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2010/07/05

Panico da pantera palermitana [UPD 2011/03/03]

Palermo, pantera produce plurime palpitazioni, probabile panzana


L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. L'immagine qui accanto NON si riferisce alla presunta pantera palermitana.

Se vi state chiedendo cosa c'è dietro le notizie di avvistamenti di una pantera dalle parti di Palermo, Query ha un articolo che fa il punto della situazione di questo e altri casi precedenti di avvistamenti analoghi in giro per il mondo, che hanno molto in comune (in termini di psicologia e processi di percezione, diffusione e autenticazione ingannevole) con gli avvistamenti di dischi volanti.

Come mai, infatti, ci sono avvistamenti in mille posti nel mondo (New York, Nuova Zelanda, Irlanda, Inghilterra, per non parlare di quella romana che ispirò il nome al movimento studentesco della Pantera), ma mai (per quel che mi risulta) nessuna cattura documentata e neanche una foto o un video inequivocabile? Eppure una pantera non vive d'aria: si dovrebbero rinvenire i corpi degli animali che uccide per nutrirsi, o ferite caratteristiche su quelli che aggredisce ma non riesce a uccidere o a portarsi via. Ma in tutti i casi che ho trovato, alla fine non s'è documentato nulla. Solo aneddoti. Se qualcuno ha esempi contrari precisi, me li segnali.

Per carità, una pantera o un grosso felino non sono implausibili quanto una visita aliena, ma in attesa di prove l'ipotesi più probabile è che si tratti di abbagli (per esempio, la foto qui sopra mostra un gatto o una pantera?) e purtroppo, in alcuni casi, di stupido protagonismo che spinge a mentire pur di finire per un microsecondo in televisione.

Forse dovremmo creare una nuova categoria di fenomeni da studiare: gli organismi felinoidi non identificati. Unidentified Felinoid Organisms.


2010/07/11


Livesicilia dice che "alle 00:28 (per la precisione) una postazione della Forestale del servizio boschivo antincendio a Manche di Bellolampo, proprio sopra Borgo Nuovo, ha avvistato l’animale sopra un muretto di recinzione dalla torretta di controllo della Forestale." Qui aggiunge che verrà effettuato un confronto fra il pelo di tre pantere ospitate presso l'ex Zoo-Fattoria di Terrasini e i peli "attaccati al collare ritrovato qualche settimana fa in via Del Bronte che si ipotizza possa appartenere alla pantera che si aggira per Palermo". Purtroppo durante l'anestesia necessaria per il prelievo dei peli, una delle tre pantere è morta, sembra per cause accidentali (patologia preesistente).

Sempre Livesicilia, nello stesso articolo, nota che "l’esito delle analisi sul collare per confermare le tracce del felino arriveranno sic] solo nei prossimi giorni" e che è stata "abbandonata la strategia con la grande gabbia e l’esca viva, adesso si procederà solo con esche morte e telecamere a raggi infrarossi". Infine la medesima fonte pubblica un'intervista con il responsabile del Corpo Forestale Regionale, Giuseppe Chiarelli, che evidenzia fra le altre cose la quantità di segnalazioni certamente false o erronee.


2010/07/15


È stata diffusa una fotografia della presunta pantera, scattata dalla Forestale "nella zona di Borgo Nuovo, alla periferia Sud di Palermo... in via Bronte" (ANSA). L'immagine è sgranatissima e priva di riferimenti dimensionali inequivocabili. Un'altra versione della stessa immagine è presente su Geapress: è un'inquadratura più ampia che mostra segni di elaborazione digitale per ridurre il rumore. Un'altra versione ancora è su Libero-News.it.

Più che concentrarsi sull'analisi dell'immagine, in questo caso è utile considerare le circostanze di ripresa. La foto, infatti, è stata appunto scattata da quattro membri del Corpo Forestale, non da persone qualunque: questo dovrebbe ridurre drasticamente le possibilità di burle o inganni o momenti di mitomania.

Inoltre i testimoni presumibilmente hanno potuto vedere l'animale in movimento. La natura del movimento permetterebbe di distinguere abbastanza facilmente fra un canide e un felino, ma non ho ancora trovato una descrizione fatta dai testimoni.

