2018/03/02

Vincenzo Borgomeo su Repubblica critica l’auto elettrica. Con uno studio del 2013

Ultimo aggiornamento: 2018/09/18 22:20.

Mi state segnalando in tanti l’articolo Ma quanto inquina davvero un'auto elettrica? A volte più del diesel (copia su Archive.is per non regalare clic a Repubblica). Mi manca il tempo di scrivere un articolo dettagliato che smonti questa nuova collezione di luoghi comuni falsi sulle auto elettriche, ma segnalo soltanto una cosa.

Vincenzo Borgomeo cita lo studio “Comparative Environmental Life Cycle Assessment of Conventional and Electric Vehicles”. È la base della sua intera argomentazione. Si dimentica un particolare: un dettagliuzzo, una cosina da nulla. Lo studio è datato 2013. Cinque anni fa. Ma lui scrive ora è tutto nero su bianco.

In realtà da allora le cose sono un po’ cambiate nel mondo delle auto elettriche. Già due anni dopo, nel 2015, la Union of Concerned Scientists pubblicava Cleaner Cars from Cradle to Grave, che chiariva che le auto elettriche a batteria, nel loro ciclo di vita complessivo (fabbricazione, uso, smaltimento), generano la metà delle emissioni di un’auto a benzina paragonabile (attenzione ai vari articoli che confrontano una Tesla con una Panda invece che con una berlina di lusso equivalente). Lasciamo stare il confronto con le emissioni complessive di un diesel.

Forse Borgomeo ha difficoltà a distinguere fra impatto ambientale e inquinamento e non coglie la differenza fra inquinare in città con tanti veicoli da controllare uno per uno e inquinare in un luogo centralizzato e ispezionabile (grazie a pgc per la dritta). Lo invito quindi ad andare a proclamare che l’auto elettrica inquina “a volte più del diesel” in centro città nell’ora di punta. Si attacchi al tubo di scappamento di un bel dieselone e mi dica se gli piace quello che respira.


2018/03/03 12:30


Numerosi commentatori mi hanno segnalato questa perla (il link porta ad Archive.is) di Vincenzo Borgomeo, che era convinto che l’auto ad aria compressa potesse funzionare e sarebbe stata messa in commercio “entro la metà del prossimo anno”. Era il 7 giugno 2012: siamo nel 2018 e l’auto non si è ancora vista. Però secondo Borgomeo era “ormai a un passo dal lancio commerciale”.

Borgomeo scriveva questo articolo sei anni dopo che erano usciti gli sbufalamenti di Quattroruote e miei. Sarei quindi un po’ cauto nel dare credibilità alle sue argomentazioni.

Riguardando in archivio, ho notato che lo stesso Borgomeo aveva annunciato (copia su Archive.is) a gennaio 2017 su Repubblica che la Fiat Chrysler Portal, “la prima auto elettrica del gruppo Fiat Chrysler”, sarebbe stata messa in vendita a breve: “l'entrata in produzione definitiva è annunciata entro l'anno e per questo tutta la parte meccanica è già definita”, scriveva il giornalista. Gli avevo scritto privatamente, all’epoca, chiedendo conferme, visto che passare da una concept car alla produzione di serie, soprattutto per un veicolo radicalmente differente come un’auto elettrica, pareva azzardato. La sua risposta è stata molto, come dire, interessante.

Sbaglio io, o la Fiat Portal elettrica promessa da Borgomeo non si è ancora vista?


2018/03/03 13:20


Borgomeo ha risposto alla mia richiesta di chiarimenti sulla Portal elettrica, rifiutandosi di fornire qualunque informazione e con toni di lesa maestà che vi risparmio. La prossima volta che qualcuno mi chiederà perché non contatto prima privatamente un giornalista che pubblica una bufala, invece di segnalarlo subito pubblicamente, mi ricorderò di questo episodio.


2018/09/18 22:20


Siamo a fine 2018 e la Portal annunciata da Borgomeo come in produzione entro il 2017 è ancora indicata come concept sul sito di FCA (copia su Archive.is) e secondo Automotive News entrerà in produzione “nel 2020”.


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