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2018/02/23

La mia prima auto elettrica: Peugeot iOn

Ultimo aggiornamento: 2018/09/11 23:50.

Forse ricordate che a ottobre 2017 vi avevo chiesto informazioni sulla Mitsubishi i-MIEV / Citroen C-zero / Peugeot iOn. Ora posso spiegarvi perché: stavo valutando di acquistarne una di seconda mano, quella nella foto qui accanto, come prima auto elettrica sperimentale del Maniero Digitale. L’ho fatto, e oggi è arrivata: è una Peugeot iOn.

Resto in attesa della futura Tesla Model 3 che ho prenotato, la cui consegna in Europa è prevista attualmente per l’inizio del 2019, ma nel frattempo ho deciso di acquistare questa iOn come complemento (non sostituto) della mia attuale auto a benzina, che è una Opel Mokka con cambio automatico.

Come mai ho scelto proprio questa mini-auto elettrica fra le tante e ho rinunciato per esempio alla Opel Ampera-e che avevo provato con molto piacere? Per due motivi fondamentali: prezzo e (non ridete) larghezza.


Prezzo


Le auto elettriche sono dannatamente care, per ora. Una piccola iOn nuova costa oltre 30.000 euro in Italia (ma 22.500 CHF, ossia 19.330 €, in Svizzera). Usata, però, si trova a molto meno (come nel mio caso, presso Robbiani Automobili ad Agno). Questo mi consente di acquisire esperienza nell’uso di un’auto elettrica (pianificazione dei viaggi, procedure di ricarica nei punti pubblici, tecnica di guida, invecchiamento delle batterie, paranoie altrui) senza svenarmi, prima di decidere se imbarcarmi nella spesa notevole di una berlina elettrica nuova a lunga autonomia di qualunque marca, e tenendo l’auto a benzina per qualunque emergenza e per i viaggi lunghi.

Parlando di prezzi, la suddetta Ampera-e è salita di prezzo rispetto a quando l’ho provata. Già non era a buon mercato, ma ora costa cinquemila franchi in più (52.700 CHF, circa 46.000 euro).


Larghezza


Nel mio caso personale le dimensioni sono un fattore decisivo. La iOn è “larga” 148 centimetri (179 a specchietti aperti), per cui ha un grandissimo vantaggio: passa agevolmente nello stretto vialetto a S che conduce alla porta d’ingresso del Maniero, mentre l’auto che ho ora ci passa a fatica e rischio costantemente di graffiarla nella mia maldestrezza. Una Tesla Model 3, larga due metri e lunga 4,7, nelle mie mani in quel vialetto sarebbe spacciata.

Con la iOn arrivo direttamente davanti alla porta di casa con la spesa, per esempio, invece di fare ripetuti pellegrinaggi con le borse su e giù per le scale dalla rimessa dell’auto. Problema da primo mondo, forse, ma percorrere le scale quando sono ghiacciate senza potersi reggere al corrimano è come giocare alla roulette russa, e in più da qualche tempo ho una questioncella di salute che mi obbliga a non sforzare la schiena (noi rettiliani longitipi siamo un po’ troppo fragili per la gravità terrestre).

Scegliendo specificamente un’auto stretta elettrica, inoltre, non emetto gas di scarico e rumore, che darebbero fastidio ai vicini davanti ai quali devo transitare.

Le ridotte dimensioni della iOn saranno utili anche quando mi arriverà la Tesla che ho prenotato, perché anche la Model 3, nonostante le apparenze, non è affatto una macchina piccola (come dicevo, è larga due metri e lunga 4,7). Anzi, la Model 3 è decisamente ingombrante per le strade e i parcheggi stretti di Lugano: lo so perché l’ho sperimentato a fondo guidando una Model S, che è larga come la Model 3 e 30 cm più lunga, e non è un’esperienza che rifarei (e probabilmente non rifarebbe il concessionario Tesla ticinese che coraggiosamente me l’ha prestata): i sensori di parcheggio della Model S sono meravigliosamente precisi e chiari, con la loro curva grafica delle distanze e l’indicazione in centimetri, per cui l’ho restituita intatta, ma una manovra di parcheggio chirurgica non è il tipo di stress che voglio subire ogni volta che vado in città.

La larghezza è un fattore importante anche perché i miei due posti auto coperti nella rimessa del Maniero sono piuttosto stretti, per cui una iOn e una Tesla ci stanno, ma un’auto normale e una Tesla decisamente no. Non senza imparare a uscire dal bagagliaio o fare una cura dimagrante drastica.

La questione degli ingombri di una Tesla non è una magagna solo mia, fra l’altro. So che alcuni Teslari semplicemente si rifiutano di usare alcuni parcheggi locali perché rigano puntualmente i cerchioni sui cordoli e toccano con il muso sulle rampe troppo ripide e mal raccordate, a causa della larghezza e lunghezza dell’auto. La Dama del Maniero ed io abbiamo preso l’abitudine di commentare “fallo con una Tesla!” ogni volta che riusciamo a infilare la nostra auto attuale in una strada stretta o in un autosilo che sembra concepito per le macchine degli anni Settanta.

In altre parole, una city car compatta mi serve, se mai vorrò avere una qualunque auto elettrica a lunga autonomia (Tesla o altro), e sarà utile per molti, molti anni.


Autonomia, prestazioni e costi


La iOn ha una batteria da 16 kWh che le dà un’autonomia realistica di circa 100 km (Peugeot dice che “può arrivare a 150 km”, ma in condizioni assolutamente ideali).

Per alcuni mesi ho tenuto traccia dei miei spostamenti in auto e ho visto che produco circa il 20% del mio chilometraggio in tragitti di meno di 100 km: faccio tanti giri nelle vicinanze del Maniero e poi ogni tanto (circa una volta la settimana) faccio un viaggio lungo oltre 100 km. Questo vuol dire che userò piuttosto spesso l’auto elettrica, riducendo leggermente il mio inquinamento e la mia spesa di carburante, che attualmente è di 0,11 CHF/km (0,095 €/km).

Fra l’altro, se avessi un’auto con un‘autonomia di 350 km (come la Model 3), potrei fare in elettrico circa l’80% dei miei spostamenti senza neanche ricaricare in viaggio e praticamente il 100% se accettassi di ricaricare in giro.

Piccola parentesi: prendere nota diligentemente dei propri chilometraggi in auto è un esercizio illuminante a prescindere dall’intenzione o meno di acquistare un’auto elettrica, perché permette di capire meglio come ci si sposta e quanto costano questi spostamenti. Ve lo consiglio in ogni caso.

Tornando alla iOn, l’auto è subito piaciuta sia a me, sia alla Dama del Maniero: accelerazione vivace (come è normale nelle auto elettriche, nonostante i 1200 kg di peso), splendido silenzio, cruscotto semplice e intuitivo, sedili comodi persino per uno spilungone come me, nonostante le dimensioni ridotte dell’auto (è una quattro posti), e un bagagliaio ottimale per portare la spesa della settimana se si ribaltano i sedili posteriori.


