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2010/06/16

Show di Fabio Fazio, niente viola in studio [UPD 2010/06/17]

Perché è vietato il viola a Che Tempo Che Fa?


L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

"Non è permesso l’ingresso in studio con alcun capo di colore viola". Ma come: la superstizione, in un programma come Che Tempo Che Fa che più di una volta ha dileggiato le pseudoscienze (con memorabili interventi della Littizzetto), esce dalla porta ma rientra dalla finestra?

L'avvertenza è infatti scritta a chiare lettere nelle prenotazioni su Ticinonline per assistere alla trasmissione e anche in questo articolo dello stesso sito, datato 6 maggio 2010). E stando sempre al succitato Ticinonline la norma viene fatta rispettare, spiegando, secondo un "addetto ai lavori" non meglio identificato, che si tratta di superstizione (o di imprecisate esigenze di "uniformità dei colori in studio", secondo una costumista del programma).

Nessun divieto del genere viene riportato nelle istruzioni per partecipare alla trasmissione come pubblico presenti sul sito di Endemol Italia, ma dopo la pubblicazione iniziale di questo articolo ho ricevuto da Ruggio81 copia delle mail, datate 2006, 2007 e 2008, con le istruzioni inviate al fan club di Laura Pausini per la selezione del pubblico: "Portare carta di identità (indispensabile) e, requisito IMPRESCINDIBILE, non indossare NULLA di colore VIOLA" (2006), "Documento di Identità personale + divieto ASSOLUTO di indossare indumenti di colore VIOLA" (2007), "divieto ASSOLUTO di indossare indumenti di colore VIOLA" (2008). Sempre Ruggio81 ha trovato questo commento nel newsgroup it.fan.musica.battiato, datato 2009, che ribadisce il divieto del viola indossato.

Non sembrano esserci motivi tecnici plausibili per questa norma, e pare improbabile che Ticinonline s'inventi una storia del genere, ma comunque ho scritto ai responsabili della gestione del pubblico di Che Tempo Che Fa per avere conferme o smentite di quanto pubblicato dalla testata ticinese. Non ho ancora avuto risposta.

Sta di fatto che il divieto scaramantico indossare il viola è un'antica tradizione teatrale e di tutto il mondo dello spettacolo e quindi è forte il sospetto che la motivazione sia decisamente poco razionale. Chi si fa portavoce della cultura intelligente e vuole presentarsi come compassato dispensatore di motti arguti dovrebbe lasciarsi alle spalle certi scivoloni.


Se in televisione lavora e comanda gente che è convinta che un colore possa portare iella, non c'è troppo da stupirsi se poi viene dato spazio a oroscopi, cartomanti, sensitivi e cialtroni assortiti, con licenza di rimbambire il pubblico perpetuando il business delle scemenze.

457 commenti:

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Unknown ha detto...

@Replicante
Preciso intanto che non sono lo stesso Salvatore dei primi commenti (come si fa a distinguersi?).
Gli Elii, se non erro, sostenevano che il ritornello della loro canzone fosse "la visione della fibra davidino", almeno così dicevano nella loro mitica trasmissione "Cordialmente"... non ho il CD sottomano per verificare! :D

Turz ha detto...

SFROOOOSH!

Turz ha detto...

@Salvatore:
Preciso intanto che non sono lo stesso Salvatore dei primi commenti (come si fa a distinguersi?).

Vai qui e inserisci un altro nome nel campo "Mostra il nome".

Replicante Cattivo ha detto...

@ Andrea Minoia
Magari hai ragione, non discuto su questo, magari il divieto esiste per superstizione o per TRADIZIONE INNOQUA e FOLKLORISTICA

Una tradizione basata su una situazione ormai superata (come quella del gatto nero, che in passato effettivamente poteva metterti nei guai) che in qualche modo CONDIZIONA un altro evento, è automaticamente una superstizione.

Se tu cammini per strada e ti passa davanti un gatto nero, magari per abitudine ti tocchi le palle, con discrezione e senza farti vedere. Tanto -pensi- "a chi dà fastidio?".

Immagina che il gatto nero ti tagli la strada mentre sei in compagnia della ragazza su cui vuoi fare colpo, con tuo figlio o con il tuo capo. Oppure hai in mano le borse della spesa e, il gesto che prima potevi fare con discrezione, ora ti risulta particolarmente goffo.
In tutti questi casi, quella che per te è una "tradizione" potrebbe causarti un problema. Che fai?

Se in quel momento pensi "ma sì, chi se ne frega", dimenticandoti del gatto nero, ti dovresti rendere conto che allora tutte le volte in cui ti sei grattato l'hai fatto inutilmente per stupida scaramanzia (e quindi sei stato condizionato nei tuoi comportamenti).
Se invece DEVI a tutti i costi fare quel gesto, a costo di farti sgamare e fare una figuraccia, allora ho una brutta notizia per te...

Camicius ha detto...

Al Quirinale non entri se non hai il vestito o l'abito talare. Togliamo anche questa limitazione?

Non mi pare che sia un posto dove ci si vanti di essere moderni e di criticare liberamente l'establishment.

Vero, ma è un posto dove il padrone di casa fa giustamente rispettare delle regole di etichetta e tradizione.

Un bell'esempio di uno staff di una trasmissione tv forte con i deboli e debole con i forti. :-|
Oppure un esempio che dimostra che la superstizione non c'entra nulla... Come qualcuno ha detto, un superstizioso non si esibir(r)ebbe in un teatro con il soffitto viola. Figuriamoci fare la spalla a un comico vestito di viola in una scenografia viola...

Il vestito? Caso mai il completo di giacca e cravatta, il vestito è anche quello che indossa un hip hop.

Quello intendevo. Mi scuso se ho causato incomprensioni.
Per inciso l'obbligo di cravatta è stata abolito al parlamento tre anni fa, e forse anche al Quirinale.
Non sono situazioni paragonabili: nei luoghi e nelle residenze ufficiali si entra per ragioni ufficiali (è obbligatoria la giacca e cravatta anche per le visite guidate al Quirinale delle scolaresche? non credo proprio)

Non è recentissima, ma alcuni anni fa sono andato in visita al Quirinale con un gruppo di adolescenti. Noi maggiorenni avevamo l'obbligo del completo con cravatta.

Ma non imporre una superstizione, scrivendo nero su bianco.

Ricordo che non è stato appurato che sia superstizione. Potrebbe tranquillamente essere un fattore tecnico, o semplice tradizione. Che comunque fino ad adesso non ha discriminato nessuno (la signora che ha scatenato il tutto ha assistito alla trasmissione con un capo fornito dalla produzione)

Replicante Cattivo ha detto...

Ricordo che non è stato appurato che sia superstizione. Potrebbe tranquillamente essere un fattore tecnico, o semplice tradizione. Che comunque fino ad adesso non ha discriminato nessuno (la signora che ha scatenato il tutto ha assistito alla trasmissione con un capo fornito dalla produzione)

Ma infatti -attenzione- non facciamo confusione.
Il caso specifico di cui parla l'articolo è ancora da chiarire. Superstizione di Fazio e/o dello staff? Motivazioni tecniche?
Questo non lo sappiamo ancora e attendiamo notivà in merito.

Il resto dei discorsi è fatto in chiave generale. Ovvero: se non esistono motivazioni techiche (come luci e fondali) per cui debba essere vietato un vestito o un oggetto viola su un palco, ha senso imporre ad altri -o a se stessi- questo divieto e farsi condizionare da una sua eventuale violazione*?

*scusate il gioco di parole

Camicius ha detto...

Ovvero: se non esistono motivazioni techiche (come luci e fondali) per cui debba essere vietato un vestito o un oggetto viola su un palco, ha senso imporre ad altri -o a se stessi- questo divieto e farsi condizionare da una sua eventuale violazione*?

Se la motivazione è che porta sfiga, no.
Se la motivazione è la tradizione, sì.

Anonimo ha detto...

Replicante Cattivo,
tradizionalmente, il'abito da sposa e' bianco, simbolo di verginita' e purezza. Quante vergini oggi vanno al matrimonio e hanno titolo per vestirsi di bianco e quante vanno e lo si vestono cosi' per tradizione? Che figuraccia se la sposa che l'ha data via per anni a destra e a manca, e lo si sa, va vestita di bianco al matrimonio! :)

Sempre in tema di matrimoni, vogliamo parlare della cosa blu, la cosa prestata e altre tradizioni irrazionali che non hanno senso di essere? eppure si fanno.

Comunque oh, IO, per come sono fatto, non me la sento di additare ogni forma di tradizione come male supremo. Detto questo, ribadisco che coi miei commenti non sono mai entrato nel merito della questione, quanto piuttosto nel metodo usato per portare a conoscenza la cosa. Lo stesso metodo che si continua a censurare se a usarlo sono gli altri.

per tornare al gatto nero: e' risaputo che nella tradizione porta sfiga, ma se io organizzo la mostra di notte con una luce da sottoscala, ecco, magari scrivo sull'invito di non portare gatti neri alla mostra e di non vestirsi di nero, che senno' in televisione non si vede una mazza.

Plausibile no? pero' si acccetta subito il motivo di superstizione. E tutti continuano a dimenticare che la litizzetto s'e' vestita di viola... come la mettiamo? uff :)

David ha detto...

Questo uso (almeno nel teatro, che non ha nulla a spartire con la televisione) non si può considerare come avesse la debolezza di una superstizione e nemmeno quella della tradizione. Qui stiamo parlando di consuetudine. E non di consuetudine nel senso post-illuministico di uso reiterato nel tempo a cui si deve ubbidire, ma come qualcosa che si osserva spontaneamente, in quanto conforme al principio di giustizia. Nessuna legge proveniente dall'alto, sia scientifica o altro, può cambiare tale consuetudine, deve esserci un mutamento nell'adesione interiore.

Replicante Cattivo ha detto...

@ Camicius

Se la motivazione è che porta sfiga, no.
Se la motivazione è la tradizione, sì.


Dire che "è tradizione" non è una motivazione, perchè tu giustifichi una cosa dicendo "si è sempre fatto così".
Una cosa non può giustificare se stessa: altrimenti qualsiasi comportamento diventerebbe legittimo solo col passare del tempo.
Vorrei farti pensare a certe "tradizioni" del passato, come lo Ius Prime Noctis o altre tradizioni tuttora in uso che prevedono la mutilazione dei genitali femminili o il fatto di combinare il matrimonio quando gli sposi sono ancora in età prepuberale.
Oppure ti ricordo la corrida e la corsa dei tori di Pamplona, che vengono difese da alcune persone perchè sono tradizioni.

Certo...è facile per noi dire che quelle sono tradizioni sbagliate, perchè andiamo facilmente alla radice di quei comportamenti e ci rendiamo conto che nascono in periodi in cui vi era una concezione diversa su quello che doveva essere il rispetto verso le donne o gli animali.
Allora facciamolo con tutte le tradizioni.

Quella del viola nasce da una superstizione? Nasce da un evento storico che ormai è stato superato?
E allora, perpetrarla dicendo "si è sempre fatto così" è un comportamento equivalente a quelli che ho citato sopra.

Camicius ha detto...

@Replicante cattivo
La differenza dei comportamenti che hai citato, con quella dei vestiti viola è la violenza che è insita nei comportamenti stessi.
Il fatto di mettere uno scialle su un vestito non mi sembra paragonabile allo Ius primae noctis, o all'infibulazione...

Anonimo ha detto...

Per Camicius

Un bell'esempio di uno staff di una trasmissione tv forte con i deboli e debole con i forti. :-|

Oppure un esempio che dimostra che la superstizione non c'entra nulla... Come qualcuno ha detto, un superstizioso non si esibir(r)ebbe in un teatro con il soffitto viola. Figuriamoci fare la spalla a un comico vestito di viola in una scenografia viola...


La fai facile. Adesso, chi sia o chi sarebbe il superstizioso dentro CTCF, non lo sappiamo. Ma ipotizziamo Fabio Fazio: credi che abbia il potere contrattuale di dire ai comici come si devono vestire? E credi che si possa permettere il lusso di non condurre la trasmissione? Hai idea di che penali si devono pagare?
Invece, imporre un obbligo di vestiario al pubblico non costa nulla. Se non in termini di immagine.

Per inciso l'obbligo di cravatta è stata abolito al parlamento tre anni fa, e forse anche al Quirinale.
Non sono situazioni paragonabili: nei luoghi e nelle residenze ufficiali si entra per ragioni ufficiali (è obbligatoria la giacca e cravatta anche per le visite guidate al Quirinale delle scolaresche? non credo proprio)

Non è recentissima, ma alcuni anni fa sono andato in visita al Quirinale con un gruppo di adolescenti. Noi maggiorenni avevamo l'obbligo del completo con cravatta.


Quindi so già che al Quirinale non entrerò mai.
Ciò detto, il Quirinale non è lo sportello comunale né l'università Statale: è dimora di un Presidente della Repubblica, ed è anche un palazzo di enorme interesse storico.

Replicante Cattivo ha detto...

@ Andrea Minoia
tradizionalmente, il'abito da sposa e' bianco, simbolo di verginita' e purezza. Quante vergini oggi vanno al matrimonio e hanno titolo per vestirsi di bianco e quante vanno e lo si vestono cosi' per tradizione? Che figuraccia se la sposa che l'ha data via per anni a destra e a manca, e lo si sa, va vestita di bianco al matrimonio! :)

Certo, hai ragione.
E' anche vero che, fortunatamente, al giorno d'oggi la purezza di una donna si può considerare indipendentemente dalle condizioni del suo imene.
Una donna può essere considerata "pura" perchè è una persona di animo buono e perchè la sua mente è guidata da sani principi morali e civili.

Dopodichè ricordiamoci che l'abito bianco, oltre ad avere sicuramente un grande aspetto coreografico (proprio perchè simula una specie di luce intorno alla donna), è obbligatorio solo se ti sposi in chiesa; ed essendo la chiesa un luogo con le sue regole, è giusto che tu le rispetti.
Ma, invece, se ti sposi in sede civile, l'abito bianco diventa una tradizione a cui puoi scegliere di appellarti o meno, senza alcun condizionamento da parte di terzi.


Sempre in tema di matrimoni, vogliamo parlare della cosa blu, la cosa prestata e altre tradizioni irrazionali che non hanno senso di essere? eppure si fanno.


Prima volevo scrivere un post del genere, citando ad esempio la tradizione secondo cui lo sposo, nel giorno del matrimonio, non dovrebbe vedere la sposa prima che questa arrivi in chiesa, e inoltre non deve MAI vedere l'abito prima di quel giorno.
E' una tradizione che si rispetta, perchè comunque rende il momento dell'entrata della sposa ancora più emozionante.

Ma immaginiamo che questa tradizione debba essere "violata" per motivi di forza maggiore. Ad esempio, immaginiamo un matrimonio che si svolga nel pmoeriggio: la sposa, a causa dello stress, si sente male il mattino e viene ricoverata in ospedale per dei controlli.
Lo sposo che deve fare? Non andare a visitarla perchè -nel caso in cui la sposa si riprenda- potrebbe mandare a monte il matrimonio?
Se lo sposo arriva a fare questo, privando la sua futura moglie di un sostegno, allora trattasi di superstizione.

Comunque oh, IO, per come sono fatto, non me la sento di additare ogni forma di tradizione come male supremo.


Ma nemmeno io indico come tale OGNI forma di tradizione.
Però è il fondamento che non cambia: giustificare una tradizione solo perchè esiste da tanto tempo e nessuno vi ha mai voluto rinunciare, è un comportamento sbagliato che può portare ad esiti spiacevoli (e ne diventa una giustificazione)

per tornare al gatto nero: e' risaputo che nella tradizione porta sfiga, ma se io organizzo la mostra di notte con una luce da sottoscala, ecco, magari scrivo sull'invito di non portare gatti neri alla mostra e di non vestirsi di nero, che senno' in televisione non si vede una mazza. Plausibile no? pero' si acccetta subito il motivo di superstizione

Beh, ma se tu avessi questa esigenza, poichè sai benissimo che il gatto nero viene associato alla sfiga, ecco che specificare la motivazione tecnica è un modo per evitare che la gente ti dica che sei superstizioso.
Se poi qualcuno crede che la tua motivazione tecnica sia insensata, è chiaro che, se quella persona non è un'addetta ai lavori, la sua contestazione non ha alcun fondamento ed è assolutamente gratuita.

E tutti continuano a dimenticare che la litizzetto s'e' vestita di viola... come la mettiamo? uff :)

Infatti ribadisco che il caso specifico di CTCF è ancora da chiarire e da valutare.

Camicius ha detto...

credi che abbia il potere contrattuale di dire ai comici come si devono vestire?
probabilmente no, ma sicuramente ha potere di discussione sul colore della scenografia, che (vado a memoria) è fatta con dei muri bianchi e dei fari architetturali che colorano le pareti, oppure con dei ledwall...

Ciò detto, il Quirinale non è lo sportello comunale né l'università Statale: è dimora di un Presidente della Repubblica, ed è anche un palazzo di enorme interesse storico.

Il Quirinale era un esempio (non felicissimo) su come un padrone di casa decide su come gestire l'ingresso a casa sua.
Peraltro non è che si vieta l'ingresso (ed è la terza volta che lo dico): si chiede gentilmente di non portare abiti viola, e per chi porta abiti viola per ignoranza (nel senso di non conoscenza) si trova il modo per fargli assistere comunque.

Comunque attendiamo la risposta della produzione, poi potremo discutere su una base un po' più solida...

Anonimo ha detto...

Per Andrea Minoia

tradizionalmente, il'abito da sposa e' bianco, simbolo di verginita' e purezza. Quante vergini oggi vanno al matrimonio e hanno titolo per vestirsi di bianco e quante vanno e lo si vestono cosi' per tradizione? Che figuraccia se la sposa che l'ha data via per anni a destra e a manca, e lo si sa, va vestita di bianco al matrimonio! :)

Sempre in tema di matrimoni, vogliamo parlare della cosa blu, la cosa prestata e altre tradizioni irrazionali che non hanno senso di essere? eppure si fanno.


L'argomento è già stato affrontato da altri commenti: può capitare che si venga additati a un matrimonio se si va col vestito sbagliato. Ma almeno nessuno si sogna di mandarti via perché il rito è talmente solenne che sarebbe sacrilego infrangere la tradizione.
Così a teatro, che tra l'altro secondo me è lontano mille miglia dal mondo circense di CTCF: chi crede in questa tradizione la rispetterà e si vestirà di conseguenza. Ma chi non la conosce, o la trova sciocca, deve aspettarsi di essere escluso all'ingresso?

Comunque oh, IO, per come sono fatto, non me la sento di additare ogni forma di tradizione come male supremo.

In una trasmissione come Che tempo che fa, che non è proprio l'ora di catechismo di Telepace, la cosa è perlomeno bizzarra.

Camicius ha detto...

è obbligatorio solo se ti sposi in chiesa

Nella chiesa dove faccio l'organista, si sono sposate persone con vestiti porpora, verdini, azzurri....
Non so se siamo noi progressisti, ma credo che il vestito bianco sia come il vestito viola di cui stiamo discutendo...

Replicante Cattivo ha detto...

@ Camicius
La differenza dei comportamenti che hai citato, con quella dei vestiti viola è la violenza che è insita nei comportamenti stessi.
Il fatto di mettere uno scialle su un vestito non mi sembra paragonabile allo Ius primae noctis, o all'infibulazione...


