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19 commenti

Facebook e la saggezza delle folle

Facebook affida le traduzioni del sito agli utenti senza verificarle. Indovinate come va a finire


Crowdsourcing. È la parola del momento: significa affidare un lavoro a una massa di utenti volontari invece di pagare qualcuno per farlo professionalmente. Piace soprattutto ai boss dei grandi nomi di Internet perché fa risparmiare. A volte funziona piuttosto bene (Wikipedia ne è un esempio), ma quando la voglia di sfruttare l'utente invece di retribuire un professionista prende il sopravvento sul buon senso succedono guai.

Lo ha imparato pochi giorni fa Facebook, che ha pensato bene di guadagnare ancora di più affidando agli utenti il compito di tradurre in varie lingue la propria interfaccia tramite l'applicazione Facebook Translations. L'idea è piaciuta a Facebook così tanto da chiedere di brevettarla, e nel 2008 ha funzionato egregiamente, consentendo al social network di passare da un'interfaccia esclusivamente in inglese a ben 16 lingue nel giro di pochi mesi (oggi ne supporta oltre 60).

Ma qualcuno ha forse pensato di tagliare ancora di più i costi ed eliminare qualunque controllo delle traduzioni fornite. Se un numero sufficiente di utenti traduceva una frase dell'interfaccia in un certo modo, quella traduzione veniva adottata automaticamente da Facebook e veniva resa pubblica e visibile a tutti.

Un'occasione irresistibile per i burloni della Rete. A fine luglio, infatti, la versione spagnola e quella turca di Facebook hanno iniziato a presentare ai propri utenti delle traduzioni un po' particolari: per esempio, in spagnolo l'avviso di compleanno è diventato "f*ck you b*tches" (con la U e la I al posto degli asterischi) e "Vedi tutte le foto" è diventato "See all d*cks". Come traduzione di "ha commentato la foto", gli utenti spagnoli si sono visti un finissimo "ha fol*ado la foto", che per chi non mastica l'ispanico idioma apre nuovi orizzonti sulle forme di interazione fisica fra persone e immagini fotografiche.

Nella versione turca dell'interfaccia, invece, sono comparsi avvisi del tipo "Non è stato possibile inviare il tuo messaggio perché il tuo fallo è piccolo" al posto di "perché il destinatario è offline".

L'effetto si è diffuso anche al di fuori di Facebook, su tutti i siti che ospitano l'onnipresente pulsante "Mi piace" del social network e che quindi sono diventati diffusori di turpiloquio (per esempio, la versione turca di "Mi piace" è diventata un invito al congresso carnale di quattro lettere).

La faccenda ha spaventato parecchi utenti del social network, che hanno temuto che Facebook fosse stato "hackerato" e violato da potentissimi vandali. Invece no: era stata Facebook stessa a spalancare ai burloni le proprie porte. Il problema è stato corretto rapidamente, ma non prima di aver dimostrato la scarsa attenzione alla sicurezza dei gestori del social network, perché al posto delle parolacce avrebbero potuto esserci link a siti-trappola.

Queste sono le conseguenze dell'avidità di chi vuole risparmiare su tutto per fare ancora più fantastilioni. Speriamo che la lezione sia stata imparata.

Fonti: Allfacebook.com, Gawker,TechCrunch, The Register, Trend Micro.
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Commenti
Commenti (19)
Qualcuno non deve avere ancora raccontato a Mark Zuckerberg la storia delle mosche e del letame.
@Luigi

forse essendo un zuckerberg ha avuto l'idea di lanciare il letame quanto più lontano possibile da sè stesso in modo che le mosche non gli vengano vicino.

In effetti questo episodio suscita di certo curiosità e dubito che si traduca in un danno reale.
Assolutamente esilarante. Perché non ho pensato di hackerare la versione di Facebook in qualche lingua poco usata, tipo l'etrusco, il latino o il ladino?
spero bene che almeno l'input dell'utente venisse ripulito dall'html e quindi eventuali link non funzionassero.
Ahahahah senza offesa Paolo ma spero che questo tuo articolo non diventi troppo famoso ne letto...

Perchè? Perchè hai idea di cosa potrebbero combinare un po' di giovani burloni italici???

Vabbè adesso però lo condivido lo stesso...

-^___^-
A volte funziona piuttosto bene (Wikipedia ne è un esempio)

1, 2, 3, 4, 5, ...
Se un numero sufficiente di utenti traduceva una frase dell'interfaccia in un certo modo, quella traduzione veniva adottata automaticamente da Facebook e veniva resa pubblica e visibile a tutti

Secondo la tradizione, la bibbia ebraica venne tradotta in greco da settanta scribi, e tutte le versioni risultarono identiche (e tuttora questa versione della bibbia è detta "dei settanta").