Sì, lo so, è un’auto di sette anni fa e di certo non rispecchia il top della tecnologia attuale. Non ha i sensori di parcheggio (ma è piccolissima e ben vetrata, per cui non servono granché). Non ha l’app di gestione e quindi non la si può preriscaldare da remoto e non si può ricevere sullo smartphone la notifica dello stato di carica. Non ha nessuna forma di guida assistita o software aggiornabile come le Tesla: è un’auto elettrica a corto raggio e basta.

Ma al tempo stesso:
  • è in ottime condizioni (al momento della consegna aveva fatto 25.421 km, usata solo dal concessionario, e per la vendita ha appena superato il controllo tecnico ufficiale; unica incognita è la batteria, che ha sette anni ed è quasi a fine garanzia del costruttore);
  • ha comunque climatizzatore, sedili riscaldati, airbag, ASR ed ESP, specchietti retrattili elettricamente e altre amenità;
  • consuma pochissimo;
  • mi costa una sciocchezza di assicurazione (circa 50 CHF/anno, perché è inclusa nell’assicurazione dell’auto principale grazie al metodo svizzero delle targhe trasferibili);
  • ha una tassa di circolazione trascurabile di 71 CHF/anno (grazie a questi dati: codice di emissione A24; prima immatricolazione 3/2011; fascia di emissione CO2 da 0 a 30 g/km; peso totale 1450 kg; potenza 49 kW);
  • è modificabile con un banale cambio di mascherina per migliorarne le prestazioni in rigenerazione (2018/08: fatto!);
  • le si possono aggiungere accessori da geek per monitorare meglio le sue funzioni. 

Ma come dicevo, soprattutto in questo momento mi risolve un problema di salute e di mobilità personale e mi offre la possibilità di fare un primo, cauto passo elettrico senza rischiare troppo.

Cauto, sì. Perché devo ammettere che un conto è discutere sulla carta di auto elettriche o viaggiare su quelle altrui, e un altro è passare all’atto pratico: emergono mille magagnine, angosce, dubbi e incognite che sembrano banali fino al momento in cui devi mettere mano al portafogli o mettere le mani sul volante, oppure devi spiegare ai curiosi o ai vicini di casa che no, le auto elettriche non prendono fuoco spontaneamente più di quelle a benzina (semmai è vero il contrario), e che il fatto che la ventola si accenda di notte durante la carica non vuol dire che l’auto stia per esplodere o abbia preso vita propria. Ve le racconterò prossimamente.


Prima cosa: come e dove la carico?


Il bello di un’auto elettrica è che puoi partire da casa sempre col “pieno”, a patto di predisporre una presa per la ricarica in garage. Questo riduce moltissimo l’inconveniente dell’autonomia limitata e dei tempi di ricarica: è sempre al massimo ogni mattina, e tanto l’auto passa tutta la notte in garage e quindi può metterci anche parecchie ore a caricare senza che la cosa causi alcun problema. Portarla ai punti di ricarica pubblici, dove il “pieno” di una iOn richiede circa mezz’ora, sarebbe invece molto scomodo e ridurrebbe parecchio il risparmio di denaro (la corrente dei punti pubblici costa circa il triplo di quello che mi costa a casa).

Ho quindi deciso di predisporre un punto di ricarica adeguato in garage e l’elettricista l’ha completato proprio oggi: include una presa da 240 V AC 16A per la iOn e una presa industriale per esterni da 400V 16A (3P+N+T), per la futura Tesla (o altra auto elettrica a lunga autonomia), con relativo salvavita nel locale dei contatori. Costo complessivo dell’impianto: circa 760 CHF (660 €). Non ho dovuto cambiare il contatore perché quello standard svizzero eroga sia i 240 V, sia i 400 V trifase, e il mio contratto eroga fino a 25 ampere (quindi, se ho fatto bene i conti, regge ben oltre 10 kW).

Va detto che in queste cose la differenza rispetto all’auto tradizionale si sente: è facile perdersi nel labirinto dei vari tipi di connettori e dei vari tipi di corrente con le relative unità di misura, e devi farti installare un “distributore” in casa. Se non siete pratici di kilowatt, kilowattora, volt e ampere, fatevi assistere e consigliare da un elettricista o da una persona che ha già un’auto elettrica. Ringrazio in particolare Paolo P. e Tiziano di Teslari.it per tutti i loro suggerimenti, che mi hanno fatto risparmiare parecchio.

Parlando di complicazioni, la iOn ha due connettori elettrici: un Tipo 1 (SAE J1772) e un CHAdeMO. Il CHAdeMO serve per la carica rapida (80% in mezz’ora, a 330V CC) presso i punti di ricarica commerciali. Il Tipo 1 è per la carica lenta in corrente alternata, a casa o presso i punti di ricarica commerciali.

Connettore Tipo 1. Notate lo sportello doppio.
Connettore CHAdeMO. Sportello doppio anche qui.


L’auto è fornita con un cavo di carica lenta dotato di regolatore, che a un capo si collega al connettore Tipo 1 della iOn e ha una spina standard da 220V all’altro capo. Questo cavo permette di caricare la iOn completamente (cosa che capita raramente) in circa 7 ore su qualunque presa da 10A assorbendo 2,3 kW: un carico ben gestibile insieme agli altri apparecchi domestici, perlomeno in Svizzera (tanto per dire, il mio bollitore per il tè consuma 2,4 kW); so che in Italia molti hanno contatori da 3 kW per risparmiare e questo potrebbe essere un problema, ma è un limite solo italiano che nel resto d’Europa non c’è (e, mi dicono, è superabile anche in Italia con una spesa non eccessiva).

Sette ore possono sembrare un’eternità, ma provate a pensare quanto tempo passa in garage la vostra auto ogni notte. Appunto.

[2018/09/11: Fra l’altro, ho visto che una carica completa (da zero) della batteria è un caso molto raro, perché non capita quasi mai di arrivare a casa “in riserva” e quindi si tratta quasi sempre di “rabbocchi” che durano meno delle sette ore di una carica completa. Di solito arrivo a casa con 3-4 kWh residui (oltre alla riserva d’emergenza) e ci metto meno di sei ore ad arrivare al “pieno”.]

Cavo con regolatore e connettore Tipo 1.

Spina svizzera tripolare.


Ho già chiesto tempo addietro i permessi condominiali e il mio contratto di fornitura regge tranquillamente un’auto sotto carica oltre agli altri elettrodomestici. Non ho fatto nessuna modifica al contratto, visto che eroga già anche corrente a 400 V (in Svizzera le lavatrici e le piastre di cottura elettriche solitamente sono a 400 V trifase). Dalle 22 alle 6, inoltre, ho una tariffa elettrica agevolata (0,146 CHF/kWh, pari a 0,126 €/kWh, tutto compreso).

Calcolando un po’ di margine per le inefficienze di ricarica, un “pieno” da 100 km dovrebbe costarmi 2,7 CHF (2,34 €), pari a 0,027 CHF/km (0,023 €/km) contro i già citati 0,11 CHF/km (0,095 €/km) della mia auto a benzina. Un quarto del costo della benzina sembra troppo bello per essere vero: staremo a vedere [2018/09/11: è vero].