Non so con che apparecchio fotografico sia stata scattata l'immagine, ma Cronacalive.it dice che la foto è stata "scattata di notte", "intorno alle 21", e che il dirigente della Forestale Giuseppe Chiarelli, uno dei testimoni, l'ha vista "a circa 5 metri di distanza". Una distanza alla quale l'identificazione dovrebbe essere assolutamente inequivocabile. Tuttavia la foto mostrata è stata scattata quando la presunta pantera era assai più lontana, come si può notare dall'ampiezza dell'inquadratura. Non è chiaro come mai sia trascorso così tanto tempo fra l'avvistamento e lo scatto, considerato che la "pantera" non era in fuga, ma descritta come un "felino sdraiato su uno spuntone di roccia".

Prima di dichiarare autentica la pantera, per prudenza è meglio restare in attesa di ulteriori notizie e di rilievi effettuati sul posto con fotografie un po' meno sgranate. Sarebbe molto bello se la Forestale diffondesse la foto originale, in modo da permetterne l'analisi da parte dei fototecnici.


2011/03/03


Studio Aperto annuncia di avere la prova video dell'esistenza della pantera. Ma è un gatto. Non si vergognano neanche un po' di dare credito a questi allarmi inutili?

220 commenti:

«Meno recenti   ‹Vecchi   201 – 220 di 220
theDRaKKaR the bloody homeopath ha detto...

I casi di melanismo documentati in natura per quanto concerne i GRANDI felini riguardano leopardi e giaguari

Nei tuoi libri di zoologia, nessuno ha mai scritto della genetica del melanismo nei felini e del motivo per cui nei leoni e nelle tigri il melanismo non è dominante? Nessuno ha scritto che possono nascere leoni e tigri nere, ma che è molto raro perché sono penalizzate nella sopravvivenza e quindi geneticamente non hanno avuto successo?

Circa i presunti puma neri si entra nel campo della criptozoologia

La letteratura scientifica non è solo la documentazione di esemplari, ma anche, per esempio, genetica del melanismo.

Teoricamente possono anche esistere tigri blu, ma la realtà delle cose si limita ai fatti.

Mi mostri la teoria delle tigri blu? Grazie.

Poi se le testimonianze esclusivamente oculari di presunti puma neri diventano attendibili

Ma se ho scritto "casi non certificati"...

Ma anche se esistessero i leggendari "puma neri", il problema circa la denominazione "pantera" non si pone proprio.

L'unico che si sta ponendo questo problema sei tu, infatti.

"Pantera" è uno dei nomi comuni del leopardo.
Poco a poco questo termine ha iniziato ad essere usato da alcuni anche per i giaguari neri, ma non posso farci niente.


Ce ne faremo una ragione.

Nel punto quattro confondi nomi scientifici (che scrivi sbagliandone anche la grafia) e nomi comuni, o volgari.

È la grafia inglese.

Del perché nell'uso comune "pantera" sia rimasto per designare il leopardo, non so dare spiegazione

Ci faremo una ragione anche di questo.

Stai bene.

Anonimo ha detto...

Per the Drakkar.

I nomi scientifici sono scritti in latino, non esiste una "grafia inglese", hanno valenza univerale...

theDRaKKaR the bloody homeopath ha detto...

@lince

sono d'accordo che è una traduzione un po' pacchiana, però viene fatta anche a un certo livello:

ad es.

1
2
3

Anonimo ha detto...

Per thedrakkar

"Nei tuoi libri di zoologia, nessuno ha mai scritto della genetica del melanismo nei felini e del motivo per cui nei leoni e nelle tigri il melanismo non è dominante? Nessuno ha scritto che possono nascere leoni e tigri nere, ma che è molto raro perché sono penalizzate nella sopravvivenza e quindi geneticamente non hanno avuto successo?"

