2016/06/02

Tesla: batterie innovative ma niente cariche gratis per le Model 3; causa contro le Model X

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L’auto elettrica Model 3 di Tesla Motors (quella che ho prenotato io a scatola chiusa insieme ad altre 373.000 persone, per intenderci) non avrà inclusa nel prezzo base la carica gratuita rapida presso i “distributori” Tesla, i Supercharger, come l’hanno invece le Model S e X: la decisione fa parte delle misure per ridurre il costo base dell’auto. Già si presumeva, ma ora Elon Musk lo ha chiarito segnalando un articolo del Los Angeles Times.

Nell’incontro con gli azionisti Musk ha detto che l’accesso gratuito a vita alla rete di ricarica Tesla sarà un optional, da pagare a parte (quindi non sarà gratuito, ma prepagato). Questo consentirà di ridurre il prezzo di vendita dell’auto per chi non userà i Supercharger o li userà soltanto saltuariamente. Viaggiare a corrente elettrica con la Model 3 sarà “comunque molto economico, e molto più economico della benzina” (Bloomberg).

Il concetto di fondo, secondo Elon Musk, è che non bisogna “pensare a benzina”: abituati all’idea di andare al distributore a fare rifornimento, molti automobilisti elettrici vanno a ricaricare presso i Supercharger “perché è gratis” invece di ricaricare a casa, senza considerare che portare l’auto al Supercharger più vicino e spendere almeno un’oretta fra ricarica e viaggio per risparmiare qualche dollaro di corrente elettrica (Musk dice “cinque dollari”, ai prezzi americani) ha un costo in termini di tempo e quindi non ha senso economicamente per gli utenti, oltre che per Tesla.

Io, per esempio, ho un Supercharger a 20 minuti e 24 km dal Maniero Digitale (è sul Monte Ceneri), ma caricherò quasi sempre comodamente a casa, di notte, o al punto di arrivo (albergo, agriturismo, eccetera), per cui mi va benissimo avere uno sconto sul prezzo dell’auto e pagare il Supercharger soltanto quando lo uso. Il Supercharger locale avrà senso nei rari casi nei quali arriverò a casa con poca autonomia e dovrò ripartire poco dopo, senza avere tempo per una ricarica lenta domestica.

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Intanto i più entusiasti tifosi di Tesla stanno ipotizzando che la Model 3 avrà la guida totalmente autonoma (non semplicemente assistita come quella attuale) al debutto, ma si tratta di congetture basate sulle sue dichiarazioni (o non dichiarazioni) presso la Code Conference di ieri. Personalmente sono dubbioso, anche per gli ostacoli legali da superare, ma vedremo cosa verrà annunciato concretamente nella prossima anteprima dell’auto, che avverrà verso la fine del 2016. L’inizio della produzione è previsto attualmente per fine 2017; nel frattempo Tesla ha accumulato (negli ultimi 18 mesi) 1,2 miliardi di chilometri di dati di guida assistita, raccolti dalla sua flotta di Model S e X vendute, e accumula un altro milione di chilometri ogni sette ore circa. Impressionante, ma soprattutto un database di esperienze reali che nessun concorrente ha a disposizione (Ars Technica; The Verge e Electrek con video).

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All'incontro con gli azionisti Musk ha anche detto che Tesla e Panasonic fabbricheranno per la Model 3 un nuovo formato di cella per le batterie, il 20700, più lungo e largo del 18650 attualmente usato nelle Model S e X. Misurerà 70 x 20 mm contro gli attuali 65 x 18 mm del formato 18650. Questo aumenta il volume di circa il 33% e aumenta quindi la capacità di carica, riducendo il costo di circa il 25%. Attualmente la batteria delle S e X ha una densità di energia di 233 Wh/kg e costituisce un terzo del peso dell’intera auto, ma se la densità di energia sale fino a circa 333 Wh/kg (come previsto dai prossimi sviluppi) il peso complessivo di un’auto elettrica scende agli stessi livelli di quelli di un’auto a carburante fossile. E si parla già di arrivare a 520 Wh/kg, per cui un’auto elettrica potrebbe presto essere più leggera di un’auto tradizionale e addirittura più a buon mercato (Cleantechnica; Electrek).

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È approdata anche sui media italofoni (Repubblica, per esempio) la notizia della causa intentata contro Tesla Motors da Barrett Lyon, un proprietario californiano di una Model X da 162.000 dollari, per gravi difetti di fabbricazione. Secondo il proprietario (che è già utente soddisfatto di una Tesla Roadster e di una Model S), la portiera sul lato guidatore si chiude automaticamente addosso alla gamba del conducente se nel salire a bordo tocca per sbaglio il pedale del freno; il “pilota automatico” dell’auto la fa sbandare sotto la pioggia; le portiere anteriori (che sono automatiche) si aprono e chiudono colpendo altri oggetti invece di fermarsi; lo schermo tattile si blocca e il parcheggio automatico non funziona nella stragrande maggioranza dei casi. Il signor Lyon vuole restituire l’auto e riavere indietro i propri soldi.

La dettagliatissima telemetria delle Tesla dovrebbe chiarire le situazioni e le cause di questi malfunzionamenti, ma non è la prima volta che la Model X evidenzia dei problemi per l’eccessivo automatismo oltre che nel (mal)funzionamento delle ambiziosissime portiere posteriori ad ala di gabbiano (Courthouse News Service; Teslarati).

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Per sorridere un po’, guardate questo video, nel quale un utente Tesla si traveste da sedile e crea l’illusione che l’auto stia andando in giro da sola. Ovviamente è uno scherzo pericoloso, perché il conducente non ha le mani sul volante e non è pronto a intervenire prontamente se la guida assistita non ce la fa, ma le reazioni delle persone sono eloquentissime. Il bello è che molti pensano che siamo già arrivati alle auto che circolano senza nessuno a bordo, quando in realtà siamo ancora molto lontani da questo traguardo. Buon divertimento.

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