Io non ho paragonato i risultati delle suddette tradizioni.
Ho fatto notare come molte tradizioni, anche quelle più infami e violente, giustifichino se stesse solo con il fatto che esistano da tanto tempo.

Dopodichè non è mia intenzione paragonare la mutilazione dei genitali all'imposizione di un cambio d'abito.
Resta comunque il fatto che una tradizione che possa imporre -nel 21esimo secolo- un cambio d'abito ad una persona o che possa causarti gli insulti da parte di una star dello spettacolo è comunque un attentato alla libertà personale.

Immagina se la persona a cui viene imposto il cambio d'abito sia tua moglie, che magari ci teneva tanto a mostrarlo. Immagina, mentre stai facendo la fila per entrare, che un addetto ti dica "scusate voi, venite qua un attimo", davanti al resto della coda...

...un conto è se ti dicessero che quel vestito impalla le luci e i fondali, un conto è se invece ti dicessero che quel vestito porta male.

Mayday ha detto...

Non è vero che in Chiesa ci si debba sposare per forza in bianco. Oltre all'amica che ho citato, in abito color champagne, un'altra l'ho vista andare all'altare in abito nero di seta con grandi fiori colorati. Ed era la figlia del sagrestano.
Il prete non si è lamentato mentre la padrona del negozio, quando ha capito che la sposa era lei, non voleva venderglielo... ma forse solo perché venderle un'abito da sposa le avrebbe fatto guadagnare molto di più!

Comunque io non sono contro la scaramanzia o le vecchie assurde, finché non danneggiano nessuno. Però se io mi faccio un viaggio per andare a vedere uno spettacolo o una trasmissione e poi non mi fanno entrare perché ho un abito non gradito (cosa che non è successa in questo caso), io chiamo le forze dell'ordine :)

Replicante Cattivo ha detto...

@ Camiciust
Nella chiesa dove faccio l'organista, si sono sposate persone con vestiti porpora, verdini, azzurri....
Non so se siamo noi progressisti, ma credo che il vestito bianco sia come il vestito viola di cui stiamo discutendo...


Perfetto, mi fa piacere sapere che in chiesa (non so se solo nella tua o anche nelle altre) sia stata concessa questa libertà di scelta.

Chiaramente il bianco continuerà ad avere una predominanza: sia perchè molta gente nemmeno si sognerebbe di cambiare colore (per "tradizione", per paura di cosa diranno i parenti, perchè temono che con altri colori possa risultare di cattivo gusto), sia perchè altri, pur potendo scegliere, preferiranno il bianco, che comunque concede alla sposa un' "aura" che altri colori non possiedono.

Anonimo ha detto...

Faccio il complottista: qui un'immagine sgranata tratta da un video su youtube:

http://lh4.ggpht.com/_kt0U8SICYws/TBnnJRW9srI/AAAAAAAABqU/rZYU5CI9IeQ/Screen%20shot%202010-06-17%20at%2011.11.41.png

quando luciana entra in scena, il pubblico viene inquadrato e, toh... tra scenografie e luci c'e' un sacco di rosa/viola che si proietta sul pubblico. Se uno e' vestito con roba tendente a quei colori que pasa?
forse niente di diverso da quanto si vede, forse si. Si potrebbe obbiettare che allora, quando la scenografia cambia, ad essere incriminati dovrebbero essere altri colori. Vero, bisognerebbe guardare molti video, ma io sono al lavoro e non sono io ad aver alzato il polverone. Qui si dice a chiare lettere che l'onere della prova spetta a chi getta il sasso bello stagno :)

Camicius ha detto...

Chiaramente il bianco continuerà ad avere una predominanza: sia perchè molta gente nemmeno si sognerebbe di cambiare colore (per "tradizione", per paura di cosa diranno i parenti, perchè temono che con altri colori possa risultare di cattivo gusto), sia perchè altri, pur potendo scegliere, preferiranno il bianco, che comunque concede alla sposa un' "aura" che altri colori non possiedono.


c'è anche un'altra controindicazione: se la sposa non ha proprio un fisico da modella l'abito bianco la fa sembrare una balena. Quindi ben vengano gli abiti colorati, lavorati o comunque fantasiosi!

ilgioa ha detto...

Ma se anche NON fosse superstizione, ma vi sembra giusto dire alla gente come vestirsi? A me no.

Mayday ha detto...

@ilgioa

Se è per esigenze di spettacolo, non ci vedo nulla di male a chiedere a ospiti e/o pubblico di evitare determinati colori.
Diverso è cacciarli fuori! Un sistema, se la ragione è valida, si trova

passalento ha detto...

@ Accademia dei pedanti
“La fai facile. Adesso, chi sia o chi sarebbe il superstizioso dentro CTCF, non lo sappiamo. Ma ipotizziamo Fabio Fazio: credi che abbia il potere contrattuale di dire ai comici come si devono vestire?”

beh si, direi che questo potere verso la sua spalla comica (e verso tutto lo staff della trasmissione) ce l’ha ...magari la musica puo’ essere diversa con un ospite di una certa importanza);
proprio per questo, dato il colore dei vestiti della Littizzetto e degli sfondi, e’ piu’ probabile che della supersitizione a Fazio non gliene freghi nulla, rispetto al contrario



@ andrea minoia

Secondo me il paragone con l’”affare cancellare” (rispetto al modo in cui Attivissimo ha trattato la vicenda) non e’ calzante, perche’, se posso dire cosi’, una singola gara e’ un “momento”, mentre la superstizione e’ un “flusso” costante
Mi spiego…Cancellara, nel momento in cui e’ stato accusato e sputtanato senza prove, puo’ solo smentire o querelare, ma non puo’ dimostrare di non aver barato in quelle gare…non potra’ mai farlo, e quindi, il sospetto nella testa di molti rimarra’ per sempre …nel caso di Fazio invece, lui o lo staff possono dare una giustificazione logica del rifiuto del colore viola, e possono magari dimostrare il fatto di non essere superstiziosi invitando Attivissimo ad andare tra il pubblico completamente vestito di viola :-)

Concordo ch forse sarebbe stato meglio porre la questione all’inizio come “indagine da approfondire insieme” e non arrivando subito alla conclusione della superstizione con relativi giudizi (anche se messi mi sembra in una forma interrogativa mi sembra)

Replicante Cattivo ha detto...

@ Camicius
Prima ho scritto "Camiciust".
Non era una storpiatura, mi è scappato un tasto, chissà come. Chiedo venia. :)

c'è anche un'altra controindicazione: se la sposa non ha proprio un fisico da modella l'abito bianco la fa sembrare una balena. Quindi ben vengano gli abiti colorati, lavorati o comunque fantasiosi!

Certo.
Ma infatti, se non si era capito, io sono a favore della libertà di scelta riguardo questi dettagli.
Chiaramente l'unico criterio da rispettare dovrebbe essere il buon gusto. Se una donna vuole vestirsi indossando i colori dell'ape Maia, oppure mettersi una scollatura vertiginosa pur avendo la quinta abbondante o il fisico di Platinette, è giusto che qualcuno provi a farla desistere, facendole notare che quel tipo di vestito è inopportuno in un momento dove la donna dovrebbe apparire con una bellezza innocente e non provocante.
Se poi la donna ritiene opportuno vestirsi conciata da albero di Natale, ignorando eventuali critiche da parte del parentame, dovrebbe comunque essere un suo diritto farlo.

Ribadisco però che una chiesa è un luogo ufficiale, con le proprie regole e che quindi può imporre un proprio decoro, esattamente come si fa in un Casino, al Quirinale, dove non potete entrare in abiti casual.
In chiesa, viene chiesto di non entrare in pantaloncini e canottiera. Volendo si potrebbe contestare questa regola (perchè mai Dio dovrebbe preoccuparsi se sto tentando di sopportare la calura estiva?), ma alla fine stiamo entrando in casa d'altri e quindi dobbiamo adeguarci.
Resta comunque il fatto che il più delle volte, a meno che non becchiate il prete sulla soglia (che il più delle volte si limita a chiedere, per favore, di coprirsi o di non entrare) non ho mai visto far rispettare a forza questo divieto. Alla fine, tale richiesta, è più rivolta alla coscienza del singolo, che giudica da sè se sia opportuno o meno eludere tale divieto.

Comunque, sia chiaro, io non contesto che in una trasmissione televisiva venga chiesto un certo decoro agli ospiti o gli spettatori. Non dico la giacca e cravatta, ma credo che sia giusto non ammettere in uno studio una persona in bermuda o che in maglietta (specialmente se si tratta di un concorrente di telequiz).
Però in tal caso, nessuno può venire a dire che un certo colore è "indecoroso".

martinobri ha detto...

l'unica volta che ho giocato al superenalotto ho messo 13, 17 e 5 (porta iella in Cina mi pare)

Beh, giocare al superenalotto scegliendo solo tre numeri non fa vincere in nessun paese del mondo! :-)

dalle condizioni del suo imene

Non si scrive "deLLA sua imene"?
Ragazzi, se anche quella roba lì è maschile non si salva più niente

Mayday ha detto...

Sì, è maschile. Che problema c'è, scusa?

Mario ha detto...

E pensare che una volta per essere raccomandati da Craxi come successo per Fazio (raccontato da Luttazzi) ci si doveva presentare in frac...

Gwilbor ha detto...

Ritornando all'argomento Masini... sicuramente non è colpa dei suoi testi se incominciò ad essere considerato uno iettatore. Certo era famoso per i suoi testi deprimenti, e spesso nascevano battute e sghignazzate varie su canzoni come "Perché lo fai", ma Masini a quei tempi andava alla grande: "Le ragazze serie" fu un successone ed andava tranquillamente in tv a cantare. "Disperato" è del '90, le voci di "portasfiga" cominciarono quasi un decennio dopo.

La vicenda di Masini mi è rimasta impressa anche perché mi è capitato un fatto strano proprio poco prima che cominciassero le malignità su di lui. In pratica, mi sembra nel '98, nel mio liceo fu organizzato un'incontro con un giornalista, allo scopo di interessare gli studenti alla professione. Alla fine dell'incontro, il giornalista (nessuno di famoso, solo un giornalista locale che parlava volentieri del suo lavoro) fece un po' di esempi per farci capire quanto fosse "potente" la stampa, nel bene e nel male. E proprio alla fine, ci predisse che Masini non avrebbe più venduto un disco in vita sua, in quanto ad una recente conferenza stampa si era "divertito" ad insultare i giornalisti, con frasi del tipo "la stampa è merda", e quindi i giornalisti per ripicca gli avrebbero affossato la carriera. Lì per lì interpretai l'aneddototo come una spacconata, però sta di fatto che un anno dopo Masini era interteddo dalle TV perché tutti dicevano che portava sfiga! Coincidenza? Oppure veramente i giornalisti avevano tramato nell'ombra?

Turz ha detto...

@martinobri:
È maschile. Treccani Is Your Friend.
Basta con questo concetto erroneo che la distinzione fra i sessi debba rispecchiarsi per forza nel genere grammaticale.
In alcune lingue il genere grammaticale non distingue maschio/femmina/cosa ma umano/animale/oggetto.
In tedesco, Mädchen, ragazza, è di genere neutro.

@passalento:
(anche se messi mi sembra in una forma interrogativa mi sembra)

La forma interrogativa non basta: altrimenti io scrivo un libro intitolato "2012: la fine del mondo?" e a chi mi accusa di far cagare sotto la gente dico "Eh no, io l'ho messo in forma interrogativa!"

Come dite? L'hanno già fatto?

Cosa? Quello che l'ha fatto è diventato vicedirettore di una rete televisiva nazionale?

...

:-)

Turz ha detto...

@Gwilbor:
Lì per lì interpretai l'aneddototo come una spacconata, però sta di fatto che un anno dopo Masini era interteddo dalle TV perché tutti dicevano che portava sfiga! Coincidenza? Oppure veramente i giornalisti avevano tramato nell'ombra?

Qui ci sta proprio bene: GOMBLODDO!

Gian Piero Biancoli ha detto...

Butto lì una possibile spiegazione/interpretazione che potrebbe salvare capra e cavolo.

Diciamo, per ipotesi, che io sia un direttore di teatro. Diciamo che io non sia per niente superstizioso, ma ho a che fare con gente (i teatranti) che, è noto, potrebbe essere superstiziosa e anche capricciosa. Diciamo che nemmeno nessuno tecnico del teatro sia superstizioso.

Rischio di dover interrompere uno spettacolo perchè la star si rifiuta di andare in scena perchè ha visto un tecnico luci con la camicia viola. Corro il rischio o impongo al personale del teatro di non usare il viola dal momento che so che nell'ambiente dove lavoro (il teatro) non gode di troppa stima?

Ovviamente, se fossi direttore di uno programma televisivo potrei estendere l'obbligo al pubblico presente in sala; in teatro, visto che il pubblico è pagante, non potrei farlo.

Personalmente prenderei a calci l'attore che per scaramanzia si rifiuta, ma dovendo dare un occhio anche al portafoglio, cosa fareste?

Turz ha detto...

Masini è tifoso della Fiorentina, che ha la maglia viola. Coincidenza? Noi di Boyager pensiamo di no :-)

Turz ha detto...

@Gian Piero Biancoli:
Butto lì una possibile spiegazione/interpretazione che potrebbe salvare capra e cavolo.

È un'ottima spiegazione (e la Littizzetto qui direbbe: Fabio, tu qui sei la capra o il cavolo?) ma gira intorno al problema.
Cioè, non è che la reputazione di CTCF ne esca poi così vittoriosa se il motivo è "con un occhio al portafoglio, non vogliamo far incazzare nessuno".
Comunque è una spiegazione assai plausibile, alla quale dunque plaudo :-)

Gian Piero Biancoli ha detto...

@ Turz
"non è che la reputazione di CTCF ne esca poi così vittoriosa"

No, ma data la natura del programma (ospiti sempre diversi e nomi molto importanti), il rischio di trovare la star superstiziosa capricciosa che non entra in studio se vede uno con la maglietta viola, è ancor più alto.

Certo basterebbe che il suo agente gli/le dicesse "Stiamo promuovendo il tuo album, non fare il pirla, entra in studio e fai il tuo lavoro" e avremmo risolto. :-)

passalento ha detto...

@ turz
“La forma interrogativa non basta: altrimenti io scrivo un libro intitolato "2012: la fine del mondo?" e a chi mi accusa di far cagare sotto la gente dico "Eh no, io l'ho messo in forma interrogativa!"..”

Guarda che siamo d’accordo, infatti ho scritto che era meglio non arrivare alle conclusioni ed ai giudizi (anche se espressi in forma interrogativa) senza attendere dei riscontri sulle motivazioni del fatto appurato (il rifiuto del colore viola)

Paolo Attivissimo ha detto...

Certo basterebbe che il suo agente gli/le dicesse "Stiamo promuovendo il tuo album, non fare il pirla, entra in studio e fai il tuo lavoro" e avremmo risolto. :-)

Appunto. Sembra che non ci sia più nessuno con le palle per dire le cose come stanno e ridimensionare certe fisime e ossessioni.

Mayday ha detto...

@Paolo:
Leggendo la versione aggiornata
E stando sempre al succitato Ticinonline la norma viene fatta rispettare tassativamente
Non è vero: non c'è scritto che a qualcuno vestito di viola sia stato impedito di entrare in studio. Non c'è proprio nulla che dica che la regola venga fatta rispettare
spiegando che si tratta di superstizione.
Nemmeno questo è vero: la spiegazione è stata data in un secondo momento da un "addetto ai lavori", che potrebbe essere anche soltanto uno che frequenta gli ambienti della tv, ma che non è legato alla trasmissione stessa. La costumista aveva dato un'altra spiegazione.

Turz ha detto...

@Paolo Attivissimo:
Appunto. Sembra che non ci sia più nessuno con le palle per dire le cose come stanno e ridimensionare certe fisime e ossessioni.

Il primo commento di questo thread è piuttosto esplicito sul fatto che tali oggetti sferoidali siano effettivamente disponibili o meno.

Replicante Cattivo ha detto...

La teoria di Gian Piero Biancoli è molto sensata, e infatti nel caso di CTCF c'è un ipotesi che non abbiamo preso in considerazione: e se fossero gli OSPITI ad essere superstiziosi?

Magari a Fazio e al resto della troupe non gliene può fregare di meno di come la gente si veste; ma, sanno benissimo quanto questa superstizione sia diffusa tra gli artisti e, quindi, vogliono evitare di trovarsi davanti il piantagrane che, vedendo uno spettatore vestito di viola, decide di abbandonare lo studio o chiederne l'allontanamento.
In fondo Fazio era amico di Pavarotti :)

Non credo che Fazio -o chi per lui- si metta a chiedere all'ospite che deve intervenire "Lei è superstizioso? Ce lo dica, così ci regoliamo di conseguenza".

E' chiaro che se arriva in studio un ospite che ha paura dell'acqua, che non sopporta i divani di pelle o che non vuole sentire pronunciare una certa parola, sarà premura del suo staff avvisare la produzione di CTCF. Ma riguardo le scaramanzie più classiche, non credo che esistano delle note a riguardo, anche perchè magari lo stesso staff le danno per scontate.

E' chiaro che la produzione di CTCF non si metterà a cambiare il suo impianto luci o le scenografie per fare un piacere ad un ospite particolarmente esigente e capriccioso (in fondo, anche se si trattasse di rinunciare Robert De Niro, la trasmissione può andare avanti lo stesso); però può, preventivamente, chiedere al pubblico di evitare comportamenti che potrebbero creare dei problemi con alcune teste calde.

mastrocigliegia ha detto...

[MC]Potrebbe esserci qualche tecnico, o costumista o chissachè che è superstizioso, e che lavorerebbe male in quelle condizioni; e l'organizzazione ne tiene conto. E allora che fare?

[PA] Dirgli di crescere.

.......

[PA] Appunto. Sembra che non ci sia più nessuno con le palle per dire le cose come stanno e ridimensionare certe fisime e ossessioni.


Ok. Allora diremo ai claustrofobici di entrare in ascensore tranquillamente, a chi trova antipatici i ragni di giocare con questi simpatici animaletii e a chi ha paura dei cani (ebbene sì: ci sono perfino persone di questo genere) che se avvicinati amichevolmente questi quadrupedi sono innoqui e dolci.

Avremo un mondo leggermente migliore.

mc

Replicante Cattivo ha detto...

Certo basterebbe che il suo agente gli/le dicesse "Stiamo promuovendo il tuo album, non fare il pirla, entra in studio e fai il tuo lavoro" e avremmo risolto. :-)

Magari l'agente di Marco Carta può permetterselo.
Tu diresti mai una cosa del genere Gino Paoli o Francesco De Gregori?
Proprio l'altro giorno, parlando con un mio amico, mi è stato raccontato di come Ornella Vanoni, in diretta nazionale, mollò un'intervista dicendo ad alta voce "queste non erano le domande che avevamo concordato"(e non credo che in quel momento le avessero chiesto quanto dichiarava nel 740).
Insomma, certi artisti dovrebbero ricordarsi di essere degli esseri umani, ma non si può pretendere che siano i loro "dipendenti" a riportarli coi piedi per terra.

So' L'enigmista ha detto...

Wow, mi distraggo un attimo e c'è già la pagina 2 !