Voglio adottare un approccio molto prudente, pratico e di minimo disagio, per cui non intendo usare la iOn per allontanarmi dal Maniero Digitale tanto da dovermi fermare a ricaricare. In pratica, con quest’auto andrò a non più di una quarantina di chilometri da casa (distanza più che sufficiente per quasi tutti i miei spostamenti quotidiani: radio, spesa, lezioni nelle scuole). So che potrei osare qualcosina di più, probabilmente, ma non intendo rischiare o farmi affliggere dalla famosa range anxiety (ansia da autonomia) tipica dei conducenti di auto elettriche pure: per qualunque viaggio troppo lungo posso sempre usare l’auto a benzina. Di conseguenza, praticamente tutte le mie ricariche saranno alla presa di casa, dove mi costano meno. E la carica lenta allunga la vita della batteria. [2018/09/11: alla fine ho ceduto e ho iniziato a fare anche spostamenti ben più lunghi].

Per sicurezza e per fare un po’ di esperienza, comunque, mi sono informato sui punti di ricarica veloce locali disponibili (sono parecchi): mi sono procurato la app di Emoti (gestore locale in Canton Ticino), la app Lemnet e la mappa dei punti di ricarica. Ho anche aperto online un account con Swisscharge.ch, che offre 30 CHF di credito ai nuovi iscritti e un’app che permette di trovare i punti di ricarica affiliati e di addebitarne il costo.

A differenza delle auto a motore termico, che hanno distributori ovunque e hanno metodi di pagamento standardizzati (contanti o carta di credito), i punti di ricarica elettrici sono ancora abbastanza rari e i metodi di pagamento sono una giungla (tessere, app e altro ancora); in più bisogna sperare che abbiano il connettore giusto e che siano liberi. Le Tesla semplificano tutto questo grazie alla loro lunga autonomia, al connettore unico e a una propria rete di punti di ricarica veloce (i Supercharger, da 120 kW), ma questa semplicità si paga. Vi racconterò le mie esperienze di ricarica man mano che mi capiteranno.


Seconda cosa: come la guido?


La iOn non è recente, ma supporta comunque il one-pedal driving, ossia la guida a pedale singolo: è facile e divertente come guidare la macchinina dell’autopista, specialmente per chi (come me) si è abituato al cambio automatico sulle auto a motore termico.

La frizione non c’è, ovviamente (non c’è neanche il cambio, perché i motori elettrici non ne hanno bisogno), e inoltre se si rilascia l’acceleratore l’auto rallenta rapidamente (anzi, piuttosto drasticamente) perché entra in funzione la rigenerazione: il motore agisce come una dinamo e converte l’energia di movimento in energia elettrica, ricaricando le batterie e aumentando l’autonomia. In pratica il pedale del freno (tradizionale) non si tocca quasi mai, specialmente se si impara ad anticipare i momenti in cui sarà necessario rallentare. Così si evita di buttare via energia e di inquinare disperdendo le particelle delle pastiglie dei freni (come avviene nelle auto a motore termico).

A parte questo, la iOn si guida come qualunque auto col cambio automatico: ha un selettore a leva per la marcia avanti (D), la retromarcia (R), il folle (N) e il parcheggio (P).



Per il resto, la sensazione di guida è abbastanza normale, a parte il silenzio totale quando si è fermi, per esempio al semaforo, che può creare inquietudine finché non ci si abitua. Bisogna inoltre tenere conto che l’auto praticamente non fa rumore a bassa velocità e quindi è importante assicurarsi che pedoni e ciclisti siano consapevoli della presenza dell’auto.

Le salite, anche lunghe, vengono affrontate senza alcuna difficoltà e le discese offrono la possibilità di ricaricare parzialmente le batterie invece di consumare i freni.

In autostrada si raggiunge senza problemi la velocità massima consentita in Svizzera (120 km/h) e si ha un’accelerazione molto godibile e rassicurante, anche se siamo lontani (ovviamente) dai valori brucianti di una Tesla. L’importante è ricordarsi di premere a fondo subito l’acceleratore, in modo che l’auto “capisca” che si vuole accelerare rapidamente, e tenere conto che queste accelerate costano molto in termini di autonomia.

Questo, per ora, è tutto. Mi ero ripromesso che quella attuale sarebbe stata la mia ultima auto fossile e così è stato. Ora sono proprietario di un’auto elettrica: piccola, semplice, con autonomia limitata, ma elettrica. Inquino meno da subito.

Certo, non pretendo assolutamente che sia un’auto adatta a tutti o che tutti la debbano comperare, ma a me funziona. Nei prossimi articoli vi racconterò gioie e dolori di questo modo nuovo di pensare la mobilità sostenibile.


Questo articolo non è sponsorizzato dal fabbricante o dal concessionario dell’auto (che ho acquistato di tasca mia) e vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle donazioni dei lettori. Se vi è piaciuto, potete incoraggiarmi a scrivere ancora facendo una donazione anche voi, tramite Paypal (paypal.me/disinformatico), Bitcoin (3AN7DscEZN1x6CLR57e1fSA1LC3yQ387Pv) o altri metodi. Fonti: e-station.store.it, E-station.it, EV-database.uk.

60 commenti:

Diego Laurenti ha detto...

Baden Powell diceva: "Lasciamo il mondo migliore di come lo abbiamo trovato".

Molto bene Paolo!

Locomotiva ha detto...

credo ci sia un errore di battitura: dice che è un'auto, ma credo sia un "Gor Blimey"

(Lunedì ho appuntamento col concessionario per un usato della stessa tribù: un Tepee, augh)

mrPhelz ha detto...

Giusto una domanda / precisazione: sei sicuro che di notte hai una tariffa agevolata?
Anche io sono sotto AIL (presumibilmente come te), in bolletta c'è la distinzione tra energia diurna ed energia notturna, ma il costo per kWh è identico per le due tipologie (al punto che mi chiedo per quale motivo vengono conteggiate separatamente)

Unknown ha detto...

Per me hai usato il metodo giusto per approcciarti alla tecnologia della mobilità elettrica. Io sono convinto che bisogna procedere a passi graduali, prima acquistando entry-level poi salendo di grado in base alle necessità personali fino a qualcosa di più sofisticato e costoso. Questo dovrebbe valere anche per i dispositivi informatici fissi e portatili come gli smartphone: io a mio figlio non regalerei mai come primo telefono un iPhone o un Galaxy S8, si inizia con qualcosa di meno complicato poi si passa dal modello da 99€ a quello da 199€ e poi da 199€ a 299€ e così via, posto che comunque un maggior costo dev'essere giustificato da un'esigenza tangibile e non velleitaria.

balloto ha detto...

Non posso dire di essere il fan n° 1 delle auto elettriche ma sono d'accordo anche io nel dire che sono il futuro (e non così lontano). Un conto, però, è pensarlo mentre un conto è farlo per davvero.

Apprezzo molto questa tua scelta e la coerenza dimostrata! Adesso vediamo gli sviluppi.

Paolo Attivissimo ha detto...

mrPhelz,

sei sicuro che di notte hai una tariffa agevolata?

