2008/07/08

iPhone e iPod craccati, attenti al Trusted Computing che li stende

Pensate di prendervi un iPhone 3G e craccarlo? Pensateci due volte


L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

L'aggiornamento 2.0, di prossima uscita, del firmware degli iPhone e degli iPod touch conterrebbe funzioni che permetterebbero ad Apple di bloccare gli esemplari craccati e di decidere quali programmi far girare su questi dispositivi e su quali reti cellulari permettere l'uso del cellulare Apple.

Se avevate pensato di acquistare un iPhone all'estero, craccarlo e usarlo sulla vostra rete nazionale, o se già avete un iPhone craccato e lo state usando, conviene quindi aspettare prima di aggiornarlo con questo nuovo firmware annunciato da Steve Jobs, che amplia le funzioni del cellulare e dell'iPod ma introduce, a quanto pare, una serie insormontabile di lucchetti digitali.

Anche il programma iTunes, nella sua prossima versione, sarebbe fonte di lucchetti per questi dispositivi. Meglio stare a vedere cosa succede agli altri utenti, visto che se le indiscrezioni sono esatte, il cellulare diventerebbe inservibile.

In sostanza, secondo queste indiscrezioni piuttosto dettagliate, questi dispositivi conterrebbero un chip del famoso (o famigerato) Trusted Computing, noto impropriamente anche come Palladium, di cui ho parlato ampiamente in passato. Ne parlano anche The Apple Lounge e Macitynet. In pratica, questo chip consegna le chiavi di gestione del vostro computer a qualcun altro, che può essere il titolare dei diritti su un film o un brano musicale o un documento oppure, in questo caso, Apple.

Le indiscrezioni sono molto esplicite:

Il Chip ARM 1176JZF, che equipaggia l’iPhone anche nella versione 2G, ha al suo interno una funzionalità chiamata “TrustZone”, interamente basata sulle specifiche del Trusted Computing, o Palladium. Mentre nelle versioni precedenti questa funzionalità non era MAI stata implementata, a partire dal Firmware 2.0 Beta 7 ogni singola parte di software dell’iPhone si basa su queste specifiche... ogni applicazione dovrà essere firmata digitalmente da Apple (via AppStore) per poter essere scaricata, installata ed eseguita sull’iPhone stesso.

In pratica, secondo quest'analisi, "l’iPhone 2.0 è quanto di più blindato si sia mai visto". Nessun problema per chi segue alla lettera i contratti d'acquisto, ma si prospettano tempi duri per chi spera di poter taroccare questi oggetti per farne usi differenti da quelli sanciti e benedetti dal produttore e dall'operatore telefonico. Meglio quindi stare a vedere che succede, anche perché sono in arrivo soluzioni open source del tutto aperte che non avranno sicuramente queste limitazioni, come Openmoko (che ho già avuto occasione di provare con meraviglia nelle sue versioni preliminari).

Questo è il cancro alla base del Trusted Computing: non siamo più padroni di usare i nostri computer o cellulari o lettori MP3 nel modo che vogliamo noi.

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