@Turz:
Ma ora non sei più un attore, sei un agente ;-)

:D
Agente fui sull'Isola dei Chicchi... ora suono diverse tonalità di do!
Fine OT, però, piantiamola, se no ci cacciano! ;)

Paolo Attivissimo ha detto...

e se fossero gli OSPITI ad essere superstiziosi?

E se qualcuno dicesse loro di piantarla con queste scemenze?

Replicante Cattivo ha detto...

Ok. Allora diremo ai claustrofobici di entrare in ascensore tranquillamente, a chi trova antipatici i ragni di giocare con questi simpatici animaletii e a chi ha paura dei cani (ebbene sì: ci sono perfino persone di questo genere) che se avvicinati amichevolmente questi quadrupedi sono innoqui e dolci.
Avremo un mondo leggermente migliore.


Tralasciando l'attentato all'ortografia della penultima riga, non si possono paragonare patologie regolarmente documentate con una paura che deriva da una diceria.

Una persona che teme i cani o gli ascensori, lo fa in qualsiasi situazione. L'artista teme il viola solo quando sta per andare in scena.
Se poi qualcuno teme il viola anche quando lo vede per strada, allora si può prospettare un caso patologico, ma non so se esistano casi documentati.

Paolo Attivissimo ha detto...

Ok. Allora diremo ai claustrofobici di entrare in ascensore tranquillamente, a chi trova antipatici i ragni di giocare con questi simpatici animaletii e a chi ha paura dei cani (ebbene sì: ci sono perfino persone di questo genere) che se avvicinati amichevolmente questi quadrupedi sono innoqui e dolci.

Non confonderei le fobie con le superstizioni.

Io, per esempio, non trovo fortemente antipatici i ragni perché sono convinto che mi portino iella: mi fanno fisicamente schifo e desidero solo avvicinarli il più possibile a un martello in accelerazione.

Tuttavia, se mi dicessero "C'è Neil Armstrong che si fa fare un'intervista esclusiva di 30 minuti, puoi chiedergli quello che vuoi a patto che tu la faccia tenendoti un ragno da 10 cm sulla mano", soprassiederei.

So' L'enigmista ha detto...

Sempre in tema di matrimoni, vogliamo parlare della cosa blu, la cosa prestata e altre tradizioni irrazionali che non hanno senso di essere? eppure si fanno

"Something Old, Something New, Something Borrowed, Something Blue", ma ancora meglio: "Something of the Thread, Something of the Head, Something of the Body, and Something of the Dead" :D

Camicius ha detto...

Se poi qualcuno teme il viola anche quando lo vede per strada, allora si può prospettare un caso patologico, ma non so se esistano casi documentati.
Si: questo, ma era il rosso...

So' L'enigmista ha detto...

@Turz:
Basta con questo concetto erroneo che la distinzione fra i sessi debba rispecchiarsi per forza nel genere grammaticale.

Dillo a tutti quelli che dicono "la famosa soprano" in barba al mio libro di grammatica delle medie!

Anonimo ha detto...

ci sono tante spiegazioni logiche, che sono uscite: gli artisti ospiti, il fatto che il ticino online non mi pare tanto affidabile nello specifico, si preferisce dare credito alla spiegazione superstizione di un addetto ai lavori, ignorando totalmente quanto detto da una costumista. Ho linkato un immagine che mostra il pubblico tingersi di viola causa scenografia e luci. E si sono invece tante lacune su quello che e' reale.

eppure l'autore non lascia spazio ai dubbi legittimi. Anzi, rincara nei commenti lanciando la crociata contro le ossessioni irrazionali. Peccato che non tutti siano senza macchia e senza paura come Paolo.


PS.
Scientificamente esistono le fobie, spesso irrazionali (agorafobia, etc.): Che famo Paolo? liquidiamo i pazienti perche' non hanno le palle per crescere?

So' L'enigmista ha detto...

@Camicius: Anche se dall'ufficio non posso vedere Youtube, mi pare di sentire qualcuno cantare: "Super supeeeeeeer... super super super!"

Anonimo ha detto...

PA: Tuttavia, se mi dicessero "C'è Neil Armstrong che si fa fare un'intervista esclusiva di 30 minuti, puoi chiedergli quello che vuoi a patto che tu la faccia tenendoti un ragno da 10 cm sulla mano", soprassiederei.

e allora non sei fobico. La mia ragazza, claustrofobica, per fare uno scanner va messa sotto sedativi. non e' degna di vivere perche' irrazionale?
questo e' estremismo ad oltranza e non vedo piu' spazi di dialogo, onestamente

Paolo Attivissimo ha detto...

Che famo Paolo? liquidiamo i pazienti perche' non hanno le palle per crescere?

Già detto: fobia ≠ superstizione.

So' L'enigmista ha detto...

Tu diresti mai una cosa del genere Gino Paoli

Gino Paoli non ha mai avuto problemi... con i soffitti viola! Anzi, lui non li vede nemmeno! :)

Paolo Attivissimo ha detto...

Mayday,

Ok, rimuovo il "tassativamente".

la spiegazione è stata data in un secondo momento da un "addetto ai lavori"

Dal testo non è chiaro se la spiegazione è data da un addetto ai lavori della trasmissione o un addetto esterno. Chiarisco.

Replicante Cattivo ha detto...

@ Paolo Attivissimo
"e se fossero gli OSPITI ad essere superstiziosi?"

E se qualcuno dicesse loro di piantarla con queste scemenze?


E chi deve farlo? Voglio dire: se un artista con anni di carriera è superstizioso, vuol dire che nessuno è riuscito a fargli cambiare idea. E quindi non ci riusirà nè Fazio nè lo staff di CTCF.

Che fare?
O si chiede esplicitamente all'ospite se è superstizioso (pratica decisamente umiliante, sia per chi pone la domanda che per chi deve rispondere), oppure si mette in conto che nel mondo dello spettacolo esistono queste teste calde e si chiede al pubblico di non farle scaldare ulteriormente.

Mettiamo che un regista o attore, alla promozione del suo film, scorga tra il pubblico una signora vestita in viola e ne chieda l'allontanamento, altrimenti interromperà l'intervista.
Che si fa? Si accompagna fuori la signora pur di non far indispettire l'ospite?
O si dice all'ospite di continuare perchè sta avendo un comportamento irrispettoso e infantile? (comportamento che ci si può aspettare da Daria Bignardi, ma non certo da Fabio-lecchino-Fazio, che mai e poi mai si metterebbe contro un suo ospite).

Entrambe le soluzioni sarebbero irrispettose nei confronti degli spettatori, che si troverebbero davanti ad una scena patetica (anche se personalmente ritengo molto peggio la prima ipotesi) e quindi ci può stare che lo staff di CTCF preferisca evitare in partenza certe situazioni.

Replicante Cattivo ha detto...

Gino Paoli non ha mai avuto problemi... con i soffitti viola! Anzi, lui non li vede nemmeno! :)

Sì, ma solo dopo aver fatto quella cosa lì...
L'idea di dover fare accoppiare Gino Paoli per fargli passare la superstizione è qualcosa che, se fossi Fazio, mi farebbe desistere dall'invitarlo O_O

Per la cronaca: non so se Paoli o De Gregori siano superstiziosi. Ho citato due nomi a caso di artisti che non mi sembrano essere famosi per la loro "simpatia" e che dubito possano farsi bacchettare da un manager, magari con la metà dei loro anni.

Paolo Attivissimo ha detto...

La mia ragazza, claustrofobica, per fare uno scanner va messa sotto sedativi. non e' degna di vivere perche' irrazionale?
questo e' estremismo ad oltranza e non vedo piu' spazi di dialogo, onestamente


Ossantocielo, è così difficile da cogliere la differenza fra fobia e superstizione?

La tua ragazza, quando "fa uno scanner" (qualunque cosa tu intenda), va sedata perché è convinta che porti iella?

Paolo Attivissimo ha detto...

si mette in conto che nel mondo dello spettacolo esistono queste teste calde e si chiede al pubblico di non farle scaldare ulteriormente.

Sì, e poi mettiamo in conto che esistono quelli che s'offendono se vedono una caviglia nuda, quelli che se vedono un crocifisso lo vogliono rimuovere, quelli che se c'è un nano in sala non vogliono andare in scena perché porta male, quelli che se nomini Macbeth s'incazzano...

Siamo al delirio del politically correct. Siamo addirittura al punto di dover intervenire preventivamente caso mai qualcuno avesse qualche superstizione o altra credenza irrazionale.

E' triste.

martinobri ha detto...

desidero solo avvicinarli il più possibile a un martello in accelerazione.

Non va bene! Questa non è neanche legittima difesa (tra l'altro i ragni mangiano le zanzare). E' pura e semplice censura verso la libertà di espressione degli aracnidi!

Anonimo ha detto...

http://it.wikipedia.org/wiki/Disturbo_ossessivo-compulsivo

tra i sintomi del disturbo ossessivo/compulsivo ci sono fobie e superstizioni.
cito
Il paziente affetto da DOC non si lamenta in particolare dell'ansia, ma piuttosto delle ossessioni e delle coazioni. L'ansia si manifesta solamente se si interferisce nei rituali messi in atto per difendersi dalle ossessioni. Per gli altri, questi rituali, detti rituali anancastici, appaiono strani e non necessari, ma per l'individuo tali azioni sono profondamente importanti e devono essere eseguite in particolari modi per evitare conseguenze negative e per impedire all'ansia di prendere il sopravvento.

e' un disturbo psichico. superstizione e fobie, eccentricita' ossessioni hanno confini comuni e sovrapponibili con certe condizioni patologiche.

smettiamola con sta cosa che sono tutti idioti se sono superstiziosi, Paolo. nel precisare e sostenere fobie!=superstizione hai steccato, mi pare.

Ritornano in tema, tutta sta teoria della superstizione e' ancora da provare. Ammetti che cose non sono chiare ma ancora dai per scontato che il problema sia di superstizione.

Paolo Attivissimo ha detto...

Che si fa? Si accompagna fuori la signora pur di non far indispettire l'ospite?

No, si dice all'ospite di non fare il bambino.

Pubblicamente. Di fronte a tutti. Si chiama "giornalismo", non "leccapiedismo". Forse s'è persa la distinzione. A me l'hanno insegnata.

Roland ha detto...

Per i francesi, il colore che porta iella è il verde... (per loro, il viola non fa nè caldo nè freddo: è tutto relativo).

Paolo Attivissimo ha detto...

i ragni mangiano le zanzare

E' una leggenda messa in giro dai ragni per far credere di essere utili. I ragni che ho qui in casa (sì, in giardino ho le ragnatele e le lascio) si guardano bene dal mangiare le (poche) zanzare. Si atteggiano come se fossero Vissani di fronte a una scatoletta di pepite di pollo.

martinobri ha detto...

I ragni che ho qui in casa (sì, in giardino ho le ragnatele e le lascio) si guardano bene dal mangiare le (poche) zanzare.

per forza, con tutte le schifezze che piovono loro addosso dalle scie chimiche...

Paolo Attivissimo ha detto...

e' un disturbo psichico. superstizione e fobie, eccentricita' ossessioni hanno confini comuni e sovrapponibili con certe condizioni patologiche.

Hai parlato bene di "confini". Non puoi, quindi, sostenere che tutti i superstiziosi sono psichicamente disturbati. Fai un sondaggio fra i superstiziosi che conosci e valuta se sono affetti da DOC o si comportano così perché è stato loro insegnato che fare certe cose "porta male".

Altrimenti dovresti concludere che sono psichicamente disturbati tutti gli ospiti di CTCF.

theDRaKKaR the bloody homeopath ha detto...

che ignorantoni...

Anonimo ha detto...

no paolo, al contrario di quanto stai sostenendo, io non sono estremista nelle mie posizioni. non tutte le persone superstiziose sono affette da DOC, possono solo essere ignoranti, incolte, stupide o altro. altre potrebbero esserlo per differenti ragioni.

Qui non stiamo parlando di cose sempre cosi' oggettive come le varie teorie complottistiche che possono essere sbugiardate con i numeri e la ragione, ergo il talebanismo e' un po' fuori luogo.

ma si sta perdendo di vista l'oggetto della discussione: Viola da Fazio no per stupida superstizione di chi si riempe la bocca con la cultura intelligente, o per ragioni tecniche (siano esse compiacere ospiti o di esigenze di scena.)

il leccapiedismo centra poco: non e' giornalismo d'inchiesta, da prima linea quello di fazio. ergo se gli ospiti non vanno il programma, semplicemente chiude. Anche qui, il talebanismo nel giudizio non lo condivido

Replicante Cattivo ha detto...

Sì, e poi mettiamo in conto che esistono quelli che s'offendono se vedono una caviglia nuda, quelli che se vedono un crocifisso lo vogliono rimuovere, quelli che se c'è un nano in sala non vogliono andare in scena perché porta male, quelli che se nomini Macbeth s'incazzano...

Siamo al delirio del politically correct. Siamo addirittura al punto di dover intervenire preventivamente caso mai qualcuno avesse qualche superstizione o altra credenza irrazionale.

E' triste.


Tristissimo.
Infatti non ho detto che condivido questo comportamento. Posso solo provare comprenderlo, provando a mettermi nei panni di questa gente (soprattutto i poveri tecnici che devono avere a che fare con queste superstar piene di vizi), che piuttosto di avere rogne preferisce fare una richiesta del genere.

Quanto alla rimozione del crocifisso (attenzione: non è un tentativo di epicizzare ulteriormente il thread, infatti apro e chiudo l'argomento) credo che vada fatta una distinzione: un conto è chiederne la rimozione perchè si prova fastidio nel vederlo, un conto è farlo perchè si crede che la sua obbligatorietà rappresenti un attentato alla laicità dello stato.
Infatti, mi sembra che gli atei o i fedeli ad altre religioni, accoglierebbero con piacere l'eventuale rimozione del crocifisso, ma in caso contario non hanno alcun problema ad entrare in un luogo in cui esso sia presente.
E infatti i casi più clamorosi nascono proprio quando alcune persone manifestano insofferenza contro quest'oggetto, comportamento che è manifesto di intolleranza

(la storia che Macbeth porti male l'ho sentita citare nei Simpsons poco tempo fa, ma ammetto di non averla mai sentita nominare prima)

"Che si fa? Si accompagna fuori la signora pur di non far indispettire l'ospite?"

No, si dice all'ospite di non fare il bambino.

Pubblicamente. Di fronte a tutti. Si chiama "giornalismo", non "leccapiedismo". Forse s'è persa la distinzione. A me l'hanno insegnata.


Purtroppo ricordiamoci che parliamo di Fazio. Non di Daria Bignardi, Lucia Annunziata o Enrico Mentana (persone che, a gradi diversi, hanno più volte strigliato i loro ospiti).
O Piero Chiambretti...uno che non è giornalista, ma che non si fa problemi a mettere alle strette i suoi ospiti e sputtanarli pubblicamente quando qualcuno dello staff gli viene a dire "questa parte possiamo tagliarla?"

Non sai quanto vorrei vedere una scena come quella da te descritta: da Chiambretti le ho già viste diverse volte. Aspettarmele da Fazio credo sia un po' come pretendere che Giacobbo inizi a documentarsi seriamente prima di realizzare i suoi servizi.

Il Lupo della Luna ha detto...

@Andrea Minoia: quindi seconto quel che dici tutti i superstiziosi sono affetti da disturbo ossessivo compulsivo?

Interessante punto di vista, però quando hai finito con le ventose rimettile nella scatola che potrebbero servire ad altri in qualche altro thread :D

Anonimo ha detto...

@ mousse

assolutamente no. io, al contrario di altri qui dentro, non ho posizioni estremiste. e, per la cinquantesima volta, non e' mie intenzione filosofeggiare sul contenuto dell'articolo, ma sui limiti dell'approccio usato da Paolo. approccio che piano piano, sta lui stesso correggendo mettendo in evidenza i punti lacunosi della teoria del ticinonline, da lui ripresa e riportata senza verifica perche', parole sue, le verifiche sono commisurate all'importanza delle (non) notizie.

Peccato che la non notizia porti a giudizi poco lusinghieri su uno staff di gente che lavora senza tirare in ballo scemenze particolari (al contrario di mistero e voyager). E peccato che Paolo non commenti se le verifiche vadano, o no, fatte anche in funzione del peso sull'opinione pubblica (leggi internet) che ha la persona che riporta e diffonde tale notizia.

So' L'enigmista ha detto...

(la storia che Macbeth porti male l'ho sentita citare nei Simpsons poco tempo fa, ma ammetto di non averla mai sentita nominare prima)

Mi pareva di aver letto in non so più che libro che la leggenda che Macbeth porti sfiga sia piuttosto vecchia... forse non quanto Shakespeare (Capitan Shakespeare? qualcuno ha nominato Robert De Niro infatti...) ma comunque antica. O forse mi sbaglio e il fatto che sia antica è una leggenda metropolitan-teatrale!

mastrocigliegia ha detto...

Io, per esempio, non trovo fortemente antipatici i ragni perché sono convinto che mi portino iella: mi fanno fisicamente schifo
"Fisicamente schifo" non significa granché. Lo schifo è una reazione psicologica che di fisico non ha nulla, anche perché interviene prima di qualsiasi contatto (adirittura non è neanche necessaria la reale presenza dell'animale: basta immaginarlo).

Tanto credere che una cosa porti iella quanto aver schifo o paura di qualcosa di assolutamente non pericoloso, sono espressione dell'irrazionale che c'è in ciascuno di noi, e che talvolta raggiunge il patologico. Non credo si possa semplicemente liquidare la questione rimproverando o deridendo.
Inoltre come si fa a stabilire se chi ha posto il divieto del viola non soprassederebbe anche lui se opportunamente blandito?
Ammesso e non concesso che il divieto provenga da Fazio, sospetto che il conduttore accetterebbe come ospite Obama anche se avesse la cravatta viola. Non credo, quindi, che ci sia poi questa gran differenza di comportamento.

La derisione o il rimprovero possono servire in certi casi, quando l'irrazionale gonfia tanto il portatore da renderlo dannoso agli altri, e in casi estremi credo si possa/debba arrivare fino ad usare la forza, pubblica o privata che sia (chissà perché sto pensando ad una cittadina dell'estremo ponente ligure...).
In altri casi sono propenso ad una certa tolleranza, e accettare le piccole manìe altrui purché innoque.

Semmai quello che ha senso è una forma di educazione continua (questo blog ne è un esempio, e i (purtroppo) rari interventi del cicap un'altro) per tentare di arginare l'irrazionale.
Però in un paese dove puntando sull'irrazionale qualcuno è diventato presidente del consiglio, non c'è molto da sperare. Almeno nel breve periodo.

mc

Mayday ha detto...

@Paolo (ma OT)
sono d'accordo con te: i ragni non mangiano le zanzare, anzi comincio a pensare che qui a Milano sia esattamente il contrario.

Comunque se a me dicessero "Puoi sposarti Hugh Jackman ma solo se tieni un ragno sulla mano per tutta la cerimonia", io risponderei: "Grazie, sto bene zitella!"

Ruggio81 ha detto...

Per quanto riguarda il fatto che il superstizioso sia l'ospite, posso confermare, avendola seguita per tanti anni, che la Pausini non ha alcun problema con il colore viola.

Molte volte si è vestita di quel colore e il suo sito ufficiale fino al 2007 aveva proprio il viola come colore dominante. Paolo può verificarlo nelle mail che gli ho mandato perché anche le comunicazioni del funclub abbondavano di elementi grafici viola.