Ho la tariffa "Casa tìacqua giorno-notte", e ho controllato di nuovo adesso per scrupolo: sì.

Tariffa trasporto
Diurna (06:00 - 22:00) 6.25 CHF/100kWh
Notturna (22:00 - 06:00) 4.40 CHF/100kWh

Tariffa di fornitura
Diurna (06:00 - 22:00) 6.95 CHF/100kWh
Notturna (22:00 - 06:00) 4.90 CHF/100kWh

Piû tasse eccetera.

Fenice ha detto...

Paolo Attivisimo scrive:
Ho già chiesto tempo addietro i permessi condominiali e il mio contratto di fornitura regge tranquillamente un’auto sotto carica oltre agli altri elettrodomestici.

Ma...vivi in un condominio? Io pensavo che il Maniero Digitale fosse una villa! Possiamo sapere quanto hai pagato la iOn usata o è top. secret. ? Speriamo che la 'i' di iOn non sia di cattivo auspicio, dando alla macchina le magagne degli iCosi: tipo che se mandi alla macchina una determinata sequenza di comandi, la macchina muore! :-D

rico ha detto...

Complimenti, bella macchinina.
Solo un avviso elettrico, nelle industrie italiane il 240 V AC è chiamato solo "220", mentre il 400 V è chiamato "380 trifase" (neutro e terra sono tralasciate perchè obbligatorie) ;)

Guastulfo (Giuseppe) ha detto...

Le batterie sono state sostituite?
Hanno comunque sette anni anche se non hanno fatto molta strada

CarloG ha detto...

Quindi costo circa 10000 CHF, poi 760 CHF per lavori elettrici, assicurazione supplementare etc. diciamo 12'000 CHF.
Se la differenze fra km a benzina e quello elettrico è 0,083 CHF dopo circa 145'000 km dovresti iniziare a risparmiare, se non ho fatto confusione. E questo senza contare la comodità ed altri aspetti non monetizzabili.
Per il resto mi piace l'idea. Altri modelli sono di sicuro più "accattivanti", ma alla fine questa fa il suo riapondendo a tutte le esigenze per cui...buon divertimento :-)

Kaguya ha detto...

"Cauto, sì. Perché devo ammettere che un conto è discutere sulla carta di auto elettriche o viaggiare su quelle altrui, e un altro è passare all’atto pratico: emergono mille magagnine, angosce, dubbi e incognite che sembrano banali fino al momento in cui devi mettere mano al portafogli o mettere le mani sul volante"

E' la cosa più sensata che abbia letto negli ultimi dieci anni sull'auto elettrica.

Come citycar le elettriche sono eccellenti. Anzi, imbattibili rispetto alle controparti a combustibile fossile.
La coppia generosa consente di superare in scioltezza e sicurezza le frequenti accelerazioni; si elimina il problema del "consumo in città" evitando soluzioni raffazzonate e meccanicamente stressanti come lo start and stop; si elimina il problema della cambiata e della manutenzione del cambio automatico; non c'è il problema dell'autonomia - e anche se ci fosse i lunghi tempi di attesa a casa e a lavoro lo renderebbero praticamente ininfluente -; in media può esserci più spazio a bordo anche con una carrozzeria compatta; lo smog è tenuto lontano dai pedoni; in genere il motore elettrico richiede molta meno manutenzione; c'è il recupero dell'energia nelle frenate frequenti.
Non a caso l'elettrica più venduta è la Nissan Leaf.
Lo svantaggio, a parte il povero pedone, è il prezzo: quindicimila euro in più su un'auto di fascia alta si possono abbuonare con qualche trucchetto da finta premium o con la forza del marchio, ma su una citycar finiscono per sbatterti direttamente fuori del mercato.

Oggi come oggi la mobilità meglio sostenibile anche economicamente è quella delle ibride, che in effetti uniscono il meglio dei due mondi.
Una PHEV ormai fa una quarantina di km in elettrico senza grossi problemi e si ricarica esattamente come un'elettrica pura.
Se spinta da un motore a benza di ultima generazione, come lo Skyactive Mazda di prossima introduzione, diventa poi una all-round oggi difficilmente eguagliabile.

martinobri ha detto...

Quindi costo circa 10000 CHF, poi 760 CHF per lavori elettrici, assicurazione supplementare etc. diciamo 12'000 CHF.
Se la differenze fra km a benzina e quello elettrico è 0,083 CHF dopo circa 145'000 km dovresti iniziare a risparmiare


In questo conto il costo in realtà non dovrebbe essere la DIFFERENZA di costo tra una tradizionale e una elettrica?

Max Slo ha detto...

Ma dai, sono un fan della Casa. In famiglia abbiamo sempre avuto macchine Peugeot.
Sono particolarmente affezionato al Marchio.
Il leoncino, o quello che è, mi è familiare ormai come le chiavi di casa.
:)

Max Slo ha detto...

Scusate il secondo post, vado sempre troppo di fretta nel commentare: Mea Culpa.

Non rido affatto sulla motivazione della larghezza. Abito in una modesta villetta anni '70, con box 'integrato', di quelli con la porta basculante, su misura giusto giusto per le 500 e le piccole auto dell'epoca.
Con la 206 entravo giusto giusto.
Con la 208 devo retrarre gli specchietti.
Inutile dire che la sera in cui sono stato meno attento del solito ho lasciato a imperitura memoria, sulle pareti di casa, mezza auto...
Ti capisco eccome!!!

MR ha detto...

Un solo commento: grazie!

Tommy the Biker ha detto...

Articolo molto interessante. Solo un paio di osservazioni:

assorbendo 2,3 kW: un carico ben gestibile insieme agli altri apparecchi domestici
In Svizzera sì, ma in Italia mica tanto: con un contratto standard da 3 kW, c'è veramente poco margine. Certo, in pochi hanno l'esigenza di attaccare roba "pesante" di notte, ma se si avesse l'esigenza di ricaricarla di giorno, per esempio due orette in pausa pranzo "che non si sa mai"? Scordati di scaldarti il cibo con una tostiera o il microonde, se non vuoi che salti tutto.

Lo so che è un problema prettamente italico, ma visto che il blog è seguito tanto (prettamente?) anche da noi italiani, credo che bisognerebbe farlo più presente.

Bisogna inoltre tenere conto che l’auto praticamente non fa rumore a bassa velocità e quindi è importante assicurarsi che pedoni e ciclisti siano consapevoli della presenza dell’auto.
Ecco... COME? :D Noi motociclisti diciamo "loud pipes save lives", perché il rombo aiuta i distratti a notarci. Su una elettrica che si fa? Clacson a manetta?

È una domanda serissima: quando giro in auto, oppure in moto con il dbk inserito, mi capita spesso di trovare cretini che cambiano corsia senza guardare facendomi rischiare incidenti e infarti. L'idea di trovarmi su un mezzo dove questo rischio è accentuato non mi entusiasma molto.

Marco ha detto...