Fortunatamente nessuno è ancora stato così idiota per scrivere certe idiozie.
Cosa significa "nei leoni e nelle tigri il melanismo non è dominante?" Che esistono felini in cui il melanismo è dominante? LOL
Il melanismo è il risultato di una mutazione di tipo recessivo, le cui cause, allo stato attuale dei fatti sono solo parzialmente note. Tempo fa si pensava potesse essere spiegato con un elevato adattamento all'ambiente e per favorire le tipiche condizioni di vita di questi animali, come facilitarne la predazione durante le ore notturne, ma negli ultimi anni questa ipotesi è stata accantonata perché non ha trovato nessun tipo di riscontro. Ora gli studi tedono a dimostrare che il melanismo ha maggiore incidenza nell'ambito di popolazioni ristrette. E' per questo motivo che i leopardi neri sono più frequenti in Asia piuttosto che in Africa. Quindi non è che esistono leopardi neri perché geneticamente hanno avuto successo (LOL), mentre leoni e tigri non ne avrebbero.
La livrea di un felino è già naturalmente mimetica per l'habitat in cui vive e per quanto concerne le mutazioni del colore, esistono leoni bianchi, tigri senza strisce e di una varietà di colore che nemmeno immagini (ma in fondo, come potresti?), tuttavia questi esemplari, anche se "penalizzati nella sopravvivenza" sono stati registrati in natura, e spesso nascono anche negli zoo.
Tigri e leoni neri invece, oltre a non essere mai stati segnalati con certezza in natura, non sono mai nati nemmeno negli zoo. Un po' strana come cosa...


"La letteratura scientifica non è solo la documentazione di esemplari, ma anche, per esempio, genetica del melanismo".

Si, bravo, ne sai proprio a pacchi, sei "pro".
La letterattura scientifica è l'insieme di tutte le pubblicazioni peer review. Peccato che tra queste non ne esiste nemmeno una che parla di "genetica del melanismo" riferita ai puma.

Anonimo ha detto...

Per the drakkar:

Scrivere "Panthera lio" su google e trovare qualche risultato non dimostra che si tratta di una "traduzione pacchiana", che però viene fatta anche a "un certo livello" (tra cui la prestigiosissima Enciclopedia delle risorse turistiche in India), ma soltanto che hai scovato dei refusi.

I nomi scientifici sono universali e codificati in modo univoco perché devono essere gli stessi in ogni paese. In questo modo uno zoologo italiano e uno nepalese sanno che il Macaca mulatta è il macaco, anche se il primo lo chiama appunto macaco, ed il secondo bandar.

La traduzione dei nomi scientifici non esiste e non sussiste.

theDRaKKaR the bloody homeopath ha detto...

Ma il fatto che tu prenda questa discussione come una specie di "chi ce l'ha più grande" a cosa è dovuto? Tutto quelle espressioni tipo "idiota" o "LOL" ti fanno sentire bene? Pensaci su!

La teoria che dici sul melanismo non collegato al vantaggio nella sopravvivenza non la conosco: la questione del melanismo nei felini è simili a quella negli umani, per es. il gene MC1R è presente sia negli uomini che nei felini.

Comunque mi sono annoiato: ce l'hai più lungo tu. Cordialità.

Anonimo ha detto...

E se la pantera palermitana ormai ha fatto il suo tempo, ecco a voi, siori e siore, la tigre fiorentina.

Replicante Cattivo ha detto...

Rispondo qui a questo commento che pubblica le foto di Repubblica della presunta pantera.

Come ha già detto l'utente in questione, la pantera sembra più un tranquillissio gatto, a dire il vero nemmeno troppo grosso da far sorgere "dubbi".
A dimostrazione del fatto che, se ci si mette di mezzo la mania di protagonismo, chiunque può vedere qualsiasi cosa.

Anonimo ha detto...

La fantasia galoppa in vacanza, e il senso critico dei giornalisti, in genere già sottozero, si abbassa ulteriormente. Stavolta è il turno della leonessa della bassa bergamasca:

http://milano.repubblica.it/cronaca/2010/08/29/news/leonessa_bergamo-6588564/?ref=HREC2-3

L'estate sta finendo, e quindi ulteriori fiere a zonzo per i campi sono in linea di massima in esaurimento. Ma per non saper né leggere né scrivere suggerisco io qualche avvistamento sfizioso, in modo che i mitomani non debbano nemmeno sforzare la fantasia nel raccontare i particolari:

— La tigre della Valsesia: avvistata da alcuni facoltosi turisti inglesi e portoghesi soliti passare l'estate nella casa di proprietà alle pendici delle Dolomiti, località Sankt Dokan.

— Il coguaro di Cogoleto (GE), avvistato da un vecchio incensiere all'alba di un villaggio deserto, mentre si cibava di alcuni colombi (il coguaro, non l'incensiere).

— Il sarchiapone di Chiari (BS), avvistato dal signor Walter dal finestrino del treno diretto alla città del suo amico Carlo.