Ciao*.*

Il Lupo della Luna ha detto...

"dove puntando sull'irrazionale qualcuno è diventato presidente del consiglio, non c'è molto da sperare."

Eh?

Tutti i politici fanno promesse, se è questo il punto. Tutto sta ad essere bravi a farle in modo credibile.
E a mantenerle, in un mondo ideale.

Godwinizzato con il Presidente del Consiglio?

Mayday ha detto...

...c'è forse un motivo che mi sfugge per cui tutti scrivono "innoquo"?

Gian Piero Biancoli ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Mayday ha detto...

@Ruggio81:
per gli stessi motivi potremmo escludere che Fazio tema il viola.
In più ho letto da qualche parte (il forum su Battiato) che è stato dato un foulard a uno con una camicia blu. Il blu, come il fucsia, non è viola. Il fatto che con le luci desse sul viola (spiegazione data da chi gli ha dato il foulard) mi fa propendere per un problema di armonia estetica (il resto dello studio è viola, quindi nessuno deve essere vestito di quel colore). In questo caso torna anche la storia del fucsia, altro colore molto presente nella scenografia

Gwilbor ha detto...

@Turz
"interteddo"

Qui ci sta proprio bene: GOMBLODDO!


È vero! Solo per aver difeso Masini, quacluno mi ha provotaco un attacco fumlinatne di dislessia!

@Paolo Attivissimo
quelli che se vedono un crocifisso lo vogliono rimuovere

Ora, mi dispiace aprire un altro fronte in un thread che è già abbastanza polemico, ma davvero non ci trovi nulla di male nel mettere un crocifisso in un aula scolastica o di tribunale?

So' L'enigmista ha detto...

Nelle epicizzazioni dei thread tra uno sfrosh e l'altro ci si dimentica di rispondere a tutti i commenti interessanti...

@Luca:

Non sono superstizioso, per niente, ma prima di ogni spettacolo mi riunisco a cerchio con gli altri attori e con una mano sopra l'altra gridiamo "merda merda merda!". Anche questo è tradizione, infatti l'espressione "tanta merda" è l'equivalente di "in bocca al lupo"...


Credo che derivi dal fatto che "tanti spettatori" -> "tante carrozze" -> "tanti cavalli" -> "tanta merda". O no?

Paolo Attivissimo ha detto...

Una fonte che per ora non mi ha autorizzato ad identificarla mi ha confermato il divieto arrivato direttamente dagli studi della Rai, con la specificazione che non vengono tollerate eccezioni.

Paolo Attivissimo ha detto...

"Fisicamente schifo" non significa granché. Lo schifo è una reazione psicologica che di fisico non ha nulla

Non hai mai visto come reagisco in presenza di un ragno oltre una certa stazza. Ti assicuro che è una reazione molto fisica :-)

Gian Piero Biancoli ha detto...

"Sembra che non ci sia più nessuno con le palle per dire le cose come stanno e ridimensionare certe fisime e ossessioni."

Peggio! Le fisime vengono incoraggiate (purchè non costino troppo), altrimenti non sei un personaggio!

Personalmente penso che finchè rimane una tradizione da perpetuare in maniera goliardica, lo trovo, tutto sommato, anche simpatico: il viola è considerato un colore infausto nello spettacolo per cui non è gradito e si chiede cortesemente di rispettare questa usanza. Un po' come l'haka degli all blacks.

L'imposizione no, quella non è accettabile.

Anonimo ha detto...

PA: la fonte misteriosa ha dato anche una spiegazione? qui non si discute tanto se il divieto ci sia o meno, ma la sua natura

Paolo Attivissimo ha detto...

davvero non ci trovi nulla di male nel mettere un crocifisso in un aula scolastica o di tribunale?

Francamente, finché le decisioni in quell'aula non vengono prese in base al Vangelo o alla Bibbia ma in base alla legge laica, ci possono appendere quello che vogliono, anche il gagliardetto di Julio Iglesias.

Se il crocifisso o l'Unicorno Petomane vengono usati per sancire il diritto a imporre quell'ideologia, la cosa cambia.

Guarda, abito in un paese dove la croce è sulla bandiera, ma mica mi obbligano a credere alla transustanziazione.

Paolo Attivissimo ha detto...

Credo che derivi dal fatto che "tanti spettatori" -> "tante carrozze" -> "tanti cavalli" -> "tanta merda". O no?

Allora dovrebbero aggiornarsi gridando "Benzene! Benzene! Benzene!".

Paolo Attivissimo ha detto...

PA: la fonte misteriosa ha dato anche una spiegazione

Purtroppo no.

Anonimo ha detto...

mayday ha scritto:
Il paziente affetto da DOC non si lamenta in particolare dell'ansia, ma piuttosto delle ossessioni e delle coazioni. L'ansia si manifesta solamente se si interferisce nei rituali messi in atto per difendersi dalle ossessioni. Per gli altri, questi rituali, detti rituali anancastici, appaiono strani e non necessari, ma per l'individuo tali azioni sono profondamente importanti e devono essere eseguite in particolari modi per evitare conseguenze negative e per impedire all'ansia di prendere il sopravvento.

rilinko l'immagine che spiega bene questo punto:
http://lh4.ggpht.com/_kt0U8SICYws/TBnnJRW9srI/AAAAAAAABqU/rZYU5CI9IeQ/Screen%20shot%202010-06-17%20at%2011.11.41.png

vedere dietro il signore con giacca scura in pirimo piano. la macchia violetta (signora?) e' dovuta alle luci

Anonimo ha detto...

ovviamente ho fatto cosino nei copia incolla.. quello attribuito a mayday l'ho scritto io. sorry. volevo riportare il fatto del fulard su camicia blu che con le luci sarebbe diventata viola

Gian Piero Biancoli ha detto...

"i ragni mangiano le zanzare

E' una leggenda messa in giro dai ragni per far credere di essere utili."


Questa è bellissima!!!
Magari su snoopes c'è anche l'indagine, di certo non la si troverà su questo sito. :-D

Comunque i ragni sono animali molto affascinanti, forse i più affascinanti che conosca... dopo le femmine umanoidi of course.

Per una persona di scienza, poi, dovrebbero essere doppiamente affascinanti, anzi vera e propria fonte di ispirazione!

Gwilbor ha detto...

Credo che derivi dal fatto che "tanti spettatori" -> "tante carrozze" -> "tanti cavalli" -> "tanta merda". O no?

Beh, la merda di cavallo è un buon fertilizzante e quindi nel mondo contadino ha un valore non trascurabile.

In quanto all'associazione con la fortuna, penso sia nata più come modo per tirarsi su il morale dopo che si è pestato una cacca per sbaglio.

E chissà perché, mentre scrivevo la frase precedente, mi è tornata in mente la scena in cui Fantozzi si ritrova una vassoiata di lenticchie sulla camicia ("So' soldi ragioniè, so' soldi!")

Camicius ha detto...

Insomma, siamo ancora (quasi) al punto di partenza.
Ricapitolando:
- abbiamo appurato (da fonti indipendenti) che il colore viola è vietato direttamente dalla produzione di CTCF
- abbiamo appurato che comunque il viola è molto usato sia nella scenografia
- ogni tanto la Litizzetto ha il viola nei suoi vestiti, e questo sembra non essere un problema (o se lo è, è tollerato)

Nulla sappiamo sulle motivazioni di questo divieto. In merito abbiamo:
- la superstizione storica del conduttore o di qualcuno dello staff
- la superstizione (possibile ma difficilmente indagabile) degli ospiti, quindi la voglia di avere meno noie possibili, a fronte di un personaggio particolarmente rompipalle
- una tradizione che ci si porta da secoli di storia del teatro, e che si vuole mantenere
- cause tecniche (confusione con lo sfondo, effetti strani sulle telecamere, possibile uso del cromakey)


Spero di non aver dimenticato molte cose, dopo 250 commenti può essere utile un riassunto (ci fosse un riassunto ogni 250 commenti nel thread epico...)

zio Feng ha detto...

Già detto: fobia ≠ superstizione.

Anche la triscaidecafobia?

Turz ha detto...

@So' L'enigmista:
Dillo a tutti quelli che dicono "la famosa soprano" in barba al mio libro di grammatica delle medie!

Il già citato ThreeDogs Dictionary afferma:
(si usa normalmente il masch. anche se riferito a donna; tuttavia nel linguaggio corrente è talvolta adoperato con l’articolo al femm.: la celebre soprano Maria Callas)

Quindi sta diventando corretto anche al femminile. Un po' come in inglese "data" (i dati) sta diventando corretto anche al singolare.
Il linguaggio si evolve, perciò non è da escludersi che alcune parole possano cambiare genere (chi ha capito la differenza può risparmiarsi le battute NSFW).

@Andrea Minoia:
E peccato che Paolo non commenti se le verifiche vadano, o no, fatte anche in funzione del peso sull'opinione pubblica (leggi internet) che ha la persona che riporta e diffonde tale notizia.

Non posso rispondere per Paolo, ma dico la mia: secondo me no. Le verifiche vanno fatte in funzione della probabilità di "vincere la scommessa".

Se uno mi dice "quel puntino bianco sfocato è un alieno" le verifiche non le faccio nemmeno, gli chiedo di dimostrarmelo.
Se uno mi dice "l'Argentina ha battuto la Corea 4-1" faccio una rapida ricerca su Google, trovo un titolo che mi conferma la cosa e mi fido.

Se uno invece mi dice "quest'anno è stato l'anno più caldo degli ultimi due secoli", faccio verifiche molto approfondite perché è difficile capire se è vero o falso, probabile o improbabile.

Il tutto indipendentemente dal fatto che io sia Paolo A., Beppe G. o un banalissimo Pinco P.

Correttezza vorrebbe che il "grado di certezza" fosse indicato (tipo la Scala Attivissimo dell'antibufala: "bufala" vs. "probabile bufala" vs. "vero ma con precisazioni" vs. "vero").

Replicante Cattivo ha detto...

Una fonte che per ora non mi ha autorizzato ad identificarla mi ha confermato il divieto arrivato direttamente dagli studi della Rai, con la specificazione che non vengono tollerate eccezioni.

Questo vuol dire che la regola vale per tutte la trasmissioni rai?
Qualcuno ha sottomano gli inviti di altre trasmissioni?

Paolo Attivissimo ha detto...

Anche la triscaidecafobia?

Non credo la si possa considerare una vera e propria fobia in senso medico, nonostante il nome.

Turz ha detto...

@Mousse:
Godwinizzato con il Presidente del Consiglio?

Dopo la Reductio ad Hitlerum, da alcuni anni nei thread si aggira anche la Reductio ad Berlusconem.

Turz ha detto...

@Gwilbor:
Ora, mi dispiace aprire un altro fronte in un thread che è già abbastanza polemico, ma davvero non ci trovi nulla di male nel mettere un crocifisso in un aula scolastica o di tribunale?

Boh, io ho appeso al muro un portafortuna cinese con una fenice dorata e nessuno ha mai protestato, né in Italia né in Germania. Lo tengo perché è simpatico e fa colore, ma se dovesse offendere qualcuno lo toglierei.

Se ad altre persone piace appendere l'effigie di un cadavere nudo con le mani inchiodate, non ci trovo niente di male.

(Sento bX-inorhr che si frega le mani...)

Turz ha detto...

@Camicius #293:
Spero di non aver dimenticato molte cose, dopo 250 commenti può essere utile un riassunto (ci fosse un riassunto ogni 250 commenti nel thread epico...)

Riassunto impeccabile.
Sul Thread Epico un paio di riassunti li ho fatti, e ne ho fatto anche uno quasi completo sul Leggendario.
Poi non posso certo fare tutto io :-)

Gian Piero Biancoli ha detto...

Very very OT

Penso che in questo blog siano cose note e stranote, ma lo posto lo stesso...
15 things you didn't know about Star Trek

Quante ne sapevate?

Mayday ha detto...

Ora vado molto OT, ma sta girando a gran velocità la voce che la UE voglia mettere al bando la Nutella.
Ovviamente è una bufala, c'è scritto ovunque. Eppure un sacco di gente scrive messaggi indignati qua e là. Non so come ci si possa rincretinire così per una crema marrone che sa di olio di arachidi.
Ma forse non c'è bisogno della Nutella per rincretinirsi!

Anonimo ha detto...

Per Mayday

Ora vado molto OT, ma sta girando a gran velocità la voce che la UE voglia mettere al bando la Nutella.
Ovviamente è una bufala, c'è scritto ovunque. Eppure un sacco di gente scrive messaggi indignati qua e là. Non so come ci si possa rincretinire così per una crema marrone che sa di olio di arachidi.
Ma forse non c'è bisogno della Nutella per rincretinirsi!


Io, leggendo superficialmente, ho capito che vorrebbero proibirne la pubblicità: ma non solo della Nutella, di numerosi prodotti alimentari.
Bufala interessata, di provenienza Ferrero, o bufala messa in giro da qualche nutelladipendente un po' ansioso?

Turi Scandurra ha detto...

Nel teatro antico, il personaggio caratterizzato dal costume di colore viola é la morte. La superstizione e i comportamenti scaramantici sono sovrapposizioni posteriori.

Turz ha detto...

@Mayday:
Non so come ci si possa rincretinire così per una crema marrone che sa di olio di arachidi.

Considerando che l'unità di misura geek della dipendenza da qualcosa è il millinut, di cosa ti meravigli?

P.S.: Tra i commenti di protesta c'è anche uno che dice "non mi faccio solo perché c'è la nutella", a conferma di quanto detto da BVZM :-)

Turz ha detto...

@Gian Piero Biancoli OT:
Non essendo un trekker, conoscevo solo quella dell'infinitiva spezzata ("to boldly go...").

C'è da qualche parte uno studio genetico sulla capacità di fare il saluto vulcaniano senza incollarsi preventivamente le dita? È come mettere la lingua a U?

P.S.: Il Signore Oscuro dell'Epicizzazione dei Thread mi ha detto che è inutile tirar fuori OT a manetta, questo thread ormai è irrecuperabile.

Replicante Cattivo ha detto...

Io, leggendo superficialmente, ho capito che vorrebbero proibirne la pubblicità: ma non solo della Nutella, di numerosi prodotti alimentari.
Bufala interessata, di provenienza Ferrero, o bufala messa in giro da qualche nutelladipendente un po' ansioso?


Anche io ho sentito al tg che in realtà ciò che verrebbe bandito sarebbero solo gli spot pubblicitari: non ho capito bene il perchè, ma una certa concentrazione di zuccheri, grassi e qualcos'altro renderebbe alcuni prodotti non pubblicizzabili, oltre a dover rendere obbligatoria l'esposizione di tali concentrazioni sull'etichetta (ma gli ingredienti non sono già indicati????)

Ma anche in quel caso il giornalista aveva detto che la Nutella rischiava di essere bandita. E intanto il servizio era un bello spot gratuito.

martinobri ha detto...

C'è da qualche parte uno studio genetico sulla capacità di fare il saluto vulcaniano senza incollarsi preventivamente le dita? È come mettere la lingua a U?

Io li faccio entrambi, e pure il pollice "spezzato". Però non riesco a muovere le orecchie.

Anonimo ha detto...

C'è da qualche parte uno studio genetico sulla capacità di fare il saluto vulcaniano senza incollarsi preventivamente le dita? È come mettere la lingua a U?

Io li faccio entrambi, e pure il pollice "spezzato". Però non riesco a muovere le orecchie.


Spiegate anche a me dove sta la difficoltà del saluto vulcaniano?
Io so muovere le orecchie. La lingua a U? La maggior parte degli individui è in grado di farla con la concavità rivolta verso l'alto. Pochi sono quelli in grado di farlo nel senso opposto ∩ .

martinobri ha detto...

Pochi sono quelli in grado di farlo nel senso opposto ∩

Basta mettersi a testa in giù

Sara ha detto...

Ponendo che la questione esista davvero (e non è dimostrato)
Ponendo che la motivazione sia la superstizione (ed è tutto da verificare)
Io dico: se il superstizioso non fosse Fazio nè tutta la squadra che lavora alla trasmissione?
Intendo dire che magari in passato è successo che un ospite abbia visto nel pubblico una persona vestita di viola e per questo si sia stizzito?
Magari a Fazio non piace fare figure di m***a con gli ospiti superstiziosi (magari uno o due?) e allora sapendo del "divieto di viola" nel mondo dello spettacolo evita di irritare gli ospiti in ricordo di una brutta esperienza precedente.
Aggiungo che il pubblico non viene quasi mai inquadrato, se non le 4 persone intoro alla Filippa (quando parla). Il motivo tecnico secondo me non regge.
La mia ipotesi spiegherebbe i vestiti della Littizzetto: l'ospite vede il pubblico e non gli altri ospiti (magari nemmeno dietro le quinte).
Sara

So' L'enigmista ha detto...

[modalità Avvocato del Diavolo]
Paolo, stavo pensando: anche festeggiare i compleanni è irrazionale. Il giorno della propria nascita non è più "speciale" di altri. Adesso mi verrai a dire che non hai mai festeggiato il tuo compleanno o quello di tua moglie o quello dei tuoi figli dicendo "è una consuetudine irrazionale"?
Te la prendi con CTCF per la contraddizione, ma siamo tutti pieni di contraddizioni, chi più chi meno. Se ben ricordo, nel Thread Epico diversi utenti si sono stupiti quando hai detto che hai cantato in chiesa pur non essendo credente (attenzione! religione! rischio flame!). Non è un po' come dire "io non voto Berlusconi" e poi andare ai raduni di Forza Italia e cantare l'inno del partito? (attenzione! politica! rischio flame!)
[/modalità Avvocato del Diavolo]

Sara ha detto...

E a proposito dell'OT sulla nutella:
preferisco non vestirmi di viola in uno studio televisivo piuttosto che sentire al tg della rai notizie che spiegano a metà una cosa magari anche fasulla!
Ritengo decisamente peggiore una disinformazione plateale piuttosto che (diciamo così) una stupidaggine irrazionale velata: non è scritto in sigla o nei titoli di coda

Unknown ha detto...

Qual'è il confine tra tradizione e superstizione?
Qualunque sia la motivazione nello specifico caso di CTCF, spero che nessuno di quelli che si sono scagliati contro il divieto del colore viola, o contro il "merda merda merda", siano soliti dire "salute" quando qualcuno vicino a loro starnutisce, o abbiano mai augurato "cento di questi giorni" a un compleanno.

Paolo Attivissimo ha detto...

Adesso mi verrai a dire che non hai mai festeggiato il tuo compleanno o quello di tua moglie o quello dei tuoi figli dicendo "è una consuetudine irrazionale"?

Mica festeggio il mio compleanno come rito propiziatorio o scaramantico. Festeggio perché ogni scusa è buona per festeggiare ed è bello trovarsi con gli amici.


diversi utenti si sono stupiti quando hai detto che hai cantato in chiesa pur non essendo credente

Amo stupire.

Andare in chiesa a cantare insieme alla mia famiglia non fa di me un cristiano, così come andare in garage non fa di me un'automobile.

Paolo Attivissimo ha detto...

spero che nessuno di quelli che si sono scagliati contro il divieto del colore viola, o contro il "merda merda merda", siano soliti dire "salute" quando qualcuno vicino a loro starnutisce, o abbiano mai augurato "cento di questi giorni" a un compleanno.

