forma inglese, ed è lo stesso errore che si vede quando un "corrispondente dalla Russia" parla di Moscow anziché di Mosca.
La grafia dei nomi geografici non la decide SirEdward: il testo secondo me più autorevole è il Calendario atlante De Agostini, che esce ogni anno dal 1899, e ha la grafia Copenaghen.

"Una traslitterazione vale l'altra". Scusa?? Hai le idee un po' confuse, qui in Danimarca si usa l'alfabeto latino dall'XI secolo. Copenaghen è un adattamento di København, non una traslitterazione.
Peraltro, non è vero che una traslitterazione vale l'altra.

Camicius ha detto...

Da possessore (felice) di una Fiat Grande Punto Natural Power a metano posso dire la mia.
Ho questa auto da sei mesi e quindi posso tracciare un rapporto costi-benefici.
Il prezzo, visti gli incentivi di cui ho goduto (3000 euro per il metano + 1500 per la rottamazione) è praticamente identico a un benzina. Oggi è qualcosa di più, ma non molto (1000-1500 euro), e qualche regione ha ancora qualche tipo di incentivo.
La potenza disponibile alla ruota è un po' scarsa, soprattutto visto il peso aggiuntivo dell'impianto a metano. Non è un grossissimo problema ma per uno che ama la guida sportiva può essere noioso.
I costi: non ho ancora effettuato manutenzioni programmate, ma leggendo i fora qua e là in Internet, non mi sembra ci siano differenze abissali da annullare il risparmio.
I consumi: con un euro di gas faccio dai 22 ai 27 km. Visto il prezzo della benzina, vorrebbe dire fare con una auto a benzina dai 32 ai 40 km con un litro (a gasolio 26-32), praticamente impossibile. E sto parlando di esperienza, non di prove al banco.
Mi sembra difficile che la maggiore incidenza della manutenzione possa coprire il raddoppio dei costi del carburante...

Van Fanel ha detto...

potrebbe anche aver inventato la macchina dell'immortalità!

La prova è che abbiamo qui Giovanni Getto che dovrebbe essere morto nel 2002!

Alessandro:
Semplice: non ci sono distributori di metano!

Forse se fossero di più e non fossero in culo ai lupi...

fb:
era cyrano o munchausen che andava sulla luna con due calamite, lanciandone una verso l'alto e una volta attirato contro lanciando l'altra e così via?

Era Cyrano! Ma anche la tecnica della rugiada non era male.
C'è chi invece usava gli stivali, come gli informatici sanno bene...

PB:
e' il motore a scoppio

Aarrrrghhhhh! Che non ti senta il mio professore di Macchine! Il motore a scoppio non esiste, esiste solo il "motore alternativo a combustione interna"!
Lasciarsi sfuggire la parola "scoppio" era sinonimo di bocciatura istantanea.

Van Fanel ha detto...

Camicius, ma è solo metano o metano+benzina? e come va in montagna?

Camicius ha detto...

Benzina+Metano, ma praticamente a Benzina ha fatto un migliaio di km su 17000. Praticamente 2 pieni.
In montagna non è male, basta non voler fare corse in salita. Abitando in alta Valcamonica, mi capita ogni tanto di percorrere strade anche in grande salita. Non ho mai avuto problemi, a parte il fatto di metterci magari un po' di più.

Il Lupo della Luna ha detto...

Sul consumo/numero di giri: ho un'auto col cambi sequenziale e noto che la cambiata avviene, a seconda della marcia, tra i 2k e i 2.5k giri. Se non acceleri. Se acceleri beh... scatta il limitatore a 5.5k e cambia allora ^^

Turz ha detto...

@Paolo Attivissimo:
Ottimo articolo, adatto non solo alla bufala specifica ma anche alle altre bufale o semi-bufale "ecocomplottiste".

@ValterVB:
Per quanto riguarda quanto deve essere grande una centrale fotovoltaica, su Focus di qualche tempo fa, dicevano che basterebbe una zona del deserto del Sahara grande come la Svizzera (ogni riferimento è puramente casuale) per dare energia a tutta l'Europa, anche se probabilmente bisognerebbe risolvere il problema della distribuzione

Mai sentito parlare di Desertec? Progetto dietro al quale ci sono azienducole come ABB, E.On, RWE, Deutsche Bank, Munich Re e Siemens.
Peccato che sarà pronto solo tra una quarantina d'anni, se ho capito bene.

@Accademia dei pedanti:
Quella che usi tu è la forma inglese, ed è lo stesso errore che si vede quando un "corrispondente dalla Russia" parla di Moscow anziché di Mosca.

Riciclerò quest'argomentazione quando mi chiederanno per l'ennesima volta perché nella posta non scrivo "Germany", ma "Germania" oppure "Deutschland".
"Munich Re" invece è il nome di un'azienda e quindi si scrive albionicamente.

@Van Fanel:
C'è chi invece usava gli stivali, come gli informatici sanno bene...

Sarà che non sono (più?) un informatico, ma questa dell'etimologia di "bootstrapping" proprio non la sapevo. E dire che ho anche letto il Barone di Munchhausen (non Münchhausen per il motivo di cui sopra).

markogts ha detto...

@ValterVB:

Una domanda: qualche tempo fa avevo letto che il bilancio elettrico di una cella fotovoltaica non era positivo, nel senso che l'energia per produrla, smaltirla, trasportarla etc. era superiore a quella che poteva produrre nel periodo di funzionamento della cella stessa. A qualcuno risulta?

Sì, mi risulta, e mi risulta essere una bufala (che fa un male boia all'ambiente). Copioincollo da qui: Il valore < 1 (dell'EROEI n.d.c.) è tratto da un lavoro di Odum del 1994 ed è sicuramente obsoleto. Ha dato però origine alla diffusa leggenda urbana che ci vuole più energia per produrre un pannello fotovoltaico di quanto questo ne possa ridare nel corso della sua vita operativa. Ovviamente, questa è solo una leggenda, completamente falsa per le ultime generazioni di pannelli.

@Giovanni Getto:

mi sarei aspettato un avanzamento più importante 15 anni dopo, acciderboli!

L'avanzamento c'è stato eccome. Prova ne siano i modellini di ELICOTTERO a batterie. Una cosa inconcepibile quindici anni fa. Questo mi fa ben sperare per il futuro dell'auto elettrica. Ma la EV1 aveva tanti limiti che i fanboy tendono a minimizzare.

@Tubaz:

Fari allo xeno come esempio, mai provato a cambiare una lampadina? Se mi costa 240 euro, che diavolo di soluzione è???

Io ho fatto da solo e ho speso 130 euro nel 2005, oggi vedo siti con prezzi ancora più bassi (parlo sempre di materiale OEM). I fari allo xeno fanno il doppio di luce, consumano il 40% in meno e durano spesso come l'auto. A me non pare male come progresso.

ma tutte queste auto a gpl, non è che prima o poi ci saranno dei botti

No, se si rispettano le norme sulle revisioni delle valvole di sicurezza.

Soprattutto vediamo di non demonizzarci a vicenda

Dipende cosa intendi: se intendi dire "non cerchiamo il capro espiatorio" sono d'accordo con te, ma se invece intendi "tanto i nostri gesti quotidiani non incidono sull'inquinamento" allora dissento. Se uno non fa la raccolta differenziata, lascia l'auto accesa parcheggiata con l'aria condizionata e quando ristruttura la casa pensa al colore delle piastrelle e non all'impianto di riscaldamento, quello non è un capro espiatorio, è un cretino, e il suo comportamento va stigmatizzato.

Sono poche centinaia, credo, le persone che determinano come siamo messi…

Ecco appunto, qui dissento totalmente. Ho tolto tutte le lampadine a incandescenza e ho messo quelle a basso consumo, ho installato una caldaia a condensazione con valvole termostatiche, ecc. ecc. Ho verificato sperimentalmente: nessun "Man In Black" è venuto a impedirmelo. Se tutti facessero cosette simili, l'inquinamento e le emissioni di CO2 calerebbero drasticamente. "Piccoli passi, Sparks, piccoli passi".

isbenz ha detto...

@markogts le ricariche delle batterie dipendono non solo da come sono fatte, ma anche da quanto sono capienti. Quindi "intorno ad un'ora" non vuol dire nulla. ;)
Sopratutto, se consideriamo ancora di alimentare le auto con le batterie invece che con i generatori di bordo (che è la direzione intrapresa dalle grandi case), come e dove le smaltiamo tutte queste batterie? E sopratutto, da dove prendiamo l'elettricità? La soluzione non è la batteria, almeno con le prospettive attuali.

Andrea B. ha detto...

@ Camicius
il metano è senza dubbio interessante, ma per valutarlo complessivamente non riesco a non considerare quei 3000 + 1500 Euro di incentivi che citi ...non gli tira fuori il compratore è vero, ma nel bilancio totale vanno considerati eccome ... sara la mia visione liberista che vede come il fumo negli occhi pressochè qualsiasi intervento statale nel mercato ;-)

@ Markogts:
le centrali termoelettriche che usano combustibile liquido non vanno di certo a benzina, ma nemmeno a greggio: vanno ad olio combustibile (fuel-oil), che è un raffinato molto pesante, oppure addirittura gasolio nelle centrali a ciclo combinato gas-vapore ( anche se più spesso si usa il metano in questo tipo di centrale).

In ogni caso quando finirà il petrolio sono molto più preoccupato per l' industria petrolchimica, che per quella energetica ... ci sono tante altre fonti di energia, ma le materie plastiche dove verranno tirate fuori ?

Anonimo ha detto...

Per Tubaz

Riguardo all’affollamento dei distributori, prima arriviamoci a centinaia di veicoli elettrici, poi ci pensiamo. E’ come per il telepass…prima o poi non basteranno le corsie che ci sono oggi, o almeno così si diceva un po’ di anni fa…

Visto che la sperimentazione è stata avviata in Israele per evitare di dipendere dai paesi arabi, teniamo gli occhi puntati là. Ma i volumi di ingombro di cui parliamo non sono una cosa da trascurare, assolutamente no.

Metano: occhio, se si diffondesse lo lascerebbero a questo prezzo? Ricordi di superbolli, fap, ecopass, etc

Sì, lo avevo accennato in uno dei primi commenti, ma è giusto ribadirlo: il metano costa meno della benzina a parità di energia sviluppata perché non ha le stesse accise, non perché il prezzo industriale sia più basso. Nulla vieta in futuro di alzare le accise sul metano, vanificando il risparmio e facendo venire mal di stomaco a chi aveva appena acquistato un'auto pensando di spendere meno.

Camicius ha detto...

@Andrea B.

Ovviamente non si può prescindere da quello. è che c'erano e non si potevano rifiutare! ;-)

Comunque è una questione di percorrenza. Supponiamo che la stessa auto a Metano costi 3000 euro in più (che poi è l'incentivo). Probabilmente sono di meno, ma non sottilizziamo.
Dalla mia esperienza faccio una media di 25 km/euro, quindi 4 euro ogni 100 km. Una macchina a benzina fa 20km/litro, un litro costa 1,4, circa 15 km/euro, quindi 6,6 euro ogni 100 km.
Quindi ho un guadagno di 2,6 euro ogni 100 km.
Vado quindi in pareggio dopo 115000km.
Questo nell'ipotesi che tutto resti come oggi, a partire dal prezzo della benzina (in costante crescita, negli ultimi anni) e dai consumi (non ho grande esperienza, ma io non sono mai riuscito a fare i 20km/l con un'auto a benzina, ma non ho mai guidato auto a benzina recenti).

Questo il vantaggio economico.

Bisogna aggiungere poi il vantaggio ambientale (l'emissione di polveri sottili è zero, e negli ultimi inverni quello è stato uno dei problemi più gravi all'interno delle città), il fatto di poter ignorare targhe alterne, domeniche senz'auto, il poter circolare in alcune ZTL, quelle fatte per motivi ecologici.

@Accademia
Nulla vieta di alzare le accise sul metano, anzi è probabile che lo facciano. Però io adesso risparmio.

Andrea B. ha detto...

@ Camicius
certo che se gli incentivi c'erano, mica si poteva lasciarli lì ;-)
Il mio era un discorso generale, ora ad esempio c'è la corsa a mettere i pannelli fotovoltaici sul tetto, e per chi gli installa il biancio è positivo, pare ... ma sarebbe lo stesso al netto degli incentivi ?
E poi gli incentivi che lo stato tira fuori, non sono sempre comunque soldi nostri ?
Compresi i soldi per i vari corsi - sovvenzionati da enti vari - per tecnici del fotovoltaico che ora fioriscono qua e là...
Sarà che il concetto degli investimenti statali "a fondo perduto" mi ha sempre urtato...

Pasti gratis non ne esistono, mai.

theDRaKKaR the bloody homeopath ha detto...

un 1% di verità (per esempio la questione del Ritalin non è da sottovalutare) ma si perde annacquata

verità omeopatica =)

markogts ha detto...

@ Andrea B.:

ma sarebbe lo stesso al netto degli incentivi ?

Chi paga le varie guerre in giro per il mondo per i pozzi? Chi paga il riscaldamento globale? Chi paga l'inquinamento? Sono tutte voci che non vengono conteggiate nel costo del petrolio (se vogliamo parlare del centesimo al barile di Obama...). Guardando come sono i costi oggi, il fotovoltaico non è concorrenziale in assenza di incentivi, ma ciò ancora non significa che non sia conveniente per la società.

le centrali termoelettriche che usano combustibile liquido non vanno di certo a benzina, ma nemmeno a greggio:

Hai ragione, errore di fretta. Il senso comunque era che le centrali vanno avanti con combustibili meno raffinati delle auto, cosa che rende il bilancio ambientale delle centrali termoelettriche un po' meno vantaggioso.

@ isbenz:
le ricariche delle batterie dipendono non solo da come sono fatte, ma anche da quanto sono capienti. Quindi "intorno ad un'ora" non vuol dire nulla.