Per quanto riguarda le paranoie dei tuoi amici teslari riguardo il graffiare i cerchi in lega ho una buona notizia. Possiedo una Porsche carrera 996 che ha i cerchi in lega di serie. Negli anni ho provato parecchie marche di pneumatico e attualmente monto delle pirelli P zero, che hanno una spalla molto sporgente. A tal punto che anche prendendo dei marciapiedi di striscio o anche di taglio in diagonale (mi succede ogni giorno al parcheggio del lavoro) al più si sporca di gomma il bordo cerchio, ma non si graffia assolutamente... Li ho appena fatti verniciare e con mia sorpresa questa marca di gomme me li protegge...

Luke ha detto...

Paolo, i 148 centimetri sono solo la larghezza della scocca, a specchietti aperti è "larga" 179 centimetri: iOn - Scheda Tecnica / iOn - Larghezza/Altezza.

Volevo chiedere: in casa avevi già il trifase, o hai dovuto installare un nuovo contatore per il punto di ricarica?

Paolo Attivissimo ha detto...

Luke,

hai ragione. Ho corretto, grazie. Ho aggiunto anche dettagli sulla trifase, che avevo già (in Svizzera è standard).

Stefano Pozzato ha detto...

Bravo Paolo, io mi sono gia informato a settembre appena scade il leasyng della yaris, prendo una C-ZERO con 42Kw di batteria dovrei avere circa 400 km di autonomia. A casa ho gia 4.3Kw/h tanto ora la differenza di prezzo e' minima rispetto al contratto da 3 e in ditta ho 80Kw/h. ci sono ditte che fanno noleggi a lungo termine con 350 euro mese.

Stefano

Gianni Comoretto ha detto...

In effetti con quel costo è appetibile.
Un problema ulteriore che ho incontrato è che diventa difficile valutare la velocità. In un'auto termica ti abitui al tono del motore, l'orecchio è sensibile a variazioni di tono di meno di 1%, per cui se acceleri da 50 all'ora te ne accorgi subito. Se il rumore fondamentale è il fruscio dell'aria, magari scopri di essere arrivato a 70, e proprio mentre passi davanti ad un autovelox. Un po' alla volta impari, ma ancora oggi, dopo 5 anni di scooter elettrico, mi capita.

Unknown ha detto...

Ciao, la mia auto fossile quando decelera lo fa molto dolcemente, la iON lo fa pesantemente perché rigenera, non é pericoloso per lo sfortunato che sta dietro? O accende gli stop?

Il Lupo della Luna ha detto...

Non decelera così tanto improvvisamente, uso spesso auto elettriche del car sharing e la sensazione è più o meno come scalare una marcia.

CarloG ha detto...

@Martinobri
In realtà l'auto tradizionale Paolo ce l'aveva già, quindi il senso del conto era: quanti km deve farci per "riprendere la spesa" rispetto a continuare a farli tutti a benzina?
Se invece si considerano 2 auto nuove allora si dovrebbe considerare la differenza di prezzo delle due e la differenza di costi nei consumi.
Poi ci sono anche i costi di manutenzione che potenzialmente sull'auto elettrica potrebbero essere minori, ma questo è più complicato da prevedere.

Famiglia Morello ha detto...

Grazie per questo articolo, la cosa più equilibrata che ho letto fin'ora sulle elettriche soprattutto se poi "calate" nella vita reale. L'unica cosa che secondo me non è evidenziata come merita è che purtroppo tra una E-auto di 6/7 anni a 10KEu e una nuova a 8Keu (parliamo tipo Aygo) il vantaggio di pagare meno al Km si riduce molto, sempre al netto della soddisfazione per la scelta fatta che "non ha prezzo". Sono anche io sostenitore dell'elettrico (o comunque qualcosa meno peggio del petrolio), tant'è che la mia ultima scelta è andata sul metano, ma dovendo fare i conti a fine mese mi sa che l'elettrica attenderà ancora.
PS: ci parlerai anche di manutenzione, chi ci può mettere le mani sopra (sapendo cosa c'è da fare) e -non per ultimo- come funziona per lo smaltimento delle batterie quando dovrai cambiarle?
Grazie ancora, buon lavoro!

SirEdward ha detto...

Passaggio molto interessante. Sono contento della scelta e del fatto che ti tornerà utile un'auto elettrica in quanto elettrica. E' su questi elementi che si costruisce il successo di una tecnologia.

Il costo dell'energia, inferiore alla benzina, è un effetto della scarsa diffusione dei veicoli elettrici. Quando (se) saranno molto diffusi, ci ritroveremo a parlare di come le accise rendano il prezzo del gasolio competitivo con l'energia elettrica. Sperando che l'energia per il frigorifero non costi come quella per l'auto. Per il momento, goditi i vantaggi, che riducono le spese totali.

Poi, vediamo come procede lo sviluppo della tecnologia (risorse per costruire le batterie, costi di gestione e smaltimento delle stesse, soprattutto), la distanza da un parco circolante in maggioranza elettrico non è purtroppo diminuita.

pgc ha detto...
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pgc ha detto...

Ottima scelta, Paolo. Ne ho sentito parlare molto bene della iOn da gente piuttosto competente. Solo un commento. Anzi 3.

La questione della plastica che copre i modi B e C di recupero energia meriterebbe un articolo a parte.

Ma soprattutto, il video linkato allo stesso punto ("è modificabile con un banale cambio di mascherina per migliorarne le prestazioni in rigenerazione") andrebbe censurato. Uno che festeggia i 5 anni della sua iOn con una torta di vaniglia e cipolle non può essere affidabile. Controprova ne sia il fatto che il testo della presunta email alla Mitsubishi, tradotta con google translate, recita:

"Non possiedo una Mitsubishi (ho una Peugeot iOn 2011), ma vorrei chiedere o fare una prova della macchina. Ho bisogno di patate elettriche. che possono essere usate in [presumbilmente: giochi, ndA] erotici".

Vedi un po' te se fidarti...

p.s. Mi è venuta voglia di tradurre la email quando ho notato che l'ultimo termine era "erotickej"...

Admin ha detto...

Mi sono fermato alla presa trifase e al contratto che qui sarebbero una novità incredibile, il resto è pura fantascienza. Non ho confrontato tutte le offerte perché già la prima mi ha demoralizzato: 50€ bimestre per il contratto 6kw figurarsi la trifase.

Per il rumore e la visibilità devono fare qualcosa l'estate scorsa ero in bici lungo la ciclabile non mi hanno visto (ne sentito) e ha rischiato di finire male non oso immaginare in macchina cosa puo succedere.

No aspetta in Italia le auto elettriche non arriveranno prima di 50 anni faccio prima a morire di tumore.

Giuliano47 ha detto...

"Ora sono proprietario di un’auto elettrica: piccola, semplice, con autonomia limitata"

Oggi sono stato nel negozio della Tesla in piazza Gae Aulenti a Milano.
Pensavo di prenderti una di quelle auto e regalartela, ma magari poi ti saresti offeso, allora ho lasciato perdere e quindi l'offerta non vale piu'. Pazienza, ci pensera' qualcun altro in un altro momento.

Paolo Attivissimo ha detto...

