2010/05/26

Facebook, nuova infornata di regolazioni [UPD 2010/05/28]

Controlli semplificati per Facebook da subito. O quasi


L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Sul blog di Facebook è comparso un paio d'ore fa un post che presenta (in inglese) i cambiamenti alle regolazioni di privacy. C'è anche una nuova pagina di spiegazione delle impostazioni (disponibile anche in italiano).

Ci dovrebbe essere una nuova pagina di impostazioni di privacy come quella mostrata qui accanto, ma al momento in cui scrivo non è ancora disponibile nel mio account: Facebook sta attivando le nuove impostazioni progressivamente, rendendole disponibili "nel corso delle prossime settimane". Il tutto dovrebbe diventare accessibile da questo link.

Da quello che ho capito finora, c'è la possibilità di impostare un default per le informazioni che vengono pubblicate dall'utente: il default può essere che siano visibili a tutti, che siano visibili agli amici degli amici o che siano visibili solo agli amici. La novità più interessante è che questo default è retroattivo e vale anche per il futuro: "questo controllo si applicherà anche alle impostazioni nei nuovi prodotti che lanceremo in futuro", dice il post di Facebook. Quando verrà introdotta una nuova funzione, insomma, adotterà automaticamente le impostazioni di privacy che avete definito, anziché quelle decise da Facebook come è avvenuto in passato.

Restano comunque disponibili anche le vecchie impostazioni fini e selettive, per cui se il vostro default è che tutto sia leggibile solo dagli amici e volete invece rendere visibile a chiunque un dato elemento, potete farlo.

La quantità di informazioni che Facebook vi obbliga a rendere visibili a tutti è stata ridotta e non è più obbligatorio rendere pubblico l'elenco di amici e di pagine. Inoltre è disponibile un modo semplificato per decidere se consentire alle applicazioni e ai siti Web di accedere alle vostre informazioni. Anche la Personalizzazione Istantanea sarà disattivabile in modo semplice, sia come impostazione generale sia come impostazione selettiva per le singole applicazioni.

Le novità d'impostazione sembrano rispondere alle proteste degli utenti e alle critiche dei tecnici. Speriamo che siano l'ultima grande modifica al funzionamento del popolare social network, perché ogni cambiamento comporta inevitabilmente confusione e disorientamento, e di cambiamenti Facebook ultimamente ne ha fatti abbastanza da stordire buona parte dei propri utenti.

Fonti aggiuntive: BBC, ZDNet, The Register, Sophos.


2010/05/28: prime reazioni


Lifehacker ha pubblicato una guida alle nuove impostazioni; lo stesso ha fatto la BBC (entrambe sono in inglese). La Electronic Frontier Foundation riconosce il primo passo nella giusta direzione, ma lo considera insufficiente. Secondo Privacy International, le novità "si limitano a correggere alcune delle impostazioni di privacy più inaccettabili del sito... Facebook opera sulla base di un modello commerciale che esige la monetizzazione dei dati raccolti dagli utenti. Questo comporta assicurarsi che si ottenga il massimo flusso d'informazioni".

Sophos.com ha pubblicato un mini-sondaggio su 605 utenti: ben il 93% avrebbe preferito un'impostazione opt-in di Facebook. E Graham Cluley fa un'osservazione molto interessante: se, come dice Zuckerberg, condividere le informazioni personali è così bello e attraente per gli utenti, perché Facebook non imposta tutto privato e lascia che siano gli utenti a condividere per il piacere di farlo? Per chi invece sottolinea che gli utenti hanno già fatto la loro scelta di rinuncia alla privacy entrando in Facebook, Cluley ricorda che molti utenti ci sono entrati quando le impostazioni erano ben diverse e più favorevoli alla tutela dei dati personali, e ora si trovano legati al social network per via dei rapporti interpersonali intrattenuti tramite Facebook. Mollare non è facile.

Il Silicon Alley Insider ha inoltre pubblicato un presunto scambio di messaggi istantanei di Mark Zuckerberg, poco dopo aver avviato The Facebook a 19 anni, che sembra delineare molto chiaramente l'atteggiamento poco rispettoso del giovane Zuckerberg nei confronti dei suoi utenti: "They 'trust me'.... Dumb fucks". Non credo sia necessaria la traduzione. E ci sono altre rivelazioni di scorrettezze e violazioni della privacy da parte di Zuckerberg nella causa che lo ha visto accusato di aver rubato l'idea di Facebook a dei colleghi di Harvard e di aver sabotato i loro sforzi.

Intanto c'è chi si diverte a usare Facebook per far emergere informazioni potenzialmente imbarazzanti: Youropenbook.org permette di cercare parole chiave in tutte le bacheche degli utenti se sono pubbliche (intenzionalmente oppure, cosa più divertente, senza accorgersene), e ricerche come "ubriaca" o "threesome last night" danno risultati di fronte ai quali è difficile stare seri, corredati di nome e immagine del profilo di chi ha messo in piazza quello che forse era meglio tenere per sé.

Il servizio Evil, presso Tomscott.com, permette invece di elencare i numeri di telefono degli utenti Facebook che spesso rendono pubblico questo dato inavvertitamente, per esempio quando annunciano agli amici che hanno smarrito il telefonino.

Ma ci sono anche strumenti come ReclaimPrivacy.org, che permettono di vedere cosa c'è di pubblico nel proprio profilo Facebook e di impostarne la visibilità in modo molto semplice. E la conta degli utenti che annunciano il proprio ritiro da Facebook su Quitfacebookday.com è salita a oltre 23.000.

Fonti aggiuntive: The Inquirer, Business Insider, Punto Informatico, BBC.

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