Il problema principale nella ricarica, (posto di avere una fonte abbastanza potente) è la resistenza interna dell'accumulatore. Il tempo di ricarica si misura in C/, ad esempio C/10 significa che servono 10 ore per caricarla con una corrente pari a un decimo della sua capacità in Ah. Oggi gli accumulatori al litio hanno cariche da C/1 (un'ora), ma sopravvivono anche a cariche più intense. E non cambia che sia una stilo o un accumulatore di un gruppo di continuità (a patto, ripeto, che la fonte ce la faccia a generare quelle correnti).

se consideriamo ancora di alimentare le auto con le batterie invece che con i generatori di bordo (che è la direzione intrapresa dalle grandi case), come e dove le smaltiamo tutte queste batterie?

Forse non ci capiamo: per "batterie" qua intendiamo comunque accumulatori ricaricabili. Sia che si produca l'energia a bordo come propone la GM con il modello Volt/Ampera o che si carichi a casa dalla rete come propone la Nissan, sempre accumulatori a bordo ci saranno. Gli accumulatori al litio non pongono particolari problemi di smaltimento.

Anonimo ha detto...

Per markogts

le ricariche delle batterie dipendono non solo da come sono fatte, ma anche da quanto sono capienti. Quindi "intorno ad un'ora" non vuol dire nulla.

Il problema principale nella ricarica, (posto di avere una fonte abbastanza potente) è la resistenza interna dell'accumulatore. Il tempo di ricarica si misura in C/, ad esempio C/10 significa che servono 10 ore per caricarla con una corrente pari a un decimo della sua capacità in Ah. Oggi gli accumulatori al litio hanno cariche da C/1 (un'ora),


Quindi confermi che già esistono in commercio batterie per auto elettriche ricaricabili completamente in un'ora, purché si abbia a disposizione una fonte adeguata?

SirEdward ha detto...

@ Accademia

La questione della grafia di Copenaghen l'avevo già affrontata in una vecchia discussione, ma la ripeto. La città è capitale della Danimarca almeno dal Quattrocento. È quindi comprensibile che ogni lingua abbia adattato questo nome ostico al suo sistema: gli svedesi la chiamano Köpenhamn, gli Islandesi (che ne erano politicamente dipendenti fino al 1944), Kaupmannahöfn, i tedeschi Kopenhagen e i francesi Copenhague. Quella che usi tu è la forma inglese, ed è lo stesso errore che si vede quando un "corrispondente dalla Russia" parla di Moscow anziché di Mosca.
La grafia dei nomi geografici non la decide SirEdward: il testo secondo me più autorevole è il Calendario atlante De Agostini, che esce ogni anno dal 1899, e ha la grafia Copenaghen.

"Una traslitterazione vale l'altra". Scusa?? Hai le idee un po' confuse, qui in Danimarca si usa l'alfabeto latino dall'XI secolo. Copenaghen è un adattamento di København, non una traslitterazione.
Peraltro, non è vero che una traslitterazione vale l'altra.


In questo caso, comincerò a usare sempre "København". Mi rifiuto in maniera categorica di usare quell'ignobile sozzeria che viene usata in Italia. Non sento in nessun modo la necessità di inserire una "h" tra la "g" e la "e" e al tempo stesso mi manca la "h" prima della "a". Spostare lettere a caso non aiuterà gli italiani. Non che le versioni francesi, islandesi, svedesi o persino quella inglese siano molto meglio, ma quella italiana non riesco veramente a tollerarla.

ALT+0248, e passa la paura.

markogts ha detto...

Francamente, non sono in grado di darti questa conferma, perché non so se le batterie che attualmente si usano in svariati campi si possano applicare tout-court all'automotive. Guardando ai casi già realizzati, la Tesla Roadster con batterie al litio si ricarica in 4 ore, mentre per la Leaf promettono l'80% di ricarica in 30 minuti.

Insomma, siamo ancora lontani dai due minuti per un pieno di un'auto convenzionale, ma son passati i tempi dove era necessaria tutta la notte. Chiaramente, se si ha un contratto da 3 kW di potenza massima, quello sarà il collo di bottiglia. Gli americani non hanno questo limite (per loro è normale riscaldare la casa con l'elettricità =:-O )

Anonimo ha detto...

Per SirEdward

...Non che le versioni francesi, islandesi, svedesi o persino quella inglese siano molto meglio, ma quella italiana non riesco veramente a tollerarla.

ALT+0248, e passa la paura.


Seee, e qualcun altro userà hakenbüchse perché gli sta antipatico l'adattamento archibugio, e qualcun altro ancora shah māt perché trova ambiguo scacco matto. Mi immagino che comunicazione agevole!

mogio ha detto...

Camicius ha commentato:

Vado quindi in pareggio dopo 115000km.

In realtà, facendo i conti della serva, la soglia di pareggio è molto più alta perché non hai calcolato la manutenzione:

Calcolando che 115000 km li fai in quattro anni devi aggiungere:

200 € revisione obbligatoria delle bombole.

500 € in manutenzione (100 € di media ogni 20000 km come costi aggiuntivi per la manutenzione programmata).

totale 700 €

Secondo i tuoi calcoli con 1 € un veicolo a benzina percorre 15.15 km quindi a 115000 km ho un bonus di oltre 10000 km.

Tu per percorrere quei 10000 km dovrai spendere 400 € in metano (1 € = 25 km), ma a quel punto l'auto avrà percorso 125000 km quindi dovrai aggiungere ancora 100 € di servizi. Ora ci troviamo ancora con 500 € di vantaggio per la versione a benzina.

500 € sono 7500 km in più per la versione a benzina, e siamo a 137000 km.

7500 km corrispondono a 300 € di metano, ma adesso sono stanco e lascio a te continuare il calcolo per trovare il punto di pareggio ;)

Ps non sottovalutare i 3000 euro in più che ti sei ritrovato in tasca ;)

SirEdward ha detto...


Seee, e qualcun altro userà hakenbüchse perché gli sta antipatico l'adattamento archibugio, e qualcun altro ancora shah māt perché trova ambiguo scacco matto. Mi immagino che comunicazione agevole!


L'archibugio è un oggetto, lo scacco matto un concetto; queste due cose non hanno una lingua propria, quindi nemmeno una pronuncia o una grafia corretta. Per ogni lingua sono stati coniati termini per riferirsi a ognuno dei due, secondo le caratteristiche della lingua e la situazione storica. "København", invece, è un nome proprio, e come tale esiste una grafia (e una pronuncia) "corretta" rispetto alle altre, quella stabilita dal popolo che vi abita: reclamo il diritto a utilizzarla in alternativa all'adattamento italiano. Esattamente per lo stesso motivo per cui mi rifiuto di dire e scrivere "Nuova York", preferisco "Aachen" ad "Aquisgrana" e, nel suo piccolo, "Firènze" a "Firénze" (nonostante dalle mie parti l'uso ricada sulla seconda versione).

Camicius ha detto...

@motogio
è vero. Però a questo punto va aggiunta una variabile, che è l'aumento del costo della benzina (abbastanza costante negli ultimi anni) contro una sostanziale stabilità del costo del metano (ok che può cambiare per via di accise e tasse varie, ma il costo della benzina non è cambiato per quello, ma per l'aumento del costo del petrolio o per speculazione).
Inoltre la mia esperienza di auto a benzina mi dice che con il passare del tempo il consumo aumenta, mentre amici che hanno auto di serie a metano mi dicono che non è così.
Tra l'altro devo controllare il libretto di manutenzione. Il cruscotto mi da la prima revisione in casa madre dopo 30000km.
Sui costi di manutenzione ho letto di tutto e di più: c'è gente che con la GP normale ha speso 300 euro e gente con la GP NP ne ha spesi 150, e viceversa.
Quindi probabilmente dipende un po' anche dalla fortuna...

Tubaz ha detto...

@Accademia dei pedanti #220

Non toccate la Saltafoss, ma la vera Saltafoss è questa
http://tinyurl.com/3x5ao82

@markogts #228
Fari allo xeno come esempio, mai provato a cambiare una lampadina? Se mi costa 240 euro, che diavolo di soluzione è???
Io ho fatto da solo e ho speso 130 euro nel 2005, oggi vedo siti con prezzi ancora più bassi (parlo sempre di materiale OEM). I fari allo xeno fanno il doppio di luce, consumano il 40% in meno e durano spesso come l'auto. A me non pare male come progresso.

Il costo andrà a scendere ma anche il costo di un faro seppur sceso non ha senso. Fai una toccatina e ti salta il portafoglio….nulla da dire sulle performance, anzi sono positivissime, è il costo che è troppo alto, oppure è troppo alto quanto ce li fanno pagare…

Capro espiatorio e gesti quotidiani: provo a spiegare meglio cosa intendevo.
Sicuramente i gesti quotidiani incidono sull’inquinamento ed ognuno di noi nel suo possibile può far qualcosa (sprecare poca acqua, tenere la temperatura del riscaldamento al pelo e non cuocere le stanze, etc). Occhio però anche qui alle notizie che ci arrivano. Esempio 1: lampade a risparmio energetico, altamente inquinanti quando le butti (ed in più la loro durata è tutta da verificare, in casa mia ne sono andate a remengo un paio decisamente troppo presto)
Esempio 2: tutta la menata sui consumi delle tv al plasma rispetto a lcd, che è di base farlocca dato che i consumi dichiarati su lcd sono sempre presenti mentre quelli dichiarati sul plasma sono quelli massimi, quando è nero consuma pochissimo quando è bianco consuma il massimo. Risultato? Non consuma il doppio ma solo un po’ di più. Detto questo, i veri consumi in casa li fai con tutti gli apparecchi a forte trasformazione termica, frigo, forno, lavastoviglie, lavatrici etc…
Secondo me i gesti più forti che si possono fare non sono questi ma sono possibili solo con forti scelte politiche.
a) vogliamo fare qualcosa (e non solo parlare) dell’inquinamento dei camion? Stiamo qui a parlare di euro 3-4-5 e poi ti becchi un camion che quando pigia sul gas non vedi oltre i 50 metri…
b) usiamo i mezzi pubblici? Quando inquina un autobus?
c) Il riscaldamento delle abitazioni come è fatto? Gira ancora del carbone qui a Milano…
d) Bisogna lavorare seriamente a livello internazionale, anzi intercontinentale, ma qui, Kyoto e Copenaghen insegnano…è durissima.
Ciao!

Tubaz ha detto...

Rettifico il punto b) intendevo dire QUANTO inquina un'autobus.

markogts ha detto...

@Tubaz:

Sulle lampadine a basso consumo, ti rimando alla mia ricerchina.

i veri consumi in casa li fai con tutti gli apparecchi a forte trasformazione termica, frigo, forno, lavastoviglie, lavatrici

Vero: ma nessuno ti vieta di riscaldare l'acqua a gas invece che con la corrente, usare lavatrici con doppio attacco, forni a gas ecc. ecc. Comunque non sottovalutare i consumi da stand-by: in Italia si stima che sia l'equivalente di più centrali termoelettriche.

a) vogliamo fare qualcosa (e non solo parlare) dell’inquinamento dei camion?
Scusami, ma questo mi pare un tipico esempio di ricerca di capro espiatorio. Quel camion sta trasportando anche roba tua, statisticamente.

b) usiamo i mezzi pubblici? Quanto inquina un autobus?

Se è pieno, sicuramente meno di venticinque automobili. Il problema sta a ottimizzare le linee.

c) Il riscaldamento delle abitazioni come è fatto?

Beh, si prende un po' di coraggio e si cambia l'impianto, si mette un cappotto esterno, si cambiano le finestre. Sono tutte azioni che deve fare il singolo, mica aspettare che lo imponga la legge (che è sempre una brutta cosa)

Bisogna lavorare seriamente a livello internazionale, anzi intercontinentale, ma qui, Kyoto e Copenaghen insegnano…è durissima.

Una cosa non esclude l'altra.

granmarfone ha detto...

lampade a risparmio energetico, altamente inquinanti quando le butti (ed in più la loro durata è tutta da verificare, in casa mia ne sono andate a remengo un paio decisamente troppo presto)

Durata a parte che anche a me è parsa, in alcuni casi, sensibilmente inferiore al dichiarato chiedo se effettivamente il consumo è quello dichiarato e cioè pari a un quarto circa rispetto all'incandescenza.
Se una lampada a filamento spreca energia sotto forma di calore mi sembra che anche una lampada al neon diventi molto calda nella zona chiusa dove si trova il condensatore o come cavolo si chiama.

markogts ha detto...

Guarda, io ho delle lucette a led da 4W che pure, intorno alla ghiera di raffreddamento (un anello da 50 mm di diametro circa attorno al faretto), diventano bollenti. Purtroppo il raffreddamento ad aria è sempre molto limitato, quindi anche un piccolo flusso di calore causa temperature "elevate" (che poi, a 50°C una superficie metallica già scotta). Occhio dunque a non confondere temperatura con calore. Sugli stessi portalampada avevo prima installati spot da 40W: dopo tre minuti era impossibile toccarli in alcuna loro parte, per quanto scottavano.

mogio ha detto...

@Camicius

Le variabili sono molte, il mio era solo un esempio per dimostrare che non è sufficiente calcolare la differenza di costo del combustibile per determinare la convenienza di un sistema a discapito di un altro.

Questo è l'errore classico di compra una vettura di piccola cilindrata diesel e poi la utilizza solo in città per compiere brevi tragitti; in pratica non riuscirà mai ad ammortizzare la differenza di costo.

Sui costi dei servizi sono andato a stima perché non so' quanto costino effettivamente, comunque ti segnalo un sito dove puoi farti un idea:

www.spritmonitor.de / Fiat grande punto 1.4 8V Natural Power

Ps io ho ricavato i dati confrontando la Fiat punto 1.4 8V Natural Power con la punto 1.4 8 v a benzina.

Sara ha detto...

@theDRaKKaR
Commento #152
concordo pienamente sul fatto che il risultato dipende dai calcoli che si fanno, io riportavo una fonte che avevo in mano.
La questione delle centrali che si "compensano" aveva un senso diverso.Forse ho fatto male l'esempio.
Intendo dire che una centrale (di qualsiasi tipo) produce di più, poniamo, in primavera\estate mentre un'altra ha il picco in autunno\inverno.
Questo intendo per compensazione, non che sommati siano sufficenti.
@markogts commento#168
le superfici saranno paragonabili, ma io mi riferisco all'Italia, quel dato si riferiva alla sola Milano (commento#108)
Per quanto riguarda i costi, c'è da dire che i pannelli solari sono attualmente garantiti 20 anni, solo perchè quelli costruiti 20 anni fa sono ancora funzionanti, perciò potrebbero durare anche il doppio, con costi dimezzati (all'incirca...)

theDRaKKaR the bloody homeopath ha detto...