Ma cos'è, la fiera dell'incomprensione?

Per capire la differenza fra un gesto di cortesia e una superstizione cosa ci vogliono, gli occhiali 3D?

Yari Davoglio | Cronache dal '900 ha detto...

Stevie Wonder - Superstition :)

Unknown ha detto...

Sicuramente mi son spiegato male io: intendo che certi gesti sono entrati nell'uso comune nascendo come superstizione.
Tutti compiono gli anni, tutti hanno avuto almeno un raffreddore, quindi determinati gesti sono entrati nell'uso comune molto più di gesti legati a particolari ambiti (nello specifico al mondo dello spettacolo) che per questo, IMHO, sono bollati come superstizione.
(Per inciso: non sono superstizioso, non credo in maghi, omeopati, esseri soprannaturali creatori del cielo e della terra, dischi volanti o unicorni petomani)

mastrocigliegia ha detto...

ayday ha commentato:
...c'è forse un motivo che mi sfugge per cui tutti scrivono "innoquo"?


Ignorantitudine?

Yari Davoglio | Cronache dal '900 ha detto...

Sioropa,

"intendo che certi gesti sono entrati nell'uso comune nascendo come superstizione."

E' proprio così :)

Pensa che io non festeggio nulla, nemmeno Capodanno o il compleanno. Può succedere, però, come scrive Paolo Attivissimo, che "ogni scusa è buona per [omissis] trovarsi con gli amici", così anch'io mi ritrovo a fare grigliate a Pasquetta o il 2 giugno.

Anonimo ha detto...

...c'è forse un motivo che mi sfugge per cui tutti scrivono "innoquo"?

Ignorantitudine?


Ignorantità e analfabetità.

Alessandro ha detto...

@ Paolo Attivissimo

Per capire la differenza fra un gesto di cortesia e una superstizione cosa ci vogliono, gli occhiali 3D?

Paolo, ti stimo e ti supporto (anche materialmente) da parecchio tempo ormai, ma questa è la prima volta che mi sento a disagio nel leggere un tuo articolo e i tuoi commenti. Trovo ci sia qualcosa di profondamente sbagliato in tutta questa storia.

Riprendendo la tua battuta, gli occhiali 3D non servono nemmeno per capire la differenza tra "scaramanzia" ed "etichetta". Continui a ignorare questa enorme distinzione come se non meritasse di essere considerata.

Ti sembra davvero che richiedere abiti non viola in un teatro (uno studio televisivo è un teatro a tutti gli effetti) sia la stessa cosa che obbligare qualcuno a portare con sé un cornetto rosso o qualcosa del genere?

Allora perché non critichiamo anche il Teatro alla Scala che nel regolamento di sala parla espressamente di obbligo di abito scuro per gli uomini?

L'abito scuro nasce in Inghilterra nell'800 come abito per soli fumatori (lo smoking appunto, che evitava di macchiare e impuzzolentire gli abiti sottostanti).
Seguendo la tua linea logica, se vietare il viola significa perpetuare una credenza scaramantica (che, in questo caso, non trova nemmeno origini nella magia o nel soprannaturale, ma in un odio molto concreto nei confronti del clero), allora richiedere l'abito scuro significa perpetuare il rito del fumo in compagnia...

Mi sembra che siamo andati ben oltre il riportare una notizia curiosa, come dicevi ieri nei commenti. A sentire certi interventi sembra che la redazione di CTCF faccia riti magici dietro le quinte, sacrificando vergini per propiziarsi i favori degli dei...mi sembra opportuno rientrare nei ranghi, no?

Possiamo poi discutere ore sul fatto che sia stupido o meno imporre nel 2010 regole di etichetta così tassative per onorare tradizioni vecchie di secoli, ma mi sembra assurdo accusare quelli di CTCF per un'usanza che non hanno certo inventato loro.

Detto questo, CTCF di contraddizioni ne mette in scena a carrettate, ma è giusto mettere in evidenza contraddizioni vere, non pretestuose come questa.

Vogliamo accusare CTCF di predicare bene e razzolare male? Bene... ad esempio, mi piacerebbe chiedere a Luca Mercalli se non si trova a disagio a lanciare al pubblico le sue frecciatine ambientaliste in uno studio televisivo in cui persino la scrivania del conduttore e il pavimento consumano energia elettrica perché ricoperti di pannelli lcd?

Parliamo di cose concrete come facciamo sempre e lasciamo la caccia alle streghe ad altri...che ne dite?

Paolo Attivissimo ha detto...

Allora perché non critichiamo anche il Teatro alla Scala che nel regolamento di sala parla espressamente di obbligo di abito scuro per gli uomini?


Lo chiede per una questione estetica o perché porta iella?

Francamente non capisco cosa ci sia di così difficile da cogliere in questa distinzione. Se c'è un motivo pratico o estetico, non è superstizione. Se la richiesta o il divieto esistono perché si crede che fare diversamente porti iella, è superstizione.

Camicius ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Camicius ha detto...

Paolo, tu chiedi sempre le fonti, e fai bene. Stavolta la tua fonte è un addetto ai lavori, che non si sa neanche se lavora o ha lavorato per Fazio. Un addetto ai lavori interno ha detto che ci sono problemi con la scenografia.
Non ti sembra un po' debole basarsi su una diceria, affiancata a una tradizione, per additare Fazio di essere superstizioso?

Paolo Attivissimo ha detto...

Non ti sembra un po' debole basarsi su una diceria, affiancata a una tradizione, per additare Fazio di essere superstizioso?

Infatti io non accuso Fazio (a differenza dell'articolo di Ticinonline, che lo nomina esplicitamente). L'occhiello parla specificamente dello show di Fazio.

Può benissimo darsi che il superstizioso sia qualcun altro della produzione. Non ha molta importanza: conta il fatto che in una trasmissione del servizio pubblico si dia alla superstizione così tanta importanza da esplicitare un divieto nelle istruzioni per il pubblico.

E' come se avessero scritto "E' tassativamente vietato l'ingresso in studio a chi ha un nome di 13 lettere".

Camicius ha detto...


Infatti io non accuso Fazio (a differenza dell'articolo di Ticinonline, che lo nomina esplicitamente). L'occhiello parla specificamente dello show di Fazio.

Non lo accusi direttamente, ma accusi la sua trasmissione di predicare bene e razzolare male...

Non ha molta importanza: conta il fatto che in una trasmissione del servizio pubblico si dia alla superstizione così tanta importanza da esplicitare un divieto nelle istruzioni per il pubblico.

La motivazione data da loro è tecnica. Sono state date altre motivazioni che ben poco c'entrano con la superstizione.
E' come se avessero scritto "E' tassativamente vietato l'ingresso in studio a chi ha un nome di 13 lettere".
Non hanno vietato l'ingresso a nessuno. Semplicemente hanno dato a una signora qualcosa (e non penso fosse un burqa) per coprire il fucsia (e non il viola).

Anonimo ha detto...

Per Camicius

Infatti io non accuso Fazio (a differenza dell'articolo di Ticinonline, che lo nomina esplicitamente). L'occhiello parla specificamente dello show di Fazio.

Non lo accusi direttamente, ma accusi la sua trasmissione di predicare bene e razzolare male...


La sua trasmissione? Fabio Fazio è uno degli autori, e ora il format di CTCF è della Endemol. Non diamogli più potere e più importanza di quanto abbia in realtà.
E a parte questo, se è vero che la trasmissione predica bene e razzola male (attendiamo conferme), non va taciuto. Magari non proprio da prima pagina, ma la notizia c'è.

Non ha molta importanza: conta il fatto che in una trasmissione del servizio pubblico si dia alla superstizione così tanta importanza da esplicitare un divieto nelle istruzioni per il pubblico.

La motivazione data da loro è tecnica. Sono state date altre motivazioni che ben poco c'entrano con la superstizione.


Se ti riferisci alla questione dello sfondo viola, concordo al 100% col commento di Sara (n° 311): a CTCF gli stacchi sul pubblico sono brevi e concentrati su Filippa Lagerbäck. Se davvero fosse quello il problema, si chiede gentilmente allo spettatore o agli spettatori in viola di sedersi in una zona che non verrà ripresa.

E' come se avessero scritto "E' tassativamente vietato l'ingresso in studio a chi ha un nome di 13 lettere".

Non hanno vietato l'ingresso a nessuno. Semplicemente hanno dato a una signora qualcosa (e non penso fosse un burqa) per coprire il fucsia (e non il viola).


Le indicazioni sul sito e quelle date nelle e-mail ai fan della Pausini sono ben più di un invito a coprirsi con uno scialle se si porta un vestito viola. Se per un uomo mettersi un maglione di un colore o dell'altro cambia poco, per una donna, che quel vestito viola lo ha appena acquistato, o che lo ha ricevuto in regalo dal suo compagno, farsi coprire con un abito fornito dalla redazione non è proprio un'esperienza memorabile. E men che meno se viene a sapere che quel suo vestito a cui tiene porta sfortuna.
Ripeto, CTCF non è casa Fazio, o casa Endemol, o casa "ospite-famoso-ma-superstizioso-a- caso". È una trasmissione per famiglie su una rete pubblica.

Turz ha detto...

Ti sembra davvero che richiedere abiti non viola in un teatro (uno studio televisivo è un teatro a tutti gli effetti) sia la stessa cosa che obbligare qualcuno a portare con sé un cornetto rosso o qualcosa del genere?

Cioè uno/una non può andare a teatro (nel pubblico, ovviamente) vestito/a di viola?
In un teatro "normale", intendo, non uno superfigo con la puzza sotto il naso (vedi sotto).

Allora perché non critichiamo anche il Teatro alla Scala che nel regolamento di sala parla espressamente di obbligo di abito scuro per gli uomini?

E perché no? Se avessi studiato a Milano mi avrebbe oltremodo scocciato non poter andare a sentire un concerto alla Scala (anche nell'ultimo palco e non certo alla Prima) solo perché non essendomi ancora laureato non avevo ancora l'abito scuro.

Gwilbor ha detto...

@Accademia
La sua trasmissione? Fabio Fazio è uno degli autori, e ora il format di CTCF è della Endemol. Non diamogli più potere e più importanza di quanto abbia in realtà.

Non conosco tutti i dettagli, ma non mi sembra fuori luogo dire che la trasmissione è sua. Il format l'ha ideato lui e credo che appartenga sempre a lui, è stato semplicemente dato in concessione alla Endemol per rivenderlo all'estero.

Gwilbor ha detto...

@Paolo Attivissimo
Francamente, finché le decisioni in quell'aula non vengono prese in base al Vangelo o alla Bibbia ma in base alla legge laica, ci possono appendere quello che vogliono, anche il gagliardetto di Julio Iglesias.

E se la legge non fosse laica le cose cambierebbero? In Italia la costituzione non è totalmente laica (c'è l'articolo 7). È vero che questo non ha ricadute pratiche in un tribunale, ma nella scuola sì: c'è un'ora di catechismo alla settimana; certo non è obbligatoria la frequentazione, ma il finanziamento lo è eccome.

Guarda, abito in un paese dove la croce è sulla bandiera, ma mica mi obbligano a credere alla transustanziazione.

Giusto, ma è anche vero che una croce non è la stessa cosa che un crocefisso, quindi il paragone non è del tutto pertinente. Quella è una semplice croce greca, ed anche se la bandiera nasce così in quanto simbolo cattolico, ormai ha perso del tutto il suo significato religioso e ne ha acquistato uno tutto suo.

E se nella scuola di uno dei tuoi figli il preside decidesse di esporre nelle aule il simbolo di un partito politico, ovviamente rassicurando gli studenti che questo non influirà in alcun modo sull'insegnamento, non avresti proprio nulla da obiettare? Oppure, per fare un'esempio più "personalizzato" come reagiresti se nell'aula fosse appeso il ritratto di Giacobbo?

lufo88 ha detto...

Da quando le fobie sono paragonabili con le superstizioni? Sono due cose completamente diverse. Io ho paura delle api e delle vespe per via dei pungiglioni. un motivo ce l'ho, anche se la reazione che ho, e' esagerata.

lufo88 ha detto...

"E se la legge non fosse laica le cose cambierebbero? In Italia la costituzione non è totalmente laica (c'è l'articolo 7). È vero che questo non ha ricadute pratiche in un tribunale, ma nella scuola sì: c'è un'ora di catechismo alla settimana; certo non è obbligatoria la frequentazione, ma il finanziamento lo è eccome."
La cosa non e' legata ad un crocefisso, ma ad altre leggi. Ad esempio a me da' fastidio ed andrebbe tolto perche' non fa parte delle nostre tradizioni, fu imposto dal fascismo, prima non c'era.

Mayday ha detto...

@Accademia&mastrociliegia:
Visto che più di uno aveva scritto "innoquo" e nessuno aveva corretto, pensavo che fosse una citazione di qualche post del passato...

Per quanto riguarda la crema spalmabile, la bufala è organizzata direttamente dal capo dell'industria dolciaria che la produce. Non so se ha paura di non poter più dire quanto faccia bene quella roba agli sportivi o se è solo un modo per fare pubblicità gratis.

Turz ha detto...

Oppure, per fare un'esempio più "personalizzato" come reagiresti se nell'aula fosse appeso il ritratto di Giacobbo?

Organizzerebbe una bella partita a freccette? :-D

Turz ha detto...

@Mayday:
Per quanto riguarda la crema spalmabile, la bufala è organizzata direttamente dal capo dell'industria dolciaria che la produce.

Che prove hai di quest'accusa contro l'uomo più ricco d'Italia?
Non che me ne importi, io uso la crema venduta dall'uomo più ricco della Germania :-)

Mayday ha detto...

Turz,
è stato lui in persona a lanciare l'allarme (la messa al bando di un prodotto dolciario! Nemmeno con le sigarette sono riusciti a farlo!)
Ma nella realtà questo pericolo non c'è, chiunque lo capirebbe. Ergo...

Mayday ha detto...

Ops, ho sbagliato: a lanciare l'allarme è stato il vicepresidente del gruppo, non l'AD. Però fino a quel momento nessuno aveva parlato di Nutella.

Semplicemente, se e quando questa legge europea sarà applicata, non potranno più dire negli spot che quella cosa è una mano santa la mattina a colazione (e, si dice, forse non potranno dichiarare nemmeno che è una crema di nocciole)

Yari Davoglio | Cronache dal '900 ha detto...

Mayday,

per favore, pensa prima di scrivere certi azzardi. ;)

Non posso spiegare pubblicamente i motivi, ma diciamo che c'entra con il mio lavoro :)

Yari Davoglio | Cronache dal '900 ha detto...

Mi riferisco alla "bufala" di cui parli.

Unknown ha detto...

Il motivo è semplice: Le scenografie che si vedono in TV vengono mostrate usando uno speciale proiettore la cui immagine si forma soltanto sulle superfici di colore viola quindi se gli ospiti si presentassero vestiti di viola diventerebbero parte attiva della scenografia

Evidentemente nel programma di Fazio si fa uso di questo sistema (di cui non ricordo il nome)

Mayday ha detto...

Scusa, in effetti ora ho corretto.
Invece che vicepresidente io avevo letto (non so perché) presidente.
A mio parere non fa una grossa differenza, però è giusto specificare :)

Replicante Cattivo ha detto...

Semplicemente, se e quando questa legge europea sarà applicata, non potranno più dire negli spot che quella cosa è una mano santa la mattina a colazione (e, si dice, forse non potranno dichiarare nemmeno che è una crema di nocciole)

Ma se questa legge fosse applicata, non credo che la Nutella ne sarà l'unica vittima.
E, tra tutte le industrie dolciarie penalizzate, credo che la Ferrero sarà quella che subirà meno danni.

Andiamo: la Nutella -come la Coca Cola- non ha bisogno di essere pubblicizzata (non chiedetemi perchè continuano a farla, non sono un esperto di marketing) per essere venduta.
E allora perchè i servizi dei telegiornali parlavano SOLO della Nutella? E' vero che fare il nome di qualsiasi sua imitazine non sarebbe servito a niente (perchè sono nomi poco conosciuti), ma parlare come se fosse solo la Ferrero ad essere penalizzata da questa legge faceva pensare ad una marchetta bella e buona.

@ Merlo
Il motivo è semplice: Le scenografie che si vedono in TV vengono mostrate usando uno speciale proiettore la cui immagine si forma soltanto sulle superfici di colore viola quindi se gli ospiti si presentassero vestiti di viola diventerebbero parte attiva della scenografia

Evidentemente nel programma di Fazio si fa uso di questo sistema (di cui non ricordo il nome)


Quello di cui parli tu è il Chroma Key, sistema che non si usa in alcun modo nel programma di Fazio ed è ormai sempre più in disuso.

Viene usato giusto nelle previsioni del tempo, perchè il conduttore deve avere dietro di sè delle immagini computerizzate (ma non si possono riprendere direttamente da uno schermo per evitare sfarfallii o riflessi). Ma ormai nelle occasioni in cui il conduttore deve avere uno sfondo puramente scenofrafico, si preferiscono i led wall o una normalissima scenografia colorata.

Mayday ha detto...

Non avendo ancora ricevuto risposta all'e-mail che avevo mandato a Fazio, mi è venuto un sospetto che sono andata a verificare: la trasmissione non va in onda ora, l'ultima puntatadi questa serie è andata in onda il 6 giugno.
Quindi saranno tutti in vacanza. Mi sa che ci teniamo la curiosità :(

Riguardo la Nutella, l'unico motivo per cui si parla solo di quella nei TG e nei giornali è perché nessun altra industria dolciaria ha gridato l'allarme.
In effetti l'unico motivo che immagino per cui la ditta produttrice potrebbe soffrire di quella legge, è che ha firmato un contratto con la Nazionale e magari qualche altro sportivo per un certo numero di anni e questi non potrebbero più dire che mangiata a colazione ti fa diventare un campione. Ma questo è uno scenario immaginario, io credo che venderebbe anche senza fare pubblicità.

Anonimo ha detto...

Per Merlo

Il motivo è semplice: Le scenografie che si vedono in TV vengono mostrate usando uno speciale proiettore la cui immagine si forma soltanto sulle superfici di colore viola quindi se gli ospiti si presentassero vestiti di viola diventerebbero parte attiva della scenografia

Evidentemente nel programma di Fazio si fa uso di questo sistema (di cui non ricordo il nome)


Ipotesi già esaminata, e già esclusa: alcuni ospiti si sono già presentati in viola. E il pubblico, a cui è destinata la raccomandazione, non viene inquadrato quasi mai. Lo sfondo non c'entra nulla.

Anonimo ha detto...

Per Replicante Cattivo

Andiamo: la Nutella -come la Coca Cola- non ha bisogno di essere pubblicizzata (non chiedetemi perchè continuano a farla, non sono un esperto di marketing) per essere venduta.
E allora perchè i servizi dei telegiornali parlavano SOLO della Nutella? E' vero che fare il nome di qualsiasi sua imitazine non sarebbe servito a niente (perchè sono nomi poco conosciuti), ma parlare come se fosse solo la Ferrero ad essere penalizzata da questa legge faceva pensare ad una marchetta bella e buona.


E non sarebbe certo l'unica. Ormai nei tg fra notizie irrilevanti, marchette politiche e marchette commerciali, non c'è più posto nemmeno per una singola notizia di un minimo di importanza.

Turz ha detto...