Famiglia Morello,

PS: ci parlerai anche di manutenzione, chi ci può mettere le mani sopra (sapendo cosa c'è da fare)

Sì, anche se spero di non doverne parlare molto :-)

e -non per ultimo- come funziona per lo smaltimento delle batterie quando dovrai cambiarle?

Questo spero di non doverlo raccontare per qualche anno!

Paolo Attivissimo ha detto...

Giuliano47,

Pensavo di prenderti una di quelle auto e regalartela, ma magari poi ti saresti offeso

Eh, ma ora non lo saprai mai :-)

pgc ha detto...

Paolo,
visto che la larghezza è diventata un requisito importante, come mai non hai incluso nella ricerca la Leaf (1770 mm)? Costi?

Paolo Attivissimo ha detto...

pgc,

30 cm di larghezza farebbero molta differenza (anche perché devo parcheggiarla accanto alla mia auto principale e, un domani, a una Tesla, che è ancora più larga). E di LEAF usate a meno di 12.000 CHF non se ne trovano.

Massimo B. ha detto...

Vivo in Italia, ed ho appena fatto un upgrade del mio contatore da 3 a 5KW approfittando del cambio delle tariffe. Dal 2017 infatti avere più di 3KW non comporta più un aumento del costo dell'energia per KWh, ma solamente un costo fisso in più.
Finalmente!
http://taglialabolletta.it/quanto-costa-passare-da-3-a-45-o-6-kw-di-potenza/

jumpjack2 ha detto...

complimenti per l'acquisto. Io ne ho fatto uno molto simile proprio qualche giorno fa: ho comprato una greengo Icaro,una di quelle macchinine del car sharing sharengo usata €7000, 13000km, potenza 6 kilowatt continui,12 Kilowatt di Picco ,autonomia teorica 150 km, autonomia reale 100 km, stesse dimensioni di una Smart.
Ne parliamo su www.forumelettrico.it

Andrea B. ha detto...

Scusatemi...questa cosa della mascherina del cambio della iON, che celerebbe ben due funzioni aggiuntive mi lascia parecchio perplesso! Cioè, la Peugeot costruisce la iON con il "blocco" del selettore del cambio, i settaggi, i cablaggi,etc etc, tutto bello e pronto anche per queste due modalità di marcia aggiuntive e poi monta una mascherina del selettore del cambio che impedisce alla leva del cambio di andare nella posizione che innesta quelle due modalità di marcia? Tanto che semplicemente basta sostituire la mascherina originale Peugeot con quella dell'omologo modello Mitsubishi per averle disponibili, come si vede nel link?
Mah...non capisco :-D

Guido Pisano ha detto...

@Unknown
anche la "vara" (honda varadero) ha un freno motore molto marcato, tanto che i freni veri e propri li uso solo quando entro in citta' mentre in superstrada/strada statale mi basta mollare il gas

Guastulfo (Giuseppe) ha detto...

@Andrea B.
Mah...non capisco :-D

Sono ragioni commerciali e sono molto diffuse, non solo tra le automobili.

Sicuramente costa meno produrre 1000 motori con una funzione in più che 500 con due funzioni aggiuntive e 500 privi di quelle funzioni.

Può darsi anche che Peugeot abbia pagato quella componente un prezzo inferiore rispetto a Mitsubishi.

Può anche non essere accaduto e, in questo caso, la scelta di nascondere le due funzioni derivi da un'analisi sulla tipologia d'utenza di quelle auto nei paesi in cui Peugeot vende maggiormente.

Magari, nei Paesi dove Mitsubishi vende di più, sono più gradite la funzioni avanzate di recupero d'energia, mentre in quelli dove è più presente Peugeot quelle funzioni generano confusione come le rotonde per gli americani :-D

Fabio Galletti ha detto...

Appena prenotato un furgoncino Peugeot Partner electric.
Anche qui il cambio ha solo la D e nessuna opzione di rigenerazione spinta.
Visto che il cambio è una manopola tipo autoradio, non c'è trucco.
Per motivi suoi, si vede che alla casa la rigenerazione gli sta qui.

Maurizio Maraia ha detto...

Mi permetto di fare l'avvocato del diavolo (o il bastian contrario se preferite), ma mi sembra doveroso fare alcune considerazioni. La scelta elettrica appare a tutti "moralmente" preferibile, ma la tua posizione è oggettivamente particolare, almeno per gli standard italiani. In pratica per una utilitaria di piccolo cabotaggio occorrono 30.000E, scelta possibile solo per famiglie benestanti. Vorrei inoltre che ci si soffermasse sul fatto che si considera "ecologica" una situazione che preveda avere necessariamente 2 auto, una per i viaggi lunghi ed una per la città. Credo, senza offendere nessuno, che gli standard svizzeri siano lontani dai nostri e che l'auto elettrica sia uno "sfizio" per ricchi. Stendiamo poi un velo pietoso sulle forniture elettriche in termini di kW e 380 trifase.

Paolo Attivissimo ha detto...

Maurizio,

ma la tua posizione è oggettivamente particolare, almeno per gli standard italiani. In pratica per una utilitaria di piccolo cabotaggio occorrono 30.000E

Ehm, no. Ne ho spesi circa 10.000.


Vorrei inoltre che ci si soffermasse sul fatto che si considera "ecologica" una situazione che preveda avere necessariamente 2 auto, una per i viaggi lunghi ed una per la città

Esatto. Due auto significano un'auto a benzina in meno che gira in città. E se nella vita non devi fare grandi viaggi, ti basta anche solo un'elettrica a corto raggio e vai in treno o noleggi un'auto fossile quando ti serve.


Credo... che l'auto elettrica sia uno "sfizio" per ricchi.

Dipende cosa intendi per "ricchi". Comunque sia, intanto quei "ricchi" stanno evitando di inquinare anche la tua, di aria.


Stendiamo poi un velo pietoso sulle forniture elettriche in termini di kW e 380 trifase.

Forse non hai letto bene l'articolo: la iOn si carica con 220 V e 2,3 kW. Non occorre la trifase. Quella l'ho predisposta per una eventuale futura auto elettrica a lunga percorrenza. Inoltre altri lcommentatori hanno chiarito che anche in Italia si può avere una fornitura superiore a 3 kW senza svenarsi.

Andrea B. ha detto...

@ Gastulfo:
si, so bene che produrre 1000 pezzi con sei funzioni( in questo caso il selettore del cambio) costa meno che produrne 500 con sei e altri 500 con quattro funzioni, però nel caso della iON c'è anche il resto dell'auto "sotto" che è stata costruita e predisposta ( con relativi costi da parte del costruttore) per attivare quelle due funzioni in più...tanto è che, per l'appunto, basta liberare la leva del cambio dalla mascherina originale per farla andare anche nelle due posizioni in più e pluff... :-) quelle modalità sono attive e funzionanti. Potrei capire di installare una componentistica uguale alla Mitsubishi per fare economie di scala, ma se quelle modalità (la rigenerazione) non mi interessa proporle ai miei acquirenti, perché installare nell'auto tutto il resto per renderle attivabili? A rigor di logica anche se sostituisco la mascherina e il cambio può andare in quelle due posizioni in più, non dovrebbero essere "attive"...