@Sara

La questione delle centrali che si "compensano" aveva un senso diverso.Forse ho fatto male l'esempio.
Intendo dire che una centrale (di qualsiasi tipo) produce di più, poniamo, in primavera\estate mentre un'altra ha il picco in autunno\inverno.


Avevo capito male. Sì, la strada giusta è quella di usare le fonti di energia "a sistema" piuttosto che concentrarsi su una e trascurare altre.

Rio ha detto...

Bello "la saggezza del cretino". :-)
Questo articolo dimostra, ancora una volta, che a scrivere quattro cretinate in un appello che urla al complotto ci vuole poco, sono solo quattro slogan indimostrati, mentre a sbugiardarlo ci vuole molto più impegno, perché bisogna citare i fatti e far lavorare i neuroni.
Un po' come le balle sull'11 Settembre, la Luna e tutto il resto.

Camicius ha detto...

@Rio

Qualcuno di nostra conoscenza ha già codificato e battezzato la cosa: si chiama Teoria della montagna di merda e descrive, forse un po' NSFW, molto bene quello che hai scritto tu!

Tubaz ha detto...

@markogts #247

Grazie mille per il link sulla tua "ricerchina" che andrò a leggere molto volentieri.

a) vogliamo fare qualcosa (e non solo parlare) dell’inquinamento dei camion?
Scusami, ma questo mi pare un tipico esempio di ricerca di capro espiatorio. Quel camion sta trasportando anche roba tua, statisticamente.

A parte il fatto che anche io mi sto trasportando in un ufficio e statisticamente genero lavoro anche per il camionista, non voglio demonizzare la categoria ma mi riferisco a come sta messo male quel parco veicoli mediamente, ci sono camion nuovi e ben tenuti ma tantissimi che buttano fuori l'impossibile. Solo che la categoria non mi sembra molto facile da normare...in questo senso intendevo dire che ci vogliono scelte politiche forti. Molto più semplice agire sul singolo automobilista piuttosto che affrontare la categoria dei trasportatori, dimenticandoci che anche noi automobilisti nei feriali siamo lavoratori come loro.

theDRaKKaR the bloody homeopath ha detto...

Molto più semplice agire sul singolo automobilista piuttosto che affrontare la categoria dei trasportatori

anche perché le volte che hanno protestato hanno messo in ginocchio l'Italia...

markogts ha detto...

A dire il vero, austriaci e svizzeri si sono rotti dei catorci sulle loro strade già parecchi anni fa. Prima hanno imposto limiti alle emissioni acustiche e gassose più severi della norma europea (le varie etichette L, S & c), poi "costringendo" (non so i termini esatti della faccenda, magari Gino il Camionista ci sa dire) i camion a usare il treno.

Com'è che non ce la facciamo noi italiani?

Aggiungo una cosa alla frase che ho detto prima, sul fatto che l'iniziativa individuale non esclude l'azione degli Stati. Ebbene, se i cittadini fossero mediamente più disponibili a spendere per risparmiare energia, forse i politici avrebbero meno paura di proporre normative stringenti sulle emissioni. Quindi l'iniziativa dei singoli non solo non esclude l'azione degli Stati, ma anzi può esaltarla.

theDRaKKaR the bloody homeopath ha detto...

Com'è che non ce la facciamo noi italiani?

perché il nostro miglior futuro e tirarci da soli la catena del cesso e sparire dalla faccia della terra, che facciamo un favore al resto del mondo

PS duro, lo so, ma mi occupo volontariamente di degrado e illegalità e a volte lo sconforto è tanto

theDRaKKaR the bloody homeopath ha detto...

è

Anonimo ha detto...

Per markogts

A dire il vero, austriaci e svizzeri si sono rotti dei catorci sulle loro strade già parecchi anni fa. Prima hanno imposto limiti alle emissioni acustiche e gassose più severi della norma europea (le varie etichette L, S & c), poi "costringendo" (non so i termini esatti della faccenda, magari Gino il Camionista ci sa dire) i camion a usare il treno.

Com'è che non ce la facciamo noi italiani?


Ma tu vuoi mettere i rifornimenti italiani in ginocchio, come ai tempi della guerra, visto come funzionano i treni!
Non credere che sia un caso che in Italia la media di trasporto su gomma è una delle più alte d'Europa. Come produttore, affideresti al trasporto su rotaia italiano un carico deperibile?

Anonimo ha detto...

Per Tubaz

Non toccate la Saltafoss, ma la vera Saltafoss è questa
http://tinyurl.com/3x5ao82


Lo so, ma avevo bisogno di una foto a colori e dettagliata, e la più eloquente era quella.
Mi pare di ricordare che esistevano anche Saltafoss con cambio a tre marce, sospensioni posteriori e anteriori e schienale alto un metro. Non c'era un solo modello, insomma.

Turz ha detto...

@Accademia dei pedanti:
Seee, e qualcun altro userà hakenbüchse perché gli sta antipatico l'adattamento archibugio, e qualcun altro ancora shah māt perché trova ambiguo scacco matto. Mi immagino che comunicazione agevole!

Sì, e magari poi arriva pure qualcuno che vuole mettere il puntino sulla İ di İstanbul ;-)

Anonimo ha detto...

Per Turz

Sì, e magari poi arriva pure qualcuno che vuole mettere il puntino sulla İ di İstanbul ;-)

Be', io non l'ho imposto. Non ho mica detto che era sbagliato scrivere Istanbul. Mi sa che il 99% degli italiani nemmeno nota la differenza, ignorando che sulla I maiuscola il puntino non ci vuole.

Sebastiano Amato ha detto...

Ciao Paolo, come sempre mi piace seguirti e spero tu possa apprezzare una mia riflessione al tuo articolo su www.carontenet.it
Ciao.

mogio ha detto...

@ markogts

A dire il vero, austriaci e svizzeri si sono rotti dei catorci sulle loro strade già parecchi anni fa. Prima hanno imposto limiti alle emissioni acustiche e gassose più severi della norma europea (le varie etichette L, S & c), poi "costringendo" (non so i termini esatti della faccenda, magari Gino il Camionista ci sa dire) i camion a usare il treno.

In Svizzera non c'è nessuno che "costringe" i camion a utilizzare il treno per attraversare la confederazione, semplicemente s'invoglia a farlo; senza molto successo :(

Le norme, almeno in Svizzera, sono quelle europee e servono da base per la riscossione della tassa sui veicoli pesanti:

TTPCP- La tassa sul traffico pesante commisurata alle prestazioni

Unknown ha detto...

@Turz: Grazie del link, comunque 40 anni non è così tanto, magari arriva in tempo.

@markogts: Grazie anche a te, anche se però la frase è un po' ambigua:
Ovviamente, questa è solo una leggenda, completamente falsa per le ultime generazioni di pannelli. Siginifica forse che per le prime generazioni era una leggenda completamente vera? :-)

Ciao
VB

Gino il Camionista ☂ ha detto...

@ markogts

A dire il vero, austriaci e svizzeri si sono rotti dei catorci sulle loro strade già parecchi anni fa. Prima hanno imposto limiti alle emissioni acustiche e gassose più severi della norma europea (le varie etichette L, S & c), poi "costringendo" (non so i termini esatti della faccenda, magari Gino il Camionista ci sa dire) i camion a usare il treno.

Ha già detto tutto motogio.
Posso solo aggiungere che alcune aziende si stanno adeguando e segnalare questa tabella.

Faccio anche notare che, dalle mie parti, mentre la direttrice est-ovest Benelux-Polonia si basa ancora quasi totalmente sui camion, sulla direttrice nord-sud Olanda-Svizzera si usano moltissimo le chiatte, che singolarmente inquinano molto ma ognuna può portare l'equivalente di decine di autocarri.

Certo, in Italia è difficile, però potrebbero provarci almeno un po'... almeno un Po...

s.som ha detto...

Spettacolare demolizione.... complimenti !!!

Van Fanel ha detto...

@Camicius
In montagna non è male, basta non voler fare corse in salita. Abitando in alta Valcamonica, mi capita ogni tanto di percorrere strade anche in grande salita. Non ho mai avuto problemi, a parte il fatto di metterci magari un po' di più.

Interessante! Ho avuto brutte esperienze con il metano in montagna, ma bisogna dire che 1) sarà stata una decina di anni fa circa; 2) non era un'auto che "nasceva" a metano, ma un'auto a benzina convertita. In montagna bisognava per forza usare la benzina, col metano proprio non c'era verso. Vuol dire che la tecnologia ha fatto dei passi avanti, alla faccia dei pessimisti.

@thedrakkar:
un 1% di verità (per esempio la questione del Ritalin non è da sottovalutare) ma si perde annacquata

verità omeopatica =)


:D

@Turz:
Sarà che non sono (più?) un informatico, ma questa dell'etimologia di "bootstrapping" proprio non la sapevo. E dire che ho anche letto il Barone di Munchhausen (non Münchhausen per il motivo di cui sopra).

Non ho letto il libro, ho visto solo il film del 1988 (nel quale tra l'altro non mi pare usasse gli stivali, forse il bavero della giacca o i capelli, non mi ricordo). Ma l'etimologia stivalesca la lessi molti anni fa in un libro di informatica ormai perduto, credo parlasse di MS-DOS 3.30 (!).

theDRaKKaR the bloody homeopath ha detto...

sull'etimo di bootstrap è interessante questo:

http://listserv.linguistlist.org/cgi-bin/wa?A2=ind0508D&L=ADS-L&P=14748

Epsilon ha detto...

Vorrei precisare che la Saltafoss, intesa come azienda, esiste tuttora ed ha sede a Pero, provincia di Milano.
L'anno scorso mi ci sono recato per cercare, a dire il vero senza particolare successo, una bicicletta per la bimba n. 1.

Anonimo ha detto...

Per Epsilon

Vorrei precisare che la Saltafoss, intesa come azienda, esiste tuttora ed ha sede a Pero, provincia di Milano.
L'anno scorso mi ci sono recato per cercare, a dire il vero senza particolare successo, una bicicletta per la bimba n. 1.


Certo che esiste ancora, ma non costruisce più modelli anni Settanta con tutti i fronzoli pesantissimi, che al confronto una Harley-Davidson impallidisce. E con tutto ciò, nessuno tocchi la Saltafoss.

Van Fanel ha detto...

sull'etimo di bootstrap è interessante questo:

http://listserv.linguistlist.org/cgi-bin/wa?A2=ind0508D&L=ADS-L&P=14748


Infatti è citato dall'incipit della voce di Wikipedia che avevo linkato, la quale in effetti dice che l'origine del termine è attribuita a Munchausen ma la cosa è incerta... Non che la cosa mi impedisca di prendere sonno, s'intende! Il mio computer fa il boot ugualmente anche se non sa da dove viene il termine :)

zio Feng ha detto...

Non so se vi e` mai capitato di autocompilare un compilatore, in quel caso il comando da dare e` `make bootstrap` (GCC).

Anonimo ha detto...

C'è un film del 2006 che parla dell'EV1, e si chiama "Chi ha ucciso l'auto elettrica" http://bit.ly/9NNp89

Tubaz ha detto...

Per Accademia dei pedanti.
Saltafoss
Lo so, ma avevo bisogno di una foto a colori e dettagliata, e la più eloquente era quella.
Mi pare di ricordare che esistevano anche Saltafoss con cambio a tre marce, sospensioni posteriori e anteriori e schienale alto un metro. Non c'era un solo modello, insomma.

La mia era del 1972. In quell'anno c'era solo con forcella ammortizzata e ammo posteriori, freni a tamburo, no cambio. Che io mi ricordi, dopo usci con il freno a disco anteriore. Sinceramente con il cambio non ricordo ma puo' essere benissimo. Dopo anni, la mia "ottenne" freno a pedale e cambio a catenella interna montando cerchio posteriore della Roma Sport. Scusate il Super OT ma i ricordi...

Anonimo ha detto...

C'è un film del 2006 che parla dell'EV1, e si chiama "Chi ha ucciso l'auto elettrica" http://bit.ly/9NNp89

Quasi sempre alla base di queste presentazioni Power Point che girano per il web, e anche di catene di Sant'Antonio apparentemente ben documentate, c'è un lavoro più ampio. Si guardano bene dal citarlo, perché questi appelli senza l'effetto esclusiva e novità assoluta non attaccano.

Quindi, se tanto mi dà tanto, circolerà un giorno un documentario su chi ha ucciso la macchina ad aria Eolo?

theDRaKKaR the bloody homeopath ha detto...

se tanto mi dà tanto, circolerà un giorno un documentario su chi ha ucciso la macchina ad aria Eolo?

se tanto mi dà tanto, una scoreggia :D

PS dà con l'accento è facoltativo vero?

Anonimo ha detto...

Per theDRaKKaR

PS dà con l'accento è facoltativo vero?

No.

Turz ha detto...

@Tubaz:
a) vogliamo fare qualcosa (e non solo parlare) dell’inquinamento dei camion? Stiamo qui a parlare di euro 3-4-5 e poi ti becchi un camion che quando pigia sul gas non vedi oltre i 50 metri…

Anche per i camion ci sono le normative euro 3-4-5-6 e in Svizzera pagano tasse salate per passare, come si vede dal link postato da motogio. In Italia però, come dice Accademia dei pedanti, l'alternativa ferroviaria è praticamente inesistente, perciò va tutto su camion.

b) usiamo i mezzi pubblici? Quanto inquina un autobus?

Probabilmente più di una macchina, ma sicuramente meno di quanto inquinano N macchine (dove N è il numero di passeggeri portati dall'autobus).

Comunque l'"auto elettrica" è già realtà: si chiama tram :-)

c) Il riscaldamento delle abitazioni come è fatto? Gira ancora del carbone qui a Milano…

E non dimentichiamo l'isolamento termico (molti non hanno ancora i doppi vetri) e i riscaldamenti centralizzati (in molti condomini il riscaldamento resta acceso tutto il giorno benché la maggior parte degli inquilini sia fuori).

d) Bisogna lavorare seriamente a livello internazionale, anzi intercontinentale, ma qui, Kyoto e Copenaghen insegnano…è durissima.