@MayDay:
(e, si dice, forse non potranno dichiarare nemmeno che è una crema di nocciole)

Infatti non è una crema di nocciole. Almeno, non più di quanto questo sia un blog di astronomia.

Gian Piero Biancoli ha detto...

@ Merlo
si chiama chroma key

Alessandro ha detto...

@ Paolo Attivissimo

Lo chiede per una questione estetica o perché porta iella?

Lo chiede per una questione di ETICHETTA!!! Santo cielo, esiste solo nel mio vocabolario questo termine?

Ci sono migliaia di usanze, costumi, eventi storici, tradizioni ecc. che si sono mescolati a formare ciò che si definisce comunemente etichetta, cioè quell'insieme di comportamenti e di atteggiamenti che è bene adottare in determinate situazioni PERCHE' COSI' SI FA!!!! Non ci sono motivi pratici, estetici o stupidaggini simili.

Noi portiamo lo smoking perché in Inghilterra nell'800 gli uomini amavano fumare...ha senso continuare a usare lo smoking nei teatri adesso? Adesso che è persino vietato fumare nei teatri? Il nero è il colore dell'eleganza proprio per questo motivo, non per qualche altro motivo razionale... prova a chiedere a un Arabo qual'è il colore più elegante per lui...sentiamo cosa ti risponde (bianco)!

I pantaloni che usiamo tutti in occidente sono un'eredità della Rivoluzione Francese (i sanculotti...), non una scelta estetica ispirata esclusivamente dalla fantasia di qualche stilista. Sono quindi un simbolo rivoluzionario repubblicano. Allora tutti i monarchi che vanno in giro in pantaloni lunghi sono ipocriti?

Il viola è stato il colore della fame per decine di generazioni di teatranti. Li vogliamo criticare per aver bandito quel colore (cioè il clero) dal loro luogo di lavoro? L'usanza è nata come forma di protesta del tutto razionale. Se poi qualche idiota nel tempo l'ha trasformato in un gesto scaramantico, questo non cambia la sostanza: è una cosa che si fa per rispettare il luogo in cui ci si trova e le persone che ci lavorano. Ti sta bene: entri. Non ti sta bene: vai al cinema...lì il viola può entrare.

Ti ricordo che anche il segno della croce è stato trasformato dalla tradizione napoletana in gesto scaramantico (fa persino parte di molti riti magici), ma non mi sembra sia il caso di dire che chi fa il segno della croce è scaramantico a priori!

Mi sembra che la situazione sia molto chiara e limpida. Se poi vuoi avere ragione a tutti i costi, questo è il tuo blog, quindi hai tutto il diritto di sostenere a spada tratta qualsiasi pregiudizio...

Turz ha detto...

@Alessandro:
Se poi qualche idiota nel tempo l'ha trasformato in un gesto scaramantico, questo non cambia la sostanza: è una cosa che si fa per rispettare il luogo in cui ci si trova e le persone che ci lavorano. Ti sta bene: entri. Non ti sta bene: vai al cinema...lì il viola può entrare.

Ripeto a te la domanda: se uno vuole assistere, da spettatore, a uno spettacolo teatrale, non può vestirsi di viola?

Alessandro ha detto...

@ Turz

se uno vuole assistere, da spettatore, a uno spettacolo teatrale, non può vestirsi di viola?

Secondo l'etichetta è bene che non scelga il viola e, a seconda delle serate (ad esempio alle prime) è consigliabile l'abito scuro per gli uomini.
Detto questo, in alcuni luoghi l'etichetta è legge (Teatro alla Scala per esempio, o ti vesti come dicono loro o non entri, salvo poche eccezioni), in altri è molto più "elastica" (Auditorium Nazionale Rai di Torino, puoi entrare anche in jeans e felpa...).

Anonimo ha detto...

Per Alessandro

Lo chiede per una questione estetica o perché porta iella?

Lo chiede per una questione di ETICHETTA!!! Santo cielo, esiste solo nel mio vocabolario questo termine?

Ci sono migliaia di usanze, costumi, eventi storici, tradizioni ecc. che si sono mescolati a formare ciò che si definisce comunemente etichetta, cioè quell'insieme di comportamenti e di atteggiamenti che è bene adottare in determinate situazioni PERCHE' COSI' SI FA!!!!


Giusto che si parla di etichetta: forse saprai che esiste una etichetta del web, chiamata con neologismo inglese netiquette, secondo la quale scrivere tutto in maiuscolo equivale a urlare, ancor di più qui, dove puoi usare grassetto e corsivo per sottolineare i concetti.

Noi portiamo lo smoking perché in Inghilterra nell'800 gli uomini amavano fumare...ha senso continuare a usare lo smoking nei teatri adesso?

Questa poi! Linguisticamente, hai scritto una grande sciocchezza.
Dal punto di vista dell'usanza, non saprei, so pochissimo di storia della moda.

Adesso che è persino vietato fumare nei teatri?

Come dire: bei tempi, quelli delle sale nebulose e puzzolenti...

prova a chiedere a un Arabo qual'è il colore più elegante per lui...sentiamo cosa ti risponde (bianco)!

Qual è.

Il viola è stato il colore della fame per decine di generazioni di teatranti. Li vogliamo criticare per aver bandito quel colore (cioè il clero) dal loro luogo di lavoro? L'usanza è nata come forma di protesta del tutto razionale. Se poi qualche idiota nel tempo l'ha trasformato in un gesto scaramantico, questo non cambia la sostanza: è una cosa che si fa per rispettare il luogo in cui ci si trova e le persone che ci lavorano. Ti sta bene: entri. Non ti sta bene: vai al cinema...lì il viola può entrare.

L'ho detto precedentemente e lo ripeto: Che tempo che fa, come qualsiasi altra trasmissione odierna, non è teatro, né sono assimilabili a sale teatrali gli studi della Fiera di Milano. Inutile che tutti coloro che a teatro ci vanno tentino di accomunare i due mondi per nobilitare Fazio e i suoi autori. È osteria, è baccanale, è circo, è salotto di quart'ordine, quello che vuoi. Ma teatro assolutamente no.

Anonimo ha detto...

@ Accademia dei pendanti, per commento 345

scartata da chi? io ho postato il link di un'immagine del pubblico di quando entra la littizzetto e proprio per il cromakey il pubblico prende sfumature violacee. Quando l'ospite e' a centro studio, probabilmente quelle luci non le prende, quindi il problema non si pone.

Detto questo, quoto Alessandro al 100%, si e' un po' fatta la pipi' fuori dal vasino stavolta

Alessandro ha detto...

@ Accademia

forse saprai che esiste una etichetta del web, chiamata con neologismo inglese netiquette, secondo la quale scrivere tutto in maiuscolo equivale a urlare, ancor di più qui, dove puoi usare grassetto e corsivo per sottolineare i concetti

La prossima volta userò il grassetto...grazie per la lezione di bon ton

Questa poi! Linguisticamente, hai scritto una grande sciocchezza

Illuminami dall'alto della tua infinita sapienza: in cosa consiste la "sciocchezza"?

Come dire: bei tempi, quelli delle sale nebulose e puzzolenti...

E questo lo deduci dalle mie parole? Io non ho mai fumato, quindi puoi capire quanto mi piacessero quelle sale nebulose!
Volevo solo dire che portare un abito "da fumatori" in un luogo in cui è vietato fumare mi sembra una contraddizione piuttosto evidente...eppure lo si fa per "etichetta"!

Che tempo che fa, come qualsiasi altra trasmissione odierna, non è teatro, né sono assimilabili a sale teatrali gli studi della Fiera di Milano

Questa è una tua interpretazione dettata da un evidente pregiudizio personale nei confronti della televisione (per certi versi anche condivisibile).
Come ci ha ricordato Dario Fo nel corso di tutta la sua carriera, gran parte della nostra tradizione teatrale è da attribuire alle compagnie teatrali itineranti che per secoli si sono esibite nelle piazze e nelle strade.
In questo senso, il "teatro" è ovunque ci sia qualcuno che si esibisce davanti a un pubblico, anche uno studio televisivo.

Escludere a priori gli studi televisivi è, quindi, una tua interpretazione personale che lascia il tempo che trova...

pKrime ha detto...

se anche ci fosse un chroma key userebbero un pannello verde o blu, non certo viola.

Verde e blu sono colori primari in luce e sono meno presenti nella pigmentazione della pelle rispetto al rosso.
Un pannello viola non sta nè in cielo nè in terra, è un colore preso a caso nello spettro ed è troppo "presente" nel colore della pelle, in tal caso agli ospiti si dovrebbe chiedere di non indossare una faccia.

Anonimo ha detto...

Per Andrea Minoia

scartata da chi? io ho postato il link di un'immagine del pubblico di quando entra la littizzetto e proprio per il cromakey il pubblico prende sfumature violacee. Quando l'ospite e' a centro studio, probabilmente quelle luci non le prende, quindi il problema non si pone.

Scartata da Sara, e anche da Replicante Cattivo che ha ricordato che il chroma key non si usa quasi più. Il pubblico nella trasmissione CTCF viene inquadrato molto raramente, solo per pochi secondi, e solo la fetta attorno a Filippa Lagerbäck (o altri ospiti che in quel momento sono seduti fra il pubblico). Nessuno metterebbe nero su bianco una raccomandazione così chiara per una questione tecnica che, se anche fosse in uso il chroma key, si risolve semplicemente chiedendo agli spettatori in viola di sedersi in certi posti.

Replicante Cattivo ha detto...

@ Alessandro
quell'insieme di comportamenti e di atteggiamenti che è bene adottare in determinate situazioni PERCHE' COSI' SI FA!!!!

Ecco un altro che giustifica un’usanza dicendo "perchè sì".
Se una persona starnutisce, non gli dico "salute" pensando che la mia parola possa farlo guarire dal raffreddore; lo faccio perchè lo starnuto (nel suo piccolo) è un momento che genera imbarazzo e disagio a chi l'ha appena emesso. Il non dire niente può sembrare un modo per ignorare la persona ed aumentare il suo imbarazzo.
Non a caso, se una persona inizia a starnutire a ripetizione, non gli si dice più 'salute' tutte le volte, proprio perchè è sufficiente farlo una volta sola.

Noi portiamo lo smoking perché in Inghilterra nell'800 gli uomini amavano fumare...ha senso continuare a usare lo smoking nei teatri adesso? Adesso che è persino vietato fumare nei teatri? Il nero è il colore dell'eleganza proprio per questo motivo


Nella nostra cultura, i colori sgargianti sono associati alla festa o alla frivolezza. Esistono vestiti elegantissimi color rosso rubino o verde smeraldo. Ed esistono elegantisimi smoking bianchi.
Il fatto è che il teatro viene associato ad un momento culturalmente elevato ed è pertanto pare inopportuno apparire troppo "frivoli" (specialmente se si tratta dell'opera lirica) con colori sgargianti o abiti sportivi.
Comunque non mi risulta che a teatro ti possano cacciare via se non indossi lo smoking.

Il viola è stato il colore della fame per decine di generazioni di teatranti. Li vogliamo criticare per aver bandito quel colore (cioè il clero) dal loro luogo di lavoro?L'usanza è nata come forma di protesta del tutto razionale.


Appunto. Ora questa protesta non ha più senso. Se un attore si veste di viola non fa venire fame (e non lo faceva nemmeno nel medievo), on si augura di fare la fame e non TI augura la fame. Ma, anche se fosse, se un attore volesse fare il menagramo, non è da superstiziosi crederci?

Se poi qualche idiota nel tempo l'ha trasformato in un gesto scaramantico, questo non cambia la sostanza:
E invece sì. Come rompere lo specchio o rovesciare il sale: un tempo quelle erano vere e proprie disgrazie, perchè ricomprarti i suddetti oggetti era molto difficile. Oggi i due oggetti sono beni comuni, quindi non ha più senso credere alle relative superstizioni.


è una cosa che si fa per rispettare il luogo in cui ci si trova e le persone che ci lavorano. Ti sta bene: entri. Non ti sta bene: vai al cinema...lì il viola può entrare.


Ora il colore diventa una mancanza di rispetto? Ma perchè?Pensi davvero che io, vestendomi di viola, ti stia augurando il male? E, se anche fosse (mettiamo che io sia l'attore di una compagnia rivale ala tua) in che modo potrei portarti male semplicemente indossando un abito viola?
E’ come quando si pensa che una squadra di calcio perda una partita per colpa di quelli che gufano.

Ti ricordo che anche il segno della croce è stato trasformato dalla tradizione napoletana in gesto scaramantico (fa persino parte di molti riti magici), ma non mi sembra sia il caso di dire che chi fa il segno della croce è scaramantico a priori!

Se uno lo fa senza motivazioni religiose, non solo è scaramantico, ma è anche un ... (inserire insulto a caso), perchè sminuisce e svilisce un segno che per altra gente ha un valore molto più elevato.
Ad esempio penso a quei calciatori che fanno il segno della croce appena entrano in campo, per poi bestemmiare ad ogni azione sbagliata.

Mi sembra che la situazione sia molto chiara e limpida
Anche per noi.
E' chiaro e limpido che molta gente non è in grado di distinguere le consuetudini nate per cortesia ed educazione da quelle che invece hanno puramente una funzione di "rituale" per motivi scaramentici e la cui eliminazione non cambierebbe assolutamente il risultato finale.

Replicante Cattivo ha detto...

@ Accademia
esiste una etichetta del web, chiamata con neologismo inglese netiquette

Anche se probabilmente la parola è nata in inghilterra (o comunque nell'ambito del linguaggio inglese), netiquette non dovrebbe essere considerato un neologismo che unisce inglese e francese?

@ Alessandro

Volevo solo dire che portare un abito "da fumatori" in un luogo in cui è vietato fumare mi sembra una contraddizione piuttosto evidente...eppure lo si fa per "etichetta"!


L'"etichetta" non è qualcosa di astratto.
E'un insieme di regole ben definita che, a seconda del luogo o del momento, impone certi comportamenti e ne esclude altri, per garantire che in tale luogo/momento le persone non si prendano libertà che possano infastidire gli altri.
Andare a in teatro-chiesa-ufficio con le infradito o con un abbigliamento troppo sgargiante è un comportamento considerato sbagliato perchè l'esposizione del corpo (anche solo i piedi) o un look troppo frivolo stonano con ambienti "ufficiali" dove si richiede serietà.
Ma in tutti questi casi sono comportamenti che nascono da motivi razionali:
- se scopri eccessivamente il tuo corpo (piedi, gambe, scollature) è come se volessi far cadere una barriera interpersonale che, in un certi ambienti, è necessaria.
- se ti vesti in maniera troppo frivola, puoi dare l'idea di non essere una persona seria o in grado di concentrarsi.

L'idea che un colore possa essere irrispettoso, nasce da una motivazione ormai decaduta e basata su un collegamento arbitrario (ovvero che il "richiamare" un momento sfavorevole come la quaresima possa essere un cattivo presagio).

Questa è una tua interpretazione dettata da un evidente pregiudizio personale nei confronti della televisione (per certi versi anche condivisibile).
Come ci ha ricordato Dario Fo nel corso di tutta la sua carriera, gran parte della nostra tradizione teatrale è da attribuire alle compagnie teatrali itineranti che per secoli si sono esibite nelle piazze e nelle strade.
In questo senso, il "teatro" è ovunque ci sia qualcuno che si esibisce davanti a un pubblico, anche uno studio televisivo.
Escludere a priori gli studi televisivi è, quindi, una tua interpretazione personale che lascia il tempo che trova...


E invece, in questa superstizione (come nel complottismo...o in certe religioni) ognuno dà la propria interpretazione

- per alcuni il viola porta sfiga solo se si tratta di abiti
- per alcuni il viola deve essere bandito dal palco
- per alcuni il viola porta male anche se si tratta del soffitto o degli abiti del pubblico
- il viola porta male ai teatranti
- NO: il viola porta male a tutti gli artisti, compresi cantanti e scrittori (che nel medioevo non mi risulta avessero problemi durante la quaresima)
- NO: il viola porta male anche ai tecnici, ai presentatori e ai dirigenti (che artisti non sono)
- il viola porta male anche se è una tonalità diversa da quella utilizzata dai preti.

E allora mettetevi d'accordo, altrimenti tra un po' qualcuno si sognerà di eliminare pure le viole da un'orchestra.

Anonimo ha detto...

Per Alessandro

Questa poi! Linguisticamente, hai scritto una grande sciocchezza

Illuminami dall'alto della tua infinita sapienza: in cosa consiste la "sciocchezza"?


No, non è infinita, e se avessi fatto una rapida ricerca con google avresti trovato le stesse informazioni; non ti sto per svelare segreti.
Fino alla fine dell'Ottocento erano diffuse in Gran Bretagna le smocking jacket: ma erano più simili alle nostre vestaglie, si portavano solo in casa, e quasi sempre sopra un vestito, elegante o trasandato che fosse. Eccone una:

http://tinyurl.com/22w9qzr

Lo smoking a cui fai riferimento tu è un abito formale che si chiama così solo in Italia e in Francia: è uno pseudoanglicismo come ce ne sono tanti, da autostop a footing. Il termine inglese per designare quell'abito è dinner jacket (Gran Bretagna) e tuxedo (Usa). Sul perché sia stato chiamato smoking dai francesi, a partire dal 1890, non saprei: si tratta di un nome commerciale, il fumo non c'entra.

Come dire: bei tempi, quelli delle sale nebulose e puzzolenti...

E questo lo deduci dalle mie parole? Io non ho mai fumato, quindi puoi capire quanto mi piacessero quelle sale nebulose!


Sì, la tua frase: "in Inghilterra nell'800 gli uomini amavano fumare...[...] Adesso che è persino vietato fumare nei teatri" lasciava intendere questo. Per la verità lasciavano intendere anche che in Inghilterra gli uomini amassero fumare, mentre in Italia no. :-) E che questo divieto di fumo sia recente, mentre risale al 1975, ma non sottilizziamo. Ora ti sei spiegato. :-|

Volevo solo dire che portare un abito "da fumatori" in un luogo in cui è vietato fumare mi sembra una contraddizione piuttosto evidente...eppure lo si fa per "etichetta"!

Vedi primo punto.

Come ci ha ricordato Dario Fo nel corso di tutta la sua carriera, gran parte della nostra tradizione teatrale è da attribuire alle compagnie teatrali itineranti che per secoli si sono esibite nelle piazze e nelle strade.
In questo senso, il "teatro" è ovunque ci sia qualcuno che si esibisce davanti a un pubblico, anche uno studio televisivo.


Citare Dario Fo in questo weblog non ti porterà bene. Ti ricordo solo una locuzione nata qui, o meglio nel weblog collegato Undicisettembre, poi vai a cercare tu dove si trova: "la collina Fo".

Non mi convinci per nulla sulla questione della tv come teatro. Ma il discorso non cambia mica: se una trasmissione come CTCF si è creata un'immagine moderna e anche molto informale, un'etichetta interpretata così strettamente e imposta a tutti stonerebbe comunque con il modo di porsi di Fabio Fazio e dei vari comici fissi.
Il teatro alla Scala di Milano scrive nero su bianco che è necessaria la giacca e la cravatta: ma a parte i giorni della prima, lascia almeno la libera scelta dei colori: se uno avesse una cravatta viola non potrebbero appellarsi al regolamento per fargliela cambiare.
A parte il fatto che avevo un amico melomane che, squattrinato, poteva permettersi solo il loggione più economico, e mi pare che la cravatta non la mettesse; una giacca senza pretese e i jeans. Ma parlo di molti anni fa.

