2020/01/20

SpaceX, esplosione a fin di bene per collaudare la capsula per equipaggi


Ieri SpaceX ha distrutto intenzionalmente un proprio lanciatore Falcon 9 nel corso di una dimostrazione del sistema di salvataggio d’emergenza della propria capsula per equipaggi Dragon, che prossimamente porterà gli astronauti alla Stazione Spaziale Internazionale.

La missione di collaudo consisteva nel lanciare la capsula (senza equipaggio) e il razzo su una traiettoria simile a quella usata per raggiungere la Stazione e nell’attivare questo sistema di salvataggio, costituito da potenti razzi che separano la capsula dal razzo vettore, durante una delle fasi di massima sollecitazione aerodinamica dell’arrampicata verso lo spazio, a oltre due volte la velocità del suono e a circa 40 km di quota. Una volta separatasi dal vettore, la capsula si è poi orientata con lo scudo termico in avanti e ha aperto i quattro grandi paracadute che consentono un ammaraggio morbido nell’Oceano Atlantico. La capsula è stata successivamente recuperata senza problemi.

Il test, decisamente spettacolare, sembra essere andato benissimo, a giudicare dalle immagini; sospetto che sia stato necessario attivare il sistema di autodistruzione del vettore invece di lasciare che si disintegrasse per vie naturali come descritto nella cartella stampa.

Lo scopo di questa costosa dimostrazione distruttiva è verificare che sia possibile salvare l’equipaggio in caso di avaria del razzo vettore durante la salita verso lo spazio.

La capsula Dragon ha già raggiunto la Stazione durante un volo precedente, sempre senza equipaggio a bordo.

Questo è il video del volo di collaudo di ieri:


E queste sono alcune delle immagini più notevoli del test:







Le foto qui sotto mostrano Doug Hurley e Bob Behnken, i due astronauti statunitensi che tra pochi mesi effettueranno il primo volo con equipaggio della capsula Dragon: saranno i primi astronauti lanciati in orbita da SpaceX e porranno fine alla lunghissima interruzione dei voli con equipaggi su veicoli statunitensi. È infatti dal 2011, con l’ultima missione dello Shuttle, che nessun astronauta vola su un veicolo spaziale made in USA: tutti usano i veicoli Soyuz russi, gli unici che hanno garantito l’accesso alla Stazione in questi nove lunghi anni. Sia Hurley, sia Behnken sono veterani dello spazio, avendo già volato più volte con lo Shuttle.

Ulteriori dettagli sono su Astronautinews.it (in italiano) e su Teslarati (in inglese).


Credit: NASA/Kim Shiflett.

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