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11. Ricerche nei social network

Questo capitolo fa parte della guida Motori di ricerca: uso avanzato per giornalisti, debunker e investigatori digitali di Paolo Attivissimo. Ultimo aggiornamento: 2022/02/13. Distribuzione libera sotto licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 2.5 Italia. I dettagli legali di questa licenza di distribuzione sono disponibili in italiano qui. Segnalate eventuali errori, link obsoleti, aggiunte o aggiornamenti scrivendo a paolo.attivissimo@gmail.com.

Link breve all’indice: tinyurl.com/guida-motori-ricerca.

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Oltre ai motori specialistici elencati qui sotto, vale la pena di segnalare anche questi motori che includono i risultati dei social network:

  • Pipl.com, che consente di effettuare ricerche contemporaneamente nel Web e nei principali social network in base a un indirizzo di mail, a un nome usato nei social network o a un numero di telefono.
  • SocialMention.com, che effettua ricerche nei blog, nelle piattaforme di microblogging (per esempio Twitter), ricerche per immagini e video ed effettua una “analisi del sentimento” riguardante l’argomento, il prodotto o la persona cercata.
  • Tagboard.com, che cerca gli hashtag contemporaneamente in Twitter, Facebook, Instagram, e Flickr (a pagmento).
  • Buzzsumo.com (a pagamento), che effettua ricerche nei principali social network e genera statistiche.
  • Social-searcher.com, che esplora Facebook, Twitter, Instagram, Linkedin, e Pinterest e consente di attivare avvisi via mail (gratuiti) o monitoraggi più sofisticati (a pagamento).
  • Uvrx.com cerca all’interno di Facebook, Twitter, Myspace, Linkedin, Plaxo, Tumblr, Livejournal e Flickr.

11.1. Ricerche in Facebook

La ricerca di base di Facebook, utilizzabile digitando il testo cercato nella casella di ricerca in cima alla schermata di Facebook, consente la ricerca all’interno dei messaggi e dei testi pubblici sul social network e anche all’interno dei testi contenuti nelle fotografie pubblicate (Facebook infatti effettua il riconoscimento automatico dei testi presenti nelle fotografie). È possibile filtrare i risultati in base al mittente di una chat o di un messaggio, al tipo di post (solo quelli visti oppure tutti), al gruppo, al luogo taggato e alla data di pubblicazione. Questi filtri possono essere affinati selezionando le voci Post, Persone, Foto, Video, Marketplace, Pagine, Luoghi, Gruppi, App, Eventi e Link.

La funzione di ricerca estesa in Facebook è attivabile scegliendo l’inglese come lingua dell’interfaccia di Facebook e consente di cercare testi dei post, persone, foto, luoghi visitati, preferenze personali, pagine, gruppi, app ed eventi di chiunque abbia lasciato pubbliche queste informazioni, talvolta con risultati imbarazzanti.

Si possono inoltre formulare delle ricerche molto mirate immettendole nella casella di ricerca di Facebook con una sintassi inglese analoga a quella dei seguenti esempi:

  • people/men/women who like [argomento/persona]
  • photos of [argomento/persona]
  • photos from [anno] that I liked
  • people/men/women who live in [località]

È inoltre possibile filtrare i risultati di queste richieste per esempio in base alla data di pubblicazione, alla località taggata o al grado di amicizia.

La ricerca di Facebook rispetta le impostazioni di privacy degli utenti, per cui un utente A, amico di un altro utente B, otterrà risultati riguardanti B differenti da chi non è amico di B. Ogni utente può effettuare ricerche nell’insieme dei contenuti che sono stati condivisi con lui o sono pubblici.

Questa funzione è in continua evoluzione e sta diventando man mano più limitata. Al suo esordio nel 2013, invece, consentiva ricerche estremamente precise come queste:

  • Single women who live in [città] and are interested in dating
  • Photos liked by my friends that are from 2012
  • Men who like men and live in Teheran, Iran

11.2. Ricerche in Instagram

Instagram ha una propria casella di ricerca, nella quale si possono cercare persone (in base al nome e cognome o al nome utente), luoghi e hashtag.

Ad aprile 2018, lo scandalo di Cambridge Analytica ha portato alla disattivazione di molti servizi di ricerca in Instagram più potenti, come Picodash.com, che consentivano di selezionare immagini e utenti in base alla geolocalizzazione.

È tuttora possibile effettuare ricerche testuali in Instagram tramite Google usando l’operatore site:instagram.com.

11.3. Ricerche in Twitter

L’indice completo dei messaggi pubblici di Twitter è accessibile a tutti e si estende fino alle origini di Twitter, nel 2006. Può essere consultato in due modi:

La ricerca semplice consente di cercare una parola o frase filtrando i risultati in base a vari parametri, come per esempio:

  • tweet scritti da chiunque o dagli account seguiti dall’utente che effettua la ricerca
  • tweet scritti ovunque o nelle vicinanze dell’utente
  • tweet contenenti determinati hashtag
  • tweet più popolari
  • tweet più recenti

La ricerca avanzata consente invece di affinare i risultati in base a queste opzioni:

  • ricerca di parole in qualsiasi ordine
  • ricerca di sequenza esatta di parole
  • ricerca di almeno una delle parole elencate
  • esclusione di parole
  • ricerca di hashtag
  • selezione per lingua
  • selezione in base al mittente, al destinatario e agli utenti menzionati
  • selezione in base alla localizzazione
  • selezione per data

I risultati presentati dalla ricerca avanzata possono essere anche filtrati ulteriormente applicandovi la ricerca semplice: basta prima effettuare una ricerca avanzata e poi selezionare i filtri nella schermata di risultati che compare.