Replicante Cattivo ha detto...

@ Andrea Monioa
io ho postato il link di un'immagine del pubblico di quando entra la littizzetto e proprio per il cromakey il pubblico prende sfumature violacee.

L'immagine che hai postato non mostra alcun chroma key.
Quelli alle spalle del pubblico sono normalissimi schermi che trasmettono delle immagini.
Quando la Littizzetto entra in studio, la telecamera si sposta: nemmeno se fossimo negli anni 80, un regista si sognerebbe di utilizzare un chromakey su una ripresa in movimento, perchè in quel caso vedremmo lo studio muoversi mentre l'immagine nello sfondo rimarrebbe immobile.

Inoltre il chroma key richiederebbe alcuni accorgimenti riguardo i capelli: se questi non sono perfettamente "leccati", questi proiettano delle ombre sullo schermo blu/verde, che cambiando di tonalità non viene più mascherato dall'immagine di sfondo.
Se guardate qualche videoclip degli anni 80, noterete come i cantanti che recitano davanti ai CK hanno sempre i capelli schiacciatissimi in testa.

Turz ha detto...

Collina Fo da non confondersi con la località Collina (FO). Che ora si chiama Collina (FC), ma non sottilizziamo.

Alessandro ha detto...

Ok, va bene, avete ragione voi.
Scusate se mi sono permesso di contraddirvi. È giusto sbattersene altamente dell'etichetta.

Domani entrerò in un museo in mutande e con il sombrero: ai Carabinieri che verranno ad addestrarmi chiederò di leggere i vostri interventi per fargli capire che un luogo di cultura come un museo non può permettersi certe formalità e certe stupide regole di etichetta, come indossare pantaloni e maglie e non indossare copricapi!

Se per voi evitare il viola in teatro significa automaticamente credere nella iella, non ho proprio altro da dire...

Anonimo ha detto...

Per Turz

Collina Fo da non confondersi con la località Collina (FO). Che ora si chiama Collina (FC), ma non sottilizziamo.

Hai suggerito! Non si fa!
Ho messo l'articolo determinativo proprio per evitare ambiguità con Collina FO. Tiè!

Anonimo ha detto...

Per Alessandro

Se per voi evitare il viola in teatro significa automaticamente credere nella iella, non ho proprio altro da dire...

Non avevi nulla da dire nemmeno prima. E questo tuo sfogo è una dimostrazione.

Alessandro ha detto...

@ Accademia

Non avevi nulla da dire nemmeno prima. E questo tuo sfogo è una dimostrazione.

Ovvio! A me piace perdere tempo confrontandomi con menti superiori, come la tua ad esempio... sono fatto così!

Replicante Cattivo ha detto...

@ Alessandro
Scusate se mi sono permesso di contraddirvi. È giusto sbattersene altamente dell'etichetta.
Domani entrerò in un museo in mutande e con il sombrero: ai Carabinieri che verranno ad addestrarmi chiederò di leggere i vostri interventi per fargli capire che un luogo di cultura come un museo non può permettersi certe formalità e certe stupide regole di etichetta, come indossare pantaloni e maglie e non indossare copricapi!


Mi auto-cito
***E' chiaro e limpido che molta gente non è in grado di distinguere le consuetudini nate per cortesia ed educazione da quelle che invece hanno puramente una funzione di "rituale" per motivi scaramentici e la cui eliminazione non cambierebbe assolutamente il risultato finale.***

***L'"etichetta" non è qualcosa di astratto.
E'un insieme di regole ben definita che, a seconda del luogo o del momento, impone certi comportamenti e ne esclude altri, per garantire che in tale luogo/momento le persone non si prendano libertà che possano infastidire gli altri.***

Ma come al solito è facile, per chi non ha argomentazioni, mischiare le carte in tavola.

Turz ha detto...

@Alessandro:
Domani entrerò in un museo in mutande e con il sombrero: ai Carabinieri che verranno ad addestrarmi chiederò di leggere i vostri interventi per fargli capire che un luogo di cultura come un museo non può permettersi certe formalità e certe stupide regole di etichetta, come indossare pantaloni e maglie e non indossare copricapi!

Ti ha già risposto Paolo:
Ma cos'è, la fiera dell'incomprensione?

Per capire la differenza fra un gesto di cortesia e una superstizione cosa ci vogliono, gli occhiali 3D?


Dell'esagerazione dell'esempio "andare in giro in mutande" abbiamo parlato anche nel thread su Philip Pullman.

Alessandro ha detto...

L'"etichetta" non è qualcosa di astratto.
E'un insieme di regole ben definita che, a seconda del luogo o del momento, impone certi comportamenti e ne esclude altri, per garantire che in tale luogo/momento le persone non si prendano libertà che possano infastidire gli altri


Infatti qui viene chiesto di evitare il viola in un luogo ben preciso perché può infastidire alcuni (legati a determinate tradizioni, non sta a noi giudicare se valide o meno), così come entrare in chiesa con il cappello non ha alcuna controindicazione pratica, se non l'offendere potenzialmente la sensibilità di alcuni credenti.
Quindi, chi tra noi due sta cercando di mischiare le carte in tavola perché non ha argomentazioni?
L'unica vera argomentazione qui consiste nel difendere a spada tratta una posizione presa da Paolo a priori, non ne vedo davvero altre... e questo tuo intervento contraddittorio lo dimostra in modo lampante!

Paolo Attivissimo ha detto...

Infatti qui viene chiesto di evitare il viola in un luogo ben preciso perché può infastidire alcuni (legati a determinate tradizioni,

Ancora?

Non "tradizioni". Superstizioni. In teatro alcuni vietano il viola perché dicono che porti iella. Non perché è tradizione.

Replicante Cattivo ha detto...

@ Alessandro

Infatti qui viene chiesto di evitare il viola in un luogo ben preciso perché può infastidire alcuni (legati a determinate tradizioni, non sta a noi giudicare se valide o meno),

Il motivo per cui li infastidisce è una superstizione, non giriamoci attorno.
Nessuno odia il viola perchè dà giramenti di testa o perchè soffrono di una forma di intolleranza visiva.

Gli artisti sono convinti che un oggetto o un abito viola possa ESSERE DI CATTIVO AUSPICIO VERSO LA RIUSCITA DELLO SPETTACOLO.
In una sola parola = superstizione.

Lo spettacolo può andare male perchè gli attori sono incapaci, perchè hanno avuto un vuoto di memoria o per via di un imprevisto.
In nessuno di questi casi si può dare la colpa a un oggetto viola.
Se un attore dice che lo spettacolo è andato male per colpa di quell'oggetto, allora è un mentecatto.


così come entrare in chiesa con il cappello non ha alcuna controindicazione pratica, se non l'offendere potenzialmente la sensibilità di alcuni credenti.


Il cappello va tolto in tutti i luoghi chiusi, non solo in chiesa,
Provo a immaginare l'origine di questa consuetudine: probabilmente in passato, anche in un luogo chiuso, eri costretto a tenere il capo coperto a causa del freddo o dell'acqua che entrava dal tetto.
Quando entri in casa d'altri, il cappello diventa scomodo, perchè teoricamente ti scalda la testa più del dovuto: tenerlo equivale a dire che in quella casa fa troppo freddo.

E infatti, togliersi il cappello al chiuso è un gesto di buona educazione; di sicuro non lo si fa per evitare che inizi a piovere dal tetto.

L'unica vera argomentazione qui consiste nel difendere a spada tratta una posizione presa da Paolo a priori, non ne vedo davvero altre... e questo tuo intervento contraddittorio lo dimostra in modo lampante!

*Facepalm*

Anonimo ha detto...

Per Alessandro

Infatti qui viene chiesto di evitare il viola in un luogo ben preciso perché può infastidire alcuni (legati a determinate tradizioni, non sta a noi giudicare se valide o meno),

E invece abbiamo il diritto di giudicare anche su quello. Che tempo che fa non è "casa Fazio", non è "casa Endemol" né "casa artista che odia il viola". Non è ovviamente un luogo di culto, e non è nemmeno quel luogo chic e di cultura che vorresti gabellare assimilandolo ad un teatro come La Scala. È una trasmissione tv in una rete pubblica. È ho anche accennato più sopra che gli estremi per parlare di discriminazione ci sono tutti, anche se è chiaro che su una questione così minuscola nessuno solleverà un caso.

Anonimo ha detto...

E ho anche accennato

Alessandro ha detto...

@ Paolo Attivissimo

In teatro alcuni vietano il viola perché dicono che porti iella

Questo lo dici tu per partito preso.
Come ho già detto prima, alcuni fanno il segno della croce per scaramanzia, ma questo non trasforma automaticamente tutti quelli che fanno il segno della croce in scaramantici.

Io una sola volta (20 anni fa, durante una visita scolastica) ho sentito di persona un "addetto ai lavori" (non ricordo il termine tecnico, comunque è il tizio che organizza il dietro le quinte prima degli spettacoli) del Teatro Regio di Torino parlare di questa faccenda del colore viola e nella sua spiegazione non c'era assolutamente nulla di scaramantico, ma piuttosto una testimonianza dell'annoso contrasto tra spettacolo e Chiesa. Bandire il viola significava bandire la Chiesa. Un po' come dire: "Tu vieti me e allora io vieto te"!
Ripeto, se poi qualcuno o anche molti lo hanno trasformato in un gesto scaramantico, questo è un problema loro, non di chi ha iniziato quella tradizione (ripeto "tradizione", con tanto di motivazione storica), né tanto meno di chi la perpetua ancora oggi per il suo significato originale.

Alessandro ha detto...

@ Accademia

È una trasmissione tv in una rete pubblica

Infatti la richiesta è rivolta al pubblico in sala. Quello a casa può vestirsi come vuole, quindi dove sta la discriminazione da parte della rete pubblica?
Lo studio televisivo, anche se di proprietà di un'emittente pubblica, rimane un luogo privato, quindi possono imporre le regole che vogliono in fatto di "etichetta" esattamente come una discoteca o un bar. Non è una pubblica piazza, né un ufficio postale...

Paolo Attivissimo ha detto...

@ Paolo Attivissimo

In teatro alcuni vietano il viola perché dicono che porti iella

Questo lo dici tu per partito preso.


Oh, che noia. No.

Perché in teatro il colore viola porta sfortuna? Il viola è il colore dei paramenti sacri usati durante la Quaresima. Nel medioevo venivano vietati, proprio in quel periodo, tutti i tipi di rappresentazioni teatrali e di spettacoli pubblici che si tenevano per le vie o le piazze delle città. Ciò comportava per gli attori e per tutti coloro che vivevano di solo teatro notevoli disagi. Non potendo lavorare, le compagnie teatrali non avevano neanche i mezzi per procurarsi il pane quotidiano, ed erano costrette a tirare la cinghia.
Questo è il motivo per cui il colore viola è odiato da tutti gli artisti, in generale, ma è vietato soprattutto in teatro dove con il passare dei secoli è diventato vera e propria superstizione.


(da Focus.it)


Il colore viola è considerato tabù per molti artisti, perché, nel medioevo, nel periodo della Quaresima (durante il quale i sacerdoti indossavano una stola viola), erano vietati gli spettacoli teatrali e, quindi, attori e saltimbanchi erano costretti ad un'inattività forzata. Nonostante tale motivazione sia decaduta (e sia sconosciuta alla maggior parte degli artisti moderni) ancora oggi il viola viene volutamente evitato, ad esempio da alcuni cantanti durante le loro esibizioni, e soprattutto in televisione, se non, appunto, come una sorta di provocazione contro chi crede nelle superstizioni. In passato il Teatro Regio di Torino ha visto molti grandi interpreti, tra cui Luciano Pavarotti, rinunciare ad esibirsi, per via del suo soffitto viola.

(da Wikipedia)

Ne vuoi ancora, di dosi del mio "partito preso", o ti bastano queste?

Replicante Cattivo ha detto...

@ Alessandro

Come ho già detto prima, alcuni fanno il segno della croce per scaramanzia, ma questo non trasforma automaticamente tutti quelli che fanno il segno della croce in scaramantici.

Il motivo per cui si fa il segno della croce può essere per due motivi
- sacro
- scaramantico

Se non è uno, è l'altro. Allora basta capire se chi si è fatto il segno della croce, in quel dato momento, sta realmente invocando il Signore.
Senza contare che per qualcuno le due cose potrebbero essere equivalenti: una persona che si fa il segno della croce prima di un esame/calcio di rigore/esibizione, anche se in quel momento invoca realmente un aiuto dal cielo, non sta facendo comunque un atto scaramantico?
Infatti in entrambi i casi chiede un aiuto "irrazionale" che secondo lui dovrebbe aiutarlo

Io una sola volta (20 anni fa, durante una visita scolastica) ho sentito di persona un "addetto ai lavori" (non ricordo il termine tecnico, comunque è il tizio che organizza il dietro le quinte prima degli spettacoli) del Teatro Regio di Torino parlare di questa faccenda del colore viola e nella sua spiegazione non c'era assolutamente nulla di scaramantico, ma piuttosto una testimonianza dell'annoso contrasto tra spettacolo e Chiesa.
Bandire il viola significava bandire la Chiesa. Un po' come dire: "Tu vieti me e allora io vieto te"!


La chiesa non è solo viola. Inoltre il tizio con cui hai parlato evidentemente non era molto ferrato di teatro, perchè evidentemente non teneva conto delle numerose rappresentazioni a sfondo religioso che si svolgevano in quegli anni.

Ripeto, se poi qualcuno o anche molti lo hanno trasformato in un gesto scaramantico, questo è un problema loro, non di chi ha iniziato quella tradizione (ripeto "tradizione", con tanto di motivazione storica),

E' un problema loro e di tutte le persone che si trovano a lavorare con loro. Perchè se un attore si convince che il viola gli porti male, ma poi rompe le palle a me, evidentemente non è più solo un problema suo.

né tanto meno di chi la perpetua ancora oggi per il suo significato originale.

*doppio facepalm*

Alessandro ha detto...

@ Paolo Attivissimo

Senti Paolo, l'ho scritto in tutti i miei interventi che molti oggi la considerano una superstizione, quindi è inutile che scandagli la rete in cerca di conferme.
Non è questo il motivo delle mie critiche e se finora non si è capito o non si è voluto capire quello che intendo dire mi sembra inutile continuare a ripetere le stesse cose all'infinito.
Va bene così...

Replicante Cattivo ha detto...

Nonostante tale motivazione sia decaduta (e sia sconosciuta alla maggior parte degli artisti moderni)

Questo poi è un altro degli aspetti che rende stupida qualsiasi scaramanzia.
Tanto quanto, su un gesto di cortesia e di buona educazione, è facile risalire alle sue origini con un minimo di buon senso e logica.
E ci si rende conto che tale motivazione ha senso ancora oggi, pertanto il gesto di cortesia rimane in voga.

Ma quando si tratta di scaramanzie, spesso non si sa da dove derivi il gesto scaccia-sfiga, proprio perchè le sue origini vanno cercate in altri contesti storici e culturali.
La gente sa perchè uno dei gesti scaramantici per eccellenza è quello di toccarsi i genitali (o il seno per le donne)?
Lo sa perchè si tocca ferro?
Lo sa perchè si dice "avere un gran c**o" per indicare la fortuna? Io ho letto un paio di teorie, di cui una decisamente bizzarra (ha a che fare con gli "sfoghi" che gli invasori avevano con i propri prigionieri...ma non vado oltre).

Perchè oggi ci si ostina a pensare che porti più sfiga rompere uno specchio che non la coppa dell'olio? Eppure uno speccho si ricompra al mercato, la coppa dell'olio rotta crea qualche problemino in più. Preferisco rompere dieci specchi che una coppa dell'olio.

Anonimo ha detto...

Per Alessandro

È una trasmissione tv in una rete pubblica

Infatti la richiesta è rivolta al pubblico in sala. Quello a casa può vestirsi come vuole, quindi dove sta la discriminazione da parte della rete pubblica?


Qui stiamo andando verso il comico involontario. :-|
Ma guarda un po' che roba, a casa mia posso pure vedere la tv nudo e appeso a testa in giù. Meno male che me lo hai ricordato, io mi mettevo sempre un frac prima di premere il pulsante del telecomando.

Lo studio televisivo, anche se di proprietà di un'emittente pubblica, rimane un luogo privato, quindi possono imporre le regole che vogliono in fatto di "etichetta" esattamente come una discoteca o un bar. Non è una pubblica piazza, né un ufficio postale...

Hai un concetto del diritto pubblico e di ciò che i pubblici esercizi si possono permettere del tutto personale. E vabbè: capisco da questi esempi che non hai mai gestito una discoteca, un bar né hai avuto incarichi direttivi nello Stato.

Replicante Cattivo ha detto...

SCENA
Si stanno facendo le prove per uno spettacolo teatrale. Io (che posso essere un attore o un semplice attore) entro nel teatro indossando dei pantaloni viola.
Vengo fermato da uno degli attori.

- Fermo, non entrare.

Io: perchè?

- Indossi degli abiti viola.

Io: non si può?

- No.

Io: perchè?

- Perchè il viola è un colore irrispettoso verso la nostra professione.

Io: perchè?

- perchè in passato, il viola, colore della quaresima, rappresenta un periodo in cui agli attori era impedito di lavorare e quindi facevano la fame

Io: ok, ma mi sembra che oggi non sia più così, no?

- No, però continua ad essere irrispettoso.

Io: perchè?

- perchè tu in questo modo riporti alla mente un momento storico in cui il viola, per un attore, rappresentava un periodo di stenti.

Io: a parte il fatto che io mi sono vestito di viola perchè mi piace e non per riportare alla mente qualcosa di negativo, in che modo questo gesto può essere irrispettoso nei vostri confronti? Mica mi sto augurando che voi facciate la fame, tantomeno che lo spettacolo vada male.

- Lo so, ma è comunque una mancanza di rispetto.

Io: perchè?

- Perchè 400 anni fa, un altro attore, al mio posto, davanti ai tuoi pantaloni sarebbe scoppiato in lacrime pensando a quelle settimane di digiuno forzato a cui era costretto una volta l'anno.

Io: accidenti mi spiace. Ma mica ti metterai a piangere anche tu?

- No, però...

Io: mica pensarai che lo spettacolo andrà male per colpa mia?

- No, però...
Io: mica penserai che ti sto portando sfiga?

Risposta 1
- SI'

Io: Ah ok, bastava dirlo che sei superstizioso.

Risposta 2
- NO

Io: e allora?

- Ok entra...

(un secondo dopo vengo fermato da un altro attore e ricomicio da capo)

Alessandro ha detto...

@ Accademia

Qui stiamo andando verso il comico involontario

Sei tu che hai accusato la Rai di discriminazione, la comica sei tu! I doveri della Rai sono nei confronti del pubblico a casa, non di quello in sala.

Hai un concetto del diritto pubblico e di ciò che i pubblici esercizi si possono permettere del tutto personale

No, non ho mai gestito una discoteca (tu sì immagino) ma so cos'è la selezione all'ingresso e non l'ho inventata io, quindi quella che vive fra le nuvole sei tu in questo caso.
Non c'è nessun servizio essenziale che ti viene negato se non entri in uno studio televisivo privato, quindi o ti vesti in modo consono o vai altrove...e ci mancherebbe altro!
Forse sei tu che confondi la libertà con l'anarchia...