Andrea B. ha detto...

@ Paolo:
mi ha colpito il fatto che in Svizzera nelle utenze domestiche venga fornita sia la 220 V che la 400V trifase.
Per curiosità, perché non l'ho letto, che potenza in Kw viene erogata in un contratto "base"?

Paolo Attivissimo ha detto...

Andrea B.,

che potenza in Kw viene erogata in un contratto "base"?

Non so se il mio è un contratto "base" (ho fatto il subentro a quello esistente, non ho modificato il contatore o il contratto a parte chiedere di usare energia di origine "ecologica"), ma se vai sul sito dell'AIL (http://www.ail.ch) dovresti trovare tutte le info che cerchi. Il mio contratto è un "Casa Tiacqua giorno-notte".

Io ti posso dire che ho un bollitore da 2,4 kW, una piastra da cucina elettrica, una lavatrice, l'aria condizionata in tre stanze e uno scalda-acqua elettrico ad accumulo (oltre ai consueti elettrodomestici di casa), li faccio andare a volte tutti insieme e il contatore non ha mai fatto una piega.

Posso dirti che le "valvole" (come le chiamano qui, ossia i fusibili) sono da 25A.

pgc ha detto...

Sulla questione della mascherina che copre i modi B e C un'ipotesi potrebbe essere che presenta problemi di sicurezza: la decelerazione improvvisa può trarre in inganno un guidatore non abituato e causare incidenti. Oppure che ci sia un problema di test non esaustivi. Magari in condizioni particolari quel sistema può creare surriscaldamenti in certi componenti.

Come dire "se volete usarlo fate pure, ma se succede qualcosa la ditta non è penalmente responsabile". Magari durante i test hanno riscontrato qualche problema.

Guastulfo (Giuseppe) ha detto...

@Andrea B.
perché installare nell'auto tutto il resto per renderle attivabili? A rigor di logica anche se sostituisco la mascherina e il cambio può andare in quelle due posizioni in più, non dovrebbero essere "attive"...

Perché le due auto sono praticamente la stessa auto marchiata diversa, quindi hanno quasi tutto uguale. Ne segue che è molto probabile che si tratti di scelte commerciali derivate da vendite in Paesi con preferenze differenti per i potenziali clienti o di accordi tra le case. Magari Mitsubishi offre i due tipi di rigenerazione ma non una qualche funzione che, invece, è disponibile sulla iON.

Andrea B. ha detto...

@Gastulfo: già logiche commerciali, penso anch'io. La clientela Peugeot sarà ritenuta dai "maghi" del marketing non adatta ad avere la modalità rigenerazione (anzi, ben due) in auto. O forse non sono considerati dei minus habens e la ragione è di tipo tecnico, come suggerito dal buon Pgc. Chissà ... :-)

Andrea B. ha detto...

@ Paolo: grazie per il suggerimento, sono andato a controllare sul sito del tuo fornitore. Considerato l'amperaggio delle valvole che mi hai detto hai a casa (25 A) il tuo contratto è nella fascia mediana, partendo l'offerta da fusibili di 10 e arrivando a 63 A.
Mi ha molto colpito la certificazione di elettricità prodotta da "fonti idroelettriche ticinesi".
Dati sulla potenza in Kw non ne ho trovati, ma con un calcolo molto a spanne e semplicistico(W= V x A) direi che hai 6 Kw per la 240 e 10 Kw sulla trifase a 400.
Direi che è un sistema molto piú efficiente di quello italiano, dato il doppio voltaggio in casa e che permette comodamente l'utilizzo di parecchi apparecchi in contemporanea anche a chi "solo" le valvole da 10A. Però prendi il calcolo con ampio beneficio d'inventario, perché l'unica materia alle scuole superiori dove rischiai seriamente di essere rimandato era proprio Elettrotecnica :-D

Luke ha detto...

@Andrea B.
perché installare nell'auto tutto il resto per renderle attivabili?

"Tutto il resto" è un software: l'intensità della rigenerazione è semplicemente comandata da software.

@pgc
Sulla questione della mascherina che copre i modi B e C un'ipotesi potrebbe essere che presenta problemi di sicurezza: la decelerazione improvvisa può trarre in inganno un guidatore non abituato e causare incidenti.

La modalità "B" aumenta la rigenerazione di circa il 25% rispetto a quella base (circa 25kW di picco anziché i 20kW di base). La modalità "C" invece diminuisce la rigenerazione di circa il 33% rispetto a quella base (circa 13kW di picco). Quindi la modalità "C" sarebbe in linea teorica più sicura (decelerazione meno brusca) rispetto alla "D". Non credo quindi che la scelta di mettere la mascherina sia dettata da questioni di sicurezza.

@Maurizio Maraia
Stendiamo poi un velo pietoso sulle forniture elettriche in termini di kW e 380 trifase

Ci sarebbe un "trucchetto" per avere un contratto da 6kW pagando le tariffe di quello da 3kW: installare un impianto fotovoltaico da 6kWp.
Siccome Enel Distribuzione (quella che ti mette il contatore) non è in grado di differenziare la potenza in ingresso da quella in uscita, il tuo contatore sarà per forza da 6kW (e quindi avrai a disposizione 6.6kW SEMPRE), ma tu puoi fare un contratto da 3kW (teoricamente anche di meno...). È quello che ho attualmente io a casa.
Con lo scambio sul posto, e un contratto biorario (tipo Enel Energia E-Light bioraria), tenendo conto di avere un'auto elettrica e quindi consumare tutta l'energia che produci (nel nord Italia, circa 7000 kWh/anno), guadagni - rispetto a non avere il fotovoltaico - circa 900 Euro all'anno (600 Euro di contributo in conto scambio, 230 Euro di risparmio in bolletta e 70 Euro di risparmio sulla potenza impegnata).

Se consideri poi che l'energia elettrica è praticamente GRATIS (a parte l'energia prodotta e direttamente consumata che non ti costa ovviamente nulla, il contributo in conto scambio è solitamente superiore alla bolletta elettrica, importi fissi esclusi), installare il fotovoltaico è un investimento che rende nullo il costo al km di un'auto elettrica.

Poniamo il costo di un'auto elettrica (tipo Tesla Model 3) intorno ai 45.000 Euro, più 12.000 Euro per un impianto da 6kWp (che diventano 6.000 con la deduzione al 50% dall'IRPEF), fanno un totale di 51.000 Euro. Tenendo conto di fare una media di 50.000 km all'anno, per un equivalente di circa 4.500 Euro di carburante, il risparmio annuale sarebbe:
900 Euro (energia elettrica) + 4.500 Euro (carburante) = 5.400 Euro
In pratica ci si ripagherebbe auto + impianto fotovoltaico in circa 10 anni.

Certo, c'è un investimento iniziale non indifferente, forse non alla portata di tutti, però a lungo termine è un investimento che ripaga (e non solo a livello monetario...).

Paolo Attivissimo ha detto...

