2020/01/17

Come “hackerare” una Tesla legalmente e vincere oltre mezzo milione di dollari

Le auto di oggi sono sempre più dei computer su ruote. Sono quindi “hackerabili” come lo sono i computer? Spesso sì, e per risolvere questo problema bisogna trovare il modo di incoraggiare gli esperti a scoprire le falle informatiche delle auto e permettere ai costruttori di turarle.

Uno di questi modi è la gara annuale di hacking denominata Pwn2Own (si pronuncia “poun-tu-oun”), organizzata da Trend Micro, si terrà a Vancouver, in Canada, dal 18 al 20 marzo 2020. Anche quest’anno, come nel 2019, oltre ai premi per chi supera le difese di sistemi operativi e browser per computer verrà messa in palio anche una delle auto più informatizzate del mondo: una Tesla Model 3. Chi riuscirà a prenderne il controllo informatico se la porterà a casa, probabilmente insieme a qualche centinaio di migliaia di dollari in premi aggiuntivi.

Le regole della sfida sono strutturate in vari livelli: al primo livello (Tier 1) ci si aggiudica l’auto e mezzo milione di dollari se si riesce a prendere pieno controllo dei tre sottosistemi informatici del veicolo passando attraverso la sua connessione Wi-Fi o Bluetooth o il suo modem o sintonizzatore per raggiungere il sistema di infotainment e poi arrivare al sottosistema di guida assistita (Autopilot). Se poi l’attacco è persistente (ossia sopravvive a un riavvio dell’auto, ci sono altri 200.000 dollari.

Al secondo livello (Tier 2) il premio in denaro scende leggermente ma è sufficiente prendere il controllo di due sottosistemi su tre; al terzo livello (Tier 3) è sufficiente prendere il controllo di un solo sottosistema.

L’altra regola fondamentale è che la tecnica usata deve restare segreta e deve essere comunicata soltanto al costruttore (in questo caso Tesla).

Nel 2019 due ricercatori erano riusciti a prendere il controllo del browser del sottosistema di infotainment dell’auto con questa tecnica. Tesla aggiornò subito il software di tutte le auto per eliminare la falla.



Fonti aggiuntive: Macrumors, Zero Day Initiative.

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