Glielo dici tu alle aziende cinesi e indiane che devono spendere cifre (per loro) esorbitanti per acquistare tecnologie meno inquinanti dall'Europa? O in alternativa rinunciare a diventare potenze globali?

@theDRaKKaR:
sull'etimo di bootstrap è interessante questo:

http://listserv.linguistlist.org/cgi-bin/wa?A2=ind0508D&L=ADS-L&P=14748


Ooooh, una mailing list sulla lingua inglese "attiva"! Anzi... cosa vedo... un intero set di mailing list sulla lingua inglese e su altre lingue!
Grazie del link, mi sa che diventerò un visitatore abituale.

PS dà con l'accento è facoltativo vero?

È obbligatorio per distinguere (verbo) da da (preposizione). Un po' come è, e (quando non seguito da stesso/a/e/i).

markogts ha detto...

i riscaldamenti centralizzati

Non spariamo sul centralizzato. In realtà, se fatto bene, con valvole termostatiche, contabilizzazione del calore, caldaie a temperatura scorrevole o a condensazione, e magari un paio di pannelli solari di integrazione, possono far mangiare la polvere in termini di rendimento al "termoautonomo". Purtroppo in Italia sono rarissimi gli impianti ben regolati e aggiornati tecnicamente, e si fa molto prima a cambiare l'impianto in un singolo appartamento che tutto il condominio. E di nuovo il maledetto individualismo italico...

Anonimo ha detto...

Per Turz

PS dà con l'accento è facoltativo vero?

È obbligatorio per distinguere dà (verbo) da da (preposizione). Un po' come è, né e sé (quando non seguito da stesso/a/e/i).


Colgo l'occasione per ricordare che do e fa non richiedono l'accento, se non, forse, in testi di teoria musicale: la possibilità di scambiarli con le note è decisamente remota. Lo stesso vale per su, che alcuni accentano quando è avverbio per distinguerlo dalla preposizione: è la stessa parola, la posizione nella frase basta a distinguere le funzioni. Alcuni mettono l'accento su dài e dànno, verbo dare, per distinguerli da dai, preposizione articolata, e da danno, sostantivo. L'uso è sempre più raro, ma non si può dire che sia errato vista la passata diffusione.
Dubbi insorgono su fra, apocope di frate: si può scrivere anche fra' o frà, oppure no?

SirEdward ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
SirEdward ha detto...

@ Accademia

dài

Io uso la forma con l'accento per distinguere "dai", indicativo presente, da "dài", esortazione.

E' corretto?

Anonimo ha detto...

Per SirEdward

dài

Io uso la forma con l'accento per distinguere "dai", indicativo presente, da "dài", esortazione.

E' corretto?


No, perché la parola è squisitamente la stessa. :-)
Analogamente alcuni credono che sia necessario mettere l'accento sul "fa" di "l'ho visto due anni fa" per distinguerlo dal verbo: ma "fa" è verbo! La frase equivale a "fanno due anni che l'ho visto".
Forse ti confondi con ve' e neh?

Turz ha detto...

@markogts:
Non spariamo sul centralizzato. In realtà, se fatto bene, con valvole termostatiche, contabilizzazione del calore, caldaie a temperatura scorrevole o a condensazione, e magari un paio di pannelli solari di integrazione, possono far mangiare la polvere in termini di rendimento al "termoautonomo". Purtroppo in Italia sono rarissimi gli impianti ben regolati e aggiornati tecnicamente, e si fa molto prima a cambiare l'impianto in un singolo appartamento che tutto il condominio. E di nuovo il maledetto individualismo italico...

Ma su chi gestisce l'interruttore del centralizzato lasciandolo sempre su ON anche quando la maggior parte degli inquilini sparisce, spariamo?

@Accademia dei pedanti:
Dubbi insorgono su fra, apocope di frate: si può scrivere anche fra' o frà, oppure no?

Sempre fidandoci di ThreeDogs possiamo dire che è meno comune ma corretto.
Io scrivo "Fra'" con l'apostrofo (e, se posso, con la maiuscola) per evitare di essere Fra' Inteso.

@SirEdward:
Ti ha già risposto AdP: dài non si può dire che sia errato vista la passata diffusione.

Turz ha detto...

@Accademia dei pedanti:
No, perché la parola è squisitamente la stessa. :-)

Mmhh.. hai ragione.
Comunque basta non usarle l'esortazione e l'affermazione nello stesso testo ;-)

Turz ha detto...

non usare

theDRaKKaR the bloody homeopath ha detto...

Fra' Inteso sarebbe un bellissimo nick per il thread religioso..........

Tubaz ha detto...

@Turz #278
d) Bisogna lavorare seriamente a livello internazionale, anzi intercontinentale, ma qui, Kyoto e Copenaghen insegnano…è durissima.

Glielo dici tu alle aziende cinesi e indiane che devono spendere cifre (per loro) esorbitanti per acquistare tecnologie meno inquinanti dall'Europa? O in alternativa rinunciare a diventare potenze globali?

Non è il mio mestiere. Quelli che però lo fanno, qualche anno fa hanno tolto qualsiasi diga e li hanno fatti entrare di colpo sul mercato, senza alcun freno, che invece x lo meno sulle auto c'era stato nei confronti del Giappone. Quindi hanno concesso a queste nazioni di fare qualsiasi nefandezza a livello umano, ambientale etc pur di produrre. Non ho la presunzione di dire che sarei stato in grado di risolvere il problema però non si puo' lasciare che questi diventino potenze economiche a discapito di qualsiasi regola di civiltà, come se fossimo all'inizio della rivoluzione industriale. O no?
Grazie a tutti per lo stimolo a questa discussione

theDRaKKaR the bloody homeopath ha detto...

@tubaz

e per quale motivo noi abbiamo avuto la licenza di svilupparci inquinando TUTTO il mondo, anche il loro e quindi a spese anche loro e ora invece loro per svilupparsi devono spendere cifre esorbitanti?

in altre parole, con che faccia andiamo a dire a questi signori che non devono fare come abbiamo fatto e facciamo noi e glielo diciamo con reddito pro capite 10 o 100 volte maggiore e con uno spreco consumistico che per molti di loro non è neanche immaginabile?

troppo comodo mi pare.. e giustamente ci mandano a fare in culo...

markogts ha detto...

Drakkar, capisco il tuo punto di vista e lo condivido in gran parte, ma siccome noi abbiamo avuto n mila morti per l'amianto non è che debbano invidiarci pure questo. Da certi nostri errori potrebbero anche imparare. E qualche segno positivo c'è: pare ad esempio che i cinesi stiano lavorando seriamente sull'auto elettrica.

theDRaKKaR the bloody homeopath ha detto...

@markogts

premetto che io cerco solo di spiegare il punto di vista non eurocentrico eh, non è che io si necessariamente d'accordo con questo punto di vista

comunque, l'amianto è un pericolo reale e concreto, le cose cambiano quando parliamo per esempio di CO2 e riscaldamento globale, roba che sembra remota, perché non si ha davanti gente con sintomi dell'asbestosi...

quindi la situazione è più o meno questa: cinesi, indiani, eccetera dovete smettere di emettere CO2 perché tutta quella che abbiamo buttato noi è già troppa...

PB ha detto...

@ markogts:

>>Paolo Attivissimo suggerisce di calcolare i MJ in un pieno di benzina
>e i suoi pedissequi debunker gli obbediscono :-) È conteggiato anche il rendimento del motore.

Ottimo calcolo. Penso che tu sia stato molto generoso sul rendimento. Comunque, il fatto che "basti" raddoppiare o triplicare la capacita' attuale delle batterie per arrivare all'autonomia di auto a benzina mi pare una notizia incoraggiante. Non siamo distanti ordini di grandezza, ci siamo quasi.

>>Questo e' l'aspetto davvero ridicolo, al giorno d'oggi.
>Non è ridicolo se pensi a quanto leggero e compatto sia un motore a c.i. Attualmente, non esiste sistema per convertire calore in energia meccanica che sia contemporaneamente più semplice, efficiente, economico e leggero. [cut]

Ecco, il punto e' questo, il calore. Il motore a banzina e' il miglior mezzo per convertire calore in energia meccanica, ma resta ridicolo se lo confrontiamo con motori che convertano energia elettrica in meccanica. Io sono per evitare il ciclo termodinamico, che abbatte il rendimento (anche quello diesel non sta tanto meglio...).

>>E' uno dei motivi per cui non facciamo il pieno di greggio.
>Ti sei chiesto quanto costerebbe una centrale termoelettrica se andasse avanti a benzina? [cut]

Forse non ci siamo capiti. Intendevo dire che gia' oggi si svolge una parte significativa del processo in uno stabilimento industriale (non nel motore), in modo da lasciare al motore solo l'ultima parte, meno inquinante e complessa. Allo stesso modo, con l'idrogeno si porterebbero tutte le procedure inquinanti in stabilimento.

...continua...

PB ha detto...

... continua ...

>>farlo in una centrale che mettiamo dove ci pare
>Dipende dal "ci". Di solito la decisione viene calata dall'alto e chi non è d'accordo si attacca. Va bene se la facciamo davanti casa tua? Non per far polemica, ma centralizzare, mettere sotto casa altrui e poi accusare la gente di nimbysmo non è un bel modo di procedere. Non è forse più logico passare a energie rinnovabili distribuite, dove ognuno paga in toto da sè per quello che sporca?

No, non e' un bel modo. Io sono per il contratto sociale, in cui il bene comune prevale su quello dei singoli (entro ovvi limiti). Col tuo principio, allora, si dovrebbero abolire le strade, che sono progettate centralmente. Se ti fanno una centrale davanti a casa e' sicuramente un fastidio, quindi, dici tu, non facciamole piu'. Allora, analogamente, se ti fanno un'autostrada davanti a casa e' sicuramente un fastidio, quindi non facciamole piu'. E via di seguito. Cosi' si risolve anche il problema delle auto, Se le centrali permettono efficienza maggiore di ogni forma di produzione di energia distribuita, e al momento e' nettamente cosi', io sono per le centrali. E se permettono una piu' adeguata gestione dei sottoprodotti, e al momento e' sicuramente cosi', io sono per le centrali. E se ci fosse un modo per portare fuori l'inquinamento dai centri storici e giardini pubblici e portarlo in aree a bassa concentrazione, io lo abbraccerei senza alcun dubbio. E l'uso dell'idrogeno e' una delle strade che potrebbero portare a questo.

>>L'accoppiata motore elettrico (alta efficienza) + idrogeno (vettore trasportabile e distribuibile piu' facilmente di una batteria) secondo me e' molto promettente.
>Lo pensavo anch'io, ma pare che le cose non stiano così. Cercati gli interventi di Gianni Comoretto in questo stesso post. Sembra che gli accumulatori al litio siano più efficienti della catena dell'idrogeno. [cut]

Certo, ci possono essere soluzioni migliori. Resta il fatto che l'idrogeno e' un vero vettore, mentre gli accumulatori richiedono il ricambio del pacco batteria. Per carita', anche questa e' una strada che mi affascina molto. Si puo' fare anche con l'idrogeno (anziche' iniettarlo in serbatoio, ci si scambiano direttamente le bombole piene e buote).


@ Van Fanel: Macchine l'ho passato troppi anni fa... ho portato a casa un 30, e adesso me lo tengo li'.

theDRaKKaR the bloody homeopath ha detto...

iniziativa dei massoni-rettiliani-sionisti-cavalieri-di-Malta-amici-di-Pluto-il-cane-di-Topolino del Comune di Parigi, riguardo le auto elettriche:

http://motori.corriere.it/motori/varie/10_giugno_26/ribaudo-parigi-auto-elettriche_bf469b00-80fc-11df-9a47-00144f02aabe.shtml

Carson ha detto...

@Accademia dei pedanti ♂ commento#283:

Diciamo che le due parole sono omonime.
L' una è indicativo presente, l' altra imperativo presente.
Che si leggano e scrivano nello stesso modo è un caso (molto frequente ma pur sempre un caso).

Riguardo l' articolo...

Ma per quale assurdo motivo uno dovrebbe "muovere un’auto dalla Patagonia fino all’Alaska" ?
Perchè fa figo avere PTG invece che AK sulla targa? :D
Ma lasciala in Patagonia 'sta cavolo di macchina!!!

Ciao

Carson

Anonimo ha detto...

Per Carson

Diciamo che le due parole sono omonime.
L' una è indicativo presente, l' altra imperativo presente.
Che si leggano e scrivano nello stesso modo è un caso (molto frequente ma pur sempre un caso).


Per completezza va detto che non tutti i dizionari trattano l'esortazione "dai" come imperativo di dare: alcuni, come il Garzanti, sostengono sia contrazione di "dagli"; che è sempre un imperativo, ma più complesso.

adriano burattin ha detto...

Complimenti Paolo, da tecnico mi chiedevo se per caso avessi studiato chimica e fisica nelle scuole sbagliate.
I sogni sono e restano (... sigh) sogni.
adriano

Turz ha detto...

@Tubaz:
Non ho la presunzione di dire che sarei stato in grado di risolvere il problema però non si puo' lasciare che questi diventino potenze economiche a discapito di qualsiasi regola di civiltà, come se fossimo all'inizio della rivoluzione industriale. O no?

Che commento impregnato di europeismo imperialista!
theDRaKKaR l'ha "tradotto" bene (e sappiamo che traduttor non porta pena) con l'espressione cinesi, indiani, eccetera dovete smettere di emettere CO2 perché tutta quella che abbiamo buttato noi è già troppa...

E allora, se le potenze europee non vogliono che Cina e India emettano CO2 in proporzione a quella emessa da loro in passato, dovrebbero fornire a Cina e India le tecnologie per poter emettere di meno.
Ma questo non lo vogliono fare perché alimenterebbero dei pericolosi concorrenti sul mercato mondiale.

E finiamola di parlare in prima persona (benché col toscanismo "non si può lasciare") dell'Europa, come se non fosse una potenza che guarda al mercato e al profitto come le altre.

Turz ha detto...