Le ricerche possono essere effettuate anche scrivendole direttamente nella normale casella di ricerca di Twitter usando una sintassi simile a quella di Google. Per esempio:

  • le virgolette racchiudono la sequenza esatta di parole
  • OR (in maiuscolo) indica che si desidera cercare qualunque tweet contenente una o l’altra o entrambe le parole o frasi separate da OR (per esempio, dentrificio OR pangolino presenterà tutti i tweet che menzionano il dentifricio oppure un pangolino o entrambi)
  • il segno “-” esclude una parola
  • il segno “#” restringe la ricerca agli hashtag (per esempio #fakenews)
  • il segno “@” restringe la ricerca ai tweet contenenti il nome utente indicato dopo il segno
  • since: e until: indicano rispettivamente la data iniziale e finale del periodo nel quale cercare. La data è nel formato anno-mese-giorno.
  • from: specifica il mittente
  • to: specifica il destinatario
  • filter:follows (cerca solo nei tweet delle persone che seguono il mio account)
  • filter:link limita i risultati ai tweet contenenti link
  • filter:news limita i risultati ai tweet che linkano siti di notizie
  • filter:images restringe la ricerca ai tweet contenenti immagini
  • filter:videos restringe la ricerca ai tweet contenenti video
  • filter:replies limita i risultati ai tweet di risposta da un utente specificato a un altro utente specificato
  • near:“[località]” restringe la ricerca ai tweet la cui geolocalizzazione è nelle vicinanze di una certa località. È possibile specificare una distanza usando within: e un valore in miglia (mi) o chilometri (km): per esempio, giraffe near:Roma within:15km limita la ricerca ai tweet che menzionano giraffe postati entro 15 km da Roma. Questa opzione è attiva solo se l’account di chi cerca ha abilitato la propria geolocalizzazione.
  • geocode:[coordinate],[distanza] permette di specificare le coordinate geografiche e il raggio della localizzazione dei tweet
  • lang: specifica la lingua in base al suo codice di due lettere (it = italiano, en = inglese, de = tedesco, es = spagnolo, nl = olandese, pt = portoghese, eccetera)
  • min_retweets:[numero] specifica il numero minimo di retweet
  • min_faves:[numero] specifica il numero minimo di “mi piace”
  • min_replies:[numero] specifica il numero minimo di risposte
  • source:“[nome app]” limita la ricerca ai tweet inviati tramite una specifica applicazione. Alcuni esempi di nomi sono Twitter Lite, Twitterfeed, Tweetdeck. 

Dopo tutti questi operatori non bisogna lasciare spazi. Gli operatori sono combinabili:


Si possono inoltre usare le parentesi per raggrupparli, come in questo esempio:

Esempio: recupero di immagini cancellate da un account Twitter

Nel 2014 numerosi giornali hanno pubblicato articoli (come Bundeshaus-Sekretärin twittert Nackt-Selfies (Blick), Freizügige Sekretärin verlässt Parlamentsdienste (NZZ), Selfie hot di una segretaria di palazzo federale, Tio.ch) sul caso di una donna, segretaria del Palazzo federale, che aveva pubblicato alcuni autoscatti intimi fatti nel suo ufficio.

In seguito alla vicenda, la donna ha rimosso le immagini dal proprio account Twitter. La donna non è stata identificata per nome e le coordinate del suo account non sono state rese note dai media. Tuttavia uno dei giornali ha pubblicato una sua foto, con il volto debitamente anonimizzato, che è stato possibile ritrovare tramite la ricerca per immagini di Tineye.com. Da qui è stato possibile identificare il suo account Twitter e usare Twicsy.com (servizio non più disponibile a dicembre 2019) per recuperare le immagini in questione e conoscere meglio il suo caso, ben più articolato di qualche foto intima.
Esempio: autenticazione di uno screenshot di un tweet

Circola in Rete uno screenshot che sembrerebbe mostrare che il Corriere della Sera ha pubblicato un tweet nel quale una foto dell’ex dittatore iracheno Saddam Hussein viene presentata come un’immagine di un “giovanissimo bomber francese”. Sarà vero?

Una ricerca avanzata in Twitter consente di sapere istantaneamente come stanno le cose.

Followerwonk.com, infine, permette di esplorare in lungo e in largo gli account Twitter, per esempio immettendo parole chiave che definiscano una professione o una categoria e poi cercando, all’interno dei profili risultanti, chi ha scritto il maggior numero di tweet, chi ha il maggior numero di follower, chi ha l’account più vecchio e chi ha la “social authority” più alta.

In Followerwonk si possono anche creare grafici che confrontano vari account, per scoprire quanti sono i follower condivisi e i followed (utenti seguiti dagli account analizzati) in comune, insieme a numerose statistiche, come la percentuale di retweet o di tweet contenenti un link. Nella sezione Analyze follower è possibile generare una mappa della distribuzione geografica e delle fasce d’età dei follower, mentre in Track followers si può produrre un grafico dell’evoluzione dei follower: quanti ne arrivano, quanti se ne vanno, gli orari nei quali sono maggiormente attivi, se sono uomini o donne, le lingue utilizzate e altro ancora.

Alcuni di questi servizi possono richiedere un account a pagamento, specialmente se l’utente Twitter da analizzare ha un numero elevato di follower.

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