— Il varano di Varazze (SV), avvistato da tre pazze mentre con tre cazze e tre mazze battevano le corazze sulle terrazze all'insaputa delle altre ragazze con grosse bazze.

— L'unicorno petomane di Ponte Chiasso, avvist... Ma no, dai... a questa chi ci crede?!?

Turz ha detto...

@Accademia dei pedanti:
:-D

Che in Lombardia orientale ci fosse una Leonessa è fatto risaputo.

Anche il Varano esiste davvero. Oltre a quello del Gargano c'è anche quello de' Melegari.

Le battute sono simpatiche, ma temo che i piemontesi della Valsesia si incazzino come tigri se gli parli delle Dolomiti.

Turz ha detto...

Hai dimenticato tra l'altro i leopardi di Recanati, le cui ricerche potrebbero durare all'infinito.

granmarfone ha detto...

Le battute sono simpatiche, ma temo che i piemontesi della Valsesia si incazzino come tigri se gli parli delle Dolomiti.

Infatti.

Non confondiamo l'acqua santa con il diavolo, please, ché qui c'è stato fra' Dolcino che leonesse, pantere nere, tigri, varani e trote di Cravagliana se li mangiava imburrati a colazione.
Sebbene abbiano poi imburrato e tostato lui; che pure era passato anche dalle parti delle Dolomiti.

Anonimo ha detto...

Per Turz

Le battute sono simpatiche, ma temo che i piemontesi della Valsesia si incazzino come tigri se gli parli delle Dolomiti.

Premesso che a incazzarsi sono le formiche nel loro piccolo, hai ragione, geograficamente la cosa è poco verosimile. Rifò: avvistata da alcuni facoltosi turisti inglesi e portoghesi soliti passare le vacanze nella Mattertal, in località Sankt Dokan (CH-VS), durante un'escursione sul versante italiano del Monte Rosa.

Anonimo ha detto...

Per granmarfone

Sei davvero valsesiano, o è per scherzo?

Non confondiamo l'acqua santa con il diavolo, please, ché qui c'è stato fra' Dolcino che leonesse, pantere nere, tigri, varani e trote di Cravagliana se li mangiava imburrati a colazione.

Andrebbe studiato a scuola fra Dolcino. È il papà di tutti coloro che credono nella fine del mondo nel 2012, nell'impatto più o meno prossimo con pianeti assortiti, nonché zio di molti ecologisti fondamentalisti che passano le giornate aspettando la fine delle riserve petrolifere solo per poter esclamare quel giorno: "Ve l'avevamo detto!". Il millenarismo energetico...

Anonimo ha detto...

P.S.: E senza volerlo siamo tornati a discutere con Turz della corretta grafia di fra, apocope di frate: si scrive fra, fra', oppure, come alcuni dizionari riportano, frà?

Conta ha detto...

Accademia e Turz non acopatelo il frate che non è bello acopare la giente che lo dice anche il prete domenica sesto non acopare. E se lo acopate poi sono spiaciuto.

Turz ha detto...

@Accademia dei pedanti:
nonché zio di molti ecologisti fondamentalisti che passano le giornate aspettando la fine delle riserve petrolifere solo per poter esclamare quel giorno: "Ve l'avevamo detto!". Il millenarismo energetico...

Premesso che sono d'accordo con te, ti faccio notare che tra i "seguaci" di Paolo c'è anche un piccopetrolista convinto (perché evidentemente viene pagato solo dal Vaticano, da Google e dai Rettiliani, ma non dalla Exxon).

Seriamente: il catastrofismo energetico/climatico è un argomento controverso quasi quanto le questioni etiche/religiose. Mi stupisco che non ne sia nato ancora un thread semi-epico.

Turz ha detto...

@Conta:
Accademia e Turz non acopatelo il frate che non è bello acopare la giente che lo dice anche il prete domenica sesto non acopare. E se lo acopate poi sono spiaciuto.

Sono spiaciuto che ai sbaliato: cuinto non acopare.

granmarfone ha detto...

Sei davvero valsesiano, o è per scherzo?

Cusio per abitare, Valsesia per sciare

martinobri ha detto...

Miao!
http://www.lanazione.it/empoli/cronaca/2012/09/28/778678-non-e-pantera-gatto-gigante.shtml

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