Se il padreterno ha adottato questo sistema per validare il suo messaggio, perché Zuckerberg dovrebbe comportarsi in modo diverso?
Per mastrocigliegia

Secondo la tradizione, la bibbia ebraica venne tradotta in greco da settanta scribi, e tutte le versioni risultarono identiche (e tuttora questa versione della bibbia è detta "dei settanta").

A leggere la Lettera di Aristea a Filocrate erano 72. :-)
Per la precisione furono incaricati di tradurre solo la Torah, il Pentateuco dei cristiani, il resto venne tradotto successivamente. Ciononostante, la traduzione in greco di tutto l'Antico testamento è tuttora chiamata "dei Settanta".

Se il padreterno ha adottato questo sistema per validare il suo messaggio, perché Zuckerberg dovrebbe comportarsi in modo diverso?

Perché ai tempi del faraone non c'erano burloni e perdigiorno.
O questo è ciò che vogliono farci credere...
C'è anche un divetente errore italiano sullo status di sposato, è stato scoperto da poco e riferito qui
http://www.digitalfoolish.it/2010/08/errore-facebook-trasforma-sposato-in.html
@ mc

Se il padreterno ha adottato questo sistema per validare il suo messaggio, perché Zuckerberg dovrebbe comportarsi in modo diverso?

Però se il padreterno si fosse chiamato Signor Montagna di Zucchero oggi molte cose sarebbero diverse :-)
Ben gli sta. :P
Almeno un supervisore potevano mettercelo insomma, come succede su sourceforge per dire. A proposito, il sistema di traduzione crowdsourcing non è già adottato appunto da tutti i progetti opensource? Bene o male con quel sistema che Facebook vorebbe brevettare se ho capito bene: un sistema basato sui voti.
Può farlo?
"croudsourcing".
Esattamente quello che fanno da anni i produttori di elettronica di consumo, di videogiochi e di tanti altri prodotti, ma con il collaudo del prodotto finale, in questo caso.
Effettivamente è geniale in quanto:
1. il "beta tester" lo deve pagare l'azienda
2. mentre viene collaudato il prodotto, l'azienda non lo può ovviamente commercializzare, quindi non stai vendendo
3. i beta tester sono in numero limitato

Se tu demandi il collaudo del prodotto al cliente finale hai:
1. costo zero, anzi trai guadagno dalla vendita del prodotto, anche incompleto
2. vedi 1: puoi vendere il prodotto anche se incompleto
3. hai molti più beta tester a disposizione!

Certo, c'è il rischio del danno d'immagine. Per Apple questa regola non vale, loro sono immuni a tutto...
Vedi http://blog.terminologiaetc.it/2010/07/30/problemi-localizzazione-crowdsourcing/ per un articolo sullo stesso argomento ed altri post sul crowdsourcing.
Epic Fail XD
D'accordo su tutto, come al solito, tranne che su un particolare (e sull'annessa ansia moralisteggiante).
Scrivi:

Queste sono le conseguenze dell'avidità di chi vuole risparmiare su tutto per fare ancora più fantastilioni. Speriamo che la lezione sia stata imparata.

Ma Facebook è giunto in cash flow positivo solo a metà settembre dell'anno scorso, e i ricavi rischiano sempre di eccedere i costi nonostante i fortissimi introiti pubblicitari.
Non è un'azienda in salute, e - come scrive bene Rilik sopra - in tempi di vacche magre per chi non rischia di perdere i propri utenti per via della sua enorme massa critica i danni d'immagine possono essere preferiti a nuovi costi per tradurre tutta la struttura (e le eventuali modifiche) in più di una dozzina di lingue differenti.
@Rodri:
Però se il padreterno si fosse chiamato Signor Montagna di Zucchero oggi molte cose sarebbero diverse :-)

Davvero.

@qubrick:
Non è un'azienda in salute, e - come scrive bene Rilik sopra - in tempi di vacche magre per chi non rischia di perdere i propri utenti per via della sua enorme massa critica i danni d'immagine possono essere preferiti a nuovi costi per tradurre tutta la struttura (e le eventuali modifiche) in più di una dozzina di lingue differenti.

Sì, ma almeno un revisore, o per lo meno un moderatore madrelingua che evitasse le cazzate più grosse, avrebbero potuto ingaggiarlo.

Poi certo, considerando il livello culturale del facebookiano medio, hanno fatto anche troppo.
A volte funziona piuttosto bene (Wikipedia ne è un esempio)

E' una battuta, vero? Vero???
Per martinobri

A volte funziona piuttosto bene (Wikipedia ne è un esempio)

E' una battuta, vero? Vero???


O forse è riferito solo alla prima parte della frase: fa risparmiare. Su wikipedia non credo si siano verificati episodi di goliardia a base di espressioni turpi e scurrili in lingue poco note agli americani; la vera pornografia lì dentro è la gestione.
A volte funziona piuttosto bene (Wikipedia ne è un esempio)

E' una battuta, vero? Vero???

O forse è riferito solo alla prima parte della frase: fa risparmiare.


Pffiu!
Mi hai tolto un peso dal cuore.