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2019/01/06

Una volta per tutte: perché dire “lato oscuro” della Luna è non solo sbagliato, ma ingannevole

L’emisfero lunare non visibile dalla Terra, fotografato dagli astronauti della missione Apollo 16.


Ultimo aggiornamento: 2019/01/16 8:35.

Il recente atterraggio della sonda cinese Chang’e-4 sull’emisfero lunare non visibile dalla Terra ha risollevato, specialmente a livello giornalistico, la questione dell’uso di “lato oscuro” per identificare questa parte della Luna.

Lo dico ancora una volta con sentimento: non esiste un lato oscuro della Luna: anche la faccia della Luna che non vediamo viene illuminata dal Sole periodicamente (a parte alcuni crateri polari, come mostrato in fondo a questo articolo). Esiste una faccia nascosta, nel senso che non la possiamo vedere dalla Terra, ma non un lato oscuro.

Usare “lato oscuro”, per qualunque motivo, è ingannevole. Fa pensare che la Luna abbia una parte permanentemente buia. Quindi è meglio smettere di usarlo, per chiarezza. Tutto qui. Perché le conseguenze, altrimenti, sono queste: il telegiornale RAI che dice che “la luce della sonda illumina il lato oscuro della luna”, forse per giustificare il fatto che le immagini mostrano che la sonda è atterrata sul lato oscuro eppure c’è luce. No, non credo proprio che sia stata una metafora.



Non è un caso isolato. Le conseguenze sono anche queste, sul Corriere della Sera (copia permanente su Archive.org qui):


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C’è chi difende l’uso di “lato oscuro” perché “oscuro” ha anche l’accezione figurata di “nascosto”. Allora direste “il lato oscuro del Sole”? Soprattutto, nel caso della Luna usare “lato oscuro" perpetua la percezione errata che ci sia una specifica porzione della superficie lunare che è sempre illuminata e una che è sempre al buio. Non è così. Già solo per questo, a mio parere, è infinitamente meglio usare direttamente “nascosto”: disambigua e rende chiaro che si sta parlando dell'emisfero lunare non visibile dalla Terra. Perché confondere la gente usando “oscuro” quando c’è un aggettivo molto più preciso e descrittivo?

C’è chi dice che “oscuro” è giusto, perché va inteso nel senso di “ignoto”. No. abbiamo mappe complete e dettagliatissime dell’intera superficie lunare da oltre 50 anni (il primo atlante della faccia nascosta è del 1960). La faccia della Luna non visibile dalla Terra è perfettamente conosciuta; non è affatto ignota.

C’è chi obietta che con “lato oscuro” si intende quella parte variabile della superficie lunare che in un dato momento non è illuminata dal Sole. Ma c’è un problema di fondo: siamo abituati a pensare (erroneamente) che la Luna non ruoti su se stessa perché rivolge sempre la stessa faccia verso di noi. La percepiamo come fissa e divisa in due parti: quella che vediamo e quella che non vediamo. Per questo l’espressione “lato oscuro della Luna”, nella sua accezione comune, non indica una zona variabile della superficie, ma una zona fissa: quella non visibile dalla Terra. Non indica quella che in un dato momento è al buio.

C’è chi obietta che pretendere che non si scriva “oscuro” è una pignoleria inutile. In tal caso, vogliamo quindi accettare anche chi parla di “anni luce” per indicare un lungo periodo di tempo invece che una grande distanza? Vogliamo lasciare che venga diffusa un’idea sbagliata che crea ignoranza?

C’è chi obietta che “lato oscuro” è una licenza poetica. Stiamo parlando di astronomia e di giornalismo, non stiamo facendo poesia spicciola. La licenza poetica lasciamola ai Pink Floyd.

Ma allora cosa diciamo? Semplicemente “faccia nascosta”. Non è difficile e non costa nulla. O, se vogliamo essere ancora più precisi ma leggermente prolissi, “faccia nascosta alla Terra” o “faccia non visibile dalla Terra”, come suggerito dai commenti a questo articolo.


2019/01/08 17:25


Questa animazione di Nick Stevens mostra l’evoluzione della luce e dell’ombra al Polo Sud lunar. Il fondo del cratere Shackleton, al centro, rimane permanentemente al buio.




2019/01/16 8:35


Ho aggiunto l’esempio del Corriere della Sera.


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