@mec:
Complimenti Paolo, da tecnico mi chiedevo se per caso avessi studiato chimica e fisica nelle scuole sbagliate.
I sogni sono e restano (... sigh) sogni.
adriano


Da tecnico non ho capito una mazza di quello che intendi dire con questo commento. Puoi spiegarti meglio?

Anonimo ha detto...

Per Turz

mec: Complimenti Paolo, da tecnico mi chiedevo se per caso avessi studiato chimica e fisica nelle scuole sbagliate.
I sogni sono e restano (... sigh) sogni.
adriano

Da tecnico non ho capito una mazza di quello che intendi dire con questo commento.


Io forse sì: nella prima frase, prova a inserire un "io non" fra "caso" e "avessi". Lasciare i soggetti sottintesi nelle tre persone singolare del congiuntivo dovrebbe essere proibito. :-)
Aspettiamo il chiarimento di adriano.

theDRaKKaR the bloody homeopath ha detto...

Aspettiamo il chiarimento di adriano

la prima volta che l'ho letto ho pensato che fosse un trollone che veniva ad aggredire Paolo, poi ho acceso il cervello e ho capito che si stava lamentando delle baggianate della "presentazione"

vedo complotti ovunque :(

gian ha detto...

Mia opinione sui costi dell'auto a metano, parlo per esperienza diretta avendo una FIAT a metano da quasi 4 anni. Costi di manutenzione uguali alla mia precedente auto a benzina, è vero c'è qualche controllo in più ma se il motore è nato a metano è poca roba che neanche si vede nel costo del tagliando. Costo del carburante decisamente inferiore. Costo dell'auto teoricamente superiore di ~2000€, ma con i contribuiti identico al modello a benzina. Prestazioni un po' inferiori che a benzina ma sinceramente mi frega poco, ho una guida molto tranquilla :-)
La vera sfiga, come ha sottolineato Alessandro, è la mancanza di distributori, e anche il fatto che fanno orari diurni, quindi non si trovano aperti di notte a parte quelli autostradali. Questo perché non ci sono self-service, escluso il - credo unico (ma se qualcuno ne conosce altri me lo dica!) - impianto automatico a Bolzano... per fortuna abito lì vicino :-)
gian

Turz ha detto...

Lasciare i soggetti sottintesi nelle tre persone singolari del congiuntivo dovrebbe essere proibito. :-)

Ma perché, che male vuoi che faccia? :-)

Epsilon ha detto...

@ Accademia dei pedanti

Come ormai d'abitudine, ecco venirci in aiuto Monteverdi (o meglio Busenello) con "L'incoronazione di Poppea":

Accorrete, accorrete,
o servi, o damigelle,
inseguir Drusilla, DALLI, DALLI,
tanto mostro a ferir non sia chi falli.

Turz ha detto...

@Epsilon:
Dalli?

naturalbodyartist ha detto...

Intanto per dare il buon esempio dovremmo imparare da gente come i tedeschi , certo sostituire i carburanti fossili dall'oggi al domani è impossibile, però è possibile utilizzare anche gli eco-carburanti e aspettare che la tecnologia ci aiuti nel creare una macchina ecologica a buon mercato !
Il resto son bubbole !

theDRaKKaR the bloody homeopath ha detto...

ecocarburanti?

temo che ci sia qualche problema grosso come una casa:

http://www.repubblica.it/2006/12/sezioni/ambiente/biocarburanti/ecobenzina/ecobenzina.html

Anonimo ha detto...

Per francoM

Intanto per dare il buon esempio dovremmo imparare da gente come i tedeschi , certo sostituire i carburanti fossili dall'oggi al domani è impossibile, però è possibile utilizzare anche gli eco-carburanti e aspettare che la tecnologia ci aiuti nel creare una macchina ecologica a buon mercato !

Cosa intendi per eco-carburanti? A seconda della fonte (non sempre disinteressata) ho sentito definizioni ogni volta diverse.

markogts ha detto...

Se per ecocarburanti intendi benzina da colture di mais e canna da zucchero, stiamo parlando di togliere il pane agli affamati per fare il pieno al Cayenne... Vedi speculazione dei prezzi seguita alle dichiarazioni di Bush sul biocarburanti.

La soluzione è una sola: risparmio energetico stringente (=> tasse pesanti sulle fonti non rinnovabili) e incremento delle fonti rinnovabili.

Anonimo ha detto...

Per markogts

Se per ecocarburanti intendi benzina da colture di mais e canna da zucchero, stiamo parlando di togliere il pane agli affamati per fare il pieno al Cayenne... Vedi speculazione dei prezzi seguita alle dichiarazioni di Bush sul biocarburanti.

In attesa di sentire la risposta di francoM, rilevo che i carburanti tratti dalla canna da zucchero o dall'olio di colza non sono necessariamente meno inquinanti all'atto della combustione. Cosa ci sia di "ecologico" in queste alternative, insomma, personalmente non lo capisco.
La "moda" dei carburanti da fonti agricole mi pare sia già scemata: fatti i conti, il prezzo inferiore a parità di energia prodotta era solo apparente, dovuto semplicemente alla mancanza di accise e IVA, attualmente molto pesanti su benzina e gasolio.

markogts ha detto...

L'idea dovrebbe essere quella di un ciclo di carbonio "chiuso", un modo alternativo per immagazzinare l'energia solare tramite fotosintesi. Peccato appunto per la concorrenza con la materia edibile.

Altra cosa sono le biomasse derivanti da scarti agricoli.

theDRaKKaR the bloody homeopath ha detto...

@marko

non ho capito l'ultimo tuo commento, deficit mio ovviamente

markogts ha detto...

Ah, il caldo... cerco di risparmiare battute sulla tastiera per non scaldarmi troppo, ma poi risulto criptico.

Rispondevo a ADP sul perché del fascino dei biocarburanti: l'idea è che se prendo la benzina dalle piante e non dai fossili, vado avanti sostanzialmente a fonti rinnovabili. Sole-fotosintesi-cattura CO2 dall'atmosfera-combustione nel motore e repete.

Se sono ancora troppo "puffolottico", ditemelo che mi faccio una doccia e riprovo. Pant.

theDRaKKaR the bloody homeopath ha detto...

:-)

mi sembrava di aver capito così, ma volevo essere sicuro

Turz ha detto...

@markogts:
Ah, il caldo... cerco di risparmiare battute sulla tastiera per non scaldarmi troppo, ma poi risulto criptico.

Cosa non si fa per il risparmio energetico... :-)

@Paolo Attivissimo:
L'appello qui fa un errore grossolano: dice che la Toyota iniziò la produzione della RAV4-EV nel 2003 ma gli utenti la apprezzavano fin dal 1997. Come facevano ad apprezzarla sei anni prima che uscisse?

Che dire, c'è gente che apprezza con mesi e mesi di anticipo degli oggetti dalle prestazioni dubbie.

Il Curiosone ha detto...

Anche questo parla di energia alternativa e fusione fredda nominando pure Tesla. Prof. Emilio Del Giudice (primo ricercatore dell'Istituto nazionale di fisica nucleare)
http://www.youtube.com/watch?v=b1_1J0fI2RQ&feature=player_embedded
Ballista o c'è veramente qualche speranza di avere un fonte alternativa al petrolio?

Anonimo ha detto...

Per Giampaolo

Ballista o c'è veramente qualche speranza di avere un fonte alternativa al petrolio?

Basta leggere il suo curriculum online:

«Vicepresidente della Fondazione Omeopatica Italiana dalla sua costituzione (marzo 1980). Il suo ruolo è quello di coordinatore e responsabile della ricerca scientifica. Docente della F.O.I. nella disciplina “Biofisica e le basi scientifiche dell’Omeopatia” dall’ottobre 1980».

Dimmi di cosa sei vicepresidente...

Turz ha detto...

@Accademia dei pedanti:
Dimmi di cosa sei vicepresidente...

Se anche fosse stato vicedirettore di RaiDue o vicepresidente del CNR non sarei stato comunque tranquillo :-)

Anonimo ha detto...

Segnalo qui un articolo lontanamente in tema con le energie rinnovabili: energia elettrica dallo sciacquone. Lo sostiene uno studente, Tom Broadbent, e secondo i suoi calcoli il sistema consentirebbe di risparmiare a un condominio di 7 piani 1415 dollari all'anno. Poco meno di 1500 dollari all'anno suddivisi, suppongo, fra almeno 14 condomini. Un affare d'oro! Ed installarlo quanto costerà? ;-)

Turz ha detto...

@theDRaKKaR oltre un mese dopo:
come chiese la Busi "ma il pannello solare funziona di notte?"

^____^


Non era Maria Luisa Busi, bensì Dietlinde Gruber detta Lilli, non a caso europarlamentare.

Anonimo ha detto...

Per associazione d'idee segnalo qui un articolo del Corriere della sera a proposito di un autobus che risolverebbe la congestione urbana:

http://motori.corriere.it/motori/varie/10_agosto_04/cina-bus-gigante_7aa0e948-9fb9-11df-ad29-00144f02aabe.shtml

Puzza di pesce d'aprile lontano un miglio; chissà, magari in Cina lo festeggiano ad agosto. :-)
Ma pazienza, almeno un sorriso sotto i baffi lo strappa.

Anonimo ha detto...

Dimenticavo: c'è anche un'animazione al computer, ovviamente interamente in cinese:

http://www.umiwi.com/video/detail1541

Insomma, ormai i giornali estivi non riescono più a pescare nel lago di Ness, hanno bisogno di gettaro l'amo in estremo oriente.

granmarfone ha detto...

a proposito di un autobus che risolverebbe la congestione urbana

circa quarantanni orsono, o forse più, Quattroruote (la rivista di automobilismo) ebbe a presentare sulle sue pagine un progetto simile ma riservato alle auto: credo fosse chiamato "nave delle autostrade" o qualcosa del genere.
Il concetto era somigliante: un bestione enorme poggiava su due rotaie ai lati dell'autostrada; caricati i veicoli in una stiva sopraelevata partiva per i lunghi tragitti mentre sulla strada sottostante viaggiava il traffico normale (compresi gli autocarri) per le brevi distanze.

Bix ha detto...

Splendido articolo, proprio quello che cercavo!
Peccato che come al solito servirà a poco a chi adora la teoria del complotto...
Grazie

theDRaKKaR the bloody homeopath ha detto...

può darsi... nel qual caso vieni pure a sfogarti qui :D

Anonimo ha detto...

Come appendice all'articolo, una gran delusione per le vendite di due modelli di auto elettriche negli Usa, secondo Associated Press:

http://tinyurl.com/37yzp8h

mogio ha detto...

Il 23 marzo 2011 è stata inaugurata, in Israele, la prima stazione di cambio batterie per le auto elettriche:

Better Place launches 1st Israeli battery-switching station

Un esperimento interessante.

puffolottiaccident ha detto...

@Motogio

Israele gode di uno "sconto simpatia" sul petrolio.
Per questo anche nel 2006 tale progetto non sembrava affatto strano.

Nell'anno che ho passato in Israele ho notato un vasto uso di muletti ed automobiline elettriche, queste ultime usate soprattutto nelle fattorie.

Inoltre in Israele c'è un alto numero di mutilati, quindi lo studio di veicoli elettrici con una buona autonomia oggettiva ha un buon mercato all'interno del paese.

Una riflessione più personale è che tirar razzi su Dimona provocherebbe una catastrofe in tutta l'area mentre la piattaforma di Haifa è un bersaglio appetibile per i terroristi, se il progetto avrà successo la piattaforma di Haifa cesserà di essere un punto vitale impossibile da nascondere.

Più o meno è un compromesso fra il tram e l'auto elettrica.

mogio ha detto...

@Puffolotti

Che Israele fosse all'avanguardia nel campo dei veicoli elettrici si sapeva ma mi chiedo dove vadino a prendere l'energia elettrica necessaria a muovere le 40.000 auto che la Renault ha promesso di fornire (dietro pagamento) per la riuscita del progetto.

Attualmente di centrali nucleari per uso civile non ne hanno e per quanto investano nella ricerca di fonti alternative (obbiettivo strategico: liberarsi dal giogo dei paesi produttori di petrolio) di strada fare c'è ancora tanta.

Vedremo come andrà a finire, per ora Chapeau! per lo spirito d'iniziativa di un popolo abituato ad agire più con i fatti che con le parole.

puffolottiaccident ha detto...

@Motogio

La centrale nucleare di Dimona viene impiegata per uso civile

La strategia dell'ambiguità non cambia questo fatto. Forse dietro una porta con scritto sopra "magazzino birra analcolica" fan robe tremende, o forse no.

Dunque, il piano energetico israeliano è veramente affascinante, si basa più sulla filosofia che sulla tecnologia, anche se la tecnologia in questione è strabiliante.

Intanto, su poco meno che tutte le case ci sono pannelli fotovoltaici, non ho idea di quanto restituiscano, mi sembrano identici a quelli che si vedono altrove.

Mi è stato spiegato qualcosa sull'uso di superconduttori, ma non ci ho capito molto, è stata una conversazione di pochi minuti (Avevo espresso sorpresa per quanto poco costi la corrente, visto che la benzina si aggirava sui due euro al litro, il mio interlocutore era Dan Shahar.)

Comunque la filosofia di base israeliana alla ricerca di fonti energetiche alternative penso di poterla riassumere così:

Sembrerebbe strano dover fare 10 km a piedi per andare al lavoro. Questo sembra strano in quanto si è abituati a DARE PER SCONTATO che sia anormale. Se fosse il modo più economico per sopravvivere non sembrerebbe più strano.

Per compiere una ricerca in tal senso bisogna mettersi nell'ottica di esserci costretti dalle circostanze, ed espellere il pensiero che tanto non ci si è costretti, rigettare l'idea che il tempo e le risorse abbonderanno per il tempo necessario.

L'interminabile conflitto è uno dei motori di questa filosofia.

Anche se in Israele si cerca di non parlare del conflitto con i bambini, è chiaramente impossibile nasconderlo sotto il tappeto.
In queste condizioni è più facile spiegare ai ragazzini il concetto di "necessità", cosa che nei paesi dove tutto si da per scontato è grossomodo impossibile.

