2022/02/03

Attenzione alle mail "firmate" Europol, Polizia Federale svizzera o Gendarmerie francese che vi accusano di reati

Se ricevete una mail in francese che sembra provenire dal Dipartimento Federale di Giustizia e Polizia o dall’Europol o dalla Gendarmerie Nationale francese e vi convoca con l’accusa di reati informatici gravissimi commessi con minori e minaccia una pena detentiva o un’ammenda pesantissima, non vi agitate. So che può essere difficile non spaventarsi, ma si può davvero stare tranquilli.

Si tratta infatti di una truffa che è stata inviata a raffica a numerosissimi utenti. La mail è ricca di loghi ufficiali, di riferimenti legali e di nomi e cognomi di autorità di giustizia e di polizia di vari paesi, ma è comunque finta, come spiega il Centro Nazionale per la Cibersicurezza svizzero, Ncsc.admin.ch, nella sua rubrica dedicata agli incidenti informatici in corso:

False e-mail di minaccia a nome della polizia

Negli ultimi giorni l’NCSC ha osservato un aumento di false minacce inviate a nome della polizia (fedpol, Europol, Interpol). Nell’e-mail il mittente minaccia di avviare un procedimento penale contro il destinatario perché ha visit[at]o siti web con contenuti pedopornografici. Ci sono differenti varianti in circolazione. Ignorate questo tipo di messaggi.

02.02.2022 10:00

Il consiglio dell’NSCS di ignorare questi messaggi può sembrare molto secco e conciso, ma è corretto: i messaggi, infatti, non contengono virus o altri pericoli informatici e aprirli per leggerli non comporta alcun rischio. È sufficiente cestinarli senza rispondere. E sono sicuramente falsi perché le autorità non inviano mai comunicazioni di questo genere via mail.

Ma come dovrebbe funzionare questa truffa? Esaminando il testo della mail dei truffatori si può intuire il loro piano. Il messaggio, infatti, dice che bisogna contattare uno specifico funzionario, che sarebbe “incaricato personalmente del vostro dossier”, e che bisogna farlo entro 72 ore. Se non lo si contatta, il dossier verrà inviato (dice il messaggio) al Tribunale Federale o ad altra autorità giudiziaria.

L’indirizzo di mail del presunto funzionario, però, è un normale indirizzo presso Gmail.com, e già questo dovrebbe far insospettire. Le autorità vere, infatti, usano sempre indirizzi di mail associati alle loro organizzazioni (nome.cognome@fedpol.admin.ch, per esempio).

È quindi molto probabile che rispondendo al “funzionario” si venga messi in contatto con un membro della banda di truffatori che chiederà del denaro per archiviare l’accusa. Ovviamente non è il caso né di rispondere né tanto meno di inviare denaro.

Fonte aggiuntiva: La Regione.

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A proposito di messaggi truffaldini: ne ho già scritto pochi giorni fa, ma torno brevemente sulla vicenda per riepilogarla, visto che è ancora in circolazione.

Se ricevete da un conoscente, tramite WhatsApp, Telegram o altri sistemi di messaggistica, dei messaggi privati che dicono qualcosa del tipo “Ci ho messo circa tre ore a farlo, spero proprio che ti piaccia” e poi contengono un link, non cedete alla curiosità e non cliccate sul link.

Si tratta infatti di un tentativo di rubare gli account Instagram che circola da alcuni mesi. Il link porta a una falsa pagina di ingresso di Instagram. Se digitate la vostra password in questa pagina falsa, il vostro account Instagram verrà rubato dai truffatori e usato per mandare la stessa truffa a tutti i vostri contatti.

Se non cliccate sul link non correte alcun pericolo, ma vi conviene comunque contattare il vostro conoscente per avvisarlo che qualcuno ha preso il controllo del suo account. Mi raccomando: contattatelo a voce, non tramite messaggio, altrimenti rischiate che il vostro avviso venga letto dai truffatori invece che dal vostro conoscente. E non segnalate ai social network l’account dal quale avete ricevuto il messaggio, altrimenti rischiate di far bandire il profilo del vostro conoscente, che è una vittima come voi.

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