Luke,

La modalità "B" aumenta la rigenerazione di circa il 25% rispetto a quella base (circa 25kW di picco anziché i 20kW di base). La modalità "C" invece diminuisce la rigenerazione di circa il 33% rispetto a quella base (circa 13kW di picco).

Da dove stai prendendo queste info dettagliate? Mi interessano molto. Grazie.

pgc ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
pgc ha detto...

Luke,

"In pratica ci si ripagherebbe auto + impianto fotovoltaico in circa 10 anni."

Ecco, io penso che un problema subdolo dell'auto elettrica è che l'ammortamento è proporzionale al numero di km fatti, il che spingerà la gente a usare l'auto il più possibile, con un impatto negativo sulla salute personale (meno movimento, visto che usarla non costa) e sul traffico. Alcune statistiche norvegesi sembrano confermare questa ipotesi.

Ho fatto dei conti simili al tuo tempo fa, comparando il costo del NON avere un'auto (includendo costo dei trasporti pubblici + molto Uber + un certo numero di settimane di noleggio ), di un ibrida, di un'elettrica e di una a carburante fossile. Vivendo in un appartamento in affitto e non essendoci praticamente colonnine in Cile (né una politica verde, nonostante questo paese sia all'avanguardia negli investimenti per le rinnovabili), tra l'altro, non potrei ricaricare in garage.

Insomma, mi sono dovuto arrendere di fronte alla (triste) conclusione che per il mio tipo di percorrenze, molto basse, l'opzione più conveniente era il non possedere una macchina e usare uber, noleggiando quando mi serve.

La seconda - sorpresa, ma non tanto - un'auto a combustibile fossile. Conclusione: non ho comprato un'auto. Certo, è una scocciatura certe volte attendere l'uber o usare i mezzi pubblici (che in Cile non sono il massimo).

La mia ipotesi comunque è che l'elettrico sia il "CD" della mobilità: presto l'auto privata potrebbe divenire un fenomeno di nicchia. Solo un cavallo di troia per il passaggio al car sharing una volta che l'autopilota sarà la norma, esattamente come il passaggio al digitale (CD) ha portato allo streaming in pochi decenni. Insomma, se dovessi scommettere direi che in capo a 10 anni comprare un auto non sarà più una grande idea comunque, per chi ha veramente a cuore il portafogli e/o l'ambiente.

Luke ha detto...

Paolo,
le informazioni dettagliate sulla rigenerazione le ho prese dal video nella pagina che hai linkato tu (test su strada): undocking hidden i-MiEV options. La sola indicazione di più/meno rigenerazione (ma senza i numeri) la puoi trovare sulla Brochure i-MiEV.

pgc,
sì, sono d'accordo con te che - attualmente - la convenienza economica per una elettrica fa un po' a cazzotti con uno stile di vita meno "auto-dipendente". Il contachilometri della mia auto, che ha ormai 18 anni, indica 70.000 km, neanche 4.000 km all'anno.
Per quello che mi è possibile (diciamo, tra andata e ritorno, viaggi inferiori ai 60 km e in cui non debba trasportare una lavatrice...) io vado in giro sempre in bicicletta (all'anno faccio piu' o meno gli stessi km che faccio con la macchina), e non cambierei questa abitudine con una elettrica.
Personalmente (ma poi bisogna fare i conti con i soldi che si hanno a disposizione...) l'acquisto di una futura auto elettrica, un po' come l'installazione dell'impianto fotovoltaico, sarà dettata non tanto dalla convenienza economica, ma principalmente dal voler smettere di inquinare.

Per quanto riguarda il noleggio e/o la fine dell'auto privata, sono francamente un po' scettico. Sarà che sono abituato a non programmare praticamente mai gli spostamenti e ad avere l'auto "alla bisogna", ma poi entra in gioco anche un fattore "affettivo": ci tengo alla mia auto, ci tengo a tenerla in buone condizioni e a personalizzarla (tipo le marce aggiuntive della iOn le avrei messe subito...).
Sarebbe un po' come usare Software Proprietario (noleggio) e Software Libero (auto "mia" con cui ci faccio ciò che voglio): non c'è proprio paragone...

A M ha detto...

Caro Paolo, cari lettori, voi cosa pensate di queste notizie?
http://www.repubblica.it/motori/sezioni/ambiente/2018/03/02/news/ma_quanto_inquina_davvero_un_auto_elettrica_a_volte_piu_del_diesel-190113726

Paolo Attivissimo ha detto...

AM,

Caro Paolo, cari lettori, voi cosa pensate di queste notizie?

Ne ho scritto proprio oggi in questo blog.

Stefano Destro ha detto...

Ciao Paolo, possiedo la stessa auto da 5 anni. Condivido alcune impressioni ed esperienze in ordine sparso.
è stata acquistata per essere usata come seconda auto o per tragitti sotto i 100km. Ad oggi ho quasi 60.000km alla guida.
- Autonomia:
ho provato a fare due viaggi da 120km senza problemi (non pianificati, causa imprevisti) ma l'ideale è considerare un range di 80km per avere "respiro" in caso di deviazioni o dell'uso del riscaldamento in inverno che incide non poco sui consumi
- Ricariche:
la presa italiana "da casa" è a 16A 230V, una normale schuko (per lo meno quella che è stata data a me, non so se esistano versioni differenti), quindi l'auto ricarica in 6 ore a 3kW. Attenzione. Sei ore se l'auto fosse completamente scarica, scenario insolito. Calcolate di ricaricare 20km di autonomia per ogni ora di ricarica.
Non ho mai avuto un problema col contatore. Ovviamente non ci faccio andare contemporaneamente l'asciugacapelli da 2kW. Non ho dovuto fare modifiche all'impianto elettrico essendo il condominio recente, tranne aver messo un temporizzatore che faccia partire la ricarica nelle ore notturne ed in fascia bioraria ed aver controllato che la sezione dei cavi reggesse il carico.
-Sicurezza su strada:
la silenziosità è un falso problema o perlomeno un problema culturale o di abitudini. La stessa cosa si diceva quando uscirono le prime ibride.... Ovvio che guidare richieda attenzione e forse nel nostro paese non siamo ai primi livelli
-Costi:
assicurazione 120€ all'anno. tagliandi dalle 100€ alle 180€ a seconda dell'officina.

Cristiano Belli ha detto...

Per abbassare il prezzo di acquisto ci sono sistemi tipo
http://www.gruppoacquistoibrido.it/faq-auto-elettriche/
Io ho comprato in leasing la Leaf con loro e mi son trovato benissimo! Ho avuto il 21% di sconto sul listino

Unknown ha detto...

Ciao Paolo attivissimo e Stefano Destro. Volevo porvi una domanda a voi possessori di questa auto:quanti km di autostrada si riuscirebbero a fare senza restare a piedi e calcolando una media di 100/110 km/h?

Paolo Attivissimo ha detto...

Unknown,

premesso che proponi di usare l'auto in una condizione che non è quella per la quale è stata concepita (è un'auto da città), con la mia (7 anni di vita e circa 25.000 km percorsi) a quella velocità ho fatto fino a 60-70 km mantenendo comunque una leggera riserva d'emergenza. Oltre non mi sono arrischiato.