Il punto di forza di questo progetto è che si riesce a far capire ai ragazzini che il poco che c'è potrebbe sparire, ed è bene essere pronti nel caso questo accada.

Auspicherei che questo aspetto della pubblica istruzione potesse essere introdotto in Europa, perchè in fondo è una soluzione con poche controindicazioni.

theDRaKKaR the bloody homeopath ha detto...

Quel che dice puffo è importante e da sottolineare.

L'abitudine all'uso attuale di energia deriva dal TIPO e dalla DISPONIBILITÀ di energia.

Avere appunto a disposizione materiale come gli idrocarburi, che "metti dentro al motore con facilità e rapidità e con una quantità relativamente piccola ti portano per km", fa sì che ti abitui a quel TIPO e a quella DISPONIBILITÀ di energia.

Ma è una situazione drogata, un tempo di vacche grasse. Fra 50 anni spostare un veicolo di 2000 e più kg per far fare 10 km ad un tizio che pesa 70 kg sarà (giustamente) visto come un'aberrazione energetica...

mogio ha detto...

@theDRaKKaR the bloody homeopath

Ma è una situazione drogata, un tempo di vacche grasse. Fra 50 anni spostare un veicolo di 2000 e più kg per far fare 10 km ad un tizio che pesa 70 kg sarà (giustamente) visto come un'aberrazione energetica...

Probabilmente anche prendere un aereo per fare un week end a Londra, o una settimana di vacanza alle Maldive, sarà visto come un obbrobrio ma noi viviamo nel nostro tempo.

Resta il fatto che il periodo delle vacche grasse è terminato (o sta terminando) anche in Europa e, per chi non ha vissuto il dopoguerra, sarà dura abituarsi a rinunciare al superfluo.

Io per primo.

theDRaKKaR the bloody homeopath ha detto...

Io per primo.

Diciamo per tutti quelli nati dopo la Seconda Guerra Mondiale in Europa Occidentale.

puffolottiaccident ha detto...

Sulla questione petrolio c'è un dettagliuccio-uccio-uccio che viene menzionato molto raramente.

Se non vendono il petrolio, sono morti.

Non socialmente o letterariamente, bensì dal punto di vista più meccanico e lineare del termine.

Ai tempi della Baghdad dei sogni, nei deserti arabo ed africano ci vivevano poche persone, che si erano industriate a vivere con 5-10 litri d'acqua a testa, che il deserto forniva.
Oggi come oggi sono decine di volte più numerosi di quello che il loro ambiente può sostenere, e devono necessariamente importare cibo ed acqua.

Un'evacuazione in massa non è assolutamente realizzabile, intaserebbe le vie di comunicazione per un tempo più lungo di quello che una persona può vivere con l'acqua che può trasportare, ed in un simile scenario se due persone discutono circa il diritto su un recipiente pieno, una delle due muore subito, l'altra in un paio di giorni.

Da un punto di vista logistico è impossibile caricare così tante persone su navi ed aeroplani in tempo, fermo restando che... quelle navi e quegli aeroplani non vanno avanti bruciando galline morte.

Questo avverrebbe perchè i loro politici di sicuro non direbbero alla popolazione che ***** starebbe succedendo in tempo utile.

(continua)

puffolottiaccident ha detto...

(continua)

Con una simile prospettiva è chiaro che un embargo può provocare ingenti danni in pochi giorni, peggio di qualsiasi terremoto o inondazione, mentre il mondo occidentale giusto mannaggerebbe un po' contro quell'impunita di Eva perchè perchè le tasse per le scovazze vengono alzate di due euro l'anno.

Con queste premesse possiamo facilmente immaginare quanto gli piaccia di sentir parlare di ricerca per fonti alternative al petrolio.

Ora, a queste condizioni mi tocca riconoscere che per loro fare gli estrusi e tirar maniche quando uno desidera farsi i citrulli propri è una questione di sopravvivenza, semplicemente non possono permettere che l'occidente si stacchi dal loro capezzolo, e a meno che non mi sbagli circa la disponibilità ed accessibilità di acqua potabile nei paesi in questione, è chiaro che di fronte alla prospettiva di essere abbandonati, devono necessariamente reagire con violenza.

mogio ha detto...

@puffolotti

Se non vendono il petrolio, sono morti.

Non tutti: il sultano Bin Abdulaziz Al Saoud sta negoziando per acquistare un terreno a Cologny, vicino a Ginevra, per costruire la sua umile dimora; 20.000 metri quadrati con un valore medio stimato di 8000.- frs al m/q totale 160 milioni di frs solo per il terreno.

Cosa vuoi che gliene importi a uno così di un embargo; a soffrire saranno solo i poveri diavoli, come sempre.

puffolottiaccident ha detto...

@Motogio
Buon per lui.
Nel gran finale spaccatutto questa è più una soluzione che un problema.

Non stiamo parlando della Cina pre-rivoluzionaria, in cui queste cose venivano seguite da una coltre d'acqua alta 3 metri.

Ma il legame "mistico" ed "esoterico" che lega i due fenomeni rimane:

Il "candidato promosso" si inzefagnava i fondi e scappava, e gli argini andavano in malora.
Di prammatica.

La gente dà per scontata l'acqua, la luce, i trasporti, ha una vaga percezione del fatto che qualcuno gira dei rubinetti e preme dei bottoni per garantire (o quasi) l'accessibilità a tali risorse.

Tuttavia tale accessibilità deriva da ingenti lavori di manutenzione, sorveglianza e organizzazione.

Quando il preposto scappa i suoi dipendenti si disperdono e nessuno sa più metterci le mani in tempo utile.

La cosa funziona meglio di un pianoforte, in quanto il preposto apprende la situazione molto prima dei... com'è che li hai chiamati, poi?

Già... poveri diavoli.

Ai ki do di massa.

mogio ha detto...

@Puffolotti

Ora, a queste condizioni mi tocca riconoscere che per loro fare gli estrusi e tirar maniche quando uno desidera farsi i citrulli propri è una questione di sopravvivenza, semplicemente non possono permettere che l'occidente si stacchi dal loro capezzolo..

Stai diventando complottista? :-)

Che il petrolio stia finendo lo sanno anche loro ma sanno anche che non sarà per domani; hanno tutto il tempo per pensarci.

theDRaKKaR the bloody homeopath ha detto...

Che il petrolio stia finendo lo sanno anche loro ma sanno anche che non sarà per domani; hanno tutto il tempo per pensarci.

O meglio, viste le condizioni politico-sociali di quei posti, hanno tutto il tempo di NON pensarci. Se la vedranno le generazioni discendenti.

puffolottiaccident ha detto...

Non parlavo di quanto dura o quando finisce

Parlavo di lasciarlo dove si trova.

Trovo i risultati correnti piuttosto incoraggianti.

mogio ha detto...

@puffolotti

Non parlavo di quanto dura o quando finisce

Parlavo di lasciarlo dove si trova.


A tutti piacerebbe ma per ora è solo una utopia.

Non possiamo dall'oggi al domani convertire una società basata sul petrolio e sull'abbondanza in una basata su fonti alternative e sul sacrificio; serve tempo e pazienza.

Non possiamo nemmeno ritornare al sistema economico del dopoguerra; romantico fin che vuoi ma oggi non ci sono più terreni a sufficienza per permettere a tutta la popolazione di integrare le proprie entrate con quanto coltivato autonomamente.

Siamo in tanti e la terra scarseggia.

puffolottiaccident ha detto...

Bè, vedo di spiegarmi meglio.
Su una cosa che già sappiamo.

Si parla tanto di bobine, conduttori, tubi & gomiti... Parliamo un attimo del citrullo, ortaggio non molto saporito ma eccellente regolatore della temperatura interna. Poche gocce d'aceto ed ecco un piatto sobrio e soddisfacente.

Il citrullo costa $oldi, diciamo quanto una tazzina da espresso di benzina.

Solo che le due cose non hanno niente a che fare l'una con l'altra, ed è qui il trucco: non si può assemblare un citrullo con martello e chiodi. Nessun pannello fotovoltaico può produrlo, ma che ce ne frega di questo dettaglio? tanto non serve nessun dispositivo che abbia bruciato petrolio, per fare il citrullo.

Lì è dove si scavalca la tecnologia: con l'energia animale.

Un esempio del caso israeliano: In Israele i primi giorni scherzavo sul "pessimo" packaging, ad esempio il latte al supermercato sta in buste simili a quelle in cui trovate la mozzarella.
L'israeliano alla mattina apre la busta e la svuota in una caraffa che mette in frigo.

In Europa ci son scienziatoni, che non sono da meno di quelli dei programmi spaziali preposti a studiare packaging, chè quando apri il cartone del latte con 3 dita, non ti finisca una goccia sulla tovaglia.
Questo è un altro esempio di abitudine dispersiva.

Il trucco è questo: riconoscere quando l'energia solare fa cose diverse dal fornire corrente elettrica e buttarli a badilate nel computo delle fonti alternative.

Oh, ricordiamoci che i mulini a vento e ad acqua erano apprezzatissimi da molto prima che qualcuno mettesse gli occhi sulla ciccia di balena.

theDRaKKaR the bloody homeopath ha detto...

Non possiamo dall'oggi al domani convertire una società basata sul petrolio e sull'abbondanza in una basata su fonti alternative e sul sacrificio; serve tempo e pazienza.

Assodato che si riesca a farlo prima di oltrepassare il punto di non ritorno...

puffolottiaccident ha detto...

Uhm... Il punto sta nel fatto che avete dato per scontata una premessa [che anche per me è] errata:

Non ho mai detto: "salvando tutti da fame, freddo, sete, setticemia, in via esemplificativa ma non esaustiva"

Non ho espresso un'illusione utopica.

Questo è esattamente quello che succederà se la crisi dei combustibili fossili arriva prima che le fonti rinnovabili siano sviluppate a sufficienza.

I problemi di un simile scenario sono molteplici, e non tutti prevedibili, ma fra quelli che sono prevedibili molti sono certi, e prevedono una soluzione quantomeno individuale: tirarsi via in anticipo dalle situazioni di competizione per quanto possibile.

Dunque l'oggetto di studio è: come ottimizzare lo spazio abitativo.

Cosa restituisce molte calorie occupando poco spazio e costando poco.

Piano di sopravvivenza mirato.

Chi resta vivo oltre la crisi sarà per definizione la persona che ha risolto tali problemi.

Ah, vi insegno un trucco, giusto in caso:
Essendo caucasici o asiatici, il sonno frammentato è ottimo per far credere di essere denutriti.

Forse dovrei scrivere un manuale, con le cose che mi sono fatto insegnare :D

mogio ha detto...

@Puffolotti

Quando ero bambino io la mattina aspettavo che mio nonno ritornasse dalla stalla con il latte delle sue mucche* appena munto e, dopo averlo scremato, lo portavo con un secchiello all'unica famiglia del paese che non possedeva bovini.

Rifiuti zero; ma erano altri tempi e oggi il 90% della popolazione, dopo aver bevuto quel latte, mi maledirebbe.

*Ps. Mucca = femmina di bovino di almeno tre anni e che ha figliato almeno una volta; ed è un termine che vale solo per le vacche grigio alpine (Grauvieh) o comunemente chiamate vacche svizzere; ma presenti anche nell'alto nord d'Italia.

Ora, in nome del politically correct, non abbiamo neppure il coraggio di chiamare un animale con il suo vero nome (la vacca) e pretendiamo di ritornare indietro di cinquant'anni senza colpo ferire?

Ma quando si tratterà di tirare il collo a una qualche gallina per preparare la cena cosa succederà?

mogio ha detto...

Ps. In tema di carburanti alternativi:

La U.S. Air Force's sta sperimentando l'uso di biocarburanti ricavati dalla Camelina Sativa su un F-22 Raptor (il fiore all'occhiello dell'aviazione statunitense):

F-22 Raptor hits Mach 1.5 on camelina-based biofuel

:-)

theDRaKKaR the bloody homeopath ha detto...

@Puffo

Ah, vi insegno un trucco, giusto in caso:
Essendo caucasici o asiatici, il sonno frammentato è ottimo per far credere di essere denutriti.

Forse dovrei scrivere un manuale, con le cose che mi sono fatto insegnare :D


Inizia qui. Spiega un po'? :)

puffolottiaccident ha detto...

@Motogio

Se finisce il petrolio senza che ci sia un'alternativa a costi ragionevoli, è esattamente quello che succederà.

Tipo Wile E. Coyote che corre oltre il bordo di un orrido, si ritrova a mezz'aria.

Cade giù e basta, spesso "CON colpo ferire", ma non è che abbia l'opzione di restare privo di peso per sempre.

Cioè, non è che se domani mattina finisce il petrolio ci siano le opzioni

A) escogitiamo/adottiamo un piano di sopravvivenza

B) Moriamo come mosche (molti ma non tutti) e speriamo che chi rimane abbia più sale in zucca

C) facciamo esattamente come prima.

La più* migliore sarebbe la A, ma non viene esclusa dalla preparazione individuale alla B, quindi io mi fermo un attimo a pensare a cosa faccio nel caso B.

Il C non è fattibile perchè non c'è il petrolio.

E qui elargisco per l'ennesima volta uno dei miei motti preferiti:

Il momento migliore per imparare a nuotare è...
Prima che dal saperlo o non saperlo fare dipendano la vita o la morte.

@TheDrakkar

Ascolto con molto interesse le storie di guerra, ma non tanto sparatorie e coltellate, quello che mi interessa è come uno ne è venuto fuori, è un interessante precedente, e sull'idea di: "quando prendi una buona abitudine, non c'è motivo di perderla, quando perdi un vizio non c'è motivo di riprenderlo"
può anche insegnare qualcosa su economia domestica e parsimonia.

La battuta si riferisce al modo di gestire la propria riserva di cibo occulta nei tempi di vacche magre.

Chi teme una carestia può avere l'idea di accumulare una riserva di cibo in casa, in modo da poterne attingere anche se fuori non se ne trova.
Il problema è che se palesata, la riserva di cibo, diventa un pericolo, proprio perchè ambita da chi non ne ha accumulata, o da chi ha già esaurito la propria.
Quindi, mettendo insieme i racconti della guerra in vietnam, ho codificato le modalità per gestire e amministrare la riserva di cibo, una delle regole è che non si deve far sapere di averla.