Alessandro ha detto...

@ Replicante

La scena sarebbe molto più breve perché non mi risulta che durante le prove valga il bando al colore viola, quindi entreresti senza problemi. Ed entreresti senza problemi anche nella maggior parte dei teatri italiani dove questa usanza si è persa. E sono pronto a scommettere che se durante CTCF ti apri la felpa scoprendo una maglietta viola, nessuno verrà a prenderti per buttarti fuori di peso!

passalento ha detto...

mi sembra che la questione sia ancora aperta, in quanto mancano prove e conferme sia da una parte che dall’altra

prima questione: il motivo del rifiuto del viola da parte di CTCF (rifiuto che e’ stato mi sembra assodato) …abbiamo:
1- superstizione (chiamatela come volete, ma a me quella sembra se questo fosse il motivo)
2- problemi inerenti la scenografia, le inquadrature e i colori in studio

Seconda questione (se la risposta alla prima questione e’ la 1):
1- superstizione di Fazio o comunque dello staff
2- superstizione degli ospiti, che induce CTCF (sapendola molto diffusa) a prevenire problemi chiedendo al pubblico di rinunciare al viola


Riguardo queste questioni, fino ad ora ci sono solo indizi, che tra l’altro vanno in un senso e nell’altro, ma nessuna prova certa

Replicante Cattivo ha detto...

@ Alessandro
La scena sarebbe molto più breve perché non mi risulta che durante le prove valga il bando al colore viola, quindi entreresti senza problemi. Ed entreresti senza problemi anche nella maggior parte dei teatri italiani dove questa usanza si è persa.


E allora perchè mi devono rompere le scatole pure il giorno dello spettacolo?
Uno che crede alla sfiga crede che questa si possa portare solo nel momento cruciale?
Un attore che è scaramantico alle prove è un mentecatto, mentre quello che lo è solo durante lo spettacolo è migliore?


Vedi? Tu mi parli di consuetudini, di tradizioni, di etichetta...ma intanto non c'è UNO che stia dando una versione uguale all'altra.
Per te il viola si può indossare alle prove; per un altro no,
Per uno il viola si può portare in scena purchè sia non sia un abito; per un altro il colore va bandito in toto.
Per uno il viola non deve essere presente sul palco; per un altro non può esserci niente di viola dentro il teatro.
Per uno il viola porta male solo agli attori, per un altro porta male a qualsiasi artista, per un altro ancora porta male pure a tecnici, presentatori e dirigenti.

E' come i gatti neri: per alcuni devono attraversarti la strada, per altri basta solo incrociarne uno.

La supertizione è tale perchè ognuno la vede come vuole e come gli fa comodo. E questo ne dimostra l'assoluta infondatezza, esattamente come quella che tu chiami "tradizione".
Se fosse una vera tradizione, sarebbe uguale in tutti i teatri e per tutti gli attori, ma evidentemente non è così.

E sono pronto a scommettere che se durante CTCF ti apri la felpa scoprendo una maglietta viola, nessuno verrà a prenderti per buttarti fuori di peso!

No, non mi farebbero entrare.
In cima alla pagina abbiamo un divieto categorico indossare indumenti viola e una testimonianza di un episodio in cui il colore è stato fatto coprire.

Anonimo ha detto...

Per Alessandro

Qui stiamo andando verso il comico involontario

Sei tu che hai accusato la Rai di discriminazione, la comica sei tu! I doveri della Rai


Doveri? Ho parlato di doveri? Non so se per te ad ogni diritto della persona corrisponde un dovere da parte di un'altra, ma ti devo deludere, molto spesso non è così. Anzi, discriminazioni più o meno gravi avvengono spesso perché qualcuno si arroga "doveri", "prerogative" oppure "poteri", che in quell'ambito nessuno gli ha chiesto.

sono nei confronti del pubblico a casa, non di quello in sala.

Su come venga espletato il servizio pubblico da parte della Rai, in questo caso sì, un dovere sancito da una legge del 1975, potrei aprire un triste e doloroso capitolo; ma è un altra storia.
Il comico involontario consisteva nel descrivere una discriminazione casalinga da parte della tv, come se fossimo nel romanzo 1984 e il grande fratello potesse vedere come siamo vestiti attraverso lo schermo. Anche se lo volesse, nessuna tv potrà discriminare gli spettatori a casa. Chiaro, ora?

Hai un concetto del diritto pubblico e di ciò che i pubblici esercizi si possono permettere del tutto personale

No, non ho mai gestito una discoteca (tu sì immagino)


Nemmeno io. Ma so cosa possono o non possono fare.

ma so cos'è la selezione all'ingresso e non l'ho inventata io, quindi quella che vive fra le nuvole sei tu in questo caso.

La selezione avviene anche per trasmissioni come Che tempo che fa nelle quali ci saranno ospiti del calibro della Pausini, ma i posti nello studio sono limitati: non piacciono a nessuno, è chiaro, ma in qualche modo vanno fatte. Una discoteca che non sia circolo privato non può stabilire a priori con un cartello all'ingresso i colori permessi o quelli tollerati.
So che avviene (per la verità pesa più il colore della pelle che quello dei vestiti): ma li si può denunciare, questo lo sanno in pochi.

Non c'è nessun servizio essenziale che ti viene negato se non entri in uno studio televisivo privato, quindi o ti vesti in modo consono o vai altrove...e ci mancherebbe altro!

La parte della discriminazione, che c'è, è la questione meno importante in tutto questo. Ripeto, non credo che mai nessuno su una piccolezza del genere ricorra alla magistratura o faccia un'interpellanza parlamentare.
A rimetterci in questa sfacciata selezione su base cromatica è solo l'immagine del programma intellettuale di sinistra e avanti sugli altri, costruita, immagino a fatica, nel corso degli anni.

Forse sei tu che confondi la libertà con l'anarchia...

Uh... dove l'ho già sentita?

Yari Davoglio | Cronache dal '900 ha detto...

Vorrei tornare un attimo sulla questione "Nutella" perché c'è qualcosa che non va (e con questo chiudo la mia parte di OT). Mi riferisco soprattutto a quanto scritto da Mayday.

Premessa: non mi sognerei mai di difendere alcuna azienda e non ho interessi a parlare bene (o male, che in questo caso non potrei fare per contratto e non lo farei comunque per serietà professionale) di qualcosa o qualcuno.

La business unit in cui lavoro gestisce tutto il web marketing di Nutella (e altri prodotti, Ferrero e non).

Anzitutto va detto che la commissione Ambiente, sanità pubblica e sicurezza alimentare ha proposto ai deputati dell'Europarlamento (che hanno votato a favore quasi tutti i punti) una legge generale sulle etichette dei prodotti alimentari. A quanto ho capito essa deve essere discussa (mercoledì 23?) anche nel Consiglio dell'UE. Se Parlamento e Consiglio sono d'accordo allora passa la legge ("regolamento", nella fattispecie), altrimenti torna in discussione al Parlamento.

Qui c'è il sunto, in italiano, della relazione approvata.

Come si legge chiaramente, è una questione che riguarda gli alimenti in generale e non solo i prodotti dolciari o Nutella, in particolare.

[Continua...]

Yari Davoglio | Cronache dal '900 ha detto...

Che il vice AD di Nutella abbia "alzato il polverone" è normale: l'azienda è un gigante ed ha più orecchie pronte ad ascoltarla rispetto a quante ne abbia un'azienda piccola o media.

Fin dalle primissime ore dopo il lancio ANSA di mercoledì 16 sera, si è sparsa la voce ovunque, specialmente sul web (1 milione di accessi sulla fan page Facebook di Nutella in poche ore giovedì mattina, col secondo lancio ANSA, tanto per intenderci). Il punto è che il lancio ANSA era esatto ma qualche stupidotto (come spesso accade) ha travisato la notizia gridando ad un "probabile fallimento Ferrero", oppure "vogliono toglierci Nutella" e così via.

La Ferrero ha detto la sua, difendendo il proprio settore e la propria azienda. Comprensibile e naturale, così come fa qualunque industria.

La bufala, se di bufala si può parlare, non è stata creata dal gruppo Ferrero, ma da utenti web che hanno capito poco e/o male le notizie.

[Continua...]

Yari Davoglio | Cronache dal '900 ha detto...

Per quanto riguarda la questione pubblicità, è vero che Nutella (così come altri prodotti Ferrero) non ne ha bisogno, a prima vista. Non dimentichiamoci, però, che nessuna azienda di quelle dimensioni sta in piedi se non si sponsorizza e lotta per altre fette di mercato (si vede l'assalto di Ferrero e Hershey contro Kraft per l'acquisto della Cadbury di fine anno scorso ed inizio 2010).

La pubblicità serve sia per invogliare nuovi acquirenti ("scuotere le persone dalla propria poltrona"), sia per trovarne altri, sempre di più. Perché un'azienda sopravvive all'anarchia del mercato principalmente se incrementa i propri profitti: è la legge di movimento base del capitalismo e da lì non si scappa.

Il polverone dei due giorni passati attorno a Nutella è stato sì un "boom pubblicitario", ma sicuramente non cercato dall'azienda.

That's all :)

Yari Davoglio | Cronache dal '900 ha detto...

Tornando IT:

anche le tradizioni sono inventate. Consiglio a tutti gli interessati la lettura di L'invenzione della tradizione di Eric J. Hobsbawm e Terence Ranger (io ho l'edizione P. B. Eindaudi, € 20,00).

Comincia con l'invenzione della tradizione delle Highlands in Scozia, passa per quella della monarchia inglese, dell'India vittoriana e termina con quella dell'Africa coloniale.

Se ci pensate, vi renderete conto che anche la "tradizione europea" è pura invenzione recente.

Ovviamente la superstizione è ben altro! Raramente diviene tradizione e sempre è indice di paura/ignoranza.

Anonimo ha detto...

Per Yari Davoglio

Il punto è che il lancio ANSA era esatto ma qualche stupidotto (come spesso accade) ha travisato la notizia gridando ad un "probabile fallimento Ferrero", oppure "vogliono toglierci Nutella" e così via.

La Ferrero ha detto la sua, difendendo il proprio settore e la propria azienda. Comprensibile e naturale, così come fa qualunque industria.

La bufala, se di bufala si può parlare, non è stata creata dal gruppo Ferrero, ma da utenti web che hanno capito poco e/o male le notizie.


Fosse la prima volta! Più leggo il Disinformatico, più mi convinco che il 50% più 1 degli italiani è allergico alla verità: la trova noiosa, oppure troppo complessa per il proprio angusto mondo costruito sul bianco e sul nero. E quindi, libero sfogo alla fantasia.

anche le tradizioni sono inventate. Consiglio a tutti gli interessati la lettura di L'invenzione della tradizione di Eric J. Hobsbawm e Terence Ranger (io ho l'edizione P. B. Eindaudi, € 20,00).

Non parlerei di invenzione in questo contesto, che trasmette l'idea di una pianificazione precisa: piuttosto, di un inizio ben delimitato, dimostrato. In molti ambiti, in particolare quello religioso, si sono fatte carte false per rendere una tradizione molto più antica di quanto fosse: "Si è sempre fatto così", è il ritornello.

Non escludo che anche la superstizione del viola a teatro sia più recente di quanto dicano i teatranti, e abbia poco a che vedere coi tempi in cui la quaresima veniva fatta rispettare alla lettera.

Replicante Cattivo ha detto...

@ Yari
anche le tradizioni sono inventate. Consiglio a tutti gli interessati la lettura di (...)
Comincia con l'invenzione della tradizione delle Highlands in Scozia, passa per quella della monarchia inglese, dell'India vittoriana e termina con quella dell'Africa coloniale.

Se ci pensate, vi renderete conto che anche la "tradizione europea" è pura invenzione recente.


Tempo fa un mio professore di storia contemporanea mi faceva notare il "marketing" con cui la Lega Nord si è conquistata il suo ampio consenso.
Al di là del suo programma politico -che sicuramente è la componente maggiore- la lega ha avuto l'idea di crearsi una propria "tradizione" con la storia dell'inno padano e il rituale dell'ampolla riempita nel Po. (se non sbaglio nato nel 1996 o giù di lì)
Già l'anno dopo, il rito dell'ampolla era diventato "tradizione". In questo modo un partito relativamente recente sembrava molto più antico e radicato di quel che era realmente, andando contro una sinistra che, pur rimanendo ancorata al "vecchio", non sapeva far rispettare le proprie tradizioni allo stesso modo.
[Ho riportato il discorso del mio professore, che non aveva alcun interesse a far promozione alla lega, anzi lui era di tutt'altra sponda politica, pertanto ne parlava in maniera oggettiva, con gli occhi di uno studioso di storia contemporanea.]

Esiste un momento è nata quella che ora si considera tradizione: può essere un giorno preciso (es il giorno dell'emanazione di una legge) oppure un periodo storico. In ogni caso esiste un "prima".
Bisogna sempre vedere cos'è successo nel momento in cui tale usanza è diventata "ufficiale".

In fondo, la storia del viola ha sì una motivazione storica, ma nasce comunque come superstizione. Perchè mai un attore, ad agosto o dicembre, avrebbe dovuto temere il viola, se non per semplice superstizione?

Yari Davoglio | Cronache dal '900 ha detto...

Accademia dei pedanti ♂,

sottoscrivo quanto affermi sui lettori, ma a spanne secondo me la percentuale è più alta :(

"Non parlerei di invenzione in questo contesto"

era per rispondere a chi l'ha tirata in ballo precedentemente, così ho voluto consigliare una lettura molto, molto, molto interessante.

Cito dall'introduzione (il grassetto è mio): "Per tradizione inventata si intende un insieme di pratiche, in genere regolate da norme apertamente o tacitamente accettate, e dotate di una natura rituale o simbolica, che si propongono di inculcare determinati valori e norme di comportamento ripetitive nelle quali è automaticamente implicita la continuità col passato. [...] E' appunto il contrasto tra il cambiamento e l'innovazione costanti del mondo moderno e il tentativo di attribuire a qualche aspetto almeno della sua vita sociale una struttura immobile e immutabile [...]".

Anche il discorso sulla Lega fatto dal docente riportato da Replicante Cattivo rientra nelle tradizioni inventate :)

Due curiosità: Progetto Viola al Teatro Dante di Palermo; non porta sfortuna! il viola a teatro visto dal sito teatroverona.it.

Un'altra chicca OT, soprattutto per Paolo Attivissimo: Carmelo Bene sull'informazione.

Yari Davoglio | Cronache dal '900 ha detto...

Ah, in tutto questo ho dimenticato una cosa importante!

Quel regolamento dell'Unione Europea fa parte dell'insieme di norme (cominciate col Trattato di Lisbona) atte a cercare di risollevare l'Europa stessa. Spiego meglio: l'obiettivo della potenza europea è quello di aumentare la produzione interna (incrementare il PIL, che nel 2009, ad esempio, è stato dell'1 %, rispetto ad USA 3 %, Cina 10 %, India 8 %) dando, sostanzialmente, più spazio a tutti i produttori anziché verso le sole multinazionali (tra cui Ferrero, quindi).

Si nota, infatti, che dal regolamento sulle etichette alimentari, sono esclusi gli artigiani.

Rientra in questa strategia europea anche la questione dei brevetti (tranne quelli della meccanica e dell'ingegneria chimica), che, secondo l'European Patent Organisation (consiglio questa lettura rispetto alle altre) cesseranno di esistere entro il 2025 (in Europa, non altrove).

Elena ha detto...

Anni fa, ho fatto parte del pubblico di "Che tempo che fa". In effetti, prima dell'inizio dello spettacolo, qualcuno della produzione, lo stesso che è passato a coprire con lo scotch nero o un foulard eventuali loghi troppo visibili, ha controllato che nessuno di noi fosse vestito di viola. Ma non ci hanno detto perché e io, purtroppo, non l'ho chiesto. La motivazione potrebbe anche essere solo estetica: se la scenografia è viola, è meglio che il pubblico sia diverso, per "staccare". Non c'era, invece, nessun cromakey.
Quanto al vestito fucsia non mi risulta che ci siano superstizioni contro questo colore, quindi la motivazione sarà stata senz'altro estetica: magari un il colore troppo intenso risaltava eccessivamente nell'inquadratura.
Comunque, sono stata in un teatro quasi tutto viola: è l'Opera House di Wexford, in Irlanda. Ho chiesto al direttore del festival se non temeva di avere problemi con qualche cantante superstizioso e isterico. Lui mi ha risposto: "no, basta dire che non è viola, ma porpora, e si calmano". Ovviamente, avrebbe anche potuto dire "non fare l'idiota" ma con certe primedonne ambosessi avrebbe ottenuto solo una crisi isterica.
In parte, capisco gli artisti superstiziosi: andare sul palco davanti a un pubblico dalle reazioni imprevedibili mette una certa quantità di anzia, che i riti scaramantici contribuiscono ad attenuare. è come dire: "non ho potere sulle reazioni del pubblico nè sugli eventuali errori di altri attori o del personale di scena, ma ho verificato che nessuno sia vestito di viola e ho detto tre volte merda, quindi ho il controllo della situazione e mi sento calmo".
Ovviamente, è totalmente irrazionale e immaturo, ma non si può pretendere che tutti quelli che hanno un'ugola d'oro o grandi capacità di recitazione siano anche equilibrati e solidi psicologicamente.

So' L'enigmista ha detto...

Reach for the Third Page!
Sempre sul tema avvocato del diavolo:

Mica festeggio il mio compleanno come rito propiziatorio o scaramantico. Festeggio perché ogni scusa è buona per festeggiare ed è bello trovarsi con gli amici.

Se ogni scusa è buona, dovresti fare come il Cappellaio Matto e festeggiare tutti i giorni!

So' L'enigmista ha detto...

Andare in chiesa a cantare insieme alla mia famiglia non fa di me un cristiano, così come andare in garage non fa di me un'automobile.

Argomentazione interessante ma continua a sembrarmi contradditoria.... e comunque non sufficiente a convincermi ad andare ad un convegno di Forza Italia e cantare l'inno del partito :)

So' L'enigmista ha detto...

Ma cos'è, la fiera dell'incomprensione?

Per capire la differenza fra un gesto di cortesia e una superstizione cosa ci vogliono, gli occhiali 3D?


Ma anche i "gesti di cortesia" che la cosiddetta Società Civile ci impone sono irrazionali! Ribelliamoci! Perché devo salutare con "ciao", che significa "(sono il tuo)schiavo"? Una parola di cortesia tra amici nasconde un richiamo alla piaga della schiavitù! E la stessa parola "cortesia" deriva dalle antiche "corti" reali... Insomma, inutile etichetta! Svecchiamoci!

Appunto. Sembra che non ci sia più nessuno con le palle per dire le cose come stanno e ridimensionare certe fisime e ossessioni

Già che ci siamo, ci vuole qualcuno con le palle per abolire stupidi sprechi di fiato come "buongiorno", "salve", "arrivederci", visto che non risulta dimostrato che incrementino la probabilità per l'interlocutore di avere una buona giornata, una buona salute o di rivederci un dì! :)

So' L'enigmista ha detto...

E comunque...

So' L'enigmista ha detto...

.... volevo aggiungere....

So' L'enigmista ha detto...

.... buona notte a tutti!

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