2018/09/14

150 miliardi di ore di dati cardiaci in mano a Fitbit rivelano nuovi fenomeni e ne confermano altri già noti

La raccolta di dati personali effettuata in massa dai dispositivi digitali ha delle implicazioni di privacy molto serie, ma ha anche delle conseguenze utili e interessanti.

Per esempio, i braccialetti di fitness della Fitbit hanno acquisito circa 150 miliardi di ore di dati sull’attività fisica dei loro utenti, e questa massa enorme di dati, il più grande database di dati cardiaci mai creato, è ora analizzabile per estrarne tendenze che altrimenti non sarebbero visibili.

Yahoo Finance ne parla in dettaglio, segnalando molte di queste tendenze: per esempio, secondo i dati Fitbit (che, va detto, non rappresentano l’intera popolazione ma solo coloro che usano questi prodotti), in media la frequenza cardiaca a riposo, un indicatore di salute importante, è più alta nelle donne che negli uomini; i benefici cardiaci dell’esercizio fisico non aumentano se si supera la mezz’ora giornaliera; e sette ore di sonno effettivo portano a una frequenza a riposo più bassa rispetto alle canoniche otto ore.

Ci sono molti altri indicatori interessanti nell’articolo di Yahoo: ne segnalo ancora uno che farà piacere agli italofoni. Come mostrato nella figura qui sopra, gli italiani (perlomeno quelli che usano i Fitbit) sono in ottima forma, con una media di 84 minuti giornalieri di attività e una frequenza cardiaca a riposo molto bassa (61 pulsazioni al minuto).

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