L'ostacolo a ciò sta nel fatto che se uno mangia regolarmente, anche se poco, la gente prima o poi si accorgerà che ha un accesso sicuro a del cibo (e ovviamente investigherà)
Il sonno frammentato (tipo tre quarti d'ora di sonno e 10 minuti di veglia) produrranno un aspetto assimilabile a quello dovuto dalla carenza di cibo. Se ci si mostra ben nutriti, non importa dove è nascosto il riso, la gente capirà che da qualche parte c'è.

Altra precauzione è quella di dividere la riserva in due o più depositi, e nella fase problematica regalare (ostentando contrizione) dal primo deposito, vantandosi anche di aver tenuto poco per sè stessi, per rafforzare l'idea che quello che l'ospite vede sia l'unico deposito.

Per rispondere ad entrambi:

Non so cosa farà l'umanità quando i combustibili fossili saranno esauriti, spero che per allora si saranno risolti i problemi, ma se così non fosse si presenteranno delle problematiche individuali, del tipo:

Come si cucinano i torsoli delle pannocchie per l'alimentazione umana?(meglio che non l'erba di campo)

Ecc. Ecc.

Perchè tornare a studiare da 0 problemi che son già stati risolti con successo in passato?
Allora ho la pensata B: mi faccio raccontare da quelli che per poco non son morti nel processo per trovare queste soluzioni, così sono disponibili da subito.

Anche perchè fra non più di 10-15 anni tutti gli europei che han vissuto da adulti la seconda guerra mondiale, saranno morti e non potranno spiegare come cavolo hanno risolto lo stesso problema quando lo hanno affrontato.

Paolo Attivissimo ha detto...

Autodim*,

il tuo commento è stato respinto per volgarità immotivata.

Oltretutto esordire con un "Non ho letto bene tutto il tuo articolo" porta all'inevitabile "e allora commentalo quando l'avrai letto e dirai meno sciocchezze".

oui, c'est moi ha detto...

Ricevuto oggi, ho risposto linkando quest'articolo
e invitando ad approfondire.
La cosa che mi fa innervosire di più è che chi inoltra queste "scemità" dice pure riflettete, meditate gente, meditate ... Mi verrebbe da dir loro: chi è che dovrebbe riflettere e meditare, scusa?
Grazie Paolo

Van Fanel ha detto...

Ho letto la recensione di un nuovo modello di auto elettrica, che non vi nominerò per non farle pubblicità (perché non compra il mio software, o forse perché sono anch'io un disinformatore al soldo delle lobby petrolifere). I consumi sono una bomba, ma lo è anche il prezzo: quasi 38.000 euro. Altroconsumo calcola che, senza incentivi fiscali, per ammortizzare il costo iniziale bisognerebbe percorrere almeno 200mila chilometri, solo che a quel punto spunterebbero ulteriori spese di manutenzione: le batterie sono garantite per soli 100mila chilometri.

Ovviamente i complottisti diranno che il limite delle batterie è imposto dalle mafia bancaria-petroliera...

SporcoRozzo&Primitivo ha detto...

L'unica alternativa "ad acqua" è attualmente in fase di studio: si sfrutta il calore prodotto dalla combustione della benzina, che normalmente andrebbe perso attraverso il tubo di scappamento, per far evaporare dell'acqua. La pressione prodotta dall'evaporazione dell'acqua diventa forza motrice, che spinge il pistone se l'acqua viene iniettata nel cilindro o che fa girare una turbina solidale con l'albero motore, come nel caso del turbo compound. Una sorta di motore ibrido.

Unknown ha detto...

meno interessi monetari e piu interessi umani

Stupidocane ha detto...

@ patrizia molisan

meno interessi monetari e piu interessi umani

Meno qualunquismo e più ortografia.

Guido ha detto...

SirEdward
Quanto pesa una bicicletta? 10kg? Qual'è la velocità massima per un ciclista medio (non un professionista uno normale)? 30? 50?
Quanto pesa una moto? La mia 380Kg (vabbè è una varadero, una moto normale oscilla sui 200kg) e quanto fa? Anche 200 (la mia 204) o più.
Un'auto? pesa 1,5/2 tonnellate come minimo e fa altrettanto. A parità di velocità un'auto o una moto sono infinitamente più pericolose di una bici. Poi per carità a me la moto piace e pure tanto (senza contare il fatto che fare 70km al giorno in bicicletta è una bella impresa), però c'è effettivamente un abuso dei mezzi a motore, dovuto almeno da queste parti ad una cronica carenza dei mezzi pubblici. Quindi se davvero si volesse diminuire l'inquinamento iniziamo a fare dei mezzi pubblici che funzionano e possono essere usati. Vi sembra normale per andare a Sesto F.no dover cambiare a rifredi e prendere il treno che viene da Pistoia? Senza contare ritardi CRONICI e treni iper affollati?

Guido ha detto...

A proposito di Lobby Petrolifere. Non so se avete sentito dell'indagine della guardia di Finanza contro le maggiori compagnie per rialzo arbitrario dei prezzi...

Guido ha detto...

@gareth
tu da chimico mi daresti la tua opinione sulle sabbie bitumose?

Guido ha detto...

@TheDrakkar
aggiungiamo che i pannelli solari ogni x anni vanno sostituiti perché si deteriorano. Chi paga? E lo smaltimento? Non è certo ad impatto ambientale 0. Poi non voglio dire che siano una cattiva idea, ma da lì a dire che una volta messi sono a costo 0 ce ne corre...

Guido ha detto...

@Accademia
io avevo una cosa simile al chopper, solo che invece di avere le ruote di diametro differente le aveva uguali, erano invece che a raggi a 4 razze e di GHISA una cosa pesantissima... Riuscii a farci Pisa - S.Piero a Grado e ritorno (e avevo 8 anni e pure la febbre a 38... cosa non si fa pur di andar con gli scout)

Guido ha detto...

Ormai sono a linkare e linko: un post sulle (im)possibili alternative al petrolio

Stupidocane ha detto...

@ Guido

aggiungiamo che i pannelli solari ogni x anni vanno sostituiti perché si deteriorano. Chi paga? E lo smaltimento? Non è certo ad impatto ambientale 0. Poi non voglio dire che siano una cattiva idea, ma da lì a dire che una volta messi sono a costo 0 ce ne corre...

Ecco una risposta (benché non esaustiva). L'energia restituita dai pannelli nel loro ciclo vitale non solo restituisce la quota energia per produrli, ma supera anche quella spesa per il loro smaltimento. Il "chi paga" dovrebbe essere riferito all'azienda che si occupa di sostituire i pannelli esauriti, ma non so come funzioni in Italia, data la "gioventù" del nostro mercato fotovoltaico.

Guido ha detto...

@Stu
anche quella spesa per il loro smaltimento.
si ma il mio discorso non era sul costo quanto sull'impatto che essi hanno sull'ambiente... Sicuramente il bilancio è positivo, ma da qui a costo 0 ce ne corre...

Stupidocane ha detto...

Guido, da quel che ne so sono composti da materiali riciclabili e non inquinanti, come rame, alluminio e silicio, oltre a plastiche protettive. Ma chiederei ai più esperti.

Guido ha detto...

Stu
chiappo il primo link che mi viene sotto le zamp... dita: Riciclaggio pannelli solari


costi ambientali pannelli fotovoltaici

Fotovoltaico terza generazione <= questo invece è molto più interessante perché si sgancia dal silicio...

Guido ha detto...

@Stu
per questo sono qui a chiedere, visto che son sistemista e non mi occupo di chimica, se c'è qualche chimico che può far luce... (senza eccitarsi ;) )

Stupidocane ha detto...

Guido, il primo link tratta proprio della rigenerazione dei pannelli attraverso il riciclaggio: non ho capito se è pro o contro al riciclaggio dei materiali di costruzione, poiché potrebbe anche essere antieconomico al momento, ma diventerà una necessità in futuro. Se il riciclaggio fosse "solo" antieconomico, la differenziata sarebbe una pagliacciata. In realtà, benchè si spenda un po' di più che ad estrarre le materie prime ex novo, è un modo per risparmiare le risorse mondiali, quindi, nel lungo e lunghissimo periodo, molto più vantaggioso della filiera tradizionale.

Il secondo link mi sembra molto a favore del fotovoltaico, proprio come impatto ambientale. Dimentica però che non si può sostituire il fotovoltaico con i generatori tradizionali (atomici, ad idrocarburi o carbone) perché altrimenti la sera saremmo tutti al buio e senza elettricità. Come sbraita dal palco un recente comico-politico. Chi glielo va a dire che non si può coprire il 100% del fabbisogno elettrico nazionale, quando di notte il Sole non c'é? Compriamo energia elettrica all'estero? E come viene prodotta? Forse col nucleare? Mah. Insomma, il fotovoltaico sarà anche a costo "non proprio zero", anche come impatto ambientale, ma sono comunque a livelli, il costo e l'impatto, nettamente inferiori che con le tecnologie tradizionali.

Il terzo link... beh, se fosse possibile produrre energia elettrica tramite il processo elettrochimico, penso che lo avrebbero già fatto. Il link è del 2007, forse è ancora in fase di studio oppure non è mai partito. Infatti l'articolo non parla di rendita in termini temporali. Non so nulla di questa tecnologia, ma a naso, sembra che il limite sia proprio la longevità delle tinture.

Guido ha detto...

@Stu
devi considerare che io non sono né pro né contro al fotovoltaico. In termini assoluti sono a favore perché il sole ci regala una marea di energia della quale ne usiamo solo una miserrima parte, però c'è da dire che ci sono i talebani del fotovoltaico che non tengono conto che ci sono anche degli aspetti negativi. Senza contare che con le tecnologie attuali non ci puoi far volare un areoplano ;)
L'importante in tutte le cose è tenere conto di tutti gli aspetti... Quello a cui volevo arrivare è che il riciclaggio è l'unica scelta sostenibile (non è quello che fa la natura?) ma che comunque oltre alla parte economica un pannello solare ha anche un impatto sull'ambiente a cui bisogna fare attenzione, quindi va "gestito" nella maniera corretta e ovviamente farlo costa. Poi sicuramente è più conveniente farlo con una fonte che ti dà energia gratuitamente (il sole) che non con altre fonti che devi pagare (tipo il petrolio). Però ribadisco, occorre in ogni cosa valutare i pro e i contro senza pregiudizi...

Stupidocane ha detto...

Poi sicuramente è più conveniente farlo con una fonte che ti dà energia gratuitamente (il sole) che non con altre fonti che devi pagare (tipo il petrolio). Però ribadisco, occorre in ogni cosa valutare i pro e i contro senza pregiudizi...

In realtà anche il petrolio non si paga. E'presente in natura al pari del Sole. E' convertire il petrolio ed il Sole in energia che costa. :) Il Sole costa di meno, ma senza una parte di energia del petrolio sarebbe quasi inutilizzabile...

Guido ha detto...

@Stu
[mode accademia on]
in realtà il petrolio lo paghi. Costa estrarlo, chi lo estrae lo vende a qualcuno. Tal qualcuno paga per avere suddetto petrolio, costa il trasporto, costa lavorarlo, poi una volta lavorato viene venduto nei suoi sottoprodotti e di questi costa lo stoccaggio il trasporto & co
[mode accademia off]

uno dei problemi del solare è che non è sempre disponibile (penso a queste zone dove due giorni di sole consecutivi si son visti solo oggi da metà Febbraio), non c'è di notte e soprattutto l'energia elettrica si immagazzina e si trasporta peggio di un litro di benzina...
Il problema di fondo è che il petrolio non viene usato solo per autotrazione: penso alle plastiche, ai fertilizzanti e tutto il resto. I tedeschi durante la II GM facevano carburante sintetico dal carbone, solo che più passaggi fai più energia sprechi (e più il costo aumenta). Tutto lì. Ogni lavorazione "costa" alla fine... (ah questa termodinamica! ;) )

Stupidocane ha detto...

Guido

in realtà il petrolio lo paghi. Costa estrarlo, chi lo estrae lo vende a qualcuno. Tal qualcuno paga per avere suddetto petrolio, costa il trasporto, costa lavorarlo, poi una volta lavorato viene venduto nei suoi sottoprodotti e di questi costa lo stoccaggio il trasporto & co

Anche il "solare" lo paghi. Bisogna estrarre le materie prime, lavorarle nei sottoprodotti che servono per i pannelli fotovoltaici per poi assemblarli, stoccarli e trasportarli.

I costi ci sono comunque, a parità di disponibilità in natura. Se è vero che il Sole è gratis, ovvero la sua radiazione, non lo è il processo che permette di trasformarla in energia elettrica. Allo stesso modo anche il petrolio è gratis, ovvero i depositi di greggio sono a disposizione di chi ha i mezzi per estrarli ed è lì che comincia la filiera dei costi. I microorganismi che hanno costituito il greggio, lo hanno fatto a costo monetario zero. Al pari della radiazione solare, è la trasformazione del greggio in energia che costa.

uno dei problemi del solare è che non è sempre disponibile (penso a queste zone dove due giorni di sole consecutivi si son visti solo oggi da metà Febbraio), non c'è di notte e soprattutto l'energia elettrica si immagazzina e si trasporta peggio di un litro di benzina...
Il problema di fondo è che il petrolio non viene usato solo per autotrazione: penso alle plastiche, ai fertilizzanti e tutto il resto. I tedeschi durante la II GM facevano carburante sintetico dal carbone, solo che più passaggi fai più energia sprechi (e più il costo aumenta). Tutto lì. Ogni lavorazione "costa" alla fine... (ah questa termodinamica! ;) )


Dobbiamo anche tenere presente dell'alta energia che si riesce ad estrarre dal petrolio, che nonostante costi sempre più alti, rimane uno dei prodotti naturali con il più alto rendimento energetico, facilmente trasportabile e relativamente sicuro. L'unico freno che trova questa risorsa è la limitatezza delle riserve. Ne consumiamo enormemente di più di quello che la natura riesce a produrre.

Tra l'altro, una piccola percentuale del petrolio va a finire direttamente nella filiera produttiva dei pannelli fotovoltaici, sia come accessorio (energia per far funzionare le macchine che producono i pannelli) che direttamente con i suoi derivati (guaine dei cavi elettrici, sigillanti, colle e lastra in policarbonato a protezione dei moduli fotovoltaici).

Intendiamoci, non è che voglio darti contro. Voglio solo puntualizzare (che è ciò che stiamo già dicendo entrambi) che ricavare energia da una fonte ha sempre dei costi. Estrapolarla, dirigerla e gestirla per i nostri scopi ha delle tappe obbligate dalle quali non si scappa. Ah questa termodinamica!

:D

Guido ha detto...

Tutto dipende da cosa devi fare
se devi produrre corrente
alla fine il fotovoltaico, senza considerare la produzione del pannello stesso è sole => pannello => elettricità
nel petrolio è
petrolio => lavoro per fare corrente e ne perdi per "colpa" della termodinamica => elettricità
ovviamente se invece devi "muovere" qualcosa le parti s'invertono...


Dobbiamo anche tenere presente dell'alta energia che si riesce ad estrarre dal petrolio, che nonostante costi sempre più alti, rimane uno dei prodotti naturali con il più alto rendimento energetico, facilmente trasportabile e relativamente sicuro.

concordo.


L'unico freno che trova questa risorsa è la limitatezza delle riserve. Ne consumiamo enormemente di più di quello che la natura riesce a produrre.

grafico: pare che siamo nella fase discendente (secondo Hubbert) della produzione petrolifera...
Il problema è che costerà sempre di più produrlo, e le alternative sono "incomplete" ovvero non possono sostituire il petrolio al 100% o sono scarsamente conveniente. Quello che mi chiedo è: che si fa (inteso come umanità in generale)?

Stupidocane ha detto...

Che si fa? Auto a fusione nucleare, che diamine! :D

Guido ha detto...

@Stu
se eroga più dei 92 cavalli che ho attualmente sotto la moto ci sto ;)

Stupidocane ha detto...

HAI MESSO SOTTO 92 CAVALLI CON LA MOTO??? EQUINICIDA!!!

Guido ha detto...

Se vogliamo fare i pignoli li ho addirittura dentro il motore ;) comunque il mio superTénéré era più equo-rispettoso ne aveva "solo" 70...
Non mi fare parlare perché se dico cosa (anzi chi) metterei volentieri sotto rischio:
a) la galera
b) un flame che il post epico in confronto son du' righe :)

martinobri ha detto...

Allo stesso modo anche il petrolio è gratis,

Nel conto deve entrare anche l'inquinamento (accidentale, una petroliera che si buca, o standard, i prodotti della combustione) e i suoi costi.

Guido ha detto...

@martinobri
beh anche il sole potrebbe bucarsi

immagine del sole bucato

Stupidocane ha detto...

Nel conto deve entrare anche l'inquinamento (accidentale, una petroliera che si buca, o standard, i prodotti della combustione) e i suoi costi.

Infatti tutto ciò è parte del costo ambientale. Quando dico che il petrolio è gratis, intendo proprio che la materia prima non è costata un soldo per formarsi. Costa molto trasformarla in energia, sia in termini monetari che ambientali.

Guido ha detto...

@Stu
Anche il "solare" lo paghi. Bisogna estrarre le materie prime, lavorarle nei sottoprodotti che servono per i pannelli fotovoltaici per poi assemblarli, stoccarli e trasportarli.
Ma guarda da critico del solare mi hai fatto passare a difensore :) Il pannello una volta comprato e montato è lì, non lo devi trasportare o rilavorare, e ti produce corrente (fino al momento di smaltirlo). I contro e i pregi del petrolio li abbiamo già detti :)
Oltretutto che un pannello solare non potrebbe far andare la mia moto per due motivi:
a) va a benzina
b) si sta riannuvolando
e poi vuoi mettere il rumore del 1000 bicilindrico :)
;)

markogts ha detto...

Non ho molto tempo per partecipare, segnalo solo i siti theoildrum.com dove c'è parecchia gente competente (sono più interessanti i commenti che gli articoli) e http://physics.ucsd.edu/do-the-math/ dove un fisico fa dei calcoli molto interessanti sulle soluzioni alternative al petrolio.

Quello che mi chiedo è: che si fa (inteso come umanità in generale)?

Cito Marvin: "Idee? Ho milioni di idee, e conducono tutte a morte certa". Siamo fottuti, IMHO.

martinobri ha detto...

beh anche il sole potrebbe bucarsi

immagine del sole bucato




Sparati!

:-)

Guido ha detto...

@martinobri
me l'hanno già detto in ufficio per un'altra battuta idiota...
preoccupante :)

Mauro ha detto...

Mi chiedo quanti dei commentatori abbiano provato a viaggiare elettrico.... Io sì!
Piacere di guida indescrivibile!
General Motors poteva gentilmente concedere ai ricconi californiani di riscattare l'auto, l'unico ricambio di cui necessita sono le batterie.
Costo, autonomia e tempo di ricarica sono problemi veri. (migliorabili ma non risolvibili)
P.S. Anche se l'energia elettrica fosse prodotta da benzina il rendimento complessivo sarebbe maggiore (di poco)
(Tutti guardano al rendimento del trasporto dell'energia elettira, nessuno valuta il costo dell'autobotte e della stazione di servizio)

Stupidocane ha detto...

@ Mauro

General Motors poteva gentilmente concedere ai ricconi californiani di riscattare l'auto, l'unico ricambio di cui necessita sono le batterie.

Che sono la parte più costosa dell'insieme.

Costo, autonomia e tempo di ricarica sono problemi veri. (migliorabili ma non risolvibili)

Infatti ancora oggi le migliori prestazioni in materia di percorrenza si hanno con le ibride. Il solo elettrico non va oltre un paio di centinaia di km.

P.S. Anche se l'energia elettrica fosse prodotta da benzina il rendimento complessivo sarebbe maggiore (di poco)
(Tutti guardano al rendimento del trasporto dell'energia elettira, nessuno valuta il costo dell'autobotte e della stazione di servizio)


Errore che commetti anche tu, dimenticando dove compri la benzina da mettere nel motore endotermico per produrre energia elettrica.

Mauro ha detto...

Scusa ma vuoi mettere trasportare/distribuire combustibili (liquidi o peggio gas) ad ogni stazione di servizio od avere una centrale?
Sono comuque paragoni assurdi visto che nessuna centrale richiede benzina verde o gasolio per autrotrazione....
Al limite le centrali bruciano scarti di raffineria!
Quindi il combustibile per automobile è ulteriormente gravato da maggiori costi di raffineria (oltre che dal trasporto)
-
Se poi volessimo parlare un minimo seriamente/onestamente:
La fetta più grossa dell'energia elettrica (in italia) è prodotta dal metano....
Bruciare CH4 direttamente in auto richiede bombole pesanti e tanta energia per comprimere il gas.
E con il costo delle infrastrutture come la mettiamo? Possiamo costruire impianti di rifornimento di CH4 dentro le affollate città?
E' molto più semplice allestire qualche presa di corrente non ti pare?
-
Naturalmente tutto questo senza ipotizzare che il 30% dell'energia elettrica venga da fonti rinnovabili e che con una gestione intelligente dei punti di ricarica si potrebbero ricaricare le auto elettriche nei momenti di maggior disponibilità di sole/vento.


Unknown ha detto...

Ho letto alcuni messaggi del 2010, in cui si parlava deienergetico arburanti derivati dal colza (dovrebbero essere dal 304).
Manca un concetto fondamentale. Quanta energia serve solo per arrivare alla materia prima (granella di colza), senza considerare i processi a seguire?
Sono agricoltore nel tempo libero, nel senso che lavoro nel metalmeccanico ma seguo i pochi ettari dell' azienda di mia madre.
Da alcuni anni ho provato ad inserire colza biodiesel nelle rotazioni colturali.
Come resa/ha è variabile tra 25 e 30 q.li/ha (umidità commerciale 9%), zona collinare non irrigua a est di Torino
La resa in olio è solitamente superiore al 40%.....50% in quei rari casi che tutta la granella abbia raggiunto lo stesso grado di maturazione .
Il costo energetico delle lavorazioni meccaniche è di poco inferiore a quello dei tradizionali cereali vernini.
Sto cercando in rete della tabelle specifiche sul costo energetico, ma sono in difficoltà nel reperire materiale utile :(

Gwilbor ha detto...

Non sono un esperto, ma quella dell'olio di colza dovrebbe essere una bufala. Addirittura ricordo che se n'era attribuito la paternità Uriel Fanelli, il proprietario del blog http://keinpfusch.net/ che disse che l'aveva inventata di sana pianta per vedere se i giornalisti avrebbero abboccato. In questo caso, l'esperimento riuscì in pieno (ricordo che ne parlò il Venerdì di Repubblica).

Unknown ha detto...

Con carburanti biodiesel s' intendono prodotti da combustione utilizzabili anche in completa sostituzione del gasolio da trazione.
Non hanno nulla a che vedere con la favola dell' olio acquistato al supermercato e versato direttamente nel serbatoio di un qualsiasi veicolo a gasolio.

Per ricavare biodiesel dall' olio, occorre effettuare un ulteriore processo che dovrebbe essere la transesterificazione. Non sono un chimico e questo processo l' ho trovato in rete googlando "processo biodiesel".

Unknown ha detto...

sono pienamente daccordo con te ,ma un qualcosa c'e, se vogliamo chiamarlo buco buracratico o con qualcos'altro per me va bene,ho conosciuto anni fa un proprietario di una fiat tipo 1100 a carburatore,un artigiano svizzero negli anni 90 la modifico profondamente nel motore e nel telaio (montava un grosso serbatoio al posto dei sedili dietro)per farla andare ad acqua di rubinetto ,e l'auto andava anche se molto lenta....,poi il tizio che ho conosciuto la compro dall'artigiano di seconda mano quando la tipo era ormai vecchia e la porto in italia, ci giro un p di tempo fino a quando non fu sequestrata dalla polizia nonostante avesse omologazioni svizzere e tedesche,perche non ne hanno permesso la circolazione in italia??qualcosa che non ritorna c'e anche se non e come la disegnano....

granmarfone ha detto...

Raffaele Capasso #389
In realtà il veicolo venne sequestrato per motivi ecologici e di salute pubblica: l'acqua di rubinetto in Italia contiene lo 0,074 e mezzo% di rotrobenlianmozza che, allo scarico, produce il micidiale bentiKEvoglioMaBoTTeInKapa3 molto puzzolente ma soprattutto con effetti nocivi sulle femmine tra i 17 anni e sette mesi e i 22 anni e quattro mesi.
Nessun problema se avesse continuato a fare rifornimento di acqua sempre in Svizzera…

Stupidocane ha detto...

E tutti sappiamo che effetti hanno le molecole di bentiKEvoglioMaBoTTeInKapa3 sull'organismo umano.

Sto parlando dello studio condotto dall'Università Degli Studi sugli Studi del distretto di St. John Rounded. È stata una lettura molto interessante.

Il Prof. Mat K. Katz a modo suo fa una disamina onesta dell'effetto del controllo della popolazione e dei suoi possibili sviluppi: gente che si sveglia, che capisce, che sospetta... illuminata, oserei dire...

granmarfone ha detto...

organismo umano?! io ho parlato di femmine.

Personalmente subii rilevanti danni economici a causa del bentiKEvoglioMaBoTTeInKapa3.
Avendo un allevamento di conigli in salmì e di produzione di uova (non di coniglio, le uova, di gallina) mi sono trovato con metà coniglie, quelle tra circa diciassette e ventidue anni, diventate frigide.
Il terreno sul quale sorgono i capannoni destinati agli allevamenti risulta confinante con la strada interpoderale sulla quale, svariate volte al giorno, transitava il veicolo in questione, condotto da tale Carlin de li monighe (figlio della Clorinda), così detto in quanto andava a fare le pulizie presso il convento delle Orsoline delle Mezze maniche, così famose per il timballo al forno di mezze maniche (di pasta) e ragù da leccarsi i baffi - erano loro le prime a leccarseli, i baffi.
Il problema non era solo mio, anche i conigli erano disperati non sapendo più a quale coniglia votarsi; risolsero così di rivolgersi alle pollastre ovaiole.
Ora, non so se per gli effetti della famigerata molecola o per effetto dell’intervento conigliesco fatto è che la maggior parte le galline di quella età cessarono di deporre le uova.
Il danno economico in questo caso non fu però rilevante: le uova le buttavo comunque, tenevo le galline vecchie per il brodo.
Ma l’impegno maggiore forse me lo procurarono due lavoranti, due ragazze di poco più di 21 anni divenute ninfomani - e qui certamente la scienza può studiare gli effetti del bentiKEvoglioMaBoTTeInKapa3 sul genere umano - che mi tampinarono per più di un anno; fu un periodo gravoso, sfiancante, ne uscii spossato sebbene con ampie soddisfazioni, reciproche soddisfazioni.

Hai riferimenti bibliografici riferiti al Prof. Mat K. Katz?

Stupidocane ha detto...

Purtroppo il Direttivo ha messo al rogo tutti i volumi durante la grande Depressione delle Ande del '91.

Le copie rimaste sono state trafugate da alcuni sconosciuti di cui su sa solo che indossavano cappelli di stagnola, in omaggio alle grandi incisioni rupestri Maya ed ai rotoli di Willy. Si chiamavano I Grilli Canterini.

Io misi le mani su uno di essi, e ci lasciai un dito sopra per colpa di una tagliola nascosta nel primo pop-up.

Ma non mi arresi e lo lessi tutto. Tutto Lessi. Tornai a casa. Tornai a casa, lessi.

E capii. Conobbi la Storia di Clorinda e di Carlin. Seppi delle seppie e del loro inchiostro fonte della molecola. Le seppie seppero di me, oltre che di seppie e dovetti abbandonare il libro per paura di ritorsioni sulla mia famiglia e sulla mia caviglia.

Capii che il prezzo da pagare era troppo alto, così optai per una frittata, ma come ben sai tu, in quegli anni le uova scarseggiavano.

Fortuna volle che incontrassi un allenatore di Volley che mi volle con sé. Da lì sono ripartito. E sono qua, oggi.

Coltivo ninfee. Nella speranza che capiti a me ciò che è capitato a te.

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